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| Domenica 6 dicembre 2009 ore 11.00 RASSEGNA HAYDN LA SOCIETÁ Sinfonia n. 92 in Sol maggiore Oxford Concerto per violino e orchestra n. 4 in Sol maggiore Sinfonia n. 104 in Re maggiore Londra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Luca Santaniello Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Domenica 6 dicembre 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00/5,00) Nuovo appuntamento della Rassegna Haydn diretta dal Maestro Giuseppe Grazioli La Rassegna Haydn nasce in occasione del bicentenario della morte dellartista con lintento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno degli appuntamenti che compongono il ciclo, iniziato a novembre e in programma fino a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dallautore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro. Ogni appuntamento sarà preceduto da unintroduzione del Maestro Giuseppe Grazioli e di Giancarlo Lacchin, ricercatore di Estetica allUniversità degli Sudi di Milano. Come ha spiegato Giuseppe Grazioli: Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi. Il secondo concerto, domenica 6 dicembre alle ore 11.00, vedrà in programma la Sinfonia n. 92 in Sol maggiore Oxford, lavoro di vaste proporzioni che conclude, con tutta probabilità, la lunga e feconda carriera di Haydn quale compositore di corte presso il castello di Esterhàza. La Sinfonia fu concepita fra il 1788 e il 1789 e lampiezza della partitura, unitamente alla concezione grandiosa, furono fra i motivi per cui il musicista austriaco la scelse quale biglietto da visita per aprire la sua prima stagione in terra inglese, con un concerto tenutosi a Londra l11 marzo 1791. Segue il Concerto per violino e orchestra n. 4, composto tra il 1761 e il 1765. Il concerto è nato per il virtuoso dellorchestra di corte, il Konzertmeister italiano Luigi Tomasini. Il genere del concerto occupa un posto storicamente importante nella vasta produzione di Haydn, anche se i suoi esiti artistici sono forse discontinui a causa di una sua certa difficoltà nellimpiego del contrasto, lelemento caratterizzante dello stile concertistico; infatti, più che sul dualismo tra solo e tutti, il linguaggio e la concezione della forma di Haydn si fondano su un impiego compatto del materiale musicale, spesso elaborato sin nelle fibre più intime, quasi mai però messo in contrapposizione ad altro. La Sinfonia n. 104 del 1795, lultima del compositore, porta da sempre il titolo London, scritto di pugno di Haydn sulla prima pagina della partitura, anche se forse indica semplicemente il luogo di composizione. Mi interessava stupire il pubblico con qualche novità confessò il vecchio Haydn a proposito della sinfonia n. 103. Ma queste sorprese, il grottesco e nuovo, che forse caratterizza lo stile di Haydn, sono riscontrabili nella Sinfonia n. 104. Si articola in quattro tempi iniziando con una lenta introduzione in modo minore e riservando il maggiore giocoso allesordio vero e proprio dellAllegro. Il secondo tempo e un Andante nella forma tema e varizioni, mentre il terzo tempo, il Minuetto, appare in forma tripartita seguendo lo schema A-B-A. LAllegro spiritoso del finale è una citazione: il tema iniziale riprende una vecchia ballata slava. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione dorchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dellOpera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dellEnte Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi dYs, Don Carlo, LItaliana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, Lheure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, LEtoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto lOrchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del 900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: lopera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con lOrchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E appena stata pubblicata per letichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con lOrchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor allOpera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dellOpera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (Lelisir