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___________________CROCIERA SUL NILO 7 notti di Crociera sul Nilo e 2 notti al Cairo con navigazione sul Lago Nasser «L'Egitto, "dono del Nilo", come lo ha definito Erodoto, culla della grandiosa civiltà dei faraoni, le cui vestigia ne determinano l'inestinguibile fascino archeologico, offre al visitatore attento un'esperienza di viaggio imparagonabile.» |
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Crociera sul Nilo e navigazione del lago Nasser Era il 22 marzo del 1813: Johann Ludwig Burckhardt, avventuroso esploratore svizzero nemmeno trentenne, è il primo viaggiatore europeo a vedere i colossi del tempio grande di Abu Simbel; prima di arrivare qui, egli stesso ne ignorava totalmente l'esistenza. È grazie a lui e ad una affascinante opera di recupero e ricostruzione conclusasi solo pochi anni fa, che oggi è possibile ammirare nella loro magnificenza i templi fatti erigere oltre 3.500 anni fa dal faraone Ramsete II, a gloria propria e della amatissima moglie Nefertari. I due templi, scavati interamente all’interno di una collina naturale, una volta riportati alla luce, in tempi più recenti hanno dovuto subire un'ulteriore straordinaria opera di ingegneria: alla costruzione della grande diga di Assuan sul Nilo, con la formazione del lago Nasser, i templi correvano il rischio di venire sommersi per sempre dalle acque; per impedirlo, si è mobilitato il mondo intero e con un lavoro protrattosi per oltre sei anni, impiegando circa 900 persone, l’intera collina è stata smontata in più di 1.000 blocchi del peso di 30 tonnellate l'uno e rimontata a 200 metri di distanza ed oltre 60 metri più in alto. |
Il tempio è stato
ricostruito in modo tale che ogni anno il 22 febbraio,
corrispondente al giorno dell'incoronazione di Ramsete II, ed il
22 ottobre, corrispondente al giorno della sua nascita, i primi
raggi del sole penetrano il tempio, attraversano la sala ipostila,
il vestibolo e arrivano fino al santuario che contiene quattro
statue di dei, illuminando le statue di Ra, Ramsete II e Amon; la
statua di Ptah, il dio delle tenebre, non viene invece mai
illuminata. Periodicamente semisommerso dalle acque all'epoca
della vecchia diga, e destinato alla definitiva scomparsa con la
costruzione della diga nuova, il complesso tolemaico dei templi di
Iside è stato spostato dall'isola di Philae, dove sorgeva, su
un'altra isola a 500 metri di distanza, Agilkia, 30 metri più in
alto. L’isolotto fu adattato perché rassomigliasse il più
possibile all'isola originale. Si è così collocata una creazione
ancora integra non solo in un altro spazio, ma in un altro tempo,
sottratto alla storia ed ai suoi mutamenti, fuori dal corso degli
eventi. Per questo, nel silenzioso isolamento dei templi di
Philae, si avverte una religiosità senza uguali, come se, assieme
alle pietre, si fossero recuperate la devozione e il senso del
mistero che duemila anni fa già le pervadeva. Con la costruzione
della grande diga e la formazione del lago Nasser, anche i Templi
della Nubia dovettero essere trasferiti. Il Tempio di Amada, per
poterne preservare le pitture originali risalenti al regno di
Amenofi II, è stato inglobato in una cassaforma, sollevato
“intero”, grazie alle sue ridotte dimensioni, posato su rotaie
appositamente costruite e trascinato su una collina. L’unico
monumento nubiano che si trova ancora nel suo luogo originario è
quello di Kasr Ibrim, in quanto si trova su un lembo di terra
circondato dall'acqua che un tempo era una collina alta 70 metri. |
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| Itinerario 1 Non solo Sharm... di Maurizio Bellantone Punto di partenza e arrivo: Sharm el Sheikh Durata: 8 gg. Mezzo di trasporto: mezzi locali Difficoltà: Nessuna Primo giorno: Italia - Sharm el Sheikh Partiamo dall'Italia con uno dei molteplici voli charter in partenza da varie città italiane; all'arrivo a Sharm ci aspetta subito una discussione interminabile con l'addetto ai passaporti che a tutti i costi ci rifila il bollino del visto di entrata in Egitto (costo 25 euro), assolutamente non necessario per coloro che volessero rimanere nella penisola del Sinai. Non serve infatti il visto a coloro che intendono rimanere nella Penisola con, eventualmente, l'unica estensione possibile in Giordania uscendo e rientrando dallo stesso posto di frontiera. Dal momento che la discussione avrebbe messo in serio pericolo il nostro ingresso, paghiamo e rimandiamo il problema a quando rientreremo in Italia. Ci sistemiamo subito al Pigeon's House di Naama Bay; Hammed, il proprietario, è cortese e simpatico ed il prezzo per una singola/doppia con bagno in camera è di USD10 - 20 (Pigeon@Access.com.eg tel.+20 69 600996; +20 69 600998). Secondo giorno: Naama Bay - Nuweiba - Aqaba - Petra Partiamo con l'unico pullman delle 9.00 per Nuweiba alla volta di Petra che speriamo di raggiungere in serata. Alle 11.30 siamo al botteghino della dogana egiziana, poco informata sui reali orari di partenza delle navi, ma esperta sui costi e gli ultimi aumenti del prezzo del biglietto: USD 50 per il battello veloce con partenza alle 15.00, un'ora di percorrenza e presentazione in dogana 2 ore prima, oppure USD 30 per il normale traghetto partenza a 12.00, 3 ore di viaggio con presentazione alle 10.00, praticamente impossibile. Iniziamo così il lungo iter burocratico doganale egiziano fatto di timbri, moduli da riempire, lunghe attese per aspettare non si sa bene chi e poi finalmente a bordo. Il battello di proprietà giordana ci fornisce un primo assaggio sulla differenza organizzativa tra i due Paesi. Arriviamo ad Aqaba alle 17,30 (la Giordania è 1 ora avanti) e, sbrigate velocemente le pratiche di ingresso (da qui per entrare in Giordania non si paga nulla), contattiamo subito un taxista il quale si offre per USD 35 di portarci a Petra; non avendo alcuna alternativa (il primo autobus è l'indomani mattina alle 8.00), accettiamo e partiamo alla volta di Petra. Il paesaggio è meraviglioso, la luce della sera illumina il deserto che ci regala tanta emozione. Arriviamo dopo 2 ore di macchina al Valentine House, pulito ed accogliente (USD 8 a testa) in tempo per rifocillarci e fare un giro della città. Terzo giorno: Petra Sveglia all'alba. Decidiamo di prendere il taxi gratuito delle 6.00 per raggiungere le rovine ed iniziare di buon mattino la visita al sito di Petra, antica capitale dei Nabatei ( orari: 6.00 - 18.00, ingresso USD 15). Il sito è immenso ed il siq di entrata lungo 3 km attraversa un paesaggio aspro e ricco di storia per poi spalancarsi come una finestra su quella che è l'immagine simbolo di Petra, il Kazneh, con la facciata ornata di colonne. Fà caldo ma ciò non ci impedisce di gustare l'atmosfera di questa città un tempo importante crocevia di popoli. Giriamo per la città ricca di un teatro, tempietti, ma soprattutto decine e decine di tombe scavate nell'arenaria dalle mille sfumature. Al termine di un sentiero formato da molteplici scalini si giunge infine ad un'altra meraviglia, il cosiddetto Monastero: da qui la vista spazia su questo pezzo favoloso di terra giordana. Usciamo da Petra per ultimi; il tempo di rinfrescarci in albergo e siamo già a tavola per una cena beduina organizzata da Hibraim, il simpatico proprietario . Quarto giorno: Petra - Wadi Rum - Aqaba Anche per oggi sveglia all'alba. Si parte con il pulmino delle 6.00 (USD 4 a testa) per il Wadi Rum, lo spettacolare deserto caro a Lawrence d'Arabia. Arriviamo alle 8.00, in tempo per un the e per metterci d'accordo con Zedane, la nostra guida, e poi via nel cuore del deserto (costo dell'escursione completa di 6 ore euro 17,50 cadauno comprensivi di taxi dal Wadi Rum ad Aqaba con partenza alle 17,30). L'esperienza nel deserto è sempre entusiasmante e lo è ancora di più quando si entra in contatto con i padroni di casa che, a dispetto delle comodità dell'era moderna, si muovono in questo ambiente in maniera naturale. L'ospitalità è per un beduino del deserto la regola prima di ogni incontro ed anche qui, dove il turismo confonde ogni rapporto umano, ci accorgiamo che prima di tutto viene il sorriso. Ci godiamo fino in fondo l'aria che si respira, fotografando nel nostro cuore il tramonto sulle dune tanto che non ci accorgiamo di essere in forte ritardo all'appuntamento col nostro taxi. Niente paura, Sahir e lì che ci aspetta: "questo fa parte dell'integrità d'animo dei giordani" ci spiegherà dopo, e via verso Aqaba dove arriviamo a sera inoltrata. Quinto giorno: Aqaba - Nuweiba - Sharm el Sheikh Oggi finalmente ci possiamo svegliare con calma e gustarci la città. Aqaba, cinta da brulle montagne e dal deserto, costituisce lo sbocco della Giordania sul Mar Rosso. Sul suo lungomare si possono vedere una fortezza mamelucca del XIV sec., il Museo archeologico e l'Acquario con i pesci del Mar