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| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 25 maggio 2011 ore 20.00 Giovedì 26 maggio 2011 ore 20.30 Domenica 29 maggio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Dmitrij Šostakovič Due pezzi di Scarlatti: Pastorale e Capriccio Il naso, suite Modest Musorgskij Canti e danze della morte (orchestrazione di Dmitrij Šostakovič) Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 2 in Do minore op. 17 Piccola Russia Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Mezzosoprano Susanna Anselmi Direttore Oleg Caetani Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Mercoledì 25 maggio 2011 ore 20.00 Giovedì 26 maggio 2011 ore 20.30 Domenica 29 maggio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Piccola e grande Russia Torna a dirigere laVerdi il Maestro Oleg Caetani con un programma interamente russo, con Šostakovič, Musorgskij e Čajkovskij. Si parte proprio con Šostakovič con due brani accomunati, per così dire, per essere stati commissionati dal direttore e grande amico di Šostakovič, Nikolai Malko. Il primo lavoro sarà i Due pezzi di Scarlatti, Pastorale e Capriccio, trascritti da Šostakovič per orchestra di fiati, proprio come richiesto da Malko nel 1928. Il compositore aveva preso due dei movimenti più famosi delle sonate per clavicembalo (L. 413 e L. 375) di Scarlatti e ne aveva rivisto non solo la strumentazione, ma anche la scrittura stessa, con un effetto un po’ canzonatorio. Il secondo brano è la suite tratta dalle più celebre opera di Šostakovič, Il naso, dall’omonimo racconto di Gogol’: è l’esordio operistico di un giovane compositore dallo stile basato sulla comicità della dissonanza. Con il terzo brano si cambia radicalmente clima: le atmosfere del Romanticismo russo sono venate di pessimismo cosmico. I Canti e danze della morte di Musorgskij sono tratti da alcune poesie di Goleniśčev-Kutuzov, un parente del compositore, ed hanno a che fare con la morte, in un modo crudamente realistico, al limite dell’espressionismo. Sarà protagonista il mezzosoprano Susanna Anselmi. Infine, chiude il concerto la Sinfonia n. 2 di Čajkovskij. Siamo nel 1872 e il compositore non conosce ancora la disperazione degli ultimi anni: la sua scrittura è, qui, particolarmente gioiosa, tanto che il pubblico della prima le tributò subito un grande successo. Oggi la Seconda Sinfonia è tra le composizioni meno ascoltate. Il compositore utilizza qui tre diversi temi popolari ucraini e per questo la sinfonia fu chiamata “Piccola Russia”, come veniva chiamata all’epoca l’Ucraina. Giovedì 26 maggio 2011 ore 18.30 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano MUSICA E CULTURA IN RUSSIA Conferenza a cura di Fausto Malcovati Gogol e Sostakovic: la reinvenzione de Il Naso Programma: Dmitrij Šostakovič non ha mai temuto di contaminare il suo classicismo con materiali musicali considerati impuri da altri compositori, e la sua produzione – soprattutto quella giovanile – è talora nutrita di prestiti da repertori extra-colti. Šostakovič ha praticato tutti i generi musicali, maneggiandoli come le maschere di un teatro grottesco e visionario fatto di sola musica. La sua opera, inoltre è animata da una spiccata attitudine alla trascrizione e all’arrangement musicale. Quando usciva dalle paludi del suo umor nero, Šostakovič sapeva essere un grande giocoliere dell’orchestra: i Due pezzi di Scarlatti per orchestra di fiati: Pastorale e Capriccio op. 17 (scritti nel 1928), spassoso e irrispettoso divertissement in versione per orchestra di fiati. Il musicista trascrive in modo estremamente esatto la versione per clavicembalo delle due sonate di Domenico Scarlatti. Però l’arguzia di strumentatore gli fa comprendere che abbellimenti barocchi ed eleganti galanterie hanno un suono ben differente in questo organico rispetto all’originale. Le stesse note generano una musica differente e quindi con diverso significato. La prima esecuzione si tenne a Mosca, alla Sala Bolshoi del Conservatorio, il 25 novembre 1928. La Suite dall’opera Il naso di Šostakovič seguiva anche nella prima esecuzione assoluta del 25 novembre 1928 i Due pezzi di Scarlatti op. 17. Opera che ha avuto un destino particolare: venne disprezzata, nella sua eversiva forma di grottesco operistico d’avanguardia, da un’Unione Sovietica del 1930 assetata di populismo, marce e cori retorici in lode della Rivoluzione. Dopo una manciata di esecuzioni fu accantonata in patria per quasi mezzo secolo, per ricomparirvi solo nel 1974. Il naso è tratto da uno dei Racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol’, e narra le surreali disavventure di un burocrate vanitoso della Russia zarista dell’Ottocento che si risveglia una mattina senza naso. Il naso è l’esordio operistico di un genio musicale di ventiquattro anni che ha deciso di cimentarsi nel genere dell’opera grottesco-satirica con i mezzi musicali moderni da lui conosciuti. Lo stile del Naso - basato sulla comicità della dissonanza - non guarda solo a Stravinskij, ma soprattutto a Hindemith, e alla disinvolta commistione con generi popolareschi e folcloristici, ma anche di dottissimo contrappunto, ne fa un unicum nel panorama mondiale. Canti e danze della morte di Modest Musorgskij è un ciclo di quattro liriche scritte tra il 1875 e il 1876: Trepak, Ninna nanna, Serenata, Il generale. I testi di Goleniśčev-Kutuzov compiono un rovesciamento radicale della semantica presente in tutti quei modelli poetici, cari alla lirica classica come a quella romantica, che indicano serenità, gioia e speranza. Essi trasformano i significati in un codice gelidamente e crudelmente negativo. In queste composizioni, lo stile della vocalità musorgskiana si esprime con totale libertà, attraverso la caratteristica più inimitabile di questo artista: la capacità, da parte della musica, di assorbire in sé e di assimilare nella carne e nel sangue tutte le modalità del parlato, quasi senza mediazione, e senza le regolarizzazioni matematiche e le squadrate simmetrie che ogni musicista impara a scuola sotto ferrea disciplina. Čajkovskij scrisse la Seconda Sinfonia nel 1872 e la rielaborò sette anni più tardi, nel 1879. Il lavoro ci fa conoscere un Čajkovskij fortemente nazionalista, come rivela del resto il sottotitolo di “Piccola Russia” (riferito all’Ucraina), anche se era lontano dal pensiero del Gruppo dei Cinque (Balakirev, Borodin, Cui, Musorgskij, Rimskij-Korsakov) che facevano della tradizione popolare il centro vitale del proprio pensiero estetico e della prassi compositiva. La prima versione della Sinfonia nacque durante un soggiorno nella campagna ucraina, in stretto contatto con i canti popolari di quella ragione da lui utilizzati come fili conduttori di tutta la partitura; e da questo punto di vista è evidente il debito musicale verso Balakirev, che aveva inserito melodie del folklore locale in un contesto sinfonico. L’edizione del 1879 è stata il frutto di una consistente revisione di quella del 1872 ed è stata realizzata prevalentemente durante un soggiorno a Roma; gli interventi più consistenti hanno riguardato l’orchestrazione e il profilo formale del primo e del terzo movimento. Biografie: Oleg Caetani è direttore d’opera e di concerto e reputa egualmente importanti questi due aspetti del suo lavoro. Il maestro considera Nadia Boulanger l’ispiratrice della sua carriera: ha scoperto il suo talento, lo ha iniziato alla musica e gli ha insegnato un approccio filosofico alla vita legato a Montaigne, stile di vita cui si ispira tutt’oggi. Al Conservatorio di Santa Cecilia ha frequentato la classe di direzione d’orchestra di Franco Ferrara e ha studiato composizione con Irma Ravinale. A diciassette anni, ha debuttato a teatro con Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi. Dopo aver studiato le Sinfonie di Šostakovič con Kondrashin al Conservatorio di Mosca, si è diplomato con Ilya Mussin al Conservatorio di San Pietroburgo con il massimo dei voti, dirigendo la Quinta sinfonia di Šostakovič. Vincitore del concorso alla Rai di Torino, di quello “Karajan” a Berlino, ha dato inizio alla sua carriera alla Berlin State Opera “Unter den Linden” come assistente di Otmar Suitner. L’esperienza in un grande teatro d’opera con tutte le opere di Wagner e Strauss ha dato una svolta decisiva al suo repertorio. La profonda esperienza di Caetani, ora ormai trentennale, nel repertorio operistico da Verdi a Musorgskij e Wagner (incluse alcune produzioni del Ring) ha influenzato il suo approccio alle grandi composizioni sinfoniche del ventesimo secolo (in particolare Bartòk, la seconda scuola di Vienna e l’impressionismo francese). La prima opera da lui diretta a 24 anni è stata Eugene Onegin nel 1981, appena diplomato al Conservatorio di San Pietroburgo. Da allora, Čajkovskij ha rappresentato un ruolo importante nel suo repertorio. Ha diretto nuove produzioni de La pulzella d’Orléans a Strasburgo (prima rappresentazione in Francia nel 1998), La dama di picche con J. Schaaf a Stoccarda e Lo schiaccianoci a Zurigo con la collaborazione di Mario Botta. Ha da poco inciso tutte le Sinfonie di Čajkovskij compresa Manfredi (2008). Il Financial Times ha scritto al proposito: “Avevamo bisogno di un’altra incisione di Čajkovskij? Dopo aver ascoltato e riascoltato queste registrazioni live, la risposta è un enfatico ‘sì’. Caetani non è un ciakovskiano indulgente..lascia parlare Čajkovskij da solo: il rigore contrappuntistico, l’emozione, l’allusione occasionale all’isteria in una struttura classica… un tesoro prezioso”. Dopo aver diretto nel 1983 Oedipe di Enescu come prima opera da direttore professionista, Caetani ha incrementato la conoscenza della musica del compositore romeno laddove era possibile. Come risultato, al seguito delle sue performance di Oedipe per l’inaugurazione del Festival Enescu nel 2009, ha ricevuto la Legion d’onore della Repubblica di Romania per la diffusione della musica di Enescu nel mondo. Caetani si è dedicato alla registrazione e alla direzione di opere di compositori meno noti del ventesimo secolo quali Mosolov, Pizzetti, Gerhard e altri. Le sue incisioni delle Sinfonie di Tansman, con etichetta Chandos, hanno vinto il Diapason d’Or nel 2006 e nel 2008. Sin dall’epoca degli studi, la musica di Šostakovič ha ricoperto un ruolo centrale nel suo repertorio. Caetani ha tradotto il libretto del Naso in tedesco per la produzione a Francoforte nel 1991. Ha diretto la “prima” italiana di Moscow Cheriomushki nel 2007 e molte première delle Sinfonie di Šostakovič in tutto il mondo; ha inoltre inciso il primo ciclo completo delle Sinfonie di Šostakovič con l’Orchestra Verdi di Milano. I CD hanno vinto molti premi: 10/10 da Classical Today in USA, ffff Tèlèrama in Francia e Record Geijutsu in Giappone. Lo lega un rapporto profondo con la Sydney Symphony, la Staastkapelle Dresden, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che dirige regolarmente dal ’99 e che ha portato sia in una estesa tournée sudamericana, sia in una, più recente, in Spagna. Nell’aprile 2008 ha diretto la Verdi in Vaticano in un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, alla presenza del Presidente della Repubblica Napolitano: il concerto è stato trasmesso in eurovisione. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala con Turandot dove è tornato nel 2005 per Otello. Ha inaugurato la stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nel 2001 con Don Pasquale. Tra gli impegni recenti ricordiamo Khovanchina e Sir John in love di Ralph Vaughan Williams all’English National Opera,una company con la quale Caetani ha stretto un particolare rapporto d’amicizia, l’Olandese volante al Teatro dell’Opera di Roma, L’enfant et les sortilèges al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, La voix humaine, Il castello del principe Barbablu e Don Carlos a Colonia etc. Dirige regolarmente orchestre quali Staatskapelle Dresden, Munich Philharmonic, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Gewandhausorchester, Wiener Symphoniker (con cui ha registrato Poliuto di Donizetti per Emi-Cbs), Orchestre National de Radio France, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Accademia di Santa Cecilia, Yomiuri Orchestra. Futuri impegni prevedono Madama Butterfly a Berlino, all’ENO a Londra e a Tokyo e numerosi concerti con la Sydney Symphony, il Maggio Musicale Fiorentino, la Tchaikovsky Symphony Orchestra, la Konzerthaus Orchester Berlin, l’Orchestra Nazionale della RAI a Torino, Metropolitan Orchestra di Tokyo, l’Orchestra Nazionale di Spagna etc. Susanna Anselmi ha conseguito brillantemente presso il conservatorio di Roma Santa Cecilia il diploma di Pianoforte sotto la guida del M. Pieralberto Biondi e quello di Canto, perfezionandosi nel repertorio mozartiano con il soprano Graziella Sciutti e in quello belcantistico con il soprano Leyla Gencer. Vincitrice del XXXIX concorso Spoleto/As.li.co., ha debuttato al teatro Olimpico di Vicenza nel “Giustino” di A. Vivaldi . Da allora ha cantato nei principali Teatri ed Enti Lirici, sia in Italia che all’estero: Teatro alla Scala di Milano, Teatro Bellini di Catania, Teatro Comunale di Bologna, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Parma, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Ponchielli di Cremona, Opèra de Lyon, Chatelet e Bastille di Parigi, Opèra di Montecarlo, La Maestranza di Siviglia, La Zarzuela di Madrid, Opernhaus di Zurigo, Staatzoper di Vienna, Opèra de Nice, Rossini Opera Festival di Pesaro, RAI di Roma, Napoli e Milano, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Festival della valle d’Itria a Martina Franca, Concertgebown ad Amsterdam, Orchestra Filarmonica e New Israeli Opera a Tel Aviv, Cincinnati May Festival e ancora a New York, Buenos Aires, Houston, Graz, Budapest, Tokyo, Kumamoto, Atene, Chemnitz, Wiesbaden, Chemnitz. Ha collaborato con prestigiosi direttori d’orchestra come Zubin Metha, Oleg Caetani, Muti, Zedda, R.Abbado, Gatti, Thielemann, Accardo, Imbal, Maag, Semkof, Bonynge, Kuhn, Panni, Conlon, LiuJa, Callegari, Morandi, e con importanti registi quali Pizzi, Zeffirelli, Calenda, Vick, Gavras, Grossi, Puggelli, Faggioni, Marchini, Ponnelle, Montaldo. Il suo repertorio e le produzioni più significative comprendono i ruoli di: Arsace (Semiramide), Isabella (L’Italiana in Algeri) di Rossini; Ottone (L’incoronazione di Poppea) di Monteverdi; Maffio Orsini (Lucrezia Borgia) di Donizetti; Fenena (Nabucco), Eboli (Don Carlo), Azucena (Il trovatore), Amneris (Aida), Federica (Luisa Miller) di Verdi; Principessa di Bouillon (Adriana Lecouvreur) e Rosa Mamai (L’Arlesiana) di Cilea; Laura (Gioconda) di Ponchielli; Santuzza (Cavalleria rustinana) di Mascagni… Si è dedicata all’attività concertistica sinfonica e da camera, dal Barocco alla musica contemporanea: Messa di Requiem di Verdi, Il castello di Barbablù di Bartok, Pulcinella di Stravinsky, 2° e 3° Sinfonia di Mahler; Monteverdi, Scarlatti, Vivaldi, Bach, Haendel, Purcell, Haydn, Beethoven, Schumann, Schubert, Brahms, Ravel, Bartok, Chausson, Shostakovich, Sbordoni, Vandoor Ha al suo attivo numerose registrazioni discografiche. Attualmente è docente di Canto presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 19 maggio 2011 ore 20.30 Venerdì 20 maggio 2011 ore 20.00 Domenica 22 maggio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore K 595 Anton Bruckner Sinfonia n. 3 in Re minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte - Direttore Christian Zacharias Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 19 maggio 2011 ore 20.30 Venerdì 20 maggio 2011 ore 20.00 Domenica 22 maggio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Zacharias pianista e direttore con laVerdi Torna sul podio de laVerdi Christian Zacharias, direttore e pianista che sarà anche al pianoforte per l’esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra K 595 di Mozart. Zacharias è un esperto di repertorio classico: non è un caso che abbia scelto proprio il K 595, l’ultimo concerto per pianoforte scritto dal compositore salisburghese, dalla fattura piuttosto avanzata e quindi una “prelibatezza” in fatto di repertorio classico. Mozart scrisse il K 595 nel 1791, stando alla firma in calce all’autografo, l’anno della sua morte, ma alcuni studi sulla carta sembrano datarlo prima, tra il 1787 e il 1788. Esso non venne eseguito subito com’era prassi, ma nel marzo 1791, forse perché tale concerto era stato pensato per una sua allieva. In effetti la scrittura non è delle più ardue, ma è decisamente compensata in quanto a profondità d’invenzione, come per i tre movimenti legati tra loro grazie all’utilizzo dei cellule tematiche ricorrenti. Tutt’altro clima ed epoca per il secondo brano del concerto: la Sinfonia n. 3 di Anton Bruckner, la cosiddetta Sinfonia Wagner, dal nome del maestro di cui il compositore aveva immensa stima. La storia vuole che nel 1873 Bruckner avesse spedito a Wagner una copia della sua Seconda e Terza Sinfonia per averne un giudizio. Di Wagner la Sinfonia n. 3 ha non solo il nome: tutta una certa maestosità, una certa ricchezza della tavolozza orchestrale, la fanno accomunare alla scrittura wagneriana. Programma: Il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore K 595 di Wolfgang Amadeus Mozart è l’ultimo concerto per pianoforte composto dal musicista salisburghese e venne terminato il 5 gennaio 1791. Composto da tre tempi, presenta un linguaggio pacato e decantato: qui Mozart conduce il discorso all’interno di un assetto formale e con l’uso di modulazioni avveniristiche, sintomo di uno stile che stava ulteriormente evolvendo. La rinuncia a trombe e timpani a favore di un’atmosfera più raccolta non significa rinunciare a meravigliosi nuovi effetti nel dialogo tra il solista, gli archi e i fiati: in questo senso il Concerto in Si bemolle va oltre i pur grandissimi raggiungimenti delle opere gemelle di qualche anno prima. Una melodiosità a volte serena, a volte rassegnata pervade tutti e tre i movimenti dell’opera, conferendo all’insieme un che di unico e irripetibile. La prima esecuzione non avvenne all’interno di un’Accademia organizzata da Mozart, bensì più modestamente nel corso di una serata dedicata al clarinettista Joseph Baehr. Anton Bruckner aveva iniziato i primi abbozzi per la Terza Sinfonia in Re minore immediatamente dopo aver terminato la Seconda (1872). Sebbene il successo insperato della Sinfonia in Do minore non avesse poi avuto il conseguente interesse da parte di altri direttori d’orchestra ad una nuova esecuzione, il compositore si sentì assai fiducioso nell’affrontare una nuova composizione, che voleva sottoporre al giudizio di Richard Wagner, nella speranza di potergliela dedicare. Stanno ampiamente a dimostrare quest’intento le citazioni quasi letterali del Tristano e del Ring inserite in partitura. L’opera fu chiamata da lui stesso Wagner-Symphonie, a testimonianza della sua incondizionata ammirazione per il maestro di Bayreuth. La prima esecuzione a Vienna (16 dicembre 1877) riscosse una pessima accoglienza, ma l’editore viennese Theodor Rattig decise di pubblicare la partitura, ritenendola evidentemente un lavoro di notevole interesse. Biografia: Christian Zacharias Direttore Principale dell’Orchestre de Chambre de Lausanne da settembre 2000 Direttore Principale Ospite della Göteborg Symphony Orchestra dalla Stagione 2002/2003 “Artistic Partner” della St. Paul Chamber Orchestra dalla Stagione 2009/2010 Le qualità che rendono Christian Zacharias uno dei più celebrati pianisti nel mondo gli hanno permesso, inoltre, di lasciare il segno anche come direttore d’orchestra, direttore di festival, pensatore musicale, scrittore e commentatore: la sua integrità si è coniugata con l’individualismo; profonda intuizione musicale accompagnata da un sicuro istinto poetico; brillantezza nella comunicazione; modi carismatici e dominanti. Si è fatto conoscere inizialmente come pianista, e continua ad esibirsi in concerti e recital in tutto il mondo. La sua carriera ad oggi si è distinta anche per un certo numero di concerti con importanti ensemble di musica da camera composti da stimati colleghi, tra cui Alban Berg Quartet, Leipziger String Quartet, Heinrich Schiff, e Frank Peter Zimmermann. Questa tendenza a intraprendere lunghi viaggi musicali con artisti dallo spirito affine, si riflette anche nel suo lavoro come direttore. Dal 2000 Zacharias è Direttore Principale dell’Orchestre de Chambre de Lausanne e con questa formazione ha fatto alcune registrazioni acclamate dalla critica, compresi lavori di Mozart, Schumann, Chopin, e Michael Haydn. Di un certo rilievo è l’incisione, ancora in corso, del ciclo completo dei concerti per pianoforte di Mozart. Il Volume III ha vinto l’ECHO Classic nel 2008 e il Volume IV sia il Diapason d’Or, sia il Choc du Monde de la Musique. Il più recente Volume V (Concerti per pianoforte K 175, K 246 e K 488) ha vinto l’ECHO Classic 2010. Zacharias è Direttore Principale Ospite della Göteborg Symphony Orchestra dalla Stagione 2002/03 e nel 2009 è diventato “Artistic Partner” della St. Paul Chamber Orchestra. Inoltre, intrattiene da tempo legami con molte orchestre come Los Angeles Philharmonic Orchestra, New York Philharmonic Orchestra e Scottish Chamber Orchestra con le quali si esibisce regolarmente come ospite. Più recentemente ha intrapreso una carriera operistica con la produzione di due differenti lavori: l’opera di Mozart La Clemenza di Tito e l’opera bouffe La Belle Hélène di Offenbach. La carriera di Zacharias è contrassegnata da molti premi e riconoscimenti, incluso nel 2007 il Midem Classical Award “Artist of the Year” a Cannes. Dopo essere stato premiato per il suo servizio alla cultura in Romania nel 2009, a Christian Zacharias è stato recentemente assegnato il più importante titolo di onorificenza “Officier dans l’Ordre des Arts et des Lettres” dallo Stato Francese. Nel 2011 Christian Zacharias è stato nominato professore all’Academy of Music and Drama di Göteborg. In occasione del suo 60° compleanno, l’Alte Oper Frankfurt ha adattato un “Ritratto d’artista” di Christian Zacharias, che presenta lui come pianista, direttore, musicista da camera, accompagnatore di Lied con cinque concerti e tre film. Ensemble e colleghi famosi appaiono accanto a lui: dirige la Göteborg Symphony Orchestra con “Vier letzte Lieder” di Strauss e la Sinfonia n. 4 di Mahler, ed esegue lavori di O. Nicolai, R. Schumann, M. Ravel, e J. Strauss come solista e direttore della Opern- und Museumsorchester Frankfurt. Impegni futuri lo porteranno ad esibirsi con Boston Symphony e Los Angeles Philharmonic Orchestra, Hallé Orchestra Manchester, Orquesta National de Espana, Gulbenkian Orchestra così come Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Inoltre, è stato nuovamente invitato a dirigere l’Orchestre National de Lyon. Durante la stagione continua la sua stretta collaborazione con Göteborg Symphony Orchestra, Orchestre de Chambre de Lausanne e St. Paul Chamber Orchestra. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto" 10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979) - nono appuntamento, domenica 22 maggio 2011 ore 11.00 - A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati da laVerdi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”. Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”. Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi… In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.” Programma concerto domenica 22 maggio 2011 ore 11.00 Sonata per orchestra da camera (1937-39) Concerto per corno e orchestra K. 412 di Wolfgang Amadeus Mozart completato da Nino Rota [1958-59] (prima esecuzione a Milano) Fantasia sopra 12 note del Don Giovanni di W. A. Mozart per pianoforte e orchestra Romeo e Giulietta (1967), Suite dal film Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Corno Sandro Ceccarelli Pianoforte Simone Pedroni Direttore Giuseppe Grazioli La Sonata per orchestra da camera è figlia della Sonata per flauto e arpa del 1937, uno dei titoli più felici del repertorio cameristico rotiano. Senza dubbio la qualità dell’invenzione melodica e la possibilità di una fruizione più ampia, furono le molle principali di questo lavoro di ri-composizione: la scelta e il ruolo affidato agli strumenti dell’orchestra sono qui parte fondamentale nel ridefinirne l’identità. A riprova di questo va il titolo primigenio dell’opera, Sonata per 14 istrumenti, che assegnava a una molteplicità di solisti la nuova veste sonora. Fu, successivamente, rinominata Sonata per orchestra da camera per aderire alle esigenze di sale più grandi e quindi alla necessità di un sostanziale irrobustimento della sezione degli archi che può, da sola, raggiungere i venti elementi. Siamo di fronte al Rota affascinato dal Neoclassicismo del suo maestro Alfredo Casella, ma sicuramente anche preso dalle suggestioni di un altro grande musicista italiano quale Gian Francesco Malipiero. Quello che ne esce è un brano di singolare eleganza che, a fronte di uno sviluppo melodico particolarmente lineare e sciolto, contrappone una struttura e una orchestrazione di grande complessità e rigore. La melodia estremamente cantabile proposta dal flauto dentro a questa fittissima rete, viene bilanciata e arricchita da una grande gamma di colori ottenuta tramite questa particolare orchestrazione che vuole esplicitamente ricollegarsi alle sonorità e alle suggestioni delle antiche tradizioni musicali italiane. Quando nel 1980 Francesco Lombardi e il Maestro Gino Marinuzzi jr presero ad esaminare quelle pagine uscite dalle carte rotiane, rimasero prima sbalorditi e poi sinceramente ammirati (II. tempo per il IV. Concerto per corno e orchestra K. 412 di Wolfgang Amadeus Mozart). Quale fosse il motivo per cui Nino Rota, compositore attivo nel secolo ventesimo, avesse deciso di aiutare Mozart a finire una sua opera incompiuta era, allo stato degli atti, un mistero. Ci vorranno poi molti anni per stabilire che quella piccola “follia” era stata creata da Nino Rota per Sebastiano Panebianco, un giovane e promettente allievo del Conservatorio di Bari. Chissà quanti direttori di Conservatorio si siano cimentati in attività del genere, ma certo questo è uno dei tanti aneddoti che popola la mitografia di Rota nell’abbondante quarto di secolo passato al Piccinni di Bari. Fu il compositore francese Darius Milhaud (1892-1974) a scovare dentro il capolavoro mozartiano del Don Giovanni un frammento contenente una sequenza completa delle dodici note, o per dire più correttamente dei dodici suoni, che costituiscono la base del sistema seriale dodecafonico. Ad un intelligente e curioso direttore artistico milanese venne in mente di commissionare a tre diversi musicisti un brano sopra questo frammento. Non credo abbia sfiorato neanche per un istante la mente di Rota l’idea di applicare pedissequamente una tecnica compositiva che contrastasse quello che è stato il suo personale itinerario, fuori da tutte le scuole e ortodossie. Quindi nella partitura della Fantasia sopra 12 note del Don Giovanni non troviamo serialismi, formule matematiche, prassi di composizione aleatoria, rotture insomma con l’estetica, lo stile di Rota. E però, il tema dato è quella melodia che mette in campo i dodici suoni che troviamo così ben presenti e reiterati, per diritto e per rovescio, ma, all’interno di questo obbligo posto dalla committenza, c'è un problema compositivo risolto per dirla alla maniera di Rota. Il pianoforte assume nella composizione un carattere spigoloso e, a volte, di vera e propria provocazione nei confronti di un’orchestra molto attenta al dosaggio e al colore dei propri timbri. Nel 1967 Nino Rota inizia la stesura di alcuni motivi che costituiranno l’ossatura della colonna sonora del film Romeo e Giulietta che lo stesso Zeffirelli realizzò sulla celebre tragedia di Shakespeare. Il carattere giovanile, colto da Rota per l’allestimento teatrale, venne ulteriormente accentuato nel film, che fu probabilmente il maggior successo cinematografico del regista. Sembra quasi che questa lettura, così attenta al carattere dei protagonisti, piena di energia e di dinamismo, saldamente ancorata al tempo e luogo shakespeariano (Verona, XVI secolo), volesse essere una risposta alla trasposizione nella New York del XX secolo creata da Leonard Bernstein con West Side Story (1961). La musica che Rota compone per questo film è lontana dalla muscolarità di Bernstein. Si porta dietro una dimensione teatrale più intima, ha accenti commossi e delicati nel ritrarre i due giovanissimi protagonisti. Accenti e suggestioni che ‘esplodono’ poi nel celeberrimo tema d’amore, attestato ormai storicamente come uno degli evergreen rotiani. Biografie: Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University. Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 ha diretto Wonderful Town con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Sandro Ceccarelli è nato a Como il 28/05/1974; ha studiato presso il Conservatorio di Milano “G. Verdi” con il M° A. Borroni e nel 1991 si è diplomato con il massimo dei voti presso il medesimo istituto, sotto la guida del M° D. Passarino.. Nel 2000 ha conseguito il diploma di perfezionamento presso il Conservatorio Superiore della Svizzera Italiana con il M° D. W. Johnson e successivamente, nel 2002, ha conseguito il ‘diploma da solista’ presso la Musikhochschule di Winterthur sotto la guida del medesimo maestro. Ha collaborato in qualità di primo corno con “I Solisti Veneti” e “l’Orchestra del Teatro alla Scala” e l’Accademia di S. Cecilia di Roma (in qualità di assistente a primo corno). Ha collaborato inoltre con altre realtà musicali italiane tra cui: I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Filarmonica di Torino, Orchestra UECO di Milano, l’Orchestra “Cantelli” di Milano. Nelle stagioni sinfoniche 2005/2006 e 2006/2007 dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ha eseguito in qualità di solista il Konzertstück di Schumann, il Secondo concerto e la Sinfonia Concertante per fiati di W.A.Mozart. Dal 2000 è primo corno stabile presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree". Dopo aver ottenuto nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) e il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. È stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l’Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado (tournée in Sud America col Concerto n.1 di Brahms), l’Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l’Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky, la National Polish Radio Symphony Orchestra a Katowice diretta dal leggendario M° Stanislav Skrowaczewski (Concerto di Schumann), la Filarmonica di Mosca, l’Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España, . È pianista “in residence” all’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi” con la quale ha eseguito il Concerto n. 2 di Brahms con Leonard Slatkin, la Fantasia op. 80 Beethoven e il raro Concerto in Re minore di Martucci con Riccardo Chailly (anche in tournée in Spagna e nell’ambito del Festival de Música de Canarias), i 5 Concerti di Beethoven con Gianandrea Noseda, il Concerto n. 1 di Tchaikovsky con Louis Langrée, il Concerto di Schumann con Lu Jia e alcuni programmi di musica da camera. Tra i recital si ricordano quelli al Teatro alla Scala di Milano, Carnegie Hall di New York, Herkulessaal di Monaco, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Quirinale in Roma, Filharmonia Narodowa a Varsavia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, Serate Musicali di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Festival della Primavera di Praga, Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Berlino, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone. Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l’anno successivo. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all’Auditorium di Milano. Tra gli ultimi impegni il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno in Giappone con le Variazioni Goldberg di Bach, il Concerto di Martucci con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con James Gaffigan ed in tournée in Spagna con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Oleg Caetani, il Concerto n. 2 di Rachmaninov in Norvegia (Trondheim) e il Concerto n.1 di Brahms a Milano con Aldo Ceccato. Nel giugno 2009 ha debuttato con grande successo al Parco della Musica di Roma con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, diretta da Vladimir Ashkenazy. Nel Marzo 2010 con l’Orchestra Verdi di Milano, direttore Juanjo Mena ha ottenuto un successo personale nel Turangalila di Messiaen. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. “Simone Pedroni Live in Concert”, per La Bottega Discantica le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l’altro a Liszt. Riconfermato dall’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana di Lugano per il 2010 ha eseguito il Concerto in La minore di Respighi del quale verrà realizzato un CD con la stessa Orchestra. In collaborazione con CIDIM Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 22 maggio 2011 ore 11.00 Biglietto Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50) |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 7 maggio 2011 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” ALLA SCOPERTA DEL CIELO Il sole smarrito Melologo tratto dai Racconti di Laura Muscarà Musiche originali Gabriele Bonolis Voce recitante Tiziana Foschi Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Gabriele Bonolis Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Sabato 7 maggio 2011 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Il sole smarrito chiude la Rassegna Crescendo in Musica dedicata ai bambini Sabato 7 maggio alle ore 15.30 si chiude la rassegna dedicata ai bambini, Crescendo in Musica, all’Auditorium di Milano. L’ultimo appuntamento è dedicato alla fiaba in musica Il sole smarrito, su testo di Laura Muscarà, su musiche originali di Gabriele Bonolis. Sul palco, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Gabriele Bonolis, ci sarà Tiziana Foschi, voce recitante della favola, che racconterà la divertente storia dell’amore impossibile tra il Sole e la Luna, spunto per descrivere in modo leggero e metaforico il nostro sistema solare ed il suo funzionamento, insieme con la proiezione di un video di animazione creato da Fabio Contini (graphic designer Francesca Marinelli). La trama: Il Grande Re Sole ha smesso di sorgere e di splendere nell’alto del cielo; la Terra è abbandonata a se stessa e tutto ne soffre. Dopo aver illuminato per millenni la vita degli altri, il Grande Re è stato colpito da un tracollo energetico e solo una lunga terapia e il riposo lo guariranno, come prescritto da uno specialista giunto da Oriente. Ma, lungi dal sortire l’effetto sperato, il passare del tempo contribuisce a rendere il Re Sole sempre più capriccioso e dispotico, determinandolo a instaurare nel regno un regime di rigorosa tristezza e a bandire tutto ciò che possa anche solo richiamare l’idea di festa e di allegria. Fino al giorno in cui un appassionato messaggio di supplica, inviato da una misteriosa ammiratrice, pare finalmente risvegliare il Re da quel torpore, alimentando in lui la speranza di aver trovato una nuova e più profonda ragione d’esistere. Per scoprire l’identità di Luce Nascente – mittente del messaggio – il Re Sole si rivolge prima all’Aurora Boreale, sua vecchia nutrice, poi fa appello alla collaborazione di tutti i pianeti, da lui riuniti in una grande assemblea straordinaria. Sarà Mercurio, suo fratello minore, a svelare il mistero: Luce Nascente altri non è che la Regina della Notte, che nel buio percorre la volta celeste col suo carro d’argento. Lo scaltro Mercurio indica quindi al Re il luogo e il momento propizio per un incontro. Finalmente il Re Sole incontra Luce Nascente, comprendendo di essere per lei Principio di Vita. Ma proprio in ragione del rapporto che li lega, il Sole e la Luna non potranno vivere il loro sentimento se non da lontano, nel rispetto delle leggi dell’Universo e dei doveri che i Corpi celesti hanno nei confronti del creato. Alla Luna spetta infatti regolare i cicli vitali marini, al Sole quelli terrestri. I due innamorati potranno incontrarsi solo una volta l’anno in occasione del solstizio d’estate, accontentandosi, per il resto, di sfiorarsi l’un l’altra nello sfumare del tramonto. Il Grande Re Sole, per la gioia dei suoi sudditi, torna a splendere con vigore riportando sulla Terra vita e prosperità. Biografia: Gabriele Bonolis, compositore, violoncellista e direttore d'orchestra, compie i suoi studi presso il Conservatorio romano di S.Cecilia. Come violoncellista tiene centinaia di concerti in Italia, negli USA, in Canada, Norvegia, Francia, Marocco, Brasile, Scozia e Giappone; registra inoltre per la RAI e incide per la Dynamic musiche di Nino Rota. Vince nel 2003 il primo premio al Concorso Internazionale di musiche per film "Mario Nascimbene Award" (presidente Roman Vlad), ricevendo anche una lettera di lodi da Ennio Morricone. Nel gennaio 2004 fonda l'Orchestra Sinfonica "Mario Nascimbene” con la quale si esibisce in Italia e presso la Sala Sinopoli del Parco della Musica in Roma. Numerosi gli inviti sul podio di prestigiose Istituzioni: Orchestra del Conservatorio di S.Cecilia, Orchestra Sinfonica dell’IMP “Braga” di Teramo, I.C.O. di Bari, Orchestra Sinfonica di Roma e del Lazio, Orchestra Roma Classica, Orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Gruppo Musica d’oggi, Roma Sinfonietta, dirigendo solisti come Luis Bacalov, Elisabeth Norberg Schulz, Andrea Bacchetti, Lorenzo Di Bella, Maurizio Baglini. E’ direttore assistente alle produzioni liriche: - “A.Chénier” di U.Giordano (Teatro Donizetti di Bergamo 2004); - “Il Trovatore” di G. Verdi (Stagione estiva 2007 della ”Fondazione Toscanini”); -“The Emperor Jones” (Teatro delle Muse di Ancona 2009) al fianco del M° Bruno Bartoletti. Dal 2006 collabora stabilmente con il M° Alessio Vlad che lo invita come suo assistente ad una produzione della Toronto Philarmonia Orchestra (Aprile 2007). Unanimi consensi riscuotono le rappresentazioni dell’opera mozartiana “Bastiano e Bastiana” e degli intermezzi di Giovan Battista Pergolesi “La serva padrona e “Livietta e Tracollo” dirette in tutta Italia da Bonolis nel 2006/07: lusinghiere recensioni arrivano da Opera Click e Radio3 Suite. Recenti sono le collaborazioni con la Sig.ra Mirella Freni (“Quaranta Concerti” del Vicariato di Roma - 2008) e con il M° Ennio Morricone, alla presenza del quale dirige per l’UNICEF un concerto monografico a lui dedicato. Una tournée in Sardegna con l’Orchestra Sinfonica dell’Ente Lirico di Cagliari riscuote lusinghieri consensi (giugno 2009): “…non sono mancati i bis per una serie di esecuzioni strappa applausi” (L’Unione Sarda 28/06/2009). Assistente del M° Johannes Debus al 53°Festival dei Due Mondi di Spoleto per l’opera “Gogo no eiko”, riceve il sincero apprezzamento dell’autore Hans Werner Henze; il Maestro Henze si avvale attualmente della collaborazione di Bonolis per la stesura di “Gisela!”, opera lirica che sarà rappresentata al “Kulturhauptstadt Europas RUHR 2010”. Gabriele Bonolis è anche autore, orchestratore ed arrangiatore di brani per il cinema, il teatro, la televisione. Nel maggio 2011 sarà nuovamente sul podio de “La Verdi” di Milano per dirigere un suo melologo sinfonico dal titolo “Il sole smarrito”. Vincitore del concorso a cattedre per i Conservatori statali di musica, è titolare dal 1996 di una cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio “N. Sala”di Benevento. Dal 2006 è Direttore Artistico del SanniOpera Festival di Benevento. In collaborazione con CIDIM- Comitato Nazionale Italiano Musica _____________ COMUNICATO STAMPA Il grande Inattuale Doppia mostra personale di Emma Vitti e Lucio Perna all’Auditorium di Milano Inaugurazione giovedì 5 maggio, ore 18.00 – ingresso libero Giovedì 5 maggio alle ore 18.00 si inaugura nel foyer dell’Auditorium di Milano la doppia mostra personale di Emma Vitti e Lucio Perna, in occasione dell'ultimo concerto che laVerdi dedica a Mahler, la Sinfonia n. 10 , che conclude il ciclo dell’integrale delle sue sinfonie, nel primo centenario della morte (Vienna, 1911). Il grande Inattuale: per generazioni, nell'ambito della civiltà musicale austro-tedesca Gustav Mahler (Kalisvtev, 7 luglio 1860 – Vienna, 18 maggio 1911) è stato “il grande inattuale”, come egli stesso si definì. Emblema del destino dell'intellettuale mitteleuropeo, sospeso tra la coscienza della propria “missione” e l'impossibilità di compierla, Mahler confrontò l'essenza della cultura romantica con la progressiva erosione dei suoi valori. I due artisti in mostra hanno accolto una suggestione che la musica di Mahler, nella sua straordinaria innovazione per la novità delle sonorità, la singolarità della timbrica, l'eterogeneità dei temi, suscita nei loro rispettivi linguaggi visivi contemporanei. Le opere in mostra (l'istallazione fotografica di Emma Vitti e i sei quadri di Lucio Perna) sono uno stimolo a intravvedere nell'ascolto un legame con la visione, proponendo come chiave di lettura “le atmosfere poetiche, la bellezza con le sue esaltazioni, oppure il tragico, il senso di precarietà, le minacce del nulla, l'amore per la Natura”. BIOGRAFIA EMMA VITTI Emma Vitti si forma a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. Allieva di Francesco Menzio e Sergio Saroni, si diploma in Pittura, rafforzando un talento naturale per il disegno attraverso l’acquisizione di rigorose competenze visivo - linguistiche. Docente di educazione artistica, è autrice di numerosi testi nell’ambito della sperimentazione didattica e della formazione artistica. Fra questi si possono ricordare La festa del movimento. L’educazione all’immagine (Angeli Editore, 1985), Rappresentazioni concettuali ed associazioni di idee (Documenti IRSAE, 1988), Il piano di lavoro dell’educazione artistica. La didattica per concetti (Morano Editore, 1991), Il meccanismo della visione. Testo triennale di Educazione Visiva per il biennio superiore (Bovolenta Editore, 1992). La sua sensibilità verso le qualità emozionali della comunicazione la porta ad abbandonare l’insegnamento e, dopo aver frequentato un corso quadriennale di formazione, inizia ad indagare sugli aspetti terapeutici dell’arte nella cura del disagio psichico e sociale e a svolgere quindi l’attività di arte terapeuta. Questo particolare approccio segna tutta la sua attività artistica, da sempre inserita nel gioco dialettico di due differenti istanze: da un lato la ricerca di una bellezza intesa come forma estetica appagante, dall’altro la necessità di esprimere e dare testimonianza del dolore esistenziale, dell’ineluttabilità. Dopo essersi espressa in passato attraverso il segno grafico, dagli anni Novanta l’artista sviluppa una ricerca personale nell’area della fotografia, intesa come mezzo per dare voce a quelle che ella stessa definisce metafore visive. Le fotografie di Emma Vitti, nella loro ambiguità e bellezza, vivono perché coinvolgono l’osservatore, non solo in quanto semplice fruitore, ma come soggetto creatore di senso. Vive e lavora a Milano, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Mostre personali: 2010 Memento vitae, Galleria Dietro le Quinte, Catania; 2009 Animamundi, Galleria Alba d'Arte, Brescia; 2008 Trasmutazioni, Galleria Gli Eroici Furori, Milano; 2007 Terrapadre, Palazzo Giannozzi, Certaldo, Firenze, 2005 Sopravvivenze, Galleria Cortina, Milano; Chrysallis, Galerie Bertin-Toublanc, Paris; 2004 Svavillio, Galleria Cortina, Milano; 2002 Corpo, Galleria La Subbia, Pietrasanta, Lucca Mostre collettive: 2009 Una finestra sul mondo, Museo Diocesano, Catania; Il credente e il mutante, Galleria Mya Lurgo, Lugano; 2008 I due mari, Ava Gallery, Helsinki; 2007 Genesi, parole della creazione, Rocca di San Vitale, Fontanellato, Palermo; 2006 Barbie Show, CVBSPACE, New York; Una stanza tutta per te... Omaggio a Virginia Woolf, Castello Sforzesco, Vigevano, Milano; 2005 Who am I, CVBSPACE, New York. BIOGRAFIA LUCIO PERNA Arrivato a Milano alla fine degli anni 60, Lucio Perna entra in contatto con Remo Brindisi, Ernesto Treccani e Aligi Sassu. Concorre a rifondare l'associazione culturale e artistica "Proposte d'Arte" alla quale partecipa attivamente e presso la quale organizza e tiene seminari di ricerca e sperimentazione. Nel marzo del 1998 fonda il movimento "SYMBOLICUM" con Federico Honegger, Fabio Massimo Ulivieri e col poeta e critico d'arte Pedro Fiori. Il manifesto del movimento viene ufficialmente presentato alla mostra del 20 ottobre dello stesso anno presso la galleria milanese Antonio Battaglia Arte Contemporanea e alla V edizione di MiArt. Con i più recenti lavori, (oli e tecniche miste) Perna supera l'etichetta dell'astrazione o il richiamo informale e giunge a un registro più personale, sul quale si muove come un “geologo” declinando sulle superfici le emozioni attraverso aggiustamenti tonali e spostamenti prospettici. Perna è vicino al movimento artistico- culturale "GEOGRAFIA EMOZIONALE", nato negli Stati Uniti nei primi anni 2000, del quale è teorica Giuliana Bruno, docente ad Harvard, e che in Italia è sostenuto e divulgato dalla rivista "ARIA". Fra le numerose esposizioni si ricordano: 2002 Nuovi Miraggi, Spazio Santini, Milano; 2003 Attraversamenti, Galleria Quintocortile, Milano; 2004 Finestre, Spazio D'Ars; 2005 Pensieri d'Arte, Galleria Scoglio di Quarto, Milano; 2006 Miraggi e Deserti, Blue Design, Milano; 2007 In tandem, Galleria Arte fuori Porta, Roma; 2008 Valori aggiunti, ISAD-Mostra Fuori Salone del Mobile, Milano; Tornare a Itaca, sedi varie; 2009 Energia a tutto tondo, Casa dell'Energia, Milano; 2010 Geografia emozionale, Spazio Tadini, Milano _______________________________________________ Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo G. Mahler, 1, Milano tel. 02.83.389.401/402/403 info@auditoriumdimilano.org www.laverdi.org Il grande Inattuale doppia personale di Emma Vitti e Lucio Perna Dal 5 al 22 maggio, ingresso libero. Visite durante gli orari dei concerti oppure su appuntamento nel pomeriggio (escluso lunedì). Cristina Rossi 338.59.58.619; Daniela Marchetti 02.83.38.92.16 Progetto, cura e coordinamento: Cristina Rossi, Chiara Mori in collaborazione con la Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Catalogo: a colori, 32 pagine con testo critico di Cristina Trivellin, presentazione di Cristina Rossi __________________ COMUNICATO STAMPA Giovedì 28 aprile 2011 ore 20.30 Venerdì 29 aprile 2011 ore 20.00 Domenica 1 maggio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Maurice Ravel Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore Sylvano Bussotti Sinfonia – Cielo da Pater doloroso (prima esecuzione assoluta) Claude Debussy Iberia Maurice Ravel Bolero Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi pianoforte Roberto Cominati Direttore Tito Ceccherini Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 28 aprile 2011 ore 20.30 Venerdì 29 aprile 2011 ore 20.00 Domenica 1 maggio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 La Spagna nelle musiche dei francesi Debutta sul podio de laVerdi il Maestro Tito Ceccherini, con un concerto che ci porterà in Spagna, o meglio nello spagnolismo tipico del primo Novecento. Ad aprire e chiudere il concerto saranno due brani famosissimi di Maurice Ravel, compositore francese la cui impronta spagnola è evidente in molte delle sue composizioni, come colour local. Il Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore di Ravel è uno dei brani più felici e amati dal pubblico degli ultimi decenni. Scritto tra il 1929 e il 1931, è composto da tre movimenti, introdotti dal cosiddetto “colpo di frusta”, che da il via ad una scrittura fortemente idiomatica in cui ogni strumento dell’orchestra si presenta in scena in quanto tale, con le sue peculiarità, in un dialogo continuo con il solista, che per noi sarà Roberto Cominati. Segue il brano in prima esecuzione assoluta di Sylvano Bussotti, Sinfonia e Cielo da Pater doloroso, parte integrante di un’opera lirica complessa mai del tutto rappresentata, brani che vengono estrapolati dal dramma e iniziano a prendere vita autonoma dal 2005. Così Bussotti “Perché la musica contemporanea abbia spessore e possa comunicare veramente un messaggio, devono esistere delle regole, anche se fossero semplicemente fissate dall’autore proprio per quel singolo brano. Nello stesso tempo per poter realizzare qualcosa che sia melodico ed espressivo, cangiante nei colori evocati dall’orchestra, il compositore deve conoscere bene come suona ciascun strumento che intende utilizzare e quali sono i limiti fisici e tecnici. Il musicista, di conseguenza, deve essere preparato, capace di dominare perfettamente il suo strumento e non temere di oltrepassare certi limiti. Deve saper giocare con il suono, fidarsi del direttore e di ciò che esce dal suo strumento.” Iberia è scritto da Claude Debussy tra il 1905 e il 1908; in forma tripartita, è la più ampia delle tre Images e allude già nel nome a una Spagna immaginaria, priva di folklorismi scontati, i cui ritmi di danza e timbri degli strumenti sono usati come i colori di una tavolozza per evocare atmosfere e suoni. Composto nel 1928, il fascino del Boléro di Ravel era stato così travolgente da sconfinare in una sorta di frenesia di arrangiamenti. Il raffinato compositore francese pareva quasi scandalizzato dal successo di quest’opera di grande effetto, la cui popolarità era quasi pari, come si diceva negli anni Trenta, a quella del Danubio blu di Johann Strauss II. Ravel sapeva benissimo di avere avuto un colpo di genio, con questa composizione molto pensata e magistralmente elaborata. Lo aveva capito benissimo Maurice Bejart, che diede al Boléro una veste coreografica di rara intensità. Qui assistiamo al trionfo dell’orchestrazione e del ritmo, nonché del colore. La sola variazione sta nel Crescendo, diceva Ravel. Il battito delle percussioni non ti lascia mai. Con una sola frase, ripetuta, diversificata, negli strumenti, portata a tensione spasmodica fino alla rottura finale di ogni armonia, Ravel firmò il più strepitoso atto d’amore della storia della musica. Programma: Sin dagli anni Venti Maurice Ravel ebbe in mente di scrivere un concerto per pianoforte e orchestra, ma solo nel 1929 cominciò il lavoro al Concerto in Sol maggiore la cui terminazione venne però interrotta dal lavoro al Concerto per la mano sinistra, richiestogli dal pianista austriaco Paul Wittgenstein, mutilato di guerra. Il Concerto in Sol venne terminato in seguito ed eseguito, dopo che Ravel aveva abbandonato il progetto di prodursi egli stesso come solista, per la prima volta l’11 novembre 1931 a Parigi, con Margherite Long al pianoforte, sotto la bacchetta dell’autore. La Sinfonia e Cielo da Pater doloroso – Tredici trame n. 7 di Sylvano Bussotti è un lungo cammino artistico costituito da opere, balletti e altre composizioni che trattano in musica svariati argomenti della vita dell’uomo. Pater doloroso, la settima delle tredici opere, affronta il tema della morte improvvisa vista attraverso gli occhi di un padre che sopravvive al figlio scomparso giovanissimo. Sinfonia e Cielo si presentano come parte integrante di un’opera lirica complessa mai del tutto rappresentata, che vengono estrapolate dal dramma e iniziano a prendere vita autonoma dal 2005. Sinfonia è una pagina introduttiva che descrive musicalmente ciò che accade all’interno del dramma. La partitura reca un’indicazione: le immagini si compongono e si scompongono, si alternano e si sovrappongono come in un racconto fotografico-sinfonico. Attraverso i suoni si ricrea l’atmosfera caotica di uno studio di fotografia dove lavora il padre e in cui sono a poco a poco avviati anche i figli. Nella Sinfonia già si preannuncia la tragedia, trapela il dolore del padre per la perdita del figlio e sono tratteggiati con amara ironia i percorsi della vita dell’uomo che vengono sconvolti dal destino senza preavviso. In Cielo, si assiste, invece, a un momento ben preciso della vicenda: il ritorno del padre dal suo viaggio per portare l’ultimo saluto al figlio. Iberia di Claude Debussy nasce come parte centrale del trittico Images per orchestra, omaggio alle tre scuole musicali nazionali –inglese, spagnola e francese. Mentre Iberia e la terza parte Rondes vengono terminate nel 1909, per essere eseguite per la prima volta nel 1911 a Parigi, il tempo iniziale Gigues risale al 1912. Iberia, che costituisce comunque la parte più importante della composizione, tanto da essere eseguita in concerto spesso da sola, si articola a sua volta in tre “immagini” di colore spagnolo: Par les rues et par les chemins, Les parfums de la nuit et Le matin d’un jour de fête. Ravel scrisse Boléro su commissione della celebre ballerina Ida Rubinstein, che aveva raggiunto la fama con i Ballets Russes di Diaghilev ma aveva poi creato una compagnia concorrente. La coreografia fu affidata a Bronislava Nijinska, sorella di Vaslav, che volle la danzatrice sola su un tavolo: la stessa impostazione che fu ripresa nel 1961 nella celeberrima coreografia di Béjart. Il tema ripetuto ossessivamente in un impressionante crescendo orchestrale ottenne immediata popolarità, tanto da suscitare l’irritazione dello stesso Ravel, che dichiarò: “ho composto un solo capolavoro, il Boléro. Purtroppo nel Boléro non c’è musica”. Biografie: Appassionato interprete di musica del nostro tempo, Tito Ceccherini ha collaborato intensamente con compositori come Salvatore Sciarrino, Alessandro Solbiati, Stefano Gervasoni. Fra le numerose prime assolute, degne di nota sono l'esecuzione postuma di Sette di Niccolò Castiglioni e la recente messa in scena in prima assoluta dell'opera Da gelo a gelo di Sciarrino con il Klangforum Wien. Ha fondato l'ensemble «Risognanze», prestigiosa formazione ad organico variabile, con cui ha affrontato capolavori del repertorio cameristico moderno da Debussy ai nostri giorni, e ha effettuato numerose registrazioni (Sciarrino, Castiglioni, Grisey). Un profondo interesse per la musica antica lo ha portato a collaborare con gruppi come il finlandese «Rocinante» ed il milanese «Arcomelo», che affrontano il repertorio del Sei e Settecento su strumenti d'epoca. La sua attività concertistica lo ha portato a dirigere orchestre come la BBC Symphony, SWR di Stoccarda, la Tokyo Philharmonic Orchestra, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI (con cui ha anche registrato un CD monografico dedicato a Giacinto Scelsi, un cofanetto dedicato alla produzione sinfonica di Salvatore Sciarrino ed ancora musiche di Daugherty e Nyman), la Deutsche Radio Philharmonie, l'Orchestre National de l'Ile de France, l'Orchestre de Chambre de Genève, l'Orchestra del Teatro La Fenice, la OSI di Lugano ed ensemble rinomati come Klangforum Wien, Contrechamps, OENM, il Divertimento Ensemble, in sedi prestigiose e Festival internazionali. In ambito lirico ha diretto I Puritani e Guntram al Teatro Bellini di Catania, la nuova produzione di Da gelo a gelo di Sciarrino all'Opéra di Parigi, al Festival di Schwetzinger e al Grand Théâtre de Genève, le nuove produzioni di Alessandro di De Majo, Maria Stuarda di Donizetti e La porta della legge di Sciarrino al National Theater di Mannheim. I principali impegni futuri lo vedranno ritornare sul podio della BBC Symphony, debuttare con la Netherlands Radio Chamber Philharmonic, l'Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano, l'Orchestre National de Montpellier, nonché ritornare sul podio dell'Orchestra Sinfonica della RAI, Orchestra Haydn di Bolzan. Prossimamente inciderà per Amadeus un disco monografico dedicato a Bartok con I Pomeriggi Musicali. Prossimamente in ambito lirico: la ripresa di Alessandro di De Majo e la prima assoluta di Superflumina di Sciarrino al National Theater di Mannheim, nonché la nuova opera di Fénelon La Cerisaie al Teatro Bolshoi e all'Opéra National de Paris… Ha effettuato incisioni discografiche per Amadeus, Col legno, Kairos, Stradivarius, acclamate da critica e pubblico, ed insignite con premi come Choc di Le Monde de la Musique, e Diapason d'Or; l’incisione del Lohengrin di Sciarrino per Col legno è stata premiata al Midem Classical Awards nella sezione opera. Ha svolto attività didattica in Europa ed in Giappone. È membro dal 1995 dell'Accademia di Montegral. Insegna presso il Landeskonservatorium di Innsbruck, dove è titolare della cattedra di direzione d'orchestra ed esercitazioni orchestrali. Nato a Milano nel 1973, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio «G. Verdi» sotto la guida di Giovanni Carmassi (pianoforte), Alessandro Solbiati (composizione) e Vittorio Parisi (direzione d'orchestra). Ha proseguito gli studi in Russia, Germania ed Austria, perfezionandosi sotto la guida di Peter Eötvös (a Karlsruhe), Sandro Gorli e Gustav Kuhn. All’indomani del suo recital al Festival di Salisburgo, così scriveva la “Salzburger Nachrichten”: «...Inesauribili i suoi colpi sfumati quando esplora la preziosità di Debussy nella sua incantevole atmosfera di suono, affascinante la mistura di calore e di fine tecnica nel Tombeau de Couperin di Ravel, memorabile la sua passionale freddezza nell’ondeggiante e poco profonda trascrizione della Valse…» Nato a Napoli nel 1969, Roberto Cominati ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte, partecipando già dal 1976, con i più alti riconoscimenti, ai più importanti concorsi pianistici italiani, e ottenendo a otto anni l’ammissione per meriti speciali al Conservatorio S. Pietro a Majella. Ha studiato dal 1984 con Aldo Ciccolini all’Accademia Superiore di Musica “Lorenzo Perosi” di Biella e dal 1989 con Franco Scala all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. Vincitore del Primo premio al Concorso Internazionale “Alfredo Casella” di Napoli nel 1991, nel 1993 si è imposto all’attenzione della critica e delle maggiori istituzioni concertistiche europee con il Primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano. Nel 1999 ha ottenuto il Prix Jacques Stehman del pubblico della RTFB e della TV5 France, nell’ambito del Concours Reine Elisabeth di Bruxelles. Dopo i premi prestigiosi, Roberto Cominati ha intrapreso una carriera intelligente, senza disperdersi in un’attività frenetica ma privilegiando orchestre e direttori di rango, un repertorio stimolante e persino alcune passioni extramusicali, come quella del volo, che testimoniano di una grande apertura mentale Ospite delle più importanti società concertistiche italiane e di istituzioni quali il Teatro alla Scala di Milano, il Comunale di Bologna, la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, il San Carlo di Napoli, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Accademia Chigiana di Siena e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha suonato al Théâtre Châtelet di Parigi, al Kennedy Center di Washington, al festival di Salisburgo, a Berlino, in Inghilterra, Giappone, Australia, Belgio, Olanda, Finlandia. Ha collaborato con molti celebri direttori d’orchestra, fra i quali sir Simon Rattle, Andrey Boreyko, Leon Fleisher, Daniel Harding, Yuri Ahronovitch, David Robertson, Aleksandr Lazarev. Nel 2011 uscirà per Amadeus l’integrale pianistica di Maurice Ravel. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 12 maggio 2011 ore 20.30 Venerdì 13 maggio 2011 ore 20.00 Domenica 15 maggio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Gioachino Rossini Sinfonia da La gazza ladra Gian Carlo Menotti Concerto per violino e orchestra Gioachino Rossini Sinfonia da La scala di seta Gian Carlo Menotti Suite da Sebastian Gioachino Rossini Ouverture da Guillaume Tell Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Luca Santaniello Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 12 maggio 2011 ore 20.30 Venerdì 13 maggio 2011 ore 20.00 Domenica 15 maggio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 In ricordo di Gian Carlo Menotti Il Maestro Francesco Maria Colombo ci presenta un programma con pagine apparentemente distanti tra loro, tre celeberrime sinfonie d’opera di Gioachino Rossini (La gazza ladra, La scala di seta, Guillaume Tell) e due brani del compianto Gian Carlo Menotti, compositore italiano naturalizzato americano, morto da soli 4 anni: il Concerto per violino e Orchestra e la suite dal balletto Sebastian. Quella di Menotti è una figura del tutto particolare nel panorama del Novecento musicale: nato nel Nord Italia del 1911 (ricorre, infatti, il centenario della nascita), all’età di 17 anni è già studente di composizione al prestigioso Philadelphia’s Curtis Institute of Music. Rimarrà in America molto a lungo, almeno fino agli anni ’70, insegnando e scrivendo numerose opere teatrali, di cui era anche autore di libretti, con uno stile a metà tra l’opera italiana tardo-verista e il musical di Broadway, di cui era grande ammiratore e profondo conoscitore. Fu anche tra i primi ad accorgersi delle grandi potenzialità del mezzo televisivo, per cui scrisse appositamente opere. Fu lui, nel 1958, a dedicarsi alla creazione del prestigioso "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, una delle più importanti manifestazioni europee che promuovono la collaborazione culturale tra Europa e America. Sul palco dell’Auditorium di Milano, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, si esibirà Luca Santaniello, primo violino de laVerdi, nel Concerto per violino e orchestra di Gian Carlo Menotti. Giovedì 12 maggio 2011 ore 18.30 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DEL CONCERTO Conferenza su Rossini e Menotti Relatore Maestro Francesco Maria Colombo Programma: La gazza ladra è, tra le tre opere semi-serie scritte da Rossini, la sua prova più riuscita, composta nel 1817. La partitura fu salutata con successo (Rossini non ne conosceva uno uguale alla Scala dai tempi della Pietra di Paragone) ed è ancora oggi abbastanza rappresentata. La Sinfonia si è dimostrata addirittura tra le più vitali in assoluto e si è ricavata un posto di tutto rispetto nel repertorio concertistico abituale insieme a poche altre. Per quanto le sinfonie rossiniane non siano abitualmente create su materiale desunto dall’opera e per quanto il carattere serio o buffo di questa non si evinca solitamente dal clima musicale del brano di apertura, pure il carattere di questo lavoro è intuibile dall’ambivalenza di questa pagina, nettamente divisa in due parti la prima delle quali si apre con un rullo di tamburo al quale segue un tema solenne e marziale. Nella seconda parte emerge invece il carattere più abitualmente leggero e disimpegnato di Rossini. Il Concerto per violino e orchestra di Gian Carlo Menotti è stato commissionato nel 1952 da Efrem Zimbalist, violinista e direttore del Curtis Institute of Music, di cui Menotti fu un ex allievo. La prima fu eseguita dallo stesso Zimbalist e dalla Philadelphia Orchestra nel dicembre di quello stesso anno. Suddiviso in tre movimenti, il concerto è un brano abbastanza convenzionale per il virtuoso solista, con un lirismo e una tonalità tipiche di buona parte dei lavori di Menotti. Il movimento finale è caratterizzato da una parte per oboe, tamburello e tamburo indiano, reminescenze delle influenze mediorientali, che si possono trovare anche nell’opera di Menotti Amahl e gli ospiti notturni (1951). La scala di seta di Rossini, farsa comica in un atto su libretto di Giuseppe Foppa, fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Moisè di Venezia il 9 maggio 1812, con discreto successo, ma dopo un limitato numero di repliche e di riprese in teatri minori scomparve totalmente dal repertorio, per essere ripresa soltanto nel secondo Dopoguerra. La sinfonia dell’opera, invece, rimase un pezzo molto frequentato del repertorio sinfonico. Il soggetto è tratto dal libretto di Planard L’Echelle de soie, messo in musica da Pierre Gaveaux (1808). L’operina appartiene al gruppo di cinque farse che Rossini scrisse proprio per il Teatro San Moisè, insieme a La cambiale di matrimonio, L'occasione fa il ladro, L'inganno felice e Il signor Bruschino. Il balletto Sebastian di Gian Carlo Menotti ha avuto la sua prima esecuzione nell’ottobre 1944 all’International Theater a New York. Il balletto è composto da un atto e tre scene. Come sua abitudine, Menotti ha scritto anche la storia su cui il balletto si basa, ambientata a Venezia alle fine del XVII secolo. Sebastian è stato acclamato in particolare per la sua partitura. In questo balletto Menotti non solo è stato un precursore delle opere a venire, ma ha anche indicato la strada verso due importanti opere orchestrali successive: nel 1945 il Concerto per pianoforte e il suo Concerto per violino del 1952. Tutti questi lavori sono stati scritti con il fascino di Menotti per lo stile drammatico e cantato, sia vocale che strumentale. Considerato da molti il capolavoro della produzione operistica di Rossini, il Guglielmo Tell, del 1829, che conclude l’attività del compositore in campo operistico, presenta delle novità considerevoli sia per il contenuto sia per l’innovazione del linguaggio musicale. In particolare l’ouverture è uno dei brani sinfonici rossiniani più belli, con la famosissima cavalcata dopo l’iniziale Andante dei violoncelli di colore quasi schubertiano. Biografie: Francesco Maria Colombo ha aperto la stagione 2010-2011 con un'acclamata produzione del capolavoro di Donizetti Roberto Devereux, che ha segnato il suo debutto in Canada con l'Opéra de Montréal. La critica si è espressa in termini entusiastici, e l'Opéra de Montréal lo ha subito invitato per una nuova produzione de Il Trovatore di Verdi nella prossima stagione. Un'altra orchestra dove il maestro Colombo tornerà il prossimo mese è l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano: il concerto in stagione prevede musica di Rossini e Menotti. Dal 2002 Francesco ha lavorato regolarmente con la Verdi, che ha condotto ogni anno in un repertorio sinfonico e operistico, nei cicli estivi dedicati al Musical e in un concerto celebrativo del Natale nel Duomo di Milano. Gian Carlo Menotti è stato uno dei grandi mentori di Francesco: nel 2001 lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai, e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con The Telephone e The Medium, per la regia del compositore stesso. L'altro mentore è stata Renata Scotto, con la quale Francesco ha debuttato in concerto, cone pianista e come direttore, dopo aver completato i suoi studi in direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, partecipando anche a masterclass tenute da Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Albania, Corea del Sud, Stati Uniti, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto (Maria Padilla di Donizetti, Orazi e Curiazi di Mercadante, Roberto Devereux di Donizetti), e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano (Tosca, La Bohème, Italian Gala). Il suo più recente impegno operistico in Italia è stata la produzione di Don Pasquale di Donizetti nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato Les Contes d'Hoffmann di Offenbach e Il Trovatore di Verdi. Nella stagione 2009-2010 Francesco Maria Colombo ha perseguito il suo ciclo di 20 concerti con l'Orchestra Verdi dedicati al Novecento. E' un'iniziativa senza precedenti in Italia, perché ciascun concerto comprende un'introduzione storico-estetica, l'analisi dei brani con esempi "live" dell'orchestra, e l'esecuzione completa. I 20 concerti sono attualmente trasmessi in televisione da Sky Tv, sul canale Classica. In occasione del concerto dedicato a Il canto sospeso di Luigi Nono, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha onorato l'Orchestra, il Coro, i solisti e il direttore con la sua presenza. Sempre con l'Orchestra Verdi, Francesco ha inciso un cd con la prima registrazione mondiale di Mille e una notte di Victor De Sabata, pubblicato dalla casa Universal. Appena pubblicato, il cd ha vinto il premio della critica musicale italiana indetto dalla rivista “The Classic Voice” per la sezione “miglior debutto 2009”. Fra gli ultimi successi, si segnalano il debutto al Teatro Lirico di Tenerife in Spagna, con una doppia produzione di Pagliacci di Leoncavallo e de La voix humaine di Poulenc, l'apertura delle celebrazioni del bicentenario di Haydn a capo dell'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e del Coro Filarmonico di Praga, con l'esecuzione della Trauer-Symphonie e della Harmonie Messe, e il ritorno sul podio dei Pomeriggi Musicali di Milano, con Pelléas et Mélisande di Fauré e L'Arlesiènne di Bizet (nella versione integrale). E' particolarmente attivo nel repertorio sinfonico, avendo diretto fra l'altro numerose opere sinfoniche di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Schumann, Dvořák, Grieg, Tchaikovsky, Rachmaninov, Mahler, Schoenberg, Berg, Webern, Richard Strauss, Weill, Stravinsky, Bartok, Enescu, Janacek, Sibelius, Prokofiev, Shostakovich, Barber, Gershwin, Porter, Kern, Copland, Nielsen, Britten, Vaughan Williams, Respighi, Berio, Maderna, Nono, Messiaen, Ligeti and Takemitsu. Si è concentrato in modo significativo sul repertorio francese eseguendo in moltissime occasioni i capolavori di Rameau, Berlioz, Bizet, Debussy, Ravel, Fauré, Saint-Saens, Satie, Poulenc, Milhaud, Hahn. Luca Santaniello ha intrapreso lo studio del violino all’età di sei anni sotto la guida della prof.ssa Luciana Invernizzi che lo ha seguito sino al diploma; ancora studente ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali. Diplomatosi quale privatista al Conservatorio G. Verdi di Milano nel ’92, si è perfezionato nei due anni successivi a Sion in Svizzera, sotto la guida del maestro Tibor Varga. Ha frequentato in seguito i corsi del maestro Pavel Vernikov e per due anni il corso di Violino di Spalla con il maestro Giulio Franzetti a Fiesole. Quale violinista del Trio Felix ha conseguito con il massimo dei voti e la lode il diploma all’Accademia di alto perfezionamento a Pescara; con la stessa formazione ha vinto tre concorsi nazionali e due internazionali e ha ottenuto un contratto discografico per la realizzazione di un CD con il Trio in La minore di M. Ravel ed il Trio in Re minore op. 49 di F. Mendelssohn. Giovane diplomato ha collaborato con le più prestigiose Orchestre Italiane, e si è esibito in numerosi teatri in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Austria e Germania. Dal 2000 è spalla dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e ha lavorato con direttori e solisti di fama mondiale tra cui C. M. Giulini, R. Chailly, G. Prêtre, R. Muti, V. Gergiev, Zhang Xian, L. Pavarotti, P. Domingo, S. Rostropovich, M. Argerich, S. Accardo, J. Bell, K. Blacher, E. Dindo, M. Brunello, e molti altri. Con la stessa formazione diretta dal Maestro R. Chailly ha inciso per la Decca il solo de I lombardi alla prima crociata di Verdi (il disco ha ricevuto diversi premi); nella stagione 2002-2003 si è esibito come solista con un violino Stradivari del 1703 appartenuto a J. S. Bach e ha suonato nelle sale più prestigiose d’Europa, Sud America, Cina, India e Giappone. Come primo violino del Quartetto de “I Solisti della Verdi” ha inciso un cd con trascrizioni di brani di Jimi Hendrix, Janis Joplin e dei Beatles. Con questa formazione ha un’intensa attività concertistica affiancando al repertorio classico interessanti ed innovative trascrizioni. Oltre al suo ruolo di Primo violino de laVerdi, negli ultimi anni si è esibito come solista nelle rassegne dedicate all’esecuzione dell’integrale dei concerti di Mozart e Haydn e ha inoltre eseguito nel marzo 2008 il Triplo Concerto di L. V. Beethoven con Simone Pedroni al pianoforte ed Enrico Dindo al violoncello. Dal 2007 si occupa anche dell’Orchestra amatoriale laVerdi per tutti e dell’Orchestra Sinfonica Junior de laVerdi, formazione composta più di 50 bambini e ragazzi. Luca Santaniello suona un Vuillaume copia Maggini del 1617. |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 11 maggio 2011 ore 20.30 Ciclo laVerdi Barocca Johann Sebastian Bach Messa in Si minore BWV 232 Soprano I, Roberta Invernizzi Soprano II, Josè Maria Lo Monaco Alto, Sonia Prina Tenore, Makoto Sakurada Basso, Benoit Arnould Ensemble vocale de laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Orchestra laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Mercoledì 11 maggio 2011 ore 20.30 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) Ultimo appuntamento de laVerdi Barocca con la magnifica Messa in Si minore di Bach Mercoledì 11 maggio alle ore 20.30 il Direttore Ruben Jais ci porta a conoscere la Messa in Si minore BWV 232 di Bach, la trasposizione musicale della Messa in lingua latina, di cui alcune parti risalgono al 1724; l’insieme è stato completato, nella forma attuale, nel 1749, l’anno prima della morte del compositore, avvenuta nel 1750. Si tratta dell’ultimo concerto della fortunata rassegna dedicata alla musica barocca che, con il suo ciclo di 10 concerti, quest’anno ha visto come linee generatrici da una parte la musica sacra nella sua forma di riferimento per eccellenza, la Messa (da Gilles a Monteverdi, da Zelenka a Mozart), e dall’altra la musica strumentale per solo e orchestra, con alcuni dei capolavori per violino, da Bach a Vivaldi, da Pergolesi a Leclair. Sul palco dell’Auditorium di Milano, insieme all’Orchestra laVerdi Barocca e all’Ensemble vocale diretto da Gianluca Capuano, un cast eccezionale composto dai soprano Roberta Invernizzi e Josè Maria Lo Monaco, il contralto Sonia Prina, il tenore Makoto Sakurada e il basso Benoit Arnould. Programma: Fin dai tempi di Guillaume de Machault, il primo musicista conosciuto ad aver scritto le parti cantate di tutto l’Ordinarium con la Messe de Nostre Dame, il rito dell’Eucarestia della Chiesa Cattolica ha costituito la struttura su cui si è sviluppato il linguaggio musicale polifonico. Per secoli i musicisti hanno battuto vie nuove per esprimere i significati del testo liturgico, arricchendo di volta in volta lo stile, la scrittura e le forme della musica. L’importanza della Messa nella storia rappresenta l’elemento centrale per comprendere la posizione unica della Messa in Si minore nel corpus delle opere di Johann Sebastian Bach. L’atto di nascita dell’opera è il primo interrogativo di questo enigmatico capolavoro. Solo in tempi recenti si è potuto stabilire in maniera convincente che Bach ha lavorato alla Grande Messa tra agosto 1748 e ottobre 1749. Questi quattordici mesi furono probabilmente l’ultimo periodo di attività dell’anziano Thomaskantor, ormai in cattiva salute e quasi privo della vista. La compilazione della Messa rappresenta l’ultimo atto della lunga carriera musicale di Bach, che forse ha lasciato in questo manoscritto le ultime note da lui scritte. La fonte primaria d’informazione è l’autografo, conservato dal 1861 nella Biblioteca di Stato a Berlino, un manoscritto di 188 fogli. La ricostruzione della storia compositiva della Messa aiuta a capire in quale contesto è nato il lavoro, ma non è sufficiente a raccontare l’ambizione del progetto. Bach non ha intrapreso una nuova composizione in senso tradizionale, bensì ha assemblato l’imponente testo usando in gran parte musica precedente. Delle 27 sezioni nelle quali si articola l’intonazione del testo latino della Messa, undici derivano con certezza da lavori precedenti, sia di carattere sacro che profano, mentre almeno due provengono da fonti perdute. Gli studiosi tuttavia sospettano che anche altre parti della Messa potrebbero trarre origine da lavori pregressi. Il primo blocco è formato dalla cosiddetta Missa, che risale al 1733. Biografia: Ruben Jais, nato a Milano, contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Dirige annualmente i tradizionali concerti del periodo pasquale con l’esecuzione delle Passioni di Johan Sebastian Bach. Il suo repertorio spazia dai grandi capolavori della musica barocca (da ‘L’Incoronazione di Poppea’ di Claudio Monteverdi al ‘Requiem’ di Jean Jilles, dallo ‘Stabat Mater’ di Giovan Battista Pergolesi alle Passioni ed alla Messa in Si minore di Johan Sebastian Bach) e classica (sinfonie e musica sacra di Haydn Mozart Beethoven) alla riscoperta di brani meno conosciuti di compositori dal XVI al XIX secolo (Zelenka, Scarlatti, Durante, Sammartini). Dirige musica contemporanea, soprattutto di autori italiani, da Castiglioni a Zanolini, da Anzaghi a Nova, da Ligeti a Messiaen. Nel 2008 ha istituito l’Orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori dei secoli XVI-XVIII. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach. Dirige musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, UiS Stavanger Norway, Festival internazionali organistici. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 5 maggio 2011 ore 20.30 Venerdì 6 maggio 2011 ore 20.00 Domenica 8 maggio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Robert Schumann Concerto per violino e orchestra in Re minore Gustav Mahler Sinfonia n. 10 in Fa diesis maggiore (versione Cooke) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Kolja Blacher Direttore Junichi Hirokami Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 5 maggio 2011 ore 20.30 Venerdì 6 maggio 2011 ore 20.00 Domenica 8 maggio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Schumann e Mahler, due emozioni a confronto Concerto dedicato alle composizioni tarde di due grandi autori come Schumann a Mahler, quello diretto dal giapponese Junichi Hirokami, al suo ritorno sul podio de laVerdi, con un programma molto suggestivo. Il programma si apre con il Concerto per violino e orchestra in Re minore di Robert Schumann con il solista Kolja Blacher, violinista di fama mondiale, che si esibisce con lo Stradivari "Tritton" del 1730, acquistato dalla Signora Kimiko Powers e messo a disposizione dell’artista. Il Concerto per violino e orchestra di Schumann è un unicum non solo nella produzione stessa del compositore tedesco, ma anche un pezzo affascinante sia sul piano dei contenuti che della storia che le sta alle spalle. Schumann scrisse il brano nel 1853 per il celebre solista Joseph Joachim, il quale lo eseguì una sola volta senza particolare convinzione, giudicando il brano eccessivamente stravagante, tanto che inizialmente non venne neppure inserito nell’opera omnia del compositore, venendo riscoperto solo negli anni Trenta. Segue la Sinfonia n. 10 di Gustav Mahler, che, insieme a Das Lied von der Erde e la Sinfonia n. 9, restarono incompiuti per il sopraggiungere della morte del compositore. Mahler lavorò in modo intenso su questa sinfonia nell’estate del 1910, nel periodo trascorso a Toblach (Dobbiaco) nel bel mezzo delle Alpi. Si trattava di un periodo profondamente drammatico e tormentato per il compositore, ormai minato dalla malattia cardiaca e sconvolto dalla scoperta della relazione fra sua moglie Alma e Walter Gropius. Come sua abitudine, Mahler lavorò freneticamente alla sinfonia nei mesi estivi, ma la accantonò nel periodo invernale per dedicarsi alla sua attività di direttore d’orchestra. Giovedì 5 maggio 2011 ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER Conferenza sulla Sinfonia n. 10 Relatore Prof. Quirino Principe Programma: Robert Schumann scrisse due lavori per violino solo e orchestra, entrambi nati nel 1853. Il secondo, il Concerto in Re minore per violino e orchestra, non era amato né dalla moglie del compositore Chiara né dall’amico Johannes Brahms, e anche il violinista Joseph Joachim cercò di impedire che giungesse al pubblico. Solo dopo quasi novanta anni, nel 1937, se ne ebbe la prima esecuzione pubblica con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Berlino (Direttore Karl Böhm, Violino Georg Kulenkampff). Forse perché il Concerto non presenta la tradizionale scrittura virtuosistica del genere, e al posto di colori brillanti l’autore sceglie delle sonorità scure e una tessitura bassa per lo strumento solista. Gli ultimi lavori di Gustav Mahler sono nati tutti in estate, durante la villeggiatura a Dobbiaco con la moglie Alma: nel 1908 Das Lied von der Erde, nel 1909 la Sinfonia n. 9, nel 1910 la Sinfonia n. 10. Ma di nessuna delle tre opere fece a tempo a dirigere la prima, per il sopraggiungere improvviso della sua morte, avvenuta a Vienna nel maggio del 1911. La Sinfonia n. 10 restava incompiuta, con il primo e terzo tempo in stato di avanzata elaborazione mentre, e solo, schizzi e annotazioni degli altri tre. La vedova propose ad alcuni compositori della cerchia del marito, tra i quali Schönberg, di completare la Sinfonia ma incontrò solo rifiuti. Nell’estate del 1964 Erwin Ratz ha pubblicato un’edizione dell’Adagio impostasi ben presto come quella criticamente più attendibile. Occorre segnalare, inoltre, la versione della Sinfonia realizzato dal musicologo inglese Deryck Cooke tra il 1959 e il 1964 e diretto in prima esecuzione da Berthold Goldschmidt nel 1964 alla guida della London Symphony. Cooke chiamò la propria versione "performing version" (versione esegubile), e fu sempre molto attento e scrupoloso non soltanto ad enfatizzare come la propria opera fosse non un completamento, bensì una versione eseguibile di ciò che Mahler aveva lasciato, ma anche ad indicare chiaramente nella partitura tutte le proprie aggiunte, per differenziarle dal materiale originale, scritto da Mahler stesso. Biografie: Nato a Tokyo, Junichi Hirokami ha studiato direzione d’orchestra, pianoforte, musicologia e viola al prestigioso Tokyo College di Musica. Ha iniziato la sua carriera a 26 anni dopo aver vinto il primo Kondrashin International Conducting Competition in Amsterdam. Fu il famoso direttore e pianista Vladimir Ashkenazy che invitò, in seguito, Hirokami a dirigere la NHK Symphony Orchestra in un tour in Giappone nel 1985. Il successo fu seguito da un’ulteriore collaborazione con Ashkenazy, l’anno seguente, con la Orchestre National de France. Dal 1990 Junichi Hirokami è apparso come direttore ospite con le maggiori orchestre del mondo tra le quail annoveriamo la Orchestre National de France, Berlin Radio Symphony Orchestra, Royal Concertgebouw Orchestra, Orchestre Symphonique de Montreal, Israel Philharmonic Orchestra, Leipzig Gewandhaus Orchestra, Oslo and Stockholm Philharmonics, Orchestra Verdi di Milano, Wiener Symphoniker, St. Petersburg Philharmonic Orchestra e la NHK Symphony Orchestra. Tra il 1988 e il 1995 Hirokami è stato Direttore Principale della svedese Norrköping Symphony Orchestra dove, nel periodo della sua carica, ha registrato per le etichette BIS (Svezia) e Fun House (Giappone), ha portato in tour l’orchestra in Giappone e ha sovrinteso alla costruzione di una concert–hall di Stato dell’arte. Sin dal 1992 è stato regolare visitatore di Londra dove ha lavorato con tutte e cinque le orchestre sinfoniche della capitale e con la Royal Philharmonic Orchestra ha inciso la Sinfonia n. 4 di Mahler e la Sinfonia fantastica di Berlioz per Denon. Hirokami ha dato inizio alla sua carriera nordamericana nel 1996 con la Toronto Symphony, la Cincinnati Symphony, la Los Angeles Philharmonic, e la Dallas Symphony. Altri impegni includono Baltimore, Denver, Detroit, Fort Worth, Indianapolis, Milwaukee, Ottawa, Pittsburgh, St. Louis, Seattle,Vancouver, Winnipeg, Calgary e Charlotte. Dal 2006 al 2008 è stato Direttore Musicale della Columbus Symphony Orchestra. Nel 1989 ha debuttato in ambito operistico in una nuova produzione de Un ballo in maschera di Verdi con la Australian Opera ed è stato immediatamente re invitato a dirigere Rigoletto nel 1990 e La forza del destino nel 1992. Nel 2011 ha debuttato al New National Theatre di Tokyo con La traviata. Dal 1998 al 2000, Hirokami è stato Direttore Principale della Limburg Symphony Orchestra in Olanda. È stato il primo direttore principale giapponese a condurre la Israel Philharmonic, e il Direttore principale ospite della Royal Liverpool Philharmonic dal 1997 al 2000: in questo ambito si è particolarmente distinto per la sua conduzione di grandi capolavori corali quali la Nona Sinfonia di Beethovenm il Requiem tedesco di Brahms, il Requiem di Mozart e la Creazione di Haydn. In Giappone ha diretto le maggiori orchestre incluse, su invito di Seiji Ozawa, la Saito Kinen Orchestra e la Mito Chamber Orchestra. Nell’aprile 2008 è stato nominato Direttore principale della Kyoto Symphony Orchestra – nel 2010 è stato realizzato il loro primo CD insieme – e la sua nomina è stata rinnovata fino al 2014. Nato a Berlino, Kolja Blacher a soli 15 anni si è trasferito a New York per studiare alla Juilliard School e seguire i corsi di Dorothy DeLay. Dopo essersi perfezionato con Sándor Végh a Salisburgo, ha iniziato una brillante carriera solistica. Dall’ottobre 1999 è professore di violino e musica da camera al Conservatorio di Amburgo, che lascerà nella primavera 2009 per insegnare al Conservatorio Hanns Eisler di Berlino. Come solista ha collaborato con prestigiose orchestre, tra cui i Berliner Philharmoniker, Gewandhausorchester di Lipsia, Oslo Philharmonic Orchestra, Münchner Philharmoniker, Filarmonica di San Pietroburgo, NDR Sinfonieorchester, Mahler Chamber Orchestra (MCO), Gürzenich Orchester Köln, Chamber Orchestra of Europe e con famosi direttori quali Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Alain Gilbert, Daniel Harding, Mariss Jansons, Vladimir Jurovsky, Dmitrij Kitajenko, Kent Nagano, Jonathan Nott e Kirill Petrenko. Dopo il successo ottenuto nella duplice veste di solista e direttore d’orchestra con la Stuttgart Kammerorchester, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Hong Kong Philharmonic (Concerto per violino di Beethoven), Kioi Sinfonietta a Tokyo (Concerto per violino di Brahms) e Melbourne Symphony Orchestra, Kolja Blacher si è scoperto una passione sia per suonare come solista che per dirigere e nelle prossime stagioni lo farà sempre più frequentemente. La registrazione che Kolja Blacher ha fatto delle Sonate di Shostakovich e Mieczyslaw Weinberg (insieme al pianista Jasha Nemtsov) per l’etichetta Hänssler ha ricevuto il premio dei critici discografici tedeschi. La incisione dei Concerti per violino di Berg e Stravinsky con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado è stata premiata a maggio 2006 con il Diapason d’Or e il Deutsche Schallplattenkritik Vierteljahrespreis. Secondo la rivista tedesca Fono Forum: “Questa registrazione dal vivo lo conferma ancora una volta violinista di livello mondiale. L’interpretazione della partitura di Berg è caratterizzata dalla purezza della linea melodica, dalle tonalità romantiche continuamente sfumate. Il “tranquillo” che chiude l’opera è ammaliante. Il Concerto per Violino di Stravinsky brilla di potente ed essenziale vitalità”. Le precedenti registrazioni di Kolja Blacher, tra cui il Concerto per Violino di Boris Blacher e la Kammermusik n. 4 di Hindemith come pure le Sonate per violino di Schumann, Bartók e Holliger (insieme al pianista Bruno Canino), hanno ricevuto critiche entusiaste e riconoscimenti dalla stampa specializzata. Durante la stagione 2008/09 sarà pubblicato un nuovo CD con la MCO diretta da Claudio Abbado e contenente i Concerti di Weill e Hindemith. Gli highlights della stagione 2010/11 sono i concerti con la Lucerne Festival Orchestra, la DSO di Berlin, l’orchestra da camera di Stoccarda, l’Orchestra Sinfonica di Amburgo e la New Japan Philarmonic Orchestra. Prosegue intensa anche l’attività cameristica con concerti con Clemens Hagen e Kirill Gerstein e con Vassily Lobanov. Kolja Blacher suona lo Stradivari "Tritton" del 1730, acquistato dalla Signora Kimiko Powers e messo a disposizione dell’artista. |
| Cartellone Spettacoli 2011/2012 |