damore), allUniversità di Yale (Il Trittico e A Midsummer Nights Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo allOpera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Luca Santaniello ha intrapreso lo studio del violino alletà di sei anni sotto la guida della prof.ssa Lucina Invernizzi che lo ha seguito sino al diploma; ancora studente ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali. Diplomatosi quale privatista al Conservatorio G. Verdi di Milano nel 92 si è perfezionato nei due anni successivi a Sion in Svizzera, sotto la guida del maestro Tibor Varga. Ha frequentato in seguito i corsi del maestro Pavel Vernikov e per due anni il corso di violino di spalla con il maestro Giulio Franzetti a Fiesole. Quale violinista del Trio Felix ha conseguito con il massimo dei voti e la lode il diploma allAccademia di alto perfezionamento a Pescara; con la stessa formazione ha vinto tre concorsi nazionali e due internazionali e ha ottenuto un contratto discografico per la realizzazione di un CD. Ha collaborato con le più prestigiose orchestre italiane, e si è esibito in numerosi teatri in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Austria e Germania. Attualmente è spalla dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con la quale ha collaborato con direttori e solisti di fama mondiale tra cui Giulini, Chailly, Prêtre, Muti, Gergiev, Rostropovich, Argerich, Accardo, Joshua Bell, Blacher, Dindo, Brunello e altri. Con la stessa formazione diretta dal maestro R. Chailly ha inciso per la Decca il solo de I lombardi alla prima crociata di Verdi, nella stagione 2002-2003 si è esibito come solista con un violino Stradivari del 1703 appartenuto a J. S. Bach e ha suonato nelle sale più prestigiose dEuropa, Sud America e Giappone. Come primo violino del Quartetto darchi dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ha inciso un cd con trascrizioni di brani di Jimi Hendrix, Janis Joplin e dei Beatles. |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Haydn Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Franz_Joseph_Haydn&action=history Franz Joseph HaydnDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Haydn)
Thomas Hardy, Ritratto di Joseph Haydn, 1792 Franz Joseph Haydn [1] (Rohrau, 31 marzo 1732 – Vienna, 31 maggio 1809) è stato un compositore e pianista austriaco. Uno dei maggiori compositori del periodo classico, è considerato il "padre" della sinfonia e del quartetto d'archi. Trascorse la maggior parte della sua lunga carriera in Austria, come musicista di corte presso la famiglia Esterházy.
Biografia [modifica]Soprattutto per le prime fasi della vita di Haydn, le notizie più importanti provengono da un abbozzo autobiografico che il compositore scrisse nel 1776 e dalle prime biografie, apparse poco dopo la sua morte. Si tratta in particolare dei seguenti testi:
Infanzia [modifica]La Cattedrale di Santo Stefano a Vienna Haydn nacque da famiglia di modeste condizioni nel villaggio austriaco di Rohrau, vicino al confine ungherese. Suo padre, Mathias, era mastro carraio e per qualche tempo ricoprì l'incarico di Marktrichter (sindaco del villaggio), sua madre era cuoca nel castello dei Conti di Harrach. Mathias Haydn si dilettava a cantare ed a suonare (a orecchio) l'arpa; la famiglia - secondo i ricordi dello stesso Haydn - era "molto musicale". Il fratello Michael (1737 - 1806) diverrà anche lui compositore di notevole qualità; meno rilevante il talento di un terzo fratello musicista: Johann Evangelist, che diverrà cantante (tenore). Le capacità musicali di Joseph furono presto riconosciute, e nel 1738 gli venne data la possibilità di studiare a Hainburg an der Donau, presso Johann Matthias Franck, un parente maestro di coro. Così, dall'età di sei anni, Joseph Haydn lasciò per sempre la casa paterna. A Hainburg an der Donau Haydn soffrì non di rado la fame, ma imparò a suonare il clavicembalo e il violino, e cominciò a cantare le parti soliste di soprano nel coro della chiesa. Appena due anni più tardi, Georg von Reutter, direttore musicale dello Stephansdom (Duomo) di Vienna in viaggio in cerca di talenti, fu impressionato dalle doti canore di Haydn, che trovò un posto nella