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| I (NUOVI) MUSICANTI DI BREMA Testo di Ennio Speranza dalla favola dei Fratelli Grimm Quando l’asino invecchiò, e divenne stanco e affaticato dal duro lavoro di una vita, il suo padrone gli disse più o meno così: - Caro mio, ormai non mi servi più... Te ne stai li, mogio mogio, incapace di portare pesi e carichi... Dovrò venderti, o toglierti di mezzo, altrimenti se ti dò da mangiare senza che tu lavori ci rimetto pure. Bella gratitudine! pensò l’asino che non aveva nessuna voglia di fare la fine del sorcio. |
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| Decise allora di cambiare aria e di farsi un bel giro per il mondo. Poi però
si ricordò della sua antica passione e gli venne un’idea: andare a Brema. Sì, a Brema! Lì avrebbe potuto far parte della banda e suonare il tamburo... O il flauto... O tutti e due, perché no? Già si vedeva, in mezzo agli altri musicanti, sicuro, baldanzoso, felice di intonare una bella marcia in quattro. Uno, due, tre, quattro, via! Il cane se ne stava sul ciglio della strada, sfinito dalla corsa, con la lingua a penzoloni e i pensieri che gli vorticavano in testa a mille. L’asino passò di lì, lo vide in quello stato e non potè fare a meno di fermarsi per parlare con lui. - Mai che hai? - Sono stanco, ho corso tutto il giorno... – rispose il cane, e continuò. |
| - Non ce la faccio più ad andare a caccia, sai, non sono più veloce come un
tempo e il mio padrone voleva portarmi al canile. Così sono scappato. Ma
adesso come farò a sopravvivere? L’asino lo guardò e, visto che quel vecchio cane era simpatico e gli ricordava tanto la sua condizione, gli disse di seguirlo. - Vieni con me, sto andando a Brema, a fare il musicante. Entra anche tu nella banda. Io ho già deciso di suonare il flauto. Tu potresti suonare il trombone. Lo sai suonare il trombone? [...] Basta! Basta! Piano, piano! Molto bene, bravo!... Allora proviamo insieme! Dopo aver camminato un po’, il cane e l’asino incontrarono un gatto dall’aria molto triste. - Perché sei così triste? gli chiese il cane. - Ti è andato storto qualcosa? aggiunse l’asino - Cari miei, sto invecchiando!... fece il gatto - Non riesco più a dare la caccia ai topi. Così sono stato cacciato io... E adesso non so più dove andare! - Vieni con noi a Brema! risposero i due in coro. - Se ti intendi di serenate puoi entrare nella banda municipale per suonare il violino. Ti piace il violino? - Be’, rispose il gatto, lo suonavo in gioventù... - Facci sentire, facci sentire! gli fecero entusiasti il cane e l’asino. E così, visto che il gatto era proprio bravo con il violino, decisero che sarebbe stato bello aumentare la compagnia. Passando di fronte a un cortile, il cane, il gatto e l’asino videro un gallo che strillava a più non posso perché volevano tirargli il collo. Era la padrona che glie lo aveva promesso, visto che lui non riusciva più ad annunciare l’alba, essendo troppo vecchio e stanco. - Capite? – disse il gallo ai tre – vogliono farmi in brodo, per questo urlo a squarciagola finché posso! - Scappa con noi, allora – disse l’asino - stiamo andando a Brema per entrare nella banda. Il gallo si unì al gruppo senza pensarci troppo. Meglio fare il musicante che finire in pentola! Ripresero quindi la strada per Brema suonando come pazzi i loro strumenti... Ma Brema non era dietro l’angolo e quando arrivò la notte i nostri eroi erano ancora lì, in mezzo alla campagna, stanchi e assonnati. Decisero di dormire sotto un albero, per riprendere il cammino la mattina seguente. Il gallo però, pauroso come pochi, volle andarsene in cima all’albero. Si sentiva più sicuro in mezzo ai rami, in alto. Fu lì che, osservando l’orizzonte, vide una luce in lontananza. - Una casa! una casa!! gridò allora a più non posso. - Ma non è l’alba, perché gridi? gli domandò l’asino. - In fondo alla strada c’è una luce, deve esserci una casa! Forse c’è qualcosa da mangiare, e magari un letto morbido e caldo per ognuno di noi! - Andiamo a vedere! soggiunse il gatto. Così si avviarono. E davvero, in fondo alla strada, c’era una casa dalle ampie finestre illuminate e accoglienti. Dentro doveva esserci per forza qualcuno. I quattro non lo sapevano ancora, ma la casa era abitata da un gruppo di temibili briganti. L’asino, che era il più alto, si avvicinò alla finestra e guardò dentro. - Cosa vedi? domandò il gallo. - Una tavola apparecchiata con ogni ben di Dio e intorno dei briganti che se la spassano! rispose l’asino. - Farebbe proprio al caso nostro, disse il cane. - Ah, se fossimo là dentro! esclamò il gatto. Allora i quattro si guardarono l’un l’altro. L’asino disse... così rispose il cane... ma il gatto non era d’accordo... alla fine parlò pure il gallo... poi cominciarono ad aprir bocca tutti insieme! ... e dopo un’accesa discussione idearono un sistema per cacciare i briganti dalla casa. L’asino si appoggiò alla finestra con le zampe davanti, il cane saltò sull’asino, il gatto si arrampicò sul cane e il gallo in volo si posò sulla testa del gatto. Sembravano gli acrobati di un circo! In quella assurda posizione, mentre i briganti non si erano accorti di nulla, cominciarono il loro pazzesco concerto... L’asino ragliava, il cane abbaiava, il gatto miagolava e il gallo cantava a più non posso. Piombarono nella stanza facendo andare in pezzi i vetri e rovesciando tutte le lampade! |
| I briganti furono colti di sorpresa.
