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09/ago/2011 , ore 21:30 Stefano Bollani e i Visionari Versiliana Festival, Marina di Pietrasanta 
Tickets
Luglio Suona Bene 2009

STEFANO BOLLANI
“BOLLANI CARIOCA”

Stefano Bollani - pianoforte
Zè Nogueira - sassofoni
Marco Pereira - chitarra
Jorge Helger - contrabbasso
Jurim Moreira - batteria
Armando Marçal - percussioni
Nico Gori - clarinetto

VENERDÌ 17 LUGLIO CAVEA ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
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COMUNICATO STAMPA
con invito di pubblicazione Verbania, 15 luglio 2011

Musica Teatro Danza
nelle cave d’estrazione del Verbano Cusio Ossola
22 luglio 2011 – STEFANO BOLLANI

Inizio con il botto per la 5ª edizione di Tones on the Stones. Protagonista della serata inaugurale della rassegna è uno dei massimi esponenti del jazz italiano, Stefano Bollani, il pianista jazz italiano più conosciuto. In Italia, naturalmente, ma anche all’estero. Tanta fama è giustificata da quel particolare equilibrio fra virtuosismo e sensibilità, raffinatezza e intelligenza che lo caratterizzano. Perché Stefano Bollani, tante volte premiato e tante acclamato, non è semplicemente un Jazzman: è un compositore di livello e soprattutto un musicista a tutto tondo, che ha una profonda conoscenza di tutta la musica.
E poi Bollani è simpatico, irresistibilmente simpatico, e i suoi concerti sono occasione anche di godimento per la sua stessa presenza, godimento del suo umorismo sottile e sempre garbato. Anche grazie a tutte queste qualità egli rappresenta adesso un po’ il volto pulito dell’Italia all’estero: è un artista completo, che ci fa piacere avere a Tones on the Stones perché a volte fa bene ( e per certi versi rassicura) poter trascorre una serata godendo della presenza e della compagnia di una persona di cui si conoscono tanti bei meriti e alla quale si è portati a riservare una certa dose di gratitudine per la sua capacità di rappresentarci. Quella di Bollani è un’Italia moderna, fresca, ironica: un’Italia molto diversa da tanti cliché che ancora le sono associati; un’Italia che guarda al suo futuro senza dimenticarsi del suo passato.
È un bel modo per festeggiare un compleanno; grazie a questo eccezionale musicista per aver voluto festeggiare con noi questi primi 150 anni.

venerdì 22 luglio 2011 – ore 22
CAVA GRANITO SEMPIONE MIGLIO&MAZZURI
COMUNE DI VARZO (VERBANIA), FRAZ. CAMPAGLIA
STEFANO BOLLANI piano solo
Biografia. All’età'di sei anni comincia a studiare pianoforte. Esordisce professionalmente a quindici anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti, fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti: Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin, Chick Corea, Michel Portal, Franco DAndrea, Martial Solal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Miroslav Vitous, Antonello Salis, Aldo Romano, John Abercrombie, Uri Caine, Kenny Wheeler, Greg Osby sui palchi piú prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Fenice di Venezia, fino alla Scala di Milano).
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 - e da allora mai interrotta - con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide ben quattordici dischi.
Il referendum dei giornalisti della rivista specializzata Musica jazz lo proclama miglior nuovo talento del 1998; in quel periodo, mentre guida il proprio gruppo, L’orchestra del Titanic, si lancia nella realizzazione di un ambizioso disco-spettacolo in omaggio alla musica leggera italiana degli anni '30-40 (Abbassa la tua radio con Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto e tanti altri cantanti e musicisti). Negli anni collabora sia con musicisti sperimentatori e di frontiera (Hector Zazou, Giovanni Sollima, Elliot Sharp, Sainhko Namcythclack), sia nei progetti discografici e live del pop-rock italiano (Elio e le storie tese, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Samuele Bersani, Bandabardò... ma anche Massimo Ranieri e Johnny Dorelli).
Nel 2003 a Napoli riceve il Premio Carosone (artista al quale ha dedicato un piccolo libro-saggio, L’America di Renato Carosone, Elleu editore 2002); l’anno successivo la rivista giapponese “Swing journal” gli conferisce il premio New star award riservato ai talenti emergenti stranieri, per la prima volta assegnato ad un musicista non americano. Collabora con numerosi artisti in ambito teatrale, dalla Banda Osiris (nello spettacolo Guarda che luna!, 2002-2004, insieme a Rava, Gianmaria Testa e altri in Primo piano, 2005-2006), fino ad attori come Marco Baliani, Ivano Marescotti, Maurizio Crozza e soprattutto Lella Costa (per la quale firma le musiche di tre spettacoli, Alice: una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze, per la regia di Giorgio Gallione) e ad importanti personaggi del mondo della danza contemporanea come Raffaella Giordano e Mauro Bigonzetti. In ambito classico, si esibisce come solista con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Lipsia, la Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano, con direttori come James Conlon, Jan Latham-Koenig (con cui ha inciso il Concert Champetre di Poulenc), e soprattutto Riccardo Chailly, con il quale a Lipsia ha inciso per Decca Rapsodia in blu e Concerto in Fa di Gershwin.
Nel 2005 è ospite fisso nel programma televisivo di RaiUno Meno siamo meglio stiamo, di e con Renzo Arbore. E’ ideatore e conduttore, insieme a David Riondino, della trasmissione musicale Dottor Djembe’, andata in onda su Radio Rai Tre dal 2006 al 2009 a Natale e Pasqua (Premio Microfono d' argento 2007) e dal 2010 entrato in palinsesto di Radio3, in onda fino al 12 giugno tutti i sabato e domenica alle 13. Da quella esperienza è nato poi anche uno special televisivo di 3 puntate (Buonasera Dottor Djembe’) andato in onda su Rai3 nel giugno 2010.
Dal gennaio 2009 sue sono tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai Tre.
Nel 2006 ha pubblicato il romanzo La sindrome di Brontolo (Baldini e Castoldi Dalai).
Lo stesso anno, per la rivista Musica jazz è il musicista italiano dell’anno.
Il referendum dei giornalisti della rivista americana Downbeat nel 2007 lo vede ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti. I critici della rivista Allaboutjazz di New York lo votano fra i 5 musicisti piu' importanti del 2007, accanto a mostri sacri come Ornette Coleman e Sonny Rollins.
Nel dicembre dello stesso anno a Vienna gli viene consegnato lo European Jazz Preis, premio della critica europea, come miglior musicista jazz europeo dell’anno.
La regione Toscana nel 2008 gli ha conferito la massima onorificenza, il Gonfalone d’argento.
Nel 2009 durante il North Sea Festival di Rotterdam gli viene consegnato il Paul Acket Award.
Sempre più stretto negli ultimi tempi il suo legame con il Sudamerica. Dopo aver realizzato per Emarcy il disco Bollani Carioca (un successo straordinario, con più di 30.0000 copie vendute), nel 2009 diventato anche un dvd live, insieme a grandissimi musicisti brasiliani, nel dicembre 2007 è stato il secondo, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela di Rio de Janeiro. Ha collaborato con molti artisti della nuova scena brasiliana: Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze' Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na' Ozzetti fino al mito Caetano Veloso, con il quale e stato protagonista di due grandi concerti a Cagliari e ad Umbriajazz 2008.
Va fiero della copertina che gli ha dedicato il settimanale Topolino, rivista di cui è stato ufficialmente nominato "Ambasciatore" e che nel numero di settembre 2009 lo ha visto partecipare ad un’avventura di Paperino con il nome di Paperefano Bolletta.
Il 15 luglio 2010 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa della Berklee College of Music, con solenne cerimonia a Umbria Jazz, Perugia.
Il 2011 ha visto un nuovo straordinario exploit: l’incisione di classici di Gershwin (Rhapsody in Blue, Concert in F, Catfish Row e il raro Rialto Ripples) con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly scala le classifiche pop e si piazza nella top 10 per settimane, quasi raddoppiando i risultati di vendita del best seller Bollani Carioca.
Ingresso € 25
Info utili e prenotazioni al numero 334/153.60.56

Direttore artistico Maddalena Calderoni | Direttore di Produzione Luigi Pretolani

Per scaricare le immagini ad alta risoluzione del Festival
http://picasaweb.google.com/tonesonthestones/TonesOnTheStones2011
OPPURE
FOTO 2007 E 2008
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FOTO 2009 - ISMAEL IVO
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FOTO 2009 - CENT'ANNI DI EMOZIONI
http://www.vocedellarte.it/scarica/foto2009/centanni/



Informazioni per il pubblico: 334/153.60.56 oppure 349/354.88.87
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SCHEDA INFORMATIVA PROSSIMI APPUNTAMENTI

DATE/ORARI LUOGHI/
COSTO BIGLIETTI
“ANTIGONE”

giovedì 28 luglio

ore 22.00
Cava Pianasca Domo Graniti
Comune di Villadossola (Verbania)
Via Pianasca

Ingresso 15 euro


“Mozart on the stones: la magica notte di Wolfy”
spettacolo multimediale
sabato 30 luglio
ore 22.00

Cava Pianasca Domo Graniti
Comune di Villadossola (Verbania)
Via Pianasca

Ingresso 25 euro
COMUNICATO STAMPA
con invito di pubblicazione Verbania, 15 luglio 2011