capitale come corista per i nove anni seguenti (gli ultimi quattro in compagnia del fratello Michael). Il lavoro nella cattedrale non fu molto utile al giovane Haydn né dal punto di vista materiale (continuò a patire occasionalmente la fame) né da quello didattico: Reutter era un compositore abbastanza quotato, ma trascurava i propri compiti di insegnante. La cattedrale di Vienna era comunque un importante centro musicale, e così Haydn poté apprendere e lavorare sulle opere dei maggiori compositori contemporanei. Giovinezza [modifica]Nel 1749, Haydn dovette abbandonare, dopo la muta della voce, il coro della cattedrale. Rimase a Vienna, ma iniziò per lui un periodo difficile, di grandi ristrettezze economiche, che - secondo i suoi primi biografi - seppe però affrontare con ottimismo. Iniziò a mettere a frutto le sue capacità musicali, suonando a pagamento in feste e serenate, dando alcune lezioni, scrivendo le sue prime composizioni, sia nel genere sacro (il Greisinger ci parla di alcuni mottetti che portò con sé in occasione di una visita al santuario di Mariazell), sia in quello della musica strumentale "di consumo" (serenate, minuetti). Tra gli amici con i quali in questo periodo faceva musica c'era Carl Ditters, destinato anche lui ad una importante carriera di compositore. Haydn cercava anche, in tutti i modi, di ampliare le sue basi teoriche e pratiche. Fu fondamentale, in proposito la conoscenza del vecchio e illustre compositore napoletano Nicola Porpora, che lo prese al proprio servizio come accompagnatore al clavicembalo (Porpora dava lezioni di canto) e come "valletto" dandogli in cambio lezioni gratuite. In alcune note autobiografiche del 1776, Haydn scrive: "non componevo in modo corretto fino a che non ebbi la fortuna di apprendere i principi fondamentali della composizione dal signor Nicola Porpora, che era allora a Vienna". La figura del burbero Porpora riaffiora in un ricordo riportato dal Greisinger: "Non mancavano certo gli "asino", "coglione", "birbante", o le gomitate nelle reni, ma non me la prendevo, perché da Porpora appresi molto di canto, di composizione e di italiano". [2] Un altro aspetto sul quale portano l'attenzione i primi biografi è lo strenuo lavoro autodidattico: fra i testi che studiò successivamente, Haydn tenne in grandissima considerazione il Versuch ueber die wahre Art das Clavier zu spielen, di Carl Philipp Emanuel Bach, il cui primo volume era apparso nel 1753. Di Emanuel Bach conobbe ben presto anche le prime sei sonate per cembalo, che imparò ad eseguire, e soprattutto prese a modello - come altre successive opere di quell'autore - dal punto di vista compositivo [3] Studiò, inoltre, il Gradus ad Parnassum di Fux e Der volkommen Kapellmeister di Mattheson. Con il progresso delle sue capacità compositive, Haydn poté affrontare la composizione di un'opera. Ciò poté accadere grazie al fortunato incontro con l'attore comico Johann Joseph Felix Kurz, noto col nome d'arte di Bernadon, che recitava al Teatro di Porta Carinzia. Per Bernadon Haydn compose le musiche della commedia Der krumme Teufel (Il diavolo zoppo). L'opera fu data alle scene nel 1753, ma non ebbe molte repliche, perché gli eccessivi contenuti satirici contro personaggi noti fecero sì che le autorità ne ordinassero il ritiro. La musica di questa prima prova teatrale haydniana è andata perduta. Agli stessi anni risalgono alcune composizioni strumentali significative, anche se è da ritenere poco fondata la notizia che i primi quartetti (conosciuti come op.1) fossero stati composti all'età di 19 anni (1750). Tale data va spostata di almeno sette anni più avanti [4]. In ogni modo, la fama del giovane musicista andava gradualmente accrescendosi e poté ottenere la protezione di alcune famiglie aristocratiche, che all'epoca era decisiva per la carriera di un compositore. La contessa Thun, dopo aver conosciuto una delle sue composizioni, lo ingaggiò come insegnante di canto e di cembalo. Più tardi il barone Carl Joseph Fürnberg lo raccomandò al conte Karl von Morzin, che nel 1757 gli diede il primo impiego a tempo pieno. Kapellmeister [modifica]L'incarico di Haydn presso il conte Morzin era quello di maestro di cappella. In questa veste, diresse la