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Baja California Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
East side of the Catalina boulder field along highway 5.

East side of the Catalina boulder field along highway 5.

Jason Barnes
Baja California is that 1300 kilometer long arm that dangles down from the US border between the Pacific and the Gulf of California. The whole of the peninsula consists of rugged and nearly uninhabited mountains.

The desert landscape is fascinating and the scenery is extremely beautiful. Most travelers find Baja a magical place of blue skies, fresh air and solitude. A great get away form the crazy land of California.
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Tijuana, a city with a population of over 1 million is located on the Pacific and is the most important border crossing. The San Ysidro/ Tijuana crossing is the busiest border crossing in the world. The town boomed in the 1920s when hollywood stars came here for a drink and, if willing to put up with hordes of drunk American college students on weekends, it is still a great place for nightlife. Try stopping by at some of the grills of the side of the highway where they will serve up the best of fresh fish tacos.

Ensenada is the third city of Baja and is a leading seaport. It is a great city, beautiful and fully equiped to serve tourists and travelers.

La Paz is the capital of Baja California Sur. It is a fast growing city, but still a quite relaxed place to stay. It is an excellent base for exploring the south end of the peninsula. Cabo san lucas is a big resort with many tourist facilities in the south
Grazie a http://www.atacama.it/

BAJA CALIFORNIA

Informazioni utili

GEOGRAFIA
Geografia e clima: La Baja California è una penisola confinante al nord con gli stati della California e dell’Arizona (Stati Uniti) e con lo stato messicano di Sonora. Per il resto è circondata dal mare, ad est dal Mar de Cortéz e ad ovest dall’Oceano Pacifico. Politicamente è suddivisa in Baja California Norte e Baja California Sur. Data la vastità del territorio e le differenti conformazioni geologiche (alta montagna, deserto e mare), le condizioni climatiche sono abbastanza variabili. Si passa dal tipico clima mediterraneo del nord fino al secco clima tropicale del sud. L’inverno è comunque percettibile con notevoli escursioni climatiche tra il giorno e la notte. La stagione balneabile consigliata, grazie alla calda temperatura dell’acqua, va normalmente da maggio ad ottobre. Nei mesi di luglio, agosto e settembre la temperatura può arrivare fino a 45 gradi.


ABBIGLIAMENTO
Abbigliamento: Da maggio a ottobre, è suggerito abbigliamento tipicamente estivo. Nei mesi invernali è consigliato un abbigliamento di media stagione per la sera e la notte. Copricapo, occhiali da sole e crema solare sono indispensabili durante tutto l’anno.


FUSO ORARIO, LINGUA, MONETA, ecc.
Fuso orario: rispetto all’Italia Meno 8 ore in Baja California Sur e meno 9 in Baja California Norte.

Lingua: La lingua ufficiale è lo spagnolo. L’inglese è abbastanza diffuso.

Moneta: La moneta ufficiale è il Peso Messicano. 1 euro corrisponde circa a 13 pesos, ma le oscillazioni sono frequenti. Il dollaro americano è accettato nei pagamenti. Le comuni carte di credito sono quasi ovunque accettate.

Mance È d’uso in tutto il Messico dare mancia a chiunque presti un servizio. Nei ristoranti va normalmente aggiunto al conto un 15% di mancia per il servizio.

Corrente elettrica: Il voltaggio è di 110 volt. Le prese elettriche sono del tipo americano tripolare a contatti piatti con terra centrale rotonda. Se si intende utilizzare apparecchi multi-voltaggio (telecamere, rasoi, computer portatili) con presa italiana è necessario munirsi dall’Italia di un adattatore idoneo.

Vaccinazioni: Non è richiesta, ne consigliata, nessuna vaccinazione.


DOCUMENTI
Documenti: Per l’ingresso in Messico di cittadini italiani è necessario il passaporto in corso di validità. Al controllo immigrazione (migración) dell’aeroporto dovrà essere presentata già compilata la richiesta per il permesso di soggiorno come turista, fornita dalle compagnie aeree durante il volo. La copia rilasciata andrà riconsegnata all’uscita dal paese. Se si attraversa la frontiera via terra deve essere pagata una tassa di emissione per il permesso di circa 20 US$.


GUIDARE IN BAJA...
Guidare in Baja California: Per guidare un’auto a noleggio in Messico è sufficiente la patente di guida italiana in corso di validità ed avere raggiunto l’età di 21 anni. La guida, come in Italia, è a destra. La Baja California è completamente attraversata, da nord a sud, da un’unica strada a 2 corsie (una per ogni senso di marcia) denominata Transpeninsular. Questa strada tocca tutte le principali città e rende molto semplici gli spostamenti, anche se a volte prolongati. La condizione del manto stradale è normalmente buona e per guidare con sicurezza è sufficiente mantenere una velocità moderata e seguire delle piccole accortezze: - Fare attenzione ai frequenti dossi ed avvallamenti che limitano la visibilità - Fare attenzione ai lunghi rettilinei che sembrano non terminare mai, ma che prima o poi finiscono. - Seguire attentamente la segnaletica stradale che avverte su eventuali interruzioni o peggioramenti del manto stradale che, se non rilevate, possono danneggiare seriamente l’automezzo o causare uscite di strada. - Fare attenzione agli animali! Non è infrequente l’attraversamento della strada da parte di mucche, cavalli, asini, cerbiatti, cani o coyote. Oltre a causare la morte dell’animale, un investimento anche a velocità moderata può causare un incidente o danni all’automezzo. È normale imbattersi in posti di blocco militari con ispezione del veicolo. Non c’è assolutamente niente da temere, sono ispezioni di routine per il controllo delle merci trasportate o per intercettare possibili traffici di droga. Non è consentito il trasporto di alimenti freschi (frutta, vegetali, formaggi, salumi) nei pressi delle frontiere. Si suggerisce di evitare di viaggiare di notte in quanto la Transpeninsular non è illuminata se non nelle vicinanze dei maggiori centri abitati.


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BAJA CALIFORNIA

Le località della Baja California


Tijuana

Situata immediatamente a sud del confine tra Stati Uniti e Messico è, con i suoi oltre due milioni di abitanti, la metropoli più a nord del Messico. Per la sua posizione di transito a solo 23 km. dal centro di San Diego (California, USA) viene da molti considerata la città di frontiera più visitata al mondo. Pur avendo poche certezze sulle origini del suo nome, si dice che derivi da quello di un ranch che sorgeva dove adesso sorge la città: “Rancho de Tìa Juana” o da il nome dato alla zona da una tribù di Nativi: “Tiguan” che significa “vicino all’acqua”, di certo si sa che la storia della città è sempre stata legata alle vicissitudini politiche degli Stati Uniti. Verso la fine del 19° secolo, un crescente numero di persone si stabilì lungo il confine tanto da creare la città, fondata esattamente nel 1889. Quando nel 1917 nella vicina San Diego entrò in vigore il proibizionismo, accentuato nel 1920 con la proibizione degli alcolici in tutto i territorio statunitense, Tijuana colse subito l’occasione e divenne nel giro di breve meta di centinaia di americani attratti dal gioco d’azzardo, dai locali di cabaret e dai night club. Tijuana viene spesso individuata come città di partenza o di termine degli itinerari che attraversano la Baja California.


