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| AL VIA LA SECONDA FASE DEI LAVORI DEL
MEMORIALE DELLA SHOAH DELLA STAZIONE CENTRALE Milano, 5 maggio 2011 – Un nuovo contributo da parte del Comune di Milano per dare il via alla seconda fase dei lavori del “Memoriale della Shoah della Stazione Centrale” (Binario 21). La Giunta, infatti, ha previsto uno stanziamento di 500mila euro che verranno impegnati dalla “Fondazione Memoriale della Shoah”, presieduta da Ferruccio De Bortoli, per la ripresa dei lavori di realizzazione del Memoriale. Uno stanziamento pubblico, che accanto ad importanti donazioni di privati, permette l’avvio della seconda fase del progetto. Il contributo è un’integrazione del Fondo di dotazione della Fondazione per il quale nel 2008 l’amministrazione aveva stanziato un milione e mezzo di euro destinati alla realizzazione e all’allestimento degli spazi della Stazione Centrale. Inoltre lo scorso dicembre è stata erogata la somma di oltre 56mila euro corrispondente agli incassi della mostra “Maurizio Cattelan” che è stata ospitata a Palazzo Reale nell’ottobre 2010. E’ del gennaio 2010 la posa della prima pietra del “Memoriale della Shoah” alla Stazione Centrale, un luogo nato per onorare le vittime dell’Olocausto, per non dimenticare la tragedia della deportazione e dei campi di sterminio anche attraverso l’esposizione dei vagoni che da Milano partirono alla volta di Auschwitz-Birkenau e Bergen-Belsen il 30 gennaio 1944. Il Memoriale vuole essere una struttura vivente, un luogo di studio, di scambio, per discutere, capire e meditare. Il progetto, che porta la firma degli architetti Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis, che hanno raccolto il testimone del compianto Prof. arch. Eugenio Gentili Tedeschi, risale al 2002 ma è stato definito in modo più dettagliato, nel 2007, con la nascita della Fondazione del Memoriale della Shoah, di cui il Comune di Milano è socio fondatore. Si estende su una superficie di circa 7mila metri quadrati e prevede due parti distinte: una di memoriale, l’altra destinata invece allo studio, alla riflessione e al dialogo. Accanto alla seconda fase dei lavori del Memoriale è in corso di realizzazione anche la riqualificazione di tutta l’area di via Ferrante Aporti antistante il Memoriale. |
| DOCUMENTAZIONE CONTENUTA NELLA CARTELLA MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO • Che cos’è Pag. 1 - Struttura del progetto Pag. 3 - L’area del Memoriale Pag. 4 - L’area del Laboratorio della Memoria Pag. 6 • Scheda di sintesi Pag. 7 • La Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Pag. 8 Milano, 5 maggio 2011 per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners 1 IL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO (BINARIO 21) Che cos’è Il Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21) sorge in un’area della Stazione Centrale situata al di sotto dei binari ferroviari ordinari. L’area era originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali e aveva accesso diretto a Via Ferrante Aporti. Tra il 1943 e il 1945 questo fu il luogo in cui centinaia di deportati furono caricati su vagoni merci, che venivano sollevati tramite un elevatore e trasportati così al sovrastante piano dei binari. Una volta posizionati alla banchina di partenza, venivano agganciati ai convogli diretti ai campi di concentramento e sterminio (Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen) o ai campi italiani di raccolta come quelli di Fossoli e Bolzano. I primi convogli partirono dal binario 21 nella fredda mattina del 30 gennaio 1944, nella quale furono deportati ad Auschwitz 605 ebrei milanesi. Tra questi, c’era Liliana Segre: aveva 14 anni e partì con suo padre, morto ad Auschwitz. Liliana Segre è una dei pochissimi superstiti: dei 605 ebrei deportati quella mattina tornarono a casa soltanto in ventidue. Il progetto nasce con l’obiettivo di realizzare - nello stesso luogo in cui ebbe inizio a Milano l’orrore della Shoah - uno spazio che non solo ci “ricordi di ricordare”, rendendo omaggio alle vittime dello sterminio, ma che rappresenti anche