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Grazie a http://www.atacama.it/
_______________Spedizione in motoslitta

Viaggio in Canada: Spedizione in motoslitta

Una vacanza all'insegna dell'avventura in motoslitta e jeep. Caricato il proprio bagaglio sul mezzo di supporto che seguirà i partecipanti per l’intero itinerario e preparate le motoslitte, si parte per Clearwater lungo il percorso tracciato. Attraversato il fiume Clearwater il paesaggio cambia alternando distese di neve a boschi di abeti su cui il ghiaccio ha disegnato curiose figure. la prima tappa termina dopo 80 Km di percorso nel remoto e rustico Moose Camp.... Viaggiando attraverso le Shushwap Highlands si salirà con le motoslitte lungo le aree alpine delle Montagne Granit e Foghom...

L'USO DELLA MOTOSLITTA



modello Ski-Doo
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L’utilizzo della motoslitta è piuttosto semplice ed efficiente. Le manopole dei modelli più recenti sono riscaldate, per offrire il miglior comfort. La valvola a farfalla si trova sulla manopola di destra, mentre i freni si attivano dalla sinistra. Un pulsante di sicurezza può essere attivato per spegnere il motore in caso di necessità. I sentieri ben tracciati assicurano stabilità e si ha l’impressione di guidare uno scooter nella neve. Il motore delle motoslitte è generalmente situato nella parte anteriore del mezzo. lungo i sentieri segnali molto simili a quelli stradali vi accompagnano e rendono facile la guida ed il proseguire del percorso.

La storia della Motoslitta
Il “Québecoise” Joseph-Armand Bombardier creò il primo prototipo di motoslitta nel 1933: si trattava di un veicolo a due posti alimentato da un propulsore. Continuò a migliorare le sue invenzioni fino al 1958 quando, finalmente, realizzò uno Ski-Doo, la soluzione ideale per spostarsi da un luogo all’altro sulla neve. Entro il 1998 la vendita di motoslitte di importanti aziende come Yamaha e Polaris superò le 250.000 unità. La distribuzione raggiunge diversi paesi inclusi gli Stati Uniti, la Scandinavia, l’Europa nord orientale e, ovviamente, il Canada. Oggigiorno un numero record di noleggiatori e proprietari di motoslitte (circa 250.000 tra turisti e cittadini canadesi) percorrono una vasta rete di sentieri. Tutti i percorsi in Canada vengono mantenuti in perfette condizioni da parte dei membri di svariati club di appassionati della motoslitta, sparsi in tutto il Paese.


LE LOCALITA'


Gradisci informazioni sulle località del Canada


L'EQUIPAGGIAMENTO


Un’escursione in motoslitta richiede un abbigliamento consono e molto caldo. All’arrivo i partecipanti vengono forniti di una speciale tuta, scarponi, guanti e casco. E’ necessario avere un passamontagna per proteggere dal freddo collo e mento. E’ inoltre raccomandato di vestirsi a strati, con indumenti caldi; le nuove fibre sono ottime e vengono migliorate di anno in anno; maglioni a collo alto, calzamaglia e giacca a vento sono consigliati a chi soffre il freddo.

IL CANADA


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IL PROGRAMMA

1° giorno
MILANO – VANCOUVER
Arrivo a Vancouver in serata con volo di linea Air Canada o altro vettore. Trasferimento all’Hotel Fairmont o similare con trattamento di solo pernottamento.

2° giorno
NAKISKA RANCH
Partenza per Nakiska Ranch via Kamloops (Km 350 circa).
All’arrivo tempo a disposizione per fare conoscenza dell’ambiente circostante e delle sue strutture.
Cena e pernottamento al Ranch.



3° giorno
GRIZZLY MOUNTAIN PLATEAU

In mattinata le motoslitte sono caricate su rimorchi trainati da veicoli 4x4 lungo una strada nella foresta fino all’inizio del sentiero situato su un alto altipiano vicino a Grizzly Mountain. Le valli annidiate tra Clearwater Peak, Lizard Head Mountain, Mount Mahood, Rioux Mountain, Mount Coldscaur ed il Swayback Ridge offre eccellenti terreni e letteralmente centinaia di chilometri di piste per motoslitte. Una profonda introduzione alla motoslitta, la velocità controllata, le gentili salite e i percorsi spaziosi e poco battuti privi di ostacoli permettono anche ai principianti di acquistare rapidamente familiarità con la motoslitta e sentirsi sicuri prima di provare ad avventurarsi sopra una collina o su uno dei diversi laghi ghiacciati della zona o su stretti percorsi tra la fitta foresta o semplicemente scorrazzare nei grandi spazi aperti sepolti sotto metri di soffice neve. A questa altezza la neve di solito si accumula in grandi quantità e c’è una vista bellissima ed infinita sui terreni disabitati e sul Lago Lake Mahood. Nel pomeriggio sulla strada del ritorno si intravede Raft Peak, la destinazione di domani. Pasti: Prima colazione, pranzo al sacco e cena.

4° giorno
RAFT PEAK


Raft Peak alto 2.451 m, separato da Trophy Mountain da una bellissima vallata, è uno dei più alti picchi nell’area di Clearwater / Wells Gray Park. Sebbene non sia possibile andare in motoslitta sulla cima, raggiungere il ghiacciaio e superare la foresta segnano il punto saliente dell’escursione. Qui, sotto metri di ghiaccio e neve , gli alberi diventano bizzarre e pittoresche sculture. Trovarsi in questo luogo in una giornata di sole e guardare in basso la nebbia che copre il fondo della valle è veramente spettacolare e fa provare la vera sensazione di essere sulla cima del mondo. È il culmine di una settimana dalle molteplici avventure nella terra delle meraviglie del Wells Gray Park. Ritorno all’accogliente comfort, alle docce calde, ai nutrienti pasti ad all’ospitalità del vostro alloggio per l’ultima volta nel pomeriggio. Pasti: Prima colazione, pranzo al sacco e cena.

5° giorno
FOGHORN AND GRANITE MOUNTAINS


La motoslitta nell’area di Foghorn e delle Granite Mountain è un punto saliente e simile all’escursione in motoslitta sul Raft Peak descritta precedentemente. Foghorn e le Granite Mountains sono ancor più lontane di Raft Peak e solitamente meno trafficate. Il territorio è sconfinato e da la possibilità di passare una lunga giornata oltre la foresta immersi nella neve. Gli amanti della motoslitta di tutta la Columbia Britannica e di Alberta si radunano nell’area di Clearwaters/ Wells Gray ogni inverno soprattutto per girare nei luoghi qui descritti. Ritorno all’accogliente comfort, alle docce calde, ai nutrienti pasti ad all’ospitalità del vostro alloggio per l’ultima volta nel pomeriggio. Pasti: Prima colazione, pranzo al sacco e cena.

6° giorno
VANCOUVER
Tempo a disposizione per un escursione opzionale in slitta trainata dai cani (2 ore circa) e partenza per il rientro a Vancouver con l’auto a noleggio.
All’arrivo sistemazione all’Hotel Fairmont o similare. Trattamento di solo pernottamento.

7° giorno
VANCOUVER Tempo libero a disposizione. Trasferimento all’aeroporto, riconsegna dell’auto a noleggio in tempo utile per l’imbarco sul volo di rientro in Italia via Londra.

8° giorno
ITALIA Rientro in Italia.


