|
| Ricette/Ricepe |
| Piatti Tipici Regionali |
| Paella | Tapas | Pesto | Panettone |
| Polenta | Strudel | Vin Brule | Mozzarella di Bufala |
| Ricette Milanesi |
| Cucina | ||
| Cucina Campana |
| Pizza |
| * La cucina della penisola Sorrentina * La cucina del Casertano * La cucina dell'Irpinia * La cucina dei Campi Flegrei * La cucina del Cilento * I prodotti tipici * Le aziende di promozione turistiche ::::::::::: Campania Prodotti tipici * Acciughe sotto sale * Burro di Bufala * Caciocavallo Silano DOP * Capicollo affumicato * Carciofo di Paestum IGP * Carne di bufalo campana * Carne ovina di Laticauda * Castagna di Serino * Colatura di alici * Coniglio di fosso dell'isola d'Ischia * Fico bianco del Cilento DOP * Fior di latte Appennino Meridionale * Fleppa * Limoni di Sorrento IGP * Mela limoncella * Melannurca campana IGP * Mozzarella di Bulala Campana DOP * Mozzariello * Nocciola di Giffoni IGP * Noci di Sorrento * Olio extravergine di oliva Cilento DOP * Pasta di Gragnano * Pizza napoletana * Pomodori secchi sott'olio * Pomodorino vesuviano * Pomodoro San Marzano DOP * Salame Napoli * Salsiccia di polmone * Salsiccia sotto sugna * Sidro di mela limoncella edue le parti, scolarle ed asciugarle posandole su carta assorbente. Servirle subito calde. _______________Primi piatti Le ricette * Cannelloni alla napoletana * Conchiglioni alla parmigiana * Gli gnocchi * Gnocchi alla caprese * Linguine ai ricci di mare * Maccheroni con la ricotta * Parmigiana di melanzane * Pasta e fagioli con le cozze * Sartù di riso * Scialatielli alla pescatora * Spaghetti con le cozze e i pelati * Strascinati con fagioli e salsiccia * Tagliatelle broccoli e prosciutto * Tubetti cacio e uova * Vermicelli alla marinara * Vermicelli alla pizzaiola * Vermicelli alla pulcinella * Vermicelli alla vesuviana * Vermicelli alle seppioline * Vermicelli con le acciughe * Vermicelli di Positano * Vermicelli di Scammaro * Zite ripiene _____ Le ricette * Alici ammollicate * Alici arreganate * Alici in tortiera * Alici nella tiella * Anguilla arrostita * Braciolette all'antica * Calamari ripieni * Capitone alla marinara * Capretto alla napoletana * Coniglio all'ischitana * Cozze gratinate * Fegato di maiale con la rezza * Frittelle di baccalà * Frittelle di cozze * Gamberi alla vesuviana * Maiale al latte * Milza imbottita * Mozzarella alla pizzaiola * Polpette al sugo * Polpette alla napoletana * Polpi veraci affogati * Salsiccie al pomodoro * Saltimbocca di Sorrento * Sarchiapone * Sautè di vongole * Scaloppine alla napoletana * Scaloppine alla pulcinella * Seppie ripiene alla pescatora * Spiedini di anguilla marinata * Teglia di anguille * Zeppole di baccalà ______ Le ricette * Caponata di pomodori * Involtini di verza * Melanzane a funghetto * Melanzane fritte * Patate in tortiera * Peperoncini verdi fritti * Pomodori gratinati * Zucchine alla scapece ______ * Coviglia al caffè * Croccante * Crostata di mandorle e ricotta * Il babà * Le graffe * Pastiera * Sciù al cioccolato * Struffoli * Zuppa inglese alla napoletana |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikibooks.org/wiki/Libro_di_cucina/Ricette/Struffoli Cronologia/Autori: http://it.wikibooks.org/w/index.php?title=Libro_di_cucina/Ricette/Struffoli&action=history
Libro di cucina
|
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikibooks.org/wiki/Libro_di_cucina/Ricette/Pastiera Cronologia/Autori: http://it.wikibooks.org/w/index.php?title=Libro_di_cucina/Ricette/Pastiera&action=history
Libro di cucina
|
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Mozzarella_di_bufala Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mozzarella_di_bufala_campana&action=history Mozzarella di bufala campanaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da
Mozzarella di bufala)
La mozzarella di bufala è un prodotto caseario dell'Italia meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Salerno e Caserta, ma anche in alcune aree del napoletano e del beneventano. La mozzarella di bufala campana, in seguito all'unità d'Italia, è inoltre prodotta anche nel basso Lazio (storicamente territorio campano), e in alcuni comuni del foggiano, ossia quelli confinanti con la regione campana (Manfredonia e San Giovanni Rotondo). Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare dall'impasto i singoli pezzi. È spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto.
