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| ____23 aprile 04 maggio
2008 Grazie a www.noblesseoblige.net
Tribeca Film Festival New York Charity Dinner e Party in collaborazione con Pink Elephant New York ____14-25 maggio 2008 Grazie a www.noblesseoblige.net Cannes Film Festival varie opportunità in occasione del principale evento del Jet Set Internazionale Location: Yacht, Villa, Beach, Vip Room. Premiere Parties, Vip/Model Party, Cene Celebrities su Yacht, Fashion Show on the Beach www.prcommission.com |
Grazie a
www.italiacerca.info
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Programmazione nelle Sale
di Milano e Roma Fonte: www.papido.it |
Film a Milano Cinema_Milano |
| Prime
visioni nei Cinema di Roma In questa categoria potrai verificare quali sono le programmazioni dei cinema di Roma, scegliere l’orario e trovare i contatti per prenotare il tuo biglietto. Organizzare la tua serata al cinema sarà semplice e veloce perciò non hai più scuse!” ! Pop-corn, un amico e un bel film! Tutte le programmazioni dei cinema di Roma. Quando il tempo non è clemente e con il freddo proprio non ti va il solito giro per locali, oppure quando hai voglia di una serata tranquilla con un amico fidato, un bel film è proprio un’ottima soluzione! Ma Come? Non ti va nemmeno di uscire e vorresti vedere un dvd sul divano? Non dire stupidaggini! Chiama subito il tuo amico, mettiti una t-shirt e un paio di jeans al posto del pigiama, pettinati e scegli, tra i cinema di Roma, quello che proietta quel film che volevi tanto vedere. Oggi, 13/03/2009 Film nelle sale di Roma Cinema Adriano I Love Shopping La Matassa Live - Ascolti Record al primo colpo Watchmen Nemico Pubblico Numero 1 Iago Il Curioso caso di Benjamin Button Ex Impy Superstar Cinema Alhambra Gran Torino The Reader The Millionaire Cinema Ambassade La Matassa Nemico Pubblico Numero 1 La Pantera Rosa 2 Cinema Barberini Revolutionary Road The Wrestler Gran Torino I Love Shopping La Matassa Lasciami Entrare Cinema Cineland IL Curioso caso di Benjamin Button L'Ultimo Pulcinella Viaggio al Centro della Terra 3d La Leggenda di Cuore d'Inchiostro - Inkheart Due Partite La Matassa Watchmen I Love Shopping The Wrestler La Pantera Rosa 2 Il Mai Nato The Millionaire Ex Nemico Pubblico Numero 1 Gran Torino Cineplex Gulliver La Matassa Watchmen Live - Ascolti Record al Primo Colpo Gran Torino Iago Nemico Pubblico Numero 1 La Pantera Rosa 2 The Wrestler Il Curioso caso di Benjamin Button I Love Shopping Cinema Embassy Gran Torino Cinema Madison Ex I Love Shopping Il Dubbio Revolutionary Road Milk The Millionaire Operazione Valchiria Frost/Nixon Il Curioso Caso di Benjamin Button Verso L'Eden La Leggenda di Cuore d'Inchiostro - Inkheart La Matassa Watchmen Vuoti a Rendere Cinema Nuovo Olimpia The Millionaire The Wrestler Cinema Quattro Fontane Giulia non Esce la Sera Milk Due Partite Verso L'Eden Cinema Sala Troisi L'Ultimo Pulcinella Cinema Stardust Village Ex Il curioso caso di benjamin Button Watchmen Iago Nemico Pubblico Numero 1 I Love Shopping La Matassa La Pantera Rosa 2 The Wrestler I Love Shopping :: Programmazione Cinema Roma :: Tutti i cinema Cinema Admiral Cinema Adriano Cinema Alcazar Cinema Alhambra Cinema Ambassade Cinema Antares Cinema Atlantic Cinema Azzurro Scipioni Cinema Barberini Cinema Broadway Cinema Ciak Cinema Cineland Cineplex Gulliver Cinestar Cassia Cinema dei Piccoli Cinema Doria Cinema Eden Cinema Embassy Cinema Emipre Eurocine Multisala Cinema Europa Cinema Fiamma Multisala Cinema Filmstudio Cinema Galaxy Cinema Giulio Cesare Cinema Grauco Cineclub Cinema Greenwich Cinema Gregory Cinema Intrastevere Cinema Jolly Cinema King Cinema Lux Multiscreen Cinema Madison Cinema Maestoso Metropolitan Multisala Cinema Mignon Nuovo Cinema Aquila Cinema Nuovo Olimpia Cinema Nuovo Sacher Odeon Multiscreen Palazzo delle Esposizioni Politecnico Fandango Cinema Quattro Fontane Cinema Real Cinema Roma Cinema Roxy Cinema Royal Cinema Sala Trevi Cinema Sala Troisi Cinema Savoy Cinema Stardust Village Cinema Tibur Cinema Tiziano Cinema Trianon UCI Cinemas Marconi UGC Cinè Citè Porta di.. Cinema Vis Pathè Warner Village Moderno Warner Willage Parco de Medici :: Film In programmazione Prossimamente |
Prime visioni nei Cinema di Milano Guida Cinema Milano Elenco dei cinema con indirizzo, telefono e programmazione film in prima visione.. Sempre aggiornato!! Pubblicità Cinema A/E Cinema F/Z Oggi, 13/03/2009 Film nelle sale di Milano Anteo Spazio Cinema Milk L'onda The millionaire Giulia non esce la sera Apollo Spazio Cinema The millionaire Due partite Un matrimonio all'inglese The reader Giulia non esce la sera Cinema Arcobaleno The reader Verso l'Eden The millionaire Cinema Ariosto Ti amerò sempre Cinema Arlecchino L'onda Cinema Brera Titolo Titolo Cinema Cavour Titolo Cinema Centrale Religiolus Il giardino di limoni Cinema Colosseo Ex Revolutionary road Il curioso caso di Benjamin Button The millionaire I love shopping Cinema Ducale Milk - Revolutionary road The reader Due partite Giulia non esce la sera Cinema Eliseo The reader Giulia non esce la sera Due partite The millionaire Cinema Europlex (Bicocca) Guarda la programmazione (18 Sale) Cinema Excelsior Titolo Cinema A/E Cinema F/Z :: Programmazione Cinema Milano "A" / "E" Cinema Milano "F" / "Z" :: Tutti i cinema Anteo Mediolanum Apollo Medusa Arcobaleno Mexico Ariosto N. Orchidea Arlecchino Odeon Brera Orfeo Cavour Palestrina Centrale Pasquirolo Colosseo Plinius Ducale President Eliseo Rosetum Europlex Skyline Excelsior Splendor Gloria Uci Certosa Le Giraffe Uci Pioltello Manzoni :: Film In programmazione Prossimamente :: Dalla "A" alla "Z" Discoteche Locali Ristoranti Teatri Cinema Location :: Altro Vocalist Dj |
| ___________Grazie a www.multisalaodeon.com |
| DA VENERDI 26 GIUGNO MULTISALA ODEON – Pisa SITO INTERNET: WWW.MULTISALAODEON.COM SALA VENEZIA MOONACRE – I SEGRETI DELL’ULTIMA LUNA Avventura, Fantastico, Romantico – 98’ Con Ioan Gruffudd, Dakota Blue Richards, Tim Curry, Natascha McElhone, Juliet Stevenson, Augustus Prew, Andy Linden, Michael Webber, George Mendel, Sandor Istvan Nagy Regia di Gabor Csupo Feriali e Festivi 16,00 – 18,00 – 20,20 TRASFORMERS: LA VENDETTA DEL CADUTO Azione, Fantascienza – 147’ Con Shia LaBeouf, Megan Fox, John Turturro, Rainn Wilson, Isabel Lucas, Josh Duhamel, Tyrese Gibson, Hugo Weaving, Frank Welker Regia di Michael Bay Feriali e Festivi 22,30 SALA 2 AMALFI CORALINE E LA PORTA MAGICA Animazione, fantastico – 100’ Regia di Henry Selick Feriali e Festivi 16,00 – 18,00 - 20,30 – 22,30 SALA PISA TRASFORMERS: LA VENDETTA DEL CADUTO Azione, Fantascienza – 147’ Con Shia LaBeouf, Megan Fox, John Turturro, Rainn Wilson, Isabel Lucas, Josh Duhamel, Tyrese Gibson, Hugo Weaving, Frank Welker Regia di Michael Bay Feriali e Festivi 15,30 – 18,10 – 21,00 SALA 4 GENOVA UN’ESTATE AI CARAIBI Commedia – 117’ Con Gigi Proietti, Carlo Buccirosso, Enrico Brignano, Biagio Izzo, Enrico Bertolino Regia di Carlo Vanzina Feriali e Festivi 16,00 – 18,10 - 20,20 – 22,30 |
| CINEMA ESTIVO ROMA Via Piave 47 - P.ta a Lucca Pisa Tel 050552261 Spettacolo unico ore 21,30 Mercoledì 17, Giovedì 18 e Venerdi 19 Giugno GRAN TORINO Diretto e interpretato da Clint Eastwood Sabato 20, Domenica 21 e Lunedì 22 Giugno THE MILLIONAIRE Regia Di D. Boyle/L. Tandan Con D. Patel, A. Kapoor, S. Shukla, R. Zutshi Martedì 23 Giugno STAR TREK – IL FUTURO HA INIZIO Con C. Pine, J. Morrison, Z. Saldana, Z. Quinto Regia Di J.J. Abrams Mercoledi 24 Giugno KUNG FU PANDA Film d’animazione Giovedì 25 Giugno IL DUBBIO con M. Streep, P. Seymour Hoffman, A. Adams, V. Davis Regia Di J.P. Shanley Venerdi 26 Giugno OPERAZIONE VALCHIRIA Con Tom Cruise Sabato 27 Giugno IO & MARLEY Con O. Wilson, J. Aniston, E. Dane, K. Turner Domenica 28 e Lunedì 29 Giugno UNA NOTTE AL MUSEO 2: LA FUGA Con B. Stiller, A. Adams, R. Williams, T. Lennon Martedi 30 Giugno THE ORPHANAGE Regia Di J.A. Bayona |
| Il grande Cinema suona al Parco della
Musica Telecomusica Dal 18 giugno all’8 luglio 2009 Biglietti in vendita da oggi martedì 27 aprile Dopo la grande festa musicale dedicata al mitico pianista cinese Lang Lang – che apre l’Estate Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nei primi giorni di giugno – dal 18 dello stesso mese al Parco della Musica sarà protagonista il Cinema con una breve ma intensa rassegna che propone un viaggio tra le grandi colonne sonore scritte da nomi che hanno fatto grande la storia del cinema e interpretate da artisti che fanno grande la musica. Due premi Oscar, Ennio Morricone e Howard Shore, saliranno sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia per eseguire i loro più celebri soundtrack: Ennio Morricone (Oscar alla Carriera 2007) con una sua personale antologia che comprende, oltre a Mission, altri notissimi temi come quelli della Battaglia di Algeri, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, La classe operaia va in paradiso; Howard Shore, oggi il più richiesto compositore di cinema hollywoodiano, presenterà in prima italiana la Sinfonia tratta dalla trilogia Il Signore degli Anelli, musica che gli è valsa l’ambitissimo premio (Oscar 2004) e che ci trasporterà nel misterioso e fantastico mondo degli Hobbit e di tante altre strane creature ispirate alla fortunata saga di Tolkien. Stefano Bollani, la star del jazz italiano, sarà un altro degli straordinari protagonisti di “Cinema al Sinfonico”, il secondo ciclo di concerti estivi presentati grazie a Telecom Italia. L’appuntamento con Bollani è “un tutto Gershwin”. Come non ricordare ascoltando Rhapsody in Blue il notturno skyline di New York nel film Manhattan di Woody Allen? Come non associare la musica di Un Americano a Parigi (Oscar 1951) ai passi acrobatici di Gene Kelly? Altro prezioso elemento di questo concerto sarà il direttore Xian Zhang la bravissima cinese appena nominata direttore musicale all’Orchestra Verdi di Milano. Cinema al Sinfonico! Chi più sinfonico di quel Ludovico Van (Beethoven ovviamente) che il protagonista di Arancia Meccanica venera come un eroe? Gran finale con Antonio Pappano e la Nona Sinfonia di Beethoven, le cui note hanno una storia cinematografica che non si ferma all’intramontabile film di Stanley Kubrick. In grande evidenza per tutta la rassegna i complessi artistici dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra e il Coro che la affiancherà in tre dei quattro programmi proposti. I biglietti di questi splendidi concerti vanno in vendita da martedì 27 aprile. giovedì 18 - venerdì 19 Giugno 2009 - ore: 21:00 Sala Santa Cecilia Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia direttore Xian Zhang pianista Stefano Bollani Gershwin Showcase Piano Improvisations Rhapsody in Blue An American in Paris Giovedì 25 – venerdì 26 Giugno 2009 ore: 21:00 Sala Santa Cecilia Orchestra e Coro e Coro di Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia direttore Howard Shore Il Signore degli Anelli La Sinfonia Giovedì 2 Luglio 2009 ore: 21:00 Cavea - 3 Luglio 2009 - PALESTRINA Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia direttore Ennio Morricone Morricone Story La sconosciuta, Canone Inverso, Per le antiche scale , L’eredità Ferramonti Nostromo , Battaglia di Algeri, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto Sostiene Pereira, La Classe Operaia va in Paradiso,Vittime di Guerra Légami, Mission Mercoledì 8 Luglio 2009 ore: 21:00 Cavea - 9 Luglio 2009 SIENA Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia direttore Antonio Pappano soprano Anita Watson - mezzosoprano Andrea Baker tenore Simon O'Neill - basso Brindley Sherratt Ludovico Van Beethoven, Sinfonia n. 9 Venerdì 17 Luglio 2009 - Ore 21:30 NAPOLI (piazza Plebiscito) Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra e Coro del Teatro San Carlo direttore Antonio Pappano basso Alexander Tsymbalyuk Verdi Gala! sinfonie, cori e danze Luisa Miller Sinfonia, Nabucco Va Pensiero, Trovatore Vedi le fosche, Vespri Siciliani Ouverture, Aida Gloria all’Egitto, Otello Ballabili, Boito Mefistofele Prologo. Biglietti dei concerti a Roma da € 10 a € 40 Info 068082058 www.santacecilia.it |
| News dalle Sale |
| Grazie dei dati a www.spettacolinews.it |
| Diverso da Chi? dal 20 marzo al cinema diverso da chiUn gay progressista, aspirante sindaco, felice con il suo partner che si ritrova la vita e le pulsioni sconvolte dall'incontro con una compagna di partito rigida e conservatrice. E' quanto mette in scena Diverso da chi?, la divertente commedia di Umberto Carteni, che mescola sentimenti e satira politica, interpretata da Luca Argentero, Claudia Gerini e Filippo Nigro al debutto il 20 marzo in circa 300 sale distribuita da Universal. Il film, prodotto da Cattleya, naviga tra temi come normalità e diversità, i diritti dei gay, le famiglie allargate, l'omofobia, attraverso il delicato ménage à trois cui danno vita i tre protagonisti. Un mix piaciuto all'Arcigay che ha apprezzato del film "la freschezza della sceneggiatura e la graffiante ironia con cui è dipinta l'ipocrisia della politica italianà, come scrive Aurelio Mancuso, presidente dell'associazione, ma che ha avuto anche l'approvazione dalla Commissione Nazionale di valutazione Film, curata dall'Acec per la programmazione nelle sale parrocchiali. nigroSecondo la Gerini, il film rispecchia "la realtà, che è fatta di tanti tipi di famiglie diverse, lontane dal classico madre, padre, figlio, ma capaci comunque di dare affetto a un bambino. Certo in Italia, siamo ancora molto lontani dall'accettazione, politicamente luca argenteroparlando, di situazioni come quella del film. Se pensiamo che ci sono ancora politici che considerano l'omosessualità una malattia...". Il film, aggiunge il regista - qui alla sua opera prima - "racconta anche come la politica non rispecchi mai ciò che realmente accade, ma resti sempre un passo indietro". Nella storia, Piero (Argentero), politico gay rampante di centrosinistra aspirante sindaco in una città del nord-est, compagno di Remo (Nigro), si prende una sbandata per la vicesindaco Adele (Gerini), divorziata suo malgrado, e dedita alla difesa della famiglia. Durante una campagna elettorale infuocata contro un sindaco iperconservatore (Francesco Pannofino), Piero e Adele, tra una ricaduta nella passione e l'altra, concepiscono un bambino... "Sono partito dal puro ribaltamento dei concetti di normalità e diversità - dice lo sceneggiatore Fabio Bonifacci -. Trovavo divertente e fresco affrontare certi concetti attraverso la storia di un gay simbolo del movimento omosessuale che si trova a diventare "diverso" prendendosi una cotta per una donna". I due attori dicono di non essersi ispirati a nessun reale politico per i propri ruoli, anche se, scherza Claudia Gerini, "Adele, quando si emancipa nel look, non ricorda un po' l'ultima Pivetti?". Argentero, che torna a interpretare un gay a due anni da Saturno contro di Ozpetek (che gli ha dato dei consigli anche per questo ruolo), scherza invece con il suo compagno sullo schermo, Filippo Nigro: "A furia di provare, alla fine sembravamo una coppia vera". |
| I Love Shopping i love shoppingIl film è ambientato nell’affascinante mondo di New York dove Rebecca Bloomwood è una ragazza che ama divertirsi e che è veramente brava nello shopping, forse anche troppo. Lei sogna di lavorare per la sua rivista di moda preferita, ma non riesce a ottenere un incarico, fino a quando, per uno scherzo del destino, le viene affidata la rubrica di una rivista economica dello stesso editore. Mentre i suoi sogni iniziano a realizzarsi, deve compiere degli sforzi ancora più esilaranti ed estremi per impedire che il suo passato le rovini il futuro. Il ruolo di Rebecca è interpretato da Isla Fisher. Il film è prodotto dall’esperto di blockbuster Jerry Bruckheimer e il regista P.J. Hogan. La sceneggiatura di Tracey Jackson, Tim Firth e Kayla Alpert si basa sui libri “I Love Shopping”di Sophie Kinsella diventati un fenomeno internazionale, conquistandosi un fedele e appassionato seguito di lettori. Ogni libro è entrato nelle classifiche statunitensi ed inglesi raggiungendo addirittura tre romanzi nella top ten del Washington Post. Il successo della serie ha catturato l’attenzione del produttore Jerry Bruckheimer. “La nostra società è sempre in cerca di idee originali”, sostiene Bruckheimer. “Sophie ci ha aiutato nella realizzazione del film per assicurare che il passaggio di Rebecca Bloomwood sul grande schermo fosse fedele al cuore e alle tematiche dei romanzi”. “Se osserviamo la crisi di debiti che avviene proprio ora negli Stati Uniti, in cui tutti hanno 27 carte di credito, ognuno può riconoscersi in Rebecca Bloomwood”, aggiunge il produttore esecutivo Mike Stenson. La Kinsella ha presentato al pubblico Rebecca Bloomwood otto anni fa. Da allora, più di 15 milioni di lettori in 35 nazioni, tra cui gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, così come tutta l’Europa occidentale e orientale e Paesi come Scandinavia, Turchia, Giappone, Cina, Corea, Indonesia, Thailandia e Vietnam, hanno iniziato ad amare questa maniaca dello shopping affascinante, sventurata e perennemente ottimista. E quale luogo perfetto per girare questo film se non New York? La città calzava benissimo come ambientazione di “I Love Shopping” e una volta che è stata presa la decisione ambientare la storia negli Stati Uniti, era chiaro che il racconto di Rebecca Bloomwood sullo shopping eccessivo poteva svolgersi soltanto in un luogo. “New York è un personaggio vero e proprio, un’icona di tutte le città, oltre che la capitale mondiale della moda”, sostiene il produttore Jerry Bruckheimer. "L’eccitazione è nei negozi. Nei romanzi, Becky Bloomwood si reca a Manhattan nel secondo libro e scopre di trovarsi nel paradiso dello shopping. Cosa di meglio che mettere una maniaca dello shopping nel paradiso dello shopping?”, aggiunge il regista Hogan. Le elaborate riprese presentavano la notevole sfida di girare nelle strade e nei negozi di una delle più affollate, per non dire caotiche, città del pianeta. “Girare nelle strade di New York è come entrare spontaneamente in un manicomio”, sostiene Hugh Dancy. “Ti ritrovi a lavorare nel mezzo di una città decisamente affollata. E’ piena di gente e confusa, ma l’obiettivo è proprio questo. Lo fai apposta, perché le scene di New York sono intimamente legate alla recitazione. Penso che aggiunga qualcosa alla personalità del film”. I realizzatori si sono rivolti a Kristi Zea come scenografa. “Kristi è la principale scenografa di New York”, sostiene Bruckheimer. “Lei capisce la città e il melting pot esistente, la struttura di cui hai bisogno, e grazie al suo senso del design e della moda crea dei set meravigliosi, sia per gli uffici delle riviste Successful Saving e Alette o per ridecorare i negozi famosi e le loro vetrine”. La Zea rivela di “aver immediatamente capito che il film avrebbe avuto delle grandi potenzialità visive. E’ divertente avere a che fare con l’alta moda e i trend, e considerando che io ho una formazione nei costumi, ho capito che questo sarebbe stato un film in cui puoi mostrare tutto e lanciare