Incluso ed escluso
Sono inclusi:
_ 4 pernottamenti in Ranch
_ Pensione completa dalla cena del secondo giorno alla colazione del sesto giorno
_ 2 pernottamenti a Vancouver in solo pernottamento
_ escursioni ed attività con guida/istruttore come indicato nel programma dettagliato
_ noleggio auto 4x4 tipo Chevrolet Blazer o Ford Explorer dal 2° al 7° giorno (1 auto ogni 4 persone)
_ assicurazione medico/bagaglio

Sono esclusi :
_ volo di linea Milano/Vancouver/Milano,
_ Bevande, extra personali
_ noleggio abbigliamento per motoslitta ( tuta, guanti, stivali e casco) per tutta la durata delle escursioni
_ assicurazione annullamento
_ polizza assicurativa supplementare per le motoslitte da stipulare in loco.
_ tasse aeroportuali
_ tutto quanto non indicato in "sono inclusi"


PARTENZE


8 Giorni / 6 notti
Partenza

IN CAMERA DOPPIA
2 PASSEGGERI
PER MOTOSLITTA
IN CAMERA DOPPIA
1 PASSEGGERO
PER MOTOSLITTA IN CAMERA SINGOLA
1 PASSEGGERO
PER MOTOSLITTA

25, 28 e 31 dicembre 2007 € 1.390 € 1.390 su richiesta
4, 7, 11, 14, 18, 21, 25 e 28 gennaio 2008 € 1.390 € 1.390 su richiesta
1, 4, 8, 11, 15, 18, 22, 25 e 29 febbraio € 1.390 € 1.390 su richiesta
3, 7, 10, 14, 17, 21, 24 e 28 marzo € 1.390 € 1.390 su richiesta

_____________CANADA

Winter Adventure
350 Km circa, con slitta trainata dai cani e motoslitta

Il viaggio in Canada: Winter Adventure

Terra incantata, ricca di leggende vichinghe e ricordi di indiani, il Canada è un Paese immenso dove la natura è ancora la vera ed unica regina che offre spettacoli straordinari e mozzafiato. Villaggi indiani ed eschimesi sopravvivono alle moderne città di vetro e acciaio, giganteschi Parchi Nazionali e praterie immense si contrappongono alla desolata tundra del Nord, ai campi di grano della zona centrale, alle maestose Montagne Rocciose, alle frastagliate coste sull'Oceano Atlantico con fiordi e insenature. Circondate da splendidi paesaggi, le grandi città canadesi, Montreal, Toronto e Vancouver, sono metropoli cosmopolite che racchiudono realtà moderne ed antiche, ma sempre a misura d'uomo nel rispetto di madre natura. Mille chilometri di sentieri consentono di conoscere un paesaggio di superbe montagne dalle pareti scure che stagliano contro il cielo azzurro i loro picchi ricoperti di neve, di foreste di conifere verdissime attraversate da fiumi e torrenti e punteggiate da laghi cristallini, di ghiacciai eterni, di poderose cascate e di profondi canyons.

L'USO DELLA MOTOSLITTA



modello Ski-Doo
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L’utilizzo della motoslitta è piuttosto semplice ed efficiente. Le manopole dei modelli più recenti sono riscaldate, per offrire il miglior comfort. La valvola a farfalla si trova sulla manopola di destra, mentre i freni si attivano dalla sinistra. Un pulsante di sicurezza può essere attivato per spegnere il motore in caso di necessità. I sentieri ben tracciati assicurano stabilità e si ha l’impressione di guidare uno scooter nella neve. Il motore delle motoslitte è generalmente situato nella parte anteriore del mezzo. lungo i sentieri segnali molto simili a quelli stradali vi accompagnano e rendono facile la guida ed il proseguire del percorso.

La storia della Motoslitta
Il “Québecoise” Joseph-Armand Bombardier creò il primo prototipo di motoslitta nel 1933: si trattava di un veicolo a due posti alimentato da un propulsore. Continuò a migliorare le sue invenzioni fino al 1958 quando, finalmente, realizzò uno Ski-Doo, la soluzione ideale per spostarsi da un luogo all’altro sulla neve. Entro il 1998 la vendita di motoslitte di importanti aziende come Yamaha e Polaris superò le 250.000 unità. La distribuzione raggiunge diversi paesi inclusi gli Stati Uniti, la Scandinavia, l’Europa nord orientale e, ovviamente, il Canada. Oggigiorno un numero record di noleggiatori e proprietari di motoslitte (circa 250.000 tra turisti e cittadini canadesi) percorrono una vasta rete di sentieri. Tutti i percorsi in Canada vengono mantenuti in perfette condizioni da parte dei membri di svariati club di appassionati della motoslitta, sparsi in tutto il Paese.

LE LOCALITA'


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L'EQUIPAGGIAMENTO


Un’escursione in motoslitta richiede un abbigliamento consono e molto caldo. All’arrivo i partecipanti vengono forniti di una speciale tuta, scarponi, guanti e casco. E’ necessario avere un passamontagna per proteggere dal freddo collo e mento. E’ inoltre raccomandato di vestirsi a strati, con indumenti caldi; le nuove fibre sono ottime e vengono migliorate di anno in anno; maglioni a collo alto, calzamaglia e giacca a vento sono consigliati a chi soffre il freddo.

IL PERCORSO



Il percorso

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IL PROGRAMMA
1° GIORNO
Québec City Arrivo a Québec City e trasferimento all’hotel Manoir Victoria o similare.
2° GIORNO
Québec City/St-Lambert Prima colazione libera. In mattinata trasferimento a St-Lambert dove comincerà la vostra avventura. Incontro con la guida “Musher” che darà alcune informazioni sulla guida delle slitte trainate dai cani. Dopo l’incontro con il vostro “team” partenza per la foresta dove si avrà il pranzo. Rientro al campo base e, dopo aver controllato e curato i cani, sistemazione al lodge. Cena tradizionale e pernottamento.
3° GIORNO
St-Lambert/Montmagny
(140 km) Incontro con la vostra guida la quale vi darà tutte le informazioni sulla sicurezze e sulla guida in motoslitta. Partenza verso la Cote-du-Sud. Pranzo in lodge e nel pomeriggio arrivo al famoso Manoir des Erables, costruito nel 1814. Sistemazione in suite con camino o con vasca jacuzzi. Cena e pernottamento.
4° GIORNO
Montmagny/Tourville/
Montmagny
(180 km) Partenza verso Tourville. Sosta per il pranzo in un lodge situato sulle sponde del Black River. Proseguimento del viaggio e rientro in albergo nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento.
5° GIORNO
Montmagny/
St.-Lambert/
Québec City (125 km) Proseguimento del viaggio in motoslitta lungo il maestoso fiume San Lorenzo. Pranzo in una “cabane à sucre”, tipica fattoria dove si ricava lo sciroppo d’acero. Nel pomeriggio visita ad un allevamento di bisonti. Rientro a St-Lambert e trasferimento a Québec City (pernottamento non incluso nella quota).


Incluso ed escluso
Sono inclusi:
- trasferimenti menzionati nel programma,
- 4 pernottamenti in alberghi o lodge,
- 3 prime colazioni,
- 3 cene e 4 pranzi,
- un giorno di noleggio della slitta,
- 3 giorni di noleggio della motoslitta e assistenza di una guida parlante inglese dal 2° al 5° giorno,
- noleggio di tuta, guanti, scarponi e casco,
- benzina e olio, assicurazione per la motoslitta.

Sono esclusi:
- CAD 1500 di cauzione obbligatoria,
- tasse provinciali e federali,
- bevande,
- trasporto del bagaglio,
- mance alla guida e autista,
- deposito di CAD 500 per ogni motoslitta (con carta di credito con lo stesso nome del partecipante).
- voli andata e ritorno dall'Italia
- ultimo pernottamento a Quebec City
- tutto quanto non espressamente indicato nella voce "Sono inclusi"

Partenze


7 Giorni / 5 notti
(350 Km circa, con slitta trainata dai cani e motoslitta)
partenze giornaliere dal 23 dicembre al 15 marzo
Partenza

IN CAMERA DOPPIA
2 PASSEGGERI
PER MOTOSLITTA
IN CAMERA DOPPIA
1 PASSEGGERO
PER MOTOSLITTA IN CAMERA SINGOLA
1 PASSEGGERO
PER MOTOSLITTA

minimo 2 persone 1.850 2.900 3.160
minimo 4 persone 1.550 2.290 2.550
minimo 6 persone 1.510 2.085 2.340

_________________ISLANDA

Vulcani e Ghiacciai

Tour dell' Islanda: Vulcani e Ghiacciai

Islanda - E' una delle ultime terre emerse d'Europa e mostra un volto primordiale:
deserti lunari, ghiacciai perenni, cascate impetuose, vulcani e geyser; la meta ideale per chi vuole scoprire un mondo che la natura prorompente sta ancora creando, l'ultima terra d'Europa ad essere colonizzata dall'uomo.



