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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Brasile Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Brasile&action=history BrasileDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.514.876 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale. Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù. Comprende 26 stati e un distretto federale. Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).
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Storia
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Popoli precolombianiPrima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto
primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo
la costa che nell'interno.
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Scoperta e colonizzazioneI portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare.
Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero
coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie,
. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono
francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione. Nel 1533 re Giovanni III del Portogallo adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile,
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Governatorato portogheseGiovanni III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.
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Passaggio alla SpagnaNel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo, che s'estese sino al 1640; durante questo periodo i coloni poterono difendersi solo con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, dotato di un'efficiente organizzazione politica e militare. I coloni di origine portoghese si armarono per opporsi all'invasione olandese, inducendo il governo olandese ad inviare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni sembrò aver successo, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria e fu costretto a dimettersi. Il dominio spagnolo ebbe come conseguenza la crescita della coscienza nazionale tra i portoghesi che tornarono ad occuparsi delle proprie colonie con rinnovato impegno. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo, costituitisi in squadroni denominati "Bandeirantes" (portatori di bandiera) si diedero alla rapace ricerca di nuove ricchezze e ad una feroce campagna di sterminio e schiavizzazione degli indios per sfruttarli come mano d'opera nelle le loro piantagioni.
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Ritorno al PortogalloUn conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le popolazioni di Rio de Janeiro e di Bahia penetrarono al centro e al nord, attirati dall'oro e dalle pietre preziose. Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel 1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme preziose. Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763). Aleijadinho: Cappella del Terz'Ordine Francescano, Ouro Preto (Minas Gerais) Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente, ma fu duramente repressa.
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Riparo dei reali portoghesi in BrasileNel 1808, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti si rifugiarono in Brasile, a Rio de Janeiro. Qui il reggente Giovanni VI svincolò le industrie dai limiti e dai controlli di cui erano gravati ed aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile e calmando gli interessi indipendentistici. Nel 1816 conquistò anche l'attuale Uruguay, che divenne una provincia brasiliana.
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IndipendenzaCaduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, a cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose, sostenuto dall'intera popolazione, e il 7 settembre 1822 proclamò l'indipendenza del Brasile. Represse però le intenzioni liberali dei suoi sudditi e fece redigere una costituzione di tipo paternalistico, in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere (una di nomina imperiale e una popolare) del parlamento in qualsiasi momento. Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza. Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhão) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860). Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile. São Paulo è la più grande città brasiliana
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RepubblicaIl contrasto tra il nord, retrogrado e sonnolento, e il sud, liberale e attivo, determinò forti problemi politici. Nel sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza e, dopo essersi inimicato esercito e clero, continuò ad appoggiarsi ai coltivatori del nord ed ai conservatori, finché nel 1871 la situazione precipitò. A San Paolo venne costituito il Partito Repubblicano e fu abolita la schiavitù. Il 15 novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una repubblica. Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia. Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Morais e Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, portoghesi, tedeschi, spagnoli, etc).
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Prima guerra mondialeNel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale il Brasile era incontestabilmente la principale potenza dell'America latina, il governo brasiliano decise di restare neutrale, cambiando posizione solo all'ingresso nella guerra degli USA, schierandosi contro gli "Imperi centrali" (26 ottobre 1917) e dando un importante contributo alla vittoria delle forze alleate. Al termine della guerra, seguì un breve periodo di prosperità economica a cui ne subentrò uno di crisi. La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione portò il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.
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Seconda guerra mondialeAll'inizio della seconda guerra mondiale Vargas, in virtù del proprio regime populista e conservatore, tenne un atteggiamento ambiguo, non prendendo decisamente partito né per gli Alleati, né per l'Asse. Tuttavia, per effetto delle pressioni esercitate sul Brasile dagli Stati Uniti, desiderosi di allargare il fronte alleato e ostacolare le attività sottomarine e corsare tedesche effettuate nell'Atlantico meridionale, che affliggevano gravemente i traffici alleati, il presidente Vargas fu spinto a rompere le relazioni diplomatiche con i Paesi dell'Asse nel gennaio del 1942. Come conseguenza una ventina di navi mercantili brasiliane furono in breve tempo attaccate o colate a picco dagli U-Boot tedeschi. Tali attacchi provocarono profonda emozione nel Paese e il montare di un forte movimento di opinione pubblica a favore dell'entrata in guerra del Brasile a fianco degli Alleati. La dichiarazione di guerra contro Italia e Germania fu decisa nell'agosto 1942, ma rappresentò poco più che un atto formale, senza alcuna immediata rilevanza militare. Solo dopo lunghe trattative si giunse all'addestramento ed all'equipaggiamento - con il fondamentale aiuto statunitense - della FEB, Força Expedicionária Brasileira (Forza di Spedizione Brasiliana), che giunse in Italia non prima del 1944, andando ad operare nelle retrovie durante lo sfondamento della linea Gustav a Monte Cassino, senza tuttavia essere coinvolta in alcun combattimento importante. Il clima politico creato dall'entrata in guerra a fianco degli Alleati e, prima ancora, la propaganda - sostenuta attivamente da Washington e da Londra - volta a diffondere idee democratiche ed antifasciste al fine di far pendere la bilancia dell'opinione pubblica a favore di un intervento contro il nazifascismo, furono fatali al regime autoritario e populista di Vargas, che divenne impopolare. La contraddizione tra il combattere in Europa per il trionfo delle democrazie liberali e il mantenimento all'interno del regime sostanzialmente dittatoriale esplose alla fine della guerra e il 29 ottobre 1945 Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali. Nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista. Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954. Gli succede alla presidenza João Café Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il 21 aprile 1960). A Kubitschek succede Jânio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da João Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.
