E' infatti non solo un'appassionata lettrice di classici della letteratura
francese ma si può anche dire che le sue esibizioni sulle passerelle, così
come le sue fotografie, non sono mai state oggetto di inutili scandali
montati ad arte, né di provocazioni di cattivo gusto, come troppe volte
succede nell'ambiente.
D'altronde buon sangue non mente se è vero che il nonno, Virginio Bruno
Tedeschi, fondò negli anni '20 la CEAT, seconda industria della gomma in
Italia dopo la Pirelli, poi venduta dal padre di Carla a metà degli anni
'70, il quale preferì trasferirsi a Parigi e dedicarsi all'attività di
compositore per poi diventare direttore artistico del Teatro Regio di
Torino.
Cresciuta in scuole private svizzere e francesi, Carla ha interrotto gli
studi presso la facoltà di architettura della Sorbona per via di una certa
insoddisfazione. Aveva voglia di vedere il mondo, di fare esperienze e
soprattutto di mantenersi da sola, forse stufa di stare sotto una campana di
vetro un po' troppo protettiva.
Il primo passo è quello di presentarsi ad una nota agenzia di Parigi, che la
scrittura immediatamente per una campagna dedicata ad una nota marca di
jeans.
Un colpo di fortuna, se si pensa che sarà proprio quella pubblicità a
lanciare Carla Bruni nell'immaginario collettivo come donna troppo bella per
essere possibile. Sui cartelloni la top-model appare perfetta, disincarnata,
come di un altro mondo. Subito dopo si scatena la corsa per aggiudicarsi la
sua presenza sulle copertine dei giornali.
Tutti la vogliono, ed ecco che si trova in un battibaleno a lavorare con i
più prestigiosi fotografi del mondo; fatto curioso per un'italiana, non
vantando il nostro Paese un'esimia tradizione di regine della passerella.
La carriera di Carla Bruni è poi proseguita all'insegna di innumerevoli
servizi fotografici e impegni di vario genere, fra cui l'impegno come
testimonial di campagne di impegno sociale, come quella del Natale 1995, che
l'ha vista protagonista a titolo gratuito a favore dell'AIRC, l'Associazione
Italiana per la Ricerca sul Cancro. Oppure come quando nel 1996 è stata
madrina della grande serata milanese promossa dalle modelle della Riccardo
Gay a favore dell'ANLAIDS.
Più di recente Carla Bruni è stata la protagonista di un fenomeno curioso:
dismessi i panni della modella, ha indossato quelli della cantautrice con
notevole successo. Carla da tempo amava suonare la chitarra e anche
comporre, e all'inizio del 2003 ha pubblicato "Quelqu'Un M'A Dit", un disco
sorprendente che ha ottenuto ampio gradimento, soprattutto in Francia
(baciato da un vero record di vendite).
Naturalmente nella vita di Carla non sono mancati i flirt, anche se come
sempre i tabloid si sono spesso scatenati con le ipotesi più fantasiose. I
nomi chiaccherati vanno da Mick Jagger a Eric Clapton, da Donald Trump a
Vincent Perez ma sono tutte ipotesi da prendere con le pinze.
La bellissima modella ha anche una sorella assai famosa, Valeria Bruni
Tedeschi, sensibile attrice che ha preso parte ad alcuni dei più bei film
italiani degli ultimi anni.
All'inizio del 2007 torna con un nuovo lavoro discografico dal titolo "No
promises", per il quale ha preso dieci poesie di autori di lingua inglese
utilizzandole come testi per le sue musiche. Alla fine dello stesso anno il
suo nome è su tutti i tabloid del pianeta in qualità di "nuova fiamma" del
presidente francese Nicolas Sarkozy; non passa molto tempo e il 2 febbraio
2008 si uniscono in matrimonio.
Nel mese di luglio 2008 esce il terzo disco di Carla Bruni: si intitola
"Comme si de rien n'était", è cantato in francese tranne due cover, "You
belong to me" di Bob Dylan e "Il vecchio e il bambino" di Francesco Guccini.
ultimo aggiornamento: 11/07/2008
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Aforismi di Carla Bruni
«Appena una cosa è offerta al pubblico e c'è la relazione con un mass media
tutto diventa complicato e difficile, tra ricerche di successi e guadagni.»
«L'immagine ha reso tutto più commerciale, si può essere celebri per niente
e viceversa geni sconosciuti.»
«Prima un pittore era un pittore, ora se il pittore non è filmato, se non
dice cosa mangia e cosa beve, non è nessuno.» |