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STEFANO BOLLANI
I VISIONARI
Stefano Bollani, pianoforte
Mirko Guerrini, sassofoni e flauto
Nico Gori, clarinetti e sassofoni
Ferruccio Spinetti, contrabbasso
Cristiano Calcagnile, batteria

Bollani compositore: abbiamo avuto modo di conoscerlo nei due dischi dell' Orchestra del Titanic, anch'esso un quintetto che includeva fra gli altri Antonello Salis alla fisarmonica. Dischi usciti pochi anni fa per l'etichetta Via Veneto (“L'orchestra del Titanic” e “Il cielo da quaggiù”). Nei due dischi Label bleu (“Les fleures bleues” e “Småt småt”) troviamo ancora brani usciti dalla sua penna, pensati per il proprio pianoforte. Questo nuovo gruppo, composto da giovanissimi talenti, ha un repertorio interamente nuovo, scritto per questa formazione, la cui caratteristica principale sembra essere l'energia e l'eclettismo dei componenti. Basta seguire il loro percorso artistico, riassunto brevemente in questa scheda, per rendersi conto che fra le pieghe del gruppo ne è passata di musica: pop d'autore, sperimentazione, musica classica, hard bop.... e via dicendo. Tutto ciò porta a una musica frizzante che sfugge amabilmente a qualsiasi collocazione.