piccola orchestra del conte, per la quale scrisse le sue prime sinfonie[5]. Nel 1760, con la sicurezza che gli derivava da un lavoro fisso, Haydn si sposò con Maria Anna Keller (1729-1800), della cui sorella Therese era stato precedentemente innamorato. [6] A causa di improvvise ristrettezze finanziarie del conte Morzin, Haydn venne licenziato ma trovò subito una nuova sistemazione come assistente maestro di cappella degli Esterházy, una delle famiglie più ricche e importanti dell' Impero d'Austria. Alla morte del maestro di cappella, Gregor Werner, nel 1766, Haydn rilevò il suo posto, seguendo gli Esterházy nelle loro varie residenze. Tra le sue mansioni: scrivere nuove composizioni, dirigere l'orchestra di corte, suonare musica da camera per e con i suoi protettori e allestire rappresentazioni liriche. In ogni caso, nonostante l'impegno notevole, Haydn si considerava fortunato, dato che i principi Paul Anton e Nikolaus I erano raffinati intenditori di musica, che apprezzavano il suo lavoro e gli mettevano a disposizione tutto ciò di cui aveva bisogno. Durante i quasi trent'anni passati al servizio della famiglia, Haydn compose una mole impressionante di opere, e andò via via affinando il proprio stile. La sua popolarità andava crescendo di conseguenza, e, gradualmente, cominciò a scrivere anche indipendentemente dall'ambiente di corte. Numerose opere di questo periodo (tra cui le sinfonie dalla n. 82 alla n. 87) furono infatti scritte su commissioni esterne. Attorno al 1781, Haydn strinse amicizia con Wolfgang Amadeus Mozart. Quest'ultimo, ancora giovane, era stato molto influenzato dal collega più anziano, e gli dedicò una serie di quartetti d'archi, pratica molto insolita in un'epoca in cui i dedicatari erano solitamente aristocratici. Si possono ricercare anche radici massoniche nell'amicizia fra i due musicisti, che erano infatti membri della stessa loggia massonica. Nel 1789, iniziò una relazione platonica ma assai intensa con Maria Anna von Genzinger, moglie del medico personale del principe Nikolaus I Esterházy. La morte prematura di questa, quattro anni dopo, fu un duro colpo per Haydn: se ne può forse sentire un richiamo nelle Variazioni in fa minore per pianoforte (Hob XVII:6), insolitamente drammatiche. Londra [modifica]Partitura manoscritta di Haydn, conservata al British Museum Nel 1790, con la morte di Nikolaus I Esterházy, l'ensemble musicale della corte venne smantellato, e Haydn messo in pensione. Il compositore, ormai non più giovane, si trovò così libero di accettare un'offerta economicamente vantaggiosa, fattagli dall'impresario Johann Peter Salomon: libero dagli impegni di corte, viaggiare in Inghilterra e dirigere sinfonie con una grande orchestra. La musica di Haydn era già conosciuta dal pubblico inglese: la capitale aveva una intensa vita musicale e un mercato editoriale aggiornato e dinamico, ma i due soggiorni inglesi del compositore(1791-1792 e 1794-1795) si tradussero in un successo superiore ad ogni aspettativa. Il pubblico accorreva entusiasta ai suoi concerti. Haydn poté ottenere introiti consistenti, ma anche numerose amicizie, conoscenze e occasioni di vita mondana. A questo periodo risalgono alcune fra le opere più note di Haydn, anzitutto il suo ultimo gruppo di sinfonie, dette "Londinesi", dal n. 93 al 104, i sei quartetti op. 71 e 74, diverse sonate per pianoforte e un significativo gruppo di trii con pianoforte. Il periodo londinese, inoltre, mise Haydn a confronto con la permanenza, all'interno della cultura musicale d'oltremanica, del modello esemplare degli oratori di Händel. Da ciò nacque l'ispirazione che - dopo il ritorno a Vienna - lo porterà alla composizione dei due grandi oratori La Creazione (1798) e Le Stagioni (1801). I due oratori, inoltre, sono debitori della cultura britannica anche per quel che riguarda il testo. Il libretto del primo, che esiste in versione inglese e nella traduzione tedesca che ne fece il Barone olandese Gottfried van Swieten, è ispirato al grande modello della poesia di ispirazione biblica fornito dal Paradiso Perduto di Milton, quello del secondo (solo in tedesco) è invece imitato dal poema The Seasons dello scozzese James Thomson (1700-1748)[7]. L'unico passo