un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. Un luogo di commemorazione, quindi, ma anche uno spazio per costruire il futuro e favorire la convivenza civile. Il Memoriale vuole essere, infatti, un luogo di studio, ricerca e confronto: un memoriale per chi c’era, per chi c’è ora ma soprattutto per chi verrà. per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners 30 gennaio 1944 Uno spazio per favorire la convivenza civile materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati La storia del Memoriale Il progetto di realizzazione del Memoriale della Shoah di Milano nasce nel 2002, originariamente promosso dall'Associazione Figli della Shoah, dalla Comunità Ebraica di Milano, dalla Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, dall'Unione delle Comunità Ebraiche di Milano e dalla Comunità di Sant'Egidio. L'idea iniziale di costruire un Museo della Memoria si trasforma presto in un progetto più ampio, che affianca ad una struttura "commemorativa" un Laboratorio in cui rielaborare la tragedia della violenza nazifascista. Subentra così l'esigenza di usufruire di una superficie più ampia rispetto a quella pensata in origine: dai circa 5.000 mq originari, il progetto architettonico arriva, nel 2008, a prevedere uno spazio di circa 7.000 mq. Con l'obiettivo di riportare alla luce il ricordo delle deportazioni e di stimolare, al contempo, la coscienza collettiva, emerge l'ipotesi di costruire il Memoriale in prossimità del Binario 21, presso la Stazione Centrale di Milano. Tra tutti i luoghi che in Europa sono stati teatro delle deportazioni, questo è il solo ad essere rimasto intatto. Nel 2004 viene elaborato un progetto preliminare da parte dell'Architetto Guido Morpurgo insieme al Professor Eugenio Gentili Tedeschi; questa prima versione, presentata nel novembre dello stesso anno alla Società Grandi Stazioni, attraversa nel corso degli anni un'importante evoluzione. Nel luglio 2005 esso viene presentato, comprensivo di alcuni aggiornamenti, agli Uffici della Presidenza della Repubblica. Con la nascita della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, nel 2007, il progetto, nel frattempo interamente rielaborato ed ampliato agli architetti Guido Morpurgo ed Annalisa de Curtis - Morpurgo de Curtis ArchitettiAssociati -, si definisce in maniera più dettagliata, e nel settembre 2008 ne viene presentata pubblicamente una nuova versione in occasione dell’accordo siglato tra Ferrovie dello Stato e la Fondazione Memoriale della Shoah per la cessione delle aree. Il 26 gennaio 2010 ha luogo la cerimonia di posa della prima pietra per la realizzazione del Memoriale. A fine dicembre 2010, ultimata la realizzazione degli uffici, delle opere strutturali della biblioteca, il restauro delle superfici originarie, i lavori vengono interrotti per mancanza di fondi e la Fondazione decide di promuovere una campagna di sensibilizzazione e raccolta donazioni per rendere possibile il proseguimento del progetto. per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners 2 materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati 3 Struttura del progetto La struttura si articola su due aree principali: il Memoriale e il Laboratorio della Memoria. per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners Due aree distinte Memoriale - Pianta piano terreno Memoriale Laboratorio della Memoria Mostre temporanee Biblioteca Muro dei nomi Luogo di riflessione materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati 4 Il Memoriale della Shoah, che si estende complessivamente su una superficie di circa 7.000 mq, si sviluppa su due piani, piano terreno e piano interrato, ed è caratterizzato dal rispetto della morfologia originaria del luogo. Si tratta di un sistema di spazi integrati in sequenza, che delineano un percorso che ha inizio con la "Sala delle testimonianze", riempita dalle voci dei sopravvissuti sino a giungere allo spazio di manovra dei vagoni, chiamato "Binario della Destinazione ignota", per concludere con il "Muro dei Nomi", emblema del ricordo del dramma della Shoah. L’area del Memoriale L'atrio