| STAGIONE 2011 - 2012 CONCERTO STRAORDINARIO in collaborazione con il Teatro alla Scala Teatro alla Scala, domenica 11 settembre 2011 ore 20.00 Johannes Brahms Schicksalslied (Canto del destino) op. 54 Benjamin Britten War Requiem op. 66 Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del coro Erina Gambarini Coro di voci bianche de laVerdi Maestro del coro di voci bianche Maria Teresa Tramontin Direttore Zhang Xian STAGIONE SINFONICA SETTEMBRE 1. gio 15 ore 20.30 (A), ven 16 ore 20.00 (B), dom 18 ore 16.00 (C) Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore op. 73 Imperatore Hector Berlioz Sinfonia fantastica op. 14 Pianoforte Lars Vogt Direttore Zhang Xian 2. gio 22 ore 20.30 (A), ven 23 ore 20.00 (B), dom 25 ore 16.00 (C) Pëtr Il’ič Čajkovskij Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle maggiore op. 23 Sinfonia n. 4 in Fa minore op. 36 Pianoforte VINCITORE PREMIO CAJKOVSKIJ 2011 Direttore Zhang Xian 3. gio 29 ore 20.30 (A), ven 30 ore 20.00 (B), dom 2 ottobre ore 16.00 (C) Gustav Mahler Lieder aus Des knaben wunderhorn (Corno magico del fanciullo) per voce sola Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 3 in Re maggiore op. 29 Polacca Direttore Zhang Xian OTTOBRE 4. gio 6 ore 20.30 (A), ven 7 ore 20.00 (B), dom 9 ore 16.00 (C) Antonín Dvořák Serenata op. 22 in Mi maggiore Serenata op. 44 in Re minore Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” n. 9 in Mi minore op. 95 Direttore Aldo Ceccato 5. gio 20 ore 20.30 (A), ven 21 ore 20.00 (B), dom 23 ore 16.00 (C) Pëtr Il’ič Čajkovskij Capriccio italiano op. 45 Dmitrij Šostakovič Concerto per pianoforte, tromba e archi n. 1 op. 35 Pëtr Il’ič Čajkovskij Lo Schiaccianoci, Suite 1 e 2 op. 71 e 71b Pianoforte Boris Petrushansky Tromba Alessandro Caruana Direttore Evgeny Bushkov 6. gio 27 ore 20.30 (A), ven 28 ore 20.00 (B), dom 30 ore 16.00 (C) Kurt Weill Kleine drei groschenmusik (La piccola opera da tre soldi), suite Dmitrij Šostakovič Jazz suite n. 2 Leonard Bernstein Fancy Free, suite Duke Ellington Night Creature Direttore Giuseppe Grazioli NOVEMBRE 7. gio 3 ore 20.30 (A), ven 4 ore 20.00 (B), dom 6 ore 16.00 (C) Giuseppe Verdi Messa da requiem per soli, coro e orchestra Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Aldo Ceccato 8. ven 11 ore 20.00 (B), sab. 12 ore 20.30 (A) dom 13 ore 16.00 (C) Gioachino Rossini Guglielmo Tell (Ouverture) Benjamin Britten Matinées Musicales da Rossini op.24 Soirées Musicales da Rossini op. 9 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 Direttore Zhang Xian 9. ven 18 ore 20.00 (B), sab 19 ore 20.30 (A) dom 20 ore 16.00 (C) Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Si bemolle maggiore op. 19 Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74 Patetica Pianoforte Simone Dinnerstein Direttore Zhang Xian 10. gio 24 ore 20.30 (A), ven 25 ore 20.00 (B), dom 27 ore 16.00 (C) Mikhail Glinka Russlan e Ludmilla, Ouverture Alexander Borodin Principe Igor, 2 arie Pëtr Il’ič Čajkovskij Manfred op. 58 Direttore Oleg Caetani DICEMBRE 11. gio 1 ore 20.30 (A), ven 2 ore 20.00 (B), dom 4 ore 16.00 (C) Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 1 in Sol minore op. 13 Sogni d’inverno Variazioni su un tema Rococò op. 33 Igor Stravinskij L’uccello di fuoco Violoncello Vincitore premio Cajkovskij 2011 Direttore Zhang Xian 12. merc 14 ore 20.00 (A), ven 16 ore 20.00 (B), dom 18 ore 16.00 (C) laVerdi Barocca George Frideric Händel Rinaldo HWV 7a, opera in tre atti, nel 300° anniversario della prima esecuzione Direttore Ruben Jais 13. mar 20 ore 20.30 (A), merc 21 ore 20.00 (B), gio 22 ore 19.30 (C) laVerdi Barocca George Frideric Händel Messiah per soli e coro e orchestra Orchestra e Ensemble de laVerdi Barocca Direttore dell’Ensemble vocale Gianluca Capuano Direttore Ruben Jais GENNAIO 14. gio 29 ore 20.30 (A), ven 30 ore 20.00 (B), sab 31 ore 20.00 (FA) dom 1 gennaio 2012 ore 16.00 (C) Ludvig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125 per soli e coro e orchestra Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Zhang Xian 15. gio 12 ore 20.30 (A), ven 13 ore 20.00 (B), dom 15 ore 16.00 (C) Franz Joseph Haydn Sinfonia concertante Hob. I: 105 in Si bemolle maggiore op. 84 Anton Bruckner Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore Oboe Luca Stocco Fagotto Andrea Magnani Violino Luca Santaniello Violoncello Mario Shirai Grigolato Direttore Claus Peter Flor 16. gio 19 ore 20.30 (A), ven 20 ore 20.00 (B), dom 22 ore 16.00 (C) Antonín Dvořák Scherzo capriccioso op. 66 Concerto per pianoforte e orchestra in Sol minore op. 33 Sinfonia n. 8 op. 88 in Sol maggiore Pianoforte Benedetto Lupo Direttore Aldo Ceccato 17. gio 26 ore 20.30 (A), ven 27 ore 20.00 (B), dom 29 ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 40 KV 550 in Sol minore Sinfonia concertante per fiati KV 297 b in Mi bemolle maggiore Sinfonia n. 39 KV 543 in Mi bemolle maggiore Oboe Emiliano Greci Clarinetto Raffaella Ciapponi Corno Sandro Ceccarelli Fagotto Alarico Lenti Direttore Helmuth Rilling FEBBRAIO 18. gio 2 ore 20.30 (A), ven 3 ore 20.00 (B), dom 5 ore 16.00 (C) Felix Mendelssohn Bartholdy Elijah per soli e coro e orchestra op. 70 Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Helmuth Rilling 19. gio 9 ore 20.30 (A), ven 10 ore 20.00 (B), dom 12 ore 16.00 (C) Antonín Dvořák Carnival, Ouverture op. 92 Concerto per violino e orchestra in La minore op. 53 Sinfonia n. 7 in Re minore op. 70 Violino Anna Tifu Direttore Aldo Ceccato 20. gio 16 ore 20.30 (A), ven 17 ore 20.00 (B), dom 19 ore 16.00 (C) Giorgio Battistelli Afterthought (about a shakespearian tragedy) per orchestra Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per corno e orchestra n. 3 KV 447 in Mi bemolle maggiore Requiem KV 626 in Re minore Corno Radovan Vlatkovic Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore John Axelrod 21. gio 23 ore 20.30 (A), ven 24 ore 20.00 (B), dom 26 ore 16.00 (C) Claude Debussy Prelude à “L’Après – midi d’un faune” Karol K. Szymanowski Concerto per violino e orchestra n. 1 op. 35 Pëtr Il’ič Čajkovskij La bella addormentata op. 66a, suite Il lago dei cigni, op. 20, suite Violino Kolly d’Alba Direttore John Axelrod MARZO 22. gio 1 ore 20.30 (A), ven 2 ore 20.00 (B), dom 4 ore 16.00 (C) Gustav Holst The Perfect Fool op. 39 John Ireland Concerto per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore Alexandr Glazunov Sinfonia n. 4 op. 48 Pianoforte Piers Lane Direttore Wayne Marshall 23. gio 8 ore 20.30 (A), ven 9 ore 20.00 (B), dom 11 ore 16.00 (C) Leonard Bernstein Sinfonia n. 2 The Age of Anxiety Wynton Marsalis Sinfonia n. 3 Swing Symphony Pianoforte Emanuele Arciuli Jazz Band Direttore Wayne Marshall 24. gio 15 ore 20.30 (A), ven 16 ore 20.00 (B), dom 18 ore 16.00 (C) Carl Maria von Weber Oberon Ouverture Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in Do minore op. 37 Gustav Mahler Das klagende Lied (Il canto del lamento e dell’ accusa) Pianoforte Jin Ju Direttore Zhang Xian 25. gio 22 ore 20.30 (A), ven 23 ore 20.00 (B), dom 25 marzo ore 16.00 (C) Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Do maggiore op. 15 Gustav Mahler Sieben Lieder aus letzer Zeit (Sette canti dall’ultimo tempo) Pianoforte Gianluca Cascioli Direttore Zhang Xian 26. gio 29 ore 20.30 (A), ven 30 ore 20.00 (B), dom 1 aprile ore 16.00 (C) Ralph Vaughan Williams Fantasia su un tema di Thomas Tallis Wolfgang Amadeus Mozart Concerto n. 4 per corno e orchestra KV 495 Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 3 in La minore op. 56 Scozzese Corno Radovan Vlatkovic Direttore Sir Neville Marriner APRILE 27. mar 3 ore 20.30 (A), merc 4 ore 20.00 (B), ven 6 ore 19.30 (C) Johann Sebastian Bach Passione secondo Giovanni BWV245 per soli e coro e orchestra Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Ruben Jais 28. gio 12 ore 20.30 (A), ven 13 ore 20.00 (B), dom 15 ore 16.00 (C) Modest Musorgsky Quadri di un’ esposizione (versione originale) Edizione originale per pianoforte con proiezione in sincrono del film d’animazione dalla versione teatrale di Kandinsky. Una notte sul Monte Calvo (arr. di Rimskij –Korsakov,1886) Quadri di un’ esposizione per orchestra (arr. di Maurice Ravel) Pianoforte Mikhail Rudy Direttore Jader Bignamini 29. gio 19 ore 20.30 (A), ven 20 ore 20.00 (B), dom 22 ore 16.00 (C) Johannes Brahms Ouverture tragica op. 81 Silvia Colasanti Concerto per violoncello e orchestra Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Violoncello David Geringas Direttore Aziz Shokhakimov 30. gio 26 ore 20.30 (A), ven 27 ore 20.00 (B), dom 29 ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Serenata notturna n. 6 K. 239 in Re maggiore Franz Joseph Haydn Concerto per arpa e orchestra François – Adrien Boieldieu Concerto per arpa e orchestra in Do maggiore Franz Joseph Haydn Sinfonia Gli addii n. 45, in Fa diesis minore Arpa Elena Piva Direttore Claus Peter Flor MAGGIO 31. gio 3 ore 20.30 (A), ven 4 ore 20.00 (B), dom 6 ore 16.00 (C) Benjamin Britten Sinfonia da Requiem op. 20 Anton Bruckner Sinfonia n. 9 in Re minore Direttore Claus Peter Flor 32. gio 10 ore 20.30 (A), ven 11 ore 20.00 (B), dom 13 ore 16.00 (C) Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 2 in Do minore op. 17 Piccola Russia Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore op. 55 Eroica (versione Mahler) Direttore Zhang Xian 33. gio 17 ore 20.30 (A), ven 18 ore 20.00 (B), dom 20 ore 16.00 (C) Ludwig van Beethoven Triplo concerto per violino, violoncello, pianoforte e orchestra in Do maggiore op. 56 Gustav Mahler Das Lied von der Erde (Il canto della terra) per contralto e tenore Violino Luca Santaniello Violoncello Mario Shirai Grigolato Pianoforte Simone Pedroni Direttore Zhang Xian 34.. gio 24 ore 20.30 (A), ven 25 ore 20.00 (B), dom 27 ore 16.00 (C) Grażyna Bacewicz Concerto per archi Johannes Brahms Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77 Béla Bartòk Concerto per orchestra Violino David Garrett Direttore John Axelrod GIUGNO 35. gio 31 ore 20.30 (A), ven 1 ore 20.00 (B), dom 3 giugno ore 16.00 (C) Felix Mendelssohn-Bartholdy Sogno di una notte di mezza estate op. 21 e 61: Ouverture, Intermezzo, Notturno, Scherzo, Marcia nuziale Flavio Testi Sacrae Symphoniae per soli, coro e orchestra Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 4 in Do minore Italiana Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Darrell Ang 36. gio 7 ore 20.30 (A), ven 8 ore 20.00 (B), dom 10 giugno ore 16.00 (C) Carl Maria von Weber Il franco cacciatore Ouverture Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in Sol maggiore op. 58 Johannes Brahms Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 Pianoforte Roberto Cominati Direttore Zhang Xian 37. gio 14 ore 20.30 (A), ven 15 ore 20.00 (B), dom 17 giugno ore 16.00 (C) Pëtr Il’ič Čajkovskij Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35 Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64 Violino Vincitore premio Cajkovskij ediz. 2011 Direttore Zhang Xian 38. merc 20 ore 20.00 (A), ven. 22 ore 20.00 (B), dom 24 ore 16.00 Umberto Giordano Andrea Chénier (edizione integrale) Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Aldo Ceccato ABBONAMENTI LIBERI Questi abbonamenti danno accesso a tutti concerti della Stagione Sinfonica e di tutti gli altri cicli scegliendo il concerto e/o il giorno Abbonamento 38 concerti € 714,00 Abbonamento 19 concerti € 385,00 Abbonamento 12 concerti Intero € 264,00 Abbonamento 12 concerti Over 60 € 240,00 ABBONAMENTO A POSTO E TURNO FISSO Turno A 38 concerti Intero Ridotto 1* Ridotto2** settore A € 714,00 € 599,00 € 310,00 settore B € 599,00 € 505,00 € 253,00 settore C € 459,00 € 399,00 € 215,00 Turno B-C 38 concerti Intero Ridotto 1* Ridotto2** settore A € 694,00 € 579,00 € 289,00 settore B € 579,00 € 485,00 € 244,00 settore C € 440,00 € 399,00 € 199,00 Gruppi (minimo di 10 persone), solo per i turni B-C € 390,00 Turno A 19 concerti Intero Ridotto 1* Ridotto2** settore A € 385,00 € 365,00 € 190,00 settore B € 365,00 € 333,50 € 163,00 settore C € 293,00 € 280,00 € 145,00 Turno B-C 19 concerti Intero Ridotto 1* Ridotto2** settore A € 375,00 € 355,00 € 170,00 settore B € 355,00 € 320,00 € 149,00 settore C € 283,00 € 274,00 € 105,00 Ridotto*: Adulti sopra i 60 anni, Cral, Gruppi organizzati Ridotto**: Giovani under 30 Gruppi (minimo di 10 persone), solo per i turni B-C € 255,00 SERIE DEGLI ABBONAMENTI A TURNO E POSTO FISSO Serie completa a 38 concerti Serie verde a 19 concerti Serie blu a 19 concerti TURNI DI ABBONAMENTO I concerti vengono ripetuti tre volte e sono contraddistinti dai seguenti turni: Turno A - giovedì ore 20.30 Turno B - venerdì ore 20.00 Turno C - domenica ore 16.00 tranne: NOVEMBRE sabato 12 ore 20.30 turno A sabato 19 ore 20.30 turno A DICEMBRE mercoledì 14 ore 20.00 turno A martedì 20 ore 20.30 turno A mercoledì 21 ore 20.00 turno B giovedì 22 ore 19.30 turno C APRILE martedì 3 ore 20.30 turno A mercoledì 4 ore 20.00 turno B venerdì 6 ore 19.30 turno C Giugno mercoledì 20 ore 20.00 turno A BIGLIETTI: SERIE 1 Intero Ridotto1* Ridotto2** Settore A € 31,00 € 23,50 € 15,50 Settore B € 23,50 € 18,00 € 11,75 Settore C € 18,00 € 15,50 € 10,00 Settore D € 13,00 --------- --------- SERIE 2 Intero Ridotto1* Ridotto2** Settore A € 40,00 € 33,00 € 20,00 Settore B € 33,00 € 25,50 € 16,50 Settore C € 25,50 € 21,00 € 12,75 Settore D € 13,00 --------- --------- SERIE 3 Intero Ridotto1* Ridotto2** Settore A € 50,00 € 40,00 € 25,00 Settore B € 40,00 € 33,00 € 20,00 Settore C € 33,00 € 25,50 € 16,50 Settore D € 13,00 --------- --------- Ridotto*: Abbonati, adulti sopra i 60 anni, Cral, Gruppi organizzati ABBONAMENTI 2011-2012 Stagione Sinfonica _______laVerdi è APP! A portata “di mano” la musica de laVerdi Da oggi è possibile scaricare gratuitamente sull’iPhone l’applicazione de laVerdi per essere sempre aggiornato in tempo reale. Come scaricare l’applicazione: Cliccando l’icona Apple Store dell’iPhone, si digita laVerdi sul motore di ricerca e si installa l’applicazione gratuitamente. Una volta registrati (sign up), si potrà avere laVerdi sempre con sé. Tanti i servizi a portata “di mano”: • consultazione delle schede dei concerti della Stagione Sinfonica; • ascolto dei podcast di presentazione; • acquisto dei biglietti dei concerti; • visita della photo gallery; • ricezione news aggiornate su tutte le attività de laVerdi; • essere fan de laVerdi. E a breve si potranno acquistare i concerti de laVerdi Live Lable e scaricare i programmi di sala. ______Direttore Onorario Riccardo Chailly Direttore Musicale Xian Zhang Direttore Principale John Axelrod Direttori Principali Ospiti Wayne Marshall e Helmuth Rilling Direttore Residente Ruben Jais Direttore Assistente Jader Bignamini Artisti Residenti Radovan Vlatkovic e Simone Pedroni ATTIVITA' DE laVERDI NEL 2010 2010 IN SEDE FUORI SEDE TOTALE SINFONICA 197 31 228 CAMERA 28 30 58 LIRICA 3 4 7 ALTRE ATTIVITA' 29 80 109 TOTALE 257 145 402 EDUCATIONAL 69 88 157 SPETTATORI 2010 199.179 SPETTATORI 2011 68.409 (1 GENNAIO - 10 APRILE 2011) _______Artisti che debuttano: DIRETTORI Jader Bignamini (Cremona, 1976) E’ il clarinetto piccola dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dal 1998. Accanto all’attività orchestrale, cameristica e da solista, affianca quella di direttore e concertatore, che lo ha portato ad un’intensa collaborazione con vari complessi. Nel 2009 ha collaborato con il Teatro San Carlo di Napoli dirigendo alcuni concerto al Teatro Mediterraneo di Napoli. A dicembre 2009 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in un programma particolarmente impegnativo, con brani di Bizet, Čajkovskij, Dukas, Rossini presso l’Auditorium di Milano; nello stesso mese ha debuttato al Teatro Filarmonico di Verona a capo dell’Orchestra dell’Arena di Verona, Il 13 marzo 2011 ha debuttato nella Stagione Sinfonica de laVerdi, sostituendo il Maestro Zhang Xian, nella direzione della Quinta Sinfonia di Mahler con grandissimo successo di pubblico. Il 20 marzo 2011 ha diretto l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi nel concerto straordinario in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. gio 12 aprile 2012 ore 20.30, ven 13 ore 20.00, dom 15 ore 16.00 Modest Musorgsky Quadri di un’ esposizione (versione originale) Edizione originale per pianoforte con proiezione in sincrono del film d’animazione dalla versione teatrale di Kandinsky. Una notte sul Monte Calvo (arr. di Rimskij-Korsakov,1886) Quadri di un’ esposizione per orchestra (arr. di Maurice Ravel) Pianoforte Mikhail Rudy Direttore Jader Bignamini Aziz Shokhakimov (Tachkent - Uzbekistan, 1988) Aziz Shokhakimov è nato nel 1988 a Tashkent, Uzbekistan. A sei anni è entrato nella scuola per bambini dotati Uspensky Music School, dove ha studiato violino, viola e direzione orchestrale nella classe del prof. V. Neymer. A 13 anni ha tenuto il suo debutto sul podio della National Symphony Orchestra of Uzbekistan, dirigendo la Quinta Sinfonia di Beethoven e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Lizst. L’anno seguente è stato invitato a dirigere la sua prima opera, Carmen, alla National Opera and Ballet Theatre of Uzbekistan. Il rapporto instaurato con entrambe le compagini orchestrali ha aperto la strada a numerosi inviti negli anni successivi, a dirigere sinfonie di autori come Haydn, Mozart, Beethoven, Brahms, Mahler, Prokofiev, Shostakovich ed opere di Verdi e Bizet. A partire dal 2006, Aziz ha assunto il ruolo di Direttore Principale della National Symphony Orchestra of Uzbekistan, posizione che mantiene tuttora. Nel 2005, Aziz Shokhakimov è stato invitato a prender parte al programma di tirocinio presso la National Philharmonic Orchestra of Russia sotto la guida del Maestro Vladimir Spivakov, che è poi sfociata in una serie di concerti a Mosca e sul territorio nazionale. gio 19 aprile 2012 ore 20.30, ven 20 ore 20.00, dom 22 ore 16.00 Johannes Brahms Ouverture tragica op. 81 Silvia Colasanti Concerto per violoncello e orchestra Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Violoncello David Geringas Direttore Aziz Shokhakimov Darrell Ang (Singapore, 1978) Vincitore della 50° edizione della Besançon International Competition nel 2007, Darrell Ang è stato insignito del Grand Prix dall’illustre giuria composta, tra gli altri, da Michel Plasson e Yan-Pascal Tortelier, del ‘Prix du Public’ come artista favorito dal pubblico così come dai musicisti dell’orchestra. E’ stato inoltre vincitore della nona edizione del Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Antonio Pedrotti nel 2006, mentre nel 2008 ha vinto l’ottava edizione dell’Arturo Toscanini International Conducting Competition. Nato a Singapore, ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo e alla Yale University. I suoi insegnanti sono stati Jorma Panula, Sir Colin Davis e Lorin Maazel. Nel 2001, ha co-fondato e diretto la St. Petersburg Chamber Philharmonic ed è stato spesso Direttore Ospite della St. Petersburg Opera, dove ha diretto Traviata, Le nozze di Figaro e The Rape of Lucretia di Britten; inoltre ha diretto la Rimsky-Korsakov State Opera & Ballet Theatre, dove ha lavorato con i solisti provenienti dal Mariinsky Theatre Academy of Young Singers. gio 31 giugno 2012 ore 20.30, ven 1 ore 20.00, dom 3 giugno ore 16.00 Felix Mendelssohn-Bartholdy Sogno di una notte di mezza estate op. 21 e 61: Ouverture, Intermezzo, Notturno, Scherzo, Marcia nuziale Flavio Testi Sacrae Symphoniae per soli, coro e orchestra Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 4 in Do minore Italiana Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Darrell Ang SOLISTI Lars Vogt (Düren - Germania, 1970) – pianoforte Lars Vogt si è rapidamente affermato come uno dei maggiori pianisti della sua generazione. Nato in Germania nel 1970, ha raggiunto notorietà vincendo il secondo premio nel 1990 al “Leeds International Piano Competition” e da allora ha intrapreso una brillante carriera concertistica in tutto il mondo. Lars Vogt gode di un rapporto privilegiato con i Berliner Philharmoniker che nella stagione 2003/04 lo hanno nominato “Pianista Residente”, dando inizio per la prima volta nella loro storia a una collaborazione stabile con un pianista. Tra le principali orchestre con cui ha suonato figurano Wiener Philharmoniker, New York Philharmonic, Chicago Symphony, Boston Symphony, London Symphony, Royal Concertgebouw Amsterdam, Chamber Orchestra of Europe, Dresden Staatskapelle, NHK Symphony e Accademia di Santa Cecilia. I suoi impegni nella Stagione 2010/11 includono due performance al BBC Proms Festival; seguono il Concerto di Grieg con la Czech Philharmonic e John Eliot Gardiner; collaborazioni con Gustavo Dudamel, Daniel Harding, Yannick Nézet-Séguin e Paavo Järvi e, tra le orchestre, Orchestre de Paris, London Philharmonic, BBC Symphony, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Oslo Philharmonic, Swedish Radio e Boston Symphony. Oltre ai concerti con orchestra Lars Vogt è invitato dalle principali istituzioni per recital pianistici. gio 15 settembre 2011 ore 20.30, ven 16 ore 20.00, dom 18 ore 16.00 Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore op. 73 Imperatore Hector Berlioz Sinfonia fantastica op. 14 Pianoforte Lars Vogt Direttore Zhang Xian Simone Dinnerstein (New York, 1972) – pianoforte Simone Dinnerstein si è laureata alla Juilliard School dove è stata allieva di Peter Serkin. E’ stata vincitrice di Astral Artist National Auditions e ha due volte ricevuto il Classical Recording Foundation Award. Ha studiato inoltre con Solomon Mikowsky alla Manhattan School of Music e a Londra con Maria Curcio. Le sue esibizioni la hanno portata in tutto il mondo. Tra i suoi recenti impegni ricordiamo i suoi debutti: Kennedy Center, Vienna Konzerthaus, Vienna Symphony, Prinzregenten Theater di Monaco, Wigmore Hall di Londra, Lincoln Center, Berlin Philharmonie e Festival di Aspen e Ravinia. Si è esibita con orchestre tra cui Frankfurt Radio Symphony Orchestra, Dresden Philharmonic, Czech Philharmonic, New York Philharmonic, Baltimore Symphony e Tokyo Symphony, St. Luke Orchestra, Absolute Ensemble di Kristjan Järvi. Simone Dinnerstein ha fondato il “Neighborhood Classics”, una serie di concerti aperti al pubblico e ospitati dalle scuole di New York. ven 18 novembre 2011 ore 20.00, sab 19 ore 20.30, dom 20 ore 16.00 Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Si bemolle maggiore op. 19 Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74 Patetica Pianoforte Simone Dinnerstein Direttore Zhang Xian Anna Tifu (Cagliari, 1986) – violino Anna Tifu nasce a Cagliari nel 1986 e a sei anni inizia lo studio del violino sotto la guida del padre. Prosegue gli studi con Salvatore Accardo con il quale si perfeziona all’Accademia Walter Stauffer di Cremona e all’Accademia Chigiana di Siena dove ottiene il Diploma d’Onore. A undici anni debutta come solista con l’Orchestre National des Pays de la Loire per una serie di concerti in Francia ed è invitata ad esibirsi al 10° Festival Internazionale Mozart di Rovereto in qualità di solista con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Nel 1997 al Concorso Internazionale di Kloster Schontal, in Germania vince tre premi fra cui il premio per la più giovane vincitrice e quello per la migliore esecuzione di Bach. A dodici anni debutta alla Scala di Milano con il Concerto n. 1 di Max Bruch. All’età di quattordici anni vince il 1° premio al Concorso Internazionale Viotti Valsesia e nello stesso anno vince il primo premio al Concorso Internazionale M. Abbado di Stresa. Si diploma appena quindicenne al Conservatorio della sua città con il massimo dei voti e la Menzione d’Onore. Dal 2003 al 2006 studia al Curtis Institute of Music di Philadelphia sotto la guida di Aaron Rosand, Shmuel Askenazy e Pamela Frank. Nel 2007 vince il primo premio al prestigioso Concorso Internazionale George Enescu a Bucarest in Romania, aggiudicandosi anche il premio per la più giovane fra i premiati. gio 9 febbraio 2012 ore 20.30, ven 10 ore 20.00, dom 12 ore 16.00 Antonín Dvořák Carnival, Ouverture op. 92 Concerto per violino e orchestra in La minore op. 53 Sinfonia n. 7 in Re minore op. 70 Violino Anna Tifu Direttore Aldo Ceccato Rachel Kolly d’Alba (Lausanne - Svizzera, 1981) – violino La giovane solista Rachel Kolly d'Alba ha iniziato lo studio del violino e del pianoforte all’età di cinque anni e ha fatto il suo debutto come solista con orchestra a soli dodici anni. Recentemente ha debuttato con l’Orchestre de Chambre de Lausanne e con l’Orchestre National des Pays de la Loire. Considerata fra i violinisti più dotati della sua generazione, è ospite di importanti festival internazionali fra i quali il Festival Menuhin di Gstaad, Festival de Divonne, Schleswing Holstein Festspiele, Festival Encuentros e Mozarteum di Buenos Aires e il Festival delle Fiandre. Rachel Kolly d’Alba è molto attratta dal mondo della creazione contemporanea. Per questo motivo ha seguito i corsi di orchestrazione del compositore Jean Balissat e studia composizione con Michael Jarell. Ha ottenuto il diploma di insegnamento a soli 15 anni al Conservatoire de Lausanne, studiando successivamente nella classe di Igor Ozim alla Haute Ecole de Musique et Théâtre di Berna ottenendo il diploma di solista. Rachel Kolly d’Alba ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali fra cui il primo premio alle Jeunesses Musicales di Zurigo (1994), il premio Paderewski nel 1997, il primo premio con menzione speciale della giuria al concorso "Jeunes Talents" nel 1998. gio 23 febbraio 2012 ore 20.30, ven 24 ore 20.00, dom 26 ore 16.00 Claude Debussy Prelude à “L’Après – midi d’un faune” Karol K. Szymanowski Concerto per violino e orchestra n. 1 op. 35 Pëtr Il’ič Čajkovskij La bella addormentata op. 66a, suite Il lago dei cigni, op. 20, suite Violino Kolly d’Alba Direttore John Axelrod Piers Lane (Londra, 1958) – pianoforte Del pianista Piers Lane tra i recenti impegni ricordiamo il “tutto esaurito” con la London Philharmonic Orchestra e Alexander Verdernikov alla London Royal Festival Hall, il concerto all’Avery Fisher Hall al Lincoln Center, tre recital dal titolo Metamorphoses, altre esibizioni per la “London Pianoforte series” alla Wigmore Hall e cinque concerti per l’apertura del Recital Centre a Melbourne. Per cinque volte solista ai BBC Proms alla Royal Albert Hall di Londra, Piers Lane si esibisce in un repertorio molto vasto ed è stato ospite delle più importanti orchestra del mondo, tra cui le orchestre della BBC e ABC; le Orchestre Sinfoniche Aarhus, American, Bournemouth e Gothenburg; Australian Chamber Orchestra, Kanazawa Ensemble, Orchestre National de France, City of London Sinfonia, Royal Philharmonic, Royal Liverpool Philharmonic, Warsaw Philharmonic Orchestra. Tra i direttori con cui ha lavorato ricordiamo Andrey Boreyko, Sir Andrew Davis, Richard Hickox, Andrew Litton, Sir Charles Mackerras, Jerzy Maxymiuk, Maxim Shostakovich, Vassily Sinaisky, Yan Pascal Tortelier e Antoni Wit. Si è esibito nei principali festival del mondo. Nel 2007, Piers Lane è stato nominato Direttore Artistico dell’Australian Festival of Chamber Music. Ha scritto e presentato più di 100 programmi per la BBC Radio 3. Nel 2007 è stato premiato con l’Honorary Doctorate dalla Griffith University in Australia. Nel 1994 è stato nominato Membro Onorario della Royal Academy of Music, dove è stato Professore dal 1989. gio 1 marzo 2012 ore 20.30, ven 2 ore 20.00, dom 4 ore 16.00 Gustav Holst The Perfect Fool op. 39 John Ireland Concerto per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore Alexandr Glazunov Sinfonia n. 4 op. 48 Pianoforte Piers Lane Direttore Wayne Marshall Jin Ju (Shanghai - Cina, 1976) – pianoforte Il nome di Jin Ju è risuonato in tutto il mondo dopo la incredibile performance nel 2009 nella Sala Nervi di Città del Vaticano, davanti a 5000 persone e trasmessa in mondovisione, dove si è esibita su sette pianoforti d’epoca (dagli inizi del sec. XIX ai nostri giorni) per Sua Santità Benedetto XVI. Premiata in prestigiosi concorsi internazionali quali il Cajkovskij di Mosca e il Queen Elizabeth di Bruxelles, Jin Ju si era aggiudicata la vittoria di China National Piano Competition, Beethoven Society Competition di Londra, UNISA International Piano Competition, Concorso Pianistico Internazionale Theodor Leschetizky, Concorso Internazionale Rumeno di Bucarest. In Cina è regolarmente invitata a suonare in tutte le principali sale da concerto, e si è esibita inoltre nella Città Proibita. Come solista ha collaborato ripetutamente con varie orchestre tra cui la BBC Orchestra, la Belgian National Orchestra, l’Orchestra Philarmonique de Lìege (Belgio), la Oslo Symphony Orchestra, la South Africa New Philharmonic, la Johannesburg Philharmonic Orchestra, la Macao Symphony Orchestra, la Taiwan Symphony Orchestra, la Royal Northern College of Music, la Auckland Philarmonia Orchestra, la China National Symphony, la Russian State Symphony, la Wallonia Royal Chamber Orchestra, e molte altre. Jin Ju è membro di facoltà al Conservatorio Centrale di Pechino e ha insegnato al Royal Northern Music College di Manchester. Ha tenuto e tiene numerose masterclass in Cina, Europa e Stati Uniti ed è docente presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola. gio 15 marzo 2012 ore 20.30, ven 16 ore 20.00, dom 18 ore 16.00 Carl Maria von Weber Oberon Ouverture Ludwig van Beethoven Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in Do minore op. 37 Gustav Mahler Das klagende Lied (Il canto del lamento e dell’ accusa) Pianoforte Jin Ju Direttore Zhang Xian Mikhaïl Rudy (Tachkent - Uzbekistan, 1953) – pianoforte Nato in Russia, Mikhail Rudy studia al Conservatorio di Mosca con Jacob Flier e dopo la vittoria al concorso «Marguerite Long» di Parigi si trasferisce in Francia, dove è stato insignito del titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Mikhail Rudy ha fatto il suo debutto in Occidente con il Triplo Concerto di Beethoven, esibendosi con Mstislav Rostropovich e Isaac Stern per il novantesimo compleanno di Chagall. Ha suonato con le più importanti orchestre del panorama musicale internazionale, tra le quali i Berliner Philarmoniker, la London Symphony Orchestra e l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, collaborando con direttori quali Herbert Von Karajan, Mariss Jansons e Charles Mackerras, Vladimir Spivakov. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive per la BBC e ha contribuito all’elaborazione e alla realizzazione di una serie di trasmissioni dedicate a Skrjabin, Brahms, Szymanovski et Janácek per il canale France Musique. Ha inciso l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, l’integrale dell’opera per pianoforte solo di Janácek e diverse registrazioni dei lavori pianistici di Brahms. Le sue incisioni gli sono valse il premio dell’Accademia del Disco Francese, il Grand Prix du Disque, il Premio dell’Accademia Charles Cros e il Gran Premio Liszt di Budapest. gio 12 aprile 2012 ore 20.30, ven 13 ore 20.00, dom 15 ore 16.00 Modest Musorgsky Quadri di un’ esposizione (versione originale) Edizione originale per pianoforte con proiezione in sincrono del film d’animazione dalla versione teatrale di Kandinsky. Una notte sul Monte Calvo (arr. di Rimskij-Korsakov,1886) Quadri di un’ esposizione per orchestra (arr. di Maurice Ravel) Pianoforte Mikhail Rudy Direttore Jader Bignamini David Geringas (Lituania, 1946) – violoncello David Geringas è uno dei musicisti piu versatili del nostro tempo. Il violoncellista e direttore d’orchestra ha un repertorio particolarmente ampio che spazia dal primo barocco alla musica contemporanea. Lituano di nascita, Geringas stato il primo artista ad eseguire in occidente molte opere di compositori dell’avanguardia russa e lituana. Grazie al suo impegno internazionale a favore della musica e dei compositori lituani , l’interprete ha ricevuto apprezzamenti e riconoscimenti da parte del governo lituano. Nell’ottobre 2006, il Presidente della Repubblica Federale Tedesca Horst Kehler lo ha insignito dell’Ordine al Merito, elogiandone gli eccezionali traguardi ottenuti come musicista e ambasciatore della cultura tedesca nel mondo. Dal 1963 al 1973, Geringas ha studiato con Mstislav Rostopovich al Conservatorio di Mosca, vincendo nel 1970 il primo premio e la medaglia d’oro al Concorso Tchaikovsky. L’artista ha suonato in tutto il mondo con le orchestre piu importanti e con i migliori direttori del nostro tempo. La sua vasta discografia – oltre 50 CD- include molte registrazioni pluripremiate quali i 12 concerti per violoncello di Luigi Boccherini (Grand Prix du Disque), la musica da camera di Henri Dutilleux (Diapason d'Or) e i per violoncello di Pfitzner (Jahrespreis der Deutschen Schallplattenkritik). Importanti compositori contemporanei quali Sofia Gubaidulina, Peteris Vasks e Erkki-Sven Tüür hanno dedicato a Geringas loro opere. Nel luglio 2006, il lavoro di Anatolijus Senderovas “Canzone di David per violoncello e quartetto d’archi” è stato presentato in anteprima a Kronberg in occasione del 60° compleanno dell’artista. Come direttore d’orchestra, David Geringas si esibisce in tutto il mondo. Dal 2005 è “Primo Direttore Ospite“ della giapponese Kyushu Symphony Orchestra. gio 19 aprile 2012 ore 20.30, ven 20 ore 20.00, dom 22 ore 16.00 Johannes Brahms Ouverture tragica op. 81 Silvia Colasanti Concerto per violoncello e orchestra Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Violoncello David Geringas Direttore Aziz Shokhakimov David Garrett (Aachen - Germania, 1980) – violino A partire dall’estate del 2007 il successo internazionale di David Garrett è esploso, grazie al clamoroso successo dei suoi album crossover “Virtuoso” e “Encore” e alla sua versatile attività concertistica, che comprende un repertorio molto esteso. Nato ad Aachen in Germania e di origine tedesco-americana, David Garrett inizia lo studio del violino all’età di quattro anni e fa la sua prima apparizione pubblica a 10 anni con l’Orchestra Filarmonica di Amburgo sotto la direzione di Gerd Albrecht. Nel 1992 inizia a lavorare con la grande violinista polacca Ida Haendel, che influenzerà notevolmente la sua formazione artistica. Inizia poi una carriera senza precedenti del bambino prodigio che lo porta in tutte le importanti città europee, americane e giapponesi dove suona con le più significative orchestre, fra cui l’Orchestra Filarmonica di Londra, l’Orchestra Filarmonica di Los Angeles, l’Orchestra Filarmonica di Israele, l’Orchestra Nazionale Russa, l’Orchestra Nazionale di Parigi, l’Orchestra del Mozarteum, l’Orchestra da Camera Europea, la Staatskapelle di Dresda e molte altre, sotto la direzione di illustri Maestri quali Claudio Abbado, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Herbert Blomstedt, Charles Dutoit, Eliahu Inbal e Mikhail Pletnev. Nel 1996 David Garrett esegue il Concerto per violino di Elgar con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin al teatro Wiener Musikverein di Vienna. A 18 anni David Garrett si trasferisce a New York ed è uno dei primi studenti di Itzhak Perlman alla Juilliard School. gio 24 maggio 2012 ore 20.30, ven 25 ore 20.00, dom 27 ore 16.00 Grażyna Bacewicz Concerto per archi Johannes Brahms Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77 Béla Bartòk Concerto per orchestra Violino David Garrett Direttore John Axelrod ___________Zhang Xian Direttore Musicale La stagione 2011/2012 segna la terza stagione dell’artista come Direttore Musicale della Verdi (Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi). Prima di tale carica, è stata Direttore Associato della New York Philharmonic (prima titolare della Arturo Toscanini Chair) per tre anni, dopo essere stata Direttore Assistente per un anno. Essendo sempre più richiesta come direttore ospite, nella stagione 2010/2011, Zhang Xian ha diretto le seguenti orchestre: Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, Tonhalle-Orchester Zürich, NDR Sinfonieorchester, Radio-Symphonieorchester Wien, Netherlands Radio Philharmonic, Royal Stockholm Philharmonic, Swedish Radio Symphony, Danish National Symphony e Oslo Philharmonic. I suoi futuri impegni europei includono la London Symphony, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart e i Wiener Symphoniker; tornerà inoltre al Royal Concertgebouw Orchestra nella stagione 2013/2014. Nonostante ora abiti di base in Italia, a Milano, mantiene rapporti con il Nord America e gli impegni della scorsa stagione hanno incluso la National Symphony Orchestra di Washington e la Chicago Symphony Orchestra. Più avanti, ritornerà per dirigere le orchestre sinfoniche di Cincinnati, Pittsburgh, Seattle, Atlanta e Indianapolis. Mantiene un forte legame con l’orchestra della Juilliard School e di recente ha presentato la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas al Lincoln Center. Dall’estate 2011 Zhang Xian diventerà Direttore Artistico della NJO / Giovane orchestra nazionale olandese e dell’Ensemble Academy. Come direttore d’opera, Zhang Xian ha fatto un sensazionale debutto con La bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot in Beijing nel maggio 2009. Debutterà con la De Nederlandse Opera in una rappresentazione con due opere in e la regia di Robert Lepage: Renard e Le Rossignol di Stravinskij, in January 2012. Zhang Xian ha sostenuto compositori cinesi, in particolare le opera di Chen Yi (tra cui Momentum). Nel maggio 2008 ha completato un grande tour della Cina con sei concerti con l’Orchestra della Juilliard School, tour durante il quale Ge Xu di Chen Yi è stato rappresentato a Shanghai, Beijing e Suzhou. Ha anche diretto Fanfare di Huang Ruo con la New York Philharmonic. Nata a Dandong, Cina, Zhang Xian ha debuttato professionalmente a vent’anni con Le nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito, ha insegnato direzione d’orchestra, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. ________John Axelrod Direttore Principale DIRETTORE MUSICALE, ORCHESTRE NATIONAL DES PAYS DE LA LOIRE DIRETTORE PRINCIPALE, ORCHESTRA SINFONIA DI MILANO “G. VERDI” DIRETTORE MUSICALE, “HOLLYWOOD IN VIENNA” con la ORF RADIO SINFONIE ORCHESTER PRIMO DIRETTORE OSPITE, SINFONIETTA CRACOVIA Con il repertorio estremamente vasto, i programmi innovativi e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo. Dopo aver completato la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, ed essere stato nominato Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL) basata a Nantes e Angers con più di 10.000 abbonati, nell’aprile 2011 John Axelrod è stato nominato Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, carica che ricoprirà a partire dalla stagione 2011/2012 per un minimo di tre anni. Sin dal 2000, John Axelrod ha diretto oltre 130 orchestre, la maggior parte delle quali dirige regolarmente, evidenziando sia il suo successo che la credibilità europea nel repertorio classico. Tra le prestigiose orchestre europee ricordiamo la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, NDR Symphony di Amburgo, Gürzenich-Orchester di Colonia, Gewandhaus Orchestra, Dresdner Philharmonic, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Royal Philharmonic of London, London Philharmonic, London Philharmonia Orchestra, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, Royal Stockholm Philharmonic, Danish National Symphony, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, Gulbenkian Symphony di Lisbona, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Salzburg Mozarteum, e Sinfonia Varsovia, tra le molte altre. Il suo profilo internazionale come direttore ospite negli Stati Uniti e in Asia lo vede impegnato con la Washington National Symphony, Los Angeles Philharmonic (all'Hollywood Bowl), Philadelphia Orchestra, la Chicago Symphony (al Festival di Ravinia), NHK Symphony Orchestra di Tokyo, Kyoto Symphony e Shanghai Symphony. La sua attività operistica comprende la prima esecuzione del Candide di Bernstein con la regia di Robert Carsen al Théâtre du Châtelet e al Teatro alla Scala, Tristano e Isotta ad Angers/Nantes diretto da Oliver Py e la nuova produzione Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle passate stagioni al Teatro di Lucerna ha diretto nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, Rigoletto, Rake's Progress, Don Giovanni, L'opera da tre soldi, Idomeneo - tutte per il Festival di Lucerna - nonché Il barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, L'elisir d 'Amore e Falstaff. Fortemente impegnato nella promozione del repertorio contemporaneo, Axelrod ha diretto, fra l’altro, le prime di lavori firmati da Kaija Saariaho, Wolfgang Rihm, Jörg Widmann, Marco Stroppa, Michael Gordon, Michael van der Aa, Avner Dorman, Marc-André Dalbavie, Pascal Dusapin, Wojciech Kilar, Gabriel Prokofiev e Karim al-Zand. Ha inciso diversi lavori da Franz Schreker e Wladyslaw Szpilman a Fazil Say, Rolf Wallin e Leonard Bernstein, per SonyClassical, Ondine, Nimbus, Kairos e Genuin. ______Wayne Marshall Direttore Principale Ospite Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato vicino a Manchester, dove ha iniziato i propri studi, poi proseguiti a Londra e Vienna, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Berliner Philharmoniker , Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, e molte altre. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 ha diretto per la seconda volta il concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los Angeles con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, “A Scotch Bestiary”, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei; nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth ed è recentemente stato nominato Membro Onorario del Royal College of Music di Londra. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. |
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| Sabato 16 aprile 2011 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” NELLA FORESTA Ottorino Respighi Gli Uccelli Suite per piccola orchestra Nino Rota Lo scoiattolo in gamba Favola lirica in un atto di Eduardo De Filippo Lo Scoiattolo, Giosiana Troiano Il Re pappone, Gilles Armani Il Ciambellano, Nicola Olivieri Scuola di danza Arteka Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Kirill Vishnyakov Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Sabato 16 aprile 2011 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Un gruppo di animali si incontra… all’Auditorium di Milano Sabato 16 aprile alle ore 15.30 all’Auditorium di Milano un nuovo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica dedicata ai bambini con lo spettacolo NELLA FORESTA, che affiancherà Gli Uccelli di Ottorino Respighi allo Lo scoiattolo in gamba di Nino Rota, per la regia di Francesco Montemurro (compagnia ilSaleinZucca). Gli Uccelli raccontati da Respighi sono una colomba, una gallina, un usignolo ed un cucù (rappresentati da quattro ballerini della Scuola di danza Arteka, guidati dalla coreografa Barbara Palumbo), che saranno catturati dal Ciambellano (baritono Nicola Olivieri) e così traghettati direttamente nella storia dello Scoiattolo in gamba di Nino Rota. Un Re Pappone (basso Gilles Armani) assai tronfio regala una dentiera d’oro a un povero scoiattolo (soprano Giosiana Troiano) che ha perduto tutti i denti. In cambio lo scoiattolo promette di cucinare un pranzo favoloso per il Re e gli altri potenti della terra (Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi), ma alla fine resteranno tutti gabbati... e a pancia vuota! Programma: Gli Uccelli suite per piccola orchestra di Ottorino Respighi è stata scritta nel 1927. Gli uccelli costituiscono un tipico esempio dell’interesse per la rievocazione dell’arcaico che ha caratterizzato gran parte della produzione di Respighi. Lo stesso sottotitolo rivela l’ispirazione barocca dell’opera, che si articola in cinque brevi sezioni in cui l’autore realizza la rielaborazione di brani del Sei-Settecento ispirati al verso di quattro uccelli: la colomba, la gallina, l’usignolo e il cucù. I quattro pennuti protagonisti si presentano subito tutti insieme alla ribalta, in un brioso Preludio dal carattere quasi operistico. Ogni animale presenta le sue peculiarità sonore: La colomba, il cui canto tranquillo e un po’ trasognato viene rappresentato dall’oboe e dal flauto, cui fa da sfondo un rapido fremito dei violini che imitano il tubare dell’uccello; La gallina (da La poule di Rameau), dal chiocciare petulante suggerito dai violini; L’usignolo (da un anonimo inglese del 1600) è tutto giocato sui toni smorzati del piano e pianissimo, con i quali viene tratteggiato il clima misterioso e notturno del brano, con gli ottoni e i contrabbassi sui quali si staglia la morbida melodia del flauto; infine, Il cucù (dalla Toccata con lo scherzo del cucco di Bernardo Pasquini) rimbalza tra le sezioni dell’orchestra con gaia insistenza. Del 1959 è Lo scoiattolo in gamba di Nino Rota, favola musicale in un atto e quattro quadri su libretto di Eduardo De Filippo ispirato a un tema scolastico della figlia Luisa. Il libretto racconta le avventure di uno scoiattolo affamato alle prese con ghiande dal guscio troppo duro e con le bizze di un re ingordo cha ha la brutta abitudine di far decapitare i suoi cuochi. Rota intuì subito che le possibilità di questo lavoro non si limitavano alla radio: “Questo atto unico, originariamente ideato per la radio italiana e con l’apporto di cantanti adulti, si presta bene a essere rappresentato anche in forma scenica dai bambini delle scuole medie e delle elementari”. La prima teatrale dello Scoiattolo avviene nel 1973 al Conservatorio Piccinni di Bari con gli allievi della Scuola Media dell’Istituto. Fu commissionato dal XXII Festival Internazionale di Musica di Venezia e debuttò nella sontuosa cornice del Gran Teatro La Fenice per una serata intitolata “Giochi e favole per bambini”. La serata, in cui insieme a quello di Rota erano al debutto altri titoli, ebbe un esito felice e fu successivamente trasmessa dalla televisione italiana. Nonostante l’interesse manifestato a più riprese da due fra i più prestigiosi editori europei, l’opera rimase però inedita fino alla morte di Rota e dovettero passare quasi vent’anni da quella data prima che, finalmente pubblicata, prendesse la strada dei Teatri, dei Conservatori, delle scuole di musica. Biografia: Il Maestro Vishnyakov Kirill ha iniziato gli studi di violino all'età di 7 anni presso la Scuola Statale Musicale di Mosca. Si è diplomato come violista presso il Collegio Musicale ”Gnesin” di Mosca nel 1992. Nel 1994 si trasferisce a Milano dove nel 1996 consegue il diploma di viola presso il Conservatorio di Milano G.Verdi sotto la guida del M° Tito Riccardi. Negli anni 1998-99 si perfeziona con il M° Diederik Suys - prima viola dell'orchestra dell'Operà National de Paris. Attualmente si sta perfezionando con il M° Danilo Rossi all'Accademia di Musica di Pavia. Le prime lezioni di direzione d'orchestra le ha ricevuto dal M° Boris Kopròv, presso il Collegio Musicale”Gnessin” di Mosca nel 1990. Successivamente prosegue gli studi presso l'Università Statale di Pedagogia Musicale, dove per due anni si dedica agli studi della direzione del coro. Dal 2000 al 2002 frequenta il corso professionale di Direzione d'Orchestra tenuto dal M° Pierangelo Gelmini presso la Nuova Scuola di Musica di Cantù. Nel 2003 si perfeziona con M° Massimiliano Caldi a Milano, nel 2005 con M° Roberto Benzi a Parigi e nel 2007 con il M° Damian Iorio a Milano. Dal 1990 al 1993 è prima viola dell'Orchestra da Camera “Giovani Virtuosi di Mosca”. Dal 1994 è membro stabile del Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in qualità di viola di fila. Oltre ad una intensa attività sinfonica, insieme all'orchestra ha avuto notevoli esperienze di produzioni operistiche come Così fan tutte di Mozart in collaborazione con il Piccolo Teatro. Sempre con l'orchestra ha partecipato a vari progetti discografici, come l'integrale delle Sinfonie di Schostakovich con il M° Caetani, Canzoni sacre con Domingo e varie registrazioni con Chailly. Inoltre si dedica con passione alla musica da camera, soprattutto negli anni 2002-2005, quando il suo nome è continuamente presente nelle stagioni di musica da camera dell'Auditorium di Milano. Dal 2000 al 2007 ha partecipato costantemente alla rassegna musicale “Vendemmia in musica” a Montalcino. Tra i vari programmi cameristici eseguiti si ricorda l'esecuzione integrale delle sonate di J.S. Bach per viola e cembalo (nel settembre del 2007). Nel 2004-2005 ha collaborato con l'Associazione “Apollo e Dioniso” nel progetto ”Festival della cultura russa”, realizzando un progetto delle trascrizioni per violino e viola dei brani della musica russa. La prima esperienza di direzione d'orchestra è avvenuta nel marzo del 2002 a Cantù con l'Orchestra di Bacau con musiche di J. Strauss. Il vero debutto in Italia è stato nell'aprile del 2005 quando ha diretto l'Orchestra Filarmonica Europea di Gallarate. Successivamente ha partecipato all'allestimento dell'opera Macbeth di Verdi con l'Orchestra Filarmonica Europea, in qualità di preparatore dell'orchestra e del coro. Con la stessa compagine si era esibito nel 2006 e nel 2007, dirigendo la fiaba musicale di S. Prokofiev Pierino e lupo. Nel 2008 ha diretto l'Orchestra Cantelli nel concerto pasquale per il Comune di Milano, eseguendo lo Stabat Mater di G. B. Pergolesi. In collaborazione con CIDIM- Comitato Nazionale Italiano Musica |
| COMUNICATO STAMPA Martedì 19 aprile 2011 ore 19.30 Mercoledì 20 aprile 2011 ore 19.30 Venerdì 22 aprile 2011 ore 19.30 Stagione Sinfonica 2010-2011 Johann Sebastian Bach Passione secondo Matteo per soli, coro, coro di voci bianche e orchestra BWV 244 EVANGELISTA, Makoto Sakurada (tenore) ARIE-UXOR PILATI, Lisa Larsson (soprano) ARIE-TESTIS 1, David Hansen (controtenore) ARIE-TESTIS 2, Kenneth Tarver (tenore) ARIE-PONTIFEX 2, Christian Senn (baritono) JESUS, Thilo Dahlmann (basso) PONTIFEX 1-PILATUS-PETRUS-JUDAS, Stefan Vock (baritono) ANCILLA 1, Kaoru Saito (soprano) ANCILLA 2, Ismaela Offredi (soprano) Viola da gamba Amélie Chemin Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Sinfonico Erina Gambarini Coro di Voci Bianche de laVerdi Maestro del Coro di Voci Bianche Maria Teresa Tramontin Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Martedì 19 aprile 2011 ore 19.30 Mercoledì 20 aprile 2011 ore 19.30 Venerdì 22 aprile 2011 ore 19.30 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 La Passione secondo Matteo L’esecuzione di una delle grandi Passioni di Johann Sebastian Bach è da molti anni parte integrante del cartellone de laVerdi nel periodo di Pasqua. In questo appuntamento l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi presentano la Passione secondo Matteo diretta da Ruben Jais, maestro del Coro Erina Gambarini. Sul palco, inoltre, il Coro di Voci Bianche de laVerdi diretto da Maria Teresa Tramontin. La Passione secondo Matteo, composizione di musica sacra per voci soliste, doppio coro e orchestra, su libretto del poeta Picander, è la trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo, inframezzata da corali e arie. Del cast fanno parte: Il tenore Makoto Sakurada si é laureato ed ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Belle Arti e di Musica di Tokyo, perfezionandosi, poi, con Gianni Fabbrini al Conservatorio G.B.Martini di Bologna. Ha studiato tecnica vocale con William Matteuzzi e canto barocco con Gloria Banditelli. In seguito alla carriera come flautista, il soprano svedese Lisa Larsson ha studiato canto a Basilea. Ha iniziato la sua carriera alla Zurich Opera House sotto la guida di Nikolaus Harnoncourt, Frantz Welser-Möst. David Hansen, nato a Sidney in Australia, ha studiato canto con Andrew Dalton presso il Conservatorio di Sydney e si è perfezionato con James Bowman, Graham Pushee e David Harper, debuttando in Europa nel 2004 al Festival di Aix-en-Provence. Kenneth Tarver ha studiato alla Interlochen Arts Academy, all’Oberlin College Conservatory of Music e alla Yale University School of Music. Ha partecipato al Metropolitan Opera Young Artist Program e collabora stabilmente con lo Staatstheater Stuttgart. Christian Senn, cileno d’origine e italiano di adozione, dopo aver conseguito la laurea in biochimica vince una borsa di studio per continuare lo studio del canto in Italia perfezionandosi all’Accademia per solisti del Teatro alla Scala con i maestri L. Gencer, L. Alva e V. Manno. Thilo Dahlmann ha studiato canto con Ulf Baestlein, Berthold Schmid, Guido Baehr e Wolfgang Millgramm al Folkwang College di Essen; la sua collaborazione con Roland Hermann ha contribuito significativamente alla sua formazione vocale. Nel 2004 ha vinto il primo premio al North Rhine-Westphalia State Competition. Dopo una laurea in Fisica all’Università di Basilea, Stefan Vock si è dedicato agli studi di canto sotto la guida di Kurt Widmer al Conservatorio di Basilea; si è quindi specializzato con Gustav Leonhardt, Joshua Rifkin, Gérard Wyss Jan Schultsz, Dietrich Fischer-Dieskau. Martedì 19 aprile 2011 ore 18.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano Guida all’ascolto della Passione secondo Matteo di Bach con il Maestro Ruben Jais Programma: La Passione secondo Matteo è una delle cinque Passioni composte da Bach; a noi ne sono giunte solo due (l’altra è la Passione secondo Giovanni). Eseguita per la prima volta il Venerdì santo del 1727 nella Chiesa di S. Tommaso di Lipsia, negli anni successivi è stata ripresa almeno altre tre volte, in ognuna delle quali il musicista ha apportato modifiche. La versione che per tradizione si esegue fa riferimento alla versione del 1736, per la quale Bach ha previsto, tra l’altro, l’inserimento a chiusura della prima parte di un grandioso corale proveniente dalla Passione secondo Giovanni. L’imponenza dell’organico vocale e strumentale - tre cori, dei quali uno di voci bianche, sei cantanti solisti e doppia orchestra - si adegua perfettamente a una partitura di grande respiro musicale che affronta l’episodio-chiave del Cristianesimo: dall’ultima cena di Gesù al tradimento di Giuda, dagli interrogatori ai quali è sottoposto alla condanna a morte, dalla crocifissione alla sepoltura. La voce recitante dell’Evangelista fa da filo conduttore (le sue parole provengono dai versetti del Vangelo di Matteo); tra i personaggi spiccano quelli di Gesù e di Ponzio Pilato. Un ruolo importante è affidato al Coro, impegnato in quasi la metà dei numeri (in totale sessantotto) per esprimere i turbamenti dei seguaci di Gesù, oppure impersonare la folla che assiste al processo, o ancora commentare - come nella tragedia greca - i diversi eventi. Per la musica Bach impiega più volte melodie proprie della tradizione sacra protestante, le cui origini risalgano alla metà del XVI secolo. La monumentale Passione secondo Matteo, intesa non come opera musicale a se stante bensì come parte della funzione religiosa, doveva avere un impatto quasi violento sul pubblico alla sua prima esecuzione. La drammaticità della musica e del racconto, la grandiosità e la lunghezza dell’opera, infatti, rendevano difficile la ricezione da parte del pubblico di questa composizione così inaudita. Solo cento anni più tardi, nel 1829, il ventenne Mendelssohn alla guida della Berliner Singakademie, diede con la sua esecuzione l’inizio a una vera riscoperta e rivalutazione del compositore e del suo lavoro. Biografia: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui “Storia in Musica”, con l’esecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; “Crescendo in Musica”, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S. Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J. Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito l’Orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. Biografie cantanti: MAKOTO SAKURADA tenore Nato a Sapporo in Giappone, si é laureato ed ha conseguito il dottorato di ricerca all'Università di Belle Arti e di Musica di Tokyo. Ha perfezionato lo studio del canto lirico con il M° Gianni Fabbrini presso il Conservatorio "G.B.Martini" di Bologna. Ha studiato tecnica vocale con William Matteuzzi e canto barocco con Gloria Banditelli. Nell’ambito concertistico, ha eseguito l’Elias di Mendelssohn con il M° Sawallisch a Tokyo. E’ stato L’Evangelista nella Passione secondo San Giovanni, nella Passione secondo San Matteo, nell'Oratorio di Natale; ha cantato la Messa in si minore, il Magnificat, le Cantate di Bach; il Messia di Händel; il Requiem di Mozart; La Creazione di Haydn, Il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, la Petite Messe Solemnelle di Rossini, collaborando in Italia e all’estero con numerosi gruppi e stimati direttori tra i quali Hespèrion XXI di Jordi Savall; Accademia Bizantina di Ottavio Dantone; Europa Galante di Fabio Biondi; la Cappella dei Turchini di Antonio Florio; Il Giardino Armonico di Giovanni Antonini; la Venice Baroque Orchestra di Andrea Marcon. Da diversi anni collabora come solista con Masaaki Suzuki ed il Bach Collegium Japan, con i quali ha inciso diverse opere di Bach, Buxtehude e Schütz, e effettuato tournées in Europa, Australia e Israele. Ha collaborato ancora con Philippe Herreweghe. e con Sigiswald Kuijken. Ha vinto il prestigioso Concorso Internazionale di Musica Antica di Brugges in Belgio. Nell’ambito operistico ha debuttato nel ruolo di Don Ramiro nella Cenerentola; Edoardo nella Cambiale di Matrimonio di Rossini; Basilio nelle Nozze di Figaro, Pedrilio ne Die Entführung aus dem Serail di Mozart ed è stato Don Ottavio nel Don Giovanni di Mozart diretto dal M° P. Connelly aTokyo dove ha partecipato anche alla Turandot e al Falstaff. E’ stato inoltre al festival Styriarte di Graz con Il Giardino Armonico in un oratorio di Fux ed è stato invitato in tournée con Europa Galante di Fabio Biondi in vari teatri in Spagna ; Eurimaco ne Il Ritorno d’Ulisse in Patria con Ottavio Dantone/Accademia Bizantina nella trilogia monteverdiana di Cremona e ha partecipato ad un’importante tournée negli Stati Uniti con il Bach Collegium Japan con le Passioni di Bach. Tra gli ultimi impegni svolti citiamo: la prima mondiale della Rosinda di Cavalli al Festival di Potsdam e a Bayreuth e le tournées dell’Orfeo di Monteverdi con la Venexiana registrazione per Glossa che ha vinto numerosi premi della critica tra cui il Grammophone Award e di seguito è stato Nutrice in Incoronazione di Poppea di Monteverdi sempre per la Venexiana registrazione e tournèe europea. Ha cantato ne La Betulia liberata di Mozart al festival di Bremen diretto da Ottavio Dantone; La Partenope di Vinci al Festival di Beaune e a Parigi; I Vespri di Monteverdi con Jordi Savall a Parigi, Cortez nel Motezuma di De Mayo ad Aschaffenburg e al Teatro Mercadante di Napoli; il Messiah di Handel in Spagna; Annibale nell’Annibale in Torino con Accademia Bizantina; l’Orfeo di Monteverdi all’Opéra di Bordeaux e al Festival di Edimburgo con Jordi Savall ed ha partecipato a diverse tournée con il Bach Collegium Japan. Tra gli impegni futuri citiamo: Tezeuco nel Montezuma di C.H.Graun al Musikfestpiel Potsdam Sanssouci, tournée e registrazione per Glossa de Il Ritorno di Ulisse in Partia con La Venexiana; vari concerti de Il Trionfo del Tempo e del Disinganno e de La Resurrezione di Handel con Fabio Bonizzoni; vari concerti con Maasaki Suzuki; la ripresa dell’Orfeo di Monteverdi e vari concerti Vespri di Monteverdi con Jordi Saval in torunèe europea. Incoronazione di Poppea con la Venexiana in tournèe europea concerti. LISA LARSSON soprano In seguito alla carriera come flautista, la soprano svedese Lisa Larsson ha studiato canto a Basilea. Ha iniziato la sua carriera alla Zurich Opera House sotto la guida di Nikolaus Harnoncourt, Frantz Welser-Möst. Il suo primo impegno all’estero è stato il ruolo di Papagena nel Flauto Magico al Teatro alla Scala sotto la guida di Riccardo Muti. Negli anni seguenti, si è affermata come la maggiore interprete delle opere mozartiane interpretando Zerlina in Don Giovanni (nella produzione di Peter Brook a Aix-en-Provence), Susanna in Le Nozze di Figaro, Pamina in Flauto Magico, il ruolo principale di Zaide, Servilia in La Clemenza di Tito e Ismene in Mitridate sotto la bacchetta di Claudio Abbado, Adam Fischer, Daniel Harding, Ivor Boston, Massimo Zanetti e altri. Le sue interpretazioni comprendono inoltre Marzelline in Fidelio, Anne Trulove in La carriera di un Libertino Ännchen in Der Freischütz, Eurydice nell’Orphée et Eurydice di Gluck (la versione di Berlioz), Adele in Die Fledermaus, Adina in L’elisir d’amore, Oscar in Un ballo in maschera, Xenia in Boris Godunov, Tytania in Sogno di una notte di mezza estate, Polissena in Radamisto and Morgana in Alcina nei teatri quali Royal Opera House, Covent Garden, Bayerische Staatsoper, Teatro La Fenice, Opéra de Monte Carlo, Oper Leipzig, Opernhaus Zürich, Grand Théâtre de Genève, Theater Basel, Royal Danish Opera, Stockholm Royal Opera e anche nei maggiori festivals come Salzburg, Lucerne, Glyndebourne e Aix-en-Provence. Ugualmente attiva sulle scene concertistiche, Lisa Larsson ha collaborato con Ton Koopman, Sir John Eliot Gardiner, specializzandosi in musica antica, e con Emmanuelle Haïm, Nicholas McGegan, Paul Goodwin, Martin Haselböck, Gottfried von der Goltz and David Stern. Importanti impegni includono i concerti con la Berlin Philharmonic, Vienna Symphony, Zurich Tonhalle Orchestra and Mahler Chamber Orchestra sotto la guida di Claudio Abbado, Mikhail Pletnev, Daniel Harding, Sir Colin Davis e tanti altri. Tra gli impegni più recenti ricordiamo la Passione di San Matteo sotto la guida di Ton Koopman e Sir Colin Davis, La Betulia liberata e La Creazione con Antonello Manacorda, concerti nell’ambito di Haydn Festival in Eisenstadt guidato da Adam Fischer e Trevor Pinnock, Der Schauspieldirektor al Lucerne Festival, Strauss Orchestral Songs al Teatro Carlo Felice di Genova con la direzione di Lawrence Renes, Mozart Concert Arias con la NHK Symphony Orchestra in Tokyo, Haydn’s Scena di Berenice con la Camerata Salzburg guidato da Louis Langrée e il suo debutto trionfale come Fiordiligi con la Malmö Symphony Orchestra sotto la guida di Vassily Sinaisky. Tra gli impegni di questa stagione ricordiamo i concerti a Zurigo e Tokyo con Frans Brueggen , un progetto Haendel con la Nederlands Maerorkest, le 4 Stagioni di Richard Strauss con la Swedish Chamber Orchestra Un progetto speciale è stata la sua premiere all’inizio di luglio a Vienna The Infernal Comedy con John Malkovich. Le numerose incisioni di Lisa Larsson comprendono Don Giovanni (Daniel Harding), Mitridate (Adam Fischer) e Il sogno di Scipione (Gottfried von der Goltz), Jephta di Handel (David Stern), Bach cantate con Sir John Eliot Gardiner, Oratorio di Natale e di Pasqua, Magnificat e varie altre cantate in solo con Ton Koopman. DAVID HANSEN controtenore David Hansen è nato a Sidney in Australia. Ha studiato canto con Andrew Dalton presso il Conservatorio di Sydney e si è perfezionato con James Bowman, Graham Pushee e David Harper. Nel 2004 giovanissimo ha fatto il suo debutto europeo per il Festival di Aix-en-Provence in Dido and Aeneas di Purcell. Poco dopo, ha fatto il suo debutto nel Regno Unito in concerti con la Scottish Chamber Orchestra sotto la direzione di Emmanuelle Haim ed in Italia cantando il ruolo principale nel Fernando di Handel con Il Complesso Barocco diretto da Alan Curtis per il Festival di Spoleto. Altri ruoli operistici hanno incluso: Bertarido nella Rodelinda di Händel con Alan Curtis per il Teatro Arriaga, Bilbao, Spagna; Trinculo nella prima americana di Thomas Adès La Tempesta di Santa Fe diretto da Alan Gilbert; Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel per Den Norske Opera diretto da Rinaldo Alessandrini e lo stesso ruolo al Teatro de la Maestranza de Sevilla diretto da Andreas Spering; Orfeo di Monteverdi per lo Staatsoper di Berlino diretto da René Jacobs; Atamante nel Semele di Händel per il Théâtre Royal de la Monnaie diretto da Christophe Rousset e Nerone nell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi per Victorian Opera ( ruolo per cui ha vinto il premio Helpmann). Ha lavorato con registi come Stefan Herheim, Jonathan Kent, Barrie Kosky e Christof Loy. In concerti ha cantato il ruolo principale in Salomone di Handel con René Jacobs e l'Orchestra of the Age of Enlightenment; il Messia di Handel alla Lyric Opera di Chicago; il suo debutto con i Berliner Philharmoniker e Sir Simon Rattle nei Carmina Burana; The Tempest al Concertgebouw diretto da Markus Stenz; “arie di Händel”con Bernard Labadie e Melbourne e New World Symphony Orchestra; i Cantici di Britten diretto da Ian Bostridge; Christopher Maltman e Julius Drake alla Konzerthaus di Vienna. Debutto discografico di David, Purcell: Music For Queen Mary, con l'Academy of Ancient Music e il coro del King's College di Cambridge, è disponibile su EMI Classics. Prossimi impegni includono: La Johannes Passion di Bach in Italia per LaVerdi barocca diretto da R.Jais, numerosi concerti con la Copenaghen e Oslo Philharmonic orchestra, il ruolo principale nel Giulio Cesare di Handel per Victorian Opera, il Messiah di Handel con la Bamberg Symphony Orchestra e Faust di Schnittke cantata con la BBC Symphony Orchestra diretta da Vassily Sinaisky. KENNETH TARVER tenore Kenneth Tarver è considerato dalla critica uno dei migliori tenori di grazia della sua generazione, grazie alla bellezza della sua voce, alla tecnica virtuosa, alla grande e omogenea estensione vocale e ad un’elegante presenza scenica. Il suo repertorio comprende le principali opere di Mozart, Rossini, Donizetti, Gluck, Berlioz, Verdi. Ugualmente vario e ricercato il repertorio concertistico, che spazia da Bach, Händel, Mozart, Beethoven a Debussy e Stravinskij. Specialista del repertorio operistico più esigente dal punto di vista virtuosistico ha cantato sui palcoscenici più prestigiosi al mondo, incluso il ROH Covent Garden di Londra, la Wiener Staatsoper, la Deutsche Oper, la Staatsoper Unter den Linden, la Bayerische Staatsoper, la Dresden Semperoper, il Gran Teatre del Liceu, l’Opéra Comique di Parigi, La Monnaie di Bruxelles, la Metropolitan Opera di New York, il San Carlo di Napoli e il Festival d’Aix-en-Provence. Tra i suoi ultimi successi ricordiamo la sua partecipazione a opere come L’Anima del filosofo (Budapest Festival), Orlando Paladino (Concertgebouw) e L’Infedelta Delusa (Musikverein) di Haydn, Orphée et Euridice di Gluck (Stuttgart Staatsoper), Idomeneo di Mozart (La Monnaie) e L’Italiana in Algeri di Rossini (Teatro Municipal Santiago de Chile). Kenneth Tarver si è costruito un impressionante repertorio di opere raramente rappresentate e ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Alberto Zedda, Adam Fisher, Nikolaus Harnoncourt, James Levine e Riccardo Chailly. Altri importanti momenti della sua carriera sono state le partecipazioni in My age, My Wild Beast di Rodion Shchedrin, al film di Judith Wier Armida e il Requiem di Mozart al Tanglewood Festival. Più recentemente ha interpretato in concerto e successivamente inciso Sesostri (ruolo del titolo) con Real Compañia Opera De Cámara a Barcellona. Tra gli altri impegni degli ultimi mesi: Antigona ed Entführung aus dem Serail (Belmonte) alla Staatsoper Berlin. Tra gli impegni dei prossimi mesi ricordiamo: Belshazzar (ruolo titolo) al Théâtre du Capitole di Toulouse e in tournée a Berlino; Matthäus-Passion BWV 244 con l’Orchestra Verdi a Milano; Te Deum di Berlioz a Oslo; Les Indes galantes (Valère) a Toulouse e a Bordeaux; Entführung aus dem Serail (Belmonte) alla Staatsoper Berlin. Intrepreterà Merope (Polifonte) di nuovo con la Real Compañia Opera De Cámara a Barcellona. Kenneth Tarver ha inciso con le più importanti etichette discografiche come Deutsche Grammophone, LSO Live, Opera Rara, Harmonia Mundi, BBC Opus Arte, Naxos e TDK. Kenneth Tarver ha studiato alla Interlochen Arts Academy, all’Oberlin College Conservatory of Music e alla Yale University School of Music. Ha partecipato al Metropolitan Opera Young Artist Program e collabora stabilmente con lo Staatstheater Stuttgart. CHRISTIAN SENN baritono Christian Senn è cileno d’origine e italiano di adozione. Dopo aver conseguito la laurea in biochimica vince una borsa di studio per continuare lo studio del canto in Italia perfezionandosi “all’Accademia per solisti del Teatro alla Scala” con i maestri L. Gencer, L. Alva e V. Manno. Christian ha intrapreso da subito una carriera brillante cantando con importanti direttori R. Chailly, M. Benini, C. Rizzi, T. Severini, F. Carminati, C. Rovaris, R Muti, M. Barbacini, O. Dantone, F. Biondi, in Italia e all’estero, in prestigiose sale da concerto e teatri tra cui citiamo il Teatro alla Scala; il Théâtre du Châtelet di Parigi; la Konzerthaus di Vienna, la Stefaniensaal di Graz; Palau della musica di Valencia e la Kanagawa Hall di Yokohama. Molto vasto è il suo repertorio operistico e concertistico prevalentemente orientato sul bel canto ma anche sul periodo classico e barocco. Ha collaborato con prestigiose orchestre a strumenti originali quali l’Europa Galante di Fabio Biondi, l’Accademia Bizantina di Ottavio Dantone, Il Giardino Armonico di Giovanni Antonini, la Cappella della Pietà de Turchini di Antonio Florio e l’Ensemble Matheus di J. C. Spinosi. Tra gli impegni di grande rilievo dell’ultimo periodo citiamo il ruolo di Figaro nel Barbiere di Siviglia in varie produzioni al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino, alla Fenice di Venezia e al Petruzzelli di Bari. Grande successo hanno avute le sue ultime performance di Il Conte ne Le Nozze di Figaro al Teatro alla Scala, Taddeo nell’Italiana in Algeri al Teatro Regio di Torino, Papageno nel Flauto Magico a Montpellier. Inoltre è stato Guglielmo nel Così fan Tutte al Teatro National di Santiago del Cile diretto da M. Benini ed ancora diretto da J. Webb con la regia di Daniele Abbado al Teatro Filarmonico di Verona e a Reggio Emilia. Ultimamente ha cantato anche il ruolo di Pacuvio nella pluripremiata produzione La Pietra di Paragone di Rossini al Teatro Regio di Parma e Théâtre du Châtelet di Parigi, diretta da J.C. Spinosi e con la co-regia di G.B. Corsetti/Sorin; Zoroastro nell’Orlando di Handel al Palau Les Arts di Valencia; Valentin nel Faust di Gounod e Enrico in Lucia di Lammermoor a Santiago del Cile; Nanni nell’Infedeltà Delusa di Haydn al Musikfestpiele di Posdam, Maestro di Musica in Convenienze ed Inconvenienze Teatrali di Donizetti al Tetro alla Scala di Milano ed in tournèe ad Aalborg. Specialista del repertorio barocco canta da anni il ruolo titolo di Bajazet di Vivaldi nelle principali capitali Europee con L’Europa Galante di F. Biondi e Astolfo ne l'Orlando Furioso di Vivaldi con l'Ensemble Matheus di J. C. Spinosi a Torino e al Musikfest di Bremen. Con il Giardino Armonico ha cantato la Resurrezione di Handel a Graz e la Senna ne La Senna Festeggiante di Vivaldi al comunale di Firenze. Con i Barocchisti della Rtsi di D.Fasolis, ha cantato l'Alexander Fest di Handel. Appassionato del repertorio Bachiano e tedesco ha eseguito tra gli altri Matthaus and Johannes Passion, Oratorio di Natale, Magnificat, Actus Tragicus, diverse cantate profane e oltre una quindicina di cantate sacre. Tra le sue registrazioni recenti citiamo il Tito Manlio, con Accademia Bizantina e il DVD della Pietra del Paragone registrato al Théâtre du Châtelet di Parigi. Tra gli impegni di prestigio del 2010 e 2011 citiamo: Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro la Fenice di Venezia e lo stesso ruolo in tournèe europea diretto da Jean-Christophe Spinosi; Astolfo nell’Orlando Furioso di Vivaldi al Théatre de Champs Elysée di Parigi e a Nizza, Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Massimo di Palermo diretto da Michele Mariotti, Malatesta nel Don Pasquale di Donizetti al Teatro Donizetti di Bergamo diretto da Stefano Montanari. THILO DAHLMANN basso Il basso baritono Thilo Dahlmann è cresciuto nel Hunsrück in Germania. Ha studiato canto con Ulf Baestlein, Berthold Schmid, Guido Baehr e Wolfgang Millgramm al Folkwang College di Essen, dove ha superato con lode la sua prova d’esame nel 2007. La sua collaborazione con Roland Hermann ha contribuito significativamente alla sua formazione vocale. Nel 2004 ha vinto il primo premio al North Rhine-Westphalia State Competition. Durante la stagione 2006/07 Thilo Dahlmann è stato membro dell’International Opera Studio dell’Opera House di Zurigo, dove si è esibito in diversi ruoli. Il giovane cantante è stato ospite al German Opera of the Rhine a Duesseldorf, Wuppertal Buehnen, Koblenz Theater e St. Gallen Theater (Notturno di Schoeck). Si è esibito in ruoli molto importanti in Germania e all’estero sotto la direzione di Helmuth Rilling, Peter Neumann, Franz-Welser-Moest, Nello Santi, Philippe Jordan, Helmut Müller Brühl, Andreas e Christoph Spering, Masaaki Suzuki e Ralf Otto, nei più bei teatri: Cologne e Essen Philharmonic Halls, Baden-Baden Festival Theater, Metz Arsénal, Zurich Tonhalle, Duesseldorf Tonhalle, Tokyo International Forum e Amsterdam Concertgebouw. Ha partecipato alla produzione di diversi dvd con la Zurich Opera House; inoltre, diverse registrazioni radiofoniche (DLF, DW, hr, WDR, France Musique), televisive (Arte) e discografiche vengono a completare le sue attività. Thilo Dahlmann attualmente insegna canto alla Cologne University of Music, divisione di Wuppertal. STEFAN VOCK baritono Dopo una laurea specialistica in Fisica presso l’università di Basilea, Stefan Vock si è dedicato agli studi di canto sotto la guida di Kurt Widmer al Conservatorio di Basilea, dove ha ottenuto il diploma in canto con lode nel 2005. Si è quindi specializzato con Gustav Leonhardt, Joshua Rifkin, Gérard Wyss Jan Schultsz, Dietrich Fischer-Dieskau. Specialista del repertorio barocco e Liederistico, Stefan Vock si è dedicato anche alle opera rare e sconosciute. Per l’etichetta Musiques Suisses, ha registrato i Marienvesper scritto da J.M. Gletle e un inedito Miserere composto da F.T. Fröhlich. Frequenti sono le sue apparizioni in concerti trasmessi da televisioni e radio svizzere come DRS 2 e Espace 2. Le sue straordinarie dote vocali gli hanno portato numerosi riconoscimenti e premi. Ricordiamo fra tutti quelli conferiti dalla Friedl Wald Foundation (2000) dalla Migros Society (2001-2002), dalla Basel Orchestral Society (2004) e dalla Elvira Lüthi-Wegmann Foundation (2004). Nel 2011 è stato e sarà ospite di prestigiosi Festival: RheinVokal, Festival de Saintes, Audi Sommerkonzerte, Boswiler Meisterkonzerte, Kempen Musik Festival. Nella prossima estate registrerà per l’etichetta Alpha i duetti di Buxtehude al fianco di Nuria Rial e Café Zimmermann. |
| IL TEMPIO STORICO DEL JAZZ MILANESE Birreria-American Bar - Ristorante - Live Music Lunedì 4 Aprile 2011 ore 21,15 AUDITORIUM DI MILANO, Largo Mahler In occasione del 30° anniversario della nascita delle SCIMMIE, concerto straordinario con ENRICO RAVA Featuring Il giovane e geniale trombonista designato da Down Beat, il miglior trombonista al mondo per la categoria "Rising Stars": GIANLUCA PETRELLA ENRICO RAVA E’ sicuramente il jazzista italiano più conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana ed artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Tra la sua numerosa discografia sono da segnalare gli imperdibili Quartet (ECM 1978) “Rava l’opera Va” (Label Bleu 1993), “Easy Living” (ECM 2004), "Tati" (ECM 2005) e “The Words and the Days” (ECM 2007) ed il recentissimo “ New York Days” (ECM 2009) Numerosissime e preziose le collaborazioni al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei, americani: tra cui Franco D'Andrea, Stefano Bollani, Massimo Urbani,Philip Catherine,Lee Konitz, Aldo Romano, Joe Henderson, John Abercrombie, Palle Danielsson, Jon Christensen, Nana Vasconcelos, Miroslav Vitous, Daniel Humair, Michel Petrucciani, Charlie Mariano, Joe Lovano ( con cui dirige un quintetto agli inizi degli anni 90 ) Albert Mangelsdorff, Dino Saluzzi, Richard Gallliano, Martial Solal, Archie Shepp,John Taylor,Paul Motian,Mark Turner ecc... Ha effettuato tours e concerti in USA, Giappone, Canada, Europa, Brasile, Argentina, Uruguay partecipando a importanti Festival (Montreal, Toronto, Houston, Los Angeles, Perugia, Antibes, Berlino, Parigi, Tokyo, Rio e Sao Paulo, ecc.) E' stato più volte votato miglior musicista nel referendum annuale della rivista "Musica Jazz", risultando vincitore anche nelle categorie "miglior gruppo" e "miglior disco italiano. Nominato “Cavaliere delle Arti e delle Lettere” dal Ministro della Cultura Francese, nel 2002 ha anche ricevuto il prestigioso “Jazzpar Prize” a Copenhagen. Negli ultimi tre anni è comparso al 4 ° posto del referendum della rivista americana Down Beat, nella sezione riservata ai trombettisti,alla spalle di Dave Douglas, Wynton Marsalis e Roy Hargrove. ENRICO RAVA TRIBE featuring GIANLUCA PETRELLA Il gruppo racchiude varie generazioni di musicisti, tutti con una propria storia e personalità stilistica. Del resto, Rava ha compreso sin dai suoi esordi uno dei meccanismi adottati da molti grandi leader della musica africana americana: inserire periodicamente nelle proprie formazioni giovani musicisti, nuovi talenti, che apportano generalmente alla musica la freschezza di un sound contemporaneo, di un modo di pensare che pur sposandosi con la tradizione la trasforma elaborandola in maniera originale. Valgono come esempi eclatanti i gruppi di Miles Davis e i Jazz Messengers di Art Blakey, che pur nella diversità della linea musicale hanno contribuito a lanciare decine di musicisti, non pochi dei quali diventati delle personalità di rilievo, capaci di influire in maniera determinate sulle scelte poetiche dei loro leader. Con loro, il trombettista italiano condivide la qualità di talent scout, come dimostra l’elenco di musicisti che ha contribuito a far conoscere, molti dei quali diventati degli artisti di rilievo nazionale e internazionale. Per fare soltanto alcuni nomi, basta pensare, negli ultimi anni, al chitarrista Roberto Cecchetto, , al trombonista Gianluca Petrella, ai pianisti Stefano Bollani e Giovanni Guidi, quest’ultimo parte del progetto TRIBE. Esponente della generazione dei ventenni del jazz italiano, GIOVANNI GUIDI ha vinto il Top Jazz 2007 (il premio della critica indetto dalla rivista Musica Jazz) quale miglior nuovo talento nazionale, ha realizzato un paio di album favorevolmente accolto dagli addetti ai lavori e ha partecipato a numerosi e importanti festival nazionali ed internazionali. GIANLUCA PETRELLA è considerato uno dei miglior trombonisti jazz del mondo Nella lista delle collaborazioni con musicisti internazionali figurano: Steve Bernstein,Bobby Previte, Greg Osby, Carla Bley ed italiani: Roberto Gatto, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Francesco Bearzatti, Paolino Dalla Porta, Paolo Fresu, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e altri. Ha partecipato a numerosi importanti festival internazionali in tutto il mondo fra i quali spiccano i festival di Montreal, Toronto, San Francisco, Chicago, Rio de Janiero, Oslo, Londra, Berlino, Umbria Jazz e i Blue Note Jazz Club di Tokyo e New York. Considerato uno dei contrabbassisti italiani piu' creativi ed eclettici GABRIELE EVANGELISTA è un giovanissimo contrabbassista scoperto da Rava ai seminari jazz di Siena. Sta bruciando le tappe a velocità supersonica ed èrichiestissimo per le sue straordinarie doti (precisione unita ad una sfrenata creatività ed ad un grande interplay ) da molti musicisti italianie non come Roberto Gatto, Kurt Rosenwinkel, Alessandro Lanzoni, Danilo Rea. Un quarantenne sulla soglia dei cinquanta è FABRIZIO SFERRA, fondadore del disciolto e acclamato trio Doctor 3, ma con alle spalle una lunga e articolata vicenda artistica, nella quale si è rivelato batterista capace di costruire raffinate dinamiche timbrico-ritmiche che fanno di lui un originale maestro del drumming jazzistico europeo, in grado di inserirsi efficacemente nell’interplay collettivo dei gruppi di cui ha fatto parte. Una formazione che ingloba musicisti così diversi, richiede una linea estetica chiara e in grado di consentire un dialogo creativo tra i musicisti; un leader dell’autorevolezza di Rava ha l’indiscutibile merito di saper condurre all’interno del proprio mondo espressivo artisti dalla differente esperienza e concezione poetica, ottenendo uno sfaccettato mosaico di personalità e atteggiamenti espressivi, con il quale rende sempre cangiante e articolata la propria musica. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler Data concerto Lunedì 4 aprile 2011 ore 21.15 Biglietti Posto unico intero 30,00 € - Ridotto (over 60 e studenti) 25,00 € I BIGLIETTI SONO IN VENDITA PRESSO: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00 (lunedì chiuso) tel. 02.83389.401/402/403 info@auditoriumdimilano.org - www.vivaticket.it - www.laverdi.org Ufficio Accoglienza Clienti Ferrovie Nord Piazza Cadorna ,14 tel. 02.85114865 lunedì/sabato dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato) domenica dalle 10.00 alle 16.00 (orario continuato) |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 14 aprile 2011 ore 20.30 Duomo di Monza Marcello Panni Apokàlypsis Oratorio in sette quadri e due parti, con un prologo e un epilogo tratto dall’Apocalisse di Giovanni, su un progetto di S.E. Gianfranco Ravasi, per due voci recitanti, coro misto, coro di bambini, orchestra di strumenti a fiato e percussioni Libretto e musica di Marcello Panni Commento di S.E. Cardinale Gianfranco Ravasi Giovanni, Andrea Giordana La Sposa Celeste, Sonia Bergamasco I Quattro Esseri Viventi: Aquila, Carola Gay Vitello, Giuliana Scaccabarozzi Leone, Massimiliano Tarli Uomo, Marco Calabrese I Ventiquattro Anziani Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Gli Angeli Coro di voci bianche Clairière del Conservatorio della Svizzera Italiana Maestro del Coro Brunella Clerici Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Marcello Panni Concerto di Pasqua con Apokàlypsis di Marcello Panni Giovedì 14 aprile alle 20.30, l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi porteranno nello splendido Duomo di Monza lo spettacolo Apokàlypsis, su libretto e musica di Marcello Panni (opera eseguita per la prima volta nell’edizione 2009 del Festival dei 2Mondi di Spoleto). Un Oratorio in sette quadri e due parti, con un prologo e un epilogo tratto dall’Apocalisse di Giovanni, su un progetto di S. E. Cardinale Gianfranco Ravasi, per due voci recitanti, coro misto, coro di bambini, orchestra di strumenti a fiato e percussioni. Una "gigantesca visione sonora" dell’ultimo e più misterioso dei libri della Bibbia. Una rappresentazione che vuole essere sacra e moderna, in cui le voci, quelle profonde e persuasive di Andrea Giordana e Sonia Bergamasco si alternano e si sovrappongono all’orchestra e al coro, oltre alle voci pure e celestiali del Coro di voci bianche Clairière del Conservatorio della Svizzera Italiana. In diversi momenti, S.E. Cardinale Gianfranco Ravasi, massimo intenditore delle Sacre Scritture, rende al pubblico il suo solenne commento sul contenuto simbolico del testo di Giovanni. Uno straordinario affresco di arte e spiritualità per celebrare la Pasqua. Il concerto è organizzato dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus nell’ambito del progetto “Note di solidarietà”, che sostiene iniziative di utilità sociale, culturale e ambientale nel territorio. Giovedì 14 aprile 2011 ore 20.30 Duomo di Monza Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Per informazioni: Segreteria della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza (039.3900942) Pro Monza (039.323222) Programma: Marcello Panni così descrive la sua opera: “Il testo dell’oratorio Apokàlypsis è tratto dall’ultimo e più misterioso libro del Nuovo Testamento, l’Apocalisse di Giovanni. I versetti sono stati scelti da S. E. Cardinale Gianfranco Ravasi, cui l’oratorio è dedicato con un’epigrafe celata tra le note . Sulle sue indicazioni ho scritto una moderna sacra rappresentazione, per due voci recitanti, un uomo e una donna, che si dividono il testo nella versione italiana, il primo nella parte più visionaria di Giovanni, l’altra nell’evocazione della figura della Sposa che sconfigge Satana e, nel finale, ci descrive la discesa della Gerusalemme Celeste. A loro risponde il coro, suddiviso, secondo il testo, in 24 Anziani e quattro Esseri Viventi (Leone, Vitello, Uomo, Aquila), che costituiscono la corte in adorazione dell’Agnello. Essi intonano il testo nella versione latina, con frammenti in italiano ,francese, inglese, tedesco, spagnolo, e nella chiusa in greco. L’andamento del coro è di volta in volta processionale, danzante, eco dei recitanti, rumoreggiante e tuonante, mentre la purezza delle voci bianche si inserisce nei momenti angelici. Li sostiene una banda di quarantacinque strumenti a fiato, come un gigantesco organo a canne, ai quali si aggiunge il commento di quattro percussionisti con ritmi e colori sacri e profani. I rumori naturali della tempesta, del tuono, del divampare delle fiamme, del terremoto rinunciando a una facile soluzione tecnologica, sono affidati a quattro semplici e antichi meccanismi teatrali, azionati a vista dagli stessi percussionisti. Ho scelto una lettura austera dell’Apocalisse, che evochi un rito e una sacralità primitiva, una cerimonia antica e senza tempo, con elementi di folklore, quali una zampogna a simboleggiare l’apparizione dell’Agnello, e un corno naturale di bue a evocare le trombe del giudizio, mentre melodie sciamaniche si innestano su contrappunti medioevali e sulla solmizzazione gregoriana. L’armonia aspra e dissonante è basata su incontri politonali di scale difettive, tipiche della musica aborigena. Prima di ognuna delle due parti, a guisa di prefazione e intermezzo, S.E. il Cardinal Ravasi commenta personalmente il testo di Giovanni.” Biografie: Compositore e direttore d’orchestra, dalla fine degli anni ’70, Marcello Panni è ospite regolare delle principali istituzioni musicali italiane e dei più importanti teatri lirici internazionali, quali l’Opéra di Parigi, il Metropolitan di New York, il Bolshoj di Mosca, la Staatsoper di Vienna, la Deutsche Oper, il Covent Garden, il Liceu di Barcelona. Oltre alle più note opere di repertorio, Panni ha diretto la prima esecuzione assoluta di Neither di Morton Feldman all’Opera di Roma (1976), Cristallo di Rocca di Silvano Bussotti alla Scala di Milano (1983), Civil Wars di Philip Glass all’Opera di Roma (1984) e di recente Patto di Sangue di Matteo d’Amico al Maggio Musicale Fiorentino (2009). Panni ha composto diverse opere liriche: Hanjo per il Maggio Musicale Fiorentino (1994); Il Giudizio di Paride, per l’Opera di Bonn (1996), The Banquet (Talking about Love), libretto di Kenneth Koch, per l’Opera di Brema (1998). Nell’aprile 2005 ha presentato, in forma di concerto al Teatro San Carlo di Napoli, l’opera in due atti Garibaldi en Sicile. Nel 1994 Marcello Panni è nominato direttore artistico dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e quasi contemporaneamente, direttore musicale dell’Opera di Bonn. Nel settembre del 1997 assume la carica di direttore musicale dell’Opera e dell’Orchestra Filarmonica di Nizza. Dal 1999-2004 è direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Nell’autunno 2000 lascia l’Opera di Nizza per ricoprire il posto di consulente artistico al Teatro San Carlo di Napoli che mantiene per due stagioni. Nel 2003 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia. Dal 2007 al 2009 ha ripreso la direzione artistica dell’Accademia Filarmonica Romana. E’ attualmente il direttore artistico e principale della Orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce. Per la cattedrale di Nizza ha scritto nel 2000 una Missa Brevis,per coro di voci bianche, fiati e percussione, per il Duomo di Milano nel 2004 il mottetto per coro a voci pari e orchestra Laudate Dominum e per il Festival di Spoleto 2009 ha composto l’oratorio Apokàlypsis. Sonia Bergamasco è nata a Milano dove si è diplomata in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi e in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro diretta da Giorgio Strehler. Ha debuttato in Arlecchino servitore di due padroni diretto da Giorgio Strehler. Ha collaborato con Massimo Castri, Glauco Mauri, Theodoros Terzopoulos. E’ stata la "Fatina" dell'edizione teatrale e televisiva di Pinocchio, diretto e interpretato da Carmelo Bene. Interprete e regista di Giorni in bianco, monologo tratto dal racconto "Il trentesimo anno" di Ingeborg Bachmann, debutta come autrice nello spettacolo-concerto Orfeo bambino. Ha realizzato, per l’edizione 2007 del Festival Internazionale di letteratura per ragazzi, lo spettacolo La voce viene da molto lontano, da un racconto di Antonio Skàrmeta. Il Pesciolino "Polvere di Luna" con musiche di Mauro Cardi al pianoforte Vsevolod Dvorkin; Le Due Regine con testo di Dario Moretti e musica di Azio Corghi, la composizione è stata anche registrata da casa Ricordi. Nel 2008 ha creato e interpretato Croce e delizia, recital-concerto con video-proiezioni che la vede anche interprete delle musiche al pianoforte. Nel 2009 due nuove creazioni per il teatro, il Concerto della fine del Mondo, manifesto per un anticanzoniere, spettacolo-concerto di cui cura anche la drammaturgia poetica e musicale, e Esse di Salomè, teatro sonoro da Mallarmé, in collaborazione con Tempo Reale di Firenze. Al Festival dei Due Mondi di Spoleto ha interpretato Apokàlypsis sotto la direzione dell'autore. Si dedica anche al repertorio per voce recitante-cantante che va dal melologo romantico da concerto al repertorio per ensemble o orchestra del 1900 e contemporaneo. È Pia de Tolomei nell'opera da camera Pia? di Azio Corghi (Settimane Musicali di Siena). Nel 2006 è Donna Elvira nella prima mondiale dell'opera Il Dissoluto assolto di Azio Corghi, su libretto di José Saramago (Teatro São Carlos di Lisbona e Teatro alla Scala, Milano). È Belisa nel Don Perlimplin di Bruno Maderna per La Biennale di Venezia. Interpreta Poudre d'Ophélia di Azio Corghi per il Teatro Lirico di Cagliari. Per Taormina Arte scrive e interpreta con Fabrizio Gifuni lo spettacolo musicale I kiss your hands, catalogo semiserio delle lettere mozartiane.E con EsTrio, testi di Maria Grazia Calandrone, "Scene da un Matrimonio" con musica di Robert e Clara Schumann. Nel cinema, dopo il cortometraggio D'estate di Silvio Soldini, è protagonista del film L'amore probabilmente di Giuseppe Bertolucci. E' tra gli interpreti di La meglio gioventù, diretto da Marco Tullio Giordana (Nastro d'argento 2004 come attrice protagonista), di De Gasperi con la regia di Liliana Cavani (per il quale riceve il Premio Flaiano 2005). Ancora con Liliana Cavani, nel 2007, è tra i protagonisti del film Einstein . E' inoltre presente nei film Musikanten e Niente è come sembra con la regia di Franco Battiato, in Tutti pazzi per amore di Riccardo Milani e nel film Giulia non esce la sera con la regia di Giuseppe Piccioni. Nel 1999 ha inciso Pierrot lunaire di Schönberg (ARTS) e nel 2005 Recitarsonando, antologia di melologhi per voce e pianoforte ( RaiTrade). Collabora stabilmente con il pianista Emanuele Arciuli. Andrea Giordana Cinema: Dead End (Regia di G. Calmieri); Pranzo di Pasqua (R. di Scivelson); Il Tormento e L'estasi (R. Di K. Reed), le Italiane e L'amore (R. di Maselli). A soli 12 anni debutta in Erode il Grande (R. Diturgiansky). Fin dal 1971 è stato protagonista di film che sfruttano i filoni del Momento (Western-sentimentali) tra cui: Lettere dalla Sicilia (R. di M. Giliberti), Golpe De Estadio (R. Di S. Cabrera), Massagro al Gran Canion, è stato bello amarti, Quella sporca storia del West, Johnny Hamlet (R. Di E. G. Castellari), El Desperado (R. Di F. Rossetti) Televisione: 2010 Violetta (Regia di A. Frazzi); 2010 L’isola (R. di A. Negrin); 2008 Sant’Agostino (R. Dic. Duguay); 2008 Puccini (R. di G. Capitani); 2006 Guerra e Pace (R. di Dornhelm); 2003 La Tassista (R. Dij. M. Sanchez); 2001 Blindati (R. di C. Fracasso); 2001 La Memoria e il Perdono (R. Di G. Capitani); 1999 Provincia Segreta II (R. di F. Massaro); 1997 Avvocati (R. Dig. Ferrara); 1996 Provincia Segreta (R. Dif. Massaro) 1995 Positano (R. di V. Sindoni); 1994 Il Prezzo della Vita (R. di S. Reali); 1993 Un Figlio A Metà II (R. di G. Capitani); 1992 Un Figlio a Metà (R. di G. Capitani); 1992 Il Giovane Mussolini (R. di G. Calderone). Dopo aver presentato il Festival di Sanremo, sfilate e Galà artistici, è stato per due anni il conduttore dello show televisivo W le donne su Canale 5. Più molte fiction, quali: Il Mercante di Venezia di Shakespeare (Regia di G. De Bosio); Un mese in campagna di Turghenev (R. di S. Bolchi); La morte di Danton (R. di M. Missiroli); 1991 Piazza di Spagna (R. di F. Vancini); 1990 Alta Società (R. Dig. Capitani); 1989 Un cane sciolto (R. di G. Capitani); 1987 La coscienza di Zeno (R. Dis. Bolchi); 1977 Sandokan (R. di S. Collima);1977 40 giorni di Libertà (R. di L. Castellani); 1971 Eneide (R. di F. Rosi); 1966 Il conte di Monte Cristo. Teatro: 2009 Un ispettore in casa Birling (Regia di G. Sepe); 2007/2008 Otello produzione di Bis Bideri Spettacoli (R. di G. Sepe); 2006 Giú dal Monte Morgan ( R. di S. Fantoni); 2005 La lunga vita di Marianna Ucria (R. Dil. Pugelli); 2003 Zio Vanja (R. di S. Fantoni); 2003 Ifigenia in Tauride (R. di J. Vassalle); 2003 A Number (R. di V. Malosti); 2001/2002 Notturno Indiano (R. di T. Pedroni); 2000 Il Leone D'inverno (R. di M. Avogadro); 95/96 Il Seduttore (R. di G. Sepe); 1995 L'onorevole il Poeta e la Signora di A. De Benedetti (R. di A. Calenda); 1994 L'onorevole il Poeta e la Signora di A. De Benedetti ( R. di A. Calende); 1993 Tradimenti di Pinter (R. di A. Calende); 1992 Due dozzine di rose scarlatte di A. De Benedetti (R. di M. Parodi); Alla stessa ora il prossimo anno di B. Slade (R. di A. Proclemer); Fiore di Cactus - Barillet e Gredy di B. Slade (R. di G. Albertazzi); Tovarich J. Deval (R. di M. Parodi); Nel 1977/78 fonda con Giancarlo Zanetti la compagnia Giordana/Zanetti e con la stessa recita in: Peccato che fosse una sgualdrina di G. Ford (Regia di A. Zucchi); Caffè Feydeau di Feydeau (R. di M. Parodi); La commedia degli errori di Shakespeare (R. di A. Zucchi); Don Giovanni e il suo servo di Rocco Familiari (R. di A. Trionfo); Voulez vous jouer avec moi? Di M. Achard (R. di L. Solvetti); Anfitrione di Plauto (R. di M. Parodi); Becket e il suo Re di Anouihl (R. di A. Trionfo); Gli amori inquieti di Goldoni (R. di A. Zucchi); 1977 La Cortigiana di Aretino (R. di M. Bernardi); 1977 As you like it di Shakespeare (R. di T. Calende); 1977 Pene d'amore perdute di Shakespeare (R. di M. Parodi); 1976 La Farinella di G. C. Croce (R. di N. Mangano); 1976 Simplicissimus di Grimmelchausen (R. di A. Trionfo) 1975 La Signora delle Camelie (R. di G. De Lullo); 1974 La professione della signora Warren di Shaw (R. di J. Kilty); 1973 Roma 335 di Carlo Ternari (R. di G. Ferrara); 1972 Papesa Giovanna di M. Moretti (R. di J. Quaglio); 1970 Le Farfalle sono libere di L. Gerche (R. di D. Montemurri); 1969 I giusti di A. Camus. Coro Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana Il Coro di voci bianche Clairière costituisce una realtà unica nel suo genere, in grado di abbinare all’impegno costante a favore dei giovani, la continua esplorazione dei repertori ed un ideale artistico perseguito con dedizione e gratificato da successi e riconoscimenti internazionali. A poco più di 10 anni dalla sua fondazione, oggi il Coro di voci bianche Clairière può vantare collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Martha Argerich (Progetto Martha Argerich, Lugano, 2007), Claudio Abbado (Te Deum di Hector Berlioz, Bologna, 2008), René Clemencic (Festival Internazionale della Musica MITO, Milano, 2010), Marc Andreae (I Pianeti di Gustav Holst, Lugano, 2007), Rick Wakeman & Guy Protheroe (Estival Jazz, Lugano 2009). Il suo repertorio spazia dalla polifonia tardo-medievale alle istanze moderniste e ai generi di contaminazione dei secoli XX e XXI e comprende autori che vanno da Matteo da Perugia a Gustav Holst e Hans Krása, senza tuttavia voltare le spalle a quella letteratura “per l’infanzia”, a volte etichettata riduttivamente e percepita come “minore”. Il Coro Clairière e Roberto Piumini hanno realizzato insieme due importanti progetti editoriali, i libri-CD Canta Natale (Istituto Geografico De Agostini, 2009) e Il coro e la voce (Milano, 2006), che vanno ad aggiungersi alle registrazioni discografiche e radiofoniche per la Radiotelevisione Svizzera SRG SSR idée suisse (Rete2) e l’etichetta altrisuoni. Sin dalla sua fondazione, il Coro Clairière è diretto da Brunella Clerici. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 7 aprile 2011 ore 20.30 Venerdì 8 aprile 2011 ore 20.00 Domenica 10 aprile 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Jean Sibelius Canto di Primavera op. 16 Richard Strauss Concerto n. 1 per corno e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 11 Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in Re maggiore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Corno Radovan Vlatkovic Direttore John Storgårds Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 7 aprile 2011 ore 20.30 Venerdì 8 aprile 2011 ore 20.00 Domenica 10 aprile 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Radovan Vlatkovic ci conduce a conoscere il giovane Strauss Debutta sul podio de laVerdi il direttore finlandese John Storgårds, chiamato a confrontarsi con tre autori di inizio ‘900, come Sibelius, Strauss e Mahler. Direttore Principale della Helsinki Philharmonic Orchestra dalla stagione 2008/09, Storgårds è stato recentemente nominato Direttore Principale Ospite della BBC Philharmonic Orchestra dalla stagione 2012/13. Il concerto dall’impaginato coerente, si apre con una pagina breve, dal sapore introduttivo con lo splendido Canto di Primavera del finnico Sibelius. Scritto nel 1894, il brano era inizialmente stato pensato come Improvvisazione per orchestra, poi riscritto nel 1902 in chiave decisamente ottimistica, per la versione definitiva. Il pezzo chiama l’orchestra a confrontarsi con una scrittura rigogliosa, cui in coda si aggiungono anche le campane a celebrare la chiusura di questo grandioso inno alla vita e alla natura. Segue il Concerto n. 1 per corno e orchestra di Strauss con Radovan Vlatkovic (Artista Residente de laVerdi) che torna all’Auditorium di Milano con un lavoro giovanile del compositore tedesco. Scritto nel 1883 è un esuberante concerto in cui già si possono intravvedere il gusto per i temi e le melodie ben costruite, che saranno tra le caratteristiche principali di molti dei poemi sinfonici di Strauss. Si tratta di uno dei pochi concerti per questo difficilissimo strumento: la bravura e l’abilità tecnico-virtuosistica sono affidati, in particolare, all’ultimo movimento. Il concerto si chiude, infine, con la Sinfonia n. 1 di Mahler, capolavoro già maturo del compositore, scritto in un lungo arco di tempo, dal 1888 al 1896. La travagliata genesi della Sinfonia rivela le preoccupazioni che dovette sopportare l’autore - allora già affermato come direttore d’orchestra ma pressoché esordiente come compositore - nel presentare al pubblico il suo primo grande cimento sinfonico. Giovedì 7 aprile 2011 ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER Conferenza sulla Sinfonia n. 1 Relatore Prof. Cesare Fertonani Programma: Nel 1880 il concilio della città di Vaasa in Finlandia, fondò una società per promuovere la vita musicale della città; l’anno seguente, Axel Stenius, direttore della locale banda militare, fu nominato direttore dell’orchestra. Nel 1894 Stenius, invitò il ventinovenne Jean Sibelius, nominato due anni prima alla facoltà di composizione dell’Università di Helsinki e già significativa figura nella musica finnica, a scrivere un poema sinfonico per il festival di quell’anno. Sibelius compose il pezzo per Vaasa velocemente quella stessa primavera. Fu data a una performance all’aria aperta come Improvvisazione per orchestra sotto la direzione di Stenius, il 21 giugno 1894. Ben presto il lavoro fu tolto dalla circolazione e ripreso in mano la primavera seguente col titolo di Spring Song: anche la chiave cambiò da Re maggiore a Fa maggiore, chiave più nordica e pastorale, e fu eliminato un passaggio con ritmi di danza spagnoli e tamburelli alla fine. La seconda versione fu rappresentata per la prima volta il 13 aprile 1895 ma il poema sinfonico fu rielaborato una terza volta, prima di una conclusiva pubblicazione nel 1903. Il musicologo Tawaststjerna suggerisce che Il canto di primavera è soprattutto un lavoro che apostrofa la primavera nordica e in particolare la qualità della luce. Di conseguenza, il poema sinfonico non è in relazione con un programma narrativo extramusicale o, comunque, un programma, ma si tratta di “musica assoluta” come le sinfonie di Sibelius. Il Concerto per corno e orchestra n. 1 in Mi minore di Richard Strauss venne composto nel 1882-83 e poco dopo la composizione, fu eseguito a Monaco al Tonkünstlerverein da Bruno Hoyer, ma dovette attendere il 4 marzo 1885 per l’esecuzione con orchestra che Hans von Bülow diresse a Meiningen (corno Gustav Leinhos). Né nella prima, né nella seconda occasione lo eseguì Oskar Franz, il solista di corno cui Strauss aveva dedicato la partitura. Tra le opere giovanili il Concerto per corno emerge per la felice amabilità, pur non essendo ancora segnato da una forte impronta personale. Non mancano, soprattutto nel rondò finale, vocaboli tipici di Weber e della tradizione della “musica di caccia” (da Haydn a Schumann). Gustav Mahler approda al sinfonismo dopo aver raggiunto già una notevole notorietà come direttore d’orchestra. Infatti, la prima esecuzione della Sinfonia n. 1, il 20 novembre 1889, sotto la guida del compositore, ha luogo proprio a Budapest, dove Mahler dal 1888 ricopre il ruolo di Direttore musicale. Il titolo Titano, con riferimento all’omonimo romanzo dello scrittore tedesco Jean Paul, risale alla prima versione che comprendeva ancora come secondo movimento l’Andante Blumine, e venne poi – insieme ai titoli programmatici dei singoli movimenti - eliminato da Mahler stesso. La musica, che sembra tuttavia ricalcare il linguaggio fiabesco e l’abbondanza di immagini poetiche del testo letterario, “come un suono della natura”, ha fatto sì che il titolo venga riportato ancora oggi sulla maggior parte dei programmi. Caratteristica la fusione del lavoro sinfonico con elementi del lied: il tema del primo movimento, infatti, riprende il lied Ging heut’ morgen übers Feld, dalla raccolta dei Lieder eines fahrenden Gesellen, composta negli anni precedenti. Biografie: John Storgårds è decisamente uno dei più versatili e stimati musicisti finlandesi della sua generazione. Dal suo debutto come direttore nel 1996, è diventato direttore di fama internazionale e violinista acclamato, ama scoprire opere nuove o raramente eseguite oltre a percorrere il repertorio più classico. Il suo talento per la programmazione sta diventando un suo segno distintivo a livello mondiale. Direttore Principale della Helsinki Philharmonic Orchestra dalla stagione 2008/09, Storgårds è anche Direttore Artistico dell’Orchestra da Camera di Lapland (dal 1996). Inoltre è stato recentemente nominato Direttore Principale Ospite della BBC Philharmonic Orchestra dalla stagione 2012/13. Storgårds dirige regolarmente la BBC Symphony Orchestra (con cui ha debuttato ai BBC Proms nel 2005), con la Gothenburg Symphony, Swedish Radio Symphony, Frankfurt Radio Symphony, Oslo Philharmonic, Royal Stockholm Philharmonic, Danish National Symphony, MDR Leipzig Orchestra, Scottish Chamber Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Torino, BBC Scottish Symphony e l’Orchestre Philharmonique de Strasbourg. Più lontano, Storgårds ha diretto le orchestre di Sydney, Melbourne e New Zealand, l’Australian Chamber Orchestra e la St Paul Chamber Orchestra. Ha debuttato in Giappone nel 2007 con la Kioi Sinfonietta. Fra i solisti con cui collabora figurano Christian Tetzlaff, Frank Peter Zimmermann, Truls Mørk, Olli Mustonen, Colin Currie, Håkan Hardenberger, Sabine Meyer, Kari Kriikku, Karita Mattila, Matti Salminen e Sol Gabetta. Nella presente stagione Storgårds porterà la Helsinki Philharmonic in tournée a Budapest e alla Konzerthaus di Vienna (con Jean Yves Thibaudet). Un ampio tour in Germania è previsto nella stagione 2010/2011. La scorsa stagione ha diretto per la prima volta la City of Birmingham Symphony Orchestra, dove è stato nuovamente invitato. I debutti futuri: Het Residentie Orkest, BBC Philharmonic Orchestra, Orquesta de Valencia, Konzerthaus Orchester Berlin e la Cincinnati Symphony Orchestra. In ambito operistico, la scorsa stagione ha diretto Don Carlo alla Tampere Opera e ha presentato in Finlandia la prima esecuzione di The Enchanted Wanderer di Rodion Shchedrin, in versione da concerto con cui ha inaugurato la sua prima stagione come Direttore Principale a Helsinki. John Storgårds ha fatto molte registrazioni sia come violinista sia come direttore, tra cui un CD con il Concerto per violino Distant Light e la Seconda Sinfonia di Peteris Vasks, che ha vinto il prestigioso premio Cannes Classical Disc of the Year per il 2004, Graal Théâtre di Kaija Saariaho, composizioni di John Corigliano e il Concerto per Violino di Busoni con il solista Frank Peter Zimmermann. La registrazione, dedicata a Valevi Aho, è stata da poco pubblicata e accolta da grande successo, mentre un disco di lavori sinfonici di Panufnik è stato in cima alle classifiche delle principali riviste specializzate. Le più recenti uscite hanno visto musiche di Hakola e del compositore Islandese Hallgrimsson (l’ultimo con Truls Mørk come solista). John Storgårds ha guidato la Swedish Radio Symphony Orchestra durante l’incarico di Esa-Pekka Salonen e ha successivamente studiato direzione d’orchestra con Jorma Panula e Eri Klas. Ha ricevuto il Finnish State Prize for Music nel 2002. Il cornista Radovan Vlatkovic è nato a Zagabria nel 1962 e studia nell’Accademia della sua città con il Prof. Deticek. Successivamente si diploma con il massimo dei voti alla Musikhochschule di Detmold (Germania) con il prof. Michael Hoeltzel. Nel 1983 vince il Primo Premio al Concorso ARD di München, dopo 14 anni, primo cornista ad aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento internazionale, inizia così la sua brillante carriera. 1982-1990: Primo Corno alla Radio Symphonie Orchester Berlin. 1992-1998 ricopre la carica di Professore di corno presso la Musikochschule di Stoccarda; attualmente è Professore di Corno al Mozarteum Salzburg, Catedratico al Conservatorio Reina Sofia di Madrid e docente alla Musikhochschule di Zurigo. Artista “in residence” presso la Sinfonica Verdi di Milano dal 2007, esegue con loro, Mozart, Carl-Maria von Weber, Schumann, R. Strauss, Saint-Saëns, Dukas, John Williams, Chabrier, K. Penderecki. Inoltre suona con le Orchestre di Santa Cecilia Roma, ORT Firenze, San Carlo di Napoli, Teatro di Trieste, Teatro di Bologna, Teatro di Cagliari. In Europa è ospite delle orchestre: Radio Symphonyorchester Berlin, Konzerthaus Berlino, Bayerische Rundfunk, London Symphony, BBC London, English Chamber, Academy of St. Martin in the Fields, Basler Symphonie, Real Filarmonica di Galicia, Tivoli Kopenhagen, Odense Danimarca, Radio Svizzera-Italiana Lyon, Orquestre Symphonique de Strasbourg, Radio Helsinki, Radio Svedese, Haarlem (Olanda),Oslo, Trondheim, Bremen Philharmoniker, ZKO, Gelders Orchestra. Suona in Israele e torna regolarmente in Giappone, come solista, con la Yomiuri Symphony Orchestra, Tokyo Metropolitan e NHK Symphony e per partecipare ai concerti di “musica da camera”. Ama molto la “musica da camera alla quale dedica molto tempo collaborando con numerosi musicisti in Europa, USA e Giappone. Persona comunicativa, musicale, pedagogo molto richiesto è ospite assiduo di molti festivals: Marlboro, Philadelphia Chamber Music Society, Chicago (USA), Lockenhaus (G.Kremer), Kreuth, (Natalia Gutman), Schleswig-Holstein,Turku, Kuhmo, Stavanger, Pablo Casals in Prades (Spagna). Attento interprete del repertorio contemporaneo esegue musiche di John Williams, Elliot Carter, S. Gubaidulina, Ligeti, Penderecki, Holliger, compositori contemporanei croati. Nel 2008 esegue a Bremen (Germania) la “prima assoluta” del concerto per Corno ed Orchestra Winterreise di Krzysztof Penderecki. Radovan Vlatkovic suona un “doppio corno” Modello 20 M di Paxman of London. |
