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Thanks to www.biografieonline.it Bertold Brecht Scrittori/Opere Teatrali

Antigone Il cerchio di gesso del caucaso      
  Scrittori/Opere Teatrali  
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Bertolt Brecht

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Eugen Berthold Friedrich Brecht

Eugen Berthold Friedrich Brecht detto Bertolt (Augusta10 febbraio 1898 – Berlino14 agosto 1956) è considerato il più influente drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco del XX secolo.

«Andrea Maiorana
L'avete conosciuto? Indossava
una giacchetta grigia per essere dimesso,
perché lottava per l'uguaglianza.
Quando un gigante si batte per l'uguaglianza
Ci rende tutti uguali a giganti.»
(Peter Hacks, Bertolt Brecht)

Indice

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[modifica] Cenni biografici

 

[modifica] L'infanzia e gli studi

Bertolt Brecht nacque ad Augusta il 10 febbraio 1898 da Berthold Friedrich Brecht e Sophie Brezing, in una famiglia di recente borghesia. I nonni paterni erano originari del Baden, mentre quelli materni provenivano da Bad Waldsee, nell'Alta Svevia.

Il padre era cattolico, sua madre era protestante e il giovane Brecht fu educato nella fede della madre. Il 20 marzo Bertolt venne battezzato nella chiesa evangelica Barfüßerkirche e il 18 settembre la famiglia traslocò nella nuova abitazione nella città bassa vicino a Perlachberg, quartiere di artigiani e artisti. La fede protestante della madre segnò l'educazione culturale e linguistica del figlio, nella quale la lirica religiosa evangelica e il tedesco di Lutero lasciarono un’impronta decisiva.

Il 29 giugno del 1900 nacque il fratello Walter, che più tardi diventerà professore di tecnologia cartaria al Politecnico di Darmstadt e il 12 settembre dello stesso anno la famiglia si trasferì in un appartamento più grande nella Bleichstraße 2, in una delle case della Fondazione Haindl, costruite qualche anno prima per i dipendenti nel sobborgo di Klancke. Come città industriale e commerciale, Augusta si distingueva, oltre che le sue imprese bancarie, per i tessili, per l'industria dei coloranti e per le cartiere. Il padre era emigrato dalla Foresta Nera proprio per lavorare nella cartiera Haindl, di cui, in seguito, diventò il direttore.

Bertolt ebbe un'infanzia poco felice a causa del carattere schivo e di frequenti problemi di salute. Dopo la scuola elementare frequentò il Realgymnasium Augsburg. Come compagni di classe ebbe tra gli altri Caspar Neher e Rudolf Prestel.

Nel 1913 cominciò a scrivere le prime poesie, tra cui L'albero in fiamme. Tra il 1914 e il 1915 scrisse altre poesie, imbevute di patriottismo e di entusiasmo per la guerra e di tutto ciò che è tedesco. Nel 1916, in un tema in classe sul verso Oraziano Dulce et decorum est pro patria mori, Brecht espresse un giudizio negativo sulla morte eroica affermando tra l'altro:

«Il detto che dolce e onorevole è morire per la patria può essere considerato solo come propaganda con determinati fini [...] solo degli stupidi possono essere così vanitosi da desiderare la morte, tanto più che pronunciano simili affermazioni quando si ritengono ancora ben lontani dall'ultima ora. Ma quando la comare morte si avvicina, ecco che se la squagliano con lo scudo in spalla come fece nella battaglia di Filippi l'inventore di questa massima, il grasso giullare dell'imperatore.»
 

L'episodio provocò un piccolo scandalo e Brecht evitò l'espulsione dalla scuola solo grazie all'intervento del padre benedettino Romuald Sauer, amico di famiglia. Scrisse altre poesie, tra cui La leggenda della prostituta Evelin Roe e L'Inno a Dio.

Nel 1917 ottenne il cosiddetto Notabitur (diploma d'emergenza concesso anzitempo agli studenti che intendevano arruolarsi) a causa degli eventi bellici. Il clan brechtiano festeggiò con canzoni, che Brecht compose e suonò con la chitarra, e scorribande notturne. Già al liceo Brecht mostrò un comportamento indipendente, anticonformista, polemico e tendente a primeggiare sui suoi compagni di classe. Insieme ad essi Brecht scriveva la musica per le sue poesie e tutti insieme giravano per la città.

Sempre nel 1917 si iscrisse all'università dove frequentò in modo discontinuo le facoltà di scienze naturali, medicina e letteratura.

Nel 1918, dopo aver partecipato ai funerali di Frank Wedekind a Monaco, dedicò al drammaturgo - grande modello degli anni giovanili (il primo figlio di Brecht si chiamò Frank) - la quartina Alla sepoltura di Wedekind. Dello stesso periodo è la commedia Baal.

 

[modifica] La giovinezza e le prime opere

In seguito Brecht dovette interrompere gli studi perché arruolato e distaccato al corpo sanitario, in un ospedale militare di Augusta. In questo periodo conobbe Paula Banholzer che nel 1919 gli diede un figlio, Frank, che cadde nel 1943 durante la seconda guerra mondiale sul fronte russo. Scrisse la Canzone per i cavalieri del reparto D. Nel novembre scrisse la poesia la Leggenda del soldato morto. Nel 1919 scrisse anche critiche teatrali per il giornale socialista Augusburger Volkswille; si avvicinò al movimento spartachista.

Il 1° maggio 1920 morì sua madre ed il giorno successivo scrisse la poesia Canzone di mia madre. Nello stesso anno divenne amico del celebre cabarettista Karl Valentin. Il lavoro con Valentin influenzò molto le sue opere successive. In quegli anni si recò spesso a Berlino costruendo importanti relazioni con persone che gravitavano intorno all'ambiente teatrale. A Monaco consegnò il manoscritto di Baal in un teatro e scrisse la tragedia Tamburi nella notte.