Rosso. Il traghetto di ritorno per l' Egitto parte alle 12.00, ma in dogana ci dobbiamo presentare alle 10.00 e sbrigare con calma (anzi con molta calma!) tutte le pratiche doganali ( il biglietto del traghetto veloce costa 45 euro/dollari cadauno + tasse d'uscita solo in lire giordane 5). Arriviamo a Nuweiba alle 15.00 (ora egiziana) finalmente più rilassati dal momento che abbiamo più di una volta dubitato di riuscire a tornare a Sharm in tempo per fare una nuotata. Il pullman parte alle 16,30 con arrivo al Pigeon's House alle 20,00. Il tempo di una doccia e fuori alla ricerca di Sherif, il nostro amico dell'agenzia che ci organizza l'escursione di domenica. Siamo stanchi ma soddisfatti di essere riusciti nell'impresa giordana e ci diamo alla pazza gioia per le vie di Sharm. Sesto giorno: Sharm el Sheikh - Dahab - Monastero di Santa Caterina - Dahab - Sharm el Sheikh Sveglia prima dell'alba: il pullman per Dahab è alle 6.00 (partito poi alle 7.00, non chiedetecene il motivo; 1 ora e 30 min. di viaggio, costo 11 L.E). Da Dahab ripartiamo per il Monastero di S.Caterina alle 9.00 (L.E 16). Viaggio è complesso ma ricco di carica emotiva. Arriviamo al piazzale alle 11.45 e, consapevoli di non riuscire ad entrare nel Monastero distante altri 2 km e che chiude alle 12.00, corriamo e corriamo fino al punto di prendere un taxi per gli ultimi 800 m ...ce l'abbiamo fatta! mentre le porte del Monastero che si chiudono dopo di noi. Fondato dall'imperatore Giustiniano, il Monastero sorge a 1570 m di altezza, tra le alture del Sinai. Custodito da monaci greco - ortodossi è famoso anche come centro di cultura: la sua Biblioteca vanta una collezione di manoscritti seconda solo a quella del Vaticano. E' proprio vero, si sente la presenza di Dio qui dentro e rimaniamo a parlare con padre Nicolas fino a quando lui stesso deve lasciarci. L'autobus per il ritorno passa all'incrocio distante 3 km dal Monastero alle 13.00, dunque via per un'altra maratona. Siamo stanchi ma felici di essere arrivati fin qui. Partiamo alle 13,30 e siamo a Dahab alle 15.00, in tempo per il nostro primo bagno nel Mar Rosso. Stupendo! I pesci sono migliaia, di tutti i colori, piccoli, grandi e soprattutto vicini a noi! Siamo partiti dall'Italia attrezzati di maschera e boccaglio e pertanto passiamo l'intero pomeriggio in acqua. Il tempo di mangiare in uno dei tanti localini sulla spiaggia e via di ritorno a Sharm con l'ultimo bus delle 10.00. Ritorniamo da Sheriff : è già tardi ma lui è li che ci aspetta e ci organizza la gita dell'indomani alla più bella barriera corallina del Mar Rosso: Ras Mohamed (USD 25). Settimo giorno: Naama Bay - Ras Mohammed - Naama Bay Ras Mohammed (Capo del Profeta in arabo) è situata sull'estrema punta meridionale del Sinai. Parco nazionale marino dal 1983 è famosa per l'eccezionale ricchezza dei suoi fondali marini, brulicanti di vita. Il taxi viene a prenderci in albergo alle 9.00 ed inizia così la nostra prima escursione marina ricca e soprattutto nuova per noi che abitiamo sul mare ma che i pesci siamo abituati a vederli in pescheria e non a casa loro. La nave è ben attrezzata e ci godiamo la giornata fino alle 16,30 quando ci riaccompagnano in hotel. Una doccia e via per la nostra ultima serata. Decidiamo di spingerci con i minibus fino a Old Sharm che dicono di essere meno turistica. Solo apparenza: ci sono sì meno luci, ma per il resto non c'e differenza. Decidiamo di fermarci a mangiare al Sinai Resturant: veramente buoni i piatti di pesce ed il prezzo "da contrattare" . Ottavo giorno: Sharm el Sheikh - Italia Prepariamo i nostri zaini e dopo colazione decidiamo di andare ad un'altra spiaggia famosa per la barriera corallina: Shark Bay a 8 km dal nostro hotel (L.E 15 in tre e L.E10 cadauno di ingresso ). Ne vale veramente la pena e ci godiamo le ultime ore di mare e questo sole meraviglioso che dà colore a ogni forma sott'acqua. Il ritorno a casa non può che essere fatto con un po' di rimpianto... ::::::::::Egitto Itinerario 2 SHARM EL SHEIKH: istruzioni per l'uso Testo di Beatrice Allegra Luogo antico e suggestivo per ogni cristiano, prescelto da Dio per donare a Mosè le Tavole della Legge, il Sinai è una penisola bagnata dal Mar Rosso. Mare chiamato con questo nome dai geografi arabi, forse per il colore delle rocce che costituiscono le sue rocce, forse per la saltuaria colorazione rossastra delle acque dovute alla proliferazione di alghe. Il Mar Rosso è un mare piuttosto ampio (ben 438.000 mq di superficie) dalla forma caratteristica, stretta e allungata: è lungo ben 2.250 km e largo circa 300 km. E’ un mare estremamente salino e caldo il che determina una incredibile varietà di forme di vita: oltre 1.000 (mille!) specie di pesci tropicali e 450 specie di madrepore. La sua barriera corallina è tra le più belle del mondo, seconda solo a quella australiana. E’ formata da colonie di piccolissimi animali che nel corso di milioni di anni hanno costruito le loro strutture dure e solide: madrepore, attinie, gorgonie, coralli…tutti di incredibile bellezza! Il Mar Rosso e il suo deserto sono due aree ecologicamente intatte. E tutelate. La pesca è severamente regolamentata, mentre è del tutto vietata quella ad arpione. Il Mar Rosso costituisce quindi un vero Paradiso per gli appassionati di immersioni subacquee. Vorrei riportare qui la descrizione più bella che ho trovato del Mar Rosso:è di Flavio Grassi, un turista che al suo ritorno ha così spiegato bellezza delle sue acque: “Il segreto è la luce. La luce implacabile del sole del deserto che penetra a fondo in un'acqua la cui limpidezza non ha paragoni. Una limpidezza dovuta alla profondità oceanica a cui, nonostante la ridottissima larghezza, arriva il mar Rosso. Che è davvero un piccolo oceano, perché è la profonda spaccatura che separa due placche continentali: l'Africa da una parte, l'Asia dall'altra. In un mare così profondo il moto ondoso non riesce a smuovere la sabbia del fondo, così non ci sono particelle solide in sospensione nell'acqua. Ma non basta: entrambe le coste del mar Rosso sono desertiche: qui non ci sono fiumi che si riversano in mare scaricando tonnellate di detriti come in quasi tutti i mari del mondo. Il ricambio dell'acqua avviene solo attraverso il Bab al Mandab, lo «stretto delle Lacrime» attraverso cui si rovesciano impetuosamente le acque dell'Oceano Indiano. Ma, per quanto turbolente siano le correnti che per secoli hanno trascinato le navi sui suoi scogli procurandogli il poco beneaugurante nome, il Bab al Mandab è a più di duemila chilometri di distanza dalla punta del Sinai e prima di arrivare fin qui l'acqua è perfettamente depurata, come se fosse passata per una gigantesca vasca di decantazione.” [brano tratto da http://www.viaggimagazine.it/rpt/2003/10/124-egitto.php] SHARM EL SHEIKH Sul Mar Rosso si affacciano diverse località di villeggiatura, ma la più famosa e amata dagli taliani è indubbiamente Sharm el Sheikh, più semplicemente chiamata Sharm. Di Sharm, prima di partire, sapevo che è un non luogo, ossia una cittadina nata diversi anni fa dal nulla e circondata solo da sabbia e deserto. In effetti, 40 anni fa, al suo posto c’era solo sabbia: i primi ad insediarsi in questa zona e a costruire alberghi furono gli israeliani nel 1968. E' soprattutto nell’ultimo decennio che la cittadina ha vissuto un vero e proprio boom turistico ed è diventata una delle mete preferite dagli taliani (e dai russi), attirati dalla vicinanza (solo 4 ore di volo), il mare bellissimo e i prezzi abbordabili. In effetti ancora alla fine degli anni Ottanta Sharm contava appena tre alberghi e un centro di immersione. Oggi il numero degli hotel, dei villaggi, delle multiproprietà è incredibile: a Naama Bay ce ne sono ben 64! Purtroppo anche il deserto più vicino a Sharm ne ha sofferto e mostra, in tutto il suo orrore, sacchetti di plastica e detriti abbandonati… Sharm è un luogo insolito. Pur essendo egiziano, Sharm è un luogo che con l’Egitto ha poco o niente da spartire: non ha una storia o una popolazione locale (beduini a parte) giacchè gli egiziani che lavorano negli hotel e nei negozi sono emigrati dal Cairo, da Alessandria o altre città in cerca di lavoro. Ciò spiega perché molti turisti, al ritorno, raccontano di non aver visto circolare donne egiziane (le mogli dei lavoranti, solitamente stagionali, restano infatti nei paesi di origine, lasciando i loro uomini a lavorare e a vivere a Sharm). Col nome di Sharm el Sheikh si intende tutta al località nel suo complesso, che in realtà è composta da più zone. C’è una zona comunemente denominata Sharm vecchia, che credevo fosse quella dell’insediamento originario, a fine anni ’60, mentre invece una guida ci ha spiegato che è nata 15 anni fa. In questa zona i turisti in genere non soggiornano perché piuttosto rovinata e priva di barriera. Però ci si va in cerca