| Diretta televisiva del concerto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per la ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano Il Concerto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per la ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano in programma all’Auditorium di Milano domenica 20 marzo, sarà trasmesso in diretta su RAI STORIA a partire dalle ore 18.45 (il canale è disponibile in chiaro sul Digitale Terrestre). Il concerto straordinario vedrà la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’ingresso è su invito. Programma musicale: - Canto degli Italiani - Goffredo Mameli / Michele Novaro - Guglielmo Tell, “Ouverture” - Gioachino Rossini - Macbeth, “Patria oppressa” - Giuseppe Verdi - Inno Nazionale, in occasione delle solenni esequie pei morti nella rivoluzione di Milano scritto per ordine del Governo Provvisorio - Stefano Ronchetti / Giulio Carcano - I Lombardi alla Prima Crociata, “O Signore dal tetto natìo” - Giuseppe Verdi - Fantasia funebre alla Memoria del Colonnello Nullo - Giovanni Bottesini (prima esecuzione moderna) - Inno di Garibaldi - Luigi Mercantini / Alessio Olivieri - I Vespri Siciliani, “Ouverture” - Giuseppe Verdi - Nabucco, “Va pensiero, sull’ali dorate” - Giuseppe Verdi Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Jader Bignamini |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 31 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 1 aprile 2011 ore 20.00 Domenica 3 aprile 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Bohuslav Martinů Concerto per 2 pianoforti e orchestra Carl Orff Carmina Burana, per soli, coro e orchestra Soprano Maureen Brathwaite Tenore David Allsopp Baritono Carmelo Caruso Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Coro di Voci Bianche de laVerdi Maestro del Coro di Voci Bianche Maria Teresa Tramontin Pianoforte Jennifer Micallef, Glen Inanga Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 31 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 1 aprile 2011 ore 20.00 Domenica 3 aprile 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Tanti artisti per un ricco Novecento Torna sul podio de laVerdi il Maestro Wayne Marshall per l’esecuzione di due brani apparentemente lontani tra loro, ossia il Concerto per 2 pianoforti e orchestra di Bohuslav Martinů e i Carmina burana di Carl Orff. I due brani hanno alcuni elementi in comune: innanzitutto il folto stuolo di musicisti coinvolti, perché per il concerto di Martinů sono richiesti due solisti di provata abilità tecnica, nel nostro caso i pianisti Jennifer Micallef e Glen Inanga, mentre i Carmina Burana dispiegano tre solisti vocali, il soprano Maureen Brathwaite, il tenore David Allsopp e il baritono Carmelo Caruso, oltre agli apparati fondamentali del Coro, guidato da Erina Gambarini, e delle voci bianche, sotto la guida di Maria Teresa Tramontin. Martinů, compositore ceco nato nel 1890, e Orff, tedesco classe 1895, hanno condiviso non solo l’età anagrafica, ma anche una certa corrente estetica tipica del pensiero europeo dei primi decenni del Novecento, il Neoclassicismo. Il Concerto per due pianoforti e orchestra di Bohuslav Martinů fu scritto nel 1943 durante l’esilio forzato a New York, come altri compositori dell’Est europeo. Dopo aver studiato al Conservatorio di Praga e poi a Parigi, era diventato l’allievo prediletto di Albert Roussel. A New York insegna composizione al Mannes College of Music, poi all’Università di Princeton, dove compone numerose opere. Questo suo concerto si caratterizza per un uso moderato delle ultime tendenze avanguardiste per guardare invece indietro alla forma classica del concerto per pianoforte. Anche i Carmina Burana di Orff guardano indietro ad epoche passate, al Medioevo dei clerici vagantes e degli studenti goliardi, a spasso per l’Europa, a fare da sfondo a questo affresco sinfonico corale scritto da Orff tra il 1935 e il 1936. I Carmina Burana erano in origine una collezione di poesie medievali raccolte nel manoscritto Codex burnus, probabilmente redatto fra il 1220 e il 1250 in un territorio di lingua bavarese. I temi erano ispirati al gusto goliardico per l’irrisione, per gli inni bacchici, per la carica erotica e per la parodia blasfema come rifiuto della ricchezza terrena e condanna delle gerarchie ecclesiastiche, così lontane dalla spiritualità. Avvalendosi della collaborazione dell’archivista e latinista Michel Hoffmann, Orff operò una selezione e una riduzione e montaggio dei testi. Il risultato fu un libretto di cantata completamente nuovo per struttura ed espressione, musicato poi con estrema rapidità. Il successo della prima fu strepitoso, nonostante la stroncatura dei critici del regime nazista, e praticamente continua a tutt’oggi. Programma: Il Concerto per due pianoforti e orchestra di Bohuslav Martinů venne composto nel 1943, durante il periodo “americano”, periodo particolarmente fecondo di opere di ogni genere. In questo concerto il compositore “usa i due pianoforti nella più completa accezione di “solisti” con accompagnamento orchestrale. Il brano richiede virtuosismo e una tecnica pianistica brillante, in cui il timbro degli strumenti suscita colori e sonorità sempre nuove”. Martinů ha scritto un pezzo di facile divertimento, con una notevole ricchezza di ritmi e di timbri, con un forte influsso del folclore musicale boemo. La prima esecuzione si ebbe il 5 novembre 1943, con la Philadelphia Orchestra diretta da Eugene Ormandy e i pianisti Genia Nemenoff e Pierre Luboshutz a cui è stato dedicato questo lavoro. I Carmina Burana vennero definiti da Carl Orff “canzoni profane per cantori e cori da eseguire col sussidio di strumenti e di immagini magiche”. I testi, in latino, francese antico e tedesco medievale, sono tratti da una raccolta manoscritta di canti del XIII secolo conservata nel monastero bavarese di Benediktbeuren. Preceduto da un prologo – la celebre invocazione di Fortuna signora del mondo – che viene ripreso anche alla fine della composizione, l’opera-oratorio è organizzato in tre parti, che trattano ognuna un tema della composita raccolta di canti: nella prima parte Prime vere la primavera e la natura, nella seconda In taberna il vino, e nella terza Cour d’amour l’amore. L’arcaismo armonico, il nutrito numero di strumenti a percussione, i ritmi incisivi alternati a parti di maggiore lirismo contribuiscono non poco a trascinare e coinvolgere l’ascoltatore. I Carmina burana vennero eseguiti per la prima volta a Francoforte l’8 giugno 1937. Biografie: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato vicino a Manchester, dove ha iniziato i proprio studi per poi proseguirli a Londra e Vienna, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante, poi, è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia e in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle principali orchestre: RAI di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Orchestra Cherubini, Accademia di Santa Cecilia di Roma, fino all’incarico di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari; è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il Concerto di Natale ad Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti a Sidney, Baltimora, Pechino e Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, con un incredibile successo di pubblico e di critica. Durante la stagione 2009/2010 è tornato a dirigere a Cagliari, dove ha ripreso Wonderful Town, poi a Napoli, Roma, Parma, ha debuttato a Verona, e con l’Orchestra Verdi Milano ha effettuato un incredibile tour di oltre 15 concerti attraverso tutta l’Italia. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per l’etichetta Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei. Nel 2004 ha ricevuto la Laurea Honoris causa dall’Università di Bornemouth ed è recentemente stato nominato Membro Onorario del Royal College of Music di Londra. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. |
| COMUNICATO STAMPA CORSO DI AVVIAMENTO ALLA LETTURA DELLA MUSICA: tutti i mercoledì dal 2 marzo all’8 giugno, dalle 18.30 alle 19.30 Prende il via il 2 marzo un corso di 15 lezioni dedicato a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla lettura della musica classica. Leggere una partitura sarà semplice e accessibile a tutti. Con questo strumento laVerdi ti farà scoprire i segreti che stanno dietro i più grandi capolavori, come quelli di Mozart e Beethoven. Il Corso di “Avviamento alla lettura della Musica” organizzato da laVerdi è rivolto a tutti gli appassionati di musica che vogliano avvicinarsi per la prima volta alla lettura della musica: dall’individuazione delle note sul pentagramma alla lettura di una partitura sinfonica. Il corso, tenuto da Gianpaolo Scardamaglia, docente di Educazione Musicale, è strutturato in tre moduli da cinque lezioni, per un totale di quindici lezioni della durata di un’ora ciascuna. Le lezioni avranno luogo nel Foyer del Bar dell’Auditorium di Milano in Largo Gustav Mahler, tutti i mercoledì dal 2 marzo all’8 giugno 2011, dalle ore 18.30 alle ore 19.30. Gli argomenti delle lezioni verteranno su: le Note e il Pentagramma, le Ottave, le Chiavi musicali, il Ritmo e le Misure, la Durata delle Note e delle Pause, gli Intervalli, i segni di Dinamica, Espressione e Abbreviazione, gli Abbellimenti, il Timbro e la Classificazione degli Strumenti, la Scala Maggiore e Minore, gli Accordi, la Partitura. Ad ogni lezione saranno distribuite dispense riassuntive dell’argomento trattato, integrate con esercizi e approfondimenti. Costi e modalità di pagamento: - Corso intero (15 lezioni): € 100 - Riduzione per Soci de laVerdi e Studenti: € 50 - Modulo singolo (5 lezioni): € 40 * Il pagamento va effettuato in un’unica quota all’inizio del corso o del modulo prescelto. ________________________________ Per iscrizioni e informazioni sul corso: Gianpaolo Scardamaglia gianpaolo.scardamaglia@laverdi.org tel. 02/83389.236 / 302 dal lunedì al venerdì (ore 10.30-13.00 / 14.30-18.00) |
| Giovedì 24 febbraio 2011 ore 20.30 Venerdì 25 febbraio 2011 ore 20.00 Domenica 27 febbraio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Leonard Bernstein Wonderful Town In collaborazione con Yale Opera Ruth Sherwood - Jennifer Feinstein, mezzosoprano Eileen Sherwood - Lisa Williamson, soprano Robert (Bob) Baker - David Pershall, baritono Primo Editore / Primo poliziotto - Eric Barry, tenore Frank / Ufficiale - Samuel Levine, tenore Secondo poliziotto - Jorge Prego, tenore Guida turistica / Ufficiale / Wreck - Cameron McPhail, baritono Chick / Terzo poliziotto - Andrew Brown, basso-baritono Secondo Editore / Quarto poliziotto - Aaron Sorensen, basso Ensemble - Stephanie Gilbert, soprano; Annie Rosen, mezzosoprano Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 24 febbraio 2011 ore 20.30 Venerdì 25 febbraio 2011 ore 20.00 Domenica 27 febbraio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 A tutto musical con Wonderful Town e i cantanti della Yale Opera Grande appassionato della musica del Novecento, il Maestro Giuseppe Grazioli porta all’Auditorium di Milano il musical Wonderful Town di Leonard Bernstein, messo in scena in forma di concerto. Per l’occasione laVerdi ha rinnovato la sua collaborazione con la prestigiosa Yale University School of Music - Yale Opera, invitando alcuni suoi graduates ad interpretare le parti principali. Scritta su libretto di Joseph Albert Fields e Jerome Chodorov (ispirato al racconto My Sister Eileen di Ruth McKenney), la commedia musicale Wonderful Town venne rappresentata per la prima volta a Broadway il 26 febbraio 1953, diretto da George Abbott (coreografie di Donald Saddler), ottenendo un enorme successo e vincendo ben 5 Tony Awards. La Yale School of Music, fondata nel 1894, ha una lunga tradizione come una delle più importanti istituzioni nella formazione di musicisti, cantanti e compositori professionisti negli USA. Il programma della Yale Opera alla Yale University School of Music, guidata dal Direttore Artistico Doris Yarick Cross, ha avuto uno straordinario successo nella preparazione dei cantanti alla carriera professionale. Gli allievi che si sono qui diplomati compaiono negli elenchi dei più importanti teatri d’opera, compresi Metropolitan Opera di New York, Lyric Opera di Chicago, San Francisco Opera, Santa Fe Opera, Teatro alla Scala di Milano, Royal Opera House Covent Garden a Londra, English National Opera di Londra, Bayerische Staatsoper a Berlino, Vienna Staatsoper, e molti altri. Questo successo è il risultato della straordinaria vastità e ampiezza del programma della Yale Opera. La Yale Opera non solo presenta un’eccellente facoltà dedicata alla voce, ma mette a disposizione un gruppo di specialisti per dizione, lingue, stile, recitazione e movimento. Inoltre, con classi piccole e selezionate, tutti gli studenti hanno l’opportunità di esibirsi nei ruoli più importanti nelle produzioni, dai brani d’opera con accompagnamento al pianoforte, alle produzioni dei maggiori lavori allo Shubert Theater nel New Haven. Tra le recenti produzioni ricordiamo Die Zauberflöte, Die Fledermaus, La bohème, A Midsummer Night’s Dream, Così fan tutte, Suor Angelica, Gianni Schicchi. Trama: La trama dello spettacolo è semplice ed accattivante: una guida illustra ad alcuni turisti la vivace e colorata Christopher Street, una delle arterie principali del Greenwich Village di New York. Arrivano Ruth ed Eileen Sherwood, due avvenenti sorelle dell’Ohio che cercano fortuna nel mondo dello spettacolo. Ruth, con un particolare carattere che la porta ad allontanare i suoi pretendenti, vorrebbe scrivere, mentre Eileen, dotata di gran fascino e corteggiata da molti, vorrebbe fare l’attrice. La storia vede annodarsi vari intrecci amorosi in cui Eileen è la catalizzatrice, parallelamente Ruth vede frustrato ogni tentativo di veder valorizzati i suoi scritti. Il cuore delle due giovani si scontra nel giovane Bob Baker che lavora in una rivista di racconti brevi; alla fine Ruth conquista l’amore di Bob e la notorietà grazie ad una storia su dei marinai brasiliani, protagonisti di una scatenata conga (danza popolare cubana) lungo Christopher Street, mentre Eileen, dopo un rocambolesco episodio che la vede in carcere, debutta come cantante al “Village Vortex”, celebrando l’amore trovato dalla sorella nello splendido canto finale It’s Love. Biografia: Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University. Nel luglio 2010 ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. |
| COMUNICATO STAMPA Concerto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per la ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano Domenica 20 marzo ore 19.00, Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Ingresso su invito - Domenica 20 marzo alle ore 19.00 si terrà all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo il Concerto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per la ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano. Il concerto straordinario vedrà la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La manifestazione è promossa dal Comitato lombardo dell’Associazione ex-Parlamentari della Repubblica, dall’Associazione Consiglieri Regionali della Lombardia e dalla Federazione lombarda dell’AICCRE - Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa. Ingresso su invito. Programma musicale: - Canto degli Italiani - Goffredo Mameli / Michele Novaro - Guglielmo Tell, “Ouverture” - Gioachino Rossini - Macbeth, “Patria oppressa” - Giuseppe Verdi - Inno Nazionale, in occasione delle solenni esequie pei morti nella rivoluzione di Milano scritto per ordine del Governo Provvisorio - Stefano Ronchetti / Giulio Carcano - I Lombardi alla Prima Crociata, “O Signore dal tetto natìo” - Giuseppe Verdi - Fantasia funebre alla Memoria del Colonnello Nullo - Giovanni Bottesini (prima esecuzione assoluta) - Inno di Garibaldi - Luigi Mercantini / Alessio Olivieri - I Vespri Siciliani, “Ouverture” - Giuseppe Verdi - Nabucco, “Va pensiero, sull’ali dorate” - Giuseppe Verdi Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Jader Bignamini |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 24 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 25 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 27 marzo 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Sofia Agatova Gubaidulina Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra (prima esecuzione nazionale) Gustav Holst The Planets, suite per grande orchestra e coro femminile op. 32 Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Fisarmonica Davide Vendramin Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 24 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 25 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 27 marzo 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Musica delle stelle Per l’ultimo concerto del mese di marzo torna sul podio de laVerdi il Maestro inglese Wayne Marshall con un concerto speciale, soprattutto per la presenza di un brano da noi poco eseguito di una compositrice ancora vivente, Sofia Agatova Gubaidulina. Classe 1931, russa, Sofia Gubaidulina si è imposta da decenni sulle scene internazionali per il particolarissimo tipo di scrittura e per la forte personalità che l’ha sempre contraddistinta. Cresciuta durante il regime sovietico, la compositrice si è dovuta sempre districare tra le possibilità limitate al formalismo offerto dal regime e il desiderio di libertà creativa e di avanguardia che l’ha sempre ispirata. Gubaidulina ha vissuto il fare musica come una propria possibilità di evasione dai rigidi schemi del regime, di una intima ricerca di una spiritualità superiore, che si riflette in tutte le sue composizioni. Inoltre, ha sempre tratto grande profitto dall’utilizzo di alcuni strumenti tradizionali russi, come il bayan (strumento affine alla fisarmonica), misti alle ultime tendenze in campo elettronico. Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra, in prima esecuzione nazionale, è il brano di Gubaidulina composto nel 2003. Si tratta di variazioni su sei esacordi per bayan e grande orchestra, con il fisarmonicista Davide Vendramin. Il titolo del brano fa riferimento al fatto che il primo dedicatario del concerto è il bayanista Friedrich Lips, nato sotto il segno zodiacale dello scorpione, stesso segno della Gubaidulina. Proprio ai pianeti è dedicato il secondo brano del concerto, The Planets di Gustav Holst. Si tratta di una suite orchestrale in sette movimenti, ognuno dei quali rappresenta uno dei pianeti del sistema solare (manca Plutone, all’epoca non ancora conosciuto). Circostanza abbastanza insolita nella storia della musica, Holst deve la propria notorietà al di fuori dell’Inghilterra solo a The Planets. Nell’ultimo numero, “Nettuno”, si esibiranno le voci femminili del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretto da Erina Gambarini. Programma: Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra di Sofia Agatova Gubaidulina è stato commissionato dalla Rotterdam Philharmonic Orchestra e dalla Swedish Radio Symphony Orchestra ed eseguito in prima assoluta il 10 ottobre 2003 a Stoccolma, con il solista Friedrich Lips al bayan. Lei stessa ha descritto le sue variazioni su sei esacordi per bayan e grande orchestra con queste parole: “Questi sono strumenti che permettono un passaggio da una dimensione sonico/spaziale a un’altra senza cambiare la posizione delle dita sulla corda o sulla tastiera. Tutti gli strumenti come questi esercitano un particolare fascino su di me. … Con il bayan, anche, c’è la possibilità di cambiare da una dimensione sonico/spaziale a un’altra”. Sofia Gubaidulina è nata a Chitopol, in Russia, nel 1931. Di etnia Tatara, sin dalla giovinezza aspirò a diventare compositrice; ha studiato pianoforte e composizione al Kazan Conservatorio, diplomandosi nel 1954. Si è perfezionata, poi, al conservatorio di Mosca sotto la guida di Nikolay Peyko fino al 1959 e poi con Shebalin fino al 1963. La sua musica fu inizialmente ritenuta incomprensibile dal regime sovietico, proprio perchè di natura sperimentale. Tuttavia fu sostenuta da Shostakovich, che nell’esame conclusivo la esortò a continuare per il suo “sentiero sbagliato”. Gustav Holst impiegò due anni per la scrittura completa di The Planets, suite per grande orchestra op. 32. Erano gli inizi della prima guerra mondiale e nonostante il compositore fosse esente dagli obblighi militari a causa delle cagionevoli condizioni di salute, si dedicava alla composizione solo nel fine settimana, quando non era preso dal suo lavoro di insegnante. Holst non era presente alla prima (incompleta) diretta da Adrian Boult il 29 settembre 1918, due anni dopo la stesura definitiva, e nonostante questa sia tutt’ora considerata un’opera di notevole impatto espressivo, Holst non la reputò uno tra i suoi migliori lavori. L’opera è divisa in sette tempi, ognuno associato ad un pianeta del sistema solare ed accompagnato da una didascalia che ne rispecchia carattere e colore. Biografie: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato vicino a Manchester, dove ha iniziato i proprio studi per poi proseguirli a Londra e Vienna, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante, poi, è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia e in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle principali orchestre: RAI di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Orchestra Cherubini, Accademia di Santa Cecilia di Roma, fino all’incarico di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari; è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il Concerto di Natale ad Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti a Sidney, Baltimora, Pechino e Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, con un incredibile successo di pubblico e di critica. Durante la stagione 2009/2010 è tornato a dirigere a Cagliari, dove ha ripreso Wonderful Town, poi a Napoli, Roma, Parma, ha debuttato a Verona, e con l’Orchestra Verdi Milano ha effettuato un incredibile tour di oltre 15 concerti attraverso tutta l’Italia. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per l’etichetta Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei. Nel 2004 ha ricevuto la Laurea Honoris causa dall’Università di Bornemouth ed è recentemente stato nominato Membro Onorario del Royal College of Music di Londra. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. Davide Vendramin si è diplomato in fisarmonica al Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro e all’Hochschule der Künste di Berna (Svizzera). Si è esibito nell’ambito di importanti festival e in collaborazione con istituzioni musicali quali Stadt Tehater di Berna, Internationale Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, Ferrara Musica, Festival di Lucerna, Auditorium di Milano, Staatstheater am Gärtnerplatz di Monaco di Baviera, Festival Pontino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, MiTo/Settembre Musica di Torino, Biennale Musica di Venezia, Wettinger Kammerkonzerte, FBW di Vienna. Come solista ha suonato con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, in prima nazionale, il concerto per fisarmonica e orchestra “Storie di altre storie” di Salvatore Sciarrino. Successivamente è stato invitato dal compositore ad interpretare lo stesso lavoro accompagnato dall’ Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Ha collaborato inoltre, con l’Orchestra Sinfonica “I Pomeriggi Musicali” di Milano, l’Ensemble dell’Orchestra Filarmonica “Arturo Toscanini” di Parma, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, la Berner Symphonie Orchestre, la Mahler Chamber Orchestra e celebri direttori quali, Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Ingo Metzmacher, Luca Pfaff. Ha registrato per Radio3 RAI e la Terza Rete Televisiva, per la Radio della Svizzera Italiana di Lugano, per la Télévision Suisse Romande di Ginevra e per la Bayrischer Rundfunk di Monaco di Baviera. Davide Vendramin insegna fisarmonica al Conservatorio di Vicenza. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 17 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 18 marzo 2011 ore 20.00 Sabato 19 marzo 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Richard Strauss Don Juan, op. 20 Franz Liszt Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi bem. magg. Totentanz Richard Strauss Der Rosenkavalier, suite Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Benedetto Lupo Direttore John Axelrod Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 17 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 18 marzo 2011 ore 20.00 Sabato 19 marzo 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Don Juan, un’esplosione di sonorità; Rosenkavalier, il rimpianto di un passato recente. Dopo il grande successo della Sinfonia n. 9 di Mahler, torna sul podio de laVerdi John Axelrod, uno dei direttore americani più apprezzati e contesi tra i maggiori teatri del mondo. Attualmente ricopre l’incarico di Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de La Loire e quello di Direttore Principale Ospite della Sinfonietta di Cracovia. John Axelrod è chiamato a confrontarsi con due mostri sacri del periodo a cavallo tra ‘800 e ‘900, ossia Richard Strauss e Franz Liszt. Il concerto si apre con un’opera giovanile di Strauss, il Don Juan, poema sinfonico dal ritmo sostenuto, composto nel 1888 all’età di 23 anni e ispirato al mito di Don Giovanni. Segue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Liszt con il pianista Benedetto Lupo, con uno dei lavori più tormentati del compositore ungherese: infatti, il pianista deve confrontarsi con una scrittura ricca di salti e volate improvvisi. I primi abbozzi della composizione risalgono al 1830 ma la versione definitiva fu eseguita per la prima volta solo nel 1855. Si tratta di quattro movimenti uniti senza soluzione di continuità, dove il trattamento della forma sonata è di carattere ciclico. Sempre di Liszt verrà eseguito Totentanz, una composizione per pianoforte e orchestra basata sul tema del Dies Irae gregoriano. Il tema era conosciuto già nel Medioevo e non è un caso che il Romanticismo se ne sia riappropriato in una veste più poetica. Infine, torna Strauss con la suite da Der Rosenkavalier del 1911. Grazie alla feconda collaborazione con Hugo von Hofmannsthal, Der Rosenkavalier rappresenta un punto di svolta nel teatro musicale straussiano. Sotto la superficie passatista, l’opera parla del malessere novecentesco e congeda un mondo che sta per collassare: a due passi dal baratro della Grande Guerra gli autori rivolgono lo sguardo alla grande civiltà austriaca e la proiettano in una sfera mitologica, atemporale. Programma: Con Don Juan op. 20, Richard Strauss arriva al punto di svolta della sua carriera, conseguendo un successo entusiastico alla prima esecuzione al Hoftheater di Weimar 1’11 novembre 1889 sotto la direzione dell’autore, e apre la serie dei grandi poemi sonori del compositore. Composto tra il 1887 e il 1888, Don Juan rivela grande autorevolezza, nonostante la giovane età di Strauss. Programma del lavoro è una delle tante incarnazioni letterarie del mito di Don Giovanni, in particolare il poema di Nikolaus Lenau. Quirino Principe scrive “La poetica di questa composizione condensa, come segreto di fabbricazione tipico della dialettica straussiana, il valore supremamente intellettuale della sensualità. Nel caso di Don Juan, la sensualità, come esige l’archetipo letterario, è soprattutto sessualità, ed è innegabile che Strauss, in tutta la sua opera, realizzi l’idea cara alla scuola freudiana secondo cui la sessualità, in sembianza di flatus, penetra attraverso l’orecchio di chi dev’essere sedotto: una magia sexualis sublimata dall’intelletto: un incantesimo nel senso originario di in-cantare, di insinuare il canto e la musica nella mente di qualcuno e attraverso la mente nei sensi, per sedurlo”. I primi abbozzi del Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi bemolle maggiore vennero scritti da Franz Liszt nel 1830, ma la partitura venne completata solo nel 1849. La prima esecuzione si ebbe a Weimar, il 17 febbraio 1855, sotto la direzione di Hector Berlioz con il compositore al pianoforte. Il concerto, diviso in quattro tempi da eseguirsi ininterrottamente, occupa un posto molto importante nella storia del suo genere, nonostante le iniziali critiche poco favorevoli. Liszt, inoltre, propone alcune novità compositive: l’incessante fantasmagoria dell’invenzione timbrica e l’originale concezione di un processo compositivo ciclico dominato dal principio della trasformazione tematica. Liszt concepì i primi abbozzi delle variazioni sul tema gregoriano del Dies Irae nel 1840, ma la versione definitiva della Totentanz fu eseguita dal dedicatario Hans von Bülow solo dieci anni più tardi. Tra le fonti di ispirazione dell’opera sono spesso citate le incisioni di Holbein e il celebre trionfo della Morte del Camposanto di Pisa: il tema passa di variazione in variazione fino a risultare irriconoscibile sotto la virtuosistica tempesta di note, ma mantenendo intatti tensione e potere allucinatorio. Rosenkavalier è il prodotto più riuscito della collaborazione artistica che legò Strauss al letterato Hugo von Hofmannsthal. La paternità dell’idea di una commedia musicale ambientata nella Vienna di Maria Teresa, e con riferimenti all’opera buffa italiana, è da attribuire al letterato e risale al 1909 circa. Ricevuta la convinta adesione del musicista, Hofmannsthal lavorò alacremente al progetto e Strauss compose la partitura in soli cinque mesi, tra il 1910 e il 1911. Alla prima rappresentazione, avvenuta a Dresda il 26 gennaio 1911 con la regia di Max Reinhardt, l’opera fu accolta in modo trionfale e da allora compare nei cartelloni dei teatri d’opera di tutto il mondo. Strauss tentò più volte di estrapolare dall’opera una suite di brani strumentali, ma non riuscì mai ad ottenere un risultato soddisfacente. La suite pubblicata dall’editore Boosey Hawkes nel 1945 fu realizzata, con il consenso dell’autore, dal direttore d’orchestra della New York Philharmonic Orchestra, Artur Rodzinski: un raffinato gioco di cuciture tra vari momenti dell’opera, che ha il pregio di mantenere assolutamente inalterata la strumentazione di Strauss. Biografie: Con il repertorio estremamente vasto e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo. Dopo aver completato la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, nell’aprile 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL), a partire dalla stagione 2010/11 per un minimo di tre anni. Nel 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale del Wien Film Music Gala Concert “Hollywood in Vienna” con la ORF Radio Symphony Orchestra. Questo evento unico nel suo genere ha luogo ogni anno alla Wiener Konzerthaus, parallelamente ad incontri e symposium atti a celebrare il contributo dei compositori viennesi allo sviluppo del “suono” di Hollywood e premiando i grandi compositori di oggi influenzati da questo legame. La prossima stagione 2010-2011 lo vede protagonista di nove programmi innovativi con la ONPL, impegnato in una tournée europea con la Dresdner Philharmonie, debuttare con la Washington National Symphony Orchestra al Kennedy Center, con la Sinfonia Varsovia, Berliner Konzerthaus Orchester, National Philharmonic of Russia, Graz Philarmonic, Filarmonica Arturo Toscanini, Royal Danish Orchestra, oltre a collaborare nuovamente con la Chicago Symphony al Ravinia Festival, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Orchestra La Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, Orchestra del Teatro la Fenice, NDR RadioPhilarmonie Hannover, Orchestre Philarmonique de Liége, Düsseldorfer Symphoniker, NHK Symphony Orchestra di Tokyo, oltre a riproporre la tournée con Lang Lang & Herbie Hancock alla Salle Pleyel di Parigi e al Teatro alla Scala. Come direttore ospite, John Axelrod è stato recentemente invitato dalla Royal Philharmonic Orchestra, Los Angeles Philharmonic (all’Hollywood Bowl), Philadelphia Orchestra, Chicago Symphony, Royal Stockholm Philharmonic, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, NHK Symphony Orchestra Tokyo, Shanghai Symphony, Radio Symphony Orchestra di Vienna, Salzburg Mozarteum, NDR Sinfonieorchester Hamburg, Gürzenich-Orchester Köln, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Gewandhaus Orchestra, NDR RadioPhilharmonie Hannover, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Het Brabant Orkest di Eindhoven, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Gulbenkian Orchestra di Lisbona, Hungarian National Philharmonic… Fra i solisti con cui regolarmente collabora figurano Julia Fischer, Martin Grubinger, Daniel Hope, Patricia Kopatchinskaya, Lang Lang, Rachel Kolly d’Alba, Lilya Zilberstein, Sabine Meyer, Fazil Say, Han-Na Chang, cosi come Thomas Hampson, Elina Garança, Rinat Shaham, Veronique Gens, Dietrich Henschel, Ana Maria Martinez and Ramon Vargas. Per quanto riguarda l’ambito operistico, sono da citare le nuove produzioni del Candide di Bernstein (regia Robert Carsen) al Théâtre du Châtelet di Parigi e al Teatro alla Scala, del Tristano e Isotta all’Opéra di Nantes-Angers con la regia di Olivier Py e del Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle scorse stagioni al Teatro di Lucerna ha diretto le nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, Rigoletto, Rake's Progress, Il barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, The Threepenny Opera, Idomeneo, Falstaff e Don Giovanni, molte delle quali per il Festival di Lucerna. Come Primo Direttore Ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000, John Axelrod ha diretto nelle più prestigiose sale concertistiche europee, è apparso in un film prodotto per ARTE, e in un DVD registrato ad Auschwitz in memoria dell’Olocausto, prodotto dalla BBC e vincitore dell’Emmy Award nel 2007. Axelrod è anche il fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, Texas. Le ultime registrazioni comprendono il concerto per pianoforte Sotto Voce II commissionato a Wolfgang Rihm con la Luzerner Sinfonie Orchester e il pianista Nicolas Hodges, 1001 Nights in a Harem di Fazil Say con Patricia Kopatchinskaya e la Luzerner Sinfonie Orchester, 2 dischi con le opere di Franz Schreker e i suoi allievi Ernst Krenek e Julius Burger, oltre alla registrazione dal vivo al Festival di Lucerna 2006 della Terza Sinfonia “Kaddish” di Bernstein, Survivor from Warsaw di Schoenberg e del Berliner Requiem di Weil, tutte con la Luzerner Sinfonie Orchester per l’etichetta Nimbus; la Nona Sinfonia di Dvorak con la Wurttemburgischer Philharmonie Reutlingen per Genuin; opere di Wladyslaw Szpilman con la Berliner Radio Orchestra per SonyClassical; il concerto per percussioni Das war schon! di Rolf Wallin con Martin Grubinger e l’Oslo Philharmonic per Ondine. Laureato alla Harvard University nel 1988, vive tra Nantes/Angers e Strasburgo in Francia ed è l’orgoglioso padre, con Annette Gerlach, di una bimba di nome Tallulah. Considerato dalla critica internazionale come uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione, Benedetto Lupo ha debuttato a tredici anni con il Primo Concerto di Beethoven, imponendosi subito in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il "Cortot" ed il "Ciudad de Jaén” in Europa e il "Robert Casadesus”, "Gina Bachauer" e "Van Cliburn" negli Stati Uniti. Nel 1992, quando la sua intensa attività concertistica lo vedeva già impegnato nelle Americhe, in Giappone ed in Europa, ha vinto a Londra il Premio "Terence Judd". Benedetto Lupo ha suonato al Lincoln Center di New York, Salle Pleyel a Parigi, Wigmore Hall a Londra, Philharmonie a Berlino, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Festival Internazionale di Istanbul, Festival “Enescu” di Bucarest, Tivoli Festival di Copenaghen; in Italia si è esibito al Teatro alla Scala di Milano, San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, Comunale di Bologna e di Firenze, Regio di Torino, Verdi di Trieste, Carlo Felice di Genova, Filarmonico di Verona e Massimo di Palermo - e per le maggiori istituzioni concertistiche nazionali, tra le quali l’Accademia di S. Cecilia, l’Orchestra Nazionale della RAI, l’Unione Musicale di Torino, la Società del Quartetto di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, gli Amici della Musica di Firenze, il Festival Pianistico Internazionale “A.B. Michelangeli” di Bergamo e Brescia. Tra le orchestre di fama mondiale con cui si è esibito ricordiamo la Gewandhaus Orchester di Lipsia e la London Philharmonic dirette da Vladimir Jurowski, la Hallé Orchestra, l’Orchestra di Montréal e la Deutsches Symphonie-Orchester dirette da Kent Nagano, la Chicago Symphony, New World Symphony, Saint Louis Symphony e Seattle Symphony dirette da Bernard Labadie. Nel 2006, con l’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”, diretta da Marko Letonja, ha effettuato una tournée in Italia per le più importanti istituzioni concertistiche, eseguendo il Concerto di Schumann e il Terzo Concerto di Rachmaninov. Altri direttori con cui spesso ha collaborato sono Yves Abel, Piero Bellugi, Umberto Benedetti Michelangeli, Daniele Callegari, Aldo Ceccato, Yoram David, Gabriele Ferro, Lü Jia, Pavel Kogan, Louis Langrée, Alain Lombard, Juanjo Mena, Daniel Oren, George Pehlivanian, Zoltan Pesko, Michel Plasson, Josep Pons e Alexander Vedernikov. Nel 2008 ha suonato con orchestra e in recital per il Mostly Mozart Festival di New York ed è stato il solista al pianoforte del grande concerto beethoveniano in Canada per i 400 anni della fondazione della città di Québec, in cui è stato proposto integralmente il programma beethoveniano del 22 dicembre 1808 a Vienna -che vide al pianoforte lo stesso Beethoven- con il Quarto Concerto, la Fantasia op.77 e la Fantasia Corale op.80. Nella stagione 2008-2009, oltre al debutto con la Chicago Symphony –accolto da un grandissimo successo di pubblico e di critica-, ha suonato con l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, l’Orchestra del Carlo Felice di Genova, del Comunale di Bologna, la Orquestra Sinfonica Brasileira di Rio de Janeiro e altre prestigiose orchestre europee e americane; è stato anche ospite della prima edizione del Reate Festival, con la Fantasia Corale di Beethoven nel concerto conclusivo diretto da Kent Nagano. Nella stagione 2009-2010 sarà ospite della Philadelphia Orchestra diretta da Vladimir Jurowski, tornerà a suonare con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma diretta da Kent Nagano e suonerà con gli Stuttgarter Philharmoniker, l’O.R.T., e per numerose e prestigiose istituzioni europee e statunitensi. Nella stagione 2010-2011 sarà ospite della Orquesta Nacional de España a Madrid e tornerà a suonare con l’Orchestra della Gewandhaus di Lipsia e l’Orchestra Verdi di Milano. Pianista dal vasto repertorio, Benedetto Lupo ha al suo attivo anche un’importante attività cameristica e didattica; insegna al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, tiene masterclass presso importanti istituzioni internazionali ed è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali. Oltre alle sue registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, Lupo ha inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA ERA e l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS. Nel 2005 è uscita una nuova incisione del Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia Mundi che ha ottenuto ben cinque premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”. Benedetto Lupo, nato a Bari, ha iniziato gli studi musicali nella sua città, sotto la guida di Michele Marvulli - dopo un’audizione con Nino Rota- presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni”, concludendoli con Pierluigi Camicia e diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Ha studiato successivamente con Marisa Somma, Sergio Perticaroli, Aldo Ciccolini e frequentato le masterclass di Carlo Zecchi, Nikita Magaloff, Jorge Bolet e Murray Perahia. |
| COMUNICATO STAMPA La Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi comunica che si rendono necessari alcuni spostamenti di date per consentire l’esecuzione del Concerto dedicato al 150° anniversario dell’Unità d’Italia e alla ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano. Il concerto straordinario si svolgerà all’Auditorium di Milano domenica 20 marzo alle ore 19.00 alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il concerto è promosso dalla Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, dalla Associazione ex-Parlamentari della Repubblica e dalla Associazione Consiglieri Regionali della Lombardia. Il concerto della Stagione Sinfonica previsto per domenica 20 marzo alle ore 16.00 è anticipato a sabato 19 marzo alle 16.00. Il programma resta invariato (musiche di Strauss e Liszt). Il concerto della rassegna dedicata a Nino Rota previsto per domenica 20 marzo alle ore 11.00 è posticipato a domenica 27 marzo alle ore 11.00. Il programma resta invariato. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto" 10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979) - settimo appuntamento, domenica 20 marzo 2011 ore 11.00 - A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati da laVerdi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”. Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”. Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi… In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.” Programma concerto Domenica 20 marzo 2011 ore 11.00 Il cappello di paglia di Firenze, Ouverture della farsa musicale in IV atti di Ernesta Rota Rinaldi e Nino Rota (1945/46) Concerto n. 2 per violoncello e orchestra (1973) [prima esecuzione a Milano] La strada, Suite dal balletto [1966] Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Mario Shirai Grigolato Direttore Giuseppe Grazioli L’opera Il cappello di paglia di Firenze, tratta dalla celebre farsa di Eugène Labiche e Marc Michel su libretto di Ernesta Rota Rinaldi (madre del Maestro) e dello stesso compositore, è il titolo più popolare del catalogo teatrale rotiano. Eseguita per la prima volta nel 1955 a Palermo, ha avuto da allora numerosissime rappresentazioni in Italia e nel resto del mondo. Se volessimo riconoscere un unico merito a quest’opera, possiamo dire che non tradisce neanche per un istante il capolavoro teatrale da cui è tratta, cioè una delle commedie più divertenti e meglio riuscite, scritte nel XIX secolo. Una macchina teatrale perfetta, dai ritmi vertiginosi che la musica di Rota veste con la medesima capacità ritmica e mimetica. Sì, perché dentro Il cappello ci potete trovare di tutto: l’opera è costruita infatti con i migliori materiali del teatro musicale italiano - Verdi e Rossini sopra tutti - senza alcun intento citazionista e/o ironico critico, ma con la capacità di assemblare elementi funzionali allo scopo, rivestendoli di una grazia leggera e scoppiettante che permettono alla rutilante e caotica vicenda teatrale di correre via veloce come un film. L’Ouverture, come si conviene, ne è, allo stesso tempo, il riassunto e l’introduzione. Dei tre Concerti per violoncello e orchestra composti da Rota, il N. 2 che in realtà è il terzo, non avendo il primo del 1925 alcuna numerazione, è forse il più felice. Strutturato nei classici 3 movimenti, mostra fin dalle prima battute una misura ed un equilibrio perfetti. La partitura evidenzia una parte solistica molto ben scritta, che richiede all’esecutore virtuosismo e musicalità in pari grado, associata a un’orchestrazione perfettamente funzionale al progetto solistico. Il violoncello si presenta da subito come un’agile voce della famiglia degli archi, convenuta insieme a loro e a tutta l’orchestra per raccontarci una storia. Ed è proprio la famiglia degli archi ad introdurre la vicenda, con una melodia à la Prokof’ev sulla quale poi viene costruita una sorta di trampolino, dal quale il solista si lancia con una vertiginosa scala discendente per poi riprendere il tema iniziale sostenuto e accompagnato dagli altri. A proposito del Balletto La strada (1966), composto da Nino Rota sulle coreografie di Mario Pistoni e basato sul soggetto del celeberrimo film felliniano del 1954, Mario Soldati scrisse: «La strada di Nino Rota è un capolavoro. Il film di Fellini è, forse, soltanto il libretto di quel capolavoro. E il libretto, come è naturale e come accade normalmente, è stato composto prima della musica.» Senza voler essere così estremisti come Soldati, ci preme qui sottolineare che la partitura per il balletto va molto al di là delle musiche composte per il film. Nelle musiche per il palcoscenico troviamo infatti molte altre suggestioni cinematografiche che coinvolgono soprattutto l’immaginario musicale felliniano fino alla metà degli anni ’60. La Suite del Balletto, poi, non è da considerarsi come una semplice operazione di montaggio, ma è un ulteriore sviluppo di quel materiale che aveva così felicemente arredato le opere precedenti. La Suite è infatti frutto di una lavoro di composizione ex novo che, prendendo in sequenza i numeri più significativi del balletto, crea un’opera da concerto che ha come modello le celebri suite delle opere coreografiche di Igor Stravinskij come pure quelle di Leonard Bernstein per i suoi lavori teatrali più famosi. Questo lavoro di ricomposizione ha consentito, infine, di mettere in essere una precisa sequenza armonica che dà a tutta la partitura una forte sostanza drammatica. La Suite è articolata in sette numeri. Biografie: Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University. Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Mario Shirai Grigolato ha iniziato gli studi di violoncello con il maestro Franco Zecchino ed ha continuato con Antonio Sanarica, conseguendo il diploma di violoncello presso il Conservatorio Statale di Lecce “Tito Schipa” con il massimo dei voti. Si è poi prodigato nello studio del violoncello, seguito da Christian Bellisario, docente del Conservatorio Statale di Riva del Garda, e attualmente studia con Marco Scano, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha fatto parte, come violoncellista, del quartetto “Herbert”, del gruppo barocco “Musica Antiqua” e del gruppo “Astor Piazzolla” con i quali si è esibito in Puglia, Basilicata e Calabria. Ha collaborato con l’Orchestra Lirico Sinfonica Salentina di Lecce e l'Associazione “Eur Pesaro” nel ruolo di primo violoncello. Si è esibito nelle alle stagioni liriche del Teatro Verdi di Sassari e del Teatro Coccia di Novara in questa occasione nel ruolo di secondo violoncello. Nel 1996 ha superato le audizioni del corso di formazione dell’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole e dell'Orchestra Laboratorio Urbano di Bari. Nel 1997 ha partecipato alla tournée svoltasi ad Altenburger (Lipsia, Germania) con l'orchestra “Est‑West Internationale Musik‑Akademie & V.” Nel 1998 ha superato le audizioni di “Spoleto Festival” e dell’“Accademia Filarmonica della Scala”, seguendo regolarmente i corsi di perfezionamento indetti da quest'ultima e superando l'esame finale con il massimo dei voti. Dal 1999 suona nell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 17 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 18 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 20 marzo 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Richard Strauss Don Juan, op. 20 Franz Liszt Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi bem. magg. Totentanz Richard Strauss Der Rosenkavalier, suite Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Benedetto Lupo Direttore John Axelrod Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 17 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 18 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 20 marzo 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Don Juan, un’esplosione di sonorità; Rosenkavalier, il rimpianto di un passato recente. Dopo il grande successo della Sinfonia n. 9 di Mahler, torna sul podio de laVerdi John Axelrod, uno dei direttore americani più apprezzati e contesi tra i maggiori teatri del mondo. Attualmente ricopre l’incarico di Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de La Loire e quello di Direttore Principale Ospite della Sinfonietta di Cracovia. John Axelrod è chiamato a confrontarsi con due mostri sacri del periodo a cavallo tra ‘800 e ‘900, ossia Richard Strauss e Franz Liszt. Il concerto si apre con un’opera giovanile di Strauss, il Don Juan, poema sinfonico dal ritmo sostenuto, composto nel 1888 all’età di 23 anni e ispirato al mito di Don Giovanni. Segue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Liszt con il pianista Benedetto Lupo, con uno dei lavori più tormentati del compositore ungherese: infatti, il pianista deve confrontarsi con una scrittura ricca di salti e volate improvvisi. I primi abbozzi della composizione risalgono al 1830 ma la versione definitiva fu eseguita per la prima volta solo nel 1855. Si tratta di quattro movimenti uniti senza soluzione di continuità, dove il trattamento della forma sonata è di carattere ciclico. Sempre di Liszt verrà eseguito Totentanz, una composizione per pianoforte e orchestra basata sul tema del Dies Irae gregoriano. Il tema era conosciuto già nel Medioevo e non è un caso che il Romanticismo se ne sia riappropriato in una veste più poetica. Infine, torna Strauss con la suite da Der Rosenkavalier del 1911. Grazie alla feconda collaborazione con Hugo von Hofmannsthal, Der Rosenkavalier rappresenta un punto di svolta nel teatro musicale straussiano. Sotto la superficie passatista, l’opera parla del malessere novecentesco e congeda un mondo che sta per collassare: a due passi dal baratro della Grande Guerra gli autori rivolgono lo sguardo alla grande civiltà austriaca e la proiettano in una sfera mitologica, atemporale. Programma: Con Don Juan op. 20, Richard Strauss arriva al punto di svolta della sua carriera, conseguendo un successo entusiastico alla prima esecuzione al Hoftheater di Weimar 1’11 novembre 1889 sotto la direzione dell’autore, e apre la serie dei grandi poemi sonori del compositore. Composto tra il 1887 e il 1888, Don Juan rivela grande autorevolezza, nonostante la giovane età di Strauss. Programma del lavoro è una delle tante incarnazioni letterarie del mito di Don Giovanni, in particolare il poema di Nikolaus Lenau. Quirino Principe scrive “La poetica di questa composizione condensa, come segreto di fabbricazione tipico della dialettica straussiana, il valore supremamente intellettuale della sensualità. Nel caso di Don Juan, la sensualità, come esige l’archetipo letterario, è soprattutto sessualità, ed è innegabile che Strauss, in tutta la sua opera, realizzi l’idea cara alla scuola freudiana secondo cui la sessualità, in sembianza di flatus, penetra attraverso l’orecchio di chi dev’essere sedotto: una magia sexualis sublimata dall’intelletto: un incantesimo nel senso originario di in-cantare, di insinuare il canto e la musica nella mente di qualcuno e attraverso la mente nei sensi, per sedurlo”. I primi abbozzi del Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi bemolle maggiore vennero scritti da Franz Liszt nel 1830, ma la partitura venne completata solo nel 1849. La prima esecuzione si ebbe a Weimar, il 17 febbraio 1855, sotto la direzione di Hector Berlioz con il compositore al pianoforte. Il concerto, diviso in quattro tempi da eseguirsi ininterrottamente, occupa un posto molto importante nella storia del suo genere, nonostante le iniziali critiche poco favorevoli. Liszt, inoltre, propone alcune novità compositive: l’incessante fantasmagoria dell’invenzione timbrica e l’originale concezione di un processo compositivo ciclico dominato dal principio della trasformazione tematica. Liszt concepì i primi abbozzi delle variazioni sul tema gregoriano del Dies Irae nel 1840, ma la versione definitiva della Totentanz fu eseguita dal dedicatario Hans von Bülow solo dieci anni più tardi. Tra le fonti di ispirazione dell’opera sono spesso citate le incisioni di Holbein e il celebre trionfo della Morte del Camposanto di Pisa: il tema passa di variazione in variazione fino a risultare irriconoscibile sotto la virtuosistica tempesta di note, ma mantenendo intatti tensione e potere allucinatorio. Rosenkavalier è il prodotto più riuscito della collaborazione artistica che legò Strauss al letterato Hugo von Hofmannsthal. La paternità dell’idea di una commedia musicale ambientata nella Vienna di Maria Teresa, e con riferimenti all’opera buffa italiana, è da attribuire al letterato e risale al 1909 circa. Ricevuta la convinta adesione del musicista, Hofmannsthal lavorò alacremente al progetto e Strauss compose la partitura in soli cinque mesi, tra il 1910 e il 1911. Alla prima rappresentazione, avvenuta a Dresda il 26 gennaio 1911 con la regia di Max Reinhardt, l’opera fu accolta in modo trionfale e da allora compare nei cartelloni dei teatri d’opera di tutto il mondo. Strauss tentò più volte di estrapolare dall’opera una suite di brani strumentali, ma non riuscì mai ad ottenere un risultato soddisfacente. La suite pubblicata dall’editore Boosey Hawkes nel 1945 fu realizzata, con il consenso dell’autore, dal direttore d’orchestra della New York Philharmonic Orchestra, Artur Rodzinski: un raffinato gioco di cuciture tra vari momenti dell’opera, che ha il pregio di mantenere assolutamente inalterata la strumentazione di Strauss. Biografie: Con il repertorio estremamente vasto e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo. Dopo aver completato la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, nell’aprile 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL), a partire dalla stagione 2010/11 per un minimo di tre anni. Nel 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale del Wien Film Music Gala Concert “Hollywood in Vienna” con la ORF Radio Symphony Orchestra. Questo evento unico nel suo genere ha luogo ogni anno alla Wiener Konzerthaus, parallelamente ad incontri e symposium atti a celebrare il contributo dei compositori viennesi allo sviluppo del “suono” di Hollywood e premiando i grandi compositori di oggi influenzati da questo legame. La prossima stagione 2010-2011 lo vede protagonista di nove programmi innovativi con la ONPL, impegnato in una tournée europea con la Dresdner Philharmonie, debuttare con la Washington National Symphony Orchestra al Kennedy Center, con la Sinfonia Varsovia, Berliner Konzerthaus Orchester, National Philharmonic of Russia, Graz Philarmonic, Filarmonica Arturo Toscanini, Royal Danish Orchestra, oltre a collaborare nuovamente con la Chicago Symphony al Ravinia Festival, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Orchestra La Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, Orchestra del Teatro la Fenice, NDR RadioPhilarmonie Hannover, Orchestre Philarmonique de Liége, Düsseldorfer Symphoniker, NHK Symphony Orchestra di Tokyo, oltre a riproporre la tournée con Lang Lang & Herbie Hancock alla Salle Pleyel di Parigi e al Teatro alla Scala. Come direttore ospite, John Axelrod è stato recentemente invitato dalla Royal Philharmonic Orchestra, Los Angeles Philharmonic (all’Hollywood Bowl), Philadelphia Orchestra, Chicago Symphony, Royal Stockholm Philharmonic, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, NHK Symphony Orchestra Tokyo, Shanghai Symphony, Radio Symphony Orchestra di Vienna, Salzburg Mozarteum, NDR Sinfonieorchester Hamburg, Gürzenich-Orchester Köln, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Gewandhaus Orchestra, NDR RadioPhilharmonie Hannover, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Het Brabant Orkest di Eindhoven, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Gulbenkian Orchestra di Lisbona, Hungarian National Philharmonic… Fra i solisti con cui regolarmente collabora figurano Julia Fischer, Martin Grubinger, Daniel Hope, Patricia Kopatchinskaya, Lang Lang, Rachel Kolly d’Alba, Lilya Zilberstein, Sabine Meyer, Fazil Say, Han-Na Chang, cosi come Thomas Hampson, Elina Garança, Rinat Shaham, Veronique Gens, Dietrich Henschel, Ana Maria Martinez and Ramon Vargas. Per quanto riguarda l’ambito operistico, sono da citare le nuove produzioni del Candide di Bernstein (regia Robert Carsen) al Théâtre du Châtelet di Parigi e al Teatro alla Scala, del Tristano e Isotta all’Opéra di Nantes-Angers con la regia di Olivier Py e del Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle scorse stagioni al Teatro di Lucerna ha diretto le nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, Rigoletto, Rake's Progress, Il barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, The Threepenny Opera, Idomeneo, Falstaff e Don Giovanni, molte delle quali per il Festival di Lucerna. Come Primo Direttore Ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000, John Axelrod ha diretto nelle più prestigiose sale concertistiche europee, è apparso in un film prodotto per ARTE, e in un DVD registrato ad Auschwitz in memoria dell’Olocausto, prodotto dalla BBC e vincitore dell’Emmy Award nel 2007. Axelrod è anche il fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, Texas. Le ultime registrazioni comprendono il concerto per pianoforte Sotto Voce II commissionato a Wolfgang Rihm con la Luzerner Sinfonie Orchester e il pianista Nicolas Hodges, 1001 Nights in a Harem di Fazil Say con Patricia Kopatchinskaya e la Luzerner Sinfonie Orchester, 2 dischi con le opere di Franz Schreker e i suoi allievi Ernst Krenek e Julius Burger, oltre alla registrazione dal vivo al Festival di Lucerna 2006 della Terza Sinfonia “Kaddish” di Bernstein, Survivor from Warsaw di Schoenberg e del Berliner Requiem di Weil, tutte con la Luzerner Sinfonie Orchester per l’etichetta Nimbus; la Nona Sinfonia di Dvorak con la Wurttemburgischer Philharmonie Reutlingen per Genuin; opere di Wladyslaw Szpilman con la Berliner Radio Orchestra per SonyClassical; il concerto per percussioni Das war schon! di Rolf Wallin con Martin Grubinger e l’Oslo Philharmonic per Ondine. Laureato alla Harvard University nel 1988, vive tra Nantes/Angers e Strasburgo in Francia ed è l’orgoglioso padre, con Annette Gerlach, di una bimba di nome Tallulah. Considerato dalla critica internazionale come uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione, Benedetto Lupo ha debuttato a tredici anni con il Primo Concerto di Beethoven, imponendosi subito in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il "Cortot" ed il "Ciudad de Jaén” in Europa e il "Robert Casadesus”, "Gina Bachauer" e "Van Cliburn" negli Stati Uniti. Nel 1992, quando la sua intensa attività concertistica lo vedeva già impegnato nelle Americhe, in Giappone ed in Europa, ha vinto a Londra il Premio "Terence Judd". Benedetto Lupo ha suonato al Lincoln Center di New York, Salle Pleyel a Parigi, Wigmore Hall a Londra, Philharmonie a Berlino, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Festival Internazionale di Istanbul, Festival “Enescu” di Bucarest, Tivoli Festival di Copenaghen; in Italia si è esibito al Teatro alla Scala di Milano, San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, Comunale di Bologna e di Firenze, Regio di Torino, Verdi di Trieste, Carlo Felice di Genova, Filarmonico di Verona e Massimo di Palermo - e per le maggiori istituzioni concertistiche nazionali, tra le quali l’Accademia di S. Cecilia, l’Orchestra Nazionale della RAI, l’Unione Musicale di Torino, la Società del Quartetto di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, gli Amici della Musica di Firenze, il Festival Pianistico Internazionale “A.B. Michelangeli” di Bergamo e Brescia. Tra le orchestre di fama mondiale con cui si è esibito ricordiamo la Gewandhaus Orchester di Lipsia e la London Philharmonic dirette da Vladimir Jurowski, la Hallé Orchestra, l’Orchestra di Montréal e la Deutsches Symphonie-Orchester dirette da Kent Nagano, la Chicago Symphony, New World Symphony, Saint Louis Symphony e Seattle Symphony dirette da Bernard Labadie. Nel 2006, con l’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”, diretta da Marko Letonja, ha effettuato una tournée in Italia per le più importanti istituzioni concertistiche, eseguendo il Concerto di Schumann e il Terzo Concerto di Rachmaninov. Altri direttori con cui spesso ha collaborato sono Yves Abel, Piero Bellugi, Umberto Benedetti Michelangeli, Daniele Callegari, Aldo Ceccato, Yoram David, Gabriele Ferro, Lü Jia, Pavel Kogan, Louis Langrée, Alain Lombard, Juanjo Mena, Daniel Oren, George Pehlivanian, Zoltan Pesko, Michel Plasson, Josep Pons e Alexander Vedernikov. Nel 2008 ha suonato con orchestra e in recital per il Mostly Mozart Festival di New York ed è stato il solista al pianoforte del grande concerto beethoveniano in Canada per i 400 anni della fondazione della città di Québec, in cui è stato proposto integralmente il programma beethoveniano del 22 dicembre 1808 a Vienna -che vide al pianoforte lo stesso Beethoven- con il Quarto Concerto, la Fantasia op.77 e la Fantasia Corale op.80. Nella stagione 2008-2009, oltre al debutto con la Chicago Symphony –accolto da un grandissimo successo di pubblico e di critica-, ha suonato con l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, l’Orchestra del Carlo Felice di Genova, del Comunale di Bologna, la Orquestra Sinfonica Brasileira di Rio de Janeiro e altre prestigiose orchestre europee e americane; è stato anche ospite della prima edizione del Reate Festival, con la Fantasia Corale di Beethoven nel concerto conclusivo diretto da Kent Nagano. Nella stagione 2009-2010 sarà ospite della Philadelphia Orchestra diretta da Vladimir Jurowski, tornerà a suonare con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma diretta da Kent Nagano e suonerà con gli Stuttgarter Philharmoniker, l’O.R.T., e per numerose e prestigiose istituzioni europee e statunitensi. Nella stagione 2010-2011 sarà ospite della Orquesta Nacional de España a Madrid e tornerà a suonare con l’Orchestra della Gewandhaus di Lipsia e l’Orchestra Verdi di Milano. Pianista dal vasto repertorio, Benedetto Lupo ha al suo attivo anche un’importante attività cameristica e didattica; insegna al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, tiene masterclass presso importanti istituzioni internazionali ed è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali. Oltre alle sue registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, Lupo ha inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA ERA e l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS. Nel 2005 è uscita una nuova incisione del Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia Mundi che ha ottenuto ben cinque premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”. Benedetto Lupo, nato a Bari, ha iniziato gli studi musicali nella sua città, sotto la guida di Michele Marvulli - dopo un’audizione con Nino Rota- presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni”, concludendoli con Pierluigi Camicia e diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Ha studiato successivamente con Marisa Somma, Sergio Perticaroli, Aldo Ciccolini e frequentato le masterclass di Carlo Zecchi, Nikita Magaloff, Jorge Bolet e Murray Perahia. |
| Sabato 12 marzo 2011 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” MUSICAL! Carlo Chiddemi La voce rapita Coro di Voci Bianche de laVerdi Maestro del coro Maria Teresa Tramontin Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Carlo Chiddemi Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Sabato 12 marzo 2011 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) La storia della piccola Isabella dalla voce meravigliosa per i bambini dell’Auditorium di Milano Sabato 12 marzo alle ore 15.30 all’Auditorium di Milano un nuovo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica dedicata ai bambini con “La voce rapita” (testi di Stefania Salvatore e Carlo Chiddemi), una fiaba musicale che parla dell’amore per il canto di Isabella, una bambina dalla voce meravigliosa, che gli abitanti del paese hanno deciso di far cantare in occasione di un’importante evento, suscitando le invidie di molte persone. Sul palco l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Carlo Chiddemi e il Coro di Voci Bianche de laVerdi diretto da Maria Teresa Tramontin, saranno affiancati dai personaggi della storia: Isabella, figlia di Domenico; l’oste Fosco, la strega Prisca; Poldo, il nonno di Isabella; Martino, il garzone di Fosco. La storia: L’opera narra la storia di una bambina, Isabella, che ha una voce meravigliosa. Isabella è figlia di Domenico, oste di un paesino, uomo amato e ben voluto da tutti. Purtroppo questa dote risveglia l’invidia di alcuni compaesani, fra cui il terribile Fosco, proprietario dell’altra osteria del paese. I preparativi per l’arrivo del Governatore in paese e la scelta di un canto di Isabella per l’accoglienza è l’occasione per un complotto ordito da Fosco ai danni di Domenico. Fosco chiede, infatti, alla strega Prisca di rapire la voce di Isabella. La voce, rinchiusa in un fiasco, è poi sepolta fra le bottiglie dell’osteria di Fosco. Solo il coraggio di Martino, amico di Isabella e cantiniere di Fosco, permetterà alla bimba ormai disperata di riacquistare la sua bella voce e al paesino di accogliere degnamente il Governatore. Una fiaba con momenti di spensieratezza e attimi di forte pathos, in cui la morale favolistica si alterna alla semplicità del racconto. Biografia: Carlo Chiddemi è nato ad Ovada il 31 agosto del 1957. Didatta, musicista e compositore, è autore di un vasto repertorio finalizzato soprattutto al mondo dell’infanzia. Da circa 30 anni è impegnato nel campo della propedeutica musicale, portando avanti un meticoloso lavoro di ricerca applicato a nuove metodologie e all’utilizzo di innovativi strumentari rivolti ai bambini. Ha tenuto per anni corsi di aggiornamento e docenze rivolte agli insegnanti della scuola primaria. E’ fondatore e animatore dell’associazione musicale ”A. F. Lavagnino” di Gavi. Dal 2007 collabora con l’Orchestra Sinfonica di Savona per la quale ha scritto e diretto le opere musicali: La voce rapita, L’orto dei sogni e lo spettacolo Natal’Animato. E’ presente come autore e direttore d’orchestra nella Stagione 2010-2011 de laVerdi di Milano nell’ambito della rassegna Crescendo in Musica. Ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Asti e collaborato con l’Orchestra Classica di Alessandria. E’ docente di propedeutica all’interno dell’Accademia Musicale Ferrato Cilea di Savona e alla Civica Scuola di Musica Antonio Rebora di Ovada. In collaborazione con CIDIM- Comitato Nazionale Italiano Musica |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 3 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 4 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 6 marzo 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Nikolaj Rimskij-Korsakov Capriccio spagnolo op. 34 Pëtr Il’ič Čajkovskij Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35 Richard Strauss Così parlò Zarathustra, poema sinfonico op. 30 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Arabella Steinbacher Direttore Zhang Xian Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 3 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 4 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 6 marzo 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Arabella Steinbacher: nata nella musica Il primo concerto del mese di marzo vede il ritorno di Zhang Xian alla guida de laVerdi. Il concerto si apre con il coloratissimo Capriccio spagnolo op. 34 di Nikolaj Rimskij-Korsakov. In questo brano il compositore applica un procedimento molto di moda nella seconda metà dell’800: utilizzare temi popolari e riadattarli per grande orchestra, secondo la sensibilità tardo romantica. Scritto nel 1887, il pezzo fu inizialmente concepito per violino solo e orchestra, forse per dare maggior risalto all’idea della musica gitana. Segue il Concerto per violino e orchestra op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, uno dei capolavori della letteratura per violino. Sul palco dell’Auditorium di Milano salirà Arabella Steinbacher, al suo debutto con laVerdi. Giovane violinista tedesca, si è affermata sulla scena internazionale suonando con le più importanti orchestre del mondo. Il Concerto di Čajkovskij ci mise molto tempo per affermarsi: venne definito, alla sua prima, addirittura “Musica puzzolente” dal critico Edward Hanslick. La tecnica richiesta al solista è estremamente impegnativa, soprattutto nel vorticoso II movimento. Infine, il poema sinfonico Così parlò Zarathustra di Richard Strauss, composto a Monaco nel 1896. L’apocalittico libro di Nietzsche, che attrasse l’attenzione di Strauss così come quella di Mahler (nella Terza sinfonia), era stato pubblicato nel 1885. Il poema sinfonico di Strauss è articolato in nove sezioni, ciascuna con un titolo particolare e ciascuna riferita a un determinato paragrafo o capitolo del libro. Programma: Nikolaj Rimskij-Korsakov compose il Capriccio spagnolo quale omaggio alla musica popolare spagnola, nel 1887, quando la tradizione musicale spagnola era ancora pressoché sconosciuta. Proprio per questo motivo aveva attirato l’attenzione del compositore russo, impegnato nella riscoperta delle radici popolari della musica del suo paese. La ricerca etnografica gli metteva ormai a disposizione molte fonti stampate, come ad esempio i Cantos y bailes populares de Espana, pubblicati nel 1874 dal compositore e studioso José Inzenga. Di qui egli trasse le melodie che confluirono nel Capriccio spagnolo, una suite in cinque parti, concepita in origine come un concerto-fantasia, rimasto poi incompiuto, per violino e orchestra. Venne eseguito per la prima volta il 31 ottobre 1887, a Pietroburgo ed è composto da 5 numeri senza soluzione di continuità: Alborada, Variazioni, Alborada, Scena e canto gitano, Fandango asturiano. Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, scritto quasi di getto, nell’arco di poco tempo durante il soggiorno del compositore a Clarens, in Svizzera, nel 1878, fu giudicato ineseguibile dal suo dedicatario, il violinista Leopold Auer. Infatti, la prima esecuzione ebbe luogo solo nel 1881 e vide al violino Adolf Brodsky, diretto da Hans Richter (il brano venne pesantemente stroncato dal critico Edward Hanslick). Tratto dominante del Concerto è la scrittura straordinariamente virtuosistica, in particolare dei due movimenti veloci, l’Allegro moderato iniziale e l’Allegro vivacissimo finale, mentre il breve tempo centrale Canzonetta presenta un carattere più lirico e raccolto. Il concerto si chiude con uno dei più noti poemi sinfonici di Richard Strauss e forse di tutta la storia della musica, Also sprach Zarathustra (iniziato nel 1895), le cui spettacolari battute introduttive sono state inserite da Stanley Kubrick nella colonna sonora del film 2001. Odissea nello spazio. Ispirato al saggio omonimo di Nietzsche, la pagina ne risolve alcuni capitoli in immagini musicali di grande effetto orchestrale. Venne diretto dallo stesso Strauss nella sua prima esecuzione nel novembre 1896 a Francoforte sul Meno. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Zhang Xian è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il marzo 2010 ha segnato il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra dirigendo composizioni di Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw e apparendo in una stagione da camera separata con le prime parti dell’orchestra in una performance con l’arrangiamento di Schönberg del Das Lied von der Erde di Mahler al Muziekgebouw. Altri impegni europei prevedono concerti con la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Center che prevede la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo il suo enorme successo in una tournèe in Cina nella passata stagione. Inoltre, Xian Zhang ha diretto, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Zhang Xian ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. il prossimo impegno operistico sarà un doppio cartellone di musiche di Stravinskij, con la regia di Robert Lepage, per la Netherlands Opera nella stagione 2012/2013. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Zhang Xian ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. A partire dallo straordinario debutto nel 2004, quando, con breve preavviso, le venne chiesto di suonare il Concerto di Beethoven con l’Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da Sir Neville Marriner, Arabella Steinbacher si è affermata sulla scena violinistica internazionale, suonando con le più importanti orchestre del mondo. Il suo repertorio è ampiamente diversificato e comprende più di 20 concerti per violino. Le incisioni discografiche hanno vinto i più importanti premi internazionali: nel 2007 l’ECHO-Klassic Award (considerato in Germania l’equivalente del Grammy) e due German Record Critics Award. Il New York Times scrive di lei “suona con lirismo e fuoco contemporaneamente, e le sue doti straordinarie annoverano una tecnica eccellente ed una ampio spettro di colori. Nell’ottobre 2007 è stata segnalata tra gli “Chocs du Mois” della rivista Monde de la Musique. Nel 2010 ha vinto l’Echo-Klassik Award come registrazione per violino dell’anno, per il Cd con la Runfunk Sinfonieorchester Berlin diretta da Marek Janowski. Arabella Steinbacher incide in esclusiva per la PentaTone Classics ed il suo primo Cd per questa casa, con l’Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino, comprende i Concerti in La minore di Dvorak e n. 1 di Sszymanowski. Il secondo disco, sempre per la PentaTone, comprende il Primo e Secondo Concerto di Bartok. Arabella Steinbacher ha collaborato con tutte le orchestre principali internazionali, tra le altre London Symphony Orchestra, Staatskapelle di Dresda, Philharmonia Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, Philadelphia Orchestra, l’Orchestra della NHK ed è stata diretta da grandi direttori fra cui Riccardo Chailly, Sir Colin Davis, Charles Dutoit, Marek Janowski, Lorin Maazel, Sir Neville Marriner, Yannick Nézet-Séguin. Nel corso della stagione 2009-10 Arabella Steinbacher ha debuttato ai Proms di Londra con l’Orchestra Sinfonica di Bamberg diretta da J. Nott. Ha suonato inoltre con la London Symphony Orchestra e Sir Colin Davis; con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Riccardo Chailly; con la Philharmonia Orchestra e Lorin Maazel; con la NHK di Tokyo, con l’Orchestra della Bayerischer Rundfunk e Sir Colin Davis. Con l’Orchestra di Filadelfia, diretta da Charles Dutoit, ha fatto una lunga tournée negli Stati Uniti e in Asia. Nella primavera del 2011 debutterà alla Carnegie Hall con la Orpheus Chamber Orchestra, al Festival di Tanglewood e con la Boston Symphony Orchestra Nata a Monaco, padre tedesco e madre giapponese, Arabella Steinbacher ha iniziato lo studio del violino a tre anni. Fra i suoi insegnanti Ana Chumachenko e Ivry Gitlis. Da Anne-Sophie Mutter, che ne sostiene la carriera, ha avuto in dono un arco del maestro liutaio Benoit Rolland. Steinbacher suona lo Stradivari Booth (1716) messole a disposizione dalla Nippon Music Foundation. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 10 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 11 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 13 marzo 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Luciano Berio Rendering Gustav Mahler Sinfonia n. 5 in Do diesis minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Zhang Xian Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 10 marzo 2011 ore 20.30 Venerdì 11 marzo 2011 ore 20.00 Domenica 13 marzo 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 La Quinta di Mahler: un mondo di sonorità Sarà nuovamente il Direttore Musicale Zhang Xian a prendere le redini dell’Orchestra Verdi attraverso un affascinante viaggio tra due grandi sinfonie: una, per così dire, ricostruita, e l’altra integralmente entrata a far parte del repertorio stabile delle grandi orchestre sinfoniche. Il concerto si aprire con l’eccezionale lavoro di Luciano Berio chiamato Rendering, ma che in realtà andrebbe chiamata Decima Sinfonia di Schubert. Ciò che Berio ha composto nel 1989 è di fatto un restauro di abbozzi di Schubert, sino a quel momento associati dagli studiosi a un unico progetto del 1818, progetto mai portato a termine a causa dell’improvvisa morte del compositore a 31 anni. Segue la Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler, uno dei suoi lavori più noti ed eseguiti, scritta nel 1902 durante il soggiorno nel cottage a Maiernigg in Carinzia. La Quinta è la prima delle tre sinfonie puramente strumentali, insieme alla 6 e 7, e inaugura un periodo della scrittura più cupa e tragica, a partire dal celebre incipit funereo della tromba. Il concerto sarà replicato al Teatro della Società di Lecco, mercoledì 9 marzo alle ore 20.30. Giovedì 10 marzo 2011, ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER Conferenza sulla Sinfonia n. 5 Relatore Prof. Maurizio Corbella Programma: Nel 1978, nel 150° anniversario della morte di Franz Schubert, Ernst Hilmar riesaminò accuratamente i fondi dei manoscritti conservati nelle biblioteche viennesi verificando, in particolare, un plico che conteneva alcuni abbozzi pianistici. Uno di questi (catalogato D936A e risalente al 1828), dal quale trae origine Rendering, ha suscitato una notevole sensazione. La tentazione del “restauro” oppure della ricostruzione e del completamento di questi abbozzi ha sedotto diversi tra musicologi e compositori, tra cui Luciano Berio. Per lui l'atto critico-esegetico proprio dello storico e quello "creativo" del compositore sono intersecati e talora fusi sino alla simbiosi, in vista di un costante arricchimento reciproco. L'occasione dell’attesa “restituzione” giunse dalla Schubertiade di Hohenems, che nel 1986 commissionò il lavoro. Una prima versione in due movimenti fu presentata al Concertgebouw di Amsterdam il 14 giugno del 1989 sotto la direzione di Nikolaus Harnoncourt, quella definitiva in tre movimenti il 19 aprile del 1990 sotto la direzione di Riccardo Chailly. Gustav Mahler lavorò alla Sinfonia n. 5 nelle estati del 1901 (1° e 3° tempo) e 1902 (gli altri tempi) e la presentò a Colonia nell’ottobre del 1904 riscuotendo un buon successo. La Sinfonia inaugura la trilogia della sinfonie strumentali e, come le successive nn. 6 e 7, non ha un “programma” esplicito, anche se una volta il compositore ebbe a dire che tutto il suo “mondo sinfonico” rimanda a un programma “universale”. Dei cinque tempi che la compongono, i più noti sono forse il primo, una drammatica Marcia funebre della quale esiste la registrazione di un’esecuzione al pianoforte dello stesso Mahler, e il quarto, un Adagietto per soli archi e arpa impiegato da Luchino Visconti nel film Morte a Venezia. Biografia: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Zhang Xian è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il marzo 2010 ha segnato il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra dirigendo composizioni di Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw e apparendo in una stagione da camera separata con le prime parti dell’orchestra in una performance con l’arrangiamento di Schönberg del Das Lied von der Erde di Mahler al Muziekgebouw. Altri impegni europei prevedono concerti con la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Center che prevede la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo il suo enorme successo in una tournèe in Cina nella passata stagione. Inoltre, Xian Zhang ha diretto, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Zhang Xian ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. il prossimo impegno operistico sarà un doppio cartellone di musiche di Stravinskij, con la regia di Robert Lepage, per la Netherlands Opera nella stagione 2012/2013. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Zhang Xian ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. |
| Sabato in camera? Sabato da Camera! Dalla volontà di Universal Music Italia e dell’Orchestra Verdi di offrire una chance agli artisti di talento, nasce una nuova iniziativa: otto concerti (il pomeriggio del primo sabato di ogni mese), presso l’Auditorium di Milano, per presentare giovani musicisti che si stanno segnalando in Italia e nel mondo. Non inganni l’età degli artisti presentati e il prezzo particolarmente basso dei biglietti. Si tratta di giovani già affermati, esibitisi più volte in piazze importanti in Italia e all’estero, e protagonisti di incredibili successi, con un unico comune denominatore: l’entusiasmo e il grande amore per la musica. Floraleda Sacchi: l’arpa in tutte le sue forme Floraleda Sacchi ha da sempre indirizzato il suo percorso artistico verso il repertorio solistico e la musica da camera cercando di sviluppare progetti originali e un personale modo di fare musica. Dal 2008 è l'unica arpista al mondo ad incidere per DECCA per cui ha pubblicato "Minimal Harp" un progetto per arpa sola definito 'affascinate' da molti giornali. Nel 2010 Decca ha pubblicato "Harp Dances" dedicato a ritmi di danza di autori spagnoli e "Harp Favorites" una raccolta di grandi classici della musica barocca. In questo concerto l’artista eseguirà brani contemporanei affiancati a danze spagnole e Tililadodin brano composto per lei da Nicola Campogrande. Sabato 5 Marzo 2011 ore 18.00 Lou Harrison Jahla and Avalokiteshvara (2 danze) Philip Glass Metamorphosis Nicola Campogrande Tililadodin Michael Nyman The Morrow, Jack Enrique Granados Oriental e Andaliza da Danzas Españolas op. 37 Isaac Albeniz Suite di 8 danze Arpa Floraleda Sacchi Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: da martedì a domenica 14.30 – 19.00) Biglietti: posto unico € 15,00 (ridotto € 12,50/5,00) I BIGLIETTI SONO IN VENDITA PRESSO: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00 (lunedì chiuso) tel. 02.83389.401/402/403 info@auditoriumdimilano.org - www.vivaticket.it Ufficio Accoglienza Clienti Ferrovie Nord Piazza Cadorna ,14 tel. 02.85114865 lunedì/sabato dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato) domenica dalle 10.00 alle 16.00 (orario continuato) |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 17 febbraio 2011 ore 20.30 Venerdì 18 febbraio 2011 ore 20.00 Domenica 20 febbraio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Gustav Mahler Sinfonia n. 9 in Re maggiore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore John Axelrod Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 17 febbraio 2011 ore 20.30 Venerdì 18 febbraio 2011 ore 20.00 Domenica 20 febbraio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 John Axelrod per la Nona di Mahler Torna a dirigere laVerdi John Axelrod, uno dei direttore americani più apprezzati e contesi tra i maggiori teatri del mondo. Attualmente ricopre l’incarico di Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de La Loire e quello di Direttore Principale Ospite della Sinfonietta di Cracovia. In questa occasione dirigerà uno dei capisaldi della storia della musica del primo Novecento: la Sinfonia n. 9 di Gustav Mahler. La Sinfonia n. 9, dal carattere mistico e trascendente, è una delle più eseguite ed amate nonostante l’estrema complessità di scrittura e la richiesta di concentrazione demandate sia agli esecutori che al pubblico. E’ l’opera più matura e più controversa del compositore boemo, quella in cui ognuno di noi ritrova la propria visione della vita e della morte, della natura, del mondo tutto. Giovedì 17 febbraio 2011, ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER Conferenza sulla Sinfonia n. 9 Relatore Prof. Quirino Principe Programma: Mahler cominciò a lavorare alla Sinfonia n. 9 a Dobbiaco nel giugno 1909. La stesura definitiva fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. Mancavano i ritocchi e le correzioni che Mahler era solito apportare durante le prove per la prima esecuzione, perché questa fu postuma, diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912. Dopo il ritorno alla compenetrazione di vocale e strumentale nell’Ottava e nel Lied von der Erde, Mahler ora si volgeva al puro strumentale, piegando materiali musicali diversi (incluse alcune reminiscenze beethoveniane nell’uso della doppia variazione) a risultati espressivi inediti, una vera e propria prosa musicale. La struttura della sinfonia è decisamente anomala, con quattro tempi di quattro tonalità differenti, dei quali i tempi lenti sono in apertura e chiusura e i tempi veloci (Laendler e Rondo-Burleske) in mezzo. Molti hanno visto nel ritmo del violoncello che apre il primo movimento la ripresa dell’Abschied conclusivo del Lied von der Erde. Nelle parole di Bruno Walter “Der Abschied avrebbe potuto essere usato come titolo della nona sinfonia. Il primo movimento si è trasformato in una parafrasi nobile e commovente del sentimento dell’addio. Una straordinaria compresenza di tristezza dell’addio e visione della luce eterna”. Alban Berg scrisse in una lettera: “Ho percorso ancora una volta la partitura del primo movimento della nona sinfonia di Mahler: è la cosa più celestiale che Mahler abbia scritto. E’ l’espressione di un eccezionale amore per la terra, il desiderio di vivere in pace, godere la natura prima che venga la morte”. Il secondo movimento introduce una brusca discontinuità, con tre tempi di danza (Laendler, Walz, Laendler), mentre il terzo (Rondo-Burlesque, allegro assai) dalla serrata scrittura contrappuntistica, costituisce il solo momento di serenità della sinfonia. L’adagio finale si ricollega al primo movimento e sfuma in un pianissimo che suona insieme come addio e smaterializzazione del corpo sonoro, a conclusione di una sinfonia che è stata definita “l’ultima incompiuta compiuta”. Biografia: Con il repertorio estremamente vasto e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo. Dopo aver completato la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, nell’aprile 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL), a partire dalla stagione 2010/11 per un minimo di tre anni. Nel 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale del Wien Film Music Gala Concert “Hollywood in Vienna” con la ORF Radio Symphony Orchestra. Questo evento unico nel suo genere ha luogo ogni anno alla Wiener Konzerthaus, parallelamente ad incontri e symposium atti a celebrare il contributo dei compositori viennesi allo sviluppo del “suono” di Hollywood e premiando i grandi compositori di oggi influenzati da questo legame. La prossima stagione 2010-2011 lo vede protagonista di nove programmi innovativi con la ONPL, impegnato in una tournée europea con la Dresdner Philharmonie, debuttare con la Washington National Symphony Orchestra al Kennedy Center, con la Sinfonia Varsovia, Berliner Konzerthaus Orchester, National Philharmonic of Russia, Graz Philarmonic, Filarmonica Arturo Toscanini, Royal Danish Orchestra, oltre a collaborare nuovamente con la Chicago Symphony al Ravinia Festival, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Orchestra La Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, Orchestra del Teatro la Fenice, NDR RadioPhilarmonie Hannover, Orchestre Philarmonique de Liége, Düsseldorfer Symphoniker, NHK Symphony Orchestra di Tokyo, oltre a riproporre la tournée con Lang Lang & Herbie Hancock alla Salle Pleyel di Parigi e al Teatro alla Scala. Come direttore ospite, John Axelrod è stato recentemente invitato dalla Royal Philharmonic Orchestra, Los Angeles Philharmonic (all’Hollywood Bowl), Philadelphia Orchestra, Chicago Symphony, Royal Stockholm Philharmonic, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, NHK Symphony Orchestra Tokyo, Shanghai Symphony, Radio Symphony Orchestra di Vienna, Salzburg Mozarteum, NDR Sinfonieorchester Hamburg, Gürzenich-Orchester Köln, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Gewandhaus Orchestra, NDR RadioPhilharmonie Hannover, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Het Brabant Orkest di Eindhoven, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Gulbenkian Orchestra di Lisbona, Hungarian National Philharmonic… Fra i solisti con cui regolarmente collabora figurano Julia Fischer, Martin Grubinger, Daniel Hope, Patricia Kopatchinskaya, Lang Lang, Rachel Kolly d’Alba, Lilya Zilberstein, Sabine Meyer, Fazil Say, Han-Na Chang, cosi come Thomas Hampson, Elina Garança, Rinat Shaham, Veronique Gens, Dietrich Henschel, Ana Maria Martinez and Ramon Vargas. Per quanto riguarda l’ambito operistico, sono da citare le nuove produzioni del Candide di Bernstein (regia Robert Carsen) al Théâtre du Châtelet di Parigi e al Teatro alla Scala, del Tristano e Isotta all’Opéra di Nantes-Angers con la regia di Olivier Py e del Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle scorse stagioni al Teatro di Lucerna ha diretto le nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, Rigoletto, Rake's Progress, Il barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, The Threepenny Opera, Idomeneo, Falstaff e Don Giovanni, molte delle quali per il Festival di Lucerna. Come Primo Direttore Ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000, John Axelrod ha diretto nelle più prestigiose sale concertistiche europee, è apparso in un film prodotto per ARTE, e in un DVD registrato ad Auschwitz in memoria dell’Olocausto, prodotto dalla BBC e vincitore dell’Emmy Award nel 2007. Axelrod è anche il fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, Texas. Le ultime registrazioni comprendono il concerto per pianoforte Sotto Voce II commissionato a Wolfgang Rihm con la Luzerner Sinfonie Orchester e il pianista Nicolas Hodges, 1001 Nights in a Harem di Fazil Say con Patricia Kopatchinskaya e la Luzerner Sinfonie Orchester, 2 dischi con le opere di Franz Schreker e i suoi allievi Ernst Krenek e Julius Burger, oltre alla registrazione dal vivo al Festival di Lucerna 2006 della Terza Sinfonia “Kaddish” di Bernstein, Survivor from Warsaw di Schoenberg e del Berliner Requiem di Weil, tutte con la Luzerner Sinfonie Orchester per l’etichetta Nimbus; la Nona Sinfonia di Dvorak con la Wurttemburgischer Philharmonie Reutlingen per Genuin; opere di Wladyslaw Szpilman con la Berliner Radio Orchestra per SonyClassical; il concerto per percussioni Das war schon! di Rolf Wallin con Martin Grubinger e l’Oslo Philharmonic per Ondine. Laureato alla Harvard University nel 1988, vive tra Nantes/Angers e Strasburgo in Francia ed è l’orgoglioso padre, con Annette Gerlach, di una bimba di nome Tallulah. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto"
