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Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Premio_d%27Italia

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gran_Premio_d%27Italia&action=history

Gran Premio d'Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Coordinate: 45°37′01″N 9°16′57″E / 45.61694, 9.2825

Gran Premio d'Italia di Formula 1
Stagioni 1950-2007
Prima edizione nel 1921
Circuiti | Fornitori | Gran Premi | Persone | Piloti | Scuderie | Stagioni | Template di navigazione | Template sinottici | Vetture
Tutti gli articoli

Il Gran Premio automobilistico d'Italia è una delle gare classiche del Campionato Mondiale di Formula 1. Si disputa la seconda domenica di settembre sulla pista dell'Autodromo di Monza.

Indice

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La storia [modifica]

Il rettilineo del circuito monzese

Il primo Gran Premio d'Italia si disputò il 4 settembre 1921 a Montichiari in provincia di Brescia, su un circuito ricavato da strade aperte al traffico. L'anno seguente fu costruito l'Autodromo Nazionale di Monza e da allora si è sempre corso sulla pista monzese, fatta eccezione per quattro edizioni (1937, 1947, 1948 e 1980).

Nel 1928 si verificò durante la corsa un gravissimo incidente: il pilota Emilio Materassi perse il controllo dell'auto sul rettilineo d'arrivo e a 300 km/h piombò in mezzo al pubblico assiepato a bordo pista uccidendo 30 persone. A seguito di questo luttuoso evento nei due anni successivi il Gran Premio non si svolse, riprendendo solo nel 1931. Nel 1937 si corse sul circuito di Montenero a Livorno, per ritornare l'anno seguente a Monza per l'ultima edizione prima della Seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra il Gran Premio riprese nel 1947: la pista di Monza tuttavia era ancora inagibile a causa dei gravi danni causati dalle vicende belliche. Si corse perciò in quell'anno a Milano e nel 1948 a Torino. Dal 1949 si ritornò sul tracciato monzese. Nel 1950 fu istituito il Campionato mondiale di Formula 1 e da allora il Gran Premio d'Italia ne ha sempre fatto parte: nei primi anni era addirittura la gara conclusiva, in seguito sono stati inseriti altri Gran Premi in date successive.

Nel 1980, per venire incontro alla richiesta degli appassionati romagnoli, il Gran Premio d'Italia si disputò sulla pista dell'Autodromo di Imola. Dall'anno successivo il Gran Premio d'Italia ritornò a Monza, mentre ad Imola fu assegnato il Gran Premio di San Marino. Da allora fino al 2006 si sono sempre disputati due Gran Premi sul territorio italiano.

L'edizione 2006 è stata vinta da Michael Schumacher, su Ferrari, in una corsa che passerà alla storia per la conferenza stampa, nella quale il tedesco annuncia il ritiro e incorona Kimi Raikkonen suo erede.

 

Albo d'oro [modifica]

 

Prima del Campionato Mondiale [modifica]

anno circuito pilota vettura
1921 Montichiari Jules Goux Ballot
1922 Monza Pietro Bordino FIAT
1923 Monza Carlo Salamano FIAT
1924 Monza Antonio Ascari Alfa Romeo
1925 Monza Gastone Brilli-Peri Alfa Romeo
1926 Monza Sabipa Bugatti
1927 Monza Robert Benoist Delage
1928 Monza Louis Chiron Bugatti
1931 Monza Campari e Nuvolari Alfa Romeo
1932 Monza Tazio Nuvolari Alfa Romeo
1933 Monza Luigi Fagioli Alfa Romeo
1934 Monza Luigi Fagioli/Rudolf Caracciola Mercedes-Benz
1935 Monza Hans Stuck Auto-Union
1936 Monza Bernd Rosemeyer Auto-Union
1937 Livorno Rudolf Caracciola Mercedes-Benz
1938 Monza Tazio Nuvolari Auto-Union
1947 Milano Carlo Trossi Alfa Romeo
1948 Torino Jean-Pierre Wimille Alfa Romeo
1949 Monza Alberto Ascari Ferrari

 