STEFANO BOLLANI - piano. A sei anni vuole diventare cantante e così per accompagnare la sua voce, Stefano Bollani inizia a suonare la tastiera che è in casa. Pochi anni dopo incide una cassetta in cui canta e suona, la invia al suo mito, Renato Carosone, e la accompagna con una lettera in cui spiega il suo sogno. Carosone gli risponde consigliandogli di ascoltare tanto blues e jazz. Compra il suo primo disco di jazz: il secondo volume dell’enciclopedia della Fratelli Fabbri, dedicato a Charlie Parker. Ad 11 anni s’iscrive al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove si diplomerà nel 1993, in pianoforte. A 15 anni calca i palcoscenici come professionista e contemporaneamente studia con Luca Flores, Mauro Grossi, Franco D’Andrea di cui segue i seminari a Siena Jazz. Lavora come turnista pop al fianco di Raf, Jovanotti, Irene Grandi, Laura Pausini. Nel 1996 presso il teatro Metastasio di Prato divide il palco per la prima volta con Enrico Rava che lo invita a suonare con lui a Parigi. Rapide sono le tappe della sua ascesa: dall’affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione dell' Orchestra del Titanic (all’attivo numerosi concerti e due dischi per l’etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (Abbassa la tua radio con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese....e Guarda che luna! con Gianmaria Testa, la Banda Osiris....) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone.
Persino in Giappone si sono accorti di Stefano Bollani e Swing Journal, la più autorevole pubblicazione jazz di quel paese, gli ha conferito, sempre nel 2003, il New Star award, la prima volta per un musicista europeo. Innumerevoli le sue collaborazioni oltre a quella “storica” con Rava
(col quale ha registrato 15 dischi, uno dei quali, Tati, Ecm 2005, miglior disco dell' anno per l' Academie du jazz francese): Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Miroslav Vitous, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu e le sue presenze sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano).La sua musica vive spesso all'insegna dell'ironia, caratteristica evidente in molti dei suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la Gnosi delle fanfole, disco nel quale ha messo in musica, insieme al cantautore Massimo Altomare, le surreali poesie di Fosco Maraini (1998), e la Cantata dei pastori immobili, sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro + cd) dall’editore Donzelli (2004). Ha realizzato quattro dischi per l’etichetta francese Label Bleu: Les fleures bleues, 2002, un omaggio allo scrittore Raymond Queneau, realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in solitudine Smat smat, 2003; Concertone, 2004,composizione per trio jazz e orchestra sinfonica, con l' Orchestra della Toscana su arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri, ed infine I Visionari, 2006, primo disco con il suo nuovo quintetto con Mirko Guerrini al sax, Nico Gori al clarinetto, Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.Nel 2003 inizia la collaborazione con i due danesi Jesper Bodilsen e Morten Lundcon cui incide per la Stunt Records Mi ritorni in mente e nel 2005 Gleda, songs from Scandinavia.Per la collana "Racconti di canzoni" ha pubblicato il libro "L'America di Renato Carosone" (editore Elleu, 2004). Nel maggio 2006 nella collana dedicata al Jazz del settimanale L’Espresso, esce il primo disco italiano del suo trio con Ares Tavolazzi e Walter Paoli. I dischi precedenti erano usciti unicamente per l’etichetta giapponese Venus Records. Per il suo carattere estroso e divertente e per le sue doti naturali di entertainer, Bollani si guadagna la copertina del settimanale Topolino (sempre nel maggio di quest’anno), unico jazzista italiano a confrontarsi con Paperoga! A settembre 2006 escono in contemporanea Piano Solo, primo cd a suo nome per ECM, ed il suo primo romanzo La sindrome di Brontolo per i tipi di Baldini Castoldi, Dalai edizioni.
Ha recentemente vinto l’European Jazz Prize come miglior musicista europeo dell’anno 2007; il premio è stato consegnato a Vienne il 14 dicembre scorso al Porgy & Bess Club.
MIRKO GUERRINI – sassofoni, flauti. Dopo il diploma in sassofono nel 1992, inizia una intensa attività in gruppi jazz, lavorando fra gli altri con l'ensemble Theatrum di Stefano Battaglia, con Dave Liebman, con l’European Jazz Orchestra diretta da Pierre Dorge, mantenendo un piede nella musica sinfonica (è chiamato abitualmente nell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino) e soprattutto nel pop d'autore. In questo ambito ha lavorato al fianco di Marco Parente (per i dischi “Trasparente” e “L'attuale jungla”, in cui ha diretto la "creatura" cui tiene di più, la Big Band Millenium's Bug), Ivano Fossati e Giorgio Gaber (dal vivo e nei dischi “La mia generazione ha perso” e “Io non mi sento italiano” di cui ha curato anche gli arrangiamenti di fiati e archi). Ha all'attivo due dischi a proprio nome, uno per l' etichetta Modern Times (Tornando a casa) e uno per la Philology (Mirko e i diavoli del ritmo)
NICO GORI - clarinetti, sassofoni. Vincitore del premio Massimo Urbani nell'anno 2000 come miglior talento emergente, ha appena realizzato il suo esordio da leader in un disco di prossima uscita, alla guida di un gruppo comprendente Sandro Gibellini, Massimo Moriconi e Ellade Bandini, ospite Renato Sellani. Diplomatosi in clarinetto nel 1993 e in musica jazz dieci anni dopo, assiduo collaboratore di Tiziana Ghiglioni nei suoi dischi più recenti, ha lavorato in ambito pop suonando in tournèe con Dirotta su Cuba, Anna Oxa, Massimo Moriconi e Fabio Concato.
FERRUCCIO SPINETTI – contrabbasso. Nel 1990 entra a far parte della Piccola Orchestra Avion Travel. In quattordici anni hanno registrato nove cd per la Sugar, realizzato colonne sonore e tenuto in concerti in tutt'Italia e all'estero, arrivando a vincere il festival di Sanremo nel 2000. Ha prestato il suo contrabbasso, strumento nel quale si è diplomato nel 1994, a artisti pop come Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Gino Paoli, Nada e Patty Pravo e a grandi del jazz come Mal Waldron e Rita Marcotulli. Forma un duo con la cantante Petra Magoni, con la quale ha inciso il disco “Musica nuda”, uscito nel 2004 per l'etichetta Storie di note.
CRISTIANO CALCAGNILE - batteria, percussioni. Musicista attento alla coesione e alla sperimentazione dei diversi linguaggi, si trova a suo agio in ensemble di musica contemporanea (Milan Percussion ensemble diretto da David Searcy) o in compagnia di musicisti curiosi quanto lui, jazzisti sui generis come Ernst Reijseger, Tristan Honsinger, Cristina Zavalloni, Paul McCandless, Steve Piccolo, Misha Mengelberg. In ambito pop/rock fa parte del progetto “Il silenzio
e lo spirito” con Eugenio Finardi e collabora stabilmente dal 1997 con la cantante Cristina Donà, al fianco della quale ha girato in lungo e largo il nostro paese. Di recente uscita il primo disco a proprio nome, alla guida di un trio comprendente Antonio Borghini e Libero Mureddu (“Chant”, Caligola records).
Il Pino Jazz Fest è proposto dall’Amministrazione Comunale di Pino Torinese con il contributo della Regione Piemonte e con la collaborazione organizzativa della Pro Loco di Pino Torinese e la direzione artistica del Centro Jazz Torino.
STEFANO BOLLANI APRE LA SERIE TELECOMUSICA
Il giro del mondo in concerto
14 Giugno ore 21: NEW YORK CONCERT

