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http://www.spettacolinews.it/giorgia-DS0A5448.html 23/01/2012 Giorgia Omaggi a Lady Gaga e James Brown di Carmen Guadalaxara "Roma mi emoziona sempre". Giorgia è visibilmente emozionata per il suo concerto che si è tenuto sabato scorso nella Capitale al Palalottomatica. Dopo tre anni di assenza e dopo essere diventata mamma, considera questo tour una sorta di ''autoanalisi, un processo di trasformazione''. Giorgia ha selezionato 24 canzoni in questa anteprima (bis il 24 a Milano) che dal 3 marzo da Padova toccherà i palasport di tutta Italia. Da classici come E poi e Gocce di memoria, a nuove hit come Il mio giorno migliore, Tu mi porti su e Dietro le apparenze, non sono mancati omaggi a Lady Gaga, James Brown e ai Black Eyed Peas, ormai famosi ma che nel 2005 furono la band di apertura di Giorgia al Summer Festival di Lucca. La prima sorpresa arriva proprio all'inizio: è sola sul palco, la sua silhouette in controluce. Partono le note di "Come saprei". Cambiano le luci, svelando una speciale tuta luminosa che fa di Giorgia un omino rosso fuoco che fluttua, fino a trasformarsi nel finale in un cuore che batte nell'immenso buio del Palalottomatica. ''L'ha realizzata un ingegnere che usa i led sui vestiti, l'ho conosciuto durante lo show di Fiorello - racconterà dopo lo spettacolo -. Volevo aprire con il brano con cui ho fatto di più a botte negli anni, ho passato tanto tempo a dimostrare di non essere solo quella di Come saprei. Ora, dopo averlo cambiato tante volte, lo ripropongo nella versione originale. L'ho accettato, posso andare avanti. Affronto questo tour con una buona ansia, voglio perfezionarmi, trasformarmi, diventare una donna nuova''. "Spirito libero" parte con un groove stile Prince, ma a metà si tramuta a sorpresa in "Born this way" di Lady Gaga. E tutti a ballare. E' emozionata ma tiene in mano con sicurezza lo show, accompagnata da una affiatata band di altissimo livello capeggiata dall'insostituibile bassista e direttore artistico Sonny T (ex Prince). Le loro immagini appaiono sui due grandi schermi laterali, mentre raffinati giochi di luce, laser e video, accompagnano la performance di una Giorgia nuova, più sicura, più libera :''Mi è tornato il gusto di cantare per me, per anni mi sono preoccupata di soddisfare le altrui aspettative - racconta - Mi sento come quando cantavo le cover nei club''. Propone successi riarrangiati in salsa funky come La Gatta, passando per Girasole e Vivi Davvero. La band e le coriste, Diana Winter e Chiara Vergati, si divertono con James Brown in un breve set che fa scatenare il pubblico mentre lei cambia abito. Non manca una divertente gaffe: durante un'intro al piano di Claudio Storniolo viene beccata dalla telecamera che rimanda il suo viso sui maxischermo mentre sussurra "Mortacci tua", il labiale è inequivocabile. Per la vergogna mima capocciate sul pianoforte. Il Palalottomatica esplode in un applauso divertito: ''Ma avete sentito che intro pazzesca? Scusate, è una delle mie tante gaffe, sto invecchiando''. Ma il momento clou arriva con "Di sole e d'azzurro" versione gospel cantato a cappella: ''Mi avevano detto che non si poteva fare in un palasport'', dice. Il rischio viene premiato. Sul palco arriva il coro di 40 elementi guidati da Maria Grazia Fontana che, fondendosi con la straordinaria voce di Giorgia, crea il momento più emozionante del concerto. Tutto il palazzetto si alza in piedi per un lungo applauso. Il finale è affidato a una canzone del nuovo album Dietro le apparenze: Resta la musica, dedicata al suo amato e inseparabile gatto Filippo, morto qualche mese fa. ''L'ultima nota la faccio per lui, perchè quando la canto sento che è lì con me''. Lady G. tornerà nella Capitale in estate, con due concerti alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica il 25 e 26 giugno. Intanto, pare che il duetto con Eros Ramazzotti, Inevitabile, vada fortissimo in Brasile. ''Me l'ha detto Laura (Pausini, ndr) ma io non mi muovo da qui, ho paura dell'aereo'', confessa prima di ricevere i saluti in camerino di due giovani star, Alessandra Amoroso e Marco Mengoni , che confessa: ''E' per 'colpa' sua che ho deciso di entrare nel mondo della musica". |
