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  Euro Jazz  
COMUNICATO STAMPA Torino, 29 gennaio 2010

EUROJAZZ FESTIVAL IVREA e CANAVESE 2010
Sei giorni di appuntamenti
jazzistici nelle località canavesane
9 – 14 marzo 2010
Giunge alle sua trentesima edizione EuroJazzFestival Ivrea, rassegna internazionale tra le più longeve nel panorama musicale primaverile e che ogni anno offre al ciclo degli eventi italiani il meglio della musica jazz. Una data importante perchè trenta candeline da spegnere sono un traguardo che pochi possono vantare e questo dimostra la validità di un progetto fortemente voluto e portato avanti negli anni da Sergio Ramella, personaggio di rara sensibilità quando si parla di jazz. E’ lui il direttore artistico di queste trenta edizioni, un cultore capace di portare in questi tre decenni i grandi maestri del jazz italiano e internazionale.
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Non poteva che essere così anche per questo ricco e più che mai interessante cartellone 2010 che propone sei serate di grande spettacolo che puntano sulla qualità e ospita artisti di primo piano, sempre alla ricerca della musica in tutta la sua essenza. Ivrea è la sede principale ma partecipano al circuito le località di Chiaverano, Bollengo, Banchette. Previsti concerti aperitivo e dopo festival, mostre e presentazioni editoriali dedicate al jazz.

Note inaugurali martedì 9 marzo a Chiaverano con CLAUDIO FASOLI “EMERALD QUARTET”, con il bravo sassofonista veneziano, ma milanese d’adozione, accompagnato dai musicisti che hanno pubblicato uno dei più apprezzati cd degli ultimi mesi e intitolato “Venice inside”.
Mercoledì 10 tappa a Bollengo dove suona JOHN TCHICAI con il suo LUNAR QUARTET, con il grande fondatore della "New Thing" a New York negli anni ’60 che propone una visione del jazz a 360 gradi visitando le basi della musica afro-americana.
A Banchette, giovedì 11, ecco un altro evento da non perdere con la presenza di ENTEN ELLER & JAVIER GIROTTO. Il gruppo canavesano guidato da Massimo Barbiero ospita il famoso sassofonista argentino con cui è nata una stretta collaborazione anche a livello discografico.
Nella sala Santa Marta di Ivrea, venerdì 12, il duo formato da LAURA CONTI e MAURIZIO VERNA con un repertorio davvero originale e già applaudito in festival italiani e internazionali.
Da sabato 13 marzo i suoni dell’EuroJazzFestival riempiono il Teatro Giacosa, sala ottocentesca che offrirà un omaggio a quello che è stato uno dei suoi grandi protagonisti, Gianni Basso, musicista astigiano scomparso la scorsa estate. Ma prima l’eccellente suono della tromba di FLAVIO BOLTRO con il suo quartetto dove spicca la presenza di TILL BRÖNNER, trombettista tedesco che ha suonato con nomi di fama mondiale. A seguire la TORINO JAZZ ORCHESTRA adesso diretta da DUSKO GOYCOVICH con ospiti di primo piano come FRANCESCO CAFISO e di nuovo BOLTRO con BRÖNNER per ricordare il sassofonista piemontese e celebrarlo come merita, con artisti di caratura mondiale. Da non perdere nel tardo pomeriggio, il doppio appuntamento musicale con MASSIMO BARBIERO e ROSSELLA CANGINI impegnati nella presentazione del cd “Denique caleum” che precedono l’esibizione di MAURIZIO BRUNOD e CLAUDIO LODATI.
Domenica 14 chiusura in grande stile per celebrare con un grande del jazz italiano questa trentesima edizione: STEFANO BOLLANI con il DANISH TRIO per presentare il primo cd del gruppo inciso per la ECM e intitolato “Stone in the water”.
EuroJazz Festival è organizzato in collaborazione con Music Studio, Ivrea Jazz Club, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte. Il cartellone prevede anche una ricca serie di eventi collaterali Sede principale il palcoscenico del Teatro Giacosa di Ivrea affiancato da sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Chiaverano, Bollengo e Banchette, cittadine che già negli anni passati sono state al centro del Festival ospitando serate con nomi di grande richiamo.



www.jazzaicscontromusica.com – tel.011/318.28.93



Info utili:

serata a Ivrea sabato 13 marzo 15 euro + diritti prevendita
serata a Ivrea domenica 14 marzo 25 euro + diritti prevendita
abbonamento 2 serate a Ivrea 35 euro + diritti prevendita

prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30 presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161.

Materiale fotografico in alta definizione scaricabile a questo indirizzo:

picasaweb.google.it/eurojazzivrea/30EUROJAZZFESTIVALIVREA2010#

Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
011/318.28.93 (Circolo Contromusica)
0125/40.450 (Music Studio)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese)
0125/410.215 (Comune di Ivrea)

www.jazzaicscontromusica.com

MARTEDI’ 9 marzo
Chiaverano – Teatro Bertagnolio – via del Teatro 19 - ore 21,30 – Ingresso gratuito

CLAUDIO FASOLI “EMERALD QUARTET”
Claudio Fasoli, sax soprano, sax tenore
Mario Zara, pianoforte
Yuri Goloubev, contrabbasso
Marco Zanoli, batteria

MERCOLEDI’ 10
Bollengo - Salone Comunale - piazza Statuto 1 - ore 21.30 – Ingresso 5 euro

JOHN TCHICAI LUNAR QUARTET
John Tchicai, sax tenore, flauto
Greg Burk, piano, synth
Marc Abrams, contrabbasso
Enzo Carpentieri, batteria e percussioni

GIOVEDI’ 11
Banchette - Salone Multifunzionale – via Roma 59 - ore 21.30 - Ingresso gratuito

ENTEN ELLER & JAVIER GIROTTO
Alberto Mandarini, trumpet, flugelhorn & live electronics
Maurizio Brunod, guitar & Live Electronics
Giovanni Maier, acoustic Bass
Massimo Barbiero, drums & percussion
Javier Girotto, sax soprano e baritono

VENERDI’ 12
Ivrea - Liceo Gramsci – via E.Alberton 10/e – ore 11
Concerto per le scuole












VENERDI’ 12
Ivrea - Sala Santa Marta – piazza Santa Marta - ore 21,30 - Ingresso gratuito

LAURA CONTI-MAURIZIO VERNA
Laura Conti, voce
Maurizio Verna, chitarra

Chiaverano - Caos Pub – corso Zuffo 10 - ore 23.30 /24.30
JAZZ TO Beatles

SABATO 13
Ivrea - Sala Santa Marta – piazza Santa Marta - ore 17,30 - Ingresso gratuito
Doppio concerto

BARBIERO-CANGINI
Massimo Barbiero : batteria e percussioni
Rossella Cangini : voce
Roberta Tirassa: danza
Presentazione cd “Denique Caleum” – Splash record

MAURIZIO BRUNOD e CLAUDIO LODATI – Reunion
Maurizio Brunod: chitarre
Claudio Lodati: chitarre

Introdurrà con la presentazione del suo nuovo libro:
Guido Michelone, Breve storia della musica jazz, Zedde Editore

SABATO 13
Ivrea – Teatro Giacosa - piazza del Teatro 1 - ore 21.00 – Ingresso 15 euro

FLAVIO BOLTRO QUARTETTO ospite TILL BRÖNNER
Giovanni Mazzarino, pianoforte
Marco Micheli, contrabbasso
Francesco Sotgiu, batteria

TORINO JAZZ ORCHESTRA diretta da DUSKO GOYCOVICH
ospiti FRANCESCO CAFISO, FLAVIO BOLTRO e TILL BRÖNNER
Omaggio a Gianni Basso

Chiaverano - Caos Pub – corso Zuffo 10 - ore 23.30 /24.30
LOREREI TRIO
Loris Deval, chitarra
Giorgio Fiorini, basso
AlbertoOcchiena, vibes

DOMENICA 14 marzo
Ivrea – Teatro Giacosa - piazza del Teatro 1 - ore 21.00 – Ingresso 25 euro

STEFANO BOLLANI DANISH TRIO
Stefano Bollani, piano
Jesper Bodilsen, contrabbasso
Morten Lund, batteria

Concerti dopo Festival
Mostre
Presentazioni libri
(a cura Ivrea Jazz Club/Music Studio)


DA PUBBLICARE
PER INFORMAZIONI AL PUBBLICO:
consultare il sito www.jazzaicscontromusica.com
tel. 0125/410.215 – 011/318.28.93
con invito di pubblicazione
COMUNICATO STAMPA
con invito di diffusione Ivrea, 17 marzo 2009

29° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese
Giovedì 19 marzo
Banchette - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER Duo
David Friedman, vibrafono – Ferenc Snétberger, chitarra

Terzo appuntamento della 29ª edizione dell’EUROJAZZ FESTIVAL IVREA, la rassegna dedicata alla musica afroamericana e che vede protagonisti nomi della scena jazz nazionale ed internazionale. Il ciclo, ospitato in diverse località del canavese, siamo in provincia di Torino, annovera una decina di concerti, secondo un programma che si snoda nell’arco di sei giorni, con importanti ospiti e qualche nuova scoperta. E’ dal 1980 che Ivrea ha legato il suo nome al jazz. Il festival è ormai un appuntamento di respiro internazionale, un’ampia e prestigiosa ribalta ma anche un laboratorio di promozione della scena jazz del territorio. Nomi internazionali, e talenti già scoperti ma in cerca di affermazione, per una serie di incursioni nella musica afroamericana, arricchita da workshop, mostre, presentazioni di libri. Ingredienti classici per una delle rassegne più longeve a livello internazionale, sempre diretto da Sergio Ramella e organizzato in collaborazione con Music Studio, Ivrea Jazz Club, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte. Il cartellone prevede anche eventi collaterali per un viaggio appassionato e variegato che porta in scena le diverse anime del jazz. Sede principale il palcoscenico del Teatro Giacosa di Ivrea affiancato da sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Chiaverano, Bollengo, Banchette, Colleretto Giacosa.

A Banchette, giovedì 19, ecco un altro duo di grande spessore musicale, formato da DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER.

Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
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DA NON PUBBLICARE

UFFICIO STAMPA
PressandPress
Tel. 011/320.20.79 e-mail: eurojazzivrea@gmail.com
cell. 349 511.08.51

DA PUBBLICARE
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consultare il sito www.jazzaicscontromusica.com
tel. 0125/410.215







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BIOGRAFIA

Giovedì 19 marzo
Banchette d’Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER Duo
David Friedman, vibrafono – Ferenc Snétberger, chitarra
David Friedman, vibrafonista e marimbista di fama internazionale, compositore e insegnante di jazz, ha un suo personale messaggio musicale intriso di molteplici influenze. Pochi musicisti jazz possono vantare un così nutrito numero di esibizioni dal vivo e lavori discografici con le più svariate personalità musicali come, solo per citarne alcuni, Leonard Bernstein, Luciano Berio, Bobby McFerrin, Wayne Shorter e Yoko Ono. Friedman ha collaborato anche con Joe Henderson, Horace Silver, Johnny Griffin, Jane Ira Bloom, Ron Carter e John Scofield. Sue composizioni sono presenti nel disco PEACE di Chet Baker (etichetta Enja) con il bassista Buster Williams e il batterista Joe Chambers, e con lo stesso Friedman come solista. Nel 1977, Friedman è co-fondatore dell’unico quartetto vibrafono-marimba “Double Image” che è stato in nomination per il "Grammy" tedesco. L’album è stato nuovamente ri-editato come una edizione speciale da Enja Records. Il disco Shades of Changes (Enja) con la pianista Gerry Allen, il bassista Anthony Cox e il batterista Ronnie Burrage, è stato votato dal Downbeat Magazine come "uno dei 20 migliori CD degli ultimi anni". Friedman ha suonato in trio anche il grande batterista Daniel Humair e il bassista JF Jenny-Clarke. Questa sua collaborazione è documentata dal disco live “Ternaire” (1992)Nel 2003 Friedman forma il Trio TAMBOUR, con la star tedesca del sassofono Peter Weniger ed il bassista Pepe Berns. Nel 2004,il nuovo CD “EARFOOD” ebbe una alta posizione nelle jazz charts. Dopo l’uscita di ‘EARFOOD’ Friedman fu chiamato dalla televisione RBB a collaborare con il Berlin Jazz Festival 2004. Come compositore, Friedman ha iniziato a scrivere 6 composizioni per solo marimba, una nuova composizione per solo vibrafono e due composizioni per ensemble pubblicate dalla Norsk Musikforlag nel 2006. Nel mese di agosto 2006 il KOSA International Percussion Festival, gli ha assegnato un “Lifetime Achievement Award” per il suo contributo mondiale nell’arte di suonare ed insegnare il vibrafono Nel marzo 2007, esce il suo nuovo lavoro discografico "Rodney's Parallel Universe" feat. Peter Weniger, Pepe Berns e Jean-Louis Matinier (Skip Records), disco che ha ottenuto ottime recensioni.Inizia ad insegnare jazz già dal 1989. Oggi David Friedman dirige il dipartimento di jazz alla Hochschule Der Künste di Berlino. E’ autore di numerose pubblicazioni, tra le quali una raccolta di studi pedagogici per il vibrafono e la tecnica nel vibrafono: ‘Dampening and Pedaling’, Berklee Press Publications distribuito da Hal Leonard. Musicisti e percussionisti di tutto il mondo considerano questo libro tra i più importanti per esprimere l’arte del vibrafono.Sia in SOLO che con il nuovo quartetto Tambour, in DUO con Keiko Abe, Ferenc Snétberger o Dave Samuels, la musica di David Friedman ha un ampio respiro, fluida, con delle frasi angolari negli assolo. Le sue composizioni hanno il linguaggio della ricchezza armonica e ritmica, e le sue esibizioni creano un grande coinvolgimento da parte del pubblico.
FERENC SNETBERGER
Nato nel 1957 a Salgotarjan in Ungheria, Ferenc Snétberger ha dal 1988 la cittadinanza tedesca. Di etnia Sinti/Rom, ha iniziato a suonare la chitarra prestissimo. Da adolescente ha studiato chitarra classica e più tardi ha frequentato l’Accademia Ferenc Liszt di Budapest dove ha seguito i corsi di chitarra jazz, adattando le tecniche brasiliane e spagnole al suo modo di suonare. Con la sua passione per il tango, la musica indiana, Egberto Gismonti, Jim Hall e Johann Sebastian Bach, Snétberger è una delle poche voci veramente originali nel campo della chitarra contemporanea, un virtuoso pioniere di rara maestria. I suoi brani solistici senza accompagnamento sono degli eleganti omaggi alla Spagna e all’America del Sud, in cui la sua fantasia d’improvvisatore si unisce ad una perfetta tecnica classica. Naturale complemento della band “Great Guitars” negli ultimi anni di Charlie Byrd e ospite sempre benvenuto all’Accademia Musicale di Budapest, Snétberger appare spesso anche in contesti musicali di sapore etnico. Ha registrato una serie di album e ha suonato in Ungheria, Jugoslavia, Finlandia, Francia, Italia, Spagna, Germania, India ed altri paesi. Ha inoltre preso parte a molte trasmissioni radiotelevisive e ha suonato come solista in grandi formazioni. Sul palcoscenico ha collaborato con artisti quali Didier Lockwood, Anthony Jackson, James Moody, David Friedman, Dhafer Youssef e Pat Metheny.“In Memoria della Mia Gente” è il titolo della sua prima composizione per chitarra e orchestra, nata 1995 su suggerimento di un compositore che viveva in Israele e che aveva chiesto a musicisti di tutto il mondo di scrivere un pezzo in occasione del 50° anniversario della fine dell’Olocausto. Dedicato alla memoria del suo popolo – i Rom e i Sinti – il concerto di Snétberger è una vitale affermazione contro la sofferenza umana e si ispira alle melodie piene di sentimento della tradizione gitana.
Esiste poco repertorio per chitarra e orchestra (Vivaldi, Rodrigo): il concerto in tre movimenti per chitarra e orchestra di Snétberger è diverso, soprattutto perché la parte solistica è solo un canovaccio su cui si può improvvisare liberamente anche in un contesto classico. Snétberger è stato invitato ad eseguire questo concerto con orchestre da camera in Ungheria e Germania. Ha scritto anche dei brani musicali per Pralipe, teatro mobile del popolo Rom.Nel 2004 Snétberger fonda il suo nuovo trio con il leggendario bassista norvegese Arild Andersen ed il batterista / percussionista italiano Paolo Vinaccia. Con naturale facilità ed ad livello i tre scelgono di riunire composizioni, competenze tecniche, unità, fantasia e improvvisazione. Esce nell’autunno 2005, il loro album di debutto "Nomad" che è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico. Nello stesso anno Snétberger suona con Bobby McFerrin al Summer Festival di Veszprém (Ungheria) dove è stato registrato il DVD "Snétberger Live" (solo /duo con McFerrin /trio "Nomad"). Nell’ estate 2007 Snétberger è stato invitato da McFerrin per altri due concerti in Germania e in Spagna. Snétberger ha iniziato la collaborazione con Markus Stockhausen nel 1999 con "Landscapes”, una suite in duo registrata per l'album di Snétberger "For my people». "They come along lightly and yet filled with melancholy - and they give the impression that one day they simply HAD to meet in order to make this music happen. You can't help but hope this cooperation will be continued soon," Ralf v.d. Kellen wrote in Intro magazine “Streams”, uscito nel 2007, è la più fresca testimonianza di questo fantastico duo. La tecnica e la sicurezza di Snétberger sulle corde è fenomenale, il suono e la ricerca dell’inusuale di Stockhausen sono incredibili. Due musicisti per molti aspetti diversi tra loro che invece si incontrano in un progetto artistico acclamato …che sia proprio la loro diversità a rendere la combinazione così interessante?
COMUNICATO STAMPA
con invito di diffusione Ivrea, 26 febbraio 2009

EUROJAZZ FESTIVAL IVREA 2009
Sei giorni di appuntamenti
jazzistici nelle località canavesane
17 – 22 marzo 2009

Nuova edizione di EUROJAZZ FESTIVAL IVREA, la rassegna dedicata alla musica afroamericana e che vede protagonisti nomi della scena jazz nazionale ed internazionale. Il ciclo, ospitato in diverse località del canavese, siamo in provincia di Torino, annovera una decina di concerti, secondo un programma che si snoda nell’arco di sei giorni, con importanti ospiti e qualche nuova scoperta. E’ dal 1980 che Ivrea ha legato il suo nome al jazz. Il festival è ormai un appuntamento di respiro internazionale, un’ampia e prestigiosa ribalta ma anche un laboratorio di promozione della scena jazz del territorio. Nomi internazionali, e talenti già scoperti ma in cerca di affermazione, per una serie di incursioni nella musica afroamericana, arricchita da workshop, mostre, presentazioni di libri. Ingredienti classici per una delle rassegne più longeve a livello internazionale, sempre diretto da Sergio Ramella e organizzato in collaborazione con Music Studio, Ivrea Jazz Club, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte. Il cartellone prevede anche eventi collaterali per un viaggio appassionato e variegato che porta in scena le diverse anime del jazz. Sede principale il palcoscenico del Teatro Giacosa di Ivrea affiancato da sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Chiaverano, Bollengo, Banchette, Colleretto Giacosa.

Il ciclo 2009 conferma quella strada intrapresa già nei primi anni della sua storia con una serie di finestre sulle possibilità di interazione fra musica, letteratura e arti figurative. Prime note inaugurali martedì 17 marzo a Chiaverano con MAURIZIO BRUNOD, talentuoso chitarrista degli Enten Eller.

Mercoledì 18 tappa a Bollengo dove suona il MIROSLAV VITOUS-FRANCO AMBROSETTI, artisti di levatura internazionale impegnati in un nuovo e interessante progetto.

A Banchette, giovedì 19, ecco un altro duo di grande spessore musicale, formato da DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER.

Da venerdì 20 marzo le note dell’EuroJazzFestival risuoneranno nello storico Teatro Giacosa, bellissima sala dell’Ottocento che offrirà l’ascolto di alcune personalità di primissimo piano della scena internazionale, dando anche spazio, come consuetudine, a significative realtà del panorama italiano. Si esibiranno EUROPEAN ORGAN SUMMIT, trio che annovera Alberto Marsico, Ondrej Pivec e Giò Rossi e a seguire SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO personaggi che non hanno bisogno di nuove presentazioni vista la popolarità raggiunta a livello internazionale. Ma il prologo è previsto al Liceo Gramsci dove suona il TROIKA QUARTET.

Sabato 21 un altro trio MORONI-ZUNINO-MIRABELLA in un omaggio a Oscar Peterson. A seguire, per il gran finale, NYCQ con Mike LeDonne, Piero Odorici, John Webber e Joe Farnsworth.

Infine domenica 22 a Colleretto Giocosa il concerto del quartetto di MARTA RAVIGLIA.




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Info utili:

singola serata a Ivrea 20 euro + diritti prevendita
abbonamento 2 serate a Ivrea 35 euro + diritti prevendita

prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30 presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161.

I biglietti per i concerti di mercoledì 18 marzo a Bollengo con Vitous-Ambrosetti e di giovedì 19 marzo a Banchette con Friedman-Snétberger sono in prevendita dal lunedì al venerdì pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30 presso Music Studio - via Del Forno,9 Ivrea – tel.0125/0450.


Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
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29° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese
Martedì 17 marzo
Chiaverano – Teatro Bertagnolio – via del Teatro 19 – ore 21,30 – ingresso libero
BRUNOD SOLO CONCERT

Mercoledì 18 marzo
Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
MIROSLAV VITOUS e FRANCO AMBROSETTI
Miroslav Vitous, contrabbasso - Franco Ambrosetti, tromba

Giovedì 19 marzo
Banchette - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER Duo
David Friedman, vibrafono – Ferenc Snétberger, chitarra
Venerdì 20 marzo
Ivrea - Liceo Gramsci (via E.Alberton 10/e) – ore 10,30
Concerto per le scuole con il TROIKA QUARTET (a cura di Music Studio/Ivrea Jazz Club)

Aperitivi Ore 18.00
Officina Morenica Ivrea (via Arduino 89)
LORELEI DUO – Giorgio Fiorini, contrabbasso – Loris Deval, chitarra. Accompagnano la presentazione del libri di Guido Michelone “Jazz ‘68” e “Jazz Poesia Civile”. Introduce Antonio Ribatti.

Ore 19.00 Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
CAMARELLA-FACCHINI DUO
Ivrea – Teatro Giacosa (piazza del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 20 euro (più diritti prevendita)
EUROPEAN ORGAN SUMMIT:
Alberto Marsico, organo - Ondrej Pivec, organo - Giò Rossi, batteria.

SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO
Sergio Cammariere: voce e pianoforte – Fabrizio Bosso: tromba – Bruno Marcozzi: percussioni

ore 23.45 /24.45 Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
LORELEI TRIO – Giorgio Fiorini, contrabbasso – Manuel Promotton, sassofoni – Loris Deval, chitarra



Sabato 21 marzo
Ivrea Sala Santa Marta – piazza Santa Marta - ore 17,30 - ingresso gratuito
Presentazione del libro di Alberto Bazzurro “Parlami di Musica” (Editrice ZONA 2008)- introduce Guido Michelone. A seguire mostra di Paolo Dezzutti e libro 28° EuroJazzFestival Ivrea

Concerto CARLO ACTIS DATO-BALDO MARTINEZ
Carlo Actis Dato, clarinetto basso, sax baritono e tenore – Baldo Martinez, contrabbasso

Aperitivi Ore 18.00
Officina Morenica Ivrea (via Arduino 89)
DUO JAZZ SWING
Ore 19.00/20.30 Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
CHIOZZOLINO DUO
Ivrea – Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 20 euro (più diritti prevendita)
MORONI-ZUNINO-MIRABELLA "Omaggio ad OSCAR PETERSON”
Dado Moroni, pianoforte – Aldo Zunino, contrabbasso – Giuseppe Mirabella, chitarra

NYCQ PROJECT
Mike LeDonne, pianoforte - Piero Odorici, sassofono - John Webber, contrabbasso - Joe Farnsworth, batteria

ore 23.30 /00.30 Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
CHIOZZOLINO DUO

Domenica 22 marzo

Colleretto Giacosa - Sala Polifunzionale - ore 22 – ingresso gratuito
MARTA RAVIGLIA QUARTET
Marta Raviglia, voice/phrase sampler - Simone Sbarzella, piano – Francesco Ponticelli, double bass -Alessio Sbarzella, drums
DA NON PUBBLICARE

UFFICIO STAMPA
PressandPress
Tel. 011/320.20.79 e-mail: eurojazzivrea@gmail.com
cell. 349 511.08.51

DA PUBBLICARE
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BIOGRAFIE

Martedì 17 marzo
Chiaverano – Teatro Bertagnolio – via del Teatro 19 – ore 21,30 – ingresso libero
BRUNOD SOLO CONCERT

Maurizio Brunod, tra i più noti chitarristi italiani, ha partecipato a numerosi festival italiani ed europei, ha registrato oltre venti dischi e suonato con: Tim Berne, Enten Eller, Alexander Balanescu , Mariapia De Vito, Vinicio Capossela , Antonello Salis, Enzo Favata , Carlo Actis Dato, Septeto Nacional Ignazio Piñeiro, Orchestra Elio Revé, Calixto Oviedo, Ivar Antonsen , Bjorn Alterhaug , Zlacto Kaucic , Kyle Gregory , Stefano Senni , Giovanni Maier , Alberto Mandarini, ecc.. Inizia a suonare la chitarra compiendo studi classici e Jazz. Intorno ai 18 anni comincia la sua carriera professionale e collabora da allora con importanti musicisti, tra cui: Carlo Actis Dato, Tim Berne, Gian Carlo Schiaffini,Miroslav Vitous,Alexander Balanescu, Antonello Salis, Maria Pia De Vito, Claudio Lodati, Giovanni Maier, Alberto Mandarini, Septeto Nacional I. Pineiro, Orchestra Elio Revé, e dalla sua fondazione con il gruppo Enten Eller.Con questi musicisti ed altri partecipa a numerose rassegne, festival e club italiani ed europei. Ha inciso quindici dischi, recensiti ottimamente da riviste e quotidiani di vari paesi,tra cui: L'Unita', La Stampa, Repubblica, Il Manifesto, Musica Jazz, Fare Musica, Chitarre, Axe (Italia), Cadence, Guitar Player, Downbeat (USA), Notes, Impro Jazz (Francia), Wire (U.K), Jazz in time (Belgio), Jazz Live (Austria), Pravda (Russia). Nei primi anni della sua Carriera, lunga ed intensa è la collaborazione con Claudio Lodati (tra i più originali chitarristi d'avanguardia europei), numerosissime le esibizioni con il suo gruppo "Dac'corda" e in duo, ancora oggi attivo. Nasce il "Solo Concert", Concerto per chitarra e attrezzature elettroniche. Con questo progetto tiene una lunga tournée in Russia, sonorizza la mostra fotografica di Roberto Masotti "Nine variations for Electric Guitar" ed è ospite di prestigiosi festival. Il suo primo album solista "First Step" (colonna sonora di due cortometraggi RAI) testimonia questo lavoro per sole chitarre. Continuano le esibizioni con i suoi progetti stabili: "Enten Eller" e il "Guitar Duo" con Lodati. Nasce il trio Brunod-Lodati-Charreton gruppo dalle molteplici sfaccettature tra jazz, etno, rock. II mensile Chitarre lo inserisce tra i nuovi talenti in una selezione fra migliaia di strumentisti. E’ una stimolante esibizione solitaria che nasce nel 1996 e che, nel corso del tempo, si è sviluppata e rinnovata. Nei primi anni l’elettronica aveva un ruolo predominante e l’utilizzo di Loop ed effettistica per chitarra era massiccio. Dopo i primi due dischi(“ FIRST STEP”1996 e “VISIONAIRE”1999) nel 2001 esce “SOLO” registrato interamente dal vivo in Festival e Club italiani; grande il riscontro della critica che ne esalta l’energia creativa.:

JAZZ JOURNAL(FR) MUSICA JAZZ (I) IL MANIFESTO (I) CADENCE (USA)
“..Maurizio Brunod sera “…non ci si annoia “…lavoro potente e “..Maurizio Brunod
une découverte pour beau- mai, anzi si resta vissuto come pochi impresses with his
coup avec ses interventions ammaliati da altri. Il tutto in 9 chameleon guitar
détonantes et ses diverses tanta sapienza magnifiche tracce”.. playing that ranges
approches, acoustiques et musicale, non solo (G.Festinese) from raucous to
électriques, de l’instrument..” chitarristica”.. slinky ..”
(J.Buzelin) (J.Wilson)

Dopo una lunga pausa, l’estate 2005 vede l’uscita di “ALONE AGAIN” nel quale le chitarre acustica e classica prendono il sopravvento lasciando uno spazio marginale a quella elettrica. Il Concerto Solo, ora totalmente rinnovato, si basa su brani originali dello stesso Brunod, rivisitazioni di alcuni “standards” e qualche “cover” (Naima, Night in Tunisia, Chan Chan e altri..)


Mercoledì 18 marzo
Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
MIROSLAV VITOUS e FRANCO AMBROSETTI
Miroslav Vitous, contrabbasso - Franco Ambrosetti, tromba
Miroslav Ladislav Vitous (cognome originale Vitouš, nato il 6 dicembre 1947) è un bassista jazz ceco nato a Praga. Iniziò lo studio del violino all'età di sei anni, pianoforte a dieci anni, e contrabbasso a quattordici. Vitouš fu anche un nuotatore da competizione. Uno dei suoi primi gruppi fu il Junior Trio, con suo fratello Alan alla batteria e con l'amico ceco, presto anch'egli famoso, Jan Hammer alle tastiere. Vitouš studiò al conservatorio di Praga (sotto F. Posta), e vinse successivamente un concorso internazionale a Vienna, ottenendo una borsa di studio per la Berklee College Of Music di Boston. Il virtuosismo di Vitous nell'ambito del contrabbasso ha spinto molti critici ad affiancarlo a bassisti del calibro di Scott LaFaro, Dave Holland, Niels-Henning Ørsted Pedersen e Christian McBride. Un esempio rappresentativo del talento di Vitous al contrabbasso è il disco Now He Sings, Now He Sobs (1968), con Chick Corea al pianoforte e Roy Haynes alla batteria. Questo disco presenta forte senso ritmico, innovative linee di walking bass ed un intenso uso dell'improvvisazione. Il suo primo disco solista, Infinite Search (1969), rilasciato ultimamente in un'edizione con piccole aggiunte fra cui Mountain In The Clouds, presenta nella formazione musicisti chiave per quello che sarà successivamente il movimento jazz fusion: John McLaughlin, Herbie Hancock e la già nota icona del jazz, il sassofonista Joe Henderson. Uno dei membri fondatori del gruppo Weather Report, ha lavorato con Jan Hammer, Freddie Hubbard, Miles Davis, Chick Corea, Wayne Shorter, Joe Zawinul e Jan Garbarek. Vitous ha sempre ribadito ai giornalisti che la sua controversa uscita dai Weather Report fu causata dal cattivo rapporto con Joe Zawinul, tastierista e co-fondatore del suddetto gruppo. Alphonso Johnson, che rimpiazzo Vitous, fu anch'egli presto sostituito dal più innovativo ed influente bassista di tutti i tempi Jaco Pastorius. Nel 1988, Vitous tornò in Europa per concentrarsi sulla composizione, senza però smettere di esibirsi in concerti e festival.
Franco Ambrosetti (Lugano, 10 dicembre 1941) è un musicista e compositore italiano di musica jazz. Iniziò a studiare musica nel 1952 suonando il pianoforte fino al 1959 e in seguito imparò, come autodidatta, a suonare la tromba. Negli ultimi anni si è appassionato ad un altro strumento a fiato: il flicorno. La sua carriera come musicista professionista inizia nel 1961 e qualche anno dopo, a Zurigo, forma il suo primo gruppo. La sua infinita passione per la musica jazz e i suoi impegni non gli impedirono però di riuscire a laurearsi in economia nel 1968, presso l'università di Basilea. Dal 1963 al 1970 suonò con il quintetto di suo padre, fra cui facevano parte anche George Gruntz (pianista e compositore) e Daniel Humair (batterista) con i quali ancora oggi suona. È con questa formazione che nel 1967 Franco Ambrosetti debuttò negli Stati Uniti al Monterey Jazz Festival. Nel 1972 ufficializzarono la formazione: George Gruntz Concert Jazz Band, gruppo fondato con suo padre e composto da George Gruntz e Daniel Humair. Dal 1970 in poi Franco Ambrosetti suonò come freelance, e in alcuni casi incise anche, con diversi musicisti jazz di fama mondiale, come Dexter Gordon, Cannonball Adderley, Michael Brecker, Mike Stern e molti altri. Inoltre fondò anche un quartetto con i migliori musicisti jazz italiani come Alfredo Golino, Antonio Faraò and Dado Moroni. Franco Ambrosetti è a tutt’oggi attivo come freelance in Europa e negli Stati Uniti, sia come solita che come leader del suo gruppo, di cui fanno parte George Gruntz, Daniel Humair e J.F. Jenny Clarke. Come solista ha partecipato alle registrazioni di numerosi dischi di Mina.
Giovedì 19 marzo
Banchette d’Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER Duo
David Friedman, vibrafono – Ferenc Snétberger, chitarra
David Friedman, vibrafonista e marimbista di fama internazionale, compositore e insegnante di jazz, ha un suo personale messaggio musicale intriso di molteplici influenze. Pochi musicisti jazz possono vantare un così nutrito numero di esibizioni dal vivo e lavori discografici con le più svariate personalità musicali come, solo per citarne alcuni, Leonard Bernstein, Luciano Berio, Bobby McFerrin, Wayne Shorter e Yoko Ono. Friedman ha collaborato anche con Joe Henderson, Horace Silver, Johnny Griffin, Jane Ira Bloom, Ron Carter e John Scofield. Sue composizioni sono presenti nel disco PEACE di Chet Baker (etichetta Enja) con il bassista Buster Williams e il batterista Joe Chambers, e con lo stesso Friedman come solista. Nel 1977, Friedman è co-fondatore dell’unico quartetto vibrafono-marimba “Double Image” che è stato in nomination per il "Grammy" tedesco. L’album è stato nuovamente ri-editato come una edizione speciale da Enja Records. Il disco Shades of Changes (Enja) con la pianista Gerry Allen, il bassista Anthony Cox e il batterista Ronnie Burrage, è stato votato dal Downbeat Magazine come "uno dei 20 migliori CD degli ultimi anni". Friedman ha suonato in trio anche il grande batterista Daniel Humair e il bassista JF Jenny-Clarke. Questa sua collaborazione è documentata dal disco live “Ternaire” (1992)Nel 2003 Friedman forma il Trio TAMBOUR, con la star tedesca del sassofono Peter Weniger ed il bassista Pepe Berns. Nel 2004,il nuovo CD “EARFOOD” ebbe una alta posizione nelle jazz charts. Dopo l’uscita di ‘EARFOOD’ Friedman fu chiamato dalla televisione RBB a collaborare con il Berlin Jazz Festival 2004. Come compositore, Friedman ha iniziato a scrivere 6 composizioni per solo marimba, una nuova composizione per solo vibrafono e due composizioni per ensemble pubblicate dalla Norsk Musikforlag nel 2006. Nel mese di agosto 2006 il KOSA International Percussion Festival, gli ha assegnato un “Lifetime Achievement Award” per il suo contributo mondiale nell’arte di suonare ed insegnare il vibrafono Nel marzo 2007, esce il suo nuovo lavoro discografico "Rodney's Parallel Universe" feat. Peter Weniger, Pepe Berns e Jean-Louis Matinier (Skip Records), disco che ha ottenuto ottime recensioni.Inizia ad insegnare jazz già dal 1989. Oggi David Friedman dirige il dipartimento di jazz alla Hochschule Der Künste di Berlino. E’ autore di numerose pubblicazioni, tra le quali una raccolta di studi pedagogici per il vibrafono e la tecnica nel vibrafono: ‘Dampening and Pedaling’, Berklee Press Publications distribuito da Hal Leonard. Musicisti e percussionisti di tutto il mondo considerano questo libro tra i più importanti per esprimere l’arte del vibrafono.Sia in SOLO che con il nuovo quartetto Tambour, in DUO con Keiko Abe, Ferenc Snétberger o Dave Samuels, la musica di David Friedman ha un ampio respiro, fluida, con delle frasi angolari negli assolo. Le sue composizioni hanno il linguaggio della ricchezza armonica e ritmica, e le sue esibizioni creano un grande coinvolgimento da parte del pubblico.
FERENC SNETBERGER
Nato nel 1957 a Salgotarjan in Ungheria, Ferenc Snétberger ha dal 1988 la cittadinanza tedesca. Di etnia Sinti/Rom, ha iniziato a suonare la chitarra prestissimo. Da adolescente ha studiato chitarra classica e più tardi ha frequentato l’Accademia Ferenc Liszt di Budapest dove ha seguito i corsi di chitarra jazz, adattando le tecniche brasiliane e spagnole al suo modo di suonare. Con la sua passione per il tango, la musica indiana, Egberto Gismonti, Jim Hall e Johann Sebastian Bach, Snétberger è una delle poche voci veramente originali nel campo della chitarra contemporanea, un virtuoso pioniere di rara maestria. I suoi brani solistici senza accompagnamento sono degli eleganti omaggi alla Spagna e all’America del Sud, in cui la sua fantasia d’improvvisatore si unisce ad una perfetta tecnica classica. Naturale complemento della band “Great Guitars” negli ultimi anni di Charlie Byrd e ospite sempre benvenuto all’Accademia Musicale di Budapest, Snétberger appare spesso anche in contesti musicali di sapore etnico. Ha registrato una serie di album e ha suonato in Ungheria, Jugoslavia, Finlandia, Francia, Italia, Spagna, Germania, India ed altri paesi. Ha inoltre preso parte a molte trasmissioni radiotelevisive e ha suonato come solista in grandi formazioni. Sul palcoscenico ha collaborato con artisti quali Didier Lockwood, Anthony Jackson, James Moody, David Friedman, Dhafer Youssef e Pat Metheny.“In Memoria della Mia Gente” è il titolo della sua prima composizione per chitarra e orchestra, nata 1995 su suggerimento di un compositore che viveva in Israele e che aveva chiesto a musicisti di tutto il mondo di scrivere un pezzo in occasione del 50° anniversario della fine dell’Olocausto. Dedicato alla memoria del suo popolo – i Rom e i Sinti – il concerto di Snétberger è una vitale affermazione contro la sofferenza umana e si ispira alle melodie piene di sentimento della tradizione gitana.
Esiste poco repertorio per chitarra e orchestra (Vivaldi, Rodrigo): il concerto in tre movimenti per chitarra e orchestra di Snétberger è diverso, soprattutto perché la parte solistica è solo un canovaccio su cui si può improvvisare liberamente anche in un contesto classico. Snétberger è stato invitato ad eseguire questo concerto con orchestre da camera in Ungheria e Germania. Ha scritto anche dei brani musicali per Pralipe, teatro mobile del popolo Rom.Nel 2004 Snétberger fonda il suo nuovo trio con il leggendario bassista norvegese Arild Andersen ed il batterista / percussionista italiano Paolo Vinaccia. Con naturale facilità ed ad livello i tre scelgono di riunire composizioni, competenze tecniche, unità, fantasia e improvvisazione. Esce nell’autunno 2005, il loro album di debutto "Nomad" che è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico. Nello stesso anno Snétberger suona con Bobby McFerrin al Summer Festival di Veszprém (Ungheria) dove è stato registrato il DVD "Snétberger Live" (solo /duo con McFerrin /trio "Nomad"). Nell’ estate 2007 Snétberger è stato invitato da McFerrin per altri due concerti in Germania e in Spagna. Snétberger ha iniziato la collaborazione con Markus Stockhausen nel 1999 con "Landscapes”, una suite in duo registrata per l'album di Snétberger "For my people». "They come along lightly and yet filled with melancholy - and they give the impression that one day they simply HAD to meet in order to make this music happen. You can't help but hope this cooperation will be continued soon," Ralf v.d. Kellen wrote in Intro magazine “Streams”, uscito nel 2007, è la più fresca testimonianza di questo fantastico duo. La tecnica e la sicurezza di Snétberger sulle corde è fenomenale, il suono e la ricerca dell’inusuale di Stockhausen sono incredibili. Due musicisti per molti aspetti diversi tra loro che invece si incontrano in un progetto artistico acclamato …che sia proprio la loro diversità a rendere la combinazione così interessante?
Venerdì 20 marzo
Ivrea - Liceo Gramsci (via E.Alberton 10/e) – ore 10,30
Concerto per le scuole con il TROIKA QUARTET (a cura di Music Studio/Ivrea Jazz Club)
Loris Deval, chitarra – Maurizio Rosa, sassofono – Giorgio Fiorini, contrabbasso – Luca Foy, batteria
Giorgio Fiorini. Contrabbassista e bassista elettrico, esordisce come musicista nei primi anni 90’. In seguito a una lunga esperienza come bassista elettrico in formazioni blues e rock, si appassiona al jazz, iniziando così lo studio del contrabbasso. Si forma al Centro Jazz di Torino con Dino Contenti e al conservatorio Guido Cantelli di Novara con Davide Botto. Partecipa sia come allievo che come assistente a numerosi seminari con Paolo Fresu, Enrico Rava, Furio Di Castri, Enrico Pierannunzi, Ugo Hisemberg, Maria Pia De Vito, Andy Mckee, John Riley. Attualmente frequenta il triennio sperimentale di musica jazz al conservatorio “G.Verdi” di Torino. Ha collaborato con varie formazioni e musicisti tra cui la Free Style Orchestra di Diego Borotti, Troika, Mattia Donna, Federico Sirianni, Giulio Camarca, Donato Stolfi Luigi Tempera, Andrea Scagliarini, Marco Tardito, Alfredo Ponissi, Claudio Saveriano, Giampaolo Petrini, Luigi Renghino, Danilo Pala e molti altri. Si è esibito in numerose manifestazioni internazionali.
Loris Deval, Nato ad Aosta (01/09/1977) studia chitarra rock e jazz con Maurizio Brunod.
Docente di chitarra presso il Music Studio di Ivrea, è fondatore del gruppo “Baobabs”(1999) con cui partecipa nel 2000 al diversi festival Rock e suona al Palais di Saint Vincent (Ao). Nell’agosto 2000 registra CD omonimo Baobabs, realizzato per la vincita del concorso “Ivrea in Musica”, è primo posto alle selezioni valdostane per Arezzo Wave e suona nel 2001in club e festival rock in Italia. Nel settembre 2003 inizia la collaborazione con diversi gruppi di cover e forma il progetto “Boromirduo” con il sassofonista Manuel Pramotton ed il Malotrio con i quali suona nel marzo 2004 agli “Aperitivi jazz” all’Euro Jazz Festival di Ivrea e in varie situazioni sia jazz che rock .
EUROPEAN ORGAN SUMMIT:
Alberto Marsico, organo - Ondrej Pivec, organo - Giò Rossi, batteria

Alberto Marsico, oltre alla consueta attività concertistica che lo ha portato a calcare i palcoscenici di tutti e cinque i continenti collaborando tra gli altri con Kenny Burrell, Jimmy Witherspoon, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Enrico Rava e Joey DeFrancesco alterna una intensa attività didattica che lo ha visto impegnato in workshops in alcuni conservatori europei e di recente in una puntata di Superquark, condotta da Piero Angela, dove ha parlato della storia e della tecnica dell'organo jazz.
A solo 24 anni, Ondrej Pivec si sta facendo largo a suon di concerti, incisioni discografiche e importanti collaborazioni nel Gotha degli organisti europei. Il suo recente disco inciso a New York con Jake Langley, il chitarrista di Joey DeFrancesco, ha avuto un eccellente successo tra la critica specializzata ed il pubblico europeo.
Nel suo stile confluiscono in una sapiente mistura jazz, funk e una tonnellata di blues, e il suo “live act” è uno dei più coinvolgenti e “groovy” che si possano immaginare.
Giò Rossi è il perfetto accompagnatore per qualsiasi organista. Nella sua carriera ha infatti suonato con Joey De Francesco, Bruce Katz, Bruno Micheli, Ondrej Pivec e Raphael Wressnig. Il suo drumming estremamente diretto e swingante, senza fronzoli, oltre alle sue composizioni e la sua comunicativa ne fanno il batterista ideale per questo trio.

SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO
Sergio Cammariere: voce e pianoforte – Fabrizio Bosso: tromba – Bruno Marcozzi: percussioni

Sergio Cammariere e Fabrizio Bosso presentano lo spettacolo “Jazz’n’Soul Duet”. Un concerto unico per pianoforte e tromba dove il jazz incontra la canzone d'autore, lasciando spazio all'improvvisazione e alla magia che solo due grandi musicisti sanno creare. In scaletta una selezione dei brani tratti dai tre album di Cammariere e dalla prima raccolta “Cantautore piccolino”: “Sorella mia”, “Libero nell’aria”, “Le porte del sogno”, “Dalla pace del mare lontano”, “Per ricordarmi di te”, l'emozionante “Estate” di Bruno Martino e “My song” di Keith Jarrett, le sanremesi “Tutto quello che un uomo” e “L’amore non si spiega”. Questo concerto è un viaggio nella musica. Dal jazz alla musica classica, dalla bossa nova al blues e un omaggio a chi ha reso la musica italiana grande come Luigi Tenco, Fabrizio de Andrè, Bruno Lauzi, Giorgio Gaber maestri illustri davanti ai quali Sergio non può che sentirsi un “Cantautore piccolino”.
Dopo una formazione di pianista jazz ed un trascorso tra le sessions e le serate di piano bar, Sergio Cammariere - che è cugino del cantautore Rino Gaetano - esordisce nel 1990 come pianista del gruppo di Stefano Palatresi "I campagnoli belli". Con loro partecipa a tutte le puntate della trasmissione televisiva "Il caso Sanremo" condotta da Renzo Arbore e Lino Banfi. L'esordio discografico arriva nel 1993. Nel corso di quell'anno escono due produzioni indipendenti a nome Kunstler-Cammariere & Stress Band: gli album rimangono però confinati ad ambiti di nicchia e sono noti solo tra un ristretto pubblico di appassionati. Nel corso degli anni Novanta Cammariere compone anche alcune colonne sonore, ma è solo nel 1997 che l'artista crotonese si affaccia alla ribalta che conta, all'età - relativamente tarda per un musicista - di trentasette anni. In quell'anno infatti ha l'occasione di partecipare alla rassegna del Club Tenco dove la giuria gli assegna all'unanimità il premio come migliore esecutore e interprete della rassegna. Nel 1998 esce il singolo "Tempo perduto", un pezzo nel quale testo e musica strizzano l'occhio alle atmosfere in stile rive gauche degli anni cinquanta, e Roma trascolora nella Parigi degli esistenzialisti.Il suo nome inizia a circolare con sempre maggiore frequenza e Cammariere, che da lungo tempo collabora con il poeta e cantautore Roberto Kunstler, scrive a quattro mani con quest'ultimo le canzoni dell'album di esordio come solista sul mercato discografico principale: "Dalla pace del mare lontano". L'album, che è datato 2002, è caratterizzato, come nella tradizione jazz, dalla registrazione in presa diretta. La musica di Cammariere si caratterizza infatti per una solida base jazzistica, sulla quale l'artista ha fondato la sua formazione personale. A questa si aggiungono suggestioni sudamericane, con un particolare occhio alla bossa nova brasiliana; così pure sono riconoscibili le atmosfere minimaliste della canzone francese d'antan, culminanti nello scoperto omaggio a Charles Trenet, con la canzone "Il mare". Il buon successo di critica e pubblico ottenuto dall'opera prima gli valgono un invito al Festival di Sanremo dell'anno successivo dove, con il brano Tutto quello che un uomo, ottiene il terzo posto assoluto e il Premio della Critica. In quell'occasione viene nuovamente pubblicato l'album già edito, includendovi la traccia sanremese. Nel corso del 2003 il palmarés di Cammariere si arricchisce di premi prestigiosi, quale quello riconosciutogli dalla rivista "L'isola che non c'era" come migliore album d'esordio, il premio "Carosone", il premio "De André" e la Targa Tenco per la migliore opera prima. "Dalla pace del mare lontano" vince anche il referendum indetto tra i lettori della rivista "Musica e dischi" per il migliore artista esordiente. Anche le vendite gratificano il cantautore crotonese, che ottiene un doppio disco di platino. Nel 2004 esce Sul sentiero. Cammariere è ormai un artista affermato e collabora con Samuele Bersani, con la canzone Se ti convincerai presente nell'album Caramella smog, e con la coppia Paoli - Vanoni, scrivendo "L'azzurro immenso" per l'album "Ti ricordi? No, non mi ricordo". Anche il secondo album raccoglie numerosi allori, così come il successivo tour teatrale. Tra questi: il "Riccio d'Argento" del celebre orafo Gerardo Sacco, il premio ai migliori live d'autore dell'anno di "Fatti di Musica", la rassegna diretta da Ruggero Pegna. Il 2006 vede l'uscita di "Il pane, il vino, la visione", i cui testi sono scritti ancora con il fido compagno di viaggio Kunstler. Lo stile musicale di Cammariere si mostra ancora in evoluzione e, dopo l'esplosione di musica e colori che caratterizzava la maggior parte delle tracce di "Sul sentiero", l'album assume toni più intimisti; lo swing e la chanson cedono il passo alla bossa nova, che la fa letteralmente da padrona. I testi, complice anche la partecipazione di Pasquale Panella in due episodi, si concentrano sulla ricerca interiore, senza trascurare il dialogo mistico con una certa idea di divino. L'album trova la sua sintesi in due struggenti brani di piano solo, dove l'artista crotonese mette in mostra la sua tecnica pianistica a nudo, senza orpelli.
Nel 2008 scrive la musica (parole di Tiziano Ferro) del brano "Il sapore di un altro no" per Giusy Ferreri, inserito nell'album di esordio della cantante "Gaetana". A seguito dell'uscita dell'album Cammariere si avventura in tour fuori dai patrii confini, suonando in vari paesi d'Europa. Le vendite, nel frattempo, sorridono ancora, garantendogli un disco d'oro. Il regista Mimmo Calopresti domanda la sua collaborazione per il film in uscita "L'abbuffata" (2007). Cammariere torna a un suo vecchio amore, il cinema: aveva infatti composto nel corso del decennio precedente le colonne sonore di "Quando eravamo repressi", di Pino Quartullo (1992), "Teste rasate" di Claudio Fragasso (1994) "USD - Uomini senza donne" di Angelo Longoni (1996). Accetta così di comporre la musica di accompagnamento alla pellicola, che esce nel corso del 2007 e viene premiata per la migliore colonna sonora al XXIX "Festival du cinéma Mediterranéen" di Montpellier. Nel 2008 Cammariere torna sulla riviera dei fiori con il brano L'amore non si spiega, piazzandosi al settimo posto. Sulla scorta della partecipazione sanremese esce la raccolta "Cantautore piccolino", che contiene due inediti ed una cover di Keith Jarrett. Una nota biografica sul fronte sociale: sensibile al tema dell'infanzia, nel 2008 ha aderito - insieme ad altri volti noti del mondo dello spettacolo e dell'arte - alla campagna Giù le mani dai bambini, contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori.
Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato al conservatorio G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per la musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente, a cui il torinese non ha saputo reagire. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati, il senso dello swing è spinto agli eccessi, la tensione creativa è costante anche nell’interpretazione di standard. Oltre ad aver svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato ultimamente reclutato da Charlie Haden per alcune tappe del tour promozionale del nuovo album della Liberation Music Orchestra. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, e negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico Pieranunzi. Fonda, assieme a Scannapieco, gli High Five, suona in duo con Rossano Sportiello in un omaggio ad Armstrong, in trio con D’Andrea e Petrella, nel suo quartetto - con Mannutza, Bulgarelli e Tucci - che presto entrerà in studio di registrazione, ed incide diversi progetti come leader e co-leader. Fortunata anche la collaborazione al fianco di artisti confinanti con l’estetica jazz come Sergio Cammariere e Nicola Conte.