IL VIAGGIO IN ISLANDA


Un viaggio essenziale per conoscere questa terra, dove la natura è sempre protagonista. L'itinerario tocca alcuni punti della dorsale medio-atlantica, che divide diagonalmente l'Islanda, dando vita a fenomeni vulcanici e geotermali che caratterizzano il paesaggio. seguendo il percorso della "Ring Road" si incontrano altopiani desertici, campi lavici colonizzati dal muschio, vulcani dormienti o attivi quali Hekla nella zona sud occidentale, Katla sotto il ghiacciaio Myrdalsjokull, Grimsvotn e Oraefi sotto il ghiacciaioVatnajokull, Krafla nella zona di Myvan. Cigni selvatici, anatre, pernici, beccacce e Tour Islanda: Il percorsopulcinella di mare Vi accompagneranno in un viaggio emozionante, alla scoperta di una terra in continua evoluzione, le cui leggende e gesta eroiche dei primi coloni rivivono nei testi delle antiche saghe.

Il Percorso: Reykjavik - Parco Nazionale di Thingvellir - Riserva Naturale di Myvatn - Krafla - Laguna glaciale di Jokulsarlon - Ghiacciaio Vatnajokull e Parco Nazionale di Skaftafell - Promontorio e Riserva Naturale di Dyrholaey - Gullfoss e Geysir

Percorrenza indicativa:
Stradali: 1.410 Km
Voli internazionali: 6.500 Km


L'ISLANDA


L'Islanda che si presenta al viaggiatore italiano é piena di fascino e di misteriosa bellezza. La sua singolare natura, unica al mondo, attrae l'attenzione di ogni viaggiatore curioso di conoscere le varie meraviglie del nostro mondo. Infatti in questa piccola-grande isola dell'estremo nord, in un territorio che corrisponde all'incirca ad un terzo dell'Italia, convivono la maggior parte dei fenomeni geologici possibili; vulcani e campi di lava, ghiacciai e fiumi glaciali, solfatare e geyser, cascate, fiordi, deserti, valli verdi e sorgenti calde in cui è possibile fare bagni indimenticabili. É l'isola piú giovane d'Europa ed é ancora in fase di formazione. L'Islanda offre un vero spettacolo della natura in formazione ed un continuo contrasto fra il freddo ed il caldo; fra gli estesissimi ghiacciai bianchi e la terra che ribolle con un calore impressionante, nei vulcani e nelle zone geotermiche. Queste forze hanno segnato i luoghi e la vita della gente che ci vive. Infatti gli Islandesi sono un po' come la loro terra: tranquillli in superficie ma molto calorosi ed esplosivi sotto. Sono meno di 300.000, la maggior parte dei quali arrivati dalla Norvegia durante il periodo delle esplorazioni dei vichinghi. Perciò ovunque ci si trova in ampi spazi nella natura che regala, con la sua fantasia, un nuovo spettacolo ad ogni angolo. Questa terra e il suo popolo cordiale ed ospitale ispirano una sensazione di tranquillità e sicurezza. L'Islanda si presenta quindi come destinazione turistica di alto livello, sia per l'aspetto naturalistico che per la possibilitá di conoscere una cultura nuova e affascinante. L'atmosfera è giovanile e moderna, e gli islandesi sono un popolo aperto verso lo straniero e sempre curioso di sapere qualcosa anche di voi.

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IL PROGRAMMA
1° giorno
Italia/Reykjavik Partenza con volo di linea Icelandair per Reykjavik. Trasferimento di gruppo in autopullman e sistemazione in Hotel. Pernottamento.
2° giorno
Reykjavik/Nordurland
Mezza pensione
Partenza da Reykjavik per Thingvellir, e continuazione fino a Borgarfjordur. Visita alle cascate di Hraunfossar e Barnafossar, sosta alla sorgente geotermica Deidartunguhver. Proseguimento verso nord attraverso le stupende campagne islandesi del Nordurland. Cena e pernottamento.
3° giorno
Norduland
Mezza pensione Prima colazione in Hotel, e partenza per visita al museo del folklore di Glaumbaer (Skagafjordur). Si continua attraverso le montagne verso l'Eyjafjordur e Akureyri, capoluogo del Nord. Visita città. Proseguimento verso la zona del lago Myvatn. Cena e pernottamento.
4° giorno
Norduland/Austurland
Mezza pensione
Prima colazione in Hotel. Partenza da Myvatn, la giornata è dedicata alla scoperta di una delle zone più interessanti dal punto di vista geologico: visita a Dimmuborgir, le solfatare di Namaskard, la lava di Krafla. Attraversamento dell'altipiano desertico di Modrudalur per raggiungere la cittadina di Egillstadir, capoluogo dell'Islanda orientale. Cena e pernottamento.
5° giorno
Austurland/ Skaftafellssyslur
Mezza pensione Prima colazione e partenza verso Sud lungo i fiordi orientali: Reydarfjordur, Faskrudsfjordur e Stodvarfjordur, dove si potrà ammirare la collezione di minerali di Petra. Proseguimento del viaggio, fino all'inizio del Vatnajokull. Cena e pernottamento.
6° giorno
Skaftafellssyslur/ Sudurland
Mezza pensione Prima colazione in Hotel. Partenza verso la regione meridionale dell'Islanda. Lungo la strada circolare nr. 1, avvisteremo il Ghiacciaio Vatnajokull, la cui vista ci accompagnerà per gran parte della giornata. La giornata proseguirà con la navigazione sulla Laguna Glaciale di Jokurlsarlon e sosta al Parco Nazionale di Skaftafell. Oltrepassiamo quindi le cascate di Seljalandsfoss, Skogafoss, e il Promontorio di Dyrholaey (Riserva naturale). Cena e pernottamento.
7° giorno
Sudurland/Reykjavik
Prima colazione e pernottamento Dopo la prima colazione procediamo verso Ovest; abbandoniamo la strada nr. 1 per visitare la zona geotermica di Geysir, e Gullfoss, la famosa "cascata d'oro." Rientro a Reykjavik e tempo a disposizione. Cena libera. Pernottamento.
8° giorno
Reykjavik/Italia Trasferimento di gruppo in autopullman all'aeroporto internazionale di Reykjavik. Partenza con volo di linea Icelandair e rientro in Italia.

A causa della limitata disponibilità ricettiva e della crescente domanda turistica verso l'Islanda, l'articolazione delle tappe e le sistemazioni alberghiere possono subire modifiche che talvolta vengono comunicate durante il viaggio. L'itinerario potrà quindi subire variazioni anche sostanziali, garantendo comunque la visita delle zone citate e di tutti i punti di maggior interesse; - la categoria degli alberghi non sempre rispecchia gli standard abituali europei e in alcune strutture è necessario un certo spirito di adattamento


Incluso ed escluso
Sono inclusi:

• volo di linea Icelandair diretto da Milano in classe economica per l'itinerario indicato in programma con gli operativi proposti al momento della prenotazione;
• sistemazione in camere con servizi per tutto il viaggio, in Hotel 3 stelle a Reykjavik, 2/3 stelle durante il tour
• 5 pasti principali;
• tour in autopullman, visite ed escursioni con accompagnatore e/o guida parlante italiano come indicato in programma.