Musica Teatro Danza
nelle cave d’estrazione del Verbano Cusio Ossola
22- 30 luglio 2011 la rassegna

Tones on the Stones atto numero cinque. Questo il numero delle edizioni di una rassegna che ha conquistato tutti, dal pubblico alla stampa, dagli artisti che vi hanno partecipato alle Istituzioni che, nonostante il momento, sono vicini agli organizzatori con contributi spesso non sufficienti a coprire i costi dell’iniziativa. Eppure, nonostante le difficoltà che ci accomunano a gran parte delle manifestazioni estive, non solo sul territorio ma a livello nazionale, continuiamo a portare avanti un progetto unico e di rara bellezza. Lo diciamo con convinzione perché Tones on the Stones si è imposto come uno degli appuntamenti più attesi sul Lago Maggiore, uno dei luoghi più suggestivi d’Europa, e non solo, meta turistica tra le più ambite a livello internazionale, come confermano i dati riguardanti le località lacustri. La natura di questi luoghi è stata la fonte di ispirazione creativa per Maddalena Calderoni, il direttore artistico che ogni anno, dopo aver avuto l’intuizione di far riscoprire al pubblico luoghi di lavoro ormai dimenticati, mette in cantiere una serie di eventi di qualità, incastonati in cornici sceniche uniche. Protagonista la natura che ha demandato alla pietra, con i suoi colori e le sue forme, il compito di allestire scenografie che l’uomo riesce a confezionare con sapienza in ambienti di rara suggestione, sfondi unici, irripetibili in qualsiasi altra parte. Per molti è questa la vera forza di Tones on the Stones, ma non è sicuramente la sola visto il lavoro complesso e studiato nei dettagli da parte di chi lavora con entusiasmo e tanta fatica al progetto. Gli spettacoli infatti sono quasi sempre opere prime, alcuni mai più andati in scena proprio perché è impossibile ricreare altrove gli scenari imponenti che alcuni artisti hanno affrontato con maestria, sfidando pareti di pietra per realizzare coreografie difficilmente immaginabili se non dopo averle viste con i propri occhi. Dunque ci sia concesso anche quest’anno, per festeggiare il primo lustro, l’utilizzo del nostro slogan, quello che condensa e racchiude tutta la filosofia di Tones on the Stones: “Guardare con altri occhi i maestosi e geometrici luoghi che si aprono nella montagna è l’obiettivo e la scommessa di questo progetto che vuole portare in primo piano il valore estetico oltre che storico delle cave d’estrazione. L’attività estrattiva ha sempre diviso l’opinione pubblica in fautori e contrari, molti considerano particolarmente scenografiche le nostre cave anche se probabilmente non tutti hanno immaginato questi imponenti squarci come affascinanti palcoscenici”.

Dal 22 al 30 luglio 2011 – Cave del Verbano Cusio Ossola (Verbania)

CALENDARIO 2011
Un’edizione tutta italiana: in un momento di enorme difficoltà per la cultura e per l’arte nel nostro paese, abbiamo scelto di sostenere i nostri artisti, vogliamo valorizzarli e favorirli per evidenziare e ricordare proprio in occasione del 150° anniversario che questo è uno dei nostri più grandi patrimoni.

venerdì 22 luglio 2011 – ore 22
CAVA GRANITO SEMPIONE MIGLIO&MAZZURI
COMUNE DI VARZO (VERBANIA), FRAZ. CAMPAGLIA
STEFANO BOLLANI piano solo
Biografia. All’età'di sei anni comincia a studiare pianoforte. Esordisce professionalmente a quindici anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti, fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti: Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin, Chick Corea, Michel Portal, Franco DAndrea, Martial Solal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Miroslav Vitous, Antonello Salis, Aldo Romano, John Abercrombie, Uri Caine, Kenny Wheeler, Greg Osby sui palchi piú prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Fenice di Venezia, fino alla Scala di Milano).
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 - e da allora mai interrotta - con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide ben quattordici dischi.
Il referendum dei giornalisti della rivista specializzata Musica jazz lo proclama miglior nuovo talento del 1998; in quel periodo, mentre guida il proprio gruppo, L’orchestra del Titanic, si lancia nella realizzazione di un ambizioso disco-spettacolo in omaggio alla musica leggera italiana degli anni '30-40 (Abbassa la tua radio con Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto e tanti altri cantanti e musicisti).
Negli anni collabora sia con musicisti sperimentatori e di frontiera (Hector Zazou, Giovanni Sollima, Elliot Sharp, Sainhko Namcythclack), sia nei progetti discografici e live del pop-rock italiano (Elio e le storie tese, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Samuele Bersani, Bandabardò... ma anche Massimo Ranieri e Johnny Dorelli).
Nel 2003 a Napoli riceve il Premio Carosone (artista al quale ha dedicato un piccolo libro-saggio, L’America di Renato Carosone, Elleu editore 2002); l’anno successivo la rivista giapponese “Swing journal” gli conferisce il premio New star award riservato ai talenti emergenti stranieri, per la prima volta assegnato ad un musicista non americano.
Collabora con numerosi artisti in ambito teatrale, dalla Banda Osiris (nello spettacolo Guarda che luna!, 2002-2004, insieme a Rava, Gianmaria Testa e altri in Primo piano, 2005-2006), fino ad attori come Marco Baliani, Ivano Marescotti, Maurizio Crozza e soprattutto Lella Costa (per la quale firma le musiche di tre spettacoli, Alice: una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze, per la regia di Giorgio Gallione) e ad importanti personaggi del mondo della danza contemporanea come Raffaella Giordano e Mauro Bigonzetti.
In ambito classico, si esibisce come solista con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Lipsia, la Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano, con direttori come James Conlon, Jan Latham-Koenig (con cui ha inciso il Concert Champetre di Poulenc), e soprattutto Riccardo Chailly, con il quale a Lipsia ha inciso per Decca Rapsodia in blu e Concerto in Fa di Gershwin.
Nel 2005 è ospite fisso nel programma televisivo di RaiUno Meno siamo meglio stiamo, di e con Renzo Arbore. E’ ideatore e conduttore, insieme a David Riondino, della trasmissione musicale Dottor Djembe’, andata in onda su Radio Rai Tre dal 2006 al 2009 a Natale e Pasqua (Premio Microfono d' argento 2007) e dal 2010 entrato in palinsesto di Radio3, in onda fino al 12 giugno tutti i sabato e domenica alle 13. Da quella esperienza è nato poi anche uno special televisivo di 3 puntate (Buonasera Dottor Djembe’) andato in onda su Rai3 nel giugno 2010.
Dal gennaio 2009 sue sono tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai Tre.
Nel 2006 ha pubblicato il romanzo La sindrome di Brontolo (Baldini e Castoldi Dalai).
Lo stesso anno, per la rivista Musica jazz è il musicista italiano dell’anno.
Il referendum dei giornalisti della rivista americana Downbeat nel 2007 lo vede ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti. I critici della rivista Allaboutjazz di New York lo votano fra i 5 musicisti piu' importanti del 2007, accanto a mostri sacri come Ornette Coleman e Sonny Rollins.
Nel dicembre dello stesso anno a Vienna gli viene consegnato lo European Jazz Preis, premio della critica europea, come miglior musicista jazz europeo dell’anno.
La regione Toscana nel 2008 gli ha conferito la massima onorificenza, il Gonfalone d’argento.
Nel 2009 durante il North Sea Festival di Rotterdam gli viene consegnato il Paul Acket Award.
Sempre più stretto negli ultimi tempi il suo legame con il Sudamerica. Dopo aver realizzato per Emarcy il disco Bollani Carioca (un successo straordinario, con più di 30.0000 copie vendute), nel 2009 diventato anche un dvd live, insieme a grandissimi musicisti brasiliani, nel dicembre 2007 è stato il secondo, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela di Rio de Janeiro. Ha collaborato con molti artisti della nuova scena brasiliana: Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze' Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na' Ozzetti fino al mito Caetano Veloso, con il quale e stato protagonista di due grandi concerti a Cagliari e ad Umbriajazz 2008.
Va fiero della copertina che gli ha dedicato il settimanale Topolino, rivista di cui è stato ufficialmente nominato "Ambasciatore" e che nel numero di settembre 2009 lo ha visto partecipare ad un’avventura di Paperino con il nome di Paperefano Bolletta.
Il 15 luglio 2010 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa della Berklee College of Music, con solenne cerimonia a Umbria Jazz, Perugia.
Il 2011 ha visto un nuovo straordinario exploit: l’incisione di classici di Gershwin (Rhapsody in Blue, Concert in F, Catfish Row e il raro Rialto Ripples) con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly scala le classifiche pop e si piazza nella top 10 per settimane, quasi raddoppiando i risultati di vendita del best seller Bollani Carioca.
Ingresso € 25

giovedì 28 luglio 2011 - ore 22
CAVA PIANASCA DOMO GRANITI
COMUNE DI VILLADOSSOLA (VERBANIA), VIA PIANASCA
“ANTIGONE”
Compagnia LE BELLE BANDIERE
Drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso, drammaturgia sonora di Raffaele Bassetti ed Elena Bucci