Cenni storici [modifica]Il
bufalo
della
mozzarella,
Bubalus bubalis, è un
bovino
originario dell'Asia,
di corporatura massiccia, di colore scuro e con
pelo corto,
abituato a vivere in zone paludose, nei cui fanghi suole rotolarsi per la
salute della propria
pelle e per
difendersi dall'eccessiva irradiazione solare. Secondo alcune fonti storiche molto accreditate il fertile incontro delle genti campane con il bufalo e il suo prodotto principe la mozzata avvenne alle foci del fiume Garigliano. Secondo queste fonti sarebbero stati i Saraceni a trasportare i bufali prima in Sicilia e poi nella paludosa piana del Garigliano, quando vi si stabilirono con un vero e proprio Ribat dal quale partivano per saccheggiare città e monasteri di mezza Italia, da Spoleto alle Puglie. Il popolo germanico si sarebbe imbattuto nell'animale dopo avere sconfitto i Saraceni nella Battaglia del Garigliano del 915 d.C. combattuta insieme ai Bizantini ed all'esercito di Papa Giovanni X uniti nella lega Cristiana. I Longobardi alla foce del fiume campano, oltre alle bufale avrebbero raccolto anche i monaci che i Saraceni nel corso degli anni di permanenza avevano catturato e fatto loro schiavi. Questi avrebbero poi tramandato ai confratelli quanto appreso dai Saraceni. La cosa spiegherebbe così la diffusione del formaggio nel basso Lazio nelle zone nelle quali si trovavano numerosi monasteri ed abbazie. Secondo altri invece fu importato dai Longobardi tra il VI secolo e il X secolo; in epoca medievale esso era impiegato soprattutto per i duri lavori nei campi. Le prime notizie storiche certe si hanno proprio in
un documento longobardo. Secondo queste fonti, già nel
XI
secolo la principessa
Aloara, vedova del Principe di Capua
Pandolfo Testadiferro, distribuiva una "mozza" con un pezzo di pane ai
monaci dell'Abbazia
di San Lorenzo ad Septimum alle porte di
Aversa,
componenti del
Capitolo
ove ogni anno vi si recavano in
processione. Secondo altri la
mozzarella l'avrebbero inventata i monaci stessi: mentre le bufale si
trovavano nelle vallate acquitrinose, i conventi erano invece dislocati
sulle alture; per trasportare meno peso sù per la
montagna,
il latte
veniva lavorato con un procedimento veloce direttamente sui pascoli,
concentrandolo in un latticino che poi veniva trasportato su in
convento. Dell'uso, della lavorazione e del consumo dei prodotti derivati dal latte di bufala (il casicaballus, il butyrus, la recocta, il provaturo), abbiamo attestazioni in documenti risalenti al XII secolo conservati presso l'archivio episcopale di Capua. Il primo documento ufficiale che parla della mozzarella aversana è recente e risale agli inizi del XV secolo. Dagli
anni
Novanta il riconoscimento della "DOP" (Denominazione
di Origine Protetta) assicura i consumatori e specifica l'area
geografica in cui essa viene prodotta.
Denominazione d'Origine [modifica]Un decreto del Ministero dell'Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta l'utilizzo della locuzione "mozzarella di bufala" (anche senza la dicitura aggiuntiva "campana") per i formaggi a pasta filata derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente – anche nello stesso campo visivo – la denominazione di vendita "mozzarella" unitamente alla specificazione "di latte di bufala" a condizione che i singoli termini "mozzarella" e "latte di bufala" vengano riportati in caratteri di uguale dimensione e che tra il termine "mozzarella" e la successiva specificazione "di latte di bufala" compaia l'indicazione di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato del fabbricante. Questo anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero, senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993. V'è differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di bufala. È configurabile il reato di frode nell'esercizio del commercio qualora venga consegnata all'acquirente mozzarella qualificata come "bufala campana d.o.p.", la quale sia stata prodotta, anche se solo in parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l'impiego esclusivo di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all'art.3 del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m. del 1993, nella parte in cui stabilisce che "il latte deve essere consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura".
Tipologie [modifica]In aree specifiche ove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale[1], la mozzarella di bufala campana può assumere le specificazioni di "aversana" o "piana del Volturno", "pontina", "piana del Sele". La famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest'ultima specialmente nell'agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola.
