|
|
| Link Sponsorizzati |
| Compositori |
| Bach | Beethoven | Mozart | Haendel |
| Chopin | Verdi | Rossini | Schubert |
| Vivaldi | Haydn | Morricone | Castagnoli |
| Ambrosini | Sciarrino | Donizetti | Brahms |
| Chopin |
![]() 10001 |
![]() str 33589 |
![]() 33817 |
| Link Sponsorizzati |
|
|
| COMUNICATO STAMPA Sabato 4 settembre 2010 dalle ore 11 alle 15 – Bosco in città, Cascina San Romano Un brunch in cascina... con la musica di Chopin Albertina Dalla Chiara, Saskia Giorgini, Patrizia Salvini, pianoforte Zoltan Szolt Szabò, violoncello Ingressi € 15 Prezzo ridotto per chi arriva in bicicletta € 10 In collaborazione con Italia Nostra onlus – Centro forestazione urbana Dopo il grande concerto di inaugurazione al Teatro alla Scala, il Festival MITO invita tutti per sabato 4 settembre, dalle ore 11, alla Cascina San Romano, per una giornata all’aria aperta, tra buona musica, break gastronomici e una colazione sul prato, prima di tuffarsi di nuovo nei grandi concerti serali offerti in varie sedi milanesi. Nella primavera del 1834 Berlioz invitava Chopin scrivendo “Caro chopinetto mio, si fa una villeggiatura da noi, a Montmartre. Spero che vorrai essere con noi…”. Il luogo al quale Berlioz faceva riferimento è la collina di Montmartre, all’epoca ancora campagna, intendendo col termine “villeggiatura” una festa musicale non in villa, ma nella cascina che abitava. Sulla scia di questa suggestione, e con lo sguardo rivolto a Expo 2015, che ha tra gli obiettivi principali la valorizzazione delle cascine milanesi, il Festival MITO presenta l’appuntamento Un brunch in cascina…, una giornata alla Cascina San Romano del parco pubblico Bosco in città. Durante la giornata si potrà ascoltare la musica del celebrato Chopin, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita, assaggiare prodotti biologici e passeggiare tra boschi, radure, corsi d'acqua, un laghetto e un'antica cascina a due passi dalla città. L’appuntamento è realizzato grazie alla collaborazione con la onlus Italia Nostra, che dal 1974 gestisce i 110 ettari di bosco, e vi ha avviato il primo progetto italiano di riforestazione urbana coinvolgendo scuole, associazioni cittadine ed enti di volontariato. Nel tempo il progetto si è ampliato e ora comprende, oltre al parco, un'area di orti urbani, la cascina che ospita gli uffici del parco, una biblioteca e delle aree coperte messe a disposizione gratuitamente. Il programma della giornata prevede l’arrivo alle 11 per un primo concerto con Patrizia Salvini, la giovane pianista vincitrice del Concorso Società Umanitaria di Milano, che presenta diverse pagine di Chopin, dalla Berceuse all’Andante spianato. Nel coffee break del dopo concerto si potranno gustare strudel di mele, spremute di frutta, latte biologico, frutta fresca, tutti prodotti localmente. Il secondo concerto vede impegnati Albertina Dalla Chiara al pianoforte e Zoltan Szolt Szabò al violoncello con la Sonata op.65 per violoncello e pianoforte. Al termine del secondo intervento musicale sarà distribuito a tutti un cestino con quiche, crostate artigianali, orzo perlato al pesto e tanti prodotti tipici da consumare per pranzo all’aria aperta. La giornata si conclude con il concerto di Saskia Giorgini, che dopo il brunch esegue i Preludi op.28 e il Bolero, sempre di Fryderyk Chopin. Con attenzione alla sostenibilità ambientale infine, per chi arriva in bicicletta il prezzo del biglietto sarà di € 10 anziché € 15. Per informazioni: Biglietteria MITO Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12 telefono 02.88464725 / 02.88464748 c.mitoinformazioni@comune .milano.it www.mitosettembremusica.it ________________________________________ Il programma musicale: Fryderyk Chopin (1810-1849) Berceuse in re bemolle Maggiore op. 57 Andante spianato e Grande Polacca brillante op. 22 Dagli “Studi” op. 25: n. 6 in sol diesis minore, n. 7 in do diesis minore, n.12 in do minore Scherzo in si minore op. 20 Patrizia Salvini, pianoforte Vincitrice del concorso Società Umanitaria di Milano Sonata op.65 per violoncello e pianoforte Albertina Dalla Chiara, pianoforte Zoltan Szolt Szabò, violoncello Ventiquattro preludi op. 28 Bolero op. 19 Saskia Giorgini, pianoforte ________________________________________ Biografie Albertina Dalla Chiara La personalità artistica di Albertina Dalla Chiara si è formata grazie all’incontro delle insigni scuole pianistiche russa e austriaca. Nel 1978 conosce a Vienna il noto pianista e didatta russo Stanislav Neuhaus, che la invita a frequentare in Italia i suoi corsi di perfezionamento. In seguito Neuhaus scrive al Ministero degli Affari Esteri Italiano, definendola ‘pianista di grande talento, capace di ottenere grandi successi’, e la invita a studiare al Conservatorio “Cajkovskij” di Mosca. Ottiene dal Ministero Italiano la borsa di studio nel 1982 e frequenta per due anni fino al 1984 il corso superiore di perfezionamento del Conservatorio di Mosca con Lev Nikolaevic Naumov, erede e continuatore della scuola di Heinrich e Stanislav Neuhaus. Rientrata in Italia segue, nell’estate del 1985, i corsi di perfezionamento del pianista austriaco Rudolf Buchbinder all’Accademia Chigiana di Siena e, dal 1985 al 1989, frequenta la classe di Buchbinder all’Accademia Superiore di Musica