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Governi militariDopo un colpo di stato, il potere venne assunto dal generale Castelo Branco. Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Artur da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali. Viene sostituito alla presidenza da Emílio Garrastazu Médici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).
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Ritorno alla democraziaNel 1979 vengono ammessi più partiti alle competizioni elettorali, alla presidenza arriva João Baptista Figueiredo (1979-1985). Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti. La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.
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Storia recenteNel 1989
nacque il primo programma di protezione ambientale, ma l'inflazione tocca
il 1000%. Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004). L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999. Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula. Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.
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Geografia
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Geografia fisicaLa maggior parte del Brasile è costituito da uno zoccolo precambriano
inegualmente ricoperto da
rocce sedimentarie.
I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti. Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
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Morfologia
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AltopianiIl massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, raggiungono 3.000 m (Pico da Neblina 2.994 m), massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono metaforicamente più vari. Essi si innalzano dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le pande. In genere per questi altipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari (chapadas) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche. In altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato; qui si succedono delle sierras ben marcate e di uguale orientamento come la Sierra do Mar, la Sierra da mannera, la Sierra di maramao e la Sierra do spinacio, che toccano in media i 2.000 metri e che raggiungono le massime altezze con il Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km. Casa in Amazzonia
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Depressione amazzonicaLe pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle chapadas dell'altopiani brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predomino i terreni sedimentari cenozoici che lasciano il posto, intorno al massiccio guyanense ed all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest della Sierra do Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso in territorio brasiliano.
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IdrografiaIl Brasile è inserito nella rete dei due maggiori fiumi sudamericani, il Rio delle Amazzoni e il Paraná. Il resto raggiunge l'Atlantico tramite i fiumi che dall'altopiani scendono direttamente verso la costa. Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 km con l'Ucayali), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 km, offrendo un percorso sempre navigabile; il suo bacino idrografico copre più della metà dell'area del Brasile. L'enorme quantità d'acqua sfocia nell'Oceano Atlantico, in un esteso estuario. Principali affluenti sono: Madeira (3.350 km), Rio Negro (2.150 km), Xingù (2.000 km), Purus, Tapajós; il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni, soltanto la foce. Un altro importante fiume è il San Francisco (2.900 km), che scorre tra gli altipiani. Il Paraná sviluppa la parte elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre sulle sierre marginali, non lontano dalle coste atlantiche, con importanti affluenti (Paranaiba, Río Grande, Uguaçu, Uruguay; fuori dal suo confini, viene raggiunto dal Paraguay, che però nasce nell'altopiano del Mato Grosso. Dune e spiaggia di Genipabu, Natal (Rio Grande do Norte)
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ClimaIl Brasile rientra quasi per intero nell'area tropicale e questa tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua geografia per le incidenze che essa ha sul paesaggio oltre che sugli uomini e le loro attività. Vi sono peraltro diversità notevoli tra una regione e l'altra; si può iniziare da una prima distinzione riconoscendo un clima equatoriale umido nella regione amazzonica, uno subequatoriale nella fascia immediatamente a sud e un clima tropicale a due stagioni, più o meno piovoso, nel resto del paese, il cui settore più meridionale fa presentire il clima temperato (clima subtropicale). In quanto ai meccanismo che determinano il clima occorre tenere conto della conformazione del territorio, che è aperto, privo di formazioni Nella regione amazzonica. situata nella fascia delle convergenze intertropicali, tale apporto è dovuto agli alisei di nord-est e di sud-est, i cui effetti si sommano dando luogo alle condizioni di equatorialità che fanno di questa regione una delle più umide e