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| COMUNICATO STAMPA Evento straordinario per i giovani e le scuole in occasione della Giornata della Memoria - martedì 18 gennaio 2011 ore 10.30 - Proiezione del DVD “Il dovere di ricordare Riflessioni sulla Shoah”. Saranno presenti Liliana Segre, Moni Ovadia ed Elisa Savi. In occasione della Giornata della Memoria 2011 laVerdi propone un evento straordinario, martedì 18 gennaio alle ore 10.30, rivolto ai giovani e alle scuole, che ha come scopo quello di promuovere la memoria quale fondamentale motore della conoscenza degli eventi drammatici della Shoah. Sarà proiettato il DVD “Il dovere di ricordare Riflessioni sulla Shoah” narrato da Moni Ovadia con testimonianze di Antonio Albanese, Mario Berruto, Nicoletta Braschi, Lorenzo Cherubini, Maurizio Dehò, Luciano Ligabue, Luciana Littizzetto e Shel Shapiro (G. B. Palumbo editore). A fine proiezione, Liliana Segre, Moni Ovadia ed Elisa Savi, ospiti dell’evento, saranno a disposizione del pubblico affinché la giornata della memoria, dedicata alla rievocazione critica della Shoah, non si riduca ad un rituale celebrativo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo, in quanto oltre ad essere un dovere verso il passato, la memoria della Shoah deve sorvegliare i rischi presenti nelle nostre società. Più di 1000 ragazzi delle scuole di Milano e della Lombardia hanno già confermato la loro presenza. L’evento è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili, previa prenotazione. _____________________________ “Il dovere di ricordare Riflessioni sulla Shoah” è il DVD ideato e diretto da Elisa Savi e narrato da Moni Ovadia. Affronta il tema della Shoah ricostruendo, in chiave narrativa e documentaristica, il clima culturale e sociale da cui si è sviluppato lo Sterminio degli ebrei, alimentato da atteggiamenti collettivi, come il razzismo e le discriminazioni che esistono e si rafforzano ancora nella società attuale. Raccontare Auschwitz significa trasmettere consapevolezza alle giovani generazioni di quelle mostruosità che l'homo faber ha perpetrato, guidato da un potere diabolico, perché sappiano che determinate situazioni possono ripetersi, forse non identiche, ma con esiti altrettanto devastanti; per questo il sistema formativo, le comunità educanti devono indurre i giovani a riflettere sul tema delle minoranze, sulla pericolosità delle estremizzazioni, mettendo a contatto tutte le generazioni con i testimoni e avviando un processo di trasmissione della memoria storica che abbia come base un insegnamento etico, civile e responsabile. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 27 gennaio 2011 ore 20.30 Venerdì 28 gennaio 2011 ore 20.00 Domenica 30 gennaio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Felix Mendelssohn-Bartholdy Athalia, overture Franz Schubert Der Tod und das Mädchen (La Morte e la Fanciulla) Arrangiamento per orchestra d’archi di Gustav Mahler Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Helmuth Rilling Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 27 gennaio 2011 ore 20.30 Venerdì 28 gennaio 2011 ore 20.00 Domenica 30 gennaio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 L’italiana: l’esaltazione e l’ebbrezza di Mendelssohn nella terra dove fioriscono i limoni. Celebre interprete bachiano, torna sul podio de laVerdi il Maestro Helmuth Rilling, con un programma tutto preromantico, tra la mitologia e l’iconografismo di Mendelssohn e la profondità cosmica di Schubert. Apre il concerto un brano di raro ascolto: l’overture per le musiche di scena di Athalia di Mendelssohn, su un testo di Racine già messo in musica da Haendel e che il compositore tedesco ha recuperato nel 1843. Brano austero e drammatico ci fa conoscere un nuovo Mendelssohn, meno aggraziato e gentile del solito, più incline a guardare oltre lo scintillio delle forme classiche perfette. Il programma prosegue, poi, con un brano di Schubert dal carattere drammatico e intenso: il suo quartetto più celebre La Morte e la Fanciulla, scritto nel 1824 dopo una grave malattia. Brano ispiratissimo, ogni movimento è pervaso da una sorta di ansia inflessibile che tende verso l’ineluttabile morte. Tutt’altra atmosfera si respira con l’ultimo brano in programma, la Quarta Sinfonia detta Italiana di Mendelssohn: dalle tenebre alla luce. Non c’è autore che non rappresenti meglio il lato più solare e lucente del Romanticismo. Figlio di banchieri, Mendelssohn ebbe la fortuna di fare il Grand Tour nei primi anni Trenta dell’800 e di conoscere a fondo l’Italia, da cui trasse forti ed entusiasmanti emozioni. Programma: Athalia di Mendelssohn fu commissionato dal Re Federico Guglielmo IV di Prussia come musica d’accompagnamento per una esibizione privata del dramma di Racine. Sebbene la storia sia un complicato intreccio dal Vecchio Testamento, la musica di Mendelssohn cattura il tono della tragedia con gioia, fantasia e severità. E’ composta da un’overture, una marcia e sei parti vocali. I brani per coro furono composti originalmente per voci femminili con accompagnamento di pianoforte e furono completati a Lipsia nel 1843. Nel giugno dell’anno seguente, e durante una visita a Londra, Mendelssohn scrisse l’overture e la marcia nella speranza che il dramma sarebbe stato portato sul palcoscenico di Berlino; dopo il suo ritorno, con quella finalità, completò il lavoro scritto per il coro arrangiandolo per orchestra. «Fra le mie braccia potrai dormire serena». Poesia densa di suggestioni romantiche, Der Tod und Das Mädchen (La Morte e la Fanciulla) di Matthias Claudius era destinata a non passare inosservata agli occhi di Franz Schubert. Il primo frutto fu un Lied: la composizione risale al febbraio del 1817 e la pagina conobbe subito una discreta popolarità. Ma nel marzo del 1824 Schubert sentì l’esigenza di tornare sul brano vocale, per farne una rivisitazione puramente strumentale. In quell’occasione nacque il Quartetto n. 14 in Re minore D 810 che da subito venne sottotitolato Der Tod und das Mädchen, vista la serie di variazioni sulla melodia liederistica del secondo movimento. La partitura fu immediatamente spedita a vari editori, ma la risposta fu sempre la stessa: niente pubblicazione. Gustav Mahler, che per tutta la vita manifestò la sua devozione nei confronti del repertorio schubertiano, trascrisse per orchestra d’archi La morte e la fanciulla nel 1894. Felix Mendelssohn-Bartholdy compose la sua Sinfonia n. 4 durante un soggiorno in Italia tra il 1830 e il 1833. In realtà la sinfonia, nonostante il luogo di composizione, ha ben poco di italiano se non il Saltarello dell’ultimo movimento, una danza popolare a coppie diffusa nell’Italia meridionale. Si distingue piuttosto per l’eleganza e la vivacità di stile, la gaiezza delle melodie e la brillantezza dell’orchestrazione, accostandosi in questo modo più a un gusto e a una sensibilità francesi. La sinfonia si articola in quattro movimenti (Allegro vivace; Andante con moto; Con moto moderato; Saltarello Presto). Biografia: “La musica dovrebbe far trasalire la gente e raggiungerla nel profondo. Non dovrebbe mai essere né semplicemente confortevole, né rilassante”. Questo è il ‘credo’ di Helmuth Rilling. Nato a Stoccarda nel 1933, è conosciuto in tutto il mondo come direttore, pedagogo, nonché ambasciatore di Johann Sebastian Bach nel mondo. Nel 1954 ha fondato la Gächinger Kantorei e 11 anni più tardi il Bach Collegium Stuttgart come partner orchestrale “fisso”del coro. Ad allora risale l’intenso impegno di Rilling nella musica di Bach. Affascinato anche dalla musica corale romantica dimenticata, Helmuth Rilling ha commissionato e diretto musica corale di importanti compositori contemporanei. Con i suoi ensemble o come direttore ospite, si è esibito nei più prestigiosi teatri in Europa, Stati Uniti, Canada, Asia e Sud America. Inoltre si è esibito con le più importanti orchestre del mondo, tra cui la Vienna Philharmonic, la New-York Philharmonic e Japanese NHK-Symphony Orchestra. Inoltre ha coltivato una speciale amicizia con la Israel Philharmonic Orchestra per più di trent’anni e si è esibito con questa orchestra e la sua Gächinger Kantorei in più di 100 concerti (fino al 2009). Rilling è cofondatore e Direttore Artistico dell’Oregon Bach Festival, nato nel 1970 e oggi riconosciuto come uno dei più importanti festival di musica degli Stati Uniti. Nel 1981 Rilling ha fondato la Internationale Bachakademie Stuttgart, dedicata in un primo momento a diffondere la musica di Bach e in seguito cresciuta come istituzione con vari ambiti di attività: ensemble (Gächinger Kantorei e Bach-Collegium Stuttgart), concerti (Akademiekonzerte, Bachwoche Stuttgart e Musikfest Stuttgart), educazione e attività sul territorio (masterclass, simposi, programmi per bambini). Lavorare con giovani musicisti di tutte le parti del mondo è sempre stata una priorità del lavoro di Rilling, tanto da portarlo nel 2001 (fino al 2009) a formare Festivalensemble Stuttgart, un coro e un’orchestra internazionali composta da giovani per speciali esibizioni e progetti di registrazione. Questo progetto sarà seguito dal “Young Stuttgart Bach-Ensemble” a partire dal 2011. Rilling organizza workshop per studenti in tutte le parti del mondo nelle sue “Bach Academies” internazionali. Tra i suoi recenti impegni nel 2010 ricordiamo concerti in Giappone, USA, Taiwan, Spagna e Italia. Nel 2011 sarà in tour in Sud America con la Gächinger Kantorei e il Bach-Collegium Stuttgart. Prova della sua inesauribile attività sono le centinaia di CD, registrazioni radiofoniche e televisive. È stato il primo a registrare tutte le Cantate di Bach. Inoltre, è stato la mente organizzativa del progetto dell’International Bachakademie per l’incisione dell’opera omnia di Bach su ben 172 CD, in occasione dell’anniversario del compositore nel 2000. Nello stesso anno ha vinto l’ambito Grammy Award per l’incisione del Credo di Krzystof Penderecki ed ha ricevuto la nomination nel 2001 per il Deus Passus di Wolfgang Rihm. Recenti registrazioni includono lavori di Haydn, Händel e di Sofia Gubaidulina (Passione e resurrezione di Gesù Cristo secondo San Giovanni vincitore del premio “Echo Klassik” nel 2008), la registrazione dal vivo nel 2007, con il Festival Ensemble Stuttgart, di War Requiem di Britten (vincitore del premio “Editor’s Choiche” del British Gramophone Magazine), Messiah di Sven-David Sandström (commissionato dallo stesso Rilling) e il Requiem di Verdi. Tra i numerosi premi internazionali, ad Helmuth Rilling è stato assegnato l’UNESCO International Music Prize nel 1994 e nel 1995 il Theodor Heuss Prize “Taten der Versöhnung”. Nel 2003 è diventato Membro Onorario dell’American Academy of the Arts and Sciences. Nel 2008, in occasione del suo 75° compleanno, è stato premiato con la Staufer Gold Medal, la più alta onorificenza nella regione del Baden-Württemberg. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto" 10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979) - quinto appuntamento, domenica 16 gennaio 2011 ore 11.00 - A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati da laVerdi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”. Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”. Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi… In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.” Programma concerto Domenica 16 gennaio 2011 ore 11.00 Fuga per quartetto d’archi, organo e orchestra d’archi (1923) [prima esecuzione assoluta] Concerto per trombone e orchestra (1966) Otto e ½ (1963), Suite dal film La scuola di guida, Idillio di Mario Soldati (1959) [prima esecuzione a Milano] Valentina Corradetti, soprano - Paolo Cauteruccio, tenore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Organo Daniele Sacchi Trombone Giuliano Rizzotto Direttore Giuseppe Grazioli La Fuga per quartetto d’archi, organo e orchestra d’archi venne composta da un ‘quasi dodicenne’ Rota che, al ritorno da scuola, invece di mettersi a giocare si buttava a carponi a scrivere musica vicino al pianoforte di casa. Pare che, in quegli anni, avesse riempito due bauli di spartiti musicali in gran parte andati perduti durante la guerra. Ma, insieme a L’Infanzia di San Giovanni Battista che ebbe l’onore di una pubblica esecuzione nell’aprile del 1923 all’Istituto dei Ciechi di Milano e, poi, nella cittadina francese di Tourcöing, è arrivata a noi anche questa Fuga che funziona a puntino e, nella sua brevità, dà certo la vertigine per la padronanza tecnica dell’imberbe compositore. Rota prova anche ad inserire qualche tocco originale nell’approccio alla partitura: sarebbe però ingeneroso e parziale attribuire più di questo alla piccola partitura che il Maestro lasciò riposare nel cassetto per tutta la vita. Il Concerto per trombone e orchestra del 1966 è, fra le opere per strumento solista e orchestra, quello più felicemente riuscito dal punto di vista dell’equilibrio formale. Suddiviso nei classici tre movimenti, il concerto si snoda come una sorta di percorso di destrezza per uno strumento che parrebbe poco adatto ad indossare i panni dell’agile acrobata delle note. Fin dal I movimento è il trombone a condurre il gioco con una predilezione per la parte medio alta della propria estensione ed una notevole preponderanza delle note staccate e delle sincopi ritmiche. L’orchestra, trattata in modo molto leggero con pizzicati degli archi ed entrate a piena voce rapide quanto brevi per non togliere spessore alla figura del solista, contribuisce a creare il tessuto ideale sul quale il trombone esercita la propria leadership. Nella musica di Rota appaiono sovente aperture e temi delicati che rasserenano una tinta di fondo generalmente intrisa di malinconia: ecco, il Concerto per trombone e orchestra è probabilmente uno dei brani nei quali questa trasmutazione, questo viraggio di colori, trova la sua misura più esatta. Nel rarefatto olimpo del cinema, fra quei film che tutti i registi che aspirano ad entrarvi o che reputino di farne parte, Otto e mezzo di Federico Fellini è probabilmente uno dei più citati. E, all’interno di questa pellicola, la scena più citata è quella della passerella finale. Uno dei feticci musicali di Fellini, che lo ha accompagnato per tutta la vita sul set, era L’entrata dei Gladiatori di Julius Fucik, una marcia militare composta alla fine dell’800, divenuta popolare nel XX secolo per il suo massivo utilizzo negli spettacoli circensi. Così, quel motivetto bandistico composto da Rota tanto somigliante al modello originale ma poi sviluppato in tutt’altra direzione, non è una marcia militare. Una memoria, piuttosto, di una, anzi di due strane marce. Infatti, sotto la prima, ce n’è un’altra che, invece di giustapporsi come in una ‘vera’ marcia, si incastra sotto, con alcune regole del buon comporre trasgredite alla grande. Quella fanfara de La passerella finale ha un qualcosa di Mahleriano, di quelle fanfare lontane che echeggiano in alcune sue sinfonie. La Suite di Rota è godibilissima, frastornante nelle sue esplosioni sonore, commovente nel diminuendo finale del flauto che si spegne su un orizzonte incerto. Nino Rota compose, tra il 1945 e il ‘60, le colonne sonore per alcuni lavori di Mario Soldati. La loro fu una collaborazione nata da un antico e saldo rapporto di amicizia. Una frequentazione sempre stimolata dall’onnivora curiosità culturale di Soldati, che trovava in Rota il tramite ideale per esplorare il mondo della musica. La serena incoscienza con la quale i due affrontarono l’estemporanea e vaga commissione di Giancarlo Menotti che chiese per il ‘Festival dei due mondi’ del 1959, all’ultimo istante e nell’accavallarsi degli impegni di entrambi, un ex tempore, da inserire nello spettacolo Fogli d’album che allineava diversi brevi titoli di teatro musicale sotto la mano registica di Franco Zeffirelli. Detto e fatto! La scuola di guida: due soli personaggi, unità di tempo e di luogo e poco più di dieci minuti per lo svolgimento. Su quell’automobile Soldati fa incontrare due perdenti, un lui e una lei, che hanno ottime ragioni per trasformare il naufragio della lezione di guida e di conserva della loro esistenza in un porto sicuro degli affetti. La partitura musicale è scoppiettante e spudorata nel sottolineare le vicende dei due; l’orchestrazione di Bruno Moretti, un rotiano di provata fede, rende e sottolinea come si conviene tutto questo senza mai farsi prendere la mano da un testo musicale che per una sua intrinseca vitalità porterebbe a strafare sull’onda delle suggestioni e delle evocazioni che sgorgano da ogni singola battuta. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 16 gennaio 2011 ore 11.00 Biglietto Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50) |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 13 gennaio 2011 ore 20.30 Venerdì 14 gennaio 2011 ore 20.00 Domenica 16 gennaio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Johannes Brahms Variazioni su un tema di Haydn op. 56a Franz Joseph Haydn Concerto per tromba e orchestra in Mi bemolle maggiore Hob. VII 1 Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Tromba Alison Balsom Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 13 gennaio 2011 ore 20.30 Venerdì 14 gennaio 2011 ore 20.00 Domenica 16 gennaio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Le Variazioni su un tema di Haydn: l’intento di rendere omaggio alla tradizione classica. Per il secondo appuntamento del mese di gennaio, Xian Zhang dirigerà laVerdi in un concerto “viennese” con autori distanti cronologicamente tra loro, ma in qualche modo legati a stretto filo da un sentire comune, da un’adesione al classicismo declinato in diversi modi, ma pur sempre di impronta tradizionalista: Johannes Brahms e Franz Joseph Haydn. Il concerto si apre con le Variazioni su un tema di Haydn op. 56a composte da Brahms nel 1873, dopo aver riscoperto una serenata per strumento a fiato di Haydn chiamata “Corale di S. Antonio”; in seguito il compositore decide di scriverne una serie di otto variazioni sul tema principale, che hanno il sapore strumentale della Vienna ottocentesca ma la forma apollinea del classicismo di fine ‘700. Segue il Concerto per tromba e orchestra di Haydn con la giovane e acclamatissima solista inglese Alison Balsom. Il concerto, che richiede al solista grandi doti tecniche, fu scritto nel 1796, in un’epoca in cui la tromba in quanto strumento solista era decisamente fuori moda, ancora troppo legata al vecchio sistema naturale che impediva di lanciarsi in estremi virtuosismi. Il concerto si chiude con una delle sinfonie più caratteristiche del mondo post-beethoveniano: la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Brahms. La forma rimane simile ai grandi capolavori di Beethoven, ma poi il compositore li modella a suo piacimento, guadagnandosi l’epiteto di “progressivo” da Schönberg. Programma: Le Variazioni su un tema di Haydn op. 56 a di Johannes Brahms nacquero nel 1873, anno in cui vennero eseguite anche per la prima volta, sotto la direzione dell’autore. Il tema dal quale prendono spunto, si basa sull’Adagio di uno dei Divertimenti di una raccolta di complessivamente sei brani. Brahms ne aveva trovato il manoscritto fra i materiali del musicologo Pohl, che al tempo stava preparando una biografia su Haydn. Attribuito inizialmente a Haydn, studi musicologici successivi hanno tuttavia messo in dubbio la paternità della composizione. Haydn compose il Concerto in Mi bemolle maggiore per tromba e orchestra nel 1796 per Anton Weidinger, solista di tromba nell’orchestra dell’Opera di corte di Vienna. Weidinger non era solo un virtuoso rinomato, ma anche un innovatore della tecnica del suo strumento. Haydn sfruttò tutte le nuove possibilità con grande dovizia di trovate. Il Concerto per tromba è l’ultima composizione esclusivamente orchestrale di Haydn. Il Concerto si apre secondo tradizione con una introduzione dell’orchestra, preparatoria dell’entrata del solista, che subito si distingue per brillantezza e slancio, eleganza e varietà. Il primo tema presenta un disegno ascendente plasticamente profilato, cui si contrappone un passaggio cromatico discendente, da cui nascerà, abbellito e fiorito da trilli, il secondo tema. I primi abbozzi e gran parte del primo movimento della Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Johannes Brahms risalgono al 1862. Tuttavia la composizione venne completata solo nel 1876. Il famoso critico e amico Eduard Hanslick vide nella Prima Sinfonia la legittima successione della tradizione beethoveniana e, infatti, Hans von Bülow la chiamò “la Decima” per il suo rapporto esplicito con la Nona di Beethoven, riscontrabile nella cupa monumentalità del primo movimento e nel trionfale finale, nell’orchestrazione e nell’affinità tematica con l’Inno alla gioia dell’ultimo movimento. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il marzo 2010 ha segnato il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra dirigendo composizioni di Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw e apparendo in una stagione da camera separata con le prime parti dell’orchestra in una performance con l’arrangiamento di Schönberg del Das Lied von der Erde di Mahler al Muziekgebouw. Altri impegni europei prevedono concerti con la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Center che prevede la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo il suo enorme successo in una tournèe in Cina nella passata stagione. Inoltre, Xian Zhang ha diretto, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. il prossimo impegno operistico sarà un doppio cartellone di musiche di Stravinskij, con la regia di Robert Lepage, per la Netherlands Opera nella stagione 2012/2013. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Alison Balsom ha raggiunto fama internazionale come una delle più importanti ambasciatrici della musica classica. E’ stata onorata con numerosi premi da Classic FM, Gramophone e Echo Klassik ed è stata la prima britannica ad essere incoronata “Female Artist of the Year” nell’edizione 2009 dei Classical BRITs. Nel settembre 2009 Alison ottiene le prime pagine dei giornali con il più acclamato concerto di musica classica alla “Last Night of the BBC Proms”, che ha ottenuto il suo record di ascolti televisivi mondiali con 200 milioni di contatti. Sebbene rappresentata dalla Young Concert Artists Trust, Alison si pone all’attenzione della EMI Classics con cui registra in esclusiva. Nel 2005 la sua incisione del Concerto per tromba e organo di Bach è celebrata in tutto il mondo e viene subito seguita dall’album “Caprice” che le ha fatto ottenere ulteriori successi della critica. Il suo terzo album, contenente i due grandi pilastri del repertorio per tromba, i concerti di Haydn e di Hummel, la consacrano definitivamente come la migliore trombettista del mondo. Il suo ultimo disco per la EMI Classics include i suoi arrangiamenti di Concerti barocchi italiani, scritti originariamente per oboe e violino. Sotto gli auspici del progetto New Generation Artists della BBC Radio, Alison si è esibita alla Wigmore Hall e con tutte le orchestre della BBC. I suoi recenti e prossimi impegni includono concerti con la Los Angeles Philharmonic, l’Orchestre de Paris, la San Francisco Symphony Orchestra, l’Orchestre National de France, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Toronto Symphony, la Chamber Orchestra of Philadelphia, la BBC Philharmonic e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Futuri impegni artistici includono importanti tournée internazionali con I Musici di Roma, Scottish Ensemble e il suo Ensemble Balsom nella stagione 2010/2011 e successive. Alison ha studiato tromba alla Guildhall School of Music, al Conservatorio di Parigi e si è specializzata con Håkan Hardenberger. È stata un membro della Gustav Mahler Jugendorchester e della National Youth Orchestra of Great Britain. Alison è stata finalista ai BBC Young Musician Competition nel 1998 e ha ricevuto il Feeling Musique Prize per la qualità del suono nell’ ambito della quarta edizione del Maurice André International Trumpet Competition. Attualmente è Visiting Professor di Tromba alla Guildhall School of Music. Alison esegue un ampio repertorio di recital e concerti, da Albinoni a Zimmermann e si esibisce sia con la tromba moderna che con quella barocca. |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 22 gennaio 2011 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” MAGIA PER BAMBINI Maurice Ravel L'Enfant et les sortilèges Il Maggiordomo Gustafiamma, Tiziano Ferrari Il Monello, Chiara Terzaghi La Principessa, Barbara Vignudelli Costumi IlSaleinZucca Regìa Francesco Montemurro Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Roberto Perata Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Sabato 22 gennaio 2011 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) L'Enfant et les sortilèges di Ravel: uno spettacolo di danza e musica all’Auditorium di Milano L’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo ospiterà il quinto appuntamento della rassegna “Crescendo in Musica”, sabato 22 gennaio alle ore 15.30, con la fantasia lirica L'Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel, che si avvale per le coreografie della collaborazione di Espressione Danza. La parte musicale sarà affidata all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Roberto Perata e vedrà la partecipazione del Coro Sinfonico de laVerdi, diretto da Erina Gambarini, a cui è stata affidata l’interpretazione dei vari personaggi fantastici della favola. Inoltre, Il Maggiordomo Gustafiamma sarà Tiziano Ferrari, Il Monello Chiara Terzaghi, La Principessa Barbara Vignudelli. La musica è costituita da una successione di quadri indipendenti costituiti da una moltitudine di generi musicali, dal jazz al foxtrot passando per il ragtime, la polka, il valzer ed infine un coro di musica sacra. Con quest’opera Ravel ebbe modo di dimostrare la sua genialità di compositore e le sue straordinarie capacità di orchestrazione. Lo spettacolo: Poltrone che camminano, alberi che si lamentano a gran voce, orologi che impazziscono... e si mettono tutti contro il monellaccio di casa! Satura di magie ed incantesimi, la fiaba intitolata inizialmente Divertissement pour ma fille scritta da Colette nel 1916 e musicata da Ravel nel 1924, sembrerebbe essere concepita su misura per assecondare le tendenze più attuali di certa letteratura contemporanea per ragazzi. Ma, guardando più a fondo, intravvediamo la storia di un bambino oggetto di tante richieste (fare i compiti, comportarsi educatamente, obbedire...) ma di ben poco affetto. Una madre rigida e distante, immaginata da Colette come un’enorme gonna che sovrasta il piccolo protagonista, toglie i dolci al suo bambino (la "merenda dei cattivi") se le sue regole non vengono rispettate. A questo punto il bambino scarica sul mondo circostante il suo dolore, sul mondo muto degli oggetti e degli animali più debole e privo di difese. E le apparizioni? Con un colpo di teatro appare un nuovo personaggio: un maggiordomo che organizza la rivolta di tutti i domestici di casa contro il monellaccio. Si tratterà di dargli una bella lezione facendogli credere che i mobili, le suppellettili e gli animali da lui bistrattati, si animino e protestino contro le sue malefatte…. Biografia: Roberto Perata ha condotto gli studi musicali presso il Conservatorio di Genova, diplomandosi in composizione, direzione d'orchestra, organo e composizione organistica, pianoforte, musica corale e direzione di coro, perfezionandosi poi con Yuri Ahronovitch, Pierangelo Gelmini, Salvador Mas Conde (conservatorio di Vienna) e Aldo Ceccato. Ha inoltre conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Genova e la laurea specialistica in Musicologia e beni musicali presso l'Università di Venezia. Ha un’attività musicale eclettica che spazia dal barocco al novecento e che lo ha portato ad esibirsi come compositore, cembalista e direttore oltre che in Italia, anche in USA, Spagna, Francia, Germania e Danimarca. Come direttore d’orchestra è apparso alla guida di varie compagini, tra cui l’Orchestra Nuova Cameristica di Milano, la Philarmonia di Roma, la Pro Arte Marche, l’Orchestra Sinfonica di Bacau (Romania), Brixia Musicalis (orchestra barocca con strumenti originali), l'Orchestra sinfonica "C.Coccia" di Novara, l'Orchestra sinfonica del Lario, l'Orchestra del Conservatorio di Genova, l'ensemble Entr'acte (musicisti del Teatro alla Scala). Dal 2006 è direttore musicale del Festival Musarte. E’ inoltre maestro collaboratore al Teatro alla Scala e docente presso il Conservatorio di Genova e il Civico Liceo Musicale di Varese. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 6 gennaio 2011 ore 20.30 Venerdì 7 gennaio 2011 ore 20.00 Sabato 8 gennaio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 35 in Re maggiore K. 385 Haffner Gustav Mahler Das Lied von der Erde, per tenore, contralto e orchestra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Mezzosoprano Michelle Breedt Tenore Dominik Wortig Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 6 gennaio 2011 ore 20.30 Venerdì 7 gennaio 2011 ore 20.00 Sabato 8 gennaio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Le sfumature e le mescolanze del colore nel Lied von der Erde Riprende il ciclo dedicato a Mahler con una delle pagine più affascinanti del grande compositore boemo, affiancata da un capolavoro del sinfonismo classico, diretti da Xian Zhang. Ad aprire il concerto sarà la Sinfonia n. 35 in Re maggiore K. 385 Haffner di Mozart, brano molto celebre in cui si racchiude tutto lo stile del Mozart maturo: infatti si considera come la prima del gruppo delle ultime sinfonie. Venne scritta nel 1782, in occasione dell’investitura nobiliare di Sigmund Haffner, uno dei rampolli di una delle famiglie più in vista di Salisburgo. Presenta un carattere brillante e gioioso con un Finale dal vorticoso virtuosismo per l’orchestra. Un grande canto di vita e di morte è sicuramente Das Lied von der Erde di Mahler, quello che doveva essere la Sinfonia n. 9. Si tratta di un imponente affresco del mondo e della vita, un compendio della filosofia dell’estetica del compositore, impaginato in una serie di sei movimenti per due voci soliste e orchestra, qui interpretate dal mezzosoprano Michelle Breedt e dal tenore Dominik Wortig. Il testo è tratto da una raccolta chiamata “Il flauto cinese” tradotti da Hans Bethge. Giovedì 6 gennaio 2011, ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER Conferenza su Das Lied von der Erde Relatore Prof. Quirino Principe Programma: Con la Sinfonia n. 35 in Re maggior K. 385 Haffner si inaugura la serie delle ultime sei Sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart, scritte nel decennio della maturità dopo il trasferimento a Vienna. La Sinfonia nacque dalla riduzione di una serenata scritta nel 1782 su richiesta del figlio del borgomastro di Salisburgo Sigmund Haffner: un anno più tardi Mozart eliminò due movimenti, aggiungendo flauti e clarinetti, e solo i modi spesso brillanti ricordano ancora la destinazione originale della composizione. La Sinfonia fu eseguita per la prima volta a Vienna, nel marzo 1783. Gustav Mahler lavorò alla composizione di Das Lied von der Erde nel luglio e nell’agosto 1908 a Dobbiaco, lavorando su testi di poeti cinesi tradotti da Hans Bethge, Die chinesische Flöte (“Il flauto cinese”). La prima esecuzione si ebbe a Monaco di Baviera il 20 novembre 1911 con l’Orchestra della Società dei Concerti diretta da Bruno Walter, nell’ambito di un festival in memoria di Mahler. Questa sequenza di Lieder, intimamente collegati, presenta una certa unitarietà nei rimandi interni e nelle simmetrie; i temi affrontati fanno parte del mondo sentimentale e immaginifico di Mahler. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il marzo 2010 ha segnato il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra dirigendo composizioni di Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw e apparendo in una stagione da camera separata con le prime parti dell’orchestra in una performance con l’arrangiamento di Schönberg del Das Lied von der Erde di Mahler al Muziekgebouw. Altri impegni europei prevedono concerti con la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Center che prevede la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo il suo enorme successo in una tournèe in Cina nella passata stagione. Inoltre, Xian Zhang ha diretto, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. il prossimo impegno operistico sarà un doppio cartellone di musiche di Stravinskij, con la regia di Robert Lepage, per la Netherlands Opera nella stagione 2012/2013. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Michelle Breedt terminati gli studi presso l’università di Stellenbosc, in Sud Africa, si è trasferita in Germania nel 1990, dove le viene prontamente offerto di collaborare con l’Opernstudio di Colonia e l’Opera di Braunschweig. Inizia così ad elaborare un vasto repertorio, che si estende dai classici ruoli mozartiani per mezzosoprano (tra cui Idamante e Ramiro) fino a quelli belcantistici (Adalgisa e Romeo / Capuleti e Montecchi). Amplia, quindi, il proprio repertorio sia in ambito barocco (Diana / Giove in La Calisto), che in quello novecentesco (Anna in I sette peccati principali di Kurt Weill, e Mélisande). Regista di Pelléas et Mélisande era Brigitte Fassbaender sotto la cui guida ha cantato il suo primo Oktavian, Charlotte, Carmen e Brangäne. Michelle Breedt ha cantato nei più importanti teatri d’opera tedeschi: Semper Oper Dresden, Staatsoper Hamburg, Deutsche Oper Berlin. Un posto d’onore le è stato riservato dalla Staatsoper di Vienna che l’ha insignita della Medaglia “Eberhard Waechter”, per le sue straordinatrie interpretazioni di Niklause, Cherubino, Stephano, Oktavian, Brangäne, Compositore. Sempre a Vienna, nel 2008, ha partecipato alla sensazionale produzione dei Dialoghi delle Carmelitane diretta da Bertrand de Billy per la regia di Robert Carsen. Tra le altre sue recenti presenze internazionali si devono ricordare quella all’Opéra di Parigi, alla Deutsche Oper di Berlino, ad Amsterdam, a Dresda. Evento culminante della sua carriera è stato il ruolo della Duchessa d’Alba in Goya di Menotti in una nuova produzione a Vienna con Placido Domingo. Un ulteriore importante tassello del suo repertorio è stato il Komponist in Arianna a Nasso. Dopo le rappresentazioni a Lisbona, Ferrara e Modena, ha interpretato questo ruolo in una nuova produzione all’Opera di Zurigo, nel 2007, sotto la bacchetta di Christoph von Dohnanyi. Qui è ritornata negli anni seguenti per le interpretazioni di Orlofsky nel Pipistrello e Brangäne in Tristano. Alla Staatsoper Hamburg è stata Eboli in Don Carlo. Il percorso professionale di Michelle Breedt comprende anche una considerevole attività concertistica. Dal 1997 è ospite regolare al famoso Festival Schubertiade Schwarzenberg, è stata ospite del Festival di Salisburgo, della Wigmore Hall di Londra, della Filarmonica di Berlino, Wiener Konzerthaus e Musikverein. In Italia ha cantato Lied von der Erde (Orchestra della Rai di Torino, direttore Jeffrey Tate), quindi per il San Carlo di Napoli e il Teatro Nuovo di Udine. Diretta da Emmanuel Villaume e per la regia di Paul Curran è stata Chérubin nella omonima comédie di Massenet al Teatro Lirico di Cagliari nel 2006. Numerose le collaborazioni con grandi grandi direttori d’orchestra: Ozawa, Thielemann, de Billy, Rilling, Welser-Möst, Jeffrey Tate, Schneider, Philipp Jordan e Gerd Albrecht. Discografia: Sogno di una notte di mezza estate di Korngold (direttore Gerd Albrecht) che ha vinto il premio della critica tedesca; Nozze di Figaro (direttore Michael Halasz), Wesendonck Lieder, Clemenza di Tito (Sony), il Ring di Bayreuth diretto da Christian Thielemann. Su dvd è stato pubblicato recentementeTristan und Isolde (direttore Peter Schneider). Tra gli impegni futuri: Rusalka e Arianna a Nasso a Zurigo; Tristano a Bayreuth nel 2011 e Dialoghi delle Carmelitane a Vienna nel 2011. Nato a Neuwied am Rhein, Dominik Wortig ha studiato pianoforte, organo, composizione e direzione d'orchestra (a Bonn, Köln, Essen, e Düsseldorf) e canto con i prof. Werner Lechte e Reinhard Leisenheimer. Ha poi approfondito i suoi studi lavorando con Kurt Moll e Brigitte Fassbaender. La sua vasta attivitá concertistica, con un repertorio che va dai Vespri di Monteverdi alle opere di Bach e dai grandi oratori dell’Otto-Novecento ad una serie di lavori contemporanei, lo ha portato nei centri musicali più importanti d’Europa, oltre che in Asia e negli Stati Uniti. È inoltre stato ospite ai Rheingau Musik Festival, Festival International de Musique de Besançon, Festival van Vlaanderen, International Bach Festival Seoul e molti altri. Ha lavorato con molti importanti direttori: Dennis Russell Davis, Lothar Zagrosek, Thierry Fischer, Helmut Froschauer, Claus-Peter Flor, Ion Marin, George Schmöhe, Emmanuel Krivine, Michael Jurowski e Justus Frantz; con orchestre quali l'Orchestre National de Lyon, Rheinische Philharmonie, Nordwestdeutsche Philharmonie, Staatsphilharmonie Rheinland Pfalz, Münchner Philharmonikern, Staatsorchester Stuttgart, Orchestra Chambre Philharmonique de France, Kölner Philharmoniker, Düsseldorfer Symphonikern e con la RSO Dublino, Concertgebouw Orchestra di Amsterdam e con le orchestre della radio tedesca. Produzioni ed edizioni su CD completano la sua attività artistica. Da alcuni anni collabora attivamente con la Kölner Radio e con la Internationale Bachakademie Stuttgart, Gächinger Kantorei e con il Bach Collegium Stuttgart diretto da Helmuth Rilling. Dal 2000/01 Dominik Wortig è impegnato al Teatro di Hagen. Qui ha cantato numerosi ruoli importanti in campo lirico, inclusi anche il ruoli principali in Faust di Gounod, The Rake's Progress di Strawinsky e Il Figlio del Re nell’opera Königskinder di Humperdinck. Si è inoltre esibito nei teatri di Aachen, Erfurt, Meiningen, Krefeld-Mönchengladbach, Staatstheater Mainz e Wiesbaden. Nel 2006 il suo debutto alla Staatsoper Stuttgart con il ruolo principale in Aeneas in Carthage di Joseph Martin Kraus in una produzione di Peter Konwitschny e nel 2007 al Teatro dell'Opera di Dresda (Semperoper) come Tamino. Attualmente è membro dell’Ensemble Wuppertaler Bühnen, dova canta Alfredo in La Traviata, Manolios in Passione Greca di Martinů, Guido in Una tragedia fiorentina di Zemlinsky. Dal 2001 è nominato ogni anno come miglior cantante emergente dalle riviste del settore, e nel 2008 anche dal sondaggio tra i critici del quotidiano "Welt am Sonntag". Tra i proggetti operistici: Idomeneo in Idomeneo e Matteo in Arabella di Strauss. In concerto, oltre a molti Liederabende, canterà Lied von der Erde a Oslo, Milano e Torino, la Messa in re minore di Bruckner con l’Orchestra del WDR, la Messa in la bem magg. di Schubert sotto la direzione di Michael Gielen. Oltre ad una serie di progetti con l’Internationale Bachakademie Stuttgart di Helmuth Rilling è prevista la IX Sinfonia di Beethoven a Stuttgart e Tokyo sotto la direzione di Helmuth Rilling e Hartmut Haenchen. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 30 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 31 dicembre 2010 ore 20.00 Sabato 1 gennaio 2011 ore 16.00 (fuori abbonamento) Domenica 2 gennaio 2011 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore per soli, coro e orchestra op. 125 Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica dalle 14.30 alle 19.00) Date concerti Giovedì 30 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 31 dicembre 2010 ore 20.00 Sabato 1 gennaio 2011 ore 16.00 (fuori abbonamento) Domenica 2 gennaio 2011 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 Buon anno da laVerdi Grande concerto di Capodanno con la Nona di Beethoven diretta da Xian Zhang Anche per quest’anno laVerdi propone quattro appuntamenti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno con la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta da Xian Zhang, Direttore Musicale de laVerdi, artista molto amata dal pubblico e molto attesa al suo ritorno all’Auditorium di Milano. Ormai da qualche tempo il Concerto di Capodanno è diventato un appuntamento tradizionale anche a Milano, che con grande entusiasmo ha accolto la gioiosa Nona Sinfonia di Beethoven come accade nelle maggiori capitali europee, monumento della storia della musica, forse la composizione più celebre di tutto il repertorio occidentale. La “Prima” del 30 dicembre sarà dedicato al ricordo del Barone Francesco Agnello, consigliere de laVerdi (dal 2006 componente del suo CdA) e suo infaticabile sostenitore. Programma: Mentre Beethoven scrisse le prime otto sinfonie in poco più di dodici anni, tra il 1800 e il 1812, ben dieci anni dovettero passare per arrivare alla stesura del monumento musicale che oggi per noi è la Nona Sinfonia. Se l’Ottava costituisce in un certo modo uno sguardo indietro, su Mozart e Haydn, con la Nona il compositore si volge verso il nuovo, con un linguaggio musicale finora inaudito: l’audacia delle armonie, la complessa struttura formale, e – mai ascoltato sinora - l’inserimento della voce dei solisti e del coro nel quarto movimento della composizione sinfonica, che, sulle parole dell’ode schilleriana An die Freude (Alla gioia) confluiscono insieme all’orchestra nel finale in una grande fuga, il momento culminante della titanica sinfonia. Con la Nona Sinfonia si rende esplicito il messaggio ideale di Beethoven: la Gioia illuministicamente sentita quale slancio vitale, impegno ottimistico a superare i propri egoismi in una fratellanza di tutti gli uomini. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il marzo 2010 ha segnato il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra dirigendo composizioni di Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw e apparendo in una stagione da camera separata con le prime parti dell’orchestra in una performance con l’arrangiamento di Schönberg del Das Lied von der Erde di Mahler al Muziekgebouw. Altri impegni europei prevedono concerti con la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Center che prevede la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo il suo enorme successo in una tournèe in Cina nella passata stagione. Inoltre, Xian Zhang ha diretto, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. il prossimo impegno operistico sarà un doppio cartellone di musiche di Stravinskij, con la regia di Robert Lepage, per la Netherlands Opera nella stagione 2012/2013. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto" 10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979) - quarto appuntamento, domenica 2 gennaio 2011 ore 11.00 - A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati da laVerdi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”. Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”. Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi… In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.” Programma concerto Domenica 2 gennaio 2011 ore 11.00 Amarcord (1974), Suite dal film Piccolo mondo antico, Concerto in Mi per pianoforte e orchestra (1978) Concerto festivo per orchestra (1958-62) [prima esecuzione a Milano] Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Simone Pedroni Direttore Giuseppe Grazioli Di tutta la filmografia felliniana, Amarcord è il titolo più personale e intimo del regista romagnolo, che mette in scena forti elementi autobiografici. In questa pellicola l’ultra trentennale sodalizio fra regista e compositore si cimenta nella costruzione di una serie di pastelli sonori che, accanto alla consueta prassi di missare musiche tipicamente rotiane con le melodie di cui il regista si è servito per anni sul set per accompagnare gli attori, tratta e riprocessa una serie di altri elementi tipici della poetica Fellini-Rota fino a farli diventare esercizi memonici, filastrocche musicali. Memorabilia, soprattutto infantili, come per esempio la banda de La fogaraccia che, alla fine, ci lascia in testa quei frullini musicali ripetuti-ripetibili fino all’infinito. Ma quello che più stupisce è, alla fine, la grazia, la leggerezza e la fluidità di tutte queste ‘musichette’ che sono invece frutto di un sapientissimo e complicato lavoro compositivo. E’ un materiale musicale questo che ancora oggi ispira musicisti e compositori in tutto il mondo. Come i ricordi dotati di sostanza poetica, è una musica sospesa nel tempo i cui riferimenti storici sono secondari rispetto alla sostanza dell’emozione che evocano. Quattro anni dopo Amarcord, nelle frange estreme della propria vita, Nino Rota ha voluto sottotitolare il suo ultimo Concerto per piano e orchestra ‘Piccolo mondo antico’. Sin dalla introduzione, affidata al piano solo, il tema del commiato da una memoria, da un incarnato musicale sembra emergere con una certa evidenza. Eppure ci accorgiamo subito che l’intento, come sempre in Rota, non è mai didascalico né esplicativo ma funzionale alla costruzione di un clima dove elementi, che pochi avrebbero avuto il coraggio o l’incoscienza di utilizzare in quell’epoca, servono alla costruzione di un brano di grandi proporzioni che suona così antico da parere del tutto disgiunto dal dato anagrafico. Verrebbe facile dire che, data la collocazione temporale del brano e le precarie condizioni di salute del Maestro all’epoca della sua composizione, il Concerto in Mi per pianoforte e orchestra suoni come un passo di addio. I forti contrasti emotivi che animano il Concerto e la sapiente costruzione di un brano di così ampio respiro con un materiale tematico così ridotto, sono semplicemente un richiamo a quelle doti di altissimo artigianato e di rispetto verso gli strumenti della tradizione compositiva, considerata all’epoca definitivamente fuori dal corso della storia. Il Concerto festivo per Orchestra (1958-61) è un esempio tipico dell’infinito work in progress che animava la prassi compositiva del Maestro. Nato originariamente per un concorso di composizione e sviluppatosi nel corso degli anni secondo una sequela di revisioni, parziali riscritture e sostituzioni di singoli brani, fu presentato per la prima volta a Roma nel novembre del 1962, presso l’Accademia di S. Cecilia. La forma del concerto, che ha una struttura più libera della sinfonia, è costruita in questo caso come una sorta di conchiglia musicale nella quale l’Ouverture e il Finale svolgono la funzione di valve e ne costituiscono quindi il solido guscio attraverso cui l’orchestra presenta e conclude la propria esibizione. All’interno della conchiglia troviamo poi tre oggetti, manufatti sonori che sono costituiti dall’Aria, dalla Cabaletta e dall’Elegia. Si tratta di tre immagini dove Rota, in un esercizio di sintesi estrema, crea delle poderose miniature musicali. E’ un lavoro di cesello, fatto in punta di penna, dove a risaltare non è tanto una visione complessiva della forma, quanto una piccola serie di ‘Quadri da un’esposizione’ dai quali emerge una capacità di trattare l’orchestra veramente notevole. Il Concerto festivo per orchestra, pur essendo stato composto mezzo secolo fa, è in prima esecuzione a Milano. Il brano ebbe recensioni poco lusinghiere nel nostro paese e rimase inedito. Solo negli ultimi anni ha ricominciato a circolare, soprattutto nel Nord Europa, grazie alla pubblicazione da parte dell’editore tedesco Schott. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University. Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree". Dopo aver ottenuto nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) e il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. È stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l'Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado (tournée in Sud America col Concerto n.1 di Brahms), l’Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky, la National Polish Radio Symphony Orchestra a Katowice diretta dal leggendario M° Stanislav Skrowaczewski (Concerto di Schumann), la Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España, . È pianista “in residence” all’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi” con la quale ha eseguito il Concerto n. 2 di Brahms con Leonard Slatkin, la Fantasia op. 80 Beethoven e il raro Concerto in Re minore di Martucci con Riccardo Chailly (anche in tournée in Spagna e nell’ambito del Festival de Música de Canarias), i 5 Concerti di Beethoven con Gianandrea Noseda, il Concerto n. 1 di Tchaikovsky con Louis Langrée, il Concerto di Schumann con Lu Jia e alcuni programmi di musica da camera. Tra i recital si ricordano quelli al Teatro alla Scala di Milano, Carnegie Hall di New York, Herkulessaal di Monaco, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Quirinale in Roma, Filharmonia Narodowa a Varsavia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, Serate Musicali di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Festival della Primavera di Praga, Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Berlino, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone. Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l’anno successivo. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all’Auditorium di Milano. Tra gli ultimi impegni il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno in Giappone con le Variazioni Goldberg di Bach, il Concerto di Martucci con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con James Gaffigan ed in tournée in Spagna con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Oleg Caetani, il Concerto n. 2 di Rachmaninov in Norvegia (Trondheim) e il Concerto n.1 di Brahms a Milano con Aldo Ceccato. Nel giugno 2009 ha debuttato con grande successo al Parco della Musica di Roma con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, diretta da Vladimir Ashkenazy. Nel Marzo 2010 con l’Orchestra Verdi di Milano, direttore Juanjo Mena ha ottenuto un successo personale nel Turangalila di Messiaen. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. “Simone Pedroni Live in Concert”, per La Bottega Discantica le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l’altro a Liszt. Riconfermato dall’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana di Lugano per il 2010 eseguirà il Concerto in La minore di Respighi del quale verrà realizzato un CD con la stessa Orchestra. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 2 gennaio 2011 ore 11.00 Biglietto Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50) |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 22 dicembre 2010 ore 20.30 Ciclo laVerdi Barocca Georg Friedrich Haendel Messiah oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra Ensemble vocale de laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Soprano Sonya Yoncheva Contralto Sonia Prina Baritono Christian Senn Tenore Cyril Auvity Orchestra laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Mercoledì 22 dicembre 2010 ore 20.30 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) Ruben Jais dirige il Messiah di Haendel con ‘laVerdi Barocca’ Mercoledì 22 dicembre alle ore 20.30 il Maestro Ruben Jais torna a dirigere laVerdi Barocca nel Messiah di Haendel, di cui verrà eseguita integralmente la prima parte dedicata alla Natività ed alcuni estratti del secondo e terzo movimento dell’oratorio. Con lui, sul palco dell’Auditorium di Milano, l’Ensemble vocale de laVerdi Barocca sarà diretta da Gianluca Capuano. Le voci soliste saranno interpretate dal soprano Sonya Yoncheva, il contralto Sonia Prina, il baritono Christian Senn e il tenore Cyril Auvity. Il ciclo ‘laVerdi Barocca’, un calendario di 10 programmi per coro e orchestra, è eseguito da un ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, secondo un approccio filologico. Così il Maestro Ruben Jais descrive la nuova Stagione de laVerdi Barocca: “Dopo il grande successo della prima edizione, torna il ciclo de laVerdi Barocca con un nuovo calendario di concerti. Il programma della nuova Stagione con 10 concerti, da ottobre a maggio, vedrà come linee generatrici da una parte la musica sacra nella sua forma di riferimento per eccellenza, la Messa (da Gilles a Monteverdi, da Zelenka a Mozart), e dall’altra la musica strumentale per solo e orchestra, con alcuni dei capolavori per violino, da Bach a Vivaldi, da Pergolesi a Leclair. Un programma impreziosito da due novità: Gianluca Capuano, affermato direttore e organista, che dirigerà il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, uno dei massimi capolavori del repertorio italiano del XVII secolo (che verrà eseguito nel giorno dell’Immacolata Concezione); e Stefano Montanari, musicista di fama internazionale, violino solista e concertatore in un programma interamente legato alla musica francese attraverso Rameau e Leclair”. Programma: Composto in meno di un mese nel 1741, il Messiah fu eseguito la prima volta nello stesso anno a Dublino ed ebbe, sin da subito, numerose repliche, divenendo l’opera sacra vocale più nota e popolare di Haendel. L’opera presenta un carattere atipico nell’ambito della produzione oratoriale, sia per la particolarità dell’argomento, cioè la figura di Cristo con citazioni dall’Antico e dal Nuovo Testamento, sia per il pubblico cui era destinata, composto da cattolici irlandesi e protestanti anglicani (si voleva far conoscere i pregi di una religione caritatevole e universalistica, al di là delle divisioni dogmatiche). Il Messiah trova i suoi precedenti nella musica sacra celebrativa, dai toni solenni e trionfali: la vita di Cristo viene presentata attraverso episodi esemplari in un inno alla sua gloria. L’opera venne approntata dal librettista Charmes Jennens, che la suddivise in tre parti. Non c’è una complicata trama da seguire, poiché i tre momenti dell’oratorio portano con sé un messaggio chiaro e immediatamente comprensibile: nel primo si ascoltano le profezie che proclamano la venuta del Messia e l’annuncio della natività. Nel secondo si passa dai toni cupi della Passione ai trionfi della Resurrezione. Nell’ultima parte si spiegano i misteri della resurrezione e la vittoria della fede sulla morte e sul peccato, in attesa del Giudizio universale in cui l’intercessione del Messia salverà il mondo. Biografie: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui “Storia in Musica”, con l’esecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; “Crescendo in Musica”, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S. Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J. Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito l’Orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. Nata in Bulgaria nel 1981, Sonya Yoncheva si diploma in pianoforte al Conservorio nel suo paese natale e in seguito si diploma in canto al Conservatorio di Musica di Ginevra. Giovanissima, Sonya Yoncheva partecipa e vince vari concorsi nazionali in Bulgaria: Primo Premio al Concorso “Dobri Hristov” nel 2000, Primo Premio et Cantante dell’Anno al Concorso Nazionale televisivo “Hit moins 1” nel 2000 e il Primo Premio al Concorso Nazionale di musica classica “Burgas” nel 2001. Nel 2003 prende parte ad un Concerto di Gala patrocinato da Mirella Freni e Nicoali Ghiarov al Teatro dal Verme di Milano. Nel 2005 debutta nell’opera al Grand Théâtre di Ginevra nel ruolo di Isabella ne L’Inganno felice di Rossini e sempre a Ginevra nel 2006 interpreta il ruolo di Le Coq et La Chouette ne La Petite Renarde Rusée di Janacek al Grand Théâtre di Ginevra e nel 2007 Giunone ne Il Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi. Nel giugno 2007 ha debuttato il ruolo di Norina nel Don Pasquale di Donizetti all’Opera di Caen diretta da Daniel Slater; frequenta l’Accademia del Festival di Aix en Provence ottenendo il riconoscimento di Le amis du Festival. Sonya Yoncheva recentemente ha avuto ottimi debutti in prestigiosi teatri del mondo; ha preso parte alla tournée internazionele con Les Arts Florissants diretta da William Christie nell’edizione del Jardin des Voix 2007; Palais des Beaux Arts a Bruxelles, la Cité de la Musique a Parigi, il Barbican Centre a Londra, il Lincoln Center a New York, l’Auditorio Nacional a Madrid, la Alte Oper di Francoforte e la Fondazione Gulbenkian di Lisbona. Le sue performance hanno ricevuto ottime critiche internazionali. Per la performance al Lincoln Center, il New York Times scrisse “Sonya Yoncheva sang with a dark timbre, but also a silkiness…” ed il New York Sun scrisse “The Bulgarian soprano Sonya Yoncheva was much better shaping her phrases deliciously in M’hai resa infelice from Handel’s Deidamia”. Recentemente ha cantato il ruolo di Fortuna ne L’Incoronazione di Poppea in una nuova produzione di Robert Carsen al Festival di Glyndebourne, diretta da Emmanuelle Haim; Rossane nel Floridante di Handel al Handel Festival di Halle; Serpina ne La Serva Padrona in concerto e registrazione DVD per la Radiotelevisione Svizzera (RTSI) diretta da Diego Fasolis; Emilie ne Les Indes Galantes in tournée europea con William Christie; ha cantato in Welcome to the voice di Steve Nieve al Théâtre du Châtelet di Parigi ; al Montpellier Radio France Festival in un progetto di Jean-Paul Scarpitta “C’était Marie-Antoinette” con Stéphanie D’Oustrac. Tra i suoi attuali e futuri impegni, citiamo: Norina nel Don Pasquale di Donizetti al Teatro Real di Madrid; Giunone nel Il ritorno d’Ulisse in Patria di Monteverdi diretta da William Christie, regia di Pierluigi Pizzi, al Teatro Real di Madrid; Dardanus di Rameau diretto da Emmanuelle Haïm nei teatri Opera de Lille e Opera de Dijon; Dido in Dido and Aeneas di Parcell in USA con Les Arts Florissants; Cleopatra nel Giulio Cesare di Handel sotto la direzione di Jean-Claude Malgloire. Nata a Magenta (Mi), Sonia Prina all’età di tredici anni intraprende gli studi musicali presso il Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Milano e si diploma in tromba e canto. Nel 1994 vince le selezioni per l’ammissione all’Accademia per Giovani Cantanti Lirici presso il ‘Teatro alla Scala’ di Milano. Nel 1997 cominciano le scritture per le stagioni operistiche. Da subito si dedica al repertorio rossiniano e barocco. Possedendo una rara voce di contralto, diventa in breve tempo una delle voci di riferimento della scena lirica internazionale. Tra gli impegni di maggior rilievo degli ultimi anni citiamo: Clarice ne La Pietra di Paragone di Rossini al Théâtre du Châtelet di Parigi; Orlando nell’Orlando di Handel alla Sydney Opera House; Rinaldo di Handel nel ruolo titolo al Teatro alla Scala di Milano; ruolo titolo di Tamerlano a Monaco di Baviera; Ascanio nell’Ascanio in Alba di Mozart al Festival di Salisburgo. Specialista haendeliana ha debuttato Bradamante nell’Alcina all’Opéra de Paris regia Robert Carsen; Giulio Cesare al Teatro Carlo Felice di Genova con Diego Fasolis e ha ripetuto il ruolo a Lille diretta da Emmanuelle Haïm con la regia di David McVicar; Polinesso nell’Ariodante a Barcellona diretta da Harry Bickett e all’Opera di San Francisco con P. Summers per la regia di John Copley; Bertarido ne La Rodelinda al Barbican di Londra e alla Konzerthaus di Vienna con Alan Curtis; Amadigi nell’Amadigi al San Carlo di Napoli con Rinaldo Alessandrini; diretta da Fabio Biondi ha interpretato Silla nell’omonima opera di Handel a Santa Cecilia. Di Monteverdi ha cantato Ottone ne L’Incoronazione di Poppea al Comunale di Bologna e Penelope nel Ritorno d’Ulisse in patria al Ponchielli di Cremona con l’Accademia Bizantina di Ottavio Dantone e recentemente è stata Messagiera e Speranza in Orfeo con William Christie a Madrid. Con Jordi Savall ha cantato nel Farnace di Vivaldi al Teatro de la Zarzuela di Madrid con regia di Emilio Sagi e nella Senna Festeggiante all’Opera di Bordeaux. Nell’ambito dell’opera di repertorio ricordiamo: Isabella nell’ Italiana in Algeri al Teatro Regio di Torino; Smeton in Anna Bolena al Teatro Donizetti di Bergamo e a soli 23 anni il suo debutto alla Scala come Rosina nel Barbiere di Siviglia accanto a Juan Diego florez. Ha tenuto recital in Europa, in Sud America e in Giappone con rinomate orchestre come Accademia Bizantina, l’Ensemble Matheus, Il Giardino Armonico, Le Concert d’Astrée, Kammerorchestrerbasel e altre. Ha al suo attivo numerose incisioni tra cui citiamo: La Senna festeggiante e l’Olimpiade di Vivaldi con R. Alessandrini per Naïve; l’Orfeo di Monteverdi e Il Trionfo del Tempo di Handel con E. Haim per Emi/Virgin; Lotario di Handel per BMG e Rodelinda per Deutsche Grammophon con A. Curtis; in DVD l’Ascanio in Alba di Mozart e la Pietra di Paragone di Rossini. Tra le uscite recenti ricordiamo: Arie Ritrovate di Vivaldi per Naïve, Lucrezia di Handel per Ludi Musici, Resurrezione di Handel per Emi/Virgin. Ha registrato di recente il ruolo titolo di Ottone in Villa ancora per Naïve. Tra gli impegni nel 2010 e 2011, ruolo titolo nell’Orlando Furioso di Vivaldi all’Opera di Francoforte; ruolo titolo nell’Orlando di Handel al Théâtre des Champs Elysées; ruolo titolo nel Rinaldo a Glyndebourne e nel 2013 a Zurigo; Serse all’Opera di Houston e in una nuova produzione a San Francisco; Rinaldo all’Opera di Chicago, Ottone in Villa in tournèe europea con il Giardino Armonico; Smeton in Anna Bolena al Teatro Liceu di Barcellona; ruolo titolo nel Giulio Cesare di Handel con Ottavio Dantone a Ferrara e Ravenna. Christian Senn è cileno d’origine e italiano di adozione. Dopo aver conseguito la laurea in biochimica vince una borsa di studio per continuare lo studio del canto in Italia perfezionandosi all’Accademia per solisti del Teatro alla Scala con i maestri L. Gencer, L. Alva e V. Manno. Christian ha intrapreso da subito una carriera brillante cantando con importanti direttori R. Chailly, M. Benini, C. Rizzi, T. Severini, F. Carminati, C. Rovaris, R Muti, M. Barbacini, O. Dantone, F. Biondi, in Italia e all’estero, in prestigiose sale da concerto e teatri tra cui citiamo il Teatro alla Scala; il Théâtre du Châtelet di Parigi; la Konzerthaus di Vienna, la Stefaniensaal di Graz; Palau della musica di Valencia e la Kanagawa Hall di Yokohama. Molto vasto è il suo repertorio operistico e concertistico prevalentemente orientato sul bel canto ma anche sul periodo classico e barocco. Ha collaborato con prestigiose orchestre a strumenti originali quali l’Europa Galante di Fabio Biondi, l’Accademia Bizantina di Ottavio Dantone, Il Giardino Armonico di Giovanni Antonini, la Cappella della Pietà de Turchini di Antonio Florio e l’Ensemble Matheus di J. C. Spinosi. Tra gli impegni di grande rilievo dell’ultimo periodo citiamo il ruolo di Figaro nel Barbiere di Siviglia in varie produzioni al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino, alla Fenice di Venezia e al Petruzzelli di Bari. Grande successo hanno avute le sue ultime performance di Il Conte ne Le Nozze di Figaro al Teatro alla Scala, Taddeo nell’Italiana in Algeri al Teatro Regio di Torino, Papageno nel Flauto Magico a Montpellier. Inoltre è stato Guglielmo nel Così fan Tutte al Teatro National di Santiago del Cile diretto da M. Benini ed ancora diretto da J. Webb con la regia di Daniele Abbado al Teatro Filarmonico di Verona e a Reggio Emilia. Ultimamente ha cantato anche il ruolo di Pacuvio nella pluripremiata produzione La Pietra di Paragone di Rossini al Teatro Regio di Parma e Théâtre du Châtelet di Parigi, diretta da J.C. Spinosi e con la co-regia di G.B. Corsetti/Sorin; Zoroastro nell’Orlando di Handel al Palau Les Arts di Valencia; Valentin nel Faust di Gounod e Enrico in Lucia di Lammermoor a Santiago del Cile; Nanni nell’Infedeltà Delusa di Haydn al Musikfestpiele di Posdam, Maestro di Musica in Convenienze ed Inconvenienze Teatrali di Donizetti al Tetro alla Scala di Milano ed in tournèe ad Aalborg. Specialista del repertorio barocco canta da anni il ruolo titolo di Bajazet di Vivaldi nelle principali capitali Europee con L’Europa Galante di F.Biondi e Astolfo ne l'Orlando Furioso di Vivaldi con l'Ensemble Matheus di J. C. Spinosi a Torino e al Musikfest di Bremen. Con il Giardino Armonico ha cantato la Resurrezione di Handel a Graz e la Senna ne La Senna Festeggiante di Vivaldi al comunale di Firenze. Con i Barocchisti della Rtsi di D.Fasolis, ha cantato l'Alexander Fest di Handel. Appassionato del repertorio Bachiano e tedesco ha eseguito tra gli altri Matthaus and Johannes Passion, Oratorio di Natale, Magnificat, Actus Tragicus, diverse cantate profane e oltre una quindicina di cantate sacre. Tra le sue registrazioni recenti citiamo il Tito Manlio, con Accademia Bizantina e il DVD della Pietra del Paragone registrato al Théâtre du Châtelet di Parigi. Tra gli impegni di prestigio del 2010 e 2011 citiamo: Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro la Fenice di Venezia e lo stesso ruolo in tournèe europea diretto da Jean-Christophe Spinosi; Astolfo nell’Orlando Furioso di Vivaldi al Théatre de Champs Elysée di Parigi e a Nizza, Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro Massimo di Palermo diretto da Michele Mariotti, Malatesta nel Don Pasquale di Donizetti al Teatro Donizetti di Bergamo diretto da Stefano Montanari. Laureato in Fisica all’Università di Lille, Cyril Auvity studia canto al Conservatorio della stessa città con Annick My e si diploma con una menzione d’onore. Vince il Concorso di Canto di Clermont Ferrand nel 1999 nella categoria Melodia Francese. Scoperto da William Christie, debutta al Festival di Aix en Provence nel 2000 nel ruolo di Telemaco nel Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi. Sempre con William Christie, canta Actéon, la Messe de Minuit di Charpentier in tournée negli Stati Uniti e in Europa; Agrippa ne Il Tito di Cesti a l’Opéra du Rhin nel 2001 et nuovamente Telemaco per un’importante tournée della produzione di Aix en Provence, durante tutta la stagione 2001/2002. Inizia la sua collaborazione con Hervé Niquet nel ruolo di Dorval nel On ne s’avise jamais de tout all’Amphithéâtre de l’Opéra Bastille e registra Les Leçons des Ténèbres e Les Méditations pour le Carême di Charpentier con Hervé Niquet per Glossa. Tra le altre produzioni di prestigio di cui fa parte, citiamo: Persée di Lully con Christophe Rousset, Gli Strali d’Amore di Cavalli con Gabriel Garrido, il Te Deum di Charpentier diretto da Paul Mc Creesh, The Fairy Queen sempre con Christophe Rousset in tournée in Spagna, Médée e Persée di Lully a Toronto; Didone e Enea di Purcell all’Opera di Nancy e al Festival d’Aldeburgh; il ruolo titolo di Actéon di Charpentier con Emmanuelle Haïm, Salustia di Pergolesi al Festival di Montpellier dir.Florio, regia Scarpitta, Aeneas in Didone e Enea di Purcell a Montpellier; Thésée di Lully al Théâtre des Champs Elysées e all’Opera di Lille con Emmanuelle Haïm in una nuova produzione di Jean Louis Martinoty; L’Orfeo di Monteverdi e Il Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi al Teatro Real con William Christie e Pier Luigi Pizzi; Basilio ne Le Nozze di Figaro all’Opera di Lille. Partecipa a varie produzioni sotto la direzione di Jordi Savall, tra cui citiamo L’Orfeo di Monteverdi all’Opéra de Bordeaux. La sua collaborazione con William Christie continua in nuove produzioni come Les Arts Florissants e David & Jonathan di Charpentier. Debutta il ruolo titolo nel Pygmalion di Rameau in una coproduzione Opera di Nancy e Théâtre du Châtelet con Hervé Niquet e in seguito canta in una nuova produzione scenica di Callirhoé di Destouches all’Opéra di Montpellier. Nel repertorio tradizionale, partecipa ad un’importante tournée del Medecin malgré lui di Gounod e debutta il ruolo di Don Ottavio nel Don Giovanni con Emmanuel Krivine; riprende lo stesso ruolo in scena all’Opera di Montpellier dove debutta in seguito il ruolo di Tamino nel Flauto Magico. A l’Opera di Lille canta il ruolo di Basilio nelle Nozze di Figaro di Mozart diretto da Emanuelle Haïm and Le Concert d’Astrée. Ha partecipato a varie registrazioni discografiche per Erato, Naïve, EMI/Virgin, Glossa e in DVD lo troviamo nell’Actéon di Charpentier, Didone e Enea di Purcell e nel Ritorno di Ulisse di Monteverdi sotto la direzione di William Christie. Tra i suoi impegni attuali e recenti ricordiamo: La Partenope di Handel in vari teatri italiani; la ripresa de La Didone di Cavalli al Théâtre des Champs Elysées a Parigi; I Vespri di Monteverdi con Jordi Savall; Telemaco in Monteverdi’s Il Ritorno d’Ulisse al Teatro Real di Madrid con William Christie e la regia di Pierluigi Pizzi ; Amadis di Lully (ruolo titolo) a L’Opèra d’Avignon de Massy, King Arthur di Purcell diretto da de Joël Suhubiette in torunèe di concerti. Cyril sarà Mercurio nella Platèe di Rameau a L’Opeèra National di Rhin e la Calisto di Cavalli al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi diretto da Christiphe Rousset. Tra i suoi impegni futuri ricordiamo: il ruolo titolo nel Bellérophon di Lully diretto da Christophe Rousset e Les Talens Lyriques, Morphée in una nuova produzione d’Atys de Lully sotto la direzione di William Christie e la regia di Jean- François Villégier. |
| Istituto dei Ciechi di Milano Gran Concerto di Natale Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Lunedì 20 dicembre 2010, ore 21.00 Nell’ambito delle celebrazioni per il 170° anniversario della fondazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano, lunedì 20 dicembre alle ore 21.00, si terrà un concerto natalizio all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Jader Bignamini, il Coro “SanPa Singers” (Direttore del coro Marco Galli) e la pianista e cantante Silvia Zaru. La serata sarà suddivisa in due parti: nella prima, “Gospel for Christmas”, il Coro SanPa Singers diretto da Marco Galli si esibirà in un programma natalizio che include, tra gli altri brani, “Carol of the bells”, “What child is this?”, “White Christmas”. I SanPa Singers nascono nel marzo 2003, allorché la Comunità di San Patrignano decide di formare al suo interno un coro gospel. L’attuale direttore Marco Galli inizia un’attività improntata ad un lavoro scrupoloso sulla vocalità di ciascun corista. Il coro esemplifica gli insegnamenti della comunità: la socialità responsabile, il canto come modo per interagire con altre individualità, in cui ciascuno deve far bene per sé e per gli altri. Nella seconda parte della serata, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Jader Bignamini, insieme alla pianista e cantante Silvia Zaru, si esibiranno in un concerto dal titolo “Teatro e fiaba: due mondi, una magia” dove si affiancano brani tradizionali come “Silent night” e “Happy Christmas” di J. Lennon, a colonne sonore di film e musical. Fondato su iniziativa di Michele Barozzi nel 1840, l’Istituto dei Ciechi di Milano promuove l'indipendenza e l'autonomia dei non vedenti, favorendo la scelta delle più appropriate possibilità formative e culturali dei disabili visivi attraverso la ricerca, lo studio e l'offerta di servizi necessari per l'educazione, l'organizzazione della vita quotidiana e la crescita professionale. I servizi offerti dall’Istituto hanno lo scopo di realizzare un percorso di sviluppo formativo, culturale e sociale finalizzato, attraverso l'acquisizione delle autonomie personali, alla piena integrazione. Le aree di competenza spaziano in diversi ambiti tra i quali la consulenza educativa e tiflopedagogica, la consulenza informatica, la formazione professionale, la stampa di testi in braille e a caratteri ingranditi, la produzione di materiale didattico tattile e l'assistenza agli anziani. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto lunedì 20 dicembre 2010 ore 21.00 Biglietti Euro 40,00/30,00/20,00 (Riduzione del 20% per: bambini sino ai 12 anni, non vedenti, accompagnatori di persone non vedenti) Programma – I parte: “Gospel for Christmas” Carol of the bells What child is this? Medley Xmas 1: Deck the hall, Santa Claus People get ready Amazing grace This is it Heal the world Medley gospel 1: Swing low, This a little light of mine Bridge over trouble water Medley Xmas 2: Jingle bells, Go tell it on the mountain White Christmas Programma – II parte: “Teatro e fiaba: due mondi, una magia” A. L. Webber - Don’t cry for me Argentina” (da “Evita“) A. L. Webber - “ I don’t know how to love him” (da “Jesus Christ Superstar”) R. Cocciante - “Zingara”, “Vivere per amare” (da “Notre Dame de Paris”) A. Menken - “Dio fa’ qualcosa” (da “Il gobbo di Notre-Dame”) A. Menken - “La bella e la bestia” (da “La bella e la bestia”) A. Menken - “Il mio mondo” (da “La sirenetta”) Tradizionale - “Oh holy night” H. Arlen - “Over the rainbow” (da “The wizard of Oz”) A. Kasha, J. Hirshborn - “La luce che ti guida” (da “Elliott il drago invisibile“) J. Livingston - “Questo è l’amor”, “I sogni son desideri” (da “Cenerentola”) A. Menken - “I colori del vento” (da “Pocahontas”) R. M. Sherman, R. Sherman - “La Cattedrale” (da “Mary Poppins”) Tradizionale - “Silent night” J. Lennon - “Happy Christmas” E. Hawkins - “O happy day” Biografie: Nel 1998 Jader Bignamini è stato scelto dal Maestro Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano; inoltre collabora in qualità di clarinetto piccolo e primo clarinetto con l’ Orchestra Filarmonica della Scala, con l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, in qualità di primo clarinetto con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, l’Orchestra Filarmonica Italiana e con l’Orchestra da Camera di Bologna. Accanto all’attività orchestrale, cameristica e da solista, affianca, allo stesso livello, quella di direttore e concertatore, sia con gruppi da camera e di fiati sia con orchestre sinfoniche, che lo hanno portato a un’intensa collaborazione con l’ensemble d’archi de “I Pomeriggi Musicali”, con cui ha potuto esplorare il repertorio più significativo per questo genere di formazione (Čajkovskij, Elgar, Dvorak, Mozart). Il debutto nel dicembre 2005 alla guida dell’ “Orchestra Sinfonica Sconfinarte” con la Settima e l’Ottava sinfonia di Beethoven ha subito messo in evidenza il suo carisma e la sua forte personalità che non sono passati inosservati alla critica ed alle istituzioni concertistiche nazionali, che lo hanno subito contattato per le prossime stagioni sinfoniche e d’opera. Nel luglio 2007 ha diretto una serie di concerti inseriti nella stagione estiva dell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali”, con un programma di ouverture e arie d’operetta, con la partecipazione, nelle vesti di comico e cantante, di Elio Pandolfi con il quale nel 2006 ha lavorato con la medesima orchestra in “Pierino e il Lupo” di Prokof’ev. Nel Gennaio 2008 è stato protagonista del “Concerto d’inizio anno” della stagione sinfonica del Teatro “Rendano” di Cosenza alla guida dell’ “Orchestra Philharmonia Mediterranea” con un notevole successo di pubblico e critica, sfociato in un invito a future collaborazioni per nuove produzioni del teatro. A febbraio è stato invitato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza per l’inaugurazione della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Vicenza con un’esecuzione particolarmente energica e apprezzata di un programma di musica francese. Nel 2008 ha diretto anche l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi all’Auditorium di Milano, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” nella stagione sinfonica del Teatro Dal Verme di Milano, ha collaborato con il Teatro San Carlo di Napoli e ha debuttato con una serie di concerti con l’Orchestra Filarmonica Italiana. Il lavoro svolto e gli impegni futuri lo hanno portato ad approfondire il repertorio operistico italiano debuttando con Un ballo in maschera di G. Verdi, oltre che a cimentarsi in quello sinfonico, dal classico al tardo romantico, raggiungendo quella sintonia con l’orchestra che gli permette di trasmettere energia ed entusiasmo per ogni partitura che affronta e toccando molti dei più grandi compositori della musica sinfonica: da Haydn a Mozart, da Beethoven a Brahms, da Dvorak a Mahler. SanPa Singers SanPa Singers nascono il 6 Marzo 2003, allorché la Comunità di San Patrignano decide di formare al suo interno un coro gospel. Viene contattato l’attuale Direttore Marco Galli ed inizia un’attività da subito improntata ad un lavoro scrupoloso sulla vocalità di ciascun corista, trasposizione in ambito musicale di quelli che sono i principi fondanti del percorso di recupero presso San Patrignano: il coro come socialità responsabile, come modalità di canto sempre interagente con altre individualità, in cui ciascuno deve far bene per sé e per gli altri. Il canto diventa per alcuni una modalità espressiva che favorisce il ripristino di un contatto con gli altri, contribuendo in maniera sensibile a fare “uscire dal guscio” le persone più chiuse; dall’altro lato, la necessità di disciplinare la propria voce e le proprie performances in funzione del gruppo aiuta a recuperare un rapporto più equilibrato tra l’io e le altre persone. Dopo i primi impegni istituzionali, legati ad appuntamenti celebrativo/commemorativi in seno alla Comunità, il Coro compie nel 2005 il primo passo verso un’attività concertistica, con esibizioni che culminano nel Luglio 2006 con la partecipazione al prestigioso “Porretta Soul Festival”. Nell’occasione, i ragazzi di SanPa calcano il palco su cui anni addietro si sono esibiti artisti del calibro di Rufus Thomas e Wilson Pickett. Sempre nel 2006 iniziano le registrazioni del primo CD dei SanPa Singers: “This little light of ours”. Nel 2007 i SanPa Singers si esibiscono a Cervia in occasione della Festa del Sale e successivamente alla manifestazione eno/gastronomica “Squisito”. Nel 2008 i SanPa Singers collaborano con la Banda della Polizia di Stato ed eseguono un concerto insieme nell’auditorium della Comunità. A Natale del 2008 tengono un concerto al nuovo Teatro del comune di Coriano. Il 2009 si apre con un concerto alla manifestazione enogastronomica Squisito. I SanPa Singers sono poi invitati a partecipare alla giornata iniziale di MiTo, cantando sotto l’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. In seguito si sono esibiti al Teatro Romano di Verona. Peculiarità dei SanPa Singers è il continuo ricambio di voci, attorno ad un ridotto nucleo stabile, dovuta al susseguirsi di ragazzi che iniziano e terminano il loro percorso di recupero, che passa anche dall’esperienza corale. Marco Galli, Maestro del Coro Si diploma in pianoforte a pieni voti presso il Conservatorio “B. Maderna” in Cesena, sotto la guida del Maestro Flavio Meniconi. Nel 2004 ha conseguito il compimento inferiore di composizione sotto la guida del Maestro Carlo Pari. Ha iniziato sin da adolescente l’attività di pianista accompagnatore di numerose formazioni corali, effettuando tournée in Ungheria, Repubblica Ceca, Germania, Austria. Nel contempo affina l’esperienza nella istruzione e direzione di coro e nel 1996 assume la direzione del Coro “S. Giuseppe” di Gradara. Collabora costantemente con il mondo del teatro in qualità di pianista accompagnatore, compositore di musiche di scena, arrangiatore. Tiene regolarmente seminari e workshop di musica corale e pianoforte. Svolge inoltre attività di compositore di musica corale, strumentista in sala di registrazione, pianista accompagnatore per cantanti e strumentisti. E’ laureato in Ingegneria Elettronica e dal novembre 2003 è alla guida dei SanPa Singers, con cui vanta una partecipazione nel 2006 al prestigioso “Porretta Soul Festival”. Silvia Zaru, pianoforte e voce Diplomata brillantemente in Didattica della Musica, Composizione e Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, si è classificata ai primi posti in vari concorsi internazionali e nazionali, sia come pianista che come compositrice. Si è esibita in vari teatri, tra cui il Teatro Lirico (Milano), Teatro Villa Reale (Monza), Teatro Vip (Verbania), Teatro Manzoni (Roma), Teatro Camploy, Teatro Stimate, Sala Maffeiana (Verona), Teatro Daner (Beausoleil - Fr). Ha tenuto numerosi concerti con diverse formazioni, proponendo suoi inediti arrangiamenti dei brani eseguiti. Ha partecipato, in qualità di cantante-pianista, a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive (RAI 1, Telenova, Telepace, Telelombardia, Telearena, Antenna 3, Odeon Tv, Radio Popolare). Ha collaborato con le case editrici De Agostini e Bmg, realizzando cd di supporto a testi di Educazione Musicale per ragazzi. Ha al suo attivo diverse incisioni discografiche: “Italian pop & rock salad”, “Sincerity and love”, “Viaggio nel sogno”, “Il mondo, una sola voce”, “Dal Romanticismo ai giorni nostri”. Attualmente è Direttore Artistico dell’Associazione “Musica e Incanto”; lavora in qualità di Docente di pianoforte di ruolo e continua la propria attività artistica, riscuotendo ovunque ampi consensi. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 16 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 17 dicembre 2010 ore 20.00 Domenica 19 dicembre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Robert Schumann Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore Renana Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore John Axelrod Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 16 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 17 dicembre 2010 ore 20.00 Domenica 19 dicembre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Temi e atmosfere autobiografiche nella Quinta di Cajkovskij Torna a dirigere laVerdi uno dei direttore americani più apprezzati e contesi tra le opera house del mondo, John Axelrod. Il programma si apre con uni dei capisaldi del sinfonismo romantico e del catalogo di Schumann, la Sinfonia n. 3 Renana. Composta nel 1850 a Düsseldorf durante un periodo di relativa tranquillità, la Terza fu l’ultima delle sinfonie composte dall’autore. Si riconosce una scrittura più libera, meno sofferta, un carattere terso e gioioso che derivano dalla condizione felice e senza pensieri di quel periodo. Segue la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij, una tra le sue sinfonie più eseguite. Composta nel 1888, ebbe un successo blando e lo stesso compositore dubitava del suo valore. Solo in seguito, dopo la morte di Čajkovskij, e per merito del celebre direttore d’orchestra Arthur Nikisch, l’opera conquistò meritata popolarità. E’ un Čajkovskij meno tragicamente pessimista rispetto alla Quarta, più intimo e sofferto: tutta l’opera esprime chiaramente i conflitti interiori dell’autore, sempre in bilico fra il tragico pessimismo e la ricerca di una visione più serena della vita. Giovedì 16 dicembre, ore 18.30 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano MUSICA E CULTURA IN RUSSIA. Cajkovskij: musica e tormenti d'amore Conferenza a cura di Fausto Malcovati, docente di Lingua e Letteratura russa all’Università Statale di Milano, e Mario Marcarini, storico della musica. Programma: Scritta nel giro di un mese nel 1850, poco dopo l’arrivo di Robert Schumann come Direttore Musicale nella città di Düsseldorf, la Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore Renana appartiene a uno dei pochi periodi di relativa felicità del compositore, dopo gli anni di solitudine passati a Dresda e prima dell’aggravarsi della sua malattia. Durante una visita a Colonia il compositore restò colpito dalla magnificenza del Duomo quale simbolo della città. E’ proprio il Duomo di Colonia, che a Schumann ispirò l’idea per una nuova sinfonia, la Renana. Anche la scelta della tonalità di Mi bemolle maggiore, nella storia della musica tedesca spesso simbolo di grandezza e sublimità rispecchia l’intenzione dell’autore. La Sinfonia venne eseguita per la prima volta il 6 febbraio 1851, sempre a Düsseldorf, sotto la direzione dell’autore. La Sinfonia n. 5 in Mi minore di Pëtr Il’ič Čajkovskij fu scritta in un lasso di tempo relativamente breve, tra il maggio e l’ottobre del 1888. La prima esecuzione, sotto la guida del compositore stesso, ebbe luogo il 5 novembre dello stesso anno, riscuotendo un modesto successo. Čajkovskij giudicò la sua opera in senso piuttosto negativo, a confronto con la Quarta Sinfonia. Solo dopo qualche tempo mitigò il suo giudizio. In realtà, la n. 5 obbedisce allo stesso principio ciclico dell’altra sinfonia, in quanto uno stesso tema ritorna nei quattro tempi e rivela un identico intento programmatico. Biografia: Con il repertorio estremamente vasto e il carismatico stile direttoriale, John Axelrod continua ad imporsi sempre più come uno dei direttori più interessanti del panorama odierno ed è richiesto dalle orchestre di tutto il mondo. Dopo aver completato la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, nell’aprile 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (ONPL), a partire dalla stagione 2010/11 per un minimo di tre anni. Nel 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale del Wien Film Music Gala Concert “Hollywood in Vienna” con la ORF Radio Symphony Orchestra. Questo evento unico nel suo genere ha luogo ogni anno alla Wiener Konzerthaus, parallelamente ad incontri e symposium atti a celebrare il contributo dei compositori viennesi allo sviluppo del “suono” di Hollywood e premiando i grandi compositori di oggi influenzati da questo legame. La prossima stagione 2010-2011 lo vede protagonista di nove programmi innovativi con la ONPL, impegnato in una tournée europea con la Dresdner Philharmonie, debuttare con la Washington National Symphony Orchestra al Kennedy Center, con la Sinfonia Varsovia, Berliner Konzerthaus Orchester, National Philharmonic of Russia, Graz Philarmonic, Filarmonica Arturo Toscanini, Royal Danish Orchestra, oltre a collaborare nuovamente con la Chicago Symphony al Ravinia Festival, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Orchestra La Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, Orchestra del Teatro la Fenice, NDR RadioPhilarmonie Hannover, Orchestre Philarmonique de Liége, Düsseldorfer Symphoniker, NHK Symphony Orchestra di Tokyo, oltre a riproporre la tournée con Lang Lang & Herbie Hancock alla Salle Pleyel di Parigi e al Teatro alla Scala. Come direttore ospite, John Axelrod è stato recentemente invitato dalla Royal Philharmonic Orchestra, Los Angeles Philharmonic (all’Hollywood Bowl), Philadelphia Orchestra, Chicago Symphony, Royal Stockholm Philharmonic, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Sinfonica La Verdi di Milano, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, NHK Symphony Orchestra Tokyo, Shanghai Symphony, Radio Symphony Orchestra di Vienna, Salzburg Mozarteum, NDR Sinfonieorchester Hamburg, Gürzenich-Orchester Köln, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Gewandhaus Orchestra, NDR RadioPhilharmonie Hannover, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Het Brabant Orkest di Eindhoven, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Gulbenkian Orchestra di Lisbona, Hungarian National Philharmonic… Fra i solisti con cui regolarmente collabora figurano Julia Fischer, Martin Grubinger, Daniel Hope, Patricia Kopatchinskaya, Lang Lang, Rachel Kolly d’Alba, Lilya Zilberstein, Sabine Meyer, Fazil Say, Han-Na Chang, cosi come Thomas Hampson, Elina Garança, Rinat Shaham, Veronique Gens, Dietrich Henschel, Ana Maria Martinez and Ramon Vargas. Per quanto riguarda l’ambito operistico, sono da citare le nuove produzioni del Candide di Bernstein (regia Robert Carsen) al Théâtre du Châtelet di Parigi e al Teatro alla Scala, del Tristano e Isotta all’Opéra di Nantes-Angers con la regia di Olivier Py e del Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle scorse stagioni al Teatro di Lucerna ha diretto le nuove produzioni di Kaiser von Atlantis, Rigoletto, Rake's Progress, Il barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, The Threepenny Opera, Idomeneo, Falstaff e Don Giovanni, molte delle quali per il Festival di Lucerna. Come Primo Direttore Ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000, John Axelrod ha diretto nelle più prestigiose sale concertistiche europee, è apparso in un film prodotto per ARTE, e in un DVD registrato ad Auschwitz in memoria dell’Olocausto, prodotto dalla BBC e vincitore dell’Emmy Award nel 2007. Axelrod è anche il fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, Texas. Le ultime registrazioni comprendono il concerto per pianoforte Sotto Voce II commissionato a Wolfgang Rihm con la Luzerner Sinfonie Orchester e il pianista Nicolas Hodges, 1001 Nights in a Harem di Fazil Say con Patricia Kopatchinskaya e la Luzerner Sinfonie Orchester, 2 dischi con le opere di Franz Schreker e i suoi allievi Ernst Krenek e Julius Burger, oltre alla registrazione dal vivo al Festival di Lucerna 2006 della Terza Sinfonia “Kaddish” di Bernstein, Survivor from Warsaw di Schoenberg e del Berliner Requiem di Weil, tutte con la Luzerner Sinfonie Orchester per l’etichetta Nimbus; la Nona Sinfonia di Dvorak con la Wurttemburgischer Philharmonie Reutlingen per Genuin; opere di Wladyslaw Szpilman con la Berliner Radio Orchestra per SonyClassical; il concerto per percussioni Das war schon! di Rolf Wallin con Martin Grubinger e l’Oslo Philharmonic per Ondine. Laureato alla Harvard University nel 1988, vive tra Nantes/Angers e Strasburgo in Francia ed è l’orgoglioso padre, con Annette Gerlach, di una bimba di nome Tallulah. |
| ___________Sabato 18 dicembre 2010 ore
15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” NEL MONDO DELLA FIABA Pëtr Il’ič Cajkovskij, La bella addormentata nel bosco Spettacolo di danza e musica in collaborazione con Fnasd Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Regia Arturo Cannistrà Voce narrante Nicola Olivieri Direttore Jader Bignamini Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Sabato 18 dicembre 2010 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) La bella addormentata nel bosco uno spettacolo di danza e musica all’Auditorium di Milano L’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna “Crescendo in Musica”, sabato 18 dicembre alle 15.30, con il balletto tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco di Pëtr Il’ič Čajkovskij affidato ai giovani ballerini delle scuole della Fnasd - Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza. Dal balletto il regista Arturo Cannistrà ha scelto una serie di brani significativi sia dal punto di vista musicale che da quello della narrazione, per raccontare questa bellissima fiaba, raccontata dalla voce di Nicola Olivieri. La parte musicale sarà affidata all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Jader Bignamini. Il compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij trasse dalla favola La bella addormentata nel bosco di Perrault un balletto, scritto nel 1888-89 ed eseguito la prima volta il 3 gennaio 1890 al Teatro Marinskij di San Pietroburgo, che presto divenne famoso in tutto il mondo. Ritenuto uno dei più amati e belli tra i balletti classici, il balletto ci racconta come al battesimo della principessa, una vecchia fata che non era stata invitata alla cerimonia, faccia un sortilegio per il quale dovrà morire a 16 anni. La buona fata dei Lillà interviene modificando il maleficio in un sonno che dovrà durare 100 anni. Il giorno in cui la principessa compie 16 anni la sorte segue il suo corso, ma un secolo dopo la buona fata indica al principe la strada per raggiungere la principessa addormentata e il suo bacio la risveglia, ridonandole la vita e la felicità. Biografia: Nel 1998 Jader Bignamini è stato scelto dal Maestro Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano; inoltre collabora in qualità di clarinetto piccolo e primo clarinetto con l’ Orchestra Filarmonica della Scala, con l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, in qualità di primo clarinetto con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, l’Orchestra Filarmonica Italiana e con l’Orchestra da Camera di Bologna. Accanto all’attività orchestrale, cameristica e da solista, affianca, allo stesso livello, quella di direttore e concertatore, sia con gruppi da camera e di fiati sia con orchestre sinfoniche, che lo hanno portato a un’intensa collaborazione con l’ensemble d’archi de “I Pomeriggi Musicali”, con cui ha potuto esplorare il repertorio più significativo per questo genere di formazione (Čajkovskij, Elgar, Dvorak, Mozart). Il debutto nel dicembre 2005 alla guida dell’ “Orchestra Sinfonica Sconfinarte” con la Settima e l’Ottava sinfonia di Beethoven ha subito messo in evidenza il suo carisma e la sua forte personalità che non sono passati inosservati alla critica ed alle istituzioni concertistiche nazionali, che lo hanno subito contattato per le prossime stagioni sinfoniche e d’opera. Nel luglio 2007 ha diretto una serie di concerti inseriti nella stagione estiva dell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali”, con un programma di ouverture e arie d’operetta, con la partecipazione, nelle vesti di comico e cantante, di Elio Pandolfi con il quale nel 2006 ha lavorato con la medesima orchestra in “Pierino e il Lupo” di Prokof’ev. Nel Gennaio 2008 è stato protagonista del “Concerto d’inizio anno” della stagione sinfonica del Teatro “Rendano” di Cosenza alla guida dell’ “Orchestra Philharmonia Mediterranea” con un notevole successo di pubblico e critica, sfociato in un invito a future collaborazioni per nuove produzioni del teatro. A febbraio è stato invitato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza per l’inaugurazione della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Vicenza con un’esecuzione particolarmente energica e apprezzata di un programma di musica francese. Nel 2008 ha diretto anche l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi all’Auditorium di Milano, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” nella stagione sinfonica del Teatro Dal Verme di Milano, ha collaborato con il Teatro San Carlo di Napoli e ha debuttato con una serie di concerti con l’Orchestra Filarmonica Italiana. Il lavoro svolto e gli impegni futuri lo hanno portato ad approfondire il repertorio operistico italiano debuttando con Un ballo in maschera di G. Verdi, oltre che a cimentarsi in quello sinfonico, dal classico al tardo romantico, raggiungendo quella sintonia con l’orchestra che gli permette di trasmettere energia ed entusiasmo per ogni partitura che affronta e toccando molti dei più grandi compositori della musica sinfonica: da Haydn a Mozart, da Beethoven a Brahms, da Dvorak a Mahler. |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 18 dicembre 2010 ore 20.30 Georges Bizet L'Arlesienne, suite nn. 1 e 2 Antonin Dvorak Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 "Dal Nuovo Mondo" Orchestra Amatoriale laVerdi per tutti Direttore Jader Bignamini L’Orchestra Amatoriale laVerdi per tutti in concerto, sabato 18 dicembre alle ore 20.30 Nuovo appuntamento per l’ensemble amatoriale de laVerdi, laVerdi per tutti, con un concerto all’Auditorium di Milano che si apre con le suite 1 e 2 da L’Arlesienne di George Bizet, caratterizzate dal contrasto tra un’espressività passionale e la grazia del disegno. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 9 Dal nuovo mondo di Dvořák, uno dei monumenti del sinfonismo romantico, composta nel 1893. laVerdi per tutti è un’orchestra amatoriale nata nel 2005, all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, da un progetto dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Aperta a tutti, senza limiti di età e di titoli, l’orchestra è composta da 70 orchestrali, di età compresa tra i 17 e i 70 anni accomunati dalla voglia di fare musica insieme. Tutti i componenti dell’Orchestra hanno studiato uno strumento e continuano ancora oggi a esercitarsi con grande passione - spesso con un livello molto buono - pur non avendo fatto della musica una professione. Quello che mancava loro era la possibilità di suonare insieme ad altri musicisti e di eseguire pagine del grande repertorio sinfonico. Settimanalmente i musicisti si esercitano sotto la direzione di Jader Bignamini, affiancati da tre maestri preparatori, professori della Verdi, Fausto Ghiazza per i fiati, Luca Santaniello per i violini e le viole, Mario Shiraj Grigolato per i violoncelli e i contrabbassi. Mentre in altri paesi europei le orchestre amatoriali di ampio organico sono delle realtà diffuse e consolidate, in Italia l’opportunità di suonare in grandi compagini sinfoniche per amatori è molto rara. Sotto questo aspetto laVerdi per tutti può essere considerata l’unico esempio in Italia di orchestra amatoriale appoggiata da una delle istituzioni sinfoniche più importanti del paese. LaVerdi per tutti a maggio 2008 ha vinto il primo premio nella categoria “Filippo Siebaneck” in occasione del XXVII Premio della critica musicale Franco Abbiati. Programma: George Bizet compose le musiche di scena per L'Arlésienne di Alphonse Daudet (eseguite per la prima volta a Parigi nel 1872), ma ottenne uno scarso successo. Immediatamente dopo lo stesso Bizet decise di trarne una suite per grande orchestra, cui seguì presto una seconda versione (trascritta da Guiraud dopo la morte del compositore); vennero eseguite in concerto nel 1873 e ottennero un grande consenso di pubblico. Le due suite presentano caratteristiche dell’ultimo Bizet, il contrasto tra l’espressività passionale e la grazia del disegno e di alcune immagini musicali. La partitura prevede un’orchestra da camera con un organico molto singolare che comprende anche un sassofono contralto. La Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95, l’ultima delle sinfonie di Antonín Dvořák divenuta celebre con il titolo Dal Nuovo Mondo, fu composta tra il dicembre 1892 e il maggio dell’anno successivo a New York, dopo l’arrivo del compositore a New York nel “Nuovo Mondo”, dove il compositore era giunto nel settembre 1892 per prendere l’incarico di Direttore del National Conservatory di New York. Dvořák stesso dichiarò più volte di essersi ispirato, alle musiche tradizionali e popolari americane, anche se l’impianto melodico del lavoro non tradisce immediatamente questa origine. La Sinfonia Dal Nuovo Mondo venne eseguita la prima volta il 16 dicembre 1893 a New York. Biografia: Nel 1998 Jader Bignamini è stato scelto dal Maestro Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano; inoltre collabora in qualità di clarinetto piccolo e primo clarinetto con l’ Orchestra Filarmonica della Scala, con l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, in qualità di primo clarinetto con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, l’Orchestra Filarmonica Italiana e con l’Orchestra da Camera di Bologna. Accanto all’attività orchestrale, cameristica e da solista, affianca, allo stesso livello, quella di direttore e concertatore, sia con gruppi da camera e di fiati sia con orchestre sinfoniche, che lo hanno portato a un’intensa collaborazione con l’ensemble d’archi de “I Pomeriggi Musicali”, con cui ha potuto esplorare il repertorio più significativo per questo genere di formazione (Čajkovskij, Elgar, Dvorak, Mozart). Il debutto nel dicembre 2005 alla guida dell’ “Orchestra Sinfonica Sconfinarte” con la Settima e l’Ottava sinfonia di Beethoven ha subito messo in evidenza il suo carisma e la sua forte personalità che non sono passati inosservati alla critica ed alle istituzioni concertistiche nazionali, che lo hanno subito contattato per le prossime stagioni sinfoniche e d’opera. Nel luglio 2007 ha diretto una serie di concerti inseriti nella stagione estiva dell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali”, con un programma di ouverture e arie d’operetta, con la partecipazione, nelle vesti di comico e cantante, di Elio Pandolfi con il quale nel 2006 ha lavorato con la medesima orchestra in “Pierino e il Lupo” di Prokof’ev. Nel Gennaio 2008 è stato protagonista del “Concerto d’inizio anno” della stagione sinfonica del Teatro “Rendano” di Cosenza alla guida dell’ “Orchestra Philharmonia Mediterranea” con un notevole successo di pubblico e critica, sfociato in un invito a future collaborazioni per nuove produzioni del teatro. A febbraio è stato invitato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza per l’inaugurazione della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Vicenza con un’esecuzione particolarmente energica e apprezzata di un programma di musica francese. Nel 2008 ha diretto anche l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi all’Auditorium di Milano, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” nella stagione sinfonica del Teatro Dal Verme di Milano, ha collaborato con il Teatro San Carlo di Napoli e ha debuttato con una serie di concerti con l’Orchestra Filarmonica Italiana. Il lavoro svolto e gli impegni futuri lo hanno portato ad approfondire il repertorio operistico italiano debuttando con Un ballo in maschera di G. Verdi, oltre che a cimentarsi in quello sinfonico, dal classico al tardo romantico, raggiungendo quella sintonia con l’orchestra che gli permette di trasmettere energia ed entusiasmo per ogni partitura che affronta e toccando molti dei più grandi compositori della musica sinfonica: da Haydn a Mozart, da Beethoven a Brahms, da Dvorak a Mahler. Ingresso posto unico 5 euro |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 9 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 10 dicembre 2010 ore 20.00 Domenica 12 dicembre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Robert Schumann Ouverture, Scherzo e Finale op 52 Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54 Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Henri Sigfridsson Direttore Sir Neville Marriner Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 9 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 10 dicembre 2010 ore 20.00 Domenica 12 dicembre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Sir Neville Marriner celebra Schumann laVerdi torna a celebrare Schumann in occasione del bicentenario della nascita e per l’occasione salirà sul podio Sir Neville Marriner, uno dei più grandi direttori viventi, fondatore del complesso londinese dell’Academy of St. Martin in the Fields. Il programma si apre con Ouverture, Scherzo e Finale op. 52, tutt’altro che una semplice ouverture da inizio concerto; scritta nel 1841 in tre movimenti, inizialmente chiamata Sinfonietta. Segue il Concerto per pianoforte e orchestra op. 54, l’unico concerto per pianoforte scritto da Schumann, che vide la luce dopo cinque anni di travagliato lavoro nel 1845. E’ uno dei lavori più ispirati del compositore tedesco, dove il rapporto tra solista e orchestra è fatto di dialogo, non di contrapposizione. Il pianista sarà il finlandese Henri Sigfridsson, nel 2005 vincitore del Primo Premio della “Beethoven International Competition” di Bonn. Il concerto si chiude con la Sinfonia n. 2 scritta nel 1846, una sinfonia molto ben scritta, dal carattere mesto e dimesso, che descrive il periodo particolarmente difficile della sua vita (si affacciarono per la prima volta i sintomi di quel disturbo mentale che lo condurrà alla follia). Una sua testimonianza certifica come egli intendesse l’atto creativo della Seconda Sinfonia come uno dei mezzi – anzi il mezzo principale – attraverso il quale lo spirito cercava di opporsi alle avversità del destino: “Posso ben dire che qui [Seconda Sinfonia] si concretizza e si manifesta la resistenza dello spirito, ed è palese che qui io abbia cercato di lottare contro il mio stato”. Programma: Ouverture, Scherzo e Finale in Mi maggiore op. 52 di Robert Schumann è quasi una sinfonia in tre soli movimenti, composta in tempi molto brevi tra aprile e maggio 1841; venne presentata il 6 dicembre dello stesso anno al Gewandhaus di Lipsia sotto la direzione di Ferdinand David. Scritta sull’onda del successo della Prima Sinfonia, questo lavoro presenta, oltre ad un’aggressività amabile, caratteri di sperimentazione timbrica molto interessanti. Ciascuno dei tre tempi è caratterizzato con forza e bene individualizzato, a partire dal poetico esordio dell’Ouverture, quasi un autoritratto del compositore; lo Scherzo dal carattere “fantastico”, il Finale che parte con l’impeto di una marcia con l’intervento dei tromboni, a sottolinearne la solennità storica. Il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54 di Schumann, dall’autore stesso caratterizzato come “un qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata”, nasce dall’aggiunta di due movimenti a uno dei primi tentativi nel genere delle composizioni per pianoforte e orchestra, la Fantasia del 1841, scritta per la moglie Clara. Il Concerto venne eseguito la prima volta il 4 dicembre 1845 a Dresda. Benché concepito in due periodi differenti, l’unitarietà del Concerto è fuori discussione: Schumann la fonda sulla medesima derivazione tematica dei tre movimenti. Il Concerto rappresenta una forte novità per l’epoca per l’insolito rapporto che c’è tra il pianoforte e l’orchestra, non più di sfida aperta: qui il dialogo e la collaborazione regnano sovrani, pianoforte e orchestra conducono uniti la loro battaglia nel nome della musica. Sulla Sinfonia n. 2 di Schumann, che in realtà è la terza, se si considera la prima stesura della Sinfonia n. 4 nel 1841, la moglie Clara scrisse in occasione di un concerto a Zwickau nel 1847: “Quest’opera mi entusiasma e appassiona particolarmente, perché contiene in sé uno slancio audace e una profonda passione, che non si trovano in nessun altro lavoro di Robert.” La Sinfonia fu terminata nel 1846, dopo un periodo di intenso studio del contrappunto che si riflette anche nella composizione. La prima esecuzione ebbe luogo il 5 novembre 1846, al Gewandhaus di Lipsia, sotto la direzione di Felix Mendelssohn. Biografie: Come il suo mentore, Pierre Monteux, la vita musicale di Neville Marriner è iniziata con lo studio del violino. Dopo aver suonato in formazioni di Trio e Quartetto d’archi, diviene violinista della London Symphony Orchestra, ed è durante questo periodo della sua vita che fonda l’Academy of St. Martin in the Fields. Nel 1969 dopo aver studiato Direzione d’Orchestra con Pierre Monteux, ha inizio la sua carriera di direttore: fonda la Los Angeles Chamber Orchestra. Dopo aver ricoperto per 10 anni la carica di Direttore Principale della Los Angeles Chamber Orchestra, diventa Direttore Principale della Minnesota Orchestra e subito dopo dell’Orchestra della Radio di Stoccarda. In tutti questi anni continua il suo intenso lavoro con l’Academy of St. Martin in the Fields. Il suo debutto operistico avviene al Festival d’Aix en Provence con Le Nozze di Figaro, a Los Angeles (USA) dirige La Cenerentola, al Mozarteum Salzburg una produzione TV del Re Pastore di Mozart insieme all’Academy of St. Martin in the Fields. Nel 2000 porta a termine un contratto di tre anni di produzioni con l’Opera de Lyon e dirige il Don Giovanni al Teatro delle Maestranze di Siviglia. Sir Neville Marriner è uno degli artisti più prolifici nell’ambito della discografia di musica classica; inoltre è stato Direttore Musicale ed Artistico nell’elaborazione ed incisione della colonna sonora del film “Amadeus” che ha ricevuto tre Grammy Awards. Oltre al suo impegno con l’Academy of St. Martin in the Fields, Sir Neville Marriner è ospite regolare di alcune fra le orchestra sinfoniche più prestigiose di Europa, USA ed Asia. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti per il suo contributo alla musica e vita culturale europea. Nel 1979 viene nominato Comandante dell’Impero Britannico, nel 1985 diventa “Baronetto”. Insignito dal Ministero della Cultura francese con l’"Ordre des arts et Lettres", nel 1994 insieme all’Academy of St. Martin in the Fields riceve il "Queen’s Award for Export Achievement", quale riconoscimento dell’enorme successo internazionale in campo concertistico e discografico. Henri Sigfridsson, artista di raffinata musicalità e virtuosismo, nasce a Turku (Finlandia) nel 1974. Nel 2005 vince il Primo Premio della “Beethoven International Competition” di Bonn, oltre al primo premio per la musica da camera e del pubblico. Nel corso degli anni Novanta, oltre a ricevere il rinomato “Premio della Cultura” finlandese ABOA, vince l’International Franz Liszt Piano Competition di Weimar (1994) e la “Nordic Soloist Competition”(1995). Nel 2000 riceve il premio del pubblico al Concorso pianistico Gèza Anda di Zurigo, presieduta da Vladimir Ashkenazy. Solista molto richiesto in Europa, suona con la Tonhalle Zürich, Filarmonica di San Pietroburgo, Weimarer Staatskapelle, RSO Helsinki, Helsinki Philharmonic, Camerata Salzburg, Konzerthausorchester Berlin, Berner Symphonieorchester, Deutsche Kammerphilharmonie, collaborando con i Direttori Vladimir Ashkenazy, Lawrence Foster, Sakari Oramo, Alexander Lazarev, Georg-Alexander Albrecht, Volker Schmidt-Gertenbach, Okko Kamu, Christoph Poppen e Dennis Russell Davies, Störgard. Nel dicembre 2010 sarà a Milano con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretto da Sir Neville Marriner nel Concerto di Robert Schumann. Henri Sigfridsson partecipa a prestigiosi festival: Salzburger Festspiele, Klavierfestival Ruhr, Mozart Augsburg, Beethoven Bonn, Heidelberg, Lucerna, Kissinger Sommer, Menuhin Gstaad e Styriarte, Solsberg (Svizzera) e Cervo (Italia) e numerosi festival in Finlandia. Negli USA è ospite dei Festival di Ravinia e New York. Dal 2000 è ospite regolare in Giappone. Profondamente legato al repertorio cameristico, collabora con artisti quali Ivry Giltis, Gidon Kremer, Sol Gabetta, Mischa Maisky, Leonidas Kavakos, Patricia Kopaschinskaya, Johannes Moser. La discografia di Henri Sigfridsson include un CD con i Concerti di Franz-Xaver Mozart (Novalis); nel 2007 escono un CD con opere per pianoforte solo di Sibelius ed un CD con i concerti n. 2 e 3 di Rachmaninov (con la Radio Symphonie Orchester Stuttgart) per la Hänssler Classic. Henri Sigfridsson inizia lo studio del pianoforte al Conservatorio di Turku (Finlandia) e subito dopo si sposta alla Sibelius Academy di Helsinki, dove segue i corsi di Erik Tawaststjerna; prosegue i suoi studi alla Musikhoschule di Koeln dove si diploma con il massimo dei voti sotto la guida di Pavel Gililov. Fra il 1995 e 1997 frequenta i corsi di Lazar Berman a Weimar. Attualmente è Docente di pianoforte presso la Musikhochschule Hanns Eisler di Berlino. |