Ensenada

Situata a circa un’ora di macchina a sud del confine con gli Stati Uniti, Ensenada si affaccia su un’ampia baia bagnata dalle acque dell’oceano Pacifico. Questa baia, scoperta nel 1542 è conosciuta e frequentata sin dal l7°secolo quando, con il nome di Ensenada de Todos Santos, era stata identificata quale tappa sicura, grazie anche al suo profondo fondale, dalle imbarcazioni spagnole che trasportavano merci tra le Filippine ed Acapulco, e viceversa. Successivamente divenne nascondiglio dei pirati e attracco per i balenieri. Nel 1870, grazie anche alla scoperta di alcuni ricchi giacimenti d’oro nella zona, l’allora piccolo villaggio di Ensenada si sviluppo rapidamente divenendo in breve tempo n’importante porto oltre che ricca città centro di scambi e di commercio. Nel 1917 e nel 1920, come già avvenne per Tijuana, anche Ensenada trasse enorme vantaggio dall’applicazione delle leggi proibizioniste nei vicini Stati Uniti. Grazie all’enorme impulso ricevuto dai visitatori americani, in breve vennero costruiti resort ed hotel lungo tutta la baia. Tra gli sfarzi di allora, ancora oggi si ricorda la cerimonia inaugurazione del famoso Playa Ensenada Hotel & Casino (successivamente chiamato Riviera del Pacifico ed oggi, non più hotel, ospita il Centro Social, Civico y Cultural ed il Museo de Historia de Ensenada) avvenuta nel 1930. Ad essa parteciparono Rita Hayworth e Bing Crosby. Una volta prosciugate le miniere, e terminato il proibizionismo, si tornò ad un economia rurale e si sviluppò il porto commerciale per il trasporto dei prodotti agricoli e dell’industria peschiera. Turisticamente Ensenada ha avuto uno forte sviluppo dal 1980 in poi diventando meta favorita per i californiani che passano qui i loro fine settimana. Oggi Ensenada è una importante città portuale di 250.000 abitanti, tappa regolare per le navi da crociera che solcano l’Oceano Pacifico. A circa 40 Km. a sud della città, a Capo di Punta Banda, è possibile ammirare La Bufadora, la maggiore attrazione della zona. Si tratta di una cava naturale con un effetto simile a quello di un geyser dove l’azione del vento, delle onde, e della marea crea un enorme getto d’acqua di mare che in condizioni ideali raggiunge un’altezza di circa 25-30 metri.


Cataviña

Cataviña è una piccolissima città che sorge ne cuore del Deserto Central de la Baja Claifornia. Un piccolo agglomerato di poche case che vede quali centri abitati più vicini, El Rosario, sulla costa, in direzione nord, distante 122 km e Guerriero Negro, in direzione sud a ben 356 Km . Fino al non lontano 1970 il mondo “finiva qui” e l’unico mezzo di locomozione erano i muli o camion molto resistenti. Tutta la regione è territorio protetto del Parque Natural del Deserto Central de la Baja California ed il solitario paesaggio che si incontra, già da poco dopo El Rosario, è arricchito da strane conformazioni rocciose ed enormi massi oltre che da una vegetazione molto bizzarra. Infatti per gli amanti della botanica qui è possibile ammirare una vegetazione esotica seconda a nessun altro luogo del pianeta; decine e decine sono le varietà di cactus che si incontrano da quelli che raggiungono i 20 metri d’altezza a quelli che sono vecchi anche di 400 anni, così come numerose sono le varietà di piante tipiche dell’ambiente desertico. Lungo il letto asciutto dei torrenti non è difficile incontrare boschi di varietà diverse di palme tipiche della zona. Tutta questa ricca vegetazione si integra alla perfezione con le enormi rocce color rosso-salmone che si stagliano nel deserto come se fossero cadute dalle mani di un gigante. Impossibile trattenersi dal fare una passeggiata nei dintorni di Cataviña e “perdersi” in questo naturale giardino roccioso magari per far visita alle rovine del Rancho Hernandez o fermarsi ad ammirare le pitture e le incisioni rupestri lasciate dai Nativi alla Cueva Pintada. Per Escursioni prolungate suggeriamo tuttavia di partire di mattina presto e di avvalersi di guide esperte della zona. Non sono raccomandate escursioni prolungate nei mesi che vanno da maggio a settembre a causa delle scontate alte temperature.


Bahìa de Los Angeles

Dopo essersi lasciati alle spalle da circa 67 km, la Transpeninsular, ed averli percorsi circondati da uno straordinari paesaggio desertico fatto di cactus, pietre e lagune asciugate dal sole, si arriva nel villaggio di pescatori che prende il nome dall’omonima baia. Questo nome gli fu dato dal Gesuita Fernando Cosag nel 1746, incantato da luogo appena ammirato. Bahìa de Los Angeles fu raggiunta la prima volta da Francisco de Ulloa nel 1539 durante l’ultima spedizione finanziata da Hernan Cortéz, e rmase l’attracco di riferimento della Missine di San Borja, che sorge nel suo entroterra, fino al 1762. Intorno agli inizi del XX°secolo il villaggio divenne un importante porto per il trasporto dell’oro e dell’argento estratto nelle vicine miniere di Santa Martha e di San Juan nella vicina Sierra di San Borja. Pur non offrendo strutture ricettive di qualità, e forse grazie anche alla semplicità delle strutture, Bahìa de Los Angeles, può essere considerata un paradiso per gli amanti della natura. L’arcipelago di isole di fronte alla baia sono area protetta dal 1978 ed ospitano numerose specie di uccelli. In particolare l’Isla de Raza è conosciuta a livello internazionale perché nel mese di aprile ospita circa 300.000 gabbiani e circa 45.000 rondini di mare reali. Escursioni in barca consentono l’avvistamento di pesci dalla grossa taglia quali mante, pesci martello, squali tigre, delfini ed anche balene che si addentrano nel Mar di Cortéz nei mesi invernali. Ma non è solo il mare ad offrire spettacoli naturali. Lungo la costa si possono effettuare piacevoli passeggiate così come visitare il piccolo centro di protezione e ricerca per la salvaguardia delle tartarughe di mare. Nell’entroterra si consiglia di fare escursioni sulla Sierra San Borja così come visitare le miniere abbandonate di Santa Martha e di San Juan. Nel piccolo villaggio di Bahìa de Los Angeles si può far visita al Museo de Naturaleza y Cultura.