Grande tragedia di contrasti, l’Antigone di Sofocle ci ha colpito soprattutto per la straordinaria nettezza nell’affrontare un tema mitico ma di sconcertante attualità, messa in risalto dalla semplicità poetica di una lingua apparentemente così lontana e tuttavia capace di attraversare i secoli, le mode, i mutamenti effimeri, senza nulla perdere dello splendore diretto della sua comunicatività. Entriamo nel mondo della tragedia greca guidati dalle suggestioni del mistero che la avvolge, dal fascino delle rovine, dalle domande intorno ad una complessità di linguaggi che per tutti era leggibile, creando una partitura per voce, azioni e suono, basata sul testo di Sofocle, ma con un’attenzione a più recenti riscritture della tragedia, da quella di Jean Anouilh a quella di Bertolt Brecht, che hanno arricchito l’argomento di prospettive poetiche e psicologiche oppure etico-politiche.
Questo percorso per narrazione musicale della vicenda di Antigone – che oppone la sua ferrea etica umana a quella ostinata del buon governo del suo antagonista Creonte – non esclude l'apertura ad una visione più ampia del ciclo di Tebe, attingendo anche alle altre tragedie di Sofocle che inquadrano la vicenda nella cornice più ampia della colpa primigenia di Edipo, assassino del padre Laio, figlio e marito della sventurata Giocasta, padre dei due fratelli-nemici Eteocle e Polinice, da cui discende il grande tema della Cecità che da Edipo stesso – flagellatore dei propri occhi incapaci di vedere la verità - si trasmette a Creonte, incapace di vedere al di là della propria arroganza di sovrano, e a Tiresia, infallibile veggente senza occhi, personaggio di grande spessore e inquietante attualità. Registrazioni, musica elettronica e suono ai sensori si miscelano alle parole e sorreggono, provocano, contrastano le azioni, aiutando il salto verso una commistione contemporanea dei diversi codici linguistici della musica, del teatro e della danza. La tessitura del suono avvolge e racconta, come se fossimo presenti ad una veglia per Antigone, alla veglia per il corpo di Polinice e di altri insepolti, alla veglia per una nostra antica identità quasi dimenticata.
Ritroviamo in Antigone un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di rinunciare a tutto, anche alla vita, per difendere un credo, un'idea, un’utopia. In epoche tiepide e cariche di paura, ci appare salutare immedesimarci in un tema come questo, che altri - in altri tempi - hanno vissuto nella quotidianità. La nostra pratica teatrale - che si basa sulla ripetizione di un rito che non può prescindere da una dedizione fisica, spirituale e intellettuale di chi lo pratica ogni volta 'dal vivo' - ci insegna quanto sia fondamentale prendere atto della propria responsabilità e della propria capacità di modificare l'esistente. Il teatro rimane oggi uno dei pochi riti collettivi che si continuano a praticare e attraverso il quale una comunità si ritrova a sentire e a pensare insieme, attraverso sollecitazioni non soltanto intellettuali ma anche fisiche. Se la mente e la storia ci dicono che il dolore intesse la vita in ogni sua parte, il teatro e l'azione ci inducono a lottare perché esista una catarsi, che si raggiunge celebrando il rito e cambia forma e senso a seconda del pubblico, del tempo, del luogo.
Ingresso 15 euro

sabato 30 luglio - ore 22
CAVA PIANASCA DOMO GRANITI
COMUNE DI VILLADOSSOLA (VERBANIA), VIA PIANASCA
MOZART on the stones: la magica notte di Wolfy
Regia di Stefano Monti
Spettacolo di musica, teatro e danza
Produzione esclusiva di Tones on the Stones - Idea di Maddalena Calderoni
Con la partecipazione straordinaria dei Sonics – Compagnia di danza acrobatica http://www.sonics.it
Le pareti di granito saranno animate da videoproiezioni a cura del Politecnico di Torino – corso di Virtual Design
Direttore d’Orchestra Marco Boni che dirige l’orchestra di Tones on the Stones e cantanti lirici italiani. Tullia Bellelli soprano lirico leggero - Maddalena Calderoni soprano drammatico - Alejandro Escobar tenore - Mauro Bonfanti baritono - Giovanni Tarasconi basso
Ingresso 25 euro

Anche quest’anno Tones on the Stones propone ai suoi spettatori uno spettacolo ambizioso, nel quale il suggestivo scenario diventa protagonista attivo dello spettacolo, grazie alle suggestioni e alle peripezie di un abile gruppo di danzatori acrobatici e alle possibilità di raffinate soluzioni illuminotecniche e di proiezioni video di grande suggestione. Gigantesco protagonista di questo spettacolo sarà Mozart: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus (alla greca, latinizzato in Amadé) per chi compilò il registro di battesimo, Wolfgang Amadeus per tutti, Wolfy per la dilettissima moglie Constanze.
Già, la moglie, l’affetto più importante, il grande e tenero amore di tutta la non lunga esistenza del compositore di Salisburgo. Proprio lui, che tanto teneramente seppe sempre devotamente conservare un solo amore, è in realtà uno dei più grandi esploratori di tutte le sue possibili declinazioni e sfumature: da quelli più accesi a quelli più delicati, dal candore quasi infantile alla saggezza dell’amore consumato, o di quello che consuma, Mozart ha saputo esplorare tutti gli aspetti della condizione amorosa. Quello di Mozart è un caso felice. Egli che, insieme ad Haydn, rappresenta lo stile che definiamo classico, che è il classico per eccellenza, ha un linguaggio che parla a tutti. Il suo enorme rilievo storico ha la sua ragione proprio nel fatto che Mozart ha saputo calare, in questo linguaggio musicale impareggiabile una superba capacità di penetrazione nell’animo umano, che è appartenuta nella storia pochi autori: Omero, Shakespeare, Vermeer. Balzac, per citarne alcuni.
Quello a cui assisteremo sarà, in realtà, proprio un viaggio dentro la personalità di Mozart, attraverso le sue musiche, presentate in una maniera che vuole tentare di cogliere nessi sottili, imprevisti. Attraverso arie da opere (“Die Zauberflöte” e “Don Giovanni”, “Così fan tutte” e “Idomeneo”, “Le Nozze di Figaro”), celebri brani del repertorio sinfonico (Sinfonie 40 in sol minore e 41 in Do Maggiore, Eine Kleine Nachtmusik e Sinfonia 25 in sol minore) e un brano dall’incompiuto “Requiem”, ordinati a formare un percorso più suggestivo che narrativo, percorreremo tutte le traiettorie dell’emotività, del dialogo fra gli esseri umani e del dialogo che essi intrattengono con sé stessi e con la vita. Scopriremo con Mozart tutte le meccaniche del sentimento amoroso. Proprio a dare consistenza visibile a queste dinamiche sarà la cava stessa, luogo dell’esecuzione, e i meccanismi di estrazione della roccia daranno la rappresentazione dello scavo dentro la nostra interiorità, al quale tutti, volenti o nolenti, siamo chiamati continuamente, nel corso dell’esistenza. Diceva il compositore che «viviamo in questo mondo per imparare e per illuminarci l’un l’altro».
Siamo sicuri che non si offenderà se ci serviremo della sua musica, tanto più grande di noi, per comprendere qualcosa di più su noi stessi, se usiamo liberamente il frutto del suo ingegno per trarne un’illuminazione che da soli forse non riusciremmo ad attingere. Anche a questo serve l’arte: a ricordarci che qualcuno ha vissuto prima di noi e ci ha lasciato qualcosa. Forse sbagliava un po’, Mozart quando diceva che «la nostra ricchezza muore con noi, poiché l’abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela, a meno che non ci taglino la testa e allora... non ci occorre più nulla». Forse questo è vero per noi; molto meno per lui, evidentemente. Lui è Mozart; così grande eppure così umano e simile a noi; quasi un amico al quale si ha pudore a chiedere, perché si sa che prima o poi ci dirà comunque tutto. Lui è Mozart, un amico che ci sembrerà di vedere vicino; così vicino che, una volta tanto, ci prenderemo la libertà di chiamarlo, anche noi, Wolfy. E siamo sicuri che neanche stavolta si offenderà.