del Memoriale è l'ingresso originario alle aree di manovra in cui nel 1944 fecero il proprio ingresso i camion che trasportavano i deportati. Quest'area ospita una lunga rampa che compensa il dislivello dell'area offrendo una continuità tra le sezioni della struttura. per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners Memoriale - Pianta piano interrato Biblioteca Auditorium Bookshop Deposito Bar Libri Biblioteca Prima e seconda campata: l’atrio e il ricevimento dei visitatori materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati 5 Proseguendo verso l'interno, la struttura prevede uno spazio dedicato all'accoglienza dei visitatori, comprensivo di un'area guardaroba e di un punto informazioni. La terza campata ospita gli allestimenti permanenti del Memoriale. L'Osservatorio affacciato sull’area dei binari segna l'inizio del percorso all'interno del Memoriale. Un primo richiamo storico alla tragedia della Shoah è offerto dal "Monolite introduttivo", sorta di prisma lungo circa 13 metri sospeso, nel quale vengono proiettati video interattivi tramite funzioni touch screen. Questo allestimento ha il compito di riassumere le tappe della Shoah e la vicenda delle deportazioni da Milano-Centrale. Segue una sequenza di sette ambienti nei quali è possibile assistere alle testimonianze video-registrate dei sopravvissuti: la Sala delle Testimonianze, che offre anche una visuale diretta della banchina in cui avvenivano le deportazioni. Lo spazio della quarta campata ospita il Binario della Destinazione ignota, banchina originariamente utilizzata per il carico e scarico dei vagoni postali che appartiene all’area di manovra ferroviaria: attraverso un carrello traslatare e un montavagoni, avveniva il sollevamento dei carri al livello del piano dei binari, lo stesso delle banchine passeggeri. Al fine di mantenere l'area il più inalterata possibile, il progetto non prevede installazioni in questa zona. Da qui i visitatori possono attraversare due dei quattro vagoni originali e accedere così alla successiva banchina, raggiungibile anche grazie a due passerelle situate alle estremità del convoglio. Il percorso dei visitatori continua con l'area del Muro dei Nomi, posizionato lungo tutta la seconda banchina, sul quale si leggeranno i nomi di tutti coloro che furono deportati dalla Stazione Centrale di Milano alla volta dei campi nazisti. per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners Quarta campata: il Binario della Destinazione ignota Quinta campata: il Muro dei Nomi e il Luogo di Riflessione Terza campata: inizio del percorso e Sala delle Testimonianze materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati 6 Il percorso del Memoriale termina con il Luogo di Riflessione, un allestimento a forma troncoconica con diametro di circa 10 metri, situato nella fossa di traslazione nord, isolato rispetto agli altri spazi del Memoriale per favorire il raccoglimento dei visitatori. Il Luogo di Riflessione incarna la necessità di ricordare la tragedia dello sterminio e l'importanza di rielaborarla internamente, per farla propria e per trasmetterla alle generazioni future. Per questo motivo, proprio questo luogo rappresenta il collegamento tra le due aree del Memoriale e del Laboratorio della Memoria. Dopo essere stato nel Luogo della Riflessione, infatti, il visitatore ha accesso alla biblioteca e agli altri spazi del Laboratorio: dalla percezione alla rielaborazione. L’area del Laboratorio della Memoria Nel Laboratorio della Memoria è situata la Biblioteca che potrà ospitare fino a 45.000 volumi. Le pareti della Biblioteca sono in vetro, e garantiscono un isolamento acustico adeguato e necessario a fronte della vicinanza del trasporto ferroviario. La Biblioteca ospita 4 librerie: la principale, sul lato ovest, si articola su tre livelli in corrispondenza della sala lettura e su un unico livello in corrispondenza della sala ricerca e consultazione a piano terreno, la seconda libreria, ad est, è posizionata nella sala lettura al piano interrato, la terza, a nord, si articola su due livelli, la quarta, a sud, è posizionata