falso nell'avventura londinese fu un'opera, L'anima del filosofo, per la quale ad Haydn fu pagata un'ingente cifra di denaro. Fu cantata solo un'aria e ne furono pubblicati 11 numeri. L'intera opera non fu rappresentata fino al 1950. Ritorno a Vienna [modifica]Alla fine del Settecento, Haydn prese seriamente in considerazione la possibilità di diventare un cittadino inglese, ma alla fine tornò a Vienna, dove si fece costruire una grande casa e si dedicò alla composizione di grandi opere sacre per coro e orchestra: tra queste i già citati oratori La creazione e Le stagioni, e sei messe per la famiglia Esterházy, che nel frattempo aveva ritrovato l'interesse per la musica. In questo periodo, Haydn scrisse anche gli ultimi nove quartetti per archi. E a dispetto della non più giovane età, esclamò in una lettera "quanto rimane ancora da fare in questa arte meravigliosa!". Nel 1802, una malattia di cui soffriva da tempo si acutizzò improvvisamente: al dolore fisico si aggiungeva l'impossibilità di dedicarsi al lavoro di composizione, nonostante la creatività fosse sempre tumultuosa. Durante gli ultimi anni, fu assistito con cura dai suoi servitori, e ricevette abitualmente numerose visite e pubblici riconoscimenti. Morì nel 1809, durante l'occupazione di Vienna da parte delle armate napoleoniche. Secondo la tradizione, le sue ultime parole sono state per tranquillizzare i suoi servitori durante il bombardamento su Vienna delle armate francesi. Napoleone mandò un picchetto d'onore a presenziare alle esequie. Ottimismo e religione [modifica]Joseph Haydn, secondo le testimonianze dei contemporanei, fu un uomo gioviale e ottimista: se ne può avere riscontro nel sense of humour che anima le sue opere e che spesso si esprime in scherzi e sorprese musicali. Alla corte degli Eszterházy era particolarmente rispettato, e creò un clima di lavoro estremamente disteso, contribuendo anche a difendere gli interessi economici dei colleghi. La caccia e la pesca erano i suoi passatempi preferiti. Cattolico fervente, usava vergare Laus Deo o espressioni simili alla fine dei manoscritti, e si dedicava alla preghiera quando le idee musicali stentavano a prendere forma sulla carta. I dipinti che lo ritraggono sono abbastanza discordi tra loro, e l'unica fonte affidabile per avere un'idea dei suoi tratti somatici è la maschera mortuaria in cera conservata nella sua casa-museo di Vienna. Le informazioni certe sul suo aspetto sono poche: basso di statura (probabilmente per la malnutrizione), divenne calvo in età adulta, e portava in viso i segni del vaiolo. Non bello, si meravigliò molto del successo riscosso a Londra tra il pubblico femminile. La musica [modifica]Haydn è stato spesso onorato del titolo di "padre della sinfonia"; sebbene l'appellativo sia giustificato solo in parte, poiché esistono precedenti e paralleli importanti sia in Italia sia in Germania, è indubbio che la produzione haydniana contribuì enormemente a riscattare questo genere strumentale dalla subalternità rispetto alla musica vocale, e a dargli una forma ampia, duttile e complessa. Per quanto riguarda il quartetto d'archi, invece, la paternità di Haydn è fuori discussione. Tramite questi due generi principali (a cui occorre aggiungere l'ampio corpus delle sonate per pianoforte e dei trii con pianoforte), Haydn divenne l'autore più conteso dalla vivace editoria musicale del suo tempo ed il punto di riferimento principale dello stile "classico" di fine Settecento. Lo sviluppo della forma-sonata in un mezzo espressivo flessibile e sofisticato, fino a diventare il soggetto principale del pensiero musicale classico, deve moltissimo a Haydn, e a quelli che proseguirono direttamente il suo lavoro. Inoltre, integrò la fuga nello stile classico, e arricchì il rondò con una logica tonale più coerente e organica. Fu anche il primo compositore a usare estensivamente la tecnica della doppia variazione, ovvero una variazione su due temi alternati, spesso in modo maggiore e minore. Struttura e carattere [modifica]Caratteristica fondamentale delle opere di Haydn è lo sviluppo di strutture ampie e articolate a partire da motivi brevi e relativamente semplici. Le sue composizioni furono così la base dello sviluppo