Sono esclusi :
• tasse aeroportuali, supplemento carburante ( circa € 110 da riconfermare );
• bevande, mance, pasti non menzionati, facchinaggio, ed extra in genere;
• tutto quanto non espressamente indicato in "Sono Inclusi";
• assicurazione obbligatoria


Partenze


8 giorni / 7 notti
Accompagnatore esclusivo in lingua italiana

Partenza da Milano Malpensa
Quota per persona
in camera doppia Quota per persona in camera singola


24 maggio 2008 € 1.990 € 2.440
31 maggio, 7 e 9 giugno € 2.050 € 2.500
14, 16, 21 e 23 giugno € 2.150 € 2.600
28 e 30 giugno € 2.290 € 2.740
5 e 7 luglio € 2.290 € 2.740
12, 14, 19 e 21 luglio € 2.390 € 2.840
26 e 28 luglio € 2.490 € 2.940
2, 4, 9 e 11 agosto € 2.490 € 2.940
16 e 18 agosto € 2.150 € 2.600
23 e 30 agosto € 2.050 € 2.500
1 settembre € 1.990 € 2.440
Grazie a www.imondonauti.it 
Itinerario 1


In viaggio per il Canada Orientale

di Giusy Liuzzi Dimastromatteo

Punto di partenza:


Guatemala City
Punto di arrivo:

Toronto

Lunghezza:


2700 km ca.

Durata:


13 giorni

Mezzo di trasporto:


Auto a noleggio

Difficoltà:


nessuna

Prezzo:


2000 euro (escluso il volo aereo da/per l'Italia)

La scelta dei luoghi è stata guidata dalla curiosità di seguire il suggestivo corso del fiume San Lorenzo dalle cascate del Niagara sino alla sua foce.

E’ stato difficile individuare il mezzo di trasporto da utilizzare. La rete dei trasporti pubblici, infatti, è ampia e varia dal momento che ai treni si alternano gli autobus e i traghetti; tuttavia essa è per definizione poco flessibile e dispersiva per ampie distanze – e in Canada sono davvero tali. Una macchina presa a noleggio si è rivelata la scelta più felice, nonostante un iniziale smarrimento davanti al cambio automatico e la necessità di provvedere alla patente internazionale prima della partenza. Le strade del Paese sono sempre larghe, comode e sicure perché i limiti di velocità sono fatti rispettare con severità; inoltre anche nei centri abitati più piccoli si incontrano punti di informazione con abbondante materiale illustrativo sulla zona e sulle strade che l’attraversano: se se ne facesse bottino, ci si ritroverebbe con un sovraccarico pesante. Non sono da sottovalutare i costi della benzina, davvero vantaggiosi.

Consigliamo di scegliere alberghi centrali rispetto ai quartieri più vitali delle città per lasciare la macchina nei parcheggi e muoversi a piedi o con i più agevoli servizi urbani. Gli alberghi in cui abbiamo pernottato sono di categoria medio-alta ma...eravamo in viaggio di nozze! A proposito di parcheggi…quelli ai lati delle strade sono per lo più a pagamento e le tariffe possono essere alte quanto quelle di custodia negli alberghi: leggete attentamente nelle guide dove è più intelligente fermarsi.

Ai buongustai il Canada offre una cucina molto varia e soprattutto gustosa: sono presenti il pesce, le tradizioni europee e anche i ristoranti etnici; se siete golosi, la prima colazione sarà la vostra più grande tentazione. Se tutto questo vi deluderà, i Canadesi vi premieranno con la loro simpatia e ospitalità, speciale per noi che eravamo honey mooners, ma riscontrata verso tutti.. Alla fine del viaggio si potrà chiedere il rimborso delle tasse pagate sugli oggetti e su alcuni servizi; si devono quindi conservare ricevute e scontrini e assumere tutte le informazioni necessarie prima di ripartire.

Primo giorno:

Italia - Halifax

Il primo giorno è stato una faticata e si racconta in poche righe. Siamo partiti da Bari la mattina molto presto, abbiamo fatto scalo a Milano, poi ancora a Detroit, infine ad Halifax. Siamo arrivati a mezzanotte circa, ora locale, ma a causa della differenza di fuso orario il nostro orologio biologico era spostato di qualche ora in avanti. Ciondolando per il sonno, abbiamo preso la macchina e ci siamo diretti in città, che per fortuna dista solo mezz’ora dall’aeroporto.

Secondo giorno:

Halifax

Dedichiamo il secondo giorno ad una pigra scoperta della città. L’abitato sorge dove l’Atlantico si incunea nella terraferma ed è quasi interamente circondato dalle acque. Il porto è difeso da una cittadella fortificata del XIX sec. dove in luglio si svolgono le parate del tattoo al suono delle cornamuse, proprio come ad Edimburgo. La visita di questo monumento richiede almeno due ore, perché gli ambienti sono meticolosamente ricostruiti e simpatici soldati in kilt tartan rispondono alle domande dei turisti con dovizia di informazioni. Si consiglia la visita di questa parte della città durante la mattina perché a mezzogiorno si può assistere al caricamento a salve di uno dei cannoni e al fuoco. Inoltre, poiché ci si trova sul punto più alto dell’abitato, se ne può avere una visione d’insieme.

A pranzo ci fermiamo in una locanda spoglia, ma caratteristica, chiamata Midtown Tavern and Grill (1684 Grafton Street, angolo Prince Street ) dove assaggiamo la poutine, un piatto di pollo con patate mescolate a formaggio.

Nel pomeriggio ci intratteniamo nel Museo Marittimo nel quale sono ricostruiti numerosi episodi della storia locale, compreso l’inabissamento del Titanic, e concludiamo il giro su una curiosa nave di ricerche idrografiche ancorata davanti al Museo e ad esso donata dopo essere stata dismessa. La zona del porto è l’area più vivace della città, soprattutto intorno alle Historic Properties, antichi edifici di servizio del porto oggi ristrutturati, che ospitano bar, ristoranti e negozi che vendono prodotti di artigianato locale. Da qui ogni giorno partono numerose escursioni su caratteristiche imbarcazioni a forma di pupazzo.

Il resto della città si apprezza passeggiando: le case sono sparse e il ritmo della vita è lento. L'hotel prescelto per il pernottamento è The Prince George Hotel (1725 Market Street , tel. 902- 4251986; doppia $225).

Terzo giorno:

Halifax - Peggy's Cove - Bouctouche - Dalhousie (km 630 circa)

Nelle prime ore della mattinata del terzo giorno, guidando per circa un’ora lungo la Lighthouse Route o Strada dei Fari (n. 333, una strada litoranea che corre verso sud-est) raggiungiamo Peggy’s Cove, uno dei luoghi più suggestivi che abbiamo visitato. La località è nota per un villaggio di pescatori sorto intorno ad un faro spesso avvolto dalla nebbia. L’edificio ospita un piccolissimo ufficio postale, dove è possibile acquistare un annullo speciale. Il paesaggio è inquietante e numerosi cartelli mettono in guardia i visitatori dalle insidiose onde anomale sollevate dall’Oceano. La strada n. 333 che ci ha condotto a Peggy’s Cove conclude il suo percorso circolare litoraneo nuovamente ad Halifax. In alternativa ci si sarebbe potuti recare al faro anche in traghetto (dal porto di Halifax, $30-50) nel pomeriggio della seconda giornata, sfruttando le ultime ore di luce che qui sono davvero tante! In tal modo si sarebbe anche guadagnato tempo sul percorso del terzo giorno che è veramente lungo…

