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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Brindisi Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Brindisi&action=history BrindisiDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Brindisi (87.935 abitanti) è una città della Puglia, capoluogo dell'omonima provincia e terza città del Salento per numero di abitanti. Sorge in un porto naturale sul mar Adriatico. Porto molto importante dal punto di vista commerciale e dei trasporti verso la Grecia, è sede aeroportuale. Vivace centro industriale, Brindisi è attiva nell'agricoltura e nel settore dell'industria, soprattutto chimica.
La scalinata davanti al porto
[modifica] GeografiaSituata nella pianura salentina a ridosso del Mar Adriatico, è dotata di un porto naturale, una ria che si incunea profondamente nella costa, importante per i collegamenti con Grecia, Turchia e Albania. Il traffico mercantile concerne carbone, olio combustibile, gas naturale, prodotti chimici. Il porto si articola su tre bacini: interno, medio ed esterno. Nel porto interno sono attive, nel seno di Levante, undici banchine, per uno sviluppo di 1.925 m con fondali da 8,5 a 10 m. Il porto medio è principalmente destinato alle attività commerciali. Le banchine di Costa Morena si sviluppano per 1.170 m, con profondità di 14 m e piazzali per 300.000 m². Lungo la diga di Costa Morena (500 m) si sviluppa il sistema, a mezzo nastro e tubature, per lo sbarco dei prodotti destinati all'alimentazione delle centrali elettriche di Brindisi sud e nord. A Punta delle Terrare sono operativi 270 m di banchine per il traffico ro-ro con possibilità di ormeggio contemporaneo di cinque navi. Il portoesterno ha vocazione principalmente industriale e in esso sono installate strutture destinate allo sbarco di prodotti destinati agli stabilimenti del polo industriale chimico. Complessivamente il porto di Brindisi dispone di 21 banchine commerciali per uno sviluppo lineare di oltre 3.700 m.
Vista dal satellite (wikimapia)
[modifica] Storia
Il percorso della Via Appia
È di origine preromana, forse fu fondata da genti illiriche. Il nome latino Brundisium, attraverso il greco Brentesion, ricalca il vocabolo messapico Brention, testa di cervo, che sembra riferirsi alla forma del porto che la città ospita. Antica regia sede messapica, Brindisi, per la sua posizione strategica, fu sempre in contrasto con la vicina Taranto. Nel 267 a.C. fu conquistata dai Romani. Il famoso poeta latino Virgilio vi morì il 19 settembre 19 a.C.. Vi ebbe i natali il poeta Marco Pacuvio. Fu allora porto attivissimo e caposcalo per l'Oriente e la Grecia collegata a Roma attraverso le consolari Appia, la Regina Viarum, e la via Traiana. Sede episcopale sin dall'età apostolica, fu il centro promotore per l'evangelizzazione cristiana della Puglia meridionale. Più tardi Brindisi sarebbe stata conquistata dai Goti e nel VI secolo, compresa da Bisanzio nella sua sfera d'influenza. Distrutta nel 674 dai Longobardi di Benevento guidati da Romualdo, nel IX secolo fu sede, nel sito di Torre Guaceto, di un campo trincerato saraceno. Ripresa dai Bizantini, ne restò in possesso sino alla conquista normanna nel 1070. Città demaniale, sarà legate alle regnanti dinastie degli Svevi, degli Angiò, degli Aragona. La città è rilanciata nel ruolo di principale imbarco verso l'oriente durante il periodo delle Crociate, quando dal porto si imbarcano numerosi cavalieri e pellegrini diretti in Terra Santa. Lo stesso imperatore Federico II di Svevia, il 9 novembre 1221 nella Cattedrale di Brindisi prende in moglie Isabella (o Jolanda) di Brienne, erede della corona di Gerusalemme (Documento sulle nozze tra Federico e Isabella), e dal porto brindisino parte nel 1228 per la Sesta crociata da lui comandata (Documento sulla VI Crociata partita da Brindisi). Sarà poi, come altri porti pugliesi, dominio di Venezia prima d'essere ricompresa nei domini di Spagna. La città, devastata dalla peste nel 1348 sarà ripopolata grazie a massicce immigrazioni di slavi, albanesi e greci. Con l'annessione al Regno d'Italia nel 1860 e con l'apertura del canale di Suez nel 1869, Brindisi divenne il terminale europeo della Valigia delle Indie. Durante la prima guerra mondiale Brindisi fu utilizzata come sede del comando alleato per il basso Adriatico. Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944 la città ebbe funzione di capitale d'Italia.