Primo appuntamento di TelecoMusica sabato 14 giugno alle ore 21. Il viaggio musicale nelle "colonne sonore" di quattro splendidi luoghi proposto dall'Accademia di Santa Cecilia e Telecom Italia come appuntamento estivo dedicato alla musica più amata dal grande pubblico.
Si comincia con il ritorno di Stefano Bollani, il grande artista jazz che tutto il mondo ci invidia. Il concerto è anche il primo del ciclo TelecoMusica, quattro appuntamenti con la musica di altrettanti paesi del pianeta terra, che ci porteranno negli Stati Uniti e in Argentina, per fare ritorno in Italia insieme ai poemi sinfonici romani di Ottorino Respighi diretti da Antonio Pappano. Con Gershwin, riesplodono le euforie jazzistiche e gli struggimenti blues del brano che si contende con Un Americano a Parigi il primato del pezzo più famoso e amato dell’autore dell’opera Porgy and Bess. Tutta la musica americana del XX secolo non ha potuto né voluto sottrarsi ai contagiosi ritmi di un genere che prima di conquistare il mondo intero arrivò ad affascinare molti compositori europei, tra cui Ravel e Shostakovich. Leonard Bernstein, forse il più popolare tra i musicisti statunitensi grazie a West Side Story e alla colonna sonora del film Fronte del porto, rinnova il proprio inno d’amore alla città di New York in un balletto che dal jazz prende non solo la scatenata allegria, ma pure la sofisticata eleganza: Fancy Free. Su coreografie di Jerome Robbins, racconta la libera uscita di tre marinai a spasso per la Grande Mela. Una curiosità: è anche uno dei brani ascoltati alla radio da uno degli anonimi condomini di James Stewart nella Finestra sul Cortile di Hitchcock... Chiude il programma l’omaggio europeo per eccellenza all’America del Nord: la Sinfonia dal Nuovo Mondo di Antonin Dvořák. Sul podio, una giovane promessa tra le bacchette nate in U.S.A.: Andrew Grams.

Sabato 14 Giugno 2008 ore 21, Sala Santa Cecilia
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Andrew Grams direttore, Stefano Bollani pianoforte

Bernstein Fancy Free, suite per orchestra , Gershwin Rhapsody in blue, per pianoforte e orchestra
Dvořák Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 "Dal nuovo mondo"
TelecoMusica
NOTE IN VIAGGIO
Il giro del mondo in concerto

Luisotti, Bollani, Bacalov, Galliano
protagonisti dell'Estate sinfonica di Santa Cecilia

14 giugno - 23 luglio 2008


E' un viaggio musicale nelle "colonne sonore" di quattro splendidi luoghi quello che l'Accademia di Santa Cecilia e Telecom Italia propongono come appuntamento estivo dedicato alla musica più amata dal grande pubblico.
Seguendo la sua tradizionale passione per la musica, in particolare nella città di Roma, Telecom Italia ha pensato di affiancare l’Accademia di Santa Cecilia in un giro del mondo che ricrei le atmosfere di città e paesi che sono entrati di diritto nel ritmo e nel cuore degli appassionati.
Il jazz di New York sarà riproposto attraverso il travolgente Gershwin di Stefano Bollani, il tango di Buenos Aires andrà in scena in Piazza del Campidoglio nell’interpretazione del maestro Luis Bacalov, l'incandescente Spagna rivivrà nel virtuoso violino di Massimo Quarta e la Russia fiabesca e drammatica sarà protagonista dell’ultimo concerto orchestrato dalla bacchetta internazionale Nicola Luisotti.
Sono queste le mete che Telecom Italia e l'Orchestra e il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia vi invitano a raggiungere nei due mesi di TelecoMusica, il giro del mondo in concerto.