Nel 1921 Brecht conobbe il drammaturgo Arnolt Bronnen, di cui diverrà grande amico.

 

[modifica] Tamburi nella notte

Nel 1922, anno in cui vinse il Premio Kleist per Tamburi nella notte, andò a Berlino dove il 3 novembre sposò l'attrice e cantante d'opera Marianne Zoff. Un anno dopo nacque la loro figlia Hanne. Poco dopo conobbe la sua futura moglie Helene Weigel. Dello stesso periodo è la poesia Del povero Bertolt Brecht,

Nel 1923 scrisse il dramma Vita di Edoardo secondo di Inghilterra e conobbe la futura moglie Helene Weigel.

Nel 1924 si trasferì definitivamente a Berlino dove lavorò con Carl Zuckmayer come drammaturgo presso il Deutsches Theater, e (sempre nel medesimo anno) nacque suo figlio Stefan. A novembre conobbe la futura collaboratrice Elisabeth Hauptmann.

Nel 1925 scrisse la commedia Un uomo è un uomo.

 

[modifica] L'Opera da tre soldi

Dal 1926 intrattenne stretti contatti con artisti di tendenza socialista e ciò influenzò molto la sua Weltanschauung. Le sue prime opere furono influenzate dallo studio degli scritti di Hegel e Marx. A 29 anni pubblicò la sua prima raccolta di poesie intitolata Sermoni domestici (Hauspostille).

Nel 1927 uscì il primo libro di poesie Il libro di devozioni domestiche (Hauspostille). Conobbe il sociologo Fritz Stengerg che lo stimola ad approfondire gli studi di marxismo. Scrisse la tragedia Mahagonny. Collabora con Erwin Piscator all'interno di un collettivo di un teatro di cui fanno parte anche Tucholsky, Kisch e altri. Il 2 novembre divorzia da Marianne Zoff.

Nel 1928 scrisse la commedia L'Opera da tre soldi su musica di Kurt Weill che va in scena il 31 agosto e che divenne il maggior successo teatrale della Repubblica di Weimar.

Nel 1929 sposa, in aprile, Helene Weigel. Il 1 maggio assiste ad una manifestazione di operai che vengono maltrattati dalla polizia tedesca.

Nel 1930 andò in scena la commedia Ascesa e caduta della città di Mahagonny. Scrisse il dramma didattico La linea di condotta, dove Brecht ormai mette in scena tematiche marxiste. Scrive il dramma Santa Giovanna dei Macelli e il dramma didattico L'eccezione e la regola. Scrisse, anche, il dramma didattico Il consenziente. A ottobre gli nasce la seconda figlia Barbara.

Nel 1931 terminò la sceggiatura del film Kule Wampe e scrisse il dramma La madre.

Nel 1932 Brecht andò a Mosca per la rappresentazione di Kule Wampe. Da novembre con Doblin, Brecht frequentò un ciclo di otto lezioni sul marxismo tenute dal filosofo Karl Korsch. Tiene discussioni con Korsch anche a casa sua per approfondire la dialettica materialistica. Scrisse la commedia Teste tonde e teste a punta. Conobbe Margarete Steffin (Grete).

 

[modifica] L'esilio

All'inizio del 1933 la rappresentazione di Linea di condotta (Maßnahme) venne interrotta da un'irruzione della polizia e i produttori vennero accusati di alto tradimento. Il 28 febbraio, giorno successivo al rogo del Reichstag Brecht, insieme alla moglie, il figlio Stefan ed alcuni amici, abbandonò Berlino e fuggì a Praga, poi successivamente a Vienna, Zurigo, poi a giugno a Parigi, dove andava in scena il balletto I sette peccati capitali. Lì venne raggiunto anche da Margarete Steffin. L'amica Karin Michaelis invitò la Weigel a trasferirsi a Skovsbostrand presso Svendborg in Danimarca dove rimase per cinque anni. Nel maggio dello stesso anno i suoi libri vennero messi al rogo.

L'esilio fu molto duro anche se in quegli anni produsse le sue opere più note. Viaggiò molto a Parigi, Londra e New York per rappresentare i suoi testi teatrali. Scrisse numerosi articoli su giornali per rifugiati ed emigranti di Praga, Parigi ed Amsterdam. Ritornò a Parigi, incontrò Margerete Steffin e si mise d’accordo con l'editore Willy Munzberg per pubblicare una raccolta di poesie Canzoni, poesie, cori che sarà pubblicata l'anno seguente. In autunno l'attrice danese Ruth Berlau andò a conoscere Brecht per invitarlo a una lettura nella capitale danese. A dicembre Brecht si trasferì nella casa di Svendborg dove arrivò anche Margerete Steffin.

Nel 1934 pubblicò il Romanzo da tre soldi, scrisse il dramma didattico Gli Orazi e i Curiazi. Scrisse anche il breve saggio Cinque difficoltà per scrivere la verità. Nel 1935 partecipò a Parigi al Congresso internazionale degli scrittori antifascisti, dove lesse un suo testo per la difesa della cultura e contro il nazismo. Nel 1936 dirisse una rivista pubblicata a Mosca La parola. Nel 1937 scrisse il dramma I fucili di Madre Carrar. Nel 1938 scrisse il dramma Terrore e miseria del terzo Reich.

Nel 1939 fuggì dalla Danimarca e si recò a Stoccolma in una fattoria nell'isola di Lidingo. Pubblicò il libro di poesie Poesie di Svendborg. Scrisse la tragedia Madre Coraggio e i suoi figli. A questo periodo risale anche Vita di Galileo. Nel 1940 fuggì dalla Svezia e andò in Finlandia. Scrisse il dramma La resistibile ascesa di Arturo Ui, ultima opera scritta in collaborazione con Margerete Staffin. Nel 1941 fuggì dalla Finlandia per reacarsi a Mosca dove il 30 maggio morì Margarete Steffin. Attraversò la Russia, imbarcandosi a Vladivostok per stabilirsi in California.