sui due piani del ballatoio appeso in corrispondenza della facciata della biblioteca verso il patio. Oltre la Biblioteca si trova la Sala dei Memoriali, dotata di diverse postazioni che daranno accesso alla connessione web con il network di tutti i Memoriali e musei del mondo dedicati alla Shoah, che svolgerà anche l’importante funzione di spazio dedicato alla didattica estendibile anche al patio antistante. L'area dell'Auditorium si estende per 30 metri e ha una capienza di 200 posti. E' pensata come uno spazio dedicato a proiezioni, presentazioni e momenti di confronto e dibattito. Nel Laboratorio, inoltre, si trova uno spazio adibito a mostre ed esposizioni temporanee, mentre a chiudere il percorso sarà un Bookshop specialistico sulla materia. per La Biblioteca e la sala dei Memoriali Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners L’Auditorium e le altre aree del Laboratorio materiale iconografico © Morpurgo de Curtis Architetti Associati 7 IL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO (BINARIO 21) Scheda di sintesi Superfici generali (SLP) - Piano Terreno / Rialzato: 5.670,00 mq - Piano Interrato: 1.390,00 mq - Totale: 7.060,00 mq Biblioteca: 424 mq (246 mq al piano terreno e 178 mq al piano interrato) Luogo di riflessione: 60 mq Uffici della Fondazione: 219 mq Bookshop: 96 mq Auditorium: 265 mq Spazio mostre temporanee: 250 mq Inizio cantiere: Dicembre 2009 per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners 8 LA FONDAZIONE MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO Fondatori della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano • Unione Comunità Ebraiche Italiane • Ferrovie dello Stato • Associazione Figli della Shoah • Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea • Comunità Ebraica di Milano • Comune di Milano • Provincia di Milano • Regione Lombardia • Comunità di Sant’Egidio Sostenitori • Europa Risorse • Esselunga – Bernardo Caprotti • Comitato Foresta dei Giusti Partner • Barabino & Partners per Comitato Foresta dei Giusti Sostenitori: Europa Risorse | Esselunga - Bernardo Caprotti Fondatori: | Partner: Barabino & Partners |
| comunicato stampa CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO Musicisti palestinesi, israeliani e italiani insieme sul palcoscenico del Teatro Comunale Si terrà lunedì 26 gennaio alle ore 21 presso il Teatro Comunale Luciano Pavarotti il Concerto della Memoria e del Dialogo. L’appuntamento, a ingresso libero, è presentato in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Modena ed è frutto del progetto Modena/Gerusalemme, promosso e realizzato dall’associazione Amici della Musica di Modena con il contributo del Comune di Modena, della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Gruppo Hera, Unicredit Banca, Gruppo Martinelli S.p.A. Sassuolo/Scandiano, CIR Food Cooperativa Italiana di Ristorazione, Moving Autoservizi e Studio d’Arte La Darsena. Modena/Gerusalemme ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Parlamento Europeo, del Ministero degli Esteri, dell’ Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Modena e della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia. Sul palcoscenico saliranno musicisti palestinesi, israeliani e italiani: Avi Avital al mandolino, Yael Zamir all’oboe, Wisam Gibran all’oud, l’AdM Ensemble (Gabriele Betti – flauto, Pacalin Zef Pavaci – violino, Luca Bacelli – violoncello, Paolo Vergari – pianoforte) e il Yasmeen Choir, coro della Scuola di Musica “Magnificat” di Gerusalemme, diretto da Hania Soudah Sabbara. Parte delle musiche in programma sono state appositamente commissionate ai compositori Erel Paz (Tel Aviv), Wisam Gibran (Nazareth) e Claudio Rastelli (Modena). Completano il programma musiche di Ben-Haim (Israele) e Nino Rota (Italia). Il progetto Modena-Gerusalemme è nato dall’incontro dell’Associazione Amici della Musica con la Scuola di Musica “Magnificat” di Gerusalemme, retta dal padre francescano Armando Pierucci. La scuola è sorta nel 1995 con decisione del Capitolo della Custodia Francescana di Terra Santa, con una duplice funzione: luogo di