di Basilea. Contemporaneamente ai suoi studi musicali, Albertina Dalla Chiara intraprende giovanissima una carriera concertistica che la porta ad esibirsi in Italia e all’estero. Ha effettuato tournées in Germania (a Berlino, Amburgo e altre città) e come solista con le orchestre dei Teatri dell’Opera di Saarbruecken, di Halle, di Jena ed altri; ha suonato in Austria per gli Schlosskonzerte di Salisburgo, per l’Ost-West Musikfest, in Spagna a Madrid ed altre città, in Francia a Parigi, in Jugoslavia come solista con la Beograd Strings Orchestra, in Inghilterra per l’Università di Oxford, in Belgio a Bruxelles e per diversi festivals musicali, a Malta come solista del Teatro dell’Opera e in Cile, a Santiago, per la Fondazione Beethoven. In Italia è stata invitata dalla Fondazione “Arena di Verona” al Teatro Filarmonico come solista con l’orchestra, dall’Accademia Filarmonica di Verona e di Bologna, dalla Sagra Malatestiana di Rimini, dal Festival Internazionale di Musica da Camera di Ravello, dalla Gioventù Musicale Italiana, dalla Rai al Foro Italico di Roma e da altre istituzioni musicali. Albertina Dalla Chiara si dedica inoltre alla musica da camera – ha suonato con i violinisti Carlo Chiarappa, Luz Leskowitz, Gernot Winischhofer, Peter Szanto, con il violoncellista Zoltan Szolt-Szabo, con la cantante Cristina Miatello, con i Solisti della Scala e con i Solisti di Salisburgo. Con Luz Leskowitz e Barbara Lubke ha fondato il Trio di Salisburgo, che si è esibito con successo ai concerti del Politecnico di Torino, per l’Associazione Concertante di Torino, per il Circolo Filarmonico Astigiano, per l’Accademia Filarmonica di Verona e nella stessa città di Salisburgo. Fa parte inoltre del Trio di Verona con il violinista Peter Szanto e il violoncellista Zoltan Szolt-Szabo e collabora con il noto musicologo italiano Quirino Principe in spettacoli dedicati a Satie, a Wagner e al periodo impressionista. Albertina Dalla Chiara ha tenuto numerose conferenze-concerto dedicate ai compositori Fryderyc Chopin, Robert Schumann, Alexander Skrjabin, Claude Debussy, nonché seminari e conferenze dedicati alla didattica e alla tradizione musicale russa di Heinrich e Stanislav Neuhaus. Saskia Giorgini Nata nel 1985, si è avvicinata allo studio del pianoforte all’età di quattro anni con Lorena Sancin e in seguito con il M° Paolo Prever, a Torino. Dal 2000 al 2005 ha frequentato l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola: suoi maestri sono stati Riccardo Risaliti, Franco Scala, Anna Kravchenko, Louis Lortie. Grazie a una borsa di studio dell’associazione “De Sono” di Torino e una borsa di studio del Lion’s Club di Torino, dal 2005 al 2008 ha frequentato il corso triennale di perfezionamento presso l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola con i maestri Leonid Margarius e Michel Dalberto. Attualmente studia presso l’Accademia di Pinerolo con il Maestro Enrico Pace. Nel Giugno 2003 si è diplomata, privatista, con il massimo dei voti al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e, finalista al concorso internazionale Concerti in Villa 2003 di Vicenza, ha eseguito il Concerto op. 21 di Chopin con orchestra. Ottenuta nel 2004 la maturità scientifica con il massimo dei voti, ha frequentato il biennio di post-diploma presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, con il M° Claudio Voghera, laureandosi con la votazione 110 e lode e ricevendo una menzione speciale “per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche”. Nel Novembre 2005 ha debuttato a Torino con un recital solistico nella “Sala 500” del Lingotto e con il Concerto n. 2 di Franz Liszt presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. E’ stata ospite di importanti festivals, tra i quali Unione Musicale (Festival Schumann, 2006), Mito Settembre Musica (Settembre 2007 e 2008), Polincontri (2005, 2006, 2007), Amici della Musica di Padova. Ha inoltre partecipato alla trasmissione “Il Pianista” di Radio Classica. Nell'Agosto 2006 è stata invitata a eseguire il Concerto in Do di Nino Rota con la CBC Radio Orchestra, diretta da M. Bernardi al Festival di Vancouver, ottenendo un grande successo di pubblico e critica. Il concerto è stato diffuso dalla CBC Radio, e in seguito riproposto più volte. Recentemente ha eseguito il primo concerto di Dmitri Sostakovic, per pianoforte tromba e orchestra con l’orchestra “Archi” della De Sono suscitando nel pubblico grande interesse ed entusiasmo. E' attiva dal 2009 anche nell'ambito della musica da camera con il Trio Maurice. Suona e si esibisce in duo con la violinista Dora Schwarzberg e con il violinista Adrian Pinzaru. Ha collaborato con musicisti quali Alessandro Milani, Massimo Macrì, Natalino Ricciardo.. E’ stata collaboratrice pianistica di master classes tenute dai violinisti Dora Schwarzberg, Thomas Füri, Shlomo Mintz, Ithzak Rashkovsky e dalla violoncellista Marianne Chen. Nel 2009 è stata invitata a partecipare all’Accademia del Kammermusikfest Lockenhaus. Tra i prossimi impegni è previsto un recital per Holland International Music Sessions, alcuni concerti con il violinista Gilles Apap, una tournée in Italia con il violoncellista Thomas Demenga , un recital solistico per la Società dei Concerti di Milano e per MITO