 

[modifica] Il soggiorno americano

Per cinque anni abitò a Santa Monica, non lontano da Hollywood. Il suo tentativo di entrare nel mondo del cinema non ebbe successo per cui si limitò ad organizzare alcune rappresentazioni teatrali per piccoli teatri.

In seguito decise di concentrare la sua attenzione sulle sue opere maggiori. Il 9 settembre 1943 a Zurigo esordì Vita di Galileo.

Tra il 1942 e il 1945 scrisse il dramma Le visioni di Simona Machard e il dramma Schweyk nella seconda guerra mondiale. Nel 1946 scrisse la seconda redazione della Vita di Galileo.

 

[modifica] Berliner Ensemble

Accusato di avere opinioni comuniste, il 30 ottobre 1947 fu interrogato dallo House Committee on Un-american Activities. Il giorno successivo, durante la prima di Vita di Galileo a New York, fuggì a Zurigo, dove rimase per un anno (l'ingresso in Germania gli fu proibito) e mise in scena "Antigone di Sofocle" tragedia da lui scritta e ispirata a quella sofoclea. Tre anni dopo ottenne la cittadinanza austriaca.

Nel 1948 ritornò a Berlino Est insieme alla moglie, Helene Weigel, dove fondò il teatro Berliner Ensemble che diventò una delle più importanti compagnie teatrali europea e si dedicò soprattutto alla attività di regista. Completò il dramma I giorni della Comune.

 

[modifica] Gli ultimi anni

Statua raffigurante Brecht

Nel 1953 assistette all'insurrezione degli operai di Berlino e scrisse una lettera in cui difendeva il partito comunista. Scrisse le poesie Elegie di Buckow.

Gli anni successivi lo videro impegnarsi molto per il teatro. Alcune rappresentazioni in città europee gli crearono delle tensioni con i vertici del partito SED (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands). Alcuni suoi pezzi teatrali furono rifiutati.

Nel 1956 Brecht era da tempo in cattive condizioni di salute. All'inizio di maggio si era fatto ricoverare all'Ospedale della Charitè per curare i postumi di un’influenza da virus. Morì il 14 agosto a causa di un infarto cardiaco. Alla sera, alle sei, perse conoscenza, poco prima di mezzanotte morì.

Secondo la sua volontà, Brecht fu seppellito senza cerimonie nel cimitero di Dorothenfriedhof, che si scorgeva dalle finestre della sua abitazione. Là giace in un angolo adiacente la strada, di fronte alle tombe di Hegel e di Fichte, sotto una pietra dai contorni irregolari, che porta incise soltanto le lettere del suo nome: Bertolt Brecht.

Il 17 agosto alle nove del mattino ebbero luogo i funerali in forma strettamente privata. La famiglia, i collaboratori più stretti, come pure gli amici Hanna Eisler, Erich Engel, J. Becher accompagnarono il feretro alla tomba. Alla tomba, al cimitero lì vicino, per giorni si poté osservare un continuo andirivieni. Accanto alla tomba di Brecht ora riposano le persone che gli hanno voluto bene e che hanno lavorato con lui: la moglie Helene Weigel, Elisabeth Hauptmann, Ruth Berlau, Kurt Engel, Gaspar Neher.

 

[modifica] Opere

 

[modifica] Altri progetti

 

[modifica] Collegamenti esterni

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COMUNICATO STAMPA


Il 28 giugno al Piccolo Teatro Studio va in scena
Rose d’autunno, un’antologia delle opere di Cechov

Gli allievi del Piccolo diventano professionisti

Saggio finale del Corso “Bertolt Brecht” della Scuola diretta da Luca Ronconi

Secondo appuntamento, sabato 28 giugno, con la rassegna “Casa delle Scuole di Teatro”: la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Luca Ronconi presenterà Rose d’autunno, un'antologia di brani tratti da alcuni dei testi più celebri di Anton Cechov: Zio Vanja, Il giardino dei ciliegi, Le tre sorelle, Il gabbiano. Quattro opere che hanno fatto la storia del teatro, pagine immortali riunite sotto un unico titolo tratto dal III atto di Zio Vanja. Cechov, autore da sempre protagonista del terzo anno di studi della Scuola di Teatro del Piccolo, diventa il "banco di prova" per gli allievi del corso “Bertolt Brecht” che in questa occasione affrontano lo spettacolo conclusivo del loro ciclo di studi sotto il coordinamento didattico e registico di Enrico D'Amato. Lo spettacolo sarà in scena fino al 30 giugno. La Scuola del Piccolo Teatro sarà protagonista della rassegna anche nei giorni successivi con le rappresentazioni di Opera Seria di Ranieri de’ Calzabigi per la regia di Luca Ronconi (ripresa da Emanuele De Checchi), il 3 e 4 luglio, e di Futur…azione a crepapelle per la regia di Emanuele De Checchi, il 10 e 11 luglio. La Casa delle Scuole di Teatro proseguirà fino all’ 11 luglio spaziando da Sofocle alla poetica futurista nelle rappresentazioni delle sei scuole partecipanti: oltre alla Scuola del Piccolo e alla Scuola di Teatro dell’Università di Toronto (University of Toronto – College Drama Program), la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, la Shanghai Theatre Academy, l’Università di Cinema e Teatro di Budapest e la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. Un approfondimento sul tema del Futurismo sarà affidato allo spettacolo di Luigi Maio Vespe d’Artificio (in collaborazione con la Fondazione Mazzotta), con un’introduzione sul tema di Gabriele Mazzotta. La Masterclass è dedicata agli studenti universitari e alle scuole di teatro.