Sabato 21 marzo
Ivrea Sala Santa Marta – piazza Santa Marta - ore 17,30 - ingresso gratuito
Presentazione del libro di Alberto Bazzurro “Parlami di Musica” (Editrice ZONA 2008)- introduce Guido Michelone. A seguire mostra di Paolo Dezzutti e libro 28° EuroJazzFestival Ivrea

Concerto CARLO ACTIS DATO-BALDO MARTINEZ
Carlo Actis Dato, clarinetto basso, sax baritono e tenore – Baldo Martinez, contrabbasso

Carlo Actis Dato è nato a Torino nel 1952,ha vissuto l'infanzia nel Sud Italia. Comincia a suonare il clarino e poi il sax nella banda e in orchestre da ballo,R&B,swing. Dalla prima metà degli anni '70 si dedica all'attività concertistica e discografica, partecipando alla registrazione di oltre 70 dischi, di cui la metà come leader o co-leader. Nei referendum indetti dai critici della rivista "Musica Jazz" e dall'americana "Cadence" risulta da anni ai primi posti delle classifiche tra i musicisti italiani e per i propri gruppi, i cui dischi hanno ottenuto ottime recensioni dalle riviste specializzate di tutto il mondo. Hanno pubblicato articoli monografici e/o interviste con Actis Dato le riviste: Jazzmann, Improjazz, Jazz Actuel (Francia), Jazz Podium (Germania), Jazz in Time,Jazz Around (Belgio), Margen, Jazzology (Spagna), Jazz & Tzaz (Grecia),World Music, Musica Jazz, Musiche, Jazz'n'Around (Italia), Jazzlive (Austria), Cadence (USA), Jazz Hihyo, Jazz Live, Out There (Giappone). Oltre ad aver tenuto concerti in tutta Europa, ha suonato in U.S.A., Giappone, Canada, Argentina, Antille, Senegal, Maghreb, Etiopia.Il referendum tra i critici della rivista americana “Down Beat” lo ha nominato nel 2002 fra i migliori bariton-sassofonisti del mondo. Il Quartetto, formato nel 1984, ha partecipato a trasmissioni radio nazionali in Germania, Svizzera, Finlandia, Francia, Svezia, Italia ed è forse il gruppo italiano di jazz attuale più conosciuto ed apprezzato all'estero. Nell'annuale referendum tra i critici indetto dalla rivista "Musica Jazz" è stato votato più volte tra i migliori gruppi jazz italiani (nel 1988, 1990, 1992, 1996,1998) e la rivista americana "Cadence" ha nominato "Noblesse Oblige" e "Ankara Twist" tra i migliori dischi usciti in tutto il mondo, rispettivamente nel 1987 e nel 1991. La rivista giapponese Jazz Hihyo ha segnalato "Ankara Twist" e Blue Cairo" tra i migliori esempi di jazz europeo. I dischi del quartetto sono stati recensiti dalle riviste specializzate di tutto il mondo (Cadence, Coda, Swing Journal, Jazztimes, Down Beat, Wire, Jazzthetik, Jazz Podium,Granlost, Jazz Nu, Jazz Magazine, Jazz in Time, Improjazz, Musiche, Jazz & Tzaz, Margen, Jazzology, Cuadernos de Jazz, Jazz Live, Ritmo, Blu Jazz, Jazzman, Jazz Hihyo) e sono su "The Penguin Guide to Jazz" e sull' aggiornamento 1994 dell' enciclopedia Larousse e sulla Grande Enciclopedia della Musica Garzanti. Suona in Solo e dirige l' Actis'Band, nuovo gruppo aggressive-downtown.

Ivrea – Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 20 euro (più diritti prevendita)
MORONI-ZUNINO-MIRABELLA "Omaggio ad OSCAR PETERSON”
Dado Moroni, pianoforte – Aldo Zunino, contrabbasso – Giuseppe Mirabella, chitarra

“Omaggio a Oscar Peterson”. Uno dei pianisti italiani più acclamati anche oltreoceano rende omaggio a uno dei più grandi jazzisti di tutti i tempi, al quale Moroni si inspirò agli inizi della sua avventura jazzistica.
Genovese, classe 1962, professionista del jazz da quando aveva 14 anni, ha un approccio straordinario allo strumento ed è dotato di un’energia e di una tecnica tale da essere da molto tempo sulle scene internazionali a rappresentare il jazz italiano al suo massimo livello. Già a 20 anni è uno dei pianisti preferiti del grande bassista Ray Brown con il quale registra “The art of the Trio”. Da allora Dado è il principale esponente del piano jazz “Made in Italy” nel mondo, collaborando stabilmente (e a proprio nome) con le migliori ritmiche ed i migliori solisti fra cui Dizzy Gillespie, Kenny Clarke, Chet Baker e Clark Terry. Nella sua carriera ha registrato più di trenta dischi e dal 1987 è uno dei membri della giuria del premio Thelonius Monk, il più prestigioso del mondo per i pianisti jazz. Sarebbe molto lungo l’elenco dei grandi del jazz (tutti appartenenti al genere mainstream) con cui Moroni ha lavorato: basta forse citare Wynton Marsalis, Joe Henderson, Lee Konitz, Kenny Barron, Tom Harrell, Freddie Hubbard, James Moody. Ma certamente fra le sue esperienze artistiche importanti non si possono non ricordare anche quelle con Gianni Basso, Franco Ambrosetti ed il duo con Enrico Rava.
Al Baluardo Dado Moroni si presenta in trio accompagnato da Giuseppe Mirabella alla chitarra, vincitore nel 2001 del “Concorso internazionale Eddie Lang”, il più importante in Italia, e da Aldo Zunino contrabbassista ormai affermatissimo in tutta Europa.

NYCQ PROJECT
Mike LeDonne, pianoforte - Piero Odorici, sassofono - John Webber, contrabbasso - Joe Farnsworth, batteria

Piero Odorici si dedica allo studio del sassofono dall'età di dieci anni. Dopo avere compiuto studi classici, si appassiona alla musica jazz sotto la guida di Sal Nistico e Steve Grossman, due tra i più rilevanti sassofonisti del jazz moderno.
Inizia poi la sua carriera artistica suonando sia come leader che come sideman con diverse formazioni italiane e straniere in tour in Italia, Francia, Germania, Grecia, Finlandia, Canada e partecipando a trasmissioni televisive e radiofoniche.
Collabora con musicisti di fama mondiale come: George Cables e Ray Mantilla (con i quali suona stabilmente), Cedar Walton, Billy Higgins, Slide Hampton, Eddie Henderson, Ben Riley, Jimmy Coob, Sal Nistico, Steve Grossman, Red Rodney, Jack Walrath, Lee Konitz, Joe Lovano, Elliot Zigmund, Steve Lacy, Billy Hart, Steve Gadd, Jack McDuff, Mingus Big Band, Vincent Herring, One For All, John Icks, Alvin Queen, Ronnie Mathews, Keith Copeland, Antonio Faraò, Enrico Pieranunzi, Massimo Urbani, Roberto Gatto, Danilo Rea, ecc.
È stato spesso invitato a partecipare ai più importanti festival jazz europei: Umbria Jazz, Orvieto (Umbria Jazz Winter), Gran Parade du Jazz di Nizza, Pori Jazz Festival, Festival Jazz di Salonicco… Ha suonato negli Stati Uniti con George Cables e Ray Mantilla (New York, Boston, Philadelphia...).

Mike LeDonne è nato a Bridgeport (Connecticut) nel 1956.
Cresciuto nel negozio di dischi dei suoi genitori, già a 10 anni suona con suo padre, chitarrista jazz, accompagnandolo nei suoi concerti. A 21 anni, Mike si diploma al Conservatorio del New England e si trasferisce a New York con la Widespread Jazz Orchestra. Nel 1981, lascia la Widespread Orchestra per una tournée in Gran Bretagna con Panama Francis e i Savoy Sultans. Al suo ritorno, inizia una collaborazione di due anni come pianista residente al Jimmy Ryan's, all'epoca uno dei più antichi jazz club di New York. Al Ryan’s, LeDonne ha suonato insieme a molti vecchi maestri come Roy Eldridge, Papa Jo Jones e Vic Dickenson. Fra il 1982 e il 1983 ha collaborato con il sestetto di Benny Goodman e poi con Buddy Tate, Al Grey, Ruby Braff e molti altri. In seguito ha lavorato con il quintetto di Art Farmer e Clifford Jordan, è stato a Parigi con Grady Tate, ha suonato con James Moody, Dizzy Gillespie, Stanley Turrentine, Charles McPherson e Sonny Rollins, ha accompagnato le cantanti Ernestine Anderson, Annie Ross e Etta Jones e ha suonato nel quartetto di Milt Jackson (il quale ha anche inciso delle composizioni e arrangiamenti di Mike).
Nell'autunno del 1992, LeDonne è stato scelto per far parte di un gruppo di giovani star per il Phillip Morris Superband World Tour, in qualità di direttore musicale della band, composta da Ryan Kisor alla tromba, Joshua Redman al sax tenore, Jesse Davis al sax alto, Christian McBride al basso e Lewis Nash alla batteria.
Più o meno nello stesso periodo, è stato in tournée con la Newport All-Stars, in formazioni in cui comparivano anche Harry "Sweets" Edison e Clark Terry.
Oltre alle numerose registrazioni come sideman, ha all'attivo otto CD a suo nome, di cui cinque per l'etichetta Criss Cross Jazz (‘Bout Time, The Feeling of Jazz, Common Ground, Soulmates, Waltz for an Urbanite) e tre per la Double Time Records (To Each His Own, Then and Now, Bags’ Groove), tutti ampiamente lodati dalla critica e anche da vecchi veterani come Oscar Peterson, che ha segnalato LeDonne fra i suoi pianisti contemporanei preferiti.

John Webber inizia a prendere lezioni di basso elettrico all'età di 10 anni, pur ascoltando bassisti acustici leggendari come Ray Brown e Paul Chambers, che furono la sua primaria fonte di ispirazione. A 15 anni infatti passa al contrabbasso e dopo il diploma inizia il suo apprendistato musicale sulla scena del jazz di Chicago, dove suona con musicisti locali come i sassofonisti Von Freeman e Lin Halliday e il pianista Jodie Christian. Nel 1986, dopo essersi costruito una solida reputazione come uno dei migliori contrabbassisti di Chicago, Webber decide di trasferirsi a New York City e in pochi mesi ha occasione di lavorare con musicisti come Jimmy Scott, Lou Donaldson, Bill Hardman e Junior Cook. Suona inoltre regolarmente con i gruppi di Peter Bernstein e Christopher Hollyday. Frequentando le jam sessions che il trombettista Hardman teneva settimanalmente a casa propria, conosce il batterista Joe Farnsworth e il sassofonista Eric Alexander con i quali inizia a suonare regolarmente insieme al baritonista Cecil Payne. Inoltre suona stabilmente nei gruppi di Johnny Griffin, Horace Silver, Jimmy Cobb, George Coleman, One for All e collabora con i più importanti musicisti della scena jazzistica newyorkese.

Joe Farnsworth è nato nel 1968 nel Massachusetts. Dopo avere conosciuto (e suonato con) Harold Mabern, George Coleman ed Eric Alexander durante gli anni di studio al William Patterson College nel New Jersey, Farnsworth si è stabilito a New York. Qui si è imposto da subito come uno dei batteristi più brillanti della città ed è diventato il direttore musicale di uno dei suoi più famosi jazz club, lo Smoke. Il suo lavoro in questo locale gli ha fatto da trampolino per ingaggi importanti come quelli con Jon Hendriks, nel 1992, e Diana Krall, prima in maniera saltuaria e poi stabile nel 1999-2000.
Ha collaborato anche con Lou Donaldson, Cedar Walton, Eddie Henderson, Freddie Hubbard, Ray Mantilla, Horace Silver, Wynton Marsalis, Pharoah Sanders e molti alti. Ha fondato il gruppo One For All con Eric Alexander, Jim Rotondi, David Hazeltine e Peter Washington.

Domenica 22 marzo

Colleretto Giacosa - Sala Polifunzionale - ore 22 – ingresso gratuito
MARTA RAVIGLIA QUARTET
Marta Raviglia, voice/phrase sampler - Simone Sbarzella, piano – Francesco Ponticelli, double bass -Alessio Sbarzella, drums

La ricerca di sonorità nuove e il coraggio di avventurarsi in terreni musicali accidentati fanno del quartetto della cantante Marta Raviglia una formazione atipica e sorprendente. Le esplorazioni timbriche dei vari strumenti e la raffinatezza compositiva sono marchi distintivi di un sound dal carattere perfettamente riconoscibile. Lirismo e virtuosismo convivono con equilibrio nella musica del quartetto, rincorrendosi in cerca della purezza primigenia, dell’ingenuità e della trasparenza, tessendo trame inconsuete e giocando con la forza e la bellezza dirompente dei suoni. Alla fluidità della voce di Marta Raviglia, si uniscono le armonie del pianista Simone Sbarzella e la ritmica possente del contrabbasso di Francesco Ponticelli e della batteria di Alessio Sbarzella. Il repertorio del gruppo composto da materiale originale, è arricchito tal volta da jazz standards e da brani presi in prestito da musiche altre.
Tra le esibizioni più importanti del quartetto, finalista al concorso internazionale Barga Jazz 2006 e 2007 (sezione D – esecuzione), al concorso nazionale Baronissi Jazz 2006 (categoria professionisti) e semifinalista al Jimmy Woode Award 2007 nell’ambito del festival Tuscia in Jazz, si segnalano quelle nei principali locali d’Italia e quelle nelle rassegne Segni di Jazz 2002, 2003, 2005, 2006 e 2007, Prendiamoci Gusto 2003, 2005 e 2007, Dal Classico… Al Jazz 2003, Jazz & Dintorni 2005, IndieJazz 2005, 2006 e 2007 Estate Anagnina 2005, Roma Jazz Festival 2005 (dopo festival presso il Parablò), Jazz & Memoria 2006 (presso la Cantina Mediterraneo), Jammin’ 2006 (presso l’Auditorium Parco della Musica), Fontana Liri Jazz Festival 2006, Sora Musica Giovane 2006, Liberafesta 2006 e 2007, Roma Festival Ethno-Jazz 2006, Fondamenta – Itinerari Jazz 2007, Valsugana Jazz Tour 2007, Dubidubidù 2007: III Festival Radiofonico delle Voci Jazz Italiane, Jazz & Wine. Eventi Di…Vini 2008, Angelo Pennisi Jazz Festival 2008, Some Times in Winter 2008, Gallarate Jazz Festival 2008 e nelle trasmissioni radiofoniche A Voice, A Soul, condotta da Bruno Pollacci su Punto Radio, Jazz a Nota Libera, condotta da Massimo Nunzi su Tele Radio Stereo, Notte in Rete, condotta da Attilio Torrone e Roberto Marino su Radio Imago, So What condotta da Gianluca Diana e Pietropaolo Moroncelli su Radio Città Aperta, Jazz Time condotta da Alessio Galea su Radio Città Futura, Box Office condotta da Francesco Giammetti su Ecoradio, Taccuino Italiano condotta da Napoleone Scrugli su Rai International, Battiti condotta da Pino Saulo su Radio Tre e Borderline condotta da Paola Bordi su Solo Radio e nella trasmissione televisiva Password ideata e condotta da Tommaso Polidoro su Gold, Roma Sat e Lazio Channel.
Il gruppo ha collaborato in passato con Filiberto Palermini, Eric James Daniel, Paolo e Pasquale Innarella. È recentissima invece, la collaborazione con Tino Tracanna, sassofonista dello storico quintetto di Paolo Fresu e con il trombonista Tony Cattano. Ha inoltre, composto ed eseguito la colonna sonora del cortometraggio Laura con la regia di Alessandro Ciotoli col quale ha avviato una collaborazione che porterà alla realizzazione di altre composizioni per i prossimi cortometraggi della società di produzione indipendente IndieGesta Films, L’Ombra e Nessuno Saprà Nulla.
Il quartetto sta attualmente promuovendo l’uscita del disco Spiral Tales, licenziato nell’aprile 2007 per l’etichetta Alfa Music, che vede la partecipazione di Tino Tracanna ed è in attesa di pubblicare il secondo disco, Don’t Fence Me In, un omaggio alla canzone americana. Un loro brano è stato inserito nella raccolta Fondamenta – Itinerari Jazz.

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COMUNICATO STAMPA
con invito di diffusione Ivrea, 27 febbraio 2009

29° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canadese
Sei giorni di appuntamenti
jazzistici nelle località canavesane
17 – 22 marzo 2009

Si possono acquistare i biglietti per i concerti in programma venerdì 20 e sabato 21 marzo 2009 dell’EuroJazz Festival di Ivrea. Sul palco del Teatro Giacosa sono previste due serate di grande musica, con alcuni nomi di spicco del panorama internazionale e italiano.

Venerdì 20 si esibiscono nell’ordine EUROPEAN ORGAN SUMMIT con Alberto Marsico, Ondrej Pivec e Giò Rossi e a seguire SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO mentre sabato 21 suona il trio MORONI-ZUNINO-MIRABELLA in un concerto dedicato ad Oscar Peterson e in chiusura NYCQ PROJECT con Mike LeDonne, Piero Odorici, John Webber, Joe Farnsworth.
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I biglietti sono in vendita presso:

Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161 (dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30) e costano 20 euro più diritti di prevendita per ogni singola serata. L’abbonamento per entrambe le serate viene invece venduto a 35 euro più diritti di prevendita.


I biglietti per i concerti di mercoledì 18 marzo a Bollengo con Vitous-Ambrosetti e di giovedì 19 marzo a Banchette con Friedman-Snétberger sono in prevendita dal lunedì al venerdì pomeriggio dalle 14,30 alle 18,30 presso Music Studio - via Del Forno,9 Ivrea – tel.0125/0450.


Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
www.jazzaicscontromusica.com

www.jazzaicscontromusica.com
COMUNICATO STAMPA
con invito di diffusione Ivrea, 4 febbraio 2009

EUROJAZZ FESTIVAL IVREA 2009
Sei giorni di appuntamenti
jazzistici nelle località canavesane
17 – 22 marzo 2009

Nuova edizione di EUROJAZZ FESTIVAL IVREA, la rassegna dedicata alla musica afroamericana e che vede protagonisti nomi della scena jazz nazionale ed internazionale. Il ciclo, ospitato in diverse località del canavese, siamo in provincia di Torino, annovera una decina di concerti, secondo un programma che si snoda nell’arco di sei giorni, con importanti ospiti e qualche nuova scoperta. E’ dal 1980 che Ivrea ha legato il suo nome al jazz. Il festival è ormai un appuntamento di respiro internazionale, un’ampia e prestigiosa ribalta ma anche un laboratorio di promozione della scena jazz del territorio.
Il ciclo 2009 conferma quella strada intrapresa già nei primi anni della sua storia con una serie di finestre sulle possibilità di interazione fra musica, letteratura e arti figurative. Prime note inaugurali martedì 17 marzo a Chiaverano con MAURIZIO BRUNOD, talentuoso chitarrista degli Enten Eller.

Mercoledì 18 tappa a Bollengo dove suona il MIROSLAV VITOUS-FRANCO AMBROSETTI, artisti di levatura internazionale impegnati in un nuovo e interessante progetto.

A Banchette, giovedì 19, ecco un altro duo di grande spessore musicale, formato da DAVID FRIEDMAN-FERENC SNETBERGER.

Da venerdì 20 marzo le note dell’EuroJazzFestival risuoneranno nello storico Teatro Giacosa, bellissima sala dell’Ottocento che offrirà l’ascolto di alcune personalità di primissimo piano della scena internazionale, dando anche spazio, come consuetudine, a significative realtà del panorama italiano. Si esibiranno EUROPEAN ORGAN SUMMIT, trio che annovera Alberto Marsico, Ondrej Pivec e Giò Rossi e a seguire SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO personaggi che non hanno bisogno di nuove presentazioni vista la popolarità raggiunta a livello internazionale.

Sabato 21 un altro trio MORONI-ZUNINO-MIRABELLA in un omaggio a Oscar Peterson. A seguire, per il gran finale, NYCQ con Mike LeDonne, Piero Odorici, John Webber e Joe Farnsworth.

Infine domenica 22 a Colleretto Giocosa il concerto del quartetto di MARTA RAVIGLIA. Nomi internazionali e talenti già scoperti ma in cerca di affermazione dunque per una serie di incursioni nella musica afroamericana, arricchita da workshop, mostre, presentazioni di libri. Ingredienti classici per una delle rassegne più longeve a livello internazionale, sempre diretto da Sergio Ramella e organizzato in collaborazione con Music Studio, Ivrea Jazz Club, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte. Il cartellone prevede anche eventi collaterali per un viaggio appassionato e variegato che porta in scena le diverse anime del jazz. Sede principale il palcoscenico del Teatro Giacosa di Ivrea affiancato da sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Chiaverano, Bollengo, Banchette, Colleretto Giacosa.





www.jazzaicscontromusica.com – mail: eurojazzivrea@gmail.com


Info utili:

singola serata a Ivrea 20 euro + diritti prevendita
abbonamento 2 serate a Ivrea 35 euro + diritti prevendita

prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30 presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161.




Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
www.jazzaicscontromusica.com
29° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese
Martedì 17 marzo
Chiaverano – Teatro Bertagnolio – via del Teatro 19
BRUNOD SOLO CONCERT

Mercoledì 18 marzo
Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
MIROSLAV VITOUS e FRANCO AMBROSETTI
Miroslav Vitous, contrabbasso - Franco Ambrosetti, tromba

Giovedì 19 marzo
Banchette d’Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
Duo DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER
David Friedman, vibrafono – Ferenc Snétberger, chitarra
Venerdì 20 marzo
Ivrea - Liceo Gramsci – via E.Alberton 10/e –
Concerto per le scuole con il MozArt Ensemble
Si tratta di una formazione musicale creata in occasione del 250° anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, e trae origine dalla fusione tra un gruppo jazz, il Toni Moretti Quintet ed un Quartetto d’Archi.

Aperitivi Ore 18.00
Officina Morenica Ivrea (via Arduino 89)
LORELEI DUO – Giorgio Fiorini – Loris Deval accompagnano la presentazione del libri di Guido Michelone “Jazz ‘68” e “Jazz Poesia Civile”

Ore 19.00 Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
CAMARELLA-FACCHINI DUO
Ivrea – Teatro Giacosa (piazza del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)
EUROPEAN ORGAN SUMMIT:
Alberto Marsico, organo - Ondrej Pivec, organo - Giò Rossi, batteria.

SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO
Sergio Cammariere: voce e pianoforte – Fabrizio Bosso: tromba – Bruno Marcozzi: percussioni

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
CAMARELLA-FACCHINI DUO
Ore 23.30 /24.30

Sabato 21 marzo
Ivrea Sala Santa Marta – piazza Santa Marta - ore 17,30 - ingresso gratuito
Presentazione del libro di Alberto Bazzurro “Parlami di Musica” (Editrice ZONA 2008)- introduce Guido Michelone. A seguire mostra di Paolo Dezzutti e libro 28° EuroJazzFestival Ivrea

Concerto CARLO ACTIS DATO-BALDO MARTINEZ
Carlo Actis Dato, clarinetto basso, saxbaritono e tenore – Baldo Martinez, contrabbasso

Aperitivi Ore 18.00
Officina Morenica Ivrea (via Arduino 89)
DUO JAZZ SWING
Ore 19.00/20.30
Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
QUARTET JAZZ (trio)
Ivrea – Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)
MORONI-ZUNINO-MIRABELLA "Omaggio ad OSCAR PETERSON”
Dado Moroni, pianoforte – Aldo Zunino, contrabbasso – Giuseppe Mirabella, chitarra

NYCQ PROJECT
Mike LeDonne, pianoforte - Piero Odorici, sassofono - John Webber, contrabbasso - Joe Farnsworth, batteria


Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
QUARTET JAZZ (trio)
Ore 23.30 /24.30

Domenica 22 marzo

Colleretto Giacosa - Sala Polifunzionale - ore 22 – ingresso gratuito
MARTA RAVIGLIA QUARTET
Marta Raviglia, voice/phrase sampler - Simone Sbarzella, piano – Francesco Ponticelli, double bass -Alessio Sbarzella, drums
DA NON PUBBLICARE

Da pubblicare
PER INFORMAZIONI AL PUBBLICO :
consultare il sito www.jazzaicscontromusica.com
tel. 0125/410.215
COMUNICATO STAMPA
con invito di diffusione Ivrea, 20 gennaio 2009

EUROJAZZ FESTIVAL IVREA 2009
Sei giorni di appuntamenti
jazzistici nelle località canavesane
17 – 22 marzo 2009

Nuova edizione di EUROJAZZ FESTIVAL IVREA, la rassegna dedicata alla musica afroamericana e che vede protagonisti nomi della scena jazz nazionale ed internazionale. Il ciclo, ospitato in diverse località del canavese, siamo in provincia di Torino, annovera una decina di concerti, secondo un programma che si snoda nell’arco di sei giorni, con importanti ospiti e qualche nuova scoperta. E’ dal 1980 che Ivrea ha legato il suo nome al jazz. Il festival è ormai un appuntamento di respiro internazionale, un’ampia e prestigiosa ribalta ma anche un laboratorio di promozione della scena jazz del territorio.
Il ciclo 2009 conferma quella strada intrapresa già nei primi anni della sua storia con una serie di finestre sulle possibilità di interazione fra musica, letteratura e arti figurative. Prime note inaugurali martedì 17 marzo a Chiaverano con MAURIZIO BRUNOD, talentuoso chitarrista degli Enten Eller.