di souvenir a prezzi più economici che non Naama (approfitto comunque per dire che gli acquisti sono davvero poco a buon prezzo e ciò vale sia a Sharm che a Dahab: conviene fare gli acquisti lungo il Nilo, se venite dalla crociera, perché sul Mar Rosso costa tutto molto di più,e la roba è identica). Subito accanto a Sharm si trova Naama Bay, ovvero la zona più turistica. Naama Bay si trova a 7 km dall’aeroporto.Questo è il cuore della località e tutti gli alberghi, anche i più distanti, offrono servizi navetta per raggiungerla.E' una zona che a molti ricorda le più turistiche località della Riviera adriatica: c’è un lungomare stracolmo di palmette, negozi, discoteche, luci stile Las Vegas, insegne, ristorantini american style come ad es. Planet Hollywood, Hard Rock Cafe, Mac Donald, Pizza Hut...C’è anche un grande Casinò, il Sinai Grand Casinò, e numerose sono le discoteche: Bus Stop e Black House sono molto famose; c’è anche una pista da go kart e un parco di divertimenti, il “Mille e una notte”, che si trova a Ras um Sid e propone spettacoli equestri in ambientazione faraonica. Moltissimi i negozi e i centri commerciali. Naama, a mio giudizio, è piuttosto insignificante e priva di fascino al confronto con i mercatini tipici arabi; merita giusto una passeggiata serale, peraltro poco rilassante, dato le insistenze continue dei venditori. A Naama si trovano molti telefoni pubblici, varie farmacie e numerose banche. Ci sono inoltre 2 camere iperbariche e 2 ospedali. Questa zona è stracolma di hotel ...e di spiagge affollate con gli ombrelloni attaccati gli uni agli altri!Inutile dire che le tante barche, le banana boat, le moto d'acqua hanno quasi completamente privato la zona dell’originaria magnifica barriera corallina! La baia si è trasformata in un vero e proprio porto di mare, stipato di ogni genere di battello a motore e barche. Insomma, non è la zona giusta per chi cerca tranquillità e snorkelling; oltretutto è decisamente poco ventilata . Vicinissima a Naama (1 km , e a 5 km dall'aeroporto), c’è la località di White Knight, una baia con vista sull’isola di Tiran.Qui la barriera è più che discreta. Far Garden si trova invece a 3 km da Naama Bay e a 6 km dall’aeroporto.E’ una zona perfetta per gli appassionati di snorkelling.Shark's Bay è un’altra località molto turistica situata a 10 km da Naama Bay e a 5 km dall’aeroporto: è una baia famosa per la bellezza della barriera corallina e per la magnifica insenatura che la ospita. Ras um Sid si trova a 8 km da Naama Bay e a 20 km dall’aeroporto ed è una nuova realtà turistico residenziale. Infine c’è Nabo Bay (15 km da Naama Bay e a 8 km dall’aeroporto): in realtà non è una baia vera e propria, ma sorge su un ampio tratto di mare aperto, dai meravigliosi coralli. Anche questa è una nuova realtà turistico residenziale situata di fronte all’isola di Tiran e vicinissima all’area protetta di Nabq, celebre per la foresta di mangrovie. Per muoversi tra le varie località, oltre alle navette messe di solito a disposizione dall’ hotel si possono utilizzare i taxi. Sono di due tipi: quelli egiziani (in regola) e quelli beduini, riconoscibili dal fatto che sono sgangherati e risalenti agli anni Settanta. Ovviamente sono abusivi e anche molto economici! Se li prendete, preparatevi ad una conversazione surreale, dato che i beduini parlano pochissimo l’italiano e l’inglese! E preparatevi ad una guida molto informale, anche a fari spenti nel buio! Normalmente molti di questi tassisti beduini stazionano di persona lungo le strade principali di Naama, sempre pronti a chiedervi se avete bisogno di un taxi. In quanto abusivi, non possono sostare con l’auto in centro, quindi “reclutano” clienti che poi accompagnano al mezzo, posteggiato al di fuori dell’area del centro. ESCURSIONI DA SHARM Tutti i Tour Operator organizzano le stesse escursioni. Ma se avete la possibilità di andare a Naama troverete numerose agenzie egiziane che organizzano le stesse escursioni dei T. O. italiani a prezzi molto, molto più bassi. Pensateci e non abbiate paura: i più sono affidabili e vi danno l'opportunità di stabilire un minimo di contatto con la gente del luogo. - Monastero di Santa Caterina Da solo o abbinato a Dahab, oppure all’ascesa notturna sul Sinai. Il Monastero si trova in mezzo al deserto, a 1.600 m, e ospita capolavori dell’arte bizantina: 2.000 icone e 3.000 manoscritti preziosissimi. Da Sharm bisogna affrontare 240 km per arrivare al monastero: l’escursione prevede un lungo tragitto in pullman di circa 2 ore e mezza. Le condizioni della strada sono buone, salvo nel tratto finale quando si fa sterrata. L'origine del Monastero risale al 330 d.C. quando l'imperatrice Elena, madre dell'Imperatore Costantino, ordinò la costruzione di una piccola chiesa presso ilRoveto Ardente di Mosè, ai piedi del monte Sinai: la Chiesa della Trasfigurazione. Un paio di secoli più tardi l’Imperatore Giustiniano fece fortificare il complesso.Il monastero venne ingrandito a più riprese nei periodi successivi; la cinta muraria è di dimensioni e di altezza diverse per la necessità di adattarla alla conformazione della montagna. Fu solo nell'XI sec. che il Monastero fu dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, una martire morta nel IV sec. d.C. I suoi resti, che si dice furono trovati dai monaci sulla cima di una montagna vicino al Monte Sinai, furono seppelliti nella basilica del monastero. Nonostante la conquista da parte degli arabi musulmani del Sinai nel 641 d.C., i monaci continuarono a vivere nel convento, salvaguardati da un editto di Maometto che assicurava loro la sua protezione, provvedimento che prese anche Napoleone durante la Campagna d'Egitto. I monaci che vivono oggi nel Monastero appartengono ad un ordine monastico che in origine aderiva alla Chiesa di Roma e nel 1260 fu riconosciuto dal papa Innocenzo IV, ma due secoli più tardi, nel 1439, all'epoca del Concilio di Firenze, se ne staccò per seguire la liturgia della Chiesa Ortodossa d'Oriente. Essi seguono la regola di San Basilio e adottano la lingua greca nelle funzioni liturgiche essendo i monaci stessi in gran maggioranza Greci. Il Monastero custodisce preziosi tesori: oltre al sarcofago con il corpo della santa, racchiude una magnifica collezione di oltre 2.000 icone di epoca paleocristiana, bizantina e post bizantina, per non parlare della ricca biblioteca, che ospita la seconda più vasta collezione (dopo quella del Vaticano) di manoscritti antichi in greco, siriaco e arabo (purtroppo la Biblioteca non è aperta al pubblico). La splendida Basilica è impreziosita da magnifici mosaici, con pregevoli opere bizantine. Da un paio d’anni (2002) è stata inoltre resa accessibile al pubblico una delle più belle e singolari collezioni di oggetti d'arte cristiana: un piccolo ma singolare museo di nove stanze chiamato "La Sacra Sagrestia" espone dei capolavori di grande valore artistico.Tra i raffinati oggetti esposti si trovano delle squisite icone bizantine del VI sec., delicati manoscritti in siriano risalenti al IX sec., rari libri di preghiera slavi oltre a splendidi oggetti in argento, oro, avorio e pietre preziose. Probabilmente l’oggetto più prezioso tra quelli esposti è una parte del Codex Sinaiticus, una versione della Bibbia risalente al IV sec. che si trova al British Museum di Londra.Prima di terminare la visita si ammira anche il Roveto ardente di Mosè e si può sistare nell’ossario, una stanza chiusa al pubblico, ma visibile attraverso una finestrella: all’interno teche con scheletri e ossa varie. Per questa escursione (abbinata a Dahab) abbiamo speso 40 euro, incluso pranzo in ristorante. - Salita al Monte Sinai Il Monte Sinai è un luogo sacro per le tre grandi religioni monoteistiche: secondo la tradizione tra i monti del Sinai avvenne l'Esodo degli Ebrei che, dopo 40 estenuanti giorni di marcia tra le montagne ed i deserti, arrivarono al Monte Horeb sulla cui vetta Mosè ricevette le Tavole della Legge con i 10 comandamenti. Escursione impegnativa che occupa l’intera notte. Si parte di notte, tra le 22 e mezzanotte, con jeep o minibus. La salita al Monte (2.285 m) richiede circa 3 ore di cammino.La prima parte del percorso in salita può essere fatta su dromedario: è chiamata Il Cammino di Mosè e consiste in 3.700 gradini. La seconda, invece, è fatta per forza a piedi: sono 700 scalini.Meglio essere un minimo allenati (la salita è molto ripida), calzare scarpe adatte, portarsi felpona e abbigliamento pesante, foulard per la gola e torcia elettrica. Giunti in cima si attente l’alba. In genere l’ascesa al monte è abbinata alla visita del Monastero di Santa Caterina e si torna in albergo in tempo per il pranzo. A noi questa escursione è stata proposta a 40 euro. -Canyon colorato Di solito abbinato alla visita della cittadina di Nuweiba (150 km da Sharm) dura un'intera