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| Birmania Itinerario 1 Myanmar fai da te Testi di Marco Tartaglia Foto di Michele Falzone Punto di partenza e arrivo: Italia/Bangkok Durata: 21 gg. Lunghezza: ca. 900 km + tratte in aereo e barca Mezzo di trasporto: aereo; auto a noleggio; bus e barche locali Difficoltà: nessuna Prezzo: 1500 euro circa compreso il volo da/per l'Italia La Birmania, oggi Myanmar: un Paese che ha tenuto per decenni i propri confini chiusi al turismo, una dittatura violenta e oppressiva che solo adesso pare allentare un po' le proprie catene (ma forse solo in apparenza, ad uso e consumo dei turisti), un popolo meraviglioso che conosce soltanto il sorriso. Andare in Birmania non è solo un viaggio in Estremo Oriente, ma è anche un viaggio nel tempo: già fuori dall'aeroporto di Yangon, ma mille volte di più nel resto del Myanmar, vi sembrerà di essere tornati a 200 anni fa. I mezzi di trasporto più diffusi sono i carri trainati dai buoi, e poi le biciclette e i calessini tirati dai cavalli. Le strade sono disseminate di buchi. Le case sono semplici capanne per lo più su palafitta per evitare gli allagamenti nella stagione delle piogge. E poi naturalmente i migliaia di stupa, di templi e di pagode disseminati ovunque. Le strutture turistiche private sono semplici e spartane ma confortevoli: quasi ovunque troverete camere con bagno, ma sono rari (per fortuna!) gli alberghi a 4 stelle e i ristoranti internazionali. Non c'è bisogno di andare con un viaggio organizzato. La dittatura (è triste ma è cosìo) garantisce una assoluta sicurezza in ogni luogo accessibile per cui potete girare ovunque da soli e in tranquillità. Lo stupa dorato della Shwedagon paya di Yangon Il lago Inle a l tramonto - ©Michele Falzone Certo, bisogna avere un minimo di spirito di adattamento e poca puzza sotto il naso: i ristoranti sono molto semplici e offrono per lo più cucina locale; la corrente elettrica è a 220 volts alternata, nel senso che c'è e non c'è a seconda dei momenti; può capitare di doversi tirare su i pantaloni per attraversare una strada che è diventata temporaneamente un fiume in piena; dovrete mettere e togliere le scarpe ogni volta che vi avvicinate ad un luogo che è o è stato sacro, e questo significa decine di volte al giorno... Se tutto questo vi preoccupa andate pure in vacanza ad Alassio o a Riccione, altrimenti visitate questo splendido Paese e vedrete che non ve ne pentirete! Primo giorno: Milano - Bangkok (aereo) Partiamo alle 16,40 da Malpensa con volo Blue Panorama per Bangkok (compagnia di linea Italiana, aerei Boing 767 nuovi, servizio eccellente. Unica pecca uno scalo a Bologna. Prezzo ottimo 549 Euro a testa MXP - BKK andata e ritorno. Sito www.blue-panorama.com). Secondo giorno: Bangkok - Yangon (aereo) Arriviamo a Bangkok alle 10,40 (+ 5 ore rispetto all'Italia durante l'ora legale, + 6 in inverno) e aspettiamo il volo Thai per Yangon delle 18,00 (221 euro a/r). C'è anche un volo alle 11,25, ma temevamo di perderlo in caso di ritardo. Arriviamo a Yangon alle 18,50 locali (+ 4,30 in estate) dove ci aspettano l'incaricato della Air Mandalay con i nostri biglietti e Kyaw, dell'agenzia birmana, il quale ci da un passaggio fino all'hotel che avevamo scelto e prenotato dall'Italia: il City Star Hotel che è in centro, vicino alla Sule Paya. E' un albergo cinese, in comoda posizione, pulito e tranquillo. La camera doppia costa 25 dollari, colazione compresa (www.citystarhotel.com). Sistemati i bagagli siamo andati a passeggio nei dintorni e a prendere un aperitivo allo Strand Hotel, un lussuoso albergo coloniale, probabilmente l'unico luogo di Yangon non coinvolto dal grande caos che impera in città. Terzo giorno: Visita di Yangon Lo stupa dorato della Shwedagon paya di Yangon Monaco theravada Dall'albergo prendiamo un taxi (800 kyat; 1 euro=1050 kyat) per la Swedagon Paya, il più maestoso complesso di templi e di stupa della capitale. La pagoda principale è alta 98 m ed è ricoperta da oltre 8000 lamine d'oro che brillano al sole mentre centinaia di campanellini tintinnano ad ogni alito di vento. All'interno del complesso regna un'atmosfera mistica in assoluto contrasto con il caos cittadino. Ovviamente tutto il complesso si gira a piedi nudi e questo può diventare un vero problema nelle giornate di sole perché i pavimenti diventano veramente infuocati (L'ingresso costa 5 $ + 3 $ per il diritto di scattare fotografie). Di fronte alla Swedagon c'è un'altra pagoda carina: la Maha Wizaya Paya. Da qui, con un taxi, si raggiunge la Chaukhtgyui Paya che ospita un enorme Buddha sdraiato oltre a una quantità di persone intente a pregare, mangiare, dormire o predire il futuro. Con un altro taxi (1500 kyat) raggiungiamo la Botataung Paya (2000 kyat) sulla riva del fiume che funge anche da porto di Yangon. Infine con un risciò (500 kyat) andiamo a visitare la Sule Paya, vicino all'hotel: francamente nulla di particolare. Vicino alla Sule Paya c'è il Yatha Tea Shop (Mahabandoola Road 353, 5 traverse dopo la Sule Paya in direzione est), un localino dove si può gustare ottimo thè indiano accompagnato da spuntini salati e dolci: è stato il nostro pranzo ed è costato ben 720 Kyat in due (cioè 36 centesimi a testa!). Il pomeriggio è proseguito a spasso per il mercato Theingyi Zei, ricco di mercanzie e prodotti alimentari e frequentato esclusivamente da locali e poi con una interessante visita ad un convento buddhista al quale eravamo stati invitati in mattinata da un monaco che ci aveva avvicinato alla Swedagon Paya: lì abbiamo appreso come si svolge la giornata di un monaco e quale sia lo spirito che anima i conventi buddhisti: se vi capita, approfittatene. Quarto giorno: Yangon - Mandalay (aereo) - Sagaing - Inwa - Amarapura - Mandalay (km 60 circa) Non è ancora l'alba quando prendiamo un taxi per l'aeroporto (5000 kyat) dove, alle 6.45, ci attende il volo Air Mandalay per Mandalay dove arriviamo alle 8 in punto. All'aeroporto di Mandalay ci aspetta l'autista birmano con la sua Toyota Saloon che ci accompagnerà per i prossimi 8 giorni. Prima tappa all'albergo per lasciare i bagagli: su consiglio dell'autista non andiamo a quello indicato dalla guida ma all'Hotel Unity (16 dollari la camera - unityhotel@mptmail.net.mm), molto più comodo e vicino al centro (Mandaly è una città molto grande e molto caotica). Lasciati i bagagli in albergo si parte alla volta delle città imperiali: Sagaing, Inwa e Amarapura (2 biglietti per tutte le zone da visitare: 3 dollari per Sagaing e Mingun; 10 dollari per Mandalay, Inwa, Amarapura). Vi sono una serie di templi, stupa e monasteri in tek, alcuni parzialmente in rovina, altri ben conservati, che vi faranno assaporare la vera essenza della Birmania: un misto di misticismo e di praticità ambientato in uno scenario settecentesco tra carri trainati dai buoi e calessini... che incanto! Sagaing comprende decine e decine di stupa che, dal