SettembreMusica e alcuni concerti per il 200esimo anniversario della nascita di Chopin e Schumann (2010). Patrizia Salvini Patrizia Salvini si è diplomata giovanissima in pianoforte sotto la guida di Massimo Neri all’Istituto Musicale Pareggiato di Gallarate. Si è perfezionata presso l’Accademia di alto perfezionamento musicale della Fondazione “Romano Romanini” di Brescia con Sergio Marengoni e si è diplomata con il massimo dei voti e la lode presso l'Accademia di Santa Cecilia sotto la guida di Sergio Perticaroli. Ha inoltre seguito master classes tenute da Aldo Ciccolini, Leonid Margarius, Konstantin Bogino, Cyprian Katsaris, Paul Badura-Skoda e Alfredo Speranza. Vanta numerosi riconoscimenti in concorsi pianistici nazionali e internazionali, riportando il primo premio in una ventina di competizioni, tra cui i premi Città di Stresa, International Music Competition Città di Cortemilia, Terzo Musica di Valle Bormida (conseguendo anche il Premio Speciale Angelo Tavella assegnato «al miglior talento tra i concorrenti più giovani»), Città di Racconigi, Città di Bologna, Città di Sestri Levante, Coppa Pianisti d’Italia di Osimo. È stata inoltre premiata al Concorso Pianistico Internazionale di Gussago nel 2007 e al VI International Grand Prix Lions Club di Rijeka, all’età di soli quindici anni. Ha suonato come solista e in varie formazioni di musica da camera in numerose città italiane ed estere e in importanti festivals, tra cui MITO SettembreMusica, Festival Aosta Classica, Festival Pianistico di Spoleto, Festival di St. Martin in the Fields, riscontrando sempre grande successo di pubblico e di critica. Recentemente è stata solista con l’Orchestra del Conservatorio di Brescia, l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra Sinfonietta Italiana e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Suona stabilmente con la flautista inglese Katrina Penman, dedicandosi anche allo studio di brani di compositori italiani contemporanei; in formazione di duo pianistico ha presentato in prima esecuzione assoluta il brano …quasi un enigma… del compositore Paolo Rimoldi. Collabora, in qualità di pianista accompagnatrice, a master classes tenute da Yulia Berinskaya, Bruno Cavallo, Marco Zoni, Marco Scano. Nel 2007 ha vinto il concorso indetto dalla Società Umanitaria di Milano riservato ai migliori studenti dei conservatori italiani. Zoltan Szolt Szabò Inizia gli studi musicali a sette anni, le prime apparizioni in pubblico ad undici, il primo con la Filarmonica di Tirgu Mures a quattordici anni. Vince numerosi premi nazionali ed internazionali per giovani interpreti, nonché premi e riconoscimenti a concorsi internazionali quali “Casals” di Budapest, Markneukirchen (Germania) e nel 1990 il primo premio al concorso “S.Mercadante” d’Altamura (Italia). Laureatosi col massimo dei voti all’Accademia “C.Porumbescu” di Bucarest continua l’attività concertistica in Romania e all’estero. Dal 1977-1979 fa parte della Filarmonica di Tirgu Mures, dal 1979-1983 come primo violoncello della Filarmonica “G.Dima” di Brasov, quindi dal 1984 è primo violoncello dell’orchestra della Fondazione ”Arena di Verona”. Dal 1986 è membro del “Quartetto Amati” e del Trio di Verona. Ha inciso per le case discografiche Rivo Alto, Tactus, Naxos, Arts. Ha registrato per la Radiotelevisione Romena, Italiana, Svizzera. Ha effettuato concerti in Europa, Giappone, Messico. Ha effettuato concerti in gruppi cameristici (con Bruno Canino, Mario Rossi, Enrico Dindo, Alirio Diaz, Alessandro Carbonare, Andrea Dindo, Olaf Laneri, Corrado Ruzza, ecc…) e come solista nei maggiori teatri di Europa, Giappone e Messico. E' membro del gruppo da camera Athesis e collabora stabilmente con Accademia delle Muse di Verona. |
| Stagione di Musica Sinfonica 2009-2010 Da Sabato 30 gennaio all’Auditorium Parco della Musica A tutto Chopin! Due importanti appuntamenti aprono a Santa Cecilia le celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Fryderyk Chopin. Sabato 30 gennaio alle ore 16.30 presso lo Spazio Risonanze dell’Auditorium Parco della Musica, alle presenza delle massime cariche politiche e istituzionali polacche e del Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Bruno Cagli, sarà inaugurata la mostra dal titolo A Passo di Mazurka dalla Polonia verso il mondo, allestita negli spazi del MUSA – Museo degli Strumenti Musicali di Santa Cecilia, che sarà aperta al pubblico dal 31 gennaio all’8 marzo 2010. I festeggiamenti per il bicentenario chopiniano proseguono sempre sabato 30 gennaio (ore 18.00 Sala Santa Cecilia; repliche lunedì 1 febbraio ore 20.30, martedì 2 febbraio ore 19.30) con un concerto del giovanissimo e già grande pianista polacco Rafal Blechacz che, diretto da Andrey Boreyko, sarà interprete insieme all’Orchestra di Santa Cecilia del Concerto in fa minore op. 21 di Chopin. La mostra è in collaborazione con l’Istituto Fryderyk Chopin di Varsavia e l’Istituto Polacco di Roma che ha partecipato anche alla realizzazione del concerto. A Passo di Mazurka dalla Polonia verso il mondo è una mostra temporanea dedicata a Fryderyk Chopin, e in particolare al genere musicale della mazurka. Per la prima volta in Italia saranno esposti al pubblico manoscritti ed edizioni, l’iconografia storica e quella