Mercoledì 18 tappa a Bollengo dove suona il MIROSLAV VITOUS-FRANCO AMBROSETTI, artisti di levatura internazionale impegnati in un nuovo e interessante progetto.

A Banchette, giovedì 19, ecco un altro duo di grande spessore musicale, formato da DAVID FRIEDMAN-FERENC SNETBERGER.

Da venerdì 20 marzo le note dell’EuroJazzFestival risuoneranno nello storico Teatro Giacosa, bellissima sala dell’Ottocento che offrirà l’ascolto di alcune personalità di primissimo piano della scena internazionale, dando anche spazio, come consuetudine, a significative realtà del panorama italiano. Si esibiranno EUROPEAN ORGAN SUMMIT, trio che annovera Alberto Marsico, Ondrej Pivec e Giò Rossi e a seguire SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO personaggi che non hanno bisogno di nuove presentazioni vista la popolarità raggiunta a livello internazionale.

Sabato 21 un altro trio MORONI-ZUNINO-MIRABELLA in un omaggio a Oscar Peterson. A seguire, per il gran finale, NYCQ con Mike LeDonne, Piero Odorici, John Webber e Joe Farnsworth.

Infine domenica 22 a Colleretto Giocosa il concerto del quartetto di MARTA RAVIGLIA. Nomi internazionali e talenti già scoperti ma in cerca di affermazione dunque per una serie di incursioni nella musica afroamericana, arricchita da workshop, mostre, presentazioni di libri. Ingredienti classici per una delle rassegne più longeve a livello internazionale, sempre diretto da Sergio Ramella e organizzato in collaborazione con Music Studio, Ivrea Jazz Club, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte. Il cartellone prevede anche eventi collaterali per un viaggio appassionato e variegato che porta in scena le diverse anime del jazz. Sede principale il palcoscenico del Teatro Giacosa di Ivrea affiancato da sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Chiaverano, Bollengo, Banchette, Colleretto Giacosa.





www.jazzaicscontromusica.com – mail: eurojazzivrea@gmail.com


Info utili:

singola serata a Ivrea 20 euro + diritti prevendita
abbonamento 2 serate a Ivrea 35 euro + diritti prevendita

prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30 presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161.




Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
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29° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese
Martedì 17 marzo
Chiaverano – Teatro Bertagnolio – via del Teatro 19
BRUNOD SOLO CONCERT

Mercoledì 18 marzo
Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
MIROSLAV VITOUS e FRANCO AMBROSETTI
Miroslav Vitous, contrabbasso - Franco Ambrosetti, tromba

Giovedì 19 marzo
Banchette d’Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro
Duo DAVID FRIEDMAN-FERENC SNÉTBERGER
David Friedman, vibrafono – Ferenc Snétberger, chitarra
Venerdì 20 marzo
Ivrea - Liceo Gramsci – via E.Alberton 10/e –
Concerto per le scuole con il MozArt Ensemble
Si tratta di una formazione musicale creata in occasione del 250° anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, e trae origine dalla fusione tra un gruppo jazz, il Toni Moretti Quintet ed un Quartetto d’Archi.

Aperitivi Ore 18.00
Officina Morenica Ivrea (via Arduino 89)
LORELEI DUO – Giorgio Fiorini – Loris Deval accompagnano la presentazione del libri di Guido Michelone “Jazz ‘68” e “Jazz Poesia Civile”

Ore 19.00 Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
CAMARELLA-FACCHINI DUO
Ivrea – Teatro Giacosa (piazza del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)
EUROPEAN ORGAN SUMMIT:
Alberto Marsico, organo - Ondrej Pivec, organo - Giò Rossi, batteria.

SERGIO CAMMARIERE & FABRIZIO BOSSO
Sergio Cammariere: voce e pianoforte – Fabrizio Bosso: tromba – Bruno Marcozzi: percussioni

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
CAMARELLA-FACCHINI DUO
Ore 23.30 /24.30

Sabato 21 marzo
Ivrea Sala Santa Marta – piazza Santa Marta - ore 17,30 - ingresso gratuito
Presentazione del libro di Alberto Bazzurro “Parlami di Musica” (Editrice ZONA 2008)- introduce Guido Michelone. A seguire mostra di Paolo Dezzutti e libro 28° EuroJazzFestival Ivrea

Concerto CARLO ACTIS DATO-BALDO MARTINEZ
Carlo Actis Dato, clarinetto basso, saxbaritono e tenore – Baldo Martinez, contrabbasso

Aperitivi Ore 18.00
Officina Morenica Ivrea (via Arduino 89)
DUO JAZZ SWING
Ore 19.00/20.30
Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
QUARTET JAZZ (trio)
Ivrea – Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)
MORONI-ZUNINO-MIRABELLA "Omaggio ad OSCAR PETERSON”
Dado Moroni, pianoforte – Aldo Zunino, contrabbasso – Giuseppe Mirabella, chitarra

NYCQ PROJECT
Mike LeDonne, pianoforte - Piero Odorici, sassofono - John Webber, contrabbasso - Joe Farnsworth, batteria


Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
QUARTET JAZZ (trio)
Ore 23.30 /24.30

Domenica 22 marzo

Colleretto Giacosa - Sala Polifunzionale - ore 22 – ingresso gratuito
MARTA RAVIGLIA QUARTET
Marta Raviglia, voice/phrase sampler - Simone Sbarzella, piano – Francesco Ponticelli, double bass -Alessio Sbarzella, drums
UFFICIO STAMPA
PressandPress
Tel. 011/320.20.79 e-mail: eurojazzivrea@gmail.com
cell. 349 511.08.51

PER INFORMAZIONI AL PUBBLICO :
consultare il sito www.jazzaicscontromusica.com
tel. 0125/410.215
EUROJAZZ FESTIVAL IVREA 2008

Una settimana in viaggio con le contaminazioni

jazzistiche nelle località canavesane

4 – 8 marzo 2008



Jazz e contaminazioni, grandi nomi internazionali e nuovi talenti, incursioni nella musica afroamericana, workshop, mostre, presentazioni di libri. L'edizione 2008 di EuroJazzFestival Ivrea e Canavese e Canavese (Torino), diretto da Sergio Ramella e organizzato in collaborazione con Music Studio, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte, conferma un calendario ricco di appuntamenti, con un programma di sette giorni e il coinvolgimento di località del canavese. Il cartellone, che prevede anche eventi collaterali, ha le sembianze di un viaggio appassionato e variegato che porta in scena le diverse anime del jazz, dalle contaminazioni etniche e alla musica brasiliana, dai progetti legati all'elettronica al jazz tradizionale, suonato in luoghi suggestivi. La kermesse rappresenta un'occasione di incontro e di socializzazione ed è in linea con l'orientamento che il progetto EuroJazzFestival Ivrea ha voluto intraprendere negli ultimi anni: essere un punto di riferimento per i tanti giovani e non, che cercano di soddisfare le proprie passioni e i propri interessi. Accanto ai grandi palcoscenici del Teatro Giacosa di Ivrea si affiancano sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Settimo Vittone, Bollengo, Banchette d'Ivrea.

E' dal 1980 che Ivrea ha legato il suo nome al jazz. Il festival è ormai un appuntamento di respiro internazionale, un'ampia e prestigiosa ribalta, un laboratorio di promozione della scena jazz del territorio. E' una rassegna di talenti nazionali e star mondiali, ma anche un luogo per inedite produzioni culturali. Produzioni che fanno dialogare linguaggi e dialetti musicali distanti, modalità e forme artistiche diverse, istanze e suggestioni di terre lontane. EuroJazzFestival Ivrea è un ciclo consacrato alla qualità, della selezione musicale, del suono, del sistema organizzativo. Il festival 2008 conferma quella strada intrapresa già nei primi anni della sua storia con una serie di finestre sulle possibilità di interazione fra musica, letteratura e arti figurative.

Il festival, tra i più longevi e prestigiosi a livello europeo, verrà inaugurato martedì 4 marzo a Settimo Vittone dal PATTI WICKS TRIO, formazione di una delle migliori cantanti e pianiste jazz americane, in ascesa dopo i concerti degli ultimi anni in giro per il mondo, apprezzati dal pubblico e dalla critica che la considera tra le 10 jazziste più brave in circolazione. Mercoledì 5 tappa a Bollengo dove suona un interessante gruppo italo norvegese ANTONSEN-ALTERHAUG-BRUNOD TRIO, progetto nato nel 2006 e capace di farsi apprezzare per l'originalità di una musica senza confini. A Banchette d'Ivrea, giovedì 6, ecco un maestro della chitarra, RALPH TOWNER, personaggio di grande carisma e in grado di entusiasmare gli appassionati per i suoi rinomati virtuosismi che lo classificano al pari dei migliori musicisti dello strumento a sei corde. Da venerdì 7 marzo le note dell'EuroJazzFestival risuoneranno nello storico Teatro Giacosa, bellissima sala dell'Ottocento che offrirà l'ascolto di alcune personalità di primissimo piano della scena internazionale, dando anche spazio, come consuetudine, a significative realtà del panorama italiano. Si esibiranno ODWALLA & VOCI INSIEME per presentare un nuovo e innovativo spettacolo di musica e danza e a seguire TEREZ MONTCALM la Janis Joplin del jazz. Sabato 8 un'altra accoppiata di lusso per la chiusura del ciclo, prima ANNE DUCROS & Her TRIO "URBAN TRIBE project", artista che canta una realtà mitica: l'universo nascosto, i suoi tesori pazienti, la vicinanza tra gli esseri umani, l'imminenza delle forme che attendono di essere convocate con una parola, un tocco di pennello, un accenno di melodia, un suono. A seguire, per il gran finale, RAVA–CATHERINE-DEL FRA'-ROMANO QUARTETTO, nomi che non hanno bisogno di presentazioni visto il loro curricula che li pone tra le migliori espressioni jazzistiche di sempre. Da segnalare nel pomeriggio, ore 17 presso la Sinagoga di Ivrea il recital con presentazione del critico Guido Michelone del libro di Piero Pollone "La poesia della chitarra: Dialoghi in jazz" (Edizioni Lampi di Stampa Milano) con concerto dello stesso autore.

c.so Novara 77 – 10153 Torino

www.jazzaicscontromusica.com – mail: eurojazzivrea@virgilio.it





Info utili:



singola serata a Ivrea 18 euro + diritti prevendita

abbonamento 2 serate a Ivrea 30 euro + diritti prevendita



prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30 presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161



Aperitivi & dopo festival con mostre e presentazioni libri a cura e di Luca D'Agostino - Roberto Ciffarelli - Maurizio Givovijch







Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri

0125/410.215 (Comune di Ivrea)

0125/641.161 (Il Contato del Canavese) - 0125/40.450 (Music Studio)

e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it

www.jazzaicscontromusica.com

28° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese

Martedì 4 marzo

Settimo Vittone - Salone Comunale di Piantagrane (strada Statale 28) - ore 21.30 – ingresso gratuito

PATTI WICKS TRIO

Patti Wicks: piano e voce - Giovanni Sanguineti: contrabbasso - Giovanni Gullino: batteria

Patti Wicks (www.pattiwicks.com) nasce a Islip, Long Island, New York.All'età di tre anni e mezzo ha subito dimostrato una certa affinità con il piano di famiglia, col forte sostegno della quale ha iniziato a studiare il piano. Dieci anni dopo, durante gli studi classici, conobbe il jazz al college dove studiava. Questa scoperta si trasformò in amore e le consentì di sviluppare molto le sue espressioni nel jazz come pianista e cantante. Richiesta per la sua abilità, cominciò a esibirsi nella zona di New York guadagnando esperienza e considerazione in moltissimi clubs, sale da ballo...lavorando spesso in duo e trio col famoso bassista Sam Jones. Come leader di trio ha lavorato con famosi bassisti e batteristi: Brian Torff, Richard Davis; e inoltre, Louis Hayes, Miky Roker, Curtis Boyd e Allan DawsonOggi vive e lavora in Florida, New York e nel Maine, guadagnando consensi e un largo seguito ovunque si esibisse. In Florida le esibizioni del suo trio, durante gli ultimi due anni, hanno creato degli eventi-culto seguiti da un numeroso pubblico. Ha suonato spesso al "Jazz Show-Case" a West Palm Beach, al "Erny's" a Delray, Al "Haidi's" a Coca Beach e altri importanti clubs.Molto di quanto sopraccitato, inclusi i pareri d'illustri jazzisti, da credito all'opinione che Patti abbia cercato e trovato la più alta qualità d'espressione. E' dotata di altissima ispirazione ed espressione poetica e musicale. Il suo range, dal più grave e solenne al più alto e penetrante, insieme alla tastiera, trasporta l'ascoltatore alla domanda "cosa farò quando sarà finito il concerto?"

Giovanni Sanguineti, nato a Genova il 3 Ottobre 1974, ha studiato con Aldo Zunino e si è specializzato con Buster Willams, Keter Betts e Wayne Dockery, ha frequentato numerosi seminari, corsi e festivals.Ha collaborato principalmente con Benny Golson, Horace Parlan, Loomis Green, Ben Raily, Kenny Barron, Jesse Davis, Shawn Monteiro, Paul Jeffrey, George Robert, Bobby Durham, Zam Jhonson, Lee Brown, Carl Handerson, Grant Stewart, e inoltre Dado Moroni, Massimo Faraò, Sandro Gibellini, Pietro Condorelli, Luca Begonia…Ha organizzato negli anni 2003 e 2004 i tours italiano-europeo della pianista cantante americana Patti Wicks e del sassofonista Grant Stewart.

Giovanni Gullino, nato a Saluzzo (CN) nel 1974; molto attivo in ambito internazionale affina il suo stile ispirandosi ai batteristi della tradizione. Dal 2003 entra a far parte del trio della pianista cantante Patti Wicks con la quale collabora anche a livello discografico e dallo stesso anno collabora con il tenorista newyorkese Grant Stewart. Nel 2004 ha fatto parte del quartetto di Luigi Tessarollo e Rachel Gould e del trio del grande pianista David Hazeltine con il quale si è esibito anche nel 2005. In ambito nazionale ha collaborato con : Claudio Chiara , Gianni Basso , Riccardo Fioravanti , Fulvio Chiara , Diego Borotti , Luigi Tessarollo , Giovanni Sanguineti , Danilo Pala, Aldo Rindone, Nicola Muresu, Walter Beltrami, Davide Liberti, Piero Delle Monache, Renato Sellani, David Boato, Christopher Thomas,Marlene VerPlanck ecc. Ha al suo attivo quattro CD con il trio di Patti Wicks e un disco inciso nel 2006 in trio con Renato Sellani . Attualmente suona e tiene concerti con il quartetto "Tribute to Charlie Parker"con Claudio Chiara e Giovanni Sanguineti ; con Renato Sellani ; nel Patti Wicks trio con Gianni Basso al saxofono, in trio con G.A.S. trio con Aisha Ruggeri e Silvia Bolognesi.





Mercoledì 5 marzo

Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso gratuito

ANTONSEN-ALTERHAUG-BRUNOD TRIO

Ivar Antonsen: piano - Bjorn Alterhaug: contrabbasso - Maurizio Brunod: chitarre

Nato dall'incontro del chittarista eporediese al festival di Mo i Rana del 2006. Due tra i più importanti musicisti norvegesi, rinomati per incisioni in ECM e collaborazioni internazionali, si uniscono oggi per un progetto che dimostra come nel jazz non esistano mai "confini". Questo rapporto con la Norvegia è anche il frutto della collaborazione e gemelaggio tra Music Studio/Ivrea Jazz Club ed il Festival di Mo i Rana.



Giovedì 6 marzo

Banchette d'Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro



RALPH TOWNER solo concert



Ralph Towner: chitarra

Davvero difficile che in una grande famiglia dove tutti suonano di tutto, un bambino di cinque anni non provi a suonare il piano. Così Ralph inizia a studiare pianoforte e tromba e, dall'età di sette anni, suona dixieland, swing e polke in diverse band dello stato dell'Oregon. All'università americana studia composizione classica e, dopo il diploma, parte per Vienna per studiare ancora chitarra classica. Nel 1968 torna a New York dove lavora come compositore, pianista e chitarrista. Il suo palmares è impressionante: dal 1970 ha inciso oltre quaranta dischi e tra le sue innumerevoli collaborazioni figurano nomi quali Keith Jarret, Weather Report, Egberto Gismonti, John Abercrombie, Jan Garbarek, Gary Peacock, Eddie Gomez, Jack DeJohnette, Kenny Wheeler, oltre naturalmente alla straordinaria avventura con il gruppo Oregon (in compagnia dell'oboista Paul McCandless, del bassista Glen Moore e del percussionista Collin Walcott, morto prematuramente e sostituito prima da Trilok Gurtu e poi dal giovane Mark Walker), formazione che non ha eguali al mondo. Vincitore di decine di premi, guadagna due Grammy in Germania per la migliore incisione jazz (1976 e 1988), ottiene una nomination al Grammy in USA e vince il New York Jazz Award come miglior chitarrista acustico. Ha tenuto concerti in ogni parte e nei teatri pi prestigiosi, come la Carnegie Hall, il Lincoln Center, la Berliner Philarmonic Hall, la Mozart Saal di Vienna. Due crateri lunari portano il nome di sue composizioni: Icaro e Ghost beads. Diverse le sue composizioni per la classica, alcune commissionate da importanti festival e moltissimi i suoi concerti come solista all'interno delle grandi orchestre internazionali (Philadelphia Orchestra, Stuttgart Opera Orchestra, St. Paul Chamber Orchestra, Indianapolis Symphony, Freiburg Festival Orchestra, Stavanger Chamber Orchestra of Norvay). Sua la colonna sonora del film di Mazzacurati "Un'altra vita" e quelle di moltissimi film documentario. Scrive anche musiche per il teatro e la danza. Il suo brano The Themplars inserito nel doppio cd "Oregon in Moscow" registrato con la Moscow Tchaikovsky Symphony Orchestra a Mosca gli vale il Grammy nel 2001 come migliore composizione. Nel marzo di quest'anno l'uscita, sempre per l'etichetta tedesca ECM, di "Time Line", pubblicato a cinque anni di distanza dal predicente "Anthem" ed ennesimo capitolo di una serie di registrazioni in solo che include dischi come "Diary", "Solo Concert" e "Ana". La musica di Ralph Towner, maestro indiscusso della chitarra acustica, è un equilibrio costante e armonico tra composizione e improvvisazione. La sua musica è sempre rimasta personale, la sua tecnica strumentale innovativa ha espanso le possibilità timbriche della chitarra acustica. Il chitarrista e compositore americano riesce a mescolare, ricontestualizzandole completamente, diverse esperienze musicali (dalla classica al jazz, dal flamenco alla bossa nova) senza però toccare versanti come lo swing o il blues e prediligendo quei tempi ampi e dilatati, mai marcati da una ritmicità quadrata. Towner usa in maniera discreta e mai esibita, ma allo stesso tempo molto espressiva, gli armonici, che diventano cifra delle sue scelte stilistiche.

Venerdì 7 marzo

Aperitivi Ore 19.00/20.30

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

MARCO LUONGO QUINTETTO

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
DUO SINGERS



Ivrea – Teatro Giacosa (piazza del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)

ODWALLA & VOCI INSIEME

Odwalla allargato ad un trio vocale di grande qualità, Laura Conti, Rossella Cangini e Daniela Panetta, importanti cantanti jazz del panorama nazionale. Progetto speciale che vedrà anche la partecipazione internazionale del tablista indiano Nihar Mehta, tra i più importanti esponenti del suo strumento. A seguire la registrazione di un nuovo lavoro, in questo caso corale tra percussioni e voci.

Massimo Barbiero: marimba,steel drums e percussions - Matteo Cigna: vibes steel drums e dum dum - Andrea Stracuzzi: percussions - Stefano Bertoli e Alex Quagliotti: drums, percussions - Lamine Sow: Dijmbè e tamà - Doussu Tourrè: Dijmbè - Doudù Kwateh: percussion - Cristina Ruberto e Cristiana Celadon: danza - special guest Nihar Mehta: tabla - Laura Conti: voce - Rossella Cangini: voce - Daniela Panetta: voce

TEREZ MONTCALM

Un sorriso apparentemente malinconico ed una postura elegante circoscrivono sommariamente il primo impatto nel prendere in mano l'album di Térez Montcalm ammirandone la copertina. Ma basta semplicemente inserire il CD nel lettore per rimanere positivamente sorpresi dalla graffiante voce della cantante canadese. Qualcuno ha descritto Tèrez Montcalm come la Janis Joplin del jazz e aldilà della bizzarra similitudine, ascoltando attentamente ogni singolo brano, potremmo paradossalmente arrivare a considerare questa affermazione del tutto veritiera! Il nuovo album si intitola "Voodo" ed è prodotto dall'etichetta francese Dreyfus Records. Sono 14 brani realizzati sotto la guida e la produzione del leggendario chitarrista e compositore Michel Cusson. Nel disco, Tèrez Montcalm esplora l'universo jazz in modo raffinato ed intimo, scegliendo di reinterpretare, secondo il suo personalissimo stile, brani di Annie Lennox, Elton John, Jimy Hendrix, Irving Gordon, Michel Legrand, Johnny Mercer. Un ulteriore tocco di classe lo offrono 3 brani in lingua francese, due dei quali composti dalla stessa Montcalm ("Parce que y a toi….", "Douce Lumiere"). Il sound acustico dell'album trova in alcuni suoni elettrificati quel giusto equilibrio stilistico che lo rende versatile e creativo. "Voodoo" è il biglietto da visita dell'evoluzione artistica di Térez, nonché un punto di partenza per l'introduzione di una voce del tutto atipica ed originale nel panorama discografico internazionale. Le canzoni, nate sotto la guida del leggendario chitarrista e compositore Michel Cusson (UZEB), trovano nuova vita con accenti jazzy e uno stile che padroneggia splendidamente. Incondizionata amante della chitarra, ma anche dotata suonatrice di basso, la cantante canadese anima e infonde ogni melodia della sua inconfondibile voce. Mai prima d'ora canzoni come How Sweet It Is (il primo singolo estratto dall'album) L.O.V.E, Sweet Dreams, Voodoo Child e Be Anything sono state così seducenti. Un ulteriore tocco di classe lo offrono tre brani in lingua francese, due dei quali composti dalla stessa Montcalm (Parce que y a toi… e Douce Lumiere). Voodoo esemplifica la sua crescita artistica e l'espansione del suo sound. Con questo disco non ci sono stati limiti né compromessi. E' un testamento del suo immenso talento.

Terez Montcalm: voce e chitarra - Carl Naud: chitarra - François Marion: contrabbasso - Alain Bastien: batteria - Luc Beaugrand: tastiere



Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

MARCO LUONGO QUINTETTO



Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
DUO SINGERS

Ore 23.30 /24.30



Sabato 8 marzo

Ivrea Sinagoga via quattro Martiri 20 – ore 17 - ingresso gratuito

Recital con presentazione del critico GUIDO MICHELONE del libro PIERO POLLONE. LA POESIA DELLA CHITARRA. DIALOGHI IN JAZZ (Edizioni Lampi di Stampa Milano).

Piero Pollone (chitarra) - Paolo Maggiora (pianoforte) nel recital "La poesia della chitarra: dialoghi in jazz"

Piero Pollone, piemontese, straordinario chitarrista bebop, racconta se stesso in settant'anni di storia pubblica e privata; dall'incontro con la musica afroamericana e dall'amicizia con illustri solisti, che trionfa l'arte chitarristica di Piero Pollone, originale connubio di swing e romanticismo, di poesia e serenità. Pollone è un raffinatissimo esponente di un jazz dal sapore quasi classico. E in effetti, come si può ascoltare dal concerto in duo, la sua musica è fuori discussione: siamo in presenza di uno dei maggiori solisti, da trent'anni sulla scena, che ha suonato con artisti italiani e stranieri, registrando a proprio nome diversi album apprezzati da pubblico e critica. A settant'anni dunque Piero riesce ancora e sempre a dire qualcosa di nuovo, a creare atmosfere avvincenti, nella consapevolezza di essere un 'musicista che suona per l'urgenza di esternare quel che sente'. Come ebbe a dire un noto critico. Anche il grande musicologo Maurizio Franco l'ha definito 'interprete dal fraseggio sobrio, con morbido gioco accordiale, verso una calda sonorità: non si può non essere d'accordo!'.