fondo valle, si arrampicano fino alla cima della collina, con panorami mozzafiato. La chicca è Inwa: la macchina si arresta dove la strada è crollata sulla riva del fiume Ayeyarwady: da qui si prosegue in barca, anzi, meglio definirla zattera, e poi con il calesse, unico mezzo di trasporto possibile. A Inwa si visitano i resti del palazzo reale, una pagoda e poi, dopo un lungo tragitto con il calesse tra le diramazioni del fiume, si giunge dove sorge il Bagaya Kyaung, un meraviglioso convento buddhista interamente in tek, estremamente bello e suggestivo. La giornata termina visitando il vicino Ubein Bridge, ponte pedonale in tek lungo 1200 m e sostenuto da 984 pali in tek, e infine la bellissima Mahamuni Paya, pagoda molto bella che si trova tra Amarapura e Mandaly (le due città in realtà sono praticamente unite). Quinto giorno: Mandalay - Mingun - Mandalay Lo stupa dorato della Shwedagon paya di Yangon Rangoon intorno a Shwedagonc Alle ore 9 parte (dal molo sul fiume Ayeyarwady, all'estremità occidentale della Bayntnaung road, la 26a strada) l'unica barca per raggiungere l'altra città imperiale birmana: Mingun (a/r 1500 kyat, ritorno alle ore 13). Mingun si trova sulla sponda opposta del fiume rispetto a Mandalay e sembra che qui il tempo si sia dimenticato di trascorrere: capanne in legno e paglia, strade sterrate, oche, galline, carri trainati dai buoi, bancarelle di frittelle di mais e qualche negozietto fanno da cornice ai monumenti da visitare tra i quali vi è la più grossa pagoda del mondo (in realtà incompiuta, ma dalla sommità si gode una splendida vista), la più grossa campana intatta del mondo e i resti ben conservati di altri stupa e templi. Purtroppo è forse il posto della Birmania più frequentato dai turisti e questo toglie un po' di fascino ad una località che rimane comunque affascinante. Il pomeriggio lo dedichiamo a Mandalay Hill, una collina verso la periferia di Mandaly che ospita ai suoi piedi e sulla sua sommità una serie di complessi buddisti formati da templi e da centinaia di stupa a formare un paesaggio incantato. Abbiamo di proposito saltato il Forte di Mandalay perché, a parte le mura di cinta, non offre più nulla da vedere. Sesto giorno: Mandalay - Pindaya - Lago Inle (km 350 circa) Partenza alle 7,30 per Pindaya e Lago Inle. Otto ore di viaggio sono necessarie per arrivare a Pindaya, un luogo estremamente stravagante: si tratta di grotte visitabili contenenti circa 8000 Buddha di ogni dimensione, colore, materiale (l'ingresso costa 3 dollari). Dopo altre 3 ore di auto arriviamo al Lago Inle. Qui alloggiamo all'Hotel Paradise di Nyuang Shwe: bei bungalow contornati da un grazioso giardino (23 dollari la camera doppia, trattando sul prezzo. Le stanze sono ampie e pulite, dotate di aria condizionata). A cena proviamo un ristorante indiano in riva al fiume: l'Aroma Indian Food: ottima cena per 4200 Kyat in due (cucina indiana non esageratamente piccante; 2 euro a testa). Settimo giorno: Lago Inle did Pescatore sul lago Inle - ©Michele Falzone Direttamente con l'albergo organizziamo il giro del fiume in barca. Vi sono diverse opzioni, e noi scegliamo quella che prevede il giro più lungo e completo e che impegnerà l'intera giornata (13000 kyat + 3 dollari a testa di tasse per l'accesso al lago.) Il giro è stupefacente! Visitiamo villaggi dimenticati dal mondo, mercati ricchi di colori, odori, tessuti, cibi e mercanzie. Visitiamo i laboratori artigianali su palafitta dove si lavora la seta, il loto, l'argento, si fabbricano i coltelli e i sigari birmani. Passiamo con la barca tra gli "orti galleggianti", veri e propri orti fatti di terra poggiata su un intreccio di alghe e canne che galleggiano sul lago, ancorati al fondo con canne di bambù e coltivati a pomodori... Fantascienza? No, Birmania! Poi si risale il fiume fino a Indein, altro villaggio sperduto ai piedi di una collina che ospita alla sua sommità una pagoda con decine di stupa. Indein non è raggiungibile in barca durante la stagione secca. Dopo cena c'è ancora la forza per assistere allo spettacolo delle marionette, evento culturale di primaria importanza in Myanmar. Il " teatro" può ospitare non più di 8 spettatori, ma questa sera siamo in due: non posso dire che sia bello ma certamente interessante. Una serata diversa al costo di soli 2 dollari! Ottavo giorno: Lago Inle Nuovo giro in barca (5000 kyat) sul lago per vedere il villaggio di Kaundaing e il suo mercato, che offre ogni sorta di prodotto agricolo oltre alle caratteristiche borse birmane e agli abiti nei tessuti e nei colori tradizionali. Il pomeriggio lo trascorriamo a zonzo per il paese di Nyaungshwe, i suoi negozi, il suo mercato, le sue pagode, le sue sale da thè e quasi per caso visitiamo anche il museo che è ospitato all'interno di quello che fu il Palazzo Reale: da non perdere! Il palazzo è molto bello e il museo raccoglie alcuni abiti ed oggetti personali dei reali oltre ad alcuni splendidi pezzi di mobilio, tra cui il trono. Nono giorno: Lago Inle - Bagan (km 350 circa) Lasciamo a malincuore il Lago Inle alla volta di Bagan, sito archeologico sconfinato che comprende oltre 2000 tra templi e stupa ben conservati ed altri 2000 ridotti in rovina dai terremoti, tutti del XII sec. d.c. Partenza alle 7,30 e arrivo alle 17,30 dopo 350 chilometri di "strada". All'ingresso della zona archeologica si pagano 10 dollari a persona. Decidiamo di trattarci bene e andiamo in un bell'albergo della Old Bagan (il cuore della zona archeologica). L'hotel, prenotato via internet dall'Italia, si chiama Thande Hotel (thande@myanmar.com.mn): i bungalows costano 24 dollari a notte (40 in riva al fiume) e sono dotati di ogni confort. C'è la piscina (magnifica per rinfrescarsi durante il giorno o la sera, anche dopo cena) e non è lontano da un gruppo di ristorantini locali buoni ed economici. In albergo si possono affittare le biciclette (1500 kyat al giorno), fantastico mezzo di trasporto per girare tra templi e stupa in religioso silenzio e in assoluta libertà. Per i pigri ci sono gli "Oscar", calessini trainati dai cavalli. Decimo giorno: Bagan Il tramonto sulla piana di Bagan Cupole a Bagan Giornata intera in bicicletta in giro per Bagan. Inutile tentare di seguire un percorso preciso né tantomeno provare a descriverlo. Ci sono migliaia di stupa e templi ovunque. Procuratevi una piantina e un cappello di paglia (utile contro il sole e contro la pioggia) e cominciate a pedalare: non dovrete fare altro che perdervi tra le meraviglie di Bagan. Al tramonto salite in cima alla Swesadaw Paya , naturalmente senza scarpe... ne varrà la pena! E la sera, dopo un tuffo in piscina, vi sentirete stanchi ma totalmente conquistati dal fascino di questo meraviglioso ed ospitale Paese che si chiama Myanmar. Undicesimo giorno: Bagan - Monte Popa - Bagan (km 80 circa) Mattinata dedicata alla visita dei templi di New Bagan, un po' lontani per andarci in bicicletta, e al Monte