contemporanea, partiture importanti e documenti, oltre a una scelta di testi particolarmente significativi per l’interpretazione delle mazurke. Il materiale della mostra proviene dalle collezioni del Museo Fryderyk Chopin di Varsavia, dal Museo Nazionale di Varsavia, dalla Biblioteca Nazionale di Varsavia, dal Museo d’Arte di Lodz, dal Museo della Masovia di Plock e dalla Bibliothèque Nationale de France. Di notevole importanza e interesse è la presenza all’interno dell’esposizione del manoscritto della Mazurka in mi maggiore, op. 6 n. 3, unico testo autografo di questa composizione conservato sino ad oggi. Il manoscritto, che Chopin titolò Mazur, fu redatto dal compositore a Vienna nel 1830 su due fogli strappati da un diario. La Mazurka in mi maggiore fu inclusa dal compositore nell’opus 6, prima opera contenente le mazurke che Chopin dedicò a Paulina Plater. L’allestimento è curato dallo studio Migliore + Servetto Architetti Associati di Milano. Vincitore nel 2005 dell’ultimo “Chopin” di Varsavia, il più importante fra i concorsi pianistici internazionali assegnato in passato a musicisti del calibro di Maurizio Pollini, Martha Argerich, Krystian Zimerman, Rafal Blechacz è considerato già fra i migliori interpreti di oggi, e al grande musicista polacco di ogni epoca, venerato in patria come un eroe renderanno omaggio, nella Stagione di Musica da Camera dell’Accademia, anche Krystian Zimerman (10 febbraio) e Maurizio Pollini (24 febbraio). Il Concerto in fa minore è dedicato alla contessa Delphine Potocka, bellissima amica e compatriota di Chopin; composto nel 1829, fu eseguito per la prima volta dall’autore a Varsavia il 17 marzo 1830. Non meno difficile, anche se meno spettacolare del Concerto n. 1, è forse più rivelatore dell’intima, segreta poesia di Chopin. Lirica, sognante, malinconica, elegantissima, questa composizione si accende di una vampata drammatica solo nella parte centrale del secondo tempo. Il Finale alla mazurca fa entrare questa danza nazionale, ai tempi di Chopin poco nota fuori dalla Polonia, nel circolo della cultura europea. Nella seconda parte del concerto, la suite per grande orchestra The Planets di Gustave Holst, scritta negli anni della Prima Guerra mondiale ed eseguita in pubblico per la prima volta a Londra il 15 novembre 1920. La fortunata partitura (è la composizione più nota del musicista inglese) evidenzia l’eclettismo dell’autore con reminiscenze della musica tardo romantica tedesca, di quella francese di primo Novecento e perfino del mondo stravinskiano. Come si evince dal titolo, la composizione è dedicata ai pianeti ma non prende in considerazione il nostro e allora ci ha pensato il musicista e astronomo americano Randall Meyers che ha aggiunto il pianeta mancante: Gaja cioè la nostra Madre Terra, presentata in prima esecuzione assoluta. A dirigere l’Orchestra e il Coro femminile dell’Accademia di Santa Cecilia, il russo Andrey Boreyko che, dopo il lusinghiero successo ottenuto nel 2007, ritorna al Parco della Musica di Roma. Sabato 30 gennaio 2010 ore 16.00 Auditorium Parco della Musica - Spazio Risonanze Inaugurazione della mostra A passo di Mazurka dalla Polonia verso il mondo Sabato 30 gennaio ore 18 - Lunedì 1 febbraio ore 20.30 Martedì 2 febbraio ore 19.30 Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia Andrey Boreyko direttore Rafal Blechacz pianoforte Chopin Concerto per pianoforte n. 2 Holst The Planets Meyers Gaia (Terra), The Giver of Life* |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Chopin Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Fr%C3%A9d%C3%A9ric_Chopin&action=history Frédéric ChopinDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da
Chopin)
Fryderyk Franciszek Chopin, il cui nome è noto anche nella variante francesizzata Frédéric François[1] Chopin [2] (Żelazowa Wola, 1º marzo 1810[3] – Parigi, 17 ottobre 1849), è stato un compositore e pianista polacco. È considerato il più grande compositore polacco ed uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi.
Ritratto incompiuto di Frédéric Chopin, dipinto da
Eugène Delacroix.
Fu tra i rappresentanti principali del Romanticismo e venne chiamato il poeta del pianoforte. Nella sua musica convergono elementi di derivazione classica: l'equilibrio tra le parti, l'estrema precisione della scrittura, la perfezione stilistica. Il suo linguaggio musicale è stato influenzato da alcuni compositori preromantici, allora molto noti, come Johann Nepomuk Hummel, John Field e Maria Szymanowska, che gli trasmisero l'inclinazione all'inquietudine e al pessimismo e, sul piano strettamente musicale, la tendenza ad ampliare le possibilità della modulazione. La musica di Chopin è profondamente influenzata anche dal "dialetto musicale" polacco: la musica popolare del suo paese. Infine, le sue melodie traspongono sul pianoforte l'ampio respiro e il morbido fraseggio del melodramma italiano contemporaneo, in particolare di Vincenzo Bellini[4]. Dal 1927 viene organizzato in Polonia il Concorso Pianistico Internazionale Frédéric Chopin, il primo concorso monografico del mondo, fondato da Jerzy Żurawlew e che lanciò, tra gli altri, anche Maurizio Pollini[4]. Tra i più celebri studiosi del musicista polacco figurano Gastone Belotti e Jaroslaw Iwaszkiewicz.