Validi per il Campionato Mondiale [modifica]

anno circuito pilota vettura
1950 Monza Nino Farina Alfa Romeo
1951 Monza Alberto Ascari Ferrari
1952 Monza Alberto Ascari Ferrari
1953 Monza Juan Manuel Fangio Maserati
1954 Monza Juan Manuel Fangio Mercedes
1955 Monza Juan Manuel Fangio Mercedes
1956 Monza Stirling Moss Maserati
1957 Monza Stirling Moss Vanwall
1958 Monza Tony Brooks Vanwall
1959 Monza Stirling Moss Cooper
1960 Monza Phil Hill Ferrari
1961 Monza Phil Hill Ferrari
1962 Monza Graham Hill B.R.M.
1963 Monza Jim Clark Lotus
1964 Monza John Surtees Ferrari
1965 Monza Jackie Stewart B.R.M.
1966 Monza Ludovico Scarfiotti Ferrari
1967 Monza John Surtees Honda
1968 Monza Denny Hulme McLaren
1969 Monza Jackie Stewart Matra
1970 Monza Clay Regazzoni Ferrari
1971 Monza Peter Gethin B.R.M.
1972 Monza Emerson Fittipaldi Lotus
1973 Monza Ronnie Peterson Lotus
1974 Monza Ronnie Peterson Lotus
1975 Monza Clay Regazzoni Ferrari
1976 Monza Ronnie Peterson March
1977 Monza Mario Andretti Lotus
1978 Monza Niki Lauda Brabham
1979 Monza Jody Scheckter Ferrari
1980 Imola Nelson Piquet Brabham
1981 Monza Alain Prost Renault
1982 Monza René Arnoux Renault
1983 Monza Nelson Piquet Brabham
1984 Monza Niki Lauda McLaren
1985 Monza Alain Prost McLaren
1986 Monza Nelson Piquet Williams
1987 Monza Nelson Piquet Williams
1988 Monza Gerhard Berger Ferrari
1989 Monza Alain Prost McLaren
1990 Monza Ayrton Senna McLaren
1991 Monza Nigel Mansell Williams
1992 Monza Ayrton Senna McLaren
1993 Monza Damon Hill Williams
1994 Monza Damon Hill Williams
1995 Monza Johnny Herbert Benetton
1996 Monza Michael Schumacher Ferrari
1997 Monza David Coulthard McLaren
1998 Monza Michael Schumacher Ferrari
1999 Monza Heinz-Harald Frentzen Jordan
2000 Monza Michael Schumacher Ferrari
2001 Monza Juan Pablo Montoya Williams
2002 Monza Rubens Barrichello Ferrari
2003 Monza Michael Schumacher Ferrari
2004 Monza Rubens Barrichello Ferrari
2005 Monza Juan Pablo Montoya McLaren
2006 Monza Michael Schumacher Ferrari
2007 Monza Fernando Alonso McLaren

 

Voci correlate [modifica]

Questa voce dovrà essere rivista e aggiornata nel mese di settembre del 2008.
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Ferrari

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Ferrari S.p.A.
 
Nazione bandiera Italia
Tipologia Società per azioni
Fondazione 1947 (marchio Ferrari automobili) a Maranello
Fondata da Enzo Ferrari
Sede principale Maranello
Gruppo Fiat SpA
Persone chiave
Settore Autoveicoli
Prodotti
Fatturato 1,919 miliardi di € (2010)
Dipendenti 2.926 (2007)
Sito web www.ferrari.com
 

Ferrari S.p.A. è una casa automobilistica italiana, fondata da Enzo Ferrari, che produce autovetture sportive d'alta fascia e da gara. Essa gestisce, tra l'altro, una delle più celebri e titolate squadre sportive impegnate nelle competizioni automobilistiche del mondo: la Scuderia Ferrari. La sede dell'azienda è situata a Maranello, in provincia di Modena ed è guidata, dal 1991, da Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di Confindustria e del Gruppo Fiat.