giornata. L’escursione, effettuata in jeep o minibus, attraversa una pista desertica e giunge al Canyon, dove si scende a passeggiare tra le rocce multicolori (la zona dell’area protetta di Taba).Il pranzo è servito di solito sul mare, a Nuweiba. Nel pomeriggio c’è tempo per un po’ di relax. A noi questa escursione è stata proposta a 50 euro, incluso pranzo. - Parco nazionale di Ras Abu Galum Si effettua in fuoristrada e parte in dromedario (sino al pozzo naturale) e comprende bagni, sole e mare nell’area protetta di Ras Abu Galum. Talvolta la gita prevede una sosta a Dahab per lo shopping ma la vera attrazione della gita è il Blue Hole, un punto della barriera corallina particolarmente bello e intatto. A noi questa escursione è stata proposta a 70 euro, incluso pranzo e 1 ora di dromedario. - Parco marino di Ras Mohammed Ras Mohammed è zona protetta dal 1983 e si trova sulla punta estrema della penisola del Sinai.Chiamato anche "l'Acquario di Allah", è ancora spettacolare, nonostante la massiccia presenza di turisti. Offre colori inimmaginabili, pesci multicolori e profondità niente male, fino a 180 metri!Molto divertente anche per i non sub, dotati solo di pinna e maschera! Se si ha paura, viene fornito un giubbetto salvagente. Da Sharm il Parco è raggiungibile, via terra, in circa 45 minuti di pulmino. Oppure via mare.La località è una baia con dei promontori da cui è possibile godere di bellissimi panorami sul Golfo di Aqaba.Secondo la tradizione questo è il luogo in cui le acque del Mar Rosso si sono divise per lasciare passare Mosè con gli Ebrei in fuga dall'Egitto. L’ingresso al Parco è suggestivo: ci sono enormi blocchi di cemento che ricordano i primitivi menhir di Stonehenge! La durata dell’escursione è di mezza giornata o un giorno intero. Si effettua via terra o mare.Via terra prevede la sosta, all'interno del parco, al "lago magico" nelle cui acque turchesi si può fare il bagno, alla "piccola foresta delle mangrovie" e alla "spaccatura della roccia" causata da un terremoto di alcuni secoli or sono. Via mare, invece, prevede la sosta ad altri due punti per lo snorkelling. Per questa escursione, via terra, abbiamo speso 40 euro + 5 di ingresso al parco. - Isola di Tiran E’ un'isola disabitata con spiagge molto belle che si trova tra il Golfo di Suez e quello di Aqaba, in pratica di fronte la Giordania. La gita, della durata di un giorno, offre l’opportunità di effettuare alcune soste di snorkelling su barriere strabilianti.La si può raggiungere con una lunga navigazione lungo la costa oppure con un tragitto in pullman seguito da un breve passaggio via mare. A noi questa escursione è stata proposta a 30 euro, incluso pranzo. - Dahab Località talvolta abbinata all’escursione diurna al Monastero di Santa Caterina. Dahab si trova a circa 100 km da Sharm. E’ un sito formato da un promontorio che delimita due baie le cui sponde sono ricoperte da una sabbia colore giallo-oro da cui trae origine il nome Dahab, parola che nella lingua beduina significa "oro". Un esteso palmeto contorna la spiaggia di Ghazala creando un paesaggio carino, ma purtroppo assai devastato dall’incontrollata crescita turistica (campeggi, ristoranti., alberghi, bar e locali notturni). Un tempo piccolo villaggio beduino, Dahab divenne celebre negli anni Settanta come meta preferita dagli hippy. Oggi è ancora molto turistica e ricca di bazar, assolutamente non conveniente come ci dicevano!L’impressione non è buona: non è né bella, ne curata. Tutti i negozi hanno la stessa paccottiglia in vendita, decisamente kitsch e a prezzi elevati rispetto alle località lungo il Nilo. I venditori sono stressanti e le contrattazioni scarse, perché i prezzi restano alti.Una vera delusione: Dahab mi era stata descritta come una località ridente e caratteristica. Sì, forse per chi non è mai stato in un paese arabo e non può fare raffronti. Io l’ ho trovata brutta e davvero poco significativa. La gita può prevedere la possibilità di fare il bagno nella baia Blue Hole, una spaccatura nella roccia che dai 6 m scende a picco a 50. A noi questa escursione è stata proposta a 20 euro. - Cammellata nel deserto con tè/cena beduina A dire il vero trattasi di dromedari e non cammelli. Interessante specie per chi non è mai stato nel deserto: un tramonto nel deserto va visto almeno una volta nella vita! Al vostro arrivo sarete circondati da un orda di bambini che vi inviteranno a salire sul loro cammello. Naturalmente, poi vi chiederanno la mancia per il loro servizio; lasciate perdere le caramelle, meglio le matite colorate e le magliette. Di solito i beduini offrono tè alla menta e pane cotto sulla pietra mentre la cena beduina prevede di solito carne alla griglia, riso bollito e pane beduino. A noi questa escursione al tramonto per il tè è stata proposta a 30 euro; con cena a 40 euro. - Moto nel deserto La chiamano anche Moto Quad Runner (sconsigliata a bambini e donne in stato interessante). Si visita il deserto intorno a Naama Bay. Le moto sono automatiche o a marce; portarsi foulard e occhiali per proteggersi dall’inevitabile sabbia sollevata…. A noi questa escursione è stata proposta ad un prezzo compreso tra 35 e 50 euro, a seconda dell’orario e della scelta tra moto singola o doppia. - Gita con barche dotate di fondo di vetro Gita di mezza giornata fatta su barche dotate di fondo trasparente. Si scende lungo la costa di Naama Bay, ammirando pesci e coralli. Gita perfetta per chi non ha troppa confidenza col mare. A noi questa escursione è stata proposta a 20 euro per 1 ora e mezza di uscita. - Il Cairo e le piramidi di Giza La gita prevede una visita alle Piramidi di Giza, la Sfinge, la Cittadella e una breve visita al Museo Egizio, dove si possono ammirare i tesori di Tutankhamon. Gita che vi sconsiglio: è molto costosa, prevede troppe ore di viaggio e si finisce col vedere poco e in fretta: meglio lasciare il Cairo classico ad altre occasioni. In aereo l’escursione costa intorno ai 250/300 euro cad.; in pullman il costo è più che dimezzato (intorno ai 100 euro, di solito), ma le ore di viaggio sono francamente esagerate: 6 ore in andata e 6 di ritorno! - Luxor Gita che vi sconsiglio: Luxor merita almeno 2 giorni di soggiorno, figuratevi cosa potete vedere in poco più di una mezza giornata! Trattasi di un vero tour de force tra Valle dei Re e delle Regine, tempio di Hatshepsut, Colossi di Memnone, templi di Luxor e Karnak. Il prezzo? In aereo l’escursione costa intorno ai 210/300 euro cad. , pranzo e visite incluse. - Petra Alcuni T.O. propongono l’escursione in aereo a Petra, la Città Rosa fondata dai Nabatei. Petra è la più celebre località archeologica della Giordania, un capolavoro scoperto solo agli inizi del 1800 e oggi sotto la protezione dell'UNESCO in quanto ritenuta patrimonio dell'umanità. Partenza da Sharm El Sheikh in aereo per Aquaba. All'arrivo partenza in pullman verso Petra, che si può visitare a cavallo fino all'inizio di Siq. Al termine della visita guidata si sosta per il pranzo e quindi si rientra a Sharm El Sheikh. Costa molto (intorno ai 250/300 euro cad) e bisogna avere il passaporto. CLIMA A Sharm i mesi più caldi sono giugno, luglio e agosto, con caldo davvero intenso (sempre oltre i 40°, con punte di 45/48°).Ovviamente questo è anche il periodo in cui si trova l’acqua alla temperatura più mite (29/30°), mentre in altri periodi dell’anno, anche a causa del vento, è necessario fare il bagno con la muta da sub. Le temperature medie estive sono le seguenti (considerando la min. notturna e la max. diurna):maggio 24°-34 ° C, giugno 26°-37 ° C, luglio 26°-39° C (con punte di 45°), agosto 26°-40 ° C, settembre 26°-38°C (ogni volta che uscite in escursione portate sempre con voi dell’acqua minerale in bottiglia e magari delle bustine di sali minerali , tipo Polase, da sciogliere in caso di spossatezza o eccessiva perdita di liquidi. In particolare questa precauzione è utile per chi, come me, ha la pressione bassa). ABBIGLIAMENTO In estate vi consiglio di portare abiti in fibre naturali (ottimo il lino), e qualche indumento più pesante per la sera. Non dimenticate un pullover o una felpa di cotone da portare con voi anche di giorno, durante le escursioni, per ripararvi dall’aria condizionata di pullman e ristoranti. Fate molta attenzione all’uso smodato che gli egiziani fanno dell’aria condizionata: in estate lo sbalzo tra esterno e interni è incredibile. Nelle camere l’aria condizionata è regolabile, perciò è meglio regolarla al minimo, in modo da evitare problemi! Ricordate infine che l’Egitto è pur sempre un paese musulmano e richiede un abbigliamento adeguato: evitate scollature, minigonne e pantaloncini troppo corti durante le escursioni o le uscite serali. Anche uno sfoggio eccessivo di gioielli non è di buongusto…Indispensabili un cappello, gli occhiali da sole, creme solari ad alta