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STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA 2010-2011
Venerdì 6 maggio ore 20.30
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli


Bahrami: “Bach su tutto”

“Frequenta Bach, non ti lascerà mai solo”. Così gli scriveva dal carcere suo padre, ucciso dai pasdaran. Il destinatario della lettera è Ramin Bahrami, pianista tra i massimi interpreti bachiani che venerdì 6 aprile sarà all’Accademia di Santa Cecilia (Sala Sinopoli ore 20.30 Stagione di Musica da Camera) per consegnare al pubblico una magistrale interpretazione di quel monumento musicale che sono le Variazioni Goldberg.
Per il musicista iraniano Bach è al primo posto, nella musica di tutti i secoli. «Ha scritto la musica più bella al mondo – dice. Lo stesso Goethe ha definito le note di Bach “un dialogo del signore con se stesso prima della creazione”, e Bach mi ha salvato la vita»
Nato a Teheran nel 1976, Bahrami a 12 anni ha dovuto lasciare il suo Paese giungendo a Milano dove ha conseguito il diploma di pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi.
Di lì, inarrestabile è stata la sua ascesa che non solo lo ha portato a suonare nelle più importanti sale del mondo e ad esser diretto dai più grandi maestri, ma le sue originalissime interpretazioni delle pagine del genio di Eisenach sono ormai entrate negli annali della storia e soprattutto la sua produzione discografica è orami entrata nelle vette delle classifiche.


STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA 2010-2011
Venerdì 6 maggio ore 20.30
Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli
Ramin Bahrami Pianoforte
Bach Variazioni Goldberg.

Biglietti da € 18 a €33
Info: 06 8082058 www.santacecilia.it
Grazie a www.ivirtuosiitaliani.it & www.studiomusica.net
____COMUNICATO STAMPA
con cortese preghiera di diffusione

L’ARTE DELLA FUGA SECONDO RAMIN BAHRAMI
Dedicato a J.S.Bach il 4° appuntamento dei Concerti della Domenica

Domenica 28 ottobre ore 11, presso la splendida Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico (via Roma 1/G), avrà luogo il quarto appuntamento con I Concerti della Domenica organizzati da I Virtuosi Italiani. Ospite d’eccezione Ramin Bahrami, 30enne pianista iraniano che con la sua interpretazione di Bach piena di emozioni ha suscitato l’entusiasmo dei critici più severi, che lo hanno paragonato al leggendario Glenn Gould.

Il programma è interamente dedicato a J.S.Bach, con l’esecuzione dell’Arte della Fuga, Die Kunst der Fuge BWV 1080, ultimo capolavoro strumentale del genio di Eisenach. Composta negli anni 1748-1749, l’opera venne pubblicata solo dopo la morte di Bach, avvenuta nel 1750. La partitura non contiene indicazione relative agli strumenti, ma le linee di scrittura si adattano all’estensione degli strumenti a tasti del tempo di Bach. «L'Arte della fuga è un capolavoro-testamento», ha affermato Bahrami in una recente intervista, «l'ultimo e il più complesso viaggio di Bach dentro la musica intesa come attività speculativa. Un riassunto di tutte le sue esplorazioni precedenti, un concentrato di bellezza». Le 14 fughe che la compongono – a detta di molti tra le più complesse che siano mai state composte – e i 4 canoni celano anche un segreto: «secondo la nomenclatura tedesca», continua Bahrami, «le note corrispondono alle prime sette lettere dell'alfabeto. Così, unendo i numeri che compongono il nome Bach, la somma è proprio 14. Che poi è il doppio di sette, cifra magica per eccellenza. Un mistero finale che Bach ci ha regalato».

Biglietti da 10 a 12 euro, per prenotazioni e abbonamenti 045 8035173 – www.ivirtuosiitaliani.it
 RAMIN BAHRAMI, pianoforte

Nato nel 1976 a Theran da una famiglia benestante (il padre, Paviz, era ingegnere), rimase folgorato dalla musica di J.S. Bach fin da giovane. Con l'avvento del regime degli Ayatollah a seguito della Rivoluzione iraniana, Paviz fu incarcerato, con l'accusa di essere oppositore del regime e di aver collaborato con lo Scià, e poi ucciso nel 1991. Ramin fu costretto a emigrare in Europa a 11 anni. L'intenzione era quella di recarsi in Germania, ma il primo paese che lo accolse fu l'Italia, grazie ad una borsa di studio donatagli dall'Italimpianti in seguito all'intervento dell'ambasciata italiana a Teheran. Sembra che uno dei consigli dispensati del padre al figlio Ramin fosse: frequenta «Bach, perché la sua musica ti potrà aiutare molto».
Johann Sebastian Bach è il musicista a cui il giovane Bahrami ha consacrato gran parte della sua attività concertistica, e che fino ad oggi gli ha procurato i maggiori consensi di pubblico e di critica. Bahrami si è diplomato con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola, e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda. Si è inoltre perfezionato con Alexis Weissenberg, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck, l’artista che più di altri nel XX secolo ha contribuito a far conoscere l’opera di Bach attraverso i suoi studi e le sue esecuzioni. Nel 1998 il successo ottenuto al debutto di Bahrami al Teatro Bellini di Catania è tale che gli viene conferita la cittadinanza onoraria. Negli anni seguenti sono state numerose le esibizioni presso le maggiori istituzioni musicali italiane e tedesche come la partecipazione a prestigiosi festival internazionali. Nel corso di queste esibizioni approfondisce sempre più la conoscenza dell’opera di Bach, anche in vista delle sue nuove registrazioni discografiche delle Variazioni Goldberg e delle 7 Partite che la Decca pubblica rispettivamente nel 2004 e nel 2005. La sua recente incisione sempre per Decca dell'Arte della Fuga di Bach è entrata in testa alle classifiche di vendita "pop" dalla sua prima pubblicazione e vi è rimasta per sette settimane. Grande successo hanno ottenuto le sue recenti esecuzioni pubbliche dell'Arte della fuga di Bach: in particolare quella all'Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove si è esibito nella Serie "Solo Piano" accanto a Maurizio Pollini, Grigory Sokolov, Daniel Barenboim, Jean-Yves Thibaudet e Evgeny Kissin. Oggi vive a Stoccarda ed è considerato uno dei più promettenti interpreti del repertorio bachiano.

«Ramin Bahrami scompone la musica di Bach e la ricompone in modi che risentono di un modello, Glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello. Io gli ho insegnato a sopportare il morso, ma non l’ho domato; e spero che continui ad essere com’è» (Piero Rattalino)


Discografia
Ramin Bahrami plays Bach, 1998 (AUR 400-2)
Ramin Bahrami live in Catania, 1998 (AUR 401-2)
Ramin Bahrami plays Bach, Partitas Nos. 1,3,6 (AUR 405-2)

Johann Sebastian Bach, Variazioni Goldberg BWV 988, 2004 (Decca)
Johann Sebastian Bach, Partite, 2005 (Decca)
Johann Sebastian Bach, L'arte della fuga (Die Kunst der Fugue), 2007 (Decca)