| Sabato in camera? Sabato da Camera! Dalla volontà di Universal Music Italia e dell’Orchestra Verdi di offrire una chance agli artisti di talento, nasce una nuova iniziativa: otto concerti (il pomeriggio del primo sabato di ogni mese), presso l’Auditorium di Milano, per presentare giovani musicisti che si stanno segnalando in Italia e nel mondo. Non inganni l’età degli artisti presentati e il prezzo particolarmente basso dei biglietti. Si tratta di giovani già affermati, esibitisi più volte in piazze importanti in Italia e all’estero, e protagonisti di incredibili successi, con un unico comune denominatore: l’entusiasmo e il grande amore per la musica. GIANLUCA CASCIOLI TRA CHOPIN, BEETHOVEN e LA MUSICA CONTEMPORANEA La carriera di Gianluca Cascioli è iniziata nel 1994 con la vittoria del Concorso Pianistico Internazionale Umberto Micheli, la cui giuria presieduta da Luciano Berio era composta da eminenti personalità del mondo della musica, tra cui Elliott Carter, Maurizio Pollini e Charles Rosen. Da allora si è esibito nelle principali sale d’Europa, Giappone, Nord e Sud America, con le più prestigiose orchestre europee ed americane. Sin dagli inizi della sua carriera Cascioli non ha mai trascurato l’esecuzione di musica del 900 ed anche contemporanea. Ha infatti avuto la possibilità di collaborare direttamente con Pierre Boulez, per l’esecuzione di “Incises” ed Alberto Colla per la prima esecuzione del Terzo Concerto per pianoforte e orchestra, del Notturno I “Il Ponte dei Sospiri” e del Notturno IV “Moonbow”, repertorio che interpreterà anche in questo concerto all’Auditorium. Sabato 4 dicembre 2010 ore 18.00 Ludwig van Beethoven, Sonata n. 2 in Do minore op. 27 Fryderyk Chopin, Notturno n. 2 in Fa maggiore op. 15 Alberto Colla, Notturno n. 1 "Il ponte dei sospiri" Alberto Colla, Notturno n. 4 "Moonbow" Gianluca Cascioli, Sonata Ludwig van Beethoven, Sonata n. 30 in Mi maggiore op. 109 Pianoforte Gianluca Cascioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: da martedì a domenica 14.30 – 19.00) Biglietti: posto unico € 15,00 (ridotto € 12,50/5,00) I BIGLIETTI E GLI ABBONAMENTI SONO IN VENDITA PRESSO Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00 Lunedì chiuso. tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300 info@auditoriumdimilano.org - www.vivaticket.it _______COMUNICATO STAMPA «La musica aiuta a non sentire il silenzio che c’è fuori». Bach Milano, 29 novembre 2010 La Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi piange la scomparsa del suo consigliere Francesco Agnello, grande sostenitore della Verdi e dal 2006 componente del suo cda. Grande ed infaticabile animatore della vita musicale italiana, la Fondazione ne ricorda la grande passione e la sua straordinaria sensibilità culturale. Nel 1978, insieme a Carlo Maria Badini e Gisella Belgeri, ha fondato il CIDIM - Comitato Nazionale Italiano Musica (membro dell’IMC - International Music Council, Organizzazione Internazionale Non Governativa in partnership ufficiale con l’UNESCO), di cui è stato Presidente dal 1986. L’associazione oggi riunisce 44 istituzioni musicali in tutto il paese. E’ stato Presidente degli Amici della Musica di Palermo dal 1973, dando il via ad una straordinaria stagione di musica contemporanea di rilevanza mondiale. Dal 1960 al 1968 le “Le Settimane Internazionali Nuova Musica” di Palermo, con Paolo Emilio Carapezza, Antonino Titone, Egisto Macchi, Francesco Pennisi, Domenico Guaccero hanno coinvolto compositori come Franco Donatoni, Domenico Guaccero, Aldo Clementi, Maxwell Davies, Luigi Nono, Krzysztof Penderecki, Franco Evangelisti, John Cage, Bruno Maderna, Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, Sylvano Bussotti, Goffredo Petrassi, Toru Takemitsu, Luis De Pablo, György Ligeti, Mauricio Kagel, Salvatore Sciarrino, Cornelius Cardew e molti altri. In quello stesso contesto il Gruppo ’63 fungeva da anello di congiunzione tra le diverse forme espressive delle arti visive, della poesia, della letteratura e, più in generale, dell’acceso dibattito culturale dell’epoca, e Francesco Agnello ne faceva parte insieme a Umberto Eco, Alberto Arbasino, Luciano Anceschi, Nanni Balestrini, Renato Barilli, Achille Bonito Oliva, Giorgio Celli, Michele Perriera, Edoardo Sanguineti, Angelo Guglielmi, Giorgio Manganelli, Giulia Niccolai, Elio Pagliarani, Antonio Porta, Lamberto Pignotti, Adriano Spatola, Sebastiano Vassalli e molti altri. Persona illuminata, Francesco Agnello fu instancabile promotore della musica classica in Italia e all’estero e artefice di tante battaglie per la sua diffusione. Ha organizzato una intensa attività dei gruppi musicali italiani in America Latina, dove si sono realizzati 773 concerti portando 1.307 musicisti e 99 complessi in 8 paesi diversi. Fu amico di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Sgadari Bebuzzo di Lo Monaco, Andrea Camilleri, Karlheinz Stockhausen, Luigi Nono, Luciano Berio, Salvatore Sciarrino, Maurizio Pollini, Edgard Varèse, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Igor Stravinskij, Pablo Picasso, per ricordarne alcuni. In una recente intervista a Valerio Cappelli (AMADEUS, febbraio 2010) ha raccontato alcune vicende legate alle Settimane Internazionali Nuova Musica di Palermo. «Era un Festival di musica contemporanea che, negli anni ’60, ospitò per la prima volta Bussotti e Sciarrino, con prime di Petrassi, Berio, Stockhausen». C’era una finestra sulle arti figurative e sulla letteratura e lì nacque il Gruppo ’63 formato tra gli altri da Eco, Arbasino, Sanguineti, Balestrini, Guglielmi. Doveva diventare una grande rassegna a carattere biennale. Alla fine ci fu la rivolta dei deputati della Regione siciliana. Io ero presidente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana che faceva da supporto al festival. La politica siciliana era dominata da Salvo Lima. Su richiesta di un deputato, capo dei sindacati, Lima dapprima mi convocò confermandomi alla presidenza dell’Orchestra, in un secondo tempo appresi dai giornali che ero stato sostituito dal sindacalista Orazio Zappalà. Ci fu una protesta in mia difesa guidata da Guttuso, Buttitta, Stockhausen, Boulez, Berio e altri. Per poter giustificare la mia sostituzione, quel deputato organizzò un’azione politica con la quale mi attaccò sostenendo che facevo spendere soldi alla Regione per fare concerti che erano dei rumori. Tutto ciò si trasformò in un dibattito politico di alto livello: i miei accusatori si esibirono nell’imitazione di musica contemporanea, “bum, pam”; fu messa in discussione la fiducia del governo siciliano. Era il 1968». Il racconto prosegue con il ricordo della sua esperienza negli Stati Uniti, dopo aver presentato per la prima volta l’opera integrale di Charles Ives. Il governo Usa per gratitudine gli offrì un viaggio di studi di due mesi: l’oggetto era la l’organizzazione musicale statunitense. Subito si rese conto che uno dei punti di forza era di avvalersi non solo di risorse dei privati, ma delle grandi Fondazioni culturali che avevano possibilità di interventi rapidi. Negli Stati Uniti c’erano 1.500 orchestre, molte erano amatoriali con musicisti dilettanti. “C’era un gran fervore musicale nelle università. C’era un’eccessiva presenza di mogli dei banchieri nei consigli d’amministrazione delle più importanti istituzioni musicali, la miscellanea tra società e cultura non mi ha mai convinto. Ma i cittadini sostengono le orchestre come gli ospedali, danno piccoli contributi in buste chiuse, spesso anonime. In Italia una cosa del genere si registra solo nell’Orchestra Verdi di Milano, finanziata anche dal suo pubblico attraverso piccole somme. Ricordo la Ford, l’industria automobilistica: aveva il bilancio di uno Stato. E si adoperava molto per la cultura. Mi chiesi: perché non adottare il sistema in Italia?” . Agnello fu tra i propugnatori della legge 800 nel 1967, che ancora oggi, per fortuna, è alla base dell’organizzazione musicale del nostro Paese: «Lo Stato considera l’attività lirica e concertistica di rilevante interesse generale, in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale... E lo Stato interviene con idonee provvidenze». Per ulteriori informazioni si prega di contattare: Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi _____________COMUNICATO STAMPA Mercoledì 8 dicembre 2010 ore 20.30 Ciclo laVerdi Barocca Claudio Monteverdi Vespro della Beata Vergine Ensemble vocale de laVerdi Barocca Orchestra laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Mercoledì 8 dicembre 2010 ore 20.30 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 17,50/10,00) ‘laVerdi Barocca’ nel capolavoro di Monteverdi Con il terzo concerto del ciclo ‘laVerdi Barocca’ in programma mercoledì 8 dicembre alle ore 20.30 salirà sul podio Gianluca Capuano, con il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, uno dei grandi capolavori della musica sacra. Il ciclo ‘laVerdi Barocca’, un calendario di 10 programmi per coro e orchestra, è eseguito da un ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, secondo un approccio filologico. Così il Maestro Ruben Jais descrive la nuova Stagione de laVerdi Barocca: “Dopo il grande successo della prima edizione, torna il ciclo de laVerdi Barocca con un nuovo calendario di concerti. Il programma della nuova Stagione con 10 concerti, da ottobre a maggio, vedrà come linee generatrici da una parte la musica sacra nella sua forma di riferimento per eccellenza, la Messa (da Gilles a Monteverdi, da Zelenka a Mozart), e dall’altra la musica strumentale per solo e orchestra, con alcuni dei capolavori per violino, da Bach a Vivaldi, da Pergolesi a Leclair. Un programma impreziosito da due novità: Gianluca Capuano, affermato direttore e organista, che dirigerà il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, uno dei massimi capolavori del repertorio italiano del XVII secolo (che verrà eseguito nel giorno dell’Immacolata Concezione); e Stefano Montanari, musicista di fama internazionale, violino solista e concertatore in un programma interamente legato alla musica francese attraverso Rameau e Leclair”. Programma: Il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi è una delle massime espressioni musicali della cultura cristiana e della nuova sensibilità del mondo barocco. L’imponente lavoro di Claudio Monteverdi, allora maestro di cappella del Duca di Mantova e del Monferrato, Vincenzo Gonzaga, fu pubblicato nel 1610 a Venezia, presso lo stampatore Ricciardo Amadino. Con questo nuovo libro il musicista cremonese mostrava al pubblico veneziano e internazionale un lato della sua produzione, quello della musica sacra, che fino allora era rimasto in ombra. Il successo della musica di Monteverdi, però, non era in armonia con la sua vita professionale. Gli oltre vent’anni di servizio a Mantova, dal 1590 circa al 1612, procurarono amarezze e disagi a Monteverdi, insoddisfatto per il trattamento economico e per il carico eccessivo di impegni. Lasciare Mantova tuttavia non era possibile senza il consenso del Duca o almeno senza un congedo onorevole. Monteverdi intraprese, quindi, in quegli anni una serie di viaggi, in particolare a Milano e a Roma, nella speranza d’intessere una rete di rapporti al di fuori della cerchia dei Gonzaga. Nell’autunno del 1610, munito del suo libro di musica sacra fresco di stampa, Monteverdi si recò a Roma per offrirlo con le proprie mani al papa Paolo V, al quale era dedicato il lavoro. Il Vespro della Beata Vergine, la sua prima raccolta di musica sacra, manifestava una concezione grandiosa e una perfetta padronanza di ogni stile di scrittura. Le Vesperae erano formate da quattordici numeri, che comprendevano i testi principali delle festività in onore della Madonna. Monteverdi mostrava in questo lavoro non solo una ricca varietà di forme, ma anche una fervida fantasia nel maneggiare i diversi stili musicali. La scrittura prevede infatti lo sfruttamento pieno dell’intera gamma di suoni a disposizione del musicista, dalla voce pura del cantus firmus alle sprezzature dei mottetti solistici, dalla semplicità del canto omofonico al colorismo elaborato della tecnica veneta dei cori spezzati. Biografia: Nato a Milano nel 1968, Gianluca Capuano si è diplomato in organo, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio della sua città. Ha approfondito gli aspetti relativi all’esecuzione della musica antica presso il Corso Superiore sperimentale di Direzione di Coro e i corsi della Scuola Civica di Milano, dove ha affrontato i problemi inerenti la notazione, lo studio delle fonti e la prassi esecutiva della musica dei secoli passati. Svolge un’intensa attività come direttore, organista e continuista in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Russia e Giappone. È organista presso la Basilica di San Simpliciano a Milano. Ha collaborato con artisti quali Emma Kirkby, Michael Chance, Monica Hugget, Paul Agnew, Agnes Mellon, Lorenzo Ghielmi. Nel 2005 ha fondato il gruppo vocale e strumentale Il canto di Orfeo, con il quale, collaborando allo stesso tempo con alcuni dei migliori specialisti su strumenti originali e facendo costante riferimento alla più aggiornata ricerca musicologica, si dedica a un cosciente e critico approccio ai capolavori del Barocco musicale europeo. Ha preso parte come direttore ad alcune delle più qualificate rassegne europee di musica antica, e ha pubblicato nel 2003 un CD per la rivista musicale Amadeus dedicato alla figura di Giacomo Carissimi. È inoltre responsabile musicale dell’Associazione Carissimi –Archivio Manusardi di Milano. Con Il canto di Orfeo ha inciso, in collaborazione con il mezzosoprano inglese Catherine King, un CD dedicato alle Arie serie di Baldassarre Galuppi apparso nel novembre 2006 per la casa inglese Avie; il disco sta riscuotendo unanimi consensi da parte della critica specializzata (è stato tra l’altro “Editor’s choice” su “Gramophone” nel gennaio 2007). Di prossima uscita un CD dedicato a Oratori di Luigi Rossi e Giacomo Carissimi. Fra i recenti impegni de Il canto di Orfeo, un programma monteverdiano (VIII Libro dei Madrigali) e l’oratorio di Hasse La conversione di Sant’Agostino, entrambi per la rassegna milanese Musica e poesia a San Maurizio (2007). Agli studi musicali Gianluca Capuano ha affiancato quelli classici; laureato con lode in Filosofia Teoretica presso l’Università Statale di Milano, si dedica alla ricerca, occupandosi in particolare ai problemi di estetica musicale. Nel novembre 2002 ha pubblicato, presso l’editore Jaca Book, il saggio I segni della voce infinita, nel quale viene indagato, da un punto di vista filosofico, il rapporto tra musica e scrittura. Collabora con “Goldberg” e altre riviste internazionali. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto" 10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979) - terzo appuntamento, domenica 12 dicembre ore 11.00 - A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati da laVerdi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”. Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”. Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi… In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.” Programma concerto Domenica 12 dicembre 2010 ore 11.00 Rocco e i suoi fratelli (1960) Suite dal film Concerto per arpa e orchestra (1947-50) Allegro concertante per orchestra (1954) [prima esecuzione a Milano] Guerra e pace (1956), Suite dal film Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Arpa Elena Piva Direttore Giuseppe Grazioli Le musiche composte da Nino Rota per il film Rocco e i suoi fratelli sono l’esempio più lampante di come questa committenza, la più consistente di tutto il Novecento, richiedesse al musicista un alto grado di umiltà. La suite qui allinea i 2 elementi sinfonici di apertura e chiusura che circoscrivono 3 quadretti d’ambiente, 3 numeri di pura musica cinematografica. Il primo di questi, ad esempio, si apre con una dolente melodia intonata da oboe e clarinetti accompagnati dalla chitarra e ci riporta alla nostalgia, al senso luttuoso della perdita della terra d’origine. Ad aprire la Suite è, invece, un brevissimo ed efficace pezzo sinfonico che introduce la cifra drammatica della vicenda filmica. In chiusura, infine, il Tema di Nadia, uno dei temi principali della pellicola, romantico e drammatico allo stesso tempo. Si tratta in fondo di interventi musicali circoscritti, distribuiti con parsimonia nel corso della vicenda filmica: la musica, quando non è presente direttamente in scena, ha vera e propria funzione incidentale. Il Concerto per arpa e orchestra (1947-50), eseguito per la prima volta a Torino il 9 marzo 1951 dall’Orchestra della RAI sotto la direzione di Carlo Maria Giulini, è dedicato alla grande arpista Clelia Gatti Aldrovandi che lo portò al debutto. Questo concerto è il primo, dopo l’adolescenziale esperimento con il violoncello, di una nutrita schiera di composizioni per strumento solista e orchestra che andranno ad innervare il nutrito catalogo delle opere extracinematografiche negli anni della maturità. L’Allegro concertante per orchestra fa parte di quella sezione di lavori rotiani nati parallelamente all’attività didattica presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari, del quale è stato direttore ininterrottamente dal 1950 al 1977. Pur non avendo, allo stato degli atti, una data certa di prima esecuzione, la presenza presso l’Archivio Rota alla Fondazione Cini di Venezia delle parti d’orchestra annotate dagli strumentisti e l’indicazione del mese di aprile accanto all’anno di composizione, ci fanno ritenere che il brano fosse stato appositamente composto per uno dei saggi finali dell’anno scolastico 1952-53. Questa, dell’Orchestra Verdi, è la prima esecuzione in una stagione regolare di concerti. La partitura prevede un finale che, pur lasciando la composizione inalterata, contempla l’alternativa fra l’utilizzazione di un coro misto o dall’organo, come in questo caso, per consentire una più agevole esecuzione del brano in una normale stagione concertistica. Il coro finale era stato previsto per dare la possibilità a tutte le classi della scuola di poter partecipare a questa festa musicale. Un modo di fare scuola, di insegnare e vivere la musica, che il Maestro doveva aver bene appreso durante i suoi anni di studio a Philadelphia, al Curtis Institute of Music. Il film di King Vidor Guerra e pace del 1956 è un capitolo significativo di quella sezione della storia del cinema nella quale lo sforzo congiunto di più produttori forniva un capitale economico enorme, in grado di allestire quelli che sono passati alla storia come i Kolossal. Il gigantismo era quindi un modo di tenere il mercato nelle mani dei più ricchi e, quindi, principalmente di Hollywood. Solo sporadicamente l’Europa poteva dire la sua, come con questa pellicola, dove uno dei nostri maggiori produttori, Dino De Laurentis, alleandosi con gli americani riuscì a realizzare questa epica impresa. Kolossal significava principalmente grandi masse artistiche, poderosi effetti speciali, poderose orchestre sinfoniche e, soprattutto, cast stellari. Rota si dedicò con grande impegno e passione alla composizione della (moltissima) musica necessaria alla pellicola della durata di oltre 3 ore. Per molti anni, Il valzer di Natasha e La rosa di Novgorod, due dei temi principali di questa colonna sonora, fecero parte del repertorio di orchestre e cantanti ai quattro angoli del globo. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University. Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Elena Piva è nata a Rovigo nel 1972. Inizia gli studi presso il Conservatorio della sua città ma si diploma in Arpa al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze nel 1992 con il massimo dei voti e la lode. Sin da subito è evidente il suo talento esecutivo e artistico: dunque la strada è tracciata per iniziare una carriera artistica. Il suo perfezionamento è stato seguito da docenti quali J. Borot, F. Pierre, J. Liber e U. Holliger. Diversi i premi vinti sin dai primi anni di carriera, in Concorsi Nazionali e Internazionali, come solista e in formazioni cameristiche. Nel 1994 arriva il primo incarico ufficiale in orchestra: infatti, dal 1994 al 1997 è Prima Arpa dell’Orchestra Giovanile Italiana. Nel 2000 ottiene il posto di Prima Arpa presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, ruolo che occupa tutt’oggi. In qualità di prima arpa ha avuto il piacere di suonare diretta da R. Chailly, R. Barshai, G. Prêtre, R. Muti, V. Gergiev, G. Noseda, Y. Sado, V. Jurowski, L. Berio, e tanti altri, e con solisti di fama mondiale quali A. Toradze, E. Dindo, Swingle Singers, ecc. Con la stessa Orchestra ha inciso diversi cd con case discografiche leader nel settore quali Deutsche Grammophon (solista Placido Domingo), BMG e Decca. Numerosissime le tournée in qualità di prima e seconda arpa in Europa, USA, Isole Canarie, Giappone, Cina, Corea, Italia e Svizzera, con diverse orchestre fra le quali la Verdi, quella del Teatro alla Scala di Milano, e altre. L’intransigenza verso se stessa nella ricerca della qualità e la costanza nello studio e nell’impegno l’hanno resa presto un punto di riferimento per molte orchestre italiane e straniere: sempre più numerose sono infatti le collaborazioni con enti fra i quali l’Orchestra Filarmonica della Scala (con la quale ha partecipato alla tournée negli Stati Uniti con il Riccardo Chailly e a quella in Asia con Myung-Whun Chung), Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari, Orchestra del Teatro “V. Bellini” di Catania, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Orchestra Sinfonica di Roma, Orchestra Filarmonica Veneta “G.F. Malipiero”, Orchestra “G. Cantelli” di Milano, Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Orchestra delle Settimane musicali di Stresa, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano. Il suo impegno orchestrale ha da sempre rappresentato uno stimolo per ampliare il suo repertorio solistico e da camera: ad oggi vanta quasi l’intera gamma di concerti solistici per arpa e tutti i brani scritti nei diversi secoli dagli autori più rappresentativi nella musica per questo strumento. Negli ultimi mesi ha eseguito come solista, in diverse occasioni, il Concerto di Mozart per arpa, flauto e orchestra con formazioni quali “I Solisti Veneti” e l’Orchestra di Stato della Romania. La musica da camera, altra sua grande passione, di anno in anno si arricchisce di nuove formazioni da lei esplorate; fra gli ensemble che tengono concerti in Italia e all’Estero ricordiamo quelli per arpa e flauto, arpa e violino, arpa e viola, arpa e clarinetto, arpa e violoncello, arpa e corno, trio flauto, viola e arpa, trio chitarra, mandolino e arpa, quartetto flauto, violino, violoncello e arpa, quintetto e settimino. Eterna innamorata del proprio strumento ha esplorato il repertorio in ogni formazione possibile. Duo, trio, quartetto e sestetto di arpe eseguendo anche brani in “prima” assoluta. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 12 dicembre 2010 ore 11.00 Biglietto Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50) |
| COMUNICATO STAMPA Vi informo che lo spettacolo “PIERINO! E IL LUPO?” con la Banda Osiris e laVerdi, in programma sabato 27 novembre alle ore 15.30, è esaurito. Sono disponibili ancora posti per la replica delle ore 20.30. ________________ Giovedì 25 novembre 2010 ore 20.30 Venerdì 26 novembre 2010 ore 20.00 Domenica 28 novembre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Giuseppe Verdi Don Carlo, Ballo della Regina I Vespri Siciliani, Quattro stagioni Gioachino Rossini Guillaume Tell, Passo a sei - Ballabile finale Ottorino Respighi Boutique Fantasque, Suite Gioachino Rossini Il Barbiere di Siviglia, Ouverture Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Damian Iorio Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 25 novembre 2010 ore 20.30 Venerdì 26 novembre 2010 ore 20.00 Domenica 28 novembre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 All’opera! Con Verdi e Rossini Nuovo concerto per Damian Iorio alla testa de laVerdi, con un concerto dedicato al grande melodramma italiano, in particolare con le danze e i ballabili tratti da alcune opere del grande repertorio italiano dell’800. L’opera italiana conobbe, soprattutto a partire da metà Ottocento, un intenso fenomeno di internazionalizzazione che la portò a mescolarsi con altre tradizioni e a uniformarsi agli usi e ai costumi dei paesi in cui veniva eseguita. Nell’Ottocento questo significò soprattutto la nascita di diverse seconde versioni in francese delle opere: tutti i grandi autori (Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi) rividero le proprie opere in senso grand’operistico con l’aggiunta di brani e di danze, come era prassi che si facesse in terra francese. Programma: Vertice dell’ispirazione musicale di Giuseppe Verdi, il tenebroso Don Carlo descrive un mondo straziato di vittime del potere al tempo della Sacra Inquisizione spagnola. Opera in cinque atti su libretto di François-Joseph Méry e Camille Du Locle, è tratto dall’omonima tragedia di Friedrich Schiller. La prima esecuzione avvenne all’Opéra di Parigi l’11 marzo 1867. I Vespri Siciliani (titolo originale: Les vêpres siciliennes) è un’opera in cinque atti di Giuseppe Verdi, che debuttò all’Opéra di Parigi il 13 giugno 1855. Il libretto è di Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Ispirato alla vicenda storica dei Vespri Siciliani, rappresenta un maestoso affresco dove si fondono guerra e patria, amore e potere, tradimento e vittoria. Il genio musicale di Verdi riporta alla luce i sentimenti, le emozioni e le speranze della celebre rivolta dei Vespri, trasfigurando la lotta tra francesi e siciliani in una vicenda storica e, al tempo stesso, universale. Guglielmo Tell (Guillaume Tell nella versione originale francese) è l’ultima opera composta da Gioachino Rossini che, in seguito, si dedicherà alla scrittura di musica da camera e musica sacra. Il libretto fu tratto dal dramma Wilhelm Tell di Friedrich Schiller e dal racconto La Suisse libre di Jean-Pierre Claris de Florian. La prima rappresentazione ebbe luogo al teatro dell’Opéra di Parigi il 3 agosto 1829. Opera in quattro atti, la complessa trama è costituito dal processo di liberazione del popolo svizzero dalla dominazione austriaca. Figura principale è il leggendario Guglielmo Tell che guiderà il suo popolo verso la libertà. Il balletto La boutique fantasque, un atto su musiche di Rossini rielaborate con maestria da Ottorino Respighi nella prima londinese del 5 giugno 1919 all’Alhambra Theatre, si è avvalso delle scene e dei costumi di André Derain e delle coreografie di Leonide Massine, applauditissimo interprete insieme a Lydia Lopokova. Il pubblico, al termine dello spettacolo, sembrava impazzito e l’autorevole critico del Times scriveva: “Il pubblico ieri sera ha perso la testa per questo nuovo lavoro di Rossini, scritto per pianoforte negli ultimi anni di Parigi, eseguito solo nei salotti bene e ora ripreso in mano dall’abilissimo Respighi da una compagnia di ballo eccezionale”. Rossini racconta di avere composto Il barbiere di Siviglia in pochissimi giorni; la prima esecuzione assoluta avvenne il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma. Il soggetto era di moda: tre mesi dopo il Barbiere rossiniano al Teatro di Corte di Dresda andava in scena quello di Francesco Morlacchi (libretto di Giuseppe Petrosellini). Ma su tutti campeggiava la versione del 1782 a San Pietroburgo di Giovanni Paisiello, figura storica dell’opera napoletana che nel primo Ottocento godeva ancora di grande autorevolezza. Rossini, però, non si lasciò intimorire e chiese a Cesare Sterbini di confezionare in fretta e furia un libretto anch’esso ricavato da Le Barbier de Seville ou la Prècaution inutile (1775) di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais. Biografia: Il Direttore Damian Iorio è ospite regolare di orchestre quali la London Philharmonic, BBC Symphony, Netherlands Radio Philharmonic, Estonian National Symphony, St Petersburg Philharmonic, la RAI di Torino, Trondheim Symphony e Iceland Symphony Orchestra. I più recenti impegni di Damian Iorio vedono il suo ritorno con la Het Gelders Orkest, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e il suo debutto con l’Orchestre de Chambre de Lausanne e la Prague Philharmonia. In Italia di recente ha diretto la nuova produzione di La Boheme di As.Li.Co. di Como. L’intensa attività in ambito operistico in ambito internazionale comprende Macbeth di Verdi al Glyndebourne Festival Opera e The Bartered Bride di Smetana all’Opera de Paris. Recentemente ha debuttato alla Central City Opera di Denver con The Rape of Lucretia di Britten, che ha riscosso un grande successo sulla stampa internazionale. Ha più volte collaborato con la Norwegian Opera e l’ha diretta in molti teatri italiani. Dal 1999 al 2005, Iorio è stato Direttore Artistico e Direttore Principale della Philharmonic Orchestra di Murmansk, con la quale ha fatto un lungo tour in Russia e Scandinavia. Tra i suoi lavori in Russia ricordiamo anche la terza produzione assoluta di The Turn of the Screw di Britten a San Pietroburgo e la prima esecuzione russa dell’opera di Michael Nyman The Man who mistook his Wife for a Hat, che è stata inserita tra i migliori allestimenti in campo lirico al Golden Mask Festival 2004. Fra i Festival internazionali con cui ha collaborato figurano l’Esterhazy Haydn Festival (dove ha diretto Haydn in alcuni luoghi dove il compositore ha scritto alcuni dei suoi più importanti lavori), Bratislava Festival, Musical Olympus Festival di St. Petersburg e il Tivoli Festival di Copenhagen. Iorio ama molto lavorare con giovani musicisti e ha diretto molte giovani orchestra in tutta Europa. Attualmente è Direttore Residente della National Youth Strings Academy, un’orchestra inglese specializzata nel repertorio da camera composta da giovani talenti. Nato a Londra in una famiglia di musicisti italo-inglese, Damian Iorio ha studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Alexander Polishchuk e Ilya Musin a San Pietroburgo dopo aver completato gli studi di violino con Yossi Zivoni nel Regno Unito e Franco Gulli negli Stati Uniti. Nel dicembre 2006 Damian Iorio è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Sant’Agata, Repubblica di San Marino, come riconoscimento al servizio svolto per la musica in questo Stato. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 2 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 3 dicembre 2010 ore 20.00 Domenica 5 dicembre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 George Gershwin Porgy and Bess (versione di Wayne Marshall) Soprano Indira Mahajan, Angela Renée Simpson Tenore Ronald Samm Baritono Kevin Short Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 2 dicembre 2010 ore 20.30 Venerdì 3 dicembre 2010 ore 20.00 Domenica 5 dicembre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Porgy and Bess nella versione di Wayne Marshall Per la prima volta all’Auditorium di Milano, laVerdi propone la folk-opera di George Gershwin Porgy and Bess, sotto la direzione di Wayne Marshall. Pietra miliare nella storia musicale americana, Porgy and Bess viene eseguita in forma di concerto nella versione del direttore e organista inglese Wayne Marshall, che frequenta questa partitura sin dall’allestimento della Glyndebourne Festival Opera diretto da Sir Simon Rattle, dove si è esibito come pianista nel 1986. Nel cast, i soprano Indira Mahajan e Angela Renée Simpson, il tenore Ronald Samm e il baritono Kevin Short, insieme al Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto da Erina Gambarini. In questa opera Gershwin ha dato dignità di protagonisti agli americani di colore, al loro stile di vita e alla cultura afroamericana, come si presentava negli Stati Uniti all’inizio del Novecento, traendo spunto da una pièce teatrale scritta dai coniugi Heyward e andata in scena con successo nel 1927 con la New York’s Theatre Guild, una compagnia impegnata in produzioni di scrittori contemporanei. L’opera di Gershwin debuttò in anteprima a Boston il 30 settembre del 1935, per passare poi all’Alvin Theatre di New York dieci giorni dopo, dove ha iniziato la sua fortuna ascesa internazionale. Programma: Le storie di amore e gelosia che costruiscono la trama di Porgy and Bess, dovute al libretto di DuBose Heyward e Ira Gershwin, sono un avvincente intreccio di situazioni pittoresche e, al tempo stesso, cornice per canzoni passate alla storia anche singolarmente. Prima fra tutte “Summertime”, melodia struggente di universale notorietà che, da ninnananna intonata nei primi passi della partitura, è diventata spunto melodico per innumerevoli trascrizioni e variazioni strumentali e vocali. Dramma musicale in tre atti su impianto ottocentesco, la storia è ambientata a Catfish Row, quartiere nero di Charleston. Il violento facchino Crown uccide in una lite scoppiata al gioco dei dadi l’amico Robbins e fugge, lasciando al villaggio la sua donna, Bess, anche lei dedita all’uso di droga ed alcool. Malgrado i tentativi dello spacciatore Sporting Life di convincerla ad andare con lui a New York, Bess si rifugia presso il mendicante zoppo Porgy. I due si innamorano ma Crown ricompare e costringe Bess a seguirlo; presto però la donna riesce a sfuggirgli e a ritornare da Porgy terrorizzata. Al secondo ritorno di Crown, Porgy lo uccide con una coltellata, e così viene arrestato e tenuto in prigione per alcuni giorni. All’uscita non ritrova più Bess che si è lasciata convincere ad andare con Sporting Life, ma non si arrende e parte per New York alla ricerca della sua amata. Biografie: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato vicino a Manchester, dove ha iniziato i proprio studi per poi proseguirli a Londra e Vienna, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante, poi, è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia e in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle principali orchestre: RAI di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Orchestra Cherubini, Accademia di Santa Cecilia di Roma, fino all’incarico di Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari; è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il Concerto di Natale ad Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti a Sidney, Baltimora, Pechino e Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, con un incredibile successo di pubblico e di critica. Durante la stagione 2009/2010 è tornato a dirigere a Cagliari, dove ha ripreso Wonderful Town, poi a Napoli, Roma, Parma, ha debuttato a Verona, e con l’Orchestra Verdi Milano ha effettuato un incredibile tour di oltre 15 concerti attraverso tutta l’Italia. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per l’etichetta Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei. Nel 2004 ha ricevuto la Laurea Honoris causa dall’Università di Bornemouth ed è recentemente stato nominato Membro Onorario del Royal College of Music di Londra. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. Kevin Short baritono Il basso-baritono americano Kevin Short, ha studiato al Curtis Institute di Philadelphia e alla Juilliard School di New York. Interprete di riferimento del ruolo di Porgy, che ha cantato nei maggiori teatri di tutto il mondo, Kevin Short ha iniziato la sua carriera al Metropolitan di New York dove è apparso in più di venti produzioni, creandosi pertanto uno straordinario repertorio che spazia da Verdi (Don Carlo e Aida) a Gounod (Faust), da Monteverdi (Incoronazione di Poppea, Orfeo) a Mozart (Don Giovanni, Nozze di Figaro, Ratto dal Serraglio, Flauto Magico), e ancora ad opere come Norma, Romeo e Giulietta, Lucia di Lammermoor, Carriera di un Libertino, Fidelio, Carmen ecc. Si esibisce regolarmente nei principali teatri d’opera negli Stati Uniti e, da quanto ha trasferito la sua residenza in Europa, sempre più spesso è ospite di importanti teatri e festival europei. Indira Mahajan soprano Il soprano americano Indira Mahajan ha appena ricevuto una delle più alte onorificenze riservate ai cantanti lirici americani: il Marion Anderson Award. Questo riconoscimento giunge a coronamento delle ultime stagioni che l’hanno vista cantare sui principali palcoscenici americani ed europei: Butterfly alla Arizona Opera, i debutti alla Los Angeles Opera e all’Opera Comique di Parigi, Boheme nella produzione di Francesca Zambello alla Royal Albert Hall di Londra, Donna Elvira a Dallas e ovviamente Bess, ruolo che ha cantato nei principali teatri di tutto il mondo e del quale viene ritenuta una delle interpreti di riferimento. Il suo repertorio spazia da Haendel a Benjamin Britten, ed include i grandi ruoli sopranili di Verdi (Violetta e Gilda), Puccini (Cio-Cio-San, Suor Angelica e Mimì) oltre a Lucia di Lammermoor, Susanna in Nozze di Figaro e Donna Elvira in Don Giovanni sino a Nedda in Pagliacci. Angela Renée Simpson soprano Quando Angela Renée Simpson debuttò alla Scala nel ruolo di Serena in Porgy and Bess nel 1996, i critici scrissero che la sua era “una delle voci più straordinarie mai sentite di recente sul palcoscenico della Scala”. Nel 2008 Simpson ha cantato Serena, tra l’altro, a Dallas e all’Opera Comique di Parigi ed è considerata una interprete di riferimento per questo ruolo che ha portato nei principali teatri di tutto il mondo. Nelle ultime stagioni ha cantato negli Stati Uniti ed in Europa, in un repertorio che spazia da Ariadne in Arianna a Nasso di R. Strauss, a Leonora in Trovatore, Santuzza in Cavalleria Rusticana, Amelia in Ballo in Maschera sino ad Aida di cui è considerata una grandissima interprete. Ronald Samm tenore Di origine caraibica, il tenore Ronal Samm ha studiato in Gran Bretagna, dove ora risiede, diplomandosi al Royal Northen College of Music di Manchester e alla Guildhall School di Londra. La sua versatilità di cantante ed interprete, fanno si che il suo repertorio passi dal barocco, ha cantato tra gli altri sotto la direzione di William Christie, sino al teatro del XX secolo. Recentemente si è esibito in produzioni di Fidelio (Florestan), Valchiria (Siegmund), Tosca (Spoletta), Pagliacci (Canio), Otello, Flauto Magico (Tamino), Porgy and Bess (Sportin’ Life) in teatri e festival quali Glyndebourne, São Carlos di Lisbona, Birmingham Opera Company, English Touring Opera, Burgarena Festival in Austria, Welsh National Opera, Covent Garden di Londra, Opera di Lione. |
| Giovedì 2 dicembre 2010, ore 18.00 Gianni Cervetti, David Bidussa e Claudio Petruccioli presentano con l’Autore il libro di Emanuele Macaluso Leonardo Sciascia e i comunisti (Feltrinelli) Auditorium di Milano Fondazione Cariplo largo Gustav Mahler – ingresso libero IL LIBRO Il rapporto di Leonardo Sciascia con la politica è centrale in tutta la sua opera di scrittore e polemista. E su questo rapporto si sono dette tante cose: comunista o no? Anticomunista o meno? La polemica nei suoi confronti si è fatta rovente nel momento in cui scelse di candidarsi nelle liste del Pci alle elezioni comunali di Palermo nel 1976 e, in senso opposto, quando nel 1978 si dimise dal Consiglio comunale. Polemiche rinnovate quando nel 1979 Sciascia fu eletto deputato nazionale ed europeo nelle liste del Partito radicale. La sua opera letteraria ha suscitato scontri politici: basti pensare alle reazioni di esponenti democristiani e cattolici quando in libreria arrivò Totomodo. Ma non c’è libro o articolo di Leonardo Sciascia che non abbia provocato discussioni sin da quando nel 1960 pubblicò Il Giorno della Civetta raccontando, non solo all’Italia ma al mondo, cos’era la mafia (parola allora impronunciabile) e cos’era la società in cui operava e dove trovava consensi e anche contrasti di minoranze politiche, sindacali e di isolati servitori dello stato. Negli anni ottanta quando sul “Corriere della Sera” scrive l’articolo I professionisti dell’antimafia, Sciascia è aggredito verbalmente dal Comitato antimafia di Palermo e dalla sinistra. Reazioni che su un versante diverso si ripetono quando pubblicò L’affaire Moro. Emanuele Macaluso è stato insieme a Sciascia nel gruppo antifascista di Caltanissetta nel 1941 e nella cellula comunista clandestina di cui Sciascia, non iscritto al Pci, faceva parte. Da allora la loro amicizia è stata segnata da battaglie comuni e da polemiche, anche roventi. Grazie a questo rapporto Macaluso ha la possibilità di seguire con un’ampia documentazione e con inedite interpretazioni l’itinerario politico di Sciascia attraverso il suo impegno letterario e civile. L’AUTORE Emanuele Macaluso (1924) nel 1941 aderisce clandestinamente al Pci. Membro della corrente riformista (o, come diceva lui, migliorista) del partito, nel 1960 entrò nella Direzione del Pci. Con Enrico Berlinguer fece parte della Segreteria e dell'Ufficio politico. Divenne per la prima volta deputato nazionale alla Camera nel 1963, poi al Senato fino al 1992. Dal 1982 al 1986 è stato direttore de “L'Unità”. Attualmente Macaluso dirige la rivista “Le nuove ragioni del socialismo”, mensile da lui fondato e scrive regolarmente sul quotidiano “Il Riformista”. |
| La Verdi: com. stampa concerto "Stagione
da camera" - sabato 4 dicembre ore 18.00 - pianoforte Gianluca Cascioli Sabato in camera? Sabato da Camera! Dalla volontà di Universal Music Italia e dell’Orchestra Verdi di offrire una chance agli artisti di talento, nasce una nuova iniziativa: otto concerti (il pomeriggio del primo sabato di ogni mese), presso l’Auditorium di Milano, per presentare giovani musicisti che si stanno segnalando in Italia e nel mondo. Non inganni l’età degli artisti presentati e il prezzo particolarmente basso dei biglietti. Si tratta di giovani già affermati, esibitisi più volte in piazze importanti in Italia e all’estero, e protagonisti di incredibili successi, con un unico comune denominatore: l’entusiasmo e il grande amore per la musica. GIANLUCA CASCIOLI Gianluca Cascioli sarà il protagonista del terzo appuntamento della “Stagione da camera” dell’Orchestra Verdi in collaborazione con Universal Music Italia. Nato a Torino nel 1979, Gianluca Cascioli ha iniziato gli studi musicali con il Maestro Sergio Pasteris, e poi ha proseguito studiando composizione con il Maestro Ruo Rui al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e pianoforte con il Maestro Franco Scala all’Accademia di Imola. Attualmente studia composizione con Alberto Colla. La carriera di Gianluca Cascioli è iniziata nel 1994 con la vittoria del Concorso Pianistico Internazionale Umberto Micheli, la cui giuria presieduta da Luciano Berio era composta da eminenti personalità del mondo della musica, tra cui Elliott Carter, Maurizio Pollini e Charles Rosen. Da allora si è esibito nelle principali sale d’Europa, Giappone, Nord e Sud America. Gianluca Cascioli si è esibito come solista con le più prestigiose orchestre europee ed americane tra cui la Camerata Salzburg, la Mozarteum Orchestra, i Berliner Philharmoniker, l’English Chamber Orchestra, la London Philharmonic, la Philharmonia Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra, la Royal Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Boston Symphony, la Baltimore Symphony, la Chicago Symphony, la Los Angeles Philharmonic, la New York Philharmonic, la San Francisco Symphony e l’ Atlanta Symphony. Si è esibito sotto la guida di direttori quali Claudio Abbado, Vladimir Ashkenazy, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Daniel Harding, Riccardo Muti, Lorin Maazel, Zubin Metha, Gianandrea Noseda, Yuri Temirkanov, e Mstislav Rostropovich. Nella stagione 2006/2007 ha fatto delle tournée in Germania, Austria, Spagna e Yugoslavia con la Mozarteum Orchestra e la Camerata Salzburg, e nella stagione 2007/2008 si è esibito con la Deutsches Symphony Orchester , la Konzerthaus Orchester di Berlino, la Philarmonia Orchestra di Londra, la RTE National Symphony d’Irlanda, la Bilbao Symphony Orchestra e l’Orquesta de Cadaques per il Festival musicale delle Canarie con Neville Marriner. Nell’ autunno 2009 Cascioli ha eseguito il Quinto Concerto di Prokofiev per il Festival MITO con la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov ed il Primo Concerto di Beethoven con Myung-Whun Chung e la Filarmonica della Scala Nell’autunno 2010 è prevista una tournée in Giappone con la violinista Sayaka Shoji. Sin dagli inizi della sua carriera Cascioli non ha mai trascurato l’esecuzione di musica del ‘900 ed anche contemporanea. Ha infatti avuto la possibilità di collaborare direttamente con Pierre Boulez, per l’esecuzione di “Incises” ed Alberto Colla per la prima esecuzione del Terzo Concerto per pianoforte e orchestra, del Notturno I “il Ponte dei Sospiri” e del Notturno IV “Moonbow”. Cascioli è un appassionato studioso delle prassi esecutive di epoche passate ed ha sempre approfondito la notazione musicale in rapporto alle convenzioni esecutive dell’ epoca in cui l’opera musicale è stata scritta. Questo aspetto lo ha spesso spinto ad intraprendere molte ricerche su manoscritti autografi e prime edizioni che hanno portato a interessanti risultati . A questo proposito citiamo solamente la registrazione della Prima versione del Concerto per pianoforte ed orchestra di Robert Schumann per Novalis, e l’esecuzione con la London Philharmonic nell’ambito dei concerti Proms di Londra (Royal Albert Hall) di una versione pressoché sconosciuta del Quarto Concerto di Beethoven ritrovata da Cascioli nella biblioteca del Musikverein di Vienna (Si tratta di un autografo con annotazioni di Beethoven indicanti una serie di possibili e sostanziali variazioni per la parte del pianoforte). Come pianista e direttore ha fatto una tournée in Sud America con l’Orchestra da Camera di Mantova e Spagna con la Kammerorchester di Berlino. Nel Maggio del 2003, al Teatro delle Muse di Ancona, ha diretto la sua Sinfonia in 4 movimenti, in prima esecuzione mondiale con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana; il concerto è stato registrato e trasmesso da RadioTre. La sua Sonatina (2004) per pianoforte è stata eseguita in prima mondiale nella prestigiosa sede della Musikhalle di Amburgo e poi eseguita alla Wigmore Hall di Londra nel Marzo 2005 e tramessa dalla BBC. Nel 2007 ha eseguito più volte in Italia e Germania la sua ultima composizione pianistica: “In Memorian Igor Stravinsky”. Nello stesso anno il Trio Debussy gli commissiona un nuovo Trio che è stato eseguito nella Stagione 2007-2008 del Festival Tra Futuro e Passato di Pinerolo. Questo stesso brano ha ricevuto il secondo premio al 27° Concorso Internazionale di Composizione I.C.O.M.S. 2009. Nella primavera 2010 Cascioli ha eseguito questo Trio al Palau de la Musica di Barcellona ed al Teatro Comunale di Bologna assieme al violinista Stefano Mollo ed al cellista Helmut Menzler. Nel dicembre 1995 ha registrato il suo primo disco per la DGG, cui è seguito immediatamente un secondo CD con opere di Busoni, Bach, De Falla ecc. ed un terzo con le Variazioni di Beethoven. Nel 2002 ha inciso la Fantasia per pianoforte e orchestra (prima versione del concerto per pianoforte op. 54) di Schumann per la Novalis con l’Orchestra sinfonica di Basilea sotto la direzione di Mario Venzago. Nel 2005 ha inciso per la Decca i 4 Scherzi di Chopin e nell’ottobre 2006 un doppio CD con i Preludi e altri lavori di Debussy. Nella primavera 2009, Decca ha pubblicato il suo ultimo CD con Sonate di Beethoven (op 27 n°2 ; op 31 n°2 ; Variazioni dell’Eroica op 35). Nell’autunno 2010 è prevista l’uscita di un nuovo CD di Sonate Beethoveniane per DGG assieme con la violinista Sayaka Shoji. 3. sabato 4 dicembre 2010 ore 18.00 Ludwig van Beethoven Sonata n. 14 op. 27 n. 2 Frédéric Chopin Notturno op. 15 n. 2 Alberto Colla Notturni nn. 1 e 4 Gianluca Cascioli Sonata Ludwig van Beethoven Sonata n. 30 op. 109 Pianoforte Gianluca Cascioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: da martedì a domenica 14.30 – 19.00) Biglietti: posto unico € 15,00 (ridotto € 12,50/5,00) |
| Concerto fuori abbonamento sabato 27 novembre 2010 ore 20.30 PIERINO! E IL LUPO? Sergej Prokof’ev Pierino e il lupo Banda Osiris Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Jader Bignamini Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 27 novembre 2010 ore 20.30 Biglietti Euro 25,00 (ridotto euro 17,50/10,00) PIERINO! E IL LUPO? Sabato 27 novembre alle ore 20.30 torna all’Auditorium di Milano la BANDA OSIRIS, l’esilarante gruppo che fonde insieme musica, teatro e comicità. Prendi gli elementi di un’orchestra, uno o più narratori che si lasciano trasportare dalla loro personale fantasia, aggiungi quattro improbabili solisti e soprattutto evita le indicazioni di un eccellente maestro d’orchestra: il risultato non può essere che un concerto-spettacolo ad alto potenziale comico: è Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev. Sul palco l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Jader Bignamini farà la spalla allo spettacolo, con passione e ironia. Pierino e il lupo di Sergei Prokof’ev è una favola musicale che narra la storia di un ragazzo che, con l’aiuto dei suoi inseparabili amici animali, riesce a catturare un ferocissimo lupo. I personaggi sono rappresentati da strumenti musicali (il gatto è il clarinetto, l’anatra l’oboe, il nonno il fagotto, l’uccellino il flauto, il lupo i corni e così via), seguendo l’idea del compositore che aveva come obiettivo quello di far conoscere la musica ai ragazzi. Ma gli attori, musicisti, ballerini e surreali fantasisti della Banda Osiris non sono certo soggetti che riescono a rispettare ciò che si deve leggere e suonare… Così, c’è da aspettarsi che l’esecuzione di questo brano diventi il pretesto per trasportare il pubblico nel loro personale mondo della fantasia musicale! Un mondo dove tutto è diverso da come appare, dove gli strumenti musicali diventano non solo semplici dispositivi che emettono suoni, ma elementi fantastici dotati di vita propria: così la musica si snoda in mille rivoli e in mille generi diversi, il testo devia verso strade sconosciute e gli orchestrali si abbandonano senza freni al divertimento! Pionieri della contaminazione sonora, maestri dell’azzardo musicale, stregoni nell’arte di miscelare le partiture, alla Banda Osiris pareva troppo poco aver strabiliato le platee di mezzo mondo con le loro personalissime trovate. Nel loro carnet mancava, però, Pierino e il lupo, un classico in cui si sono cimentati grandi personaggi: da Eduardo De Filippo a Roberto Benigni, da Paolo Poli a Dario Fo, solo per citarne alcuni. Hanno raccolto la sfida e trasformato Pierino e il lupo in un geniale gioco ricco di brani evocativi, di rimandi musicali e di comiche invenzioni che stimolano la fantasia, affascinano e stupiscono un pubblico non solo di adulti, ma anche di bambini. Biografia: Nel 1998 Jader Bignamini è stato scelto dal Maestro Riccardo Chailly come clarinetto piccolo dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano; inoltre collabora in qualità di clarinetto piccolo e primo clarinetto con l’ Orchestra Filarmonica della Scala, con l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e con l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, in qualità di primo clarinetto con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, l’Orchestra Filarmonica Italiana e con l’Orchestra da Camera di Bologna. Accanto all’attività orchestrale, cameristica e da solista, affianca, allo stesso livello, quella di direttore e concertatore, sia con gruppi da camera e di fiati sia con orchestre sinfoniche, che lo hanno portato a un’intensa collaborazione con l’ensemble d’archi de “I Pomeriggi Musicali”, con cui ha potuto esplorare il repertorio più significativo per questo genere di formazione (Čajkovskij, Elgar, Dvorak, Mozart). Il debutto nel dicembre 2005 alla guida dell’ “Orchestra Sinfonica Sconfinarte” con la Settima e l’Ottava sinfonia di Beethoven ha subito messo in evidenza il suo carisma e la sua forte personalità che non sono passati inosservati alla critica ed alle istituzioni concertistiche nazionali, che lo hanno subito contattato per le prossime stagioni sinfoniche e d’opera. Nel luglio 2007 ha diretto una serie di concerti inseriti nella stagione estiva dell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali”, con un programma di ouverture e arie d’operetta, con la partecipazione, nelle vesti di comico e cantante, di Elio Pandolfi con il quale nel 2006 ha lavorato con la medesima orchestra in “Pierino e il Lupo” di Prokof’ev. Nel Gennaio 2008 è stato protagonista del “Concerto d’inizio anno” della stagione sinfonica del Teatro “Rendano” di Cosenza alla guida dell’ “Orchestra Philharmonia Mediterranea” con un notevole successo di pubblico e critica, sfociato in un invito a future collaborazioni per nuove produzioni del teatro. A febbraio è stato invitato dall’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza per l’inaugurazione della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Vicenza con un’esecuzione particolarmente energica e apprezzata di un programma di musica francese. Nel 2008 ha diretto anche l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi all’Auditorium di Milano, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” nella stagione sinfonica del Teatro Dal Verme di Milano, ha collaborato con il Teatro San Carlo di Napoli e ha debuttato con una serie di concerti con l’Orchestra Filarmonica Italiana. Il lavoro svolto e gli impegni futuri lo hanno portato ad approfondire il repertorio operistico italiano debuttando con Un ballo in maschera di G. Verdi, oltre che a cimentarsi in quello sinfonico, dal classico al tardo romantico, raggiungendo quella sintonia con l’orchestra che gli permette di trasmettere energia ed entusiasmo per ogni partitura che affronta e toccando molti dei più grandi compositori della musica sinfonica: da Haydn a Mozart, da Beethoven a Brahms, da Dvorak a Mahler. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 18 novembre 2010 ore 20.30 Venerdì 19 novembre 2010 ore 20.00 Domenica 21 novembre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Aldo Finzi L’infinito, poema sinfonico Dmitrij Šostakovič Concerto n. 1 in La minore per violino e orchestra op. 77 Sergej Rachmaninov Sinfonia n. 3 in La minore op. 44 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Natasha Korsakova Direttore Damian Iorio Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 18 novembre 2010 ore 20.30 Venerdì 19 novembre 2010 ore 20.00 Domenica 21 novembre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 La vena ironica e grottesca del violino solista nel Concerto di Sostakovic Torna sul podio de laVerdi Damian Iorio, giovane talento attualmente Direttore Residente della National Youth Strings Academy di Londra. Il concerto si aprirà con una pagina poco eseguita di Aldo Finzi, L’infinito. Autore quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico, Finzi compose questo poema sinfonico nel 1933, periodo cupo della storia italiana durante il quale si assisteva all’inesorabile ascesa della dittatura fascista. Difatti, negli anni a venire, a seguito dell’istituzione delle leggi razziali, lo stesso Finzi ebbe a soffrirne direttamente. Milanese di nascita, Finzi crebbe nel capoluogo lombardo in una famiglia mantovana di antica origine ebrea in cui l’amore per la musica era assai radicato. Frequentò il liceo Parini di Milano e proseguì gli studi laureandosi in giurisprudenza all’Università di Pavia; parallelamente ottenne il diploma di composizione presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma come privatista Segue Concerto n. 1 per violino e orchestra op. 77 di Dmitrij Šostakovič scritto nel 1947-48; la prima esecuzione avvenne solo nel 1955 con il violinista David Oistrach, che, riferendosi alla sua parte solista, disse che questa aveva un’intensità “quasi shakespeariana”. Per il concerto de laVerdi sarà Natasha Korsakova ad interpretare il brano con il suo un meraviglioso Violino “1843 Giovanni Francesco Presenda”. Infine, la Sinfonia n. 3 di Rachmaninov, uno dei suoi brani più conosciuti composto nel 1936. La Terza ha subìto un deciso ostracismo, sin dalla prima esecuzione, da parte della critica militante e solo recentemente il brano è entrato nel repertorio sinfonico. Programma: Curiosa è la storia del lavoro sinfonico di Aldo Finzi L’infinito. Nel 1934, invitato a partecipare a un concorso indetto a Pesaro in cui si richiedevano brani ispirati alla figura e alle opere di Giacomo Leopardi, egli vi partecipa, ispirandosi non all’omonima opera di Leopardi ma a Chantecler, l’ampio poema allegorico di Rostand, che narra dell’amore infelice tra il Gallo e la Pavona. La commissione esaminatrice, presieduta da Ottorino Respighi, gli attribuisce il secondo premio. Dopo la fortunata partecipazione pesarese, suggellata da un concerto diretto da Bernardino Molinari il 26 settembre del 1934, L’infinito viene ripreso diverse volte a Torino e a Roma. La composizione, pubblicata da Ricordi nel 1935, ha una struttura tripartita e prevede un organico per grande orchestra che comprende, per la prima volta, il pianoforte, timbro che sarà presente in tutti i successivi lavori orchestrali di Finzi. Il Concerto n. 1 per violino e orchestra op. 77 di Dmitrij Šostakovič è stato scritto tra il 1947 e il 1948, nel pieno della campagna ideologica promossa dal regime a sostegno del realismo socialista e nella quale il compositore si trovò suo malgrado coinvolto. La partitura rimase nel cassetto sino al 1955; dedicato a David Oistrach, il Concerto venne da lui eseguito in prima assoluta il 29 ottobre a Leningrado. Originariamente pubblicato come op. 99, articolato in quattro tempi, il Concerto si apre con un Notturno molto cantabile, seguito da uno Scherzo dal carattere definito dallo stesso Oistrach “demoniaco” e da una Passacaglia, che mediante l’ampia cadenza finale del violino solista si ricollega direttamente alla Burlesque conclusiva, pagina dall’andamento travolgente. La Sinfonia n. 3 in La minore op. 44 di Sergej Rachmaninov nacque negli Stati Uniti, dove il compositore si era rifugiato nel ‘17 per non essere travolto dalla Rivoluzione d’Ottobre e dopo un pellegrinaggio in cerca di rifugio in Svezia e in Danimarca. L’esilio aveva lasciato uno strascico di insuperabile strazio: è l’opera di un musicista posseduto dalla malinconia, consapevole di non poter più ritornare in patria. Alla fine di giugno del 1936 la Terza Sinfonia è conclusa. Diretta per la prima volta da Leopold Stokowski a Filadelfia il 6 novembre dello stesso anno, venne ripresa nelle più importanti città americane, ma l’accoglienza fu pessima. La critica bollò il suo lavoro come anacronistico: il suo linguaggio non aveva nulla di nuovo. Si tratta, in verità, di musica poderosa, che va ascoltata con mente libera e aperta. Ricordando il concerto, al quale era stato naturalmente presente, Rachmaninov scrisse che “l’esecuzione era stata meravigliosa. Sia il pubblico che la critica hanno reagito in modo acido. Ma personalmente sono fermamente convinto che si tratti di un buon lavoro. Talvolta, tuttavia, l'autore si sbaglia! In ogni modo io mantengo la mia opinione”. Biografie: Di origini greco-russe, Natasha Korsakova nasce a Mosca ed è figlia d’arte. Inizia lo studio del violino all’età di 5 anni con il nonno Boris Korsakov ed in seguito con il padre, il rinomato violinista Andrej Korsakov, presso la scuola del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Dopo la prematura scomparsa del padre, continua gli studi con Ulf Klausenitzer a Norimberga e con Saschko Gawriloff a Koeln, riuscendo senza difficoltà nella difficile transizione da “enfant prodige” ad artista adulta. E’ ospite di alcuni prestigiosi festival europei: Liechfield (UK), Schleswig-Holstein, Bad Kissinger, Lockenhaus, Uto Ughi per Roma, Asolo Musica e Tempo Barocco a Bergamo, si esibisce anche presso la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, alla Wigmore Hall London, all’Alte Oper Frankfurt, Koelner Philharmonie, al Concertgebouw Amsterdam, al Suntory Hall Tokyo. Solista molto apprezzata per la sua musicalità ed ampio repertorio, in Europa suona regolarmente con la Philharmonisches Staatsorchester Mainz, Duisburger Philharmoniker, Düsseldorf Symphoniker, North Czech Philharmonie, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Dutch Radio Orchestra. Nell’ottobre 2010 durante una lunga tournèe negli USA, esegue il Concerto n. 1 per violino e orchestra di Sostakovic; la stampa ed il pubblico l’accolgono con grande entusiasmo. E’ospite regolare dell’Orquesta Municipal di Santiago del Cile, l’Orchestra OFUNAM e Nacional del Estado in Messico. Oltre ai concerti eseguiti sotto la bacchetta del grande musicista M. Rostropovich, collabora con i direttori Alun Francis, Philippe Auguin, David Wiley, Georg Fritzsch, Charles-Olivier Munroe. Nel 2000 partecipa a Parigi al concerto in Memorian Dimitri Sostakovic su invito di Irina Sostakovic. Nella stagione 2007/08 è ospite dei Concerti del Quirinale a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana. Nel 2009, in duo con il pianista Simone Soldati, suona nella meravigliosa cornice di Piazza del Campidoglio. Nel 2008 riceve il Premio Sirmione Catullo come artista dell’anno. Nell’aprile 2009 il concerto di Alban Berg “In Memory of an Angel”con la Filarmonica di Mainz: “...la giovane violinista ha affrontato la parte solistica di questo concerto malinconico e bellissimo .. con grande concentrazione, trasparenza e profonda sensibilità ..” (Andreas Hauff, Mainzer Rhein-Zeitung). Torna a Mainz nel febbraio 2010 per eseguire il concerto di Erich Wolfgang Korngold. Maggio 2009 esegue il concerto di Beethoven con l’Orchestra Filarmonica del Teatro Plauen/Zwieckau (Germania) “..Natasha Korsakova splendeva per la bellezza del suono, musicalità, tecnica perfetta ed assoluto dominio dello strumento, grande virtuosa......costretta ad eseguire alcuni “encores” ... .supera se stessa per virtuosismo e spiritualità del suono...” (Vogtlaender Anzeiger, maggio 2009). Appassionata comunicatrice, è spesso ospite - in Italia - di trasmissioni televisive sui canali RAI e SKY. Dal 2006 è testimonial di Laura Biagiotti “Prêt-à-porter” e durante i suoi concerti, indossa gli abiti della stilista romana. Natasha Korsakova suona un meraviglioso Violino “1843 Giovanni Francesco Presenda”, messo generosamente a sua disposizione, dalla sua collezione privata, da Giovanni Accornero (Italia). Il Direttore Damian Iorio è ospite regolare di orchestre quali la London Philharmonic, BBC Symphony, Netherlands Radio Philharmonic, Estonian National Symphony, St Petersburg Philharmonic, la RAI di Torino, Trondheim Symphony e Iceland Symphony Orchestra. I più recenti impegni di Damian Iorio vedono il suo ritorno con la Het Gelders Orkest, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e il suo debutto con l’Orchestre de Chambre de Lausanne e la Prague Philharmonia. In Italia di recente ha diretto la nuova produzione di La Boheme di As.Li.Co. di Como. L’intensa attività in ambito operistico in ambito internazionale comprende Macbeth di Verdi al Glyndebourne Festival Opera e The Bartered Bride di Smetana all’Opera de Paris. Recentemente ha debuttato alla Central City Opera di Denver con The Rape of Lucretia di Britten, che ha riscosso un grande successo sulla stampa internazionale. Ha più volte collaborato con la Norwegian Opera e l’ha diretta in molti teatri italiani. Dal 1999 al 2005, Iorio è stato Direttore Artistico e Direttore Principale della Philharmonic Orchestra di Murmansk, con la quale ha fatto un lungo tour in Russia e Scandinavia. Tra i suoi lavori in Russia ricordiamo anche la terza produzione assoluta di The Turn of the Screw di Britten a San Pietroburgo e la prima esecuzione russa dell’opera di Michael Nyman The Man who mistook his Wife for a Hat, che è stata inserita tra i migliori allestimenti in campo lirico al Golden Mask Festival 2004. Fra i Festival internazionali con cui ha collaborato figurano l’Esterhazy Haydn Festival (dove ha diretto Haydn in alcuni luoghi dove il compositore ha scritto alcuni dei suoi più importanti lavori), Bratislava Festival, Musical Olympus Festival di St. Petersburg e il Tivoli Festival di Copenhagen. Iorio ama molto lavorare con giovani musicisti e ha diretto molte giovani orchestra in tutta Europa. Attualmente è Direttore Residente della National Youth Strings Academy, un’orchestra inglese specializzata nel repertorio da camera composta da giovani talenti. Nato a Londra in una famiglia di musicisti italo-inglese, Damian Iorio ha studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Alexander Polishchuk e Ilya Musin a San Pietroburgo dopo aver completato gli studi di violino con Yossi Zivoni nel Regno Unito e Franco Gulli negli Stati Uniti. Nel dicembre 2006 Damian Iorio è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Sant’Agata, Repubblica di San Marino, come riconoscimento al servizio svolto per la musica in questo Stato. |
| COMUNICATO STAMPA Nino Rota: "La leggerezza dell’ascolto" 10 concerti dell’Orchestra Verdi per il centenario della nascita del compositore (Milano, 3 dicembre 1911 – Roma, 10 aprile 1979) - secondo appuntamento, domenica 21 novembre ore 11.00 - A Nino Rota è dedicato un ciclo di dieci concerti domenicali, realizzati in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. La sfida del Direttore Giuseppe Grazioli, che lo ha organizzato, è stata quella di “ricordare uno dei massimi rappresentanti della musica italiana del Novecento senza tradirlo e senza cucirgli addosso ancora una volta l'etichetta di 'cinematografaro', come lo chiamavano all'epoca i colleghi 'seri'”. Il ciclo, che prevede molti brani in prima esecuzione, cercherà di comunicare al pubblico “il bisogno, tipico di Rota, di varcare i confini dei generi musicali per dimostrare come una fuga e una canzonetta accompagnata da una fisarmonica, debbano godere di uguale rispetto se scritte entrambe con onestà”. Per Grazioli, infatti, “È questa logica che ci ha spinto ad accostare ogni volta nello stesso concerto musica per il cinema, per la televisione, per il teatro, balletti, concerti strumentali e musica sinfonica. Un disordine apparente che riproduce in realtà, con molta coerenza, il suo modo di comporre fatto di idee abbandonate e riprese molti anni dopo, di temi che passano da una colonna sonora ad una sinfonia e viceversa, di incisi di poche note che tornano ossessivamente generando brani diversissimi… In un'epoca come la nostra dove il mondo della musica classica sembra dirigersi sempre più verso il "crossover", Nino Rota appare come una straordinaria figura profetica che ci indica la strada da percorrere perché la musica, attraverso le contaminazioni, non perda mai il suo valore e la sua dignità.” Programma concerto Domenica 21 novembre 2010 ore 11.00 Concerto per archi (1964-65) rev. 1977 Concerto per violoncello (1925) [prima esecuzione assoluta] Violoncello Mario Shirai Grigolato Le notti di Cabiria (1957), Suite dal film La dolce vita (1959-60), Suite dal film La prima opera in programma, il Concerto per archi (1964-65), appartiene alla stagione della piena maturità creativa di Rota. Considerato nel campo cinematografico il più importante compositore italiano - Rocco e i suoi fratelli (1960) e Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti; La dolce vita (1959-60) e Otto e mezzo (1963) di Federico Fellini tanto per citare qualche titolo - il Maestro, dopo anni di ‘galera’ cinematografica, decise che era venuto il momento di dedicare più tempo alle sue cose e accettò di buon grado la commissione del gruppo ‘I Musici’, una delle orchestre cameristiche più titolate dell’epoca. Dovette però aspettare quasi due anni per vedere finalmente eseguito il suo lavoro (Napoli, Orchestra Scarlatti, 5 gennaio 1967), che evidentemente non doveva aver convinto coloro i quali lo avevano commissionato. Oggi a tanti anni dal debutto il Concerto per archi è uno dei lavori più eseguiti e incisi del catalogo rotiano. La partitura è suddivisa in quattro movimenti con un impianto rispettoso della tradizione del concerto strumentale non solistico; tutta la famiglia degli strumenti ad arco è chiamata ad esprimere le proprie doti melodiche. Agli opposti confini del catalogo extra cinematografico troviamo in prima esecuzione assoluta il Concerto per violoncello e orchestra (1925). Alcuni anni orsono a Bolzano fu messa in atto una esecuzione parziale di questo lavoro, basata su un’unica fonte largamente incompleta ed ottenuta fraudolentemente. Questa, dell’Orchestra Verdi, è da ritenersi a tutti gli effetti come la prima ‘vera’ esecuzione. Il Concerto per violoncello e orchestra ci introduce al fenomeno Rota, il prodigio di un ragazzino che passa le vacanze estive del 1925, quando ancora doveva compiere i quattordici anni alle prese con una partitura musicale di proporzioni e ambizioni apparentemente fuori dalla sua taglia. Il concerto si svolge in una sola arcata, piuttosto breve, per la durata complessiva di circa dieci minuti. Senza Le notti di Cabiria (1957), La dolce vita (1959-60) uno dei grandi capolavori del cinema italiano, forse il più grande in assoluto, non sarebbe potuto nascere. E senza le musiche di Nino Rota per entrambi i film, forse, quella grandezza e quell’universalità della potenza espressiva felliniana non sarebbero stati così come ormai, a cinquant’anni di distanza, la storia comincia a segnalarci. Nella vicenda drammatica della candida prostituta, Fellini mette in campo tutte le discrasie della società italiana del dopoguerra, utilizzando come protagonista una figura drammatica in grado di navigare fra i quadri che si giustappongono nel corso del film. Non c’è più l’unitarietà drammaturgica de La strada e non siamo ancora all’affresco-mosaico de La dolce vita. Ma molti elementi del successivo capolavoro fanno qui capolino: Via Veneto e la sua vita notturna, la processione religiosa. Così la musica, da una parte prelude a quei ‘ritmi moderni’ che successivamente riappariranno ne La dolce vita ma non manca di offrire anche canzoni più tradizionali che cercano di sintetizzare in modo unitario i diversi paesaggi nei quali si muove Cabiria. Non mancano, infine, quelle melodie intrise di un patetismo mai corrivo e sempre teso a sottolineare lo slancio umano dei personaggi che, piccoli piccoli si avventurano fra gli abissi della drammaturgia felliniana. Da segnalare, fra le gemme di questa colonna sonora, la canzone napoletana Lla Ri’ Lli Ra’. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell'Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d'Ys, Don Carlo, L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, La traviata, L'heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L'Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l'Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l'opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha registrato per l'etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l'Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all'Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. È stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell'Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L'elisir d'amore), all'Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night's Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all'Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Recentemente ha eseguito il “Concerto Pucciniano” a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor e Falstaff in Canada, Don Giovanni alla Yale University. Ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Nel 2011 dirigerà Wonderful Town con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Mario Shirai Grigolato ha iniziato gli studi di violoncello con il maestro Franco Zecchino ed ha continuato con Antonio Sanarica, conseguendo il diploma di violoncello presso il Conservatorio Statale di Lecce “Tito Schipa” con il massimo dei voti. Si è poi prodigato nello studio del violoncello, seguito da Christian Bellisario, docente del Conservatorio Statale di Riva del Garda, e attualmente studia con Marco Scano, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha fatto parte, come violoncellista, del quartetto “Herbert”, del gruppo barocco “Musica Antiqua” e del gruppo “Astor Piazzolla” con i quali si è esibito in Puglia, Basilicata e Calabria. Ha collaborato con l’Orchestra Lirico Sinfonica Salentina di Lecce e l'Associazione “Eur Pesaro” nel ruolo di primo violoncello. Si è esibito nelle alle stagioni liriche del Teatro Verdi di Sassari e del Teatro Coccia di Novara in questa occasione nel ruolo di secondo violoncello. Nel 1996 ha superato le audizioni del corso di formazione dell’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole e dell'Orchestra Laboratorio Urbano di Bari. Nel 1997 ha partecipato alla tournée svoltasi ad Altenburger (Lipsia, Germania) con l'orchestra “Est‑West Internationale Musik‑Akademie & V”. Nel 1998 ha superato le audizioni di “Spoleto Festival” e dell’“Accademia Filarmonica della Scala”, seguendo regolarmente i corsi di perfezionamento indetti da quest'ultima e superando l'esame finale con il massimo dei voti. Dal 1999 suona nell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 21 novembre 2010 ore 11.00 Biglietto Euro 20,00 (ridotto euro 15,00/7,50) |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 11 novembre 2010 ore 20.30 Venerdì 12 novembre 2010 ore 20.00 Domenica 14 novembre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Robert Schumann Sinfonia n. 1 in Si bemolle maggiore op. 38 Primavera Anton Bruckner |
| Sinfonia n. 4 in Mi bemolle maggiore
Romantica (1878) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Antonello Allemandi Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 11 novembre 2010 ore 20.30 Venerdì 12 novembre 2010 ore 20.00 Domenica 14 novembre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 La “primavera” di una nuova vita nella Prima sinfonia di Schumann Torna a dirigere laVerdi il Maestro Antonello Allemandi, che vanta ormai da molti anni una ricca carriera internazionale, sia in ambito operistico che in quello sinfonico. Con questo concerto ci fermiamo nel pieno Ottocento, con due capolavori tedeschi del pieno e tardo Romanticismo: la Sinfonia n. 1 Primavera di Robert Schumann e la Sinfonia n. 4 Romantica di Anton Bruckner. La Sinfonia n. 1 è uno dei pochi brani scritti da Schumann in un periodo di relativa felicità, in seguito al suo matrimonio con la pianista Clara Wieck. Il titolo all’opera fu dato dall’autore stesso nel 1841, in onore delle poesie di Adolph Boettger che ispirarono la sua “primavera d’amore”, gioiosa e rasserenata. Segue la Sinfonia n. 4 Romantica di Bruckner, capolavoro del sinfonismo tedesco, dalla ricca storia compositiva ed editoriale: lo stesso Bruckner ne rielaborò sette versioni tra il 1874 e il 1888, rivedendo sia lo schema generale, sia interi passi. Il concerto sarà
replicato a Lecco al Teatro della Società sabato 13 novembre alle ore 20.30. |
| Due mostre di libri d’artista un progetto itinerante dedicato alla poetessa nell’anniversario dalla scomparsa VIAGGIO NELLA PAROLA DI ALDA MERINI Dal 2 al 21 novembre all’Auditorium di Milano Dal 22 novembre al 13 dicembre alla Biblioteca Sormani di Milano Parte il 2 novembre un percorso in due mostre collettive di libri d’artista dedicato ad Alda Merini. Il Viaggio comincia all’Auditorium di Milano il 2 novembre, continua dal 22 novembre fino al 13 dicembre alla Biblioteca Sormani ed è destinato a proseguire nel corso del 2011. Il progetto delle mostre viene da lontano: dall'incontro di Alda Merini con un gruppo di artisti a Recanati nel 1997 per il secondo centenario della nascita di Leopardi. Un incontro da cui ha preso forma l’idea di opere in cui coesistessero “fisicamente” i linguaggi espressivi della poesia e dell'arte. I libri d'artista, pezzi unici realizzati con tecniche miste, sono entrati a pieno titolo nelle espressioni dell’arte contemporanea; quelli qui presentati sono il sorprendente risultato della nuova ricerca realizzata dal gruppo di Recanati. Al gruppo storico di cinque artisti che hanno dato vita al progetto originario, si aggiungono oggi per le due mostre milanesi nuovi contributi scelti nello spirito del dialogo tra Nord e Sud, in particolare tra Milano e Cosenza. Proprio a Cosenza infatti, al Museo dei Brettii e degli Enotri il 13 novembre, in collaborazione con la Galleria Vertigo, verrà inaugurata una mostra gemellata a quelle milanesi. Questi gli artisti del gruppo storico presenti a entrambe le mostre: Alberto Casiraghi, Silvia Cibaldi, Ruggero Maggi, Gianni Marussi, Michele Munno, Armanda Verdirame a cui si aggiungeranno divisi tra le due mostre: Salvatore Anelli, Antonio Baglivo, Anna Boschi, Lucilla Catania, Luce Delhove, Mariangela De Maria, Teo De Palma, Nico De Sanctis, Teresa Di Nicolantonio, Marcello Diotallevi, Fernanda Fedi, Mavi Ferrando, Franco Flaccavento, Matteo Lausetti, Oronzo Liuzzi, Enzo Maio, Annalisa Mitrano, Salvatore Pepe, Lucio Perna, Tarcisio Pingitore, Antonella Prota Giurleo, Antonio Pujia Veneziano, Martina Roberts, Anna Santinello, Salvatore Sava, Giulio Telarico. Foyer dell'Auditorium di Milano – Fondazione Cariplo, Largo Gustav Mahler Inaugurazione: 2 novembre 2010, ore 18 Finissage: 21 novembre 2010, ore 14 Orari: da martedì a domenica 14,30-19 su prenotazione telefonica 02.83.38.92.16/338.59.58.619. La mostra è sempre accessibile per gli spettatori dei concerti. Biblioteca Comunale di Milano Palazzo Sormani, Corso di Porta Vittoria 6 Inaugurazione: 22 novembre 2010, ore 18 Finissage: 13 dicembre 2010, ore 18 Orari: da lunedì a sabato 9-19 La mostra è a cura di Mimma Pasqua e Cristina Rossi ___________ALDA MERINI IL SUONO DELL’OMBRA Poesie e prose 1953-2009 IN LIBRERIA DA OTTOBRE 2010 IL LIBRO L’antologia raccoglie tutti gli scritti in poesia e in prosa di una delle protagoniste della letteratura italiana del Novecento. Dai più intriganti e coinvolgenti capolavori più conosciuti alle pagine dimenticate, questa raccolta è corredata da un ampio saggio critico e biografico di Ambrogio Borsani. Per la prima volta le raccolte poetiche degli inizi sono riproposte per intero: La presenza di Orfeo, Nozze Romane, Paura di Dio. Il volume comprende anche titoli più recenti e molto noti come Vuoto d’amore, Superba è la notte e l’ultimo lavoro, Il Carnevale della Croce, insieme ad altre rarità. Accanto alle prose autobiografiche L’altra verità e Lettere al dottor G., che testimoniano la straziante discesa agli inferi del manicomio, vengono riproposti integralmente i suoi racconti, da Il ladro Giuseppe alle suonate liriche di Delirio amoroso a Il tormento delle figure. Una sezione di aforismi, fulminanti e divertentissimi, documenta un’attività quasi ventennale. Il volume comprende inoltre una decina di poesie inedite. L’AUTRICE Alda Merini (1931-2009), poetessa molto amata, personaggio trasgressivo e commovente, ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo. Esordisce a diciannove anni nell’Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949. La prima raccolta, La presenza di Orfeo (1953), è accolta positivamente da Pasolini, Montale, Quasimodo e altri. Dopo Tu sei Pietro (1961) iniziano vent’anni di silenzio, nel quale vive la drammatica esperienza dell’ospedale psichiatrico. Torna a scrivere nel 1979, dando vita alle poesie de La Terra Santa (1984). Nel 1993, con il premio Librex Montale, viene consacrata tra i grandi poeti contemporanei. In seguito vince il Viareggio e il premio speciale della presidenza del Consiglio. COLLANA Opere F.C. PAGINE 1064 PREZZO 39,00 euro ______________Poesie e prose 1953 - 2009 a lda merini i l suono de l l’ombr a A un anno dalla scomparsa dell’autrice, la prima “antologia di una vita”. Le più belle pagine, in poesia e in prosa. www.librimondadori.it In occasione dell’anniversario della scomparsa di Alda Merini IL SUONO DELL’OMBRA Poesie e prose 1953-2009 Licia Maglietta recita Alda Merini Interviene Ambrogio Borsani VIAGGIO NELLA PAROLA DI ALDA MERINI Mostra di libri d’artista a cura di Mimma Pasqua e Cristina Rossi martedì 2 novembre 2010, ore 18.00 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo largo Mahler, 1 ingresso libero fino ad esaurimento posti |
| Sabato in
camera? Sabato da Camera! Dalla volontà di Universal Music Italia e dell’Orchestra Verdi di offrire una chance agli artisti di talento, nasce una nuova iniziativa: otto concerti (il pomeriggio del primo sabato di ogni mese), presso l’Auditorium di Milano, per presentare giovani musicisti che si stanno segnalando in Italia e nel mondo. Non inganni l’età degli artisti presentati e il prezzo particolarmente basso dei biglietti. Si tratta di giovani già affermati, esibitisi più volte in piazze importanti in Italia e all’estero, e protagonisti di incredibili successi, con un unico comune denominatore: l’entusiasmo e il grande amore per la musica. BAGLINI E GLI STUDI TRASCENDENTALI Maurizio Baglini è il protagonista del secondo appuntamento della stagione da camera dell’Orchestra Verdi in collaborazione con Universal Music Italia. Premiato giovanissimo nei più importanti concorsi internazionali- Busoni di Bolzano, Chopin di Varsavia, William Kapell del Maryland - a soli 24 anni vince all’unanimità il World Music Piano Master di Montecarlo. In questo concerto si esibirà in un repertorio che spazia da Scarlatti a Chopin, a Liszt con gli Studi Trascendentali, oggetto dell’ultimo disco uscito per Decca, e già recensito nelle più importanti riviste italiane e internazionali. Gabriele Moroni di Audio Review afferma che “L’esecuzione si caratterizza per un’estrema chiarezza, per il risalto dato alla melodia e una certa compattezza.” mentre Nicoletta Sguben di Amadeus si spinge oltre sottolineando le doti di Baglini anche nelle interpretazioni bonus delle Grandes études n. 4 e n. 5 nella versione originale del 1837 ed affermando: “C’è di che strabiliare. Soprattutto perché il sempre più bravo (e un po’ folle pure lui) Maurizio Baglini tende a snudare […] il significato di trascendente proprio dell’ultima versione e cioè colore, poesia, pensiero, fantasia […]” ed inoltre “Per paradosso, nella sequenza integrale del 1852 l’interprete si fa prendere la mano del gran virtuoso scoprendo l’anima più vera e ombrosa del compositore con sobbalzi e qualche intermittenza.” 2. sabato 6 novembre 2010 ore 18.00 – AUDITORIUM DI MILANO Domenico Scarlatti Sonate K.380, K 466, K 454, K 460 Frédéric Chopin Barcarola op. 60 Ballata n. 1 in Sol minore Franz Liszt 12 studi di esecuzione trascendentale Pianoforte Maurizio Baglini I BIGLIETTI E GLI ABBONAMENTI SONO IN VENDITA PRESSO Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00 Lunedì chiuso. tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300 info@auditoriumdimilano.org - www.vivaticket.it |
| _____4 Dicembre 2008 Lucio Dalla in
Concerto a Favore dei Bambini Cardiopatici nel Mondo c/o Milano -