Il cast:
Stefano Monti, ha al suo attivo oltre 50 regie operistiche e teatrali, realizzate in Italia e in molti paesi stranieri; attualmente si è intensificata la sua attività in oriente è infatti appena tornato da Shangai dove ha curato la regia di “Elisir d’amore”. Marco Boni , direttore di grande talento, è ospite delle migliori orchestre italiane. E’ direttore principale della Concertgebouw Kamer Orkest di Amsterdam.
Il cast vocale è costituito da ottimi artisti presenti nei principali teatri ed enti lirici italiano, svolgono tutti anche un’intensa attività internazionale. Il tenore brillante Alejandro Escobar, unico nome straniero presente in cartellone, è in realtà residente in Italia da molti anni dove ha ottenuto crescenti successi, colpisce la bellezza e lo squillo della sua voce. Tullia Bellelli, palermitana, soprano lirico leggero, nel 2008 vince il Premio Speciale Maria Callas alla XXXIX edizione del Concorso Internazionale V. Bellini di Caltanissetta dopo 24 anni dalla sua ultima assegnazione. Mauro Bonfanti, baritono perfezionatosi con Luciano Pavarotti, ha concluso in questi giorni la sua partecipazione ne Il Cappello di paglia di Firenze(Beaupertuis) di Nino Rota in un nuovo allestimento per il Teatro del Maggio musicale fiorentino, ha una carriera in rapida ascesa. Giovanni Tarasconi, dopo aver conquistato il pubblico come presentatore di Tones on the Stones finalmente si rivela nella sua veste di basso lirico di grande presenza scenica.
Maddalena Calderoni, soprano verbanese, grazie ad un timbro pastoso e brunito sarà impegnata nei ruoli più drammatici e mezzosopranili del repertorio mozartiano.
La Tones on the Stones Orchestra vede la partecipazione dei fiati dell’associazione Accademia. Una collaborazione che premia la qualità dei musicisti locali, che li valorizza anche mettendoli in rete con altre realtà italiane e straniere. Il nostro impegno in questa direzione è sempre più forte ed è visibile in tutti i progetti che realizziamo. ( www.vocedellarte.it e www.premiofedora.it)

Video mapping - fusione tra arte e tecnologia, questa ultima frontiera dell’interactive-design consente la proiezione di immagini su superfici reali per conseguire effetti in 3D.

Una cava doppie emozioni: la morfologia della Cava Pianasca ci consente di proporre due scenari completamente diversi. Racconteremo le due anime della cava: la parete est si presenta come una grande scacchiera, adatta agli incredibili giochi tecnologici generati dal video mapping. La parete nord perfettamente liscia, come una grande vela, e’ un’imponente tavolozza per magici giochi di colori e atmosfere.

Info utili e prenotazioni al numero 334/153.60.56

Direttore artistico Maddalena Calderoni | Direttore di Produzione Luigi Pretolani

Per scaricare le immagini ad alta risoluzione del Festival
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FOTO 2007 E 2008
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FOTO 2009 - ISMAEL IVO
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FOTO 2009 - CENT'ANNI DI EMOZIONI
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COSTO BIGLIETTI

STEFANO BOLLANI
piano solo

venerdì 22 luglio

ore 22.00

Cava Granito Sempione
Comune di Varzo (Verbania)
Frazione Campaglia

Ingresso 25 euro
“ANTIGONE”

giovedì 28 luglio

ore 22.00
Cava Pianasca Domo Graniti
Comune di Villadossola (Verbania)
Via Pianasca

Ingresso 15 euro


“Mozart on the stones: la magica notte di Wolfy”
spettacolo multimediale
sabato 30 luglio
ore 22.00

Cava Pianasca Domo Graniti
Comune di Villadossola (Verbania)
Via Pianasca

Ingresso 25 euro
COMUNICATO STAMPA
con invito di pubblicazione Verbania, 6 luglio 2011

Musica Teatro Danza
nelle cave d’estrazione del Verbano Cusio Ossola
22- 30 luglio 2011 la rassegna

Tones on the Stones atto numero cinque. Questo il numero delle edizioni di una rassegna che ha conquistato tutti, dal pubblico alla stampa, dagli artisti che vi hanno partecipato alle Istituzioni che, nonostante il momento, sono vicini agli organizzatori con contributi spesso non sufficienti a coprire i costi dell’iniziativa. Eppure, nonostante le difficoltà che ci accomunano a gran parte delle manifestazioni estive, non solo sul territorio ma a livello nazionale, continuiamo a portare avanti un progetto unico e di rara bellezza. Lo diciamo con convinzione perché Tones on the Stones si è imposto come uno degli appuntamenti più attesi sul Lago Maggiore, uno dei luoghi più suggestivi d’Europa, e non solo, meta turistica tra le più ambite a livello internazionale, come confermano i dati riguardanti le località lacustri. La natura di questi luoghi è stata la fonte di ispirazione creativa per Maddalena Calderoni, il direttore artistico che ogni anno, dopo aver avuto l’intuizione di far riscoprire al pubblico luoghi di lavoro ormai dimenticati, mette in cantiere una serie di eventi di qualità, incastonati in cornici sceniche uniche. Protagonista la natura che ha demandato alla pietra, con i suoi colori e le sue forme, il compito di allestire scenografie che l’uomo riesce a confezionare con sapienza in ambienti di rara suggestione, sfondi unici, irripetibili in qualsiasi altra parte. Per molti è questa la vera forza di Tones on the Stones, ma non è sicuramente la sola visto il lavoro complesso e studiato nei dettagli da parte di chi lavora con entusiasmo e tanta fatica al progetto. Gli spettacoli infatti sono quasi sempre opere prime, alcuni mai più andati in scena proprio perché è impossibile ricreare altrove gli scenari imponenti che alcuni artisti hanno affrontato con maestria, sfidando pareti di pietra per realizzare coreografie difficilmente immaginabili se non dopo averle viste con i propri occhi. Dunque ci sia concesso anche quest’anno, per festeggiare il primo lustro, l’utilizzo del nostro slogan, quello che condensa e racchiude tutta la filosofia di Tones on the Stones: “Guardare con altri occhi i maestosi e geometrici luoghi che si aprono nella montagna è l’obiettivo e la scommessa di questo progetto che vuole portare in primo piano il valore estetico oltre che storico delle cave d’estrazione. L’attività estrattiva ha sempre diviso l’opinione pubblica in fautori e contrari, molti considerano particolarmente scenografiche le nostre cave anche se probabilmente non tutti hanno immaginato questi imponenti squarci come affascinanti palcoscenici”.

Dal 22 al 30 luglio 2011 – Cave del Verbano Cusio Ossola (Verbania)

CALENDARIO 2011
Un’edizione tutta italiana: in un momento di enorme difficoltà per la cultura e per l’arte nel nostro paese, abbiamo scelto di sostenere i nostri artisti, vogliamo valorizzarli e favorirli per evidenziare e ricordare proprio in occasione del 150° anniversario che questo è uno dei nostri più grandi patrimoni.

venerdì 22 luglio 2011 – ore 22
CAVA GRANITO SEMPIONE MIGLIO&MAZZURI
COMUNE DI VARZO (VERBANIA), FRAZ. CAMPAGLIA
STEFANO BOLLANI piano solo
Biografia. All’età'di sei anni comincia a studiare pianoforte. Esordisce professionalmente a quindici anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti, fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti: Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin, Chick Corea, Michel Portal, Franco DAndrea, Martial Solal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Miroslav Vitous, Antonello Salis, Aldo Romano, John Abercrombie, Uri Caine, Kenny Wheeler, Greg Osby sui palchi piú prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Fenice di Venezia, fino alla Scala di Milano).
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 - e da allora mai interrotta - con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide ben quattordici dischi.
Il referendum dei giornalisti della rivista specializzata Musica jazz lo proclama miglior nuovo talento del 1998; in quel periodo, mentre guida il proprio gruppo, L’orchestra del Titanic, si lancia nella realizzazione di un ambizioso disco-spettacolo in omaggio alla musica leggera italiana degli anni '30-40 (Abbassa la tua radio con Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto e tanti altri cantanti e musicisti).
Negli anni collabora sia con musicisti sperimentatori e di frontiera (Hector Zazou, Giovanni Sollima, Elliot Sharp, Sainhko Namcythclack), sia nei progetti discografici e live del pop-rock italiano (Elio e le storie tese, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Samuele Bersani, Bandabardò... ma anche Massimo Ranieri e Johnny Dorelli).
Nel 2003 a Napoli riceve il Premio Carosone (artista al quale ha dedicato un piccolo libro-saggio, L’America di Renato Carosone, Elleu editore 2002); l’anno successivo la rivista giapponese “Swing journal” gli conferisce il premio New star award riservato ai talenti emergenti stranieri, per la prima volta assegnato ad un musicista non americano.
Collabora con numerosi artisti in ambito teatrale, dalla Banda Osiris (nello spettacolo Guarda che luna!, 2002-2004, insieme a Rava, Gianmaria Testa e altri in Primo piano, 2005-2006), fino ad attori come Marco Baliani, Ivano Marescotti, Maurizio Crozza e soprattutto Lella Costa (per la quale firma le musiche di tre spettacoli, Alice: una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze, per la regia di Giorgio Gallione) e ad importanti personaggi del mondo della danza contemporanea come Raffaella Giordano e Mauro Bigonzetti.
In ambito classico, si esibisce come solista con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Lipsia, la Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano, con direttori come James Conlon, Jan Latham-Koenig (con cui ha inciso il Concert Champetre di Poulenc), e soprattutto Riccardo Chailly, con il quale a Lipsia ha inciso per Decca Rapsodia in blu e Concerto in Fa di Gershwin.
Nel 2005 è ospite fisso nel programma televisivo di RaiUno Meno siamo meglio stiamo, di e con Renzo Arbore. E’ ideatore e conduttore, insieme a David Riondino, della trasmissione musicale Dottor Djembe’, andata in onda su Radio Rai Tre dal 2006 al 2009 a Natale e Pasqua (Premio Microfono d' argento 2007) e dal 2010 entrato in palinsesto di Radio3, in onda fino al 12 giugno tutti i sabato e domenica alle 13. Da quella esperienza è nato poi anche uno special televisivo di 3 puntate (Buonasera Dottor Djembe’) andato in onda su Rai3 nel giugno 2010.
Dal gennaio 2009 sue sono tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai Tre.
Nel 2006 ha pubblicato il romanzo La sindrome di Brontolo (Baldini e Castoldi Dalai).
Lo stesso anno, per la rivista Musica jazz è il musicista italiano dell’anno.
Il referendum dei giornalisti della rivista americana Downbeat nel 2007 lo vede ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti. I critici della rivista Allaboutjazz di New York lo votano fra i 5 musicisti piu' importanti del 2007, accanto a mostri sacri come Ornette Coleman e Sonny Rollins.
Nel dicembre dello stesso anno a Vienna gli viene consegnato lo European Jazz Preis, premio della critica europea, come miglior musicista jazz europeo dell’anno.
La regione Toscana nel 2008 gli ha conferito la massima onorificenza, il Gonfalone d’argento.
Nel 2009 durante il North Sea Festival di Rotterdam gli viene consegnato il Paul Acket Award.
Sempre più stretto negli ultimi tempi il suo legame con il Sudamerica. Dopo aver realizzato per Emarcy il disco Bollani Carioca (un successo straordinario, con più di 30.0000 copie vendute), nel 2009 diventato anche un dvd live, insieme a grandissimi musicisti brasiliani, nel dicembre 2007 è stato il secondo, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela di Rio de Janeiro. Ha collaborato con molti artisti della nuova scena brasiliana: Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze' Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na' Ozzetti fino al mito Caetano Veloso, con il quale e stato protagonista di due grandi concerti a Cagliari e ad Umbriajazz 2008.
Va fiero della copertina che gli ha dedicato il settimanale Topolino, rivista di cui è stato ufficialmente nominato "Ambasciatore" e che nel numero di settembre 2009 lo ha visto partecipare ad un’avventura di Paperino con il nome di Paperefano Bolletta.
Il 15 luglio 2010 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa della Berklee College of Music, con solenne cerimonia a Umbria Jazz, Perugia.
Il 2011 ha visto un nuovo straordinario exploit: l’incisione di classici di Gershwin (Rhapsody in Blue, Concert in F, Catfish Row e il raro Rialto Ripples) con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly scala le classifiche pop e si piazza nella top 10 per settimane, quasi raddoppiando i risultati di vendita del best seller Bollani Carioca.
Ingresso € 25