piovose della Terra con valori annui di precipitazione che si aggirano sui 2.030 mm e con temperature quasi costanti di 26° C. Anche in Amazzonia vie è tuttavia una attenuazione delle piogge che si verifica nei mesi dell'inverno australe, cioè in corrispondenza della massima zenitazione del sole nell'emisfero boreale. In questa stessa stagione le superfici continentali tropicali sono dominate da formazioni anticicloniche che mantengono condizioni stabili e che rientrano perciò come fattori responsabili del clima a due stagioni di gran parte del Brasile. La stagione secca, che in Amazzonia è molto effimera e relativa, a sud di essa diviene marcata e si prolunga fino a sei mesi. Le precipitazioni si verificano massimamente nell'estate australe (novembre-marzo) e apportano intorno ai 1.500 mm annui di pioggia. Anche le temperature, specie nella parte interna, variano molto, con escursioni termiche annue sino a 7-8° C e con escursioni termiche giornaliere che raggiungono i 15° C sugli altopiani interni più meridionali. Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità, in quanto le scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umide atlantiche; si ha un clima di tipo monsonico con precipitazioni complessive che superano i 2.000 mm sui rilievi (4.524 mm nella Serra do Mar); tra Salvador e il Capo São Roque, le piogge cadono da marzo a settembre, cioè durante la stagione più fresca. Nell'interno degli stati del Nord-Est regna un clima semiarido.
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Temperatura e precipitazioni
Grafico climatico del Brasile - Temperature e precipitazioni
mensili
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Geografia umana
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PopolazioneGli indios rappresentano ormai una piccola percentuale, difficile da valutare. I gesuiti ne avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma i coloni portoghesi intrapresero contro di loro razzie. La lenta ma inesorabile penetrazione dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare la massa degli indios. Tuttavia la civiltà brasiliana deve molto agli indios, e il contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di coltura sono ancora quelli degli indios Tupí. Oggi metà della popolazione è di razza bianca, il resto è costituito da neri, mulatti, meticci, amerindi e asiatici (giapponesi, cinesi, coreani). Densità: 20 per km²
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Etnie
La popolazione brasiliana cambia nelle differenti regioni:
Índios brasiliane La maggioranza della popolazione brasiliana è di razza Bianca (53%), discendenti degli immigranti Portoghesi e al secondo posto discendenti degli Italiani. Dopo vengono i discendenti di Tedeschi, Spagnoli, Polacchi ed altri europei. I meticci sono inoltre un gruppo molto numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasiliani sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Índio+Bianco) e Cafuzo (Nero+Índio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci. La popolazione di Índios del Brasile è composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile sono terre di índios, che vivono nelle foreste del paese. La popolazione brasiliana di origine Asiatica è inoltre importante. Circa 2 milioni di Giapponesi e discendenti vivono nel Brasile. È la più numerosa popolazione Giapponese all'estero. La popolazione di origine Araba del Brasile è molto importante. Circa 15 milioni di Libanesi, Siriani e discendenti vivono nel Brasile. La maggioranza di loro è cristiana. Con circa 180 milioni di abitanti, il Brasile è il quinto Paese più popoloso del mondo. Grazie all'eccezionale estensione del suo territorio, la densità del Brasile si rivela decisamente bassa: solo 21 ab./kmq. La popolazione,tuttavia,risulta distribuita in modo fortemente squilibrato. GRUPPI (per origine): Portoghesi: 35 milioni circa; Italiani: 25 milioni circa; Spagnoli: 15 milioni circa; Arabi: 15 milioni circa; Tedeschi: 15 mlioni circa; Polacchi: 1,5 milioni circa; Francesi: 1,5 milioni circa; Giaponesi: 1,5 milioni circa; Olandesi: 1 milione circa; Indios: meno di 1 milione ; Neri (impossibile stabilire da quale odierno stato africano provenissero): 15 milioni; Meticci/Mulatti: 60 milioni circa
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Comunità italianaCirca 15% della popolazione brasiliana è di origine italiana (25 milioni di persone). È la più numerosa popolazione di origine italiana nel mondo. (Italo-brasiliano)
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ReligioneLa religione predominante è quella cattolica (74%), il che rende il Brasile il paese con il maggior numero di cattolici del mondo; assai più modeste percentuali praticano confessioni e culti tradizionali dei paesi d'origine (protestantesimo 15.4%, ortodossia, buddhismo, ebraismo, islamismo, ecc.) e gli indios delle foreste seguono ancora culti animistici.
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Geografia politicaIl Brasile è composto da 26 stati, più un distretto federale nel quale si trova la capitale.
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