anche delle mode. La pellicola passa da un estremo all’altro per quanto riguarda le immagini e le aree economiche. C’è la moda altolocata di Madison Avenue, Fifth Avenue, il Distretto della carne, Tribeca, SoHo e i love shoppingLower East Side, mentre i genitori di Becky vivono in un universo carino tipico della classe media. Mi piaceva trovare gli elementi iconografici di New York e sottolinearli, ma anche scoprire un sistema nuovo di mostrare questa città”. Gli interni dell’appartamento eccentrico, particolare e colorato di Becky e della sua coinquilina Suze, che nella storia si trovano nell’emergente quartiere di Nolita, molto di moda attualmente e che sta nella parte meridionale di Manhattan, sono stati girati nel teatro di posa di Norwalk. Nel corso dei successivi quattro mesi, la produzione ha visitato alcune location storiche di New York, tra cui la St. James Church, St. Anthony of Padua, l’elegante Grand Salon dell’albergo Jumeirah Essex House a Central Park South, l’enorme Emigrant Industrial Savings Bank nel distretto di Wall Street, l’Hearst Tower di Lord Norman Foster e gli esterni di Rockefeller Center. Un interludio notturno con Rebecca e Luke è stato girato sulla terrazza del Rockefeller Center, con sullo sfondo la fondamentale Cattedrale di St. Patrick e (forse anche più importante per Rebecca Bloomwood) l’ugualmente sacro edificio di Saks sulla Fifth Avenue. Era compito del direttore della fotografia Jo Willems prendere una delle città più sfruttate dal cinema e mostrarla sotto una luce diversa. “Il nostro obiettivo era di rendere le ragazze, i vestiti e la città il più possibile meravigliosi”, sostiene Willems. “Questo non è un film realistico e deprimente, ma divertente, enorme e rinfrancante. Lo stile del film è dovuto alla storia e al personaggio principale, mentre io ho tentato di esaltarlo il più possibile. Attualmente, molti film vengono desaturati, ma noi abbiamo cercato di mettere più colori possibili nelle inquadrature”. I realizzatori hanno selezionato diversi negozi e boutique come location, tra cui Catherine Malandrino e l’elaborato negozio per spose Kleinfeld, così come una parte raffinata di Madison Avenue che comprendeva i negozi di Yves St. Laurent, Sonia Rykiel e Asprey. Delle scene fondamentali si svolgono anche nel negozio principale di Barneys a New York su Madison Avenue e in quello di Henri Bendel sulla Fifth Avenue. Per la scena dentro Barneys, una delle maggiori mete per lo shopping in America, Rebecca viene portata a fare spese dalla redattrice di moda Alette Naylor come test, che lei supera brillantemente con dei colori volatili, provocando il disappunto della sua arcinemica Alicia Billington. Rebecca, che firma la sua rubrica economica ‘La ragazza con la sciarpa verde’, ha trovato l’importante sciarpa verde di “Denny & George” in una scena girata nella celebre sede di Henri Bendel a New York. L’importante negozio è uno spazio per gli acquisti creato unendo tre importanti luoghi della Fifth Avenue, tra cui i celebri edifici di Coty e Rizzoli. Comprende uno straordinario atrio a tre piani, fronteggiato dalle finestre Art Nouveau simili a gioielli create da René Lalique nel 1913 e scoperte soltanto quando Bendel ha rinnovato l’edificio. Per l’atrio, la scenografa Zea e il supervisore art director Paul Kelly hanno collaborato con gli scenografi che lavorano a Bendel e creato un’insegna ispirata a “Sogno di una notte di mezza estate”. Inoltre, hanno anche dato vita a una vetrina legata all’aviazione, in cui Rebecca vede per la prima volta la sua sciarpa verde. “Quando abbiamo dovuto mettere le insegne, è stato come fare delle manovre militari”, spiega Kelly, “perché noi avevamo a disposizione soltanto otto ore per arredare Henri Bendel. Così, abbiamo pianificato tutto con grande cura”. Gli abitanti sono rimasti decisamente colpiti dai cambiamenti al negozio provocati dalla produzione cinematografica. “Le reazioni sono state fantastiche”, sostiene il responsabile di Bendel, Ed Bucciarelli. “Realizziamo una finestra elaborata come questa soltanto nel periodo delle feste natalizie, così mostrare qualcosa del genere all’inizio dell’anno è stato bellissimo. Hanno creato una vera magia”. |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Hollywood_%28California%29 Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Hollywood_%28California%29&action=history Hollywood (California)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La famosa scritta Hollywood, sulle colline di
Los Angeles.
Hollywood è un distretto della città di Los Angeles, in California, situato a nord-ovest del centro cittadino. La popolazione è stimata sulle 300.000 unità (i distretti di Los angeles non hanno confini ufficiali). Data la sua fama come centro storico del mondo del cinema e del divismo,anche se non riveste più l'importanza degli anni tra il 1920 e il 1940, il termine Hollywood è spesso utilizzato metaforicamente per intendere l'industria cinematografica americana. Ai visitatori si presenta come una zona piuttosto squallida, costruita senza una precisa connotazione urbana, formata da bassi edifici e da larghe strade e viali posti ai margini delle due celebri vie Sunset Boulevard e Wiltshire Boulevard; all'interno raccoglie i grandi teatri di posa (21 nel periodo di massima prosperità) e le abitazioni degli attori, dei registi e dei produttori, situate in genere sulle pendici della vicina collina di Beverly Hills. Sia in questo quartiere della città losangelina che nei non lontani centri di Burbank, Glendale, Culver City e Santa Monica sorgono inoltre stabilimenti di sviluppo e stampa dei film, di sincronizzazione e così via. A partire dagli anni venti la storia di Hollywood venne ad intrecciarsi con la storia stessa del cinema americano: alla fine del XIX secolo Hollywood doveva essere ancora un ranch, divenuto un villaggio soltanto agli inizi del secolo successivo.
Hollywood Boulevard,
scattata dal
Kodak Theatre.
L'incremento demografico e la fama di "mecca del cinema" arrivarono non molto più tardi, nel 1910, più o meno grazie alla lotta per i brevetti cinematografici, scatenatasi negli Stati Uniti proprio in quegli anni (con esattezza nel 1907) :quella che allora rappresentava la più potente compagnia, la Motion Picture Patents Company, monopolizzava tutti i brevetti, impedendo ai concorrenti di realizzare film; da New York e maggiormente da Chicago (che era allora il centro della produzione cinematografica)i produttori indipendenti inziarono a trasferirsi con le loro troupes in California, Stato in cui il monopolio della MMPC non era legalmente valido, e fu così che giunsero ad Hollywood. Il villaggio venne scelto sia per le favorevoli condizioni climatiche sia per la vicinanza al mare, alle montagne e al deserto (quello di Mojave), ambienti che si prestavano chiaramente come ottimi sfondi naturali per girare gli "esterni" per i vari filoni cinematografici.
Il celebre Chinese Theater, uno dei simboli di
Hollywood
Già nel 1920 Hollywood (il cui nome significa letteralmente "bosco di agrifogli"), era divenuta il centro dell'industria cinematografica americana per eccellenza, e qui nacque e si sviluppò su vasta scala il fenomeno del divismo, non senza tuttavia alcune conseguenze negative. Benché fosse ricercata per il lusso e la popolarità che la più grande macchina di produzione per il grande schermo poteva offrire, il tutto alimentato dalle cronache mondane e dagli uffici stampa pubblicitari, non va dimenticata l'immensa folla di questuanti che, provenienti da ogni parte dell'America ma anche dell'Europa, attendevano invano l'occasione proprizia per inserirsi nel mondo del cinema: anche scrittori famosi, chiamati a Hollywood,si adattarono alla vita di soggettisti e sceneggiatori e spesso il lavoro non venne neppure utilizzato (è il caso di Scott Fitzgerald). Su tutto regnavano i produttori per i quali, più che le ragioni artistiche, valevano le qualità commerciali di un'opera. La storia di Hollywood è segnata da un graduale ma quasi inarrestabile declino della sua fortuna nel secondo dopoguerra. Moltelplici foruno i motivi di questa decadenza, tra cui: una legge che, impedendo la concentrazione di numerose attività economiche legate al cinema nelle mani di poche industrie, causò una crisi delle grandi compagnie cinematografiche; la concorrenza della televisione; il distacco del pubblico giovanile. Di conseguenza furono inevitabili la riduzione del numero di film prodotti, lo spostamento di numerose produzioni a New York o in Europa (per es. a Cinecittà), la chiusura di numerosi studi. Negli anni settanta si registrò un miglioramento della situazione; i produttori cinematografici, infatti, riuscirono a superare la crisi a tutti i diversi livelli elencati. Le produzioni si attennero a politiche di decentramento delle attività, con ampi ricorsi a produzioni televisive (molti telefilm che vediamo ancora oggi sui nostri teleschermi sono prodotti delle grandi case hollywoodiane). Hollywood resta, comunque, a tutto merito il sogno di centinaia tra coloro che desiderano far carriera "sul grande schermo", il più grande centro di produzione filmica passata e presente, la casa del film per antonomasia.
Curiosità [modifica]
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| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Mostra_del_Cinema_di_Venezia Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mostra_Internazionale_d%27Arte_Cinematografica_di_Venezia&action=history Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di VeneziaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Mostra del Cinema di Venezia)
Il Leone di Venezia, simbolo del festival
La Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia è un festival cinematografico che si svolge annualmente nella città lagunare (solitamente tra la fine del mese di agosto e l'inizio di settembre) nello storico Palazzo del Cinema, sul Lungomare Marconi, al Lido di Venezia. È il festival cinematografico più antico del mondo (la prima edizione si tenne nel 1932). Giunta nel 2008 alla sessantacinquesima edizione, la mostra si inquadra nel più vasto scenario della Biennale di Venezia, festival culturale che include un'esposizione di arte contemporanea. La prima edizione si tenne in concomitanza con la XVIII Biennale. Il premio principale che viene assegnato - assieme a diversi altri - è il Leone d'Oro, che deve il suo nome al simbolo della città (il leone della basilica di San Marco). Tale riconoscimento è considerato uno dei più importanti dal punto di vista della critica cinematografica, al pari di quelli assegnati nelle altre due principali rassegne cinematografiche europee, la Palma d'Oro del Festival di Cannes e l'Orso d'Oro del Festival di Berlino. Nel loro insieme, si tratta di tre premi ambiti e di grande impatto, spesso in controtendenza rispetto agli Oscar statunitensi, che si svolgono abitualmente in primavera.
Storia della Mostra [modifica]
Gli anni trenta [modifica]La prima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (denominata 1a Esposizione Internazionale d'Arte Cinematografica) si svolse dal 6 al 21 agosto del 1932. Il festival nacque da un'idea del presidente della Biennale di Venezia, il conte Giuseppe Volpi di Misurata, dello scultore Antonio Maraini, segretario generale, e di Luciano De Feo, il segretario generale dell'Istituto internazionale per il cinema educativo, emanazione della Società delle Nazioni con sede a Roma, concorde sull'idea di svolgere la rassegna nella città lagunare, e che fu il primo direttore-selezionatore.
Il pubblico del festival in una delle sue prime
edizioni sulla terrazza dell'Hotel Excelsior
La mostra viene giustamente considerata la prima manifestazione internazionale di questo tipo, ricevendo un forte appoggio dalle autorità. La prima edizione si svolse alla terrazza dell'Hotel Excelsior al Lido di Venezia, ma ancora non si trattava di una rassegna competitiva. I titoli venivano solamente presentati al pubblico, ma nonostante questo l'edizione del 1932 vanta pellicole di grande valore, divenuti poi veri e propri "classici" della storia del cinema. Tra questi vale la pena di ricordare Forbidden del grande regista americano Frank Capra, Grand Hotel di Edmund Goulding, Il Campione di King Vidor, il primo ed inimitabile Frankenstein di James Whale, The Devil to Pay! di George Fitzmaurice, Gli uomini, che mascalzoni... di Mario Camerini e A noi la libertà di René Clair. Oltre ai film citati, in concorso sono presenti opere di altri grandi registi, quali Raoul Walsh, Ernst Lubitsch, Nikolaj Ekk, Howard Hawks, Maurice Tourneur, Anatole Litvak. Personaggi di spicco di questa prima rassegna sono gli attori che appaiono sul grande schermo attraverso le pellicole proiettate, che garantiscono alla mostra un successo maggiore di quello aspettato, portando nelle sale oltre 25mila spettatori. Si parla dei maggiori divi internazionali dell'epoca, Greta Garbo, Clark Gable, Fredric March, Wallace Beery, Norma Shearer, James Cagney, Ronald Colman, Loretta Young, John Barrymore, Joan Crawford, senza dimenticare l'idolo italiano Vittorio De Sica ed il grande Boris Karloff, passato alla storia per il suo ruolo del mostro nel primo Frankenstein. Il primo film della storia della mostra viene proiettato la sera del 6 agosto 1932: si tratta di Il dottor Jekyll (Dr. Jekyll and Mr. Hyde) di Rouben Mamoulian; al film seguì un grande ballo nei saloni dell'Excelsior. Il primo film italiano, Gli uomini, che mascalzoni... di Camerini, venne presentato invece la sera dell'11 agosto 1932. In mancanza di una giuria e dell'assegnazione di premi ufficiali, introdotti solamente più tardi, un referendum indetto dal comitato organizzatore, presieduto da Attilio Fontana dell'ICE (Istituto del Commercio Estero), svolto tra il pubblico accorso alla rassegna decreta miglior regista il sovietico Nikolaj Ekk per il film Il cammino verso la vita, mentre il film di René Clair A noi la libertà viene eletto come il più divertente, come migliore attrice è premiata Helen Hayes, come miglior attore Fredric March , il film "più commovente" risulta essere la pellicola americana "Il fallo di Madelon Claudet" di Edgar Selwyn La seconda edizione si svolge due anni dopo, dal 1 al 20 agosto 1934. Inizialmente, infatti, la rassegna si trova indissolubilmente legata alla più ampia Biennale di Venezia, rispettandone la cadenza. L'esperienza della prima edizione porta subito, comunque, una importante novità: si tratta della prima edizione competitiva. Le nazioni in gara con almeno un proprio esponente sono ben 19, più di 300 i giornalisti accreditati alle proiezioni. Viene istituita la Coppa Mussolini per il miglior film straniero ed italiano, ma ancora non esiste una vera giuria. È la presidenza della Biennale che, consultati alcuni esperti e secondo il parere del pubblico, in accordo con l'Istituto Internazionale per la Cinematografia Educativa di Luciano de Feo, ancora direttore della mostra, decreta i vincitori dei premi. Oltre alla Coppa Mussolini vengono distribuite le Grandi Medaglie d'Oro dell'Associazione Nazionale Fascista dello Spettacolo e i premi per le migliori interpretazioni. La miglior attrice è una giovane Katharine Hepburn, premiata per la sua splendida interpretazione in Piccole Donne di George Cukor. Il premio per il miglior film straniero va a L'uomo di Aran, di Robert Joseph Flaherty, un documentario d'autore, genere molto apprezzato all'epoca. Si ripresenta inoltre Frank Capra con uno dei suoi film più celebrati, Accadde una notte, con Clark Gable e Myrna Loy. Alla seconda edizione, la mostra vanta già il suo primo scandalo: durante una sequenza di Estasi, del regista cecoslovacco Gustav Machatý, Hedwig Kieslerová, conosciuta successivamente come Hedy Lamarr, appare sul grande schermo in un nudo integrale. Già dalla terza edizione, 1935, la mostra diventa annuale, come conseguenza del grande successo di pubblico e di critica riscosso dalle due prime edizioni, sotto la direzione di Ottavio Croze. Col crescere della notorietà e del prestigio della rassegna, cresce anche il numero di opere e dei paesi partecipanti in concorso. A partire da questa edizione, però, e fino al dopoguerra, non parteciperanno più i film sovietici, mentre il prestigioso premio per gli attori assume la denominazione di Coppa Volpi, dal cognome del conte Giuseppe Volpi di Misurata, padre della rassegna. Ancora una volta il festival vanta film di grande valore: Il traditore di John Ford, Capriccio spagnolo di Josef von Sternberg, con Marlene Dietrich, ed il vincitore del premio per il miglior film straniero, Anna Karenina, di Clarence Brown, con Greta Garbo, presente per la seconda volta al Lido di Venezia. Nel 1936 è tempo per un'altra "prima volta", quella della Giuria internazionale, mentre si consolida il prestigio della rassegna, con la presenza ancora una volta di film di registi importanti come Frank Capra, John Ford, Max Ophüls, René Clair, Josef von Sternberg, Marcel L'Herbier. Il maggior successo di pubblico, tuttavia, lo riscuote il divo italiano Amedeo Nazzari. Proseguono di edizione in edizione le innovazioni della mostra: nel 1937 viene inaugurato il nuovo Palazzo del Cinema, opera dell'architetto Luigi Quagliata, costruito a tempo di record, secondo i dettami del Modernismo, diffusosi all'epoca e mai più abbandonato nella storia della rassegna, tranne che tra il 1940 ed il 1948. La Mostra così si ingrandisce: aumenta il numero delle nazioni partecipanti e dei film accettati. Questa volta le luci della ribalta sono tutte puntate su Marlene Dietrich, che porta scompiglio al Lido di Venezia, ma anche Bette Davis si afferma fortemente tra il pubblico, vincendo il premio come migliore attrice. La rivelazione di questa edizione è il giovane attore francese Jean Gabin, protagonista de La grande illusione di Jean Renoir, vincitore del gran premio della giuria internazionale. Nel 1938 anche la mostra subisce le pesanti pressioni politiche dettate dal governo fascista. I vincitori vengono imposti alla giuria internazionale, e film vincitori risultano il tedesco Olympia di Leni Riefenstahl e Luciano Serra pilota di Goffredo Alessandrini, due film di esplicita propaganda, seppure il primo è ancora oggi riconosciuto come uno dei capolavori del cinema degli anni trenta. Questa edizione è anche l'ultima in cui il cinema americano, finora sempre presente in maniera importante, sia quantitativamente, che qualitativamente, è presente al Lido di Venezia. Si congeda con un premio ad uno dei migliori lungometraggi animati di Walt Disney, Biancaneve e i sette nani. Il 1938 è anche l'anno della prima grande retrospettiva, secondo il criterio di continua innovazione del festival, che in questa occasione viene dedicata al cinema francese dalle origini al 1933, che tra tutte le nazioni era quello che di più aveva offerto autentici capolavori: A noi la libertà (1932) di René Clair, Un carnet da ballo (1937) di Julien Duvivier, La grande illusione (1937) e La bestia umana (1939) di Jean Renoir, Il porto delle nebbie (1938) e Alba tragica (1939) di Marcel Carné.