Il simbolo ufficiale, storicamente rappresentato da un cavallino rampante, è attribuibile a quello dell'aviatore romagnolo ed asso della prima guerra mondiale Francesco Baracca (1888-1918) ceduto personalmente dalla madre nel 1923 come portafortuna ad Enzo Ferrari e da allora diventato emblema del marchio Ferrari e dello stesso reparto corse.

Nell'anno fiscale 2008 Ferrari S.p.A. ha venduto 6.587 vetture per un fatturato di 1,921 miliardi di euro.[1]

Indice

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[modifica] Storia

Ingresso della fabbrica della Ferrari

Ferrari 360 GTC

Ferrari 599 GTB Fiorano

La nascita della Ferrari viene spesso fatta coincidere con la fondazione, nel 1929 a Modena, della S.A. Scuderia Ferrari anche se un'analisi più approfondita farebbe emergere delle discordanze. L'imprecisione risiede nel fatto che suddetta società non produceva automobili bensì era la responsabile della messa a punto di quelle dell'Alfa Romeo, allora partecipanti a svariate competizioni.

Dunque, per essere più rigorosi, l'azienda nasce ufficialmente il 13 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. Le sue prime commissioni sono la costruzione di componenti per velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture diventa l'attività principale. La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, è la Auto Avio Costruzioni 815 datata 1940, mentre la seconda, sempre in soli due esemplari, è la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947, e fu guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore Ferrari[2]. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse: clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite. Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambia denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1969 la Ferrari SpA entra a far parte del gruppo FIAT[3]. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario diventa per il 90% della FIAT mentre la parte restante diventa del figlio Piero Lardi Ferrari che rimane anche all'interno del team aziendale come vice presidente. Nel 2006 il 5% delle azioni è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, società che ha promosso anche la costruzione del Ferrari World ad Abu Dhabi. Ferrari è poi ritornata in possesso di questo 5% nel corso del 2010.

[modifica] Le corse

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Scuderia Ferrari.

La vera passione di Enzo Ferrari, nonostante gli ottimi affari derivanti dalla vendita di autovetture, è stata sempre la corsa. La sua Scuderia era iniziata come uno sponsor indipendente per piloti di varie macchine, ma divenne presto parte del team corse dell'Alfa Romeo. Dopo l'uscita di Enzo Ferrari dall'Alfa, egli iniziò a progettare e produrre vetture per proprio conto; il team Ferrari apparve per la prima volta sulla scena di gran premi europei dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima monoposto costruita dalla Ferrari, la "125", debutta al Gran Premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino, pilotata dal francese Raymond Sommer che si qualifica terzo alle spalle di Wimille (Alfa Romeo) e Villoresi (Maserati).

Ferrari di Formula 1

La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco. José Froilan González diede al team la sua prima vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951. Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo l'anno successivo.

La Ferrari è, ad oggi, l'unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1 e, soprattutto, quello con il maggior numero di successi: vanta il record di 15 titoli di Campione del mondo piloti (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, e nel 2007), il record di 16 titoli di Campione del mondo costruttori (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, e nel 2008) ed il record di 204 vittorie in un Gran Premio (aggiornato al 2 novembre 2008).

Tra i piloti famosi che hanno corso per la "Rossa": Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Clay Regazzoni, Niki Lauda, Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Alain Prost, Nigel Mansell, Michael Schumacher, Gerhard Berger, Jean Alesi, Felipe Massa, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso.

Il 14 gennaio 2007 la Ferrari ha presentato la F2007, la sua 53° monoposto, la prima dopo l'era Schumacher. Il 18 marzo a Melbourne, con Kimi Raikkonen, la Ferrari ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2007 con una vittoria.

Il 21 ottobre a San Paolo la Ferrari si è aggiudicata il suo 15º titolo mondiale piloti con Kimi Raikkonen. Particolare significato ha assunto la vittoria, arrivata in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory, poiché alla vigilia la situazione in classifica vedeva i 2 piloti McLaren, Hamilton ed Alonso, precedere il finlandese rispettivamente di 7 e 3 punti. Ma grazie a una doppietta Raikkonen-Massa, e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa, che lo relegarono nelle retrovie, Raikkonen scavalcò i rivali della scuderia anglo-tedesca in classifica, vincendo il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. La Ferrari aveva già vinto anche il titolo costruttori, arrivato in Belgio dopo la cancellazione dei punti della McLaren nel campionato marche per la vicenda di spionaggio ai danni della scuderia di Maranello.

Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò anche la costruzione di un'autovettura per la partecipazione al campionato di Formula Indy e alla 500 miglia di Indianapolis, in risposta alla FOM, che non accettava alcune richieste di Ferrari per il nuovo Patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere la scuderia abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per le gare americane, Bernie Ecclestone accettò le richieste di Ferrari, così la vettura non venne mai utilizzata in gara.

[modifica] Il "cavallino rampante"

Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il cavallino rampante di nero in campo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.

Francesco Baracca

Il cavallino rampante era originariamente l'emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, che l'asso della prima guerra mondiale faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca.[senza fonte]

Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse una corsa all'autodromo di Savio, vicino a Ravenna, e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre di Baracca. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il cavallino sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna; tuttavia la prima corsa nella quale l'Alfa permise di utilizzare il cavallino sulle macchine della Scuderia fu la 24 ore di Spa del 1932. La Ferrari vinse.

Nel 1945 Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, giovane incisore milanase. Nel progetto ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), viene aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. Il cavallino rampante è un marchio registrato della Ferrari.

[modifica] Rosso Corsa

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rosso Corsa.

Fin dagli anni venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo è il colore consueto per le vetture italiane che gareggiano in campionati automobilistici, in base ad un provvedimento, preso durante le due guerre mondiali, dall'associazione che in seguito verrà chiamata FIA. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come rosso Alfa) ad una tinta notevolmente più accesa, nota come rosso corsa. Nello schema FIA, le auto francesi come la Bugatti sono blu, le tedesche come la BMW e la Porsche bianche, le inglesi Lotus Cars e Jaguar verdi, eccetera. Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di formula uno, dopo l'acquisizione Fiat, ci sono state variazioni di tonalità: di anno in anno, più chiare o più scure, assecondando gli interessi degli sponsor.

[modifica] Vetture

Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato, opera di illustri progettisti e designer quali Pininfarina e Giugiaro, sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi e giovani di tutto il mondo, particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati dell'Est e dell'Oriente. Altri designer e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12.

Nel luglio 2009 è stata presentata in anteprima la Ferrari 458 Italia, entrata in produzione nel 2010. In seguito sono state presentate la 599 GTO e la SA Aperta, costruita in 80 esemplari per celebrare gli 80 anni di Pininfarina.

[modifica] Stradali

[modifica] In produzione

Ferrari California
Ferrari 612 Scaglietti

[modifica] Tutti i modelli stradali Ferrari

[modifica] Da competizione ed utilizzo esclusivo in pista

[modifica] In produzione

[modifica] F1
[modifica] Altre competizioni

[modifica] Fuori produzione

[modifica] F1, F2 ed altre monoposto

("P" indica che la vettura ha vinto il Titolo Mondiale Piloti, "C" che ha vinto quello Costruttori.)

[modifica] XX Programmes
[modifica] Altre competizioni

[modifica] Prototipi

Il Ferrari Store a Milano

[modifica] One-off

[modifica] Bibliografia

  • Giulio Rancati, Franco Carsico, Ferrari che macchine, Milano, EIM, 1996.
  • Luca Dal Monte-Umberto Zapelloni, La Rossa e le Altre, Baldini & Castoldi, 2000
  • Sergio Massaro, Ferrari, un mito, Demetra, 2002, ISBN 88-440-2558-2
  • Paolo D'Alessio, Fantastic Ferrari, Gribaudo, 2004, ISBN 88-8058-881-8

[modifica] Note

  1. ^ Articolo di Quattroruote
  2. ^ Franco Cortese su “virtualcar.it”
  3. ^ Enzo Ferrari in Ferrari.com. URL consultato il 15 maggio 2011.

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