New York Concert
Sabato 14 giugno ore 21 - Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica
Andrew Grams direttore
Stefano Bollani pianoforte
Non ha bisogno di presentazione il pianista jazz più amato che torna ad esibirsi con l'Orchestra dell'Accademia nella sua travolgente interpretazione della Rapsodia in blue di Gershwin, che ha trionfato a Santa Cecilia nell'autunno scorso. Si presenta invece per la prima volta sul podio dell'Accademia Andrew Grams, promettente bacchetta americana che, dopo un lungo lavoro come direttore assistente alla Cleveland Orchestra ha già debuttato sul podio della Chicago Symphony e dell'Orchestra di Baltimora. Il programma si completa con il balletto Fancy Free di Bernstein (prima collaborazione di Bernstein con il grande coreografo newyorkese Jerome Robbins), in cui si narrano le avventure di tre marinai nella Manhattan degli anni 40. Conclude la Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak. I brani sono collegati alla città di New York: tanto Rapsodie in blue quanto la Sinfonia dal Nuovo Mondo hanno avuto la loro prima esecuzione alla Carnegie Hall.

Buenos Aires Tango
Venerdì 20 giugno ore 21 - Piazza del Campidoglio
Louis Bacalov direttore
Richard Galliano bandoneon
Serata a tutto tango, serata Piazzolla dunque, e come fare a meno dello struggente bandoneon di Richard Galliano, nonché delle invenzioni musicali di Louis Bacalov? E, infatti, per questo concerto a ingresso libero in piazza del Campidoglio organizzato in occasione della Festa della Musica in collaborazione con il Comune di Roma, il grande artista francese eseguirà Tangazo, appunti su Buenos Aires e Aconcagua Concerto per bandoneon di Piazzolla. Nella seconda parte Louis Bacalov dirigerà la sua Misa Tango, che verrà eseguita dall'Orchestra e dal Coro dell'Accademia, di cui ricordiamo un’incisione con Placido Domingo che ebbe una nomination al Grammy Award.

Symphonie d'Espagne
Giovedì 3 luglio ore 21 - Cavea - Auditorium Parco della Musica
John Axelrod direttore
Massimo Quarta violino

Profumi spagnoli per una serata tutta francese con alcuni dei capolavori di tutti i tempi, come il Bolero e la Rapsodie Espagnole di Ravel. Massimo Quarta metterà a disposizione il suo virtuosismo per la Symphonie Espagnole di Eduard Lalo, un brano che, a dispetto del titolo, non è una sinfonia ma un concerto per violino, mentre il direttore John Axelrod completerà la serata dirigendo la colorata España di Chabrier. Direttore dell'Orchestra Sinfonica di Lucerna, John Axelrod è già un habitué delle grandi orchestre avendo diretto la Philadelphia Orchestra, il Gewandhaus di Lipsia. In Italia ha ottenuto un grande successo sul podio della Scala nell'edizione del Candide di Bernstein con la regia di Carsen.

Russkaya Noch (Notte russa)
Mercoledì 23 luglio ore 21 - Cavea - Auditorium Parco della Musica
Nicola Luisotti direttore

Le inquietanti atmosfere di Una notte sul Monte Calvo di Mussorgsky nell'orchestrazione di Rimsky-Korsakov, le suggestive Danze Polovesiane di Borodin, la tragica Sinfonia n. 4 di Ciaikovski, sotto la sapiente direzione di Nicola Luisotti, da poco nominato direttore musicale della San Francisco Opera e ormai una delle bacchette italiane più amate nel mondo concludono il "viaggio".
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Stefano Bollani
5 dicembre 1972
L'ironia del jazz
Stefano Bollani nelle opere letterarie
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Stefano Bollani



A sei anni vuole diventare cantante e così per accompagnare la sua voce, Stefano Bollani inizia a suonare la tastiera che è in casa. Pochi anni dopo incide una cassetta in cui canta e suona, la invia al suo mito, Renato Carosone, e la accompagna con una lettera in cui spiega il suo sogno. Carosone gli risponde consigliandogli di ascoltare tanto blues e jazz e così Bollani fa.