Atterriti da quello schiamazzo orrendo e improvvisamente al buio, pensarono
che fosse entrato uno spettro. Scapparono in tutte le direzioni: qui, là,
sopra, sotto, dando testate a destra e a sinistra, mentre gli animali
continuavano a sbraitare a più non posso. Loro, grandi e grossi e temuti in tutta la regione, si presero un tale spavento che fuggirono precipitosamente nel bosco e in quella casa non rientrarono mai più. I quattro compagni erano ormai padroni del campo e della tavola ancora piena di cibo e di bevande. Mangiarono a sazietà, bevvero a più non posso e infine, stanchi per il lungo cammino, si addormentarono quasi di colpo senza nemmeno prendersi la briga di cercarsi un giaciglio. La mattina dopo furono svegliati dal sole che era alto in cielo e si diedero da fare per sistemare la casa come a loro piaceva. Era bello lì, comodo, invitante e i quattro amici ci stavano così bene che i giorni passarono e passarono senza che loro se ne rendessero conto. Ma dopo un po’ sopravvenne la noia. Così, un giorno, l’asino ricordò a tutti l’idea che li aveva portati sino a quella casa. - Ma non dovevamo andare a fare i musicanti a Brema? - È vero, rispose il gatto, ma qui ci sto bene... - E non ti annoi un po’ a stare tutto il giorno senza fare niente? domandò il cane - In effetti... Si guardarono allora negli occhi e decisero di riprendere la strada per Brema assieme ai loro strumenti musicali. Quando arrivarono in città si misero in cerca della banda, ma nessuno sapeva dargli un’indicazione. Anzi, molti risposero che era da tanto tempo che non sentivano suonare la banda in giro per le strade di Brema. Chissà che fine aveva fatto! Dopo una giornata di ricerca, si risolsero ad andare dal sindaco, un uomo paffutello e simpatico che li accolse con ogni benevolenza. Vedete, gli disse, negli ultimi tempi abbiamo avuto problemi economici e così abbiamo dovuto sciogliere la banda... Eh sì, mi dispiace, ma in città non si fa più musica, per lo meno nelle strade e nelle piazze. Questa notizia li colse di sorpresa. Salutarono il sindaco e camminarono per le strade di Brema che mai come ora gli sembravano tristi e vuote. Pensarono addirittura di tornare nella casa dei briganti, tanto erano delusi e scoraggiati. Il gallo però ebbe un’idea e la disse a tutti. - Scusate, ma con noi abbiamo gli strumenti! - E allora? domandò il cane - E allora possiamo suonare qui, per strada, insieme, senza banda... - Comincia un po’ tu! esclamò l’asino E il cane attaccò.... il gatto seguì... il gallo prese a suonare pure lui... e infine l’asino sorrise e si accodò... I quattro si divertivano un mondo, suonavano e suonavano, la gente si fermò per la strada ad ascoltare, i bimbi ballavano a tempo di musica, c’era chi batteva il piede e chi batteva le mani, i no diventarono sì e la città si ritrovò di colpo allegra e festante al suono dei quattro nuovi musicanti di Brema! Larga la foglia stretta la via, suonate la vostra che io suono la mia! © 2009 Ennio Speranza _______ I musicanti di Brema ossia: l’unione fa la forza.. Quando ho ricevuto la proposta dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e da Rai Trade di comporre un nuovo racconto musicale per la JuniOrchestra, ho cominciato a ripassare mentalmente tutte le più belle fiabe che ricordavo dalla mia infanzia, e anche a leggerne di nuove, in cerca di quella che mi suggerisse di più spunti e immagini sonore. La scelta è stata, direi, quasi immediata: la famosa fiaba dei Fratelli Grimm è infatti, nella sua semplice linearità, sempre viva e attuale. La vicenda di questo simpatico quartetto di buffi e sfortunati animali-suonatori (un asino, un cane, un gatto e un gallo) dimenticati e respinti dai loro padroni perché ormai “inutili”, ma che trovano riscatto e felicità nella musica, contiene un messaggio universale che attraversa la storia e scavalca ogni epoca. Ho quindi chiesto a Ennio Speranza di adattare il testo della fiaba in una nuova forma, più moderna e adatta ad una narrazione con voce e orchestra. Strada facendo ci siamo accorti che, senza nulla togliere all’originale, si poteva cambiare leggermente