giovedì 28 luglio 2011 - ore 22
CAVA PIANASCA DOMO GRANITI
COMUNE DI VILLADOSSOLA (VERBANIA), VIA PIANASCA
“ANTIGONE”
Compagnia LE BELLE BANDIERE
Drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso, drammaturgia sonora di Raffaele Bassetti ed Elena Bucci

Grande tragedia di contrasti, l’Antigone di Sofocle ci ha colpito soprattutto per la straordinaria nettezza nell’affrontare un tema mitico ma di sconcertante attualità, messa in risalto dalla semplicità poetica di una lingua apparentemente così lontana e tuttavia capace di attraversare i secoli, le mode, i mutamenti effimeri, senza nulla perdere dello splendore diretto della sua comunicatività. Entriamo nel mondo della tragedia greca guidati dalle suggestioni del mistero che la avvolge, dal fascino delle rovine, dalle domande intorno ad una complessità di linguaggi che per tutti era leggibile, creando una partitura per voce, azioni e suono, basata sul testo di Sofocle, ma con un’attenzione a più recenti riscritture della tragedia, da quella di Jean Anouilh a quella di Bertolt Brecht, che hanno arricchito l’argomento di prospettive poetiche e psicologiche oppure etico-politiche.
Questo percorso per narrazione musicale della vicenda di Antigone – che oppone la sua ferrea etica umana a quella ostinata del buon governo del suo antagonista Creonte – non esclude l'apertura ad una visione più ampia del ciclo di Tebe, attingendo anche alle altre tragedie di Sofocle che inquadrano la vicenda nella cornice più ampia della colpa primigenia di Edipo, assassino del padre Laio, figlio e marito della sventurata Giocasta, padre dei due fratelli-nemici Eteocle e Polinice, da cui discende il grande tema della Cecità che da Edipo stesso – flagellatore dei propri occhi incapaci di vedere la verità - si trasmette a Creonte, incapace di vedere al di là della propria arroganza di sovrano, e a Tiresia, infallibile veggente senza occhi, personaggio di grande spessore e inquietante attualità. Registrazioni, musica elettronica e suono ai sensori si miscelano alle parole e sorreggono, provocano, contrastano le azioni, aiutando il salto verso una commistione contemporanea dei diversi codici linguistici della musica, del teatro e della danza. La tessitura del suono avvolge e racconta, come se fossimo presenti ad una veglia per Antigone, alla veglia per il corpo di Polinice e di altri insepolti, alla veglia per una nostra antica identità quasi dimenticata.
Ritroviamo in Antigone un pensiero caro e desueto: nessuno può togliere la libertà di rinunciare a tutto, anche alla vita, per difendere un credo, un'idea, un’utopia. In epoche tiepide e cariche di paura, ci appare salutare immedesimarci in un tema come questo, che altri - in altri tempi - hanno vissuto nella quotidianità. La nostra pratica teatrale - che si basa sulla ripetizione di un rito che non può prescindere da una dedizione fisica, spirituale e intellettuale di chi lo pratica ogni volta 'dal vivo' - ci insegna quanto sia fondamentale prendere atto della propria responsabilità e della propria capacità di modificare l'esistente. Il teatro rimane oggi uno dei pochi riti collettivi che si continuano a praticare e attraverso il quale una comunità si ritrova a sentire e a pensare insieme, attraverso sollecitazioni non soltanto intellettuali ma anche fisiche. Se la mente e la storia ci dicono che il dolore intesse la vita in ogni sua parte, il teatro e l'azione ci inducono a lottare perché esista una catarsi, che si raggiunge celebrando il rito e cambia forma e senso a seconda del pubblico, del tempo, del luogo.
Ingresso 15 euro

sabato 30 luglio - ore 22
CAVA PIANASCA DOMO GRANITI
COMUNE DI VILLADOSSOLA (VERBANIA), VIA PIANASCA
MOZART on the stones: la magica notte di Wolfy
Regia di Stefano Monti
Spettacolo di musica, teatro e danza
Produzione esclusiva di Tones on the Stones - Idea di Maddalena Calderoni
Con la partecipazione straordinaria dei Sonics – Compagnia di danza acrobatica http://www.sonics.it
Le pareti di granito saranno animate da videoproiezioni a cura del Politecnico di Torino – corso di Virtual Design
Direttore d’Orchestra Marco Boni che dirige l’orchestra di Tones on the Stones e cantanti lirici italiani. Tullia Bellelli soprano lirico leggero - Maddalena Calderoni soprano drammatico - Alejandro Escobar tenore - Mauro Bonfanti baritono - Giovanni Tarasconi basso
Ingresso 25 euro








Anche quest’anno Tones on the Stones propone ai suoi spettatori uno spettacolo ambizioso, nel quale il suggestivo scenario diventa protagonista attivo dello spettacolo, grazie alle suggestioni e alle peripezie di un abile gruppo di danzatori acrobatici e alle possibilità di raffinate soluzioni illuminotecniche e di proiezioni video di grande suggestione. Gigantesco protagonista di questo spettacolo sarà Mozart: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus (alla greca, latinizzato in Amadé) per chi compilò il registro di battesimo, Wolfgang Amadeus per tutti, Wolfy per la dilettissima moglie Constanze.
Già, la moglie, l’affetto più importante, il grande e tenero amore di tutta la non lunga esistenza del compositore di Salisburgo. Proprio lui, che tanto teneramente seppe sempre devotamente conservare un solo amore, è in realtà uno dei più grandi esploratori di tutte le sue possibili declinazioni e sfumature: da quelli più accesi a quelli più delicati, dal candore quasi infantile alla saggezza dell’amore consumato, o di quello che consuma, Mozart ha saputo esplorare tutti gli aspetti della condizione amorosa. Quello di Mozart è un caso felice. Egli che, insieme ad Haydn, rappresenta lo stile che definiamo classico, che è il classico per eccellenza, ha un linguaggio che parla a tutti. Il suo enorme rilievo storico ha la sua ragione proprio nel fatto che Mozart ha saputo calare, in questo linguaggio musicale impareggiabile una superba capacità di penetrazione nell’animo umano, che è appartenuta nella storia pochi autori: Omero, Shakespeare, Vermeer. Balzac, per citarne alcuni.
Quello a cui assisteremo sarà, in realtà, proprio un viaggio dentro la personalità di Mozart, attraverso le sue musiche, presentate in una maniera che vuole tentare di cogliere nessi sottili, imprevisti. Attraverso arie da opere (“Die Zauberflöte” e “Don Giovanni”, “Così fan tutte” e “Idomeneo”, “Le Nozze di Figaro”), celebri brani del repertorio sinfonico (Sinfonie 40 in sol minore e 41 in Do Maggiore, Eine Kleine Nachtmusik e Sinfonia 25 in sol minore) e un brano dall’incompiuto “Requiem”, ordinati a formare un percorso più suggestivo che narrativo, percorreremo tutte le traiettorie dell’emotività, del dialogo fra gli esseri umani e del dialogo che essi intrattengono con sé stessi e con la vita. Scopriremo con Mozart tutte le meccaniche del sentimento amoroso. Proprio a dare consistenza visibile a queste dinamiche sarà la cava stessa, luogo dell’esecuzione, e i meccanismi di estrazione della roccia daranno la rappresentazione dello scavo dentro la nostra interiorità, al quale tutti, volenti o nolenti, siamo chiamati continuamente, nel corso dell’esistenza. Diceva il compositore che «viviamo in questo mondo per imparare e per illuminarci l’un l’altro».
Siamo sicuri che non si offenderà se ci serviremo della sua musica, tanto più grande di noi, per comprendere qualcosa di più su noi stessi, se usiamo liberamente il frutto del suo ingegno per trarne un’illuminazione che da soli forse non riusciremmo ad attingere. Anche a questo serve l’arte: a ricordarci che qualcuno ha vissuto prima di noi e ci ha lasciato qualcosa. Forse sbagliava un po’, Mozart quando diceva che «la nostra ricchezza muore con noi, poiché l’abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela, a meno che non ci taglino la testa e allora... non ci occorre più nulla». Forse questo è vero per noi; molto meno per lui, evidentemente. Lui è Mozart; così grande eppure così umano e simile a noi; quasi un amico al quale si ha pudore a chiedere, perché si sa che prima o poi ci dirà comunque tutto. Lui è Mozart, un amico che ci sembrerà di vedere vicino; così vicino che, una volta tanto, ci prenderemo la libertà di chiamarlo, anche noi, Wolfy. E siamo sicuri che neanche stavolta si offenderà.

