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| FESTIVALBAR, La Storia della canzone in quarant'anni di estati in musica Andrea salvettiDa Bobby Solo ai Negramaro: basterebbe solo questo dato, scorrendo l’albo d’oro dei vincitori dalla prima edizione all’ultima sinora svoltasi, a dare il senso dell’importanza che ha avuto il Festivalbar nella storia della musica leggera italiana. Nonostante il Patron Andrea Salvetti non abbia ancora confermato la notizia attraverso il suo Ufficio Stampa, la popolare manifestazione canora estiva pare salti anche quest’anno, dopo la sospensione dell’anno scorso a causa della mancanza di fondi: come per lo storico gruppo dei Pooh (le cui sorti sembrano essere messe seriamente in discussione dopo l’annuncio dell’abbandono da parte del batterista Stefano D’Orazio alla fine di quest’estate 2009, che appare pertanto parecchio nefasta per la nostra tradizione canora), è pertanto sempre più incerto il futuro di un festival musicale troppo spesso snobbato – se non peggio – dalla critica e dall’ascoltatore più “impegnato”, che lo accusavano di essere troppo fatuo e commerciale, non capendo che invece è stato proprio questo il suo punto di forza. Nato nel 1964 da un idea del mai troppo compianto impresario Vittorio Salvetti, il Festivalbar – per lo meno in Italia – è stata la prima e forse unica manifestazione musicale a premiare le canzoni in base al gradimento del grosso pubblico. In origine infatti la gara tra le canzoni partecipanti avveniva attraverso gli ascolti rilevati dai juke-box disseminati nei bar di tutta Italia (da cui il nome della kermesse), in quanto ad ogni apparecchio era applicato un "contatore" che rilevava quante volte un brano veniva scelto e di conseguenza suonato, ed alla fine dell’estate a decretare il vincitore era appunto la somma di tutte le "gettonature", dal momento che ovviamente il brano partiva inserendo nel juke-box l’apposito gettone (di qui infatti nacque il celebre neologismo “gettonare”, ovvero sia decretare la propria preferenza verso un determinato brano musicale attraverso il meccanismo sopra descritto). festivalbarIl contemporaneo Un Disco per l’Estate aveva lo stesso interesse di rilanciare le vendite dei dischi sul mercato anche nel periodo estivo, ma era sostanzialmente più sottoposto agli interessi dei discografici, per i quali esso doveva avere la stessa funzione del Festival di Sanremo per la stagione invernale: ovvio che lo scopo non fu pienamente raggiunto, e Un Disco per l’Estate finì ben presto per essere non più una gara canora, ma una vetrina alquanto impersonale (e difatti più volte sospesa, fino alla sua definitiva soppressione dopo l’edizione del 2003). Certo, con il passaggio alle reti Mediaset negli anni Ottanta anche il Festivalbar si adeguò alle logiche degli ascolti televisivi per trasformarsi in uno spettacolo itinerante, dove il vincitore viene stabilito in base al numero di passaggi radiofonici e televisivi ottenuti e dai risultati di vendita, non più dalle “gettonature” (anche per la progressiva scomparsa dei juke-box dagli esercizi pubblici): eppure la trasmissione continuò a lanciare la maggior parte dei cosiddetti “tormentoni” estivi e servì come trampolino di lancio per tantissimi cantanti destinati a grande successo e notorietà (solo per citarne alcuni, da Lucio Battisti alle sorelle Berté – Loredana e Mia Martini – , da Umberto Tozzi ad Alan Sorrenti, da Donatella Rettore a Gianna Nannini, da Vasco Rossi a Jovanotti, da Raf a Luca Carboni, dagli 883 ad Eros Ramazzotti, da Pino Daniele a Laura Pausini, da Ligabue a Zucchero: senza contare gli stranieri come Demis Roussos, Gloria Gaynor, Kate Bush, Miguel Bosé, Duran Duran, Oasis, Bon Jovi, Ricky Martin, Rihanna e James Blunt); senza contare che conduttori come Claudio Cecchetto, Gerry Scotti, Amadeus, Fiorello, Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker proprio sul palco della popolare rettorekermesse hanno dato avvio alle loro più che redditizie fortune professionali future. L’improvvisa scomparsa di Vittorio Salvetti nel 1998, avvenuta dopo lunga malattia, fu un duro colpo per la manifestazione, alla cui guida subentrò il figlio Andrea, che ha raccolto la difficile eredità cercando di mantenere il Festivalbar sulla cresta dell'onda, grazie anche all’introduzione delle esibizioni dal vivo dei cantanti (prima erano rigorosamente in playback) e soprattutto a quella della rete telematica come ulteriore mezzo per misurare il gradimento del pubblico: questo avvenne proprio durante la sinora ultima edizione svoltasi, quella del 2007, con l’introduzione di un premio per il brano più ascoltato e scaricato dai navigatori virtuali. E se la grande cantante veneziana Patty Pravo ricorda il Festivalbar – cui ha partecipato in più occasioni – come “una bellissima manifestazione” e Vittorio Salvetti “una grande persona, molto preparata e un serio professionista”, la stessa Rettore giunge ad affermare: “Siamo arrivati in questo 2009 che non c’è più una manifestazione estiva di musica. Il Festivalbar era una kermesse fondamentale: basti solo pensare che vi hanno partecipato i primi ospiti internazionali a fianco dei cantanti italiani. Per me il Festivalbar è stata una presenza importante: mi ha infatti accompagnato negli anni in cui facevo il liceo, ed è stato poi lì che ho ricevuto i primi riconoscimenti della mia carriera. Ho una grandissima considerazione della famiglia Salvetti: Vittorio poi era un uomo di spettacolo, un grande istrione, un presentatore a tutto tondo, un conoscitore di talenti e degli umori degli artisti. Lui andava psicologicamente fino in fondo, non giudicava solo se la canzone era bella o brutta, cantata bene o male, ma guardava soprattutto il personaggio: ad esempio, per tanti anni ha avuto appunto un Demis Roussos – che in questo momento ha successo in tutto il mondo facendo musical – e l’ha rilanciato lui dopo gli Aphrodite’s Child, anche se nonostante una grandissima voce era assolutamente una persona stonatissima, però questa sua stonatura era affascinante e Vittorio l’aveva sposata. Andrea l’ho conosciuto un anno in cui presentava il Festivalbar, dal momento che suo padre cominciava a fargli prendere un po’ la mano in previsione dell’eredità: è una persona molto preparata, solo che secondo me è stato un po’ viziato dall’incertezza in cui naviga in questo momento il mondo della musica e ha cominciato a fare più l’imprenditore che l’art director, e l’imprenditore dimentica un po’ la parte artistica. Per me patty pravoVittorio da lassù ci sta guardando, e con la sua fantasia sta cercando di ispirare Andrea, che ha tutte le possibilità di concludere con Mediaset e di ricominciare con la RAI: tanto ormai è la stessa pappa, però secondo me è vero quello che dice Francesco Facchinetti, che ‘la musica batte solo sul Due’ – su Raidue appunto, dove allora era una serata evento di fine estate”. Conclude la simpatica cantautrice trevigiana: “Io ho un sacco di idee da dire a Andrea e vorrei potergliele esporre per far rinascere il Festivalbar: ci tengo perché lo considero veneto come il Leone d’Oro, e deve tornare ad essere una manifestazione che parte dal Veneto”. Strano destino che l’annuncio della sospensione del Festivalbar sia avvenuto nel giugno 2008, lo stesso periodo in cui, in maniera egualmente improvvisa, ci ha lasciato Dino Risi, il “maestro” della commedia all’italiana che – insieme al più intimista Antonio Pietrangeli – più aveva utilizzato le canzonette da juke-box nei suoi film di maggior successo, per sottolineare gli stati d’animo dei personaggi e, pertanto, fare critica di costume: se infatti volessimo rileggere la storia del nostro Paese dagli anni Sessanta ad oggi attraverso le evoluzioni dei gusti musicali del popolo italico, più che a un Festival