protezione e le scarpine di gomma o plastica per proteggersi da coralli. Se li possedete, portate con voi anche pinne, maschera e boccaglio. Nel nostro albergo non era possibile noleggiarli, ma solo acquistarli. PRECAUZIONI IN MARE 1. in acqua indossate una T shirt di cotone (meglio se colorata, perché il bianco consente a molti raggi di passare) se avete la carnagione delicata o pallida, specie se praticate lo snorkelling per lungo tempo; 2. utilizzate creme al alta protezione (25/30) resistenti all’acqua e comunque riapplicatele dopo il bagno; 3. calzate scarpette di gomma ai piedi: vi proteggeranno dai coralli; 4. non date cibo ai pesci (morirebbero); 5. non toccate la barriera corallina nè calpestatela con le scarpette o pinne; 6. non infilate le mani in alcun anfratto; 7. non asportate coralli, conchiglie e stelle marine: non solo rischiate multe salatissime e timbro sul passaporto come ospite indesiderato, ma contribuite alla rovina di questo paradiso… Purtroppo comuni sono le lesioni dovute a taglio da corallo. Molti dimenticano che il corallo è un animale e non una roccia: il suo tocco brucia e si infetta facilmente. Come procedere, se si viene in contatto? Bisogna pulire bene irrorando e strofinando la ferita a fondo con acqua dolce o soluzione salina, rimuovendo ogni detrito visibile. Si può a questo punto disinfettare con mercuro cromo e coprire con una medicazione sterile. Poi bisogna controllare che non insorgano reazioni allergiche o infezioni (attenzione a gonfiori, febbre, pus…). In questi casi consultare un medico che vi darà la crema antibiotica giusta. Se volete fare immersioni sappiate che la profondità massima delle immersioni è di 30 metri. Chi vuole fare immersioni deve esibire un certificato medico sportivo di idoneità, il brevetto in possesso e il log book. L’escursione sub più nota è forse quella al relitto del Thislegorm , un cargo armato inglese affondato dai tedeschi il 6 ottobre 1941. Fu ritrovato da Cousteau nel ’56 e poi di nuovo perso. Dal 1991 è stato definitivamente ritrovato. Il cargo era lungo ben 126 m. Ora si trova tra i 17 e i 33 m di profondità, nello stretto di Gubal, a 7,5 miglia dalla costa del Sinai. Un’altra immersione spettacolare è alla barriera di Shark e Yolanda Reef , che si trova nel Parco di Ras Mohammed: qui la barriera scende verticalmente fino ad oltre 700 m! COSA ACQUISTARE Le cose “tipiche” da acquistare sono: spezie (tra cui un ottimo hennè e un buonissimo karkadè, mentre lasciate perdere lo zafferano), soprammobili e utensili in legno, borse in pelle, scatoline intarsiate in madreperla, boccette in vetro lavorato e profumi, tessuti di cotone egiziano, considerato da molti come il migliore del mondo oppure capi già confezionati quali sciarpe, camicie e freschissime tuniche, ciabattine di pelle di dromedario (odore poco piacevole, ma morbidissime), shisha (pipa ad acqua) con aromi alla frutta, papiri veri e… papiri finti (cioè foglie di banano stampate a macchina): per distinguerli ricorrete a questo piccolo “trucco”. Inumidite di saliva il vs. dito mignolo e passatelo sul disegno del papiro in un angolo: se il dito si colora, il papiro è dipinto originale, se invece non si sporca, allora è stampato e dovrà costare quindi pochissimo! Il classico cartiglio d’oro col proprio nome trascritto in geroglifico, gioielli come turchesi, lapislazzuli, topazio, acquamarina (ma occhio alle fregature se non siete esperti). Contrattare è un'abitudine, oltre che un modo stressante di entrare in rapporto con i mercanti locali. Ricordate che il primo prezzo è sempre folle, anche 10 volte superiore a quello reale: occorre quindi armarsi di santa pazienza e rilanciare fino all’accordo. La prima regola comunque è “girare” e cercare il prezzo migliore: non fermatevi al primo negozio che incontrate! Molti turisti lamentano il modo in cui si viene presi di mira dai negozianti: in effetti può essere stressante. Oltre a richiami insistenti e ripetuti, i venditori amano ripetere ai turisti italiani di avere origine italiana, di essere figli di un italiano e di avere la fidanzata in Italia. Quasi sempre si tratta di frottole, dette per attirare l’attenzione e la simpatia dei turisti in cerca di souvenir. A volte, invece, vi dicono che lavorano nel vostro hotel e poi vi invitano a seguirli per andare a visitare il loro negozio o il negozio di un amico oppure, più semplicemente, vi affiancano e attaccano bottone per chiedervi le vostre impressioni e alla fine, inevitabilmente, vi invitano a seguirli nel loro negozio, o in quello di amici e parenti. Stringi stringi, la fine è sempre quella! Ogni egiziano a Sharm ha il suo nome in italiano e parla piuttosto bene la nostra lingua, conoscendo addirittura i nostri dialetti regionali. I negozi hanno spessissimo le insegne in italiano, magari un poco strampalate. I negozi sono ovunque, anche negli hotel, ma se volete fare acquisti è bene andare a Naama Bay o a Sharm vecchia, dove si riescono a spuntare prezzi sicuramente migliori, mentre negli hotel difficilmente contrattano e hanno prezzi molto più alti. Sappiate comunque che la zona è cara e i souvenir hanno prezzi esosi rispetto al resto dell’Egitto. N.B. Secondo la legge egiziana è illegale vendere o acquistare oggetti d’antiquariato (anche non egiziani) che abbiano più di 100 anni. Al momento della partenza, prima di lasciare l’ Egitto, qualora foste in possesso di oggetti dall’aria vagamente antica vi verrà richiesta la documentazione che ne certifichi l’età. Attenzione quindi ad effettuare incauti acquisti. :::::::::::: Egitto Itinerario 3 Da Sharm a Taba Testo di Michela Lucarini Questa volta vogliamo fare un viaggio in Egitto, mar Rosso, in una zona che non sia affollata dal turismo, all’insegna della pace, così decidiamo di fare la costa da Sharm a Taba con base a Nuweiba (circa 200 km da Sharm). Primo giorno: Italia - Sharm el Sheikh - Nuweiba Panorama dal Monastero di S. Caterina Panorama dal Monastero di S. Caterina Arrivati a Sharm ci aspetta un viaggio di due ore per raggiungere Nuweiba; lo facciamo in jeep,la strada è in mezzo al deserto ma asfaltata. Il paesaggio è bellissimo, siamo in mezzo alle montagne del deserto, vediamo dei villaggi abitati, cammelli allo stato brado, cani randagi, ci capita anche di vedere la carcassa di qualche cammello morto. A metà strada vediamo il cammello più grande del mondo! Sì, è una formazione rocciosa che vista da lontano ha la forma di un grande cammello chinato…i giochi della natura! Arriviamo a Nuweiba e alloggiamo all’hotel Domina, piccolo hotel con bungalow. Prima di disfare le valigie andiamo a vedere la spiaggia: sabbiosa, con palme, selvaggia. Dalla spiaggia si scorge il profilo dell’Arabia Saudita, un bellissimo spettacolo visto al mattino al sorgere del sole tra le mille sfumature di giallo e rosso dei colori del cielo. Nuweiba è la nostra base e da qui faremo tutta la costa. Nuweiba è divisa in due parti distanti tra loro alcuni chilometri. La parte con le spiagge e gli hotel è Nuweiba el Tarabin, mentre la zona con il porto e il villaggio di beduini è Nuweiba el Muzeini. Sulla costa di Nuweiba si trovano tanti posti dove alloggiare spendendo quasi niente, non occorre fare prenotazione. La spiaggia è grande, con palme. Nella sabbia corrono tanti granchi che qui hanno la loro tana, il mare è bellissimo e per il poco turismo si ha la possibilità di vedere pesci diversi, tipo i serpenti di mare, razze e, se si è fortunati, si possono incontrare anche i delfini. Nel paese ci sono solo pochi negozi, niente discoteche, niente locali notturni ma una pace immensa. La popolazione locale è molto cordiale.Verso sera la spiaggia si affolla di beduini che pescano secondo tecniche e modi antichi; a volte siamo andati con loro a pescare le seppie, poi una bella grigliata sulla spiaggia con loro. Facendo base a Nuweiba si possono organizzare varie gite per conoscere in maniera più approfondita i dintorni. Ognuno quindi potrà alternare a proprio piacimento le giornate di mare a quelle alle varie località che elenchiamo di seguito considerando che anche le escursioni nell’entroterra sono facilmente effettuabili. Dahab Si trova a circa 100 km da Nuweiba. E’ un ex villaggio di pescatori oggi diventato rinomato centro turistico in quanto affacciato sul Mar Rosso. Come dice il suo stesso nome (Dahab in arabo significa oro) ha belle spiagge dorate. Nel paese ci sono tanti negozietti e ristorantini dove si può mangiare dell’ottimo pesce. Il paese è molto caratteristico, l’artigianato costa meno che a Sharm e da qui si può fare l’escursione al parco naturale di Ras Abu Galum, dove c’è una bellissima barriera corallina. E’ l’ideale per chi ama lo snorkelling o fare delle immersioni (degne di nota in particolar modo l’immersione nel Canyon, una spaccatura che raggiunge i 50 m di profondità, e quella al Blue