[modifica] Luoghi di interesse
[modifica] Monumenti e palazzi
[modifica] Le ChieseLa Cattedrale, visitabile in Piazza del Duomo. La superba chiesa è in stile romanico ma presenta una facciata del settecento. Al suo interno si può ammirare il pavimento musivo, uno spendido altare e il coro in legno intarsiato del cinquecento. Fu costruita per volontà di papa Urbano II e dell'Arcivescovo Bailardo, riedificata dopo il terremoto del 20 febbraio 1743, su progetto dell'architetto Mauro Manieri. La chiesa conserva l'arca d'argento reliquiario del corpo di San Teodoro. La chiesa di San Benedetto, che esistente già nel XI secolo fu costruita per volontà dei conti normanni Goffredo e Sighelgaita. Presenta, sul portale d'ingresso, pannelli scolpiti con scene di combattimento fra uomini e animali fantastici. La chiesa di San Giovanni al Sepolcro presenta una pianta circolare risalente agli inizi del XII secolo e tracce di affreschi lungo le pareti. Santa Maria del Casale è un pregevole esempio di architettura di passaggio dallo stile romanico a quello gotico, fu costruita tra il 1300 e il 1310. Presenta armoniose composizioni geometriche, di conci di arenaria grigia e càrparo dorato e per un protiro pensile a baldacchino su mensola scalata. Negliinterni è possibile ammirare affreschi, opere di Rinaldo da Taranto, con Cristo seduto tra gli Apostoli, Angeli, ed episodi del nuovo Testamento e storie della Passione. San Paolo, esempio di gotico, fu ricostruita nel XVII secolo e fu restaurata nel 1949. All'interno vi è la cappella dedicata a San Francesco, sulle pareti interne vi sono resti degli affreschi. La chiesa della Santissima Trinità o di Santa Lucia, che pure doveva essere un tempo completamente affrescata, è del XIV secolo. Presenta un crocefisso di legno e un polittico raffigurante la Madonna del Dolce Canto, del XVI secolo. Si può ammirare la cripta, che risale alla fine del XII secolo. La chiesa del Cristo, ultimata intorno al 1232, sfoggia una facciata di stile romanico dove si alternano in orizzontale la pietra bianca e di quella dorata, interrotto da un grande rosone. All'interno presenta un crocefisso dipinto e una statua di legno della Madonna col Bambino riconducibili alla scultura gotica francese del XI secolo. La chiesa di Santa Maria degli Angeli, fu costruita nel 1609 per iniziativa di S. Lorenzo col contributo finanziario prevalente del duca Massimiliano di Baviera e del re di Spagna Filippo III. Fu successivamente trasformata con l'allargamento dei muri perimetrali e lo spostamento del portale d'ingresso. Vi si può ammirare un pregevole portone in legno, scolpito con immagini agiografiche che riguardano S. Francesco, Santa Chiara e gli Evangelisti. Conserva due crocefissi, uno in legno e l'altro in avorio, molte tele e le reliquie di San Lorenzo. La chiesa di Santa Teresa, costruita nel 1671 nel quartiere detto degli "Spagnoli" è tipico esempio di architettura barocca.