di Sanremo ormai sempre più lontano da questi da una quarantina d’anni a questa parte, salvo rarissime eccezioni (l’aveva ben capito Luigi Tenco, che, dopo essere stato escluso dalla finale della più popolare manifestazione canora nazional-popolare italiana, s’è suicidato lasciando un bigliettino con su scritto: “In un mondo in cui va in finale Io, tu e le rose non c’è posto per me”), è proprio al Festivalbar che ci dovremmo rivolgere. Basterebbe solo pensare che per più generazioni una sua edizione ha significato l’inizio e la fine della stagione estiva, quella in cui i giovani (il pubblico a cui ovviamente la trasmissione era maggiormente destinata) vivono i primi amori e le prime esperienze importanti di socializzazione: credo non esista persona che non abbia associato un proprio ricordo giovanile ad almeno un brano lanciato dal Festivalbar nella sua storia ultraquarantennale. Per questo mi piace pensare che, come nel finale di un film pur poco riuscito come Splendor di Ettore Scola il pubblico torna a riempire la sala di un cinema di provincia che sta per essere demolito dopo tanti anni di attività, tutti gli aficionados di più generazioni tornino a riempire l’Arena di Verona, “storica” cornice della finale del Festivalbar, per poter tornare ad ascoltare i loro beniamini sul palco. “Sono solo canzonette”, ammonirebbe Edoardo Bennato: ne siamo proprio sicuri? |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Festivalbar Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Festivalbar&action=history FestivalbarDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Festivalbar è una manifestazione canora estiva, che si svolge ogni anno in Italia a partire dal 1964.
Cenni storici [modifica]In origine, nel 1964, la gara tra canzoni avveniva attraverso gli ascolti rilevati dai juke-box disseminati nei bar di tutta Italia (di qui il nome). La manifestazione aveva quindi solo una premiazione finale, che a partire dal 1968 diventò una vera e propria serata televisiva e venne trasmessa in RAI fino al 1982. Dal
1983 in poi,
con il passaggio alle reti
Mediaset,
la manifestazione cambia regolamento e
format,
piegandosi maggiormente alle logiche degli ascolti televisivi e divenendo
uno spettacolo itinerante, ripreso settimanalmente da una diversa piazza
della penisola. Il patron storico della manifestazione è stato Vittorio Salvetti. Alla morte di quest'ultimo nel 1998, alla guida dell'evento canoro dell'estate italiana è subentrato il figlio Andrea Salvetti, che continuando l'opera del padre ha fatto restare il Festivalbar sulla cresta dell'onda fino ad oggi.
Canzoni Vincitrici [modifica]
Album vincitori [modifica]
Edizioni recenti [modifica]
Festivalbar 1995 [modifica]
Festivalbar 1996 [modifica]
Festivalbar 1997 [modifica]
Festivalbar 1998 [modifica]
Festivalbar 1999 [modifica]
Festivalbar 2000 [modifica]
Festivalbar 2001 [modifica]
Festivalbar 2002 [modifica]
Festivalbar 2003 [modifica]
Festivalbar 2004 [modifica]
Festivalbar 2005 [modifica]
Festivalbar 2006 [modifica]
Festivalbar 2007 [modifica]
La 44esima edizione del Festivalbar andrà in onda da martedì 19 giugno su Italia 1. Le prime due puntate saranno registrate il 15 giugno a Milano, per poi approdare il 29 e il 30 giugno a Catania dove verranno registrate altre tre puntate, mentre il 7 settembre a Verona verranno registrate le puntate finali, e andranno in onda il 10 e l'11 settembre Il cast del gala: 30 Seconds to Mars, Biagio Antonacci, Daniele Silvestri, Dolores O'Riordan, Elisa, Fabrizio Moro, Finley, Francesco Renga, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Macy Gray, Mario Biondi, Max Pezzali, Miguel Bosè, Neffa, Negramaro, Nek, Pino Daniele, Raf, Simone Cristicchi, Tiromancino, Tokio Hotel, Zero Assoluto, Zucchero. Altri progetti [modifica]
Voci correlate [modifica]Collegamenti esterni [modifica]
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