Guerrero Negro

A 5 km dal confine che divide la Penisola della Baja California in Norte e Sur, confine che significa anche cambio del fuso orario con il passaggio dalla Pacific Time Zone alla Mountain Time Zone, sorge la cittadina di Guerriero Negro. Il suo nome trae origine da quello di una nave statunitense, la “Black Warrior”, che, sovraccarica di olio di balena, affondò nel l858 al largo della Scammon’s Lagoon. Se nel passato era conosciuta come sosta lungo la Transpeninsular, oggi è una fiorente cittadina di circa 10.000 abitanti. Questo sviluppo è dovuto al fatto che dal 1954 la Compañia Exportadora de Sal vi ha sede il più grande impianto di lavorazione del sale del mondo. Questa produzione, che si effettua mediante l’evaporazione dell’acqua salata del mare, è possibile grazie all’ampia (35.000 ettari) e poco profonda laguna chiamata Scammon’s Lagoon (Ojo de Liebre) sutura a sud ovest del centro abitato. Inoltre Guerrero Negro è particolarmente amata dagli eco-visitatori, specie nel periodo invernale, da gennaio a marzo, quando migliaia di appassionati arrivano qui da tutto il mondo per ammirare le balene grigie che si accoppiano e partoriscono nella vicina Laguna Ojo de Liebre. Gli estuari e le paludi della regione, che comprende anche le saline e che dal 1972 è Parco Naturale della Balena Grigia, sono la casa di un’innumerevole varietà di uccelli, stanziali o migratori, tra i quali il pellicano, il falco dalla coda rossa, l’airone bianco e grigio, il chiurlo e l’aquila reale. Ciò rende Guerriero Negro anche meta di notevole interesse per coloro che hanno interessi ornitologici. Nei dintorni della cittadina Guerriero Negro hanno un certo fascino i paesaggi creati dalle Dunas de Soledad, che possono raggiungere anche gli 8 metri d’altezza.


San Ignacio

L’inaspettata oasi di San Ignacio è situata in una piccola valle fertile a circa 135 km, a sud, di Guerrero Negro. Chiamato Kadakaaman (fiume dall’erba rossa) dai Nativi Cochimi che abitavano la zona nel periodo precolombiano, questo piccolo villaggio venne scoperto nel novembre del 1716 dal Gesuita Francisco Maria Piccolo ma solo nel 1728, grazie al padre gesuita Juan Bautista Luyando venne fondata la Missione di San Iniacio. Dopo che l’Ordine dei Gesuiti dovette lasciare il “Nuovo Mondo”, nella missione si insediarono i padri Dominicani i quali, nel 1786 rimpiazzarono la vecchia chiesa con una molto più imponente. Questa, considerata una delle più belle missioni della Baja California, è quella che, restaurata, viene ammirata oggi dai visitatori che scoprono la piacevole atmosfera di San Ignacio. Dal villaggio partono inoltre le escursioni alle Caverne della Sierra di San Francisco, dove sono ospitati i più spettacolari esempi di arte rupestre precolombiana del Deserto Central e per questo protette come sito storico dall’UNESCO. A circa 58 Km dal villaggio, raggiungibile percorrendo una strada sterrata, c’è Laguna di San Ignacio, facente parte della Reserva del la Biosfera de Vizcaíno. La Laguna nei mesi invernali è il ritrovo della balena grigia che, qui, si reputa sia particolarmente amichevole e predisposta al contatto con gli eco-visitatori. Circa 45 Km ad est di San Ignacio, quando il panorama diventa sempre di più vulcanico, si possono ammirare Las Tres Vìrgenes, tre vulcani dalla classica forma a cono.


Santa Rosalia

Cittadina di circa 12.000 abitanti, situata tra due altipiani affacciati sul Mare de Cortéz, visse il suo momento di splendore quando nella seconda meta del XIX° secolo (1868) nella zona vengono trovati grossi giacimenti di rame. Nel 1885 una compagnia francese, la “Compañia El Boleo” acquistò i diritti per lo sfruttamento dei giacimenti dal governo messicano. 600 km di gallerie furono scavati, 30 km di ferrovia, per il trasporto del rame estratto dalla zona delle miniere al porto, furono costruiti. Dette impiego, oltre alla popolazione locale, anche a Nativi Yaqui, a messicani provenienti dallo Stato di Sonora ed a lavoratori asiatici. Si arrivò ad estrarre 10.000 tonnellate di rame all’anno. Le miniere consentirono una ricca estrazione fino al 1954, quando alcune di esse iniziarono ad esaurirsi. Il terreno della concessione fu restituito al governo messicano che continuò a far estrarre il rame fino al 1985, anno in cui l’attività d’estrazione fu definitivamente interrotta. Delle costruzioni e delle installazioni presenti in città sin dall’apertura delle miniere, oggi è possibile ancora ammirare, l’alta ciminiera, gli alti cumuli di materiale di scarto della lavorazione del rame, la fonderia, le la torre di carico nel posto. Lungo le vie della città fanno bella mostra locomotive, carrozze, e carrelli per il trasporto del rame. La compagnia inoltre importo una caratteristica, quanto originale, architettura francese ammirabile sia nell’impianto originale dalla città quanto nella zona sviluppatasi sull’altipiano e denominata Mesa Francia. E’ qui che si possono ammirare i più bei esempi di questa architettura: l’hotel Francés, fondato nel 1886 e l’antico edificio che ospitava l’amministrazione della compagnia e che oggi è sede del Museo Històrico Minero. Altra testimonianza del passato storico della città è la Chiesa di Santa Barbara di Santa Rosalia. Disegnata nel 1887 da Gustave Eiffel per partecipare all’Esposizione di Parigi del 1889 dove vinse il secondo premio. La chiesa, completamente costruita in ferro, fu acquistata da alcuni dirigenti della “Compañia El Boleo” che qui la fecero trasportare e ricostruire nel 1897.


Punta Chivato

Percorrendo la Transpeninsular, una volta arrivati all’altezza del piccolo avamposto di case chiamato Palo Verde, si imbocca deviazione che porta a percorrere una strada sterrata. 18 km, lungo i quali si transita da Shell Beach, costellata da eleganti case residenziali proprietà di statunitensi, si oltrepassa il piccolo aeroporto turistico di proprietà della Posada de las Flores, per poi finalmente giungere in quel magico posto che prende il nome di Punta Chivato. Un piccolo gioiello nel deserto che offre al viaggiatore un’atmosfera di quiete e bellezza unici nel suo genere, con chilometri di spiagge incontaminate e solitarie. Nelle acque pulitissime della Bahìa di Santa Inés è possibile osservare diverse varietà di mante, delfini, pesci martello e migliaia di pesci tropicali. L’arcipelago di isole che sorgono di fronte alla punta sono degno scenario ti tramonti mozzafiato.