LA SCHEDA

Teatro Studio (Via Rivoli 6 – M2 Lanza) - dal 28 al 30 giugno 2008, ore 18.00
Rose d’Autunno
da Anton Cechov, regia Enrico D’Amato, scene e costumi Luisa Spinatelli, luci Claudio De Pace

Il Gabbiano
di Anton Cechov, traduzione Angelo Maria Ripellino

Personaggi Interpreti
Irina Akràdina, attrice Marcella Favilla
Kostantin, suo figlio Gabriele Falsetta
Piotr Sorin, fratello di Irina Riccardo Ripani
Nina Clio Cipolletta
Sciamraiev, amministratore di Sorin Paolo Garghentino
Polina, sua moglie Laura Dell’Albani
Mascia, loro figlia Caterina Bajetta, Francesca Puglisi
Borìs Trigorin, scrittore Ivan Alovisio
Dorn, medico Eugenio Olivieri
Miedvièdienko, maestro di scuola Fabrizio Martorelli

Zio Vanja
di Anton Cechov, traduzione Angelo Maria Ripellino

Personaggi Interpreti
Alexandr Sieriebriakòv, professore in pensione Ettore Colombo
Elena, sua moglie Elisabetta Fusari
Sonia, figlia di primo letto di Sieriebriakòv Stella Piccioni
Zio Vanja Andrea Luini
Maria, sua madre Silvia Pietta
Astrov, medico Gabriele Falsetta
Ilià Tielieghin, possidente caduto in miseria Luca Nucera
Marina, vecchia balia Marcella Favilla

Il Giardino dei Ciliegi
di Anton Cechov, traduzione Luigi Lunari, Giorgio Strehler

Personaggi Interpreti
Liubòv Ranièvskaia, possidente Silvia Pernarella
Ania, sua figlia Clio Cipolletta
Varia, sua figlia adottiva Caterina Bajetta, Francesca Puglisi
Leonìd Gaiev, fratello di Liubòv Andrea Germani
Lopachin, mercante Andrea Coppone, Paolo Garghentino
Piotr Trofimov, studente Ettore Colombo
Simeonov Pistcik, possidente Fabrizio Martorelli
Charlotta, governante Nicol Quaglia
Iepichodov, contabile Luca Nucera
Duniascia, cameriera Laura Dell’Albani
Firs, vecchio maggiordomo Riccardo Ripani
Iascia, cameriere Andrea Coppone, Paolo Garghentino
Un viandante Emanuele Banchio

Tre Sorelle
di Anton Cechov, traduzione di Gerardo Guerrieri

Personaggi Interpreti
Andrei Prosorov Andrea Luini
Natasha, sua moglie Beatrice Niero
Olga, sorella di Andriei Silvia Pietta
Mascia, sorella di Andrei Silvia Degrandi
Irina, sorella di Andrei Camilla Semino Favro
Fiodor Kulighin, professore di ginnasio, marito di Mascia Giuseppe Sartori
Vierscìnin, colonnello Ivan Alovisio
Nicolai Tusenbach, barone, ex tenente Nicola Mingarelli
Solioni, capitano Eugenio Olivieri
Ivan Cebutykin, ufficiale medico Andrea Germani
Fedotik, sottotenente Luca Nucera
Ferapònt, vecchio usciere del consorzio Emanuele Banchio
Anfisa, vecchia balia Laura Dell’Albani

Foto di scena Attilio Marasco

Orari: ore 18 – 23.30 con un intervallo di un’ora
Informazioni e prenotazioni: zanolir@piccoloteatromilano.it ; tel 0272333405

CALENDARIO


Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Strehler, retropalco - 3 luglio, ore 15.30 e 19.30; 4 luglio, ore 16.00
Opera Seria
di Ranieri de’ Calzabigi, regia di Luca Ronconi (ripresa di Emanuele De Checchi)

Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi
Teatro Studio - 2 luglio, ore 19.30 (I parte); 4 luglio ore 19.30 (II parte )
2010. Il Futuro del futuro del Futurismo
I parte: danza, musica e figure - II parte: teatro

Shanghai Theatre Academy
Teatro Strehler, retropalco - 6 luglio, ore 16.00; 7 luglio, ore 19.30; 8 luglio, ore 16.00
Heavenly Kindness and Han
testo originale ispirato all’Antigone di Sofocle

Università di Cinema e Teatro, Budapest
Teatro Studio - 6 luglio, ore 19.30; 7 luglio, ore 16.00
Vuotami il pitale
studio su Shakespeare, regia di Gàbor Zsàmbéki

Teatro Studio - 8 luglio 2008, ore 20.30
Vespe d'Artificio
Il futurismo da Stravinskij a Petrolini
opera da camera scritta e musicata da Luigi Maio
con Luigi Maio, al pianoforte Enrico Grilletti

Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova
Teatro Strehler, retropalco - 9 luglio, ore 19.30; 10 luglio, ore 16.00
Ivona, Principessa di Borgogna
di Witold Gombrovicz, regia di Anna Laura Messeri

Scuola del Piccolo Teatro di Milano
Teatro Studio - 10 e 11 luglio, ore 19.30
Futur…azione a crepapelle
regia di Emanuele De Checchi
Bertold Brecht nasce nel 1898 ad Augsburg (Baviera) da famiglia benestante (è il figlio, infatti, dell'amministratore delegato di un'importante impresa industriale).
Compie a Monaco le prime esperienze teatrali, esibendosi come autore-attore: il suo esordio è fortemente influenzato dall'Espressionismo.

Presto aderisce allo schieramento marxista e sviluppa la teoria del "teatro epico" secondo cui lo spettatore non deve immedesimarsi durante la rappresentazione, ma deve cercare di mantenere una distanza critica, allo scopo di riflettere su quello che vede in scena. Da parte dell'autore, invece, canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata devono essere utilizzate per creare un effetto di straniamento, un distacco critico.

Nel 1928 raggiunge un grande successo con la rappresentazione della ''Opera da tre soldi'', rifacimento del celebre dramma popolare inglese del ?700 di J. Gay (la cosiddetta "Beggar's Opera").
I personaggi principali sono il re dei mendicanti che ne organizza il "lavoro" come un affare qualsiasi (e da cui ricava notevoli compensi), il criminale senza scrupoli Mackie Messer, che in fondo è un esempio di rispettabilità borghese, e il capo di polizia, un tipo marcio e corrotto.