Tornati nuovamente ad Halifax abbiamo imboccato la strada n. 102 fino a Truro. Ci si può fermare qui per lo spuntino del pranzo oppure al belvedere sul Salmon River, subito ad ovest dell’uscita 14 della Hwy 102, dove però non ci sono punti di ristoro: se si è fortunati, si può osservare l’insolito fenomeno delle maree che risalgono dalla Baia di Fundy fin nel fiume. Da Truro, preferendo ancora percorsi interni, ci dirigiamo verso Amherst; superata Amherst, la Nuova Scozia è ormai alle spalle e ci ritroviamo nel New Brunswick. Raggiungiamo Moncton, quindi deviamo verso Shediac, lungo la costa che seguiamo fino a Bouctouche. La località è molto caratteristica per le insolite attrattive naturalistiche: per esempio, il centro informazioni si trova presso una laguna dove è illustrata la coltivazione delle ostriche; oppure, poco a nord del centro abitato, un parco naturalistico protegge 12 chilometri di dune che si protendono nel mare e modificano il proprio profilo al vento e alle correnti dell’acqua. Ripartiamo e ci dirigiamo lungo la via interna n. 11 verso Miramichi; quindi proseguiamo per Bathurst attraverso la strada n. 8; finalmente arriviamo a Dalhousie (Best Western Manoir Adelaïde , 385 Adelaïde Street , tel. 506- 6845681; $ 100 la camera doppia ). La meta finale della giornata è deludente: è un piccolo centro industriale con scarse strutture ricettive. Qui ci appare ormai chiaro che ci avviciniamo all’area francofona: radio e televisione si ascoltano più spesso in francese. L’itinerario della giornata è stato lunghissimo, ma ci ha consentito di porre una lente di ingrandimento su queste regioni del Canada: ci siamo incantati per il variare dei paesaggi, ci siamo stupiti per la scarsissima densità degli abitati costituiti per lo più da case sparse, il cui unico punto di aggregazione è la strada che li attraversa; siamo stati distratti da cartelli che ricordano Trees for future oppure Faith in our people, pride in our products oppure di porre attenzione agli alci; non è insolito, inoltre, imbattersi ai bordi delle strade in ricci o procioni, spesso – ahimè – schiacciati dalle auto. Ovunque, infine, tanti coloratissimi fiori che – ci hanno spiegato – sono una reazione ai lunghissimi inverni.

Quarto giorno:

Dalhousie - Riviere du Loup (km 335 circa)

Anche il quarto giorno di viaggio è dedicato all’esplorazione in auto. Dopo i primi chilometri oltrepassiamo il confine del Quebec e ci “resettiamo” secondo il nuovo fuso orario. La prima tappa non era programmata, ma è giustificata dalla curiosità: un’insegna indica il luogo della battaglia di Restigouche nella quale i Francesi persero definitivamente il dominio sul Canada e invita in un Museo animato da personaggi in costume che raccontano le storie del luogo. Proseguendo lungo la strada n. 132 attraversiamo la penisola di Gaspè lungo il fiume Matapedia, molto frequentato da chi è a caccia di salmoni; quindi deviamo sulla costa verso Matane attraversando estese foreste d’acero alternate a campi da golf. Cerchiamo un caratteristico pub con menu di pesce segnalato dalla nostra guida, ma alle 14.00 è già chiuso; per fortuna, siamo ricompensati dalla vista del fiume San Lorenzo: non si riesce neanche a vedere la sponda opposta! In alternativa, invece di tagliare la penisola di Gaspè lungo il fiume Matapedia, si sarebbe potuto costeggiare il fiume Cascapedia e raggiungere il Parco Naturale della Gaspesie; sulla costa, poi, ci si sarebbe potuti immettere su un percorso tra i fari che dalla punta est della penisola (Cap de Rosiers) giunge fino a La Martre , 110 km oltre Matane: gli edifici, eretti tra XIX e XX sec. in parte sulla terraferma, in parte sulle isole, si possono visitare e offrono anche la possibilità di pernottare. Proseguendo lungo la via litoranea 132 facciamo una sosta assolutamente amena e ricreativa nei Jardins de Metis, un altro meraviglioso spettacolo! Il biglietto di ingresso è piuttosto costoso ($16), ma il parco botanico offre un punto di ristoro e un ampio belvedere sul San Lorenzo cosicchè vi si potrebbe trascorrere un’intera giornata. Ci stupiamo perché un’area dei giardini ospita ogni anno il Festival Internazionale dei Giardini, insolita espressione di arte contemporanea. Riprendiamo la strada 132 verso sud-ovest fino a Riviere du Loup, dove pernotteremo (Hotel Comfort Inn , 85 Boul. Cartier , tel. 418- 867416; costo camera doppia $140). Le località che attraversiamo in questa seconda parte della giornata appaiono deludenti: il paesaggio della sponda sud del San Lorenzo è monotono e il tempo sembra immobile; dalle informazioni che assumiamo in loco ipotizziamo che sia da preferire la sponda settentrionale del fiume.

Alla fine di questo quarto giorno di viaggio si impone anche un’altra riflessione: per avere una visione quanto più ampia possibile della varietà dei paesaggi di questa parte del continente abbiamo scelto di percorrere moltissimi chilometri; a chi desiderasse un percorso più breve si può suggerire come prima tappa Halifax-Fredericton nel New Brunswick, quindi Fredericton-Riviére du Loup nel Quebec nel giorno successivo.

Riviére du Loup è un piccolo paese, frequentato soprattutto come luogo d’imbarco per la costa opposta del fiume; ci premia, tuttavia, con un buonissimo salmone affumicato preparato artigianalmente dal ristorante La Terrasse (171 Rue Fraser ; doppia $40).

Quinto giorno:

Riviere du Loup - Quebec City (km 200 circa)

Anche il quinto giorno inizia con grande soddisfazione per i piaceri del palato: facciamo colazione a Les Sucreries de Jojo (340, Rue Lafontaine ), dove ci viene servita una coloratissima macedonia di frutta fresca a contorno di una cialda (waffle) ricoperta di cioccolato fondente fuso e succo d’acero. Con questo pieno d’energia ci mettiamo in strada per Quebec City seguendo la via costiera n. 132, anche se forse si dovrebbe preferire la più veloce superstrada 20. Raggiungiamo la meta in poche ore, sicchè abbiamo il tempo di fare una prima conoscenza della città, patrimonio mondiale dell’UNESCO. L’ubicazione del nostro albergo ( Hotel Château Bellevue, 16 Rue de la Porte , tel. 418-6922573; camera doppia $232 ) ci consente di muoverci a piedi per il centro, tutto arroccato sulla sommità di un monte e dominato dalla mole imponente del castello di Frontenac. Delimitato dalle antiche mura, è suggestivo in tutti i suoi angoli e nelle strade strette affollate di negozi di artigianato locale, gallerie di quadri (Côté de la Montagne , Rue Sault au Matelot e Rue Dalhousie) e ristoranti. Ci fermiamo a cena in uno di questi che offre una tradizionale ed ottima cucina canadese, appunto Aux Anciens Canadiens (34, Rue Saint-Louis ; costo circa $56).