Hole) ma anche per gli appassionati di windsurf in quanto la zona è particolarmente ventosa. Taba E' l’ultimo paese egiziano prima di raggiungere Israele. Si trova a circa 100 km da Nuweiba. La strada che porta a Taba è costeggiata da un mare che qui ha splendide sfumature blu-turchesi. Lungo la strada si trova la spettacolare baia di Fijord: una profonda baia rassomigliante ai fiordi norvegesi. Proseguendo, dopo un breve tratto, si raggiunge il laghetto di acqua salmastra di Sun Pool, situato in una specie di anfiteatro naturale a pochi passi dal bagnasciuga. Da Taba si raggiunge anche la Pharaoh’s Island, a circa 200 metri dalla costa, circondata completamente da barriera corallina; qui le acque sono davvero cristalline e sull’isola si può visitare il castello restaurato di Gezirat Fara'un. Canyon colorato Il canyon colorato Il canyon colorato Si raggiunge in jeep, tra deserto sabbioso e roccioso. Arrivati, si fa una passeggiata di circa un'ora tra le montagne, dove le rocce assumono dei colori particolari, dal giallo al rosso, e le erosioni del tempo hanno formato dei disegni. Le formazioni rocciose passano dall’arenaria al calcare, al granito, alle vene di cobalto. Alla fine della facile camminata, un tè caldo dai beduini. Oasi di Ain Furtaga Ci si arriva in jeep attraversando una zona di basse dune sabbiose e altipiani pietrosi dove si vedono frequentemente le tende dei beduini che vivono ai margini dell’Egitto turistico. Dopo avere chiesto il permesso, si può visitare l’oasi e bere con i beduini l’habac, un tè aromatizzato. Qui c’è una pace incredibile, il mondo si è fermato e si fà fatica a venire via… Monastero di Santa Caterina Raggiungerlo è una faticaccia in quanto si parte di notte per raggiungere la cima del monte in cui è costruito, ma quando all’alba si ammira il panorama del Sinai si viene ripagati di tutto. Il monastero è come una cittadella religiosa con edifici di rara bellezza. Situato sul Gebel Mousa (Sinai), a 1500 m di altezza, fu costruito ai tempi dell’imperatore bizantino Giustiniano (527-535) sui luoghi dove già numerosi monaci, in tempi antecedenti, si erano ritirati in preghiera e meditazione. Ancor oggi è abitato da una piccola comunità di monaci greci-ortodossi. Il complesso del monastero di Santa Caterina è costituito dalla chiesa della Trasfigurazione sovrastata da un alto campanile e da una moschea. La parte più antica del monastero è visibile nella cappella del Roveto Ardente. costruita nel punto esatto dove comparve a Mosè il roveto in fiamme. Molto interessante è la Biblioteca che conserva, dopo quella del Vaticano, la seconda più vasta collezione del mondo di manoscritti antichi. Nel Museo si possono ammirare diverse icone bizantine di inestimabile valore, magnifici affreschi ed altre decorazioni religiose in oro e pietre preziose. Ci sarebbe da scrivere all’infinito e comunque le parole non possono prendere il posto delle immagini, per capire la sensazione che si prova a visitare questi posti, bisogna esserci. Ho visitato Egitto in largo e in lungo ma sinceramente questi luoghi sono quelli che più mi sono rimasti nel cuore, un ricordo bellissimo di posti dove, fortunatamente per noi, ancora non è arrivato il turismo di massa. ::::::::::::Egitto Itinerario 4 Il Cairo: la città dai mille volti Testo di Michela Lucarini Questa volta vogliamo fare un viaggio in Egitto, mar Rosso, in una zona che non sia affollata dal turismo, all’insegna della pace, così decidiamo di fare la costa da Sharm a Taba con base a Nuweiba (circa 200 km da Sharm). Primo giorno: Italia - Il Cairo (volo) Partenza da Roma con volo Alitalia per il Cairo, e in solo 3 ore eccomi nella grande metropoli egiziana. Subito ci si trova immersi nella caotica Cairo. Con il taxi raggiungo l’ hotel Arabesque (Down Town, vicino al Museo Egizio, la zona più caotica del Cairo; ci vuole circa 1 ora per fare il percorso dall’aeroporto all’hotel). Secondo giorno: Il Cairo Nella mattina faccio un giro per Down Town, l’affollatissimo centro della capitale, poi al Museo Egizio che si trova nella zona di Midan Tahrir. Piazza Midan è il cuore della città moderna, il punto in cui convergono le principali linee di comunicazione del Cairo. E’ sempre affollatissima, e nelle strade attorno si passa dai grandissimi negozi di abbigliamento ultra moderni ai lustra scarpe tradizionali. Quanto al Museo Egizio credo che tutti sappiano che questa è una cosa assolutamente da non perdere, ma richiede tempo per essere visitato tanto è vasto. Da non tralasciare assolutamente le sale del tesoro di Tutankamon: la sua maschera funeraria in oro massiccio è uno spettacolo indimenticabile. Nel primo pomeriggio, con un amico inizio a girare il Cairo. Le strade sono affollatissime, interminabili code sulle strade, auto in 4 file, sorpassi a destra, a sinistra, un caos totale, sembra di essere in un video gioco dove devi schivare le altre auto per arrivare al traguardo. L’aria è pesante, un forte odore di smog è dappertutto. Andiamo a El Abassia, dove c’è la Moschea Noor, troppo bella. Impossibile trovare un parcheggio per cui andiamo a Mokattam. Questa zona è in alto, sopra la Cittadella, e da qua si vede tutto il Cairo, immenso. Purtroppo la giornata è nebbiosa per cui si scorgono a mala pena i profili delle piramidi. Dopo il tramonto andiamo a Heliopolis, cena e relax time in un pub frequentato da gente egiziana. Heliopolis è bellissima e vivibile, una zona ricca di verde, anche il traffico è accettabile. Se volete risparmiare sui costi dell’hotel, potete optare per l’hotel Royal Crown, Heliopolis, piccolo, carino, pulito ma con il problema dell’acqua calda solo al mattino presto e dopo le 21. In alternativa, quando c’è l’acqua calda manca la corrente. Per quanto riguarda il mangiare la sola cosa a cui fare attenzione durante il vostro soggiorno al Cairo è l’acqua. Di conseguenza, bevete solo acqua in bottiglia o bevande sigillate e non usate il ghiaccio. Potete bere invece tranquillamente le bevande calde. Io ho mangiato ovunque e non ho avuto problemi, la cosa importante è che sia cibo cotto, niente di crudo. Ho mangiato anche la pizza e nei loro Mc Donalds senza problemi. Terzo giorno: Il Cairo In mattinata decido di raggiungere El Hazzar Park, grandissimo parco sulla strada per la Cittadella con una buona visuale sul Cairo. Il parco è ricchissimo di fiori e piante di tutte le specie. E’ quasi incredibile trovare questo parco al Cairo. Al ritorno passo da Old Cairo, costeggiato da grandi mura. Ti senti tornare indietro nel tempo, la vita scorre molto diversamente che non nel resto della città. Vedi persone che macellano gli animali per la strada mettendo i pezzi “ puliti “ dentro una carriola, gente che cammina con la pecora in braccio, carri trainati da asini con sopra un cavallo, polvere ovunque. Il pomeriggio faccio una passeggiata lungo il Nilo dove, per 20 L.E. è possibile fare un giro in feluca, opportunità sempre emozionante. Io sono partita dal centro del Cairo ed ho risalito il Nilo per due ore, poi sosta a Motaka, antica cittadina dove convivono grandi contraddizioni: le lussuose ville di emiri arabi affiancate al bassissimo livello di vita delle popolazione locale. La sera vado a Khan el Khalil, molto suggestivo di notte, una miriade di luci e colori, la Moschea è spettacolare. Questo vasto bazar è un centro di vitale importanza per il commercio dei generi più disparati. Partendo dalla moschea di El - Azhar, nel cuore della città dei Fatimidi, ed addentrandosi negli affollati vicoli, è possibile acquistare di tutto, dalle spezie ai tessuti, dagli oggetti in legno intarsiato a quelli in vetro soffiato, dai monili in oro ai tappeti, profumi, oggetti in argento, rame, ottone, spezie. Essendo con un amico egiziano ho anche la fortuna di scoprire gli angoli più nascosti del grande mercato, quelli in cui i turisti non vanno: vicoli stretti, quasi nascosti, in cui si trovano moschee e begli esempi di architettura araba. Quarto giorno: Il Cairo Ancora un giorno in Down Town. Le strade sono piene di negozi moderni, come nelle nostre città, ma basta imboccare un vicolo e tutto cambia, i negozi diventano tuguri, la gente vende la verdura o il pane sui marciapiedi, mendicanti sono ovunque. E’ incredibile come, nel giro di pochi metri, il Cairo nasconda questa seconda faccia. Il pomeriggio lo dedichiamo a Nasr City, zona ricca del Cairo. Facciamo un giro a City Stars, un grandissimo centro commerciale a 8 piani, supermoderno, con negozi di lusso, ristoranti, cinema e altre cose. La sera ci concediamo una cena sul Nilo, sulla barca: il Cairo non dorme mai, anche di notte è affollato, parecchie piccole imbarcazioni navigano il Nilo portando turisti o gente del posto ad ammirare le bellezze della notte. Quinto giorno: Giza Come non tornare a visitare le piramidi? Giornata dedicata a Giza. Ogni volta