Brecht inscena qui una rappresentazione spettacolare, ricca di colpi di scena, con bellissime e graffianti canzoni e ballate scritte da Kurt Weill (che diventeranno tra le più celebri della sua eclettica produzione di compositore). In quest'opera, la differenza tra criminali e persone rispettabili sparisce del tutto, i soldi rendono tutti uguali, cioè corrotti. Critico nei confronti della società del tempo, Brecht aderisce come detto al marxismo e nel 1933, quando sale al potere il nazismo, è costretto a lasciare la Germania.

Peregrina per 15 anni attraverso molti paesi ma dopo il 1941 si stabilisce negli Stati Uniti. Alla fine del conflitto mondiale, diventato sospetto alle autorità americane per le sue polemiche politiche e sociali, lascia gli Stati Uniti e si trasferisce nella Repubblica Democratica Tedesca, a Berlino, dove fonda la compagnia teatrale del ''Berliner Ensemble'', tentativo concreto di realizzare le sue idee. In seguito, l'"ensemble" diventerà una delle più affermate compagnie teatrali. Nonostante le sue convinzioni marxiste, comunque, è spesso in contrasto con le autorità della Germania dell'est.

Brecht è autore di numerose poesie che possono considerarsi tra le più toccanti della lirica tedesca novecentesca. La sua scrittura poetica è diretta, vuole essere utile, non ci porta in nessun mondo fantastico o enigmatico. Eppure ha un fascino, una bellezza a cui è difficile sottrarsi.

L'Enciclopedia Grazanti della Letteratura scrive, a proposito: "Anche l'opera di Brecht lirico, forse anche più alta di quella teatrale, ha le sue radici nel linguaggio drammatico; e per questo è tanto spesso monologo, ballata, Lied. Ma è anche urto di affermazioni, dialettica abbreviata. Più la parola è nuda, corrente, oltraggiosamente "prosastica", più riceve dalla violenza dell'illuminazione cui è sottoposta la capacità di giungere all'incandescenza.

Muore a Berlino nel 1956.


«Esitare va bene, se poi fai quello che devi fare.»

Berthold Brecht

«Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra i due punti, può essere una linea curva.»

Berthold Brecht

«Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.»

Berthold Brecht
 ______________________________________Stagione 2005/2006
www.piccoloteatro.org


BERTOLT BRECHT AL PICCOLO
Nella stagione 2005/2006 Brecht “riparte” dal Piccolo con tre produzioni.


Dopo il grande successo di Milva, che ha aperto la “stagione brechtiana” interpretando magistralmente le liriche e i songs del maestro tedesco per la regia di Cristina Pezzoli, Robert Carsen, regista a suo agio sui palcoscenici internazionali dell’opera lirica, della prosa e del musical, mette in scena il suo primo Brecht con Madre coraggio, protagonista Maddalena Crippa.


Al Teatro Studio, per il pubblico più giovane, dal 10 febbraio prossimo, Visioni di Galileo, spettacolo per le scuole di Maximilian Mazzotta che si avvale di un linguaggio multimediale per approfondire il rapporto tra teatro e scienza ispirandosi a Vita di Galileo. Un percorso nel testo del drammaturgo tedesco per indagare l’universo interiore di Galileo-Brecht alla scoperta della natura del cosmo e del teatro.
____________________

DA GIOVEDI’ 12 GENNAIO AL TEATRO STREHLER
MADRE CORAGGIO E I SUOI FIGLI DI BERTOLT BRECHT

REGIA DI ROBERT CARSEN

Giovedì 12 gennaio, al Teatro Strehler, ore 20.30, Madre Coraggio e i suoi figli, di Bertolt Brecht, traduzione Roberto Menin, musiche Paul Dessau, regia di Robert Carsen.

Le scene sono di Radu Boruzescu, costumi Miruna Boruzescu, luci Robert Carsen e Peter van Praet, drammaturgia Ian Burton, suono Steven Brown.



Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa.



Brecht al Piccolo Teatro nel cinquantesimo anniversario della sua morte (agosto 1956) e del primo allestimento italiano dell’Opera da tre soldi firmato da Giorgio Strehler, supera l’occasione celebrativa. Come afferma Sergio Escobar, Brecht in questa stagione “riparte dal Piccolo” e fa convergere il passato con il presente e una visione del futuro.

Integrando idealmente questi tre piani, la nuova produzione di Madre Coraggio e i suoi figli firmata da Robert Carsen, regista cosmopolita, a suo agio con i diversi linguaggi della scena, per la prima volta impegnato in una regia brechtiana, contribuisce a dare senso pieno a quella “memoria del futuro” cui si ispira il lavoro recente del Piccolo.

Opera con cui Brecht inaugurò il Berliner Ensemble, con Helene Weigel nel ruolo della protagonista, Madre Coraggio e i suoi figli, tra i testi più rappresentati e discussi del corpus brechtiano centrato sulla figura della vivandiera Anne Fierling durante la Guerra dei Trent’Anni, ha rappresentato, dalle sue prime messe in scena, un campo di indagine e di proiezioni spesso contrastanti sul valore simbolico della protagonista e del testo.



“Credo che il ruolo di Madre Coraggio e la sua concezione da parte di Brecht siano una questione molto complessa - dichiara Robert Carsen- Madre Coraggio è una donna che si trasforma, che cambia a seconda del suo interlocutore e delle situazioni. Brecht voleva senza dubbio un personaggio negativo e il nome scelto è molto ironico. Madre Coraggio è una sopravvissuta, ma non si chiede mai se sia sensato sopravvivere in un mondo di guerra come il suo. E’ ossessionata nihilisticamente dalla sopravvivenza.”