Aperitivi Ore 19.00/20.30

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

TROIKA QUARTET

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
DUO JAZZ SWING

Ivrea – Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)

ANNE DUCROS

Anne Ducros canta con la ferma intenzione di dichiarare guerra al canto jazz di oggi, alle strutture convenzionali dei suoi linguaggi ed al feticismo di tutti coloro che lo venerano. Una battaglia combattuta piano, ma che è un assalto contro le vocalist conformiste, quelle votate alla rappresentazione del mondo che riesce a coinvolgere solo quanto a priori è accettato dai regimi del mercato. Condotta, in ogni caso, a forza d'astuzie e sotterranei stratagemmi: appellandosi a una genealogia di pianisti che fa capo a Chick Corea, passa per Jacky Terrasson, René Urtreger, Enrico Pieranunzi e comprende anche Benoît de Mesmay. Canta una realtà mitica: l'universo nascosto, i suoi tesori pazienti, la vicinanza tra gli esseri umani, l'imminenza delle forme che attendono di essere convocate con una parola, un tocco di pennello, un accenno di melodia, un suono. Corrode i moduli enunciativi del racconto attraverso le armi di una poesia tout court (che va da Le feuilles mortes a Gnossienne n. 1 di Erik Satie). La sua arte poetica si configura in una convinzione, per cui l'immaginazione, l'arte, la forma e l'estetica sono rivoluzionarie, distruggono le convenzioni morte, ci insegnano a osservare, a pensare. Ci insegnano a sentire di nuovo.

Anne Ducros: voce - Olivier Hutman: pianoforte e tastiera - Luigi Trussardi: contrabbasso – Laurent Robin: batteria



RAVA–CATHERINE-DEL FRA'-ROMANO QUARTETTO

Enrico Rava: tromba - Philippe Catherine: chitarra - Riccardo Del Frà: contrabbasso - Aldo Romano: batteria

EuroJazzFestival Ivrea ricorda Chet Baker invitando quattro grandi musicisti che con lui hanno diviso il palco in più occasioni. Enrico Rava triestino classe 1939, conosce Chet nel 1962 in Italia e lavorerà poi con lui diverse volte, nei vari jazz club in giro per l'America e l'Europa. Rava coglie nella propria formazione musicale Davis e Baker, carpendo da questi due maestri il fraseggio, la tecnica e i colori: tanto la delicatezza di Chat quanto l'esuberanza di Miles. I compagni di viaggio di Rava per l'occasione sono altri musicisti, che non solo hanno lavorato con il grande trombettista, ma lo hanno proprio vissuto, condividendone le jam session e i drammi legati al suo modo di vivere. Aldo Romano eclettico batterista, ha accolto Chet nella sua casa in diverse occasioni e ne ha recepito l'importanza del silenzio nelle partiture. Il suo tocco nell'esecuzione degli standard di Baker proposti è sempre stato misurato e delicato, forte quando il fraseggio lo chiedeva, ma mai invasivo e di troppo. Di primo piano, in questo concerto che si annuncia ricco di ricordi, il chitarrista Philippe Catherine che ha incontrato Chat per la prima volta nel 1981 e con il quale ha inciso album del calibro di Chet's Chiose. Catherine insieme a Riccardo Del Fra ha lavorato con Chet per molto tempo e in diverse occasioni, non sempre piacevoli. Sul palco del Teatro Giacosa i musicisti ripropongono l'esecuzione, in duo, di I'm a fool to want you che caratterizza la carica emotiva di tutto il concerto. Catherine vola sulle corde della chitarra ed è maestro nell'intrecciarsi con quelle del contrabbasso, magistralmente suonato da Del Fra. Il contrabbassista è cresciuto al fianco di Chet e la sua formazione è stata fortemente influenzata da questo carismatico, eccentrico trombettista. Il legame affettivo di questo quartetto con la musica di Chet Baker e con la sua persona emerge in tutta la sua forza e delicatezza. La tromba di Rava accarezza il cuore di chi conosce questa musica, e sicuramente emozionerà anche i neofiti, riproponendo standard come All of you o Berry's tune, con arrangiamenti che ricreano l'atmosfera degli anni migliori di Chet Baker. Si preannuncia un viaggio sul viale dei ricordi di alta suggestione grazie non solo alla bravura di questi musicisti, ma soprattutto grazie al loro amore per un artista che se ne è andato troppo presto.

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

TROIKA QUARTET

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
DUO JAZZ SWING

Ore 23.30 /24.30
COMUNICATO STAMPA
con invito di diffusione Ivrea, 22 gennaio 2008

EUROJAZZ FESTIVAL IVREA 2008
Una settimana in viaggio con le contaminazioni
jazzistiche nelle località canavesane
4 – 8 marzo 2008

Jazz e contaminazioni, grandi nomi internazionali e nuovi talenti, incursioni nella musica afroamericana, workshop, mostre, presentazioni di libri. L’edizione 2008 di EuroJazzFestival Ivrea e Canavese (Torino), diretto da Sergio Ramella e organizzato in collaborazione con Music Studio, la Provincia di Torino e con il supporto della Regione Piemonte, conferma un calendario ricco di appuntamenti, con un programma di sette giorni e il coinvolgimento di località del canavese. Il cartellone, che prevede anche eventi collaterali, ha le sembianze di un viaggio appassionato e variegato che porta in scena le diverse anime del jazz, dalle contaminazioni etniche e alla musica brasiliana, dai progetti legati all’elettronica al jazz tradizionale, suonato in luoghi suggestivi. La kermesse rappresenta un’occasione di incontro e di socializzazione ed è in linea con l’orientamento che il progetto EuroJazzFestival Ivrea ha voluto intraprendere negli ultimi anni: essere un punto di riferimento per i tanti giovani e non, che cercano di soddisfare le proprie passioni e i propri interessi. Accanto ai grandi palcoscenici del Teatro Giacosa di Ivrea si affiancano sale poco conosciute ma valorizzate da questi eventi di spettacolo. Partecipano al circuito le località di Settimo Vittone, Bollengo, Banchette d’Ivrea.
E’ dal 1980 che Ivrea ha legato il suo nome al jazz. Il festival è ormai un appuntamento di respiro internazionale, un’ampia e prestigiosa ribalta, un laboratorio di promozione della scena jazz del territorio. E’ una rassegna di talenti nazionali e star mondiali, ma anche un luogo per inedite produzioni culturali. Produzioni che fanno dialogare linguaggi e dialetti musicali distanti, modalità e forme artistiche diverse, istanze e suggestioni di terre lontane. EuroJazzFestival Ivrea è un ciclo consacrato alla qualità, della selezione musicale, del suono, del sistema organizzativo. Il festival 2008 conferma quella strada intrapresa già nei primi anni della sua storia con una serie di finestre sulle possibilità di interazione fra musica, letteratura e arti figurative.
Il festival, tra i più longevi e prestigiosi a livello europeo, verrà inaugurato martedì 4 marzo a Settimo Vittone dal PATTI WICKS TRIO, formazione di una delle migliori cantanti e pianiste jazz americane, in ascesa dopo i concerti degli ultimi anni in giro per il mondo, apprezzati dal pubblico e dalla critica che la considera tra le 10 jazziste più brave in circolazione. Mercoledì 5 tappa a Bollengo dove suona un interessante gruppo italo norvegese ANTONSEN-ALTERHAUG-BRUNOD TRIO, progetto nato nel 2006 e capace di farsi apprezzare per l’originalità di una musica senza confini. A Banchette d’Ivrea, giovedì 6, ecco un maestro della chitarra, RALPH TOWNER, personaggio di grande carisma e in grado di entusiasmare gli appassionati per i suoi rinomati virtuosismi che lo classificano al pari dei migliori musicisti dello strumento a sei corde. Da venerdì 7 marzo le note dell’EuroJazzFestival risuoneranno nello storico Teatro Giacosa, bellissima sala dell’Ottocento che offrirà l’ascolto di alcune personalità di primissimo piano della scena internazionale, dando anche spazio, come consuetudine, a significative realtà del panorama italiano. Si esibiranno ODWALLA & VOCI INSIEME per presentare un nuovo e innovativo spettacolo di musica e danza e a seguire TEREZ MONTCALM la Janis Joplin del jazz. Sabato 8 un’altra accoppiata di lusso per la chiusura del ciclo, prima ANNE DUCROS & Her TRIO "URBAN TRIBE project", artista che canta una realtà mitica: l’universo nascosto, i suoi tesori pazienti, la vicinanza tra gli esseri umani, l’imminenza delle forme che attendono di essere convocate con una parola, un tocco di pennello, un accenno di melodia, un suono. A seguire, per il gran finale, RAVA–CATHERINE-DEL FRA'-ROMANO QUARTETTO, nomi che non hanno bisogno di presentazioni visto il loro curricula che li pone tra le migliori espressioni jazzistiche di sempre. Da segnalare nel pomeriggio, ore 17 presso la Sinagoga di Ivrea il recital con presentazione del critico Guido Michelone del libro di Piero Pollone “La poesia della chitarra: Dialoghi in jazz” (Edizioni Lampi di Stampa Milano) con concerto dello stesso autore.
c.so Novara 77 – 10153 Torino
www.jazzaicscontromusica.com – mail: eurojazzivrea@virgilio.it


Info utili:

singola serata a Ivrea 18 euro + diritti prevendita
abbonamento 2 serate a Ivrea 30 euro + diritti prevendita

prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30 presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 - Ivrea - tel. 0125/641.161

Aperitivi & dopo festival con mostre e presentazioni libri a cura e di Luca D'Agostino - Roberto Ciffarelli - Maurizio Givovijch



Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese) - 0125/40.450 (Music Studio)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
www.jazzaicscontromusica.com
28° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese
Martedì 4 marzo
Settimo Vittone - Salone Comunale di Piantagrane (strada Statale 28) - ore 21.30 – ingresso gratuito
PATTI WICKS TRIO
Patti Wicks: piano e voce - Giovanni Sanguineti: contrabbasso - Giovanni Gullino: batteria
Patti Wicks (www.pattiwicks.com) nasce a Islip, Long Island, New York.All’età di tre anni e mezzo ha subito dimostrato una certa affinità con il piano di famiglia, col forte sostegno della quale ha iniziato a studiare il piano. Dieci anni dopo, durante gli studi classici, conobbe il jazz al college dove studiava. Questa scoperta si trasformò in amore e le consentì di sviluppare molto le sue espressioni nel jazz come pianista e cantante. Richiesta per la sua abilità, cominciò a esibirsi nella zona di New York guadagnando esperienza e considerazione in moltissimi clubs, sale da ballo...lavorando spesso in duo e trio col famoso bassista Sam Jones. Come leader di trio ha lavorato con famosi bassisti e batteristi: Brian Torff, Richard Davis; e inoltre, Louis Hayes, Miky Roker, Curtis Boyd e Allan DawsonOggi vive e lavora in Florida, New York e nel Maine, guadagnando consensi e un largo seguito ovunque si esibisse. In Florida le esibizioni del suo trio, durante gli ultimi due anni, hanno creato degli eventi-culto seguiti da un numeroso pubblico. Ha suonato spesso al “Jazz Show-Case” a West Palm Beach, al “Erny’s” a Delray, Al “Haidi’s” a Coca Beach e altri importanti clubs.Molto di quanto sopraccitato, inclusi i pareri d’illustri jazzisti, da credito all’opinione che Patti abbia cercato e trovato la più alta qualità d’espressione. E’ dotata di altissima ispirazione ed espressione poetica e musicale. Il suo range, dal più grave e solenne al più alto e penetrante, insieme alla tastiera, trasporta l’ascoltatore alla domanda “cosa farò quando sarà finito il concerto?”
Giovanni Sanguineti, nato a Genova il 3 Ottobre 1974, ha studiato con Aldo Zunino e si è specializzato con Buster Willams, Keter Betts e Wayne Dockery, ha frequentato numerosi seminari, corsi e festivals.Ha collaborato principalmente con Benny Golson, Horace Parlan, Loomis Green, Ben Raily, Kenny Barron, Jesse Davis, Shawn Monteiro, Paul Jeffrey, George Robert, Bobby Durham, Zam Jhonson, Lee Brown, Carl Handerson, Grant Stewart, e inoltre Dado Moroni, Massimo Faraò, Sandro Gibellini, Pietro Condorelli, Luca Begonia…Ha organizzato negli anni 2003 e 2004 i tours italiano-europeo della pianista cantante americana Patti Wicks e del sassofonista Grant Stewart.
Giovanni Gullino, nato a Saluzzo (CN) nel 1974; molto attivo in ambito internazionale affina il suo stile ispirandosi ai batteristi della tradizione. Dal 2003 entra a far parte del trio della pianista cantante Patti Wicks con la quale collabora anche a livello discografico e dallo stesso anno collabora con il tenorista newyorkese Grant Stewart. Nel 2004 ha fatto parte del quartetto di Luigi Tessarollo e Rachel Gould e del trio del grande pianista David Hazeltine con il quale si è esibito anche nel 2005. In ambito nazionale ha collaborato con : Claudio Chiara , Gianni Basso , Riccardo Fioravanti , Fulvio Chiara , Diego Borotti , Luigi Tessarollo , Giovanni Sanguineti , Danilo Pala, Aldo Rindone, Nicola Muresu, Walter Beltrami, Davide Liberti, Piero Delle Monache, Renato Sellani, David Boato, Christopher Thomas,Marlene VerPlanck ecc. Ha al suo attivo quattro CD con il trio di Patti Wicks e un disco inciso nel 2006 in trio con Renato Sellani . Attualmente suona e tiene concerti con il quartetto “Tribute to Charlie Parker”con Claudio Chiara e Giovanni Sanguineti ; con Renato Sellani ; nel Patti Wicks trio con Gianni Basso al saxofono, in trio con G.A.S. trio con Aisha Ruggeri e Silvia Bolognesi.


Mercoledì 5 marzo
Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso gratuito
ANTONSEN-ALTERHAUG-BRUNOD TRIO
Ivar Antonsen: piano - Bjorn Alterhaug: contrabbasso - Maurizio Brunod: chitarre
Nato dall'incontro del chittarista eporediese al festival di Mo i Rana del 2006. Due tra i più importanti musicisti norvegesi, rinomati per incisioni in ECM e collaborazioni internazionali, si uniscono oggi per un progetto che dimostra come nel jazz non esistano mai "confini". Questo rapporto con la Norvegia è anche il frutto della collaborazione e gemelaggio tra Music Studio/Ivrea Jazz Club ed il Festival di Mo i Rana.

Giovedì 6 marzo
Banchette d’Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) - ore 21.30 – ingresso 5 euro

RALPH TOWNER solo concert

Ralph Towner: chitarra
Davvero difficile che in una grande famiglia dove tutti suonano di tutto, un bambino di cinque anni non provi a suonare il piano. Così Ralph inizia a studiare pianoforte e tromba e, dall'età di sette anni, suona dixieland, swing e polke in diverse band dello stato dell'Oregon. All'università americana studia composizione classica e, dopo il diploma, parte per Vienna per studiare ancora chitarra classica. Nel 1968 torna a New York dove lavora come compositore, pianista e chitarrista. Il suo palmares è impressionante: dal 1970 ha inciso oltre quaranta dischi e tra le sue innumerevoli collaborazioni figurano nomi quali Keith Jarret, Weather Report, Egberto Gismonti, John Abercrombie, Jan Garbarek, Gary Peacock, Eddie Gomez, Jack DeJohnette, Kenny Wheeler, oltre naturalmente alla straordinaria avventura con il gruppo Oregon (in compagnia dell'oboista Paul McCandless, del bassista Glen Moore e del percussionista Collin Walcott, morto prematuramente e sostituito prima da Trilok Gurtu e poi dal giovane Mark Walker), formazione che non ha eguali al mondo. Vincitore di decine di premi, guadagna due Grammy in Germania per la migliore incisione jazz (1976 e 1988), ottiene una nomination al Grammy in USA e vince il New York Jazz Award come miglior chitarrista acustico. Ha tenuto concerti in ogni parte e nei teatri pi prestigiosi, come la Carnegie Hall, il Lincoln Center, la Berliner Philarmonic Hall, la Mozart Saal di Vienna. Due crateri lunari portano il nome di sue composizioni: Icaro e Ghost beads. Diverse le sue composizioni per la classica, alcune commissionate da importanti festival e moltissimi i suoi concerti come solista all'interno delle grandi orchestre internazionali (Philadelphia Orchestra, Stuttgart Opera Orchestra, St. Paul Chamber Orchestra, Indianapolis Symphony, Freiburg Festival Orchestra, Stavanger Chamber Orchestra of Norvay). Sua la colonna sonora del film di Mazzacurati “Un'altra vita” e quelle di moltissimi film documentario. Scrive anche musiche per il teatro e la danza. Il suo brano The Themplars inserito nel doppio cd “Oregon in Moscow” registrato con la Moscow Tchaikovsky Symphony Orchestra a Mosca gli vale il Grammy nel 2001 come migliore composizione. Nel marzo di quest'anno l'uscita, sempre per l'etichetta tedesca ECM, di “Time Line”, pubblicato a cinque anni di distanza dal predicente “Anthem” ed ennesimo capitolo di una serie di registrazioni in solo che include dischi come “Diary”, “Solo Concert” e “Ana”. La musica di Ralph Towner, maestro indiscusso della chitarra acustica, è un equilibrio costante e armonico tra composizione e improvvisazione. La sua musica è sempre rimasta personale, la sua tecnica strumentale innovativa ha espanso le possibilità timbriche della chitarra acustica. Il chitarrista e compositore americano riesce a mescolare, ricontestualizzandole completamente, diverse esperienze musicali (dalla classica al jazz, dal flamenco alla bossa nova) senza però toccare versanti come lo swing o il blues e prediligendo quei tempi ampi e dilatati, mai marcati da una ritmicità quadrata. Towner usa in maniera discreta e mai esibita, ma allo stesso tempo molto espressiva, gli armonici, che diventano cifra delle sue scelte stilistiche.
Venerdì 7 marzo
Aperitivi Ore 19.00/20.30
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
MARCO LUONGO QUINTETTO
Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
DUO SINGERS

Ivrea – Teatro Giacosa (piazza del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)
ODWALLA & VOCI INSIEME
Odwalla allargato ad un trio vocale di grande qualità, Laura Conti, Rossella Cangini e Daniela Panetta, importanti cantanti jazz del panorama nazionale. Progetto speciale che vedrà anche la partecipazione internazionale del tablista indiano Nihar Mehta, tra i più importanti esponenti del suo strumento. A seguire la registrazione di un nuovo lavoro, in questo caso corale tra percussioni e voci.
Massimo Barbiero: marimba,steel drums e percussions - Matteo Cigna: vibes steel drums e dum dum - Andrea Stracuzzi: percussions - Stefano Bertoli e Alex Quagliotti: drums, percussions - Lamine Sow: Dijmbè e tamà - Doussu Tourrè: Dijmbè - Doudù Kwateh: percussion - Cristina Ruberto e Cristiana Celadon: danza - special guest Nihar Mehta: tabla - Laura Conti: voce - Rossella Cangini: voce - Daniela Panetta: voce
TEREZ MONTCALM
Un sorriso apparentemente malinconico ed una postura elegante circoscrivono sommariamente il primo impatto nel prendere in mano l’album di Térez Montcalm ammirandone la copertina. Ma basta semplicemente inserire il CD nel lettore per rimanere positivamente sorpresi dalla graffiante voce della cantante canadese. Qualcuno ha descritto Tèrez Montcalm come la Janis Joplin del jazz e aldilà della bizzarra similitudine, ascoltando attentamente ogni singolo brano, potremmo paradossalmente arrivare a considerare questa affermazione del tutto veritiera! Il nuovo album si intitola “Voodo” ed è prodotto dall’etichetta francese Dreyfus Records. Sono 14 brani realizzati sotto la guida e la produzione del leggendario chitarrista e compositore Michel Cusson. Nel disco, Tèrez Montcalm esplora l’universo jazz in modo raffinato ed intimo, scegliendo di reinterpretare, secondo il suo personalissimo stile, brani di Annie Lennox, Elton John, Jimy Hendrix, Irving Gordon, Michel Legrand, Johnny Mercer. Un ulteriore tocco di classe lo offrono 3 brani in lingua francese, due dei quali composti dalla stessa Montcalm (“Parce que y a toi….”, “Douce Lumiere”). Il sound acustico dell’album trova in alcuni suoni elettrificati quel giusto equilibrio stilistico che lo rende versatile e creativo. “Voodoo” è il biglietto da visita dell’evoluzione artistica di Térez, nonché un punto di partenza per l’introduzione di una voce del tutto atipica ed originale nel panorama discografico internazionale. Le canzoni, nate sotto la guida del leggendario chitarrista e compositore Michel Cusson (UZEB), trovano nuova vita con accenti jazzy e uno stile che padroneggia splendidamente. Incondizionata amante della chitarra, ma anche dotata suonatrice di basso, la cantante canadese anima e infonde ogni melodia della sua inconfondibile voce. Mai prima d'ora canzoni come How Sweet It Is (il primo singolo estratto dall'album) L.O.V.E, Sweet Dreams, Voodoo Child e Be Anything sono state così seducenti. Un ulteriore tocco di classe lo offrono tre brani in lingua francese, due dei quali composti dalla stessa Montcalm (Parce que y a toi… e Douce Lumiere). Voodoo esemplifica la sua crescita artistica e l'espansione del suo sound. Con questo disco non ci sono stati limiti né compromessi. E' un testamento del suo immenso talento.
Terez Montcalm: voce e chitarra - Carl Naud: chitarra - François Marion: contrabbasso - Alain Bastien: batteria - Luc Beaugrand: tastiere

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
JAZZ DEFENDERS
Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):
DUO SINGERS
Ore 23.30 /24.30

Sabato 8 marzo
Ivrea Sinagoga via quattro Martiri 20 – ore 17 - ingresso gratuito
Recital con presentazione del critico GUIDO MICHELONE del libro PIERO POLLONE. LA POESIA DELLA CHITARRA. DIALOGHI IN JAZZ (Edizioni Lampi di Stampa Milano).
Piero Pollone (chitarra) - Paolo Maggiora (pianoforte) nel recital “La poesia della chitarra: dialoghi in jazz”
Piero Pollone, piemontese, straordinario chitarrista bebop, racconta se stesso in settant’anni di storia pubblica e privata; dall’incontro con la musica afroamericana e dall’amicizia con illustri solisti, che trionfa l’arte chitarristica di Piero Pollone, originale connubio di swing e romanticismo, di poesia e serenità. Pollone è un raffinatissimo esponente di un jazz dal sapore quasi classico. E in effetti, come si può ascoltare dal concerto in duo, la sua musica è fuori discussione: siamo in presenza di uno dei maggiori solisti, da trent’anni sulla scena, che ha suonato con artisti italiani e stranieri, registrando a proprio nome diversi album apprezzati da pubblico e critica. A settant’anni dunque Piero riesce ancora e sempre a dire qualcosa di nuovo, a creare atmosfere avvincenti, nella consapevolezza di essere un 'musicista che suona per l'urgenza di esternare quel che sente'. Come ebbe a dire un noto critico. Anche il grande musicologo Maurizio Franco l’ha definito ‘interprete dal fraseggio sobrio, con morbido gioco accordiale, verso una calda sonorità: non si può non essere d’accordo!’.
Aperitivi Ore 19.00/20.30
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
TROIKA QUARTET
Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
DUO JAZZ SWING
Ivrea – Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)
ANNE DUCROS
Anne Ducros canta con la ferma intenzione di dichiarare guerra al canto jazz di oggi, alle strutture convenzionali dei suoi linguaggi ed al feticismo di tutti coloro che lo venerano. Una battaglia combattuta piano, ma che è un assalto contro le vocalist conformiste, quelle votate alla rappresentazione del mondo che riesce a coinvolgere solo quanto a priori è accettato dai regimi del mercato. Condotta, in ogni caso, a forza d’astuzie e sotterranei stratagemmi: appellandosi a una genealogia di pianisti che fa capo a Chick Corea, passa per Jacky Terrasson, René Urtreger, Enrico Pieranunzi e comprende anche Benoît de Mesmay. Canta una realtà mitica: l’universo nascosto, i suoi tesori pazienti, la vicinanza tra gli esseri umani, l’imminenza delle forme che attendono di essere convocate con una parola, un tocco di pennello, un accenno di melodia, un suono. Corrode i moduli enunciativi del racconto attraverso le armi di una poesia tout court (che va da Le feuilles mortes a Gnossienne n. 1 di Erik Satie). La sua arte poetica si configura in una convinzione, per cui l’immaginazione, l’arte, la forma e l’estetica sono rivoluzionarie, distruggono le convenzioni morte, ci insegnano a osservare, a pensare. Ci insegnano a sentire di nuovo.
Anne Ducros: voce - Olivier Hutman: pianoforte e tastiera - Luigi Trussardi: contrabbasso – Laurent Robin: batteria

RAVA–CATHERINE-DEL FRA'-ROMANO QUARTETTO
Enrico Rava: tromba - Philippe Catherine: chitarra - Riccardo Del Frà: contrabbasso - Aldo Romano: batteria
EuroJazzFestival Ivrea ricorda Chet Baker invitando quattro grandi musicisti che con lui hanno diviso il palco in più occasioni. Enrico Rava triestino classe 1939, conosce Chet nel 1962 in Italia e lavorerà poi con lui diverse volte, nei vari jazz club in giro per l’America e l’Europa. Rava coglie nella propria formazione musicale Davis e Baker, carpendo da questi due maestri il fraseggio, la tecnica e i colori: tanto la delicatezza di Chat quanto l’esuberanza di Miles. I compagni di viaggio di Rava per l’occasione sono altri musicisti, che non solo hanno lavorato con il grande trombettista, ma lo hanno proprio vissuto, condividendone le jam session e i drammi legati al suo modo di vivere. Aldo Romano eclettico batterista, ha accolto Chet nella sua casa in diverse occasioni e ne ha recepito l’importanza del silenzio nelle partiture. Il suo tocco nell’esecuzione degli standard di Baker proposti è sempre stato misurato e delicato, forte quando il fraseggio lo chiedeva, ma mai invasivo e di troppo. Di primo piano, in questo concerto che si annuncia ricco di ricordi, il chitarrista Philippe Catherine che ha incontrato Chat per la prima volta nel 1981 e con il quale ha inciso album del calibro di Chet’s Chiose. Catherine insieme a Riccardo Del Fra ha lavorato con Chet per molto tempo e in diverse occasioni, non sempre piacevoli. Sul palco del Teatro Giacosa i musicisti ripropongono l’esecuzione, in duo, di I’m a fool to want you che caratterizza la carica emotiva di tutto il concerto. Catherine vola sulle corde della chitarra ed è maestro nell’intrecciarsi con quelle del contrabbasso, magistralmente suonato da Del Fra. Il contrabbassista è cresciuto al fianco di Chet e la sua formazione è stata fortemente influenzata da questo carismatico, eccentrico trombettista. Il legame affettivo di questo quartetto con la musica di Chet Baker e con la sua persona emerge in tutta la sua forza e delicatezza. La tromba di Rava accarezza il cuore di chi conosce questa musica, e sicuramente emozionerà anche i neofiti, riproponendo standard come All of you o Berry’s tune, con arrangiamenti che ricreano l’atmosfera degli anni migliori di Chet Baker. Si preannuncia un viaggio sul viale dei ricordi di alta suggestione grazie non solo alla bravura di questi musicisti, ma soprattutto grazie al loro amore per un artista che se ne è andato troppo presto.
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
TROIKA QUARTET
Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)
DUO JAZZ SWING
Ore 23.30 /24.30
UFFICIO STAMPA
PressandPress
Tel. 011/320.20.79 e-mail: eurojazzivrea@gmail.com
cell. 349 511.08.51

PER INFORMAZIONI :
consultare il sito www.jazzaicscontromusica.com
oppure contattare Music Studio - Tel. 0125 40.450, e-mail eurojazzivrea@gmail.com

COMUNICATO STAMPA

Ivrea, febbraio 2005

Il libro “Jam session. Storie di jazz”, a cura di Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi, per le edizioni “Lampi di stampa”, sarà presentato giovedì 3 marzo dalle ore 21 nell’ambito del 25° EUROJAZZ FESTIVAL di IVREA, prima del concerto del gruppo Enten Eller Special Project, nella Chiesa Santa Marta a Pavone Canavese. Il libro “Jam session. Storie di jazz” si basa su quaranta autori che hanno composto le loro novelle ispirandosi ad altrettante canzoni jazz da “My funny Valentie” a “When the saints go marchin’ in” da “Body and soul” a “King porter stomp”, rese famose da jazz immortali, da Miles Davis a Louis Armstrong da Duke Ellington a Charlie Parker. Dell'antologia, che comprende solo opere nuove o inedite, fanno parte illustri romanzieri come Dario Voltolini, Giuseppe Caliceti, Camilla Baresani, Davide Pinardi, come pure pure giornalisti (Enzo Gentile, Saverio Paffumi), registi (Franco Maresco), musicisti (Enrico Rava, Gaetano Liguori, Augusto Forti). A curare “Jam Session”, oltre Michelone, sono intervenuti la poetessa vercellese Francesca Tini Brunozzi e l'editor novarese Mariano Settembri. Dopo Mantova il libro sarà presto presentato a Vercelli, Biella, Torino, Novara, Milano, sempre con la formula del reading-concerto. La copertina del libro “Jam session” infine ha un’immagine tratta dalla serie pittorica “Jazz men” dell'artista Giancarlo Cazzaniga.