Mulegé & Bahìa Concepciòn

Piccolo villaggio abitato da circa 3.000 perone, Mulegé, come San Ignacìo, è un’oasi sorta lungo le rive di un fiume a poca distanza dal Mar di Cortéz. Situata in una valle ricca di palme e bouganvillas multicolori, questo luogo meraviglioso fu scoperto dal gesuita Juan María de Salvatierra, che nel 1705 vi fondò la Missione di Santa Rosalía. Oggi dell’antica Missione resta solo la Chiesa di Santa Rosalìa di Mulegé, visitabile sulla sommità di una collina rocciosa da cui domina il villaggio e da cui si gode un bellissimo panorama dell’abitato parzialmente nascosto dalle rigogliose palme. Sul lato du un’altra collina è possibile ammirare il bianco fortilizio che un tempo ospitava le prigioni della città. Oggi la costruzione ospita il museo. Immediatamente a sud di Mulegé è possibile addentrarsi in un’altra delle attrazioni naturalistiche della Baja California: Bahìa Concepción. Spettacolare per il colore ed i riflessi del suo mare ed arricchita dalle bianchissime spiagge di Santispac, Concepción, Los Cocos, El Burro, El Coyote, Buenaventura, El Requesón e Armenta, Bahìa Concepción fa da contrasto al deserto circostante con la sua vegetazione esotica e ne numerose varietà di cactus.


Loreto

Considerato uno dei più antichi insediamenti della Baja California Sur, Loreto deve la sua origine al Gesuita Juam Marìa Salvatierra che giunto su questa costa il 19 Ottobre 1697 vi fondò la prima missione della regione, la Missione di Nostra Signora di Loreto. E’ da qui che il cristianesimo fu poi pacificamente introdotto nelle californie. Per lungo tempo Loreto fu il centro religioso ed amministrativo dell’intera California Spagnola. L’ampio territorio di cui era capitale si estendeva dall’estremo sud dell’attuale penisola della Baja Claifornia fino a quello che oggi è conosciuto come Oregon State, negli Stati Uniti. Nel 1829, tuttavia fu così seriamente danneggiata da un uragano che fu presa la decisione di trasferire la capitale a La Paz. Loreto sprofondò nell’anonimato da cui uscì grazie alla costruzione della Transpeninsular ed all’arrivo del turismo. Nonostante questo Loreto è riuscita a mantenere la sua piacevole atmosfera di cittadina di provincia. Oltre alla chiesa che sorge nel cuore della città, degno di nota, oltre che di una visita è l’adiacente piccolo Museum of the Missions dove viene raccontata la storia delle missioni in Baja California. A circa 40 km da Loreto, nel cuore della Sierra de la Giganta, è raggiungibile la pittoresca missione di San Xavier, costruita dal Gesuita Francesco Piccolo nel 1699. Al largo della costa di Loreto invece si può visitare, con escursioni in barca, la Isla Coronado, un isola vulcanica tra le più belle della Baja California, famosa per le sue spiagge bianche, le sue colonie di delfini, i leoni marini ed i numerosi pellicani. Insieme alle altre isole, Del Carmen, Monserrate, e Santa Catalina, Isla Coronado fa parte dell’intero arcipelago, nel 1997, è stato proclamato Parco Marìtimo Nacional Bahìa de Loreto.


La Paz

Capitale della Baja California Sur, con una popolazione di circa 200.000 abitanti, La Paz è situata in una piccola pianura ai piedi della Sierra de la Laguna. L’area dove sorge oggi La Paz fu inizialmente occupata nel 1535 dal conquistador Hernan Cortéz, ma l’insediamento ben presto fallì anche perché le ricchezze che si cercava non furono mai trovate. La vera fondazione di La Paz viene pertanto fatta risalire al 1720, anno in cui fu fondata la Missione di Nostra Signora di La Paz ma la fondazione della città moderna risale al 1811, insediamento messicano della California Spagnola, e divenne capitale nel 1829 in seguito all’uragano che distrusse ampiamente l’allora capitale, Loreto. Tuttavia l’importanza e lo sviluppo che troviamo ora lo dobbiamo all’arrivo, nel 1973 della Transpeninsular che favorì i collegamenti tra i principali centri abitati della regione ed agevolò l’arrivo del turismo. Affacciata su una splendida baia nel Mar di Cortéz, La Paz permette un’ottima balneazione, soprattutto sulle bianche spiagge di Pichilingue, Calandra e Tecolote situate a nord della città. Escursione naturalistica molto apprezzata è quella alla vicina Isola di El Espiritu Santu, raggiungibile in barca, o in kayak da La Paz, è famosa per la sua colonia di leoni marini e la particolare flora e fauna. La Paz è inoltre apprezzata e frequentata dagli amanti delle immersioni subacquee grazie ai fondali che vengono considerati secondi a nessun altro luogo al mondo: diverse specie di mante, squali balena e pesci martello sono solo alcuni dei grandi pesci che si possono facilmente vedere durante le immersioni. Nell’entroterra invece si suggeriscono escursioni sulla sierra de la Laguna e la visita al villaggio minerario di El Triunfo. Famoso è il “Malecòn” il lungomare di La Paz su cui si affacciano i più rinomanti hotel, i ristoranti e dove chi vuol farsi vedere trascorre le serate.


Todos Santos

A metà strada tra La Paz e Cabo San Lucas, e poco al di sotto del Tropico del Cancro, il villaggio di Todos Santos è abitato da circa 5.000 abitanti, e gode di un clima piacevole tutto l’anno, con temperature che oscillano tra i 20°C e i 30°C. Fondata nel 1724, la Missione di Todos Santos divenne un importante centro di produzione agricolo tanto che nel 1850 divenne il centro di maggior produzione dello zucchero di tutta la Baja California. Nel 1965 ci fu la chiusura dell’ultimo zuccherificio ed oggi è possibile è possibile visitarne i resti andando al El Molino Trailer Park. Adagiato su una piccola “mesa”, a breve distanza dall’Oceano Pacifico l’abitato oggi è immerso in una vasta piantagione con piante di mango, papaia, avocado, agrumi, ed altre specie tropicali. Queste coltivazioni sono consentite grazie all’abbondante fornitura d’acqua proveniente dalla vicina Sierra de la Laguna. A Todos Santos si respira una rilassata atmosfera tipicamente messicana: gli abitanti sono sereni e cordiali e lo stile di vita è semplice e tranquillo. Una comunità di artisti, e di surfisti hanno eletto Todos Santos loro residenza. Le vicine bellissime spiagge sono le meno sviluppate della zona di Los Cabos e questo le rende ancora più belle e suggestive. Molto suggestive sono anche le escursioni, a piedi, nell’entroterra lungo i canyon di San Dionisio, San Bernardo, e San Pablo.


Cabo San Lucas

Cabo San Lucas, la città più a sud della penisola è l’opposto di quanto si incontra lungo tutta la Baja California. È infatti una città in pieno sviluppo pulsante di giorno e di notte. Ottimi ristoranti, negozi esclusivi, aree commerciali e una vita notturna piuttosto attiva la caratterizzano non poco. Originariamente abitata dai Nativi Guaycura, in seguito estinti a causa delle malattie, la zona del Cabo fu presidiata per lungo tempo dagli spagnoli i quali vi costruirono anche un forte per combattere i pirati che assaltavano i galeoni spagnoli carichi di mercanzie. Nel 1934 Cabo San Lucas contava solo 436 abitanti e non era altro che un villaggio di pescatori divenuto tuttavia famoso per la ricchezza delle sue acque prospicienti, cosa che attirò Yacht lussuosi ed amanti della pesca sportiva. L’arrivo della Transpeninsular, nel 1973, e la successiva apertura dell’Aeroporto internazionale di Los Cabos, aprì la destinazione ad un turismo di più ampie proporzioni. Impedibile, per chi visita Cabo San Lucas, l’escursione alla Playa de l’Amor, raggiungibile solo via mare. Simbolo della città è El Arco, l’enorme roccia ad arco situata nell’estremo punto a sud del Cabo che ricorda un enorme drago inchinato per bere.