E aggiunge:



“La scrittura di Brecht è molto interessante in tal senso, l’autore non voleva, come sappiamo, che il pubblico si identificasse nel personaggio o si commuovesse. Dopo la prima rappresentazione si accorse, tuttavia, che avveniva esattamente il contrario. Brecht ha dunque voluto riscrivere il testo cercando di cancellare, togliere, annullare l’aspetto emozionale, ma non vi è riuscito. Il ‘bisogno’ di Madre Coraggio, il suo istinto di sopravvivenza, è così forte che diventa coinvolgente. L’emozione rimane, perché questo elemento in lei è così dominante che neanche Brecht riesce a cancellarlo. Questo è paradossale e interessante”.

“Penso che ci siano molte questioni ad aver motivato Brecht nella scrittura di Madre Coraggio – prosegue il regista - forse questo testo è prima di tutto contro il capitalismo che contro la guerra. Madre Coraggio è di grande attualità in un momento, come quello presente, in cui la maggior parte delle guerre si combattono per motivi economici. Ed è molto moderno, è un testo aperto, frammentato, ci sono molte scene su cui si può lavorare, strane, inspiegabili, senza veramente un fine, quasi assimilabili al teatro dell’assurdo. Forse perché è la guerra stessa ad essere assurda”.



In scena, in ordine di locandina, Maddalena Crippa – nel ruolo di Madre Coraggio - Stefania Guliotis, Tommaso Minniti, Alberto Onofrietti, Leonardo De Colle, Francesco Cordella, Sergio Leone, Enzo Giraldo, Carlo Valli, Giorgio Bongiovanni, Milvia Marigliano, Francesco Colella, Franco Maino, Stefano Moretti, Anna Priori. Completano il cast, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Angelo Campolo, Gabriele Ciavarra, Mirko Ciotta, Giorgio Consoli, Luigi Di Pietro, Tiziano Ferrari, Luca Fiorino, Michele Giaquinto, Matteo Romoli, Giorgio Sangati, Jacopo Veronese, Emilio Zanetti.



Lo spettacolo è in programma al Teatro Strehler fino a domenica 26 febbraio.



Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.

Lunedì riposo.

Mercoledì 18 gennaio e 15 febbraio, giovedì 23 febbraio ore 15 (pomeridiana per le scuole)

e ore 20.30



Prezzi: platea 29,50 euro – balconata 23,50 euro



Per informazioni e prenotazioni: tel. 02 72 333 222 - www.piccoloteatro.org

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Madre Coraggio e i suoi figli

di Bertolt Brecht

traduzione Roberto Menin

musiche Paul Dessau



regia Robert Carsen

drammaturgia Ian Burton

scene Radu Boruzescu

costumi Miruna Boruzescu

luci Robert Carsen e Peter van Praet

suono Steven Brown


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Madre Coraggio Maddalena Crippa

Kattrin, sua figlia muta Stefania Guliotis

Eilif, il figlio maggiore Tommaso Minniti
Schweizerkas, il figlio minore Alberto Onofrietti

L’arruolatore Leonardo De Colle

Il sergente Francesco Cordella

Il cuoco Sergio Leone

Il comandante Enzo Giraldo

Il cappellano Carlo Valli

Il capo dell’armeria Giorgio Bongiovanni

Yvette Pottier Milvia Marigliano

L’uomo con la benda Leonardo De Colle

Un maresciallo Francesco Colella

Il vecchio colonnello Franco Maino

Uno scrivano Francesco Cordella

Un giovane soldato Stefano Moretti

Un soldato più anziano Leonardo De Colle

Un contadino Enzo Giraldo

La moglie del contadino Anna Priori

Il giovane Stefano Moretti

La vecchia Anna Priori

L’alfiere Francesco Colella

Un soldato Leonardo De Colle

Contadino Franco Maino

Contadina Anna Priori

Un giovane contadino Stefano Moretti

Contadini Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella, Enzo Giraldo

Soldati, contadini e altro Marco Brinzi, Fausto Cabra, Angelo Campolo, Gabriele Ciavarra, Mirko Ciotta, Giorgio Consoli, Luigi Di Pietro, Tiziano Ferrari, Luca Fiorino, Michele Giaquinto, Matteo Romoli, Giorgio Sangati, Jacopo Veronese, Emilio Zanetti






“Ferma i tamburi” di Paul Dessau è arrangiata da Marlene Kuntz

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Ian Burton
Drammaturgia



Scrittore e drammaturgo, Ian Burton ha pubblicato sei volumi di poesia – Liberty of the Clink, Book of Poems, Koto, Play Song, Tying To Get To The Island By Night e Deranging Angels. Il settimo, The Sound of Light, The Colour of Time è in preparazione. E’inoltre autore di una serie di testi teatrali in versi – Genruko Kabuki, The Lovers Exile, Chikamatsu, Shunkan, The Subscription List, prodotti e trasmessi da BBC3 e BBC World Service. Sempre per la BBC Radio, ha scritto una pièce dedicata a Henry Pourcell, Mask, e nel 1998, un secondo lavoro dedicato a Poulenc, The Foot of the Cross or the Muzzle of a Gun.

Burton è inoltre regista di teatro musicale, critico e autore di testi teatrali, tra cui Entering the Whirlpool, Rokumeikan, traduzione e adattamento dell’opera di Mishima,una trilogia ispirata alla tradizione giapponese Amijima, The Love Suicides of Sonezaki, The Courier on the Road to Hell, Men’s Doubles.

Nel 1999 ha curato per l’Opera Fiamminga la regia del suo adattamento dell’Oberon di Weber, basato sul testo originale inglese, direzione musicale di Marc Minkowski, e, nello stesso anno, ha collaborato con Jan Fabre per la sua produzione The Fin Comes a Little Earlier this Siecle.

In veste di drammaturgo, negli ultimi diciotto anni, Burton ha stabilmente collaborato con Robert Carsen.