Gli anni quaranta [modifica]Gli anni quaranta rappresentano uno dei momenti più difficili della rassegna. La conclusione della Seconda guerra mondiale divide il decennio in due. Se già dal 1938 le pressioni politiche falsarono e rovinarono il festival, con l'avvento del conflitto la situazione degenerò a tal punto che le edizioni del 1940, 1941 e 1942, successivamente considerate non avvenute, si svolsero ben lontano dal Lido di Venezia. Pochi paesi partecipanti e l'assoluto monopolio delle opere e dei registi appartenenti all'asse Roma-Berlino, in un clima più propagandistico che artistico, rappresentati fortemente anche dai divi italiani, tra i quali spiccarono Alida Valli, Assia Noris e Fosco Giachetti. Dopo la triste parentesi, la mostra riprende a pieno regime nel 1946 a seguito della conclusione della guerra, ma le proiezioni si svolgono stavolta al cinema San Marco, a causa della requisizione del Palazzo del Cinema ad opera dagli Alleati. Il nuovo direttore è Elio Zorzi, che con la sua opera vuole recuperare la libertà e la internazionalità che aveva portato la mostra al successo, distrutta dagli anni di guerra precedenti. L'edizione del 1946 per la prima volta si tenne nel mese di settembre, a seguito dell'accordo con il neonato Festival di Cannes, che proprio nella primavera del '46 aveva tenuto la sua prima rassegna. A caratterizzare questo nuovo percorso sono i molti importanti film del Neorealismo, uno dei più significativi movimenti nella storia del cinema italiano, quali Paisà (1946) di Roberto Rossellini, Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano, Caccia tragica (1947) di Giuseppe De Santis, Senza pietà (1948) di Alberto Lattuada e La terra trema (1948) di Luchino Visconti; nonostante il loro indiscusso valore e il successo di pubblico, le opere non ottengono il meritato riconoscimento di critica.
Una proiezione della Mostra a Palazzo Ducale, 1947
La mostra torna comunque ad ospitare anche i grandi registi internazionali: Orson Welles, Laurence Olivier, Fritz Lang, John Huston, Claude Autant-Lara, David Lean, Henri-Georges Clouzot, Jean Cocteau, Michael Powell ed Emeric Pressburger, oltre ai già presenti Jean Renoir, Julien Duvivier, Marcel Carné. Con il ritorno alla normalità tornano a Venezia anche le grandi icone del cinema mondiale, tra le quali spiccano Rita Hayworth, Joseph Cotten, Olivia de Havilland, ma la vera protagonista è l'attrice romana Anna Magnani, premiata per la sua splendida interpretazione ne L'onorevole Angelina di Luigi Zampa con la Coppa Volpi per la migliore attrice nel 1947. Nel 1947 la mostra si tenne al Palazzo Ducale, in una splendida ed unica cornice, raggiungendo un record di 90mila presenze. Sicuramente si può parlare di una delle migliori edizioni della storia del festival, che vide finalmente il ritorno al Lido di Venezia delle opere dell'URSS, accostate alle nuove "democrazie popolari", come la Cecoslovacchia, che all'esordio vinse il primo premio grazie al film Siréna del cineasta Karel Stekly. Il 1947 vede anche ripristinata la Giuria internazionale per assegnare il Gran premio internazionale di Venezia. Nel 1949, sotto la direzione del nuovo responsabile Antonio Petrucci, la manifestazione ritorna definitivamente al Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. Viene istituito il Premio Leone di San Marco per il miglior film, vinto per la prima volta da Manon di Henri-Georges Clouzot, ma va segnalato l'esordio di Jacques Tati con Giorno di festa, tra i film del sempre presente ed apprezzato cinema francese.
Gli anni cinquanta [modifica]Negli anni cinquanta finalmente il valore della Mostra viene riconosciuto definitivamente nel campo internazionale, conoscendo un periodo di forte espansione, e concorrendo all'affermazione di nuove scuole di cinema, come quella giapponese e quella indiana, con l'arrivo dei più grandi registi e divi. In questi anni la rassegna cambia più volte direttore, alla ricerca di nuovi spunti e nuove strade da percorrere: Antonio Petrucci (1949-1953), di nuovo Ottavio Croze (1954-1955), Floris Ammannati (1956-1959). Sono anni importanti, con il mondo del cinema che sembra ormai essersi lasciato definitivamente alle spalle il fantasma della guerra, e la mostra contribuisce ad influenzare le tendenze dell'epoca. Venezia lancia definitivamente il cinema giapponese, che si impone alla ribalta in Occidente grazie al Leone d'Oro vinto da Rashōmon del grande regista nipponico Akira Kurosawa nel 1951, "bissato" sette anni dopo, nel 1958, da L'uomo del risciò di Iroshi Inagaki. I racconti della luna pallida d'agosto (1953), L'intendente Sanshô (1954) di Kenji Mizoguchi e I sette samurai (1954), sempre di Kurosawa, vincono il comunque prestigioso secondo premio, il Leone d'Argento, mentre altri film nipponici in concorso, non premiati, riscuotono comunque un buon successo, come La vita di O Haru donna galante (1952) di Kenji Mizoguchi e L'arpa birmana (1956) di Kon Ichikawa. Lo stesso successo riscuote il giovane cinema indiano, che si afferma a sua volta con un Leone d'Oro vinto nel 1957 da L'invitto di Satyajit Ray. La scuola dell'Est europeo, premiata già con il Gran premio della Giuria internazionale ottenuto nel 1947 dall'opera del cecoslovacco Karel Stekly, Siréna, si impone nuovamente grazie alla presenza di nuovi validi autori, tra i quali meritano una citazione Andrzej Wajda e Andrzej Munk. Dopo l'exploit negli anni quaranta dei primi film neorealisti, gli anni cinquanta segnano l'arrivo sugli schermi del festival di due dei più grandi ed amati registi italiani del dopoguerra, Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, che vengono consacrati proprio dalla loro presenza al Lido. Contemporaneamente, ai grandi maestri si affacciano una serie di giovani emergenti, promettenti volti nuovi di un panorama nazionale in grande ascesa, quantitativa e , soprattutto, qualitativa, che daranno vita al periodo forse più brillante del cinema italiano sul piano internazionale. A Venezia si presentano nel 1958 Francesco Rosi, con La sfida, e soprattutto Ermanno Olmi, con l'opera prima Il tempo si è fermato, datata 1959. Nonostante la grande fama ed il prestigio ottenuto, il cinema italiano non viene adeguatamente premiato al festival, scatenando roventi polemiche. Due episodi accendono lunghe discussioni: il Leone d'Oro non assegnato a Luchino Visconti né nel 1954 per Senso, a favore del film Giulietta e Romeo di Renato Castellani, né nel 1960, per Rocco e i suoi fratelli, questa volta in favore di un film d'oltralpe, Il passaggio del Reno di André Cayatte. Il massimo riconoscimento gli verrà conferito solo nel 1964, quando Vaghe stelle dell'Orsa vince finalmente l'ambito premio. Anche Roberto Rossellini, altro autore di spicco del cinema italiano dell'epoca, presenta molti dei suoi film nel corso della rassegna: il 1950 è l'anno di Francesco giullare di Dio e Stromboli terra di Dio, due anni dopo presenta Europa '51. Scandali a parte, è il cinema europeo a fare la parte del leone. La scuola del vecchio continente si afferma tanto con autori già noti, quali il danese Carl Theodor Dreyer, premiato con il Leone d'Oro per il suo Ordet (1955) e lo svedese Ingmar Bergman, che con Il volto conquista il Premio Speciale della Giuria nel 1959, dopo aver già partecipato alla mostra nel 1948, allora completamente sconosciuto e inosservato, con Musica nel buio, quanto con i nuovi autori. In questo campo si mette in luce ancora una volta il cinema francese; Robert Bresson si rivela nel 1951 con Il diario di un curato di campagna; Louis Malle presenta, nel 1958 il film scandalo Gli amanti, che nonostante le polemiche e l'indignazione di molti vince il Premio Speciale; ultimo, solo in ordine di tempo, exploit è quello di Claude Chabrol, presenta nel 1958 Le beau Serge, considerato successivamente dalla critica come il film che diede inizio al movimento della Nouvelle Vague. In questi anni, finalmente Venezia può celebrare il ritorno alla mostra del cinema statunitense, che si presenta con nuovi registi quali Elia Kazan, Billy Wilder, Samuel Fuller, Robert Aldrich. I nuovi divi del panorama cinematografico si fanno conoscere al Lido: il 1954 è il turno di Marlon Brando, con il film Fronte del porto, di Elia Kazan, quattro anni dopo, nel 1958, a monopolizzare l'attenzione di tutti è Brigitte Bardot, protagonista del film La ragazza del peccato di Claude Autant-Lara, ma anche i divi e soprattutto le dive italiane si fanno notare: due nomi su tutti sono quelli di Sophia Loren, vincitrice della Coppa Volpi nel 1958 per l'interpretazione in Orchidea nera di Martin Ritt, e Gina Lollobrigida, ma anche Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Silvana Mangano, presenti nel film vincitore del Leone d'Oro del 1959, La grande guerra di Mario Monicelli, e Giulietta Masina, lanciata dalle sue interpretazioni in vari film di Federico Fellini.
Gli anni sessanta [modifica]Gli anni sessanta registrano un continuo sviluppo ed ampliamento della mostra, secondo il percorso artistico seguito nel dopoguerra. L'edizione del 1960 viene ricordata come la più contestata della storia del festival, per la mancata assegnazione del Leone d'Oro a uno straordinario film di Luchino Visconti, Rocco e i suoi fratelli, a favore dell'opera del francese André Cayatte Il passaggio del Reno. Il pubblico in sala fischiò per tutto il tempo della cerimonia di premiazione e la proiezione del film vincitore. Si trattava della seconda grande delusione per il regista, già beffato nel 1954, quando aveva presentato Senso. Agli inizi del decennio, il festival si fece promotore di una profonda opera di rinnovamento del cinema. Vennero create numerose sezioni per diversificare l'offerta ed ampliare il campo d'azione. Vennero presentati importanti film del free cinema inglese, fino ad allora semisconosiuto, come Sabato sera, domenica mattina (1961) di Karel Reisz, Sapore di miele (1962) di Tony Richardson, o Billy il bugiardo (1963) di John Schlesinger, mentre trovò piena consacrazione la Nouvelle Vague francese, presente grazie a Jean-Luc Godard ed Alain Resnais. Alcuni giovani registi italiani si affacciarono per la prima volta davanti al grande pubblico: Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Paolo ed il fratello Vittorio Taviani, Vittorio De Seta, Valerio Zurlini, Marco Ferreri, Florestano Vancini, Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Tinto Brass, mentre alcuni altri si confermarono all'altezza di quanto avessero mostrato agli esordi negli anni cinquanta, registi del calibro di Francesco Rosi, Ermanno Olmi e Gillo Pontecorvo. Dopo le polemiche del 1960, i premi successivi furono attendibili e non senza coraggio: l'anno successivo vinse L'anno scorso a Marienbad di Alain Resnais, mentre nel 1962 il premio venne assegnato ex aequo a Valerio Zurlini e Andrej Tarkovskij, rispettivamente con Cronaca familiare e L'infanzia di Ivan.
Contestazione di fronte al Palazzo del Cinema,
1968. In prima fila il regista
Marco Ferreri.
Dal 1963 il vento delle novità porto il "professore" Luigi Chiarini alla direzione della mostra, aprendo un'era che durò fino al 1968. Negli anni della sua presidenza, Chiarini puntò a rinnovare lo spirito e le strutture della mostra, puntando a una riorganizzazione dalla base di tutto il sistema. Per sei anni, la mostra seguì un percorso coerente, secondo i rigorosi criteri dettati per la selezione delle opere in concorso, opponendosi alla mondanità, alle pressioni politiche e alle ingerenze delle sempre più esigenti case di produzione, preferendo la qualità artistica dei film contro la crescente commercializzazione dell'industria del cinema. Un punto chiave della gestione Chiarini fu il continuo ed utile confronto di diverse generazioni e scuole di registi. Conferme ed emergenti si alternarono sugli schermi della mostra, maestri ed allievi: Jean-Luc Godard, Carl Theodor Dreyer, Ingmar Bergman, Arthur Penn, Pier Paolo Pasolini, Robert Bresson, Akira Kurosawa, Roman Polanski, François Truffaut, Roberto Rossellini, Joseph Losey, Miloš Forman, e ancora Carmelo Bene, John Cassavetes, Alain Resnais, Luis Buñuel, vincitore nel 1967 del Leone d'Oro con Bella di giorno, un film decisamente meno d'avanguardia rispetto a quelli del periodo della sua collaborazione con Salvador Dalì. Il cinema italiano è il vero marchio di fabbrica di questo periodo della mostra, grazie anche alla ribalta di nuovi divi emergenti, come Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni e Monica Vitti, ma soprattutto per l'eccezionale serie di quattro vittorie consecutive del premio più prestigioso: 1963, Le mani sulla città di Francesco Rosi; 1964, Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni; 1965; Vaghe stelle dell'Orsa, la tanto attesa vittoria di Luchino Visconti; infine, nel 1966, La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Le agitazioni sociali e politiche del 1968 ebbero forti ripercussioni anche sulla Biennale di Venezia, retta ancora dallo statuto di epoca fascista, e di conseguenza anche sulla mostra del cinema, da questa dipendente, che subì pesanti e continue contestazioni, portando a rompere con la tradizione secondo le linee di pensiero dell'epoca. Dal 1969 al 1979 la rassegna si tenne, ma non furono assegnati premi e si tornò alla non-competitività della prima edizione. Nel 1973, 1977 e 1978, la mostra addirittura non si tenne. Il Leone d'Oro fece il suo ritorno solamente nel 1980, paradossalmente in doppia copia per la vittoria ex aequo di Louis Malle e John Cassavetes.
Gli anni settanta [modifica]L'effetto della contestazione sessantottina fu, dunque, l'abolizione della competizione e quindi del relativo conferimento dei premi. Le dieci edizioni tenutesi tra il 1969 ed il 1979 furono dunque non competitive. I primi due anni furono sotto la direzione di Ernesto Laura, direzione che passò successivamente a Gian Luigi Rondi e quindi a Giacomo Gambetti. Come parziale compensazione della mancata competizione, vennero inaugurate nuove sezioni, tese ad ampliare l'offerta della mostra. Un'importante novità fu l'introduzione, nel 1971, del Leone d'Oro alla carriera, che ebbe come primi destinatari due nomi eccellenti: il regista americano John Ford, più volte presente al festival, e, l'anno successivo, Charlie Chaplin, per la sua opera di uomo di cinema completo e poliedrico. Il 1971 viene ricordato anche come l'anno della prima proiezione di uno dei film-modello della Rivoluzione culturale cinese: Il distaccamento femminile rosso. Nel 1972 venne organizzata nel centro storico della città una manifestazione cinematografica parallela in aperto contrasto con la mostra "ufficiale" organizzata dalla Biennale di Venezia, le Giornate del cinema italiano, sotto l'egida dell'ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) e dell'AACI (Associazione Autori Cinematografici Italiani), criticandone aspramente la nuova direzione. L'anno successivo, il direttore in carica, Gian Luigi Rondi, fu costretto a dimettersi. Con lo statuto della Biennale ancora fermo in Parlamento, immutato dal periodo fascista, tutte le manifestazioni legate all'organizzazione saltarono, mostra compresa. Le due associazioni degli autori italiani colsero la palla al balzo, organizzando nuovamente le Giornate del cinema italiano, che tuttavia non riuscirono ad affermarsi ed a soppiantare il festival ufficiale. La direzione passò dunque a Giacomo Gambetti, che la mantenne tra il 1974 ed il 1976, il quale tentò una strada nuova, cercando di cambiare l'immagine della mostra. Si inaugurarono omaggi, retrospettive, convegni, proposte di nuovi film, optando per delle proiezioni decentrate rispetto al cuore della città. Nel 1977, all'interno dei progetti della Biennale, si svolse una manifestazione dedicata interamente al cinema dell'Est europeo, integrandosi nel progetto della fondazione sul "dissenso culturale". L'anno successivo la mostra non ebbe nuovamente luogo. Nonostante le contestazioni ed il brutto momento attraversato tanto dalla mostra, quanto dalla Biennale di Venezia stessa, le edizioni si caratterizzarono per le opere che mostrarono forti sintomi di un deciso quanto atteso rinnovamento del cinema negli anni settanta. A questo proposito, vanno ricordate pellicole come I diavoli di Ken Russell e Domenica, maledetta domenica di John Schlesinger, o Attenzione alla puttana santa, l'ennesimo film-scandalo, di Rainer Werner Fassbinder, tutti e tre datati 1971, Anche gli uccelli uccidono di Robert Altman, Prima del calcio di rigore di Wim Wenders, entrambi del 1972, poi ancora La rabbia giovane di Terrence Malick; tre anni dopo, nel 1976 è il momento di Novecento di Bernardo Bertolucci e L'ultima donna di Marco Ferreri. Tra tutti questi film, spicca il capolavoro che Stanley Kubrick presentò al pubblico nella rassegna lagunare del 1972, Arancia meccanica, con protagonista Malcolm McDowell, un film che fece immancabilmente discutere e parlare di sé. La sperata rinascita vera e propria arriva nel 1979, grazie al nuovo direttore Carlo Lizzani, deciso a rilanciare l'immagine ed il valore che la mostra aveva perso nell'ultimo decennio. Quella del 1979 fu l'edizione che gettò le fondamenta per il recupero del prestigio internazionale, che sarà poi portato a termine a tutti gli effetti solo nel decennio successivo. Con la sua preziosa esperienza di regista, Lizzani diede una svolta che partì dal nome, chiamando la rassegna con un semplice e sobrio 'Mostra Internazionale del Cinema, anziché Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, la denominazione che mantiene ancora oggi. Deciso a voler offrire un'immagine più moderna e pronta della mostra, il neo-direttore formò un comitato di esperti per aiutarlo a selezionare le opere e a dare ancor più una svolta al festival. Tra i collaboratori figurano personaggi di spicco dell'ambiente culturale italiano, ma non solo, dell'epoca, tra i quali Alberto Moravia, Cesare G. De Michelis[1], Roberto Escobar, Giovanni Grazzini, Enzo Scotto Lavina e Paolo Valmarana. Come "vice" è più stretto consigliere, Lizzani portò a Venezia Enzo Ungari. Molto interessante fu l'iniziativa che portò un gran numero di divi ed attori di prestigio per una discussione dal titolo "Gli anni '80 del cinema", che diede il "la" al dibattito critico sul cinema e sulle nuove tecnologie emergenti, venute alla ribalta soprattutto grazie a Guerre Stellari (1977) di George Lucas (non presentato a Venezia), che furono di basilare importanza in quella fase di transizione della cinematografia mondiale, occupando via via sempre un'importanza maggiore sino ai giorni nostri.