San Josè del Cabo

Contrariamente alla roboante Cabo San Lucas, San José del Cabo, la “gemella” situata più ad est della punta della penisola, è una tipica cittadina messicana in stile coloniale dalle strade strette e ricca di vegetazione lussureggiante. Prima di qualsiasi insediamento la zona era covo di pirati che spadroneggiavano lungo le coste pacifiche intercettando i galeoni spagnoli sulla rotta per le Filippine. L’origine di San José del Cabo risale al 1730 quando i Gesuiti fondarono la Missione di San José che fece da fondamenta alla creazione di un piccolo villaggio di pescatori. Dopo l’indipendenza messicana del 1821, San José del Cabo quando fu brevemente occupata dalle truppe statunitensi durante il periodo della guerra messicana (1846- 1848), ed successivamente uno scaltro filibustiere di nome Walzer occupò La Baja California con il suo esercito privato con l’intento di annetterla agli Stati Uniti come un nuovo stato. Il centro della cittadina è, oggi, particolarmente grazioso, con i suoi negozietti, le boutiques ed i ristoranti, spesso con giardini e cortili. Il centro della città è costituito da Plaza Mijares su cui si affaccia la Chiesa di San Josè. La zona “hotelera” della città si sviluppa lungo la spiaggia a circa 2 km dal centro. A San Josè ci sono spiagge per tutti i gusti. Chi ama pescare non può fare a meno di andare a La Playita Beach; i surfisti devono andare a praticare il loro sport alla Playa Costa Azul, conosciuta anche come Zipper’s Beach. Per chi vuole Fare il bagno le mete sono Playa del Nuevo Sol o la vicina Playa California facendo tuttavia sempre attenzione alle indicazioni dei bagnini locali che hanno più familiarità con le forti correnti marine. Appena fuori San José ci si imbatte nella riserva della biosfera “Estero San José”, un tempo attracco di pirati ora una laguna poco profonda creatasi alla confluenza delle acqua dolce dell’Arroyo San José con l’acqua salata del mare. Tra le palme dell’estuario vivono numerose varietà di uccelli. La linea costiera lungo i 29 km che divide Cabo San Lucas a San José del Cabo, che insieme costituiscono il Municipio de Los Cabos, è un susseguirsi di hotel di alto ed altissimo livello oltre che di rinomati campi da golf.

http://atacama.it/baja_california_info_localita.htm

BAJA CALIFORNIA

Le località della Baja California


La Baja California



Tijuana


Situata immediatamente a sud del confine tra Stati Uniti e Messico è, con i suoi oltre due milioni di abitanti, la metropoli più a nord del Messico. Per la sua posizione di transito a solo 23 km. dal centro di San Diego (California, USA) viene da molti considerata la città di frontiera più visitata al mondo. Pur avendo poche certezze sulle origini del suo nome, si dice che derivi da quello di un ranch che sorgeva dove adesso sorge la città: “Rancho de Tìa Juana” o da il nome dato alla zona da una tribù di Nativi: “Tiguan” che significa “vicino all’acqua”, di certo si sa che la storia della città è sempre stata legata alle vicissitudini politiche degli Stati Uniti. Verso la fine del 19° secolo, un crescente numero di persone si stabilì lungo il confine tanto da creare la città, fondata esattamente nel 1889. Quando nel 1917 nella vicina San Diego entrò in vigore il proibizionismo, accentuato nel 1920 con la proibizione degli alcolici in tutto i territorio statunitense, Tijuana colse subito l’occasione e divenne nel giro di breve meta di centinaia di americani attratti dal gioco d’azzardo, dai locali di cabaret e dai night club. Tijuana viene spesso individuata come città di partenza o di termine degli itinerari che attraversano la Baja California.


Ensenada


Situata a circa un’ora di macchina a sud del confine con gli Stati Uniti, Ensenada si affaccia su un’ampia baia bagnata dalle acque dell’oceano Pacifico. Questa baia, scoperta nel 1542 è conosciuta e frequentata sin dal l7°secolo quando, con il nome di Ensenada de Todos Santos, era stata identificata quale tappa sicura, grazie anche al suo profondo fondale, dalle imbarcazioni spagnole che trasportavano merci tra le Filippine ed Acapulco, e viceversa. Successivamente divenne nascondiglio dei pirati e attracco per i balenieri. Nel 1870, grazie anche alla scoperta di alcuni ricchi giacimenti d’oro nella zona, l’allora piccolo villaggio di Ensenada si sviluppo rapidamente divenendo in breve tempo n’importante porto oltre che ricca città centro di scambi e di commercio. Nel 1917 e nel 1920, come già avvenne per Tijuana, anche Ensenada trasse enorme vantaggio dall’applicazione delle leggi proibizioniste nei vicini Stati Uniti. Grazie all’enorme impulso ricevuto dai visitatori americani, in breve vennero costruiti resort ed hotel lungo tutta la baia. Tra gli sfarzi di allora, ancora oggi si ricorda la cerimonia inaugurazione del famoso Playa Ensenada Hotel & Casino (successivamente chiamato Riviera del Pacifico ed oggi, non più hotel, ospita il Centro Social, Civico y Cultural ed il Museo de Historia de Ensenada) avvenuta nel 1930. Ad essa parteciparono Rita Hayworth e Bing Crosby. Una volta prosciugate le miniere, e terminato il proibizionismo, si tornò ad un economia rurale e si sviluppò il porto commerciale per il trasporto dei prodotti agricoli e dell’industria peschiera. Turisticamente Ensenada ha avuto uno forte sviluppo dal 1980 in poi diventando meta favorita per i californiani che passano qui i loro fine settimana. Oggi Ensenada è una importante città portuale di 250.000 abitanti, tappa regolare per le navi da crociera che solcano l’Oceano Pacifico. A circa 40 Km. a sud della città, a Capo di Punta Banda, è possibile ammirare La Bufadora, la maggiore attrazione della zona. Si tratta di una cava naturale con un effetto simile a quello di un geyser dove l’azione del vento, delle onde, e della marea crea un enorme getto d’acqua di mare che in condizioni ideali raggiunge un’altezza di circa 25-30 metri.


