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25/11/2011 Cinecitta Successo di visite di Antonio Galluzzo Visto il grande successo di pubblico, ''Cinecittà si Mostra'', con 70.000 visitatori in 6 mesi, proroga fino al 31 Marzo 2012. Inaugurata lo scorso 28 aprile in occasione del 74° compleanno di Cinecittà alla presenza delle istituzioni e dei due ospiti d'eccezione Roberto Benigni e Carlo Verdone, la mostra negli storici Studios di Via Tuscolana, per la prima volta aperti al pubblico, verrà prorogata fino al 31 marzo 2012. ''Il successo di pubblico ha confermato quello che pensavamo, e cioè il grande interesse e il gradimento, da parte di visitatori nazionali ed internazionali per questo luogo speciale'', dichiara Giuseppe Basso, Direttore Generale degli Studios e ideatore della mostra che è seguita da migliaia di persone anche su Facebook. ''Tra gli ospiti ben un quarto è rappresentato da stranieri, soprattutto francesi, inglesi e americani - continua Basso - E poi in queste settimane sta crescendo il grande interesse delle scuole, che usufruiscono delle nostre proposte educative associando un momento di svago ad una occasione formativa originale ed unica''. Tra le novità di "Cinecittà si Mostra", i percorsi per le varie fasce di pubblico: da quelli architettonici (ricordiamo che Cinecittà è un prezioso esempio di architettura razionalista) ai laboratori per le scuole, alle visite dedicate alle famiglie. In occasione del primo Natale con il pubblico, Cinecittà festeggerà con l'accensione di un grande albero natalizio dedicato al cinema. Tutti i giorni, alle 16.30, a partire dall'8 dicembre. |
| 12/03/2011 Cinecitta Gli studi di Cinecittà non sono a rischio chiusura di Cristian Pedrazzini Gli studi di Cinecittà, che da oltre 13 anni sono gestiti dalla società Cinecittà Studios SpA, non sono a rischio chiusura come erroneamente riportato da più parti''. Lo precisa una nota di Cinecitta' Studios Spa, che sottolinea: ''Al contrario, dopo aver più che raddoppiato l'attività e ospitato ben 30 importanti produzioni internazionali, oltre a centinaia di altre produzioni e postproduzioni cineaudiovisive, Cinecittà Studios ha in corso ulteriori investimenti per incrementare la competitività di quello che oggi è uno dei centri produttivi piu' importanti al mondo: su un'area oggi inutilizzata, verranno costruiti un nuovo teatro di posa, moderni uffici di produzione e nuovi servizi di ospitalita' a vantaggio dell'intero studio''. ''La confusione -spiega la nota- è nata dal grido d'allarme, che riteniamo giusto e tempestivo, lanciato da Cinecittà Luce SpA che, al di la' della assonanza delle ragioni sociali, e' pero' societa' distinta e diversa, essendo totalmente posseduta dallo Stato, e sotto l'indirizzo del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali. Mentre la società pubblica Cinecittà Luce ha il compito di sostenere e promuovere il cinema italiano - e possiede e valorizza lo storico archivio dell'Istituto Luce - la societa' privata Cinecitta' Studios (controllata dal Gruppo IEG Italian Entertainment Group, presieduta da Luigi Abete e partecipata da importanti imprenditori privati tra i quali, oltre al Presidente, Della Valle, De Laurentiis, Haggiag) gestisce gli studi in una logica di business, servendo le migliori produzioni cinematografiche ed audiovisive, nazionali ed internazionali, posizionandosi tra i principali centri produttivi di cinema di qualita' al mondo''. "Cinecitta'' d'altronde e' un marchio cosi' forte che evoca sia la capacita' produttiva e realizzativa degli storici studi romani, e sia l'intera storia del Cinema italiano. Cinema italiano -conclude la nota- che merita di essere sostenuto, oggi e domani, dall'azione appassionata e professionalmente qualificata di Cinecittà Luce, alla quale rivolgiamo la nostra convinta solidarieta". |
| 10/03/2011 Cinecittà No alla chiusura di Carmen Guadalaxara e Cristian Pedrazzini Con in testa il premio Oscar Roberto Benigni, il mondo del cinema, registi e produttori, scende in campo a favore di Cinecittà Luce e contro il ventilato rischio chiusura dell'ente, ma anche politici e lo stesso ministero dei Beni culturali intervengono sul tema in difesa di una istituzione che, a detta di molti, fa parte della storia d'Italia. "Leggiamo sui giornali la probabile chiusura di Cinecittà Luce. E' proprio una brutta notizia. Là dentro c'e' tutta la nostra memoria, tutti in nostri sogni fabbricati per uomini svegli. Un archivio immenso. La nostra storia. Ma come si fa chiudere la Storia? ". Così Roberto Benigni e Nicoletta Braschi commentano, in una nota congiunta, la crisi di Cinecittà. Ma sul fronte del mondo dell'arte erano già scesi in campo Marco Bellocchio che aveva sottolineato, in modo particolare, come l'archivio storico di Cinecittà ''deve restare allo Stato'' perchè è ''un vero tesoro incedibile''. E all'archivio guarda anche il patron dei critici italiani Gian Luigi Rondi che parla dell'impossibilita' di spegnere ''la voce del cinema italiano... di cancellare l'immagine dell'Italia dal dopoguerra''. Ma il cinema-cinema fa sentire le voci anche di Gianni Amelio, Saverio Costanzo, Angelo Barbagallo, Mimmo Calopresti e del direttore della Mostra di Venezia Marco Mueller che ribadiscono tutti l'importanza di Cinecittà. ''La ventilata chiusura di Cinecittà e' di per sè un cattivo pensiero'' dice Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, che non esita a parlare di ''operazione vagamente barbarica''. L'ex ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli vede una sorta di collegamento tra il vuoto politico creato dall'assenza del ministro Sandro Bondi e questa annunciata chiusura. "Un amaro paradosso se proprio mentre l'Italia festeggia il centocinquantesimo della sua nascita dovessimo assistere alla chiusura del piu' antico e prestigioso polo dell'industria della cultura e dello spettacolo", dice ancora l'ex segretario del Pd Walter Veltroni. Anche il centrodestra è solidale con Cinecittà. Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, invita il governo a ''raccogliere il grido d'allarme che arriva da Cinecittà e dall'Istituto Luce''. Sulla stessa linea il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, convinto che l'istituto non debba morire. Alla fine lo stesso ministero dei Beni Culturali scende in campo dicendo che serve a Cinecittà un provvedimento che le permetta di ''adempiere alla propria missione''. E riconoscendo poi come le risorse assegnate ''sono del tutto insufficienti a garantire qualsiasi attivita' e a mantenere integra la forza lavoro attualmente in opera''. Così, conclude il Mibac, ''è auspicabile un provvedimento che permetta a Cinecittà Luce come a tutte le altre realtà sostenute dal FUS di adempiere alla propria missione istituzionale nel pieno interesse della cultura e dell'economia del nostro Paese''. |