Biografia [modifica]
Casa della famiglia Chopin a
Żelazowa Wola, Polonia
Chopin trascorse la sua vita per metà in Polonia dove nacque, e per metà in Francia, dove si trasferì a circa vent'anni. L'infanzia [modifica]Chopin nasce in una famiglia dedita alla musica. Il padre, Nicolas, nato in Francia si trasferì definitivamente in Polonia molto giovane e vi rimase per tutta la vita; fu prima governante e dopo essersi trasferito da Żelazowa Wola a Varsavia insegnò lingua e letteratura francese in alcune scuole della capitale e amministrò infine un istituto per i figli degli aristocratici polacchi più illustri. La madre, Justyna Krzyżanowska, amava suonare il pianoforte. Frédéric ebbe tre sorelle: Ludwika, Izabela ed Emilia (quest'ultima morì molto giovane, all'età di 14 anni). Il suo primo insegnante privato fu un ceco, Wojciech Żywny. Fu lui a scoprire il grande talento musicale del suo allievo, e gli insegnò tutto ciò che sapeva. I primi successi [modifica]
Frédéric Chopin ritratto da
Franz Xaver Winterhalter
Nel 1817 debuttò come compositore con la Polacca in Sol minore e la sua prima esibizione pubblica si tenne nel 1818. Nel 1827 entrò al Liceo di Varsavia e cominciò i suoi primi studi di armonia, contrappunto e composizione sotto la guida di Józef Elsner, il quale ebbe a scrivere su di lui: "Frédéric Chopin, allievo di terzo anno. Capacità incredibili, un genio della musica". Questo periodo fu caratterizzato dall'interesse del giovane Chopin per la musica popolare: compose tra l'altro le Mazurche da ballo e il Rondò in Do minore. La ricerca del proprio stile [modifica]Negli anni 1826-1829 Chopin studiò alla Scuola Superiore di Musica, nel Dipartimento di Arti e Scienze dell'Università di Varsavia. Era a quel tempo un attivo partecipante della vita culturale di Varsavia, amava frequentare i concerti di Niccolò Paganini ed assistere alle opere presentate da Karol Kurpiński nel Teatro Nazionale (Don Giovanni di Mozart e il Il barbiere di Siviglia di Rossini). In questo periodo scrisse le Variazioni in Si bemolle maggiore, basate su un motivo del Don Giovanni ed i Rondeaux virtuosistici, basati sulle musiche popolari. Gli anni 1829-1831 sono per Chopin gli anni del primo amore (per la cantante Konstancja Gładkowska) e dei primi successi come compositore. Nascono in quel periodo i due Concerti per pianoforte, in Fa minore (op. 21) e Mi minore (op. 11). Durante un soggiorno a Vienna Chopin soffrì per le notizie che gli giunsero dalla Polonia riguardo la Rivolta di Novembre. Egli non ritornerà mai più in patria. Le composizioni di questo periodo sono drammatiche e liriche, caratteristiche che sostituiscono piano piano la spensieratezza popolaresca e il sentimentalismo dei lavori precedenti. Gli anni della maturità artistica [modifica]
L'unica
fotografia conosciuta di Frédéric Chopin del 1849, attribuita a
Louis-Auguste Bisson. Sono visibili i segni della malattia.
A Parigi Chopin condusse una vita di virtuoso, componendo brani che divennero presto "di moda" e piacquero nei salotti. Fece amicizia con molti musicisti (Franz Liszt, Vincenzo Bellini, Hector Berlioz), era invitato a esibizioni private, non in quanto musicista, ma in quanto ospite e fu invitato anche a corte. Nel 1835 si fidanzò con la contessa Maria Wodzińska (1819 - 1879), ma la famiglia di questa, dopo un apparente, iniziale favore, si mostrò contraria al matrimonio. Forse in questo rifiuto ebbe una parte importante la salute cagionevole di Chopin, tubercoloso fin dall'adolescenza; ma, secondo la maggior parte dei biografi, pesarono maggiormente ragioni di ordine prettamente economico. Nel 1838 conobbe George Sand, più grande di lui di sei anni e si gettò nelle braccia dell' "amore compiuto" (parole di George Sand), ma ben presto il rapporto divenne nervoso e caotico. Fuggendo la gelosia del precedente amante di George, i due amanti si rifugiarono a Maiorca, stabilendosi nella Cartuja di Valdemossa, nel Nord Ovest dell'Isola, che li accolse con un tempo pessimo, mentre in Spagna continuava la guerra e la malattia di Chopin si acuiva sempre più. Nel 1839 Chopin e George Sand tornarono in Francia. Trascorsi insieme sette anni, l'incompatibilità dei due amanti emerse inequivocabilmente quando Frédéric prese posizione sul matrimonio fallito di Solange, la figlia di George. La scrittrice lo accusò di esserle nemico e lo lasciò. Il periodo precedente alla rottura con George Sand lasciò un'impronta importante sulla creatività e sulla vita sociale di Chopin. Ultimo periodo della vita [modifica]Dopo essersi lasciato con George Sand, Chopin cadde in una terribile depressione che molto probabilmente accelerò la sua morte. Dopo aver lasciato Nohant non compose nessun brano significativo, soltanto qualche miniatura. Durante l'ultimo periodo della sua vita, Chopin fu assistito da una sua allieva scozzese, Jane Stirling, che insieme alla sorella Mrs. Erskine convinse Chopin a trasferirsi in Inghilterra. Ma il rigido clima inglese e la vita mondana in cui vollero trascinarlo le due scozzesi peggiorò notevolmente la salute del compositore. Rientrato a Parigi, la sua salute si aggravò improvvisamente, e il 17 ottobre del 1849, alle 2 del mattino, veniva dichiarato morto; al suo fianco, negli ultimi momenti di vita, gli intimi, tra cui Eugène Delacroix, Delfina Potocka - alla quale aveva dedicato uno dei suoi valzer più famosi - e la sua più amata sorella, Ludwika. Venne sepolto a Parigi nel cimitero di Père Lachaise, ma il suo cuore è conservato a Varsavia, nella Chiesa di Santa Croce. Cronologia [modifica]
La tomba di Chopin al cimitero
Père Lachaise di
Parigi.