Gli anni ottanta [modifica]L'uomo simbolo della rinascita della mostra è sicuramente Carlo Lizzani, direttore della rassegna tra il 1979 ed il 1982, che riesce nell'arduo compito di restituire al festival il prestigio meritato, perso nel decennio precedente. Si intensifica, accanto ad una sempre ampia gamma di pellicole, la presenza delle retrospettive, dedicate ad autori e movimenti importanti, di nuove sezioni dedicate alla ricerca ("Officina") e a film spettacolari ("Mezzogiorno-Mezzanotte"), come il primo film del ciclo di Indiana Jones, I predatori dell'arca perduta (1981) ed E.T. l'Extra-Terrestre (1982), entrambi del genio emergente Steven Spielberg, oltre al secondo episodio della trilogia originale di Guerre Stellari di George Lucas, L'Impero colpisce ancora, diretto da Irvin Kershner (1980), I cancelli del cielo di Michael Cimino (1982), l'horror Poltergeist - Demoniache presenze di Tobe Hooper (1982), remake di vecchie glorie o film eccentrici, tutte iniziative nate dalla mente del critico Enzo Ungari, collaboratore di Lizzani, una formula efficace, presa a modello per molti anni non solo in Italia. Nel 1980 la rassegna torna competitiva, dopo una lunga pausa, e viene assegnato un doppio Leone d'Oro, ex aequo tra il francese Louis Malle, con Atlantic City, USA, e l'americano John Cassavetes, con Gloria. Venezia gioca un ruolo molto importante nell'affermazione mondiale del cinema tedesco nuovo stile: Margarethe Von Trotta, la prima vincitrice del Leone d'Oro, nel 1981 stupisce la giuria con Anni di piombo, mentre Wim Wenders si afferma l'anno successivo con 'Lo stato delle cose; il documentario a puntate Berlin Alexanderplatz di Rainer Werner Fassbinder ottiene un grande successo nel 1980, ma due anni più tardi, nel 1982 la presentazione postuma, a pochi mesi dalla morte del regista, del suo ultimo film, il più controverso, Querelle, non ottiene, nonostante i pareri favorevoli, il primo premio, spaccando la giuria e scatenando vivaci polemiche. La mostra vive il suo momento d'oro, dopo la parentesi buia degli anni sessanta. Lo testimonia la capacità del festival di dare visibilità per la prima volta a grandi registi destinati, negli anni successivi, ad affermarsi come grandi autori del cinema contemporaneo. Tra questi, il giovane Emir Kusturica, vincitore del Leone d'Oro per la migliore opera prima nel 1981 con Ti ricordi di Dolly Bell?, e Peter Greenaway, che presenta, l'anno seguente, I misteri del giardino di Compton House, il film che gli darà la notorietà. Anche il cinema italiano pare essere sul punto di affrontare un "ricambio generazionale": la mostra propone film di registi quasi esordienti, come Nanni Moretti, Gianni Amelio, Marco Tullio Giordana, Franco Piavoli, Paolo Benvenuti. Nel 1983 la direzione passa nella mani di Gian Luigi Rondi, che comunque non si discosta dalla precedente linea di pensiero, rientrando, questa volta da vincitore, dopo le meste dimissioni del 1972. Vengono gettate le basi per una maggiore organizzazione della mostra, istituzionalizzando le sezioni e dando spazio ai maestri del cinema del passato e del presente. La giuria internazionale diviene composta da soli autori, secondo l'idea di Rondi di creare una "mostra degli autori, per gli autori". I membri sono scelti tra i registi emersi nei favolosi anni sessanta: il primo di essi è Bernardo Bertolucci. Vince Jean-Luc Godard con Prénom Carmen, poi nel 1984 Krystof Zanussi con L'anno del sole quieto, nel 1985 Agnès Varda con 'Senza tetto né legge, nel 1986 Eric Rohmer con Il raggio verde. Venezia ospita in questi anni molti altri grandi film, non premiati o semplicemente fuori concorso, come Zelig di Woody Allen, E la nave va di Federico Fellini, Heimat di Edgar Reitz, il cyberpunk Blade Runner di Ridley Scott, datato 1983 ed il mafia-movie C'era una volta in America di Sergio Leone (1984). Proprio nel 1984 nasce la Settimana Internazionale della Critica, un'iniziativa spontanea ed autogestita Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e dedicata esclusivamente a opere prime e seconde. Il 14° direttore della mostra è lo scrittore e critico cinematografico del quotidiano Il Messaggero di Roma Guglielmo Biraghi, già direttore del Festival di Taormina, nominato nel 1987. Il suo mandato, lungo cinque edizioni, si contraddistingue per una continua ricerca alla caccia di autori ed opere nuove ed inusuali, secondo il gusto e la passione di Biraghi per i viaggi e le culture diverse. Già nella sua prima edizione sotto la guida del nuovo direttore, in concorso erano presenti un film indiano, uno libanese, uno svizzero, uno norvegese, uno coreano ed uno turco. La "prima volta" più eclatante avviene nell'edizione del 1989: Biraghi presenterà O Recado das Ilhas di Ruy Duarte de Carvalho, primo film dell'Isola di Capo Verde presentato ad un festival internazionale di cinematografia. La nuova formula, caratterizzata da un programma snello ed incalzante, viene apprezzata sia dagli addetti ai lavori, che avevano sostenuto la nomina di Biraghi, che dal pubblico, e la prima mostra sotto la sua direzione premia un veterano, Louis Malle, con Arrivederci ragazzi (Au revoir les enfants), al quale si affiancano "nuove scoperte", registi come Carlo Mazzacurati e David Mamet, senza allo stesso tempo rinunciare a pellicole di grande spessore presentate fuori concorso, tra cui Gli intoccabili di Brian De Palma e The Dead - Gente di Dublino di John Huston. Nel 1988 la mostra si arricchisce di due nuove ed importanti sezioni, "Orizzonti" e "Notte", e degli "Eventi Speciali", tra i quali figura la proiezione di L'ultima tentazione di Cristo, uno dei più controversi film di Martin Scorsese. Il film, basato sui vangeli apocrifi, viene accolto come uno scandalo dall'ambiente religioso, soprattutto in America e quindi in Italia, prima ancora della sua apparizione a Venezia; la pellicola viene proiettata regolarmente, in un Palazzo del Cinema sorvegliato quanto un bunker, e la conferenza stampa nella quale il regista spiegherà le sue ragioni sarà affollatissima, ma ordinata. Non sono solo queste le prerogative di questa edizione del 1988, che ha il merito di scoprire il talento dello spagnolo Pedro Almodóvar e presenta al mondo uno dei maggiori successi comici della storia, Un pesce di nome Wanda di Charles Crichton, oltre a Chi ha incastrato Roger Rabbit, splendido mix di recitazione ed animazione firmato da Robert Zemeckis. Il Leone d'Oro va a La leggenda del santo bevitore di Ermanno Olmi. Il 1989 vede il trionfo di Krzysztof Kieślowski e dei suoi Dieci comandamenti: proiettati al ritmo di uno al giorno, i film polarizzano l'interesse della stampa, italiana ed estera, e del pubblico. Accanto a Kieslowski, si mette in luce anche Nanni Moretti, grazie al discusso Palombella rossa, escluso dalla rassegna ufficiale, ma inserito nella settimana della critica, dove riscuote comunque pareri positivi, seppur non manchino le critiche. Il terzo capitolo della saga di Indiana Jones, Indiana Jones e l'ultima crociata , firmato ancora da Steven Spielberg, riscuote un ampio successo, grazie anche alla bravura dei due protagonisti, Harrison Ford e Sean Connery. Il primo premio quest'anno va alla pellicola di Taiwan Città dolente di Hou Hsiao-Hsien, che getta per la prima volta i riflettori sul poco conosciuto cinema asiatico, destinato a vivere un vero e proprio boom nel decennio successivo, grazie soprattutto ai numerosi premi del festival stesso.
Gli anni novanta [modifica]L'assegnazione del Leone d'Oro del 1990 a Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard suscita nuovamente delle polemiche. Il giudizio della giuria, presieduta da Gore Vidal, lo preferisce al visionario talento emergente di Jane Campion, suscitando aspre polemiche tanto tra il pubblico, quanto tra gli addetti ai lavori, riportando alla mente le contestazioni degli anni cinquanta, quando le giurie ignorarono per due volte i film di Luchino Visconti. L'anno successivo, il film che sorprende tutti è Lanterne rosse del cinese Zhang Yimou, ma anche questa volta il film accolto con maggior calore da pubblico e critica non ottiene il Leone d'Oro; al suo posto sarà premiato Urga di Nikita Michalkov). Le ultime edizioni della direzione di Guglielmo Biraghi sono comunque caratterizzate dall'ampiezza della selezione, grazie ad un massiccio inserimento di giovani registi americani: meritano di essere ricordate le apparizioni di Spike Lee e Gus Van Sant. Accanto ai giovani, come sempre, la mostra schiera autori consolidati e riconosciuti, delle conferme come Martin Scorsese, presente nel 1990 con Quei bravi ragazzi e Jean-Luc Godard, presente l'anno seguente con Allemagne Année 90 neuf zéro. Il regista italiano Gillo Pontecorvo diviene il curatore della mostra nel 1992, per diventarne poi direttore nel 1996; da subito la sua impronta si nota sulla riorganizzazione della mostra, ed è chiaro qual è il programma del regista. Tre parole d'ordine: primo, fare della città lagunare la capitale degli autori cinematografici; secondo: riportare al Lido di Venezia i grandi registi e divi del cinema "fisicamente"; terzo ed ultimo, cercare di rivitalizzare la zona del Palazzo del Cinema grazie alla presenza dei giovani. Grazie ad una lunga e notevole serie di iniziative ed eventi, la mostra sembra riacquistare nuovo vigore. Durante il suo mandato, Gillo Pontecorvo sembra riuscire a portare a termine la sua "missione". Venezia ospita le Assise degli autori (1993), numerosi convegni e vede la luce l'UMAC (Unione Mondiale degli Autori Cinematografici), nata dalla fusione di AAIC e ANAC. La sezione "Notte" ospita film spettacolari di grande richiamo, ed il Lido torna ad ospitare le superstar hollywoodiane, quali Jack Nicholson, Harrison Ford, Bruce Willis, Kevin Costner, Mel Gibson, Nicole Kidman, Tom Hanks e Denzel Washington. A questi nomi di interpreti di film presenti alla rassegna, vanno aggiunti gli altrettanto prestigiosi Leoni d'Oro alla carriera: Dustin Hoffman, Al Pacino, Robert De Niro, Francis Ford Coppola, che nel 1992 ricevette il premio insieme all'"idolo di casa" Paolo Villaggio, il primo comico a ricevere tale riconoscimento. La zona del Lido torna a nuova vita, ospitando eventi e concerti rock nel piazzale antistante il Casinò, e grazie all'ennesima nuova iniziativa, "CinemAvvenire", Pontecorvo porta i giovani a vivere il festival da protagonisti e viene istituita la prima giuria dei giovani che consegna il prestigioso premio Anica-Flash al miglior film opera prima. Sono numerosi i giovani talenti e le pellicole lanciate durante questo periodo: i giovani italiani Mario Martone, Aurelio Grimaldi, Carlo Carlei e Paolo Virzì, e poi il neozelandese Peter Jackson (poco conosciuto prima dell'exploit come autore della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli), Sally Potter, Neil Jordan, Julian Schnabel, autore di Basquiat, film biografico sulla vita del pittore americano Jean-Michel Basquiat. Gli anni seguenti al Lido tornano i grandi autori come Robert Altman (con America oggi (Short Cuts), Leone d'Oro 1993), Abel Ferrara, Rolf De Heer, Michael Radford (suo Il Postino, con Massimo Troisi), Milcho Manchevski (Before the Rain, Leone d'Oro 1994), Lee Tamahori, Kathryn Bigelow, Gregg Araki e ancora una volta Jane Campion. Il cinema orientale fa incetta di riconoscimenti e si afferma come una vera e propria potenza sul mercato mondiale. La storia di Qiu Ju del cinese Zhang Yimou è il Leone d'Oro 1992, mentre Vive l'amour di Tsai Ming Liang riceve il premio nel 1994 (ex aequo con Altman) e Cyclo di Tran Anh Hung nel 1995. Per quel che riguarda il cinema d'oltreoceano, spiccano giovani speranze, come Roger Avary (con Killing Zoe, 1994, prodotto da Quentin Tarantino), James Gray, Henry Selick (con il lungometraggio animato Nightmare Before Christmas, ideato e prodotto da Tim Burton, 1995), Doug Liman, i fratelli Andy e Larry Wachowski, James Mangold, Guillermo del Toro e Bryan Singer. Tra le innumerevoli che fanno la loro comparsa in questo periodo, la sezione "Finestra sulle immagini", una sorta di laboratorio al lavoro su corti, medi e lungometraggi sempre nel segno dell'avanguardia e della sperimentazione. Nel 1996 nell'ambito di questo progetto, viene presentato al pubblico l'anime Ghost in the Shell di Mamoru Oshii, un vero e proprio capolavoro rivoluzionario dell'animazione nipponica, destinato a diventare un cult. Nel 1995, la mostra celebra il ritorno dietro la macchina da presa del regista italiano Michelangelo Antonioni con Al di là delle nuvole (diretto assieme al tedesco Wim Wenders). Finita l'epoca di Gillo Pontecorvo, la mostra passa in mano a Felice Laudadio, e la prima rassegna curata dal nuovo direttore rivela internazionalmente il cinema di Takeshi Kitano, il regista giapponese che vince il Leone d'Oro 1997 con Hana-bi - Fiori di fuoco. Così ridevano di Gianni Amelio è, nel 1998, il nono Leone d'Oro vinto da un film italiano. Per il cinema italiano si segnalano, oltre ad Amelio, Roberta Torre, Giuseppe Gaudino e Alessandro d'Alatri. Nel 1998, RAI e Agenzia Romana per il Giubileo producono il film Eterne le strade di Roma attraverso i deserti di Filippo Porcelli. Il film, interamente realizzato con materiali di repertorio, è presentato nella sezione prospettive ed è proiettato per tutto il 2000 nei Centri di Accoglienza dei pellegrini a Roma. La mostra, nel frattempo, dà inizio ad una politica mirata ad irrobustire ed ampliare le infrastrutture: viene realizzata un'ampia tensostruttura, il PalaLido (a partire dal 1999 PalaBNL), per ospitare il pubblico sempre più numeroso alle proiezioni e aumentare il numero degli schermi disponibili.