[modifica] Musei
[modifica] Evoluzione demografica
[modifica] Trasporti
Costa Morena
[modifica] Aeroporto Internazionale di Brindisi-CasaleL'aeroporto di Brindisi (Papola-Casale) ha collegamenti giornalieri con le maggiori città italiane ed europee. Lo scalo, distante 6 km dal centro cittadino, serve l'intera provincia di Brindisi, quella di Taranto (in parte) e quella di Lecce. Nel 2004 sono transitati complessivamente 754.289 passeggeri, sono state imbarcate e sbarcate merci per 805.108 t, vi hanno fatto scalo 9.418 aeromobili. L'aeroporto è dotato di due piste, una in direzione NW-SE lunga 2.628 m, l'altra in direzione NE-SW lunga 1.970 m. Attivo già prima della seconda guerra mondiale, l'aeroporto di Brindisi ebbe dal 1928 regolari collegamenti aerei con Valona in Albania cui seguirono quelli, dal 1933, sulla linea Brindisi - Atene - Rodi e Brindisi- Atene - Istanbul. Interrotta nel 1943 per gli eventi bellici, l'attività civile riprese regolarmente nel 1947. Tra il 1960 e il 1970 la seconda pista viene allungata fino ai 2.628 metri attuali. Negli anni ottanta le strutture vengono sostanzialmente modificate con l'edificazione di una serie di edifici, tra cui una caserma dei Vigili del Fuoco ed una struttura per il traffico merci. Attualmente, la struttura è gestita dalla S.E.A.P. - Aeroporti di Puglia, ed è parte del sistema aeroportuale pugliese con gli scali Bari Karol Wojtyla, Foggia "Gino Lisa" e Taranto-Grottaglie.
[modifica] La base logistica delle Nazioni UniteA Brindisi hanno sede una Base Logistica delle Nazioni Unite (UNLB) e il Deposito del WFP-UNHRD. L'UNLB, attivo dal 1994, riceve materiale proveniente dalle missioni in chiusura o ridimensionamento, ispeziona, ripara, immagazzina e invia tale materiale alle operazioni di pace e umanitarie che ne fanno richiesta; appronta e mantiene in condizioni di efficienza i cosiddetti "START UP KITS", ossia tutti quei materiali ed attrezzature necessarie all'apertura di una nuova missione; Opera da centro di smistamento delle telecomunicazioni satellitari per le Nazioni Unite. Il Deposito del WFP-UNHRD è situato presso l'Aeroporto Militare "O.Pierozzi" di Brindisi dove possono atterrare aerei cargo anche di notevoli dimensioni. I depositi, gestiti dal World Food Programme, sono stati trasferiti il 1 giugno 2000 dalla precedente sede di Pisa su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che ne ha affidato la loro gestione al WFP/PAM in considerazione delle sue capacità logistiche nelle attività umanitarie. Questa struttura garantisce un soccorso rapido ed efficace alle popolazioni colpite da calamità naturali o guerre. Gli aiuti alimentari ed i farmaci sono già stoccati nel deposito e pronti ad essere trasportati appena se ne verifichi il bisogno. Da Brindisi, il WFP è in grado di creare ovunque vere e proprie basi operative, in grado di ricevere e distribuire aiuti e valutare danni e necessità immediate. Il deposito, costituito da tre magazzini, ha una superficie complessiva di oltre 6.000 mq. Contiene materiali di pronto impiego divisi quali:
[modifica] Economia brindisina
[modifica] Il settore agricoloSicuramente il settore che ha segnato il territorio per secoli si basa su colture di mandorli, olivi, tabacco, carciofi, cereali. Questo settore ha però conosciuto negli ultimi decenni una dinamica sfavorevole forse da imputare una crisi dovuta all'elevata età media degli imprenditori agricoli (superiore ai 50 anni); sembra, quindi, auspicabile un ricambio generazionale del settore per garantire una maggiore dinamicità, ed evitare un ulteriore indebolimento, in termini di incidenza del settore nell'economia totale.
[modifica] Il settore industriale
[modifica] Polo energeticoBrindisi è leader per la produzione di energia elettrica in Italia. Sul territorio comunale insistono tre grandi centrali pertinenti ai gruppi ENEL, Edipower ed EniPower ed è inoltre in progetto la realizzazione di una importante centrale fotovoltaica.