Allarme diossina e blocco delle importazioni [modifica]Il 21 marzo del 2008, il popolare quotidiano statunitense The New York Times pubblica un articolo nel quale si riportano le difficoltà incontrate dai produttori campani di mozzarella nell'evitare la contaminazione da diossine dei prodotti caseari, esclusivamente nell'area casertana,[2] e nel gestire la conseguente crisi delle vendite locali. L’articolo, poi ripreso da blog ed altre pubblicazioni[3], fa riferimento alla crisi dello smaltimento dei rifiuti in Campania e rimanda ad altri pezzi pubblicati dall’International Herald Tribune e vari altri quotidiani nazionali ed internazionali [4]. Questi articoli segnano l’inizio di un tam-tam mediatico internazionale che alza la soglia dell’attenzione collettiva sulla potenziale nocività delle mozzarelle di bufala provenienti dalla Campania. In particolare, essi segnalano in varia misura una relazione tra gli incendi dei cumuli di immondizia ed il rilascio di diossine ed altre sostanze cancerose, che sarebbero finite nei pascoli degli animali da latte. Allarmato da alcuni rilievi positivi al test delle diossine, il governo della Corea del Sud è tra i primi a proibire l’importazione di mozzarelle di bufala italiane, promettendo di rimuovere il bando soltanto quando i riscontri confermassero l’eventuale contaminazione e l’identificazione dei produttori responsabili. Ne è seguita una reazione a catena, nella quale vari paesi tra cui Giappone, Cina, Russia e Germania hanno preso vari provvedimenti che vanno dal mero innalzamento della soglia di attenzione alla sospensione delle importazioni[5]. Le istituzioni italiane hanno attivato quasi immediatamente, anche in risposta alle pressanti richieste venute dall'Unione Europea, una serie di controlli ed hanno sospeso in alcuni casi la vendita di prodotti caseari provenienti dalle province incriminate. I primi test hanno mostrato livelli di diossine superiori alla norma in almeno il 14% dei caseifici analizzati nelle province di Napoli, Caserta e Avellino. Nelle province di Salerno e Benevento, nessun controllo ha inizialmente indicato positività alle diossine. La contaminazione riguardava comunque in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala campana DOP[6]. Il 19 aprile, la Cina ha definitivamente rimosso il bando sulle mozzarelle, originariamente attivato il 28 marzo del 2008.
Zone di produzione [modifica]Le zone più importanti per la produzione della mozzarella sono:
Per ottenere la DOP le aziende produttrici devono associarsi al Consorzio e produrre il formaggio esclusivamente con latte proveniente da bufale allevate nei seguenti comuni:
Curiosità [modifica]La mozzarella di bufala di Aversa è citata da Totò nel film Miseria e nobiltà.
Note [modifica]
Collegamenti esterni [modifica] |
|||||||||||||
| Questo articolo è
rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_campana Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cucina_campana&action=history Cucina campanaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La pizza
La cucina campana è, come tutte le cucine regionali, vincolata ai prodotti e al clima del luogo, e risente fortemente delle origini greche della popolazione, quanto ad abitudini, linguaggio ed -ovviamente- alimentazione. Vi sono tuttavia delle differenze tra le preparazioni culinarie delle singole province. Ad esempio, i legumi (che pure sono noti in tutto il territorio), nella cucina dell'avellinese sono serviti come primi piatti ma anche come contorno e come piatto unico, mentre nel napoletano (zona più legata a tradizioni marinare) fanno parte di originali ricette come quella dei fagioli con le cozze Simbolo di questa cucina è senza dubbio la pizza margherita, preparata con pomodoro, mozzarella e basilico in onore del tricolore e della regina Margherita in visita a Napoli. Ferdinando IV di Napoli faceva cuocere le pizze nei forni di Capodimonte, gli stessi nei quali nascevano le famose ceramiche, per servirla nei suoi banchetti. Molto diffuso è anche il consumo del calzone fritto, una variante napoletana del tipico calzone pugliese, con ripieno di ricotta, salame, sugo di pomodoro, pepe, mozzarella o provola, ciccioli (gli stessi usati per la polenta). Napoli inoltre rivaleggia con la Cina per l'invenzione degli spaghetti. La pasta in origine veniva cotta lungo la strada in grossi pentoloni sempre pieni d'acqua bollente e cosparsi con abbondante parmigiano, consumati con le mani.
Prodotti tipici [modifica]
La mozzarella
Prodotti tipici impiegati come ingredienti nella cucina campana:
Piatti tipici [modifica]
Sfogliatelle
Una lunga serie di ricette appartiene al patrimonio culturale campano (e napoletano in particolare).
Antica cucina campana [modifica]
Caprese
Molte delle preparazioni culinarie campane hanno
origini antiche (anche se non tanto antiche quanto la pizza, che risale
addirittura al secondo millennio a.C.).
Abitudini gastronomiche [modifica]
Spaghetti alla puttanesca
Da ricerche storiche, sembrano emergere tre diversi filoni che cercano di spiegare il significato etimologico del nome puttanesca (un sugo per condire pastasciutta:
Proverbi napoletani legati alla cucina [modifica]
Epiteti ed espressioni ingiuriose [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Spaghetti allo scoglio
Bibliografia [modifica]
|