Gli anni 2000 [modifica]Tra il 2000 ed il 2001, la direzione si concentra su un forte rafforzamento delle infrastrutture, affiancando ai palazzi storici nuove ampie strutture, ristrutturate o create appositamente per il festival, migliorando i collegamenti tra le diverse zone e portando lo spazio totale a disposizione della rassegna ad oltre 11.000 metri quadrati. Dal 1999 al 2001 il responsabile della mostra è Alberto Barbera. Nel 2001 viene creata la sezione, competitiva anch'essa, "Cinema del Presente"; accanto al Leone d'Oro appare dunque un nuovo premio, il Leone dell'Anno, teso a dare maggior rilievo ed opportunità a opere prime e film più "marginali", pellicole con un pubblico di nicchia, orientate all'innovazione e all'originalità creativa, in una corsa continua alla sperimentazione. La mostra continua ad essere un'efficace vetrina per nuovi talenti che desiderano farsi notare all'attenzione internazionale: in questo contesto si inseriscono, per esempio, i nomi di Spike Jonze con Essere John Malkovich, David Fincher con Fight Club, Kimberly Peirce con Boys Don't Cry e Harmony Korine con Julien Donkey-Boy nel 1999, Christopher Nolan con Memento e Tarsem Singh con The Cell l'anno successivo, Alejandro Amenábar con The Others, Antoine Fuqua con Training Day ed Albert e Allen Hughes con La vera storia di Jack lo squartatore nel 2001. Evento clou degli ultimi anni è, senza dubbio, la premiere, postuma, il 13 settembre 1999 dell'ultima opera di Stanley Kubrick, Eyes Wide Shut, un evento speciale in grado di richiamare al Lido di Venezia una mole enorme di spettatori, grazie soprattutto all'eccezionale presenza della coppia protagonista, Nicole Kidman-Tom Cruise. L'anno successivo, l'evento speciale di maggior importanza e richiamo è sicuramente l'anteprima del film-documentario di Martin Scorsese sul cinema italiano, Il mio viaggio in Italia. Alcuni giovani registi italiani si mettono in bella luce durante questi anni, basti ricordare l'exploit di Matteo Garrone con L'imbalsamatore, ma i Leoni d'Oro assegnati in questi anni sono attribuiti ad opere provenienti dalle scuole di cinema d'Oriente: Non uno di meno del maestro cinese Zhang Yimou, Il cerchio di Jafar Panahi ed infine Monsoon Wedding di Mira Nair. Nel 2002 l'edizione viene organizzata un po' in fretta, in pochi mesi di tempo, sotto la direzione questa volta di Moritz De Hadeln. Nonostante ciò, la rassegna riesce a proporre un programma di grande interesse, uno sguardo completo sul panorama cinematografico mondiale odierno, creando ancora una volta un efficace mix tra autori già affermati e giovani emergenti. Ancora una volta è l'Oriente la sorpresa della mostra, rappresentato egregiamente dal regista giapponese Takeshi Kitano, già vincitore nel 1997 con Hana-bi - Fiori di fuoco, che presenta questa volta un film leggermente diverso dal suo solito, Dolls, un'opera più poetica e riflessiva, e l'esordiente Chang-dong Lee, autore di Oasis, primo rappresentante del cinema coreano, una realtà in rapida espansione ed una delle più interessanti del panorama mondiale. 11 settembre 2001 è il film collettivo presentato come evento speciale nel 2002, un'opera che vuole essere un omaggio alle vittime dell'attentato e un monito a ricordare la tragedia. Il film, diviso in 11 episodi girati da Yusuf Shahin, Amos Gitai, Alejandro González Iñárritu, Shohei Imamura, Claude Lelouch, Ken Loach, Samira Makhmalbaf, Mira Nair, Idrissa Ouedraogo, Sean Penn, Danis Tanovic, attira l'attenzione dei mass-media, al pari del Leone d'Oro The Magdalene Sisters di Peter Mullan. La 60° edizione della mostra viene inaugurata dal nuovo film di Woody Allen, grande amante della città lagunare, ma per la prima volta al Lido per un'anteprima, Anything Else. Ancora una volta, l'organizzazione punta molto sulla massiccia presenza di stelle hollywoodiane sulle passerelle della mostra, ottenendo la presenza di divi del calibro di George Clooney e Catherine Zeta-Jones, giunti in Italia per presentare l'ultima opera dei fratelli Joel ed Ethan Coen, Prima ti sposo, poi ti rovino, Sean Penn, premiato come miglior attore con la Coppa Volpi, e Naomi Watts per 21 grammi di Alejandro González Iñárritu, Anthony Hopkins, protagonista di La macchia umana di Robert Benton, Salma Hayek e Johnny Depp con C'era una volta in Messico di Robert Rodriguez, Bill Murray con Lost in Translation - L'amore tradotto di Sofia Coppola, Tim Robbins, regista ed interprete di Code 46, ed infine Nicolas Cage, protagonista dell'ultima opera di Ridley Scott, Il genio della truffa. Per quel che riguarda i film in concorso, ancora una volta la mostra è scossa dalle polemiche: il Leone d'Oro va a Il ritorno, dell'esordiente russo Andrej Zvjagintsev, che si aggiudica, quindi, anche il riconoscimento Leone del Futuro, il premio per la migliore opera prima. La polemica viene portata avanti da Marco Bellocchio, autore di Buongiorno, notte, film sul sequestro di Aldo Moro, ignorato dalla giuria. L'accusa, al di là della delusione personale, punta il dito contro una linea di pensiero tesa a non premiare il cinema italiano, alla ricerca di un rilancio (l'ultimo Leone d'Oro solo nel 1998 a Gianni Amelio) a scapito di altre opere straniere. Critica e pubblico si schierano a favore del regista italiano, chiedendo almeno un premio ex aequo, ed i film italiani presenti raccolgono comunque tutti un deciso successo, a partire dall'ultima fatica di Bernardo Bertolucci, The Dreamers. La selezione dei film presenta ancora una volta un'ampia finestra sul panorama mondiale, andando dall'Europa all'Asia, puntando molto sulla cultura del Mar Mediterraneo, luogo di incontro e scambio culturale da millenni. Tra i registi più noti ancora una volta Takeshi Kitano, che con il premio speciale alla regia porta a casa un'altra statuetta dopo il successo del 1997, poi Amos Gitai, Randa Chahal Sabbaq, Jacques Doillon e Tsai Ming-Liang. Fuori concorso il film Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, legato al Leone d'Oro alla carriera ad Omar Sharif, premiato insieme al produttore Dino de Laurentiis, uno dei personaggi più importanti della cinematografia italiana. La sezione "Controcorrente", grande novità dell'edizione 2002, presenta film di particolare vitalità ed originalità, come le opere di Hiner Saleem, Vodka Lemon (vincitore del Premio San Marco), Sofia Coppola, Lost in Translation - L'amore tradotto (poi vincitore di un Oscar per la miglior sceneggiatura originale), John Sayles, Casa de los babys, Michael Schorr, Schultze vuole suonare il blues, l'accoppiata di registi danesi Lars Von Trier e Jørgen Leth, Le cinque variazioni, ed infine i giovani registi siciliani Daniele Ciprì e Franco Maresco, Il ritorno di Cagliostro. Dal 2004 la direzione passa a Marco Müller, grande amante e conoscitore del cinema orientale, che ottiene una maggiore attenzione da parte della rassegna. Tra le novità inserite vi sono la sezione "Cinema Digitale", dedicata alle nuove tecnologie digitali. Nel 2004 e nel 2005 vengono dedicate due retrospettive alla "Storia segreta del cinema italiano", un progetto nato per recuperare i film di genere degli anni sessanta e settanta (la prima parte, nel 2004, era intitolata "Italian Kings of the B's"). Nel 2005 è stata dedicata una retropettiva alla "Storia segreta del cinema asiatico". L'edizione 2004 ha premiato con il Leone d'Oro alla carriera i registi Manoel de Oliveira e Stanley Donen, e ha assegnato il Leone d'Oro al miglior film a Il segreto di Vera Drake di Mike Leigh. Nel 2005 il premio alla carriera è stato assegnato al maestro del cinema d'animazione giapponese Hayao Miyazaki e all'attrice italiana Stefania Sandrelli, mentre il premio per la miglior pellicola è andato a I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee. Per la prima volta dal dopoguerra, l'edizione del 2006 ha portato in concorso soltanto opere in anteprima mondiale. Madrina della rassegna è stata l'attrice italiana Isabella Ferrari. Il Leone d'Oro alla carriera è stato consegnato al regista statunitense David Lynch. Forti critiche sono state rivolte alla giuria, presieduta da Catherine Deneuve, riguardo alla scelta del film vincitore: la maggior parte della critica, della stampa specialistica e del pubblico che aveva assistito alle proiezioni dava per vincitore Nuovomondo, di Emanuele Crialese, ma il Leone d'Oro è stato invece assegnato a Still Life, di Jia Zhangke, film passato pressoché inosservato agli occhi della critica e del pubblico perché inserito in concorso in extremis, presentato come "film a sorpresa". Numerose proteste sono giunte, inoltre, per la creazione ad hoc di un Leone d'Argento per poter premiare il film di Crialese.[senza fonte]
Premi & Albi d'oro [modifica]
Premi attuali [modifica]
Premi non più assegnati [modifica]
Retrospettive [modifica]
Direttori della Mostra [modifica]
Giurie internazionali [modifica]
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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| I Corti |
| Parte il primo concorso italiano per
cortometraggi in creative commons La premiazione durante la seconda edizione del Copyleft Festival di Arezzo (11-14 Settembre 2008) Parte la prima edizione di “Corti in Creative Commons”, concorso per cortometraggi dedicato esclusivamente a lavori rilasciati con licenza Creative Commons: il concorso, organizzato da Monica Mazzitelli (Molly Bloom Productions) e RING, forum di registi indipendenti, in collaborazione con l’associazione culturale InProspettiva, organizzatrice del Copyleft Festival, vedrà premiati i vincitori proprio durante la seconda edizione del Copyleft Festival di Arezzo, primo festival italiano interamente dedicato ad opere dell’ingegno rilasciate con licenze creative commons e similari. In contemporanea al festival i corti verranno proiettati anche alla Libreria Flexi di Roma. È il primo concorso di questo tipo in Italia ed ha come obiettivo quello di promuovere e far incontrare musica, testi, immagini e attori favorevoli alla libera diffusione della produzione creativa per stimolare interazioni tra arti diverse, con l’obiettivo di realizzare dei lavori che abbiano massima possibilità di circolazione dentro e fuori la rete. Copyleft non significa “no-copyright”, cioè la rinuncia al diritto d’autore, ma è una clausola aggiuntiva al copyright che permette la libera diffusione di un’opera d’ingegno finché questo avviene senza scopo di lucro: tutelare l’accesso alla cultura, all’arte e ai saperi anche a chi ha limitata disponibilità economica, ma fare anche in modo che, grazie alla libera diffusione, la produzione creativa di un artista sia conosciuta e apprezzata, in modo da dargli un ritorno anche economico per il suo lavoro. Il concorso è diviso in due sezioni: “liberissimo” e “metroinferno”. Alla prima può partecipare qualsiasi lavoro che venga rilasciato con licenza CC, la seconda è legata alla produzione di lavori in CC ispirati alla web-antologia copyleft “Tutti giù all’inferno” (www.metroinferno.info): il materiale pubblicato sul sito o nuovo materiale prodotto sull’ispirazione della web-antologia deve essere usato per soggetti/sceneggiature. Entrambe le sezioni prevedono che tutto il materiale utilizzato nella realizzazione sia rilasciato con licenza Creative Commons (immagini, sceneggiatura, musica, etc) e indicato come tale nei titoli, e che ciascun corto abbia durata massima di 15 minuti L’iscrizione è gratuita e il materiale dovrà essere inviate entro e non oltre il 31 Agosto 2008 all’indirizzo Molly Bloom Productions - Via Nomentana 446 - 00141 Roma. Verranno assegnati: • Alla migliore opera della sezione “liberissimo” € 200 e alla migliore opera della sezione “metroinferno” € 300 • Ai secondi classificati di entrambe le categorie mezza giornata di supporto/supervisione con uno dei registi del RING a loro scelta (per preproduzione, produzione o montaggio) da concordare con il regista. • Ai terzi classificati di entrambe le categorie accesso libero per 5 giorni a un set di uno dei registi del RING. Bando di concorso e modulistica sono disponibili sul sito www.copyleftfestival.net |
| Arrivano i Corti Festival del cortometraggio, X edizione Montelanico (Roma), 7/8/9 Agosto 2008 Cerimonia Finale 10 Agosto 2008 Partecipa alla competizione su http://www.arrivanoicorti.it Per il decennale, al Festival tradizionale si affianca una nuova competizione: OneMinuteFreedom / UnMinutoLiberi, per cortissimi da 60 secondi. Inoltra questo messaggio a chi, secondo te, potrebbe esser interessato oppure aiutaci se lavori nel campo dei media. Grazie. |
| «NIENTE DI PERSONALE» Drammatico L’investigatore privato Zimin riceve l’incarico di videosorvegliare un appartamento. Avendo installato le microcamere e i fusibili incomincia a spiare due giovani donne: la farmacista Irina e una certa Bionda. L’investigatore viene a conoscenza dei loro problemi e ad un certo punto si accorge che la vita delle due donne rispecchia la sua propria vita, che sembrava una volta perfetta. Regia e sceneggiatura di Larissa Sadilova Fotografia di Dobrynia Morgatchev, Dmitri Mischin Scenografia di Naghimat Dzhuraev Sonoro Abduraim Tcharyev Con: Valeriy Barinov (Zimin), Zoia Kaidanovskaya (Irina), Maria Leonova (la Bionda), Natalia Kotchetova (la moglie di Zimin), Alexandr Kliukvin (l’amante ricco), Shukhrat Ergashev (il capo di Zimin) Prodotto da Rustam Akhadov Produzione «ARSI-film», con la partecipazione dell’Agenzia Federale per la cultura e la cinematografia. Durata: 92 minuti Russia, 2007 Larissa SADILOVA Attrice e regista. Nata a Briansk. Laureata in recitazione presso l’Istituto Statale della cinematografia (VGhIK) (nel gruppo dei professori Sergey Gherasimov e Tamara Makarova). Debutta come attrice nel film di Gherasimov «Lev Tolstoj». Ha recitato inoltre nei film di Sidorov «La notte» (1990) e di Repina «Non dimentico, non perdono...» (1990). Nel 1998 debutta come regista con il film « Buon compleanno!». «Con amore, Lilia» è il suo secondo film. Nel 2005 dirige il film “Cercasi baby-sitter”. ____________«LA MODELLA» Drammatico I primi del Novecento. In una calda estate, a Tbilissi arriva una coppia misteriosa. Chi sono? Perché sono qui? Cosa li unisce? Lei é stupenda. Porta sempre un sorriso sulle labbra. Si muove con grazia ed eleganza. Le sue azioni sono spontanee e naturali. E’ circondata da poeti e pittori di talento, che sanno amare con passione. Lei è come l’aria: limpida e fresca. Lui, al contrario, è una persona riservata, seria e diffidente. E’ un realista, un uomo determinato e non un sognatore. E’ possessivo e vuole tenerla stretta a se. Ma come si puo’ rinchiudere in un gabbia un soffio d’aria? Ognuno di loro vive di pensieri e ricordi. Nel frattempo a Tbilissi iniziano ad accadere cose strane. Nella città appare una società segreta che diffonde volantini rivoluzionari. Il governo rischia di perdere il controllo della situazione. Il clima è molto teso e si prevede una vera catastrofe, che coinvolge il destino di concrete persone e di tutto il paese. Diretto e prodotto da Tatiana Voronetzkaya Sceneggiatura di Dmitriy Sobolev, tratto dal racconto di Yuri Naghibin «Tre, una e ancora uno» Con Viktoria Tolstoganova, Daniil Spivakovskiy, Nikolay Fomenko, Vitaly Egorov, Daniil Strakhov, Mark Rudinshtein. Produzione di «Rossfilm», con la partecipazione dell’Agenzia Federale per la cultura e la cinematografia. Durata 116 minuti Russia, 2007 Tatiana Voronetzkaya Appassionata del cinema sin dall’infanzia, si laurea in studi del cinema presso l’Istituto Statale della cinematografia (VGhIK) nel 1981. Dopo gli studi di dottorato, lavora come redattore capo nello stabilimento cinematografico « Soiuzmultfilm » e dopo nel Goskino dell’URSS. Dal 1990 – vicedirettore dello stutdio teatrale «АRS-90» presso l’Istituto Statale della cinematografia (VGhIK). Dal 1992 – vicedirettore generale dello stabilimento cinematografico «Nord-Оst». Nel 1993 fonda lo stabilimento cinematografico «Rossfilm». Nel 2000 debutta come regista e sceneggiatrice. |
| Fuori target - le nuove generazioni si
raccontano in video Edizione 2008 I giovani, il loro mondo, le loro abitudini, le loro passioni. Un argomento che viene analizzato e studiato, descritto e definito molto spesso attraverso stereotipi e cliché che non fanno altro che immobilizzare un universo che, per sua natura, è in continua evoluzione. E troppo spesso le nuove generazioni sono bersaglio inconsapevole dei media, subendo passivamente i messaggi senza sapere come reagire a questi attacchi. Manca un momento in cui la parola passa ai giovani, in cui possano esprimersi e raccontare in prima persona i propri pensieri, le proprie emozioni, senza che questo sia giudicato "utile per fini commerciali". Fuori Target nasce da questa mancanza, con queste esigenze. Un momento liberatorio e provocatorio, rivolto a tutti quei giovani che non vogliono sentirsi ingabbiati, che non si accontentano di come vengono descritti dai media, che sentono l'esigenza di esprimersi e di raccontarsi. Fuori Target offre la possibilità di maturare critica e autonomia, e li incoraggia a non accettare passivamente orientamenti e modelli stereotipati, ponendosi come soggetti attivi della comunicazione. Non solo li spinge a sviluppare la creatività, a sperimentare e a mettere in gioco le proprie capacità, ma anche a porsi in modo critico nei confronti della dilagante cultura delle immagini. Fuori Target è: un festival di cinema rivolto alle opere di registi, videomaker e operatori dell'immagine di prima generazione; una rassegna in cui i giovani raccontano in video il loro mondo, le loro storie, il loro immaginario; un laboratorio dove approfondire le tematiche legate all'immagine L'edizione 2006 La prima edizione di Fuori Target si è svolta dal 10 al 12 novembre 2006, presso la Fabbrica del Vapore a Milano. Tre giorni in cui centinaia di studenti provenienti da tutta Italia hanno potuto partecipare ad un vero e proprio laboratorio aperto alla discussione, al confronto e al dialogo, un cantiere creativo in cui si sono sviluppate e approfondite tematiche diverse, legate all'uso dell'immagine. Circa 200 le opere iscritte; oltre 40 i film presentati direttamente dai giovani registi, presenti alla manifestazione; oltre 20 incontri, seminari e workshop tenuti da esperti del settore, che hanno raccontato le professioni legate al cinema e all'arte visuale. L'edizione 2008 La seconda edizione di Fuori Target si svolgerà dal 28 al 30 marzo 2008. L'obiettivo principale rimane quello di approfondire il mondo dei giovani attraverso il linguaggio delle immagini. Ma non solo cinema dei giovani ma anche cinema per i giovani: incontri e workshop con esperti, professori e tecnici; occasioni di scambio e di confronto fra i registi di nuova generazione e personalità dello spettacolo; rassegne tematiche legate al mondo dell'animazione e della musica; concerti e dj set per momenti di festa e di aggregazione. La nuova edizione è ancora in costruzione e aperta alla collaborazione e al suggerimento di tutti, perché questa sia un'iniziativa che veramente appartenga ai giovani, che sia lo specchio di un mondo ancora sconosciuto, un'occasione di conoscenza e presa di coscienza, per chi guarda ma soprattutto per chi fa l'immagine. Il bando Il bando di partecipazione è rivolto a opere video prodotte in ambito scolastico ed extrascolastico, realizzate da giovani di età compresa tra i 14 e i 20 anni, in Italia, ed ultimate dopo il 1° gennaio 2007. Sono ammesse al concorso opere di ogni genere ( fiction, video inchiesta, animazione, videoclip, spot, mobile phone movie…) e formato. Il bando si chiuderà alla fine di febbraio 2008. Ufficio stampa esterni tel/fax 02 713 613 via Paladini, 8 20133 Milano www.esterni.org www.designpubblico.it www.milanofilmfestival.it media@esterni.org |