Compra il suo primo disco: il secondo volume dell'enciclopedia del jazz della Fratelli Fabbri. Ad 11 anni s'iscrive al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove si diplomerà nel 1993, in pianoforte.

A 15 anni calca i palcoscenici come professionista, suonando soprattutto pop, e contemporaneamente studia con Luca Flores, Mauro Grossi, Franco D'Andrea di cui segue i seminari a Siena Jazz.

Nel 1996 incontra Enrico Rava al Teatro Metastasio di Prato che lo invita subito a suonare con lui a Parigi e gli dice:"Sei giovane, non hai famiglia. Rischia, lascia il pop e dedicati a tempo pieno alla musica che ami" . Bollani segue il consiglio di Rava, non parte in tournèe con Jovanotti e si tuffa nel jazz, linguaggio d'improvvisazione e libertà.Rapide sono le tappe della sua ascesa: dall'importante collaborazione, tuttora attiva, con il suo mentore Enrico Rava, all' affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz (miglior nuovo talento 1998); dalla direzione della sua Orchestra del Titanic (all' attivo numerosi concerti e due dischi per l' etichetta Via Veneto) alla realizzazione di dischi e spettacoli-omaggio alla musica leggera del passato (Abbassa la tua radio con, tra gli altri, Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Elio delle storie tese....e Guarda che luna! con Gianmaria Testa, la Banda Osiris....) fino alla consegna, nel settembre 2003 a Napoli, del Premio Carosone, solitamente destinato a cantanti.

Persino in Giappone si sono accorti di Stefano Bollani e Swing Journal, la più autorevole pubblicazione jazz di quel paese, gli ha conferito, sempre nel 2003, il New Star award, la prima volta per un musicista europeo. Innumerevoli le sue collaborazioni oltre a quella "storica" con Rava: Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu e le sue presenze sui palchi più prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Scala di Milano).La sua musica vive spesso all'insegna dell'ironia, caratteristica evidente in tutti i suoi lavori, alcuni particolarmente bizzarri e fuori dai canoni come la Gnosi delle fanfole, disco nel quale ha messo in musica, insieme al cantautore Massimo Altomare, le surreali poesie di Fosco Maraini (1998), e la Cantata dei pastori immobili, sorta di oratorio musicale per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino, pubblicato in un cofanetto (libro cd) dall' editore Donzelli (2004) Ha realizzato quattro dischi per l'etichetta francese Label Bleu: Les fleures bleues, 2002, un omaggio allo scrittore Raymond Queneau, realizzato con gli americani Scott Colley al basso e Clarence Penn alla batteria, un disco in solitudine Smat smat, 2003; Concertone, 2004,composizione per trio jazz e orchestra sinfonica, con arrangiamenti e direzione di Paolo Silvestri, ed infine I Visionari, primo disco con il suo nuovo quintetto con Mirko Guerrini al sax, Nico Gori al clarinetto, Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.Nel 2003 inizia la collaborazione con i due danesi Jesper Bodilsen e Morten Lund con cui incide per la Stunt Records Mi ritorni in mente e nel 2005 Gleda, songs from Scandinavia.

Per la collana "Racconti di canzoni" ha pubblicato (editore Elleu, 2004), omaggio alla storia dello swing e del jazz nel nostro paese e soprattutto al suo mito Carosone. Nel maggio scorso nella collana dedicata al Jazz del settimanale L'Espresso, esce il primo disco italiano del suo trio con Ares Tavolazzi e Walter Paoli. I dischi precedenti erano usciti unicamente per l'etichetta giapponese Venus Records.Per il suo carattere estroso e divertente e per le sue doti naturali di entertainer, Stefano Bollani si guadagna la copertina del settimanale (sempre nel maggio di quest'anno), unico jazzista italiano a confrontarsi con Paperoga!

A settembre 2006 sono usciti in contemporanea Piano Solo primo cd a suo nome per ECM,che conquista subito le prime posizioni nella classifica delle vendite jazz ed entra nella classifica di Sorrisi&Canzoni al 31°posto; ed il suo primo romanzo La sindrome di Brontolo per i tipi di Baldini Castoldi, Dalai ed.
ultimo aggiornamento: 20/06/2007
Stefano Bollani nelle opere letterarie
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