Sesto giorno:

Quebec City

Resi esperti dalla prima esplorazione, il giorno successivo usciamo dall’albergo muniti di scarpe molto comode: la città si sviluppa su dislivelli davvero ripidi e le strade hanno una forte pendenza o sono sostituite da scalinate. Una sola funicolare mette in comunicazione la città bassa con quella alta, mentre alcuni ascensori agevolano il passaggio tra parte antica, interna alle mura, e parte moderna esterna ad esse. Anche qui scoviamo un bar molto invitante per la colazione, Le Petit Coin Latin (8, Rue Sainte-Ursule ), dove un tazzone di latte fresco può essere accompagnato da una crostata al succo d’acero o da altri buonissimi dolci. Ci dirigiamo quindi verso la cittadella militare. La visita guidata dura circa un’ora e prevede una sosta alle 10.00 al cambio della guardia; l’una e l’altro però vengono annullati spesso per la pioggia. Chi ha tempo può completare il giro percorrendo le fortificazioni che circondano la città antica. Trascorriamo il pomeriggio al Musèe de l’Amérique Française, dove ci godiamo un intermezzo musicale non programmato; infatti, nella piccola chiesa inglobata nel percorso del museo, due cantanti col clavicembalo eseguono musiche seicentesche. Alla fine dell’esibizione ci intratteniamo con loro; ci raccontano che studiano l’italiano per cantare le opere con maggiore consapevolezza e soddisfano una curiosità che ci era sorta da tempo: nel Quebec le scuole sono in francese e l’inglese si apprende come seconda lingua! D’altra parte, già guidando per il Quebec, avevamo riscontrato la scritta Arret sui segnali di Stop e colto le forti influenze francesi nella cucina, esplicitate peraltro da indicazioni quali bistrot, brasserie, creperie. Nel pomeriggio vaghiamo per la città in fruizione amena: notiamo che è inutile perdersi fuori dalle mura perché i quartieri si fanno anonimi; vale la pena privilegiare la parte antica dove ci si può imbattere in piacevoli sorprese, quali il Choco-Musée (634, Rue Saint-Jean ): qui si vendono dolci e gelati dai gusti insoliti e raffinati, sicchè la sosta può essere sorprendente! Per chi avesse voglia di concludere le serate in musica, nella prima metà di luglio si svolge il Festival dell’Estate in tutte le piazze del centro, secondo un calendario ricco di appuntamenti che spesso si sovrappongono.

Settimo giorno:

Quebec City - Montreal (km 250 circa)

Un po’ a malincuore lasciamo la serenità di Quebec City e proseguiamo le nostre esplorazioni dirigendoci verso Montreal. La strada che percorriamo, la n. 138, è anche definita Chemin du Roy perché è la più antica del Canada e ne racconta la storia. Giungiamo presto a destinazione e, come già avevamo fatto per Quebec City, investiamo il pomeriggio in una prima esplorazione della città. Ci dirigiamo verso la parte vecchia che si sviluppa intorno al porto, sul fiume San Lorenzo; domani scopriremo che questa è l’unica zona intima e suggestiva della città mentre il resto apparirà di impronta tipicamente americana, organizzato su una rete ortogonale di strade fiancheggiate da grattacieli. Le strade del centro storico sono affollate di gente che passeggia e la concentrazione maggiore è davanti al Municipio, dove sono parcheggiate una ventina (!) di Cadillac che attendono la propria coppia di sposi; ogni quarto d’ora se ne allontana una tra le urla festanti dei parenti: lo spettacolo è da industria del matrimonio… Per passare dal profano al sacro ci fermiamo nella cattedrale protestante di Notre Dame dove, dal martedì al sabato per due volte ogni pomeriggio, si svolge uno spettacolo di luci e suoni che ricostruisce la storia della basilica. Cerchiamo un posto per cenare e concludiamo la serata con una spettacolare esibizione di fuochi d’artificio; vogliamo verificare di persona la fama di Montreal a proposito di una gara pirotecnica di richiamo mondiale che si svolge tra fine giugno e inizi luglio sull’isola di Sant’Elena, di fronte al porto. A Montreal pernottiamo al Marriott Château Champlain 1, Place du Canada , tel. 514-8789000; camera doppia $320).

Ottavo giorno:

Montreal

Pensavamo che anche a Montreal fosse facile soddisfare la nostra curiosità per le tradizioni culinarie locali, ma capiamo che – almeno per la colazione - è meglio usufruire di quella dell’albergo: è stato difficile, infatti, trovare pasticcerie di qualità o bar che preparassero un buon latte; alla fine, dopo aver fatto quella che appariva la scelta migliore, ci è stata servita una macedonia affogata nello yogurt! Dopo la colazione visitiamo il Museo delle Belle Arti. E’ molto grande e si sviluppa in due edifici che si fronteggiano. Espone collezioni di vario genere: le più suggestive sono quelle di mobili antichi e quadri. A pranzo vogliamo assaggiare la specialità di Montreal, la carne affumicata. Tra i punti di ristoro segnalati il più comodo da raggiungere è Ben’s (990 Boul. de Maisonneuve ouest , $25) che, pur caratteristico nelle strutture, non è il miglior locale al quale approdare, dati l’aspetto decadente e l’igiene superficiale. Nel pomeriggio passeggiamo nel quartiere del Plateau: ovunque ci sia un parco, scoiattoli scendono e salgono dagli alberi e si avvicinano confidenzialmente a chi si riposa sulle panchine. La metropolitana è molto efficiente e collega i diversi punti della città, che è molto estesa; da molte stazioni si dipana un insieme di corridoi sotterranei, pienissimi di negozi, dove la gente cammina di inverno per evitare il freddo pungente. Anche a Montreal, come a Quebec City, ci sono molte gallerie di quadri concentrate tra Rue de Notre Dame e Rue St. Paul oltre ad un’alta frequenza di negozi di articoli per la casa, alla quale sembra essere dedicata un’attenzione meticolosa. Alla fine del nostro ottavo giorno sentiamo l’esigenza di cibo italiano: ceniamo tra molti fiori al “Cortile”, di ottima qualità, dove ordinando il secondo, vengono serviti anche un antipasto e un primo inclusi nel prezzo (1442 ouest Rue Sherbroooke ; $50).

Nono e decimo giorno:

Montreal - Ottawa (km 180 circa)

Non vogliamo lasciare Montreal e ci convinciamo a partire solo verso le 11.00. Arriviamo ad Ottawa, nell’Ontario, nel tardo pomeriggio, percorrendo prima un tratto della strada 20, poi la 417. Come in tutte le città del Canada che visitiamo l’acqua è l’elemento che determina lo sviluppo urbano, ma questa volta siamo sulle rive dell’Ottawa River non del San Lorenzo, che abbiamo temporaneamente abbandonato. La città non è grande e si visita facilmente a piedi. Appare austera, anche un po’ altezzosa, perchè è la capitale del Paese e si concentra intorno all’imponente mole del Parlamento e degli Uffici del Governo. Forse perché la sua funzione prevalente è quella burocratica, appare quasi sonnolenta. Non si incontrano edifici architettonici di rilievo, ma numerosissimi musei, anche di fotografia, agricoltura e aviazione. Il più interessante – che visitiamo – è la National Gallery non solo per le collezioni, ma anche per la struttura avveniristica che la ospita, progettata da Moshe Safdie. Il quartiere più pittoresco, invece, è quello del Mercato, mal frequentato di sera, ma pieno di negozi colorati di giorno. Nella piazza ci sono anche serre di piante e fiori molto decorativi che – come in tutte le città del Canada – decorano qualsiasi angolo grigio. Qui troviamo un ottimo ristorante, Domus, nel quale torniamo per due sere consecutive: l’atmosfera è intima e il cibo è di agricoltura biologica; i prezzi però non si possono definire turistici.(87, Murray Street ; $70)

Nei giorni che abbiamo trascorso in città, nelle piazze si svolgeva il Festival del Blues (9-18 luglio), mentre uno spettacolo di luci e suoni si replicava tutte le sere sulla collina del Parlamento. Abbiamo pernottato al Mariott Ottawa , 100 Kent Street, tel. 613-2381122; camera doppia $230).

Undicesimo giorno:

Ottawa - Kingstone - Toronto (km 450 circa)

Il viaggio per Toronto è lungo e partiamo di buonora. Imbocchiamo la 417, quindi seguiamo la 7 fin dopo Perth. In questi luoghi d’inverno deve cadere molta neve perché si leggono indicazioni quali sking hill oppure “Attenzione: i ponti ghiacciano prima”; belli i numerosi ranch che si incontrano ed emozionante uno dei primissimi ponti sul Mississippi. I molti chilometri che stiamo percorrendo ci allontanano definitivamente dall’area francofona. Se Ottawa, infatti, è ancora molto vicina al confine col Quebec e gli impiegati del Governo sono obbligati ad esprimersi in doppia lingua, approssimandosi a Toronto ci si riavvicina al mondo anglosassone. Per fare una pausa nel lungo tragitto deviamo attraverso la strada 38 verso Kingstone, una cittadina suggestiva alla confluenza del fiume San Lorenzo nel Lago Ontario, da cui partiamo per un’escursione in battello nel Parco Nazionale delle Mille Isole. Le possibilità di escursione sono numerose e hanno varia durata: un paio d’ore, tuttavia, possono bastare per godere di questo paesaggio unico e quasi inalterato dalla mano dell’uomo. Ripartiamo per Toronto nel pomeriggio per giungere a destinazione in tarda serata, dove ci premiamo con la più classica cucina italiana alla “Fenice”(319 King St. W.; $62) . Pernottiamo al Le Royal Meridien , 37 King Street East , tel. 416-8639700; camera doppia $184).