| “L’ANNO DEL CAVALLO – LA COSTELLAZIONE DELLO SCORPIONE” Melodramma Un film sulla fedeltà, l’amore e sulla ricerca della felicità nel crudele e confuso mondo contemporaneo. La protagonsita si ritrova in una situazione disperata, ma il destino le ha riservato un incontro improvviso che sembra quasi un miracolo.… Regia di Natalia Naumova Sceneggiatura di Andrei Maksimov Fotografia di Gennady Kariuk, Viktor Shestoperov Musiche di Isaak Shvartz Con: Natalia Belokhvostikova, Ivar Kalninsh, Mikhail Ulianov, Nina Ruslanova, Igor Iasulovich, Vlad Demcenko, Georgi Sklianski, Alexander Paschutin, Alexander Adabashian Produttore Vladimir Naumov Produzione di “Navona” con la partecipazione dell’Agenzia cinematografica del Ministero della Cultura della Federazione Russa Durata: 85 minuti Russia, 2004 Natalia NAUMOVA Nata a Mosca in una famiglia di celebri cineasti (il padre, Vladimir Naumov, regista e sceneggiatore; la madre Natalia Belokhvostikova, attrice,) ottenne successo nel cinema interpretando la piccola Mary nel film «Tegeran-43» (1981). Interpreta il ruolo femminile principale nel film «La festa bianca» (1994) con la sceneggiatura scritta dal celebre Tonino Guerra. Il film vince il premio italiano «Аmarcord». Laureata in regia e recitazione presso l'Istituto statale della cinematografia. Il film «L’anno del cavallo – la Costellazione dello Scorpione» é il suo debutto da regista. |
| CINEMA ESTIVO ROMA Via Piave 47 - P.ta a Lucca Pisa Tel 050552261 Spettacolo unico ore 21,15 Mercoledì 1 Agosto ZODIAC Con Robert Downey Jr., Anthony Edwards, Jake Gyllenhaal Regia di David Fincher Giovedì 2 Agosto L’ARIA SALATA Con Giorgio Pasotti, Giorgio Col angeli Regia di Alessandro Angelici Venerdi 3 Agosto THE ILLUSIONIST Con Edward Norton, Paul Giamatti regia di Neil Burger Sabato 4 Agosto IL 7 E L’8 Diretto e interpretato da Ficarra e Picone Domenica 5 e Lunedì 6 Agosto MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO Con Riccardo Scamarcio, Elio Germano regia di Daniele Luchetti Martedì 7 Agosto HO VOGLIA DI TE Con Laura Chiatti, Riccardo Scamarcio Regia di Luis Prieto Mercoledì 8 Agosto L’ULTIMO RE DI SCOZIA Con Forest Whitaker, Gillian Anderson Regia di Kevin Macdonald Giovedì 9 Agosto LA CENA PER FARLI CONOSCERE Regia di Pupi Avati Con Vanessa Incontrada, Ines Sastre, Diego Abatantuono Venerdi 10 Agosto NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI OGGI Con Nicolas Vaporidis, Giorgio Panariello, Serena Autieri Regia di Fausto Brizzi Sabato 11 Agosto TRASFORMERS Regia di Michael Bay Con Shia LaBeouf, Megan Fox Domenica 12 e Lunedì 13 Agosto LE VITE DEGLI ALTRI Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe Regia di Florian Henckel von Donnersmarck Martedì 14 e Mercoledì 15 Agosto I PIRATI DEI CARAIBI – AI CONFINI DEL MONDO Con Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Geoffrey Rush Regia di Gore Verbinsky Giovedì 16 Agosto OCEAN’S 13 Con George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Al Pacino, Regia di Steven Soderbergh Venerdi 17 Agosto SATURNO CONTRO Regia di Ferzan Ozpetek Con Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy Sabato 18 Agosto THE DEPARTED – IL BENE E IL MALE Regia di Martin Scorsese Con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson Domenica 19 e Lunedì 20 Agosto I FANTASTICI 4 E SILVER SURFER Con Ioan Gruffudd, Michael Chiklis, Jessica Alba, Chris Evans Regia di Tim Story Martedì 21 Agosto UN’OTTIMA ANNATA – A GOOD YEAR Regia di Ridley Scott Con Russell Crowe, Mitchell Mullen Mercoledì 22 Agosto SHREK III - ANTEPRIMA Cartoni animati Giovedì 23 Agosto THE PRESTIGE Con Christian Bale, Michael Caine, Hugh Jackman, Scarlett Johansson Regia di Cristopher Nolan Venerdi 24, Sabato 25, Domenica 26 e Lunedì 27 Agosto HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE Con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint Regia di David Yates Martedì 28 Agosto SCRIVIMI UNA CANZONE Con Hugh Grant, Drew Barrymore Regia di Marc Lawrence Mercoledì 29 Agosto IL DIAVOLO VESTE PRADA Con Meryl Streep, Anne Hathaway Regia di David Frankel Giovedì 30 Agosto LA RICERCA DELLA FELICITA’ Con Will Smith, Thandie Newton Regia di Gabriele Muccino Venerdi 31 Agosto ERAGON Con Jeremy Irons, John Malkovich, Edward Speleers Regia di Stefen Fangmeier Sabato 1 Settembre SPIDER-MAN 3 Regia di Sam Raimi con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco Domenica 2 e Lunedì 3 Settembre MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO Con Riccardo Scamarcio, Elio Germano regia di Daniele Luchetti Martedi 4 Settembre BORAT Con Sacha Baron Cohen, Pamela Anderson Regia di Larry Charles Mercoledì 5 Settembre LE VITE DEGLI ALTRI Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe Regia di Florian Henckel von Donnersmarck Giovedì 6 Settembre NOTTURNO BUS Con Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno Regia di Davide Marengo Venerdi 7 Settembre IL 7 E L’8 Diretto e interpretato da Ficarra e Picone Sabato 8 e Domenica 9 Settembre HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE Con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint Regia di David Yates |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/RaiSat_Cinema Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=RaiSat_Cinema&action=history RaiSat CinemaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
RaiSat Cinema è uno dei canali satellitari della RAI visibile nel pacchetto Cinema di SKY al canale 322. Canale dedicato al cinema che racconta personaggi e film di paesi vicini e lontani, rilegge sotto nuova luce l'opera di grandi maestri internazionali, indaga le geografie e i nuovi miti di un cinema, in molti casi, ancora tutto da scoprire. A differenza del vecchio RaiSat Cinema World, RaiSat Cinema dedica maggiore attenzione al cinema italiano, anche con produzioni originali che accompagnano i film: interviste, documentari, backstage, e materiale esclusivo proveniente dalle Teche Rai. Alcuni film italiani sono presentati in "Doppio audio": quando il servizio è presente, selezionando il canale audio riservato alla lingua inglese è possibile ascoltare il commento audio del regista, moderato da Alberto Farina. Dal 2002 è media partner ufficiale della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, e dal 2006 anche di CINEMA. Festa Internazionale di Roma. Fra i volti della rete Italo Moscati, Virginie Vassart, Sergio Gamberale e Mimma Nocelli. |
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| STRADE DEL
CINEMA 2007 VI edizione del Festival internazionale del Cinema Muto musicato dal vivo Dal 6 al 15 agosto 2007 – Teatro Romano – Aosta Tra i musicisti Louis Sclavis, Paolo Angeli, Marc Ribot, Fred Frith, Ellade Bandini… Nella splendida cornice del Teatro Romano si svolgerà ad Aosta, dal 6 al 15 agosto 2007, la sesta edizione del Festival Internazionale del Cinema Muto Musicato dal Vivo, promosso dall'Associazione Culturale Strade del Cinema di Aosta, che vuole rendere omaggio alla pratica della musicazione "live" di pellicole d'epoca. Musiche originali, cioè composte per l'occasione, accompagneranno la proiezione di capolavori del cinema delle origini. Dopo Charlie Cahplin, Charlie Chase, Buster Keaton, l'edizione 2007 è dedicata alla comicità della coppia comica più celebre e divertente di sempre, quella formata da Stan Laurel e Oliver Hardy conosciuta in Italia come Stanlio & Ollio. Non solo un Festival la manifestazione - tra le più importanti rassegne del genere in Europa - ma una grande finestra aperta sulle arti e gli artisti. Dalla musica, che rimane protagonista e regina, alle arti visive, dalla formazione all'esibizione, dai giovani emergenti (dieci i finalisti selezionati tra gli oltre 120 iscritti) ai prestigiosi "big nella sezione "Prospettive" con Ellade Bandini e il progetto Drummeria, Paolo Angeli , Jean-Paul Dessy, oltre alla straordinaria partecipazione, nella sezione "Eventi" di Louis Sclavis con "Karakoroum 1909", di Quintino Sella e in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema e della coppia formata da Marc Ribot e Fred Frith con il film "Il fuoco" di Giovanni Pastrone e ancora Le voci bulgare e François Raulin . E poi nella sezione "Incroci" tutta una serie di pellicole dedicate ai musicisti, " Marc Ribot - The lost string" di Anais Prosaic (Francia, 2003), A"msterdamned Jazz - A Portrait of Willem Breuker" di Daniel Jouanisson (Francia, Olanda 2000), "You Africa - Youssou N'Dour" di N'Diouga Moctar Ba (Francia, Senegal 2002), "Iso Lo - Ismael Lo" di Mansour Sora Wade (Francia, 2002), "La Musique Selon - Deben Bhattacharya" di Stéphane Jourdain (Francia, 2002), "Femi Kuti - What's going on?" di Jacques Goldstein (Francia, Belgio, 2001), "Argon - Orchestre Cubain Depuis 1939" di Patrick Glaize (Francia, 2000). Il Festival è in sintesi il perfetto connubio tra immagine e suono in più declinazioni, e offre ai musicisti la possibilità di un contatto diretto con l'universo Cinema e in particolare il cinema muto con il CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI (le selezioni si svolgono dal 31 maggio al 10 giugno a Firenze, Palermo, Aosta e Liegi, in Belgio) e il cinema contemporaneo con lo STAGE DI COMPOSIZIONE PER AUDIOVISIVI (lezioni dal 8 al 16 luglio a Gressoney S.Jean). Associazione Culturale Strade del Cinema Regione Borgnalle 10/e – 11100 Aosta – tel. 0165/060.106 www.stradedelcinema.it La rassegna di agosto, dal 6 al 15, diventa quindi un "galà" composito e affascinante disegnato dall'esibizione dei dieci finalisti del Concorso Giovani, dalla presentazione delle colonne sonore che sono il risultato dello Stage di composizione sottoforma di LAVORO IN CORTO e dalla performance di grandi firme della musica internazionale che (dopo artisti del calibro di Stefano Battaglia, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Enrico Rava, Stefano Bollani, Antonella Ruggiero, Ezio Bosso, Marc Vella e molti altri,) continueranno a dare lustro al palco di Aosta. Non mancheranno sezioni speciali come EVENTI, realizzata in collaborazione con AostaClassica, che propone conferenze, omaggi cinematografici, fuori programma. STRADE DEL CINEMA 2007 VI edizione del Festival internazionale del Cinema Muto musicato dal vivo Dal 6 al 15 agosto 2007 – Teatro Romano e altri luoghi – Aosta Un omaggio a Rodolfo Valentino, le pellicole con Stanlio&Ollio E poi grandi musicisti, Louis Sclavis, Paolo Angeli, Marc Ribot, Fred Frith, Ellade Bandini…e i giovani finalisti Nella splendida cornice del Teatro Romano si svolgerà ad Aosta, dal 6 al 15 agosto 2007, la sesta edizione del Festival Internazionale del Cinema Muto Musicato dal Vivo, promosso dall'Associazione Culturale Strade del Cinema di Aosta, che vuole rendere omaggio alla pratica della musicazione "live" di pellicole d'epoca. Musiche originali, cioè composte per l'occasione, accompagneranno la proiezione di capolavori del cinema delle origini. Dopo Charlie Cahplin, Charlie Chase, Buster Keaton, l'edizione 2007 è dedicata alla comicità della coppia comica più celebre e divertente di sempre, quella formata da Stan Laurel e Oliver Hardy conosciuta in Italia come Stanlio & Ollio. Non solo un Festival la manifestazione - tra le più importanti rassegne del genere in Europa - ma una grande finestra aperta sulle arti e gli artisti. Dalla musica, che rimane protagonista e regina, alle arti visive, dalla formazione all'esibizione, dai giovani emergenti (dieci i finalisti selezionati tra gli oltre 120 iscritti) ai prestigiosi big nella sezione "Prospettive" con Ellade Bandini e il progetto Drummeria, Paolo Angeli , Jean-Paul Dessy, Stefano Zorzanello, Lucia Recio e Didier Petit, Emmanuel Louis e Davide Sanson oltre alla straordinaria partecipazione, nella sezione "Eventi", di Louis Sclavis con "Karakoroum 1909", di Quintino Sella e in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema e della coppia formata da Marc Ribot e Fred Frith con il film "Il fuoco" di Giovanni Pastrone e ancora Le Voci Bulgare e François Raulin. E poi nella sezione "Incroci" tutta una serie di pellicole dedicate ai musicisti, " Marc Ribot - The lost string" di Anais Prosaic (Francia, 2003), A"msterdamned Jazz - A Portrait of Willem Breuker" di Daniel Jouanisson (Francia, Olanda 2000), "You Africa - Youssou N'Dour" di N'Diouga Moctar Ba (Francia, Senegal 2002), "Iso Lo - Ismael Lo" di Mansour Sora Wade (Francia, 2002), "La Musique Selon - Deben Bhattacharya" di Stéphane Jourdain (Francia, 2002), "Femi Kuti - What's going on?" di Jacques Goldstein (Francia, Belgio, 2001), "Argon - Orchestre Cubain Depuis 1939" di Patrick Glaize (Francia, 2000). Il Festival è in sintesi il perfetto connubio tra immagine e suono in più declinazioni, e offre ai musicisti la possibilità di un contatto diretto con l'universo Cinema e in particolare il cinema muto con il CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI. La rassegna di agosto, dal 6 al 15, diventa quindi un "galà" composito e affascinante disegnato dall'esibizione dei dieci finalisti del Concorso Giovani, dalla presentazione delle colonne sonore che sono il risultato dello Stage di composizione sottoforma di lavoro in corto e dalla performance di grandi firme della musica internazionale che (dopo artisti del calibro di Stefano Battaglia, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Enrico Rava, Stefano Bollani, Antonella Ruggiero, Ezio Bosso, Marc Vella e molti altri,) continueranno a dare lustro al palco di Aosta. Non mancheranno sezioni speciali come EVENTI, realizzata in collaborazione con AostaClassica, che propone conferenze, omaggi cinematografici, fuori programma. Si conferma in questa edizione il progetto INCROCI (rassegna monografica dedicata ai musicisti che non si sono limitati a usare il cinema come supporto per le proprie composizioni ma ne hanno fatto un linguaggio alternativo, incrociando appunto cinema e musica) e OMAGGIO (sezione dedicata a protagonisti della scena internazionale del cinema, che quest'anno sono Rodolfo Valentino e Jacques Demy). Infine l'iniziativa collaterale SilentARTmovies, concorso per giovani artisti intorno al cinema muto realizzato in collaborazione con il GAI, che si articola nelle cinque categorie: pittura, grafica, video, critica, performances. Organizzato dall'Associazione Culturale Strade del Cinema di Aosta e dal Comune di Aosta, con il sostegno di Fondazione CRT e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema (Fondazione Maria Adriana Prolo) il festival può vantare l'onore di ricevere, per il quarto anno consecutivo, il prestigioso riconoscimento dato dal Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell'UNESCO. La manifestazione musicale è articolata in due parti: Giovani e Big. La prima, interamente consacrata ai nuovi talenti della scena musicale europea, vede la proiezione, nel corso di cinque serate, di mediometraggi musicati dal vivo da musicisti (singoli o gruppi) emersi dalle selezioni effettuate ad Aosta (per il Nord Italia), a Firenze e Palermo (Centro e Sud Italia) e Liegi (Europa) da una giuria di critici e registi di fama internazionale. La seconda sezione è riservata a musicisti già affermati, scelti direttamente dalla direzione artistica, che compongono ed eseguono in anteprima musiche originali per lungometraggi. Appuntamento dal 6 al 15 agosto 2007 – Teatro Romano di Aosta, via Porta Praetoria – Orario di inizio alle 21. Ingresso gratuito a tutte le serate del Festival . INFO festival per il pubblico: Associazione Culturale Strade del Cinema - tel. 3299435457 - 3292994580 info@stradedelcinema.it - www.stradedelcinema.it INFO stampa: Press&Press – email: aostacinema@gmail.com Con invito di pubblicazione Nel dettaglio i contenuti della rassegna: CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI 2007 RETROSPETTIVA LAUREL & HARDY Il Concorso Giovani Musicisti Europei si affianca dal 2003 a una monografia dedicata, anno dopo anno, a grandi personalità che hanno segnato la storia del cinema comico. Il 2007 sarà l'anno di Stan Laurel e Oliver Hardy, i celebri Stanlio e Ollio conosciuti anche per le loro pellicole sonore recitate con la loro voce e in seguito doppiate, tra gli altri, da Alberto Sordi. Ma Laurel & Hardy sono stati però soprattutto delle star del cinema muto, sia individualmente sia in coppia. Sono stati il produttore Hal Roach e Leo McCarey alla regia a intuire le potenzialità di questi due caratteristi se associati in un duo comico dai ruoli predefiniti. Il loro successo di pubblico è stato travolgente e - fatto quasi unico nella storia del cinema - ha attraversato senza flessioni il passaggio dal muto al sonoro. La scelta di Laurel & Hardy costituisce senza dubbio un grande appeal per il pubblico potenziale del nostro Festival, che ancora una volta vuole avvicinare al contempo il grande pubblico dei turisti e delle famiglie che, in pieno agosto, affollano la nostra città e il pubblico degli specialisti del settore. Se da un lato, infatti, la celebre coppia comica costituisce già da sola un marchio riconoscibile quasi da chiunque, rappresenta d'altro lato anche una tappa di rilievo nel nostro percorso di programmazione che - dopo Buster Keaton, Charley Chase, Charlie Chaplin, Harold Lloyd - ci porta ad affrontare per la prima volta una coppia che non è mai passata dietro la macchina da presa per dirigere se stessa ma si è sempre fatta guidare da professionisti di altissimo livello come Roach (uno degli scopritori e primo produttore di Chaplin, Lloyd, Chase) e McCarey (regista premio Oscar dei film dei fratello Marx e di grandi classici della slapstick comedy degli ani Trenta). In questo senso, la retrospettiva Laurel & Hardy 2007 è anche un omaggio al lavoro di quest'altra coppia che - pur rimanendo dietro le quinte - ha contribuito allo sviluppo del cinema americano in modo determinante. Bacon Grabbers (U.S.A., 1929) N di Leo McCarey e Lewis Foster, con L&H Double whoope (U.S.A., 1929) di Leo McCarey e Lewis Foster, con L&H, Jean Harlow Early to bed (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Emmett Flynn, con L&H Flying elephants (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Fred Butler, con L&H From soup to nuts (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Edgar kennedy, con L&H Liberty (U.S.A ., 1928) di Leo McCarey, con L&H, Jean Harlow Two tars (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e James Parrott, con L&H We fawn down (U.S.A., 1928) di Leo McCarey, con L&H Wrong again (U.S.A., 1929) di Leo McCarey, con L&H You're darn tootin' (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Edgar Kennedy, con L&H Come tutti gli anni ormai, fin dalla sua prima edizione nel 2002, Strade del Cinema organizza, intorno a questa retrospettiva monografica, un concorso internazionale riservato a giovani musicisti provenienti da tutta Europa, che mette in palio - per i primi tre classificati - la pubblicazione sul cd "Notes on Frames 2007" estratti (per il secondo e il terzo classificato) oppure la totalità (per il primo