dialogo, di pacifica convivenza, di promozione umana e sociale; luogo di orientamento e di preparazione professionale. In seguito il progetto si è sviluppato come esperienza di incontro e di conoscenza tra artisti italiani, israeliani e palestinesi. Tutti i musicisti che hanno preso parte al progetto si sono incontrati in gennaio a Modena per le ultime prove e per il concerto in programma al Teatro Pavarotti. In un secondo tempo, lo stesso spettacolo sarà presentato a Gerusalemme, Tel Aviv ed altre città israeliane. In occasione del concerto modenese saranno presentate le immagini realizzate dal fotografo Giancarlo Pradelli durante lo svolgimento del progetto PROGRAMMA lunedì 26 gennaio 2009 - ore 21 Modena - Teatro Luciano Pavarotti Concerto della Memoria e del Dialogo AVI AVITAL - mandolino YAEL ZAMIR - oboe WISAM GIBRAN - oud AdM ENSEMBLE Gabriele Betti - flauto Paçalin Zef Pavaci - violino Luca Bacelli - violoncello Paolo Vergari - pianoforte YASMEEN CHOIR della Scuola Magnificat di Gerusalemme diretto da Hania Soudah Sabbara musiche di Wisam Gibran, Paul Ben-Haim, Erel Paz Nino Rota, Claudio Rastelli Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena e Associazione Amici della Musica di Modena – Concerti d’Inverno. Patrocinio: Presidente del Parlamento Europeo, Ministero degli Esteri, Assemblea Legislativa Regione Emilia Romagna e Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia. Ritiro del biglietto segna posto in occasione dei concerti o presso la sede della Associazione. Per info 059 372467; mail@amicidellamusica.info |
| COMUNICATO STAMPA UN OMAGGIO AL “GIORNO DELLA MEMORIA” E LA VIRTUOSA DEL VIOLONCELLO TATJANA VASSILJEVA PER LE “SERATE MUSICALI” DEI VIRTUOSI ITALIANI Verona, lunedì 26 gennaio ore 21 in Sala Maffeiana VERONA, 22 gennaio 2009 – Dopo il successo del primo appuntamento proseguono in Sala Maffeiana a Verona le “Serate Musicali”, nuova stagione concertistica dei Virtuosi Italiani con 6 appuntamenti in calendario che porteranno nella città scaligera grandi interpreti internazionali. Lunedì 26 gennaio alle ore 21, ospite dell’ensemble veronese sarà l'affascinante violoncellista russa Tatjana Vassiljeva, grandissima virtuosa del suo strumento, vincitrice del Concorso Rostropovich nel 2001, che sarà interprete del Concerto per violoncello e orchestra in do maggiore di Franz Joseph Haydn (celebre cavallo di battaglia di Rostropovich), e dell’Andante cantabile per violoncello ed archi di Pyotr Ilych Tchaikovsky. In occasione e per commemorare la Giornata della Memoria 2009, che martedì 27 ricorderà tutte le vittime del nazismo e del fascismo, dell'Olocausto e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, I Virtuosi Italiani eseguiranno uno dei lavori più toccanti di Dmitrij Shostakovich, la Sinfonia da camera op. 110 a, dedicata dal compositore alle vittime del fascismo e della guerra. In programma anche la Sinfonia Decima per archi in si minore di Felix Mendelssohn Bartholdy che aprirà il concerto. (info e biglietti 045 8035173 – 392 7178741 – www.ivirtuosiitaliani.it) La Sinfonia da camera op. 110 a è considerata una delle migliori composizioni di Dmitrij Shostakovich (1906-1975), esempio emblematico dell’intelligenza e chiarezza del linguaggio di una delle massime figure della cultura russa del Novecento. Nel 1960 il compositore si recò a Dresda per comporre la musica per un film, invece in solo tre giorni scrisse il Quartetto n. 8 di cui la Sinfonia da camera è l'adattamento per orchestra, dedicandolo alle vittime del fascismo e della guerra. Quest’opera introversa e lacerante è in bilico fra sconvolgente tenebrosità, estrosità eccentrica, nostalgia struggente e sconsolatezza spaventosa. È una composizione chiave nella produzione di Shostakovich: pare infatti che presenti caratteristiche autobiografiche poiché il tema principale dell’opera nasce dalle lettere DSCH, cioè le iniziali del nome del compositore (che si traducono nelle note re, mib, do, sib). Il motto tematico guida un intreccio di citazioni melodiche che Shostakovich trasse dalle proprie composizioni, il che avvalora ulteriormente