Dodicesimo giorno:

Toronto

Per la prima colazione ci troviamo in un posto bizzarro chiamato Marché (42 Monge street). Il nome si giustifica col fatto che si cammina come tra le bancarelle di un mercato sulle quali si scelgono gli ingredienti di ciò che si desidera mangiare. Ogni rivenditore cucina all’istante le pietanze; quindi appone un timbro a fumetto su una scheda che, consegnata alla cassa, determina il costo della consumazione. Mio marito mi impegna per gran parte della giornata nella visita dell’Hockey Hall of Fame, museo celebrativo dello sport nazionale americano, di cui è appassionato; come premio al sacrificio mi concede la possibilità di andare girovagando per la città fino alla fine della giornata. Toronto è la città più grande del Canada, multietnica e di impronta newyorkese. Ovunque ci sono enormi grattacieli, compresi quelli di Donald Trump; forse per questo a noi europei sembra più suggestiva l’atmosfera intima del quartiere dell’Università e passeggiare per Yonge Street, University Street o Queen’s Park con le sue centinaia di scoiattoli. Yorkville è il quartiere più chic per negozi, gallerie di quadri e locali di intrattenimento; finalmente troviamo anche le firme più prestigiose della moda italiana ed europea oppure le concessionarie di Roll Royce, Jaguar e Ferrari: in questo Toronto è sicuramente simile a qualsiasi capitale globalizzata. Il simbolo della città è la CN Tower con ascensore e terrazza panoramica interamente di cristallo…. Cerchiamo un ristorante segnalato dalla guida, Fazzoli’s: è turistico, ma la qualità è più alta della media ed è frequentato anche da gente del luogo (294 Adelaide St West; $30). In alternativa Old Spaghetti Factory (54 The Esplanade ; $20) ristorante turistico ma con porzioni abbondanti.

Per tornare in albergo scegliamo di percorrere King Street e scopriamo che nel tratto antistante il Teatro della Principessa del Galles si succedono gli autografi “a fresco” delle star canadesi, proprio come ad Hollywood.

Tredicesimo giorno:

Toronto - Cascate del Niagara - Toronto (km 255 circa)

Dedichiamo la nostra ultima giornata alle cascate del Niagara. Il panorama è deturpato da imponenti strutture alberghiere di lusso, insegne di luci mirabolanti, parchi di divertimento, megastore di gadgets, tuttavia l’impatto di questo spettacolo della natura è talmente forte che è facile estraniarsi da tutto il resto. Si può fare un giro in battello per avvicinarsi il più possibile al fronte di caduta delle acque, ma noi abbiamo preferito percorrere un tunnel scavato nella roccia dietro le cascate per cogliere lo spettacolo dal retro (costo biglietto $10). Se si è forniti di passaporto con visto valido per gli USA si potrebbe attraversare il ponte che conduce sulla sponda americana della cascate, oltrepassando il confine che corre nelle acque; tuttavia il punto di osservazione privilegiato rimane quello canadese. Ponete attenzione nella scelta del giorno per questa escursione, perché i fine settimana possono presentarsi infernali. Per un pranzo veloce ed economico ($10), ma di buona qualità ed in un posto pulito, segnaliamo il self service Riverview Market Eatery.

Domani si torna a casa; visitare un paese come il Canada significa operare scelte nette: noi vi abbiamo raccontato le nostre…
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Canada

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 Canada
Motto: Da un mare all'altro
Informazioni
Nome completo: Canada
Nome ufficiale: Canada
Lingua ufficiale: inglese e francese
Capitale: Ottawa  (808.391 ab. / 2004)
Anni dalla fondazione: {{{anninumero}}}
Politica
Governo: Monarchia costituzionale
Governor general: {{{presidente}}}
Primo Ministro: Stephen Harper
Indipendenza: Dall'UK, 1 luglio 1867
Ingresso all'ONU: 9 novembre 1945 1
Area
Totale: 9.976.140 km²
Pos. nel mondo:
% delle acque: 8,62 %
Popolazione
Totale: 33.098.932 ab.  (2006)
Pos. nel mondo: 35°
Densità: 3 ab./km²
Geografia
Continente: America del Nord
Fuso orario: UTC da +3,5 a +9
Economia
Valuta: Dollaro canadese
Energia:  
Varie
TLD: .ca
Prefisso tel.: +1
Sigla autom.: CDN
Inno nazionale: O Canada
Festa nazionale: 1 luglio
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all’ONU nel 1945.

Il Canada è un paese dell'America settentrionale, a nord degli Stati Uniti d'America, ed è il secondo paese più esteso del mondo.

In Canada sono riconosciute due lingue ufficiali, l'inglese ed il francese. Il Francese è parlato come prima lingua nella provincia del Quebec e anche in alcune parti delle province di Nuovo Brunswick, Terranova e Ontario. Tre quarti del popolo canadese parlano invece l'inglese come prima lingua. Alcune città, notabilmente la capitale, Ottawa, sono bilingui.

Il 75% del popolo canadese abita a meno di 250 chilometri dalla frontiera con gli Stati Uniti d'America, un confine non presidiato militarmente e probabilmente la più lunga tra le frontiere nel mondo, estesa per non meno di 10.000 km.

Del resto, anche le dimensioni territoriali del Canada sono assai estese, 9.976.140 kmq. La differenza di fuso orario fra le coste orientale ed occidentale, è di 4,5 ore.

Il capo di stato del Canada, paese aderente al Commonwealth, è il monarca del Regno Unito, attualmente la regina Elisabetta II, rappresentata in territorio nordamericano dal Governatore Generale (Governor General in inglese), ma la reale autorità politica è il Primo Ministro.

La capitale del Canada è Ottawa, nell'Ontario, ed è la quarta città più grande dopo Toronto (Ontario), Montréal (Quebec) e Vancouver (Columbia Britannica).

Indice

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Province e territori

  Per approfondire, vedi la voce Province e territori del Canada.

Il Canada è una federazione di dieci province (alcune molto piccole come l'Isola del principe Edoardo) e tre territori. Le province sono più autonome rispetto al governo federale che i territori.

Provincia Capitale Anno di ingresso nella
Confederazione
Columbia Britannica Victoria 1871
Alberta Edmonton 1905
Saskatchewan Regina 1905
Manitoba Winnipeg 1870
Ontario Toronto 1867
Quebec Quebec 1867
Nuovo Brunswick Fredericton 1867
Nuova Scozia Halifax 1867
Isola del
Principe Edoardo
Charlottetown 1873
Terranova e Labrador St. John's 1949
Territorio Capitale Anno di ingresso nella
Confederazione
Yukon Whitehorse 1898
Territori del Nord-Ovest Yellowknife 1870
Nunavut Iqaluit 1999

 

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia del Canada.