Info: Mariano Settembri, Lampi di stampa lampidistampa@alice.it - www.lampidistampa.it



Guido Michelone e Francesca Tini Brunozzi (i curatori)

Presentazione del libro “JAM SESSION. STORIE DI JAZZ” Un volume di quaranta racconti, tutti nuovi, tutti inediti, tutti sul jazz, tutti di artisti diversi, dai trentenni in giù, salvo qualche “fuoriquota” eccezionale; racconti di scrittori ma non solo: a cimentarsi con la prosa-bebop, come la chiama il grande Jack Kerouac, troviamo anche poeti, critici, giornalisti, musicologi e jazzmen, dai quali ci vengono le testimonianze più a caldo, più improvvisate. Tutto il libro suona il jazz dalla testa ai piedi, dall’anima al corpo, dai sassofoni alle chitarre elettriche, dai contrabbassi alle percussioni tribali. C’è l’idea-jazz come tratto unificante; poi ciascun artista è stato libero di sviluppare il proprio racconto sul grande suono nero che va dal blues al free, dal dixieland alla fusion, ed è nata una corposa jam session letteraria dove le storie di jazz narrano di volta in volta uomini, donne, canzoni, metropoli, eventi, musicisti, reali o immaginari; dove il jazz viene evocato, ammirato, plagiato, esaltato, ricordato con una scrittura via via tenera, rabbiosa, lirica, irruente: proprio come l?acuto di una tromba, la sincope di una tastiera, il feeling di un vibrafono. Per ogni racconto, infine, un brano da ascoltare leggendo o, se si preferisce, un brano per leggere ascoltando il jazz.



Augusto Forti, Ebony Concerto - Racconto

In dieci minuti siamo sul posto: un bar tipico, da jam session. Fumo e un gran chiacchierio l’alcool disinibisce e rende tutti più sociali, chi suona deve sovrastare. Quella domenica la gig era di Gilbert. Volete suonare?, ci chiede. Noi non suoniamo standards. Non importa suonate quel che volete, suonate con quei due. Dopo le presentazioni, incominciamo. La gente non riconosce nessun tema: è incuriosita. Attiriamo definitivamente l?
attenzione quando il supporto del cello scivola sul pavimento e fa cadere G. all’indietro con il suo strumento. La musica si fa più intensa. Lasciamo il palco ad altri musicisti e mi dirigo verso il bancone. Una tipa di una certa
età mi dice: much better then play Rakhmaninov.

Omaggio a: Igor Stravinskij, Ebony Concerto, 1944



Giuliana Bertolo, Do You Know What It Means - To miss New Orleans

La notte passata a vegliare. Dormi, o fingi di dormire, in questa stanza triste di motel. E ancora immagino sulle travi lise del pavimento un brulicare di vita di palude. Siamo noi nella giungla. Fuori ubriachi, e il traffico di un’arteria di periferia in questa periferia d?America. Non c’è più musica, ma rumore di vita che scorre, e dolore, e miseria. Fa caldo. Di là dalla porta è la strada. E questa non passa alta sulla foresta, la trafigge come un tarlo.
La notte sta per finire. L’alba non è il sole sui vetri, ma una donna grassa e nera che pulisce le stanze. Bussa e ha la voce roca. Una voce da blues. Non è ancora giorno, e tu dormi, o fingi di dormire, in questa stanza triste
di motel.

Omaggio a: Billie Holiday & Louis Armstrong, Do You Know What It Means (To Miss New Orleans), 1947

c.so Novara 77 – 10153 Torino – tel. 011/238.63.72

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Agnese Vellar, Confirmation - Cosa ci fai con un disco di Bird Parker (se tutti i tuoi amici ascoltano Bon Jovi)
Dunque: non è facile. Pensaci: qualcosa devi aver sbagliato. Chiediti qual è quell?evento scatenante che ha portato la tua vita ad essere così, non diciamo difficile, ma perlomeno poco facile. Dopo qualche seduta-sdraiata sul letto di un analista scavando nella tua adolescenza, nella tua infanzia, nei nove mesi di gravidanza di tua madre (P.S.:), giungi alla fase del tuo concepimento. E lì senti una musica. Confirmation. Di Charlie Parker.
Ecco la spiegazione di tutto: la tua evidente estraneità al patinato mondo dei video clip da hit-list deriva dal fatto che, mentre i tuoi amici sono stati concepiti con il sottofondo musicale di SuperTramp, Abba, BeeGees e
cose così, la tua primordiale gametica cellula è stata generata al ritmo sincopato del jeezzz.
La causa è chiara, poco da aggiungere: LA COLONNA SONORA DELLA TUA VITA È SBAGLIATA. La soluzione è inevitabile: DEVI CAMBIARE COLONNA SONORA. Smettila di ascoltare quel tremendo jeezzz: basta con Miles Davis Billie Holiday Coltrane Lester Young Ella Fitz Chet Luisarmstrong e Duca Ellington. Fatti rapire dal sound di Anastacia Mr. Kravitz Kylie Minogue Giovanni Bongiovannoops Jon Bon Jovi.

Omaggio a: Charlie Parker, Confirmation, 1953


Giovanni Chiara, You Turned The Table On Me - Il confine

Vieni a sapere che cercano orchestrali per una nave da crociera. All’audizione vai con Tonio che t’ha dato la dritta, ma gli scappa di sorridere per il nervosismo e con quei denti lo scartano prima ancora che arrivi a togliere il clarino dall’astuccio. Tu invece devi vedertela con una tribù di pianisti. In capo a un mese ti trovi in smoking a fare i conti col mal di mare, pianoforte sì, ma la fisa sempre a portata di mano. La gente che investe in crociere i propri risparmi vuole cose facili, ti fai interi festival di Sanremo. Solo sul tardi, quando ai tavoli non c’è più quasi nessuno e gli altri orchestrali cominciano a riporre gli strumenti, tu e il sassofonista, che soffre d’insonnia e tirerebbe tutta notte, fate Down By The Riverside e, per rendere netta l?idea che è veramente il finale, attaccate Tiger Rag. È come ficcarli in cabina a passo di carica. Guadagni bene, ma dopo tre anni la pacchia finisce e l’orchestra smobilita, l’ultimo viaggio sembra un funerale.

Omaggio a: Sarah Vaughan & Count Basie, You Turned The Table On Me, 1958

Giuseppe Caliceti, What’ d I Say - Primo amore

Tu sei il violinista?, chiese Monia. Aldo mi parla sempre di te! Subito non mi fece grande impressione, suini. Era una tipa di media statura, capelli corti neri, occhi grandi e tondi come un gufo gigante. Indossava dei calzoni di pelle nera, un soprabito verde che le arrivava alle ginocchia e degli scarponcini neri da giocatrice di pallacanestro. Ci sedemmo tutti e tre su una panchina. Monia conosceva a memoria le canzoni di tutti i cantautori italiani degli ultimi dieci anni, suini. Ma la sua grande passione era il jazz. In passato aveva addirittura comprato un sax tenore, poi aveva lasciato perdere. Mentre parlava Aldo continua a stringerle la mano e io cominciai a sentirmi decisamente di troppo. Dissi che volevo fare un giro da solo per il parco. Monia e Aldo protestano. Mi allontanai, loro mi seguirono. Riprendemmo a parlare insieme di musicisti e di concerti. Parlava soprattutto Monia. Raccontò della sua ammirazione per un violinista jazz che io prima di allora non avevo mai sentito nominare: Stéphane Grappelli, che lei pronunciava con un accentuato accento sulla “i” finale. Omaggio a: Ray Charles, What’d I Say, 1959

Andrea Canova, A Love Supreme –

L’arma di Miles Nel Regno d’Europa ogni cosa era al posto giusto andava per il meglio. Il Museo di Albano continuava a registrare un aumento delle visite e si incidevano e vendevano solo CD del Festival dell’Armonia. Tutto filava in 4/4, tutto era pari, tutto era melodico. Dall’economia ai rapporti sessuali. Il merito del successo andava al Re e al Consiglio dei Vecchi che, in pochi anni, erano riusciti a purificare anche l’ultimo granello di polvere del Regno. Solo che, abbassando gli occhi sul pavimento di lucidissimo marmo, il Re sapeva benissimo che una cosa storta, nel regno, c?era. Ed era Miles, suo figlio. L’ultima relazione dei medici, infatti, confermava che aveva tendenze paranoidi, una personalità evasiva, delle smodate fantasie sessuali, un’ostilità atavica verso tutto e tutti, un’intelligenza tagliente e un’ingorda voracità per gli stupefacenti e l’alcool. Nonostante non gli mancasse nulla, né droga né puttane né schiavi da tormentare, il Re faceva fatica a capire l’ostinazione di Miles. Che bisogno c’era di violentare e uccidere una donna di 85 anni

Omaggio a: John Coltrane, A Love Supreme, 1964

Con invito di diffusione

Per ogni ulteriore informazione telefonare al numero 0125/40.450

COMUNICATO STAMPA

con invito di diffusione Ivrea, febbraio 2005



Primo appuntamento della 25 ª edizione dell’EUROJAZZFESTIVAL di Ivrea. Lunedì 28 febbraio la rassegna si apre alla Suoneria - Casa della Musica di Settimo Torinese, con il concerto di GIANNI BASSO QUARTET, un gruppo che annovera alcuni dei migliori solisti italiani come Mario Rusca, Luciano Milanese, Massimo Caracca e l’ospite Fulvio Albano.

Sei le serate del Festival, concentrate fino al 6 marzo in diverse località del canavese, tutte in provincia di Torino, per questi 25 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Cinque i lustri per una delle rassegne internazionali di jazz tra le più longeve a livello continentale, proposta come sempre da Sergio Ramella, personaggio legato alla storia della musica afroamericana in Italia, tra i primi organizzatori di eventi di caratura internazionale nel nostro Paese visto che i suoi primi concerti risalgono al 1956. Circa 50 anni di proposte con tutti i grandi del passato, i miti del jazz americano, da Dizzy Gillespie a Miles Davis, senza trascurare anche i maestri europei, in un palmares che pochi promoter possono vantare.

Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli appassionati, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse ormai realtà e i grandi personaggi, artisti di fama ormai rinomata.

La scaletta brilla per qualità e spessore delle proposte: il programma di questi sei giorni di concerti si presenta vario e diversificato e riesce a dare spazio, compatibilmente alle disponibilità artistiche del momento, a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi nel calendario europeo.

La serata è organizzata da Aics ControMusica in collaborazione con il comune di SETTIMO T.se, Provincia di Torino e sostenuta con il patrocinio della Regione Piemonte. L’EuroJazzFestival Ivrea è un trionfo di musica afroamericana, improvvisazione e sonorità etniche per un progetto culturale d’avanguardia. Diverse le anime del jazz contemporaneo presenti nel cartellone dove si attraversano vari linguaggi musicali in una interessante escursione attraverso i territori del genere classico e di quello innovativo degli artisti italiani. Mai come in questi ultimi anni infatti l’espressione artistica dei talenti nostrani ha prodotto un fermento così vivo e interessante al punto da essere scoperto e valorizzato dagli stessi americani che si avvalgono, con costante frequenza, delle collaborazioni “made in Italy”.



Formazione



Gianni Basso sax

Mario Rusca piano

Luciano Milanese contrabbasso

Massimo Caracca batteria

Fulvio Albano sax guest



Ingresso

concerto di Settimo T.se 10 euro - Inizio ore 21



Indirizzo

Casa della Musica Settimo T.se Partigiani 4 tel.011/802.84.51

Per ogni ulteriore informazione al pubblico la segreteria organizzativa del Festival è disponibile ai numeri 011/238.63.72 - fax 011/238.63.87, e-mail aics@arpnet.it

Sito internet: www.jazzaicscontromusica.com

Per altre informazioni stampa, fotografie, accrediti (richieste entro il 20 febbraio 2005) i giornalisti possono rivolgersi al numero 349/511.08.51

indirizzo mail torinojazz@virgilio.it
 
c.so Novara 77 – 10153 Torino – tel. 011/238.63.72 www.jazzaicscontromusica.com  – mail: aics@arpnet.it

NOTIZIE ARTISTICHE

La storia del jazz italiano l’ha scritta anche Gianni Basso. E’ tra i più famosi musicisti italiani di jazz, gode di popolarità anche all’estero, ha suonato con i più grandi di sempre e il suo nome compare anche nella band che accompagnava Mina nei suoi concerti degli anni Settanta. Il biglietto da visita di Gianni Basso sarebbe un volume di migliaia di pagine, tante come i suoi concerti in più di 50 anni di carriera che l’hanno consacrato tra i grandi del jazz continentale.

Gianni Basso fa parte della storia del Jazz italiano fino dagli anni 50. Ha suonato in tutto il mondo sempre a fianco dei maggiori artisti di Jazz come Dizzy Gillespie, Chet Baker, Johnny Griffin, Gerry Mulligan, e con le grandi Billie Holiday e Sarah Vaughan. Dotato di una sonorità meravigliosa, grande interprete di ballads, presenta un programma di selezionati standards. Il quartetto comprende alcuni tra i migliori solisti italiani di Jazz. Il raffinato pianista Mario Rusca gode da sempre di fama internazionale, molte sono le sue collaborazioni con musicisti europei e americani per formazioni e registrazioni di grande livello.

Anche il contrabbassista Luciano Milanese suona da sempre con le migliori formazioni italiane e ha fatto parte della sezione ritmica di molti grandi del Jazz internazionale. Il batterista Massimo Caracca è dotato di grande musicalità e swing strabiliante. Questo quartetto ospita un altro ottimo sassofonista, Fulvio Albano, tra i migliori solisti di questo strumento.

Nato a Torino, Mario Rusca vive a Milano, dove divide la sua attività tra concerti jazz e insegnamento alla « Scuola Professionale di Musica Moderna » di Lugano. Ha collaborato con tantissimi "grandi" del jazz che hanno visitato l'Italia, tra i quali possiamo nominare Gerry Mulligan, Chet Baker, Stan Getz, Lou Donaldson e Lee Konitz. Mario è anche arrangiatore e nel 1997 la sua big band ha ospitato Jerry Bergonzi, Hal Crook e tanti altri. Nel 1999 si è esibito in Piazza della Riforma in veste di pianista solista con l'Orchestra della Svizzera Italiana in occasione della presentazione durante Estival Jazz delle suite scritte da Duke Ellington. Le sue ultime incisioni sono state con Tony Scott, Enrico Rava e Lee Konitz.

Luciano Milanese proviene dal Louisiana Jazz Club di Genova, è stato a lungo bassista del Capolinea di Milano dove ha suonato con quasi tutti i migliori musicisti italiani. Ha fatto parte del quartetto di Tullio De Piscopo con Larry Nocella e Riccardo Zegna, del quartetto di Gianni Basso, di Romano Mussolini, del trio di Dado Moroni e altre formazioni.Ha diretto un gruppo che affiancava Rossana Casale in concerti Jazz. Attivo anche nel Jazz tradizionale, ha suonato con le migliori formazioni accompagnando musicisti come Ralph Sutton, Billy Butterfield, Peanuts Hucko solo per citarne alcuni. Milanese ha registrato a suo nome un CD - Lucky Serenade, col tenorista Carlo Atti, il pianista Andrea Pozza e il batterista Bob Braye che ha ottenuto un lusinghiero giudizio dalla critica. Con questa formazione ha partecipato a diversi festivals come Nizza, Ivrea Eurofestival, Ciack Milano ed altri. In oltre vent’anni di attività concertistica in tutta Italia ed Europa, Milanese ha partecipato a molti festivals, concertri. Registrazioni discografiche e trasmissioni radio-TV. Ha suonato con molti grandi del Jazz come Chet Baker, Johnny Griffin, Art Farmer, Harry “Sweets” Edison, James Moody, Eddie “Lockjaw” Davis, Gorge Coleman, Sal Nistico, Steve Grossman, Massimo Urbani, Scott Hamilton, Ray Bryant, Kenny Drew, Barney Kessel, Joe Pass, Sandro Gibellini, Al Cohn, Tony Scott, Louis Hayes, Alvin Queen, Victor Lewis, Walter Bishop, Curtis Fuller, Walter Davis Jr. e molti altri. Collaborazioni 1999 – 2004: Slide Hampton, Larry Schneider, Eddie Henderson, Carl Fontana, George Robert, Valery Ponomarev, Bobby Durham, Elliot Zigmund, Dado Moroni, Adrienne West, Gianni Basso, Tullio De Piscopo Blues Brass Band, Giovanni Mazarino, Romano Mussolini, Gianni Coscia, Louis Armstrong Tribute All Stars, Enzo Randisi, Rossano Sportiello, Alfredo Ferrario, Nando De Luca, Fulvio Albano, Luigi Bonafede, Enzo Zirilli, Fulvio Chiara

L’attività artistica di Fulvio Albano contempla la partecipazione a numerosi festival jazz internazionali – tra cui i principali sono: EBU Helsinki, Lisbona, JVC Roma, JVC Torino, Blues to Bop di Lugano, Coutances, Praga, Dubendorf, Ciak Milano, Eurofestival Ivrea, Bari, San Marino, Estival Jazz Lugano - e a importanti rassegne musicali - Conservatorio di Milano, Conservatorio di Torino, Teatro Regio Torino, Radio svizzera italiana, Brno, Sorrento. Ha collaborato stabilmente con la RAI di Milano e con il Teatro La Fenice di Venezia e attualmente è ingaggiato come solista nella Big Band di Gianni Basso. Ha suonato con musicisti del calibro di Dusko Goykovich, Johnny Griffin, Ernie Wilkins, Alvin Queen, Tony Scott, Lee Konitz, George Robert, Franco Cerri, Benny Bailey, Slide Hampton, Bob Mover, Jimmy Cobb, Tom Kirkpatrick, Bobby Durham, Sangoma Everett, New York Voices. Dirige artisticamente il "Due Laghi Jazz Festival" - manifestazione di rilievo internazionale aderente al circuito Piemonte dal Vivo della Regione Piemonte - e il "Due Laghi Jazz Workshop" - master di perfezionamento realizzato in collaborazione con la Swiss Jazz School di Berna. Recentemente ha partecipato ad uno tra i principali eventi jazzistici dell’Asia, “European Jazz Festival” di Ha Noi e HCMC – edizioni 2002 e 2003 – in qualità di rappresentante artistico dell’Italia e della Comunità Europea. Nel settembre 2004 ha iniziato una proficua collaborazione realizzando una serie di concerti come solista e arrangiatore con il grande Phil Woods.

Massimo Caracca è nato nel 1968 . Inizia lo studio della batteria sotto la guida del Maestro R.Colombo, in seguito approfondisce i vari stili prediligendo il “jazz”,con i Mastri G. Sciuto , G.Prina, E. Lucchini , S. Bagnoli.

Si diploma presso il Conservatorio G. Verdi di Como con il Maestro P. Pasqualin. Ha collaborato con orchestre classiche in diverse città: Milano, Varese, Como, Lugano. Insegna percussioni e batteria in diverse scuole private e partecipa tuttora a festival italiani e esteri con noti musicisti “jazz”.

COMUNICATO STAMPA

con invito di diffusione Ivrea, febbraio 2005



Terzo appuntamento della 25ª edizione dell’EUROJAZZFESTIVAL di Ivrea. Mercoledì 2 marzo la rassegna fa tappa a Strambino, con il concerto del CONTAMINATA Quartet, formazione che annovera la vocalist Paola Mei. Due gli spettacoli della serata che, nello spazio Pluriuso ex Manifattura, propone anche “Omaggio al Jazz”, esibizione a cura dell’Accademia di Danza Contemporanea.

Ancora quattro le serate del Festival, concentrate fino al 6 marzo in tre località diverse, tutte in provincia di Torino per questi 25 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Cinque i lustri per una delle rassegne internazionali di jazz tra le più longeve a livello continentale, proposta come sempre da Sergio Ramella, personaggio legato alla storia della musica afroamericana in Italia, tra i primi organizzatori di eventi di caratura internazionale nel nostro Paese visto che i suoi primi concerti risalgono al 1956. Circa 50 anni di proposte con tutti i grandi del passato, i miti del jazz americano, da Dizzy Gillespie a Miles Davis, senza trascurare anche i maestri europei, in un palmares che pochi promoter possono vantare.

Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli appassionati, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse ormai realtà e i grandi personaggi, artisti di fama ormai rinomata.

La scaletta brilla per qualità e spessore delle proposte: il programma di questi sei giorni di concerti si presenta vario e diversificato e riesce a dare spazio, compatibilmente alle disponibilità artistiche del momento, a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi nel calendario europeo.

Come di consueto organizzato da Aics ControMusica, Provincia di Torino in collaborazione con i comuni di Ivrea, Settimo Torinese e sostenuto con il patrocinio della Regione Piemonte, l’EuroJazzFestival Ivrea è un trionfo di musica afroamericana, improvvisazione e sonorità etniche per un progetto culturale d’avanguardia. Diverse le anime del jazz contemporaneo presenti nel cartellone dove si attraversano vari linguaggi musicali in una interessante escursione attraverso i territori del genere classico e di quello innovativo degli artisti italiani. Mai come in questi ultimi anni infatti l’espressione artistica dei talenti nostrani ha prodotto un fermento così vivo e interessante al punto da essere scoperto e valorizzato dagli stessi americani che si avvalgono, con costante frequenza, delle collaborazioni “made in Italy”.

Ingresso gratuito - Inizio ore 21

Indirizzo Pluriuso ex Manifattura Strambino

Per ogni ulteriore informazione al pubblico la segreteria organizzativa del Festival è disponibile ai numeri 011/238.63.72 - fax 011/238.63.87

e-mail: aics@arpnet.it

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Per altre informazioni stampa, fotografie, accrediti (richieste entro il 20 febbraio 2005) i giornalisti possono rivolgersi al numero 349/511.08.51

indirizzo mail: torinojazz@virgilio.it

c.so Novara 77 – 10153 Torino – tel. 011/238.63.72

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NOTIZIE ARTISTICHE

DANZA E TEATRO “Omaggio al Jazz”

ACCADEMIA DI DANZA E SPETTACOLO DI IVREA

L’ Accademia di Danza e Spettacolo di Ivrea nasce come punto di aggregazione per le discipline dello spettacolo quali: Danza, Recitazione e Canto. Dalla sua fondazione l’Accademia è diventata punto di riferimento per la produzione di spettacoli e le collaborazioni con le più note Agenzie con le quali molti allievi hanno iniziato la professione lavorando in Show di carattere nazionale. Inoltre la scuola ogni anno partecipa con allievi solisti e gruppi ai più importanti Concorsi Nazionali ed internazionali raggiungendo risultati di rilievo.