Popa, distante 40 km (1 ora). In mezzo alla pianura di Bagan si erge questo monte sacro che in cima ospita naturalmente un insieme di stupa e templi. La lunga scala per arrivare in cima è piena di scimmie e da lassù si vede un bel panorama. Tuttavia credo sia la cosa meno interessante che abbiamo visto e si può tranquillamente tralasciare. A questo punto salutiamo il nostro autista e la nostra macchina dopo aver saldato l'importo pattuito di 320 dollari. Pomeriggio di nuovo in giro in bicicletta per Bagan e puntatina ai produttori di lacche dove, ovviamente, acquistiamo di tutto. Dodicesimo giorno: Bagan - Yangon (aereo) Ultima mattina a Bagan. Di buon'ora visitiamo il Museo, molto interessante, e poi a zonzo in bicicletta senza meta a lasciarci affascinare dalla moltitudine di stupa che si ergono verso il cielo. Nel primo pomeriggio partiamo dall'albergo in taxi per l'aeroporto (3500 kyat) e alle 17,15 volo Air Mandaly per Yangon. All'aeroporto ci viene a prendere Kyaw (si legge Ciò), quello dell'agenzia Santa Maria (santamaria@mptmail.net.mm) e ci accompagna all'albergo di lusso che c'è di fronte all'aeroporto, Hotel Yangon Sison, (ex Ramada Airport Hotel) dove, grazie a lui, paghiamo 30 anziché 40 dollari la camera doppia. Tredicesimo giorno: Yangon - Bangkok (aereo) - Champon (treno) Alle 8 del mattino la navetta dell'albergo ci riporta all'aeroporto dove, dopo aver pagato la tassa d'uscita di 10 dollari a testa, prendiamo il volo della Thai alle 10,05 per Bangkok, dove arriviamo alle 11,50. Da qui taxi per la stazione (250 bath = 5 euro) dove depositiamo i bagagli per poi andare in giro per la città: il Buddha d'oro, China town, Siam Square, Palazzo reale... ma che brutti la confusione, la frenesia, l'affarismo di Bangkok dopo la pace, la semplicità, il misticismo della Birmania!!! Un po' delusi e con la Birmania nel cuore e negli occhi prendiamo il treno delle 22,50 per Champon, dove arriveremo domattina alle 6. Quattordicesimo giorno: Champon - Koh Tao (bus e barca) did Didascalia - ©Michele Falzone Dalla stazione di Champon 15 minuti di pullman e poi 3 ore di barca ci consentono di arrivare a Koh Tao, isoletta a nord di Koh Samui (volendo c'è l'aereo da BKK a Koh Samui e poi il motoscafo, ma dove va a finire la poesia del viaggiatore?!). Altra barchetta e finalmente arriviamo a Koh Nang Yuang, paradiso formato da tre isolette unite tra loro da sottili lingue di sabbia, frequentato dai subacquei (come noi) alla scoperta dei fondali tropicali. Peccato che questo paradiso sia anche frequentato da orde di giapponesi in visita sull'isola per qualche ora prima di scomparire nuovamente sulle loro navi e lasciare che l'isola torni alla sua tranquillità. Quindicesimo - ventesimo giorno: Koh Nang Yuang 8 giorni di relax e immersioni, dormendo in graziosi bungalow al costo giornaliero di 1500 bath (30 euro la camera doppia. I bungalow sono discretamente incastonati sulle pendici delle due isolette più grandi: alcuni in riva al mare, altri sulla collina con o senza vista a mare, alcuni con aria condizionata altri con il ventilatore. Per prenotazioni info@nangyuan.com). Ventunesimo giorno: Koh Tao - Bangkok - Italia La via del ritorno ci riporta a Bangkok e da qui, dopo una notte al Royal Hotel (2 Ratchadamnoen Avenue , costo 26 dollari), ahimè, in Italia. |
| ****Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Birmania&action=history MyanmarDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Redirect da
Birmania)
Il Myanmar (ex Birmania), è uno Stato del sud-est asiatico. Dal 1988, a seguito di un colpo di stato, la nazione è governata dai militari. Il Myanmar è uno dei paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione approssimativa di circa 43 milioni di abitanti. Stato dell’Asia sudorientale, si trova nella parte occidentale della penisola d’Indocina. Si affaccia sul golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina con Cina, Laos, Thailandia, Bangladesh e India. La denominazione di Birmania, legata ad un’etnia particolare e come tale sgradita alle minoranze spesso in lotta con il potere centrale, è stata abbandonata per assumere il nome ufficiale di Myanmar, etnicamente neutro. Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata "Naypyidaw", cioè "sede dei re".
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Geografia
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MorfologiaIl territorio puo essere diviso in cinque parti dal punti di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell’ovest, l’altopiano dell’est, il bacino centrale e la zona costiera. Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell’Himalaya, di cui costituiscono l’estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate. A est si estende l’altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l’altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim. La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate del golfo del Bengala; seguono il delta dell’Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte, rocciose e importuose.
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IdrografiaL’idrografia è dominata dal fiume Irrawaddy, navigabile per circa 1450 km, che sfocia con un ampio delta nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang.
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ClimaIl clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante le stagione estiva. Nelle pianure centrali e sull’altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5000 mm annui.
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Geografia umana
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PopolazioneLa popolazione birmana è molto composita, cosa che rende difficile l’integrazione dei vari gruppi etnici. I birmani costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l’immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani. La popolazione ha subito un notevole incremento passando dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 ai 44.596.000 del 1993, ai 45.976.000 stimati nel 2001. L'aspettativa di vita è di 61 anni, la mortalità infantile è del 79%, dati che portano il Myanmar nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano. Grazie all’impegno per l’istruzione l’analfabetismo è stato ridotto al 15,3%, e quasi il 75% della popolazione vive in villaggi.
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Geografia economicaL’economia
si basa soprattutto sull’agricoltura
e in particolare sulla
risicoltura. Negli ultimi anni ci sono stati lievi segni di crescita, ma
il
reddito pro capite resta uno dei più bassi al mondo.
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Società
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Guerra civileDal quando un un regime militare si è instaurato al potere nel
1948, nell'intero
paese regna la
guerra civile e ogni insurrezione popolare viene sedata con la forza.