Cataviña


Cataviña è una piccolissima città che sorge ne cuore del Deserto Central de la Baja Claifornia. Un piccolo agglomerato di poche case che vede quali centri abitati più vicini, El Rosario, sulla costa, in direzione nord, distante 122 km e Guerriero Negro, in direzione sud a ben 356 Km . Fino al non lontano 1970 il mondo “finiva qui” e l’unico mezzo di locomozione erano i muli o camion molto resistenti. Tutta la regione è territorio protetto del Parque Natural del Deserto Central de la Baja California ed il solitario paesaggio che si incontra, già da poco dopo El Rosario, è arricchito da strane conformazioni rocciose ed enormi massi oltre che da una vegetazione molto bizzarra. Infatti per gli amanti della botanica qui è possibile ammirare una vegetazione esotica seconda a nessun altro luogo del pianeta; decine e decine sono le varietà di cactus che si incontrano da quelli che raggiungono i 20 metri d’altezza a quelli che sono vecchi anche di 400 anni, così come numerose sono le varietà di piante tipiche dell’ambiente desertico. Lungo il letto asciutto dei torrenti non è difficile incontrare boschi di varietà diverse di palme tipiche della zona. Tutta questa ricca vegetazione si integra alla perfezione con le enormi rocce color rosso-salmone che si stagliano nel deserto come se fossero cadute dalle mani di un gigante. Impossibile trattenersi dal fare una passeggiata nei dintorni di Cataviña e “perdersi” in questo naturale giardino roccioso magari per far visita alle rovine del Rancho Hernandez o fermarsi ad ammirare le pitture e le incisioni rupestri lasciate dai Nativi alla Cueva Pintada. Per Escursioni prolungate suggeriamo tuttavia di partire di mattina presto e di avvalersi di guide esperte della zona. Non sono raccomandate escursioni prolungate nei mesi che vanno da maggio a settembre a causa delle scontate alte temperature.


Bahìa de Los Angeles


Dopo essersi lasciati alle spalle da circa 67 km, la Transpeninsular, ed averli percorsi circondati da uno straordinari paesaggio desertico fatto di cactus, pietre e lagune asciugate dal sole, si arriva nel villaggio di pescatori che prende il nome dall’omonima baia. Questo nome gli fu dato dal Gesuita Fernando Cosag nel 1746, incantato da luogo appena ammirato. Bahìa de Los Angeles fu raggiunta la prima volta da Francisco de Ulloa nel 1539 durante l’ultima spedizione finanziata da Hernan Cortéz, e rmase l’attracco di riferimento della Missine di San Borja, che sorge nel suo entroterra, fino al 1762. Intorno agli inizi del XX°secolo il villaggio divenne un importante porto per il trasporto dell’oro e dell’argento estratto nelle vicine miniere di Santa Martha e di San Juan nella vicina Sierra di San Borja. Pur non offrendo strutture ricettive di qualità, e forse grazie anche alla semplicità delle strutture, Bahìa de Los Angeles, può essere considerata un paradiso per gli amanti della natura. L’arcipelago di isole di fronte alla baia sono area protetta dal 1978 ed ospitano numerose specie di uccelli. In particolare l’Isla de Raza è conosciuta a livello internazionale perché nel mese di aprile ospita circa 300.000 gabbiani e circa 45.000 rondini di mare reali. Escursioni in barca consentono l’avvistamento di pesci dalla grossa taglia quali mante, pesci martello, squali tigre, delfini ed anche balene che si addentrano nel Mar di Cortéz nei mesi invernali. Ma non è solo il mare ad offrire spettacoli naturali. Lungo la costa si possono effettuare piacevoli passeggiate così come visitare il piccolo centro di protezione e ricerca per la salvaguardia delle tartarughe di mare. Nell’entroterra si consiglia di fare escursioni sulla Sierra San Borja così come visitare le miniere abbandonate di Santa Martha e di San Juan. Nel piccolo villaggio di Bahìa de Los Angeles si può far visita al Museo de Naturaleza y Cultura.


Guerrero Negro


A 5 km dal confine che divide la Penisola della Baja California in Norte e Sur, confine che significa anche cambio del fuso orario con il passaggio dalla Pacific Time Zone alla Mountain Time Zone, sorge la cittadina di Guerriero Negro. Il suo nome trae origine da quello di una nave statunitense, la “Black Warrior”, che, sovraccarica di olio di balena, affondò nel l858 al largo della Scammon’s Lagoon. Se nel passato era conosciuta come sosta lungo la Transpeninsular, oggi è una fiorente cittadina di circa 10.000 abitanti. Questo sviluppo è dovuto al fatto che dal 1954 la Compañia Exportadora de Sal vi ha sede il più grande impianto di lavorazione del sale del mondo. Questa produzione, che si effettua mediante l’evaporazione dell’acqua salata del mare, è possibile grazie all’ampia (35.000 ettari) e poco profonda laguna chiamata Scammon’s Lagoon (Ojo de Liebre) sutura a sud ovest del centro abitato. Inoltre Guerrero Negro è particolarmente amata dagli eco-visitatori, specie nel periodo invernale, da gennaio a marzo, quando migliaia di appassionati arrivano qui da tutto il mondo per ammirare le balene grigie che si accoppiano e partoriscono nella vicina Laguna Ojo de Liebre. Gli estuari e le paludi della regione, che comprende anche le saline e che dal 1972 è Parco Naturale della Balena Grigia, sono la casa di un’innumerevole varietà di uccelli, stanziali o migratori, tra i quali il pellicano, il falco dalla coda rossa, l’airone bianco e grigio, il chiurlo e l’aquila reale. Ciò rende Guerriero Negro anche meta di notevole interesse per coloro che hanno interessi ornitologici. Nei dintorni della cittadina Guerriero Negro hanno un certo fascino i paesaggi creati dalle Dunas de Soledad, che possono raggiungere anche gli 8 metri d’altezza.


San Ignacio


L’inaspettata oasi di San Ignacio è situata in una piccola valle fertile a circa 135 km, a sud, di Guerrero Negro. Chiamato Kadakaaman (fiume dall’erba rossa) dai Nativi Cochimi che abitavano la zona nel periodo precolombiano, questo piccolo villaggio venne scoperto nel novembre del 1716 dal Gesuita Francisco Maria Piccolo ma solo nel 1728, grazie al padre gesuita Juan Bautista Luyando venne fondata la Missione di San Iniacio. Dopo che l’Ordine dei Gesuiti dovette lasciare il “Nuovo Mondo”, nella missione si insediarono i padri Dominicani i quali, nel 1786 rimpiazzarono la vecchia chiesa con una molto più imponente. Questa, considerata una delle più belle missioni della Baja California, è quella che, restaurata, viene ammirata oggi dai visitatori che scoprono la piacevole atmosfera di San Ignacio. Dal villaggio partono inoltre le escursioni alle Caverne della Sierra di San Francisco, dove sono ospitati i più spettacolari esempi di arte rupestre precolombiana del Deserto Central e per questo protette come sito storico dall’UNESCO. A circa 58 Km dal villaggio, raggiungibile percorrendo una strada sterrata, c’è Laguna di San Ignacio, facente parte della Reserva del la Biosfera de Vizcaíno. La Laguna nei mesi invernali è il ritrovo della balena grigia che, qui, si reputa sia particolarmente amichevole e predisposta al contatto con gli eco-visitatori. Circa 45 Km ad est di San Ignacio, quando il panorama diventa sempre di più vulcanico, si possono ammirare Las Tres Vìrgenes, tre vulcani dalla classica forma a cono.