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| 28/08/2011 Giorgia: il nuovo disco Dietro le apparenze di Carmen Guadalaxara e Cristian Pedrazzini Video Foto "Dietro le apparenze" è il nuovo album di Giorgia che esce il 6 settembre e che vede coinvolti artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Jovanotti, Marina Rei e, dagli Usa, Busbee (Katy Perry e Timbaland). Consapevole, sicura e sincera come mai prima d'ora, Giorgia, che non esclude di tornare in gara al prossimo Sanremo se a chiederglielo fosse Gianni Morandi, ''un pezzo di storia della musica'', ha cambiato molte cose nella sua vita, privata e professionale. Un cambiamento nel quale la nascita di Samuel, nato tra le mura domestiche, in acqua, ha giocato un ruolo-chiave: ''Avere un figlio ti impone di attingere a tutte le tue risorse - spiega la cantautrice. Quindi ti scopri come non ti conoscevi, e avendo il privilegio di fare un lavoro in cui ti devi esprimere, è molto bello''. ''I 40 anni, oltre alle rughette, ti portano anche consapevolezze nuove'', spiega Giorgia, che sarà ospite della finale di Miss Italia. E che ora si affida a un nuovo team: il manager Fabrizio Giannini (''milanese, preciso'') e il produttore Michele Canova (''ha dato al disco un suono che inseguivo da sempre''). "Il mio giorno migliore", scaricatissimo in rete, è uno dei brani co-firmati con Emanuel Lo, suo compagno e padre di Samuel. ''Non sono tutte mie le canzoni dell'album - spiega -, ma quello che c'e' di mio è assolutamente autentico, sincero, diretto, forse più di prima. D'altra parte non avevo neanche le forze per mettere un filtro. La musica ha fatto quello che deve fare: tirare fuori quello che avevo da dire''. Ma non è stato tutto rose e fiori: ''All'inizio non riuscivo a scrivere, a sbloccarmi - confessa - Avevo la testa piena di pannolini, pappe, notti insonni. Poi sono riuscita a trovare delle cose nuove anche in me e nel modo di cantare. Quando mi sono trovata in studio, non mi riconoscevo, ero un'altra. Ma è stata una grande spinta per lavorare''. La nuova Giorgia si percepisce fin dalla prima nota, ascoltando la title-track, manifesto del disco, fino a "E' l'amore che conta", firmato da Busbee, songwriter, musicista e produttore californiano. Un pezzo destinato a conquistare un posto di rilievo nel suo repertorio: ''Mi è piaciuto subito. Era in inglese ("Hostage"), ma volevo un testo in italiano. Ho penato per mesi, non riuscivo a trovare la chiave. Alla fine ci sono riuscita''. In ogni caso, una versione in inglese è già pronta, e forse uscirà in futuro. E' intensa in "Dove sei" tenera in "Resta la musica", dedicata al suo gatto Filippo, morto qualche mese fa (''Non lo posso ascoltare, altrimenti piango''). E' ispirata in "Passerà l'estate" di Marina Rei; saluta l'arrivo di una nuova vita in "Solo grazie a te"; fa il punto sul suo passato in "Vado via". "Inevitabile" è il duetto firmato da Ramazzotti. Autore di Come saprei, che le regalò la vittoria a Sanremo, ''ha segnato il mio inizio. Ma non avevamo mai cantato insieme. In molti vorrebbero duettare con lui, è stato un privilegio. Ho ritrovato lo stesso uomo, divertente e di sani e saldi principi''. Un'altra perla è "Tu mi porti su" di Jovanotti: ''Sembra leggero ma fa riflettere, le linee di testo sono molto profonde. Ho realizzato il sogno di una vita''. A gennaio rivedremo Giorgia dal vivo: a Roma il 21 e a Milano il 24. Il tour proseguirà in primavera e in estate. Prima di tornare da Samuel, una domanda sulla politica: ''Dovrebbe essere come la musica: una cosa viva, che muove le persone e le aggrega. Col referendum ci siamo ripresi la possibilità di scelta. Ma dobbiamo continuare. Per essere padroni del nostro futuro''. Un desiderio? Lavorare con Elisa, con cui c'e' una grande sintonia: ''Stavolta non ci siamo riuscite. Ma - confida - ci siamo ripromesse di farlo quando i nostri bimbi saranno più grandi'' |
| Thanks to www.biografieonline.it | Giorgia |
| Giorgia, al secolo Giorgia Todrani, nasce il 26 Aprile del 1971 a Roma. Il papà Giulio Todrani faceva (e, stando a quanto dicono le cronache, fa tutt'ora), il cantante della suol band "Io vorrei la pelle nera" con il nome d'arte di Alan Soul. Un gruppo, quello del padre, con cui la stessa Giorgia si esibirà spesso quando sarà più grande. Fra l'altro, narra la leggenda che il nome le derivi dalla canzone di Ray Charles "Giorgia on my mind", brano prediletto dal genitore musicista, che oltretutto si divertiva a far credere alla piccola che la Giorgia della canzone fosse proprio lei. |