successivo della tonalità e delle varie forme classiche come la sonata e il quartetto. La pratica compositiva di Haydn ha le sue radici nel contrappunto modale di Johann Fux, e allo stesso tempo nell'opera di Gluck e C.P.E. Bach. Di quest'ultimo, Haydn scrisse: "senza di lui, non sappiamo niente". Riguardo alla melodia, predilesse melodie facilmente scomponibili in parti più piccole, da sottoporre a combinazioni contrappuntistiche: in questo, anticipò in qualche modo l'opera beethoveniana. L'opera di Haydn è però legata quasi per antonomasia alla definizione della forma sonata. Durante il periodo Classico, la musica era dominata dalla tonalità, e le sezioni delle opere erano contrassegnate da passaggi tonali: Haydn si concentrò nella creazione di soluzioni espressive, argute, drammatiche, per condurre le transizioni più importanti fra le varie sezioni di un pezzo, ritardandole, o facendole avvenire di nascosto, ingannando l'ascoltatore. La forma sonata, che in seguito venne definita formalmente basandosi proprio sull'opera di Haydn, fu di gran lunga la struttura musicale più importante del XIX secolo. Le sue sezioni sono:
La struttura al tempo stesso rigida e vivace della sonata di Haydn ha influenzato moltissimo le opere di Beethoven: quest'ultimo, con la maturità, passò infatti da uno stile piuttosto discorsivo e disorganico nell'esposizione dei temi, alla rinnovata cura per la forma, con l'uso di temi più brevi e flessibili. Molta della musica di Haydn è stata scritta per allietare un principe e la sua corte, e il suo tono è di conseguenza tendenzialmente spensierato; questa inclinazione rifletteva probabilmente la personalità equilibrata e allegra del compositore. Le opere in modo minore, spesso estremamente serie e profonde, costituiscono delle fortissime eccezioni alla regola. I movimenti veloci delle opere di Haydn sono travolgenti, specialmente nei finali: alcuni esempi si trovano nella sinfonia n. 104 (London), nel quartetto op. 50 n. 1, e nel trio con pianoforte Hob XV: 27. Con l'arrivare della maturità, i movimenti lenti delle opere di Haydn acquistarono sempre maggiore profondità e complessità, come si può apprezzare per es. nei quartetti op. 76 n. 3 e 5, nella sinfonia n. 102, e nel trio con pianoforte Hob XV: 23. I minuetti, fortemente ritmati, mantennero sempre un carattere gioviale e popolaresco.
Evoluzione dello stile [modifica]Uno sguardo d'insieme sui quasi cinquant'anni di produzione haydniana mostra un graduale e costante aumento di complessità nella forma e nel linguaggio musicale. Le opere giovanili di Haydn risalgono ad un periodo di grandi cambiamenti, in cui lo stile compositivo del barocco, rappresentato da Johann Sebastian Bach e da Haendel, era ormai al tramonto. Come è stato già ricordato, tra gli autori di riferimento nella sua formazione ci fu Carl Philipp Emanuel Bach, il più geniale ed innovativo tra i figli di Johann Sebastian. Questa collocazione storica fa di Haydn uno dei grandi esploratori della musica del suo tempo. Nel gruppo delle prime sinfonie, di ispirazione almeno in parte tardobarocca, merita una menzione il ciclo delle nn. 6, 7 e 8, dal carattere moderatamente descrittivo, ispirate alle parti della giornata (i titoli francesi sono Le Matin, Le Midi e Le Soir). Composte probabilmente nel 1761, sono ricche di momenti concertanti (interventi solistici), di una accentuata ricerca timbrica e di una grande varietà di situazioni musicali (notevoli per es. il recitativo ed il duetto strumentali, su modello operistico, nel tempo lento della n. 7). Tra il 1767 e i primi anni del decennio successivo, Haydn inserì nelle sue opere elementi di maggiore intensità espressiva, soprattutto nei lavori in modo minore: anche se alcuni critici negano la possibile influenza del movimento letterario tedesco, questa fase è stata denominata dello Sturm und Drang. Alcune opere rilevanti di questo periodo sono le seguenti sinfonie:
