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| ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA Fondazione STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA 2010-2011 venerdì 1 aprile ore 20.30 Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli LE SUITE DI BACH À LA MANIÈRE DE FABIO BIONDI E L’EUROPA GALANTE Dal 1990, anno di fondazione, l’Ensemble Europa Galante e Fabio Biondi (che del gruppo è fondatore e direttore) mietono successi concertistici e discografici internazionali, essendo ormai fra i più accreditati gruppi specializzati nell’interpretazione della musica barocca su strumenti d’epoca. Saranno loro a condurre il pubblico della Stagione da Camera di Santa Cecilia - venerdì 1 aprile ore 20.30 nella Sala Sinopoli - in una interpretazione originale delle Suites orchestrali di Bach. Composte tra il 1717 e il 1723 a Köthen, periodo nel quale Bach fu chiamato a ricoprire l’incarico di Kapellmeister alla corte locale, le Suites - che insieme ai Concerti Brandeburghesi sono le sole composizioni puramente orchestrali - sono state scritte espressamente per servire da sottofondo sonoro a pubbliche cerimonie, parate o banchetti. Tuttavia le suites bachiane portano ben incisa la firma del compositore che si allontana dallo stile di maniera per esplorare con portentosa creatività tutte le possibilità insite nel genere. Europa Galante nasce nel 1990 dal desiderio del suo direttore artistico, Fabio Biondi di fondare un gruppo strumentale italiano per le interpretazioni su strumenti d’epoca del grande repertorio barocco e classico. L’ensemble ottiene un grande successo fin dalla pubblicazione del primo disco, dedicato alla produzione concertistica vivaldiana (Premio Cini di Venezia, Choc de la Musique in Francia). Negli anni seguenti il gruppo colleziona un’eccezionale lista di riconoscimenti: 5 Diapason d’Oro, Diapason d’Oro dell’anno in Francia, premio RTL, nomina Disco dell’anno in Spagna, Canada, Svezia, Francia e Finlandia, Prix du disque, tra tanti altri. Da allora Europa Galante si è esibita nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo: dalla Scala di Milano all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dalla Suntory Hall a Tokyo al Concertgebouw di Amsterdam, dalla Royal Albert Hall di Londra al Lincoln Center di New York, dal Théatre des Champs Elyssées alla Sydney Opera House. In Italia collabora con l’Accademia di Santa Cecilia nel recupero di opere vocali del ‘700 italiano quali la Passione di Gesù Cristo di A. Caldara, Sant’Elena al Calvario di L. Leo e Gesú sotto il Peso della Croce di F. di Mayo. Nell’ambito di questa collaborazione, nel 2009 sarà inaugurata la stagione a Roma con l’oratorio di A. Scarlatti “La Santissima Annunziata”. Europa Galante si e' anche impegnata particolarmente nella diffusione del repertorio scarlattiano, con numerosi oratori e Opere tra le quali, in collaborazione con il Festival Scarlatti di Palermo, Massimo Puppieno, Il Trionfo dell’Onore, Carlo Re d’Alemagna e La Principessa Fedele. Con gran successo di pubblico e di critica, Europa Galante e' stata presente a Venezia - in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice - con le Opere “Didone” nel 2006, “Bajazet” ed “Ercole sul Termodonte” di Vivaldi nel 2007, e “Virtù degli strali d'amori” nel 2008. Nel 2002, Fabio Biondi ed Europa Galante hanno ottenuto il premio Abbiati della critica musicale italiana per l’insieme dell’attività concertistica e per l’esecuzione del Trionfo dell’Onore. Nel 2004 il premio Scanno per la Musica è stato assegnato a Fabio Biondi e Europa Galante in considerazione dei meriti acquisiti da questa ensemble, uno dei gruppi musicali più autorevoli in campo internazionale. Nel 2010, Europa Galante é presente nelle grandi sale - Auditorio Nacional (Madrid), Theatre de la Ville, Fondazione Gulbenkian – cosi come nei grandi Festival – Festival de Radio France et Montpellier, e Festival di Salisburgo. In tournee europea - Polonia, Austria, Francia - Europa Galante presenta in questa stagione un’opera di Hasse, "Piramo e Tisbe", con un cast di prestigio (Desiree Rancatore, Vivica Genaux e Francesco Meli). Dopo la prima a Cracovia, Europa Galante portera' l'Agrippina di Haendel anche al Festival di Santiago di Compostela, al Haendel Festival a Halle così come alla Fondazione Gulbenkian a Lisbona. Altri progetti vocali sono comprendono un programma di arie interpretate da Ian Bostridge (presentato in sedi come Parigi, Londra, Lussemburgo, e Lisbona), aria vivaldiane con Vivica Genaux (a Torino, Cracovia, Parigi e Napoli tra gli altri) e il Messiah di Haendel a Dicembre in Spagna. Nella Stagione 2010/2011, l'orchestra si esibisce in paesi quali Svizzera, Spagna,Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, cosi