Fra i gruppi attivi nella guerra vi sono i
comunisti,
ed è in corso un conflitto piuttosto aggressivo tra il governo ed il gruppo
etnico dei
Karen.
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Galleria Fotografica
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Collegamenti esterni
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Guida MYANMAR (Birmania) Testo di Flavia Daneo; foto di Michele Falzone Rangoon Shwedagonc pagoda Rangoon Shwedagonc pagoda - ©Michele Falzone Il Myanmar, ancora conosciuto in occidente con il nome di Birmania, è il più grande paese del sud-est asiatico. Terra scandalosamente affascinante e di impalpabile magia, il Myanmar è oggi un Paese che si trova in condizioni di immensa arretratezza e nel quale burocrati, militari e bonzi rappresentano i poteri legali mentre i guerriglieri gestiscono ciò che rimane, e non è poco (il 40% del territorio). Il resto della popolazione vive secondo i ritmi secolari di una civiltà contadina legati a una religiosità profonda senza ombra di fanatismo che le permette di sopravvivere alle difficoltà, alle angherie e ai soprusi di una dura dittatura militare. A questo proposito molti si chiedono se sia meglio boicottare il turismo organizzato in Myanmar al fine di isolare il governo o se, al contrario, il turismo possa essere utile al Paese in quanto permette al popolo di usufruire di maggiori entrate migliorandone in tal modo la qualità di vita. La decisione di ognuno resta ovviamente personale. Ciò che è utile sapere è che, se non si vuole contribuire ad aumentare le entrate governative ma si vuole piuttosto incrementare quelle di molti cittadini birmani per i quali il turismo costituisce l'unica forma di sostentamento, è necessario evitare di usufruire dei servizi governativi (alberghi, treni e traghetti MTT, voli Myanma Airways) preferendo strutture private e mezzi di trasporto pubblici ordinari. IL PAESE Myanmar in cifre Capitale Yangon (Rangoon) Superficie 678.033 kmq Abitanti 46.527.000 Abitanti capitale 2.513.023 Densità di popolazione 68,5 ab./kmq Religione Buddista, cristiana, musulmana, animista Geografia e territorio Angkor Wat: Apsara, le danzatrici immortali Click per ingrandire Il Myanmar confina a N con la Cina e con l'India, a E con la Cina, il Laos e la Thailandia, a S con l'Oceano Indiano (Mar delle Andamane) e a O con il Golfo del Bengala, il Bangladesh e l'India. Il territorio del Myanmar si può dividere in tre grandi zone: una grande catena montuosa chiamata Arakan Yoma che forma un baluardo verso l'India; l'altopiano Shan, a oriente, con altezze medie intorno ai 1000 m.; il bacino centrale posto tra le due zone summenzionate con aree petrolifere e una teoria di vulcani spenti. Nella parte più meridionale compaiono pianure alluvionali formate dai fiumi Irrawaddy (Ayeyarwady; 2250 km) che termina con un ampio delta, e Sitting. Un'altra zona pianeggiante si apre a nord intorno a Mandalay. Popolazione La popolazione indigena è in grande maggioranza composta da genti di razza mongolica ripartite in gruppi etnici che differiscono tra loro per lingua e cultura. L'elemento più numeroso è costituito dai Birmani (68%) che sono stanziati soprattutto in valli e pianure; affini ad essi per civiltà e caratteri somatici sono gli Arakanesi, i Tavoiani e i Talaing. Vi sono poi i Chin stanziati sulle catene montuose occidentali, i Kachin, presso i confini col Tibet, gli Shan (10%) di razza thai, i Karen (7%). Ai confini con la Cina si trovano tribù relativamente arretrate come i Palaung e gli Wa. Gruppi di Indiani vivono nelle regioni costiere e fluviali, pochi i Cinesi. Complessivamente sono 67 le etnie riconosciute presenti nel Paese. Clima Il clima del Myanmar è tropicale, fortemente influenzato dai monsoni, con temperature relativamente costanti (a Yangon la differenza tra stagione calda e stagione fredda non supera i 6° C) e tre periodi climatici ben caratterizzati. Da metà ottobre a metà gennaio c'è la stagione secca; da febbraio ad aprile le temperature salgono fino a 36° C, ma le precipitazioni rimangono scarse e così l'umidità; da maggio a metà ottobre la temperatura scende a 30° C con altissima umidità e piogge molto abbondanti caratterizzate da acquazzoni brevi e violenti che cadono soprattutto il pomeriggio e la sera. Ora I turisti italiani devono mettere avanti l'orologio di 5 h e 30 min. al momento del loro arrivo in Myanmar (quando in Italia sono le 12 in Myanmar sono le 17.30), 4h e 30 min. quando in Italia vige l'ora legale. Lingua Lingua ufficiale del Myanmar è il birmano che appartiene al gruppo tibeto-birmano della grande famiglia indo-cinese. I Talaing, i Palaung e gli Wa parlano invece lingue austro-asiatiche; tra i dialetti ricordiamo quelli karen, chin, shan e kachin. L'inglese non è molto diffuso, lo parlano e lo capiscono soprattutto le persone più anziane. Religione Pescatore sul Lago Inle Pescatore all'alba sul Lago Inle ©Michele Falzone Non esiste una religione di stato, ma una speciale posizione è riconosciuta al buddhismo theravada come fede professata dalla maggioranza della popolazione (89%). La tradizione del theravada o "piccolo veicolo" è, fra tutte le forme prese da questa religione, la più vicina all'insegnamento originale del fondatore. Ai confini con il Bangladesh ci sono molti musulmani (4%) mentre un certo successo hanno avuto i missionari visto che il 4% dei birmani sono cristiani (battisti e cattolici romani); l'1% della popolazione resta animista e un altro 1% indù. Storia La storia antica del Myanmar è poco nota. Un potente impero birmano fu fondato prima dell'XI sec. e dall'XI al XIII sec. raggiunse il massimo splendore. Poco dopo i Mongoli ne distrussero la capitale Pagan e l'impero. Nel XVI-XVII sec. tra il nuovo regno birmano con capitale Pegù eil regno rivale con capitale Ava scoppiò un conflitto secolare cui pose fine solo l'intervento degli Inglesi (XVIII sec.). Durante il 1800 la Birmania fu dilaniata da ben tre guerre anglo-birmane e sola nuova costituzione del 1937 decise il distacco della Birmania dall'impero indiano costituendola colonia della corona britannica. L'indipendenza del Paese fu proclamata nel 1948. Nel 1962 una rivolta guidata dal generale Ne Win rovesciò il governo democratico e avviò il Paese sulla strada del socialismo. Negli ultimi decenni il Paese è stato insanguinato dall'alternarsi di dittatori, governi militari, fazioni ribelli e signori della droga; il tentativo di sopprimere ogni voce dissenziente è culminato con l'arresto e la prigionia di Aung San Suu Kyi, Nobel per la pace. La giunta attualmente al governo (SPDC) sta cercando di incentivare l'investimento di capitali stranieri pur continuando a mantenere saldamente nelle proprie mani il potere politico, economico