Radu Boruzescu
Scene



Scenografo di opera, teatro e cinema, Radu Boruzescu ha firmato le scene di alcuni degli spettacoli più acclamati di Robert Carsen, dal Fidelio di Beethoven, per il Maggio Musicale Fiorentino, vincitore del Premio Abbiati nel 2003, al Trittico rossiniano per l’Opera delle Fiandre, dal Riccardo III di Battistelli, sempre per l’Opera delle Fiandre, al Gianni Schicchi di Puccini per il Grand Théâtre del Lussemburgo. Firmerà inoltre le scene per la nuova produzione della Salomé di Strauss in scena al Teatro Comunale di Firenze dal prossimo aprile. Sempre per la regia di Robert Carsen ha curato la scenografia dei due recital di Ute Lemper, Nomade e Café Apocalypse. Tra i suoi allestimenti teatrali, ricordiamo Chantecler di Ronstand, regia di Lucet, al Teatro romano di Fourvière a Lione, Le maître de Go di Kawabata, regia di Lucet, Lulu di Wedekind per la regia di Claude Régy, Il gabbiano di Checov, per la regia di Lucien Pintilie, Guthrie Theatre di Minneapolis, premio Kuros della Critica. Sempre in collaborazione con Pintilie, Boruzescu ha firmato le scene per Danza Macabra, (Théâtre de la Ville), Anatra selvatica di Ibsen (Guthrie Theater, Minneapolis), Il giardino dei ciliegi di Cechov (Arena Stage – Washington), Tartufo di Molière (Arena Stage – Washington), Nel fondo di Gorkij al Théâtre de la Ville di Parigi.

Tra le regie liriche Così fan tutte (Opera di Colonia, regia Ciulei), Il flauto magico (Festival di Aix en Provence), Il giocatore di Prokofiev, (regia Ciulei, Maggio Musicale Fiorentino), Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk di Schostackovich (Festival dei due mondi di Spoleto), Falstaff (inaugurazione della nuova Opera di Amsterdam, regia di Ciulei).






Miruna Boruzescu
Costumi



Miruna Boruzescu ha firmato i costumi di molte importanti produzioni internazionali, di prosa lirica e cinema. Ha collaborato con Robert Carsen per il Trittico pucciniano all’Opera delle Fiandre di Anversa, per il Fidelio del Maggio Musicale fiorentino (Premio Abbiati 2003), per il Gianni Schicchi di Puccini (Grand Théâtre del Lussemburgo), Il Trovatore di Verdi (Festival di Bregenz), il Riccardo III di Battistelli (Opera delle Fiandre) e per la Salomé di Strauss, nuova produzione per il Maggio Fiorentino, in scena dal prossimo aprile. Ha inoltre curato i costumi dei due recital di Ute Lemper, Nomade e Café Apocalypse, sempre per la regia di Robert Carsen. Per il teatro, tra i molti lavori, Anfitrione di Von Kleist, regia di Samorai per la Schauspielhaus di Dusseldorf, La traversée de l’empire di Arrabal, Théâtre National de la Colline, ha collaborato con il regista Lucien Pintilie per L’anatra selvatica di Ibsen, (The Guthrie Theater, Minneapolis), Il giardino dei ciliegi (Arena Stage Washington), Danza Macabra di Strindberg (Théâtre de la ville), Questa sera si recita a soggetto di Pirandello (Théâtre de la ville) Il gabbiano di Cechov (Guthrie Theatre di Minneapolis, premio Kuros della Critica).

Tra le regie liriche, Così fan tutte (Opera di Colonia, regia Ciulei), Adelson e Savini (regia Ionesco, Teatro Bellini di Palermo), Flauto Magico (regia Riber, Opera di Bonn).



Peter Van Praet
Luci



Peter Van Praet ha diretto il dipartimento di illuminotecnica dell’Opera delle Fiandre, dove, dal 1991, ha collaborato a tutte le opere messe in scena da Robert Carsen.

Sempre con Carsen, inoltre, Peter Van Praet ha realizzato le luci di Jenufa, Cunning Little Vixen, Katia Kabanova e la prima mondiale di Riccardo III di Giorgio Battistelli, Rusalka e Capriccio a Parigi, Fidelio ad Amsterdam e Firenze, Boreades di Rameau a Parigi e New York, Tosca e A Midsummernights Dream al Liceu di Barcellona, Der Rosenkavalier a Salisburgo, La Traviata per la riapertura del Teatro La Fenice a Venezia ed Elektra a Tokyo.

Ha inoltre lavorato con Pierre Audi per Les Troyens, Alcina e Zoroastre e con Carlos Wagner per Powder Her Face e per le due Salomé, di Strauss e di Mariotte, realizzate per l’Opéra di Montpellier.

Tra i suoi progetti futuri con Robert Carsen, Orfeo ed Euridice per la Lyric Opera di Chicago, Katia Kabanova alla Scala di Milano e Salomé per il Maggio Musicale di Firenze.



Steven Brown
Suono



Steven Brown, sound designer, ha lavorato sui palcoscenici di tutto il mondo. Tra le sue recenti collaborazioni per la Royal Shakespeare Company, Richard III, regia di Sam Mendes; Measure for Measure e The Blue Angel di Trevor Nunns. Come ingegnere del suono residente al National Theatre tra le molte produzioni curate, Sweeney Todd, The Wind in the Willows and Leave Taking. Tra i lavori per il Teatro West End, Lady Windermere’s Fan, Animal Crackers and Burning Issues. Come curatore del suono per la Royal Exchange Theatre Company di Manchester, Brown ha firmato 65 produzioni, tra cui, Sex, Chips and Rock n’ Roll di Harvey, Anthony and Cleopatra; Playboy of the Western World; Twelfth Night; Cold Meat Party; The Seagull; Othello; American Buffalo; Uncle Vanya; Les Blancs; Snake in Fridge; Ghosts; Peer Gynt; An Experiment with an Airpump; The Road to Mecca e Miss Julie. Ha recentemente firmato il design sonoro per Nathan the Wise, Hampstead Theatre, Londra. Steve Brown insegna inoltre alla Royal Academy of Dramatic Arts di Londra.
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Robert Carsen


Nato in Canada, Robert Carsen si è formato alla professione d’attore alla York University di Toronto poi al Old Vic Theatre School di Bristol, per poi dedicarsi alla regia, dapprima come assistente al Festival di Spoleto, Glyndebourne Festival Opera, Covent Garden, poi come regista lirico, conteso dai maggiori Teatri e Festival internazionali, ma anche autore di regie di prosa e musical.