Composizioni [modifica]
Chopin ha composto quasi esclusivamente per pianoforte solista, ma il catalogo delle sue opere include anche 2 concerti per pianoforte e orchestra, 20 romanze per voce e pianoforte e un numero esiguo di composizioni da camera per pianoforte e violoncello; pianoforte, violoncello e violino; pianoforte e flauto. Le composizioni per pianoforte solo includono:
Questo catalogo (incompleto) rivela chiaramente come Chopin si sia cimentato in composizioni quasi sempre pianistiche ma di vario tipo, risolvendo brillantemente la problematica connessa con tutte le forme affrontate. Tra queste figurano composizioni classiche come i Concerti e le Sonate, composizioni dal respiro ampio e dalla struttura più libera come gli Scherzi e le Ballate, e composizioni brevi e intime come i Preludi, i Notturni, gli Studi e le Mazurche. Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia. Tra questi si trovano le Mazurche, le Polacche, il Krakoviak e la Fantasia su arie polacche (questi ultimi due per pianoforte ed orchestra). Se le Mazurche sembrano essere piccole e intime rievocazioni del folclore musicale polacco, altre composizioni più strutturate come le polacche op. 44, op. 53, op. 61 o la Fantasia su arie polacche sono l'ambiente ideale dove il compositore può con più personalità rielaborare idee o ricordi della lontana patria, che possono essere ritmi, incisi melodici o altro. In questo gruppo spicca la Fantasia, dove il pianoforte rielabora con estrema personalità i temi originali polacchi suonati dall'orchestra. Gli Studi per pianoforte op. 10 e op. 25 rappresentano un caposaldo della musica in quanto Chopin trasforma lo studio, da genere essenzialmente didattico a vera e propria composizione artistica. Pare che l'autore li abbia scritti per sé stesso, per compensare una formazione pianistica per certi versi non compiuta; ogni studio è espressamente dedicato ad una particolare tecnica pianistica. Non solo negli Studi, ma anche nelle Mazurche, nei Preludi e nei Notturni Chopin affronta con efficacia le strutture piccole (non più di 5-6 pagine). Queste composizioni sono generalmente costruite su un'idea principale talvolta alternata a una sezione centrale di carattere contrastante (come nello studio op. 25 n.5, in quasi tutti i notturni e in molte mazurche). I Preludi sono composizioni brevi e con esposizioni essenziali, talvolta racchiusi in poche battute (si considerino per esempio quello in La maggiore o quello in Do maggiore). Sono considerati alla stregua di aforismi musicali, per l'efficacia con cui dipingono sensazioni o creano atmosfere. Sono costruiti sul circolo delle quinte, alternando il modo maggiore al modo minore. I Notturni sono considerati tra le composizioni più emblematiche del romanticismo chopiniano, ispirate liberamente a quelli ben più ingenui dell'irlandese John Field, che ne inventò il genere, e caratterizzati da piccoli momenti lirici dalla melodia generalmente cantabile e espressiva. Se ne trovano di vari tipi, dai più sognanti (op. 9 n. 2 in Mib maggiore, famosissimo, Op. 55 n. 2, in Mi bemolle maggiore), ai più cupi (op. 48 n. 1 in Do minore), ai più enigmatici (op. 9 n. 3 in Si maggiore). Secondo il maestro Maurizio Pollini, essi sono come un riflesso "compositivo ed esistenziale", una sorta di "diario intimo, che attraversa la sua vita"[4]. Composizioni in genere più estese sono gli Improvvisi e i Valzer. Gli Improvvisi sono a struttura tripartita A-B-A'. Generalmente la prima parte è veloce, con temi a terzine in forma di moto perpetuo, mentre la sezione centrale è più lenta e melodica. Famosissimo il quarto Improvviso-Fantasia in Do diesis minore, che Chopin aveva rigettato in quanto lo considerava troppo simile ad un'altra composizione esistente. Anche i Valzer presentano forme svariate, e si fanno ammirare soprattutto per la raffinatezza dei temi e la ricercatezza della scrittura. Sappiamo che Chopin li pensò come brani puramente musicali, non perché fossero ballati da i membri di quella buona società parigina della quale faceva parte egli stesso, ma che non amava. Tra i momenti più efficaci dei valzer maggiori vi sono sicuramente le code, in cui Chopin condensa le idee tematiche della composizione. Passando a considerare le composizioni ancora più elaborate, incontriamo gli Scherzi e le Ballate. Nonostante le ampie dimensioni gli Scherzi chopiniani conservano una struttura che ci permette di ricondurli alla struttura tripartita dello Scherzo beethoveniano, anche se molteplici sono le differenze musicali. Lo Scherzo più famoso è sicuramente il n. 2 in Si bemolle minore e semplicemente considerando la varietà di registri stilistici toccati in questa composizione ci si può rendere conto della sua complessità. Si va dall'incisivo tema iniziale di terzine alla fluente e ampia melodia della pagina successiva, mentre nella sezione centrale si passa da momenti di recitativo a fioriti arabeschi e a passaggi modulanti d'intonazione drammatica. Le 4 Ballate per pianoforte sono una novità assoluta nella storia della musica. Esse non hanno infatti niente a che fare con le ballate medievali, e secondo alcuni studiosi furono semmai ispirate a quelle letterarie di Mickiewicz. Qui Chopin crea una forma ampia, adattata alle sue necessità espressive, costruita spesso su scontri tra il versante sognante e quello drammatico della sua personalità (si consideri per esempio la celebre Ballata op. 23 in Sol minore). Più di qualche revisore ha tentato di ricostruire gli aspetti di alternanza tematica, scovandovi gli stili della sonata, dello scherzo, del rondeau, ma