che torno è sempre un’emozione troppo grande trovarmi di fronte alle piramidi, alla maestosa sfinge, e ancora una volta torno a chiedermi come siano state costruite le piramidi. Dopo avere perlustrato la piana di Giza in largo e in lungo, mi inoltro in Giza, dove la vita scorre ad un ritmo antico. Strade sterrate, pecore, venditori per le strade. Mi inoltro nei vicoli più disperati molto tranquillamente e la gente è molto cordiale. Passo la giornata in questo posto, da sola, ogni minuto c’è qualcosa da scoprire nella loro vita quotidiana. Vorrei godermi il tramonto alle piramidi, ma la chiusura è alle 17 per cui, a malincuore, torno a Down Town per affrontare un’ altra notte egiziana. Sesto giorno: Il Cairo Giornata di relax al Cairo, sono abbastanza stanca per cui oggi non ho voglia di muovermi troppo. Vado nella zona di Ramsis Station, sempre affollatissima e tempestata di venditori ambulanti (se così possiamo chiamarli): qui si trova di tutto, dalle scarpe al cibo, naturalmente esposto in bella mostra sui marciapiedi. Settimo giorno: Alexandria Sveglia alle 6.30 per prendere il treno per Alexandria. Il viaggio è veloce, 2 ore di treno solamente. Il treno è comodo e pulito e il costo del biglietto davvero irrisorio: andata e ritorno sui 5 euro. Dal Cairo ad Alexandria, tutto è verde, il Delta del Nilo irriga la terra e tutto è una coltivazione. Ci sono molti villaggi lungo il percorso e uscendo dalla frenetica Cairo ci si trova in un’altra dimensione. Tra le cose che subito si notano è che, a differenza del Cairo dove molte donne sono vestite all’occidentale, qui sono tutte velate e con i classici abiti islamici. Arrivo ad Alexandria e quando esco dalla stazione mi trovo in una ressa di gente, il mercato in mezzo alla strada, il tram che passa in mezzo al mercato. Provo a prendere un taxi per andare alla Biblioteca ma nessuno parla inglese, per cui non mi resta che aspettare l’arrivo del mio amico. Le strade sono disastrate, tutto è molto rurale e mi chiedo se è questa la famosa Alexandria di cui ho sempre sentito parlare. Vicino alla stazione ci sono delle antiche rovine ma non so di cosa in quanto non c’è scritto niente. Mentre aspetto mi siedo in un parco di fronte alla stazione, ma è difficile stare lì in quanto mi trovo attorniata da persone, alcune sono incuriosite, altre mi dicono “fuck you“ mentre una donna mi si avvicina e mi dice che non posso stare lì, meglio che mi allontani…l’ospitalita’ egiziana sta dando il meglio di se stessa! Per la prima volta mi sento disorientata e con la voglia di scappare da questo posto, ma fortunatamente arriva il mio amico ed iniziamo a visitare la città. Cominciamo con la visita delle catacombe, una piccola città sotto la città, dove una guida egiziana (improvvisata) ci spiega tutto dietro un piccolo compenso. Andiamo poi alla famosa Biblioteca che si trova lungo la Corniche. E’ un edifico enorme dove sono conservati migliaia di libri moderni e testi antichi. Credo sarebbe stato bello poter ammirare com’era in originale la famosa Biblioteca di Alessandria, in quanto adesso la modernità dell’ edificio le fa perdere la sua magia. Passeggiamo lungo la Corniche e visitiamo la Down Town di Alexandria. Servirebbe più tempo per visitare Alexandria, ma visto che qui la gente non è molto aperta cambio e miei piani e preferisco tornare al Cairo la sera stessa. Ottavo - nono giorno: Il Cairo La giornata di ieri è stata abbastanza stancante per cui oggi relax completo al Cairo. Relax tanto per dire, in quanto il Cairo di per sé è una città molto impegnativa, troppo caos, troppo traffico… Alla fine, mi trovo a camminare tutto il giorno nella zona nord tra moschee e musei. Faccio un salto anche alla cosiddetta Città dei morti, antico cimitero mamelucco trasformato in area densamente abitata. La mancanza di alloggi e il livello di povertà hanno infatti trasformato questa zona in un sobborgo affollato dove le tombe sono usate come abitazioni. Come zona non è molto raccomandabile in quanto vi vive la gente più disperata per cui, se volete visitarla, è saggio non andarvi da soli ma farvi accompagnare da qualcuno del posto. Decimo giorno: Il Cairo A Giza, c’è il festival dei fiori, per cui approfitto di vedere anche questo: un grande giardino botanico, in fronte allo zoo, allestito con molti stand di fiori e piante di ogni tipo. Lo zoo poi è grandissimo, con un’infinità di animali. Si trova in un vasto parco, immenso, da vedere tutto. Decido poi di visitare Old Cairo, il Vecchio Cairo, la zona in cui si trovano diverse chiese copte. Visito la chiesa di Mar Girgis, bellissima, a cui è affiancato un cimitero greco, il Museo copto e una chiesa evangelista. E’ una strana sensazione trovarsi dentro una chiesa e sentire il muezzin che chiama alla preghiera, e penso a come sarebbe bello il mondo se potessimo vivere ognuno con la propria religione, in pace, come in quel momento siamo. Undicesimo giorno: Il Cairo Mi è piaciuta molto questa zona, per cui vi torno anche oggi. Prendo la metro e salgo sulle prime due carrozze, che sono riservate alle donne. Visito ancora la chiesa evangelista e stamani, essendo domenica, posso assistere alla messa recitata in arabo ma molto bella. In chiesa le donne stanno sedute a destra e gli uomini a sinistra secondo le usanze del cristianesimo copto. Visito anche, per la prima volta, la Sinagoga, che si trova vicino alle chiese e alle moschee, e ancora una volta mi chiedo se mai, un giorno, potremmo vivere vicini con diverse religioni, in pace. Dodicesimo giorno: Ghamra - Abassia Ultimo giorno in Egitto. Visito di qualche chiesa nella zona di Ghamra, poi torno ad Atassia per ammirare ancora una volta la Moschea Noor: sono rapita da questa maestosa moschea, è troppo bella e non riesco a staccarmi da lei. Inizio a sentirmi triste a dover lasciare il Cairo, dove mi sento a casa. Tredicesimo giorno: Il Cairo - Italia (volo) E anche questo viaggio in Egitto è finito. Fatico a prendere il volo perchè vorrei strappare il mio biglietto e restare qui. Alla fine, mi mancheranno i rumori, gli odori, il caos del Cairo e mentre penso a questo vedo il Cairo allontanarsi sempre più mentre l’aereo decolla… A presto, Cairo! |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Giza Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giza&action=history GizaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.1 - Piramide di Cheope 2 - Tempio funebre di Cheope 3 - Via cerimoniale 4 - Piramidi secondarie 5 - Necropoli occidentale 6 - Necropoli orientale 7 - Fosse delle barche solari 8 - Piramide di Khepren 9 - Piramide secondaria 10 - tempio funebre di Khepren 11 - Via cerimoniale 12 - Sfinge 13 - Tempio a valle di Khepren 14 - Tomba della regina Kentkaus 15 - Piramide di Mykerinos 16 - piramidi secondarie 17 - Tempio funebre di Mykerinos 18 - Via cerimoniale 19 - Tempio a valle di Mykerinos Giza (o el-Ghiza) è un pianoro roccioso che si trova alla periferia della città del Cairo in Egitto. La sua importanza è dovuta al fatto di ospitare una delle più importanti necropoli dell'antico Egitto. A Giza sorgono infatti, oltre ad una gran quantità di
sepolture minori, le tre più famose piramidi egizie: quelle di
Cheope,
Khepren e
Mykerinos,
secondo i nomi tramandati dalla tradizione greca ed ellenistica, tutte
appartenenti a sovrani inseriti nella
IV dinastia. Sempre presso Giza si trova un altro famoso monumento dell'antico Egitto: la grande Sfinge.
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le Piramidi di Giza
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Egitto Cronologia: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Egitto&action=history EgittoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Repubblica Araba d'Egitto (in arabo Jumhūriyya Misr al-‘Arabiyya, جمهوريّة مصر العربيّة, dove con Misr, مصر, s'intende l'Egitto) è uno Stato del Nord Africa. Include la Penisola del Sinai, il che rende l'Egitto un paese che fa parte anche dell'Asia. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del fiume Nilo. Vaste aree dell'Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate. La capitale è Il Cairo (القاهرة).
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EtimologiaMisr, il nome
arabo
e ufficiale del moderno Egitto, è una parola di origine
semitica,
affine all'ebraico
מִצְרַיִם Mitzráyim che significa "i due stretti". L'antico nome del
paese, kemet, o "terra nera", è dovuto al fertile terreno nero
depositato dalle piene del
Nilo, distinto
dalla "terra rossa", il deserto (deshret). Il nome è diventato keme
in una fase successiva del
Copto. Il nome
italiano Egitto deriva dalla parola
latina Aegyptus che a sua volta viene dal
greco
Αίγυπτος, Aiguptos. Il nome greco potrebbe ancora essere una
derivazione dall'egiziano
antico Hwt k3 Pth, "casa del
Ka di
Ptah", nome di un
tempio del dio Ptah a
Menphi.