classificato) delle registrazioni live delle loro performances durante lo svolgimento del Festival. Per il primo classificato, poi, si rinnova anche nel 2007 la collaborazione tra Strade del Cinema e la Fondazione Maria Adriana Prolo/Museo Nazionale del Cinema di Torino, che prevede l'attribuzione di un premio in denaro (1500 euro) e la commissione per realizzare una nuova musicazione live per un classico del cinema italiano messo a disposizione proprio dal Museo Nazionale del Cinema. La rete intessuta in tutta Europa da Strade del Cinema nel corso degli ultimi anni ci permette anche per il 2007 di realizzare ad Aosta, Palermo, Firenze e Liegi (Belgio) delle sessioni di selezione per i potenziali partecipanti alla fase finale del concorso. Membri fissi della giuria saranno Enrico Montrosset, direttore artistico di Strade del Cinema, e Beppe Barbera, pianista e compositore di fama internazionale, che, oltre ad aver realizzato numerosi accompagnamenti musicali per pellicole mute, fu anche il protagonista dell'apertura della seconda edizione del Festival nel 2003. Ad affiancare la giuria internazionale, ci saranno, rispettivamente, per ogni sede di selezione, Lelio Giannetto (Palermo); Enrico Romero (Firenze); Alexis Koustoulidis (Liegi), Christian Thoma (Aosta). Da queste quattro sessioni di selezione, usciranno i nomi dei dieci finalisti (singoli o gruppi) che tra il 7 e l'11 agosto prossimi si esibiranno sul palco del Teatro Romano accompagnando dal vivo la proiezione dei classici interpretati da Laurel & Hardy. PROSPETTIVE Strade del Cinema si rinnova, nella sua sesta edizione, anche con l'aggiunta di una nuova sezione. "Prospettive", Festival di musica improvvisata che per due anni ha preso il testimone da Strade del Cinema per fare ascoltare al pubblico del Teatro Romano il meglio della scena jazz europea, viene ricondotto nel 2007 all'interno della programmazione del Festival Internazionale del cinema muto musicato dal vivo portando in dote il suo bagaglio di contatti ed esperienze nel campo della musica contemporanea, con l'obiettivo di aggiungere un nuovo tassello al progetto culturale e produttivo del l'affermato Festival aostano. Il primo elemento di questa nuova strategia è la volontà di creare un forte legame con il territorio della città e con i suoi beni storici, archeologici, architettonici.Ogni aostano ha un rapporto complesso, personale, emotivo con i luoghi più emblematici del proprio nucleo cittadino. Il progetto di "Prospettive" vuole dare a ogni abitante della città la possibilità di rinsaldare questo rapporto attraverso la musica, seguendo un approccio di volta in volta scientifico, creativo, artistico ma anche di festa e di partecipazione popolare. Crediamo sia importante offrire ai turisti che nella prima quindicina del mese di agosto riempiranno il capoluogo regionale l'immagine di un territorio vissuto con grande partecipazione e che crea attorno a sé una comunità attivamente partecipe. Il secondo elemento della nostra strategia è dunque quello della "musica applicata", espressione ormai desueta in ambito accademico ma che spiega ancora bene il ruolo che il linguaggio musicale ha nell'ambito di un'iniziativa come Strade del Cinema, quello di servizio e supporto. Abbiamo cominciato con le immagini in bianco e nero dei film realizzati all'epoca del cinema muto (1895/1929), abbiamo arricchito la nostra proposta con film contemporanei realizzati senza sonoro (permettendoci tra l'altro di avviare una fattiva collaborazione con il 4FF, Four Film Festival di Bolzano). Oggi, con "Prospettiva" rilanciamo proponendo la creazione di ambienti sonori e musicali per le strade, le piazze, i luoghi storici della nostra città. Terzo elemento del progetto è la creazione di un relazione tra l'approccio musicale e i luoghi che abbiamo immaginato per il nostro percorso. In questo senso sono state individuate le seguenti aree tematiche: - Il percorso storico dei suoni dal passato prossimo al futuro / L'Arco d'Augusto Abbiamo pensato di individuare un'area della città dalla forte connotazione storico-architettonica che fosse però al centro di un progetto di rinnovamento e pensiamo di averla trovata nell'Arco di Augusto e nella zona adiacente, che dal prossimo anno sarà completamente trasformata grazie al progetto di pedonalizzazione. Il nostro obiettivo è di affidare allo studioso/musicista Stefano Zorzanello - punto di riferimento sia in ambito accademico sia in ambito musicale per quanto riguarda il tema del paesaggio sonoro - un progetto di ricerca storico/archivistica sulla zona, con interviste e rilevazioni acustiche, al quale farà seguito la composizione di una partitura di design sonoro, che verrà registrata su cd e donata alla città ma anche eseguita dal vivo nel corso di un concerto. - Il silenzio nei luoghi della spiritualità / Il chiostro della Collegiata di Sant'Orso Si tratta di trovare un approccio nuovo alla riflessione e alla meditazione attraverso un utilizzo nuovo e originale della musica classica contemporanea. Partendo dall'idea di utilizzare il chiostro della Collegiata di Sant'Orso, abbiamo pensato di rivolgerci al violoncellista Jean-Paul Dessy in una performance live, interamente originale, che rivesta lo storico complesso architettonico di una rinnovata spazialità. - Storia antica e improvvisazione / Il criptoportico romano Si è pensato in questo caso di legare due concetti apparentemente lontani l'uno dall'altro: il carattere remoto, nel tempo, della storia romana con la distanza, nell'immediato della comprensione, tra un musicista che improvvisa la propria musica e lo spettatore che ne segue la performance senza conoscerne in anticipo gli esiti. Il criptoportico è a nostro avviso il luogo ideale per questo tipo di esperienza creativa, per al quale abbiamo pensato a Didiet Petit e Lucia Recio, un duo di violoncello e voce che - partendo da un'impostazione classica - costruisce un percorso aperto e ricco di suggestioni. - Festa popolare / La Porta Praetoria Non può mancare in questo programma il tentativo di fare di un luogo di grande rilevanza ma spesso inteso come mero passaggio, un punto di ritrovo per una grande festa popolare. La Porta Praetoria è la candidata ideale per questo scopo e abbiamo pensato di farne il luogo di esibizione della "Drummeria", una formazione musicale che raccoglie i migliori batteristi italiani (Ellade Bandini, collaboratore storico di Francesco Guccini; Christian Meyer di Elio e le storie tese, tra gli altri), capaci di performances travolgenti nelle quali il pubblico viene direttamente coinvolto. - Spazi antichi, nuovi utilizzi / Tour Neuve e Tour Bramafam Abbiamo pensato anche al pubblico dei giovani adulti, in cerca forse di eventi più legati all'estemporaneità e alla contemporaneità. La formazione belga "Musique pour jardins" si produce da anni in performances di musica jazz contemporanea in giardini, parchi, aree verdi, ecc. Crediamo che i giardini adiacenti alla Tour Neuve e alla Tour Bramafam siano i luoghi ideali per questo genere di esibizione. - Storia e Folkore / Il Tiglio di Sant'Orso Il Tiglio di Sant'Orso è un elemento storico della città allo stesso titolo dei monumenti e dei siti architettonici sopra menzionati. Pensiamo però che - a differenza di questi - conservi un carattere più direttamente accessibile, "vicino" all'esperienza quotidiana di ogni persona che ha l'abitudine di passarci accanto o di sedercisi sotto: anziani, bambini, famiglie. Paolo Angeli è un chitarrista sardo che ha adattato uno strumento tipico delle tradizioni della sua terra - la chitarra sarda - e ne ha fatto un gioiello di liuteria unico al mondo, con il quale si è esibito con musicisti del calibro di Pat Metheny. INCROCI uno sguardo contemporaneo al rapporto tra musica e immagini Strade del Cinema 2007 offrirà ai propri ospiti e spettatori una nuova sezione, che proporrà una programmazione di documentari contemporanei incentrati sul lavoro, la carriera, la figura di grandi musicisti attivi in ogni ambito, dal jazz alla musica tradizionale, dalle colonne sonore all'etnomusicologia. Da sempre Strade del Cinema è stato concepito come un Festival il cui compito primario fosse quello di indagare le sfumature del rapporto tra il linguaggio musicale e quello cinematografico. Se il Concorso Giovani Musicisti Europei e la sezione Big sono i momenti nei quali il grande pubblico può fruire un programma di classici del cinema muto accompagnati da un commento musicale scritto ed eseguito appositamente per il nostro Festival, sono stati sviluppati nel corso delle passate edizioni diversi percorsi culturali, creativi e formativi che hanno indirizzato l'attenzione del nostro pubblico verso un orizzonte più ampio e variegato. "Incroci" - inteso qui non nel senso più comune di "luogo di intersezione" ma nella sua accezione secondaria, propria alle scienze linguistiche, di "nascita di una forma nuova dalla contaminazione di due elementi" - ospiterà una programmazione di ritratti documentari di artisti che hanno fatto della musica il proprio linguaggio espressivo e che hanno accettato di piegare la propria riflessione e il proprio agire creativo ad un altro linguaggio, quello audiovisivo. Africa, Europa, America del Nord e del Sud sono i territori toccati da "Incroci" 2007, con una serie di approfondimenti su artisti come Ismael Lo, Youssou 'N Dour, Femi Kuti, Marc Ribot, Deben Bhattacharya, Willem Breuker, presentati per la prima volta in Italia e concessi per queste anteprime dalla casa di produzione francese " La Huit Films". Ecco i titoli della programmazione (tutti i film saranno proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano realizzati espressamente per Strade del Cinema:: "LA MUSIQUE SELON DEBEN BHATTACHARYA" (Francia, 2005) – 14 agosto di Stéphane Jourdain "MARC RIBOT, THE LOST STRINGS" (Francia, 2003) – 11 agosto di Anais Prosaic "AMSTERDAMNED JAZZ" (Francia, 2003) – 9 agosto di Daniel Jouanisson "ISO LO" (Francia, 2001) di Mansour Sora Wade "YOU AFRICA" (Francia, 2001) – 13 agosto di N'Diouga Moctar Ba "FEMI KUTI, WHAT'S GOING ON?" (Francia, 2001) – 12 agosto di Jacques Goldstein "ARAGON, ORCHESTRE CUBAIN DEPUIS 1939" (Francia, 2000) – 10 agosto di Patrick Glaize "Incroci" dedicherà inoltre una mini-retrospettiva dedicata a un compositore che ha collaborato più volte in passato - e continua a farlo - con Strade del Cinema. Si tratta di Christian Thoma, che nonostante la giovane età ha già realizzato numerose partiture di musica applicata al cinema, al teatro, a installazioni di arte contemporanea. Saranno proiettati i seguenti film per i quali ha composto una colonna sonora originale: "YOSEMITE" (Italia, 2003) – 7 agosto di Valerio Folco "CECI N'EST PAS UNE MONTAGNE" (Francia, Italia, 2001) di Joseph Péaquin "FRA DOLCINO" (Italia, 2005) di Gianluca Rossi STRADE DEL CINEMA 6° Festival internazionale del cinema muto musicato dal vivo Aosta, 6-15 agosto 2007 6 AGOSTO TEATRO ROMANO ORE 21.30 Rodolfo Valentino l' amante del mondo Daniela Garneri, Natacha Rambova giovane - Maura Susanna, Natacha Rambova anziana Gianluigi Trovesi, clarinetti-sax alto - Federico Marchesano, contrabbasso - Banda municipale di Nus - Enrico Montrosset, testi, regia 7 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI OMAGGIO A CHRISTIAN THOMA YOSEMITE (Italia, 2002 ) CECI N'EST PAS UNE MONTAGNE (Italia, Francia, 2001) TEATRO ROMANO ORE 21.30 CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI LAUREL&HARDY Wrong again (U.S.A., 1929) musicato dal vivo da Groupe Kemp Nicole Dohmen, clarinetto - Simone Hendricks, sax - Uwe Böttcher, violino - Stuart Kemp, contrabbasso GERMANIA Two tars (U.S.A., 1929) Musicato dal vivo dal Trio Naga - Roma Errico Fabritiis, sax, flauti - Giuseppe Savino, trombone, euphonium - Giulio Maschio, batteria percussioni, tromba - NAPOLI ARCO D'AUGUSTO ORE 23.00 PROSPETTIVE IL TRIONFO DELL'ARCO Stefano Zorzanello sax, flauto, campioni e rilevamenti, elettronica 8 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI Videozero a cura di Francesco Ballo, Accademia di Belle Arti di Brera Leg Godt Sky Water di Serena Vestrucci e Andrea Cillo, 2007 Produzione Mecchanica di Giovanni Ficetola, 2007 Post-vision di Roberto Cappuccitti, 2007 Le musiche originali sono composte ed eseguite da Andrea Manzoni PORTA PRAETORIA ORE 18.00 PROSPETTIVE IL SUONO DELLA PIETRA LA DRUMMERIA Ellade Bandini, batteria - Walter Calloni, batteria - Paolo Pel legati, batteria - Christian Meyer, batteria TEATRO ROMANO ORE 21.30 CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI LAUREL&HARDY We faw down (U.S.A., 1929) musicato dal vivo da Federico Ferrandina, chitarre - ROMA Double whoope (U.S.A., 1929) musicato dal vivo da Trio A' Rebours - PALERMO Angelo Di Mino, violoncello - Valeria Fazzi, elettronica - Valerio Mirone, basso elettrico, koto 9 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI AMSTERDAMNED JAZZ – Willem Breuker Kollektief CRIPTOPORTICO DELLA CATTEDRALE ORE 18.00 PROSPETTIVE RIVERBERI LUCIA RECIO - voce DIDIER PETIT- violoncello TEATRO ROMANO ORE 21.30 CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI LAUREL&HARDY Flying elephants (U.S.A., 1928) musicato dal vivo da Francesca Badalini strumenti giocattolo, chitarra, pianoforte - Federica Badalini, strumenti giocattolo MILANO You're darn tootin' (U.S.A., 1929) musicato dal vivo da Jumbo Jet - Jean-Michel Leclerq digital performer - LIEGI 10 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI ARAGON, orchestra cubana dal 1939 (proiezione) TOUR FROMAGE ORE 18.00 PROSPETTIVE musiques pour jardin+buffet Emmanuel Godinot, flauto - Martin Lauwers, violino - Zeno Gabaglio, violoncello - Emmanuel Louis, chitarra composizione TEATRO ROMANO ORE 21.30 CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI LAUREL&HARDY Early to bed (U.S.A., 1928) musicato dal vivo da Diego Mingolla, pianoforte – TORINO From soup to nuts (U.S.A., 1928) musicato dal vivo da Alessandro Librio, violino - PALERMO TEATRO GIACOSA ORE 22h30 NOTTE BIANCA La trilogia de "IL SIGNORE DEGLI ANELLI" 11 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI Marc Ribot – The Lost String (proiezione) TOUR BRAMAFAN ORE 18.00 PROSPETTIVE musiques pour jardin+buffet Emmanuel Godinot, flauto - Martin Lauwers, violino - Zeno Gabaglio, violoncello - Emmanuel Louis, chitarra composizione TEATRO ROMANO ORE 21.30 CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI LAUREL&HARDY Bacon Grabbers ( U.S.A., 1929) musicato dal vivo da Daniele Furlati, pianoforte - FIRENZE Liberty ( U.S.A., 1929) musicato dal vivo da QMEB - Quentin Manfroy, flauti - Eric Bribosia, casio, pianoforte 12 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI Marc Ribot – "The Lost String" (proiezione) CHIOSTRO DI SANT'ORSO ORE 18.00 PROSPETTIVE MEDITATIONS JEAN PAUL DESSY, violoncello (concerto) TEATRO ROMANO ORE 21.30 EVENTI IN COLLABORAZIONE CON IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA DI TORINO Fred Frith chitarra - Marc Ribot chitarra musicano "Il Fuoco" 13 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI You Africa – Youssou 'n Dour "Iso Lo – Ismaël Lo" (proiezione) TIGLIO DI SANT'ORSO ORE 18.00 /23.00 PROSPETTIVE MUSICA DI LEGNO PAOLO ANGELI CHITARRA SARDA PREPARATA TEATRO ROMANO ORE 21.30 EVENTI omaggio a Jacques Demy LES PARAPLUIES DE CHERBOURG 14 AGOSTO TEATRO GIACOSA ORE 17.00 INCROCI LA MUSIQUE SELON DEBEN BHATTACHARYA GIARDINO DEL CRIPTOPORTICO DELLA CATTEDRALE ORE 18.00 PROSPETTIVE IL SUONO DEL GESTO DAVIDE SANSON TROMBE L'intento del trombettista valdostano Davide Sanson è quello di mettere in comunicazione i due ambienti che compongono il criptoportico di Aosta. La sua esibizione vuole infatti sfruttare al massimo la spazialità del luogo, cercando di descriverne le geometrie a livello sonoro, facendo interagire l'ambiente esterno con quello interrato.Perché un luogo storico può essere memoria, è vero, può suscitare emozioni legate alla sfera personale di un individuo. Ma può anche essere considerato come entità fisica, architettonica, in cui mettere alla prova le caratteristiche fisiche di un suono. Diplomatosi presso il conservatorio di Cuneo nel 1992, sotto la guida dei Maestri Corrado Colliard e Ivano Buat, Davide Sanson si è poi perfezionato presso la Scuola superiore di musica di Aosta. In passato ha collaborato con numerose orchestre da camera e sinfoniche, tra cui l'Orchestra Giovanile Italiana, l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, l'Orchestra Sinfonica di Sanremo. Per riuscire a Novità di questa edizione sono INCROCI (rassegna monografica dedicata ai musicisti che non si sono limitati a usare il cinema come supporto per le proprie composizioni ma ne hanno fatto un linguaggio alternativo, incrociando appunto cinema e musica) e OMAGGIO (sezione dedicata ad un protagonista della scena internazionale della musica per il cinema, che quest'anno sarà Ezio Bosso). Infine l'iniziativa collaterale SilentARTmovies, concorso per giovani artisti intorno al cinema muto realizzato in collaborazione con il GAI, che si articola nelle cinque categorie: pittura, grafica, video, critica, performances. Organizzato dall'Associazione Culturale Strade del Cinema di Aosta e dal Comune di Aosta, con il sostegno di Fondazione CRT e del Ministero ai Beni e alle Attività Culturali, il festival può vantare l'onore di ricevere, per il terzo anno consecutivo, il prestigioso riconoscimento dato dal Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell'UNESCO. La manifestazione musicale è articolata in due parti: Giovani e Big. La prima, interamente consacrata ai nuovi talenti della scena musicale europea, vede la proiezione, nel corso di quattro serate, di mediometraggi musicati dal vivo da musicisti (singoli o band) emersi dalle selezioni effettuate ad Aosta (per il Nord Italia), a Firenze e Palermo (Centro e Sud Italia) e Liegi (Europa) da una giuria di critici e registi di fama internazionale. La seconda sezione è riservata a musicisti già affermati, scelti direttamente dalla direzione artistica, che compongono ed eseguono in anteprima musiche originali per lungometraggi. Appuntamento dal 6 al 15 agosto 2007 – Teatro Romano di Aosta, via Porta Praetoria – Orario di inizio alle 21. Ingresso gratuito a tutte le serate del Festival . INFO festival per il pubblico: Associazione Culturale Strade del Cinema - 0165/060.106 info@stradedelcinema.it - www.stradedelcinema.it Con invito di pubblicazione Nel dettaglio i contenuti della rassegna: CONCORSO GIOVANI MUSICISTI EUROPEI 2007 RETROSPETTIVA LAUREL & HARDY Il Concorso Giovani Musicisti Europei si affianca dal 2003 a una monografia dedicata, anno dopo anno, a grandi personalità che hanno segnato la storia del cinema comico. Il 2007 sarà l'anno di Stan Laurel e Oliver Hardy, i celebri Stanlio e Ollio conosciuti anche per le loro pellicole sonore recitate con la loro voce e in seguito doppiate, tra gli altri, da Alberto Sordi. Ma Laurel & Hardy sono stati però soprattutto delle star del cinema muto, sia individualmente sia in coppia. Sono stati il produttore Hal Roach e Leo McCarey alla regia a intuire le potenzialità di questi due caratteristi se associati in un duo comico dai ruoli predefiniti. Il loro successo di pubblico è stato travolgente e - fatto quasi unico nella storia del cinema - ha attraversato senza flessioni il passaggio dal muto al sonoro. La scelta di Laurel & Hardy