La centrale è collegata, mediante quattro elettrodotti a 380 kV, alla stazione elettrica ubicata nella frazione brindisina di Tuturano, da cui partono le linee connesse alla rete nazionale. La superficie dell'impianto è di 270 ettari. Il complesso della centrale comprende: un edificio lineare collocato sul prospetto principale per i quattro gruppi turbina-alternatore; quattro torri per i generatori di vapore; due sale di controllo; gli spazi dedicati ai trasformatori (collocati all'esterno della sala macchine) e alla stazione elettrica; un parco combustibili liquidi e un piazzale per lo stoccaggio del carbone; gli impianti di depurazione dei gas di combustione (denitrificatori, precipitatori elettrostatici, desolforatori); gli impianti per il recupero ceneri, gli impianti per i condensatori, le opere di presa e di restituzione a mare per l'acqua necessaria al raffreddamento, la ciminiera dove vengono convogliati i fumi dopo essere stati depurati. I combustibili sono trasportati in centrale da un oleodotto con una capacità di 900 t/h che serve 4 serbatoi: 2 da 50.000mc e 2 da 100.000mc) e da un nastro trasportatore del carbone (capacità di 2000 t/h) che dal molo di Costa Morena, nel porto di Brindisi, a 13 chilometri circa di distanza, serve un piazzale carbone con una capacità di stoccaggio di 750.000t.
In una prima fase furono costruiti due gruppi da 320 MW collegati alla rete elettrica a 220 kV. Successivamente l'impianto fu ampliato con ulteriori due gruppi di pari potenza collegati alla rete a 380 kV. Nel 1979 fu decisa la riconversione a carbone conservando la possibilità di bruciare, come combustibile di supporto o in alternativa, anche l'olio combustibile denso. Attualmente la potenza installata è di 1.280 MW. La centrale è equipaggiata con:
Attualmente è in esercizio un solo gruppo alimentato a carbone. L'impianto prevede la possibilità di funzionare sia a carbone che a olio combustibile denso, o con mix di entrambi i combustibili. Le petroliere attraccano al molo di Costa Morena dove scaricano l'olio combustibile che, tramite oleodotto, viene stoccato nei serbatoi. Il carbone viene scaricato dalle navi carboniere presso le banchine preposte del porto di Brindisi e trasportato al parco di stoccaggio. Da qui il carbone viene ripreso e, tramite nastri trasportatori, portato all'alimentazione delle caldaie. Il progetto di revamping della centrale prevede la realizzazione delle seguenti opere:
In merito, Edipower ha comunicato, tramite avviso al pubblico del 3 marzo 2003, la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio.
La realizzazione del nuovo impianto situato all'interno dello Stabilimento Petrolchimico Multisocietario, comporta l'investimento di circa 550 milioni di euro. Il completamento della prima delle tre unità è programmato per la primavera del 2005. La costruzione di questo impianto, per il quale EniPower si avvale della collaborazione di Snamprogetti, società di ingegneria dell'Eni, comporta la realizzazione di opere di bonifica delle aree EniPower all'interno del Petrolchimico di Brindisi e la messa fuori servizio di alcuni gruppi attualmente in produzione. Grazie all'utilizzo di tecnologie più efficienti si avrà un abbattimento complessivo sia delle emissioni di ossidi di zolfo, di circa 11.000 tonnellate l'anno, che delle polveri, di circa 360 tonnellate l'anno. L'impianto di Brindisi è il quarto che Enipower inizia a costruire dopo quelli di Ferrera Erbognone, Ravenna e Mantova.