Conservatorio Vedi - Sala Verdi - Largo Mahler Platea Gialla 55,00 Platea Verde Euro 44,00 Platea Rossa 33,00 |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 28 ottobre 2010 ore 20.30 Venerdì 29 ottobre 2010 ore 20.00 Domenica 31 ottobre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 45 in Fa diesis minore “degli addii” Gustav Mahler Sinfonia n. 7 in Mi minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Adam Fischer Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 28 ottobre 2010 ore 20.30 Venerdì 29 ottobre 2010 ore 20.00 Domenica 31 ottobre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Una sinfonia ricca di idee, proposte e colori: la Settima di Mahler Attesissimo ritorno alla direzione de laVerdi del Maestro Adam Fisher, che si esibisce per la prima volta all’Auditorium di Milano, dopo il grande successo dei concerti al Teatro Lirico nella Stagione 1998-1999 (Le Stagioni di Haydn). L’ultimo appuntamento del mese di ottobre affianca, ancora una volta, il Settecento classico alla modernità di Mahler. Il concerto si apre con la Sinfonia n. 45 “degli addii” di Haydn, uno dei suoi brani più eseguiti composto nel 1772. Si racconta che il compositore, dipendente del principe Nikolaus Esterházy, si fosse fatto carico della protesta dei musicisti, che lamentavano una permanenza troppo lunga a corte. Haydn tramutò in musica lo “sciopero” dei musicisti: nell’ultimo movimento, infatti, dopo aver deposto gli strumenti negli astucci, abbandonavano il palcoscenico, dopo aver spento la candela sul leggìo. Segue la Settima Sinfonia di Mahler, definita dallo stesso compositore una sinfonia dal carattere sereno: articolata in cinque movimenti (composti in gran parte già durante l’estate del 1904), è un grande affresco della natura notturna, una sorta di lungo percorso dalle tenebre alla luce. Giovedì 28 ottobre, ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER La Sinfonia n. 7 Relatore Carlo Lanfossi, Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano. Programma: La musica aveva acquistato un posto di prim’ordine nella residenza del principe Nikolaus Esterházy, allargandosi non solo a opere per il teatro di corte, ma anche a sinfonie per la cui esecuzione l’organico strumentale venne rafforzato. Con l’orchestra Haydn aveva stretto un rapporto speciale, di amicizia e di stima reciproche: a conferma di questo legame, nel 1772 Haydn compose la Sinfonia degli addii. Aveva ricevuto, infatti, l’ordine di comporre una Sinfonia la cui esecuzione avrebbe ritardato il ritorno a casa degli strumentisti, che per contratto non potevano vivere con le loro le famiglie nella residenza degli Esterházy. Questo causò una certa irrequietudine tra i musicisti, che chiesero ad Haydn di difendere, sia pure in modo garbato, la loro causa. Il compositore, senza pensarci troppo, decise di comporre questa Sinfonia, aggiungendo proprio alla fine un episodio che mettesse in guardia il Principe: al Presto finale seguì, inaspettato, un Adagio nel corso del quale gli strumentisti, uno dopo l’altro, smisero di suonare, raccolsero le loro parti, deposero gli strumenti negli astucci e se ne andarono, dopo aver spento la candela sul leggìo. Colpito dalla bellezza della Sinfonia, ma anche dall’originalità della richiesta, il Principe accordò a tutti gli strumentisti la vacanza che era stata loro precedentemente promessa. La Sinfonia n. 7 di Mahler può essere considerata una rivisitazione affettuosa di tutte le esperienze musicali precedenti del compositore, nella cui straordinaria ricchezza è contenuto tutto il mondo poetico mahleriano. Una piccola casa sul lago Wörthersee fu, tra il 1900 e il 1906, l’oasi creativa di Mahler, dove nacquero nel corso di diverse estati le Sinfonie nn. 4, 5, 6 e anche la Settima. I due Notturni del secondo e quarto tempo della Settima Sinfonia, che - articolata in cinque movimenti - è caratterizzata dalla sua struttura speculare, furono composti già durante l’estate del 1904, mentre i due movimenti esterni e lo Scherzo centrale Schattenhaft (Ombroso) dovettero aspettare l’estate dell’anno seguente. Come testimonia una lettera alla moglie Alma, fu uno dei tanti viaggi in barca a remi sul Wörthersee, che permise a Mahler di finire la sinfonia nell’estate 1905: “Salii in barca per farmi portare dall’altra parte. Alla prima remata mi venne in mente il tema (o per meglio dire il ritmo e il modo) dell’introduzione al primo tempo - e entro quattro settimane il primo, terzo e il quinto movimento erano finiti”. La Settima, con il suo abbandono alla fascinazione timbrica, rispecchia appieno l’atmosfera di questo viaggio nella natura. Biografia: Adam Fischer nasce a Budapest nel 1949 ed inizia gli studi di direzione e composizione alla Liszt Ferenc Academy della sua città, completando la sua formazione a Vienna, con Hans Swarowsky. Il suo primo incarico è all’Opera di Graz come “Korrepetitor e Direttore Assistente”; seguono gli incarichi con l’Opera di Helsinki, Karlsruhe e Staatsoper München. Dal 1981 al 1983 ricopre la carica di General Musik Direktor (GMD) a Freiburg (Breisgau); dal 1987 al 1992 è Direttore Principale dell’Opera di Kassel; dal 2000 al 2005 GMD (General Musikdirektor) del Teatro dell’Opera di Mannheim (Nazionaltheater). Dal 2006 è Direttore Artistico dei Budapester Wagner Tage; nel 2007 viene nominato Direttore Artistico dell’Orchestra dell’Opera Ungherese di Budapest. Dirige nei teatri d’opera e nei festival più prestigiosi in Europa e USA. L’inizio della sua collaborazione con la Wiener Staatsoper risale al 1973. Da allora è ospite regolare e molto amato all’opera di Vienna, dove dirige una serie di nuove produzioni. Nel 1984 debutta all’Opera de Paris con Der Rosenkavalier, nel 1986 alla Scala di Milano con Il Flauto Magico. Seguono nel 1994 il debutto al Metropolitan di New York con Otello e nel 1989 al Covent Garden, a Londra con Die Fledermaus. E’ inoltre ospite regolare dell’Opera di Zurigo, Bayer, Staatsoper München, Nederland Oper; negli USA dirige all’Opera San Francisco, Lyric Opera di Chicago. Richiamato a dirigere Der Ring der Nibelungen al Festival di Bayreuth nel 2001, ottiene il più ampio consenso, non solo in Germania ma anche nel mondo musicale internazionale. Accolto con entusiasmo dalla stampa viene scelto come “Direttore dell’anno” dal magazine musicale Opernwelt. Direttore molto richiesto anche per il repertorio sinfonico, dirige regolarmente i Wiener Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Münchner Philharmoniker, Suisse Romande, Tonhalle Zurigo, Orchestre de Paris, London Philharmonic, Philharmonia Orchestra London, Royal Philharmonic, Chicago e Boston Symphony negli USA. In Giappone dirige la Tokyo Metropolitan, NHK Symphony. In Ungheria dirige l’Orchestra Nazionale Ungherese e l’Orchestra della Radio Ungherese, della quale è Direttore principale dal 2006. Nel 1987 fonda il Festival e l’Orchestra Austro-Ungarica Haydn, con residenza ad Eisenstadt in Austria. Sotto la sua direzione l’Orchestra Austro-Ungarica diviene famosa per le sue interpretazioni ed incisioni delle sinfonie di Haydn, registrate nella “sala originale di Haydn”, il palazzo Esterhàzy ad Eisenstadt. Il ciclo completo è registrato per Nimbus Records. Adam Fischer riceve il “Grand Prix du Disque” due volte, la prima per l’incisione dell’opera di Goldmark “Queen of Sheba” (Hungaraton 1980) e, successivamente, per la registrazione del “Castello di Barbablù” di Bartok (CBS/Sony 1987). Nel 2008 riceve l’”Echo Preis” per la incisione delle Sinfonie n. 88 e 101 di Haydn con l’Orchestra Austro-Ungarica Haydn Philharmonie. Insieme alla Copenhagen Radio Sinfonietta, della quale Adam Fischer è Direttore Principale dal 1998, incide le opere serie di Wolfgang Amadeus Mozart: Lucio Silla, Mitriade, Il re Pastore, Idomene, La Clemenza di Tit . Attualmente lavora alla registrazione di tutte le Sinfonie di Mozart. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 14 ottobre 2010 ore 20.30 Venerdì 15 ottobre 2010 ore 20.00 Domenica 17 ottobre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Robert Schumann Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129 Gustav Mahler Sinfonia n. 6 in La minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Daniel Müller-Schott Direttore Paul Daniel Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 14 ottobre 2010 ore 20.30 Venerdì 15 ottobre 2010 ore 20.00 Domenica 17 ottobre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 La ricerca del “nuovo” nella Sesta di Mahler Torna sul podio de laVerdi il Maestro Paul Daniel, che ha lavorato come direttore ospite con le maggiori orchestre del mondo e dal 2009 ricopre il ruolo di Direttore Principale e consulente artistico della West Australian Symphony Orchestra. Prosegue, con lui, l’esecuzione dell’integrale delle Sinfonie di Mahler, con la Sesta che affiancherà il Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129 di Schumann. Sebbene scritto nel 1850, il Concerto per violoncello possiede molti spunti di modernità che Schumann era in grado di profondere a piene mani nei suoi brani e di cui Mahler è stato grande ammiratore (anche per aver curato le revisioni delle Sinfonie). Brano dalle dimensioni piuttosto corpose, presenta grandi difficoltà tecniche: sarà protagonista il violoncellista Daniel Müller-Schott, artista dalla tecnica brillante che è riuscito ad imporsi sui più importanti palcoscenici mondiali. Müller-Schott ha studiato con Walter Nothas, Heinrich Schiff e Steven Isserlis. Segue la Sinfonia n. 6 di Mahler, dal carattere enigmatico preannunciato da una lettera non datata del compositore nella quale si dice, tra le altre cose: «la mia Sesta conterrà indovinelli che potrà comprendere solo una generazione di ascoltatori che abbia assorbito e digerito le mie Sinfonie precedenti». Giovedì 14 ottobre, ore 19.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano GUIDA ALL’ASCOLTO DI GUSTAV MAHLER La Sinfonia n. 6 Relatore Davide Verga, Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano. Programma: Il Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129 di Robert Schumann, con la sua unione di virtuosismo e cantabilità, è di notevole impegno per il solista. Scritto in soli 15 giorni nel settembre 1850, poco dopo l’arrivo del compositore a Düsseldorf dove Schumann aveva preso l’incarico di Direttore Musicale della città, rispecchia l’entusiasmo e l’ottimismo del periodo iniziale nella città sul Reno. Il Concerto, eseguito senza soluzione di continuità, pone l’accento soprattutto sulla parte solistica, mentre la parte orchestrale si limita in gran parte all’accompagnamento. La composizione venne eseguita per la prima volta nel 1860, a Lipsia. La Sesta Sinfonia di Gustav Mahler, scritta tra il 1903 e il 1905 e posta in mezzo fra i due altri sinfonici puramente strumentali, la Quinta e la Settima, per la sua struttura formale appare come la più tradizionale delle sinfonie mahleriane: articolata nei quattro movimenti classici - un Allegro in forma sonata, lo Scherzo, come movimento lento l’Andante e il Finale, anch’esso in forma sonata - di cui tre in La minore, la Sinfonia inizia e finisce con la stessa tonalità. In contrasto con questo impianto formale classico, che peraltro è insolito perché unico nelle sinfonie di Mahler, è il contenuto, che si allontana il più possibile dal linguaggio musicale tradizionale. La Sesta è forse la più radicale delle sinfonie del compositore. Mentre tutte le altre si compiono in un colore brillante, trionfante e ottimistico, la Sesta, dopo un Finale lungo trenta minuti di una densità mai sentita prima, una delle più grandiose costruzioni sinfoniche dell’autore, finisce con un accordo disperato e pessimistico che giustifica appieno la denominazione Tragica. Poco tradizionale è anche l’organico strumentale, caratterizzato dalla predominanza della sezione dei fiati e delle percussioni: per la prima volta sono presenti i campanacci, per l’autore il simbolo della più grande solitudine, mentre i tre colpi secchi del martello alla fine della sinfonia presagiscono, secondo Alma Mahler, i tre colpi del destino che il musicista avrebbe subito. La Sinfonia n. 6 venne eseguita per la prima volta il 27 maggio 1906, a Essen, in Germania, sotto la direzione dell’autore. Esistono differenti versioni della Sinfonia, che si distinguono soprattutto per l’ordine dei movimenti: mentre nella prima versione lo Scherzo segue direttamente al primo movimento Allegro, nelle versioni successive i due movimenti centrali sono invertiti, con l’Andante come secondo e lo Scherzo come terzo movimento. Biografie: Con la sua tecnica brillante e con autorevolezza accompagnate da grande capacità intellettuale ed emozionale Daniel Müller-Schott è riuscito ad imporsi sui più importanti palcoscenici mondiali. Ha studiato con Walter Nothas, Heinrich Schiff e Steven Isserlis. Ha beneficiato del personale appoggio di Anne-Sophie Mutter e di una borsa di studio della sua Fondazione. Nel 1992 a 15 anni ha vinto il Concorso Tchaikowsky di Mosca, suscitando grande sensazione. Suona il violoncello veneziano “Ex Shapiro” di Matteo Goffriller del 1727. Si è esibito in tutto il mondo con direttori quali: Vladimir Ashkenazy, Andrew Davis, Charles Dutoit, Christoph Eschenbach, Michael Gielen, Alan Gilbert, Bernard Haitink, Miguel Harth-Bedoya, Dmitrij Kitajenko, Gianandrea Noseda, Yakov Kreizberg, Kurt Masur, Sakari Oramo e André Previn. Ha già suonato con moltissime delle migliori orchestre del mondo: New York Philharmonic, Baltimore, Boston e Chicago Symphony Orchestra, Philadelphia Orchestra, Oslo Philharmonic Orchestra, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino e Amburgo, Orchestre National de France, Orchestre de Paris, The Philharmonia, BBC Philharmonic, London Philharmonic Orchestra, City of Birmingham Symphony Orchestra, New Japan Philharmonic. La scorsa stagione Müller-Schott è stato immediatamente reinvitato dalla London Philharmonic Orchestra dopo avervi suonato sotto la direzione di Christoph Eschenbach. Nel 2009-10 Daniel Müller-Schott ha suonato in Europa e negli Stati Uniti con la MDR Symphony Orchestra e Jun Märkl, con la Lucerne Symphony Orchestra e Yakov Kreizberg, con Thomas Dausgard e la Danish National Symphony Orchestra, con la Royal Liverpool Philharmonic e Lothar Zagrosek, con la Bournemouth Symphony Orchestra e Kirill Karabits, con la Royal National Orchestra e Alexander Lazarev, per il Doppio Concerto di Brahms con Arabella Steinbacher sotto la direzione di Stefan Blunier con la Beethoven Orchestra di Bonn, con la Filarmonica di Stoccarda e negli USA con la Indianapolis Symphony Orchestra, la National Symphony e con le Orchestre di Seattle, Fort Worth e Grand Rapids. Sarà in tournée in Germania, Austria e Turchia con Sir Neville Marriner e la Academy-of-St-Martin-in-the-Fields e in Spagna con l’Orquesta Sinfonia de Euskadi. Tornerà al Concertgebouw di Amsterdam in recital con Jonathan Gilad e suonerà con la Residentie Orchestra e Krzysztof Ubanski. Con Viviane Hagner e Jonathan Gilad, Daniel Müller-Schott sarà in Trio in Germania e Svizzera. Suonerà in duo in Germania, Olanda, e a Londra. In Nord America Daniel suonerà a Vancouver con Angela Hewitt , dopo la pubblicazione dei due dischi dedicati a Beethoven registrati insieme. Suoi altri partners per la musica da camera saranno Nicolas Angelich, Renaud Capuçon, Julia Fischer, Anne-Sophie Mutter, Sir André Previn, Christian Tetzlaff, Jean-Yves Thibaudet, Lars Vogt. Daniel Müller-Schott è regolarmente invitato ai grandi Festival internazionali: Salisburgo, Lucerna, Schleswig-Holstein, Rheingau, Schwetzingen al City of London Festival, al Festival di Musica da Camera di Vancouver e negli USA ai Festivals di Ravinia, Saratoga, Tanglewood e Aspen. E’ molto impegnato nel suscitare l’interesse dei giovani per la musica classica ed è un sostenitore del Progetto “Rhapsody in School” ideato dal suo amico e pianista Lars Vogt. Sin dall’infanzia Daniel Müller-Schott ha amato moltissimo la musica di Johann Sebastian Bach e quindi non sorprende che il suo primo cd sia stato consacrato nel 2000 -anno delle celebrazioni Bach- alle sue 6 Suites per Violoncello. Da allora Müller-Schott ha notevolmente incrementato la sua discografia con ORFEO, Deutsche Grammophon, Pentatone e EMI Classics. Le sue registrazioni sono state accolte entusiasticamente sia dal pubblico che dalla critica specializzata ed hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali: Gramophone Editor’s Choice, Strad Selection, “Disco del Mese” del BBC Music Magazine, Premio Quarterly della Critica Tedesca per Elgar e Walton e per i Concerti di Shostakovich registrati con l’Orchestra della Radio Bavierese e Yakov Kreizberg. Una nuova incisione ORFEO dei Concerti di Schumann e Volkmann con la NDR Symphony Orchestra e Christoph Eschenbach è di imminente pubblicazione. La seconda parte del Ciclo Beethoven con Angela Hewitt sarà pubblicata in Novembre da Hyperion e le Sonate di Mendelssohn con Jonathan Gilad sono uscite a marzo 2010 per ORFEO. Dal 2009 direttore principale e consulente artistico della West Australian Symphony Orchestra con sede a Perth, Paul Daniel ha lavorato come direttore ospite con le maggiori orchestre del mondo, tra le quali la Philharmonia, la London Philharmonic, la Royal Philharmonic, l’Orchestra of the Age of Enlightenment con la quale ha inciso l’oratorio Elijah per la Decca portandolo in tournée a New York, la BBC Symphony Orchestra (comparendo nella diretta internazionale della Last Night of the Proms nel 2005), l’Orchestre de Paris, la New York Philharmonic, la Los Angeles Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Malaysian Philharmonic, la Tonhalle-Orchester Zurich, la Netherlands Radio Philharmonic, la Royal Flanders Philharmonic, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la BBC Philharmonic, la Hallé Orchestra, la Royal Scottish National Orchestra, la Bournemouth Symphony Orchestra, la Royal Liverpool Philharmonic, la BBC National Orchestra of Wales, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Orchestre National de Lyon, l’Orchestre de la Suisse Romande, la Sydney Symphony, la la Gürzenich Orchester Köln e la Leipzig Gewandhaus. Paul Daniel è stato Direttore Musicale della English National Opera dal 1997 al 2005, che ha diretto in Der Fliegende Höllander, Falstaff, Da una casa di morti, I racconti di Hoffmann, Manon, Otello, Boris Godounov, La traviata, Dialogues des carmélites, Der Rosenkavalier, Pelléas et Mélisande, la prima mondiale di The Silver Tassie di Mark Anthony Turnage, Nixon in China, Peter Grimes (all’Aldeburgh Festival), Il Trovatore, War and Peace, Lulu, Les Troyens, La Gioconda di Ponchielli in forma di concerto, messe in scena del Requiem di Verdi e del ciclo completo del Ring di Wagner. Prima della sua nomina, ha lungamente lavorato con la English National Opera in produzioni tra cui la prima mondiale di Mask of Orpheus di Harrison Birtwistle, Le nozze di Figaro, Akhnaten di Philip Glass, Tosca, Carmen, Rigoletto, e King Priam, per il 90° anniversario della nascita di Michael Tippett. È stato Direttore Musicale della Opera Factory dal 1987 al 1990, e dell’Opera North dal 1990 al 1997, dove è stato acclamato dalla critica per Ariane et Barbe-Bleue di Dukas, King Priam di Tippett, Don Giovanni, Der Ferne Klang di Schreker, Boris Godunov (che ha segnato il debutto della Opera North ai Prom nel 1992), Don Carlos, Wozzeck, Gloriana, Il trovatore, Pelléas et Mélisande la prima mondiale di Baa Baa Black Sheep di Michael Berkeley e Playing Away di Benedict Mason, presentato alla Biennale di Monaco, Jenufa, Luisa Miller, Medea, Falstaff e Tannhäuser. Durante il suo incarico di Direttore Principale della English Northern Philharmonia, l’orchestra dell’Opera North, ha diretto numerosi concerti in tutta la Gran Bretagna e ha portato l’orchestra in numerosi festival tra cui quello di di Edimburgo e di Strasburgo. Ha fatto molte registrazioni con la English Northern Philharmonia per le etichette EMI, Deutsche Grammophon, Chandos e Naxos. L’edizione della Sinfonia n.3 di Elgar/Payne da lui diretta con la Bournemouth Symphony Orchestra è stato uno dei cd di musica classica più venduti del 2000. I Dialogues des Carmelites, Falstaff e Wozzeck sono stati registrati recentemente per Chandos, mentre Belshazzar’s Feast di Walton per Naxos. In ambito operistico, ricordiamo inoltre il suo debutto al Metropolitan Opera nel 2006 con Die Zauberflöte, alla Royal Opera House con Mitridate, a La Monnaie di Bruxelles con Béatrice et Benédict e Khovanshchina, Entführung aus dem Serail, Macbeth e Death in Venice, all’Opera di Ginevra con Erwartung di Schönberg e il Castello del duca Barbablù di Bartok, al Bayerische Staatsoper con Le nozze di Figaro e la prima mondiale di Schlachthof 5 di Hans-Jurgen von Bose, una nuova produzione di Katya Kabanova e Pelléas et Mélisande, Hänsel und Gretel e Cosi fan tutte. Ricordiamo inoltre L’Upupa di Henze e The Makropoulos Case per il Teatro Real di Madrid, una doppia produzione di Zemlinsky e una nuova produzione di Billy Budd per la Frankurt Opera, La Clemenza di Tito per il Festival di Aix-en-Provence nel 2005, e Death in Venice per il Festival di Aldeburgh e Bregenz. Tra i suoi futuri programmi in ambito operistico, Re Roger di Szymanowski. per il Teatro Real di Madrid, Lucrezia Borgia per la English National Opera, Gloriana per il Covent Garden e una nuova commissione di Judith Weir per il Bregenz Festival e Covent Garden. Da ricordare inoltre i suoi appuntamenti orchestrali con la West Australian Symphony Orchestra, la Royal Scottish National Orchestra, l’Orchestre National Bordeaux Acquitaine, l’Orchestre Philharmonique de Liège, la Gurzenich Orchestra Cologne, la National Youth Orchestra of Great Britain e la Real Filharmonia de Galicia. Nel febbraio 1998 Paul Daniel ha ricevuto un Olivier Award per gli ottimi risultati raggiunti nell’opera lirica, e nel 1999 ha ricevuto un Gramophone Award per le sue registrazioni di musica inglese per l’etichetta Naxos. Nel 2000 è stato insignito del titolo CBE (Commanders of the Order of the British Empire, divisione civile, per il suo contributo alla musica) nella New Year’s Honours list. |
| Giovedì 7 ottobre 2010 ore 20.30 Venerdì 8 ottobre 2010 ore 20.00 Domenica 10 ottobre 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2010-2011 Wolfgang Amadeus Mozart Serenata per orchestra in Re maggiore n. 7 K. 250 Haffner Sinfonia n. 36 in Do maggiore K. 425 Linz Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Salvatore Accardo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 7 ottobre 2010 ore 20.30 Venerdì 8 ottobre 2010 ore 20.00 Domenica 10 ottobre 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Mozart: il piacere di far musica Il grande violinista Salvatore Accardo sale sul podio della Verdi a dirigere un concerto interamente dedicato a Mozart, con la Serenata per orchestra in Re maggiore n. 7 K. 250 Haffner e la Sinfonia n. 36 in Do maggiore K. 425 Linz. La Serenata è un genere che Mozart contribuì enormemente a rendere celebre nel XVIII secolo. Nella Serenata K. 250 Haffner, in 8 movimenti, il compositore è alla ricerca di belle melodie con un organico particolarmente ricco. Composta per il matrimonio di Elisabeth Haffner con Franz Xaver Späth, il 21 luglio 1776, la Serenata presenta dimensioni corpose con molte sfumature espressive che cambiano in ognuno degli 8 movimenti. Durante l’estate 1783 in viaggio per Vienna, Mozart compone la Sinfonia n. 36 in Do maggiore K. 425 durante una sosta nella città di Linz, ospite del conte Thun. In soli 5 giorni, Mozart compone questo brano dal carattere rapinoso, una rincorsa di temi e ritmi che si dividono tra le diverse sezioni degli archi, in un limpido gioco di contrappunto. Programma: La Serenata per orchestra in Re maggiore n. 7 K. 250 Haffner è la più imponente e complessa tra le serenate composte a Salisburgo da Mozart. Venne scritta nel 1776, all’età di 20 anni, per le nozze di Elisabeth Haffner, figlia di un importante commerciante della città. L’opera, composta da otto movimenti (tra cui ben tre Minuetti e un piccolo concerto per violino), presenta un carattere estremamente elaborato, ricco di grazia e piacevolezza, secondo l’uso della musica da intrattenimento. Nel luglio 1783, Mozart intraprende, accompagnato dalla moglie Constanze, un viaggio a Salisburgo per far conoscere la sua futura moglie alla famiglia. Alla fine di ottobre, la coppia torna a Vienna, con una sosta a Linz nella casa del conte Thun. Su richiesta del generoso ospite e amico Thun, Mozart compone in soli quattro giorni la Sinfonia n. 36 in Do maggiore K. 425 Linz, ispirandosi apertamente alle opere di Haydn. La Sinfonia venne eseguita sotto la sua direzione il 4 novembre 1783. Biografia: Salvatore Accardo esordisce all’età di 13 anni eseguendo in pubblico I Capricci di Paganini. A 15 anni vince il primo premio al Concorso di Ginevra e, due anni dopo, nel 1958 è primo vincitore assoluto - dall’epoca della sua istituzione - del Concorso Paganini di Genova. Il suo vastissimo repertorio spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Compositori quali Sciarrino, Donatoni, Piston, Piazzolla, Xenakis gli hanno dedicato loro opere. Suona regolarmente con le maggiori Orchestre e i più importanti Direttori, affiancando all’attività di Solista quella di Direttore d’Orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane. In quanto Direttore ha inoltre effettuato delle incisioni con la Philharmonia di Londra. La passione per la musica da camera e l’interesse per i giovani lo hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo nel 1992 e alla istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione Walter Stauffer di Cremona nel 1986 insieme a Giuranna, Filippini e Petracchi. Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival “Le settimane Musicali Internazionali” di Napoli in cui - primo esempio assoluto - il pubblico era ammesso alle prove, e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco. Nel 1987 Accardo ha debuttato con grande successo come Direttore d’orchestra e nel corso degli ultimi anni ha diretto, fra l’altro, all’Opera di Roma, all’Opera di Monte Carlo, all’Opéra di Lille oltre a numerosi concerti sinfonici. Nel 1992, in occasione dei 200 anni della nascita di Rossini, ha diretto a Pesaro e a Roma la prima moderna della Messa di Gloria nella revisione critica curata dalla Fondazione Rossini di Pesaro, incisa dal vivo dalla Ricordi/Fonit Cetra, e che ha poi riproposto a Vienna nel 1995 con i Wiener Symphoniker. Oltre alle incisioni dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini per la DGG e alle numerose registrazioni per la Philips tra le quali le Sonate e le Partite di Bach per violino solo e l’integrale dell’opera per violino e orchestra di Max Bruch, Accardo ha inciso per ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e FONE'. Le sue più recenti registrazioni sono il Concerto in Re Magg. e le Due Romanze di Beethoven con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Carlo Maria Giulini per Sony Classical; Omaggio a Heifetz e Omaggio a Kreisler per FONE', in cui suona i leggendari violini della collezione del Palazzo Comunale di Cremona. Sempre per FONE' l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Brahms, i Quartetti di Schubert, e I Capricci di Paganini; Accardo suona il violino di Paganini per Dynamic. Sempre FONE' ha rimasterizzato con la tecnologia valvolare di alta qualità l’integrale delle opere per violino di Mozart in 13 cd. Nel corso della sua prestigiosa carriera Salvatore Accardo ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Abbiati della critica italiana per le sue eccezionali interpretazioni. Nel 1982 il Presidente della Repubblica Pertini lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza della Repubblica Italiana. In occasione della tournée effettuata in Estremo Oriente nel novembre 1996, il Conservatorio di Pechino lo ha nominato “Most Honorable Professor”. Nel 1999 è stato insignito dell’ordine “Commandeur dans l’ordre du mérit culturel”, la più alta onorificenza del Principato di Monaco. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso premio “Una vita per la Musica”. Alla fine del 1996 Accardo ha ridato vita all’Orchestra da Camera Italiana (O.C.I.), formata dai migliori allievi dei corsi di perfezionamento dell’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona. Con essi ha inciso, nel corso del 1997, per la Warner Fonit Il violino virtuoso in Italia e I Capolavori per violino e archi, dischi che segnano il debutto discografico dell’O.C.I. Nel corso del 1999 Accardo ha realizzato, in collaborazione con EMI Classics e l’Orchestra da Camera Italiana, la registrazione dell'integrale dei Concerti per violino e orchestra di Paganini; per FONE' il Concerto per la Costituzione e nel 2003 l’Integrale delle opere per violino di Astor Piazzolla in 3 super audio cd. Possiede uno Stradivari, lo Hart ex Francescatti 1727 e un meraviglioso Maggini 1620 “Giorgio III”. |
| **********AUDITORIUM MILANO COMUNICATO STAMPA sabato 2 ottobre 2010 ore 15.30 Primo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica IL CIRCO La meravigliosa storia del circo in musica Maurice Ravel, Ma mère l’Oye, suite sinfonica Charles Gounod, Marcia funebre per una marionetta Julius Fucik, Marcia fiorentina op. 214 Julius Fucik, Il vecchio orso brontolone op. 210 Julius Fucik, Entrata dei gladiatori, op. 68 Amilcare Ponchielli, La Gioconda, Danza delle Ore Igor Stravinskij, Galop, Suite n. 2 Dimitrij Kabalevsky, The Comedians, suite Giuseppe Verdi, Marcia trionfale e Ballabile, Aida Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Autore, attore, regista Bustric Direttore Marcello Bufalini Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 2 ottobre 2010 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Riapre la divertente e fortunata rassegna Crescendo in Musica con Bustric e La meravigliosa storia del circo in musica Al via i concerti del ciclo Crescendo in Musica, dieci appuntamenti per i bambini e le loro famiglie (aperti anche alla scuole) il sabato pomeriggio alle ore 15.30. Sin dalla prima edizione, la rassegna ha ottenuto un largo successo presso il pubblico, con più di 12.000 piccoli spettatori per ciascuna stagione. La bella addormentata, Pierino e il Lupo, Amahl e gli ospiti notturni, la Topina Costanza sono solo alcuni dei tanti personaggi che quest’anno animeranno i dieci concerti, con mimi, attori, ballerini protagonisti assoluti delle affascinanti storie. La dodicesima edizione della rassegna (con il contributo di Regione Lombardia – Cultura) si inaugura sabato 2 ottobre con lo spettacolo La meravigliosa storia del circo in musica, che vedrà protagonisti Bustric, autore, attore e regista, e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Marcello Bufalini. Bustric, ospite regolare nei concerti del ciclo Crescendo in musica, torna all’Auditorium di Milano per presentare uno spettacolo sulla storia del circo raccontata attraverso la musica. Bustric, che negli anni ’70 ha frequentato lui stesso una scuola di circo (dove ha fatto il garzone di pista per pagarsi le lezioni), conosce bene la giocosità ma anche la malinconia e il duro lavoro di quell’ambiente, ma lo racconterà giocando con la musica con tanta fantasia. Sullo sfondo dei diversi brani musicali, Bustric interpreterà i ruoli caratteristici del circo, dal funambolo alla domatrice di cagnolini. In questa occasione il circo si arricchisce di un nuovo personaggio, buffo e sorprendente: lo Gnomo Bibù. Bustric, trasformato in nanetto, si sdoppierà con un gioco di teatro che darà al racconto profondità e divertimento. Un viaggio divertente nella storia del circo, che inizia nel Settecento in Inghilterra con i circhi equestri – di cui ancora oggi si sente l’eco lontano delle origini, nella musica quasi militare che accompagna i singoli numeri – e fa tappa nell’Ottocento, quando i numeri del circo “conquistano” l’aria, con i primi acrobati trapezisti francesi, per arrivare fino ai nostri giorni. Biografie: Sergio Bini, in arte Bustric, è autore, regista, attore. Laureato alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Bologna, frequenta a Parigi la scuola di circo di Annie Fratellini e Pierre Etaix e quella di pantomima di Etienne Decroux; infine, a Roma, la scuola di Roy Bosier. Poi un periodo di studi con Jon Strasberg dell’ ”Actor studio”. Crea la compagnia teatrale “La compagnia Bustric” con la quale scrive e interpreta spettacoli che mette in scena usando varie tecniche: dal gioco di prestigio, alla pantomima, al canto e alla recitazione, in un ritmo narrativo che riempie le sue storie di sorprese, di cose buffe e inattese. E’ un teatro “colorato e comico, a volte poetico, certamente unico”. Con i suoi spettacoli è stato in gran parte dei paesi Europei, ed anche in Somalia, Cile, Uruguay, Brasile, Argentina, America del Nord, recitando in italiano, inglese e francese. Lavora nel cinema, dove ha preso parte tanto a film da Oscar come “La vita è Bella” di Roberto Benigni, quanto a film nascosti come “Quartiere” di Silvano Agosti. Alla televisione recita in vari sceneggiati ed è stato varie volte ospite di trasmissioni e talk show. Tra i suoi spettacoli “La meravigliosa arte dell’inganno”, “Atterraggio di fortuna”, “Napoleone Magico Imperatore”, “Nuvolo”, e molti spettacoli musicali, dal suo originalissimo “Pierino e il lupo” di Prokofiev, a “Varieté” di M. Kagel, “Pinocchio”, “La meravigliosa storia del circo in musica”, collaborando con direttori d’orchestra come Marcello Bufalini e Sandro Gorli. E’ ospite regolare dell’Orchestra Regionale Toscana, dell’Orchestra Verdi di Milano, dell’Accademia di S. Cecilia. Firma la regia di “Don Giovanni” di Mozart (Colombia) ed è Ambrogio nel “Barbiere di Siviglia” all’Arena di Verona. E’ autore oltre che dei testi dei propri spettacoli anche della commedia "Ghiaccio in Paradiso". Marcello Bufalini è nato a Roma. Dal suo debutto, nel 1994, con l’Orchestra Sinfonica di Graz, di cui fu subito nominato primo Direttore ospite, ha avuto inizio un'intensa attività internazionale, che lo ha visto frequente ospite di prestigiosi complessi come l'Orchestra della Suisse Romande, l'Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, l'Orchestra della Radio di Monaco di Baviera, la Mitteldeutsches Rundfunkorchester, l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano, l’Orchestra dell’Arena di Verona, la Tonkünstlerorchester e la Radio Symphonieorchester di Vienna e altre ancora, in sale come il Musikverein e il Konzerthaus di Vienna, il Grosses Festspielhaus di Salisburgo, il Gewandhaus di Lipsia. Come direttore d’opera è stato ospite dell’Opéra du Rhin di Strasburgo, della Kammeroper di Vienna, del Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava, del Rendano di Cosenza, del Verdi di Sassari, dell’Alighieri di Ravenna, della Stagione lirica di Teramo ed Atri, del circuito lombardo ASLICO (Brescia, Pavia, Cremona, Bergamo), del Teatro del Giglio di Lucca. Nel 2001 ha diretto "L'Arte della Fuga" (progetto di trascrizione e completamento ideato e coordinato da Luciano Berio) per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto (tournèe in Francia, Olanda e Inghilterra). Dal 1 ottobre 2010 è Direttore Principale Ospite dell'Orchestra Sinfonica Abruzzese. E’ docente di direzione d'orchestra al Conservatorio "A. Casella" dell'Aquila. Nel 2006, su commissione del pianista Roberto Prosseda, ha realizzato il completamento e la ricostruzione dell’inedito Concerto in mi minore per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, registrato da Riccardo Chailly con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia per la Decca (2009); oltre che a Lipsia, il Concerto è stato già eseguito tra il 2007 e il 2008 a Berlino, Milano, Coblenza, Liverpool, Roma (Accademia Nazionale di Santa Cecilia); nel 2009, dai Wiener Symphoniker con Fabio Luisi a Vienna, Salisburgo, Bregenz; a Londra (London Philarmonic Orchestra), Tokyo (New Japan Philharmonic), Torino, Bogotà, Calgary, L’Aja; nel 2010, dall'Orchestra della Toscana. |
| Sabato in camera? Sabato da Camera! STAGIONE da CAMERA – AUDITORIUM di MILANO Dalla volontà di Universal Music Italia e dell’Orchestra Verdi di offrire una chance agli artisti di talento, nasce una nuova iniziativa: otto concerti (il pomeriggio del primo sabato di ogni mese), all’Auditorium di Milano, per presentare giovani musicisti che si stanno segnalando in Italia e nel mondo. Non inganni l’età degli artisti presentati e il prezzo particolarmente basso dei biglietti. Si tratta di giovani già affermati, esibitisi più volte in piazze importanti in Italia e all’estero, e protagonisti di incredibili successi, con un unico comune denominatore: l’entusiasmo e il grande amore per la musica. 1. sabato 9 ottobre 2010 ore 18.00 Johann Sebastian Bach Suite francese n. 5 in Sol maggiore BWV 816 Variazioni Goldberg BWV 988 Pianoforte Ramin Bahrami 2. sabato 6 novembre 2010 ore 18.00 Domenico Scarlatti Sonate K.380, K 466, K 454, K 460 Frédéric Chopin Barcarola op. 60 Ballata n. 1 in Sol minore Franz Liszt 12 studi di esecuzione trascendentale Pianoforte Maurizio Baglini 3. sabato 4 dicembre 2010 ore 18.00 Ludwig van Beethoven Sonata n. 14 op. 27 n. 2 Frédéric Chopin Notturno op. 15 n. 2 Alberto Colla Notturni nn. 1 e 4 Gianluca Cascioli Sonata Ludwig van Beethoven Sonata n. 30 op. 109 Pianoforte Gianluca Cascioli 4. sabato 8 gennaio 2011 ore 18.00 György Ligeti Tre pezzi per due pianoforti Claude Debussy En blanc et noir Johannes Brahms Sinfonia n. 4 in Mi minore op.98 (trascrizione per due pianoforti di Johannes Brahms) Pianoforte Matteo Fossi Pianoforte Marco Gaggini 5. sabato 5 febbraio 2011 ore 18.00 Ludwig van Beethoven Sonate per violino e pianoforte op. 23, op. 24, op. 47 Kreutzer Violino Sonig Tchakerian Pianoforte Roberto Prosseda 6. sabato 5 marzo 2011 ore 18.00 Lou Harrison Jahla and Avalokiteshvara (2 danze) Philip Glass Metamorphosis Nicola Campogrande Tililadodin Michael Nyman The Morrow, Jack Enrique Granados Oriental e Andaliza da Danzas Españolas op. 37 Isaac Albeniz Suite di 8 danze Arpa Floraleda Sacchi 7. sabato 2 aprile 2011 ore 18.00 Maurice Ravel Sonata per violino e pianoforte (postuma) Ferruccio Busoni Prima Sonata per violino e pianoforte in Do maggiore op. 29 Luciano Berio Sequenza VII per violino solo Maurice Ravel Sonata per violino e pianoforte in Sol maggiore Violino Francesco D’Orazio Pianoforte Giampaolo Nuti 8. sabato 7 maggio 2011 ore 18.00 Johannes Brahms Variazioni op. 9 su un tema di Schumann Variazioni op. 35 su un tema di Paganini (Libro I e II) Franz Liszt Ungarns Gott, trascrizione per la mano sinistra S 543a Sergej Rachmaninov 3 Preludi dall’opera 32 Sonata n. 2 op. 36 Pianoforte Paolo Restani Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) STAGIONE DA CAMERA - Biglietti Intero (posto unico) € 15,00 Ridotto € 12,50/5,00 STAGIONE DA CAMERA - Abbonamenti Intero (posto unico) € 90,00 Ridotto € 75,00/30,00 |
| _______martedì 28 settembre 2010, ore
18.30 Mauro Canali, Gianni Cervetti, Paolo Mieli presentano con l’Autore il libro di Giovanni Sedita Gli intellettuali di Mussolini La cultura finanziata dal fascismo (Le Lettere) Auditorium di Milano Fondazione Cariplo largo Mahler, 1 – ingresso libero Gli intellettuali di Mussolini analizza, sulla base di fonti inedite, la questione del consenso al fascismo indagando il rapporto finanziario intercorso tra regime e cultura. Il volume documenta l’intensa pratica di sovvenzioni personali costruita in un decennio dal regime di Mussolini. Il meccanismo della sovvenzione si innescava attraverso un atto volontario, la richiesta esplicita da parte dell’intellettuale e coinvolgeva una triade rappresentata dal duce, dal ministro della cultura popolare e dal capo della polizia. Lungo gli anni ’30, il fascismo sovvenzionò “segretamente”, con oltre 600 milioni di lire dell’epoca, novecento intellettuali e quattrocento testate giornalistiche costruendo un’intricata rete di rapporti clientelari. Un vero e proprio “rito del consenso” fondato sulle lettere personali di richiesta che i singoli intellettuali indirizzavano ai gerarchi della cultura. Attraverso i diversi ambiti dell’universo culturale italiano e seguendo i singoli casi di finanziamento, il libro ricostruisce la pratica delle sovvenzioni divenuta una delle prerogative principali del ministro della cultura popolare. Giovanni Sedita, dottore di ricerca, è stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e della Fondazione Luigi Salvatorelli e insegna Storia del sindacalismo e del movimento operaio presso l’Università di Camerino. Si interessa dei rapporti tra intellettuali e istituzioni fasciste. Ha pubblicato saggi sul «Journal of Modern Italian Studies», «Strumenti Critici», «Nuova Storia Contemporanea», «Nuova Rivista Storica». È autore della monografia La “Giovane Italia” di Lelio Basso (2006). |
| COMUNICATO STAMPA Teatro alla Scala, domenica 5 settembre 2010 ore 20.00 Concerto straordinario in collaborazione con il Teatro alla Scala Ludwig van Beethoven Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 Soprano I Paola Giacalone Soprano II Anila Oxa Gjermeni Contralto Alessandra Palidda Tenore I Francesco Frasca Tenore II Fausto Candi Basso Luigi Ponzi Pianoforte Simone Pedroni Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125 Soprano Melanie Diener Mezzosoprano Maria Josè Montiel Tenore Steve Davislim Baritono Detlef Roth Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang Per informazioni sui biglietti: Auditorium di Milano, Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: da martedì a domenica dalle 14.30 alle 19.00) Data Concerto Teatro alla Scala, domenica 5 settembre 2009 ore 20.00 Biglietti da 11,00 a 66,00 euro laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Xian Zhang torna alla Scala con laVerdi in un concerto dedicato a Beethoven Torna al Teatro alla Scala il Direttore Musicale della Verdi Xian Zhang, dopo il debutto dello scorso anno, con il tradizionale appuntamento di inizio stagione della compagine sinfonica. Nel corso della Stagione sinfonica 2009-2010 Xian Zhang si è fatta conosce ed apprezzare dal pubblico milanese con un ricco calendario di concerti alla guida de laVerdi, ottenendo molto successo nel suo nuovo ruolo di Direttore Musicale. Domenica 5 settembre alle ore 20.00 l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi si esibiranno per il quinto anno alla Scala, con un concerto interamente dedicato a Beethoven: la serata si apre con la Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 con il pianista Simone Pedroni, artista Residente de laVerdi, vincitore del secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo nel 1992, e nel 1993 il Primo Premio (Gold Medal) ed il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. A seguire la Nona Sinfonia (tradizionalmente eseguita da laVerdi a Capodanno), con il Coro della Verdi diretto dal Maestro Erina Gambarini. Del cast faranno parte il soprano Melanie Diener, il mezzosoprano Maria Josè Montiel, il tenore Steve Davislim e il baritono Detlef Roth. La collaborazione tra laVerdi e il Teatro alla Scala si è andata consolidando nel corso degli anni, con il primo concerto sinfonico de laVerdi nel settembre del 2006 e due produzioni ballettistiche al Teatro degli Arcimboldi nel maggio del 2007 (La Fille du Pharaon e Il limpido ruscello), con il Corpo di Ballo del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Teatro alla Scala. Già nel 1996 laVerdi era stata impegnata in alcune produzioni ballettistiche (Coppelia e Il Gattopardo), accompagnando il corpo di ballo del prestigioso teatro milanese, e, sotto la direzione di Paul Connelly, in una produzione de La vedova allegra. Programma: La Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 venne composta da Beethoven nel 1808 ed eseguita al Teatro An der Wien, con il compositore al pianoforte. Il brano si apre con un Adagio per pianoforte solo, di notevole impegno virtuosistico, a cui fa seguito l’ingresso graduale dell’orchestra, che affronta il tema iniziale con il pianoforte in una serie di variazioni; infine, interviene il coro che intona un inno alla fratellanza, attribuito al poeta Christoph Kuffner, un Lied che ricorda l’Ode alla gioia di Schiller e che, in seguito, accompagnò le note per il Finale della sua Nona Sinfonia Mentre Beethoven scrisse le prime otto sinfonie in poco più di dodici anni, tra il 1800 e il 1812, ben dieci anni dovettero passare per arrivare alla stesura del monumento musicale che oggi per noi è la Nona Sinfonia. Se l’Ottava costituisce in un certo modo uno sguardo indietro, su Mozart e Haydn, con la Nona il compositore si volge verso il nuovo, con un linguaggio musicale finora inaudito: l’audacia delle armonie, la complessa struttura formale, e – mai ascoltato sinora - l’inserimento della voce dei solisti e del coro nel quarto movimento della composizione sinfonica, che, sulle parole dell’ode schilleriana An die Freude (Alla gioia) confluiscono insieme all’orchestra nel finale in una grande fuga, il momento culminante della titanica sinfonia. Con la Nona Sinfonia si rende esplicito il messaggio ideale di Beethoven: la Gioia illuministicamente sentita quale slancio vitale, impegno ottimistico a superare i propri egoismi in una fratellanza di tutti gli uomini. Biografia: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il mese di marzo 2010 segna il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra, che ha diretto in un programma dedicato a Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw; inoltre si è esibita in un programma da camera con le prime parti dell’orchestra con gli arrangiamenti di Schoenberg da Das Lied von der Erde nel Muziekgebouw. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Residentie Orkest, la Royal Stockholm Orchestra e la Oslo Philharmonic Orchestra, la Zurich Tonhalle, la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la Radio-Symphonieorchester Wien alla Wiener Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra a Washington, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Centre che include la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione. Tra l’altro ha diretto la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. I suoi prossimi impegni nella direzione d’opera saranno una doppia rappresentazione di Stravinskij (diretto da Robert Lepage) per la Netherlands Opera nella stagione 2012/13. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree". Dopo aver ottenuto nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) e il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. È stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l'Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado (tournée in Sud America col Concerto n.1 di Brahms), l’Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky, la National Polish Radio Symphony Orchestra a Katowice diretta dal leggendario M° Stanislav Skrowaczewski (Concerto di Schumann), la Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España, . È pianista “in residence” all’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi” con la quale ha eseguito il Concerto n. 2 di Brahms con Leonard Slatkin, la Fantasia op. 80 Beethoven e il raro Concerto in Re minore di Martucci con Riccardo Chailly (anche in tournée in Spagna e nell’ambito del Festival de Música de Canarias), i 5 Concerti di Beethoven con Gianandrea Noseda, il Concerto n. 1 di Tchaikovsky con Louis Langrée, il Concerto di Schumann con Lu Jia e alcuni programmi di musica da camera. Tra i recital si ricordano quelli al Teatro alla Scala di Milano, Carnegie Hall di New York, Herkulessaal di Monaco, Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, Quirinale in Roma, Filharmonia Narodowa a Varsavia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, Serate Musicali di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Festival della Primavera di Praga, Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Berlino, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone. Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l’anno successivo. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all’Auditorium di Milano. Tra gli ultimi impegni il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno in Giappone con le Variazioni Goldberg di Bach, il Concerto di Martucci con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con James Gaffigan ed in tournée in Spagna con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Oleg Caetani, il Concerto n. 2 di Rachmaninov in Norvegia (Trondheim) e il Concerto n.1 di Brahms a Milano con Aldo Ceccato. Nel giugno 2009 ha debuttato con grande successo al Parco della Musica di Roma con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, diretta da Vladimir Ashkenazy. Nel Marzo 2010 con l’Orchestra Verdi di Milano, direttore Juanjo Mena ha ottenuto un successo personale nel Turangalila di Messiaen. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. “Simone Pedroni Live in Concert”, per La Bottega Discantica le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l’altro a Liszt. Riconfermato dall’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana di Lugano per il 2010 eseguirà il Concerto in La minore di Respighi del quale verrà realizzato un CD con la stessa Orchestra. ___________Melanie Diener Soprano Nata nei pressi di Amburgo, il soprano tedesco Melanie Diener ha studiato con Sylvia Geszty e Rudolf Piernay alla Indiana University, USA. Ha esordito in campo lirico nel giugno 1996 al Garsington Opera Festival come Ilia nell’Idomeneo di Mozart, ruolo che ha ricoperto anche a Monaco nella primavera del 1997. La sua vera affermazione è stata però nel ruolo di Fiordiligi in Cosi fan tutte di Mozart in un’acclamata interpretazione al Covent Garden nel 1997. Si è poi esibita nello stesso ruolo al Palais Garnier di Parigi, Ferrara, Losanna, Dresda, Zurigo e nel 2001 lo ha debuttato al Metropolitan di New York. Melanie Diener ha ottenuto grande successo come Donna Elvira in Don Giovanni, ruolo che ha cantato in nuove produzioni a Parigi (Palais Garnier), Aix -en-Provence, Londra, Vienna, Monaco e al MET. Nel luglio 2001 ha aperto il Festival di Salisburgo come Donna Elvira in una nuova produzione di Don Giovanni con Martin Kusei e Nikolaus Harnoncourt, ripresa nel 2003 e nel 2006. Altri ruoli mozartiani importanti, quelli di Vitellia nella Clemenza di Tito e di Elettra in Idomeneo. Dopo il suo debutto nel 1999, Melanie Diener si è esibita come Elsa in Lohengrin per tre stagioni consecutive al Festival Bayreuth, quindi a Londra, Zurigo, Vienna e Monaco. Noti i suoi ritratti di personaggi di Strauss quali la Marescialla a Berlino e Amburgo, Chrysothemis (Elektra) a Zurigo, Montecarlo, Monaco, Las Palmas e Vienna (2007) e Arianna a Garmisch Partenkirchen. È stata acclamata come Katja nella nuova produzione di Michael Thalheimer di Katja Kabanova al Teatro dell’Opera di Stato di Berlino, come Ellen Orford in Peter Grimes con Simone Young a Vienna e Dresda. Nell’aprile 2005 ha cantato di nuovo nel ruolo di Vitellia nella Clemenza di Tito con James Levine al MET e di Donna Elvira, sempre al MET, quindi in Giappone. Ancora con James Levine si è esibita come Gutrune al Tanglewood Festival. È quindi tornata a Berlino per Vitellia nel 2007, questa volta con Philippe Jordan e ha poi interpretato un’acclamata Marescialla ad Amburgo, mentre nell’aprile 2008 con Kyrill Petrenko ha cantato in Katja Kabanova a Vienna, nel 2008 Fidelio con Haitink a Zurigo e Sieglinde a Dresda. Dall’inizio della sua carriera, Melanie Diener si è esibita con le più prestigiose orchestre europee e americane. Il suo versatile repertorio concertistico include la Sinfonia n. 9 di Beethoven, War Requiem di Britten, Lyrische Sinfonie di Zemlinsky, Gurrelieder di Schönberg, Vier letzte lieder di Richard Strauss, la Messa glagolitica di Janacek e l’Ottava sinfonia di Mahler. È stata diretta da prestigiosi direttori quali Claudio Abbado, Herbert Blomstedt, Christoph Eschenbach, Christoph von Dohnanyi, Pierre Boulez, Semyon Bychkov, Sylvain Cambreling, Bernard Haitink, Riccardo Chailly, Michael Gielen, Nikolaus Harnoncourt, Philippe Jordan, Kurt Masur, Kent Nagano, Esa-Pekka Salonen, Wolfgang Sawallisch, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Vladimir Yurowski, Marcello Viotti. Tra i suoi progetti futuri ancora il ruolo della Marescialla nel Cavaliere della rosa, con S. Young ad Amburgo, Vier letzte Lieder a Berlino, l’Ottava di Mahler con Daniele Gatti a Parigi e Ch. Dutoit aTokyo, Gurrelieder di Schönberg a Rotterdam, Das klagende Lied di Mahler a Parigi, Londra, di Ursula in Mathis der Maler di Hindemith con Ch. Eschenbach a Parigi, della Marescialla a Strasburgo, di Senta in Fliegender Holländer a Lisbona. Maria Josè Montiel mezzosoprano Nata a Madrid, dove ha studiato canto al Real Conservatorio e dove si è laureata in storia e scienza della musica presso l'Universidad Autònoma, si è perfezionata successivamente a Vienna con Serna Jurinac e Olivera Miljakovic. Ha vinto il premio "Lucrezia Arana" di Madrid, il "Plácido Domingo" dal Madrid Friends of Music Association; "Ojo Crítico" dalla Spanish Public Radio come riconoscimento delle sue qualità vocali, musicali e per la varietà del suo repertorio; il "Federico Romero" dalla S.G.A.E "come ambasciatrice della musica spagnola nel mondo". Per l'apertura del Teatro Real di Madrid ha cantato La Vida Breve (Salud) di Da Falla per il 150° anniversario del Teatro con Jaime Aragall, Montserrat Caballé, Alfredo Kraus e la direzione di Placido Domingo, ruolo poi ripreso per il Centenary Gala del SGAE. Successivamente è stata Cherubino in Le Nozze di Figaro; Sesto in La Clemenza di Tito; Leonora in La Favorita; Charlotte in Werther; Rosina in Barbiere di Siviglia; Komponist in Ariadne auf Naxos; Giulietta nei Racconti d'Hoffmann. Ha cantato il ruolo principale dell'Opera Merlin di Albeniz con la Madrid Symphonic Orchestra, così come il ruolo principale di Pepita Jimenez di Albeniz a Montpellier e Madrid; Così fan tutte a Bruxelles; La Hija del Cielo a Las Palmas; Carmen a Tokyo; Luisa Fernanda a Madrid, Washington, Los Angeles, Oviedo e Vienna; Luisa Miller a Parigi e a Valencia; Oedipe a Toulouse. In Italia ha cantato Carmen al Teatro Sociale di Rovigo, al Teatro Verdi di Trieste, a Pisa, a Lucca e a Livorno; Luisa Fernanda al Teatro alla Scala di Milano; La Favorita (Leonora) al Teatro Comunale di Bologna; Racconti d'Hoffman (Giulietta) al Teatro Verdi di Trieste; Tancredi al Teatro Malibran di Venezia; Roi de Lahor al Teatro La Fenice di Venezia; Werther a Bologna, Venezia, Pisa, Livorno, Lucca, Trieste e Parma. Ha lavorato con importanti direttori d'orchestra quali Chailly, Cobos, Decker, Dutoit, Foster, Gandolfi, Halffter, Kovacs, Marino, Marriner, Martinez, Mercier, Navarro, Oren, Roa, Spivakov, Webb, Tate, Tortelier. Svolge un'intensa attività concertistica: ha eseguito Missa solemnis di Rossini, il Requiem di Mozart, la Seconda Sinfonia e Rückertlieder di Mahler; ha preso parte a varie tournée con M° Riccardo Chailly e l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi sia in Italia che all'estero, eseguendo il Requiem di Verdi, la Nona Sinfonia di Beethoven, Stabat Mater di Rossini e diversi concerti con il M° Romano Gandolfi cantando anche la Missa Solemnis di Beethoven. Ha inciso diversi CD con importanti case discografiche come Bis ("Ojos verdes de Luna" di T. Marco), Almaviva (CD dedicato a A. Barrios con F. Turina), Dial, Autor e RTVE ("Sueños de M. de Falla" con RTVE orchestra e "Recital" con Miguel Zanetti); Ensayo (recital con Fernando Turina e "Modinha" con Luiz de Moura). Inoltre ha inciso "La Gran Via" con Placido Domingo. Steve Davislim Tenore Il tenore australiano Steve Davislim ha iniziato la sua attività musicale come cornista e ha studiato canto al Victorian College of the Arts con Dame Joan Hammod. Ha proseguito con Gösta Winbergh, Neil Shicoff e Luigi Alva, e si è specializzato in lieder con Irwin Gage e all’ International Opera Studio di Zurigo. Ha quindi iniziato la sua carriera artistica in un ensemble operistico all’Opera di Zurigo dove ha interpretato parecchi ruoli tra i quali ricordiamo Almaviva nel Barbiere di Siviglia, Paolino nel Matrimonio segreto, il marinaio di Darland nell’Olandese volante, Camille ne La vedova allegra, Tamino nel Flauto Magico, il pittore nella Lulu diretto da Franz Welser-Möst, Don Ottavio in Don Giovanni, Ferrando in Cosi fan tutte con Nikolaus Harnoncourt e Prinz in Schneewittchen di Heinz Holliger. Memorabili le sue interpretazioni di Almaviva a Berlino, Lensky e Tom Rakwell in The Rake's Progress ad Amburgo, Fenton in Falstaff alla Royal Opera-London, Don Ottavio a Sydney e Napoli, Tamino, Belmonte nella Vedova allegra e Tom Rakwell al Volksopera-Vienna, Oberon (di C.M. von Weber) a Parigi (Châtelet), Caen e London Barbican con un’incisione per DECCA, come Pong in Turandot al Salzburg Festival del 2002. Nel 2003 si è esibito come Lenski in Eugen Onegin e David nei Maestri cantori alla Sydney Opera. Nel 2005 ha debuttato alla Chicago Lyric Opera come Jacquino in Fidelio con von Dohnanyi, Tom Rakwell in The Rake's Progress a Dresda, mentre nel 2008 in Il ratto dal serraglio al MET e, infine, nel 2009 a Chicago ha cantato Trionfo del tempo di Händel. Nel maggio 2009 ha ottenuto un grande successo personale a Baden-Baden nel suo primo Franco cacciatore di Weber. Il punto di svolta della sua carriera è stata l’interpretazione di Idomeneo alla “prima” del Teatro alla Scala nel dicembre 2005 con Daniel Harding. Ancora alla Scala, si ricorda la sua partecipazione a Teneke di Fabio Vacchi (2007) con la direzione di Roberto Abbado. Ha cantato accompagnato dalle più prestigiose orchestre europee, americane e australiane ed è stato diretto da Gary Bertini, Sir Colin Davis, Rafaele Frühbeck de Burgos, Adam Fischer, John Eliot Gardiner, Valery Gergiev, Nikolaus Harnoncourt, Bernard Haitink, René Jacobs, Armin Jordan, Lorin Maazel, Marc Minkowski, Roger Norrington, Antonio Pappano, Michel Plasson, Riccardo Chailly, Marcello Viotti, Franz Welser-Möst, Philippe Herreweghe. Tra le sue incisioni, si sottolineano Rinaldo di Brahms per EMI con Michel Plasson e la Dresden Philharmonie, le Cantate di Bach con John Eliot Gardiner per DGG, Petite Messe Solennelle di Rossini e la Creazione di Haydn per harmonia mundi France, la Sinfonia n. 9 di Beethoven con David Zinman per Arte Nova, un album come solo interprete di lieder di Richard Strauss e Folksongs di Britten con Simone Young per Melba, Lotario di Händel con Alan Curtis, Requiem di Mozart con Christian Thielemann per DGG, Le vin herbé di Frank Martin per harmonia mundi, A child of our time di Tippett con Colin Davis per LSO live label, Julietta di Martinu con Ch. Mackerras per Supraphon. Tra i suoi impegni futuri troviamo la Nona di Beethoven a Parigi, Den Hag e Milano; Tamino alla Scala, una tournée con Th. Hengelbrock che toccherà Berlino, Londra, Amburgo, Baden-Baden e Monaco, dove sarà Idomeneo; concerti sinfonici a Torino; la Julietta di Martinů con la Berlin Philharmonic Orchestra e l’Opera di Ginevra; diversi concerti con Sir Colin Davis a Parigi; Das klagende Lied ad Amburgo, il Requiem di Mozart a Lipsia e Baden Baden e sempre nella città cara a Brahms il Così fan tutte di Mozart. Detlef Roth Baritono Detlef Roth, nato a Freudenstadt/ Germania, ha studiato canto con Georg Jelden alla Musikhochschule Stuttgart. Vincitore del Concorso Belvedere nel 1992 a Vienna, e nel 1994 del Concorso per voci wagneriane a Strasburgo, si è affermato immediatamente come uno dei baritoni tedeschi più importanti della sua generazione sia nei recital e nei concerti. Sia sui palcoscenici operistici internazionali. Nel 2008 ha debuttato con successo al Festival di Bayreuth nel ruolo di Amfortas in una nuova produzione di Parsifal diretto da Daniele Gatti, ritornandovi nel 2009 per la replica, sempre sotto la bacchetta di Daniele Gatti. È regolare ospite del Grand Théâtre de Genève dove si è esibito nel Rheingold nel ruolo di Gunther con Armin Jordan, come Heerrufer in Lohengrin, come Don Estoban in Der Zweg di Zemlinsky, Yeletski nella Dama di picche e Amfortas in Parsifal. Le sue esibizioni come ospite negli ultimi cinque anni includono i ruoli dello Zar in Zar und Zimmermann ad Amburgo, Wolfram a Berna, Hans Heiling a Strasburgo, come Ministro nella Leonora di Beethoven a Bologna ed Heerrufer in Lohengrin a Madrid: in quest’ultimo ruolo ha debuttato alla Scala di Milano nel 2007 e, nello stesso anno, ha cantato come Pentheus in Die Bassariden ad Amsterdam. Diretto da Armin Jordan, si è esibito come Spielmann in Die Königskinder di Humperdinck al Festival de Radio France Montpellier. Dopo aver cantato come Donner nel Rheingold a Washington D.C., è stato invitato a esibirsi con Simon Rattle a Berlino, al Festival di Aix-en-Provence e al Festival pasquale di Salisburgo. Nel 2007 è stato invitato a interpretare il ruolo del Conte in Le nozze di Figaro al New National Opera di Tokyo e di Lysiart nell’Euryanthe di Weber a Bruxelles. Altro interessante debutto, il ruolo del protagonista del Vampyr di Marschner a Bologna nel 2008. La sua collaborazione con il Ludwigsburger Schlossfestspiele risale al 1993, seguita, negli anni, da numerose performance sotto la direzione di Wolfgang Gönnenwein. Sin dal suo debutto nel 1993 alla Opèra Comique come Mr. Fluth nelle Allegre comari di Windsor, è stato invitato a cantare come Escamillo diretto da Kent Nagano a Lione e Papageno a Parigi alla Opéra National Bastille. L’Opera di Francoforte lo ha invitato a cantare nei ruoli di Papageno, Marcello, Eugen Onegin e Dulcamara. Nel 2001 si è esibito come Creonte in L'anima del filosofo di Haydn al Schwetzingen Festival e come Wolfram a Roma , diretto da Myung-Whun Chung, ruolo che ha interpretato anche ad Amburgo e Berlino. Come concertista, ha cantato con le più importanti orchestre quali Santa Cecilia a Roma, l’Orchestra della Rai a Torino, la New York Philharmonic, Boston Symphony, Montreal Symphony, Leipzig Gewandhaus, DSO Berlin, Bamberg Symphoniker, Zurich Tonhalle. Si è inoltre esibito nell’Elijah di Mendelssohn con Gönnenwein a Ludwigsburg, con Herreweghe a Salisburgo, e con Wolfgang Sawallisch a Tel Aviv, in Faust-Szenen di Schumann a Bad Urach, con Jeffrey Tate a Roma, Sawallisch a Monaco e nei Lieder di Mahler con Kurt Masur al Festival di Lucerna. Detlef Roth è molto richiesto per le Passioni, le Messe e gli Oratori di Bach. Ha cantato con direttori quali Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Valery Gergiev, Wolfgang Gönnenwein, Marek Janowski, Kurt Masur, Armin Jordan, Kent Nagano, Simon Rattle, Wolfgang Sawallisch, Giuseppe Sinopoli, Christian Thielemann, Pinchas Steinberg, David Zinman and Jeffrey Tate. La sua discografia comprende la Sinfonia n. 8 di Mahler con la Deutsche Symphony Orchestra di Berlino con Kent Nagano (harmonia mundi), la Nona Sinfonia di Beethoven con la Tonhalle Orchester Zürich diretta da David Zinmann (Arte Nova), Weihnachtsoratorium un CD vincitore di un premio di Lieder poco noti di Schubert con il pianista Ulrich Eisenlohr (Naxos). Da segnalare, inoltre, un DVD dei Carmina Burana di Orff e del Flauto magico di Mozart. Tra i suoi progetti, il Requiem di Brahms con Daniele Gatti a Vienna, il ruolo di Amfortas con Gatti al Festival di Bayreuth e a Parigi, la parte del Musiklehrer in Ariadne auf Naxos con Philippe Jordan a Parigi, Lieder di Mahler a Tolosa, Lisbona e Strasburgo, di Elijah a Lisbona, War Requiem a Zurigo, l’Ottava di Mahler con Gatti a Parigi, Flauto magico alla Scala di Milano. |
| DALL’OPERA AL CINEMA: la rassegna di luglio della Verdi con Antonio Ballista. Una rassegna dedicata alla musica d’opera e a quella per il cinema, con il Maestro Antonio Ballista sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con 4 appuntamenti imperdibili. In cinquant’anni di carriera Antonio Ballista ha esplorato, senza distinzione di genere, con ironia e raffinatezza tutti i repertori, come pianista, camerista e direttore d’orchestra. La rassegna del mese di luglio all’Auditorium di Milano lo vedranno protagonista insieme ad Alessandro Lucchetti, suo allievo nella classe di pianoforte al Conservatorio di Milano e oggi apprezzato interprete e compositore. La rassegna “Dall’opera al cinema” si apre giovedì 8 luglio con il primo dei due concerti dedicati all’opera, Puccini senza parole che prende spunto da tre dei capolavori pucciniani: Turandot, La Bohème, La Rondine. Il secondo appuntamento, lunedì 12 luglio, è dedicato a Giuseppe Verdi con Il Trovatore, Rigoletto e La Traviata nel concerto Per sempre Verdi. Il contrassegno musicale complessivo di questi concerti è la fedeltà timbrica alle partiture originarie: nessuna manipolazione melodica (se si esclude l’implementazione della linea di canto nell’organico puramente strumentale), nessuna deformazione armonica (fatti salvi piccoli cambiamenti necessari dalla sutura tra le varie zone tematiche scelte). L’orchestrazione di Alessandro Lucchetti non si limita ad alludere al sinfonico, ma lo ricrea, pur coi mezzi di una scrittura polistrumentale di tipo solistico, generando un sound che offre spunti sorprendenti. Giovedì 15 luglio sarà la volta di Suspense d’autore, suite sinfoniche dalle colonne sonore dei più bei film del Novecento, come ad esempio Toccata e fuga in Re minore di Bach/Stokowski, brano simbolo del film d’animazione Fantasia di Walt Disney del 1940, e Marcia funebre di una marionetta composta nel 1873 da Charles Gounod e ripresa negli anni ’70 nella serie tv con Alfred Hitchcock. Infine, lunedì 19 luglio il concerto Movie Charms, con una raccolta di temi di colonne sonore cinematografiche di film di Chaplin, Disney e Fellini. Biglietto posto unico 14 euro Giovedì 8 luglio 2010 - ore 20.30 PUCCINI SENZA PAROLE Ideazione e orchestrazioni di Alessandro Lucchetti Giacomo Puccini - Alessandro Lucchetti Turandot Irreversible Reminescenze de La Bohème Ritratto di Dark Lady (in rosa): fantasia di temi da La Rondine Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Alessandro Lucchetti Direttore Antonio Ballista Lunedì 12 luglio 2010 - ore 20.30 PER SEMPRE VERDI Reminescenze e parafrasi del Trittico Romantico. Ideazione e orchestrazioni di Alessandro Lucchetti Giuseppe Verdi - Alessandro Lucchetti Reminescenze de Il Trovatore Parafrasi di Rigoletto Parafrasi de La Traviata Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Alessandro Lucchetti Direttore Antonio Ballista Giovedì 15 luglio 2010 - ore 20.30 SUSPENSE D'AUTORE Suite sinfoniche dalle colonne sonore. Johann Sebastian Bach/Leopold Stokowski Toccata e fuga in Re minore Charles Gounod Marcia funebre di una marionetta Leroy Anderson The Typewriter, Chicken Reel, Blue Tango Harold Arlen Over the Rainbow Miklós Rózsa Spellbound concerto John Williams Schindler's List Star Wars Suite Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Antonio Ballista Lunedì 19 luglio 2010 - ore 20.30 MOVIE CHARMS La magia del cinema attraverso la musica per soprano, pianoforte concertante e orchestra. Ideazione, rielaborazioni e orchestrazioni di Alessandro Lucchetti Charlie Chaplin Non solo Charlot, fantasia di temi dai film di Charlie Chaplin per pianoforte e orchestra Henry Mancini Una “Pantera” a Hollywood, temi e canzoni delle colonne sonore di Henry Mancini per pianoforte e orchestra Autori vari Incantesimi, fantasia di canzoni dai film di Walt Disney per soprano, pianoforte e orchestra Nino Rota Amarcord, fantasia di temi dai film di Federico Fellini per pianoforte e orchestra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Soprano Lorna Windsor Pianoforte Alessandro Lucchetti Direttore Antonio Ballista |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 10 giugno 2010 ore 20.30 Venerdì 11 giugno 2010 ore 20.00 Sabato 12 giugno 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Concerto dedicato a Carlo Maria Giulini nel 5° anniversario della sua scomparsa Ludwig van Beethoven Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in Re maggiore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Jennifer Koh Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 10 giugno 2010 ore 20.30 Venerdì 11 giugno 2010 ore 20.00 Sabato 12 giugno 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Xian Zhang dirige il concerto per Carlo Maria Giulini A causa di motivi di salute la violinista Leila Josefowicz ha dovuto annullare i suoi concerti in programma questa settimana con la Verdi (10, 11, 12 giugno). Verrà sostituita dalla violinista americana di origine coreana Jennifer Koh, che nel 1994 si è imposta all’attenzione del pubblico internazionale come vincitrice della Tchaikovsky Competition. Il concerto della settimana è dedicato al Maestro Carlo Maria Giulini, nel quinto anniversario della sua scomparsa. Direttore Emerito della Verdi dalla Stagione 1998-1999, Giulini era profondamente legato alla nostra orchestra, con la quale teneva periodicamente incontri e prove, anche dopo il suo ritiro dalla scena pubblica, per il gusto di fare musica insieme. Grazie alle sottoscrizioni dei soci e ai compensi da Giulini devoluti alla Fondazione Verdi, è stato creato un fondo che porta il suo nome con cui sono stati acquistati alcuni strumenti musicali (2 contrabbassi a cinque corde, 4 flauti di legno, 1 oboe d’amore). In questa occasione il Direttore Musicale Xian Zhang continua il suo progetto dedicato a Beethoven con l’esecuzione del bellissimo Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61. Segue la Sinfonia n. 1 di Mahler, capolavoro già maturo del compositore boemo. Programma: Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 è l’unico concerto per questo strumento solista di Ludwig van Beethoven. Venne scritto nel 1806 per il violinista Franz Joseph Clement (un grande artista viennese diventato nel 1802 direttore artistico del Teatro An der Wien, e che fu anche il primo interprete). Diviso in tre movimenti, si apre con un monumentale primo tempo, segno preciso della grandezza e della solennità del concerto. Alla sua prima esecuzione venne, però, male accolto dalla critica, tanto che successivamente Beethoven tentò una trascrizione per pianoforte, sperando in un improbabile rilancio. Rilancio che avvenne più tardi, quando fu riscoperto e riportato alla sua giusta dimensione di capolavoro dal violista Hans Joachim nella metà dell’Ottocento. Gustav Mahler approda al sinfonismo dopo aver raggiunto già una notevole notorietà come direttore d’orchestra. Infatti, la prima esecuzione della Sinfonia n. 1, il 20 novembre 1889, sotto la guida del compositore, ha luogo proprio a Budapest, dove Mahler dal 1888 ricopre il ruolo di Direttore musicale. Il titolo Titano, con riferimento all’omonimo romanzo dello scrittore tedesco Jean Paul, risale alla prima versione che comprendeva ancora come secondo movimento l’Andante Blumine, e venne poi – insieme ai titoli programmatici dei singoli movimenti - eliminato da Mahler stesso. La musica, che sembra tuttavia ricalcare il linguaggio fiabesco e l’abbondanza di immagini poetiche del testo letterario, “come un suono della natura”, ha fatto sì che il titolo venga riportato ancora oggi sulla maggior parte dei programmi. Caratteristica la fusione del lavoro sinfonico con elementi del lied: il tema del primo movimento, infatti, riprende il lied Ging heut’ morgen übers Feld, dalla raccolta dei Lieder eines fahrenden Gesellen, composta negli anni precedenti. Biografia: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il mese di marzo 2010 segna il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra, che ha diretto in un programma dedicato a Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw; inoltre si è esibita in un programma da camera con le prime parti dell’orchestra con gli arrangiamenti di Schoenberg da Das Lied von der Erde nel Muziekgebouw. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Residentie Orkest, la Royal Stockholm Orchestra e la Oslo Philharmonic Orchestra, la Zurich Tonhalle, la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la Radio-Symphonieorchester Wien alla Wiener Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra a Washington, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Centre che include la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione. Tra l’altro ha diretto la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. I suoi prossimi impegni nella direzione d’opera saranno una doppia rappresentazione di Stravinskij (diretto da Robert Lepage) per la Netherlands Opera nella stagione 2012/13. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Jennifer Koh è universalmente nota per la sua capacità di fondere l’intensità del suo temperamento a uno stile classico ed elegante. Il New York Times l’ha definita una “solista senza paura”. Come una virtuosa che si rispetti, le cui doti naturali si uniscono a un intelletto curioso, la Koh esplora i nessi tra i brani che esegue, alla ricerca di aspetti simili tra i differenti compositori così come tra le composizioni di uno stesso musicista. Di conseguenza, i suoi programmi presentano spesso rare e rivelatrici giustapposizioni, offrendo brani di compositori diversi quali Mozart e Ornette Coleman, Schubert e Wuorinen, scelte ispirate dalla sua passione per la musica contemporanea. Impostasi all’attenzione del pubblico internazionale nel 1994 come vincitrice della Tchaikovsky Competition, si è esibita come solista ospite con molte importanti orchestre tra le quali ricordiamo Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, Czech Philharmonic, Helsinki Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Montreal Symphony, Moscow Radio Symphony, National Symphony Orchestra, New Jersey Symphony, New York Philharmonic e Philadelphia Orchestra. In veste di musicista da camera e come solista, si è esibita con artisti importanti quali Jaime Laredo e Leon Fleisher, nelle maggiori sale da concerto e in festival famosi: Carnegie Hall, Kennedy Center, Mostly Mozart, Marlboro, Wolf Trap, Ravinia e Schleswig-Holstein Music Festival. È stata diretta da John Adams, Marin Alsop, Daniel Barenboim, Christoph Eschenbach, Esa-Pekka Salonen e Osmo Vanska. Tra i suoi impegni ricordiamo Le quattro stagioni di Vivaldi con la Detroit Symphony e Graal théâtre di Kaija Saariaho con la Los Angeles Philharmonic. È considerata, attualmente, una delle più grandi interpreti di musica contemporanea e si è recentemente esibita nella “prima” del concerto The Singing Rooms di Jennifer Higdon con la Philadelphia Orchestra e Christoph Eschenbach. Ha iniziato la stagione 2009/10 debuttando ai BBC Proms con la “prima” inglese de Third Violin Concerto, Juggler in Paradise di Augusta Read Thomas con la direzione di Jiri Belohlavek e la BBC Symphony Orchestra. Juggler in Paradise debutterà negli Usa nel 2011. Gli ultimi impegni della stagione 2009/2010 comprendono il ritorno alla New Jersey Symphony, National Symphony e New World Symphony, con le quali si è esibita in musiche di Adams con Ludovic Morlot, e performance di Graal Théâtre di Saariaho al Miller Theatre di New York. Nel maggio 2010 ha suonato con il Nieuw Ensemble di Amsterdam, esibendosi nella prima mondiale di un lavoro scritto per lei da Klas Torstensson. In ambito cameristico, ha suonato musiche di Mozart e Schubert con il pianista Shai Wosner e con il violoncellista Anssi Kartunnen a Philadelphia, al Kennedy Center di Washington, al Miller Theatre di New York e al Herbst Theatre di San Francisco. Sempre nell’attuale stagione, si è esibita nel recital Bach and Beyond, tre programmi che esplorano il repertorio dei concerti per violino solo dalle Sei sonate e Partite di Bach a ai nuovi lavori. Negli ultimi anni, Jennifer Koh si è esibita soprattutto in programmi di musica contemporanea al prestigioso Miller Theatre della Columbia University; ricordiamo Composer Portrait dedicato a Peter Lieberson, le “prime” mondiali di concerti di musiche di Laura Schwendinger e Charles Wuorinen. Inoltre, le sue performance includono il Concerto per violino di Ligeti (con una cadenza espressamente scritta per lei da John Zorn) con l’Ensemble Contrechamps di Ginevra e all’Holland Festival al Concertgebouw di Amsterdam; ancora, Water Passion di Tan Dun, diretta dal compositore al New York’s South Street Seaport come parte del River to River Festival e, infine, Concerto in slendro di Lou Harrison con John Adams. La discografia della Koh rispecchia l’ampiezza del suo repertorio. La sua più recente incisione è stata nominata per un Grammy Award nel dicembre 2008. Tra le altre, ricordiamo la composizione di Jennifer Higdon da cui prende il nome il disco che comprende anche lavori di Lou Harrison, John Adams e Carl Ruggles. Le prime incisioni includono il ciclo completo delle Sonate di Schumann, i concerti per violino di Szymanowski e Martinů, il Concerto per violino di Menotti, e il disco Violin Fantasies, che comprende lavori di Schubert e Schumann con Schoenberg e Ornette Coleman. Nata a Chicago da genitori coreani, Jennifer Koh vive a New York. Ha conseguito la laurea in letteratura inglese all’Oberlin College e s’interessa di scrittura e letteratura. Ha poi studiato al Curtis Institute lavorando con Jaime Laredo e Felix Galimir. Jennifer Koh è grata al suo sponsor privato per l’uso di un violino del 1727 Stradivari, ex Grumiaux ed ex General DuPont. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 17 giugno 2010 ore 20.30 Venerdì 18 giugno 2010 ore 20.00 Domenica 20 giugno 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Felix Mendelssohn-Bartholdy Paulus, oratorio op. 36 Simone Schneider, soprano Bettina Ranch, mezzosoprano James Taylor, tenore Konstantin Wolff, basso-baritono Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Helmuth Rilling Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 17 giugno 2010 ore 20.30 Venerdì 18 giugno 2010 ore 20.00 Domenica 20 giugno 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Paulus, un oratorio romantico con gestualità barocca. Sul podio Helmuth Rilling. Si chiude con il concerto diretto dal Maestro Helmuth Rilling, uno dei più grandi interpreti del repertorio barocco, la Stagione sinfonica 2009-2010 della Verdi. L’ultimo concerto della Verdi è dedicato al Paulus di Felix Mendelssohn-Bartholdy, composizione importantissima ma poco eseguita, oratorio di vaste dimensioni dedicato alla conversione di San Paolo. L’oratorio è una sorta di opera senza scene, su libretto a tema religioso, che ha una lunga tradizione in Germania con Bach e Haendel. In epoca romantica, nel 1829, il giovane Mendelssohn fu il fautore del recupero di Bach, con l’esecuzione della Passione secondo Matteo alla guida della Berliner Singakademie. Sul palco dell’Auditorium di Milano, insieme all’Orchestra Verdi, il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto dal Maestro Erina Gambarini. Martedì 15 giugno, ore 18.30 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano "LA RISCOPERTA DELLA CLASSICITA' NEL PAULUS DI MENDELSSOHN" Con Erina Gambarini, Maestro del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, Mario Marcarini, storico della musica, e Giuseppe Di Leva, librettista. Programma: Il libretto del Paulus fu iniziato nel 1832 da Felix Mendelssohn-Bartholdy e dal pastore Julius Schubring, suo amico d’infanzia. Misero insieme passaggi dal Nuovo Testamento (Atti degli Apostoli) e dall’Antico Testamento; in mezzo, alcuni corali scritti alla maniera della tradizione luterana canonizzata da Bach. Il brano fu scritto tra il 1834 e il 1836, anno in cui venne eseguito per la prima volta il 22 maggio a Düsseldorf. L’ampia risonanza e la clamorosa impressione che l’opera produsse sul pubblico si mantennero vive anche lungo tutto il corso dell’Ottocento: la popolarità non riguardò solo la fortuna nelle sale da concerto, ma si estese anche nell’ambito del consumo musicale privato. Al di là del clamoroso successo, tuttavia, il Paulus rappresentò un punto di svolta nella storia del genere: l’idea di Mendelssohn, di trasformare il vecchio oratorio descrittivo di argomento biblico in un autentico mezzo di comunicazione religiosa, era un fenomeno che corrispondeva al momento storico. L’opera è suddivisa in due grandi sezioni, la prima più drammatica e la seconda più contemplativa. Il coro ha una funzione molto importante, è il punto culminante dal punto di vista musicale e concettuale dell’intero lavoro. A esso sono dedicati i momenti di maggiore espressività e intensità. Biografia: “La musica dovrebbe far trasalire la gente e raggiungerla nel profondo. Non dovrebbe mai essere né semplicemente confortevole, né rilassante”. Questo è il ‘credo’ di Helmuth Rilling. Nato a Stoccarda nel 1933, è conosciuto in tutto il mondo come direttore, pedagogo, nonché ambasciatore di Johann Sebastian Bach nel mondo. Nel 1954 ha fondato la Gächinger Kantorei e 11 anni più tardi il Bach Collegium Stuttgart come partner orchestrale “fisso”del coro. Ad allora risale l’intenso impegno di Rilling nella musica di Bach. Affascinato anche dalla musica corale romantica dimenticata, Helmuth Rilling ha commissionato e diretto musica corale di importanti compositori contemporanei. con i suoi ensemble o come direttore ospite, si è esibito nei più prestigiosi teatri in Europa, Stati Uniti, Canada, Asia e Sud America. Inoltre ha coltivato una speciale amicizia con la Israel Philharmonic Orchestra per più di trent’anni. Rilling è cofondatore e Direttore Artistico dell’Oregon Bach Festival, nato nel 1970 e oggi riconosciuto come uno dei più importanti festival di musica degli Stati Uniti. Nel 1981 Rilling ha fondato la Internationale Bachakademie Stuttgart, dedicata in un primo momento a diffondere la musica di Bach e in seguito cresciuta come istituzione con vari ambiti di attività: ensemble (Gächinger Kantorei e Bach-Collegium Stuttgart), concerti (Akademiekonzerte, Bachwoche Stuttgart e Musikfest Stuttgart), educazione e attività sul territorio (masterclass, simposi, programmi per bambini). Lavorare con giovani musicisti di tutte le parti del mondo è sempre stata una priorità del lavoro di Rilling, tanto da portarlo nel 2001 a formare Festivalensemble Stuttgart, un coro e un’orchestra internazionali composta da giovani per speciali esibizioni e progetti di registrazione (fino al 2009). Rilling organizza workshop per studenti in tutte le parti del mondo nelle sue “Bach Academies” internazionali. Prova della sua inesauribile attività sono le centinaia di CD, registrazioni radiofoniche e televisive. È stato il primo a registrare un significativo numero di Cantate di Bach. Inoltre, è stato la mente organizzativa del progetto dell’International Bachakademie per l’incisione dell’opera omnia di Bach su ben 172 CD, in occasione dell’anniversario del compositore nel 2000. Nello stesso anno ha vinto l’ambito Grammy Award per l’incisione del Credo di Krzystof Penderecki ed ha ricevuto la nomination nel 2001 per il Deus Passus di Wolfgang Rihm. Recenti registrazioni includono lavori di Haydn, Händel e di Sofia Gubaidulina (Passione e resurrezione di Gesù Cristo secondo San Giovanni vincitore del premio “Echo Klassik” nel 2008) e la registrazione dal vivo nel 2007, con il Festival Ensemble Stuttgart, di War Requiem di Britten (vincitore del premio “Editor’s Choiche” del British Gramophone Magazine). Ad Helmuth Rilling è stato assegnato l’UNESCO International Music Prize nel 1994 e nel 1995 il Theodor Heuss Prize “Taten der Versöhnung”. Nel 2003 è diventato Membro Onorario dell’American Academy of the Arts and Sciences. Nel 2008, in occasione del suo 75° compleanno, è stato premiato con la Staufer Gold Medal, la più alta onorificenza nella regione del Baden-Württemberg. Recenti apparizioni includono la prima della Messa in Do minore di Mozart completata da Robert Levin nel 2005 e nel 2007 la Passione secondo Matteo di Bach diretta alla Carnegie Hall di New York. Nel 2008 Rilling si è esibito a Milano, Taipei, negli Stati Uniti e nella Basilica di S. Pietro a Roma. Nel marzo 2009 ha diretto in una lunga tournée la Gächinger Kantorei Stuttgart e la Israel Philharmonic Orchestra; nel dicembre ha presentato il Messiah di Haendel con il coro e la New York Philharmonic alla Avery Fisher Hall. |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 5 febbraio 2011 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” LA STELLA COMETA Giancarlo Menotti Amahl e gli ospiti notturni Bimbo, Cristina Malgaroli Madre, Anila Gjermeni Paggio, Marco Bordini Melchiorre, Marco Calabrese Baldassarre, Gilles Armani Gaspare, Andrea Sattin Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Giovanni Marziliano Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Sabato 5 febbraio 2011 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) Amahl e gli ospiti notturni per i bambini all’Auditorium di Milano Sabato 5 febbraio alle 15.30 all’Auditorium di Milano il sesto appuntamento della rassegna Crescendo in Musica con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Giovanni Marziliano. In programma Amahl e gli ospiti notturni di Giancarlo Menotti, di gran lunga il suo lavoro più noto, un’opera composta in occasione del Natale per la NBC-TV nel 1951. E’ una favola ispirata alla vicenda dei Re Magi, che racconta dei misteri dell’Epifania e della Stella Cometa. Il compositore fu molto impressionato dalla tela di Bosch l’Adorazione dei Magi (1480 ca.) vista al Metropolitan Museum of Art, da cui trasse spunto. Ancora oggi viene rappresentata in numerosi teatri, e spesso anche in televisione, soprattutto in America, dove Menotti è una vera e propria celebrità. Lo spettacolo: Amahl e i visitatori notturni è una bella favola ispirata all’arrivo dei Re Magi nei pressi di Betlemme, nei giorni che seguono la nascita del Bambino Gesù: è ambientata nel piccolo e buio interno di una capanna di pastori. Al di fuori, un bel paesaggio collinare, di notte, tutto illuminato dalle stelle. Amahl è un giovane pastorello zoppo, che per camminare deve usare una stampella. All’inizio dell’opera lo vediamo seduto fuori dalla sua capanna, mentre suona e canta una delicata melodia. Nel cielo ha visto una stella particolare, diversa dalle altre, e, incuriosito, si sofferma a guardarla, incurante dei rimproveri di sua madre, che vorrebbe farlo rientrare per andare a dormire. Amahl racconta alla donna della stella cometa, ma non viene creduto. La madre lo costringe ad andare a letto. Nel corso della notte la famiglia viene svegliata improvvisamente dall’arrivo di alcuni visitatori notturni: sono i Re Magi, che stanno seguendo la cometa che li porterà a Gesù Bambino, nato da poco. I tre re cercano un riparo per la notte, e vengono invitati a trattenersi nella capanna dei pastori, dove raccontano del loro lungo viaggio dall’Oriente e dove mostrano ad Amahl e alla madre i preziosi doni che stanno recando in omaggio a Gesù: è un momento di grande gioia, a cui segue il silenzio notturno. Tutti si addormentano, tranne la madre di Amahl: la donna è invidiosa delle ricchezze che stanno per essere portate ad un bambino, e cerca di rubare un gioiello. Viene però scoperta. Con un gesto di bontà i tre Re Magi la perdonano, ed Amahl, pieno di gratitudine, vorrebbe aggiungere un regalo per Gesù: gli offre la sua stampella, e, tra lo stupore generale, si accorge di poter camminare senza farne uso: è un vero miracolo, ed il ragazzino si unisce ai Re Magi per rendere visita a Gesù. Tutti partono in direzione di Betlemme, accompagnati da una musica gioiosa, per rendere omaggio al Redentore. Biografia: Giovanni Marziliano ha intrapreso lo studio del violoncello sotto la guida del M° Nannoni conseguendo il diploma di violoncello al Conservatorio di Milano e ha successivamente ottenuto il diploma di perfezionamento al Conservatorio Superiore di Ginevra sotto la guida del M° Grosgurin. Ha conseguito riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale esibendosi come solista nel Concerto in Re maggiore di J. Haydn con l'Orchestra da Camera Ticinum di Pavia e la Tirolerfestspiele di Erl. Nel 1997 ha vinto l'audizione per la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Claudio Abbado. Ha seguito i corsi con il M° Meneses a Biella e col M° Dindo a Bobbio e a Pavia collaborando anche alla sua orchestra "I Solisti di Pavia". Dal 1993 è componente dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 viene designato come 3° violoncello con l'obbligo del concertino e dal 2007 diventa 2° violoncello con l'obbligo del primo. In qualità di direttore d'orchestra, ha terminato lo scorso anno i suoi studi presso la Scuola Civica di Musica di Milano sotto la guida del M° Pomarico.Ha seguito i corsi tenuti dal M° Sugiyama e dal M° Shambadal (2007 e 2008), quest'ultimo direttore musicale dei Berliner Symphoniker.Dal 2009 segue le lezioni con il M° Ceccato sfociate in una Masterclass di direzione d'orchestra tenutasi lo scorso giugno presso il conservatorio di Palermo. Ha tenuto concerti con l'Orchestra Sinfonica di Grosseto, l'Orchestra Milano Classica, l'Orchestra Sinfonica Giovanile Pescarese e l'Orchestra Filarmonica Europea. Nel 2008 ha debuttato in un concerto nella stagione "Crescendo in musica" con la Verdi, con la quale continua a collaborare in qualità di direttore. Nel 2010 è stato impegnato in una serie di concerti a Milano con l'Ensemble Hornepipe. Nel 2007 ha fondato, con un gruppo di musicisti dell’Orchestra Verdi l'ensemble musicale “Euterpemusica” nel quale è attivo sia come direttore, sia come violoncellista. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 10 giugno 2010 ore 20.30 Venerdì 11 giugno 2010 ore 20.00 Sabato 12 giugno 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Concerto dedicato a Carlo Maria Giulini nel 5° anniversario della sua scomparsa Ludwig van Beethoven Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in Re maggiore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Leila Josefowicz Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 10 giugno 2010 ore 20.30 Venerdì 11 giugno 2010 ore 20.00 Sabato 12 giugno 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Xian Zhang dirige il concerto per Carlo Maria Giulini Il concerto della settimana è dedicato al Maestro Carlo Maria Giulini, nel quinto anniversario della sua scomparsa. Direttore Emerito della Verdi dalla Stagione 1998-1999, Giulini era profondamente legato alla nostra orchestra, con la quale teneva periodicamente incontri e prove, anche dopo il suo ritiro dalla scena pubblica, per il gusto di fare musica insieme. Grazie alle sottoscrizioni dei soci e ai compensi da Giulini devoluti alla Fondazione Verdi, è stato creato un fondo che porta il suo nome con cui sono stati acquistati alcuni strumenti musicali (2 contrabbassi a cinque corde, 4 flauti di legno, 1 oboe d’amore). In questa occasione il Direttore Musicale Xian Zhang continua il suo progetto dedicato a Beethoven con l’esecuzione del bellissimo Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 con la solista canadese Leila Josefowicz, al suo debutto con la Verdi. Segue la Sinfonia n. 1 di Mahler, capolavoro già maturo del compositore boemo. Programma: Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 è l’unico concerto per questo strumento solista di Ludwig van Beethoven. Venne scritto nel 1806 per il violinista Franz Joseph Clement (un grande artista viennese diventato nel 1802 direttore artistico del Teatro An der Wien, e che fu anche il primo interprete). Diviso in tre movimenti, si apre con un monumentale primo tempo, segno preciso della grandezza e della solennità del concerto. Alla sua prima esecuzione venne, però, male accolto dalla critica, tanto che successivamente Beethoven tentò una trascrizione per pianoforte, sperando in un improbabile rilancio. Rilancio che avvenne più tardi, quando fu riscoperto e riportato alla sua giusta dimensione di capolavoro dal violista Hans Joachim nella metà dell’Ottocento. Gustav Mahler approda al sinfonismo dopo aver raggiunto già una notevole notorietà come direttore d’orchestra. Infatti, la prima esecuzione della Sinfonia n. 1, il 20 novembre 1889, sotto la guida del compositore, ha luogo proprio a Budapest, dove Mahler dal 1888 ricopre il ruolo di Direttore musicale. Il titolo Titano, con riferimento all’omonimo romanzo dello scrittore tedesco Jean Paul, risale alla prima versione che comprendeva ancora come secondo movimento l’Andante Blumine, e venne poi – insieme ai titoli programmatici dei singoli movimenti - eliminato da Mahler stesso. La musica, che sembra tuttavia ricalcare il linguaggio fiabesco e l’abbondanza di immagini poetiche del testo letterario, “come un suono della natura”, ha fatto sì che il titolo venga riportato ancora oggi sulla maggior parte dei programmi. Caratteristica la fusione del lavoro sinfonico con elementi del lied: il tema del primo movimento, infatti, riprende il lied Ging heut’ morgen übers Feld, dalla raccolta dei Lieder eines fahrenden Gesellen, composta negli anni precedenti. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il mese di marzo 2010 segna il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra, che ha diretto in un programma dedicato a Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw; inoltre si è esibita in un programma da camera con le prime parti dell’orchestra con gli arrangiamenti di Schoenberg da Das Lied von der Erde nel Muziekgebouw. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Residentie Orkest, la Royal Stockholm Orchestra e la Oslo Philharmonic Orchestra, la Zurich Tonhalle, la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la Radio-Symphonieorchester Wien alla Wiener Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra a Washington, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Centre che include la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione. Tra l’altro ha diretto la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. I suoi prossimi impegni nella direzione d’opera saranno una doppia rappresentazione di Stravinskij (diretto da Robert Lepage) per la Netherlands Opera nella stagione 2012/13. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. La violinista canadese Leila Josefowicz si è affermata in tutto il mondo con il suo semplice, fresco approccio al repertorio e il suo dinamico virtuosismo. Ha debuttato alla Carnegie Hall a sedici anni e da allora si è esibita a fianco delle più prestigiose orchestre del mondo e dei più importanti direttori, in special modo John Adams e Oliver Knussen. Leila Josefowicz è una strenua sostenitrice di una musica nuova– caratteristica che si riflette nei suoi programmi e nell’entusiasmo che mette in ogni esibizione. Il 2009 ha visto due prime mondiali di concerti scritti per lei da Esa-Pekka Salonen e Colin Matthews. Si è esibita nel Concerto per violino di Salonen, da lui diretta, con la Los Angeles Philharmonic e, in seguito, ha eseguito il pezzo con la Swedish Radio Symphony Orchestra al Stockholm’s Baltic Sea Festival e al Klara Festivala Bruxelles. Ha suonato invece nella “prima” del Concerto per violino di Matthews con la City of Birmingham Symphony Orchestra mentre si è esibita nella première francese di questa composizione con la Orchestre Nationale de Lyon a novembre. Sue future performance sono previste a Francoforte, Katowice ed Helsinki. Si è esibita nella “prima” di Beautiful Passing di Steven Mackey con la BBC Philharmonic nell’ottobre 2008. Leila ha suonato al Salzburg Festival e in tour in Europa con la London Symphony Orchestra (nel concerto per violino elettrico di John Adams The Dharma at Big Sur). Si è esibita anche nel Concerto per violino di Knussen con la Gewandhausorchester Leipzig, mentre ha suonato nella “prima” olandese dello stesso concerto con la Royal Concertgebouw Orchestra ad Amsterdam. Nel 2003 è stata la solista della prestigiosa ‘Last Night of the BBC Proms’ ed è tornata al festival nel 2005, 2006 e 2007. Nell’attuale stagione si è esibita con i Wiener Symphoniker, la Warsaw Philharmonic e Mozarteum Orchester Salzburg. Altri impegni del 2010 prevedono un tour europeo con la Swedish Chamber Orchestra e HK Gruber, così come concerti con la Tonhalle-Orchester diretta da Oliver Knussen, la Mahler Chamber Orchestra con Salonen. Negli Stati Uniti, la Josefowicz ha debuttato con la Chicago Symphony Orchestra nel 2008 e, nella scorsa stagione, è tornata a suonare con le orchestre sinfoniche di San Francisco, Pittsburgh e Montreal e con la Philadelphia Orchestra. Nella presente stagione si esibisce con la Los Angeles Philharmonic al California Festival (curato da John Adams) e la National Symphony Orchestra, Washington, Cleveland Orchestra, e New York Philharmonic. Tiene regolarmente recital con il pianista John Novacek e, recentemente, si sono esibiti insieme al Schwetzinger Festspiele, mentre, negli Stati Uniti, hanno suonato a San Francisco, Pittsburgh, Los Angeles e alla Zankel Hall di New York. L’ultima novità discografica è una registrazione dal vivo del Concerto per violino di Knussen con la BBC Symphony Orchestra, diretta dal compositore ai BBC Proms. Tra le ultime incisioni, inoltre, due acclamati dischi per la Warner Classics– uno con John Novacek e un altro”live” del Concerto per violino e orchestra n. 1 di Šostakovič con la City of Birmingham Symphony Orchestra e Sakari Oramo. Per l’etichetta Philips/Universal, ha inciso il suo disco di debutto di musiche di Čajkovskij e Sibelius con Sir Neville Marriner e ‘Solo’ (incisione di lavori di Bartók, Kreisler, Ysaye, Ernst e Paganini per violino solo, senza orchestra), entrambi premiati con il Diapason d’Or. Altre realizzazioni discografiche comprendono ‘Bohemian Rhapsodies’, una collezione di composizioni per violino virtuosistico con orchestra ,‘For the End of Time’ e ‘Americana’ con il pianista John Novacek, e composizioni di Mendelssohn, Glazunov oltre ai concerti di Prokof’ev con la Montreal Symphony Orchestra diretti da Charles Dutoit. Inoltre, la Josefowicz si esibisce nel brano che dà il titolo all’album di musiche di John Adams ‘Road Movies’ (Nonesuch), che è stato nominato per un Grammy Award. La violinista è stata premiata nel 2008 con il prestigioso MacArthur Fellowship, che accomuna prestigiosi scienziati, scrittori e musicisti che hanno contribuito con la loro opera ad arricchire la vita d’oggi. Beneficiaria di un prestigioso Avery Fisher Career Grant nel 1994 e di un USA Cummings Fellow, Leila Josefowicz suona un Guarneri del Gesu del 1724. |
| Giovedì 27 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 28 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 30 maggio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Ludwig van Beethoven Leonora, ouverture n. 3 in Do maggiore op. 72a Sinfonia n. 1 in Do maggiore op. 21 Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 27 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 28 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 30 maggio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi La Prima e la Quarta Sinfonia di Beethoven secondo Xian Zhang Continua la retrospettiva dedicata a Beethoven del Maestro Xian Zhang, con un concerto a lui interamente dedicato. Il programma si apre con Leonora ouverture n. 3, brano molto conosciuto scritto per l’unica opera di Beethoven. Straordinaria pagina da concerto composta nel 1806, è ricchissima di suggestioni formali e linguistiche, davvero fuori dal comune. Segue la prima grande composizione per orchestra, la Sinfonia n. 1, composta nel 1800 sulla scia dei grandi maestri che lo avevano preceduto, Haydn e Mozart. Lavoro dalla forma perfetta, è un omaggio ad un mondo che si stava chiudendo, il classicismo viennese. Infine, la Sinfonia n. 4, dal carattere prevalente gioioso e dal tono generale più piano e amabile, composta nel 1806. Il concerto sarà replicato a Monza, al Teatro Manzoni, mercoledì 26 maggio alle ore 20.30 Programma: Le difficoltà incontrate da Beethoven nella stesura della sua unica opera Fidelio, sono ben documentate dalle quattro ouvertures che l’incontentabile autore compose per questo Singspiel. Il lavoro andò in scena in prima assoluta a Vienna al Theater an der Wien, il 20 novembre 1805, ma ebbe scarso successo. In realtà i problemi che Beethoven incontrava a proposito dell’ouverture erano i medesimi che lo affliggevano per l’intera opera (alla fine ridotta a due atti). Ripresa nuovamente il 29 marzo 1806, l’opera presenta una nuova sinfonia d’apertura, la Leonora n. 3, la più celebre e la più eseguita nelle sale da concerto. Beethoven ricercò maggiore semplicità ed essenzialità; i contorni della forma-sonata appaiono così più lineari e definiti. Dopo aver maturato un’esperienza nel repertorio sinfonico con i due primi Concerti per pianoforte e orchestra, la Sinfonia n. 1 in Do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven, scritta tra il 1799 e l’inizio del 1800 e dedicata al barone Gottfried van Swieten, segna il passaggio al genere nel quale la creatività dell’autore ha trovato la sua identificazione più celebre. La Sinfonia n. 1, considerata alla sua prima esecuzione nel 1800, sotto la guida dello stesso Beethoven in un concerto a beneficio dell’autore, come rottura rispetto ai modelli settecenteschi di Mozart e Haydn, in realtà si presenta oggi, per i suoi aspetti formali e il linguaggio usato, come anello di congiunzione tra il Settecento musicale e il sinfonismo dell’Ottocento. Schumann paragonò la Sinfonia n. 4 di Ludwig van Beethoven a una “slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici” e, infatti, la composizione è caratterizzata da un’atmosfera di ritrovata leggerezza e equilibrio dopo la grandiosità della Sinfonia Eroica, dovuta forse anche all’occasione cortese che fu il motivo della composizione: scritta nel 1806 su commissione del conte Oppersdorf, venne eseguita per la prima volta nel marzo 1807 presso il principe Lobkowitz. Solo più tardi, nel novembre dello stesso anno a Vienna, si ebbe la prima esecuzione in pubblico, sotto la direzione del compositore. Nella sua ispirata freschezza la Sinfonia n. 4 segna, con il ritorno a un clima spensierato quasi settecentesco, un momento di distensione e idillio nel percorso creativo del compositore. Biografia: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il mese di marzo 2010 segna il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra, che ha diretto in un programma dedicato a Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw; inoltre si è esibita in un programma da camera con le prime parti dell’orchestra con gli arrangiamenti di Schoenberg da Das Lied von der Erde nel Muziekgebouw. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra , la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Residentie Orkest, la Royal Stockholm Orchestra e la Oslo Philharmonic Orchestra, la Zurich Tonhalle, la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la Radio-Symphonieorchester Wien alla Wiener Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra a Washington, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Centre che include la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione. Tra l’altro ha diretto la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. I suoi prossimi impegni nella direzione d’opera saranno una doppia rappresentazione di Stravinskij (diretto da Robert Lepage) per la Netherlands Opera nella stagione 2012/13. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. |