sempre in indecifrabile mescolanza, supportati da una costante invenzione tematica senza pari nel repertorio chopiniano. Si pensi alla mirabile Quarta. La critica considera le Sonate e i Concerti come pezzi nei quali la libera fantasia musicale di Chopin si adattò con più fatica alla rigida struttura formale imposta dalla convenzione. Ciononostante, la sonata n. 2 in Si bemolle minore (nota come "Marcia Funebre") contiene momenti musicali di grande impatto (come la Marcia funebre del titolo) o di acceso sperimentalismo (come il quarto tempo, privo di melodia, in cui entrambe le mani suonano un vorticoso tema all'unisono). Tutte queste composizioni mostrano le due anime di Chopin: quella limpida, sognante, malinconica, cantabile dello studio op. 10 n. 3 in Mi maggiore o del notturno op. 9 n. 2 in Mi bemolle maggiore, e quella più nera e a tratti disperata di alcune tra le composizioni più enigmatiche, come il finale della quarta ballata, lo studio op. 25 n. 12 in Do minore o il quarto tempo della sonata marcia funebre. Chopin lascia un testamento musicale di grandi proporzioni, che ci mostra un compositore attento al più infimo dettaglio, dotato di una creatività esplosiva e insieme di un inesorabile senso degli equilibri formali, oltre che di una espressività musicale che raramente ha trovato pari nella storia della musica. L'amata Polonia [modifica]Un ruolo particolare nella produzione chopiniana è rivestito dai pezzi legati all'amata Polonia. Tra questi si trovano le Mazurche, le Polacche, il
Krakoviak e la Fantasia su arie polacche (questi ultimi due per pianoforte
ed orchestra). L'amore del musicista per la sua patria polacca è
stato ampiamente ricambiato: in Polonia Chopin è considerato un vero e
proprio eroe nazionale. A lui sono state dedicate banconote, l'aereoporto
di Varsavia, monumenti (famoso quello eretto nel
1926,
distrutto dai
nazisti dopo l'occupazione nella seconda guerra mondiale e
successivamente ricostruito), vie e svariati premi. Curiosità [modifica]Chopin è il protagonista di un videogioco JRPG intitolato Eternal Sonata (2007). Il sistema di gioco è baesato su elementi musicali consistenti in opere di Chopin. Filmografia [modifica]La vita breve e tormentata del musicista polacco, vero archetipo dell'artista romantico, si è ben prestata a varie trasposizioni filmiche.
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
|
||||||
| Di Chopin diceva Berlioz: "Non ha
un solo punto di somiglianza con nessun musicista di mia
conoscenza"; e Schumann: "Chopin si riconosce
perfino nelle pause". Ha scritto Giorgio Pestelli:
" Fra le misteriose componenti che cristallizzano in
quel miracolo che è la musica di Chopin, è probabile
che un tempo, come oggi, la nozione di quella originalità
assoluta, di quella riconoscibilità immediata dipendesse
dall'invenzione di un «canto» che nella voce aveva solo
lontane ascendenze, un canto tanto originale che in realtà
ha dovuto inventarsi da capo un suono tutto suo, la voce
del pianoforte". Fryderyk Franciszek Chopin (ma il suo nome viene anche trascritto come Frederic Francois) è nato a Zelazowa Wola (Varsavia, Polonia) nel 1810 e subito dopo la sua nascita, la famiglia si trasferì a Varsavia dove Frydryk iniziò giovanissimo lo studio del pianoforte, dimostrando così precoci qualità che a otto anni, novello Mozart, diede il suo primo concerto. Anche i normali studi scolastici offrirono spunti ai suoi interessi musicali, poiché entusiasmandosi per la storia polacca, cominciò a comporre commenti musicali sui fatti più importanti. Era già vivo quell'interesse per la vita del suo paese che sarebbe divenuto un elemento costante della sua personalità e della sua ispirazione: infatti le sofferenze, le aspirazioni, i desideri di libertà della Polonia si espressero spesso attraverso i suoni "disperati" (com'egli riferì) del suo pianoforte. Terminati gli studi con un noto compositore, J. Elsner, che gli fu amico più che maestro per tutta la vita, Frydryk iniziò nel 1829 la sua carriera di prodigioso pianista. In questo periodo conobbe Costanza Gladowska da cui ebbe brevi gioie e molte delusioni e Niccolò Paganini che lo entusiasmo per la meravigliosa tecnica violinistica. Nel 1830 Frydryk si trasferì a Vienna, data l'avversa situazione politica in Polonia. Infatti pochi giorni dopo il suo arrivo in terra austriaca a Varsavia scoppiò un'insurrezione al potere zarista russo. Ma gli austriaci erano anch'essi contro l'indipendenza polacca e il giovane Frydryk si sentì subito circondato di ostilità. Rimase solo attraversando mille difficoltà, anche di carattere economico, mentre dalla Polonia giungevano sempre notizie meno che mai positive sull'avanzata russa, sull'epidemia di colera, e sulla disperazione dei suoi connazionali. Quando seppe che Varsavia era caduta in mano Russa, disperato compose lo Studio (op.10 n.12) noto come "La caduta di Varsavia", ricco di impeti drammatici ed appassionati. Nel 1831 si trasferì a Parigi, in un ambiente più rilassato, dove entrò in amicizia con grandi artisti come Mendelssohn, Liszt, Bellini, Delacroix (il grande pittore autore fra l'altro di un celebre ritratto del musicista), Heine (poeta) e molti altri. Anche nella capitale francese crebbe subito la sua fama di pianista anche se i concerti in pubblico furono pochi dato che Frydryk non amava la folla, ma bastarono per far apprezzare il suo sottile stile appassionato e malinconico. Cominciò a frequentare i più prestigiosi salotti culturali di Parigi, frequentati ovviamente da i più importanti personaggi della vita francese. La fama crebbe ancor più e in uno di questi