la tesi di un autoritratto sonoro. Prosegue anche l’omaggio che I Virtuosi Italiani desiderano tributare a Franz Joseph Haydn, di cui nel 2009 ricorre il bicentenario della morte. Il concerto vedrà infatti l’esecuzione del Concerto per violoncello e orchestra in do maggiore, capolavoro tra i più conosciuti ed eseguiti. Sarà questa l’occasione di ascoltare una straordinaria interprete come Tatjana Vassiljeva, prima violoncellista russa a vincere il prestigioso Gran Premio di Parigi al 7° Concorso di violoncello Rostropovich. Stimata dalla critica per la sua tecnica impeccabile unita ad un virtuosismo superlativo dalla potente personalità e con idee musicali innovative, la Vassiljeva, sin dall'inizio della carriera, appena dodicenne, si è esibita in Europa, Asia, Sud America, Russia e Nuova Zelanda con le orchestre più prestigiose. Tatjana suona il violoncello Stradivari del 1725 “Vaslin”, su gentile concessione della LVMH (Moet Hennessy Louis Vuitton). 26 Gennaio SERATE MUSICALI Verona Sala Maffeiana ore 21.00 I VIRTUOSI ITALIANI Alberto Martini Direttore Solista Tatyana Vassilyeva violoncello F.Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia Decima per archi in si min. Adagio – Allegro F.J.Haydn Concerto n. 1 in Do Magg. per violoncello e orchestra Hob. VIIb:1 Moderato – Adagio - Finale P.I.Tchaikovsky Andante cantabile per violoncello e archi Dmitrij Shostakovich Sinfonia da camera op. 110 a per archi Largo Allegro molto Allegretto Largo Largo TATYANA VASSILJEVA Prima artista russa a vincere il Primo Premio al concorso Rostropovitch per Violoncello del 2001 a Parigi, Tatjana Vassiljeva ha la solida reputazione di una delle maggiori interpreti della sua generazione. Definita “un fenomeno”, è conosciuta come musicista dall’impeccabile tecnica e dalle infinite possibilità sonore, i cui virtuosismi sono pari alla forza della sua personalità e all’inventiva, nonché alla straordinaria capacità di comunicare emozioni all’ascoltatore. La sua innata curiosità musicale si riflette nell’immenso repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea, basandosi su una totale padronanza del panorama classico. Dall’esordio in concerto all’età di 12 anni, la Vassiljeva si è esibita in Europa, Asia, Sud America, Russia e Nuova Zelanda con le orchestre più prestigiose, tra le quali spiccano la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, la Tonhalle di Zurigo, I solisti di Mosca, la Radio Symphony Orchestra di Vienna, la Filarmonica di Tokyo, sotto la direzione di Maestri di fama mondiale come Yuri Temirkanov, Valery Gergiev, David Zinman, Vladimir Spivakov, Yuri Bashmet, Dmitri Kitaenko, Michail Jurowski, Sakari Oramo, Christoph Eschenbach e Krzysztov Penderecki. Nell’Ottobre 2006 si esibisce in Giappone con l’Orchestra del Festival di Lucerna, diretta da Claudio Abbado, prima di partecipare a una serie di concerti alla Salle Pleyel di Parigi e alla Philarmonie di Lussemburgo con Rostropovitch e l’Orchestra di Parigi. Nel Maggio dello stesso anno è sul palco al concerto in memoria del grande Maestro. Nel 2007 è la volta dell’Orchestra da Camera di Gerusalemme, della Filarmonica di Nizza, diretta da James Judd, con la quale suona il Concerto Elgar, ed infine l’esecuzione del Concerto Grosso di Penderecki, sotto la direzione del compositore stesso. Nel 2008 sono da segnalare, tra i progetti più importanti, un tour con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, diretta da Yuri Temirkanov, il suo trionfale debutto nel Regno Unito al Festival di Edimburgo, con la London Symphony Orchestra e Valery Gergiev all’interno del loro ciclo Prokofiev, replicato con altrettanto successo in Dicembre alla Suntory Hall di Tokyo, nonché la prima mondiale della nuova versione del Largo di Penderecki, sotto la direzione del Maestro stesso. L’anno si è poi chiuso con una straordinaria performance alla Sala Grande della Musikverein di Vienna, dove la sua interpretazione del Concerto “Tout un monde lointain” di Dutilleux, accompagnata dalla Radio Symphony Orchestra di Vienna, e integralmente trasmesso via radio sulla ORF in tutto