come negli Stati Uniti (due concerti alla Carnegie Hall, Los Angeles Disney Hall tra gli altri) così come per la prima volta in una lunga tournée in Svezia. Dal 1998, e dopo una importante discografia edita in collaborazione con la casa discografica francese OPUS111, Europa Galante collabora con VIRGIN CLASSICS per la quale ha pubblicato numerosi dischi che ottengono regolarmente i massimi riconoscimenti internazionali. Dopo il memorabile successo di critica internazionale della registrazione dell'Opera di Antonio Vivaldi /Bajazet/, del 2010 è una nuova opera vivaldiana "Ercole sul Termodonte" con un cast vocale di grande rilievo (Vivica Genaux, Joyce di Donato, Diana Damrau). Dopo la recente uscita di un altro volume di quintetti e quartetti di Luigi Boccherini e un disco di arie virtuosistiche interpretate da Vivica Genaux, la prossima registrazione in uscita sarà vivaldiana con la collezione raccolta “La Stravangaza”. Europa Galante ha la residenza presso la Fondazione Teatro Due a Parma. Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli venerdì 1 aprile ore 20.30 Europa Galante Fabio Biondi direttore J. S. Bach Suite in do maggiore BWV 1066 Suite in si minore BWV 1067 Suite in re maggiore BWV 1068 Suite in re maggiore BWV 1069 Biglietti da € 18 a €33 Info: 06 8082058 www.santacecilia.it |
| Domenica 20 febbraio - ore 12
concerto Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia Family Concert Brunello scala le alte vette di Bach La musica per lui non ha segreti. Estroverso, virtuoso, raffinato e particolarissimo nel timbro, Mario Brunello è a Santa Cecilia per trasportare il pubblico su per le alte vette delle Sei Suites per violoncello solo di Bach, in un progetto che prenderà il via domenica 20 febbraio (ore 11 introduzione, ore 12 concerto - Sala Santa Cecilia per i Family Concert) con la Suite n. 1 in sol maggiore. Il celebre violoncellista guiderà il pubblico alla scoperta dei sei capolavori bachiani in altrettanti appuntamenti sempre nell’ambito dei Family Concert, dedicati ciascuno ad una Suite, eseguita due volte, e intervallata da una conversazione che ne sviscera i segreti e ne rivela struttura e complessità e per individuarne, inoltre, nuove prospettive di interpretazione e di ascolto. Argomento del primo appuntamento sarà il manoscritto originale della Suite in sol maggiore, perduto e ritrovato e scandagliato come una vera mappa dove rintracciare il percorso di un’affascinante avventura. Prossimi appuntamenti con Brunello e Bach in questa Stagione domenica 6 marzo con la Suite n. 2 e domenica 10 aprile con la Suite n. 3. Domenica 20 febbraio - ore 12 concerto Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia Family Concert Mario Brunello violoncello Bach Suite n. 1 in sol maggiore Biglietti € 7 (fino a 30 anni) e € 11 Info 06 8082058 www.santacecilia.it |
| ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA Fondazione Giovedì 9 dicembre 2010 ore 20.30 Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia Ensemble Modern, da Bach al giovane Schreier Gradito ritorno quello dell’Ensemble Modern, una tra le formazioni d’eccellenza nel panorama internazionale per il repertorio contemporaneo, che giovedì 9 dicembre (ore 20.30) sarà nella Sala Santa Cecilia per presentare un programma che dal Bach “rivisitato” di Anton Webern arriva al giovane compositore tedesco Anno Schreier. Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Accademia Tedesca di Roma a Villa Massimo ed è ormai da qualche anno un appuntamento apprezzato dal pubblico che al concerto sarà disposto a stretto contatto con gli artisti. Diretto da Johannes Kalitzke, compositore tedesco oltre che direttore specializzato nel repertorio contemporaneo, l’Ensemble Modern aprirà la serata con il brano di Helmut Lachenmann dal titolo … zwei Gefühle… Musica con Leonardo. Allievo di Luigi Nono in Italia e di Karlheinz Stockhausen a Colonia, il nome di Lachenmann si associa principalmente alla musica concreta, in quanto le sue composizioni implicano un linguaggio musicale che abbraccia la totalità del mondo sonoro accessibile mediante tecniche interpretative non convenzionali. Inoltre, sempre di Lachenmann, che nel concerto sarà impegnato anche nel ruolo di narratore, sarà presentato Dal Niente del 1970. Segue Ricercata, fuga a 6 voci dall’Offerta musicale, trascrizione della celebre opera di Bach che Anton Webern compose tra il 1934 e il ’35 per contribuire alla diffusione di una tra le più belle pagine del musicista di Eisenach, all’epoca ancora poco note. Di Luigi Nono il Modern propone la versione originale del 1951 di Polifonica-Monodia-Ritmica. Quando Polifonica-Monodia-Ritmica del giovane compositore veneziano venne presentata nell'estate del 1951, durante