Santa Rosalia


Cittadina di circa 12.000 abitanti, situata tra due altipiani affacciati sul Mare de Cortéz, visse il suo momento di splendore quando nella seconda meta del XIX° secolo (1868) nella zona vengono trovati grossi giacimenti di rame. Nel 1885 una compagnia francese, la “Compañia El Boleo” acquistò i diritti per lo sfruttamento dei giacimenti dal governo messicano. 600 km di gallerie furono scavati, 30 km di ferrovia, per il trasporto del rame estratto dalla zona delle miniere al porto, furono costruiti. Dette impiego, oltre alla popolazione locale, anche a Nativi Yaqui, a messicani provenienti dallo Stato di Sonora ed a lavoratori asiatici. Si arrivò ad estrarre 10.000 tonnellate di rame all’anno. Le miniere consentirono una ricca estrazione fino al 1954, quando alcune di esse iniziarono ad esaurirsi. Il terreno della concessione fu restituito al governo messicano che continuò a far estrarre il rame fino al 1985, anno in cui l’attività d’estrazione fu definitivamente interrotta. Delle costruzioni e delle installazioni presenti in città sin dall’apertura delle miniere, oggi è possibile ancora ammirare, l’alta ciminiera, gli alti cumuli di materiale di scarto della lavorazione del rame, la fonderia, le la torre di carico nel posto. Lungo le vie della città fanno bella mostra locomotive, carrozze, e carrelli per il trasporto del rame. La compagnia inoltre importo una caratteristica, quanto originale, architettura francese ammirabile sia nell’impianto originale dalla città quanto nella zona sviluppatasi sull’altipiano e denominata Mesa Francia. E’ qui che si possono ammirare i più bei esempi di questa architettura: l’hotel Francés, fondato nel 1886 e l’antico edificio che ospitava l’amministrazione della compagnia e che oggi è sede del Museo Històrico Minero. Altra testimonianza del passato storico della città è la Chiesa di Santa Barbara di Santa Rosalia. Disegnata nel 1887 da Gustave Eiffel per partecipare all’Esposizione di Parigi del 1889 dove vinse il secondo premio. La chiesa, completamente costruita in ferro, fu acquistata da alcuni dirigenti della “Compañia El Boleo” che qui la fecero trasportare e ricostruire nel 1897.


Punta Chivato


Percorrendo la Transpeninsular, una volta arrivati all’altezza del piccolo avamposto di case chiamato Palo Verde, si imbocca deviazione che porta a percorrere una strada sterrata. 18 km, lungo i quali si transita da Shell Beach, costellata da eleganti case residenziali proprietà di statunitensi, si oltrepassa il piccolo aeroporto turistico di proprietà della Posada de las Flores, per poi finalmente giungere in quel magico posto che prende il nome di Punta Chivato. Un piccolo gioiello nel deserto che offre al viaggiatore un’atmosfera di quiete e bellezza unici nel suo genere, con chilometri di spiagge incontaminate e solitarie. Nelle acque pulitissime della Bahìa di Santa Inés è possibile osservare diverse varietà di mante, delfini, pesci martello e migliaia di pesci tropicali. L’arcipelago di isole che sorgono di fronte alla punta sono degno scenario ti tramonti mozzafiato.


Mulegé & Bahìa Concepciòn


Piccolo villaggio abitato da circa 3.000 perone, Mulegé, come San Ignacìo, è un’oasi sorta lungo le rive di un fiume a poca distanza dal Mar di Cortéz. Situata in una valle ricca di palme e bouganvillas multicolori, questo luogo meraviglioso fu scoperto dal gesuita Juan María de Salvatierra, che nel 1705 vi fondò la Missione di Santa Rosalía. Oggi dell’antica Missione resta solo la Chiesa di Santa Rosalìa di Mulegé, visitabile sulla sommità di una collina rocciosa da cui domina il villaggio e da cui si gode un bellissimo panorama dell’abitato parzialmente nascosto dalle rigogliose palme. Sul lato di un’altra collina è possibile ammirare il bianco fortilizio che un tempo ospitava le prigioni della città. Oggi la costruzione ospita il museo. Immediatamente a sud di Mulegé è possibile addentrarsi in un’altra delle attrazioni naturalistiche della Baja California: Bahìa Concepción. Spettacolare per il colore ed i riflessi del suo mare ed arricchita dalle bianchissime spiagge di Santispac, Concepción, Los Cocos, El Burro, El Coyote, Buenaventura, El Requesón e Armenta, Bahìa Concepción fa da contrasto al deserto circostante con la sua vegetazione esotica e ne numerose varietà di cactus.


Loreto


Considerato uno dei più antichi insediamenti della Baja California Sur, Loreto deve la sua origine al Gesuita Juam Marìa Salvatierra che giunto su questa costa il 19 Ottobre 1697 vi fondò la prima missione della regione, la Missione di Nostra Signora di Loreto. E’ da qui che il cristianesimo fu poi pacificamente introdotto nelle californie. Per lungo tempo Loreto fu il centro religioso ed amministrativo dell’intera California Spagnola. L’ampio territorio di cui era capitale si estendeva dall’estremo sud dell’attuale penisola della Baja Claifornia fino a quello che oggi è conosciuto come Oregon State, negli Stati Uniti. Nel 1829, tuttavia fu così seriamente danneggiata da un uragano che fu presa la decisione di trasferire la capitale a La Paz. Loreto sprofondò nell’anonimato da cui uscì grazie alla costruzione della Transpeninsular ed all’arrivo del turismo. Nonostante questo Loreto è riuscita a mantenere la sua piacevole atmosfera di cittadina di provincia. Oltre alla chiesa che sorge nel cuore della città, degno di nota, oltre che di una visita è l’adiacente piccolo Museum of the Missions dove viene raccontata la storia delle missioni in Baja California. A circa 40 km da Loreto, nel cuore della Sierra de la Giganta, è raggiungibile la pittoresca missione di San Xavier, costruita dal Gesuita Francesco Piccolo nel 1699. Al largo della costa di Loreto invece si può visitare, con escursioni in barca, la Isla Coronado, un isola vulcanica tra le più belle della Baja California, famosa per le sue spiagge bianche, le sue colonie di delfini, i leoni marini ed i numerosi pellicani. Insieme alle altre isole, Del Carmen, Monserrate, e Santa Catalina, Isla Coronado fa parte dell’intero arcipelago, nel 1997, è stato proclamato Parco Marìtimo Nacional Bahìa de Loreto.