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CONTAMINATA QUARTETTO

Il progetto ContaMinata Quartetto nasce da un’idea della cantante Paola Mei di riproporre un repertorio molto conosciuto in Italia, ma sempre di forte fascino, quello di Mina.Gli arrangiamenti geniali e raffinati di Sandro Gibellini trasformano brani come Tintarella di luna o Parole Parole in veri gioiellini jazz, senza tuttavia snaturarli, in questo coadiuvato dalla vocalità della Mei che molto si accosta allo stile ‘minesco’, contribuendo così a quella contaminazione da cui il nome del gruppo. Intorno a tutto questo e dentro a tutto questo e sopra a tutto questo si ergono le due colonne ritmiche di Marco Micheli e Vittorio Marinoni. L’esperimento di accostare la musica italiana al jazz è già stato compiuto nell’ambito di diversi progetti importanti, ma questo in particolare non ha nessuno scopo demagogico di avvicinare certo pubblico al jazz, né tantomeno i jazzofili alla musica italiana. E’ solo la voglia di cantare Mina e di farlo con grandi musicisti jazz, che ha spinto la Mei a volere fortemente questo progetto, per riunire le sue due grandi passioni musicali. Mina e il jazz: a voi l’ardua sentenza. I brani più belli della cantante ‘storica’ della musica leggera italiana. Un tributo ma anche un viaggio sulle note di melodie a volte meravigliose di per sé, a volte rese bellissime da quella voce che ha cambiato il modo di cantare di tutte le cantanti italiane a venire. Una voce che ha lasciato un segno, una voce che è un ‘monumento’, una voce che esalta finalmente il mezzosoprano in tutta la sua pienezza e rotondità, una voce che si gioca sempre tutto e dà ogni sua più piccola vibrazione a chi ha voglia di riceverla. E’ uno spettacolo in cui Paola Mei userà la sua voce senza pretese di imitazione per ri-camminare su quelle note sfruttandone il suono e la personalità, variando sugli arrangiamenti ma restando fondamentalmente fedele allo spirito di quel canto, il canto di Mina.

Paola Mei. Una grande voce, semisconosciuta in Italia, ma che può vantarsi di aver inciso, oltralpe, con Francis Lai e Michel Legrand, presenti in questo suo primo cd (Soul Souvenir), pubblicato nel nostro paese. E' una raccolta di "sempreverdi" (quasi tutte colonne sonore), in cui Paola Mei (trentenne piemontese - compiuti l' 8 Marzo) sfoggia un timbro vocale davvero unico. Da Love Story a The Second Time (dal film Bilitis); da Stormy Weather a Push it To The Limit (Scarface), fino alla Chapliniana Limelight, Paola dimostra una tecnica e un feeling straordinario, ponendosi con perizia sicura sulla scia già tracciata da altre grandi interpreti della nostra canzone: Mina su tutte. Eppure il suo approccio con il canto e relativamente recente. E' solo nel 1988, che, dopo l'incontro con il produttore Claudio Pagano, decide di mettere ordine a quell' incredibile voce che la natura le ha regalato. Inizia, insomma, a studiare seriamente. Ben presto arrivano i primi risultati: vince borse di studio e frequenta seminari tenuti da Mal Waldrom e Steve Lacy; fa parte del Coro Gospel di Francesca Olivieri, del Quintetto jazz di Luigi Bonafede, per cui scrive anche i testi; fino, addirittura, a insegnare lei stessa canto. L'approccio con la discografia (dopo anni di provini ed esperienze deludenti), arriva quasi per caso. Ad un concerto a Ivrea (siamo nel 1991) la nota un noto produttore discografico svizzero che la convince a trasferirsi a Parigi per un lavoro da fare con Francis Lai e Michel Legrand (lo stesso di cui è testimonianza questo disco). Sembra fatta ma il disco non esce. Difficoltà, prima contrattuali, poi artistiche e personali, impediscono la pubblicazione del prodotto. Fino a questo 1995 che vede l'incontro con la Interbeat e la definitiva realizzazione di un prodotto che sarebbe stato un vero peccato non vedesse mai la luce. Una voce straordinaria, dicevamo, senza nessun precostituito schema melodico, ma libera d'involarsi sulle onde della musica. Una voce che indubbiamente lascerà un segno. Paola si definisce libera. Libera di non avere schemi precostituiti, di scegliere al meglio il suo repertorio...di aprirsi, lasciarsi trascinare, affidarsi completamente e realizzarsi pienamente nella musica. Soul souvenir: ricordi dell'anima. Un titolo ironico, se pensiamo alle traversie patite per la realizzazione del prodotto...ma anche un titolo che ben documenta il senso di quest'operazione: una serie di melodie immortali; brani così classici che non possono non essere nascosti nell'anima di ognuno, assieme ai migliori ricordi. E la voce di Paola ve li trarrà fuori tutti: statene certi.

Altre notizie

Nata a Ivrea il 8-3-1965, dopo piccole esperienze amatoriali, si avvicina nel 1987 allo studio del canto moderno e jazz con Francesca Oliveri, la più grande cantante di blues spiritual in Italia. Sotto la sua guida inizia un lungo lavoro di apprendimento e studio della propria vocalità già naturalmente importante e potente su cui man mano applica l'uso coerente di una tecnica volta ad affinare i suoni e razionalizzare l'espressività.
Nel 1989 frequenta i seminari di tecnica vocale di Gabriella Ravazzi, artista contemporanea e d'avanguardia nonchè docente al Conservatorio di Genova, nell'ambito dei quali ottiene una borsa di studio. Dopo queste prime esperienze didatticamente positive, comincia a collaborare con vari studi di registrazione di Torino e provincia ed entra a far parte del coro spiritual "Deep River Choir" della suddetta F. Oliveri, con attività su tutto il territorio nazionale. Tramite il "Deep River Choir" incontra Luigi Bonafede, pianista di genio e fama, con cui nel 1991 inizia un'attività concertistica in molti clubs e teatri della penisola e fuori di essa (Bruxelles, Lugano) con la partecipazione a manifestazioni di carattere nazionale (Festival jazz Italia di Verona, Sere d'Estate di Milano, Jazz in Pjazza di Rozzano (Mi), Jazz in Town di Torino) e alle trasmissioni di musica jazz di RadioUno. Oltre all'attività live, notevole è il suo apporto alle composizioni di Bonafede come autrice dei testi. Ha collaborato inoltre con altri musicisti come Emanuele Cisi, Rosario Bonaccorso, Francesco Sotgiu, Marco Micheli, Enzo Zirilli, Riccardo Ruggieri, Alessandro Maiorino, Riccardo Luppi, Paolo Porta, Tullio De Piscopo, Sandro Gibellini, Paolo Pellegatti, Maurizio Cuccuini. Parallelamente all'attività jazzistica, intraprende una grande avventura nella musica leggera a Parigi, incidendo il cd di grandi musiche da film "Soul Souvenir" con la collaborazione di Francis Lai e Michel Legrand, due dei maggiori compositori d'oltralpe, cd che uscirà alla fine del '95. Nell'estate 1995 frequenta i Clinics della Berkley School of Boston trovando ulteriori stimoli soprattutto nel campo dell'improvvisazione vocale. Nel 1996 realizza come leader il progetto musicale Hikory Acoustic Trio, formazione composta da chitarra, percussioni e voce con cui propone un repertorio trasversale di chiara impronta acustica. Nel 1999 è uscito il cd Brividi che raccoglie il risultato di questo progetto. Con H.A.T. è attualmente in attività concertistica in tutto il Nord Italia.
Svolge inoltre attività di insegnamento (Tecnica Vocale, Voce Cantata e Coro) presso l'Istituto dell'Associazione Culturale 'Artistica' di Quincinetto (To) e la Scuola Civica di Cusano Milanino (Mi). Nel 1997 fonda il "Quincy Blue Choir", coro di ispirazione gospel formato da alcuni dei suoi allievi di cui assume la direzione.

Formazione

Paola Mei voce - Sandro Gibellini chitarra - Marco Micheli contrabbasso - Vittorio Marinoni batteria

COMUNICATO STAMPA

con invito di diffusione Ivrea, febbraio 2005



Sesto appuntamento della 25ª edizione dell’EUROJAZZFESTIVAL di Ivrea. Sabato 5 marzo la rassegna è a Ivrea, con i concerti di LABDANCE ORCHESTRA di FURIO DI CASTRI e GIANLUCA PETRELLA con l’ospite ERIC VLOEIMANS e a seguire di SCOTT HENDERSON BLUES BAND al Teatro Giocosa mentre per la chiusura, al Hopstore Jazz Club live di PALIAGA QUARTETTO impegnato anche nel pomeriggio, ore 18, per “Aperitivo Jazz” al Bar di Re Arduino. Dunque ancora una serata del Festival, concentrate fino al 6 marzo proprio a Ivrea, per questi 25 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Cinque i lustri per una delle rassegne internazionali di jazz tra le più longeve a livello continentale, proposta come sempre da Sergio Ramella, personaggio legato alla storia della musica afroamericana in Italia, tra i primi organizzatori di eventi di caratura internazionale nel nostro Paese visto che i suoi primi concerti risalgono al 1956. Circa 50 anni di proposte con tutti i grandi del passato, i miti del jazz americano, da Dizzy Gillespie a Miles Davis, senza trascurare anche i maestri europei, in un palmares che pochi promoter possono vantare. Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli appassionati, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse ormai realtà e i grandi personaggi, artisti di fama ormai rinomata.La scaletta brilla per qualità e spessore delle proposte: il programma di questi sei giorni di concerti si presenta vario e diversificato e riesce a dare spazio, compatibilmente alle disponibilità artistiche del momento, a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi nel calendario europeo. Come di consueto organizzato da Aics ControMusica, Provincia di Torino in collaborazione con i comuni di Ivrea, Settimo Torinese e sostenuto con il patrocinio della Regione Piemonte, l’EuroJazzFestival Ivrea è un trionfo di musica afroamericana, improvvisazione e sonorità etniche per un progetto culturale d’avanguardia. Diverse le anime del jazz contemporaneo presenti nel cartellone dove si attraversano vari linguaggi musicali in una interessante escursione attraverso i territori del genere classico e di quello innovativo degli artisti italiani. Mai come in questi ultimi anni infatti l’espressione artistica dei talenti nostrani ha prodotto un fermento così vivo e interessante al punto da essere scoperto e valorizzato dagli stessi americani che si avvalgono, con costante frequenza, delle collaborazioni “made in Italy”.



Ingresso 15 euro per entrambi i concerti al Teatro Giacosa - Inizio ore 21



Indirizzo piazza del Teatro 1 Ivrea



Ingressi gratuiti al Bar di re Arduino (piazza Gioberti 13) e all’Hopstore Jazz Club Ivrea (via Lago San Michele 19) per i concerti previsti alle 18.00 e alle 24.00

Per ogni ulteriore informazione al pubblico la segreteria organizzativa del Festival è disponibile ai numeri 011/238.63.72 - fax 011/238.63.87

e-mail: aics@arpnet.it

sito internet: www.jazzaicscontromusica.com



Per altre informazioni stampa, fotografie, accrediti (richieste entro il 20 febbraio 2005) i giornalisti possono rivolgersi al numero 349/511.08.51

indirizzo mail: torinojazz@virgilio.it

c.so Novara 77 – 10153 Torino – tel. 011/238.63.72

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NOTIZIE ARTISTICHE



The Lab Dance Orchestra

Laboratorio orchestrale di Furio di Castri e Gianluca Petrella special guests Eric VLOEIMANS



Dopo l’esperienza di Under Construction, il duo di Furio di Castri e Gianluca Petrella si è moltiplicato ed è diventato un organico orchestrale variabile. Un’orchestra che si presenta come un vero e proprio laboratorio musicale per la struttura aperta, per la formazione modulare, per la costante attenzione al "movimento" - musica che cambia, sonorità e colori che si lasciano influenzare dai luoghi, dalle persone, dal momento.

Un laboratorio che nel corso di questa stagione si è già confrontato con l’ironia e il gusto del gioco di alcuni dei più importanti musicisti oggi sulla scena internazionale, Roberto Gatto, Dado Moroni, Antonello Salis, Nguyen Le, Paolo Fresu, Maria Pia de Vito.

Colonne sonore improvvisate, racconti musicati, incursioni elettroniche. Un repertorio che spazia da Zappa a Coltrane, da Rossini a Jelly Roll Morton, passando per Bjork e Thelonious Monk. Per stupire, per giocare, per dare una mossa ad un panorama musicale che spesso sembra prendersi un po’ troppo sul serio.

Formazione:

Eric Vloeimans: tromba

Paolo Porta: sax alto

Marco Tardito sax alto, clarinetto basso, sax baritono

Luca Biggio sax e clarinetto

Gianluca Petrella: trombone, elettronica

Silvia Cucchi pianoforte

Furio Di Castri contrabbasso, elettronica

Fabio Accardi batteria



arrangiamenti: Furio Di Castri

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SCOTT HENDERSON

Nato nel 1954, Scott Henderson si forma musicalmente nel periodo in cui la musica rock-blues raggiunge i massimi livelli. Inizia a studiare musica nel Sud della Florida e comincia ad esibirsi ancora giovanissimo con diverse formazioni in vari clubs. I chitarristi che in quel periodo lo influenzano maggiormente sono Jimmy Page, Jeff Beck, Jimi Hendrix, Ritchie Blackmore e gli altrettanto grandi chitarristi blues Albert King, Buddy Guy e Steve Ray Vaughan. Intorno ai vent’anni si trasferisce a Los Angeles ed inizia ad avvicinarsi al jazz. Suona e incide con la Chick Corea's Elektric Band, con il violinista Jean-Luc Ponty e con il bassista Jeff Berlin. In seguito, per un periodo di quattro anni è con il mitico fondatore dei Weather Report's, Joe Zawinul nel nuovo gruppo da lui fondato “Zawinul’s Syndicate”.

Nel 1984, con il bassista Gary Willis fonda la band Tribal Tech, e dopo dieci albums acclamati dalla critica discografica mondiale, Henderson è nella posizione di chitarrista e compositore tra i numeri uno nel mondo.

Nel 1991 è stato eletto da Guitar World come il chitarrista jazz n. 1 al mondo e nel gennaio del 1992 è stato nominato n. 1 da Jazz Guitarist nella selezione annuale dei lettori.

Il suo primo solo-album "Dog Party", lo vede bentornato alle sue origini musicali blues e vince con quest’ultimo nel 1994 il titolo di miglior album pubblicato assegnatoli dalla rivista Guitar Player.

Il secondo album blues per Scott Henderson è registrato per Mesa/Bluemoon Records e lo vede vicino alla leggendaria vocalist Thelma Houston. Il titolo è "Tore Down House" che viene pubblicato nell’aprile del 1997 e riceve quattro awards da Jazz Times, Guitar Player, Guitar, Guitar Shop, e L.A Jazz Scene Magazines. Il nuovo album con i Tribal Tech, "Rocket Science", è stato pubblicato dalla etichetta ESC/Tone nel novembre 2000.

Il nuovo progetto di Scott è con il suo trio, il potente drummer dei Tribal Tech Kirk Covington alla batteria e voce e John Humphrey al basso elettrico. La band suona blues con pezzi da "Dog Party", "Tore Down House" e dall’ultimo album “Well To The Bone” pubblicato dalla ESC records alla fine del 2002.

Scott ha anche all’attivo due albums con i "Vital Tech Tones", un trio in collaborazione con il bassista Victor Wooten e l’ex Journey / Vital Information leader Steve Smith alla batteria Così come spesso accade con i musicisti del calibro di Scott Henderson il desiderio di condividere la propria conoscenza con altri giovani chitarristi è grande. Così egli insegna al Musician's Institute di Los Angeles, inoltre scrive per Guitar Player, Guitar World e Guitar School Magazines.

L’etichetta Columbia ha prodotto due video didattici "Jazz Fusion Improvisation" e "Melodic Phrasing". Scott Henderson Guitar Books, è invece una collezione di trascrizioni di alcune sue composizioni ed è disponibile tramite Hal Leonard Publishing. Il suo nuovo volume "Jazz Guitar Chord System" è un rivoluzionario metodo che consente agli studenti di apprendere i molteplici modi dell’armonizzazione jazz.

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Paolo Paliaga ha studiato in seguito presso la "Nuova Milano Musica" con Nando De Luca, Sante Palumbo ed Ettore Righello. Nel 1985 partecipa ai seminari di Siena Jazz con Enrico Pieranunzi. Studia infine per alcuni anni con il pianista Arrigo Cappelletti. Laureato in Scienze Politiche. Dottore di Ricerca in Sociologia. Ha suonato in questi anni in Italia con: Enrico Rava, Sergio Fanni, Giulio Visibelli, Alberto Borsari, Stefano Colnaghi, Claudio Chiara,Ares Tavolazzi, Riccardo Fioravanti, Gianni Cazzola, Daniele Pattumi,Roberto Cecchetto, Gianni Basso, Paolino Dalla Porta, Clark Terry, Marco Micheli

COMUNICATO STAMPA

con invito di diffusione Ivrea, febbraio 2005



Settimo e ultimo appuntamento della 25ª edizione dell’EUROJAZZFESTIVAL di Ivrea. Domenica 6 marzo la rassegna è a Ivrea, con il seminario di SCOTT HENDERSON BLUES BAND all’Hopstore Jazz Club mentre per la chiusura, concerto del MALO TRIO. Dunque ultima serata del Festival per questi 25 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Cinque i lustri per una delle rassegne internazionali di jazz tra le più longeve a livello continentale, proposta come sempre da Sergio Ramella, personaggio legato alla storia della musica afroamericana in Italia, tra i primi organizzatori di eventi di caratura internazionale nel nostro Paese visto che i suoi primi concerti risalgono al 1956. Circa 50 anni di proposte con tutti i grandi del passato, i miti del jazz americano, da Dizzy Gillespie a Miles Davis, senza trascurare anche i maestri europei, in un palmares che pochi promoter possono vantare. Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli appassionati, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse ormai realtà e i grandi personaggi, artisti di fama ormai rinomata.La scaletta brilla per qualità e spessore delle proposte: il programma di questi sei giorni di concerti si presenta vario e diversificato e riesce a dare spazio, compatibilmente alle disponibilità artistiche del momento, a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi nel calendario europeo. Come di consueto organizzato da Aics ControMusica, Provincia di Torino in collaborazione con i comuni di Ivrea, Settimo Torinese e sostenuto con il patrocinio della Regione Piemonte, l’EuroJazzFestival Ivrea è un trionfo di musica afroamericana, improvvisazione e sonorità etniche per un progetto culturale d’avanguardia. Diverse le anime del jazz contemporaneo presenti nel cartellone dove si attraversano vari linguaggi musicali in una interessante escursione attraverso i territori del genere classico e di quello innovativo degli artisti italiani. Mai come in questi ultimi anni infatti l’espressione artistica dei talenti nostrani ha prodotto un fermento così vivo e interessante al punto da essere scoperto e valorizzato dagli stessi americani che si avvalgono, con costante frequenza, delle collaborazioni “made in Italy”.



Ingresso serale gratuito all’Hopstore Jazz Club Ivrea (via Lago San Michele 19) per il concerto del MALO TRIO previsto alle 22.00


Per ogni ulteriore informazione al pubblico la segreteria organizzativa del Festival è disponibile ai numeri 011/238.63.72 - fax 011/238.63.87

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NOTIZIE ARTISTICHE



Malo Trio

Iniziali dei componenti il trio nasce con l'idea di un progetto trasversale ai generi, senza quei preconcetti che allontanano vasti settori di pubblico dall' ascolto della musica creativa: una musica che non si svilisce nella ripetizione di canzoni note, eseguite il più vicino possibile all'originale, ma che spazia dagli standard jazz alla bossa nova, dal blues alla canzone d'autore, dal soul alla musica brasiliana alternando a brani del repertorio pop debitamente riarrangiati, composizioni proprie con armonizzazioni originali. I musicisti provenienti dalle esperienze artistiche più variegate oltre a vantare importanti collaborazioni nel campo del jazz e del pop (Paolo Conte, Alexia, Henghel Guldi, Emilio Soana Mauro Negri), hanno alle spalle una solida preparazione classica e ciò permette loro di interpretare un repertorio moderno con lo spirito di un Trio di musica da camera: le chitarre di Loris e il pianoforte di Marta creano un soffice tappeto all’interpretazione in lingua originale di Alessia e l’ elettronica, seppur non invadente, assume un ruolo importante nel sound. Malo Trio si presenta come una nuova formazione nella quale si fondono un ritrovato entusiasmo per un repertorio innovativo e il desiderio di "ricomporre", in un'unità stilistica personale, moduli espressivi appartenenti alla musica “funky”, "beat", "swing", termini che allo scadere del millennio cedono gran parte del proprio significato alla denominazione di Musica del Novecento.Il risultato finale è una versatilità interpretativa che comprende una vasta padronanza di linguaggi e stili moderni, un lavoro interessante e audace, divertente e liberamente ispirato: la peculiare varietà delle situazioni sonore e il taglio delle esecuzioni, rendono lo spettacolo sempre interessante e dinamico, fruibile da vasti settori d' ascolto, ma senza concessioni alla banalità e all'ovvio.

Alessia Galeotti nasce a Parma (21/04/1977). Diplomata presso il Liceo Musicale “A.Boito” di Parma in canto, frequenta il corso jazz al Centro Professionale Musicale di Milano con Tiziana Ghiglioni, studia inoltre con Stefania Rava. Recita e canta con la compagnia di teatro sperimentale “Lenz Rifrazioni”di Parma, fonda il gruppo “Galeotti band” di bossa nova e musica brasiliana esibendosi in locali di varie città dell’Emilia Romagna e collabora come corista con vari musicisti e cantanti. Molte le esperienze e le collaborazioni tra cui le Big Band di Mantova e Reggio Emilia, Hengel Gualdi, Mauro Negri, Emilio Soana e la cantante pop Alexia. Partecipa ad un’importante tournèe in Russia con il gruppo “Bossanostra”prodotti dalla Irma Records. Insegna canto presso la scuola di musica moderna “RitmiKa” di Parma e le scuole comunali di Viadana(Mn), Guastalla(Re), Correggio(Re).

Formazione: Alessia Galeotti voce - Loris Deval chitarre ed effetti - Marta Caldara pianoforte e tastiere

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Nato nel 1954, Scott Henderson si forma musicalmente nel periodo in cui la musica rock-blues raggiunge i massimi livelli. Inizia a studiare musica nel Sud della Florida e comincia ad esibirsi ancora giovanissimo con diverse formazioni in vari clubs. I chitarristi che in quel periodo lo influenzano maggiormente sono Jimmy Page, Jeff Beck, Jimi Hendrix, Ritchie Blackmore e gli altrettanto grandi chitarristi blues Albert King, Buddy Guy e Steve Ray Vaughan. Intorno ai vent’anni si trasferisce a Los Angeles ed inizia ad avvicinarsi al jazz. Suona e incide con la Chick Corea's Elektric Band, con il violinista Jean-Luc Ponty e con il bassista Jeff Berlin. In seguito, per un periodo di quattro anni è con il mitico fondatore dei Weather Report's, Joe Zawinul nel nuovo gruppo da lui fondato “Zawinul’s Syndicate”.Nel 1984, con il bassista Gary Willis fonda la band Tribal Tech, e dopo dieci albums acclamati dalla critica discografica mondiale, Henderson è nella posizione di chitarrista e compositore tra i numeri uno nel mondo. Nel 1991 è stato eletto da Guitar World come il chitarrista jazz n. 1 al mondo e nel gennaio del 1992 è stato nominato n. 1 da Jazz Guitarist nella selezione annuale dei lettori. Il suo primo solo-album "Dog Party", lo vede bentornato alle sue origini musicali blues e vince con quest’ultimo nel 1994 il titolo di miglior album pubblicato assegnatoli dalla rivista Guitar Player. Il secondo album blues per Scott Henderson è registrato per Mesa/Bluemoon Records e lo vede vicino alla leggendaria vocalist Thelma Houston. Il titolo è "Tore Down House" che viene pubblicato nell’aprile del 1997 e riceve quattro awards da Jazz Times, Guitar Player, Guitar, Guitar Shop, e L.A Jazz Scene Magazines. Il nuovo album con i Tribal Tech, "Rocket Science", è stato pubblicato dalla etichetta ESC/Tone nel novembre 2000. Il nuovo progetto di Scott è con il suo trio, il potente drummer dei Tribal Tech Kirk Covington alla batteria e voce e John Humphrey al basso elettrico. La band suona blues con pezzi da "Dog Party", "Tore Down House" e dall’ultimo album “Well To The Bone” pubblicato dalla ESC records alla fine del 2002.Scott ha anche all’attivo due albums con i "Vital Tech Tones", un trio in collaborazione con il bassista Victor Wooten e l’ex Journey / Vital Information leader Steve Smith alla batteria Così come spesso accade con i musicisti del calibro di Scott Henderson il desiderio di condividere la propria conoscenza con altri giovani chitarristi è grande. Così egli insegna al Musician's Institute di Los Angeles, inoltre scrive per Guitar Player, Guitar World e Guitar School Magazines. L’etichetta Columbia ha prodotto due video didattici "Jazz Fusion Improvisation" e "Melodic Phrasing". Scott Henderson Guitar Books, è invece una collezione di trascrizioni di alcune sue composizioni ed è disponibile tramite Hal Leonard Publishing. Il suo nuovo volume "Jazz Guitar Chord System" è un rivoluzionario metodo che consente agli studenti di apprendere i molteplici modi dell’armonizzazione jazz.