i Ferienkurse di Darmstadt, sotto la direzione di Hermann Scherchen, l'opera fu definita da Heinz-Klaus Metzger come il più interessante lavoro del dopoguerra. Pur essendo una pagina nata nell'alveo delle esperienze post-weberniane dei primi anni '50, si dimostra tuttavia estranea ai rigori teorici dell’epoca, che manifesta quell'inquietudine di Nono, quella sua ricerca mai paga dei risultati acquisiti. Polifonica-Monodia-Ritmica è suddivisa in tre brani, ognuno dei quali pone l'accento su uno dei diversi aspetti cui allude il titolo. Di Philipp Maintz, poco più che trentenne, nato ad Aquisgrana e ormai compositore tra i più eseguiti da celebri formazioni specializzate nella musica contemporanea, l’Ensemble interpreterà in prima esecuzione assoluta il brano dal titolo Neues Werk. Lieder su poesie di Ron Winkler, scritto nel 2010. Conclude Abschies per soprano e ensemble, eseguito in prima assoluta che Anno Schreier, compositore tedesco appena trentunenne, ha composto nel 2010 su testo del poeta seicentesco A. Gryphius. Soprano Marisol Montalvo. Ingresso libero. Giovedì 9 dicembre 2010 ore 20.30 Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia Ensemble Modern Johannes Kalitzke Direttore Marisol Montalvo Soprano Helmut Lachenmann Narratore Programma Helmut Lachenmann … zwei Gefühle… Musica con Leonardo Anton Webern Ricercata, fuga a 6 voci dall’Offerta musicale Helmut Lachenmann Dal Niente Luigi Nono Polifonica-Monodia-Ritmica Philipp Maintz Neues Werk. Lieder su poesie di Ron Winkler Anno Schreier Abschies per soprano e ensemble su testo di A. Gryphius |
| COMUNICATO STAMPA «La musica aiuta a non sentire il silenzio che c’è fuori». Bach Milano, 29 novembre 2010 La Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi piange la scomparsa del suo consigliere Francesco Agnello, grande sostenitore della Verdi e dal 2006 componente del suo cda. Grande ed infaticabile animatore della vita musicale italiana, la Fondazione ne ricorda la grande passione e la sua straordinaria sensibilità culturale. Nel 1978, insieme a Carlo Maria Badini e Gisella Belgeri, ha fondato il CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica (membro dell’IMC - International Music Council, Organizzazione Internazionale Non Governativa in partnership ufficiale con l’UNESCO), di cui è stato Presidente dal 1986. L’associazione oggi riunisce 44 istituzioni musicali in tutto il paese. E’ stato Presidente degli Amici della Musica di Palermo dal 1973, dando il via ad una straordinaria stagione di musica contemporanea di rilevanza mondiale. Dal 1960 al 1968 le “Le Settimane Internazionali Nuova Musica” di Palermo, con Paolo Emilio Carapezza, Antonino Titone, Egisto Macchi, Francesco Pennisi, Domenico Guaccero hanno coinvolto compositori come Franco Donatoni, Domenico Guaccero, Aldo Clementi, Maxwell Davies, Luigi Nono, Krzysztof Penderecki, Franco Evangelisti, John Cage, Bruno Maderna, Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, Sylvano Bussotti, Goffredo Petrassi, Toru Takemitsu, Luis De Pablo, György Ligeti, Mauricio Kagel, Salvatore Sciarrino, Cornelius Cardew e molti altri. In quello stesso contesto il Gruppo ’63 fungeva da anello di congiunzione tra le diverse forme espressive delle arti visive, della poesia, della letteratura e, più in generale, dell’acceso dibattito culturale dell’epoca, e Francesco Agnello ne faceva parte insieme a Umberto Eco, Alberto Arbasino, Luciano Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Giorgio Celli, Michele Perriera, Edoardo Sanguineti, Angelo Guglielmi, Giorgio Manganelli, Giulia Niccolai, Elio Pagliarani, Antonio Porta, Lamberto Pignotti, Adriano Spatola, Sebastiano Vassalli e molti altri. Persona illuminata, Francesco Agnello fu instancabile promotore della musica classica in Italia e all’estero e artefice di tante battaglie per la sua diffusione. Ha organizzato una intensa attività dei gruppi musicali italiani in America Latina, dove si sono realizzati 773 concerti portando 1.307 musicisti e 99 complessi in 8 paesi diversi. Fu amico di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Sgadari Bebuzzo di Lo Monaco, Andrea Camilleri, Karlheinz Stockhausen, Luigi Nono, Luciano Berio, Salvatore Sciarrino, Maurizio Pollini, Edgard Varèse, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Igor Stravinskij, Pablo Picasso, per ricordarne alcuni. In una recente intervista a Valerio Cappelli (AMADEUS, febbraio 2010) ha raccontato alcune vicende legate alle Settimane Internazionali Nuova Musica di Palermo. «Era un Festival di musica contemporanea che, negli anni ’60, ospitò per la prima volta Bussotti e Sciarrino, con prime di Petrassi, Berio, Stockhausen». C’era una finestra sulle arti figurative e sulla letteratura e lì nacque il Gruppo ’63 formato tra gli altri da Eco, Arbasino, Sanguineti, Balestrini, Guglielmi. Doveva diventare una grande rassegna a carattere biennale. Alla fine ci fu la rivolta dei deputati della Regione siciliana. Io ero presidente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana che faceva da supporto al festival. La politica siciliana era dominata da Salvo Lima. Su richiesta di un deputato, capo dei sindacati, Lima dapprima mi convocò confermandomi alla presidenza dell’Orchestra, in un secondo tempo appresi dai giornali che ero stato sostituito dal sindacalista Orazio Zappalà. Ci fu una protesta in mia difesa guidata da Guttuso, Buttitta, Stockhausen, Boulez, Berio e altri. Per poter giustificare la mia sostituzione, quel deputato organizzò un’azione politica con la quale mi attaccò sostenendo che facevo spendere soldi alla Regione per fare concerti che erano dei rumori. Tutto ciò si trasformò in un dibattito politico di alto livello: i miei accusatori si esibirono nell’imitazione di musica contemporanea, “bum, pam”; fu messa in discussione la fiducia del governo siciliano. Era il 1968». Il racconto prosegue con il ricordo della sua esperienza negli Stati Uniti, dopo aver presentato per la prima volta l’opera integrale di Charles Ives. Il governo Usa per gratitudine gli offrì un viaggio di studi di due mesi: l’oggetto era la l’organizzazione musicale statunitense. Subito si rese conto che uno dei punti di forza era di avvalersi non solo di risorse dei privati, ma delle grandi Fondazioni culturali che avevano possibilità di interventi rapidi. Negli Stati Uniti c’erano 1.500 orchestre, molte erano amatoriali con musicisti dilettanti. “C’era un gran fervore musicale nelle università. C’era un’eccessiva presenza di mogli dei banchieri nei consigli d’amministrazione delle più importanti istituzioni musicali, la miscellanea tra società e cultura non mi ha mai convinto. Ma i cittadini sostengono le orchestre come gli ospedali, danno piccoli contributi in buste chiuse, spesso anonime. In Italia una cosa del genere si registra solo nell’Orchestra Verdi di Milano, finanziata anche dal suo pubblico attraverso piccole somme. Ricordo la Ford, l’industria automobilistica: aveva il bilancio di uno Stato. E si adoperava molto per la cultura. Mi chiesi: perché non adottare il sistema in Italia?” . Agnello fu tra i propugnatori della legge 800 nel 1967, che ancora oggi, per fortuna, è alla base dell’organizzazione musicale del nostro Paese: «Lo Stato considera l’attività lirica e concertistica di rilevante interesse generale, in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale... E lo Stato interviene con idonee provvidenze». Per ulteriori informazioni si prega di contattare: Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 12 maggio 2010 ore 20.30 Ciclo laVerdi Barocca Johann Sebastian Bach Cantata “Jauchzet Gott in allen Landen!” BWV 51 Soprano Deborah York Tromba solista Johnatan Pia “Singet dem Herrn ein neues Lied”, mottetto per coro BWV 225 Oratorio dell’Ascensione per soli, coro e orchestra BWV 11 Soprano Joanna Klisowska Alto Jacopo Facchini Tenore (testo) Luca Della Casa Tenore Paolo Borgonovo Basso Mauro Borgioni Ensemble vocale de laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Orchestra laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais |
| Grazie a
http://biografieonline.it Johann Sebastian Bach Il cielo sopra Eisenach Share 21 marzo 1685Pesci 28 luglio 1750 Johann Sebastian Bach nelle opere letterarie Libri in lingua inglese su Johann Sebastian Bach Visita la discografia di Johann Sebastian Bach MP3 di Johann Sebastian Bach Johann Sebastian Bach Johann Sebastian Bach nasce il 21 marzo 1685 a Eisenach, una cittadina tedesca che all'epoca contava circa seimila abitanti. L'infanzia di Bach è poverissima di notizie, eccezion fatta per alcuni avvenimenti familiari. L'aneddotica tradizionale vuole Sebastian intento ad apprendere i primi rudimenti musicali dal padre Ambrosius, che gli avrebbe insegnato a suonare il violino e la viola, o occupato a voltare le pagine dei manoscritti mentre il secondo cugino Johann Christoph suonava l'organo nella Georgenkirche. Dal 1693 al 1695 frequenta la scuola di latino di Eisenach e dopo la morte dei genitori, avvenuta proprio in quegli anni, viene accolto a Ohrdruf dal fratello Johann Christoph, che gli impartisce con l'occasione anche lezioni di organo e clavicembalo. Nel 1700 lascia la famiglia del fratello per recarsi a Luneburg, dove entra a far parte del coro della Michaeliskirche e ha modo di conoscere G. Bohm, un eminente organista, nonché compositore, del tempo. Frequenta inoltre la biblioteca locale, che all'epoca disponeva di un nutrito archivio con le musiche dei secoli precedenti. Dopo essere stato per