e militare. Costituzione Il Myanmar è una Repubblica popolare retta da una giunta militare. Quando nel 1962 il generale Ne Win s'impossessò del potere, alla rigida osservanza dei dogmi marxisti unì un feroce anticomunismo e una strenua difesa del buddismo. Questo strano ibrido fu definito "la via birmana del socialismo" e si rivelò un clamoroso fallimento economico. Capo dello Stato, Capo del governo e Primo Ministro è il generale Than Shwe. Alla Costituzione del 1974 si è sostituita una nuova Costituzione promulgata nel 1993. Attualmente si sta elaborando un'altra Costituzione in cui alla classe militare venga riconosciuto un ruolo dominante all'interno della futura struttura politica. Situazione politica La Birmania fu proclamata Paese indipendente nel 1948. Nel 1989 fu deciso di mutare il nome in Myanmar visto che il nome Birmania richiamava da un lato il passato coloniale, dall'altro il predominio della cultura dei Birmani che di fatto sono solo uno dei molti gruppi etnici del Paese. Negli ultimi decenni il Myanmar è stato insanguinato dall'alternarsi di dittatori, governi militari, fazioni ribelli e signori della droga. Il tentativo di sopprimere ogni voce dissenziente è culminato con l'arresto del premio Nobel per la pace signora Aung San Suu Kyi. La giunta attualmente al governo, pur mantenendo nelle proprie mani saldamente il potere, sta cercando di aprire il Paese agli investimenti stranieri. Al comando sono il generale Than Shwe, successore di Ne Win; il suo vice, generale Maung Aye, il generale Khin Nyunt e il generale Tin Oo (SPDC). Ogni libertà politica è severamente limitata mentre è consentita una certa libertà d'iniziativa economica. Recentemente la giunta militare ha liberato Aung San Suy Kyi dagli arresti domiciliari e sembra che finalmente siano ripresi colloqui di collaborazione. Economia Venditrice di banane, Kyaikhtiyo Venditrice di banane, Kyaikhtiyo ©Michele Falzone La maggiore risorsa del paese è l'agricoltura: concentrata nelle pianure alluvionali fornisce principalmente riso che fa del Myanmar uno dei maggiori esportatori mondiali anche se attualmente le esportazioni di questo prodotto sono diminuite considerevolmente. Nelle regioni interne prevalgono le coltivazioni del cotone, del sesamo, miglio, tabacco, canna da zucchero e quella, illegale, del papavero da oppio. Complessivamente l'agricoltura impiega i due terzi della popolazione. Rilievo assume l'esportazione di legni pregiati (teak) mentre esiguo è l'allevamento del bestiame. Notevole importanza riveste, per l'alimentazione locale, la pesca lungo le coste del delta dell'Irrawaddy. Discreti sono i giacimenti minerari, in primo luogo quelli petroliferi; molti dei favolosi rubini e pietre preziose di cui è ricco il Paese vengono esportati illegalmente. Tra le industrie di importanza mediocre e solo locale (che impiegano il 10% della popolazione attiva) si possono ricordare quelle per la pilatura del riso, oleifici e qualche impianto per la filatura del cotone. Il turismo non riesce a decollare per molteplici motivi (arretratezza delle strutture, esosità dei prezzi, mancato rispetto dei diritti umani). Secondo stime attendibili l'80% del commercio al dettaglio è di origine illegale e la cosiddetta economia sommersa ha un giro d'affari superiore a quello dell'economia ufficiale. Questa situazione di arretratezza e il fatto che la maggioranza delle risorse venga assorbita dalle spese militari fa sì che il Myanmar sia tra i 10 paesi più poveri del mondo. Risorse e servizi essenziali restano nelle mani del governo o sono di esclusiva proprietà statale anche se ultimamente è iniziato un processo di progressiva privatizzazione. Festival e tradizioni popolari In Myanmar si festeggia: il 4 gennaio (Giorno dell'Indipendenza), il 12 febbraio (Giorno dell'Unione), il 2 (Festa dei contadini) e il 27 marzo (Giorno delle Forze Armate), il 1 maggio, il 19 luglio (Festa dei martiri assassinati nel 1947) e il 25 dicembre. A inizio marzo si festeggia la luna piena di Tabaung (Festa dello Shwedagon, la più grande delle "feste delle pagode" del Myanmar), a metà aprile la Festa dell'acqua e il nuovo anno birmano (Maha Thingyan); in giugno, in occasione della festa di Sa Pyai Pué si tiene un concorso di recitazione fra monaci; a inizio ottobre, sul lago Inle si svolge il festival Punge dawu: è l'occasione per una bella festa buddista e per tenere una fiera delle orchidee; la fine della quaresima e dei monsoni viene festeggiata con il Festival del plenilunio di Thadingyut mentre a inizio novembre è il momento della Festa delle luci (Tazaungdaing), accompagnata da pwe (feste), zats (spettacoli teatrali molto lunghi) e danze. Grande festa alla pagoda Shwedagon di Yangon. La maggior parte dei pagoda festivals coincidono con i giorni di luna piena e, come le altre feste legate al calendario lunare, cambiano data di anno in anno. Links * www.baiana.com in lingua italiana; informazioni generali e notizie essenziali * www.myanmar.com in lingua inglese; sito del governo birmano con utili informazioni anche se infarcito di propaganda governativa * www.shweinc.com in lingua inglese; ricco di notizie offre anche la possibilità di collegarsi ad altri siti sul Myanmar Guide * Scozzari, P.: Birmania (Myanmar) - Bologna, Fuorithema, 1999 Completa e aggiornata. * Bozzani, Klauser: Myanmar (Birmania) - Clup, 1997 Ricca di notizie ed informazioni pratiche. * Myanmar (Birmania) - Torino, Edt, 2001 Utilissima al viaggiatore che vuole organizzare da sé il proprio viaggio. * Myanmar (Guide Apa) - Modena, Zanfi, 1990: Utile per approfondire gli aspetti storici, artistici e culturali del Paese. Belle fotografie. PRIMA DEL VIAGGIO Burocrazia e sanità in cifre Visto Obbligarorio Passaporto Valido per sei mesi dopo la data di uscita Febbre gialla Obbligatoria per chi proviene da paesi infetti Profilassi antimalarica Consigliata Vaccino Epatite A ed antitifico Consigliati Vaccino Epatite B Consigliato per chi sosta a lungo Quando andare Il periodo migliore per un viaggio in Myanmar va da novembre a febbraio, durante la stagione secca. Con fine aprile le temperature salgono fino a 36°-40° C, ma le precipitazioni e l'umidità rimangono scarse. Da maggio a metà ottobre la temperatura diminuisce fino a 30° C ma l'umidità è fortissima e brevi ma violenti acquazzoni cadono soprattutto il pomeriggio e la sera. E' questo senz'altro il periodo meno gradevole per un viaggio in Myanmar. Comunque a Mandalay e a Taunggyi, circondate da montagne, la temperatura è più accettabile che a Yangon. Burocrazia e visti Per entrare in Myanmar è necessario il passaporto valido per almeno sei mesi dalla data di entrata. Obbligatorio è pure il visto turistico (valido fino a 28 gg.) da ottenersi presso l'Ambasciata