COMUNICATO STAMPA

con invito di diffusione Ivrea, febbraio 2005



Secondo appuntamento della 25ª edizione dell’EUROJAZZFESTIVAL di Ivrea. Martedì 1° marzo la rassegna arriva a Settimo Vittone, con il concerto del MARE MOSSO Quartet, una delle formazioni italiane più apprezzate a livello internazionale e con giovani musicisti già affermati, solisti con all’attivo già una brillante carriera. Su tutti spicca il nome di Fabrizio Bosso, una delle trombe più importanti in Europa a dimostrazione di una scuola italiana dello strumento che ha sempre sfornato ottimi interpreti.

Ancora cinque le serate del Festival, concentrate fino al 6 marzo in tre località diverse, tutte in provincia di Torino e una tappa anche in città, per questi 25 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Cinque lustri per una delle rassegne internazionali di jazz tra le più longeve a livello continentale, proposta come sempre da Sergio Ramella, personaggio legato alla storia della musica afroamericana in Italia, tra i primi organizzatori di eventi di caratura internazionale nel nostro Paese visto che i suoi primi concerti risalgono al 1956. Circa 50 anni di proposte con tutti i grandi del passato, i miti del jazz americano, da Dizzy Gillespie a Miles Davis, senza trascurare anche i maestri europei, in un palmares che pochi promoter possono vantare.

Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli appassionati, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse ormai realtà e i grandi personaggi, artisti di fama ormai rinomata.

La scaletta brilla per qualità e spessore delle proposte: il programma di questi sei giorni di concerti si presenta vario e diversificato e riesce a dare spazio, compatibilmente alle disponibilità artistiche del momento, a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi nel calendario europeo.

Organizzano Aics ControMusica e Comune di Settimo Vittone in collaborazione con Provincia di Torino e il patrocinio della Regione Piemonte. L’ EuroJazzFestival Ivrea è un trionfo di musica afroamericana, improvvisazione e sonorità etniche per un progetto culturale d’avanguardia. Diverse le anime del jazz contemporaneo presenti nel cartellone dove si attraversano vari linguaggi musicali in una interessante escursione attraverso i territori del genere classico e di quello innovativo degli artisti italiani. Mai come in questi ultimi anni infatti l’espressione artistica dei talenti nostrani ha prodotto un fermento così vivo e interessante al punto da essere scoperto e valorizzato dagli stessi americani che si avvalgono, con costante frequenza, delle collaborazioni “made in Italy”.



ingresso gratuito - inizio ore 21



Indirizzo

Salone Comunale Settimo Vittone


Per ogni ulteriore informazione al pubblico la segreteria organizzativa del Festival è disponibile ai numeri 011/238.63.72 - fax 011/238.63.87, e-mail
aics@arpnet.it



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Per altre informazioni stampa, fotografie, accrediti (richieste entro il 20 febbraio 2005) i giornalisti possono rivolgersi al numero 349/511.08.51

indirizzo mail torinojazz@virgilio.it
 

c.so Novara 77 – 10153 Torino – tel. 011/238.63.72

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NOTIZIE ARTISTICHE



Fabrizio Bosso è una delle promesse più brillanti del panorama jazzistico internazionale. Il suo curriculum è a dir poco imbarazzante, disseminato com’è di primati e di riconoscimenti. Inizia lo studio della tromba all'età di 5 anni sotto la guida del padre, anch'egli trombettista, e consegue il diploma presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino a soli 15 anni. Durante gli studi classici si avvicina al jazz cominciando a suonare prima in big band e poi in formazioni di combo. Nel 1990 vince la borsa di studio e frequenta i seminari estivi del St. Mary's College di Whashington. Nel 1991 vince il concorso e frequenta la scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo sotto la guida del Maestro Pierre Thibaud. Nel 1993 vince l'audizione per l'orchestra del "Paese degli Specchi" di Bologna, con la quale ha poi svolto attività concertistica sotto la direzione di: George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley, Steve Coleman. Nel 1994 vince con il suo quintetto il concorso "Summertime in Jazz", dove viene premiato come miglior solista della rassegna. Nel 1995 ha insegnato musica d'insieme per strumenti a fiato al Conservatorio "N. Piccinni" di Bari. Dal 1996 collabora con trasmissioni televisive e radiofoniche della RAI e della Fininvest. Collabora attivamente con i seguenti gruppi: Gianni Basso Big Band Italian Big Band, Jazz Art Orchestra, Enrico Pieranunzi Quintet, Paolo Di Sabatino Quartet, Riccardo Zegna Sextet, Ettore Fioravanti Quartet, Jazz Convention, Minervium Jazz Fnsemble. Ha suonato inoltre con: M. Giammarco, M. Moriconi, E. Cisi, S. Di Battista, F. Boltro, M. Rosa, T. De Piscopo, P. Condorelli, S. Gibellini, M. Negri, G. Mirabassi, R. Gatto, G. Telesforo, C. Baglioni, S. Hampton, R. Brecker, B. Mintzer, I. De Paula, H. Van de Geyn, Steve Lacy. Nel dicembre 1997 è stato chiamato dalla Carnagie Hall Big Band diretta da Jon Faddis come sostituto prima di Randy Brecker e poi di Lew Soloff per quattro concerti del tour italiano. Nel 1999 costituisce un quintetto formato da Rosario Giuliani al sax alto, Salvatore Bonafede al piano, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria. Con questo quintetto incide un CD che uscirà nel 2000 per la Red Records. Nel 2000 viene eletto miglior nuovo talento (Top Jazz '99) dal referendum della rivista specializzata Musica Jazz. Ha suonato all'estero in Francia, Germania, USA, Kenya, Etiopia, Tunisia, Emirati Arabi, Finlandia e al "Festival do Jazz" di Cuba. Da alcuni anni insegna tecnica strumentale e improvvisazione in diverse scuole civiche e private.





Mare Mosso" non è solo l'acronimo dei componenti del gruppo (Luca MAnnutza, Nicola MuREsu, Marco Volpe, Fabrizio BOSSO) , ma è anche la definizione del clima che i quattro musicisti sanno creare durante le loro performances. L'ascoltatore viene condotto in un movimentato viaggio che alterna momenti più agitati ad altri di maggior calma, sempre basandosi su un alto livello di interplay e con la possibilità di cambi di rotta anche improvvisi. Il repertorio alterna brani di composizione dei membri del gruppo a rivisitazioni di brani del repertorio jazzistico e popolare.

Fabrizio Bosso alla tromba è a soli 30 anni uno dei musicisti più richiesti della scena musicale italiana ed europea. Vincitore nel 1999 del referendum della rivista "Musica Jazz" come miglior nuovo talento e nel 2002 del prestigioso premio europeo "Django d'or", oltre che con "Mare Mosso" collabora fra gli altri col cantautore Sergio Cammariere ed è co-leader, assieme al sassofonista Daniele Scannapieco, del quintetto "High five". Luca Mannutza al pianoforte ha collaborato con artisti del calibro di Steve Grossman, Maurizio Giammarco, Paolo Fresu, Emanuele Cisi. Nativo di Cagliari, si trasferisce a Roma nel 1999 e da allora entra a far parte, oltre che di "Mare Mosso", del Max Ionata quartet e degli "High Five" e di recente ha iniziato una fattiva collaborazione con il trombettista di New York Andy Gravish, col quale nel 2003 ha effettuato un tour negli U.S.A. Nicola Muresu al contrabbasso ha accompagnato alcuni dei più grandi solisti del jazz internazionale, come Lee Konitz, Art Farmer, Steve Lacy, Benny Bailey, David Liebman, Jerry Bergonzi, Benny Golson e italiano, come Enrico Rava, Giulio Capiozzo, Gianni Basso, Emanuele Cisi, Antonio Faraò e tanti altri, partecipando a numerosi festival italiani e internazionali. Suona nel gruppo del sassofonista Renato D'Aiello italiano ma residente a Londra con il quale ha effettuato numerose tournèe in Gran Bretagna.

Marco Volpe alla batteria , diplomato "Cum Laude" al Berklee College of Music, alterna la sua attività di performer che l'ha visto partecipare ad importanti festival come il "Festival Internazionale Città di Milano", Umbria Jazz, i festival di Rapperswil, di Willisau, il Percfest di Laigueglia a quella didattica, campo nel quale è considerato una delle maggiori autorità a livello nazionale.

Formazione



Fabrizio Bosso tromba - Luca Mannutza pianoforte - Nicola Muresu contrabbasso - Marco Volpe batteria
 

COMUNICATO STAMPA

con invito di diffusione                                                                                        Ivrea,   febbraio 2005

 

Quinto appuntamento della 25ª edizione dell’EUROJAZZFESTIVAL di Ivrea. Venerdì 4 marzo la rassegna arriva a Ivrea, con i concerti di IVAN SEGRETO e a seguire di TUCK & PATTI al Teatro Giocosa mentre per la chiusura, al Hopstore Jazz Club live di ALFREDO PONISSI 4et – THE GOOD LIFE. Nel pomeriggio, ore 18, “Aperitivo Jazz” all’ Enoteca Vino e Dintorni con Loris Deval Project. Dunque ancora due le serate del Festival, concentrate fino al 6 marzo proprio a Ivrea, per questi 25 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Cinque i lustri per una delle rassegne internazionali di jazz tra le più longeve a livello continentale, proposta come sempre da Sergio Ramella, personaggio legato alla storia della musica afroamericana in Italia, tra i primi organizzatori di eventi di caratura internazionale nel nostro Paese visto che i suoi primi concerti risalgono al 1956. Circa 50 anni di proposte con tutti i grandi del passato, i miti del jazz americano, da Dizzy Gillespie a Miles Davis, senza trascurare anche i maestri europei, in un palmares che pochi promoter possono vantare. Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli appassionati, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse ormai realtà e i grandi personaggi, artisti di fama ormai rinomata.La scaletta brilla per qualità e spessore delle proposte: il programma di questi sei giorni di concerti si presenta vario e diversificato e riesce a dare spazio, compatibilmente alle disponibilità artistiche del momento, a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali  più prestigiosi nel calendario europeo. Come di consueto organizzato da Aics ControMusica, Provincia di Torino in collaborazione con i comuni di Ivrea, Settimo Torinese e sostenuto con il patrocinio della Regione Piemonte, l’EuroJazzFestival Ivrea è un trionfo di musica afroamericana, improvvisazione e sonorità etniche per un progetto culturale d’avanguardia. Diverse le anime del jazz contemporaneo presenti nel cartellone dove si attraversano vari linguaggi musicali in una interessante escursione attraverso i territori del genere classico e di quello innovativo degli artisti italiani. Mai come in questi ultimi anni infatti l’espressione artistica dei talenti nostrani ha prodotto un fermento così vivo e interessante al punto da essere scoperto e valorizzato dagli stessi americani che si avvalgono, con costante frequenza, delle collaborazioni “made in Italy”.

Ingresso 15 euro per entrambi i concerti al Teatro Giacosa - Inizio ore 21

Indirizzo                      piazza del Teatro 1                  Ivrea   

 

Ingressi gratuiti all’Enoteca Vino e Dintorni (via Arduino 126) e all’Hopstore Jazz Club Ivrea (via Lago San Michele 19) per i concerti previsti alle 18.00 e alle 24.00

 

 

Per ogni ulteriore informazione al pubblico la segreteria organizzativa del Festival è disponibile ai numeri 011/238.63.72 - fax 011/238.63.87

e-mail: aics@arpnet.it

 

sito internet: www.jazzaicscontromusica.com

 

Per altre informazioni stampa, fotografie, accrediti (richieste entro il 20 febbraio 2005) i giornalisti possono rivolgersi al numero 349/511.08.51 

indirizzo mail:  torinojazz@virgilio.it

 c.so Novara 77 – 10153 Torino – tel. 011/238.63.72

www.jazzaicscontromusica.com  – mail: aics@arpnet.it

NOTIZIE ARTISTICHE

 

Ivan Segreto, 29 anni,  e’ figlio del profondo sud siciliano. Sciacca e’ la cittadina in cui e’ vissuto, circondato da una famiglia numerosa. Il casale vicino al mare in cui i nonni, i loro otto figli e uno stuolo di nipoti si ritrovano ogni anno per il periodo dell’estate, fa da sfondo alle prime passioni musicali di Ivan. Figura fondamentale e’ quella dello Zio Nino, che catalizza l’attenzione di tutti inventando canzoni, accompagnandosi con la chitarra nelle lunghe serate estive. Lo Zio Nino e’ anticonformista, ha girato il mondo come artista di strada ed e’ inevitabile che Ivan, appassionato studente di pianoforte classico presso i migliori Maestri del luogo fin dall’eta’ di nove anni, ne subisca il fascino e ne raccolga l’eredita’ artistica. Una eredita’ che diventa reale, concreta, attraverso le note di una canzone che lo Zio Nino compone quando Ivan e’ ancora un ragazzino, e che il nipote elabora, plasma e reinventa dopo che un incrollabile amore per la musica lo porta a percorrere strade nuove: quelle del jazz, per quanto riguarda l’arte, e quelle di Milano, per quanto riguarda la vita. Alla ricerca di un ideale punto d’incontro tra le passioni e la concretezza del vivere quotidiano. Il brano in questione e’ “Porta Vagnu” (e’ il nome di una delle cinque porte d’accesso al paese di Sciacca). Il testo e’ dello Zio Nino, scritto in dialetto siciliano, ma il ‘respiro musicale’ creato da Ivan e’ tale da dare alle parole un suono universale, comprensibile indipendentemente dalla conoscenza della lingua.

Il viaggio di Ivan Segreto da Sciacca a Milano non e’ facile, bensi’ lungo e faticoso. Ma fortemente voluto, motivato da una granitica volonta’ di portare avanti il progetto in cui crede (“Mio padre voleva che diventassi biologo, come lui, ma all’universita’ di Palermo disegnavo i tasti del pianoforte per memorizzare le posizioni armoniche. Risparmiavo sui pasti per comprare una tastiera. Ho ereditato la tenacia da mia madre”). Sostenuto poi da una fortissima passione per la musica e da un talento cristallino  (“Oltre al pianoforte, ho studiato per un breve periodo il contrabbasso e la tromba. Per approfondire lo studio del pianoforte jazz mi facevo spedire da Milano i metodi di Massimo Colombo e Attilio Zanchi del CPM. Ho suonato gratis in molti locali della  Sicilia, accompagnando i migliori musicisti del posto”).

A Milano si iscrive alla Scuola Civica di Jazz, dove ha modo di confrontarsi con altri musicisti e nel contempo suona nei locali della metropoli  lombarda.

Ivan Segreto e’ autore delle musiche e dei testi di tutti i brani del suo album di debutto, “Porta Vagnu” (con il contributo dello Zio Nino per la title track) (“Questi brani sono stati composti in un arco di tempo piuttosto lungo. Raccontano di vicende che ho vissuto, dei profumi e dei colori dei luoghi che conosco. Non saprei fare altrimenti”).  Sul suo essere cantante, oltre che musicista, con modestia Ivan afferma: “Devo imparare ancora molto, uso la voce per comunicare ma ancora non la so sfruttare al meglio, il mondo del canto e’ straordinario, in esso c’e’ armonia. Io canto cercando un dialogo tra la mia voce e gli strumenti.”.

Ivan Segreto ama Miles Davis e Radiohead, Herbie Hancock e Pino Daniele, Stevie Wonder e Vinicio Capossela, Sting e Lucio Dalla,  Antonio Carlos Jobim e Paolo Conte.

“Mi piacerebbe che al mio primo disco non venissero poste etichette. La giusta filosofia credo sia  quella della comunicazione, della liberta’ d’espressione e dell’interazione tra i vari generi  musicali”.

E’ un principio che accomuna tutta la buona musica.  “Porta Vagnu” non fa eccezione

Formazione : Ivan Segreto (pianoforte) – Mattia Magatelli (contrabbasso) – Alessio Pacifico (batteria) – Luca Meneghello (chitarra) – Stefano D’Anna (sax soprano)

 

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TUCK & PATTI

Nei primi anni Ottanta San Francisco e la Bay Area sono stati la palestra per memorabili e in qualche caso epocali esperimenti nell'area del canto jazzistico. Una particolare risonanza la fluida e brillante trama vocale-strumentale di Tuck & Patti, un duo dalla rara complementarità che ha rappresentato e continua a rappresentare in una chiave insieme ariosa e minimalista l'elegante eclettismo musicale della città nordcaliforniana. Tuck Andress è un chitarrista radicato nel fertile terreno blues e country del Sud-Ovest (è originario di Tulsa, Oklahoma) che ha saputo però evolversi nel segno stilistico di Wes Montgomery, sino a giungere a una complessa dimensione armonico-ritmico-melodica: da solo, intrecciando linee di basso, accordi e controcanto, diventa una intera, articolatissima sezione ritmica. Patti Cathcart, creatura di San Mateo, nell'area del San Francisco, ha conosciuto esperienze formative tra rock'n'roll e Rhythm &Blues, in particolare alcuni mesi (gli ultimi di vita del grande bluesman) trascorsi con la band di T-Bone Walker. Il suo contralto vibrante e umorale, ombreggiato ma screziato da liquide tonalità di testa (quasi-folk), sobrio e insieme accorato nel suo abbandono lirico, conserva tuttavia la sensuale e elettrica comunicativa e la tensione descrittiva del gospel delle sue radici - in una luce prevalentemente serena e solare - anche a confronto di materiale jazz e pop. Lungamente meditato (la totalità dei brani è stata sperimentata e raffinata per anni sui palcoscenici di club e festival della California del Nord), l'album di esordio è uscito nel 1988, per la Wyndham Hill. Tears Of Joy testimonia della mirabile integrazione del duo: la loro è una dialettica contagiosa, studiata (anche se l'impressione è del dialogo che si sviluppa per osmosi, istintivamente) sin nei più minuti dettagli del bilanciamento sonoro, nella cangiante e ingegnosa trama ritmica. E illustra la peculiare visione spirituale e ottimistica di Tuck e Patti: una sorta di gioiosa contemplazione del bello terreno, una celebrazione (tra carnale e religiosa) dell'esistenza, un messaggio di amore e di armoniosa letizia che si apprezza nei brani di loro composizione, dalla struttura dinamica e dal colore e dal respiro di fondo gospelizzanti ("Everything's Gonna Be Alright", "Tears Of Joy", l'assorto "Takes My Breath Away", con le sue sospensioni, i suoi stupori: e la ballata "Love Is The Key", perfetto veicolo per i bruni, variegati riflessi di Patti), come pure nelle personalizzate versioni di standard jazzistici quali "My Romance" di Rodgers e Hart, il sorridente "I've Got Just About Everything" di Bob Dorough, lo swingante e luminoso "Better Than Anything", legato al ricordo di una delle più evocative (e sottovalutate) voci del dopoguerra, quella della chicagoana Irene Kral. L'irrequieto palpito emozionale di Patti, la sua capacità di penetrazione, la solidità e grazia del suo timing, e l'immaginazione armonica di Tuck, inoltre, trasformano due recenti canzoni pop quali il lentissimo e arioso "Mad Mad Me" (originariamente interpretato da Maria Muldaur) e "Time After Time" (quello di Cyndi Lauper, con i suoi crescendo accortamente modulati) in esperienze musicali toccanti e sorprendenti. Love Warriors del '89 e Dream del '91 (sempre per la Wyndham Hill), Learning How To Fly del '95 (su Epic), Paradise Found del '98 (di nuovo su Wyndham Hill, con svariati ospiti), hanno via via consolidato l'immagine del duo - attivissimo in patria e oltreoceano - e ampliato il ventaglio del repertorio, che ha toccato Jimi Hendrix e Jon Hendricks, Stevie Wonder, Joni Mitchell e Laura Nyro, il rustico blues di J.B.Lenoir e le sofisticate canzoni di Lerner e Loewe, lo Al Green di "Let's Stay Together" e il Dan Hicks del meraviglioso "Walkin' One And Only". In particolare l'ispirato disco del '95 ha messo l'accento sulla scrittura di Patti (dal pensoso clima latino del brano del titolo all'eccitante "Live In The Light", in un formidabile parlando ritmico dalle singolari variazioni di passo e tensione) e sottolineato l'evoluzione in senso percussivo della sua enunciazione e della sua improvvisazione scat, che in più occasioni mostra di sapersi eloquentemente integrare allo stesso sviluppo lirico del brano.

Nella primavera del 2004 è uscito il loro ultimo lavoro, il CD “A GIFT OF LOVE” per la T&P Records.

Formazione : Tuck Andress (chitarra) – Patricia Catcarth (voce)

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LORIS DEVAL Project DUO

Loris Deval è nato ad Aosta (01/09/1977) studia chitarra rock e jazz con Maurizio Brunod. Docente di chitarra presso il Music Studio di Ivrea, è fondatore del gruppo “Baobabs”(1999) con cui partecipa nel 2000 al festival “Tavagnasco Rock”(To)    e suona al Palais di Saint Vincent (Ao). Nell’agosto 2000 registra CD omonimo Baobabs, realizzato per la vincita del concorso “Ivrea in Musica”, è primo posto alle selezioni valdostane per Arezzo Wave e suona nel 2001 in P.zza Castello a Torino con Amici di Roland e Graffito. Nel settembre 2003 forma il “Boromirduo” con il sassofonista Manuel Pramotton con il quale suona nel marzo 2004 agli “Aperitivi jazz” all’Euro Jazz Festival di Ivrea.

Umberto De Marchi, ha studiato pianoforte fino al quinto anno presso il Liceo Musicale di Rivarolo senza però sostenere l'esame del 5° anno. Ha sostenuto il diploma di Teoria e Solfeggio presso il Conservatorio di Novara all'età di 19 anni; suona regolarmente con un gruppo di Folk/Reggae, i Talkin Drum. Da due anni studia pianoforte jazz sotto la guida del M.° Luigi Martinale.

Formazione: Loris Deval (chitarra) – Umberto De Marchi (pianoforte)

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ALFREDO PONISSI 4et – “The Good Life”

 

Il nuovo progetto di Alfredo Ponissi un viaggio nel tempo con l’energia della macchina spazio temporale denominata “The Good Life Machine”. Perchè vivere il tempo come un fatto di pura ineluttabilità? Il tempo si avvale di leggi affascinanti che la musica può in parte dominare. The Good Life è dunque un progetto che si avvale delle forme della musica jazz per compiere un viaggio nel tempo. Non si tratta di una riproposizione di stili: questo quartetto ha un’identità modale (e morale!) ben precisa. Qui si viaggia alla ricerca di suoni e situazioni che possano evocare la poesia della musica, il timing della musica, i colori della musica. E in questo viaggio Russelliano (sia George sia Bertrand), si toccano le varie stazioni/stagioni che hanno i nomi del jazz e del blues soprattutto ma che non possono fare a meno di cercare i suoni dell’universo umano.

Qualcuno potrebbe dire “si parla di jazz, in fondo”, ebbene questo è sicuramente un quartetto formato da musicisti che conoscono bene la storia di questa musica. Con questi presupposti nasce la suite intitolata “The Good Life”: in tre movimenti, partendo dalle radici del jazz, evocando i work song e la preghiera del gospel per alzarsi nella modalità cara a Coltrane che segnò la strada. Il concerto continua con altre presentazioni cariche di significato: considerando la storia di “Kabira”, una donna sacrificata solo perchè voleva indossare un paio di jeans; oppure con “Bird Introspection”, un ritratto dal profondo di Charlie Parker; oppure con “Lady Blues” la mamma che ti spiega cosa vuol dire soul o con il trasmigrante valzer intitolato “Samsara”. Questo è The Good Life, quattro musicisti, improvvisatori, poeti che ci offrono qualcosa di sincero, un messaggio che fa affiorare una speranza e, almeno, ci regala un paio di ore di bellezza e sentimenti positivi.

 

Alfredo Ponissi con il suo nuovo quartetto “The Good Life”.

 

Ponissi è ritenuto oggi uno degli specialisti del polistrumentismo, disciplina durissima, paragonabile al pentathlon: suona infatti correntemente, durante le sue performance, i saxofoni tenore, soprano, alto e baritono, più il flauto e l’ottavino. L’applicazione a questi strumenti ha portato Ponissi, nel corso degli ultimi anni, a ricerche timbriche e di fraseggio che lo fanno considerare ulteriormente in modo positivo nell’attuale panorama del jazz non solo italiano, come dimostrano le sue frequenti puntate in Giappone, paese dove sta ottenendo un ottimo riscontro. La sua versatilità e i suoi interessi lo vedono impegnato in più territori musicali come dimostrano le sue collaborazioni con il bluesman Dario Lombardo e la sua recente collaborazione come membro stabile di una delle più celebri Prog-Band italiane: gli Arti & Mestieri. Il polistrumentismo ha portato infine Ponissi ad una diversificazione compositiva a livello di timbri e percorsi creativi, percorsi sicuramente interessanti e godibili da tutti anche perchè, il nostro, non ha mai dimenticato le sue origini che affondano nel blues e nei classici del jazz. Gli appassionati potranno dunque ascoltare, oltre alla pregevole suite “Good Life", brani originali tratti dal notevole “Jazzmen”, (JMR 1007), Cd registrato da Ponissi in compagnia di George Cable e alcuni classici fra cui “Easy Living”, uno dei suoi must, “Just One of Those Things” di Cole Porter, “Moments Notice” di John Coltrane. Il quartetto infine è degno di grande nota poichè racchiude il meglio in fatto di sezione ritmica in Italia: Guido Canavese,  pianista emergente di lusso e autore per la JMR dell’eccellente Cd ÒZOEÓ, Stefano Solani veterano del contrabbasso e seguace di Charlie Haden e Alessandro Minetto, batterista esplosivo e supporter fisso ormai dei migliori artisti di passaggio in Italia, vedi ultime esibizioni con Steve Grossman e Benny Golson.

Alfredo Ponissi (sax tenore) -  Stefano Solani (contrabbasso) – Alessandro Minetto (batteria) -  Guido Canavese (pianoforte)

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