| COMUNICATO STAMPA Bambini in concerto! Saggio di fine anno dell’Orchestra Baby, l’Orchestra Kids, l’Orchestra Sinfonica Junior e il Coro di Voci Bianche de laVerdi - sabato 5 giugno ore 18.00 - ingresso libero Sabato 5 giugno alle 18.00 all’Auditorium di Milano saranno protagonisti i bambini, con un pomeriggio di musica a loro dedicato. Il programma si apre con la premiazione dell’11a edizione del Concorso “Ascolto e Immagino” 2009/2010: i bambini delle scuole primarie, infatti, hanno realizzato alcuni disegni in base alle impressioni e alle emozioni nate durante lo spettacolo/concerto “MOWGLI E COMPAGNI” da Il libro della giungla (musiche di Robert Sherman/Terry Gilkyson, Miklos Rosza) con la voce recitante di Bustric, spettacolo che è stato replicato per le scuole nel febbraio di quest’anno. I dieci elaborati giudicati più significativi verranno utilizzati per le copertine dei libretti di sala per i dieci concerti della rassegna “Crescendo in Musica” della Stagione 2010/2011 della Verdi. Dopo il successo dello spettacolo natalizio, tornano sul palco dell’Auditorium di Milano i ragazzi del Coro di Voci Bianche, dell’Orchestra Baby, dell’Orchestra Kids e dell’Orchestra Sinfonica Junior della Verdi per il saggio di fine anno. I ragazzi del Coro di Voci Bianche, accompagnati al pianoforte da Pietro Cavedon e diretti dal Maestro del Coro Maria Teresa Tramontin, si esibiranno nel seguente programma: Bruno Coulais, Cerf-volant Jacques Offenbach, Belle nuit Karl Jenkins, Adiemus Stevie Nicks, La bella e la bestia Seguirà il concerto dell’Orchestra Baby (6-9 anni), dell’Orchestra Kids (9-12 anni) e dell’Orchestra Sinfonica Junior (12-18 anni). Il progetto di un’orchestra per ogni età è nato dalla collaborazione tra laVerdi e l’Associazione "E’ Musica Nuova" (diretta da Elisabetta Broggi), per la città di Milano e la provincia, una divertente avventura per bambini e ragazzi guidati dai professionisti de laVerdi e da esperti di jazz alla scoperta dei molteplici linguaggi della musica. Durante l’anno le prove settimanali a sezione si sono affiancate a prove d’insieme una volta al mese all’Auditorium di Milano. L’Orchestra Baby e l’Orchestra Kids vengono seguite dall’Associazione "E’ Musica Nuova" di Trezzo sull’Adda, che sin dai primi corsi mette in pratica in una formazione orchestrale ciò che si apprende dalle lezioni individuali; l’orchestra permette, inoltre, di coltivare la passione per la musica d’insieme con l’obiettivo di eseguire repertori di volta in volta più complessi. L’Orchestra Sinfonica Junior nasce nell’autunno del 2007 per volontà della Verdi ed è costituita da una cinquantina di ragazzi compresi tra gli 9 e i 17 anni che sono iscritti regolarmente a corsi di strumento individuali e che dimostreranno un buon grado di padronanza del proprio strumento. Le prove a sezioni e d’insieme si tengono regolarmente una volta alla settimana sotto la supervisione delle prime parti dell’Orchestra Verdi, Luca Santaniello e Lycia Viganò per la sezione degli archi, Raffaella Ciapponi per la sezione dei legni, Giacomo Ceresani per la sezione degli ottoni e Viviana Mologni per la sezione dei timpani e delle percussioni. L’ensemble ha appreso nel corso dell’anno un repertorio originale composto dal Maestro Antonio Eros Negri e da Carlo Ballarini, che hanno rivisitato alcuni brani del repertorio classico e del jazz adattandoli alle capacità tecniche dei ragazzi, oltre a produrre partiture originali. In programma: BABY ORCHESTRA Baby Polka (autore A. E. Negri) L. Boccherini, Minuetto (autore e trascrizioni A. E. Negri) Bingo (autore O. Dantona) Toys Blues BABY ORCHESTRA e KIDS ORCHESTRA G. Gershwin, I Got Rhythm A. E. Negri, Spring Swing KIDS ORCHESTRA R. Schumann, Traumerei (elaborazione A. E. Negri) A. E. Negri, Romanza senza parole D. Ellington, J. Mercer, B. Strayhorn, Satin Doll (orchestrazione A.E.Negri) KIDS ORCHESTRA e ORCHESTRA JUNIOR A. E. Negri, D Blues A. E. Negri, I Green Dixie - Swing ORCHESTRA JUNIOR B. Britten, Simple Symphony, Sentimental Sarabanda (III movimento) B. Britten, March, Coranto, Morris Dance, Danze da Gloriana C. Ballarini, Walking C. Ballarini, Swaying |
| Direttore Onorario Riccardo Chailly Direttore Emerito Rudolf Barshai Direttore Musicale Xian Zhang Direttori Principali Ospiti Wayne Marshall e Helmuth Rilling Direttore Residente Ruben Jais Artisti Residenti Radovan Vlatkovic e Simone Pedroni COMUNICATO STAMPA La nuova Stagione Sinfonica de laVerdi Come di tradizione l’Orchestra e il Coro de laVerdi inaugureranno la Stagione 2010-2011 con un concerto al Teatro alla Scala, domenica 5 settembre: sarà nuovamente Xian Zhang, dopo i grandi successi della sua prima stagione alla Verdi come Direttore Musicale, a dirigere un programma tutto dedicato a Beethoven con l’esecuzione della Fantasia Corale op. 80, al pianoforte Simone Pedroni, artista residente della Fondazione, e della IX Sinfonia. Xian Zhang guiderà poi laVerdi nei 4 programmi di settembre che daranno l’avvio ufficiale alla Stagione 2010-2011 presso l’Auditorium di Largo Gustav Mahler: protagonisti i grandi concerti per pianoforte tardo-romantici, con il pianista Alexander Kobrin impegnato nell’esecuzione del III concerto di Prokof’ev (9-10-12 settembre) e Roberto Cominati nel sempre attesissimo III concerto di Rachmaninov (16-17-19 settembre). Le ultime due settimane del mese di settembre vedranno la Zhang impegnata a dare il via ai due cicli integrali che contraddistinguono la Stagione 2010-2011: quello dedicato a Gustav Mahler, con l’esecuzione della III (23-24-26 settembre) e della IV Sinfonia (30 settembre-1 e 3 ottobre), e quello dedicato a Robert Schumann con la IV Sinfonia (30 settembre-1 e 3 ottobre), proprio nella versione orchestrata da Gustav Mahler. Altri 8 gli appuntamenti con Xian Zhang durante la stagione nei quali saranno protagonisti gli autori del grande e tardo romanticismo: ancora Mahler (V Sinfonia e Das Lied von der Erde), J. Brahms, P.I. Čajkovskij, R. Strauss; non mancheranno due capolavori della musica sacra corale sinfonica, Ein deutsches Requiem di J. Brahms e il Requiem di G. Verdi, come non mancherà l’ormai tradizionale appuntamento di fine d’anno con le compagini artistiche de laVerdi impegnate nella IX Sinfonia di Beethoven. Ritornano, come nelle precedenti stagioni, direttori ed esecutori conosciuti e apprezzati dal pubblico della Verdi: i nostri direttori principali ospiti, Wayne Marshall con 3 appuntamenti (Carmina Burana di Orff, The Planets di Holst, Porgy & Bess di Gershwin, oltre a due novità per il nostro pubblico, una “prima” italiana di Sofia Gubaudulina con una composizione per fisarmonica e orchestra, solista Davide Vendramin, graditissimo ritorno, e il Concerto per 2 pianoforti e orchestra di B. Martinů), ed Helmuth Rilling (Athalia e IV Sinfonia Italiana di Mendelssohn insieme alla trascrizione per orchestra d’archi di Gustav Mahler del quartetto di Franz Schubert La Morte e la Fanciulla). Graditissimi ritorni anche quelli di John Axelrod con 3 appuntamenti (IX Sinfonia di Mahler, III di Schumann, V di Čajkovskij), Damian Iorio, Sir Neville Marriner con un programma interamente schumanniano (Ouverture, Scherzo e Finale – Concerto per Pianoforte – II Sinfonia), Francesco Maria Colombo (con brani di Menotti in occasione del centenario della nascita del compositore cui sarà dedicato anche un concerto della rassegna Crescendo in Musica, Amahl e gli ospiti notturni) e Oleg Caetani. Dopo qualche anno di assenza accoglieremo con grande entusiasmo direttori del calibro di Claus Peter Flor (II sinfonia di G. Mahler e Concerto per pianoforte e orchestra K 503 di Mozart nelle esperte mani di Martin Helmchen), Junichi Hirokami (X Sinfonia di Mahler nella versione Cook), Paul Daniel (VI Sinfonia di Mahler), Adam Fischer (VII Sinfonia di Mahler). Salvatore Accardo e Christian Zacharias si esibiranno nella duplice veste di Solisti e Direttori, il primo in un programma interamente dedicato a Mozart (Serenata Haffner e Sinfonia Linz), il secondo in un concerto tutto austriaco (Concerto per pianoforte K 595 di Mozart e III Sinfonia di A. Bruckner). Come sempre nelle stagioni della Verdi nuovi incontri con artisti internazionali di chiara fama: Antonello Allemandi (I Sinfonia di Schumann e IV di Bruckner), Muhai Tang in un programma dedicato alla Russia di fine ‘800 (Rimsky-Korsakov, Stravinsky), Trisdee Na Patalung con un omaggio a Mozart (Eine Kleine Nachtmusik, Concerto per Flauto e Arpa, Concerto per Clarinetto e Sinfonia 40), John Størgårds (I Sinfonia di Mahler), Tito Ceccherini che ammalierà il nostro pubblico con un concerto di compositori francesi impegnati a descrivere la Spagna, Debussy (Iberia) e Ravel (Concerto per pianoforte e Bolero). Giuseppe Grazioli, artista ben conosciuto ed amato dal pubblico de laVerdi, proporrà la prima esecuzione milanese di un musical, in forma orchestrale, di Bernstein (Wonderful Town) in collaborazione con la Yale Opera. Il Maestro dirigerà inoltre, la domenica mattina, in occasione del centenario della nascita, un ciclo di 10 concerti di musiche del compositore milanese Nino Rota, ciclo che comprenderà non solo le sue celeberrime colonne sonore ma anche le cosiddette composizioni ‘colte’. La Settimana Santa vedrà l’esecuzione della tradizionale Passione di J.S. Bach, quest’anno la Matthaus, affidata alla direzione di Ruben Jais che ci proporrà, inoltre, per il secondo anno, una serie di concerti dedicati alla musica barocca insieme alla neonata formazione de laVerdi Barocca. Oltre ai solisti già citati avremo l’onore di ospitare nella Stagione 2010-2011, nei 38 programmi che la compongono, molti altri artisti di fama mondiale quali Daniel Müller-Schott impegnato nel Concerto per Violoncello e orchestra di R. Schumann (14-15-17 ottobre), Yossif Ivanov con il Concerto per Violino di I. Stravinskij (4-5-7 novembre), Natasha Korsakova, gradito ritorno, con il Concerto per Violino e orchestra n. 1 di D. Sostakovic (18-19-21 novembre). Ricordiamo inoltre Alison Balsom con la sua brillante tromba per il Concerto per Tromba di F.J. Haydn (13-14-16 gennaio), Arabella Steinbacher impegnata nel Concerto per Violino e orchestra di Čajkovskij (3-4-6 marzo), Benedetto Lupo, che dopo i trionfali successi con le grandi orchestre americane tornerà ad esibirsi per il nostro pubblico nel pirotecnico e virtuosistico Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 1 di F. Liszt (17-18-20 marzo), Jennifer Micallef in duo con Glen Inanga per il Concerto per 2 pianoforti e orchestra di B. Martinů (31 marzo - 1 e 3 aprile), Radovan Vlatkovic, presenza ormai stabile nella programmazione della Fondazione che, grazie al suo virtuosismo, affascina e coinvolge il pubblico, questa volta nel Concerto n. 1 per Corno e orchestra di R. Strauss (7-8-10 aprile), Kolja Blacher con il Concerto per Violino e orchestra di R. Schumann (5-6-8 maggio), e a chiudere la stagione insieme a Xian Zhang Martin Fröst nei Concerti per Clarinetto e orchestra di A. Copland e A. Shaw (9-10-12 giugno). |
| COMUNICATO STAMPA CONCERTO STRAORDINARIO Sabato 29 maggio 2010 ore 21.00 CONCERTO PER IL BICENTENARIO DELLA RIVOLUZIONE DI MAGGIO IN ARGENTINA Luis Bacalov, Caminos del sur suite per pianoforte e archi Astor Piazzolla, Aconcagua concerto per bandoneón e orchestra Luis Bacalov, Astoreando per pianoforte e archi Luis Bacalov, Tangana Ostinato per pianoforte, bandoneón e archi Astor Piazzolla, Oblivion per bandoneón e orchestra Alberto Ginastera, Estancia suite dal balletto Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Bandoneón Gianni Iorio Direttore e solista Luis Bacalov Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 29 maggio 2010 ore 21.00 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Luis Bacalov per il “concerto argentino” Sabato 29 maggio alle ore 21.00, torna a dirigere laVerdi il Maestro Luis Bacalov, pianista, compositore e direttore d’orchestra argentino. Accanto a lui sul palco dell’Auditorium di Milano il bandoneonista Gianni Iorio, uno dei maggiori interpreti di questo strumento. Il programma del concerto affianca musiche dello stesso Bacalov, come Caminos del sur e Astoreando, a brani di Astor Piazzolla e Alberto Ginastera, i due più grandi compositori di tango. Il concerto è l’occasione per celebrare il Bicentenario della Rivoluzione di Maggio in Argentina: la cosiddetta “Revolución de Mayo” costituì un processo storico che produsse nell’anno 1810 la rottura dei vincoli coloniali con la Spagna, che si trovava al centro di importanti conflitti politici con la Francia. Il fermento alimentato dalla notizia dell’occupazione della Spagna da parte delle armate napoleoniche, fece sì che il 25 maggio 1810 il Vicerè Cisneros venne deposto e a Buenos Aires venne istituita la Prima Giunta Rivoluzionaria. Il 9 luglio 1816 il congresso di Tucuman proclamò la piena indipendenza, e le terre Argentine vennero chiamate Province Unite del Rio della Plata (Provincias Unidas de América del Sur). Biografie: Pianista, compositore (Misa Tango ha aperto il Festival di Pasqua della Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel 1999, Il Postino, Premio Oscar a Los Angeles per le musiche per film), direttore d'orchestra (nominato direttore stabile della Orchestra della Magna Grecia), Luis Bacalov è nato a Buenos Aires, dove inizia la sua formazione musicale all'età di cinque anni, studiando pianoforte con Enrique Barenboim, continuando quindi con Berta Sujovolsky (allieva di Artur Schnabel). Inizia ben presto l'attività concertistica in Argentina come solista e in duo con il violinista Alberto Lisy, nonché in gruppi di musica da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la Televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica delle Americhe dell’Ottocento e del Novecento. In Italia e in Francia, a partire dagli anni '60, si dedica anche alla composizione di musiche per il cinema, collaborando con registi quali Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Faccini, Giraldi, Wertmüller, Kurys, Stora, Lefebvre, Borowczyk, Greco, i fratelli Frazzi, Pasolini, Fellini, Radford e Rosi. E’ anche l’autore delle musiche di Il cielo cade con la regia dei fratelli Frazzi con i quali ha collaborato anche per Almost American. Per le musiche de Il Postino, con la regia di Michael Radford, ha avuto numerosi premi e nomination: il Davide di Donatello, il Globo d'Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d'Argento dell'Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Oscar della Academy of Motion Pictures Arts and Science, il Premio Bafta (British Academy for Film and Television Arts), il Premio Nino Rota. Per La tregua di Francesco Rosi ha ottenuto una nomination per il Davide di Donatello e per il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini una nomination dalla A.M.P.A.. Ha vinto il Globo d’oro per la musica del film Il Consiglio d’Egitto di Emidio Greco. Come pianista si è dedicato a partiture di Bach, Chopin, Beethoven, Strawinskij e Berio, tra le altre. Come direttore d'orchestra, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latino-americani, incluse le sue proprie. Ha inaugurato la Cavea dell'Auditorium, Parco della Musica di Roma il 2 luglio 2003 con il programma "Cinema Italiano", dirigendo l'Orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha suonato al pianoforte Triple Concierto, per soprano, bandoneon e pianoforte, da lui composto e presentato in prima esecuzione dalla Santa Barbara Symphony Orchestra in California, ripreso dall' Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e recentemente dalla Rotterdam Philharmonic. E' stato recentemente ospite dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove ha suonato con la celebre concittadina Martha Argerich in occasione dei programmi dedicati ad autori latino americani. E' autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra. La sua composizione per soli, coro e orchestra intitolata Misa Tango, registrata dalla D.G.G. sotto la direzione di Myung-Whun Chung con Placido Domingo, Ana Maria Martinez e Hector Ulises Passarella, è stata eseguita a Roma con l’Orchestra della Accademia Nazionale di Santa Cecilia durante il Festival di Pasqua 1999. Per la D.G.G. Luis Bacalov ha registrato, nella rielaborazione per pianoforte e orchestra, i tanghi di Piazzolla e il suo Tangosain. L’intero album DGG\Universal ha avuto la nomination al Latin American Grammy Awards 2001. Ha più volte diretto Misa Tango, tra cui a Palermo al Teatro Massimo e a Bari in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, concerto trasmesso dalla Radiotelevisione Italiana. Ha diretto la prima esecuzione mondiale della sua prima opera teatrale Estaba la Madre che, su commissione del Teatro dell'Opera di Roma, è andata in scena al Teatro Nazionale di Roma con la regia di Giorgio Barberio Corsetti nel 2004 e ripetuta nel 2005. Estaba la Madre ha avuto la prima esecuzione in Argentina al Teatro di La Plata (Buenos Aires) nel novembre del 2007 sotto la direzione dell'autore. A Città del Messico nel 2006 Luis Bacalov ha diretto la prima mondiale della sua opera Un ingenioso hidalgo en America. Nel luglio 2008 ha diretto, a Siena per l'Accademia Musicale Chigiana, la prima mondiale della sua opera-balletto y Borges cuenta que...,con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, un omaggio a uno dei suoi più importanti connazionali, opera che è stata ripresa dal Teatro Verdi di Pisa nel dicembre 2009. L'Ente Arena di Verona gli ha tributato recentemente un omaggio con un concerto gala al Teatro Filarmonico durante il quale sono state eseguite in prima mondiale partiture per pianoforte, bandoneón e orchestra. Ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di compositore tra cui il Premio Nino Rota e nel 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha consegnato il Premio Vittorio de Sica per il settore Cultura come personalità di rilievo nel campo della musica. E' docente di composizione di musica per il cinema alla Accademia Chigiana di Siena . Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d'incontro fra diverse culture musicali, approdando ad un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea). Gianni Iorio, nato a Foggia nel 1972, ha compiuto i suoi studi musicali presso il Conservatorio di Musica “U. Giordano” di Foggia, diplomandosi in pianoforte con il massimo dei voti e la Menzione d’Onore. Fin dai primi mesi di studio è risultato vincitore di numerosi concorsi pianistici e di musica da camera nazionali e internazionali. Sono da ricordare i primi premi ai concorsi: “A.M.A. Calabria” di Lamezia Terme (edizioni 1983 e 1991), “G.B. Pergolesi” di Napoli, “Agorà 80” di Roma, “Euterpe” di Corato, “I. Strawinsky” di Bari, 3o Internatinal Competition of Music “M. Polivineo Tribute” di Teramo, “Giuseppe Vignali” di Verucchio, “Città del Vasto”, “Franz Schubert “ di Tagliolo Monferrato, concorso internazionale “Lario in musica” di Varenna. Oltre ai concorsi ha sostenuto numerosi concerti pianistici presso importanti associazioni musicali nelle principali città italiane: Bari, Firenze, Pescara, Bologna, Genova, Napoli, Roma, Torino, Milano, Venezia, Verona. Ha sostenuto numerosi corsi di perfezionamento con pianisti di fama internazionale quali Massimo Bertucci, Carlo Bruno, Franco Scala e Sergio Perticaroli. Ha intrapreso una brillante attività concertistica in qualità di bandoneonista sostenendo numerosi concerti nei teatri, jazz club e festival jazz più prestigiosi d’Europa tra i quali sono da ricordare: Teatro Eliseo di Roma, Comunale di Bolzano, La Fenice di Venezia, Lauro Rossi di Macerata, Paisiello di Lecce, Giordano di Foggia, Abeliano di Bari, Piccolo Regio di Torino, Teatro Massimo di Palermo, Teatro “Giovanni da Udine”di Udine, Teatro Rossetti di Trieste Palazzo Barberini e Teatro Ambra Jovinelli di Roma, Palazzo Grassi di Venezia, Castello di Nymphenburger a Monaco di Baviera, La Palma club e Alexanderplatz jazz club a Roma, Ferrara jazz club, Folk Club a Torino Porgy & Bess a Vienna, Duc de Lombard a Parigi, B.P. jazz club di Zagabria, Festival Internazionale della Valle d’Itria, Festival Internazionale di Fivizzano, Festival Internazionale di Tagliacozzo, Festival Internazionale di Cervo Ligure, Festival “Musiche Sulle Bocche “, Macerata Jazz Festival, Festival Italo Argentino “Un Ponte Tra Culture”, Bolzano Jazz & Other, Villa Celimontana Jazz Festival di Roma, Dusseldorf Jazz Rally, Istituto Italiano di Cultura a Bucarest, Varsavia Jazz Festival, Cracovia festival, Gulf jazz festival (Emirati Arabi e Kuwait) e altri. Nel 1999 ha fondato il gruppo strumentale “Nuevo Tango Ensamble” registrando 3 CD: “Astor’s mood”, “A night in Vienna”e “Tango Mediterraneo” I cd sono stati recensiti dalle più importanti riviste e siti web specializzati: Amadeus, CD Classics, Jazzit, Musica Jazz, www.piazzolla.org, www.jazzconvention.net. Ha registrato per importanti etichette discografiche quali Real Sound, Philology, Dodici Lune, Jazzhaus e Rai Trade. Ha collaborato e collabora attualmente con artisti di fama internazionale quali Gustavo Toker, Alfredo Marcucci, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Marco Siniscalco, Gianluca Renzi, Michele Rabbia, Luis Bacalov, Horacio Ferrer, Michele Placido ecc… Attualmente è Direttore e 1° Bandoneon della “Grande Orquesta Tipica di Tango di Alfredo Marcucci”. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 20 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 21 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 23 maggio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Ludwig van Beethoven Concerto n. 4 in Sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 58 Sergej Prokof’ev L’amore delle tre melarance, suite sinfonica op. 33 bis Sergej Rachmaninov Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Hüseyin Sermet Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 20 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 21 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 23 maggio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Il pianoforte a dialogo con l’orchestra nel Concerto n. 4 di Beethoven Attesissima all’Auditorium di Milano, ritorna Xian Zhang, Direttore Musicale della Verdi, per il primo dei quattro concerti che la vedranno protagonista con la nostra orchestra nei mesi di maggio e giugno, nei quali continua la retrospettiva dedicata a Beethoven. Il programma si apre con il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra op. 58 di Beethoven, con il pianista turco Hüseyin Sermet, artista di grande talento che torna ad esibirsi con la Verdi. Il Concerto n. 4 è uno dei più eseguiti anche per la sua incredibile energia e per l’inconsueta sperimentazione formale che lo pervade, come emerge nel terzo movimento, un rondò lanciato a folle velocità dove il solista è chiamato ad esibirsi in prodigi virtuosistici di grande perizia. Segue la suite sinfonica de L’amore delle tre melarance, scritto da Prokof’ev nel 1919 su commissione dell’Opera House di Chicago; l’autore sceglie un racconto settecentesco e lo anima di suoni e visioni che evocano un mondo bello e imperfetto. Infine, la Sinfonia n. 2 di Rachmaninov, composta tra il 1906 e il 1908, di presa immediata e dall’ascolto sempre piacevole. Programma: Con il Concerto per pianoforte n. 4 in Sol maggiore op. 58, composto tra il 1805 e la fine del 1806, contemporaneamente alla prima versione del Fidelio e alla Quinta Sinfonia, Beethoven ha rinnovato tra tradizionale forma del concerto classico, rivoluzionando anche il rapporto tra strumento solista e orchestra. Al primo movimento di carattere poetico e intimistico Allegro moderato segue il secondo movimento Andante con moto, che contrappone la violenza orchestrale alla raccolta poesia del pianoforte; la pagina si conclude in un clima di serena eleganza con il Rondò. Il concerto venne eseguito la prima volta in privato nel marzo 1807, con il compositore al pianoforte, mentre la prima esecuzione pubblica ebbe luogo nel dicembre 1808. L’amore delle tre melarance è la prima opera di Sergej Prokof’ev, composta nel 1919 e ispirata ad una fiaba di Carlo Gozzi. Alla sua prima esecuzione, sotto la guida dello stesso Prokof’ev presso l’Opera House di Chicago il 30 dicembre 1921, l’opera suscitò un grande scandalo per il suo tono profondamente antirealistico, parodistico e fantastico. Ciò che risultò invece immediatamente chiaro fu il trattamento dell’orchestra, dalle sonorità scolpite, elevata a rango di protagonista. Per questo motivo i brani esclusivamente affidati agli strumenti, divennero immediatamente i più popolari della partitura, e convinsero l’autore ad elaborare la Suite sinfonica in sei movimenti a partire dal 1922. A Parigi la Suite fu tenuta a battesimo dall’autore il 29 novembre 1925; nonostante l’esordio non felicissimo si impose ben presto, divenendo nel corso del Novecento ben più popolare dell’opera da cui fu tratta. Le tre sinfonie di Sergej Rachmaninov si trovano raramente nei cartelloni delle sale da concerto. La Sinfonia n. 2 appartiene ancora pienamente al periodo russo del compositore, prima del trasferimento negli Stati Uniti, e venne scritta essenzialmente durante un soggiorno del compositore a Dresda nel 1907, in una delle fasi di maggiore creatività. Potrebbe essere definita la “Sinfonia del riscatto”: pur affermato nel panorama musicale russo come direttore d’orchestra e come eccezionale virtuoso del pianoforte, ai tempi della stesura di quest’opera Rachmaninov non aveva ancora del tutto digerito il fiasco della Prima Sinfonia, eseguita per la prima volta nel 1895 a San Pietroburgo sotto le solerti cure interpretative di Aleksandr Glazunov. La Sinfonia, articolata nei tempi Largo-Allegro, Allegro molto, Adagio e Allegro viviace, venne eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 26 gennaio 1908 sotto la direzione dell’autore. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Il mese di marzo 2010 segna il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra, che ha diretto in un programma dedicato a Strauss, Stravinskij, Prokof’ev e Ades al Concertgebouw; inoltre si è esibita in un programma da camera con le prime parti dell’orchestra con gli arrangiamenti di Schoenberg da Das Lied von der Erde nel Muziekgebouw. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra , la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Residentie Orkest, la Royal Stockholm Orchestra e la Oslo Philharmonic Orchestra, la Zurich Tonhalle, la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la Radio-Symphonieorchester Wien alla Wiener Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra a Washington, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra in un concerto al Lincoln Centre che include la prima mondiale di un nuovo lavoro di Augusta Read Thomas, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione. Tra l’altro ha diretto la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. I suoi prossimi impegni nella direzione d’opera saranno una doppia rappresentazione di Stravinskij (diretto da Robert Lepage) per la Netherlands Opera nella stagione 2012/13. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Il pianista, compositore e pedagogo turco Hüseyin Sermet è un artista al culmine del suo successo; il suo vasto repertorio, raffinato nel corso di una prestigiosa carriera trentennale, riflette i suoi interessi musicali e la versatilità pianistica. Ha suonato e registrato dischi con alcuni dei migliori musicisti del mondo, tra cui Semyon Bychkov, David Robertson, Lorin Maazel, Mstislav Rostropovich, Maria João Pires, e ha collaborato con orchestre quali la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Shanghai Symphony Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, NHK Symphony Orchestra, Orchestre de Paris e la Detroit Symphony Orchestra. La stagione 2009/10 lo vede impegnato in tutta Europa e Sud Est Asiatico. Nel novembre 2009 ha unito il Concerto per pianoforte n. 3 di Bartók (accompagnato dal Luzerner Sinfonieorchester diretta da Jonathan Nott) con un programma serale dedicato alla musica di Alkan - un compositore che Sermet ha instancabilmente promosso - prima di iniziare una tournèe in Germania con la Bamberger Symphoniker, sotto la direzione di Ilan Volkov. L’innovazione nella sua programmazione continua a gennaio del 2010 con un recital dal tema orientale presso la Cité de la Musique a Parigi, a febbraio debutta al Southbank Centre di Londra, nell'ambito del Piano International Series. Altre novità nella stagione 2009/10 includono i debutti con la Danish National Symphony Orchestra, Sinfonieorchester Basel, l'Orchestre National de Montpellier (con Lawrence Foster) e torna ad esibirsi con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi di Milano (sotto la direzione del suo nuovo Direttore Musicale Xian Zhang). Sermet a ottobre si esibirà anche alla Konzerthaus di Vienna sia come pianista che come compositore (in collaborazione con il multi-percussionista Grubinger Martin). A dicembre è impegnato con spettacoli di musica da camera a Lione con i fratelli Capuçon. Mentore per giovani talenti e molto apprezzato per le sue molte apparizioni in Giappone, Sermet è stato invitato dalla NHK TV come protagonista in una serie televisiva dedicata ai corsi di perfezionamento di giovani pianisti. Quest’anno, inoltre, farà parte della giuria del Concorso per pianoforte Busoni in Italia. Le sue composizioni includono Réminiscence che è stato premiato al Festival di Empéri nel 1997 e trasmessa in diretta da France Musique, Dream and Nightmare (2004) commissionata dalla Tokyo Symphony Orchestra, e Sculptures (2006) commissionata dalla İş Bank. Hüseyin Sermet ha realizzato una serie di registrazioni per Naïve, Harmonia Mundi ed Erato. I dischi premiati includono anche la sua prima raccolta delle composizioni per pianoforte solo di Ravel, tre dischi dedicati a Alkan (tutti vincitori del Diapason d'Oro), un disco con le opere di Schubert a quattro mani con Maria João Pires, e la Sonata e le opere tardive di Liszt (entrambe Choc du Monde de la Musique). Ha studiato al Conservatorio di Stato di Ankara, al Conservatorio di Parigi (dove ha studiato con Thierry de Brunhoff, Olivier Messiaen e Nadia Boulanger), al Conservatorio di Londra (studiando con Maria Curcio); Sermet ha vinto premi ai concorsi pianistici Maurice Ravel, Chopin Palma de Mallorca, Ettore Pozzoli, Francesco Paola Neglia, Queen Elizabeth e Geza Anda. Altri riconoscimenti includono premi ai concorsi di musica da camera di Monaco di Baviera e Parigi, mentre il suo Quartetto d’archi si aggiudica il premio al concorso per composizione Lili Boulanger. Inoltre è Dottore “Honoris Causa” dell’Università Bogazici di Istambul e dell’Università di Marmara. E’ stato insignito del titolo di “Artista di Stato” in Turchia. |
| Giovedì 13 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 14 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 16 maggio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Franz Schubert Sinfonia n. 6 in Do maggiore D 589 La piccola Béla Bartók Il castello del duca Barbablù, opera in un atto Basso Horia Costantin Sandu Mezzosoprano Leann Sandel-Pantaleo Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Oleg Caetani Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 13 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 14 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 16 maggio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Il tenebroso castello di Barbablù raccontato da Bartók Torna a dirigere laVerdi uno dei suoi direttori più amati, il Maestro Oleg Caetani, con un programma insolito ma affascinante, che accosta due brani appartenenti a due mondi distanti: la Sinfonia n. 6 di Schubert e la versione in forma di concerto de Il castello del duca Barbablù di Bartók. Il concerto si apre con Sinfonia n. 6 detta La piccola, scritta da Schubert tra il 1817 e il 1818, all’età di venti anni: quando Schubert inizia a lavorare alla sua Sinfonia, Beethoven aveva già scritto le prime otto e si accingeva a comporre la Nona. Iniziava, allora, a scalare la montagna del sinfonismo, avendo davanti a sé l’esempio di Beethoven e decidendo umilmente di percorrere un proprio percorso artistico. Segue Il castello del duca Barbablù di Bartók iniziato nel 1910. Béla Balázs, scrittore di talento e amico del compositore, sottopose alla sua attenzione e a Zoltán Kodály un suo breve dramma ispirato al fiabesco personaggio di Barbablù. Nacque l’opera in un atto Il castello del duca Barbablù, rilettura moderna in chiave psicoanalitica di miti e favole antichi. Martedì 11 maggio, ore 18.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano “Una fiaba che gronda sangue: Il castello del duca Barbablù di Bartok” Con Mario Marcarini, storico della musica, e Giuseppe Di Leva, librettista. Programma: La Sinfonia n. 6 in Do maggiore D 589 La piccola di Franz Schubert venne iniziata nell’ottobre 1817 e terminata nel febbraio 1818. La Sinfonia è detta “Piccola”, per distinguerla dall’ultima, il suo capolavoro postumo. Quando Schubert iniziò a lavorare a La piccola, Beethoven aveva già scritto tutte le sue Sinfonie, tranne la Nona. Nonostante ciò, Schubert decise di seguire il proprio percorso artistico, diverso e originale. Pensando all’orchestra come uno strumento, Schubert aggiunse all’orchestra di Haydn soltanto una coppia di clarinetti: il suo mondo sinfonico era completamente trasformato, coinvolgendo tutta l’orchestra in modo organico. La Sesta fu la prima sinfonia di Schubert eseguita in un concerto pubblico a Vienna, poco dopo la sua morte. Bartók completò la sua unica opera lirica nel 1911 all’età di trent’anni. Il castello del duca Barbablù è basato su un testo dello scrittore e poeta ungherese Béla Balàzs (1884-1949). Inizialmente sottoposta ad una commissione artistica, l’opera venne bocciata. Nonostante ciò venne messa in scena all’Opera Nazionale di Budapest nel 1918, ottenendo un grande successo. Poiché le idee politiche del librettista Balàzs costituivano un’eresia per il governo ungherese, le autorità diedero l’ordine che il suo nome venisse eliminato nelle successive rappresentazioni. Ma Bartók rifiutò. Nel 1918 ritirò l’opera e Budapest dovette attendere ben vent’anni prima di assistere a un’altra messa in scena del Castello del duca Barbablù. Anche all’estero si ebbero poche rappresentazioni: la colpa di solito veniva attribuita alla trama, giudicata piuttosto statica e praticamente priva di azione scenica. La rilettura moderna dei miti e delle favole, la loro interpretazione psicoanalitica, era comunque un tratto diffuso nel teatro musicale del primo Novecento europeo. Biografia: Oleg Caetani è direttore d’opera e di concerto e reputa egualmente importanti questi due aspetti del suo lavoro. Il maestro considera Nadia Boulanger l’ispiratrice della sua carriera: ha scoperto il suo talento, lo ha iniziato alla musica e gli ha insegnato un approccio filosofico alla vita legato a Montaigne, stile di vita cui si ispira tutt’oggi. Al Conservatorio di Santa Cecilia ha frequentato la classe di direzione d’orchestra di Franco Ferrara e ha studiato composizione con Irma Ravinale. A diciassette anni, ha debuttato a teatro con Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi. Dopo aver studiato le Sinfonie di Šostakovič con Kondrashin al Conservatorio di Mosca, si è diplomato con Ilya Mussin al Conservatorio di San Pietroburgo con il massimo dei voti, dirigendo la Quinta sinfonia di Šostakovič. Vincitore del concorso alla Rai di Torino, di quello “Karajan” a Berlino, ha dato inizio alla sua carriera alla Berlin State Opera “Unter den Linden” come assistente di Otmar Suitner. L’esperienza in un grande teatro d’opera con tutte le opere di Wagner e Strauss ha dato una svolta decisiva al suo repertorio. La profonda esperienza di Caetani, ora ormai trentennale, nel repertorio operistico da Verdi a Musorgskij e Wagner (incluse alcune produzioni del Ring) ha influenzato il suo approccio alle grandi composizioni sinfoniche del ventesimo secolo (in particolare Bartòk, la seconda scuola di Vienna e l’impressionismo francese). La prima opera da lui diretta a 24 anni è stata Eugene Onegin nel 1981, appena diplomato al Conservatorio di San Pietroburgo. Da allora, Čajkovskij ha rappresentato un ruolo importante nel suo repertorio. Ha diretto nuove produzioni de La pulzella d’Orléans a Strasburgo (prima rappresentazione in Francia nel 1998), La dama di picche con J. Schaaf a Stoccarda e Lo schiaccianoci a Zurigo con la collaborazione di Mario Botta. Ha da poco inciso tutte le Sinfonie di Čajkovskij compresa Manfredi (2008). Il Financial Times ha scritto al proposito: “Avevamo bisogno di un’altra incisione di Čajkovskij? Dopo aver ascoltato e riascoltato queste registrazioni live, la risposta è un enfatico ‘sì’. Caetani non è un ciakovskiano indulgente..lascia parlare Čajkovskij da solo: il rigore contrappuntistico, l’emozione, l’allusione occasionale all’isteria in una struttura classica…un tesoro prezioso”. Dopo aver diretto nel 1983 Oedipe di Enescu come prima opera da direttore professionista, Caetani ha incrementato la conoscenza della musica del compositore romeno laddove era possibile. Come risultato, al seguito delle sue performance di Oedipe per l’inaugurazione del Festival Enescu nel 2009, ha ricevuto la Legion d’onore della Repubblica di Romania per la diffusione della musica di Enescu nel mondo. Caetani si è dedicato alla registrazione e alla direzione di opere di compositori meno noti del ventesimo secolo quali Mosolov, Pizzetti, Gerhard e altri. Le sue incisioni delle Sinfonie di Tansman, con etichetta Chandos, hanno vinto il Diapason d’Or nel 2006 e nel 2008. Sin dall’epoca degli studi, la musica di Šostakovič ha ricoperto un ruolo centrale nel suo repertorio. Caetani ha tradotto il libretto del Naso in tedesco per la produzione a Francoforte nel 1991. Ha diretto la “prima” italiana di Moscow Cheriomushki nel 2007 e molte première delle Sinfonie di Šostakovič in tutto il mondo; ha inoltre inciso il primo ciclo completo delle Sinfonie di Šostakovič con l’Orchestra Verdi di Milano. I CD hanno vinto molti premi: 10/10 da Classical Today in USA, ffff Tèlèrama in Francia e Record Geijutsu in Giappone. Lo lega un rapporto profondo con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che dirige regolarmente dal ’99 e che ha portato sia in una estesa tournée sudamericana, sia in una, più recente, in Spagna. Nell’aprile 2008 ha diretto la Verdi in Vaticano in un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, alla presenza del Presidente della Repubblica Napolitano: il concerto è stato trasmesso in eurovisione. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala con Turandot dove è tornato nel 2005 per Otello. Ha inaugurato la stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nel 2001 con Don Pasquale. Tra gli impegni recenti ricordiamo Sir John in love di Ralph Vaughan Williams all’English National Opera, l’Olandese volante al Teatro dell’Opera di Roma, L’enfant et les sortilèges al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi. Dirige regolarmente orchestre quali Staatskapelle Dresden, Munich Philharmonic, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Gewandhausorchester, Wiener Symphoniker (con cui ha registrato Poliuto di Donizetti per Emi-Cbs), Orchestre National de Radio France, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Accademia di Santa Cecilia, Yomiuri Orchestra. Futuri impegni prevedono La voix humaine, Il castello del principe Barbablu e Don Carlos a Colonia, Butterfly a Berlino, e numerosi concerti con la Sydney Symphony, il Maggio Musicale Fiorentino, la Tchaikovsky Symphony Orchestra, Metropolitan Orchestra di Tokyo e l’Orchestra nazionale di Spagna. |
| Stagione 2010/2011 |
| Giovedì 6 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 7 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 9 maggio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Anatoli Liadov Il lago incantato op. 62 Antonin Dvořàk Concerto in Si minore per violoncello e orchestra op. 104 Igor Stravinskij L’uccello di fuoco, suite dal balletto op. 20 (versione 1919) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Alban Gerhardt Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 6 maggio 2010 ore 20.30 Venerdì 7 maggio 2010 ore 20.00 Domenica 9 maggio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Omaggio ai Ballets Russes. La fiaba dell’uccello di fuoco. Torna sul podio della Verdi il Maestro Wayne Marshall, con un concerto interamente dedicato alla musica dell’Est europeo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il programma si apre con Il lago incantato di Anatoli Liadov, autore russo poco conosciuto, che si formò al Conservatorio di San Pietroburgo con Rimskij-Korsakov: la composizione dal carattere mistico e placido, venne scritta tra il 1908-1909. Segue il Concerto in Si minore per violoncello e orchestra op. 104 di Antonín Dvořák, che vedrà esibirsi il solista Alban Gerhardt, impostosi già da alcuni anni tra i migliori violoncellisti del nostro tempo, con il suo suono inconfondibile e le sue capacità interpretative dall’eccezionale originalità. Il Concerto di Dvořák è uno dei più amati di sempre, scritto dall’autore durante gli ultimi mesi del soggiorno americano, nel 1895. Infine chiude il programma uno dei brani più conosciuti di Stravinskij, L’uccello di fuoco, composto tra il 1909 e il 1910: fu questo il primo dei tre balletti da lui scritti, uno dei capisaldi della musica del Novecento. Programma: Tra i musicisti russi della seconda metà dell'Ottocento e del primo Novecento Anatolij Ljadov è uno dei meno conosciuti. Ciò, nonostante fosse perfettamente inserito in quel fervido ambiente pietroburghese che produsse gli esiti straordinari noti a tutti (tra cui Musorgskij, Stravinskij, Rimskij-Korsakov, Glazunov). Lo scarno catalogo delle sue partiture comprende rielaborazioni di temi altrui o di motivi popolari (variazioni, parafrasi, arrangiamenti); nelle occasioni in cui scriveva musiche originali, preferiva rifugiarsi nelle miniature, al punto che non arrivò mai a comporre brani su larga scala. Da Rimskij ereditò una straordinaria conoscenza tecnica dei mezzi compositivi e la passione per la trasposizione musicale delle fiabe della tradizione russa. Tra queste Il lago incantato, lavoro pubblicato nel 1909. Ljadov realizza una sorta di quadro musicale in cui dipinge un lago ghiacciato nella notte boreale. Nulla accade: semplice e pura contemplazione della natura, interamente sorretta dall'irreale e magica atmosfera che il musicista riesce a descrivere. Antonín Dvořák completa la musica del Concerto in Si minore per violoncello e orchestra op. 104 alla fine del suo secondo soggiorno americano, tra la fine del 1894 e l’inizio del 1895. L’impostazione musicale dei tre movimenti del Concerto risulta quasi più vicina a quella di una sinfonia per il ruolo essenziale dell’orchestra nella presentazione e nello sviluppo di temi e strutture. Il concerto venne eseguito la prima volta a Londra il 19 marzo 1896, sotto la direzione dell’autore e nell’interpretazione solistica di Leo Stern. Il balletto L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij venne composto tra il 1909 e il 1910. Fu questo il primo grande successo internazionale del compositore e segnò l’inizio di una lunga e fortunata collaborazione con Diaghilev per i Ballets Russes. Il balletto, ispirato a fiabe popolari russe, fu presentato a Parigi il 25 giugno 1910. In questa partitura, nata sotto l'influenza del colorismo orchestrale di Rimskij-Korsakov, Stravinskij mostra già una viva personalità e un'audacia ritmica e armonica che va molto al di là degli insegnamenti del maestro. La Suite più comunemente eseguita fu preparata nel 1919, per un organico più piccolo. Biografie: Alban Gerhardt si è imposto tra i migliori violoncellisti del nostro tempo già da un decennio. Il suo suono è inconfondibile e le sue capacità interpretative si distinguono per l’eccezionale originalità; il violoncello semplicemente canta sotto le sue mani, opere note rinascono e lavori sconosciuti prendono vita con risonanza e stile. È uno di qui rari artisti capaci di affascinare il pubblico con un infallibile istinto musicale, intensità emotiva e una presenza magnetica sul palcoscenico. Alban Gerhardt è in rottura con le restrizioni imposte alla musica classica dalla tradizione del recente passato per portare l’entusiasmo della musica classica a un pubblico più giovane, ragione della sua dedizione al progetto “Rhapsody in School”. Dopo i primi successi nei concorsi e il suo debutto a 21 anni con la Berlin Philharmonic e la direzione di Semyon Bvchkov, inizia la sua carriera 19 anni fa, carriera che lo porterà nel frattempo a collaborare con più di 180 diverse orchestre in tutto il mondo, tra le quali le migliori orchestre americane ed europee ( inclusa l’ Orchestra di Cleveland e di Philadelphia, la San Francisco Symphony e la Los Angeles Philharmonic) sotto la bacchetta di direttori quali Kurt Masur, Christoph von Dohnányi, Michael Tilson-Thomas, Christoph Eschenbach, Christian Thielemann, Sir Neville Marriner, Marek Janowski, Leonard Slatkin, Sakari Oramo, Paavo Järvi e Miguel Hardt-Bedoya. Nella stagione 2008/2009 Alban Gerhardt ha debuttato con la WDR Radio Symphony Cologne (T. Koopman), la Radio Philharmonic Saarbrücken, Oslo Philharmonic, Finnish Radio Orchestra Helsinki, le Orchestre Sinfoniche di Sydney, Melbourne, della Tasmania e della Nuova Zelanda (tournée con J. Jones). Ha suonato di nuovo con la Boston Symphony Orchestra, la Radio Symphony Hamburg (C.v. Dohnányi) e la Radio Symphony Berlin (M. Janowski), la Konzerthausorchester Berlin, la Gürzenich-Orchestra Köln (M. Stenz), la City of Birmingham Symphony Orchestra (A. Nelsons), la Oslo Philharmonic, la Finnish Radio Symphony così come con la Czech Philharmonic (E.Gulberg Jensen). Gli appuntamenti della stagione 2009/2010 comprendono la prima esecuzione mondiale del concerto scritto per Alban da Unsuk Chin, eseguito ai Proms nella Royal Albert Hall di Londra con la BBC Scottish Symphony (I. Volkov) prémieré subito seguita dal suo debutto con la Concertgebouw Amsterdam (N. Järvi), con la Tonhalle di Zurigo (A. Nelsons), la Danish Radio Symphony, la Vienna Symphony (A. Boreyko), l’ Orchestre National de France (Kurt Masur), l’ Orchestre Philharmonique de Strasbourg (M. Albrecht), la Deutsche Sinfonieorchester Berlin (I. Metzmacher), la Netherlands Radio Philharmonic (M. Pintscher), la Kansas City Symphony (M. Stern) e la New World Symphony (O. Vänskä). Inoltre, recital alla Wigmore Hall di Londra, a Montreal e nelle Filippine; tornerà a suonare con l’Orchestra della Suisse Romande, l’Orchestre National de Belgique (W. Weller), la HR Radio Symphony Frankfurt (M. Stenz) e la Houston Symphony Orchestra (H. Lintu). Il repertorio di Alban Gerhardt è molto esteso. Ha suonato già in 60 diversi concerti per violoncello e tra questi diverse prime esecuzioni. La sua collaborazione con compositori come Unsuk Chin, Peteris Vasks, Brett Dean, Jörg Widmann, Osvaldo Golijov, Mathias Hinke e Matthias Pintscher dimostra il suo interesse per un ulteriore ampiamento del suo repertorio per violoncello. La musica da camera riveste un importante ruolo nella vita del musicista, nonostante la sua intensa attività solistica: nei festival internazionali come i Proms di Londra e il Festival di Edimburgo, in prestigiose sale da concerto come la Wigmore Hall, la Berlin Philharmonie, la Suntory Hall di Tokyo e il Théâtre du Châtelet di Parigi ha suonato con Steven Osborne, Cecile Licad, Lars Vogt, Christian Tetzlaff, Lisa Batiashvili, Arabella Steinbacher, Tabea Zimmermann ed Emmanuel Pahud. Le sue incisioni hanno suscitato grande interesse e hanno vinto, insieme ad altri premi, il prestigioso ECHO Classic Award, il più recente attribuito per il suo doppio cd interamente dedicato a Reger (2009). Si è inoltre aggiudicato grande fama per aver inciso concerti rari (von E. d'Albert, S. Barber, A. Dietrich, E. Dohnányi, G. Enescu, F. Gernsheim, A. Honegger, R. Schumann, R. Volkmann, A. Rubinstein) e proprio il suo ultimo cd accosta il Concerto per violoncello di Prokof’ev e la sua Sinfonia Concertante (Bergen Philharmonic, Andrew Litton, Hyperion, September 2009) per la prima volta in un’unica registrazione. I più importanti insegnanti di Alban Gerhardt sono stati Boris Pergamenschikow, Markus Nyikos e Frans Helmerson. Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro La Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Cherubini, L’Accademia di Santa Cecilia di Roma sino all’incarico di direttore principale ospite presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari, è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. A giugno è tornato come ogni anno a Vienna e nel mese di luglio ha effettuato un grande tour in Venezuela con l’Orchestra di giovani di Gustavo Dudamel. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Durante la stagione 2009/2010 tornerà a dirigere a Cagliari, dove riprenderà Wonderful Town, poi a Napoli, Roma, Parma, debutterà a Verona e Udine. Con la Verdi di Milano ha effettuato un incredibile tour di oltre 15 concerti attraverso tutta l’Italia. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, “A Scotch Bestiary”, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei e nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. |
| Domenica 2 maggio 2010 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte LE SCUOLE NAZIONALI: JANACEK Leoš Janáček Taras Bul’ba (Esempi da: George Enescu Rapsodia rumena n. 1) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 2 maggio 2010 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Torna all’Auditorium di Milano Francesco Maria Colombo con “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte” Proseguono i discovery dedicati alla musica del Novecento con un nuovo appuntamento a cura del Maestro Francesco Maria Colombo. Ciascun incontro, della durata di poco più di un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto del brano scelto. Nella stagione 2009/2010 si affronteranno alcuni nuovi temi: la Germania, o meglio delle diverse “Germanie”; le scuole nazionali con Janáček e i compositori sovietici (Prokof’ev-Šostakovič), per concludere con Ligeti. Nell’occasione dell’anniversario della Liberazione è stata eseguita un’opera-simbolo delle avanguardie del Novecento, di enorme impegno tecnico e spirituale: “Il canto sospeso” di Luigi Nono su frammenti di lettere di lettere di condannati a morte della resistenza europea. Domenica 2 maggio alle ore 11.00 il Maestro Colombo affronterà il tema della Scuole Nazionali con il compositore Leoš Janáček e la sua opera Taras Bul’ba. Programma La leggendaria figura del condottiero dei cosacchi da Gogol’ nel suo romanzo, ispirò nel 1918 a Janáček la rapsodia per orchestra Taras Bul’ba. Nel 1914 scoppiava la Prima Guerra Mondiale. Da Praga Janáček osservava con emozione gli eventi che scuotevano il centro dell’Europa. L’evento lo infiammò di patriottismo, spingendolo a sostenere con entusiasmo l’intervento della Russia. Ma Janáček sentiva in quelle prime folate belliche la spontanea manifestazione di un istinto liberale votato al progresso: leggeva nella maturazione del pensiero socialista un’opportunità da non perdere per garantire l’evoluzione della società moderna. Nel 1918 la composizione di Taras Bul’ba, era l’inevitabile conseguenza di questo percorso artistico e culturale. Tre parti compongono la Rapsodia sinfonica composta da Janáček sulla tragica vicenda di guerra e sentimenti: Morte di Andrij, Morte di Ostap, Profezia e morte di Taras Bul’ba. I tratti più raccapriccianti del romanzo sono resi in musica con la massima brutalità sonora. Una concisione lapidaria anima la scrittura di Janáček. Nella prima parte la morte di Andrij è dipinta in tutta la sua amorosa sofferenza da un tema affidato al corno inglese e dalla pietosa apparizione dell’organo; i rintocchi delle campane segnano la dolente manifestazione del tragico. Più sommessa è la tristezza su cui si apre il secondo brano, nel quale la morte di Ostap è dipinta da un leggero formicolio dell’arpa e da agghiaccianti pizzicati degli archi. Poi, improvvisamente, il tempo si movimenta: il padre assiste all’esecuzione del figlio e il suo stato d’animo è raffigurato da un’orchestra violenta, che si abbatte sull’ascoltatore con incontenibili ondate di angoscia. Chiude la rapsodia un brano che allude alla profezia fatta da Taras sul rogo: un giorno la gloria della sua patria sarà vittoriosa sull’infamia del popolo polacco. Janáček sente da vicino il dramma umano, ancor prima che politico, che affligge i personaggi del romanzo; e la sua scrittura si fa profondamente realistica, sia nel raffigurare il lirismo dei sentimenti, sia nel dare forma alla veemenza dell’indole patriottica. La conclusione, affidata al timbro imponente di organo e grande orchestra, si trasfigura in un’infuocata celebrazione di eroismo. Biografia Nella stagione 2009-2010 Francesco Maria Colombo prosegue il ciclo di 20 concerti con l'Orchestra Verdi dedicati al Novecento, inaugurando la seconda serie. È un'iniziativa senza precedenti in Italia, perché ciascun concerto comprende un'introduzione storico-estetica, l'analisi dei brani con esempi "live" dell'orchestra, e l'esecuzione completa. I 20 concerti sono trasmessi in televisione da Sky Tv, sul canale Classica. Sempre con l'Orchestra Verdi ha inciso un cd dedicato a musiche di Victor De Sabata, pubblicato dalla casa Universal nella scorsa primavera. Appena pubblicato, il cd ha vinto il premio della critica musicale italiana indetto dalla rivista “The Classic Voice” per la sezione “miglior debutto 2009”. Fra gli ultimi successi, si segnala l'apertura delle celebrazioni del bicentenario di Haydn a capo dell'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e del Coro Filarmonico di Praga, con l'esecuzione della Trauer-Symphonie e della Harmonie Messe. Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai, e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con The Telephone e The Medium, per la regia del compositore stesso. Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 40 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Albania, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto (Maria Padilla di Donizetti, Orazi e Curiazi di Mercadante, e nella stagione 2009-10 Roberto Devereux di Donizetti), e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano (Tosca, La Bohème, Italian Gala). Il suo più recente impegno operistico è la produzione di Don Pasquale di Donizetti nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato Les Contes d'Hoffmann di Offenbach e Il Trovatore di Verdi. È particolarmente attivo in repertorio sinfonico, avendo diretto fra l'altro numerose opere sinfoniche di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Schumann, Dvorak, Grieg, Tchaikovsky, Rachmaninoff, Mahler, Richard Strauss, Stravinsky, Bartok, Sibelius, Prokofiev, Barber, Gershwin, Porter, Kern, Copland, Nielsen, Britten, Vaughan Williams, Respighi, Berio, Maderna, Messiaen. Si è concentrato in modo significativo sul repertorio francese eseguendo in moltissime occasioni i capolavori di Rameau, Berlioz, Bizet, Debussy, Ravel, Fauré, Saint-Saens, Satie, Poulenc, Milhaud, Hahn. Con un repertorio tutto francese (Bizet, Fauré) sarà in novembre sul podio dei Pomeriggi Musicali di Milano. A partire dal 2002, ha stabilito un rapporto continuativo con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che ha diretto in tutte le stagioni, sia nella stagione sinfonica sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia un concerto celebrativo di Natale nel Duomo di Milano. Prossimo appuntamento domenica 16 maggio 2010 ore 11.00 PROKOF’EV Sergej Prokof’ev Romeo e Giulietta, suite Esempi da: Sergej Prokof’ev Sinfonia n. 1 "Classica" in Re maggiore op. 25 |
| COMUNICATO STAMPA Just in Time s.r.l informa che lo spettacolo “Figaro il Barbiere” con Elio, previsto per il giorno martedì 20 aprile 2010 all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, è stato annullato. Gli spettatori in possesso del biglietto dello spettacolo potranno ricevere il rimborso presentandosi presso le seguenti biglietterie: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00 tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300 info@auditoriumdimilano.org IAT - Informazione e Accoglienza Turistica della Provincia di Milano Piazza Duomo 19/A (ang. S. Pellico) lunedì/venerdì ore 10/13 e 14/18, sabato e domenica ore 10/13 - 14/17 tel. 02.80500355 |
| Direttore Onorario Riccardo Chailly Direttore Emerito Rudolf Barshai Direttore Musicale Xian Zhang Direttori Principali Ospiti Wayne Marshall e Helmuth Rilling Direttore Residente Ruben Jais Artisti Residenti Radovan Vlatkovic e Simone Pedroni COMUNICATO STAMPA La nuova Stagione Sinfonica de laVerdi Come di tradizione l’Orchestra e il Coro de laVerdi inaugureranno la Stagione 2010-2011 con un concerto al Teatro alla Scala, domenica 5 settembre: sarà nuovamente Xian Zhang, dopo i grandi successi della sua prima stagione alla Verdi come Direttore Musicale, a dirigere un programma tutto dedicato a Beethoven con l’esecuzione della Fantasia Corale op. 80, al pianoforte Simone Pedroni, artista residente della Fondazione, e della IX Sinfonia. Xian Zhang guiderà poi laVerdi nei 4 programmi di settembre che daranno l’avvio ufficiale alla Stagione 2010-2011 presso l’Auditorium di Largo Gustav Mahler: protagonisti i grandi concerti per pianoforte tardo-romantici, con il pianista Alexander Kobrin impegnato nell’esecuzione del III concerto di Prokof’ev (9-10-12 settembre) e Roberto Cominati nel sempre attesissimo III concerto di Rachmaninov (16-17-19 settembre). Le ultime due settimane del mese di settembre vedranno la Zhang impegnata a dare il via ai due cicli integrali che contraddistinguono la Stagione 2010-2011: quello dedicato a Gustav Mahler, con l’esecuzione della III (23-24-26 settembre) e della IV Sinfonia (30 settembre-1 e 3 ottobre), e quello dedicato a Robert Schumann con la IV Sinfonia (30 settembre-1 e 3 ottobre), proprio nella versione orchestrata da Gustav Mahler. Altri 8 gli appuntamenti con Xian Zhang durante la stagione nei quali saranno protagonisti gli autori del grande e tardo romanticismo: ancora Mahler (V Sinfonia e Das Lied von der Erde), J. Brahms, P.I. Čajkovskij, R. Strauss; non mancheranno due capolavori della musica sacra corale sinfonica, Ein deutsches Requiem di J. Brahms e il Requiem di G. Verdi, come non mancherà l’ormai tradizionale appuntamento di fine d’anno con le compagini artistiche de laVerdi impegnate nella IX Sinfonia di Beethoven. Ritornano, come nelle precedenti stagioni, direttori ed esecutori conosciuti e apprezzati dal pubblico della Verdi: i nostri direttori principali ospiti, Wayne Marshall con 3 appuntamenti (Carmina Burana di Orff, The Planets di Holst, Porgy & Bess di Gershwin, oltre a due novità per il nostro pubblico, una “prima” italiana di Sofia Gubaudulina con una composizione per fisarmonica e orchestra, solista Davide Vendramin, graditissimo ritorno, e il Concerto per 2 pianoforti e orchestra di B. Martinů), ed Helmuth Rilling (Athalia e IV Sinfonia Italiana di Mendelssohn insieme alla trascrizione per orchestra d’archi di Gustav Mahler del quartetto di Franz Schubert La Morte e la Fanciulla). Graditissimi ritorni anche quelli di John Axelrod con 3 appuntamenti (IX Sinfonia di Mahler, III di Schumann, V di Čajkovskij), Damian Iorio, Sir Neville Marriner con un programma interamente schumanniano (Ouverture, Scherzo e Finale – Concerto per Pianoforte – II Sinfonia), Francesco Maria Colombo (con brani di Menotti in occasione del centenario della nascita del compositore cui sarà dedicato anche un concerto della rassegna Crescendo in Musica, Amahl e gli ospiti notturni) e Oleg Caetani. Dopo qualche anno di assenza accoglieremo con grande entusiasmo direttori del calibro di Claus Peter Flor (II sinfonia di G. Mahler e Concerto per pianoforte e orchestra K 503 di Mozart nelle esperte mani di Martin Helmchen), Junichi Hirokami (X Sinfonia di Mahler nella versione Cook), Paul Daniel (VI Sinfonia di Mahler), Adam Fischer (VII Sinfonia di Mahler). Salvatore Accardo e Christian Zacharias si esibiranno nella duplice veste di Solisti e Direttori, il primo in un programma interamente dedicato a Mozart (Serenata Haffner e Sinfonia Linz), il secondo in un concerto tutto austriaco (Concerto per pianoforte K 595 di Mozart e III Sinfonia di A. Bruckner). Come sempre nelle stagioni della Verdi nuovi incontri con artisti internazionali di chiara fama: Antonello Allemandi (I Sinfonia di Schumann e IV di Bruckner), Muhai Tang in un programma dedicato alla Russia di fine ‘800 (Rimsky-Korsakov, Stravinsky), Trisdee Na Patalung con un omaggio a Mozart (Eine Kleine Nachtmusik, Concerto per Flauto e Arpa, Concerto per Clarinetto e Sinfonia 40), John Størgårds (I Sinfonia di Mahler), Tito Ceccherini che ammalierà il nostro pubblico con un concerto di compositori francesi impegnati a descrivere la Spagna, Debussy (Iberia) e Ravel (Concerto per pianoforte e Bolero). Giuseppe Grazioli, artista ben conosciuto ed amato dal pubblico de laVerdi, proporrà la prima esecuzione milanese di un musical, in forma orchestrale, di Bernstein (Wonderful Town) in collaborazione con la Yale Opera. Il Maestro dirigerà inoltre, la domenica mattina, in occasione del centenario della nascita, un ciclo di 10 concerti di musiche del compositore milanese Nino Rota, ciclo che comprenderà non solo le sue celeberrime colonne sonore ma anche le cosiddette composizioni ‘colte’. La Settimana Santa vedrà l’esecuzione della tradizionale Passione di J.S. Bach, quest’anno la Matthaus, affidata alla direzione di Ruben Jais che ci proporrà, inoltre, per il secondo anno, una serie di concerti dedicati alla musica barocca insieme alla neonata formazione de laVerdi Barocca. Oltre ai solisti già citati avremo l’onore di ospitare nella Stagione 2010-2011, nei 38 programmi che la compongono, molti altri artisti di fama mondiale quali Daniel Müller-Schott impegnato nel Concerto per Violoncello e orchestra di R. Schumann (14-15-17 ottobre), Yossif Ivanov con il Concerto per Violino di I. Stravinskij (4-5-7 novembre), Natasha Korsakova, gradito ritorno, con il Concerto per Violino e orchestra n. 1 di D. Sostakovic (18-19-21 novembre). Ricordiamo inoltre Alison Balsom con la sua brillante tromba per il Concerto per Tromba di F.J. Haydn (13-14-16 gennaio), Arabella Steinbacher impegnata nel Concerto per Violino e orchestra di Čajkovskij (3-4-6 marzo), Benedetto Lupo, che dopo i trionfali successi con le grandi orchestre americane tornerà ad esibirsi per il nostro pubblico nel pirotecnico e virtuosistico Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 1 di F. Liszt (17-18-20 marzo), Jennifer Micallef in duo con Glen Inanga per il Concerto per 2 pianoforti e orchestra di B. Martinů (31 marzo - 1 e 3 aprile), Radovan Vlatkovic, presenza ormai stabile nella programmazione della Fondazione che, grazie al suo virtuosismo, affascina e coinvolge il pubblico, questa volta nel Concerto n. 1 per Corno e orchestra di R. Strauss (7-8-10 aprile), Kolja Blacher con il Concerto per Violino e orchestra di R. Schumann (5-6-8 maggio), e a chiudere la stagione insieme a Xian Zhang Martin Fröst nei Concerti per Clarinetto e orchestra di A. Copland e A. Shaw (9-10-12 giugno). _______ Stagione Sinfonica 2010-2011 SETTEMBRE Concerto straordinario in collaborazione con il Teatro alla Scala Domenica 5 settembre 2010 ore 20.00 – Teatro alla Scala Ludwig van Beethoven Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125 Soprano Melanie Diener Mezzosoprano Maria Josè Montiel Tenore Steve Davislim Baritono Detlef Roth Pianoforte Simone Pedroni Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang 1. gio 9 ore 20.30 (A), ven 10 ore 20.00 (B), dom 12 ore 16.00 (C) Vincenzo Bellini I Capuleti e i Montecchi, Ouverture Sergej Prokof’ev Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do maggiore op. 26 Hector Berlioz Roméo et Juliette, scena d’amore Pëtr Il’ič Čajkovskij Romeo e Giulietta, Ouverture – Fantasia Pianoforte Alexander Kobrin Direttore Xian Zhang verde prezzi biglietti serie 1 2. gio 16 ore 20.30 (A), ven 17 ore 20.00 (B), dom 19 ore 16.00 (C) Edward Elgar Pomp and circumstance, marce militari op. 39 Enigma variations op. 36 Sergej Rachmaninov Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Re minore op. 30 Pianoforte Roberto Cominati Direttore Xian Zhang blu prezzi biglietti serie 1 3. gio 23 ore 20.30 (A), ven 24 ore 20.00 (B), dom 26 ore 16.00 (C) Gustav Mahler Sinfonia n. 3 in Re minore per contralto, coro femminile, coro di voci bianche e orchestra Contralto Monika Groop Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Coro di Voci Bianche de laVerdi Maestro del Coro di Voci Bianche Maria Teresa Tramontin Direttore Xian Zhang verde prezzi biglietti serie 2 OTTOBRE 4. gio 30 settembre ore 20.30 (A), ven 1 ore 20.00 (B), dom 3 ottobre ore 16.00 (C) Robert Schumann Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120 (orchestrazione di Gustav Mahler) Gustav Mahler Sinfonia n. 4 in Sol maggiore per soprano e orchestra Soprano Ingrid Dam-Jensen Direttore Xian Zhang blu prezzi biglietti serie 2 5. gio 7 ore 20.30 (A), ven 8 ore 20.00 (B), dom 10 ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Serenata per orchestra in Re maggiore n. 7 K. 250 Haffner Sinfonia n. 36 in Do maggiore K. 425 Linz Direttore Salvatore Accardo verde prezzi biglietti serie 1 6. gio 14 ore 20.30 (A), ven 15 ore 20.00 (B), dom 17 ore 16.00 (C) Robert Schumann Concerto per violoncello e orchestra in La minore op. 129 Gustav Mahler Sinfonia n. 6 in La minore Violoncello Daniel Müller- Schott Direttore Paul Daniel blu prezzi biglietti serie 2 7. gio 21 ore 20.30 (A), ven 22 ore 20.00 (B), dom 24 ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in Do maggiore K. 503 Gustav Mahler Sinfonia n. 2 in Do minore Resurrezione Pianoforte Martin Helmchen Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Claus Peter Flor verde prezzi biglietti serie 2 8. gio 28 ore 20.30 (A), ven 29 ore 20.00 (B), dom 31 ore 16.00 (C) Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 45 in Fa diesis minore “degli addii” Gustav Mahler Sinfonia n. 7 in Mi minore Direttore Adam Fischer blu prezzi biglietti serie 2 NOVEMBRE 9. gio 4 ore 20.30 (A), ven 5 ore 20.00 (B), dom 7 ore 16.00 (C) Nikolaj Rimskij – Korsakov Zar Saltan, suite op. 57 Igor Stravinskij Concerto in Re maggiore per violino e orchestra Nikolaj Rimskij – Korsakov Sheherazade suite sinfonica op. 35 Violino Yossif Ivanov Direttore Muhai Tang verde prezzi biglietti serie 1 10. gio 11 ore 20.30 (A), ven 12 ore 20.00 (B), dom 14 ore 16.00 (C) Robert Schumann Sinfonia n. 1 in Si bemolle maggiore op. 38 La primavera Anton Bruckner Sinfonia n. 4 in Mi bemolle maggiore Romantica (1878) Direttore Antonello Allemandi blu prezzi biglietti serie 1 11. gio 18 ore 20.30 (A), ven 19 ore 20.00 (B), dom 21 ore 16.00 (C) Aldo Finzi L’infinito, poema sinfonico Dmitrij Šostakovič Concerto per violino e orchestra op. 99 Sergej Rachmaninov Sinfonia n. 3 in La minore op. 44 Violino Natasha Korsakova Direttore Damian Iorio verde prezzi biglietti serie 1 12. gio 25 ore 20.30 (A), ven 26 ore 20.00 (B), dom 28 ore 16.00 (C) Giuseppe Verdi Don Carlo, Ballo della Regina Giuseppe Verdi I Vespri siciliani, Quattro stagioni Gioachino Rossini Guillaume Tell, Passo a sei- Ballabile finale Ottorino Respighi Boutique Fantasque, Suite Gioachino Rossini Il Barbiere di Siviglia, Ouverture Direttore Damian Iorio blu prezzi biglietti serie 1 FA Sabato 27 novembre ore 20.30 Sergej Prokof’ev Pierino e il lupo Banda Osiris Direttore Jader Bignamini DICEMBRE 13. gio 2 ore 20.30 (A), ven 3 ore 20.00 (B), dom 5 ore 16.00 (C) George Gershwin Porgy and Bess (Versione Wayne Marshall) per 2 soprani, tenore, baritono e coro Soprano Indira Mahajan, Angela Renée Simpson Tenore Ronald Samm Baritono Kevin Short Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall verde prezzi biglietti serie 2 14. gio 9 ore 20.30 (A), ven 10 ore 20.00 (B), dom 12 ore 16.00 (C) Robert Schumann Ouverture, Scherzo e Finale Concerto per pianoforte e orchestra in La minore op. 54 Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 Pianoforte Henri Sigfridsson Direttore Neville Marriner blu prezzi biglietti serie 1 15. gio 16 ore 20.30 (A), ven 17 ore 20.00 (B), dom 19 ore 16.00 (C) Robert Schumann Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore Renana Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64 Direttore John Axelrod verde prezzi biglietti serie 1 16. gio 30 ore 20.30 (A), ven 31 dicembre ore 20.00 (B), sab 1 gennaio 2011 ore 16.00 (FA), dom 2 gennaio ore 16.00 (C) Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125 Soprano Melanie Diener Mezzosoprano Maria Josè Montiel Tenore Christian Elsner Baritono Dietrich Henschel Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang blu prezzi biglietti serie 3 GENNAIO 17. gio 6 ore 20.30 (A), ven 7 ore 20.00 (B), sabato 8 gennaio ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 35 in Re maggiore K. 385 Haffner Gustav Mahler Das Lied von der Erde, per tenore, contralto e orchestra Mezzosoprano Michelle Breedt Tenore Dominik Wortig Direttore Xian Zhang verde prezzi biglietti serie 2 18. gio 13 ore 20.30 (A), ven 14 ore 20.00 (B), dom 16 ore 16.00 (C) Johannes Brahms Variazioni su un tema di Haydn op. 56a Franz Joseph Haydn Concerto per tromba e orchestra in Mi bemolle maggiore Hob. VII. 1 Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Tromba Alison Balsom Direttore Xian Zhang blu prezzi biglietti serie 1 19. gio 20 ore 20.30 (A), ven 21 ore 20.00 (B), dom 23 ore 16.00 (C) Giuseppe Verdi Messa da requiem per soli, coro e orchestra Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang verde prezzi biglietti serie 3 20. gio 27 ore 20.30 (A), ven 28 ore 20.00 (B), dom 30 ore 16.00 (C) Felix Mendelssohn-Bartholdy Athalia, overture Franz Schubert Der Tod und das Mädchen- Arrangiamento per orchestra d’archi di Gustav Mahler Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 Italiana Direttore Helmuth Rilling blu prezzi biglietti serie 1 FEBBRAIO 21. gio 3 ore 20.30 (A), ven 4 ore 20.00 (B), dom 6 ore 16.00 (C) Luis Bacalov Concerto per pianoforte e orchestra (prima esecuzione assoluta) Aaron Copland El Salon Mexico Silvestre Revueltas Sensemayá Alberto Ginastera Estancia, suite del balletto Pianoforte Simone Pedroni Direttore Luis Bacalov verde prezzi biglietti serie 1 22. gio 10 ore 20.30 (A), ven 11 ore 20.00 (B), dom 13 ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Eine kleine Nachtmusik, serenata per archi K. 525 Concerto per flauto e arpa K. 299 Concerto per clarinetto e orchestra K. 622 Sinfonia n. 40 in Sol minore K. 550 Flauto Cesare Bindi Arpa Elena Piva Clarinetto Fausto Ghiazza Direttore Trisdee na Patalung blu prezzi biglietti serie 1 23. gio 17 ore 20.30 (A), ven 18 ore 20.00 (B), dom 20 ore 16.00 (C) Gustav Mahler Sinfonia n. 9 in Re maggiore Direttore John Axelrod verde prezzi biglietti serie 2 24. gio 24 ore 20.30 (A), ven 25 ore 20.00 (B), dom 27 ore 16.00 Leonard Bernstein Wonderful Town Soprano Lisa Williamson Mezzosoprano Jennifer Feinstein Baritono David Pershall Baritono Cameron McPhail In collaborazione con Yale Opera Direttore Giuseppe Grazioli blu prezzi biglietti serie 1 MARZO 25. gio 3 ore 20.30 (A), ven 4 ore 20.00 (B), dom 6 ore 16.00 (C) Nikolaj Rimskij – Korsakov Capriccio spagnolo op. 34 Pëtr Il’ič Čajkovskij Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35 Richard Strauss Così parlò Zarathustra, poema sinfonico op. 30 Violino Arabella Steinbacher Direttore Xian Zhang verde prezzi biglietti serie 1 26. gio 10 ore 20.30 (A), ven 11 ore 20.00 (B), dom 13 ore 16.00 (C) Luciano Berio Rendering Gustav Mahler Sinfonia n. 5 in Do diesis minore Direttore Xian Zhang blu prezzi biglietti serie 2 27. gio 17 ore 20.30 (A), ven 18 ore 20.00 (B), dom 20 ore 16.00 (C) Richard Strauss Don Juan, op. 20 Franz Liszt Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi bemolle maggiore Totentanz Richard Strauss Der Rosenkavalier, suite Pianoforte Benedetto Lupo Direttore John Axelrod verde prezzi biglietti serie 1 28. gio 24 ore 20.30 (A), ven 25 ore 20.00 (B), dom 27 ore 16.00 (C) Sofia Agatova Gubaidulina Sotto il segno dello scorpione per fisarmonica e orchestra Gustav Holst The Planets, suite per grande orchestra e coro femminile op. 32 Fisarmonica Davide Vendramin Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall blu prezzi biglietti serie 1 APRILE 29. gio 31 ore 20.30 (A), ven 1 aprile ore 20.00 (B), dom 3 ore 16.00 (C) Bohuslav Martinů Concerto per 2 pianoforti e orchestra Carl Orff Carmina Burana, per soli, coro e orchestra Soprano Maureen Braithwaite Tenore David Allsopp Baritono Kevin Short Pianoforte Jennifer Micallef, Glen Inanga Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall verde prezzi biglietti serie 1 30. gio 7 ore 20.30 (A), ven 8 ore 20.00 (B), dom 10 ore 16.00 (C) Jean Sibelius La ninfa del bosco op. 16 Richard Strauss Concerto n. 1 per corno e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 11 Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in Re maggiore Corno Radovan Vlatkovic Direttore John Storgårds blu prezzi biglietti serie 1 FA giovedì 14 ore 20.30 Marcello Panni Apokàlipsis, oratorio Con la partecipazione di Monsignor Gianfranco Ravasi Direttore Marcello Panni prezzi serie 1 31. mar 19 ore 19.30 (A), merc 20 ore 19.30 (B), ven 22 ore 19.30 (C) Johann Sebastian Bach Passione secondo Matteo per soli, coro e orchestra BWV 244 Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Ruben Jais verde prezzi biglietti serie 2 32. gio 28 ore 20.30 (A), ven 29 ore 20.00 (B), dom 1 maggio ore 16.00 (C) Maurice Ravel Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore Sylvano Bussotti Sinfonia – Cielo da Pater doloroso Claude Debussy Iberia Maurice Ravel Bolero Pianoforte Roberto Cominati Direttore Tito Ceccherini blu prezzi biglietti serie 1 MAGGIO 33. gio 5 ore 20.30 (A), ven 6 ore 20.00 (B), dom 8 ore 16.00 (C) Robert Schumann Concerto per violino e orchestra in Re minore Gustav Mahler Sinfonia n. 10 in Fa diesis maggiore (versione Cook) Violino Kolja Blacher Direttore Junichi Hirokami verde prezzi biglietti serie 2 34. gio 12 ore 20.30 (A), ven 13 ore 20.00 (B), dom 15 ore 16.00 (C) Gioachino Rossini Sinfonia da La Gazza ladra Gian Carlo Menotti Concerto per violino Gioachino Rossini Sinfonia da La scala di seta Gian Carlo Menotti Suite da Sebastian Gioachino Rossini Ouverture da Guillaume Tell Violino Luca Santaniello Direttore Francesco Maria Colombo blu prezzi biglietti serie 1 35. gio 19 ore 20.30 (A), ven 20 ore 20.00 (B), dom 22 ore 16.00 (C) Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore K. 595 Anton Bruckner Sinfonia n. 3 in Re minore Pianoforte - Direttore Christian Zacharias verde prezzi biglietti serie 2 36. gio 26 ore 20.30 (A), ven 27 ore 20.00 (B), dom 29 ore 16.00 (C) Dmitrij Šostakovič Due pezzi di Scarlatti: Pastorale e Capriccio (Sonata L 413, Sonata L 376) Dmitrij Šostakovič Il naso, suite Modest Musorgskij Canti e danze della morte Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 2 in Do minore op. 17 Piccola Russia Soprano Larissa Shevchenko Direttore Oleg Caetani blu prezzi biglietti serie 1 GIUGNO 37. gio 2 ore 20.30 (A), ven 3 ore 20.00 (B), dom 5 ore 16.00 (C) Johannes Brahms Ein deutsches Requiem per soli, coro e orchestra Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang verde prezzi biglietti serie 2 38. gio 9 ore 20.30 (A), ven 10 ore 20.00 (B), dom 12 ore 16.00 (C) George Gershwin An American in Paris Aaron Copland Concerto per clarinetto e orchestra Artie Shaw Concerto per clarinetto e orchestra Leonard Bernstein Symphonic Dances da West Side Story George Gershwin - Robert Russell Bennett A Symphonic Picture da Porgy and Bess Clarinetto Martin Fröst Direttore Xian Zhang blu prezzi biglietti serie 1 |
| Stagione da camera 2010-2011 In collaborazione con Universal Music Group Classics and Jazz Italian Division Dalla volontà di Universal Music Italia e de laVerdi nasce una nuova iniziativa: otto concerti, il pomeriggio del primo sabato di ogni mese, per presentare i musicisti che si stanno segnalando in Italia e nel mondo per il loro talento, per l’entusiasmo e il grande amore per la musica. 1. sabato 9 ottobre 2010 ore 18.00 Johann Sebastian Bach Suite francese n. 5 in Sol maggiore BWV 816 Variazioni Goldberg BWV 988 Pianoforte Ramin Bahrami 2. sabato 6 novembre 2010 ore 18.00 Domenico Scarlatti Sonate K.380, K 466, K 454, K 460 Frédéric Chopin Barcarola op. 60 Ballata n. 1 in Sol minore Franz Liszt 12 studi di esecuzione trascendentale Pianoforte Maurizio Baglini 3. sabato 4 dicembre 2010 ore 18.00 Ludwig van Beethoven Sonata n. 14 op. 27 n. 2 Frédéric Chopin Notturno op. 15 n. 2 Alberto Colla Notturni nn. 1 e 4 Gianluca Cascioli Sonata Ludwig van Beethoven Sonata n. 30 op. 109 Pianoforte Gianluca Cascioli 4. sabato 8 gennaio 2011 ore 18.30 György Ligeti Tre pezzi per due pianoforti Claude Debussy En blanc et noir Johannes Brahms Sinfonia n. 4 in Mi minore op.98 (trascrizione per due pianoforti a quattro mani di Johannes Brahms) Pianoforte Matteo Fossi Marco Gaggini 5. sabato 5 febbraio 2011 ore 18.00 Ludwig van Beethoven Sonate per violino e pianoforte op. 23, op. 24, op. 47 Violino Sonig Tchakerian Pianoforte Roberto Prasseda 6. sabato 5 marzo 2011 ore 18.00 Lou Harrison Jahla and Avalokiteshvara (2 danze) Philip Glass Metamorphosis Nicola Campogrande Tililadodin Michael Nyman The Morrow, Jack Enrique Granados Oriental e Andaliza da Danzas Españolas op. 37 Isaac Albeniz Suite española op. 42: Cuba, Asturias Carlos Salzedo Suite di 8 danze Arpa Floraleda Sacchi 7. sabato 2 aprile 2011 ore 18.00 Maurice Ravel Sonata per violino e pianoforte (postuma) Ferruccio Busoni Prima Sonata per violino e pianoforte in Do maggiore op. 29 Luciano Berio Sequenza VII per violino solo Maurice Ravel Sonata per violino e pianoforte in Sol maggiore Violino Francesco D’Orazio Pianoforte Giampaolo Nuti 8. sabato 7 maggio 2011 ore 18.00 Johannes Brahms Variazioni op. 9 su un tema di Schumann Variazioni op. 35 su un tema di Paganini (Libro I e II) Franz Liszt Ungarns Gott, trascrizione per la mano sinistra S 543a Sergej Rachmaninov 3 Preludi dall’opera 32 Sonata n. 2 op. 36 Pianoforte Paolo Restani |
| Stagione 2010-2011 Educational, proposte musicali per i giovani Il progetto Crescendo in Musica, patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e sostenuto dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo, è stato ideato per far vivere la musica classica come espressione culturale della società moderna, per integrare la formazione scolastica, per far apprezzare ogni genere musicale senza barriere ideologiche, per far conoscere gli strumenti musicali, la dimensione e la realtà dell’Orchestra. Il progetto Educational mira a sviluppare le capacità di ascolto attivo della musica, attraverso percorsi modulati in funzione delle diverse fasce di età, nell’ambito di un repertorio musicale di altissimo livello che laVerdi garantisce. Si rivolge agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, con programmi ideati per avvicinarli alla musica colta. L’entusiasmo con cui le proposte vengono accolte e l’affluenza dei piccoli spettatori sottolineano l’importanza della musica sia come stimolo alla fantasia e alla creatività, sia come mezzo di aggregazione attraverso il suo linguaggio universale. Continua per la Stagione 2010/2011 la Rassegna Crescendo in Musica con 10 concerti di musica sinfonica, che si tengono al sabato pomeriggio, ideati per i bambini, le famiglie e gli insegnanti. Sono rivolte al vasto pubblico delle scuole primarie di primo e secondo grado le Lezioni – Concerto, incontri interattivi, durante i quali gli alunni saranno guidati dai musicisti alla scoperta delle sezioni strumentali dell’orchestra, attraverso la comprensione di musiche di vari generi ed epoche; nel corso della lezione – concerto un ensemble illustrerà le diverse famiglie orchestrali e i temi principali dei brani musicali in programma. Verrà spiegato l’utilizzo dei vari strumenti, sia all’interno della loro sezione, sia nell’intera orchestra. Le lezioni saranno quindi focalizzate, di volta in volta, sulle Percussioni, sugli Archi, sugli Ottoni, sulla figura ed il ruolo del Direttore d’Orchestra, ma prenderanno in esame anche altri generi musicali quali il Jazz e le musiche del bacino del Mediterraneo, l’interazione tra la Musica e la Pittura, e molti altri temi. Tante anche le proposte rivolte ai giovani delle scuole superiori: Prove Generali dei concerti, un’esperienza unica che aiuta a comprendere la musica e la professione dei musicisti, in cui i ragazzi potranno capire il lavoro necessario ad un’orchestra per arrivare ad una perfetta esecuzione del concerto; Lezioni – Concerto interattive e multidisciplinari; Percorsi formativi legati al programma scolastico; Cicli di approfondimento, appuntamenti che prevedono un concerto in Auditorium preceduto da una conferenza in cui verrà preso in esame un compositore, uno scrittore e un pittore dello stesso periodo; continua inoltre il progetto “Porte aperte all’Auditorium”, ovvero l’entrata gratuita ai concerti sinfonici del venerdì sera per tutti gli studenti delle scuole superiori. E’ convincimento de laVerdi che l’ascolto attivo della musica debba avere luogo fin dai primi anni di vita dell’individuo, perché l’educazione all’ascolto è parte integrante dell’attività formativa dei bambini. Forti di questa convinzione, è stato strutturato un progetto rivolto ai bambini della scuola dell’infanzia che consiste in tre lezioni concerto, ognuna delle quali prende in considerazione una delle famiglie degli strumenti musicali (archi, fiati, percussioni). Durante gli interventi presso le singole scuole, i professori dell’Orchestra Verdi guideranno i bambini alla scoperta delle sezioni musicali in maniera semplice, tramite un approccio divertente atto a favorire l’avvicinamento dei più piccoli alla scoperta della musica. Fra le attività collaterali de laVerdi, anche per la stagione 2010/2011 continuano quelle della O.S.J., l’Orchestra Sinfonica Junior e quella del Coro di Voci Bianche. Fanno parte della O.S.J. il violino, la viola, il violoncello, il contrabbasso, il flauto, l’oboe, il clarinetto, il fagotto, il corno, la tromba, il trombone e le percussioni. Verranno selezionati strumentisti dagli otto ai sedici anni (con estensione ai diciotto anni per alcuni strumenti. Le prove si terranno presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Largo G. Mahler, sotto la supervisione di Ruben Jais, Direttore Residente e responsabile della produzione dell’Orchestra Verdi. Il Coro di Voci Bianche de laVerdi nasce nell'autunno del 2001, con l'obiettivo di favorire la pratica vocale per un’educazione alla musica attraverso l'esercizio dell'impostazione, il controllo della voce e il coordinamento ritmico. Ad oggi conta circa 50 bambini di età compresa tra gli 8 e i 16 anni. L’ Orchestra Sinfonica Junior e il Coro di Voci Bianche sono finalizzati all’attività concertistica. Stagione 2010-2011 Crescendo in Musica Sabato 2 ottobre 2010 ore 15.30 1. IL CIRCO A.A. V.V. La meravigliosa storia del circo in Musica autori vari Voce recitante Bustric Direttore Marcello Bufalini Sabato 13 novembre 2010 ore 15.30 2. IL SIGNORE DEGLI ANELLI Alessandro Ferrari La Sinfonia degli anelli Spettacolo liberamente tratto dal Signore degli anelli di J.R.R.Tolkien Direttore Alessandro Ferrari Sabato 27 novembre 2010 ore 15.30 3. PIERINO!E IL LUPO? Sergej Prokof’ev Pierino e il Lupo Adattamento del testo Tiziano Scarpa Banda Osiris Direttore Jader Bignamini Sabato 18 dicembre 2010 ore 15.30 4. NEL MONDO DELLA FIABA Pëtr Il’ič Čajkovskij, La bella addormentata In collaborazione con la FNASD Federazione Nazionale Associazione Scuole Danza Direttore Jader Bignamini Sabato 22 gennaio 2011 ore 15.30 5. MAGIA PER BAMBINI Maurice Ravel L'Enfant et les sortilèges Direttore Roberto Perata Sabato 5 febbraio 2011 ore 15.30 6. LA STELLA COMETA Giancarlo Menotti Amahl e gli ospiti notturni Direttore Giovanni Marziliano Sabato 26 febbraio 2011 ore 15.30 7. PENE D’AMORE FRA TOPI Roberta Vacca Chi rapì la Topina Costanza? Commedia giocosa liberamente tratta da Il ratto dal serraglio di Mozart Testo Paola Campanini Orchestra laVerdi per tutti Direttore Jader Bignamini Sabato 12 marzo 2011 ore 15.30 8. MUSICAL! Carlo Chiddemi La voce rapita Coro di Voci Bianche laVerdi Maestro del coro Maria Teresa Tramontin Direttore Carlo Chiddemi Sabato 16 aprile 2011 ore 15.30 9. NELLA FORESTA Nino Rota Lo scoiattolo in gamba Direttore Kirill Vishniakov Sabato 7 maggio 2011 ore 15.30 10. ALLA SCOPERTA DEL CIELO Il sole smarrito Melologo tratto dai Racconti di Laura Muscarà Musiche originali di Gabriele Bonolis Voce recitante Tiziana Foschi Direttore Gabriele Bonolis _______________ Stagione 2010-2011 laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais La Passione! Innanzitutto quella del pubblico che, al di là delle nostre più rosee aspettative, ci ha sostenuto e stimolato in questa nuova ‘sfida’ che la Fondazione ha voluto lanciare alla città: un Ensemble specializzato dedicato al repertorio barocco e classico con base stabile all’Auditorium di Milano. E non solo il pubblico già affezionato e legato alle molteplici attività de laVerdi ma un nuovo pubblico, che ancora non conosceva la Grande Casa della Musica dei milanesi, l’Auditorium di Milano. Un pubblico che ci ha seguito numerosissimo e appassionato anche in date tradizionali fino a ora impensabili, nella nostra città, per attività concertistico-musicali, quali il giorno dell’Epifania o il Lunedì di Pasqua. La Passione! Quella di tutti coloro che lavorano a laVerdi, che hanno creduto fermamente nel nuovo progetto de laVerdi Barocca, sostenendolo nelle difficoltà organizzative che si son dovute affrontare nella genesi e nel decollo di un tale progetto con dedizione e professionalità. La Passione! Infine quella degli artisti che hanno partecipato e reso possibile il raggiungimento di ottimi risultati musicali: i professori d’orchestra che hanno saputo offrire non solo la loro perizia tecnica ma anche l’energia e il desiderio profondo di fare musica insieme e di trasmettere una tale emozione a chi ha voluto e vorrà ascoltarci; i coristi e il loro Maestro, vere voci di questa nuova realtà milanese, forte e coinvolgente nell’espressione di un vasto repertorio che dai grandi Maestri italiani, quali Monteverdi e Durante, ci ha portato fino ai capolavori assoluti di area germanica, quali il ‘Weihnachtsoratorium’ di Bach o le ‘Ultime Sette Parole di Cristo sulla Croce’ di Haydn; i solisti, di fama internazionale, che hanno voluto sostenere laVerdi Barocca con la loro esperienza e qualità. Ecco le ragioni che ci hanno spinto a programmare una nuova stagione de laVerdi Barocca in seno alle molteplici attività e offerte artistiche della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Una stagione che vedrà come linee generatrici da una parte la musica sacra nella sua forma di riferimento per eccellenza, la Messa (da Gilles a Monteverdi, da Zelenca a Mozart) e dall’altra la musica strumentale per solo e orchestra, dedicandoci ad alcuni dei capolavori per violino (da Bach a Vivaldi, da Pergolesi a Leclair). Due importanti novità impreziosiscono la nostra stagione: Gianluca Capuano che ci offre la sua visione colta e raffinata di uno dei massimi capolavori del repertorio italiano del XVII sec (il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, proprio nel giorno dell’Immacolata Concezione) e Stefano Montanari, musicista e solista di fama internazionale, che ci dedica un programma interamente legato alla musica francese attraverso Rameau e Leclair. Non mi resta che augurarVi il mio più sincero: buon ascolto. Ruben Jais 1. mercoledì 13 ottobre ore 20.30 (martedì 12 ottobre ore 20.00 Discovery per i soci) Wolfgang Amadeus Mozart Divertimento per archi in Re maggiore K 136 Divertimento per archi in Si bemolle magg. K 137 Divertimento per archi in Fa maggiore K 138 Missa solemnis in Do minore K 427 per soli, coro e orchestra 2. mercoledì 10 novembre ore 20.30 (martedì 9 novembre ore 20.00 Discovery per i Soci) Johann Sebastian Bach Concerto per due violini, archi e continuo in Re minore BWV 1043 Jan Dismas Zelenka Missa Dei Filii in Do maggiore ZWV 20 3. mercoledì 8 dicembre ore 20.30 Claudio Monteverdi Vespro della Beata Vergine 1610 Direttore Gianluca Capuano 4. mercoledì 22 dicembre ore 20.30 (martedì 21 dicembre ore 20.00 Discovery per i Soci) Georg Fredrich Haendel Messiah, Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra 5. giovedì 6 gennaio 2011 ore 11.30 Johann Sebastian Bach Weihnachtsoratorium (Oratorio di Natale) per soli, coro e orchestra BWV 248 ore 11.30 Parti I –II-III ore 15 Parti IV-V-VI ore 13.00 Brunch 6. mercoledì 9 febbraio ore 20.30 (martedì 8 febbraio ore 20.00 Discovery per i Soci) Johann Sebastian Bach Concerto per clavicembalo in Re minore n. 1 BWV 1052 Antonio Vivaldi Concerto per 4 violini e violoncello n. 1 op. 3 RV 580 Antonio Vivaldi Concerto “Grosso Mogul” in Re maggiore RV 208 Johann Sebastian Bach Concerto per 4 clavicembali in La minore BWV 1065 7. mercoledì 9 marzo ore 20.30 (martedì 8 marzo ore 20.00 Discovery per i Soci) Giovanni Battista Pergolesi Missa S. Emidio per soprano, contralto, coro e orchestra Jean Gilles Requiem 8. mercoledì 13 aprile ore 20.30 Jean Philippe Rameau Concert en sextuor n. 1 Jean Marie Leclair Concerto in La minore n. 5 op. 7 Jean Philippe Rameau Concert en sextuor n. 3 Concert en sextuor n. 4 Jean Marie Leclair Concerto Re maggiore n. 1 op. 7 Jean Philippe Rameau Concert en sextuor n. 6 Violino solista e Concertatore Stefano Montanari 9. lunedì 25 aprile ore 16.00 Johann Sebastian Bach Osteroratorium BWV 249 Der Himmel lacht! Die Erde jubilieret BWV 31 Christ lag in Todesbanden BWV 4 10. mercoledì 11 maggio ore 20.30 (martedì 10 maggio ore 20.00 Discovery per i Soci) Johann Sebastian Bach Messa in Si minore BWV 232 |
| Prossime Rappresentazioni |
| COMUNICATO STAMPA Concerto straordinario con Il canto sospeso di Luigi Nono. - sabato 24 aprile 2010, ore 11.00 - In occasione del 65° anniversario della Liberazione e del 20° anniversario della scomparsa di Luigi Nono verrà eseguito IL CANTO SOSPESO di Luigi Nono. Il concerto diretto da Francesco Maria Colombo, inizialmente previsto per domenica 25 aprile, sarà anticipato a sabato 24 alle ore 11.00 e verrà eseguito alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana GIORGIO NAPOLITANO. Sul palco dell’Auditorium di Milano, l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretto da Erina Gambarini. Solisti saranno il soprano Julie Moffat, il contralto Ethna Robinson e il tenore Martyn Hill. Programma: Luigi Nono - Il canto sospeso, per soprano, contralto, tenore, coro misto e orchestra Testi tratti dalle lettere di addio dei partigiani della Resistenza europea condannati a morte. Questa composizione del 1956, considerata uno dei lavori fondamentali del dopoguerra, è caratterizzata da un’intensa partecipazione emotiva e una forte tensione drammatica. Delle nove sezioni che compongono l’opera alcune sono solo strumentali, altre per coro e strumenti, altre per solisti e orchestra; la n.2 è per coro a cappella, mentre la n.7, l’episodio più impressionante, è per soprano, coro femminile e orchestra. La prima esecuzione ebbe luogo a Radio Colonia, il 24 ottobre 1956, diretta da H. Scherchen. Luigi Nono (Venezia, 29 gennaio 1924 – Venezia, 8 maggio 1990) è stato uno dei capofila dell’avanguardia musicale del dopoguerra, fin dagli anni ’50, allorché presentò i suoi primi pezzi nei quali parve voler applicare con rigore il divisionismo weberniano. Oltre che nella musica, Nono fu attivamente impegnato in politica. Utilizzò spesso testi politici nei suoi lavori: Il canto sospeso (1956), che gli diede fama internazionale, è basato sulle lettere di vittime della repressione durante la seconda guerra mondiale. Ingresso libero con conferma obbligatoria ai nn. 02. 833.89.209/238/306/331/333 |