Fondamentale per la sua carriera, nel 1986, l’incontro con Hugues Gall allora direttore del Grand Théâtre di Ginevra e successivamente sovrintendente all’Opéra di Parigi. Dopo aver assistito alla Finta giardiniera di Mozart al Camden Festival di Londra, Gall commissiona al giovane Carsen il Mefistofele di Boito che ottiene uno strepitoso successo, anche nella successiva tournée negli Stati Uniti.



Tra le altre regie firmate per il Grand Théâtre di Ginevra, I Capuleti e i Montecchi di Bellini, il Lohengrin di Wagner e il Faust di Gounod. Successivamente, l’Opera delle Fiandre commissiona a Carsen un “ciclo” pucciniano, la cui tournée tocca, tra le altre grandi sedi operistiche, Parigi, Ginevra, Dusseldorf, Amburgo, Barcellona e Tokio, e un “ciclo” Janacek (la sua produzione di Katya Kabanova sara presentata alla Scala nel marzo 2006). Per l’Opera di Cologna cura la regia della trilogia shakespeariana di Verdi (Macbeth, Otello e Falstaff), e una nuova edizione del Tetralogia di Wagner, completata nel 2003 (a fine gennaio 2006, la sua produzione di Walkyrie avvia la ripresa di questa Tetralogia al Teatro La Fenice di Venezia).



Il suo percorso di regia lirica prosegue sui maggiori palcoscenici mondiali tra cui l’Opéra di Parigi (Manon Lescaut, Les Contes d’Hoffmann, Alcina, Rusalka, Les Boréades, Capriccio) il Metropolitan di New York (Eugene Onegin e Mefistofele ), l’Opera di Vienna ( Jérusalem, Die Frau Ohne Schatten, Manon Lescaut), il Festival di Salisburgo (Der Rosenkavalier, 2004), il Festival di Aix en Provence, (A Midsummer Night’s Dream di Britten, Orlando e Semele di Handel, e il Flauto Magico di Mozart ), inaugura nel 2005 il nuovo Festival di Primavera di Tokio (Elektra), ecc.



In Italia, Carsen cura la regia di una memorabile edizione dei Dialogues des Carmelites alla Scala di Milano nel 2000 (ripresa nel 2003), per cui riceve il Premio Abbiati della Critica, riconfermato succesivamente nel 2003 per la sua regia di Fidelio, firmata per il Maggio Fiorentino. Si deve inoltre a Robert Carsen la regia della Traviata, con cui, nel 2004, è “rinato” il Teatro La Fenice di Venezia.



Accanto alla lirica, Carsen mantiene viva l’attenzione per il teatro di prosa, tra i cui allestimenti si ricordano il newyorkese Rosenkrantz and Guildenstern are Dead di Tom Stoppard e Lady Windermere’s Fan di Wilde per l’Old Vic di Bristol, e per altri generi, come il musical, curando la regia di The Beautiful Game (prima mondiale a Londra) e di Sunset Boulevard (tournée in Inghilterra) di Andrew Lloyd Webber e di Nomade, spettacolo che Carsen ha ideato e diretto per Ute Lemper al Théâtre du Châtelet di Parigi.



Nella stagione 2005/2006 Robert Carsen firma la sua prima regia per il Piccolo Teatro di Milano con Madre Coraggio di Brecht in scena al Teatro Strehler dal 12 gennaio 2006.

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Brecht nella storia del Piccolo Teatro


L’opera da tre soldi L’anima buona di Sezuan
regia Giorgio Strehler regia Giorgio Strehler

1955-56; 1972-73 1957-58; 1980-81; 1995-96



Schweyk nella seconda guerra mondiale L’eccezione e la regola
regia Giorgio Strehler regia Giorgio Strehler

1960-61 1961-62; 1995-96



Vita di Galileo Poesie e canzoni
regia Giorgio Strehler 1964-65

1962-63



Io, Bertolt Brecht Il processo di Giovanna d’Arco a Rouen - 1431

regia Giorgio Strehler di Anna Seghers, adattamento di Bertolt Brecht

1966-67 regia Klaus Michael Grüber

1967-68



Santa Giovanna dei macelli Io, Bertolt Brecht n. 2
regia Giorgio Strehler regia Giorgio Strehler

1970-71 1974-75



La storia della bambola abbandonata Io, Bertolt Brecht n. 3: essere amici al mondo
di Bertolt Brecht, Alfonso Sastre, regia Giorgio Strehler

Giorgio Strehler 1979-80

regia Giorgio Strehler

1976-77; 1994-95



Il precettore Milva canta Brecht

di Jakob Lenz regia di Giorgio Strehler

adattamento di Bertolt Brecht 1984-85

regia Enrico D’Amato

1982-83



Chi dice sì, chi dice no Madre Coraggio di Sarajevo
di Bertolt Brecht di Bertolt Brecht, Giorgio Strehler

regia Lamberto Puggelli a cura di Carlo Battistoni

1987-88 1995-96



Milva canta un nuovo Brecht: Le nozze dei piccolo borghesi
non sempre splende la luna regia Carlo Battistoni

regia Giorgio Strehler 1995-96

1995-96



Lux in tenebris Quanto costa il ferro
regia Carlo Battistoni regia Giorgio Strehler

1995-96 1995-96



Scene da Terrore e miseria Milva canta Brecht
del Terzo Reich regia Cristina Pezzoli

regia Giorgio Strehler 2005-06

1995-96