poco tempo violinista presso la corte di Sassonia-Weimar, nel 1703 diviene organista titolare di S. Bonifacio ad Arnstadt e, in breve tempo, acquisisce una vasta rinomanza come virtuoso. Nel 1705 intraprende un viaggio poi diventato leggendario: si reca infatti a Lubecca per ascoltare il famoso organista D. Bextehude, che Sebastian ammirava particolarmente per le sue composizioni e di cui aveva tanto sentito parlare, affrontando il lungo percorso (400 km) totalmente a piedi!!! Uno degli obiettivi si Bach, fra l'altro, era anche quello di sostituire, un giorno, il grande e ammirato Maestro al seggio dello stesso organo. Purtroppo, tale desiderio non ebbe mai modo di concretizzarsi. Il giovane musicista trova così un'altra sistemazione come organista di S. Biagio a Muhlhausen, dove in seguito si sistema con la cugina Maria Barbara. Qui, nella solitudine e tranquillità della cittadina tedesca, compone un gran numero di pezzi per organo e le prime Cantate (ossia brani da eseguire durante la funzione sacra), che ci sono pervenute. Contrariamente però a quello che ci ha tramandato la storiografia ufficiale, Bach non aveva affatto un carattere facile e conciliante. Alcuni dissidi con i superiori, dunque, lo inducono alle dimissioni e al trasferimento presso la corte di Sassonia-Weimar come organista e musico di camera (violinista e violista). A Weimar continua la composizione di musiche organistiche, particolarmente gradite al duca, e ha modo di studiare le contemporanee musiche italiane, trascrivendo in particolare concerti di Antonio Vivaldi (che Bach ammirava assai), A. e B. Marcello e altri; copia fra l'altro le opere di un altro grande italiano, quel Frescobaldi che con i "Fiori musicali" rappresentava uno dei vertici dell'arte clavicembalistica e tastieristica in genere. Poco valutato come compositore, la fama di Bach dilaga invece come insuperabile organista, fama consacrata dai concerti che tiene nel 1713-17 a Dresda, Halle, Lipsia e in altri centri. I fortunati ascoltatori rimangono di volta in volta rapiti, commossi o sconvolti dalle capacità esibite dal genio, in grado di plasmare l'anima dell'uditorio a seconda che voglia essere patetico o semplicemente virtuosistico. I motivi per cui Bach abbandona il posto a Weimar, nel 1717, non sono stati ancora definitivamente chiariti. Nello stesso anno assume la carica di maestro di cappella alla corte riformata del principe Leopoldo di Anhalt-Cothen a Kothen, con l'incarico di comporre Cantate d'occasione e musiche concertistiche. Il fatto che la musica sacra non fosse praticata a Kothen (la corte era di confessione calvinista e perciò ostile all'impiego della musica nel culto) gli consente di dedicarsi con maggiore applicazione alla musica strumentale. A quel periodo, infatti, risalgono appunto i sei concerti detti "brandeburghesi" (perchè scritti appunto alla corte del margravio di Brandeburgo), le suites e sonate per strumenti soli o accompagnati e soprattutto molta musica per clavicembalo, fra cui spicca il primo volume del "Clavicembalo ben temperato". Nel 1721, dopo la morte di Maria Barbara, Bach sposa in seconde nozze la cantante Anna Magdalena Wulcken, figlia di un trombettista locale. Il periodo di Kothen si conclude quindi nel 1723, quando Bach accetta il posto di Kantor nella chiesa di S. Tommaso a Lipsia, lasciato vacante da J. Kuhnau. Pur continuando a mantenere il titolo di Kappellmeister a Kothen, però, non abbandona più Lipsia, anche se i continui dissidi con i suoi superiori laici ed ecclesiastici gli procurarono non poche amarezze. Durante i primi anni di attività a Lipsia compone un gran numero di cantate sacre e le celeberrime grandi Passioni, ritornando alla musica strumentale solo verso il 1726. Nel 1729 e fino al 1740 assume la direzione del Collegium Musicum universitario, per il quale compone numerose cantate profane e concerti per uno o più cembali, nonchè molta musica strumentale di vario genere. Il ventennio 1730-50 è occupato dalla composizione della Messa in si minore, alla rielaborazione di sue musiche precedenti, alla soluzione di problemi di contrappunto (esempi illuminanti in tal senso sono il secondo volume del "Clavicembalo ben temperato", i corali organistici della raccolta del 1739 e le "Variazioni Goldberg"). Nel 1747 il re Federico II di Prussia lo invita a Potsdam, riservandogli grandi onori e assistendo ammirato alle sue magistrali improvvisazioni. Tornato a Lipsia, un Bach riconoscente invia al sovrano la cosiddetta "Offerta musicale", rigorosa costruzione contrappuntistica di un tema scritto proprio dall'imperatore. Verso il 1749 la salute del compositore comincia a declinare; la vista si affievolisce sempre più e a nulla valgono le operazioni tentate da un oculista inglese di passaggio a Lipsia. Ormai completamente cieco, Bach detta la sua ultima, immensa composizione (rimasta purtroppo incompiuta), l'"Arte della fuga" prima di esser colto da collasso cardiaco, sopraggiunto poche ore dopo un prodigioso recupero delle facoltà visive. Muore il 28 luglio 1750, mentre la sua musica viene riscoperta definitivamente solo nel 1829 grazie ad un'esecuzione di Mendelssohn della "Passione secondo Matteo". |