di Myanmar in Italia, Viale Rossini 18, Roma al costo di 25 euro oppure tramite www.visa.gov.mn. Il visto è prorogabile a Yangon in caso di necessità. Telefono Bambina tra i templi di Bagan Bambina tra i templi di Bagan ©Michele Falzone Per telefonare in Myanmar dall'Italia è necessario comporre lo 0095 seguito dal prefisso della località senza lo 0 e dal numero desiderato. Solo le città maggiori sono dotate di prefisso telefonico e quindi raggiungibili con la teleselezione; per le altre è necessario passare attraverso l'operatore. Per telefonare in Italia dal Myanmar è invece necessario digitare lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato. Vaccinazioni Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che si rechi in Myanmar. Restano consigliate la vaccinazione antitifica e le vaccinazioni contro l'epatite A e l'epatite B (per soggiorni superiori ai 6 mesi; 5-20% di portatori del virus HBV); la vaccinazione contro la febbre tifoide è consigliata se si intende soggiornare in zone rurali o per periodi di tempo superiori alle 4 settimane. Il rischio di malaria, principalmente nella forma maligna da Plasmodium falciparum esiste abitualmente al di sotto dei 1000 m. tutto l'anno nello Stato di Karen; da marzo a fine dicembre negli Stati di Chin, Kachin, Kayah, Mon, Rakhine, Shan, nel Pegu Div., nei comuni di Hlegu, Hmawbi e Taikkyi di Rangoon Div.; da aprile a fine dicembre nelle zone rurali di Tenasserim Div.; da maggio a fine dicembre nel Irrawaddy Div. e nelle zone rurali di Mandalay Div.; da giugno a fine novembre nelle zone rurali di Magwe Div. e in Sagaing Div. Segnalata forte resistenza alla clorochina. Da mettere in valigia Abbigliamento in cotone, scarpe comode e sandali, cappello e occhiali da sole, farmacia da viaggio, repellenti per zanzare, eventualmente un sacco lenzuolo. Elettricità La corrente elettrica è a 230 volt con frequenti oscillazioni di voltaggio specie la sera. I black out totali non sono rari ed è consigliabile munirsi di una pila elettrica. Si trovano prese sia con spinotti rotondi che di tipo inglese per cui è utile avere con sé un adattatore. Quanto costa I tour operator propongono pacchetti "all inclusive" a un costo medio di 1.910,89-2.272,41 euro per 12-15 gg. di viaggio. Per viaggiatori individuali: volo aereo 766,94-1.084,56 euro (a/r); pernottamento medio 15-25 dollari per una camera doppia in hotel, 2-5 dollari in guest house; pasto medio 2-10 dollari. E' da tenere presente che il tasso annuo d'inflazione è di circa il 50%. Indirizzi utili Indirizzi utili burocrazia Consolato del Myanmar in Italia Viale Rossini 18, Roma, tel. 06-8549374, 06-85355129 Ambasciata del Myanmar in Italia Via della Cammilluccia 551, Roma, tel. 06-36303753, 06-36304056 Ambasciata d'Italia in Myanmar 3 Inya Myaing Road , Golden Valley, Yangon, tel.01-527100-1; fax 01-514565 Reperibilità per emergenze fuori orario, tel. 01-0932910; Residenza Ambasciatore, tel. 01-514002 Indirizzi utili turismo e cultura Centro informazioni turistiche Via di Capo le Case 56, Roma, tel. 06-6991039 Informazioni turistiche Tourist Burma (MTT) 77-91 Sule Pagoda Road, Yangon, tel. 01-275328, 278386 Indirizzi utili sanità e sicurezza SOS International Clinic New World Inya Lake Hotel, Kaba Aye Paya Lan, Yangon tel.01-667877, 01-667877, 01-667879 (voli medici di evacuazione) Ambulanza tel. 192 oppure tel. 01-295133 Kandawgy Hospital Natmauk Lan, Yangon, tel. 01-542486 Pacific Medical Centre & Dental Surgery Kaba Aye Paya Lan 81, Yangon, tel. 01-548022 Polizia tel. 199 oppure tel. 01-284764 IL VIAGGIO Quanto stare I soggiorni proposti dai tour operator durano in media 12-15 gg e toccano tutte le mete obbligate per un itinerario turistico birmano consentendone una visita abbastanza approfondita. In generale si possono tener presenti questi tempi di permanenza: Yangon , Mandalay, Pagan e Taunggyi richiedono almeno 2 gg. ciascuna, 1 g. al lago Inlé per visitare i villaggi degli intha. Per discendere l'Irrawaddy in battello da Mandalay a Pagan sono necessarie almeno 48 ore mentre per arrivare da Yangon al lago Inlé in autobus serve un'intera giornata. Come arrivare Partenza da: Expedia Travel Destinazione: Dal: (GG/MM/AA) Al: (GG/MM/AA) Ulteriori opzioni di ricerca Non ci sono voli diretti dall'Italia per il Myanmar ma da quando il governo dei militari ha gradatamente esteso il permesso di soggiorno, varie compagnie aeree volano su Yangon (voli diretti per Yangon da Bangkok, Kuala Lumpur, Singapore, Giakarta, Karachi, Calcutta, Dacca, Kunming, Mosca e Vientiane). La compagnia aerea thailandese Thai Airways International offre voli con partenza da Milano e Roma per Yangon via Bangkok; Alitalia (www.alitalia.it) vola da Milano e da Roma su Bangkok con i propri aerei, poi si prosegue per Yangon con voli della compagnia aerea birmana Myanmar Airways; anche l'italiana Blue Panorama (www.blue-panrama.com) vola da Milano a Bangkok facendo scalo a Bologna (il costo del biglietto parte da circa 550 euro a/r.), poi da Bangkok si può proseguire per Yangon con un volo Thai (costo circa 220 euro). Austrian Airlines ha un volo diretto da Vienna a Yangon (arrivo alle 05.40 di mattina, ottimo per poter sfruttare l'intera giornata per la visita della città) senza scalo a Bangkok mentre competitiva è anche Qatar Airways che vola a Yangon facendo uno stop a Doha (670 euro a/r). Ci sono alcune strade che attraversano il confine Thailandia-Myanmar ma attualmente sono chiuse per motivi di sicurezza; attraversamenti di confine con altri Paesi non sono consentiti ai viaggiatori stranieri su mezzi propri. Se non vi sono problemi di sicurezza, è possibile percorrere la famosa Burma Road ed entrare in Myanmar (Lascio) attraverso la provincia cinese dello Yunnan. E' comunque sempre bene informarsi sul luogo circa le ultimissime disposizioni ed essere sempre pronti, arrivati al confine, a tornare indietro. Tasse di ingresso e di imbarco Il visto turistico costa 18 dollari. Al momento dell'imbarco è richiesto il pagamento di 10 dollari. L'importo è soggetto a variazioni senza preavviso Cosa vedere e cosa fare La Golden Rock sul picco del monte Kyaiktiyo La Golden Rock sul picco del monte Kyaiktiyo ©Michele Falzone Yangon è il punto di partenza obbligato per qualsiasi itinerario verso l'interno del Paese. Yangon stessa merita una visita: è una città piacevole, famosa per la pagoda Shwedagon la cui sommità è ricoperta da oltre 8000 lamine d'oro. Nelle immediate vicinanze della capitale troviamo Syriam, sulle rive del fiume Pegu, e Pegu con il suo Buddha dormiente, la pagoda Shwemawdaw, uno dei santuari più venerati del Paese, e il tempio del serpente-dragone Naga Kone. Da qui è possibile proseguire per Kyaktiyo dove, sulla vetta di un monte, si trova uno