il finale per dargli un senso ancora più definito. Nella versione classica, infatti, i quattro amici, dopo diverse peripezie, a Brema finiscono per non andarci più, e preferiscono godersi il meritato riposo e la loro nuova amicizia nella casetta che si sono conquistati strappandola a dei briganti. Noi, invece, nella città tedesca ce li facciamo arrivare per davvero, e una volta lì saranno proprio loro, con i loro strumenti, a riportare l’allegria e la musica alla comunità. La partitura che ho composto è modellata in due distinte direzioni: alcuni passaggi descrivono dal punto di vista emotivo i sentimenti dei personaggi, quasi fosse una voce fuori campo che racconta con i suoni, in altri sono i musicanti stessi a parlare attraverso l’orchestra, che descrive il suono dei loro strumenti e il bizzarro modo di suonarli (come potrebbe suonare il violino un gatto? E un cane il trombone?), che naturalmente non poteva che fondersi con i loro stessi versi caratteristici, per dar vita, alla fine, ad una marcia un po’ pazza e festosa. Credo, in fin dei conti, che il messaggio di cui si fanno portatori gli eroi della nostra fiaba sia lo stesso che, con la loro bravura e il loro entusiasmo, diffondono i giovanissimi artisti della JuniOrchestra, mostrando a tutti - anche a noi adulti che troppo spesso lo dimentichiamo - quanto sia bello fare musica insieme, e quanto l’orchestra sia il luogo ideale per confrontarsi, imparando gli uni dagli altri e unendo le forze per un intento comune di gioia e comunicazione. Alessandro Annunziata |
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| Bremen Travel Guide Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see Bremen town musicians Bremen town musicians Shairee Malhotra Bremen is an old Hanseatic town, one of the main north German cities. It was badly damaged during the last World War. In 1949 Bremen was declared an autonomous “Land,” and since then it has had a reputation for being the most politically radical part of the country, having elected the first Green MPs in 1979. Despite the vast damage from the war the town still retains a nice big harbor atmosphere and has a few sights worth visiting, not the least of which is Bremen's beautiful Rathaus. ________Sights Edit This A street in Schnoorviertel A street in Schnoorviertel Louchnikova Tatiana The main sights are situated in the Altstadt, on the Weser’s northeast bank. Here the Renaissance town hall and the late Gothic cathedral (don’t miss the mummies in the basement) are worth visiting. Nearby is the life-sized bronze statue of the city’s most famous residents - the Bremen town musicians (a rooster cat dog and donkey) heroes of a Grimm Brothers’ story. One of the nicest areas to spend some time is the area in and around the Bötcherstrasse and Schnoorviertel areas. Here you will find many small shops, galleries and cafes. [Add Sight] Bötcherstrasse Edit This Bringer of Light Gild Bringer of Light Gild photo by: Seelie Off the south side of the Markplatz, the Böttcherstrasse was transformed in the 1920s by the Bremen coffee Magnate Ludwig Roselius, who commissioned local artists to convert the alleyway into a Gothic-cum-Art Nouveau fantasy. The street, today a 110-metre pedestrian walkway area, was at one time inhabited by the town's coopers and barrel makers. The traditional red-brick architecture and more modern expressionist constructions, for which Böttcherstrasse has become well known, offer contrasting yet interesting sights. The street was transformed between 1923 and 1931. The more.. type: general World66 rating: [rate it] Roselius-House Edit This Situated in the Böttcherstrasse, the Roselius House, named after the local coffee merchant Ludwig Roselius (inventor of decaffeinated coffee), today is a museum of art and furniture (Tue – Sun: 11am – 6pm). The best works are paintings by the Cranachs and an alabaster statue of Saint Barbara by Riemenschneider. type: general World66 rating: [rate it] Schnoorviertel Edit This A street in Schnoorviertel A street in Schnoorviertel photo by: Louchnikova Tatiana Tucked away between the Dom