[modifica] Terminale di rigassificazioneBG Group plc (British Gas) possiede il 100% del progetto del terminale di rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) di Brindisi. Nel novembre 2002, il Gruppo BG ha ricevuto l'approvazione per costruire e gestire il terminale di importazione nel porto di Brindisi, un progetto da €330 milioni per una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas. Nel mese di Gennaio 2003 è stato promulgato il decreto interministeriale di autorizzazione (secondo l'art.8 della Legge Bassanini), e il 4 febbraio dello stesso anno è stato firmato con l'Autorità Portuale di Brindisi l'Accordo Sostitutivo di concessione demaniale, che autorizza l'utilizzo dell'area portuale per il terminale. Fece seguito nello stesso mese l'accordo con l'ENEL poi uscita dal progetto nell'estate 2005. COn LNG operativo, l'Italia disporrebbe di una nuova fonte di importazione e fornitura di gas naturale a prezzi competitivi. Il terminale secondo il porgetto sarebbe dovuto diventare operativo dal 2010; BG potrà disporre dell'80% della capacità; il restante 20% sarà soggetto all'accesso regolamentato da parte di terzi (risoluzione 91/02). L'Italia importa la maggioranza del gas che consuma e ha un solo terminale di rigassificazione operativo, in Liguria. Brindisi LNG è nella lista delle priorità infrastrutturali sia del Governo Italiano sia delle autorità dell'Unione Europea, anche se allo stato attuale l'insediamento del rigassificatore in località Capo Bianco è osteggiato dall'amministrazione provinciale, dall'amministrazione comunale e dalla Regione Puglia. Sembra infatti che le autorizzazioni rilasciate delle precedenti amministrazioni siano in qualche modo viziate, la mancanza del V.I.A.(valutazione d'impatto ambientale) e il non rispetto della normativa europea per la realizzazione di simili impianti sembra ne stiano rallentando la costruzione. A febbraio 2007 si è aggiunta una nuova pagina alla vicenda del rigassificatore brindisino. Un'operazione giudiziaria basata su l'analisi di una mole notevole di materiale, intercettazioni telefoniche, esame di persone, sequestri di documenti hanno prodotto un'ipotesi di "corruzione continuata e aggravata", ha prodotto 5 arresti, 27 avvisi di garanzia, 52 perquisizioni in tutta Italia e il sequestro dell'area di Capobianco. Al momento i lavori sono stati bloccati.
[modifica] Il settore dei serviziLa crescita del settore terziario nella provincia è confermata dall'analisi del trend sempre crescente che ha accompagnato i servizi nella creazione del valore aggiunto tra il 1995 e il 2004 (dal 66,8% al 75,5%), dimostrando quindi il fatto che la città (ancora più che la provincia) si sta indirizzando verso uno sviluppo terziarizzato, abbandonando la forte vocazione industriale. Ad oggi è in questo settore economico che si può ritrovare il contributo principale alla formazione del valore aggiunto brindisino: una produzione complessiva di quasi 6.000 milioni di euro, pari al 75,5% dell'output totale.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco:
Domenico Mennitti dal 14/6/2004 [modifica] Collegamenti esterni
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| Brindisi Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Masseria Incantalupi Masseria Incantalupi M.I The main reason why you end up in Brindisi is because you want to catch the ferry between either Italy and Greece or Italy and Albania. The town has a few interesting sights that will make your waiting hours for the departure of the next ferry more pleasant. Check out the Roman columns and the several churches. Or maybe two of its ‘famous’ former residents (Al Bano and Romina Power) may entertain you with some music. Interrailers should get a ticket (for the ferry to Greece) for free. Beware of scams and of the fact that during the off season the ferries don’t leave that frequently. The old reason to visit Brindisi might have been just to pass through but Brindisi, despite what travel books may say is a fascinating town with a beautiful harbour which majestically sweeps around the town. There are many historical memories like Frederick's Swabian castle or the Araganese castle at the harbour entrance,or the column at the end of the Appian way or the place where Virgil passed away,or the well where crusaders watered their horses, or the unique Romanesque church of Maria Casale, not to mention the historic town centre with its cathedral, museums etc. Apart from this Brindisi is girted by interesting towns like San Vito de Normanni and Carovigno with their own rich history. And all around and nearby are attractive olive groves, vineyards and transparent ,aquamarine stretches of sea. Yes, Brindisi is a city to be visited in its own right. It has its ownn character and warmth and is not just a town en passant. |