il paese, ha conquistato critica e pubblico. Per quanto concerne la musica da camera, Tatjana Vassiljeva partecipa ad innumerevoli festival internazionali, fra cui Lockenhaus, Kronberg, Colmar, Isola d’Elba e La Grange de Meslay, collaborando con Viktor Tretiakov, Vladimir Spivakov, Yuri Bashmet, Gidon Kremer, Maxim Vengerov, Eugene Istomin, Nicholas Angelich, Lilya Zilberstein and Paul Badura-Skoda; con quest’ultimo inoltre suona, nel 2005, l’opera completa di Beethoven per violoncello e pianoforte . Debuttata nel 2007 al Festival di Verbier con un recital di Bach. Si esibisce inoltre regolarmente nei concerti della Camerata dei Berliner Philarmoniker. Dal suo debutto discografico con la Naxos, con opere di Stravinsky, Britten, Dutilleux e Debussy, Tatjana incide 3 dischi con l’etichetta Accord/Universal. Il primo, che testimonia la sua passione per il violoncello solo nella musica contemporanea (Shchedrin, Dutilleux, Saariaho, Schnittke, Stroppa e Penderecki), ha ricevuto il Diapason d’Oro e precede incisioni di Franck, Schubert e Stravinsky. E’ comunque il suo più recente lavoro con opere di Kodaly, Ysaÿe, Tchérepnine e Cassado per violoncello solo, ad entusiasmare la critica al punto da farle guadagnare la definizione di “nuova regina del violoncello”. Nel 2008, Tatjana ha registrato il Secondo Concerto di Penderecki con Antoni Wit e l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Varsavia, nonchè le sei Suites per Violoncello Solo di Bach, entrambi in uscita a inizio 2009. Tatjana Vassiljeva nasce a Novosibirsk, Russia nel 1977, iniziando lo studio del violoncello all’età di 6 anni con Eugenij Nilov alla Special Music School, rinomata per aver forgiato musicisti del calibro di Maxim Vengerov e Vadim Repin. Dopo aver vinto il 2° premio al concorso di Monaco del 1994, si trasferisce nella capitale bavarese per studiare con Walter Northas alla Musikhochschule, e dopo il diploma completa i suoi studi con David Geringas all’ Hanns Eisler Music College a Berlino, dove attualmente risiede. Tatjana Vassiljeva suona uno Stradivari del 1725, “Vaslin”, gentilmente concesso da LVMH. |
| _____CONSERVATORIO
DI MUSICA “GIUSEPPE VERDI” DI MILANO
www.consmilano.it ASSOCIAZIONE “FIGLI DELLA SHOAH“ FONDAZIONE MEMORIALE DELLA SHOAH IL SOLE 24 ORE COMUNICATO STAMPA Concerto per il Giorno della Memoria al Conservatorio di Milano Progetto di Lydia Cevidalli e Simonetta Heger, con la collaborazione di Elena Marazzi, Silvia Rumi ed Emanuela Piemonti Anche quest’anno il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano, in collaborazione con l’ Associazione “Figli della Shoah”, la Fondazione “Memoriale della Shoah”e “Il Sole24ORE” ha in programma un’iniziativa per i giorni 28 e 31 gennaio 2008 nella Sala Verdi del Conservatorio in Via Conservatorio 12 dalle 10.30 alle 13.00. Previstele testimonianze di Liliana Segre e Goti Bauer, sopravvissute all’internamento nel lager di Auschwitz, che saranno seguite da un concerto degli allievi del Conservatorio. In programma musiche di Johann Sebastian Bach, Alberto Gentili, Dimitrij Shostakovich, in collaborazione con lo Spazio Permanente Europeo della Memoria Musicale. Nella giornata del 28 Gennaio, che è ad ingresso riservato alle scuole, è prevista una diretta video dell’ evento in collaborazione con Il Sole24ORE.com. Sarà quindi possibile seguire l’intera ripresa del concerto collegandosi direttamente al sito de Il Sole 24 ORE www.ilsole24ore.com Nella giornata del 31 Gennaio, oltre che per le scuole, l’ingresso è libero su prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili. Le richieste di informazioni vanno indirizzate all’Ufficio Produzione del Conservatorio, e – mail: produzione@consmilano.it – tel 02762110214/221 - sig.ra Tina Borrelli Le prenotazioni (ad esaurimento posti) dovranno pervenire entro il 30 Gennaio 2008, via telefono o fax al 02/76014814, sempre all’attenzione della sig.ra Tina Borrelli. La prenotazione dovrà indicare il nome, il numero dei posti richiesti e un recapito telefonico. |
GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA***** L'Ufficio Stampa |