E inoltre la sonata per pianoforte in do minore n. 30 Hob. XVI/20, e i sei quartetti per archi op. 20, risalenti al 1772. Nello stesso periodo, il suo interesse verso il contrappunto andò crescendo, con la scrittura delle fughe che chiudono tre dei quartetti op. 20. Il crescendo espressivo dello Sturm und Drang fu seguito da un ritorno ad un umore più sereno e giocoso. Nel periodo successivo, Haydn non scrisse nessun quartetto per archi, mentre le sinfonie assunsero nuove caratteristiche: l'inserimento di un'introduzione lenta, e la comparsa di timpani e trombe nelle partiture. Questi cambiamenti riflettevano un cambiamento radicale negli impegni professionali del musicista, che si allontanava dalla "musica pura" per avvicinarsi all'opera buffa. Diverse di queste opere (oggi rappresentate assai di rado) contengono delle ouverture che vennero riciclate come movimenti di sinfonia durante tutti gli anni 1770 e che aiutarono Haydn a mantenere una vasta produzione sinfonica in quel decennio di febbrile attività. Nel 1779, una modifica importante al contratto di Haydn gli diede la possibilità di pubblicare le sue composizioni senza ricevere l'autorizzazione del suo mecenate. Questa circostanza può avere accelerato il ritorno di Haydn verso la "musica pura": il punto di svolta può essere individuato nella pubblicazione dei sei quartetti per archi op. 33, che nella parole di Haydn erano scritti "in un modo completamente nuovo e speciale". Charles Rosen asserisce che ciò che Haydn dice è assolutamente vero. Egli sottolinea i progressi di Haydn nella tecnica di composizione che appaiono in questi quartetti, progressi che segnano l'avvento, in pieno fulgore, dello stile musicale del periodo classico. Questo stile include vari aspetti: una forma di fraseggio fluida, in cui ogni motivo emerge dal precedente senza interruzione; la pratica di lasciare che il materiale di accompagnamento si evolva in materiale melodico ed un certo "Contrappunto classico", in cui ogni parte strumentale mantiene la sua integrità. Questi aspetti li ritroviamo in molti quartetti che Haydn scrisse dopo l'opera 33. Nel 1790, stimolato dai frequenti viaggi in Inghilterra, Haydn sviluppò ciò che Rosen chiama lo "stile popolare", un tipo di composizione che, con un successo senza precedenti, creava musica con un grande richiamo popolare mantenendo nel contempo una colta e rigorosa struttura musicale. Un elemento importante dello stile popolare era l'uso frequente di materiali folcloristici. Haydn si prese cura di usare questo stile in momenti musicali appropriati, come i finali delle sonate o l'apertura del tema finale. Collocato in questi punti, il materiale folclorico serve come elemento stabilizzatore, aiutando a fissare una struttura più complessa. Lo stile popolare di Haydn si può sentire praticamente in tutto il suo lavoro degli ultimi anni, comprese le dodici Sinfonie di Londra, gli ultimi quartetti, i trii per piano e gli ultimi due oratori. Il ritorno a Vienna nel 1795 segnò l'ultima svolta nella carriera di Haydn. Anche se il suo stile musicale era di poco cambiato, lo erano invece le sue intenzioni. Mentre era a servizio di qualche aristocratico, o quando era un indaffarato imprenditore, Haydn scriveva velocemente e copiosamente le sue composizioni dovendo rispettare le frequenti scadenze. Da uomo ricco, il compositore godeva del privilegio di prendere tempo e scrivere per i posteri. Questo atteggiamento si riflette nel soggetto de La Creazione (1798) e Le stagioni (1801), che contengono temi importanti quali il significato della vita e dell'umanità e rappresentano un tentativo di rappresentare il sublime in musica. Le nuove intenzioni di Haydn si riflettevano anche nel fatto che impiegava molto più tempo a scrivere le sue opere: entrambi gli oratori furono composti in più di un anno. Haydn affermò di aver impiegato così tanto a scrivere La Creazione perché voleva farne un'opera che durasse nel tempo. Elenco delle opere [modifica]Anche se per alcune opere ci si riferisce ancora ai numeri d'opera (op.), il sistema di catalogazione più completo e diffuso è quello denominato Hob. o Hoboken, dalla classificazione del 1957 realizzata da Anthony van Hoboken. Concerti [modifica]
Nel folto catalogo di Haydn i concerti occupano uno spazio relativamente limitato. In gran parte risalgono al periodo giovanile. Nel piccolo elenco sopra riportato sono incluse le non molte opere che a tutt'oggi ritornano frequentemente nel repertorio concertistico e discografico. [8] Sinfonie [modifica]
