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| Personaggio schivo e defilato, malgrado
sia ormai acclamato come uno dei più importanti registi
degli ultimi anni e malgrado la sua multiforme attività
che lo vede di volta in volta anche nei panni dello
sceneggiatore, del montatore, del disegnatore di fumetti,
del pittore e addirittura compositore, David Lynch ci ha
regalato negli ultimi anni alcuni memorabili capolavori. Nato il 20 gennaio 1946 nel Montana, inizia gli studi di disegno alla Pensylvania School of Fine Arts nel 1966 per poi dedicarsi con sempre maggior impegno alla settima arte. Dopo una serie di cortometraggi ha l'occasione di realizzare il suo primo lungometraggio per l'American Film Institute, "Eraserhead", di cui cura personalmente tutte le fasi della lavorazione impiegando circa otto anni per la sua realizzazione. Il film ottiene un discreto successo sia di pubblico che di critica, cosa che gli permette di realizzare il suo primo progetto ambizioso: "The elephant man" (1980), la ricostruzione romanzata della vita di un uomo, orrendamente deformato a causa di una malattia genetica, realmente esistito sul finire dell'Ottocento. Pellicola delicata e violenta al tempo stesso per via del tema trattato, altamente commovente, ottiene ben sette candidature all'Oscar. |
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| Tra gli altri suoi film, tutti assai visionari ed
esprimenti un universo immediatamente riconoscibile,
colmo di situazioni grottesche o paradossali (di cui è
un vero maestro), si annoverano "Dune" (fallimentare
- rispetto alle aspettative - operazione di fantascienza
d'autore, basato sul ciclo di romanzi di Frank Herbert),
"Velluto blu", film scandalo con Isabella
Rossellini, "Cuore Selvaggio" (1990), premiato
con Palma d'oro al festival di Cannes, "Strade
perdute" (1996), "Una storia vera" e, per
i soli circuiti televisivi, il capolavoro assoluto di
tutti i telefilm: "Twin Peaks" (trasmesso in
Italia da Canale 5 tra il 1990 e il 1991). L'ultimo suo titolo-capolavoro "Mulholland drive", datato 2001, ha ottenuto il premio della giuria al festival di Cannes. Come già ricordato l'attività artistica di David Lynch si esprime a 360 gradi abbracciando anche altre arti, in maniera per nulla dilettantesca: non a caso i suoi quadri sono stati anche esposti alla Biennale di arte contemporanea di Venezia. «Avrei voluto veder accadere cose nella mia vita. Sapevo che niente era come sembrava, ma non riuscivo a trovarne una prova.» David Lynch |