Il cast:
Stefano Monti, ha al suo attivo oltre 50 regie operistiche e teatrali, realizzate in Italia e in molti paesi stranieri; attualmente si è intensificata la sua attività in oriente è infatti appena tornato da Shangai dove ha curato la regia di “Elisir d’amore”. Marco Boni , direttore di grande talento, è ospite delle migliori orchestre italiane. E’ direttore principale della Concertgebouw Kamer Orkest di Amsterdam.
Il cast vocale è costituito da ottimi artisti presenti nei principali teatri ed enti lirici italiano, svolgono tutti anche un’intensa attività internazionale. Il tenore brillante Alejandro Escobar, unico nome straniero presente in cartellone, è in realtà residente in Italia da molti anni dove ha ottenuto crescenti successi, colpisce la bellezza e lo squillo della sua voce. Tullia Bellelli, palermitana, soprano lirico leggero, nel 2008 vince il Premio Speciale Maria Callas alla XXXIX edizione del Concorso Internazionale V. Bellini di Caltanissetta dopo 24 anni dalla sua ultima assegnazione. Mauro Bonfanti, baritono perfezionatosi con Luciano Pavarotti, ha concluso in questi giorni la sua partecipazione ne Il Cappello di paglia di Firenze(Beaupertuis) di Nino Rota in un nuovo allestimento per il Teatro del Maggio musicale fiorentino, ha una carriera in rapida ascesa. Giovanni Tarasconi, dopo aver conquistato il pubblico come presentatore di Tones on the Stones finalmente si rivela nella sua veste di basso lirico di grande presenza scenica.
Maddalena Calderoni, soprano verbanese, grazie ad un timbro pastoso e brunito sarà impegnata nei ruoli più drammatici e mezzosopranili del repertorio mozartiano.
La Tones on the Stones Orchestra vede la partecipazione dei fiati dell’associazione Accademia. Una collaborazione che premia la qualità dei musicisti locali, che li valorizza anche mettendoli in rete con altre realtà italiane e straniere. Il nostro impegno in questa direzione è sempre più forte ed è visibile in tutti i progetti che realizziamo. ( www.vocedellarte.it e www.premiofedora.it)

Video mapping - fusione tra arte e tecnologia, questa ultima frontiera dell’interactive-design consente la proiezione di immagini su superfici reali per conseguire effetti in 3D.

Info utili e prenotazioni al numero 334/153.60.56

Direttore artistico Maddalena Calderoni | Direttore di Produzione Luigi Pretolani

Per scaricare le immagini ad alta risoluzione del Festival
http://picasaweb.google.com/tonesonthestones/TonesOnTheStones2011
OPPURE

FOTO 2007 E 2008
http://www.vocedellarte.it/scarica/fototones/

FOTO 2009 - ISMAEL IVO
http://www.vocedellarte.it/scarica/foto2009/ismael/

FOTO 2009 - CENT'ANNI DI EMOZIONI
http://www.vocedellarte.it/scarica/foto2009/centanni/

Informazioni per il pubblico: 334/153.60.56 oppure 349/354.88.87
www.tonesonthestones.com
(in fase di allestimento)
info@tonesonthestones.com
direzioneartistica@tonesonthestones.com

SCHEDA INFORMATIVA

DATE/ORARI LUOGHI/
COSTO BIGLIETTI

STEFANO BOLLANI
piano solo

venerdì 22 luglio

ore 22.00

Cava Granito Sempione
Comune di Varzo (Verbania)
Frazione Campaglia

Ingresso 25 euro
“ANTIGONE”

giovedì 28 luglio

ore 22.00
Cava Pianasca Domo Graniti
Comune di Villadossola (Verbania)
Via Pianasca

Ingresso 15 euro


“Mozart on the stones: la magica notte di Wolfy”
spettacolo multimediale
sabato 30 luglio
ore 22.00

Cava Pianasca Domo Graniti
Comune di Villadossola (Verbania)
Via Pianasca

Ingresso 25 euro
Dopo il successo in Sala Santa Cecilia nell’inedita veste di divulgatore per il ciclo Lezioni di Musica, ritorna nel suo ruolo di pianista poliedrico Stefano Bollani che presenterà il fortunatissimo progetto “Carioca” dedicato alla riscoperta di grandi perle della musica tradizionale brasiliana, un viaggio tra choro e samba con i brasiliani Zè Nogueira ai sassofoni, Marco Pereira alla chitarra, Jorge Helger al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria, Armando Marçal alle percussioni e l’ italiano Nico Gori al clarinetto.
“Bollani Carioca” è un progetto originale in cui si affronta il repertorio meno conosciuto della musica brasiliana, rileggendo autori storici dello choro e del samba, come Pixinginuha, Edu Lobo, Ismael Silva, Nelson Cavaquinho, Chico Buarque e affrontando brani della nuova generazione di autori come Monica Salmaso e Ze’ Renato. L’idea del progetto nasce nel 2006 quando Stefano Bollani viene invitato con il suo quintetto, I visionari, a suonare al Tim festival di Rio de Janeiro. Da anni l’amico Alberto Riva, giornalista e esperto di musica, immagina con lui un disco con cui rileggere il repertorio carioca più raro mettendo il pianoforte di Bollani al centro del progetto, al posto del cantante. Contattato il sassofonista Ze’ Nogueira, al quale viene affidato il compito di mettere insieme il gruppo e organizzare la registrazione, ecco partire la nuova avventura. In tre giorni viene realizzato a Rio un disco uscito poi in tutte le edicole italiane in allegato con l’Espresso. Insieme a Bollani ci saranno Nico Gori, uno dei fiati de I visionari, insieme ad alcuni fra i più importanti musicisti brasiliani: Jorge Helder, Armando Marçal, Jurim Moreira e Marco Pereira.


BIGLIETTI DA 15 A 20 EURO

INFO: 06 80241281
Ufficio stampa Musica per Roma tel. 06-80241574 – 231 – 228
ufficiostampa@musicaperroma.it
Grazie a www.pinojazz.it
STEFANO BOLLANI
I VISIONARI
Stefano Bollani, pianoforte
Mirko Guerrini, sassofoni e flauto
Nico Gori, clarinetti e sassofoni
Ferruccio Spinetti, contrabbasso
Cristiano Calcagnile, batteria

Bollani compositore: abbiamo avuto modo di conoscerlo nei due dischi dell' Orchestra del Titanic, anch'esso un quintetto che includeva fra gli altri Antonello Salis alla fisarmonica. Dischi usciti pochi anni fa per l'etichetta Via Veneto (“L'orchestra del Titanic” e “Il cielo da quaggiù”). Nei due dischi Label bleu (“Les fleures bleues” e “Småt småt”) troviamo ancora brani usciti dalla sua penna, pensati per il proprio pianoforte. Questo nuovo gruppo, composto da giovanissimi talenti, ha un repertorio interamente nuovo, scritto per questa formazione, la cui caratteristica principale sembra essere l'energia e l'eclettismo dei componenti. Basta seguire il loro percorso artistico, riassunto brevemente in questa scheda, per rendersi conto che fra le pieghe del gruppo ne è passata di musica: pop d'autore, sperimentazione, musica classica, hard bop.... e via dicendo. Tutto ciò porta a una musica frizzante che sfugge amabilmente a qualsiasi collocazione.