stupa costruito sulla cima di un masso tondeggiante ricoperto di lamine d'oro e in equilibrio precario. Da Taunggyi, in un'ora di bus, si raggiunge il lago Inlé con i suoi orti galleggianti e i villaggi intha; interessante Pindaya con le sue grotte affrescate. Pagan, culla della civiltà birmana, è splendida ed irreale con le sue centinaia di pagode sparse su una superficie di 20 kmq. Nelle vicinanze di Pagan si segnalano Myinkaba e il monastero e la pagoda di Tuy Win Taung. Mandalay ha forse il miglior mercato del Paese e un'enorme testa di Buddha scolpita. Nei dintorni si possono visitare Amarapura, villaggio di tagliatori di pietre preziose, l'affascinante Sagaing e Mingun, dall'immensa pagoda. Molto interessante può essere prevedere un'estensione di almeno 3-5 gg. che consenta di visitare i villaggi di alcune delle diverse etnie stanziate in Myanmar e che si distinguono una dall'altra per lingua, cultura, usi e costumi alcuni dei quali veramente splendidi (Palaung, Shan, Karen, Akha). Dormire In Myanmar l'industria alberghiera è piuttosto precaria con sistemazioni non sempre confortevoli e relativamente care anche se di anno in anno la situazione va decisamente migliorando. Gli alberghi privati di più recente costruzione sono migliori di quelli che sono o sono stati di proprietà statale e comunque le soluzioni migliori sono quelle offerte dai piccoli alberghi a gestione familiare. Le categorie che distinguono gli hotel non corrispondono alle nostre: un hotel birmano di categoria lusso corrisponde in realtà a una scarsa III categoria europea (60-140 dollari + prima colazione) mentre in un hotel di media categoria si spendono mediamente 30-50 dollari. Una sistemazione più economica si trova con 10-30 dollari per una camera doppia ma anche con 3-8 dollari a persona si può avere la fortuna di trovare un alloggio tranquillo, semplice, pulito e la prima colazione. Ultimamente il governo birmano ha permesso l'apertura di piccole guest houses private dove si può dormire con 2-5 dollari (7 FEC a Yangon). Si può sempre tentare di mercanteggiare per far scendere ulteriormente il prezzo. Mangiare La cucina ricorda nei sapori quella indiana senza averne l'aggressività. E' più facile assaggiare autentico cibo birmano nelle bancarelle lungo le strade che nei ristoranti dove invece predominano piatti cinesi e indiani; il riso è presente sempre e ovunque. I prezzi sono molto economici: con pochi kyats si mangia minestra, pesce o carne, contorno di verdure. Generalmente un pasto economico costa 2000-2500 kyats (circa 2 euro) mentre per mangiare in un ristorante di buon livello si possono spendere oltre 20 dollari (pasto medio 2-10 dollari). Piatti europei si possono trovare nei ristoranti dei maggiori hotel e in alcuni ristoranti che propongono cucina francese e italiana. Per una sostanziosa colazione ci si può recare in una casa da tè, vera istituzione birmana. Qui, oltre a sorseggiare il tè, si possono gustare snack birmani, indiani e cinesi (involtini primavera fritti, ravioli ripieni di verdure, riso condito in diverse maniere; costo medio 350 kyats). Posta e telefono Il servizio postale birmano è abbastanza efficiente. Gli uffici postali sono aperti ufficialmente con orario 9.30-16.30, in realtà molto dipende dalla libera interpretazione dell'orario da parte del personale. Se si deve spedire corrispondenza importante è meglio affidarsi a corrieri privati (DHL o ASAP). Per telefonare dal Myanmar in Italia è necessario comporre lo 0039 seguito dal numero desiderato. Da diversi alberghi di Yangon, Mandalay e Bagan si può telefonare direttamente ma a costi piuttosto elevati (5 USD al min.) altrimenti è necessario telefonare da un ufficio postale centrale. In quest'ultimo caso armatevi di pazienza perché le attese possono durare anche un paio di ore. Comunque, non da tutte le località potrebbe essere possibile telefonare in Italia. L'orario dell'ufficio telefonico di Yangon (angolo Pansadan Lan con Mahabandoola Lan) è: lun-ven 8-16, sab-dom 9-14. Internet è disponibile negli hotel di categoria superior al costo di 2 USD all'ora. Inutile portarsi dietro i cellulari che potrebbero anche essere ritirati all'ingresso in Birmania per poi essere restituiti al momento di lasciare il Paese. Moneta, carta di credito e cambio Alba sui templi di Bagan Alba sui templi di Bagan - ©Michele Falzone Moneta ufficiale del Myanmar è il Kyat (1 euro = 1050 kyats; 1 $= 910 kyats al cambio ufficiale; il tasso di inflazione è molto alto). Si può cambiare ufficialmente il denaro (indifferentemente dollari o euro) all'aeroporto, nelle banche, nei negozi governativi e negli hotel, quest'ultimo forse il più sicuro; il cambio migliore è quello applicato a Yangon (5-10% in pi). Sebbene illegale, il cambio nero è molto diffuso anche se d'obbligo una buona dose di prudenza con gli occasionali cambisti. Il cambio nero è estremamente favorevole, ma solo nella capitale e a parità con il dollaro. Non più obbligatorio, per chi viaggia individualmente, il cambio di 200 dollari in FEC; resta invece indispensabile disporre, all'arrivo nel Paese, della somma in contanti di quanto vi abbisognerà in corso di viaggio poiché vi sarà impossibile pagare con carte di credito, prelevare contante con carte di credito o bancomat e incassare traveller cheques; è impossibile anche farsi inviare soldi dall'estero. Spostarsi Viaggiare in Myanmar non è in genere comodo. I voli interni, dagli orari alquanto approssimativi, sono assicurati da Air Mandalay, Yangon Airlines e Myanma Airways; se proprio non se ne può fare a meno è meglio optare per una delle prime due compagnie poiché la terza (statale) non garantisce alcuna sicurezza (vari incidenti aerei nel 1998 e nel 1999). Air Mandalay (www.air-mandalay.com) e Yangon Airlines (www.yangonair.com) invece sono compagnie private: usano aerei ATR nuovi costruiti in Italia/Francia, piloti addestrati in Europa, hanno un ottimo servizio e collegamenti con varie località birmane. (Attenzione: se acquistate in biglietti aerei di Air Madalay via internet dall'Italia li pagherete esattamente la metà del loro prezzo. Vi verranno richiesti i vostri dati e poi dovrete inviare un fax con il vostro numero di carta di credito alla sede parigina della Compagnia. Pagato un acconto vi invieranno via mail il vostro vaucher. Al vostro arrivo a Yangon un incaricato vi consegnerà i biglietti dopo che avrete saldato il conto in dollari). I mezzi di trasporto pubblici sono obsoleti e in pessime condizioni ma molto economici; gli autobus espressi privati sono più confortevoli e cari. In condizioni abbastanza simili anche la rete ferroviaria birmana (si consiglia di servirsi di treni espressi di colore giallo, più confortevoli, poiché gli altri tipi di carrozze