Fra le registrazioni del ciclo completo delle sinfonie spicca l'integrale realizzata da Antal Dorati con la Philarmonia Hungarica per la Decca Records. Quartetti per archi [modifica]
Altra musica da camera [modifica]Oltre ai quartetti, Haydn compose molta altra musica da camera, fra cui numerosi Trii, sia per pianoforte[9] ed archi sia per baryton ed archi:
Fra i gruppi minori di composizioni per piccoli complessi di strumenti ricordiamo (senza la pretesa di esaurire l'elenco):
Sonate [modifica]
Le sonate per pianoforte di Franz Joseph Haydn non hanno ancora raggiunto il grado di popolarità che forse meritano, nonostante molti le ritengano di livello assolutamente confrontabile con quelle di Beethoven e di Mozart (e siano addirittura in numero maggiore). Molte di esse, soprattutto le prime, sono di durata inferiore ai quindici minuti. Oratori e Musica Sacra [modifica]Messe 1750-1782 [modifica]
Le ultime sei Messe [modifica]
Altre composizioni vocali sacre [modifica]
Le Sette ultime parole [modifica]Fa caso a sé una delle maggiori composizioni orchestrali di Haydn, commissionata dal Capitolo della Cattedrale di Cadice per un contesto liturgico (cerimonie del Venerdì Santo):
Della composizione venne poi realizzato un adattamento per quartetto d'archi e uno in forma di Oratorio per soli, coro e orchestra. Gli Oratori [modifica]
Opere teatrali [modifica]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Files audio (mp3) dal sito ufficiale dell'orchestra Ensemble XXI Moscow:
Files audio (mp3) dal sito Magnatune; licenza Creative Commons:
Files audio (mp3) dal sito del Borealis String Quartet. Registrazione live inedita. Download gratuito per esclusivo uso personale:
Partiture dal sito dell'Università dell'Indiana Variations Project
Discovering Music: Trasmissioni registrate (in formato Real Audio Metadata) nel sito BBC Radio3:
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| Compositori |
| LA CREAZIONE DI HAYDN MUSICA DAL CAOS PRIMORDIALE AL PARADISO PERDUTO René Jacobs e la Freiburger Barockorchester Giovedì 8 gennaio ore 20,30 Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica Riapertura di Stagione 2009 nel segno delle Feste per Haydn con l'Accademia di Santa Cecilia. E sarà proprio l'oratorio La Creazione del compositore tedesco, del quale quest'anno ricorrono i 200 anni dalla morte, a inaugurare l'8 gennaio alle ore 20,30 un anno di musica ad altissimo livello. Il capolavoro per soli, coro e orchestra è affidato al grande specialista del barocco René Jacobs (che dell’oratorio haydniano ha inciso su disco un’edizione superba) alla guida della Freiburger Barockorchester, la compagine con la quale è divenuto uno dei punti di riferimento per questo repertorio. Composta da un Haydn ormai sessantenne Die Schoepfung costò all’autore più di un anno di lavoro intenso (dall'ottobre del 1796 all'aprile del 1798), speso nel cercare di restituire con i suoni i primi giorni di vita dell’universo, accarezzare ed esaltare, con la complicità del testo biblico e dei versi (tradotti in tedesco) del Paradiso perduto di Milton, la bellezza di tutte le sue creature. Un'orchestra, enorme per l'epoca, di 120 strumentisti con un coro di 60 elementi, e tre solisti rievocano lo sconvolgimento del caos iniziale e il successivo dispiegarsi delle vicende della genesi, con accenti così drammatici e intensi da indurre molti storici a rintracciarvi gli influssi dello Sturm und Drang. La Creazione si divide in tre parti: la prima, dopo un preludio strumentale che descrive il caos originario, narra la creazione degli elementi naturali; nella seconda è illustrata la creazione degli animali fino all’essere superiore, l’uomo, immagine diretta di Dio; la terza, infine, consiste in un’idilliaca contemplazione del Paradiso terrestre abitato da Adamo ed Eva. Musicalmente, attraverso un’alternanza di recitativi, arie e cori si espone e si esalta tutto il processo della creazione del mondo. Giovedì 8 ore 20.30 Sala Santa Cecilia Feste per Haydn, Freiburger Barockorchester, RIAS Kammerchor René Jacobs direttore Julia Kleiter soprano, Maximilian Schmitt tenore, Johannes Weisser basso Haydn Die Schoepfung (La Creazione) Info 06 80 82 058 www.santacecilia.it |