STEFANO BOLLANI - piano. A sei anni vuole diventare cantante e così per accompagnare la sua voce, Stefano Bollani inizia a suonare la tastiera che è in casa. Pochi anni dopo incide una cassetta in cui canta e suona, la invia al suo mito, Renato Carosone, e la accompagna con una lettera in cui spiega il suo sogno. Carosone gli risponde consigliandogli di ascoltare tanto blues e jazz. Compra il suo primo disco di jazz: il secondo volume dell’enciclopedia della Fratelli Fabbri, dedicato a Charlie Parker. Ad 11 anni s’iscrive al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove si diplomerà nel 1993, in pianoforte. A 15 anni calca i palcoscenici come professionista e contemporaneamente studia con Luca Flores, Mauro Grossi, Franco D’Andrea di cui segue i seminari a Siena Jazz. Lavora come turnista pop al fianco di Raf, Jovanotti, Irene Grandi, Laura Pausini. Nel 1996 presso il teatro Metastasio di Prato divide il palco per la prima volta con Enrico Rava che lo invita a suonare con lui a Parigi. Rapide sono le tappe della sua ascesa: dall’affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione dell' Orchestra del Titanic (all’attivo numerosi concerti e due dischi per l’etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (Abbassa la tua radio con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese....e Guarda che luna! con Gianmaria Testa, la Banda Osiris....) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone.
Persino in Giappone si sono accorti di Stefano Bollani e Swing Journal, la più autorevole pubblicazione jazz di quel paese, gli ha conferito, sempre nel 2003, il New Star award, la prima volta per un musicista europeo. Innumerevoli le sue collaborazioni oltre a quella “storica” con Rava
(col quale ha registrato 15 dischi, uno dei quali, Tati, Ecm 2005, miglior disco dell' anno per l' Academie du jazz francese): Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Miroslav Vitous, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu e le sue presenze sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano).La sua musica vive spesso all'insegna dell'ironia, caratteristica evidente in molti dei suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la Gnosi delle fanfole, disco nel quale ha messo in musica, insieme al cantautore Massimo Altomare, le surreali poesie di Fosco Maraini (1998), e la Cantata dei pastori immobili, sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro + cd) dall’editore Donzelli (2004). Ha realizzato quattro dischi per l’etichetta francese Label Bleu: Les fleures bleues, 2002, un omaggio allo scrittore Raymond Queneau, realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in solitudine Smat smat, 2003; Concertone, 2004,composizione per trio jazz e orchestra sinfonica, con l' Orchestra della Toscana su arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri, ed infine I Visionari, 2006, primo disco con il suo nuovo quintetto con Mirko Guerrini al sax, Nico Gori al clarinetto, Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.Nel 2003 inizia la collaborazione con i due danesi Jesper Bodilsen e Morten Lundcon cui incide per la Stunt Records Mi ritorni in mente e nel 2005 Gleda, songs from Scandinavia.Per la collana "Racconti di canzoni" ha pubblicato il libro "L'America di Renato Carosone" (editore Elleu, 2004). Nel maggio 2006 nella collana dedicata al Jazz del settimanale L’Espresso, esce il primo disco italiano del suo trio con Ares Tavolazzi e Walter Paoli. I dischi precedenti erano usciti unicamente per l’etichetta giapponese Venus Records. Per il suo carattere estroso e divertente e per le sue doti naturali di entertainer, Bollani si guadagna la copertina del settimanale Topolino (sempre nel maggio di quest’anno), unico jazzista italiano a confrontarsi con Paperoga! A settembre 2006 escono in contemporanea Piano Solo, primo cd a suo nome per ECM, ed il suo primo romanzo La sindrome di Brontolo per i tipi di Baldini Castoldi, Dalai edizioni.
Ha recentemente vinto l’European Jazz Prize come miglior musicista europeo dell’anno 2007; il premio è stato consegnato a Vienne il 14 dicembre scorso al Porgy & Bess Club.
MIRKO GUERRINI – sassofoni, flauti. Dopo il diploma in sassofono nel 1992, inizia una intensa attività in gruppi jazz, lavorando fra gli altri con l'ensemble Theatrum di Stefano Battaglia, con Dave Liebman, con l’European Jazz Orchestra diretta da Pierre Dorge, mantenendo un piede nella musica sinfonica (è chiamato abitualmente nell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino) e soprattutto nel pop d'autore. In questo ambito ha lavorato al fianco di Marco Parente (per i dischi “Trasparente” e “L'attuale jungla”, in cui ha diretto la "creatura" cui tiene di più, la Big Band Millenium's Bug), Ivano Fossati e Giorgio Gaber (dal vivo e nei dischi “La mia generazione ha perso” e “Io non mi sento italiano” di cui ha curato anche gli arrangiamenti di fiati e archi). Ha all'attivo due dischi a proprio nome, uno per l' etichetta Modern Times (Tornando a casa) e uno per la Philology (Mirko e i diavoli del ritmo)
NICO GORI - clarinetti, sassofoni. Vincitore del premio Massimo Urbani nell'anno 2000 come miglior talento emergente, ha appena realizzato il suo esordio da leader in un disco di prossima uscita, alla guida di un gruppo comprendente Sandro Gibellini, Massimo Moriconi e Ellade Bandini, ospite Renato Sellani. Diplomatosi in clarinetto nel 1993 e in musica jazz dieci anni dopo, assiduo collaboratore di Tiziana Ghiglioni nei suoi dischi più recenti, ha lavorato in ambito pop suonando in tournèe con Dirotta su Cuba, Anna Oxa, Massimo Moriconi e Fabio Concato.
FERRUCCIO SPINETTI – contrabbasso. Nel 1990 entra a far parte della Piccola Orchestra Avion Travel. In quattordici anni hanno registrato nove cd per la Sugar, realizzato colonne sonore e tenuto in concerti in tutt'Italia e all'estero, arrivando a vincere il festival di Sanremo nel 2000. Ha prestato il suo contrabbasso, strumento nel quale si è diplomato nel 1994, a artisti pop come Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Gino Paoli, Nada e Patty Pravo e a grandi del jazz come Mal Waldron e Rita Marcotulli. Forma un duo con la cantante Petra Magoni, con la quale ha inciso il disco “Musica nuda”, uscito nel 2004 per l'etichetta Storie di note.
CRISTIANO CALCAGNILE - batteria, percussioni. Musicista attento alla coesione e alla sperimentazione dei diversi linguaggi, si trova a suo agio in ensemble di musica contemporanea (Milan Percussion ensemble diretto da David Searcy) o in compagnia di musicisti curiosi quanto lui, jazzisti sui generis come Ernst Reijseger, Tristan Honsinger, Cristina Zavalloni, Paul McCandless, Steve Piccolo, Misha Mengelberg. In ambito pop/rock fa parte del progetto “Il silenzio
e lo spirito” con Eugenio Finardi e collabora stabilmente dal 1997 con la cantante Cristina Donà, al fianco della quale ha girato in lungo e largo il nostro paese. Di recente uscita il primo disco a proprio nome, alla guida di un trio comprendente Antonio Borghini e Libero Mureddu (“Chant”, Caligola records).
Il Pino Jazz Fest è proposto dall’Amministrazione Comunale di Pino Torinese con il contributo della Regione Piemonte e con la collaborazione organizzativa della Pro Loco di Pino Torinese e la direzione artistica del Centro Jazz Torino.
STEFANO BOLLANI APRE LA SERIE TELECOMUSICA
Il giro del mondo in concerto
14 Giugno ore 21: NEW YORK CONCERT

Primo appuntamento di TelecoMusica sabato 14 giugno alle ore 21. Il viaggio musicale nelle "colonne sonore" di quattro splendidi luoghi proposto dall'Accademia di Santa Cecilia e Telecom Italia come appuntamento estivo dedicato alla musica più amata dal grande pubblico.
Si comincia con il ritorno di Stefano Bollani, il grande artista jazz che tutto il mondo ci invidia. Il concerto è anche il primo del ciclo TelecoMusica, quattro appuntamenti con la musica di altrettanti paesi del pianeta terra, che ci porteranno negli Stati Uniti e in Argentina, per fare ritorno in Italia insieme ai poemi sinfonici romani di Ottorino Respighi diretti da Antonio Pappano. Con Gershwin, riesplodono le euforie jazzistiche e gli struggimenti blues del brano che si contende con Un Americano a Parigi il primato del pezzo più famoso e amato dell’autore dell’opera Porgy and Bess. Tutta la musica americana del XX secolo non ha potuto né voluto sottrarsi ai contagiosi ritmi di un genere che prima di conquistare il mondo intero arrivò ad affascinare molti compositori europei, tra cui Ravel e Shostakovich. Leonard Bernstein, forse il più popolare tra i musicisti statunitensi grazie a West Side Story e alla colonna sonora del film Fronte del porto, rinnova il proprio inno d’amore alla città di New York in un balletto che dal jazz prende non solo la scatenata allegria, ma pure la sofisticata eleganza: Fancy Free. Su coreografie di Jerome Robbins, racconta la libera uscita di tre marinai a spasso per la Grande Mela. Una curiosità: è anche uno dei brani ascoltati alla radio da uno degli anonimi condomini di James Stewart nella Finestra sul Cortile di Hitchcock... Chiude il programma l’omaggio europeo per eccellenza all’America del Nord: la Sinfonia dal Nuovo Mondo di Antonin Dvořák. Sul podio, una giovane promessa tra le bacchette nate in U.S.A.: Andrew Grams.