| ::::::::::::::::::::BACH COMUNICATO STAMPA Martedì 7 aprile 2009 ore 19.30 Mercoledì 8 aprile 2009 ore 19.30 Venerdì 10 aprile 2009 ore 19.30 Stagione Sinfonica 2008-2009 Johann Sebastian Bach Passione secondo Matteo per soli, doppio coro e orchestra BWV 244 EVANGELISTA Lothar Odinius (tenore) JESUS Vito Priante (basso) ARIE, ANCILLA 1, UXOR PILATI Lenneke Ruiten (soprano) ARIE, TESTIS 1 Carlos Mena (contratenor) ARIE, TESTIS 2 Nathan Vale (tenore) PONTIFEX 1, PILATUS, PETRUS, JUDAS Borqua Quiza (baritono) ARIE, PONTIFEX 2 Christian Senn (baritono) ANCILLA 2 Saito Kaoru (soprano) Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala e del Conservatorio "G.Verdi" di Milano Maestro del Coro di Voci Bianche Alfonso Caiani Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00) Date concerti Martedì 7 aprile 2009 ore 19.30 Mercoledì 8 aprile 2009 ore 19.30 Venerdì 10 aprile 2009 ore 19.30 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 La Passione secondo Matteo L?esecuzione di una delle grandi Passioni di Johann Sebastian Bach è da molti anni parte integrante del cartellone della Verdi nel periodo di Pasqua. In questo appuntamento l?Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi presentano la Passione secondo Matteo diretta da Ruben Jais, una composizione di musica sacra per voci soliste, doppio coro e doppia orchestra, su libretto di Picander. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo, inframezzata da corali e arie. CONFERENZA Lunedì 6 aprile alle ore 18.00 nel foyer dell?Auditorium di Milano Fondazione Cariplo si terrà la conferenza dal titolo ?Iconografia del dolore?. Interverranno Giuseppe Di Leva, librettista, Mario Marcarini, storico della musica, Flavio Caroli, storico dell?arte. Ingresso libero |
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| Johann Sebastian Bach nasce il 21 marzo
1685 a Eisenach, una cittadina che all'epoca contava
circa seimila abitanti. L'infanzia di Bach è poverissima di notizie, eccezion fatta per alcuni avvenimenti familiari. L'aneddotica tradizionale vuole Sebastian intento ad apprendere i primi rudimenti musicali dal padre Ambrosius, che gli avrebbe insegnato a suonare il violino e la viola, o occupato a voltare le pagine dei manoscritti mentre il secondo cugino Johann Christoph suonava l'organo nella Georgenkirche. Dal 1693 al 1695 frequenta la scuola di latino di Eisenach e dopo la morte dei genitori, avvenuta proprio in quegli anni, viene accolto a Ohrdruf dal fratello Johann Christoph, che gli impartisce con l'occasione anche lezioni di organo e clavicembalo. Nel 1700 lascia la famiglia del fratello per recarsi a Luneburg, dove entra a far parte del coro della Michaeliskirche e ha modo di conoscere G. Bohm, un eminente organista, nonché compositore, del tempo. Frequenta inoltre la biblioteca locale, che all'epoca disponeva di un nutrito archivio con le musiche dei secoli precedenti. Dopo essere stato per poco tempo violinista presso la corte di Sassonia-Weimar, nel 1703 diviene organista titolare di S. Bonifacio ad Arnstadt e, in breve tempo, acquisisce una vasta rinomanza come virtuoso. Nel 1705 intraprende un viaggio poi diventato leggendario: si reca infatti a Lubecca per ascoltare il famoso organista D. Bextehude, che Sebastian ammirava particolarmente per le sue composizioni e di cui aveva tanto sentito parlare, affrontando il lungo percorso (400 km) totalmente a piedi!!! Uno degli obiettivi si Bach, fra l'altro, era anche quello di sostituire, un giorno, il grande e ammirato Maestro al seggio dello stesso organo. Purtroppo, tale desiderio non ebbe mai modo di concretizzarsi. Il giovane musicista trova così un'altra sistemazione come organista di S. Biagio a Muhlhausen, dove in seguito si sistema con la cugina Maria Barbara. Qui, nella solitudine e tranquillità della cittadina tedesca, compone un gran numero di pezzi per organo e le prime Cantate (ossia brani da eseguire durante la funzione sacra), che ci sono pervenute. Contrariamente però a quello che ci ha tramandato la storiografia ufficiale, Bach non aveva affatto un carattere facile e conciliante. Alcuni dissidi con i superiori, dunque, lo inducono alle dimissioni e al trasferimento presso la corte di Sassonia-Weimar come organista e musico di camera (violinista e violista). A Weimar continua la composizione