| Ad ogni buon conto, crescendo in un ambiente simile, era
inevitabile che la piccola sviluppasse una grande
passione per la musica nera americana e alle voci uniche
ed inimitabili che ha saputo esprimere. La cantante
romana si è insomma nutrita di ascoti di ugole d'oro che
corrispondono ai nomi di mostri sacri quali Aretha
Franklin e Billie Holiday, fino ad arrivare alla più
moderna Whitney Houston. A sedici anni, la cantante in
erba, desiderosa di perfezionarsi e di condurre uno
studio più serio e attento della vocalità, si mise a
prendere lezioni dal tenore Luigi Rumbo che le fornì i
rudimenti per un'estensione sempre più ampia ed omogenea
della voce. Intanto inizia a frequentare il liceo linguistico mentre la sua curiosità per la musica la porta a fare anche un'importante esperienza come corista insieme allo zio Gianni Davoli, nonchè con l'ormai ben conosciuto complesso del padre. Da questo gruppo nasce in seguito un trio, la "Friend Acoustic Nights" in cui Giorgia stavolta ha il ruolo di leader, e con il quale riesce ad esibirsi in numerose serate "formative" nei vari club romani che propongono musica dal vivo. Fra uno show con la band e il liceo, quasi in sordina, Giorgia riesce in realtà a collezionare un bel numero di esperienze importanti, fino a partecipare come corista nientemeno che alle tournèe di Mike Francis e Zucchero. Nel 1994 incide il suo primo album omonimo, dal quale venne poi estrapolato il brano da presentare a San Remo una volta passate le selezioni nella sezione Giovani: si tratta di quel "E Poi" con cui si classificò settima e che è diventato un suo cavallo di battaglia. La grande occasione giunge però nel Giugno del '94 quando sale sul palco del "Pavarotti International" al fianco del tenore modenese: è la consacrazione. Nel 1995 torna al Festival di San Remo con un brano scritto a quattro mani con Eros Ramazzotti, "Come Saprei". La canzone piace e Giorgia si ritrova, quasi senza rendersene conto, con la statuetta da vincitrice in mano. A questo punto, quasi non sa più cosa chiedere da se stessa e dalla carriera. Ma Giorgia è un animale musicale insaziabile, pronta ad ogni avventura fra le sette note. Nell'Aprile di quell'anno esce dunque il secondo o album "Come Thelma & Louise" che raggiunge nientemeno che il secondo posto nella classifica nazionale. Poi, in occasione della festa del 1° Maggio in Vaticano, viene invitata dal Pontefice in Piazza San Pietro a cantare l'Ave Maria. Il 30 Maggio, come se non bastasse, Elthon John la vuole al suo fianco, come ospite d'onore, nei concerti della sua tournèe italiana: lo stravagante cantante americano, dal genio musicale incontestato, rimane letteralmente affascinato dalla voce della fragile cantante romana, esprimendo lodi sperticate su di lei. Il 1996 vede Giorgia nuovamente calcare il palcoscenico della manifestazione canora più celebre d'Italia, Sanremo, con la canzone "Strano Il Mio Destino". Il pezzo è coraggiosamente scritto da lei stessa, ma l'ardire viene premiato perchè, pur non vincendo, piazza comunque in posizione altissima, ben terza, segno che il pubblico continua ad amarla e a stimarla. Sempre in quell'anno, la cantante ha modo di avere un altro incontro fondamentale per la sua crescita artistica, quello con Pino Daniele, un musicista da cui un animo sensibile non può uscire indenne. E infatti, a quanto dice lei stessa, pare che l'autore napoletano abbia rivoluzionato non poco l'approccio musicale di Giorgia, facendole scoprire mondi che prima aveva un poco trascurato (come quello del jazz, ad esempio). Così, nel Settembre del '97, appare l'album prodotto da Pino Daniele, "Mangio troppa cioccolata" che in pochissimo tempo balza al primo posto della classifica italiana. Il 22 Aprile 1999 esce invece "Girasole", un disco di Giorgia, in cui è anche autrice e produttrice, anch'esso un grandioso successo. Nel 2001 la cantante romana ha partecipato al Festival di Sanremo con la canzone "Di Sole e D'azzurro", piazzandosi al secondo posto dietro ad Elisa. Nel frattempo è uscito anche il nuovo disco "Senza Ali", prodotto da Michael Baker. |