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Storia
La storia dell'Egitto viene fatta iniziare con l'unione di
Alto
e
Basso Egitto da parte di
Narmer, primo
sovrano della
I dinastia, intorno al
3200 AC
anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria
durata alcuni secoli.
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Guerre arabo-israelianeNella seconda metà del
XX secolo
l'Egitto intraprese tre guerre contro lo Stato d'Israele,
avendo come alleati prima
Siria e
Giordania,
poi solamente la
Siria. Il primo scontro avvenne nel
1948 al momento
della costituzione dello stato d'Israele e si risolse in una sconfitta per i
paesi arabi.
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GeografiaL'Egitto è situato nell'Africa settentrionale e confina a nord con il Mar Mediterraneo, a est con il Mar Rosso ed Israele, a sud con il Sudan e ad ovest con la Libia e il Ciad. In Egitto è situato il deserto Libico. Idrografia: L'Egitto è attraversato dal Nilo, che sfocia poi nel Mar Mediterraneo. La zona in cui le sue acque scorrono viene chiamata Valle del Nilo.
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Città e località importanti
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PoliticaL' Egitto è una repubblica araba che si autodefinisce socialista, di tipo presidenziale (il presidente detiene anche il potere esecutivo). Sia sul piano della politica interna, in particolare per quanto concerne l'assetto economico, sia su quello della politica esterna, l'Egitto ha assunto, negli ultimi decenni, posizioni molto variegate e non sempre coerenti.
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EconomiaNonostante il recente sviluppo delle attività industriali e turistiche
l'economia egiziana è ancora basata sul settore primario.
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Settore primarioLa maggior parte dei campi è irrigata artificialmente ma l'Alta
Diga non permette ormai più al
Nilo di
fertilizzare i terreni e di ottenere fino ai tre raccolti tradizionali che
precedentemente si potevano avere ogni anno.
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IndustriaGrazie a petrolio e gas naturale l'industria energetica è abbastanza sviluppata. Sono importanti anche il settore siderurgico, meccanico e chimico. Il settore più sviluppato è comunque quello tessile, soprattutto con la lavorazione del cotone.
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Terziario
La navigazione interna (lungo il
Nilo e canali ad
esso collegati) è molto intensa.
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TurismoIl turismo, attualmente l'attività più importante del settore terziario, è ripreso dopo gli attentati degli anni '90. Anche in passato (prima della nascita di Cristo) l'Egitto era meta di pellegrinaggi dal sud del continente africano e popolazioni orientali.
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LingueLa lingua parlata nell'antichità, in Egitto, detta egiziano o
egizio, costituisce un gruppo linguistico a sé stante all'interno della
famiglia di
lingue camito-semitiche. Attualmente si ritiene che tale lingua si sia
sviluppata in loco. L'egizio ha posseduto, quasi fin dalla comparsa di
documenti scritti, due forme grafiche: il
geroglifico usato principalmente nelle incisioni e lo
ieratico, più adatto alla scrittura con pennello e
inchiostro. I due sistemi erano comunque solo forme grafiche differenti in
quanto ogni glifo possedeva il suo equivalente segno ieratico. Oltre al dialetto arabo egiziano (e al copto, reintrodotto, a quanto sembra, in alcuni villaggi a maggioranza cristiana), in Egitto sono parlate anche due lingue camitiche (berbero e begia) e una nilotica (nubiano).
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ReligioniPapa Shenūda III, 117° papa di Alessandria e di tutta l'Africa e Patriarca della sede apostolica di San Marco Oltre all'Islam la Chiesa ortodossa copta (monofisita) è la più importante e rilevante minoranza cristiana del paese, e il Patriarcato di Alessandria è una delle più antiche e storicamente importanti sedi apostoliche. La Chiesa che ha il maggior numero di fedeli è la Chiesa Copta, una parte di essa si è unita al papa di Roma (Chiesa cattolica copta). Il governo non riconosce ufficialmente le conversioni dall'Islam al Cristianesimo; poiché anche certi matrimoni interreligiosi non sono permessi, questo impedisce anche i matrimoni tra i convertiti al Cristianesimo e le persone nate in comunità cristiane e inoltre fa sì che i figli di cristiani convertiti vengano classificati come musulmani e ricevano un educazione musulmana. Il governo inoltre richiede dei permessi per la riparazione o per la costruzione di nuove chiese, che vengono spesso negati. I missionari stranieri possono entrare nella nazione solo se limitano le loro attività ai miglioramenti sociali e si astengono dal fare proseliti (US State Department). Il Papa copto Shenuda III venne mandato al confino nel 1981 dal Presidente Anwar Sadat, che in seguito scelse cinque vescovi copti e richiese loro di eleggersi un nuovo papa. Essi si rifiutarono e nel 1985 il Presidente Hosni Mubarak ripristinò Shenuda III, che era stato accusato di fomentare il conflitto interconfessionale. Particolarmente nell'Alto Egitto, l'ascesa dei gruppi estremistici islamici come la Gama'at Islamiyya, durante gli anni '80, venne accompagnata da attacchi ai Copti e alle loro chiese; questi attacchi sono declinati assieme a tali organizzazioni, ma continuano tutt'ora. La polizia è stata accusata di essere dalla parte degli attaccanti in alcuni di questi casi [1]. Ciò nonostante sono Copti alcuni alti funzionari del governo egiziano, come ad esempio Boutros Ghali e suo nipote Boutros Boutros-Ghali.
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Varia
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Cucina
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L'alimentazione nell'antichitàIl nutrimento principale nell'antico Egitto era il
pane, fabbricato
in forme e in tipi numerosi e diversi, a cui si associavano verdure come la
cipolla. Bevanda usuale, oltre l’acqua e i succhi di frutta, era la
birra, che si
otteneva facendo fermentare nell’acqua - e forse con datteri - pagnotte d’orzo.
La birra aveva anche un valore rituale e faceva parte fissa delle offerte ai
defunti ed alle divinità, insieme al pane e alle carni.
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Piatti Moderni
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Vita dell'egitto anticoUna scena di transumanza La vita nell'Egitto antico era molto legata al gruppo sociale a cui si apparteneva. Il Faraone (termine che andrebbe utilizzato solo dalla sedicesima dinastia in poi) era al vertice di tutta la società. Tramite gli scribi il Faraone poteva controllare il buon funzionamento dell'economia del paese. Costoro, conoscendo la scrittura e la matematica, mantenevano in ordine i registri della produzione agricola consegnata al Faraone e calcolavano la parte spettante per ogni abitante dell'Egitto in base al lavoro svolto, alle necessità della famiglia, alla parte da destinare al magazzino per far pronte alle possibili carestie. Il popolo era per la maggior parte detito all'agricoltura. La fertilità del terreno permetteva diversi raccolti l'anno, ma durante il periodo delle esondazioni del Nilo gli agricoltori si impegnavano per la costruzione delle grandi opere, ad esempio le grandi piramidi, in cambio di un compenso.
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Collegamenti esterni
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Golfo_di_Aqaba Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Golfo_di_Aqaba&action=history Golfo di AqabaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La
penisola del Sinai, con il golfo di Aqaba a est e il
golfo di Suez a ovest.
Il golfo di Aqaba, noto anche come golfo di Eilat, è un golfo del mar Rosso, situato tra la penisola del Sinai e la penisola araba. Egitto, Israele, Giordania e Arabia Saudita sono i paesi che hanno un tratto di costa nel golfo di Aqaba. Il golfo di Aqaba è uno dei due golfi creati dalla biforcazione nel nord del mar Rosso che forma la penisola del Sinai, il golfo di Aqaba si trova ad est della penisola, il golfo di Suez ad ovest. Il golfo di Aqaba misura 24 km nel punto di massima larghezza e si estende per 160 km, dagli stretti di Tiran fino al limite settentrionale del golfo dove gli stati di Israele, Egitto e Giordania si dividono la territorialità della costa. In questo punto ognuno di questi Stati ha un'importante città: Taba in Egitto, Eilat in Israele e Aqaba in Giordania. Queste tre città sono porti commerciali di importanza strategica per le rispettive nazioni di appartenenza, e sono anche popolari destinazioni per turisti che apprezzano il clima caldo della regione. Il golfo, come tutte le acque costiere del mar Rosso, è uno dei siti più importanti al mondo per osservazioni e immersioni marine. L'area è particolarmente ricca di coralli e presenta un'ampia biodiversità, i fondali contengono numerosi relitti, alcuni sono affondati a causa di incidenti, altri sono stati deliberatamente fatti affondare per fornire un habitat alle forme di vita marine, aiutando in questo modo il turismo subacqueo della zona. Geologicamente, il golfo di Aqaba è parte integrante della parte settentrionale della Rift Valley, che si estende dalla valle che contiene il mar Morto, proseguendo verso sud lungo il mar Rosso fino al triangolo di Afar, sulle coste dell'Africa orientale. Categorie: Arabia Saudita | Egitto | Giordania | Golfi | Israele | Medioriente |