salotti conobbe la scrittrice George Sand, che ebbe tanta parte nella sua arte e vita. Dopo un burrascoso e brusco troncamento con una promessa sposa polacca, Frydryk si ammala e si trasferisce, per tentare di riprendersi da un'inflenza tramutatasi in tubercolosi, in quel dell'isola di Maiorca, sotto consiglio dell'ormai onnipresente Sand. Il clima parve all'inizio giovargli ma l'isolamento, dovuto all'acutizzarsi della malattia, in un convento certosino, insinuarono in Frydryk una profonda depressione. In questo periodo tormentato compose gli stupefacenti Preludi, pagine che hanno strappato parole di ammirazione e commozione a più di una penna, senza dimenticare che si tratta pur sempre di musiche frea le più iconoclaste che mai siano state scritte (non per niente Schumann disse che la raccolta gli ricordava "rovine e penne d'aquila"). Nel 1838 George Sand e Chopin andarono a svernare nell'isola di Maiorca: le disagiate condizioni del viaggio e l'agitato soggiorno soggiorno sull'isola se furono entusiasmanti per la scrittrice, risultarono spaventosi per il musicista, anche per il clima umido che peggiorò notevolmente la sua salute. Nel 1847 ebbe fine il suo legame con Sand e l'anno dopo Chopin si recò in Inghilterra, dove conobbe Dickens e Thackeray; a Londra tenne il suo ultimo concerto a favore dei profughi polacchi e nel gennaio successivo tornò a Parigi in pessime condizioni fisiche ed in serie difficoltà economiche. Assistito dalla sorella Luisa, vi morì il 17 ottobre del 1849. Ebbe grandiose onoranze funebri e fu sepolto a Parigi accanto a Bellini e a Cherubini; il suo cuore fu portato a Varsavia, nella chiesa di Santa Croce. Chopin trovò nel pianoforte il migliore mezzo di espressione dei suoi sentimenti. Infatti quasi tutte le sue opere sono dedicate al pianoforte con un tipo di melodie forse unico nella storia della musica (semplici, pure, eleganti). Chopin è definito musicista "romantico" per eccellenza, forse per la sua spiccata malinconia, ma non si dimentichi che la sua musica ricca di slanci ora appassionati ora drammatici e di un vigore che a volte sfiora la violenza. Con Chopin la storia del pianoforte giunge ad un fondamentale punto di svolta. Egli fa di questo strumento il maggior confidente, il compagno di una vita. La sua opera pianistica può essere divisa in vari gruppi di composizioni che non seguono uno schema predeterminato, ma il solo corso della fantasia dellartista. Le 16 Polacche seguono il flusso di una danza aristocratica e lardore di un fervido amor di patria. Le 59 Mazurche, composte a partire dal 1820, sono le più vicine ai tradizionali canti popolari polacchi. Vette del virtuosismo sono i 27 Studi (raccolti in tre serie, 1829, 1836, 1840), mentre nei 21 Notturni (1827-46) la musica chopiniana perde ogni riferimento esteriore per trasformarsi in interiorità pura. Questopera, insieme ai 26 Preludi (1836-39), per limmediatezza e lessenzialità della forma, rappresenta uno degli apici del Romanticismo Europeo. Le 4 Ballate, ispirate dal poeta polacco Mickiewicz, sono la traduzione strumentale di un genere di composizione sino a quel momento legato alla parola cantata. Lo schema prestabilito della forma-sonata pare adattarsi meno alla fantasia di Chopin, legata alla suggestione della libera improvvisazione estemporanea; egli se ne serve nei due Concerti giovanili, e in tre Sonate, una delle quali detta Funebre, per la celebre Marcia che sostituisce il tradizionale Adagio. Inoltre, Chopin si serve raramente dellorchestra, la cui tecnica conosce solo approssimativamente. Poche le sue composizioni orchestrali: le Variazioni sul duettino, dal Don Giovanni di Mozart (1827), la Grande fantasia su temi polacchi (1828), il Rondò Krakowiak (1828), i due Concerti (1829-1830), lAndante spianato e Grande polacca (polonaise) brillante (1831-1834), lAllegro da concerto (1841). La produzione non strettamente pianistica è limitata: 19 Canti polacchi, per voce e pianoforte (1829-47); pezzi per violoncello e pianoforte, fra cui la Sonata in sol minore op. 65 (1847); un Trio in sol minore op. 8 (1828); un Rondeau in do op. 73, per due pianoforti (1828). A queste opere vanno aggiunte: venti Valzer (1827-1848), quattro Improvvisi (1834-1842), quattro Scherzi (1832-1842), il Bolero (1833), la Tarantella (1841), la Fantasia in fa minore (1841), e due capolavori la Berceuse (1845) e la Barcarola (1846). Le sue modulazioni tenaci ed impreviste aprono nuovi orizzonti verso lavvenire, preannunciando Wagner e lo sviluppo dellarmonia moderna, sino all'impressionismo di Debussy e di Ravel. Ma questo modernismo chopiniano è saldamente legato ai classici: a Bach, principalmente, e a Mozart, al quale Chopin è legato da affinità elettive. Pur essendo ostile al melodramma, Chopin ne è profondamente influenzato. Molte delle sue melodie, infatti, sono traduzioni strumentali di modelli melodrammatici francesi e italiani e in particolare di Bellini, del quale il compositore polacco aveva un'alta considerazione. Sebbene rifiuti ogni intrusione letteraria nelle sue composizioni, egli è un uomo di cultura aperto e avvertito: questo rende la sua opera una delle più profonde e perfette sintesi dello spirito romantico. Malgrado la grande e costante diffusione che la sua musica ha avuto nel tempo, pochi sembrano aver capito quale sconvolgente contenuto si celi dietro l'arte apparentemente così accessibile di Chopin e basti, a questo proposito, ricordare le parole del sempre infallibile Baudelaire: "Musica leggera e appassionata che somiglia a un brillante uccello volteggiante sugli orrori dellabisso". |