Intorno all'anno Mille i Vichinghi, i primi visitatori europei, avevano tentato di stabilirsi nella zona settentrionale di Terranova. Quando giunsero i successivi europei, le tribù indigene del Canada avevano già sviluppato una moltitudine di lingue, costumi, credenze religiose, modelli commerciali, arti e mestieri, leggi e forme di governo. A parte i Vichinghi, i primi europei ad arrivare sulle coste canadesi, furono gli inglesi, con Giovanni Caboto che nel 1497 raggiunse l'isola di Terranova. Nel 1509 Sebastiano Caboto esplorò tutte le coste nordamericane, dall'isola di Baffin alla Florida. Il Canada divenne possedimento francese nel 1534, quando l'esploratore francese Jacques Cartier ne prese possesso in nome del re Francesco I nella zona circostante il fiume Saint Laurent. Per oltre cento anni il Canada è stata una colonia francese. Samuel de Champlain, nel 1604, stabilizzò la prima colonia permanente nel Nord America a Port Royal, Arcadia (attuale Annapolis Royal, Nova Scotia). 4 anni dopo fondò la colonia del Quebec. Sempre lui nel 1615 scoprì i laghi Huron e Ontario. Dal 1615 furono accolti i primi missionari che tentarono di convertire gli irochesi, nativi del luogo. Il progetto di un impero americano francese fece, inevitabilmente, scoppiare un conflitto tra Francia e Gran Bretagna. Nel 1713 l'impero Britannico acquisì Hudson Bay, Newfoundland e Nova Scotia. Dopo la guerra dei Sette Anni, tutto il resto della Nuova Francia venne ceduto nel 1763 dalla Francia alla Gran Bretagna dovuto, in maggior parte, dalla vittoria schiacciante di James Wolfe, vicino Quebec. Nel 1867 fu promulgato il British North American Act, che istituiva la Confederazione del Canada, la quale ottenne l'indipendenza definitiva nel 1931. Dalla fine dell'Ottocento, con l'espansione verso il Nord Ovest, ricco di risorse naturali, il paese ebbe un forte sviluppo economico. Attualmente il Canada è il settimo paese più industrializzato del mondo.

 
 

Un parco nazionale del Canada

 

Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia del Canada.

A parte l’arcipelago artico canadese, il territorio può essere suddiviso in cinque grandi aree: lo scudo canadese, il sistema montuoso degli Appalachi, i Grandi Laghi e il bacino del San Lorenzo, le pianure centrali e la catena Costiera.

 

Ambiente

Il Canada ha una vegetazione molto varia. La tundra copre quasi completamente tutte le regioni Artiche, mentre sui rilievi degli Appalachi e della Catena Costiera sono coperte da foreste di conifere. Nelle Pianure si estendono enormi praterie, dove crescono quasi solamente le graminacee. La vegetazione dei versanti orientali delle Montagne Rocciose è molto rada, mentre i versanti occidentali sono coperti da fitte foreste.

La fauna canadese è simile a quella europea e dell’Asia settentrionale. Tra i carnivori ci sono numerose specie di mustelidi (la donnola, l’ermellino, lo zibellino, la martora e il visone). Nelle regioni artiche sono presenti l’orso bruno, l’orso polare, la volpe, il coyote, la lince, il lupo, il puma e la capra delle nevi. Tra i roditori c'è il castoro che è famoso per le sue dighe, mentre sono diffusi: il riccio, il topo muschiato e la lepre. A sud vivono diverse specie di cervidi: l’antilocapra, il caribù, l’alce. É inoltre presente il bisonte. Le specie di uccelli sono numerose, come: il gheppio, la gru e la poiana. Molto ricca è anche la fauna ittica lungo i litorali e nei laghi.

 

Demografia

Della popolazione nata nel Canada (83% del totale), poco più della metà è originaria della Britannia, il 34% francese. Si sono poi insediate una ventina di popolazioni diverse, in cui predominano Tedeschi (897.000), Italiani (710.000), Ucraini (420.000), Olandesi (352.000), Polacchi (222.000). In fine la popolazione immigrata: di cui oltre un milione proviene dalla Gran Bretagna e circa 280.000 dagli Stati Uniti. La maggioranza dei canadesi che parlano francese abitano nel Québec ed è circa l’80% della popolazione della provincia. La popolazione indigena canadese è costituita da algonchini, irochesi e inuit, e sono circa il 3% della popolazione totale. La popolazione nera è presente in minima parte (circa l’1%). Tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento si verificò un notevole aumento di popolazione asiatica (circa l’8% della popolazione totale), in cui in Ontario e nella Columbia Britannica vive più di due terzi.

 

Religioni

 

Clima

Il clima canadese ha marcate variazioni. Le condizioni climatiche variano dal gelo caratteristico delle regioni artiche alle temperature miti delle aree più a sud. Lungo la costa occidentale c'è l'influenza di calde correnti provenienti dall'oceano e di venti che trasportano umidità. La media annua delle precipitazioni nelle regioni montuose a ovest, a volte anche nevose, è elevatissima sui rilievi delle Montagne Rocciose e dei Selkirk, opposte invece, le aree montuose più a est e la regione dell’altopiano centrale che sono altamente aride. Qui soffia il Chinook che è un vento caldo e secco determinando variazioni climatiche improvvise.

 

Sport

Il Canada ha due sport nazionali: l'hockey su ghiaccio, che è anche lo sport più popolare, e il lacrosse, i quali vengono praticati prevalentemente in inverno il primo, mentre in estate il secondo.

L'hockey su ghiaccio, viene giocato su una pista rettangolare coperta di ghiaccio, usando stecche di legno e un disco di gomma vulcanizzata. Lo scopo di questo sport è di infilare questo disco in una porta alta circa 1,5 metri. Il Canada è tra i paesi che dominano le competizioni internazionali di questo sport.

Il lacrosse viene invece praticato su manto erboso, e ha come scopo segnare con una pallina in una porta, usando mazze con all'estremità una rete.

Tra gli altri sport più seguiti, ci sono il curling, molto popolare d'inverno, football e baseball, data la vicinanza con gli Stati Uniti d'America, grandi appassionati di questi due ultimi sport.

Economia

Per approfondire, vedi la voce Economia del Canada.

Il Canada, membro del G8, è una delle economie più forti nel mondo. Dotato di grandi risorse naturali (minerali, gas, petrolio) e di un settore primario che ha nella cerealicoltura e nello sfruttamento delle risorse forestali i suoi punti di forza, ha pure un settore secondario molto sviluppato. Tra le grandi industrie è necessario citare la costruzione delle automobili, la produzione di carta, la lavorazione del ferro e dell'acciaio, prodotti elettrici ed elettronici, la fabbricazione di macchinari ad alta tecnologia e di macchine utensili. Il settore che impiega più occupati è, come in tutti i paesi sviluppati, il terziario.
Il Canada è al primo posto, a livello mondiale, nella produzione di energia idroelettrica ed esporta anche agli Stati Uniti circa il 10%. Dei 566,3 miliardi di kWh prodotti nel 2003, il 59% è generato da centrali idroelettriche, il 27% da centrali a combustione, il 12% dalle centrali atomiche (attive 18 centrali nucleari) e poco più del 2% dalle centrali a fonti alternative (solare o eolico).

Le esportazioni principali del Canada sono i prodotti di alta tecnologia, il petrolio, il gas naturale, il carbone, i metalli in genere, i prodotti agricoli e forestali.

Si coltivano: orzo, mais, frumento, patate e avena. Si hanno anche olio di colza di girasole e soia. I pescosi mari attorno a Terranova sostengono un settore attivo ed efficiente.

 

Industria

Il settore industriale occupa circa il 23% (2000) della forza lavoro, contribuendo per il 32,8% alla composizione del prodotto interno lordo. L'industria manifatturiera canadese produce soprattutto veicoli, prodotti elettrici ed elettronici, pasta di legno e materiale cartario in genere. Sviluppate sono inoltre la cantieristica, l'industria conserviera e quella della raffinazione del petrolio.

Il paese, grazie alla presenza di un'estesa rete idrografica, è il maggiore produttore mondiale di energia idroelettrica, esportata negli Stati Uniti nella misura del 10%. In Canada sono inoltre presenti numerose centrali nucleari.

 

Voci correlate

 

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