di musiche organistiche, particolarmente gradite al duca, e ha modo di studiare le contemporanee musiche italiane, trascrivendo in particolare concerti di Antonio Vivaldi (che Bach ammirava assai), A. e B. Marcello e altri; copia fra l'altro le opere di un altro grande italiano, quel Frescobaldi che con i "Fiori musicali" rappresentava uno dei vertici dell'arte clavicembalistica e tastieristica in genere. Poco valutato come compositore, la fama di Bach dilaga invece come insuperabile organista, fama consacrata dai concerti che tiene nel 1713-17 a Dresda, Halle, Lipsia e in altri centri. I fortunati ascoltatori rimangono di volta in volta rapiti, commossi o sconvolti dalle capacità esibite dal genio, in grado di plasmare l'anima dell'uditorio a seconda che voglia essere patetico o semplicemente virtuosistico. I motivi per cui Bach abbandona il posto a Weimar, nel 1717, non sono stati ancora definitivamente chiariti. Nello stesso anno assume la carica di maestro di cappella alla corte riformata del principe Leopoldo di Anhalt-Cothen a Kothen, con l'incarico di comporre Cantate d'occasione e musiche concertistiche. Il fatto che la musica sacra non fosse praticata a Kothen (la corte era di confessione calvinista e perciò ostile all'impiego della musica nel culto) gli consente di dedicarsi con maggiore applicazione alla musica strumentale. A quel periodo, infatti, risalgono appunto i sei concerti detti "brandeburghesi" (perchè scritti appunto alla corte del margravio di Brandeburgo), le suites e sonate per strumenti soli o accompagnati e soprattutto molta musica per clavicembalo, fra cui spicca il primo volume del "Clavicembalo ben temperato". Nel 1721, dopo la morte di Maria Barbara, Bach sposa in seconde nozze la cantante Anna Magdalena Wulcken, figlia di un trombettista locale. Il periodo di Kothen si conclude quindi nel 1723, quando Bach accetta il posto di Kantor nella chiesa di S. Tommaso a Lipsia, lasciato vacante da J. Kuhnau. Pur continuando a mantenere il titolo di Kappellmeister a Kothen, però, non abbandona più Lipsia, anche se i continui dissidi con i suoi superiori laici ed ecclesiastici gli procurarono non poche amarezze. Durante i primi anni di attività a Lipsia compone un gran numero di cantate sacre e le celeberrime grandi Passioni, ritornando alla musica strumentale solo verso il 1726. Nel 1729 e fino al 1740 assume la direzione del Collegium Musicum universitario, per il quale compone numerose cantate profane e concerti per uno o più cembali, nonchè molta musica strumentale di vario genere. Il ventennio 1730-50 è occupato dalla composizione della Messa in si minore, alla rielaborazione di sue musiche precedenti, alla soluzione di problemi di contrappunto (esempi illuminanti in tal senso sono il secondo volume del "Clavicembalo ben temperato", i corali organistici della raccolta del 1739 e le "Variazioni Goldberg"). Nel 1747 il re Federico II di Prussia lo invita a Potsdam, riservandogli grandi onori e assistendo ammirato alle sue magistrali improvvisazioni. Tornato a Lipsia, un Bach riconoscente invia al sovrano la cosiddetta "Offerta musicale", rigorosa costruzione contrappuntistica di un tema scritto proprio dall'imperatore. Verso il 1749 la salute del compositore comincia a declinare; la vista si affievolisce sempre più e a nulla valgono le operazioni tentate da un oculista inglese di passaggio a Lipsia. Ormai completamente cieco, Bach detta la sua ultima, immensa composizione (rimasta purtroppo incompiuta), l'"Arte della fuga" prima di esser colto da collasso cardiaco, sopraggiunto poche ore dopo un prodigioso recupero delle facoltà visive. Muore il 28 luglio 1750, mentre la sua musica viene riscoperta definitivamente solo nel 1829 grazie ad un'esecuzione di Mendelsshon della "Passione secondo Matteo". |
| Comunicato stampa VIRGILIO SIENI A DANZA AUTUNNO CON LA MUSICA DI BACH ESEGUITA DA ROCCO FILIPPINI E ANDREA BACCHETTI Va in scena venerdì 31 ottobre 2008 alle ore 21 per la rassegna Danza Autunno della Fondazione Teatro Comunale di Modena “Sonate Bach, di fronte al dolore degli altri”, spettacolo creato nel 2007 da Vrgilio Sieni per la sua compagnia che vedrà impegnati i danzatori Simona Bertozzi, Ramona Caia, Massimiliano Barachini e Pierangelo Preziosa. Il coreografo questa volta mette la sua lunga esperienza di ricerca sul movimento e sulla composizione scenica al servizio di un tema delicato come il dolore della guerra rivissuto attraverso undici avvenimenti tragici che hanno segnato la nostra storia recente. Undici sono anche le coreografie, quanti sono i tempi delle tre Sonate di Bach che a Modena verranno eseguite da Rocco Filippini, fra i migliori violoncellisti italiani, e da Andrea Bacchetti, giovane pianista affermato a livello internazionale. “La danza qui afferma lo sforzo di evocare da queste macerie di esistenza una bellezza impossibile e paradossale, da cesellare con lo strumento etico e politico per eccellenza: il gesto” afferma il coreografo. “L’attenzione torna quindi alla questione del corpo, al suo significato, alla sua complessità e attualità. La sola risposta che si offre è ancora quella rivolta allo sguardo del pittore del ’300: la sublimazione della tragedia nella trasfigurazione artistica senza commento, che coinvolge insieme l’umano e il sacro, il singolare e l’universale”. Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, è divenuto uno dei protagonisti della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni ’80. La sua Compagnia, nata nel 1992, lavora regolarmente in Italia e in Europa; ha presentato spettacoli a New York e compiuto tournée in America Latina ed Estremo Oriente. Ha ricevuto per due volte il premio Ubu (il più importante premio italiano per le arti sceniche): nel 2000 per la sperimentazione sulla fiaba e nel 2003 per lo spettacolo Empty Space Requiem. Oltre al lavoro con la Compagnia, Sieni è stato coreografo ospite per il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Comunale di Firenze, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo. Rocco Filippini ha fondato nel 1968 il Trio di Milano, e più recentemente il Quartetto Accardo. È accademico di Santa Cecilia e docente di violoncello al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano da venticinque anni. Alcuni tra i massimi compositori contemporanei, quali Luciano Berio, Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino, gli hanno dedicato loro opere. Nato a Genova nel 1977, Andrea Bacchetti ha debuttato a undici anni e in Italia suona regolarmente con le maggiori orchestre e per le principali associazioni concertistiche. È ospite regolare dal 1998 delle Serate Musicali di Milano, dove ha in corso di esecuzione un programma pluriennale con l’integrale dell’opera per tastiera di Bach. Le sue incisioni delle Suite Inglesi di Bach (DECCA) hanno ricevuto il premio dalla rivista americana “Classics Today”. Il CD Berio Piano Works (DECCA) ha avuto la “nomination” al Premio Amadeus 2005 ed è stato segnalato tra le migliori incisioni dell’anno dalle più autorevoli riviste musicali italiane. Il DVD Arthaus con le Variazioni Goldberg di Bach è stato segnalato tra i migliori dell’anno dalla stampa specializzata europea e americana. |
| La Passione secondo Giovanni di J. S. Bach Venerdì 23 marzo ore 20.30 – Sala Santa Cecilia Uno dei gruppi più celebri del repertorio settecentesco, uno dei direttori “filologi” più celebrati del mondo musicale, una delle Passioni più amate di Bach: l’appuntamento di venerdì 23 marzo che l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia mette in calendario in previsione della Pasqua è di quelli che si ripresentano quasi ogni anno suscitando sempre lo stesso entusiasmo. Parliamo della Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach affidata all’Orchestra del XVIII secolo e al coro Cappella Amsterdam sotto la guida sapiente di Frans Brüggen. Umanissima e teatrale, la Passione Secondo Giovanni fu composta da Bach nel periodo di Lipsia nel 1723 e il 1724. Il testo, elaborato dallo stesso Kantor, utilizza il vangelo di Giovanni ma con interpolazioni da altri vangeli e soprattutto con personali invenzioni poetiche che lo trasformano in un toccante, stupefacente dramma lirico nel quale, ai brani cantati dal coro, si alternano arie tra le più poetiche e le più ispirate dell’intera produzione bachiana. “Frans Brüggen è un musicista che non è un archeologo ma un grande artista”, così Luciano Berio definiva l’arte del direttore olandese che è considerato uno dei massimi interpreti della musica del XVIII secolo. Nel 1981 ha fondato l'Orchestra del XVIII Secolo di Amsterdam. L’orchestra è costituita da circa 60 elementi tutti specialisti nel repertorio dei secoli XVIII e XIX e provenienti da 22 paesi diversi. Il coro Cappella Amsterdam è stato costituito nel 1970 e si è conquistato nel corso degli ultimi anni, sotto la direzione artistica di Daniel Reuss, una posizione eminente sia per quanto riguarda l'esecuzione di musica antica che di un repertorio moderno a contemporaneo collaborando con orchestre prestigiose e partecipando a diverse produzioni operistiche. Venerdì 23 marzo ore 20.30 Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia Orchestra del XVIII secolo Cappella Amsterdam Frans Brüggen, direttore Markus Schäfer, Evangelista Thomas Oliemans, Gesù Nele Gramss, soprano Patrick van Goethem, alto Marcel Beekman, tenore Geert Smits, basso Bach Passione secondo Giovanni per soli, coro e orchestra BWV 245 Info 06 8082058 www.santacecilia.it |