sembrano essere più adatte al trasporto di animali). Ci sono tre treni giornalieri che collegano la capitale a Mandalay (14 h, ma i ritardi, anche di ore e ore, sono sempre possibili) e che possono servire a chi ha molto tempo a disposizione e pochi soldi da spendere (Yangon-Mandalay solo andata in classe superiore costa 30-38 dollari). In compenso si avrà una veduta d'insieme del Paese: risaie, bufali, templi, villaggi, variopinta umanità che si affolla ad ogni fermata. L'Irrawaddy è un'importante via di comunicazione: vari battelli collegano diverse località lungo il fiume (da Mandalay a Pagan il viaggio dura circa 13 ore con partenza alle 6 del mattino; con battello privato il viaggio dura 9 ore ). Gli orari sono approssimativi e i mezzi sono lenti e sporchi ma consentono di avere un contatto diretto con i birmani (è da tener presente che in traghetto si impiega in genere il triplo o quadruplo del tempo che si impiegherebbe via terra). Esiste anche un lussuoso traghetto che fa una minicrociera di 5 gg. da Mandalay a Pagan al costo di 2000 US$ a persona; altri piroscafi offrono crociere di 1-2 gg. (150-200 US$) e addirittura crociere di 12 gg. (3000 US$). Le strade all'interno del Paese sono in condizioni mediocri e peggiorano durante la stagione delle piogge. Poichè la qualità del carburante è bassa la possibilità di rifornimenti aleatoria è preferibile usare i taxi in città e noleggiare un mezzo con autista per percorsi più impegnativi (un'auto per tre persone costa circa 30 dollari al giorno, una Toyota per 7 persone circa 70 dollari al giorno compresi autista e benzina; più lungo è il periodo di noleggio minore è il costo giornaliero). Non vi sono vere e proprie agenzie di autonoleggio e bisogna rivolgersi alle agenzie di viaggio di Yangon, Bagan e Mandalay in grado di procurare auto ed autista. Nel malaugurato caso di incidenti che coinvolgano turisti stranieri si consiglia di scattare fotografie dell'incidente e di attendere sempre l'arrivo della polizia. Si fa presente che in Myanmar i turisti non possono guidare alcun tipo di mezzo a 4 ruote; viceversa, è recente il permesso di noleggiare una moto sempre che si sia in possesso della patente internazionale (30-35 US$ al giorno a seconda del modello). Sanità Il Myanmar è al penultimo posto nella scala mondiale di paesi in fatto di assistenza sanitaria. A causa della diffusa presenza dell'ameba e di batteri o parassiti intestinali si consiglia di non bere assolutamente acqua del rubinetto ma solo acqua imbottigliata o disinfettata, di non consumare ghiaccio, latte e verdure crude, di sbucciare la frutta prima di mangiarla. Possono manifestarsi in tutto il Paese colera e altre diarree acquose, ampie epidemie di epatite E, epidemie di encefalite balise, dengue e dengue emorragica. Attenzione alla rabbia animale e ai morsi di serpente. Gli ospedali locali sono in generale poco affidabili, hanno attrezzature mediche obsolete e limitate disponibilità di medicinali. Una lista di medici e ospedali consigliati è disponibile presso l'Ambasciata e gli alberghi principali. E' comunque altamente consigliabile, qualora vi sia bisogno di un intervento medico di un certo rilievo, trasferirsi in Thailandia o a Singapore oppure rientrare in Italia; a questo proposito è bene stipulare un'assicurazione che preveda il rimpatrio. A Yangon la Aea-Clinic (tel. 1/667877) è in grado di organizzare voli medici di evacuazione. Sempre a Yangon vi sono tre farmacie aperte 24 ore al giorno. Sicurezza Giovane monaco di Myanmar Giovane monaco di Myanmar ©Michele Falzone Negli stati Chin e Kayah, in alcune zone di confine e nella regione del triangolo dell'oppio (parte degli stati Shan, Kagin, Mon e Tanintharyi) l'accesso non è consentito o lo è solo con specifiche autorizzazioni; non è inoltre consentito ai viaggiatori europei di attraversare le frontiere terrestri birmane con i propri mezzi; tali restrizioni possono essere modificate in qualsiasi momento e senza alcun preavviso. E' buona norma segnalare l'itinerario di visita e le relative date di permanenza alla propria Ambasciata soprattutto qualora tale itinerario esuli dai normali circuiti turistici. Sempre meglio poi non viaggiare di notte sia a causa delle pessime condizioni delle strade sia per evitare rapine stradali. La legislazione birmana contro gli stupefacenti e le forme di turismo sessuale è assai severa. Per il resto il Myanmar è un Paese sicuro anche se è sempre meglio tenere sott'occhio gli oggetti di valore e comunque non ostentare ricchezza per rispetto verso coloro che vivono più poveramente di noi con grande dignità. Comportamenti E' buona norma avere un abbigliamento adeguato (evitare i pantaloni corti e le spalle scoperte) per accedere ai luoghi religiosi e allontanare ogni tentazione di raccogliere frammenti di monumenti che apparentemente giacciono incustoditi. Quando si entra nell'area di un santuario ci si toglie le scarpe e le calze e se ci si siede bisogna stare attenti a non rivolgere i piedi verso Buddha perché questo viene considerato un gesto sacrilego; ricordarsi anche che tutte le immagini e le sculture di Buddha, piccole o grandi, nuove o vecchie che siano sono sacre (non mettersi in posa davanti ad esse per farsi fotografare e toccarle il meno possibile). Essendo il Paese fortemente militarizzato è consigliabile avere pazienza e prudenza nei rapporti con i soldati e non fotografare installazioni militari o strategiche nonché le residenze di ministri e generali. Sebbene i birmani siano tolleranti verso i comportamenti non sempre adeguati degli stranieri è bene ricordare alcune regole di buona educazione: non ci si dà la mano ma ci si saluta congiungendo le mani ed è bene evitare di toccare la testa dei bambini: la testa infatti è la sede dell'anima è questo gesto può non essere apprezzato. Inoltre non è educato perdere la calma e lasciarsi andare a manifestazioni d'ira così come non è educato manifestare affetto in pubblico anche tra persone sposate. A proposito di comportamenti occidentali disinvolti, un'avvertenza rivolta alle donne: non sedetevi sul tetto di nessun mezzo di trasporto in quanto ciò offenderebbe gravemente gli uomini che verrebbero a trovarsi sotto o potrebbe essere inteso come un invito ad essere molestate. Ugualmente le donne non devono toccare i monaci. Un ultimo consiglio non meno importante degli altri: evitate di parlare di politica con un birmano a meno che non siate rigorosamente da soli: gli risparmierete grossi problemi! Curiosità La costruzione di una pagoda è la più prestigiosa opera pia che un buddista possa compiere e assicura grandi benefici nell'aldilà. Il restauro di una pagoda vecchia va invece a vantaggio esclusivo dei costruttori originari e perciò non è molto popola |