and the river is a small, extraordinarily well-peserved area of medieval fishing houses known as the “Schnoorviertel”. Rather like a thread of beads - thus its Low German name of “'Schnoor”' - little gabled houses from the 15th and 16th centuries huddle together in Bremen's oldest quarter. Though prettified, it has managed to avoid soulless gentrification. Artisans, goldsmiths and gallery-owners now occupy many houses along the crooked lanes and tiny backyards, while restaurants and cafés cater for even the most discerning palate. more.. type: general World66 rating: [rate it] Kunsthalle Edit This Bremen’s most famous museum, the Kunsthalle, houses a superb array of mainly nineteenth- and early twentieth-century paintings, including some forty works by Modersohn-Becker. type: general World66 rating: [rate it] Cathedral (Dom St. Peter) Edit This The imposing early Gothic Cathedral of St Petri, on a small rise beyond the Rathaus, is a must see. Its brooding interior ranging from Romanesque to late Gothic. You can climb one of the twin towers (Easter – October: Mon till Fri 10am – 5pm, Sat 10am – 1pm, Sun 2pm – 5pm). In the crypt are some fine works of art, notably an 11th century “Enthroned Christ” and a magnificent 13th century font. Off the southeast corner is the Bleikeller (Openings like the towers), where lead for the roofing was stored: a macabre attraction is provided by the corpses more.. type: general World66 rating: [rate it] Market Square and Roland Edit This Bremen's cosy "Reception Room" is a relatively small place dominated by the Rathaus. For centuries, the Market Square has been at the heart of the Hanseatic City, rating with the most elegant in Germany. The square is placed around the Hanseatic Cross, commemorating those Hanseatic members that took part in the War of Liberation. When turning round while standing in its centre, the stone statue of Knight Roland, Bremen's most famous, is the first sight of landmark that catches your eye. The Roland was erected in 1404 as a symbol of civic rights and more.. type: general World66 rating: [rate it] Liebfrauenkirche Edit This At the top of Sögestrasse, Bremen’s main shopping street, you will find the Liebfrauenkirche, a lovely hall church engulfed by a flower market. type: general World66 rating: [rate it] Schütting Edit This One of the restored patrician houses along the “Marktplatz” is the Schütting, a ritzy, Flemish-inspired mansion where the guild of merchants convened. type: general World66 rating: [rate it] Paula-Modersohn-Becker-House Edit This Adjacent to the Roselius House this museum contains a number of paintings by the artists, who lived in nearby artist community Worpswede. type: general World66 rating: [rate it] Rathaus Edit This On the Market Square is the historic Rathaus displaying an unrivalled Renaissance-style façade. It is called to be one of the most splendid buildings in northern Germany. You can only visit the interiors as part of a guided tour (Mon – Sat 11am, noon, 3pm and 4pm, Sun 11am and noon, entrance fee 5,- DM), but it is worth it to see the extrames of Bremen’s civic pride: rooms awash with gilded wallpaper and ornate carving etc. type: general World66 rating: [rate it] __________Practical Information Edit This Tourist office: Outside the main train station. Openings: Mon, Tue, Wed 9.30am – 6.30pm; Thurs, Fri 9.30am – 8pm; Sat, Sun 9.30 am – 4pm. Tel: +49 421 – 30 800. ________Getting There Edit This [Add Global transport mode] A. BROWN Edit This Ryanair fly to Bremen from U.K. Prices from 50 pounds tax inc. type: By Air World66 rating: [rate it] _________Nightlife and Entertainment Edit This [Add Entertainment place] Flett Edit This Nice pub, try Bremen’s most famous beer Beck’s type: Bars & Pubs World66 rating: [rate it] address: Böttcherstrasse 3 Schlachte Edit This Nice boulevard next to the river. Lot's of Beer Gardens, Restaurants and Bars. type: Beer Gardens World66 rating: [rate it] Kleiner Ratskeller Edit This A good place to sample, very “gemütlich” (cosy). type: Wine bars World66 rating: [rate it] address: Hinter dem Schütting 11 |