La Paz


Capitale della Baja California Sur, con una popolazione di circa 200.000 abitanti, La Paz è situata in una piccola pianura ai piedi della Sierra de la Laguna. L’area dove sorge oggi La Paz fu inizialmente occupata nel 1535 dal conquistador Hernan Cortéz, ma l’insediamento ben presto fallì anche perché le ricchezze che si cercava non furono mai trovate. La vera fondazione di La Paz viene pertanto fatta risalire al 1720, anno in cui fu fondata la Missione di Nostra Signora di La Paz ma la fondazione della città moderna risale al 1811, insediamento messicano della California Spagnola, e divenne capitale nel 1829 in seguito all’uragano che distrusse ampiamente l’allora capitale, Loreto. Tuttavia l’importanza e lo sviluppo che troviamo ora lo dobbiamo all’arrivo, nel 1973 della Transpeninsular che favorì i collegamenti tra i principali centri abitati della regione ed agevolò l’arrivo del turismo. Affacciata su una splendida baia nel Mar di Cortéz, La Paz permette un’ottima balneazione, soprattutto sulle bianche spiagge di Pichilingue, Balandra e Tecolote situate a nord della città. Escursione naturalistica molto apprezzata è quella alla vicina Isola di El Espiritu Santu, raggiungibile in barca, o in kayak da La Paz, è famosa per la sua colonia di leoni marini e la particolare flora e fauna. La Paz è inoltre apprezzata e frequentata dagli amanti delle immersioni subacquee grazie ai fondali che vengono considerati secondi a nessun altro luogo al mondo: diverse specie di mante, squali balena e pesci martello sono solo alcuni dei grandi pesci che si possono facilmente vedere durante le immersioni. Nell’entroterra invece si suggeriscono escursioni sulla sierra de la Laguna e la visita al villaggio minerario di El Triunfo. Famoso è il “Malecòn” il lungomare di La Paz su cui si affacciano i più rinomanti hotel, i ristoranti e dove chi vuol farsi vedere trascorre le serate.


Todos Santos


A metà strada tra La Paz e Cabo San Lucas, e poco al di sotto del Tropico del Cancro, il villaggio di Todos Santos è abitato da circa 5.000 abitanti, e gode di un clima piacevole tutto l’anno, con temperature che oscillano tra i 20°C e i 30°C. Fondata nel 1724, la Missione di Todos Santos divenne un importante centro di produzione agricolo tanto che nel 1850 divenne il centro di maggior produzione dello zucchero di tutta la Baja California. Nel 1965 ci fu la chiusura dell’ultimo zuccherificio ed oggi è possibile è possibile visitarne i resti andando al El Molino Trailer Park. Adagiato su una piccola “mesa”, a breve distanza dall’Oceano Pacifico l’abitato oggi è immerso in una vasta piantagione con piante di mango, papaia, avocado, agrumi, ed altre specie tropicali. Queste coltivazioni sono consentite grazie all’abbondante fornitura d’acqua proveniente dalla vicina Sierra de la Laguna. A Todos Santos si respira una rilassata atmosfera tipicamente messicana: gli abitanti sono sereni e cordiali e lo stile di vita è semplice e tranquillo. Una comunità di artisti, e di surfisti hanno eletto Todos Santos loro residenza. Le vicine bellissime spiagge sono le meno sviluppate della zona di Los Cabos e questo le rende ancora più belle e suggestive. Molto suggestive sono anche le escursioni, a piedi, nell’entroterra lungo i canyon di San Dionisio, San Bernardo, e San Pablo.


Cabo San Lucas


Cabo San Lucas, la città più a sud della penisola è l’opposto di quanto si incontra lungo tutta la Baja California. È infatti una città in pieno sviluppo pulsante di giorno e di notte. Ottimi ristoranti, negozi esclusivi, aree commerciali e una vita notturna piuttosto attiva la caratterizzano non poco. Originariamente abitata dai Nativi Guaycura, in seguito estinti a causa delle malattie, la zona del Cabo fu presidiata per lungo tempo dagli spagnoli i quali vi costruirono anche un forte per combattere i pirati che assaltavano i galeoni spagnoli carichi di mercanzie. Nel 1934 Cabo San Lucas contava solo 436 abitanti e non era altro che un villaggio di pescatori divenuto tuttavia famoso per la ricchezza delle sue acque prospicienti, cosa che attirò Yacht lussuosi ed amanti della pesca sportiva. L’arrivo della Transpeninsular, nel 1973, e la successiva apertura dell’Aeroporto internazionale di Los Cabos, aprì la destinazione ad un turismo di più ampie proporzioni. Impedibile, per chi visita Cabo San Lucas, l’escursione alla Playa de l’Amor, raggiungibile solo via mare. Simbolo della città è El Arco, l’enorme roccia ad arco situata nell’estremo punto a sud del Cabo che ricorda un enorme drago inchinato per bere.


San Josè del Cabo


Contrariamente alla roboante Cabo San Lucas, San José del Cabo, la “gemella” situata più ad est della punta della penisola, è una tipica cittadina messicana in stile coloniale dalle strade strette e ricca di vegetazione lussureggiante. Prima di qualsiasi insediamento la zona era covo di pirati che spadroneggiavano lungo le coste pacifiche intercettando i galeoni spagnoli sulla rotta per le Filippine. L’origine di San José del Cabo risale al 1730 quando i Gesuiti fondarono la Missione di San José che fece da fondamenta alla creazione di un piccolo villaggio di pescatori. Dopo l’indipendenza messicana del 1821, San José del Cabo quando fu brevemente occupata dalle truppe statunitensi durante il periodo della guerra messicana (1846- 1848), ed successivamente uno scaltro filibustiere di nome Walzer occupò La Baja California con il suo esercito privato con l’intento di annetterla agli Stati Uniti come un nuovo stato. Il centro della cittadina è, oggi, particolarmente grazioso, con i suoi negozietti, le boutiques ed i ristoranti, spesso con giardini e cortili. Il centro della città è costituito da Plaza Mijares su cui si affaccia la Chiesa di San Josè. La zona “hotelera” della città si sviluppa lungo la spiaggia a circa 2 km dal centro. A San Josè ci sono spiagge per tutti i gusti. Chi ama pescare non può fare a meno di andare a La Playita Beach; i surfisti devono andare a praticare il loro sport alla Playa Costa Azul, conosciuta anche come Zipper’s Beach. Per chi vuole Fare il bagno le mete sono Playa del Nuevo Sol o la vicina Playa California facendo tuttavia sempre attenzione alle indicazioni dei bagnini locali che hanno più familiarità con le forti correnti marine. Appena fuori San José ci si imbatte nella riserva della biosfera “Estero San José”, un tempo attracco di pirati ora una laguna poco profonda creatasi alla confluenza delle acqua dolce dell’Arroyo San José con l’acqua salata del mare. Tra le palme dell’estuario vivono numerose varietà di uccelli. La linea costiera lungo i 29 km che divide Cabo San Lucas a San José del Cabo, che insieme costituiscono il Municipio de Los Cabos, è un susseguirsi di hotel di alto ed altissimo livello oltre che di rinomati campi da golf.