costituisce senza dubbio un grande appeal per il pubblico potenziale del nostro Festival, che ancora una volta vuole avvicinare al contempo il grande pubblico dei turisti e delle famiglie che, in pieno agosto, affollano la nostra città e il pubblico degli specialisti del settore. Se da un lato, infatti, la celebre coppia comica costituisce già da sola un marchio riconoscibile quasi da chiunque, rappresenta d'altro lato anche una tappa di rilievo nel nostro percorso di programmazione che - dopo Buster Keaton, Charley Chase, Charlie Chaplin, Harold Lloyd - ci porta ad affrontare per la prima volta una coppia che non è mai passata dietro la macchina da presa per dirigere se stessa ma si è sempre fatta guidare da professionisti di altissimo livello come Roach (uno degli scopritori e primo produttore di Chaplin, Lloyd, Chase) e McCarey (regista premio Oscar dei film dei fratello Marx e di grandi classici della slapstick comedy degli ani Trenta). In questo senso, la retrospettiva Laurel & Hardy 2007 è anche un omaggio al lavoro di quest'altra coppia che - pur rimanendo dietro le quinte - ha contribuito allo sviluppo del cinema americano in modo determinante. Bacon Grabbers (U.S.A., 1929) N di Leo McCarey e Lewis Foster, con L&H Double whoope (U.S.A., 1929) di Leo McCarey e Lewis Foster, con L&H, Jean Harlow Early to bed (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Emmett Flynn, con L&H Flying elephants (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Fred Butler, con L&H From soup to nuts (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Edgar kennedy, con L&H Liberty (U.S.A., 1928) di Leo McCarey, con L&H, Jean Harlow Putting pants on Philip (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Clive Bruckman, con L&H Two tars (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e James Parrott, con L&H We fawn down (U.S.A., 1928) di Leo McCarey, con L&H Wrong again (U.S.A., 1929) di Leo McCarey, con L&H You're darn tootin' (U.S.A., 1928) di Leo McCarey e Edgar Kennedy, con L&H Come tutti gli anni ormai, fin dalla sua prima edizione nel 2002, Strade del Cinema organizza, intorno a questa retrospettiva monografica, un concorso internazionale riservato a giovani musicisti provenienti da tutta Europa, che mette in palio - per i primi tre classificati - la pubblicazione sul cd "Notes on Frames 2007" estratti (per il secondo e il terzo classificato) oppure la totalità (per il primo classificato) delle registrazioni live delle loro performances durante lo svolgimento del Festival. Per il primo classificato, poi, si rinnova anche nel 2007 la collaborazione tra Strade del Cinema e la Fondazione Maria Adriana Prolo/Museo Nazionale del Cinema di Torino, che prevede l'attribuzione di un premio in denaro (1500 euro) e la commissione per realizzare una nuova musicazione live per un classico del cinema italiano messo a disposizione proprio dal Museo Nazionale del Cinema. La rete intessuta in tutta Europa da Strade del Cinema nel corso degli ultimi anni ci permette anche per il 2007 di realizzare ad Aosta, Palermo, Firenze e Liegi (Belgio) delle sessioni di selezione per i potenziali partecipanti alla fase finale del concorso. Membri fissi della giuria saranno Enrico Montrosset, direttore artistico di Strade del Cinema, e Beppe Barbera, pianista e compositore di fama internazionale, che, oltre ad aver realizzato numerosi accompagnamenti musicali per pellicole mute, fu anche il protagonista dell'apertura della seconda edizione del Festival nel 2003. Ad affiancare la giuria internazionale, ci saranno, rispettivamente, per ogni sede di selezione, Lelio Giannetto (Palermo); Enrico Romero (Firenze); Alexis Koustoulidis (Liegi), Christian Thoma (Aosta). Da queste quattro sessioni di selezione, usciranno i nomi dei dieci finalisti (singoli o gruppi) che tra il 7 e l'11 agosto prossimi si esibiranno sul palco del Teatro Romano accompagnando dal vivo la proiezione dei classici interpretati da Laurel & Hardy. PROSPETTIVE Strade del Cinema si rinnova, nella sua sesta edizione, anche con l'aggiunta di una nuova sezione. "Prospettive", Festival di musica improvvisata che per due anni ha preso il testimone da Strade del Cinema per fare ascoltare al pubblico del Teatro Romano il meglio della scena jazz europea, viene ricondotto nel 2007 all'interno della programmazione del Festival Internazionale del cinema muto musicato dal vivo portando in dote il suo bagaglio di contatti ed esperienze nel campo della musica contemporanea, con l'obiettivo di aggiungere un nuovo tassello al progetto culturale e produttivo del l'affermato Festival aostano. Il primo elemento di questa nuova strategia è la volontà di creare un forte legame con il territorio della città e con i suoi beni storici, archeologici, architettonici.Ogni aostano ha un rapporto complesso, personale, emotivo con i luoghi più emblematici del proprio nucleo cittadino. Il progetto di "Prospettive" vuole dare a ogni abitante della città la possibilità di rinsaldare questo rapporto attraverso la musica, seguendo un approccio di volta in volta scientifico, creativo, artistico ma anche di festa e di partecipazione popolare. Crediamo sia importante offrire ai turisti che nella prima quindicina del mese di agosto riempiranno il capoluogo regionale l'immagine di un territorio vissuto con grande partecipazione e che crea attorno a sé una comunità attivamente partecipe. Il secondo elemento della nostra strategia è dunque quello della "musica applicata", espressione ormai desueta in ambito accademico ma che spiega ancora bene il ruolo che il linguaggio musicale ha nell'ambito di un'iniziativa come Strade del Cinema, quello di servizio e supporto. Abbiamo cominciato con le immagini in bianco e nero dei film realizzati all'epoca del cinema muto (1895/1929), abbiamo arricchito la nostra proposta con film contemporanei realizzati senza sonoro (permettendoci tra l'altro di avviare una fattiva collaborazione con il 4FF, Four Film Festival di Bolzano). Oggi, con "Prospettiva" rilanciamo proponendo la creazione di ambienti sonori e musicali per le strade, le piazze, i luoghi storici della nostra città. Terzo elemento del progetto è la creazione di un relazione tra l'approccio musicale e i luoghi che abbiamo immaginato per il nostro percorso. In questo senso sono state individuate le seguenti aree tematiche: - Il percorso storico dei suoni dal passato prossimo al futuro / L'Arco d'Augusto Abbiamo pensato di individuare un'area della città dalla forte connotazione storico-architettonica che fosse però al centro di un progetto di rinnovamento e pensiamo di averla trovata nell'Arco di Augusto e nella zona adiacente, che dal prossimo anno sarà completamente trasformata grazie al progetto di pedonalizzazione. Il nostro obiettivo è di affidare allo studioso/musicista Stefano Zorzanello - punto di riferimento sia in ambito accademico sia in ambito musicale per quanto riguarda il tema del paesaggio sonoro - un progetto di ricerca storico/archivistica sulla zona, con interviste e rilevazioni acustiche, al quale farà seguito la composizione di una partitura di design sonoro, che verrà registrata su cd e donata alla città ma anche eseguita dal vivo nel corso di un concerto. - Il silenzio nei luoghi della spiritualità / Il chiostro della Collegiata di Sant'Orso Si tratta di trovare un approccio nuovo alla riflessione e alla meditazione attraverso un utilizzo nuovo e originale della musica classica contemporanea. Partendo dall'idea di utilizzare il chiostro della Collegiata di Sant'Orso, abbiamo pensato di rivolgerci al violoncellista Jean-Paul Dessy in una performance live, interamente originale, che rivesta lo storico complesso architettonico di una rinnovata spazialità. - Storia antica e improvvisazione / Il criptoportico romano Si è pensato in questo caso di legare due concetti apparentemente lontani l'uno dall'altro: il carattere remoto, nel tempo, della storia romana con la distanza, nell'immediato della comprensione, tra un musicista che improvvisa la propria musica e lo spettatore che ne segue la performance senza conoscerne in anticipo gli esiti. Il criptoportico è a nostro avviso il luogo ideale per questo tipo di esperienza creativa, per al quale abbiamo pensato a Didiet Petit e Lucia Recio, un duo di violoncello e voce che - partendo da un'impostazione classica - costruisce un percorso aperto e ricco di suggestioni. - Festa popolare / La Porta Praetoria Non può mancare in questo programma il tentativo di fare di un luogo di grande rilevanza ma spesso inteso come mero passaggio, un punto di ritrovo per una grande festa popolare. La Porta Praetoria è la candidata ideale per questo scopo e abbiamo pensato di farne il luogo di esibizione della "Drummeria", una formazione musicale che raccoglie i migliori batteristi italiani (Ellade Bandini, collaboratore storico di Francesco Guccini; Christian Meyer di Elio e le storie tese, tra gli altri), capaci di performances travolgenti nelle quali il pubblico viene direttamente coinvolto. - Spazi antichi, nuovi utilizzi / Tour Neuve e Tour Bramafam Abbiamo pensato anche al pubblico dei giovani adulti, in cerca forse di eventi più legati all'estemporaneità e alla contemporaneità. La formazione belga "Musique pour jardins" si produce da anni in performances di musica jazz contemporanea in giardini, parchi, aree verdi, ecc. Crediamo che i giardini adiacenti alla Tour Neuve e alla Tour Bramafam siano i luoghi ideali per questo genere di esibizione. - Storia e Folkore / Il Tiglio di Sant'Orso Il Tiglio di Sant'Orso è un elemento storico della città allo stesso titolo dei monumenti e dei siti architettonici sopra menzionati. Pensiamo però che - a differenza di questi - conservi un carattere più direttamente accessibile, "vicino" all'esperienza quotidiana di ogni persona che ha l'abitudine di passarci accanto o di sedercisi sotto: anziani, bambini, famiglie. Paolo Angeli è un chitarrista sardo che ha adattato uno strumento tipico delle tradizioni della sua terra - la chitarra sarda - e ne ha fatto un gioiello di liuteria unico al mondo, con il quale si è esibito con musicisti del calibro di Pat Metheny. INCROCI uno sguardo contemporaneo al rapporto tra musica e immagini Strade del Cinema 2007 offrirà ai propri ospiti e spettatori una nuova sezione, che proporrà una programmazione di documentari contemporanei incentrati sul lavoro, la carriera, la figura di grandi musicisti attivi in ogni ambito, dal jazz alla musica tradizionale, dalle colonne sonore all'etnomusicologia. Da sempre Strade del Cinema è stato concepito come un Festival il cui compito primario fosse quello di indagare le sfumature del rapporto tra il linguaggio musicale e quello cinematografico. Se il Concorso Giovani Musicisti Europei e la sezione Big sono i momenti nei quali il grande pubblico può fruire un programma di classici del cinema muto accompagnati da un commento musicale scritto ed eseguito appositamente per il nostro Festival, sono stati sviluppati nel corso delle passate edizioni diversi percorsi culturali, creativi e formativi che hanno indirizzato l'attenzione del nostro pubblico verso un orizzonte più ampio e variegato. "Incroci" - inteso qui non nel senso più comune di "luogo di intersezione" ma nella sua accezione secondaria, propria alle scienze linguistiche, di "nascita di una forma nuova dalla contaminazione di due elementi" - ospiterà una programmazione di ritratti documentari di artisti che hanno fatto della musica il proprio linguaggio espressivo e che hanno accettato di piegare la propria riflessione e il proprio agire creativo ad un altro linguaggio, quello audiovisivo. Africa, Europa, America del Nord e del Sud sono i territori toccati da "Incroci" 2007, con una serie di approfondimenti su artisti come Ismael Lo, Youssou 'N Dour, Femi Kuti, Marc Ribot, Deben Bhattacharya, Willem Breuker, presentati per la prima volta in Italia e concessi per queste anteprime dalla casa di produzione francese " La Huit Films". Ecco i titoli della programmazione (tutti i film saranno proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano realizzati espressamente per Strade del Cinema:: "LA MUSIQUE SELON DEBEN BHATTACHARYA" (Francia, 2005) di Stéphane Jourdain "MARC RIBOT, THE LOST STRINGS" (Francia, 2003) di Anais Prosaic "AMSTERDAMNED JAZZ" (Francia, 2003) di Daniel Jouanisson "ISO LO" (Francia, 2001) di Mansour Sora Wade "YOU AFRICA" (Francia, 2001) di N'Diouga Moctar Ba "FEMI KUTI, WHAT'S GOING ON?" (Francia, 2001) di Jacques Goldstein "ARAGON, ORCHESTRE CUBAIN DEPUIS 1939" (Francia, 2000) di Patrick Glaize "Incroci" dedicherà inoltre una mini-retrospettiva dedicata a un compositore che ha collaborato più volte in passato - e continua a farlo - con Strade del Cinema. Si tratta di Christian Thoma, che nonostante la giovane età ha già realizzato numerose partiture di musica applicata al cinema, al teatro, a installazioni di arte contemporanea. Saranno proiettati i seguenti film per i quali ha composto una colonna sonora originale: "YOSEMITE" (Italia, 2003) di Valerio Folco "CECI N'EST PAS UNE MONTAGNE" (Francia, Italia, 2001) di Joseph Péaquin "FRA DOLCINO" (Italia, 2005) di Gianluca Rossi |
| Cinema nell'Hinterland |
| *****Cerro
Maggiore: Medusa MultiCinema-----11 Sale, 2422 posti. Come arrivare: Autostrada A8 Uscita Legnano Per Informazioni e Prevendita: 199 757 757 sito Internet/Web: www.medusacinema.it ---------------Film in Visione: Gli Incredibili The Manchurian Candidate L'esorcista:La genesi Un amore sotto l'albero La tela dell'assassino Alien vs Predator Babbo bastardo Shall we dance? Sky Captain and world of Tomorrow Donnie Darko ******Sesto SanGiovanni: Skyline UciCinemas---------10 Sale, 2464 posti Come arrivare: Via Milanese c/o Centro Commerciale "Sarca" a Seso San Giovanni Per Informazioni e Prevendita: 199 123 321 sito Internet/Web: www.ucicinemas.it Gli Incredibili The Manchurian Candidate L'esorcista:La genesi Un amore sotto l'albero La tela dell'assassino Alien vs Predator Babbo bastardo Shall we dance? Sky Captain and world of Tomorrow Donnie Darko Occhi di cristallo Before Sunset - prima del Tramonto Immortal (Ad Vitam) Resident Evil: Apocalypse L'uomo senza sonno ****Lissone: UciCinemas Come arrivare: Strada Vallassina - Uscita Seregno Sud Per Informazioni e Prevendita: 199 123321 sito Internet/Web: www.ucicinemas.it ---------------Film in Visione: Gli Incredibili The Manchurian Candidate L'esorcista:La genesi Un amore sotto l'albero La tela dell'assassino Alien vs Predator Babbo bastardo Shall we dance? Sky Captain and world of Tomorrow Occhi di cristallo Before Sunset - prima del Tramonto Immortal (Ad Vitam) Donnie Darko L'uomo senza sonno ****Vimercate: WarnerVillage Torribianche Come arrivare: Via Torribianche, 16 - Vimercate Per Informazioni e Prevendita: 039 6612573 sito Internet/Web: www.warnervillage.it Gli Incredibili The Manchurian Candidate L'esorcista:La genesi Un amore sotto l'albero La tela dell'assassino Alien vs Predator Babbo bastardo Shall we dance? Sky Captain and world of Tomorrow Donnie Darko Occhi di cristallo Before Sunset - prima del Tramonto Immortal (Ad Vitam) Resident Evil: Apocalypse L'uomo senza sonno ********Melzo: Arcadia Come arrivare: Via Martiri della Libertà Per Informazioni e Prevendita: 02 954 164 44/Prenotazioni: 02 954 16445 sito Internet/Web: www.multiplexarcadia.it ---------------Film in Visione: The Manchurian Candidate L'esorcista: La genesi La tela dell'assassino Alien vs Predator Gli Incredibili **********Pioltello: Europlex Come arrivare: Via San Francesco, 3 Per Informazioni e Prevendita: 02 9244361 sito Internet/Web: www.europlexcinemas.it Gli Incredibili The Manchurian Candidate L'esorcista:La genesi La tela dell'assassino Alien vs Predator Babbo bastardo Shall we dance? Donnie Darko Occhi di cristallo Before Sunset - prima del Tramonto Immortal (Ad Vitam)
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:Cinema/Festival_e_premi Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Progetto:Cinema/Festival_e_premi&action=history Progetto:Cinema/Festival e premiDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Prendendo spunto dal Progetto Mostra di Venezia, attualmente in stand-by, ho pensato di ampliare l'obiettivo ed il raggio d'azione con un nuovo progetto dedicato a tutti i maggiori festival e premi cinematografici. Ho mantenuto il progetto precedente per avere comunque un modello ed un punto di riferimento. Resta comunque un sottoprogetto pronto ad essere riutilizzato.
(Vedi anche: Progetto Cinema, Portale Cinema, Mostra di Venezia, Progetto Film e, per qualsiasi domanda o discussione il Drive In)
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Oscar Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Premio_Oscar&action=history Premio OscarDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La sagoma della statuetta
Particolare della statuetta degli Oscar
Il Premio Oscar, nome con il quale sono meglio noti gli Academy Awards, è il più importante riconoscimento cinematografico statunitense e, probabilmente, mondiale.
Caratteristiche [modifica]I premi vengono conferiti dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un'organizzazione professionale onoraria costituita da personalità che hanno portato avanti la loro carriera nel mondo della celluloide, attori, registi, produttori, etc., e che al 2003 contava oltre 5.816 membri. Il nome ufficiale della statuetta dorata è Academy Award of Merit, mentre il nomignolo Oscar venne conferito alla statuetta che costituisce il premio, sembra, da Margaret Herrick, la quale, vedendo la statuetta su un tavolo, esclamò: "Somiglia proprio a mio zio Oscar!". Il nome Oscar è, inoltre, un marchio registrato della stessa Academy of Motion Picture Arts and Sciences. I premi vennero consegnati per la prima volta nella Blossom Room dell'Hollywood Roosevelt Hotel di Los Angeles il 16 maggio 1929, ma i nomi dei vincitori erano già stati annunciati tre mesi prima. Per qualificarsi, un film doveva uscire nella città californiana nei dodici mesi terminanti il 31 luglio dell'anno precedente. Dal 1934 la candidatura è valida se il film è uscito nell'anno solare precedente. La Notte degli Oscar è una cerimonia molto elaborata, nella quale gli invitati fanno sfoggio delle creazioni dei più celebri stilisti, e viene trasmessa dalle televisioni di tutto il mondo. Il procedimento con cui vengono assegnati i premi è soggetto a varie critiche. I giurati vengono spesso considerati "anziani e, dal punto di vista estetico, conservatori". È inoltre largamente diffusa l'idea che i premi vengano assegnati per ragioni "politiche", ad esempio premiando un artista più per il suo lavoro complessivo che per la performance nello specifico film. Le stesse case cinematografiche investono molti soldi in campagne promozionali miranti a favorire i propri film nella conquista del premio.
Categorie [modifica]
Bob Hope con in mano un
Oscar
Nella prima edizione vennero assegnati due distinti Oscar, uno per la migliore regia di una commedia (Academy Award for Comedy Direction) e uno per la migliore regia di un film drammatico (Academy Award for Dramatic Direction). Dalla seconda edizione non fu più fatta alcuna distinzione.
Premi speciali [modifica]
Dettagli delle varie edizioni [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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