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Bengasi, Libia, África

Bengasi es una de las ciudades más importantes de Libia, concretamente la segunda después de Trípoli. Posee un millón de habitantes. Bengasi se ubica en el Noroeste de Libia, a orillas del mar Mediterráneo, concretamente en la costa del Golfo de Sirte.

Bengasi, Banghazi, Berenice son los distintos nombres de esta ciudad, destacar que Berenice era el nombre de la ciudad en la que tuvieron lugar batallas históricas, sobretodo en la II Guerra Mundial.

Bengasi es un centro comercial en Libia, basado en productos agrícolas y ganaderos, es un lugar en el que la pesca del atún también es muy importante, y la ciudad sede de la Universidad de Garyounis desde 1955. La colonia griega de herpérides se asentó en estas tierras.

En 1986 sufrió uno de sus peores episodios de la era moderna tras el bombardeo de Libia por parte de Estados Unidos.
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Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Bengasi
Cronologia/Autori:
 http://it.wikipedia.org/=Bengasi&action=history

Bengasi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Bengasi (Arabo بنغازي) è un porto della Libia. L’attuale nome deriva da quello di un benefattore della città chiamto Ghazi o “Sidi Ghazi” che morì circa nel 1450. Alla città fu imposto il nome di "Bani Ghazi". La popolazione che nel censimento del 1995 era di 500.120, nel 2004 era di ben 660.147.

 

Storia

La moderna Bengasi, sul Golfo della Sirte, è situato poco più a sud del sito dell’antica città greca di Berenice. Secondo la leggenda fu fondata nel 446 a.C. dal fratello del re di Cirene, ma assunse il suo nome di Berenice solo quando, nel III secolo a.C. fu ricostruita da Berenice (Berenike), la figlia di Magas, re di Carene, e moglie di Tolomeo III Evergete, faraone d’Egitto. In seguito, alla città fu dato anche il nome di Hesperides, riferendosi alle Esperidi, guardiane del paradiso ad occidente. La città soppiazzò Cirene e Barca come capitale della Cirenaica dopo il III secolo a.C. e durante le Guerre puniche, ma quando fu sottomessa dagli Arabi, nel 642-643, assunse la forma d’un villaggio insignificante su maestose rovine.

Nel 1578 i Turchi invasero Bengasi e la sottomisero a Tripoli dal 1711-1835, poi passò sotto il diretto controllo dell’Impero Ottomano dopo il 1911. Sotto gli Ottomani, Levantini, Maltesi, Greci e Ebrei formavano la borghesia commerciale, Turchi, Arabi e Berberi la classe politica, e i neri africani fungevano da manovali e domestici. La città era un fiorente porto per la tratta degli schiavi verso i mercati arabi, finché i consoli europei non si mossero per la sua abolizione poco dopo la I Guerra Mondiale. Nel primo decennio del XX secolo Bengasi era una delle province più povere dell’Impero Ottomano. Non aveva strade asfaltate ne servizi telegrafici e il porto poco funzionante. Pescatori di spugne greci e italiani lavoravano attorno alla costa di Bengasi. Nel 1858 e nel 1874 Bengasi fu flagellata da epidemie di peste bubbonica.

Fu occupata, per ordine del Governo italiano presieduto da Giovanni Giolitti, nel 1911 ed annessa al Regno d'Italia assieme alle regioni della Tripolitania e della Cirenaica.. Nel 1912 la Turchia, sconfitta, fu costretta a riconoscere la sovranità dell'Italia e a ritirare le sue truppe. L'insediamento italiano, tuttavia, si scontrò con una forte resistenza locale culminata, nel 1923, nella rivolta dei sedussi. Dopo il 1923, con l’avvento del regime fascista, fu intrapresa una sistematica occupazione del territorio e fu avviata contemporaneamente una campagna di colonizzazione che portò migliaia di italiani a insediarsi in Libia. Solo nel 1931 le truppe coloniali ebbero la meglio sulla resistenza libica anche nei territori interni, dopo aver giustiziato il loro capo Omar al-Mucktar. Duramente bombardata durante la II Guerra Mondiale, e poi dagli Stati Uniti d’America nel 1986. Nel settembre 1995, in un duro scontro tra la polizia e attivisti islamici, furono arrestati migliaia di persone inclusi molti immigrati sudanesi.

Alla fine degli anni novanta all’Ospedale pediatrico di Bengasi 400 pazienti furono infettati dal virus dell’HIV. La Libia accusò dello scandalo delle ostetriche bulgare e un medico palestinese, arrestandoli e condannandoli a morte. Tuttavia il caso rimase aperto e oggi la Corte suprema ha ordinato il riesame del processo.

L’unica rappresentanza diplomatica di un paese occidentale a Bengasi (dove vivono centinaia di italiani) è il Consolato d’Italia. Attualmente, in seguito alla provocazione sulle vignette blasfeme su Maometto del Ministro delle Riforme italiano Roberto Calderoli il 17 di febbraio 2006, migliaia di manifestanti hanno cercato d’assaltare la sede diplomatica, la polizia libica nel tentativo di difenderla ha ucciso 11 cittadini libici. Il corpo diplomatico italiano è stato trasferito all’ambasciata a Tripoli, mentre il Console è tuttora sotto protezione a Bengasi. Gli 11 morti sono stati dichiarati martiri e durante le loro esequie, il consolato è stato saccheggiato.

 

Cultura

L’Università di Bengasi, chiamata Ghar Younis, fu fondata nel 1955, ed è la prima università libica.

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