Sabato 14 Giugno 2008 ore 21, Sala Santa Cecilia
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Andrew Grams direttore, Stefano Bollani pianoforte

Bernstein Fancy Free, suite per orchestra , Gershwin Rhapsody in blue, per pianoforte e orchestra
Dvořák Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 "Dal nuovo mondo"
TelecoMusica
NOTE IN VIAGGIO
Il giro del mondo in concerto

Luisotti, Bollani, Bacalov, Galliano
protagonisti dell'Estate sinfonica di Santa Cecilia

14 giugno - 23 luglio 2008


E' un viaggio musicale nelle "colonne sonore" di quattro splendidi luoghi quello che l'Accademia di Santa Cecilia e Telecom Italia propongono come appuntamento estivo dedicato alla musica più amata dal grande pubblico.
Seguendo la sua tradizionale passione per la musica, in particolare nella città di Roma, Telecom Italia ha pensato di affiancare l’Accademia di Santa Cecilia in un giro del mondo che ricrei le atmosfere di città e paesi che sono entrati di diritto nel ritmo e nel cuore degli appassionati.
Il jazz di New York sarà riproposto attraverso il travolgente Gershwin di Stefano Bollani, il tango di Buenos Aires andrà in scena in Piazza del Campidoglio nell’interpretazione del maestro Luis Bacalov, l'incandescente Spagna rivivrà nel virtuoso violino di Massimo Quarta e la Russia fiabesca e drammatica sarà protagonista dell’ultimo concerto orchestrato dalla bacchetta internazionale Nicola Luisotti.
Sono queste le mete che Telecom Italia e l'Orchestra e il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia vi invitano a raggiungere nei due mesi di TelecoMusica, il giro del mondo in concerto.



New York Concert
Sabato 14 giugno ore 21 - Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica
Andrew Grams direttore
Stefano Bollani pianoforte
Non ha bisogno di presentazione il pianista jazz più amato che torna ad esibirsi con l'Orchestra dell'Accademia nella sua travolgente interpretazione della Rapsodia in blue di Gershwin, che ha trionfato a Santa Cecilia nell'autunno scorso. Si presenta invece per la prima volta sul podio dell'Accademia Andrew Grams, promettente bacchetta americana che, dopo un lungo lavoro come direttore assistente alla Cleveland Orchestra ha già debuttato sul podio della Chicago Symphony e dell'Orchestra di Baltimora. Il programma si completa con il balletto Fancy Free di Bernstein (prima collaborazione di Bernstein con il grande coreografo newyorkese Jerome Robbins), in cui si narrano le avventure di tre marinai nella Manhattan degli anni 40. Conclude la Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak. I brani sono collegati alla città di New York: tanto Rapsodie in blue quanto la Sinfonia dal Nuovo Mondo hanno avuto la loro prima esecuzione alla Carnegie Hall.

Buenos Aires Tango
Venerdì 20 giugno ore 21 - Piazza del Campidoglio
Louis Bacalov direttore
Richard Galliano bandoneon
Serata a tutto tango, serata Piazzolla dunque, e come fare a meno dello struggente bandoneon di Richard Galliano, nonché delle invenzioni musicali di Louis Bacalov? E, infatti, per questo concerto a ingresso libero in piazza del Campidoglio organizzato in occasione della Festa della Musica in collaborazione con il Comune di Roma, il grande artista francese eseguirà Tangazo, appunti su Buenos Aires e Aconcagua Concerto per bandoneon di Piazzolla. Nella seconda parte Louis Bacalov dirigerà la sua Misa Tango, che verrà eseguita dall'Orchestra e dal Coro dell'Accademia, di cui ricordiamo un’incisione con Placido Domingo che ebbe una nomination al Grammy Award.

Symphonie d'Espagne
Giovedì 3 luglio ore 21 - Cavea - Auditorium Parco della Musica
John Axelrod direttore
Massimo Quarta violino

Profumi spagnoli per una serata tutta francese con alcuni dei capolavori di tutti i tempi, come il Bolero e la Rapsodie Espagnole di Ravel. Massimo Quarta metterà a disposizione il suo virtuosismo per la Symphonie Espagnole di Eduard Lalo, un brano che, a dispetto del titolo, non è una sinfonia ma un concerto per violino, mentre il direttore John Axelrod completerà la serata dirigendo la colorata España di Chabrier. Direttore dell'Orchestra Sinfonica di Lucerna, John Axelrod è già un habitué delle grandi orchestre avendo diretto la Philadelphia Orchestra, il Gewandhaus di Lipsia. In Italia ha ottenuto un grande successo sul podio della Scala nell'edizione del Candide di Bernstein con la regia di Carsen.

Russkaya Noch (Notte russa)
Mercoledì 23 luglio ore 21 - Cavea - Auditorium Parco della Musica
Nicola Luisotti direttore

Le inquietanti atmosfere di Una notte sul Monte Calvo di Mussorgsky nell'orchestrazione di Rimsky-Korsakov, le suggestive Danze Polovesiane di Borodin, la tragica Sinfonia n. 4 di Ciaikovski, sotto la sapiente direzione di Nicola Luisotti, da poco nominato direttore musicale della San Francisco Opera e ormai una delle bacchette italiane più amate nel mondo concludono il "viaggio".
Grazie a http://www.biografieonline.it    
Stefano Bollani
5 dicembre 1972
L'ironia del jazz
Stefano Bollani nelle opere letterarie
Visita la discografia di Stefano Bollani



Stefano Bollani



A sei anni vuole diventare cantante e così per accompagnare la sua voce, Stefano Bollani inizia a suonare la tastiera che è in casa. Pochi anni dopo incide una cassetta in cui canta e suona, la invia al suo mito, Renato Carosone, e la accompagna con una lettera in cui spiega il suo sogno. Carosone gli risponde consigliandogli di ascoltare tanto blues e jazz e così Bollani fa.

Compra il suo primo disco: il secondo volume dell'enciclopedia del jazz della Fratelli Fabbri. Ad 11 anni s'iscrive al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove si diplomerà nel 1993, in pianoforte.

A 15 anni calca i palcoscenici come professionista, suonando soprattutto pop, e contemporaneamente studia con Luca Flores, Mauro Grossi, Franco D'Andrea di cui segue i seminari a Siena Jazz.

Nel 1996 incontra Enrico Rava al Teatro Metastasio di Prato che lo invita subito a suonare con lui a Parigi e gli dice:"Sei giovane, non hai famiglia. Rischia, lascia il pop e dedicati a tempo pieno alla musica che ami" . Bollani segue il consiglio di Rava, non parte in tournèe con Jovanotti e si tuffa nel jazz, linguaggio d'improvvisazione e libertà.Rapide sono le tappe della sua ascesa: dall'importante collaborazione, tuttora attiva, con il suo mentore Enrico Rava, all' affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione della sua Orchestra del Titanic (all' attivo numerosi concerti e due dischi per l' etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (Abbassa la tua radio con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese....e Guarda che luna! con Gianmaria Testa, la Banda Osiris....) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone, solitamente destinato a cantanti.

Persino in Giappone si sono accorti di Stefano Bollani e Swing Journal, la più autorevole pubblicazione jazz di quel paese, gli ha conferito, sempre nel 2003, il New Star award, la prima volta per un musicista europeo. Innumerevoli le sue collaborazioni oltre a quella "storica" con Rava: Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu e le sue presenze sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano).La sua musica vive spesso all'insegna dell'ironia, caratteristica evidente in tutti i suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la Gnosi delle fanfole, disco nel quale ha messo in musica, insieme al cantautore Massimo Altomare, le surreali poesie di Fosco Maraini (1998), e la Cantata dei pastori immobili, sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro cd) dall' editore Donzelli (2004) Ha realizzato quattro dischi per l'etichetta francese Label Bleu: Les fleures bleues, 2002, un omaggio allo scrittore Raymond Queneau, realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in solitudine Smat smat, 2003; Concertone, 2004,composizione per trio jazz e orchestra sinfonica, con arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri, ed infine I Visionari, primo disco con il suo nuovo quintetto con Mirko Guerrini al sax, Nico Gori al clarinetto, Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.Nel 2003 inizia la collaborazione con i due danesi Jesper Bodilsen e Morten Lund con cui incide per la Stunt Records Mi ritorni in mente e nel 2005 Gleda, songs from Scandinavia.

Per la collana "Racconti di canzoni" ha pubblicato (editore Elleu, 2004), omaggio alla storia dello swing e del jazz nel nostro paese e soprattutto al suo mito Carosone. Nel maggio scorso nella collana dedicata al Jazz del settimanale L'Espresso, esce il primo disco italiano del suo trio con Ares Tavolazzi e Walter Paoli. I dischi precedenti erano usciti unicamente per l'etichetta giapponese Venus Records.Per il suo carattere estroso e divertente e per le sue doti naturali di entertainer, Stefano Bollani si guadagna la copertina del settimanale (sempre nel maggio di quest'anno), unico jazzista italiano a confrontarsi con Paperoga!

A settembre 2006 sono usciti in contemporanea Piano Solo primo cd a suo nome per ECM,che conquista subito le prime posizioni nella classifica delle vendite jazz ed entra nella classifica di Sorrisi&Canzoni al 31°posto; ed il suo primo romanzo La sindrome di Brontolo per i tipi di Baldini Castoldi, Dalai ed.
ultimo aggiornamento: 20/06/2007
Stefano Bollani nelle opere letterarie
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