| COMUNICATO STAMPA “Anche il sole è un cerchio misterioso” Le opere di Eugenio Carmi in una mostra-mercato all’Auditorium di Milano. - Inaugurazione giovedì 6 maggio ore 18.30 - Proseguono le nuove iniziative della Fondazione “Verdi” e dell’Auditorium di Milano, per supportare la propria attività artistica e per promuovere la partecipazione attiva e il sostegno dei cittadini alla vita culturale della città, “un’occasione importante - ha detto recentemente il Presidente della Fondazione Gianni Cervetti - per mostrare che Milano è ancora capace di immaginare e percorrere strade innovative nella cultura”. Dopo il varo del progetto di fundraising “Quando i mattoni costruiscono cultura”, giovedì 6 maggio alle ore 18.30 si avvia un programma di importanti mostre-mercato d’arte con la presentazione delle opere di Eugenio Carmi. Nel foyer dell’Auditorium di Milano sarà infatti inaugurata un’esposizione di 24 nuove tele di vario formato di Eugenio Carmi, uno dei maestri dell’astrattismo italiano. Insieme all’Artista, saranno presenti Giorgio Forni, curatore dell’allestimento, e Claudio Cerritelli, critico d’arte. Nell’occasione verrà riproposta per la prima volta l’esecuzione di Stripsody di Cathy Berberian (1966), da cui nacque il celebre libro con le illustrazioni di Carmi, fumetti astratti tratti dalle onomatopee cantate dalla soprano, e una introduzione di Umberto Eco e che è stato riproposto lo scorso novembre al Louvre. La mostra potrà essere visitata, fino a domenica 30 maggio, in occasione dei concerti o su appuntamento. “Una delle domande che talvolta mi sento fare di fronte ad un quadro è “cosa significa” - racconta Eugenio Carmi. - Di fronte ad una domanda del genere io rispondo polemicamente che non lo so e invito il mio povero interlocutore a pensare all’universo. Vedere le mie opere esposte nello spazio magico della musica, l’Auditorium di Milano, mi fa correre col pensiero alla ricerca di una risposta al “cosa significa”. Ecco: siamo i soli abitanti fra tutti gli esseri viventi di questa trottola che gira e non si ferma mai, a fare mestieri inspiegabili, pittura, musica, fotografia, scultura, letteratura, architettura. E’ vero, siamo in pochi, ma sono in tanti a ricevere il messaggio. E c’è chi non lo riceve. La spiegazione io non la conosco. Ma so che per me è un modo di raccontare l’universo, lo stesso bisogno che aveva quell’uomo della preistoria di incidere le sue immagini nella roccia. Io non so dire come nascono le mie immagini. Sono, appunto, un “fabbricante di immagini” che mette insieme linee e colori che passano magicamente dalla mente alle mani. C’è dentro la mia anima, un’astrazione che genera astrazioni. Di più non so.” Note biografiche: Eugenio Carmi nasce a Genova nel 1920. Studia a Torino sotto la guida di Felice Casorati. È stato responsabile dell’immagine dell’Italsider dal 1958 al 1965. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1966. Nel 1967 ha presentato opere elettroniche alla mostra “Superlund” curata da Pierre Restany a Lund in Svezia. Nel 1968 ha presentato il Carm-o-matic alla mostra “Cybernertic Serendipity” all’Institute of Contemporary Art di Londra. Per il Servizio Programmi Sperimentali della RAI ha realizzato nel 1973 un programma completamente astratto di 25 minuti e nello stesso anno ha tenuto seminari di arte visiva al Rhode Island Institute of Design di Providence negli Stati Uniti. Negli anni ‘70 ha insegnato all’Accademia di Macerata e all’Accademia di Ravenna. Nel 1999 è stato invitato alla XIII Quadriennale d’Arte di Roma “Proiezioni 2000”. Ha illustrato tre favole di Umberto Eco (La bomba e il generale, I tre cosmonauti, Gli gnomi di Gnù), pubblicate in Italia da Bompiani e in molti altri Paesi del mondo. Il Ministero francese dell’Educazione Nazionale le ha selezionate per le biblioteche e le scuole di Francia. Le tre favole sono riedite in volume unico da Fabbri Editori nel 2004 col titolo “Tre racconti”. Sue opere importanti fanno parte delle collezioni della Camera dei Deputati a Roma, del Ministero degli Esteri a Roma, della Quadriennale di Roma e di vari musei in Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Stati Uniti. Ha partecipato alle principali Biennali internazionali di grafica, ricevendo importanti premi. Nel 2004 gli viene assegnato il Premio internazionale di pittura, scultura e arte elettronica Guglielmo Marconi, Università di Bologna. Nel 2007 a Ravenna riceve Premio Vela d’oro alla Carriera. Il comune di Milano gli dedica un’antologica nel 1990. Nel gennaio 2001 è nominato Accademico di San Luca. Ha esposto in importanti Istituti Italiani di Cultura, musei e gallerie in Italia e all’estero tra cui: il Museo italo-americano di San Francisco (1991), Palazzo Reale di Budapest (1992), Museo Municipale di Lussemburgo (1997), Museo Diocesano di Barcellona (2000), Camera dei Deputati - Palazzo Montecitorio a Roma (2000), New York University (2002), Istituto Italiano di Cultura di Parigi (2003), Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen (2004), Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma (2007-2008), Museo d’Arte Contemporanea Cascina Roma a San Donato Milanese-Milano (2008), MAR Museo d’Arte di Ravenna (2009), Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles (2010). Tra le pubblicazioni sulla sua opera: “Carmi” di Umberto Eco e Duncan Macmillan, Edizioni L’Agrifolio (1996); “Eugenio Carmi” di Luciano Caramel e Umberto Eco, Electa (2000); “Eugenio Carmi. Tre miliardi di zeri” di Martina Corgnati, Edizioni Charta (2006). Si autodefinisce “fabbricante di immagini”. |
| martedì 20 aprile 2010, ore 20.30 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo G. Mahler ELIO in “Figaro il barbiere” Ideazione e libero racconto di Roberto Fabbriciani con musiche ridotte da “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini Elio Figaro con la partecipazione di Roberto Fabbriciani flauto Fabio Battistelli clarinetto Massimiliano Damerini pianoforte Produzione Just in Time srl – direzione Mauro Diazzi Dopo la prima italiana a Spoleto, al Festival dei Due Mondi lo scorso luglio ed alcune date nei maggiori teatri italiani, arriva a Milano per la prima volta Elio in “Figaro il Barbiere”. "Figaro il barbiere" è una proposta in versione cameristica de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Alla musica di Rossini, nella riduzione originale dell'epoca, si unisce un narratore (Elio, nelle vesti del Barbiere) che, dialogando con il pubblico, racconta i momenti salienti e introduce i personaggi. La storia è narrata da un barbiere vero, con tanto di bottega, “rasori e pettini” e clienti, che vede il Figaro dell’opera come un idolo, una specie di rockstar. La lirica è bella, storie appassionanti, trame ben raccontate, musiche che hanno resistito per secoli. In senso stretto però è incomprensibile, le parole si capiscono poco e non sempre sono di uso comune. Ma il problema è che viene vista come un oggetto prezioso e fragile, che non si può sfiorare, oggi invece bisogna che si comprenda che con l’opera si può anche ridere. Innamorato dell’opera lirica italiana, Elio aveva già dato prova del suo estro eccezionale durante il festival di Sanremo 2008, quando aveva stupito tutti per l’interpretazione magistrale dell’aria “Largo al factotum” rossiniano ma, in questa occasione, ha un inedito spirito divulgativo e si propone al grande pubblico, viaggiando verso una nuova maturità artistica, con l’obiettivo di rendere l’opera lirica accattivante e apprezzabile ad un pubblico di giovani e meno giovani non appassionati del genere, in chiave narrativa e divertente. “Sono forte sulle note lunghe, un po’ meno su quelle alte”, ammicca al pubblico Elio, dopo aver prolungato all’inverosimile la seconda sillaba del nome più fischiettato della lirica italiana. “Figaro è una perfetta incarnazione della nuova borghesia in ascesa, estremamente pratica e sensibile alle ragioni del denaro. Lei invece non mi paga da quattro mesi” – spiega al suo cliente Figaro in uno dei tanti passaggi sospesi a metà, tra la pastosità del linguaggio accademico e la risata liberatoria. ___________________________________ Biglietti: platea 25,00 euro + prevendita balconata 20,00 euro + prevendita galleria 15,00 euro + prevendita ___________________________________ Biglietti in vendita presso: * Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00 tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300 info@auditoriumdimilano.org * IAT - Informazione e Accoglienza Turistica della Provincia di Milano Piazza Duomo 19/A (ang. S. Pellico) lunedì/venerdì ore 10/13 e 14/18, sabato e domenica ore 10/13 - 14/17 tel. 02.80500355 * On-line www.vivaticket.it www.laverdi.org |
| Domenica 18 aprile 2010 ore 11.00 RASSEGNA HAYDN IL POTERE Sinfonia n. 48 in Do maggiore Maria Theresia Concerto per due lire organizzate n. 5 in Fa maggiore Sinfonia n. 85 in Si bemolle maggiore La Reine Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Flauto Massimiliano Crepaldi, Valeria Perretti Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 18 aprile 2010 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00/5,00) La Rassegna Haydn e il Maestro Giuseppe Grazioli raccontano il potere La ‘Rassegna Haydn’ nasce in occasione del bicentenario della morte dell’artista con l’intento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno degli appuntamenti che compongono il ciclo, iniziato a novembre e in programma fino a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dall’autore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro; ogni appuntamento sarà preceduto da una breve introduzione del Maestro Giuseppe Grazioli. Come ha spiegato Giuseppe Grazioli, ”Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni”. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come “il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi”. Nel concerto di domenica 18 aprile alle ore 11.00 dal titolo “Il potere” verranno eseguiti la Sinfonia n. 48 Maria Theresia, il Concerto per due lire organizzate n. 5 con i due flauti Massimiliano Crepaldi (prima parte della Verdi) e Valeria Perretti; infine la Sinfonia n. 85 La Reine. Programma La Sinfonia n. 48 Maria Theresia venne composta probabilmente nel 1773 ed eseguita il primo settembre dello stesso anno sotto la direzione del suo autore, alla presenza dell’imperatrice Maria Teresa. Caratterizzata da solennità e grandiosità nell’Allegro iniziale con oboi, corni, trombe e timpani in un tema marziale, la Sinfonia presenta molte tracce barocche, anche nell’uso abbondante dei passaggi imitativi; nell’Adagio, per contrasto, gli archi mettono la sordina e trombe e timpani tacciono. Il Finale è una delle più originali invenzioni di Haydn, la fusione degli schemi del rondò e della forma sonata. La conclusione è festosa, con tutta la maestosità delle trombe, dei corni e dei timpani. Il Concerto per due Lire organizzate n. 5 in Fa maggiore fa parte di un piccolo gruppo di concerti per questo particolare strumento (risultato dell’unione di una ghironda e di un minuscolo organo portativo), amato e suonato da Ferdinando IV re di Napoli. Le Lire organizzate rappresentavano una tipologia strumentale di origine popolare, in uso anche presso la Corte borbonica sul finire del XVII secolo; i raffinati esemplari in uso a Palazzo reale erano, in effetti, il risultato del desiderio del Sovrano, che li aveva fatti perfezionare da Norbert Hadrava, Segretario di Legazione austriaco a Napoli, appassionato cultore di musica e dilettante costruttore, nonché compagno delle serate musicali con il Sovrano. Con tutta probabilità fu proprio il diplomatico asburgico a fornire nel 1786 a Franz Joseph Haydn la commissione di concerti per due Lire organizzate, due corni e archi, destinati all’esecuzione a corte (Ferdinando IV e lo stesso Norbert Hadrava dovevano essere i solisti). Il compositore rispose all’incarico con entusiasmo, componendo sei concerti ricchi di inventiva e fantasia, pervasi da uno spirito brillante ed elegante. Haydn doveva tenere in grande considerazione questi piccoli e insoliti gioielli, tanto da riutilizzare temi ed atmosfere anche in alcune delle pagine scritte successivamente per la corte di Esterházy. Quarta delle sei sinfonie scritte tra il 1785 e il 1786 da Haydn per i Concerts de la Loge Olympique di Parigi, La Reine deve il suo sottotitolo al particolare apprezzamento tributatole dalla regina Marie Antoinette. All’epoca nella capitale francese era in atto una vera e propria sfida tra gli enti musicali più in vista: da una parte i Concerts Spirituels, dall’altra i Concerts de la Loge Olympique. La concorrenza favoriva la qualità; e la stessa scelta di commissionare sei sinfonie a Haydn, di gran lunga il più apprezzato compositore del tempo, era il riflesso di una strategia che mirava a mandare in pezzi le istituzioni rivali. La Reine sfoggia una tavolozza di colori quanto mai estroversa, azzardate combinazioni tra emisferi opposti: galante e popolare, serio e faceto. Haydn ripensa allo stile della grande tradizione operistica francese nell’introduzione in ritmo puntato e nell’Allegretto. Nel secondo movimento indugia su quelle pennellate naturalistiche che popolavano la tradizione strumentale francese fin dai tempi di Rameau e Couperin: prima un accenno di tempesta, poi uno squarcio bucolico. Nel finale si ritorna a teatro, con uno stile profondamente umoristico, ricco di quegli amabili colpi di scesa con cui Haydn aveva sempre stupito la corte degli Esterházy. Biografia Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d’Ys, Don Carlo, L’Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, L’heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L’Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo, Macbeth a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio, Così fan tutte a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l’Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l’opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. È appena stata pubblicata per l’etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l’Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell’Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L’elisir d’amore), all’Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night’s Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 ha diretto all’Opera di Washington I pescatori di perle di Bizet. Fra i suoi prossimi impegni: Concerto Pucciniano a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia ed Orfeo e Euridice a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor in Canada, concerti con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e l’inaugurazione del Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. |
| A causa di motivi di salute, il basso
Lars Møller, che doveva esibirsi nel ruolo di “Gesù” nella Passione secondo
Giovanni in programma la prossima settimana con la Verdi (30, 31 marzo, 2
aprile) sotto la direzione del Maestro Ruben Jais, ha cancellato i suoi
impegni. Verrà sostituito dal Basso-baritono norvegese Håvard Stensvold. Biografia: Håvard Stensvold, Basso-baritono Il baritono-basso Håvard Stensvold, nato a Oslo, ha studiato alla Royal Opera Academy di Copenhagen al Royal Danish Music Conservatory. I suoi più recenti impegni operistici includono Papageno in Die Zauberflöte, Guglielmo nel Così fan tutte, Masetto nel Don Giovanni, Zuniga nella Carmen, Polifemo nell’Acis and Galatea di Haendel, il ruolo del protagonista in Don Giovanni con la Bergen Philharmonic Orchestra, Guglielmo in Così fan tutte alla Fynske Opera in Odense, Figaro in Le Nozze di Figaro in Copenhagen. Si esibisce regolarmente con direttori quali Andrew Litton, Michel Plasson, Patrick Fournillier, Fabio Biondi, Robin Ticciati, Andreas Spering, Bruno Weil e Lars Ulrik Mortensen. Il suo vasto repertorio comprende anche musica contemporanea: ricordiamo la sua esibizione nelle prime mondiali di The Maid of Norway di Kjell Habbestad a Bergen e, nel ruolo del Soldato, di Madonna Furiosa di Palmar Johansen. Nella stagione 2008/2009 ha cantato in Bohème come Schaunard all’Oscarsborg Opera Festival, nel ruolo del Baritono nella prima mondiale Dead beat escapement di Cecile Ore al Norwegian National Opera, ne Il faraone sommerso di Fago in Spagna, Italia, Polonia e Salisburgo con Fabio Biondi. Tra i suoi futuri impegni, ricordiamo il ruolo del Commendatore e Masetto in Don Giovanni, La Passione secondo Matteo con Andrew Manze, e il Messiah di Haendel con Andreas Spering. Canterà anche in uno dei ruoli principali della prima mondiale dell’opera Red di Anitra Tumsevica. |
| Domenica 11 aprile 2010 ore 11.00 RASSEGNA HAYDN IL DIVERTIMENTO Sinfonia n. 60 in Do maggiore Il distratto Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in Re Maggiore Sinfonia n. 94 in Sol maggiore La sorpresa Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Simone Pedroni Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 11 aprile 2010 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00/5,00) La Rassegna Haydn con il Maestro Giuseppe Grazioli e Simone Pedroni al pianoforte La ‘Rassegna Haydn’ nasce in occasione del bicentenario della morte dell’artista con l’intento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno degli appuntamenti che compongono il ciclo, iniziato a novembre e in programma fino a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dall’autore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro; inoltre ogni appuntamento sarà preceduto da una breve introduzione del Maestro Giuseppe Grazioli. Come ha spiegato Giuseppe Grazioli, ”Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni”. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come “il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi”. Il concerto in programma domenica 11 aprile alle ore 11.00 dal titolo “Il divertimento” vuole far conoscere alcuni aspetti del divertimento, magari un po’ segreto, tra Haydn e i suoi colleghi musicisti, sottolineando la sua abilità nel giocare con la musica, come accade con la Sinfonia n. 60 detta “Il distratto” e con la Sinfonia n. 94 detta “La sorpresa”. Insieme a queste, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 con il pianista Simone Pedroni, Artista Residente della Verdi, talentuoso e intenso musicista. Programma La Sinfonia n. 60 deriva dalla musica di scena composta da Haydn nel 1774 per la commedia Der Zerstreute, libera traduzione da Le distrait di Francois Regnard, rappresentata privatamente alla corte degli Esterházy. La Sinfonia, in sei movimenti, interpreta brillantemente le arguzie della narrazione: pur non mancando momenti seri (come il quinto movimento, un Adagio che pare alludere al mondo del canto Gregoriano), questa musica riesce a stupire l’ascoltatore sin dal suo esordio, con un Allegro che, ciclicamente, pare “perdere il filo” del discorso musicale, per poi ricominciare con brusco impeto (una trovata che forse anticipa la “Sorpresa” del secondo movimento dell’omonima Sinfonia, la n. 94). L’invenzione più sorprendente, tuttavia, appartiene all’ultimo movimento: dove i violini iniziano a suonare con la corda di Sol erroneamente accordata in Fa, costringendo così l’orchestra a fermarsi, affinché i “distratti” possano intonare correttamente i loro strumenti e riprendere a procedere verso un brillante finale. Composto prima del 1782, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 11, come le coeve composizioni tastieristiche, dovette essere pensato e scritto per clavicembalo, se si pensa che Haydn acquistò un pianoforte solo nell’autunno del 1788 e che alla corte degli Esterházy non si disponeva di pianoforti prima del 1781. Le prime edizioni a stampa, datate 1784, indicano comunque l’alternativa di clavicembalo o pianoforte, e la scrittura della parte solistica presenta effettivamente una certa ambiguità fra una concezione apertamente virtuosistica e una prassi ancora legata al basso continuo. Nel primo tempo, infatti, il pianoforte si attiene al repertorio tecnico più corrente, fatto di scale, di arpeggi, di accordi spezzati. Il secondo tempo è intensamente contemplativo, dovuto ad un’ampia melodia che, esposta inizialmente dagli archi, viene ripresa e decorata molto finemente dal solista. Nel conclusivo Rondò all’ungarese Haydn si appropria di atteggiamenti della musica tzigana La Sinfonia n. 94 detta anche La sorpresa è la seconda delle dodici sinfonie che Haydn compose fra il ‘91 e il ‘95 in Inghilterra, chiamato dall’impresario inglese Salomon per una serie di concerti. Il suo nome è famoso, le sue musiche sono contese da editori e copisti, a Londra quindi è atteso da un pubblico informatissimo ed entusiasta che lo accoglie trionfalmente. Il soprannome della sinfonia deriva dal celebre secondo movimento che consiste in una serie di variazioni su una dolce, elementare melodia. Al suo protrarsi diventa sempre più flebile, quasi a diventare muta; proprio allora c’è un improvviso e sonoro accordo dell’intera orchestra che crea un effetto sorpresa. Esistono varie teorie sul perché Haydn inserì questa novità (che fu in realtà frutto di una revisione e non è presente nel manoscritto originale): Haydn avrebbe detto “Questo farà sobbalzare le dame!”, o potrebbe aver pensato all’effetto sui maturi gentiluomini presenti tra il pubblico che, appesantiti dai loro banchetti, erano soliti assopirsi a concerto iniziato. La teoria più attendibile, invece, inserisce la composizione all’interno della disputa tra Haydn e Pleyel: l’inserimento della sorpresa sarebbe un modo per rendere la sinfonia memorabile e sgominare la concorrenza. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d’Ys, Don Carlo, L’Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, L’heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L’Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo, Macbeth a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio, Così fan tutte a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. È stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l’Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l’opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. È appena stata pubblicata per l’etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l’Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell’Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L’elisir d’amore), all’Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night’s Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 ha diretto all’Opera di Washington I pescatori di perle di Bizet. Fra i suoi prossimi impegni: Concerto Pucciniano a Rennes, Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Il Barbiere di Siviglia ed Orfeo e Euridice a Nantes e Angers, Lucia di Lammermoor in Canada, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e l’inaugurazione del Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota. Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree". Dopo aver ottenuto nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) ed il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. È stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l'Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado (tournée in Sud America col Concerto n.1 di Brahms), l’Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky, la National Polish Radio Symphony Orchestra a Katowice diretta dal leggendario M° Stanislav Skrowaczewski (Concerto di Schumann), la Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España,. È pianista “in residence” all’Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano con la quale ha eseguito il Concerto n.2 di Brahms con Leonard Slatkin, la Fantasia op. 80 Beethoven ed il raro Concerto in re minore di Martucci con Riccardo Chailly (anche in tournée in Spagna e nell’ambito del Festival de Música de Canarias), i 5 Concerti di Beethoven con Gianandrea Noseda, il Concerto n.1 di Tchaikovsky con Louis Langrée, il Concerto di Schumann con Lu Jia e alcuni programmi di musica da camera. Tra i recital si ricordano: il Teatro alla Scala di Milano, la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, il Quirinale in Roma, la Filharmonia Narodowa a Varsavia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, le Serate Musicali di Milano, la Salle Gaveau di Parigi, il Festival della Primavera di Praga, il Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Berlino, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone. Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l’anno successivo. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all’Auditorium di Milano. Tra gli ultimi impegni il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno in Giappone con le Variazioni Goldberg di Bach, il Concerto di Martucci con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con James Gaffigan ed in tournée in Spagna con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Oleg Caetani, il Concerto n.2 di Rachmaninoff in Norvegia (Trondheim) e il Concerto n.1 di Brahms a Milano con Aldo Ceccato. Recentemente (giugno 2009) ha debuttato con grande successo al Parco della Musica di Roma con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, diretta da Vladimir Ashkenazy. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. “Simone Pedroni Live in Concert”, per La Bottega Discantica (www.discantica.it) le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records (www.lol-records.com) i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l’altro a Liszt. Riconfermato dall’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana di Lugano per il 2010 eseguirà il Concerto in la minore di Respighi del quale verrà realizzato un CD con la stessa Orchestra, a Milano invece eseguirà la Turangalila Symphonie di Messiaen diretta da Juanjo Mena e il Concerto in re maggiore di Haydn con Giuseppe Grazioli. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 8 aprile 2010 ore 20.30 Venerdì 9 aprile 2010 ore 20.00 Domenica 11 aprile 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Georges Bizet Carmen, quattro preludi Camille Saint-Saëns Concerto n. 1 in La minore per violoncello e orchestra op. 33 Maurice Ravel Daphnis et Chloé Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Sol Gabetta Direttore Oleg Caetani Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 8 aprile 2010 ore 20.30 Venerdì 9 aprile 2010 ore 20.00 Domenica 11 aprile 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Divagazioni sulla musica francese: Bizet, Saint-Saëns, Ravel La Verdi sarà impegnata in un concerto davvero speciale in cui si incontreranno due grandi artisti con un programma affascinante, la violoncellista Sol Gabetta e il Direttore Oleg Caetani. Saranno i Quattro preludi ai quattro atti di Carmen di Bizet ad introdurre il concerto. La Carmen è suddivisa in quattro atti ognuno introdotto da un breve interludio strumentale che definisce la tinta, che Bizet amava creare per definire l’atmosfera spagnola, con citazioni folkloriche e ritmi di danza. Con il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra op. 33 di Saint-Saëns sarà protagonista Sol Gabetta, giovane e talentuosa musicista argentina, dalla tecnica prodigiosa e dalla formidabile facilità ed incisività di suono. In questo brano l’entrata del violoncello è dura e cruda sull’orchestra che risponde ai colpi. Siamo di fronte a un capolavoro, come lo definirono Shostakovic e Rachmaninov. Infine ci si sposta in Francia con uno dei capisaldi del ‘900 francese, la versione integrale delle musiche del balletto Daphnis et Chloé di Ravel, che riprende una storia tratta dalla mitologia greca. Possiamo in questo modo cogliere appieno tutte le risorse timbriche ed effettistiche utilizzate dal compositore, per questo che è considerato il capolavoro del cosiddetto “impressionismo musicale”. Programma: Carmen, opera lirica in 4 atti (libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy) di Georges Bizet, venne rappresentata la prima volta all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875. Inizialmente l’opera non ebbe grande successo così che Bizet, morto tre mesi dopo la prima rappresentazione, non poté vederne la fortuna. L’anticonformismo di Bizet è presente anche nelle sue invenzioni musicali. Nei diversi brani che verranno eseguiti emergono i diversi aspetti dell’esotismo della sua musica, con citazioni folkloriche e ritmi di danza. Nel Prelude egli accosta liberamente tre temi principali: la musica dei toreri, la canzone di Escamillo e la drammatica melodia di Carmen. L’Entr’acte II è una sorta di canzone da caserma di intonazione umoristica; l’Entr’acte III presenta caratteri agresti e bucolici, mentre l’Entr’acte IV introduce l’atmosfera oscura del finale. Il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra op. 33 fu composto da Camille Saint- Saëns nel 1872, all’età di 37 anni. Il brano debuttò al Conservatorio di Parigi il 19 gennaio 1873; fu scritto per Auguste Tolbeque, violoncellista e fabbricante di strumenti musicali. L’importanza dell’opera risiede tutta nel suo aspetto compositivo: la struttura del concerto è in tre movimenti, che si fondono in uno solo attraverso intelligenti transazioni e temi interrelati fra loro. L’introduzione orchestrale si limita a un breve tocco di corda per lasciare spazio al motivo principale suonato dal violoncello. Questo concerto fu considerato da molti compositori, quali Shostakovic e Rachmaninov, il più grande di tutti i concerti per violoncello e orchestra. Il balletto Daphnis et Chloé fu rappresentato l’8 giugno 1912 a Parigi al Théâtre du Châtelet e commissionato a Ravel intorno al 1909, quando il compositore era già sulla cresta dell’onda. Il celebre direttore dei Ballets Russes, Sergej Djagilev, gli sottopose un canovaccio tratto dal romanzo greco di Longo Sofista, in cui si narra di due giovani pastori dell’isola di Lesbo che si amano corrisposti, ma che prima di poter realizzare il proprio amore devono affrontare infiniti pericoli e peripezie. La complessa gestazione dell’opera portò a numerosi dissidi tra Djagilev e il compositore francese, tanto che la sua rappresentazione fu procrastinata fino alla fine del 1912. Biografie: La carriera internazionale di Sol Gabetta inizia nel 2004 quando, insieme ai Wiener Philharmoniker diretti da Valery Gergiev suona al festival di Lucerna con enorme successo di pubblico e stampa. È vincitrice di importanti riconoscimenti: Premio Natalia Gutmann al Concorso Čajkovskij di Mosca (1998), concorso Internazionale ARD di Monaco, nomination al “Grammy Award”, Aargau Kulturpreis nel 2008 (prestigioso premio culturale svizzero, vinto per la prima volta da un giovanissima artista), ECHO Klassik nel 2007, Echo Klassik nel 2009 (miglior interpretazione di un concerto del XIX/XX secolo). Nata a Cordoba (Argentina) dopo gli studi presso la “Escuela Superior de Musica Reina Sofia” di Madrid, prosegue lo studio del violoncello con Ivan Monighetti all’Accademia di Musica di Basilea spostandosi poi a Berlino, dove si specializza con David Geringas alla Hanns Eisler Musikhoschule. I suoi prossimi impegni includono concerti con la Philadelphia Orchestra, Detroit Philharmonic Orchestra, City of Birmingham Symphony Orchestra, Royal Philharmonic, Danish National, Rotterdam Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Hessische Rundfunk, Orchestre National de France, Czech Philharmonie, Nacional de Espana, Russian National, Royal Flemish, Hallé Manchester, Wiener Symphoniker, Kammerorchester Basel, Calgary, Seoul Philharmonic. Nel giugno 2008 debutta a Washington, in duo con Yo-Yo Ma, eseguendo “Dialogue for Two Cellos” di Leonard Slatkin insieme alla National Symphony Orchestra di Washington. La giovane Gabetta è un’appassionata di musica da camera e nel 2006 fonda il “Festival Solsberg” vicino a Basilea, dove ospita numerosi musicisti e dove si esibisce insieme a Henri Sigfridsson, Mihaela Ursuleasa, Baiba, Lauma Skride, Patricia Kopatschinskaja. Ospite molto amata e richiesta nella “cameristica” suona nei Festival europei più prestigiosi, come quelli di Verbier, Gstaad Yehudi Menuhin, Rheingau, Schwetzingen, Bonn Beethovenfest, Schleswig-Holstein. Incide per SONY Classical. La sua discografia, nonostante la giovane età, è molto ricca: nel 2007 incide opere di Tchaikovsky, Saint-Saëns, Ginastera; è del 2007 il Progetto Vivaldi con i “Sonatori della Gioiosa Marca”. Nel 2008 esce “Cantabile” con arie d’opera, lieder e canzoni di compositori russi e francesi, arrangiati per violoncello; inoltre, il Concerto per violoncello n. 2 di Shostakovic nella registrazione dal vivo con la Münchner Philharmoniker, e la Sonata op. 40 di Shostakovic con la pianista Mihaela Ursuleasa. Nell’ottobre 2009 esce il suo quinto CD con i concerti di Franz Joseph Haydn, Leopold Hofmann e una trascrizione per violoncello del Concerto per oboe e orchestra di Mozart con la Kammerorchester Basel diretta dal Maestro Sergio Ciomei. Nel 2010 esce il suo nuovo CD con il Concerto per violoncello di Elgar insieme alla Danish National Symphony Orchestra. Artista molto amata e richiesta dal pubblico europeo, il prestigioso Canale TV “Arté” trasmette tre serate dedicate alla serie “Nouvelle Stars” il 13, 14 e 19 marzo 2010. Dall’autunno 2005 insegna Violoncello alla Musikakademie di Basilea. Suona un raro e prezioso Violoncello di G.B. Guadagnini del 1759, messo generosamente a sua disposizione dalla Stiftung Rahn. Oleg Caetani è un direttore d’opera e concerto e considera egualmente importanti questi due aspetti del suo lavoro. Lo lega un rapporto profondo con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che dirige regolarmente dal ’99 e che ha diretto sia in una estesa tournée sudamericana e in Spagna. Con quest’ ultima orchestra ha registrato il primo ciclo completo delle Sinfonie di Shostakovic, mai fatto in Italia. Questo lavoro ha ricevuto il premio “10/10 Classic Today's America e Francia” e “ffff Telerama” in Francia. Nell’aprile 2008 ha diretto la Verdi in Vaticano in un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, trasmesso in eurovisione. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala con Turandot dove è tornato nel 2005 per Otello. Ha inaugurato la stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nel 2001 con Don Pasquale. Tra gli impegni recenti la Messa da Requiem di Verdi con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia in San Giovanni in Laterano alla presenza del Presidente della Repubblica Ciampi, la Khovanchina di Musorgsky e Sir John in love di Ralph Vaughan Williams (prima ripresa scenica moderna) all’English National Opera a Londra, Il flauto magico e Norma a S. Francisco, Il Gallo d'oro all’Opera di Toulouse, L’enfant et les sortileges al Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, Simon Boccanegra al Teatro Verdi di Trieste, La fanciulla del West a Seattle, Il vascello fantasma all’Opera di Roma, L’amore dei Tre Re di Italo Montemezzi al Teatro Regio di Torino, Benvenuto Cellini a Strasburgo, Cavalleria rusticana e Pagliacci a Houston, Oedipe di George Enescu come inaugurazione del Festival Enescu 2009 e Salomè, una produzione di Pier Luigi Pizzi al Festival de Opera di Tenerife etc.; inoltre ha diretto le orchestre del San Carlo di Napoli, del Maggio Musicale Fiorentino, la Staatskapelle Dresden e i Munchner Philharmoniker a più riprese, l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, la Hallé Manchester, la Sydney Symphony, la West Australian Symphony Orchestra, l’Orchestra Nazionale di Francia, l’Orchestra Nazionale di Spagna, l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino, quella della Radio Svizzera Italiana, l’Orchestra National de Lyon etc. Caetani dirigerà due diverse produzioni all’Opera di Colonia, così come vari concerti con la Metropolitan Orchestra di Tokyo, con la Konzerthaus Orchester di Berlino, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestre Philharmonique de Nice, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la West Australian Symphony Orchestra, la Sydney Symphony, l’Orchestre Nationale de Lyon, la Hong Kong Philharmonic, il Maggio Musicale Fiorentino, la Moscow’s Tchaikovsky Symphony Orchestra etc. A scoprire il suo talento e a iniziarlo alla musica è stata Nadia Boulanger, che lo seguirà all’inizio della sua formazione. Al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma studia direzione d’orchestra con Franco Ferrara e composizione con Irma Ravinale. È proprio a Roma che a diciassette anni esordisce in teatro con uno spettacolo di musiche di Monteverdi intorno al Combattimento di Tancredi e Clorinda. Immediatamente dopo prosegue i suoi studi di direzione d’orchestra al Conservatorio di Mosca con Kondraschin e di musicologia con Nikolaewa. Si diploma, con il massimo dei voti, in Unione Sovietica con Ilya Mussin al Conservatorio di Leningrado. Nel 1979 vince il Concorso RAI a Torino e nel 1982 il Concorso Karajan a Berlino. Giovanissimo è pianista di sala alla Staatsoper di Berlino. Seguono gli incarichi di Direttore Principale della Staatskapelle Weimar, di primo Kapellmeister al Teatro dell’Opera di Francoforte, di Generalmusikdirektor a Wiesbaden, poi a Chemnitz. In questi stessi anni dirige orchestre come il Gewandhaus, Bayerischer Rundfunk, Wiener Symphoniker (con i quali a tra l’altro inciso il Poliuto di Donizetti per Emi-CBS), Yomiuri Orchestra, Orchestra Nazionale di Francia ecc. Le Sinfonie di Alexander Tansman, registrate per Chandos, hanno vinto il Diapason d’Or nel 2006 e 2008. Nel 2008 è uscito anche per ABC Australia un cofanetto con il ciclo completo delle Sinfonie di Čajkovskij, incluso Manfred. È Grand’Ufficiale per meriti alla cultura della Repubblica Romena. |
| lunedì 5 aprile 2010 ore 16.00 Ciclo laVerdi Barocca Johann Sebastian Bach Cantata “Erfreut euch, ihr Herzen ” BWV 66 Oratorio di Pasqua per soli, coro e orchestra BWV 249 Cantata “Halt im Gedächtnis Jesum Christ” BWV 67 Soprano Deborah York Contralto David Hansen Basso Christian Senn Tenore Makoto Sakurada Ensemble vocale de laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Orchestra laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto lunedì 5 aprile 2010 ore 16.00 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) laVerdi Barocca con un concerto dedicato alla Pasqua Lunedì 5 aprile alle ore 16.00 laVerdi Barocca dedica un concerto alla Pasqua, con un programma musicale interamente scritto da Bach e diretto dal Maestro Ruben Jais. Il concerto si apre con la Cantata Erfreut euch, ihr Herzen (Gioite cuori) BWV 66, scritta proprio per il lunedì di Pasqua; segue l’Oratorio di Pasqua BWV 249, la cui parte musicale più consistente è desunta dalla Cantata profana BWV 249a scritta da Bach per il compleanno del Duca Cristiano di Sassonia-Weissenfels. Infine la Cantata Halt im Gedächtnis Jesum Christ (Conservate nella memoria Gesù Cristo) BWV 67, ispirata all’idea della resurrezione e scritta per la prima domenica dopo Pasqua. I concerti del ciclo ‘laVerdi Barocca’ sono eseguiti da un Ensemble costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del ‘600/’700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. L’approccio filologico offre la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento all’estrema ricchezza di dettagli di tale repertorio. Il calendario propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Händel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico. L’Ensemble vocale laVerdi Barocca, che riveste un ruolo fondamentale in questa stagione, è diretto dal Maestro Gianluca Capuano, fine conoscitore della musica Rinascimentale e Barocca. Programma: Nel corso della sua lunga carriera di compositore, Johann Sebastian Bach utilizzò innumerevoli volte pagine composte in precedenza, in nuove opere destinate ad occasioni e situazioni spesso molto diverse. Il sistema dell’auto-parodia era diffusissimo in quell’epoca. Bach, avendo trascorso un lungo periodo presso la corte di Köthen, dove non doveva comporre musica sacra, trovò abbastanza naturale, una volta giunto a Lipsia, attingere liberamente a suoi lavori precedenti, di carattere sia sacro che profano, per soddisfare le necessità della sua mansione di Kantor presso la Thomaskirche di Lipsia, dove fu attivo dal 1723 alla morte: mansioni che lo obbligavano alla composizione di quantità di nuove musiche da eseguire nel corso delle cerimonie domenicali. Diverse cantate scritte da Bach nel corso del 1724 riutilizzano in varia misura dei brani tratti da lavori scritti a Köthen. Scritta per il lunedì di Pasqua, la Cantata Erfreut euch, ihr Herzen (Gioite cuori) BWV 66 ha un carattere festoso, ben evidente già nel movimento iniziale che le dà il titolo, e la cui musica è derivata dalla cantata scritta per Köthen. La prima esecuzione si tenne a Lipsia il 10 aprile 1724. Il procedimento della parodia ritorna in larga misura anche nell’Oratorio di Pasqua BWV 249. Giunto a Lipsia nel 1723, Bach si era impegnato con grande zelo nella composizione di musica liturgica destinata alle funzioni della Thomaskirche. Ma dopo il 1729, in seguito a una serie di contrasti sorti con la direzione della Thomaskirche, egli smise in pratica di comporre nuove opere sacre, limitandosi a farlo solo nelle occasioni in cui era proprio indispensabile, e perlopiù riproponendo sue opere precedenti. Nella primavera del 1735, Bach riprese una sua composizione risalente al 1725, cui diede il titolo di Oratorio di Pasqua. La composizione è relativamente eccentrica rispetto agli altri due oratori bachiani; in essa infatti manca completamente la parte del narratore. La parte musicale più consistente è desunta dalla cantata profana BWV 249a, scritta per il compleanno del Duca Cristiano di Sassonia-Weissenfels ed eseguita il 23 febbraio 1725, e poco tempo dopo rielaborata da Bach in una composizione sacra destinata alle celebrazioni musicali della Pasqua di quello stesso anno. Scritta per la prima domenica dopo Pasqua (domenica di Quasimodogeniti) del 1724, la Cantata Halt im Gedächtnis Jesum Christ (Conservate nella memoria Gesù Cristo) BWV 67 è ispirata all’idea della resurrezione. Essa non presenta alcuna traccia di rielaborazione di brani musicali desunti da opere bachiane precedenti. Si tratta dunque di un’opera completamente originale, in cui la nitidezza della struttura formale si sposa con una straordinaria ricchezza d’invenzione. Il primo verso del grande coro iniziale che dà il titolo alla cantata è tratto dalla lettera di Paolo a Timoteo (2, 8), “Conservate nella memoria Gesù Cristo, che è risorto dalla morte”. La prima esecuzione si tenne a Lipsia il 16 aprile 1724. Biografia: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui “Storia in Musica”, con l’esecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; “Crescendo in Musica”, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S.Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J.Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito l’orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico - corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. |
| Martedì 30 marzo 2010 ore 20.30 Mercoledì 31 marzo 2010 ore 20.00 Venerdì 2 aprile 2010 ore 19.30 Stagione Sinfonica 2009-2010 Johann Sebastian Bach Passione secondo Giovanni per soli, coro e orchestra BWV 245 Soprano Sonya Yoncheva Contralto David Hansen Tenore Steve Davislim Basso Christian Senn Gesù Lars Moller Evangelista Makoto Sakurada Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Martedì 30 marzo 2010 ore 20.30 Mercoledì 31 marzo 2010 ore 20.00 Venerdì 2 aprile 2010 ore 19.30 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Ruben Jais dirige la Passione secondo Giovanni È una tradizione nordeuropea felicemente importata a Milano dalla Verdi, quella di eseguire ogni anno le Passioni di Bach nel periodo quaresimale. Quest’anno il consueto appuntamento prevede l’esecuzione della Passione secondo Giovanni per soli, coro e orchestra, eseguita l’ultima volta dalla Verdi nel 2008. Sarà il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto da Erina Gambarini ad affiancare la Verdi diretta da Ruben Jais, Direttore Residente, nell’esecuzione di questo capolavoro della musica sacra; verrà eseguita la prima versione del 1724. Delle tre Passioni (note) bachiane, quella secondo Giovanni è la più antica. La formula scelta dal compositore poggia sul rispetto scrupoloso dei dettami evangelici assunti a base di tutte le parti narrative della Passione e affidati alla declamazione di un Evangelista e dei personaggi che gli si affiancano. Martedì 23 marzo 2010 Ore 18.30 conferenza In occasione dell’esecuzione della Passione secondo Giovanni di J. S. Bach in programma il 30, 31 marzo e 2 aprile, il maestro Ruben Jais presenterà la composizione al pubblico. Programma: A Lipsia dopo la Riforma si intonava la Passione secondo Matteo la Domenica delle Palme e la Passione secondo Giovanni il Venerdì Santo (ma solo nel servizio mattutino della Chiesa di San Nicola). Dal Venerdì Santo 1717 fu possibile eseguire una versione polifonica di una delle passioni nel servizio dei Vespri. L’uso di eseguire una Passione interamente musicata in stile polifonico fu adottata dalla chiesa di San Tommaso dal 1721 e dalla chiesa di San Nicola dal 1724. Bach fu nominato Thomaskantor l’1 giugno 1723 all'età di trentotto anni e assunse la direzione musicale di entrambe le chiese e dal 1729 anche la direzione del Collegium Musicum fondato da Telemann. Nei ventisette anni da Kantor Bach diresse 26 Passioni (tra l'altro di Telemann e Graun) e ne scrisse cinque, di cui ci restano integre soltanto le due secondo Matteo e secondo Giovanni (la Passione secondo Luca a lungo attribuitagli è stata espunta dal suo catalogo: la Passione secondo Marco è stata recentemente ricostruita). La Passione secondo Giovanni BWV 245, scritta per il Venerdì Santo del 1724, non è composta su testo di Picander come quelle di Marco e Matteo, ma su una raccolta di testi operata forse dallo stesso Bach (i testi poetici sono tratti in buona parte da un testo di Barthold Heinrich Brockes, i dieci Corali dai tradizionali Gesangbücher). Ne esistono quattro versioni: la prima del 1724, la seconda dell'anno successivo, la terza del 1728-1731. L’ultima è di datazione incerta: si ritiene che l'esecuzione abbia avuto luogo nel 1746-47, ma la composizione potrebbe risalire a qualche anno prima. La parte più cospicua del materiale pervenutoci risalirebbe appunto agli anni 1738-39, anni in cui la partitura non fu eseguita. I diversi rimaneggiamenti d'altra parte non sembrano essere passi verso una versione ottimale o definitiva, ma piuttosto adattamenti alle necessità esecutive del momento. La prima esecuzione in Italia avvenne nel 1913 al Teatro alla Scala. Biografia: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui “Storia in Musica”, con l’esecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; “Crescendo in Musica”, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S.Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J.Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito l’orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 11 marzo 2010 ore 20.30 Venerdì 12 marzo 2010 ore 20.00 Domenica 14 marzo 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Dmitrij Šostakovič Sinfonia da camera per archi in Do minore 110a (trascrizione di Rudolf Barshai) Franz Schubert Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore D 485 Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 104 in Re maggiore London Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Rudolf Barshai Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 11 marzo 2010 ore 20.30 Venerdì 12 marzo 2010 ore 20.00 Domenica 14 marzo 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31, 00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi La giovanile serenità della Quinta di Schubert: con Rudolf Barshai Torna a dirigere la Verdi l’amato Maestro Rudolf Barshai, con un tuffo a ritroso nella storia della musica di cui lui stesso è protagonista. Barshai, infatti, ha trascritto l’Ottavo Quartetto op. 110 di Šostakovič del 1960; il brano è stato scritto «alla memoria delle vittime del fascismo e della guerra». Si tratta di una composizione molto cupa, in cui si fa strada il pessimismo di Šostakovič per tutti i totalitarismi. L’esatto opposto dei sentimenti che emergono dagli altri due brani, caratterizzati da brio e gioia di vivere: la Sinfonia n. 5 di Schubert, scritta nel 1816, torna alle origini del classicismo viennese per guardare a Mozart ma soprattutto ad Haydn. Chiude il concerto la Sinfonia n. 104 di Haydn, uno dei brani più acclamati del compositore, il suo ultimo lavoro, scritto nel 1795, nell’ultimo anno passato a Londra su invito dell’impresario Salomon. Il concerto sarà replicato a Monza, al Teatro Manzoni, mercoledì 10 marzo alle ore 20.30. Programma: La Sinfonia da camera op. 110a non è un brano originale ma la trascrizione per orchestra d’archi dell’Ottavo Quartetto op. 110 di Šostakovič, compiuta dal compositore e direttore d’ orchestra Rudolf Barshai su autorizzazione dello stesso musicista russo. Il nuovo titolo si deve a Šostakovič, che avrebbe peraltro dichiarato che la nuova versione del brano gli sembrava suonasse persino meglio dell’originale. La sua cupezza, la sua tensione deriva dalla riflessione del compositore sulla morte e sugli orrori della guerra. Il brano, infatti, composto il 12-14 luglio 1960 a Dresda dove l’autore si era recato per un soggiorno di cura, è dedicato «alla memoria delle vittime del fascismo e della guerra». La Sinfonia n. 5 di Schubert appartiene a un gruppo di sei Sinfonie scritte fra il 1813 e il 1818 (la data esatta di composizione si colloca nel settembre‑ottobre del 1816). La prima esecuzione avvenne in una casa privata, senza un seguito immediato; il brano conobbe il momentaneo destino di altri lavori più famosi, tornando alla luce dopo la morte del compositore. La data della prima esecuzione pubblica è piuttosto incerta. Rispetto alla Sinfonia n. 4 Schubert sembra cambiare nettamente indirizzo con un ritorno a più chiari modelli settecenteschi, come appare evidente già nell’orchestrazione, priva di clarinetti, trombe e timpani. Il fatto che Schubert sembri guardare al passato, in particolare a Mozart, non deve comunque trarre in inganno: la quinta sinfonia è un’opera che per forma, orchestrazione ed efficacia espressiva generale, denota un compositore sicuro di sé e con una personalità ben definita. La Sinfonia n. 104 di Haydn del 1795, l’ultima del compositore, porta da sempre il titolo London, scritto di pugno di Haydn sulla prima pagina della partitura, anche se forse indica semplicemente il luogo di composizione. Proprio a Londra sperimentò per la prima volta il contatto con un pubblico che lo adorava e fu in condizione di misurare senza sosta il successo del proprio stile, in particolare sinfonico. “Mi interessava stupire il pubblico con qualche novità” confessò il vecchio Haydn raccontando del suo arrivo a Londra. Nei 4 tempi in cui si articola la sinfonia, i tratti del nuovo e della sorpresa, del “variopinto e grottesco” definiscono lo stile caratteristico di Haydn. Biografia: Nato in Russia, Rudolf Barshai ha iniziato i suoi studi musicali in un coro maschile. In seguito ha studiato violino con Lev Zeilitin, uno dei migliori allievi di Leopold Auer. Ha fondato i Quartetti Borodin e Čajkovskij. Nel 1940 Rudolf Barshai è entrato al Conservatorio di Mosca e si è fatto presto conoscere in tutto il mondo come violista, lavorando con molte formazioni cameristiche e con Šostakovič, Richter, Oistrakh, Rostropovič, Gilels e molti altri famosi musicisti russi. Contemporaneamente ha studiato composizione con Dmitrij Šostakovič e ha portato a termine i suoi studi da direttore d’orchestra sotto la guida di Ilya Mussin a Leningrado. Nel 1955 ha fondato la Moscow Chamber Orchestra che ha diretto fino al 1976 e che ha ottenuto notevole successo di pubblico e critica a livello internazionale: per questa formazione molti compositori russi hanno appositamente scritto dei brani. Dal 1977, anno in cui ha lasciato la Russia, Rudolf Barshai ha diretto molte orchestre sinfoniche con grande successo: la Philharmonia Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Philharmonic, la London Philharmonic, la BBC Symphony e la Hallé Orchestra. Il Maestro è regolarmente ospite di importanti orchestre quali la Bayerische Rundfunk, la Westdeutsche Rundfunk, la Berlin Radio Symphony Orchestra, la Gurzenich Orchestra, la Norddeutsche Rundfunk, la Budapest Festival Orchestra, la Netherlands Philharmonic Orchestra, la Wiener Symphoniker. Dal 1982 al 1988 è stato Direttore Principale della Bournemouth Symphony Orchestra, e dal 1985 al 1988 è stato Direttore Musicale della Vancouver Symphony Orchestra. Durante la Stagione 1987/88 è stato Direttore Principale Ospite dell’Orchestre National de France. Negli Stati Uniti e in Canada è stato impegnato nella direzione di Orchestre Sinfoniche come la Pittsburgh, la Cincinnati, la Houston e la Toronto, e ha inoltre diretto le maggiori orchestre della ex-Unione Sovietica e del Giappone. Tra le numerose incisioni di Barshai ricordiamo i Concerti per pianoforte n. 1, 2 e 3 di Čajkovskij con Peter Donohoe in onore degli ottant’anni di Michael Tippett, Romeo e Giulietta, Francesca da Rimini, Capriccio italiano e la Sinfonia n. 6 sempre di Čajkovskij, Una notte sul monte Calvo di Musorgskij con la Vancouver Symphony. Le sue numerose trascrizioni per piccola orchestra, soprattutto quella della Suite per pianoforte di Prokof’ev, Visioni fuggitive, e dell’ottavo Quartetto d’archi di Šostakovič, hanno ricevuto ottime critiche. Rudolf Barshai ha inciso le Sinfonie di Šostakovič con la Westdeutsche Rundfunk Symphony Orchestra, e con l’ Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, le Sinfonie n. 5 e 10 di Mahler (con una sua orchestrazione) con la Junge Deutsche Philharmonie. |
| Domenica 21 marzo 2010 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte GERMANIE II Richard Strauss Metamorphosen, studio per ventitre archi solisti (esempi da Richard Strauss Sestetto da Capriccio op. 85) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 21 marzo 2010 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Torna all’Auditorium di Milano Francesco Maria Colombo con “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte” Proseguono i discovery dedicati alla musica del Novecento con un nuovo appuntamento a cura del Maestro Francesco Maria Colombo. Ciascun incontro, della durata di poco più di un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto del brano scelto. Nella stagione 2009/2010 si affronteranno alcuni nuovi temi: la Germania, o meglio delle diverse “Germanie”; le scuole nazionali con Janacek e i compositori sovietici (Prokof’ev-Šostakovič), per concludere con Ligeti. Nell’occasione del 25 aprile verrà eseguita un’opera-simbolo delle avanguardie del Novecento, di enorme impegno tecnico e spirituale: “Il canto sospeso” di Luigi Nono su frammenti di lettere di lettere di condannati a morte della resistenza europea. Domenica 21 marzo alle ore 11.00 il Maestro Colombo affronterà il secondo appuntamento dedicato alla Germania con Richard Strauss e Metamorphosen, studio per ventitre archi solisti. Programma Scritta nel suo rifugio in Bavaria nella primavera del 1945, Metamorphosen studio per ventitre archi solisti, è dedicato a Paul Sacher, uno dei mecenati dei compositori del XX secolo. Nel luglio 1944, mentre la Germania nazista stava precipitando nella sua apocalisse, Sacher incontrò l’ormai ottantenne Strauss e gli commissionò un lavoro per il Collegium Musicum di Zurigo. Strauss era sconvolto dagli orrori della guerra che lo circondava, e in particolar modo dalla distruzione dei Teatri dell’Opera di Monaco e Dresda, dove lui aveva più volte diretto. Questa commissione fu per il compositore un grande stimolo, tanto che il lavoro venne terminato nell’aprile 1945. La prima esecuzione si ebbe a Zurigo nel gennaio 1946. L’opera è una continua rielaborazione di due incisi tematici, il secondo dei quali è la “Marcia funebre” dell’Eroica di Beethoven. L’organico di soli archi è piegato da Strauss tanto da ottenere una composizione molto ricercata nella forma, dietro un’apparenza intimista. Biografia Nella stagione 2009-2010 Francesco Maria Colombo prosegue il ciclo di 20 concerti con l'Orchestra Verdi dedicati al Novecento, inaugurando la seconda serie. È un'iniziativa senza precedenti in Italia, perché ciascun concerto comprende un'introduzione storico-estetica, l'analisi dei brani con esempi "live" dell'orchestra, e l'esecuzione completa. I 20 concerti sono trasmessi in televisione da Sky Tv, sul canale Classica. Sempre con l'Orchestra Verdi ha inciso un cd dedicato a musiche di Victor De Sabata, pubblicato dalla casa Universal nella scorsa primavera. Appena pubblicato, il cd ha vinto il premio della critica musicale italiana indetto dalla rivista “The Classic Voice” per la sezione “miglior debutto 2009”. Fra gli ultimi successi, si segnala l'apertura delle celebrazioni del bicentenario di Haydn a capo dell'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e del Coro Filarmonico di Praga, con l'esecuzione della Trauer-Symphonie e della Harmonie Messe. Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai, e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con The Telephone e The Medium, per la regia del compositore stesso. Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 40 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Albania, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto (Maria Padilla di Donizetti, Orazi e Curiazi di Mercadante, e nella stagione 2009-10 Roberto Devereux di Donizetti), e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano (Tosca, La Bohème, Italian Gala). Il suo più recente impegno operistico è la produzione di Don Pasquale di Donizetti nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato Les Contes d'Hoffmann di Offenbach e Il Trovatore di Verdi. È particolarmente attivo in repertorio sinfonico, avendo diretto fra l'altro numerose opere sinfoniche di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Schumann, Dvorak, Grieg, Tchaikovsky, Rachmaninoff, Mahler, Richard Strauss, Stravinsky, Bartok, Sibelius, Prokofiev, Barber, Gershwin, Porter, Kern, Copland, Nielsen, Britten, Vaughan Williams, Respighi, Berio, Maderna, Messiaen. Si è concentrato in modo significativo sul repertorio francese eseguendo in moltissime occasioni i capolavori di Rameau, Berlioz, Bizet, Debussy, Ravel, Fauré, Saint-Saens, Satie, Poulenc, Milhaud, Hahn. Con un repertorio tutto francese (Bizet, Fauré) sarà in novembre sul podio dei Pomeriggi Musicali di Milano. A partire dal 2002, ha stabilito un rapporto continuativo con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che ha diretto in tutte le stagioni, sia nella stagione sinfonica sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia un concerto celebrativo di Natale nel Duomo di Milano. Prossimo appuntamento: domenica 25 aprile 2010 ore 11.00 LE AVANGUARDIE ITALIANE Luigi Nono Il canto sospeso per soprano, contralto, tenore, coro misto e orchestra su frammenti di lettere di condannati a morte della Resistenza europea ___________COMUNICATO STAMPA sabato 20 marzo 2010, ore 18.30 - Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Gustav Mahler Umberto Eco e Ferruccio de Bortoli presentano con l'Autore il libro di Gianni Cervetti Todos marxistas e altri scritti di bibliofilia Edizioni Rovello – “I germogli de L’Esopo” intervengono Massimiliano Finazzer Flory, Luigi Corbani Mario Scognamiglio - ingresso libero - Todos marxistas raccoglie una serie di nove scritti pubblicati da Gianni Cervetti sull’”Almanacco del Bibliofilo”, frutto dei suoi interessi storici e per il libro antico. Quello che dà il titolo al volume, è una immaginaria recensione al primo volume del “Capitale”, scritta al tempo (e nella lingua) della sua apparizione in Italia. Altri saggi riguardano le letture giovanili, la storia della Grecia antica e in particolare della Guerra di Troia sotto l’aspetto delle ricerche e scoperte archeologiche (cui l’autore aveva già dedicato nel 1996 con Louis Godart il libro “L’oro di Troia, la vera storia del tesoro scoperto da Schiliemann”); le alterne “fortune” bibliografiche di Machiavelli, nonché “variazioni” politiche e linguistiche sul nostro presente. COMUNICATO STAMPA A causa di motivi di salute, il Maestro Rudolf Barshai non potrà dirigere i concerti della prossima settimana con la Verdi a Monza al Teatro Manzoni (10 marzo) e all’Auditorium di Milano (11, 12, 14 marzo) La Fondazione ringrazia il Maestro Giuseppe Grazioli, che sostituirà Rudolf Barshai, per la sua disponibilità. Il programma musicale resterà invariato: Dmitrij Šostakovič Sinfonia da camera per archi in Do minore 110a (trascrizione di Rudolf Barshai) Franz Schubert Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore D 485 Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 104 in Re maggiore London |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 6 marzo 2010 ore 18.30 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Gustav Mahler - Proiezione di Binario 21 film di Moni Ovadia (regìa Felice Cappa) Presentazione di Liliana Segre e Felice Cappa - ingresso libero - Sabato 6 marzo, ore 18.30, verrà proiettato presso lAuditorium di Milano Fondazione Cariplo, Binario 21, film di Moni Ovadia e Felice Cappa ispirato allomonimo libro tratto dal poema di Yitzak Katzenelson, deportato e ucciso ad Auschwitz, Il canto del popolo ebraico massacrato. Ad Auschwitz, il luogo simbolo della tragedia della Shoah e oggi del suo ricordo, si incrociarono il destino di Liliana Segre, deportata dal Binario 21 della Stazione di Milano, e del poeta polacco Yitzak Katzenelson, prima passato attraverso la disperazione del ghetto di Varsavia. Entrambi sono in modi diversi sopravvissuti: la prima diventando testimone oculare della Shoah, il secondo lasciandoci uno straordinario documento poetico sullo sterminio, scritto durante la prigionia. Il film, prodotto da Rai Trade, costituisce l'adattamento televisivo dello spettacolo teatrale di Moni Ovadia, completato dal racconto di Liliana Segre, che ha ottenuto la menzione speciale Premio Prix Italia 2009. Prima della proiezione, Liliana Segre e Felice Cappa presenteranno il libro che accompagna il dvd, edito da Promo Music Books. MONI OVADIA. Nato a Plovdiv (Bulgaria) da una famiglia ebraica - sefardita, trae la sua ispirazione dalla cultura yiddish, che ha contribuito a far conoscere in Italia e in Europa sviluppando una lettura contemporanea e unica nel suo genere. Fra i suoi spettacoli recenti si ricordano Kavanàh e La bella utopia. FELICE CAPPA. Giornalista, autore e regista, ha curato gli spettacoli di Dario Fo e Franca Rame. Nel 2009 ha presentato alla Biennale di Venezia il film Il sangue e la neve, ora edito da Promo Music Books con il libro Anna Politovskaja. LILIANA SEGRE. Arrestata come ebrea a 13 anni, venne deportata ad Auschwitz - Birkenau nel gennaio 1944. In seguito all'evacuzione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata il 30 aprile 1945 nel campo di Malchow. Sulla sua esperienza è stato pubblicato nel 2005 il libro di Emanuela Zuccalà, Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah, Edizioni Paoline. Nel 2006 l'Università di Trieste le ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza. |
| Giovedì 4 marzo 2010 ore 20.30 Venerdì 5 marzo 2010 ore 20.00 Domenica 7 marzo 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Giuseppe Verdi La forza del destino, ouverture Béla Bartók Concerto per orchestra Sz 116 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Ludovic Morlot Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 4 marzo 2010 ore 20.30 Venerdì 5 marzo 2010 ore 20.00 Domenica 7 marzo 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Tutti allopera con Ludovic Morlot Debutta con la Verdi la bacchetta del francese Ludovic Morlot, che si cimenterà in due brani legati dal tema del Fato con Verdi e Beethoven. Il concerto si apre con louverture de La forza del destino di Verdi, incentrato sul racconto delle epiche vicende dei protagonisti in fuga dal mondo e dagli uomini. Scritto per il Teatro di San Pietroburgo nel 1862, nel brano spicca il turbinoso e incessante movimento degli archi a rappresentare linesorabilità del destino. Segue il Concerto per orchestra di Béla Bartók scritto nel 1943 quando lautore ritorna alle tradizioni compositive del passato; il brano è come una sorta di esibizione dellorchestra stessa, in cui i diversi gruppi strumentali si separano e si oppongono, per esplorare possibilità timbriche inedite. Infine la Sinfonia n. 5 di Beethoven, pagina tra le più conosciute di tutti i tempi. Programma: La Sinfonia de La forza del destino fu scritta nella forma attuale in occasione della revisione dellopera approntata da Verdi per il Teatro alla Scala nel 1869. Per la versione di Pietroburgo del 1862, infatti, era stato composto un semplice preludio. Il brano è nettamente caratterizzato dal tema che nel corso dellopera risulta collegato alla vittima del destino, e cioè Eleonora. Più che di Sinfonia pout-pourri, si dovrebbe parlare di brano ciclico, con il tema del destino che si manifesta, come frammento o variazione, in tutti gli episodi, accompagnando o sovrapponendosi alle altre melodie, specialmente quella della preghiera di Leonora. Americano è, almeno per il luogo di composizione, il Concerto per orchestra di Béla Bartók, scritto a Saranac Lake, a Nord di New York, nel 1943. La prima fu diretta da Koussewitzky (che commissionò lopera) alla Carnegie Hall nel 1944. Il concerto riprende la prassi barocca del Concerto grosso, in cui i diversi gruppi strumentali si separano e si oppongono, per esplorare possibilità timbriche inedite. Sorprendente e suggestivo, il Concerto è la pagina più popolare dellautore. I primi abbozzi della Sinfonia n. 5 di Beethoven risalgono al 1795, ma la prima ebbe luogo solo nel 1808 al Theater an der Wien, in un concerto in cui vide la luce anche la successiva Pastorale. La sinfonia, aperta dalla celebre epigrafe di cui lautore avrebbe detto (il condizionale è dobbligo): Così il destino bussa alla porta suscitò immediatamente enorme impressione: Goethe scrisse nel 1830: E enorme, è assolutamente folle! Ci sarebbe da temere che la sala crolli!. Vertice del repertorio ed immagine canonica del sinfonismo ottocentesco, la Quinta rappresenta, al pari della Nona che la Verdi affronta ogni anno, un severo banco di prova per qualunque compagine orchestrale. Biografia: Il musicista francese Ludovic Morlot si sta rapidamente affermando come uno dei principali direttori della sua generazione. Già molto richiesto in Nord America, la stagione 2009/10 lo vede tornare a dirigere la Chicago Symphony Orchestra e la Boston Symphony Orchestra; debutterà inoltre con la Cincinnati Symphony Orchestra e lAtlanta Symphony Orchestra. Altrove dirigerà per la prima volta la Oslo Philharmonic, la Danish National Radio Symphony, la Tokyo Philharmonic e sarà in tour in Germania con la London Philharmonic Orchestra e Anne- Sophie Mutter. Tornerà inoltre a dirigere la Filarmonica di Rotterdam, la City of Birmingham Symphony e lEnsemble Intercontemporain con la quale ha instaurato una regolare collaborazione. Ludovic Morlot si dedica con passione al lavoro con giovani musicisti; sarà impegnato in una tournée con la Netherlands Youth Orchestra che prevede un concerto al Concertgebouw di Amsterdam. Tra i prossimi debutti ricordiamo la Royal Concertgebouw Orchestra, la Czech Philharmonic, lOpéra National di Lyon e lOpéra Comique di Parigi. Tra le sue recenti esibizioni ricordiamo quelle con la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Dresden Staatskapelle, la Tonhalle-Orchester Zürich, la Budapest Festival Orchestra, la Royal Stockholm Philharmonic e la Seoul Philharmonic Orchestra. Ha collaborato con molti importanti solisti tra cui Christian Tetzlaff, Gil Shaham, Renaud Capuçon, Lynn Harrell, Frank Peter Zimmermann, Emanuel Ax e Jessye Norman. Ludovic Morlot ha sviluppato una stretta collaborazione artistica con la Boston Symphony Orchestra iniziata nel 2001 quando ha ricoperto il ruolo di Direttore Associato di Seiji Ozawa al Tanglewood Music Center; subito dopo è stato nominato Direttore Assistente per lorchestra e per il Direttore Musicale James Levine (2004-2007). Ha diretto lorchestra in numerosi concerti pubblici, sia a Boston sia a Tanglewood. Ludovic Morlot ha lavorato inoltre come Direttore Residente con lOrchestra Nazionale di Lione diretta da David Robertson (2002-2004). Formatosi come violinista, Ludovic Morlot studia direzione dorchestra alla Royal Academy of Music di Londra e poi al Royal College of Music come vincitore della Norman del Mar Conducting Fellowship. Ludovic Morlot è stato eletto Professore Associato della Royal Accademy of Music nel 2007 in segno di riconoscimento per il suo significativo contributo alla musica. |
| Giovedì 18 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 19 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 21 febbraio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Johannes Brahms Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77 Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 4 in Fa minore op. 36 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Daniel Hope Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 18 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 19 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 21 febbraio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Romantici suoni, con il violino di Daniel Hope e la bacchetta di Xian Zhang Decisamente romantico questo concerto con il quale la Verdi ritrova il suo Direttore Musicale Xian Zhang e uno degli archetti più gettonati dei nostri giorni, Daniel Hope, noto in tutto il mondo per la sua versatilità e creatività musicale. Il programma si apre con il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77 di Brahms, scritto nel 1878 e dedicato all’amico Josef Joachim, uno dei grandi violinisti compositori della seconda metà dell’800. Il Concerto, in tre movimenti, è caratterizzato da equilibrio e fantasia. Segue la Sinfonia n. 4 in Fa minore op. 36 di Čajkovskij, in quattro movimenti, con il quale torniamo al pieno romanticismo russo, a quella cantabilità malinconica tipica del compositore; composto nel 1877, il brano è dominato dal senso della fatalità e dell’ineluttabilità del destino. Programma: Vero gioiello della letteratura violinistica, il Concerto in Re maggiore op. 77 per violino e orchestra di Johannes Brahms è stato composto nel corso dell’anno 1878 per il violinista Josef Joachim. Venne eseguito per la prima volta, sotto la direzione dell’autore, al Gewandhaus di Lipsia nell’anno successivo, ma fu accolto con inaspettata freddezza. Il Concerto, articolato nei movimenti Allegro non troppo, Adagio, Allegro giocoso ma non troppo vivace, è caratterizzato fin dal primo tempo da una grande cantabilità, che solo nell’ultimo movimento da spazio a una scrittura virtuosistica di carattere tzigano. Equilibri e fantasia sono le strutture portanti di questo capolavoro, che, come spesso accade in Brahms, si apre gioiosamente (qui nel movimento finale) alle suggestioni della musica zingaresca, da cui proviene un colorismo multiforme e vitale mirabilmente fuso con il carattere introverso e meditativo di tutta la sua musica. Con la Sinfonia n. 4 in Fa minore del 1877, Pëtr Il’ič Čajkovskij raggiunse un livello qualitativo decisamente elevato rispetto alle sinfonie precedenti. Oltre alla omogeneità stilistica dei quattro movimenti, la sinfonia è caratterizzata da un tono tragico e appassionato di origine autobiografica. Lo stesso compositore definì in una lettera in modo chiaro il significato della composizione, dominata innanzi tutto dal senso della fatalità e dell’ineluttabilità del destino. La Sinfonia venne eseguita per la prima volta a Mosca nel febbraio del 1878, ma l’accoglienza fu abbastanza fredda; solo dopo la ripresa nel novembre successivo, questa volta a San Pietroburgo e sotto la direzione di Eduard Francevič Nápravník, pubblico e critica ne riconobbero la grandezza. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. In Europa, futuri importanti impegni prevedono il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra (sia nella stagione principale, sia nella rassegna di musica da camera con i musicisti principali dell’Orchestra ‘IJ Salon’ nel Das Lied von der Erde nella versione di Schoenberg), la Finnish Radio Symphony Orchestra, con la prima mondiale di Moon Concerto di Mikko Heiniö, e l’Orchestre National de Belgique, con la quale si esibirà all’Europalia Festival. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione durante la quale ha diretto, tra l’altro, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Artista esclusivo di Deutsche Grammophon dal 2007, il violinista inglese Daniel Hope è noto in tutto il mondo per la sua versatilità e creatività musicale. Nel 2004 ha vinto tre premi prestigiosi per la sua registrazione dei Concerti di Berg e Britten: il Classical Brit Award, il Deutsche Schallplattenpreis e l’ECHO Klassik Preis. Inoltre ha ottenuto due nomination per il Grammy del 2005 e nel 2006 ha vinto per la terza volta di seguito l’ECHO Preis. Ha suonato con le migliori orchestre e nelle sale concertistiche più importanti del mondo con direttori d’orchestra di levatura internazionale. E’ inoltre ospite regolare di famosi festival. Daniel Hope si dedica con passione a progetti di grande eclettismo: la collaborazione con il grande attore Klaus Maria Brandauer ha portato al successo War and Pieces e Mozart Unplugged!; An audience with Beethoven, parole e musica composte da Hope, insieme a Mia Farrow; Forbidden and Forgotten con musica da camera e versi provenienti dal Ghetto di Theresienstadt; e Music to die for!, una commedia scritta da Christopher Hope (vincitore del Whitebread) con musiche eseguite da Daniel Hope insieme al pianista jazz Uri Caine, sotto la direzione di Jonathan Moore. Molti di questi progetti sono stati eseguiti per la prima volta al Savannah Music Festival in Georgia (USA), di cui Daniel Hope è co-direttore artistico. Hope dirige molte orchestre da camera mentre suona, come ad esempio la Chamber Orchestra of Europe in una incisione dei Concerti per violino di Bach, l’ensemble Concerto Köln (che usa strumenti d’epoca) e la Camerata Salzburg. Collabora inoltre con musicisti appartenenti ad altri generi, tra cui il cantante Bobby McFerrin, il contrabbassista Edgar Meyer e il batterista ex-Police Stewart Copeland. Il suo ultimo progetto East meets West, pubblicato su CD dalla Warner e con una nomination al Grammy, presenta opere per violino ispirate da Ravi Shankar. Allievo dell’Highgate School di Londra, dal 1992 al 1998 Hope ha studiato con il pedagogo russo Zakhar Bron e si è diplomato alla Royal Academy of Music di Londra. A 10 anni ha suonato Shostakovich alla TV inglese con il contrabbassista Gary Karr e l’anno successivo è stato invitato da Yehudi Menuhin a eseguire i Duetti di Bartok alla TV tedesca. Da ciò è scaturita una lunga collaborazione con più di 60 concerti insieme, compreso l’ultimo concerto di Lord Menuhin nel 1999 alla Tonhalle di Düsseldorf, dove Hope ha eseguito il Concerto per violino di Schnittke. Il quotidiano Evening Standard di Londra lo ha votato “Classical Performer 2001” e l’Observer lo ha definito “il più eccitante musicista di strumenti a corda dopo Jacqueline du Pré”. Dal 2002 al 2008 Daniel Hope è stato il più giovane membro del leggendario Trio Beaux Arts, di cui nel corso del 2005 è stato festeggiato il 50° anniversario. Il Trio ha ricevuto una nomination per il Grammy 2007. A nome del Trio Hope ha commissionato opere per Trio con pianoforte a Kurtág, Mark-Anthony Turnage, Uri Caine, Jan Müller-Wieland e Mauricio Kagel. Tra i suoi partner cameristici spiccano, tra gli altri, i nomi di Menahem Pressler, Yuri Bashmet, Sebastian Knauer, Thomas Adès, Lynn Harrell, Katia e Marielle Labèque, Tabea Zimmermann, Arianna Zukerman, Mark Padmore, Pieter Wispelwey e Philippe Entremont. La passione di Daniel Hope per la musica contemporanea è evidenziata dagli stretti contatti con molti eminenti compositori come Alfred Schnittke, con il quale ha lavorato e organizzato il Festival Schnittke alla Royal Academy di Londra nel 1994. Nel 2003 Hope ha eseguito in prima mondiale a South Bank la Sonata 1955 di Schnittke, scoperta recentemente, ora registrata nel CD East meets West. Ha collaborato anche con Kurtág, Cristobal Halffter, HK Gruber, Penderecki e Gubaidulina. Nel 1995 ha registrato il concerto per violino Nostalgia di Toru Takemitsu, pubblicato insieme ai Concerti di Kurt Weill e Schnittke nel 1999 dalla Nimbus Records. Per la stessa etichetta è apparso nel 2000 un secondo CD con opere di Shostakovich, Schnittke, Pärt e Penderecki. Inoltre Daniel Hope commissiona spesso opere a giovani compositori: tra questi un concerto per violino Ballad of Ariel, composto da Jan Müller-Wieland, e un Quintetto per pianoforte del compositore inglese Huw Watkins. Roxanna Panufnik ha scritto per Hope il concerto per violino Abraham. |
| OMUNICATO STAMPA Giovedì 25 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 26 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 28 febbraio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Ludwig van Beethoven Missa solemnis per quattro voci soliste, coro, orchestra e organo in Re maggiore op. 123 Soprano Helena Juntunen Mezzosoprano Manuela Custer Tenore Richard Berkeley Steele Basso Hayato Kamie Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 25 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 26 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 28 febbraio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi La Missa solemnis di Beethoven con Xian Zhang Il Maestro Xian Zhang torna sul podio della Verdi con la grande celebrazione sacra della Missa solemnis di Ludwig van Beethoven, una pagina grandiosa, espressione matura del genio del compositore, di poco precedente la sua ultima creazione sinfonica, la Nona Sinfonia op. 125. Insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, il Coro Sinfonico diretto dal Maestro Erina Gambarini. Nel cast il soprano finlandese Helena Juntunen, apprezzata a livello internazionale per la naturalezza ed espressività del suo canto, ha studiato alla Sibelius Academy sotto la guida di Anita Välkki; l’italiana Manuela Custer, che inizia subito una carriera internazionale che la vede esibirsi nei più importanti teatri del mondo anche nel repertorio contemporaneo; lo stimato “tenore eroico” Richard Berkeley-Steele; infine, il giovane basso Hayato Kamie, finalista al concorso internazionale per giovani cantanti lirici “Riccardo Zandonai” di Riva del Garda). Programma: Quando l’arciduca Rodolfo d’Austria, allievo, amico e protettore di Beethoven, divenne nel 1818 arcivescovo di Olmütz, in Moravia, il compositore decise di scrivere una Messa solenne a celebrazione dell’insediamento ufficiale, annunciato per il 9 marzo 1820. Ma il lavoro iniziato nell’inverno 1818‑1819 assunse ben presto dimensioni impreviste, sconvolgendo ogni piano cronologico. Tra il 1819 e l’inizio del 1821 furono completati soltanto il Kyrie e il Gloria. L’intera Messa poté dirsi ultimata soltanto alla fine del 1822. L’arciduca Rodolfo ricevette la copia della partitura il 19 marzo 1823, con circa tre anni di ritardo. La prima esecuzione ebbe luogo a San Pietroburgo il 18 aprile 1824; promotore dell’avvenimento fu il principe Nicolas Golycin. L’edizione a stampa si ebbe solo nella primavera del 1827, dopo la morte del compositore. Il 7 maggio 1824, la Missa fece una parziale ricomparsa a Vienna, nel famoso concerto al Teatro di Porta Corinzia, nel corso del quale venne eseguita accanto alla Nona sinfonia, ma con l’esclusione del Gloria e del Sanctus‑Benedictus. La Missa solemnis non è stata costruita su schemi precostituiti ai quali ancora si richiamavano a vario titolo i suoi illustri predecessori, ma è un’attenta e minuziosa puntualizzazione espressiva del testo sacro, sul quale l’invenzione musicale si modella melodicamente e armonicamente con assoluta libertà. Per l’ampiezza dei brani e il numero degli esecutori la Missa solemnis di Beethoven non può essere eseguito all’interno di una messa regolare: è questa una conferma ulteriore del suo ruolo autonomo rispetto alla liturgia, e all’opposto, del suo carattere mistico‑sacrale. Biografie: Dall’inizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nell’aprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto l’incarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. In Europa, futuri importanti impegni prevedono il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra (sia nella stagione principale, sia nella rassegna di musica da camera con i musicisti principali dell’Orchestra ‘IJ Salon’ nel Das Lied von der Erde nella versione di Schoenberg), la Finnish Radio Symphony Orchestra, con la prima mondiale di Moon Concerto di Mikko Heiniö, e l’Orchestre National de Belgique, con la quale si esibirà all’Europalia Festival. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione durante la quale ha diretto, tra l’altro, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Il soprano finlandese Helena Juntunen è apprezzata a livello internazionale per la naturalezza ed espressività del suo canto e per le sue intense interpretazioni dei ruoli operistici del repertorio lirico – in particolare di Mimì (La bohème), Liù (Turandot) e soprattutto di Pamina (Die Zauberflöte), ruolo che ha cantato al Festival d’Aix en Provence (con Daniel Harding), a La Monnaie (con René Jacobs), al Grand Théâtre de Genève, ai Wiener Festwochen, al Theater an der Wien, all’Opéra National de Lorraine, alla Sachsische Staatsoper Dresden, con Minnesota Opera e al Théâtre de Caen.Da molti anni collabora con Finnish National Opera, dove ha impersonato Zdenka (Arabella), Madama Cortese (Il viaggio a Reims), Sophie (Der Rosenkavalier), Liù (Turandot), Mimì (La bohème) nonché Liisa (Ostrobothnian di Leevi Madetoja). Altri recenti successi includono lo Stabat Mater di Szymanowski con la BBC Symphony Orchestra diretta da Osmo Vänskä ai BBC Proms, i ruoli di Jenny Hill (Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny) all’Opéra National de Lorraine, Contessa Almaviva (Le nozze di Figaro), Marie (Wozzeck) per l’Opéra de Nice nonché Zdenka (Arabella) per Vlaamse Opera. Importanti momenti della stagione in corso sono il suo debutto nei ruoli di Micaela (Carmen) a Helsinki e Marietta (Die tote Stadt di Korngold) per l’Opéra National de Lorraine. Molto apprezzata per le sue interpretazioni del repertorio vocale finlandese e in particolare delle opere di Sibelius, in questa stagione Helena Juntunen interpreta i cicli Höstkväli e Luonnotar con la London Philharmonic Orchestra diretta da Osmo Vänskä, nonché Luonnotar con la Lahti Symphony Orchestra e Jukka-Pekka Saraste e con la Radio Filharmonisch Orkest e Leif Segerstam. Ha anche creato il ruolo di Anna Liisa nell’omonima opera di Veli-Matti Puumala. Helena Juntunen ha studiato alla Sibelius Academy sotto la guida di Anita Välkki. Manuela Custer è nata a Novara e ha debuttato con Elisabetta regina d’Inghilterra di Rossini al Teatro Regio di Torino, dove è ritornata come Cherubino nelle Nozze di Figaro e, recentemente, con La Cenerentola di Rossini (regia di Luca Ronconi) e Les Contes d’Hoffmann (Nicklhausse), diretta da Emmanuel Villaume (regia di Nicolas Joel). Inizia subito una carriera internazionale che la vede esibirsi a Lucerna (L’enfant et les sortileges, diretta da Viotti), Montecarlo (Così fan tutte, diretta da Accardo), Verona, Genova e Lille (Nicklausse in Les contes d’Hoffmann, diretta da Bonynge), Venezia e Salisburgo (Juditha Triumphans di Vivaldi, diretta da Scimone), al Festival di Istanbul (Orfeo di Bertoni diretto da Scimone e Bajazet di Vivaldi diretto da Biondi, entrambi con la regia di Pizzi), Concertgebouw di Amsterdam ed Accademia Chigiana di Siena (Giustino e Arminio di Vivaldi diretti da Curtis, Orlando furioso e Juditha Triumphans di Vivaldi diretto da Marcon), Festival di Martina Franca (La Zingara di Donizetti), Festival Internazionale di Edinburgo (Zelmira di Rossini per Opera Rara), Teatro Filarmonico di Verona (Barbiere di Siviglia con Juan Diego Flórez), Festival di Ambronet (Mottetti di Vivaldi), Opera di Roma (Faust e Capuleti e Montecchi), Maestranza di Siviglia (Incoronazione di Poppea con la regia di Vick e diretta da Rousset), Théâtre des Champs-Elysèes di Parigi (Orlando finto pazzo di Vivaldi, Anna Bolena), Royal Festival Hall di Londra (Pia de’ Tolomei con Opera Rara), Rossini Opera Festival di Pesaro (Il Vero omaggio e La Gazzetta con la regia di Fo, La gazza ladra), Petruzzelli di Bari (Cenerentola e Barbiere di Siviglia, entrambi con la regia di Livermore), Massimo di Palermo e Opéra de Lyon (Anna Bolena), Theatre Royal Drury Lane di Londra (Il diluvio universale di Donizetti con Opera Rara), Wiener Konzerthaus (Bajazet di Vivaldi con Biondi ed Europa Galante, ripreso anche a Yokohama), La Fenice di Venezia (Didone di Cavalli diretta da Biondi e la prima esecuzione in tempi moderni dell’Olimpiade di Galuppi diretta da Marcon), il Michigan Opera Theatre di Detroit (debutto negli Stati Uniti con Il Barbiere di Siviglia), l’Accademia di Santa Cecilia (Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Luisi e Orlando furioso diretto da Marcon), la Sala Verdi di Milano ed il Teatro Cervantes di Malaga (Messa da Requiem di Verdi e Petite Messe Solennelle di Rossini diretta da Ceccato), il Teatro alla Scala di Milano (La damoiselle élue di Debussy diretta da Sir John Eliot Gardiner e Didone di Cavalli con Biondi ed Europa Galante), il Festival di Granada, il Palau de la Musica di Barcelona ed il Teatro de la Zarzuela di Madrid (Il califfo di Bagdad diretto da Rousset), la Gewandhaus di Lipsia (Petite messe solennelle diretta da Riccardo Chailly), la Dallas Opera (Italiana in Algeri), Baden Baden (Juditha Triumphans), Faust a Palma de Mallorca. Manuela Custer ha confermato di recente la sua versatilità di artista anche nel campo del repertorio contemporaneo sia con la Sankt-Bach Passion di Kagel alla Gewandhaus di Lipsia diretta da Luisi e con l’acclamatissima piéce Le bel indiferent di Tutino con la regia di Livermore per il Teatro Stabile di Torino, per il quale ha anche interpretato Canti dall’inferno, ripreso anche al Festival dei due mondi di Spoleto. La sua discografia comprende: La rimembranza, La partenza, Il primo dolce affanno, L’esule di Granata, Pia de’ Tolomei, Il diluvio universale, Elisabetta regina d’Inghilterra, Zelmira e Maria Stuart per Opera Rara, Juditha Triumphans per Warner Fonit e Arminio per Virgin Classics. Molto stimato nel repertorio di “tenore eroico”, Richard Berkeley-Steele si è esibito nelle sale da concerto più importanti del mondo, lavorando con i più rinomati direttori. Conosciuto per le sue interpretazioni nelle opere di Wagner, Strauss e Britten, in questa stagione si esibirà in Tristan und Isolde alla Royal Opera House, al Covent Garden diretto da Antonio Pappano. Altri impegni professionali durante la stagione 2009/10 includono il ruolo del Principe in Rusalka per l’Opera North e concerti a Milano con la Verdi sotto la direzione di Xian Zhang. Inoltre, si esibirà nel ruolo di Egisto in Elektra al Teatro San Carlo di Napoli diretto da Jeffrey Tate e Erode nella Salome alla Washington National Opera. Tra le sue recenti esibizioni ricordiamo il ruolo principale in Tannhäuser (per l’Opera Australia con Richard Hickox) e Lohengrin (per il Teatro Massimo di Palermo diretto da Günter Neuhold), Sansone in Samson et Dalila al Teatro Municipal di Sao Paulo, Sergei (in Lady Macbeth of Mtsensk) all’Opera Australia diretto da Richard Armstrong, General Sir Philip Wingrave (Owen Wingrave) alla Royal Opera House, al Covent Garden e Laca (Jenufa) all’Opéra Angers a Nantes. Richard Berkeley-Steele ha lavorato con alcuni tra i più importanti direttori d’opera, tra cui Robert Spano, Mark Elder, Jeffrey Tate e Bertrand de Billy in teatri quali Gran Teatre del Liceu, San Francisco Opera, Royal Opera House, Covent Garden, English National Opera e il Glyndebourne Festival. I suoi diversi repertori lo hanno visto esibirsi in Siegfried (specialmente nel 2001 al Ring Cycle a Seattle), Siegmund (nel 2005 al Ring Cycle a Seattle diretto da Robert Spano, al Nationaltheater a Mannheim e allo Städtische Theater a Chemnitz diretto da Oleg Caetani, nella produzione di Harry Kupfer per il Gran Teatre del Liceu sotto la direzione di Bertrand de Billy), Drum Major, Peter Grimes, Don José e Jimmy Mahoney (in Rise and Fall of the City of Mahagonny). Artista di grande esperienza, Richard Berkeley-Steele si è esibito in tutto Europa in molti repertori, tra cui The Dream of Gerontius di Elgar, The Apostles e The Kingdom, il Requiem di Verdi, Das Lied von der Erde, Les illuminations e la Sinfonia n. 9 di Beethoven. Si esibirà nella Missa Solemnis di Beethoven con la Verdi sotto la bacchetta di Xian Zhang in questa stagione. Il basso Kamie Hayato è stato finalista del Concorso italo-giapponese di Tokyo “Nichii” 2003, nell’anno successivo si è esibito al concerto tenutosi all’Università d’Arte di Tokyo e all’Università Musicale di Seoul, interpretando poi il Messiah di Händel all’Università Centrale (Tokyo). Nel 2005 ha vinto la borsa di studio della “Ezoe Scholarship Foundation” di Tokyo esibendosi nello stesso anno durante il concerto tenuto dalla fondazione e nel ruolo di Simone (Simon Boccanegra) all’Università d’Arte di Tokyo. Nell’aprile del 2006 è finalista alla seconda edizione del Concorso internazionale di canto “Martini” (Mantova) e nell’estate dello stesso anno si esibisce nell’ambito dell’evento concertistico Val di Sole - Per un segno di amicizia tra Italia e Giappone, presso il Teatro Comunale di Dimaro, vincendo il primo premio nella Seconda edizione del Concorso internazionale di canto lirico del comune trentino. Nel settembre dello stesso anno ha cantato Rigoletto al Teatro Sughinami di Tokyo e nel luglio del 2007 è stato finalista al Concorso Internazionale Voci Verdiane (Città di Busseto). Ha cantato La Traviata (Germont) al Teatro Musashino di Tokyo e Falstaff all’Università dell’Arte di Tokyo. Ha vinto la borsa di studio della “Meiji Yasuda Cultural Foundation” (Giappone) ed è stato finalista al concorso internazionale per giovani cantanti lirici “Riccardo Zandonai” (Riva del Garda). |
| TUTTO CHOPIN IN COLLABORAZIONE CON L’ACCADEMIA PIANISTICA INTERNAZIONALE DI IMOLA “INCONTRI CON IL MAESTRO” Mercoledì 17 febbraio 2010 ore 20.30 Rondò in Do minore op. 1 - Pianoforte Gianni Bicchierini Sonata in Do minore op. 4 - Pianoforte Sofya Gulyak Rondò in Fa maggiore op. 5 (À la Mazur) - Pianoforte Alessandro Marino Quatre mazurkas op. 6 - Pianoforte Alessandro Tardino Cinq mazurkas op. 7 - Pianoforte André Gallo Trois nocturnes op. 9 - Pianoforte Anna Kravtchenko Douze études op. 10 - Pianoforte Yasuhiko Imanishi Giovedì 18 febbraio 2010 ore 18.00 Variations brillantes sur le Rondeau favori de Ludovic de Hérold in Si bemolle maggiore op. 12 - Pianoforte Yasuhiko Imanishi Trois nocturnes op. 15 - Pianoforte Alberto Nosè Rondò in Mi bemolle maggiore op. 16 - Pianoforte Alessandro Marino Quatre mazurkas op. 17 - Pianoforte Shizuka Salvemini Grande valse brillante in Mi bemolle maggiore op. 18 - Pianoforte Alberto Nosè Boléro in Do maggiore/La minore op. 19 - Pianoforte Shizuka Salvemini Scherzo in Si minore op. 20 - Pianoforte Michail Lifits Ballade in Sol minore op. 23 - Pianoforte Alberto Nosè Quatre mazurkas op. 24 - Pianoforte Yingjia Xue Douze études op. 25 - Pianoforte Roberto Giordano Venerdì 19 febbraio 2010 ore 17.30 Deux polonaises op. 26 - Pianoforte Piero Gatto Deux nocturnes op. 27 - Pianoforte Anna Kravcthenko Vingt-quatre préludes op. 28 - Pianoforte Roberto Cominati Impromptu in La bemolle maggiore op. 29 - Pianoforte André Gallo Quatre mazurkas op. 30 - Pianoforte Mi Yeon I Scherzo in Si bemolle minore/Re bemolle maggiore op. 31 - Pianoforte Ben Schoeman Sabato 20 febbraio 2010 – MARATONA CHOPIN ore 15.00 Deux nocturnes op. 32 - Pianoforte Shizuka Salvemini Quatre mazurkas op. 33 - Pianoforte Ilaria Loatelli Trois valses brillantes op. 34 - Pianoforte Alessandro Taverna Sonata in Si bemolle minore op. 35 - Pianoforte Anna Kravtchenko Impromptu in Fa diesis maggiore op. 36 - Pianoforte Ben Schoeman Deux nocturnes op. 37 - Pianoforte Yasuhiko Imanishi Ballade in Fa maggiore/La minore op. 38 - Pianoforte Marco Grilli Scherzo in Do diesis minore op. 39 - Pianoforte Chiara Opalio Deux polonaises op.40 - Pianoforte Ben Schoeman Quatre mazurkas op. 41 - Pianoforte André Gallo Grande valse in La bemolle maggiore op. 42 - Pianoforte Mi Yeon I Tarantelle in La bemolle maggiore op.43 - Pianoforte Shizuka Salvemini Sabato 20 febbraio 2010 – MARATONA CHOPIN ore 16.30 Polonaise in Fa diesis minore op. 44 - Pianoforte Yasuhiko Imanishi Prélude in Do diesi minore op. 45 - Pianoforte Yingjia Xue Allegro de concert op. 46 - Pianoforte Gianni Bicchierini Trosième ballade op. 47 - Pianoforte Anna Fedorova Deux nocturnes op 48 - Pianoforte Beatrice Magnani Fantaisie op. 49 - Pianoforte Anna Fedorova Trois mazurkas op. 50 - Pianoforte Chiara Opalio Trosième impromptu op. 51 - Pianoforte Ben Schoeman Quatrième ballade in Fa minore op. 52 - Pianoforte Marco Grilli Polonaise in La bemolle maggiore op.53 - Pianoforte Alexia Mouza Scherzo in Mi minore op. 54 - Pianoforte Alessandro Taverna Sabato 20 febbraio 2010 – MARATONA CHOPIN ore 18.00 Deux nocturnes op. 55 - Pianoforte Chiara Opalio Trois mazurkas op. 56 - Pianoforte Yingjia Xue Berceuse in Re bemolle maggiore op. 57 - Pianoforte Shizuka Salvemini Sonata in Si minore op. 58 - Pianoforte Alessandro Taverna Trois mazurkas op. 59 - Pianoforte Yingjia Xue Barcarole in Fa diesis maggiore op. 60 - Pianoforte Mi Yeon I Polonaise-Fantaisie in La bemolle maggiore op. 61 - Pianoforte Yasuhiko Imanishi Deux nocturnes op. 62 - Pianoforte Alessandro Taverna Trois mazurkas op. 63 - Pianoforte Ilaria Loatelli Trois valses op. 64 - Pianoforte Anna Fedorova Sabato 20 febbraio 2010 – MARATONA CHOPIN ore 20.00 Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi minore op.11 Pianoforte Benedetto Lupo Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Fa minore op. 21 Pianoforte Ivo Pogorelich Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Xian Zhang Domenica 21 febbraio 2010 ore 11.30 Sonata in Sol minore per violoncello e pianoforte op. 65 Introduction et polonaise brillante in Do maggiore per pianoforte e violoncello op. 3 Pianoforte Federico Colli Violoncello Alberto Casadei Trio in Sol minore per pianoforte, violino e violoncello op. 8 Violino Greta Medini Violoncello Alberto Casadei Pianoforte Chiara Opalio Lunedì 22 febbraio 2010 ore 20.30 Variazioni su “Là ci darem la mano” op. 2 Pianoforte Maurizio Baglini Grande fantaisie sur des airs nationaux polonais n. 2 op. 13 Pianoforte Alessandro Tardino Krakowiak in Fa maggiore n. 3 op. 14 Pianoforte Maurizio Baglini Grande polonaise brillante précédée d’un Andante spianato n. 6 op. 22 Pianoforte Alessandro Tardino Orchestra Amatoriale laVerdi per tutti Direttore Jader Bignamini Prezzi: Posto unico € 7,50 (ridotto € 5,00/4,00) Prezzi Maratona Chopin (20 febbraio): Concerti pomeridiani € 7,50 (ridotto € 5,00/4,00) Concerto ore 20.00 posto unico € 31,00 (ridotto € 18,00/10,00) |
| ACCADEMIA PIANISTICA INTERNAZIONALE
“INCONTRI COL MAESTRO” L’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, fondata e diretta da Franco Scala, è una scuola di alto perfezionamento musicale collocata nella splendida cornice della Rocca Sforzesca di Imola. Nata nel 1989, l’Accademia venne inaugurata ufficialmente il 6 marzo dello stesso anno con un concerto offerto da Vladimir Ashkenazy, che in quell’occasione veniva insignito della presidenza onoraria. L’idea portante dell’Accademia Pianistica è che gli allievi preparino i loro programmi appunto “incontrando un maestro”, maturando con lui aspetti estetici, storici, tecnici dell’interpretazione. Accanto ai docenti di base vi sono docenti ospiti, sovente illustri concertisti, che animano gli incontri didattici secondo un principio basilare pluralistico: i giovani, attraverso questa molteplicità di sollecitazioni culturali, sviluppano la propria personalità nel rapporto con quella dei vari insegnanti. In questo modo vengono avviati al formarsi propri convincimenti, al rivelarsi a se stessi, al rendere attuali le proprie potenzialità. Attraverso quest’opera di alta formazione musicale, l’Accademia Pianistica ha raggiunto presto una fama internazionale acquisita negli anni grazie alla vittoria, da parte dei propri allievi, di oltre 50 Primi Premi Internazionali nei maggiori concorsi pianistici in tutto il mondo. Per citarne alcuni dal Premio “Arthur Rubistein” di Tel Aviv al Premio “Franz Liszt” di Utrecht, dal “Busoni” di Bolzano al “Regina Elisabetta” di Bruxelles, dal “Van Cliburn” in Texas al “Paloma O’Shea” di Santander, dal Leeds Piano Competition al UNISA in Sud Africa. Gli allievi dell’Accademia vengono costantemente invitati a suonare per Festival e Stagioni Concertistiche note in tutto il mondo, e di recente si sono esibiti fino alla Casa Bianca negli Stati Uniti e nella Sala Nervi in Vaticano per il Papa Benedetto XVI. __________ Sintesi delle biografie dei musicisti dell’Accademia Internazionale Pianistica “Incontri col maestro” di Imola. MAURIZIO BAGLINI pianista Formatosi presso l’Accademia Pianistica di Imola con Piero Rattalino e Lazar Berman e premiato giovanissimo nei più importanti concorsi internazionali - Busoni di Bolzano, Chopin di Varsavia, William Kapell del Maryland - a soli 24 anni vince all’unanimità il World Music Piano Master di Montecarlo. Ha al suo attivo una rilevante discografia che include fra l’altro due versioni dei 27 Studi di Frederyk Chopin, eseguiti sia su strumenti originali del XIX secolo, che su pianoforte moderno (Phoneix Classics ). Nel 2005 ha dato inizio alla registrazione dell’opera integrale per pianoforte di Bach Busoni, edita da Tudor nel 2009 assieme all’integrale dell’opera per pianoforte solo di Rolf Urs Ringger. Ha ideato e creato nel 2005 la prima edizione dell’Amiata Piano Festival, con l’intento di creare una diffusione capillare dell’ intrattenimento culturale in una delle zone più belle e ispiratrici del territorio italiano, l’ Alta Maremma. Nel 2007, grazie al successo delle prime due edizioni, Maurizio Baglini prosegue il proprio ideale progettuale creando il Dionisus, Festival di Musica, Arte e Multimedia.. GIANNI BICCHIERINI pianista E’ nato a Pisa nel 1988. Ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni, diplomandosi nel 2006 con il massimo dei voti presso il Conservatorio di La Spezia sotto la guida della professoressa Nicla Carrani Castelli. Dal 2009 ha intrapreso, con il maestro Carlo Palese, il percorso di studi per il conseguimento del Diploma Accademico di Secondo Livello presso l’Istituto Musicale “L. Boccherini” di Lucca. Si esibisce in festival pianistici sia in veste di solista che in formazioni da camera. Nel 2007 è stato ammesso all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. ALBERTO CASADEI violoncellista Nato a Rimini nel 1987, a soli cinque anni vince il primo premio assoluto al Concorso Nazionale “città di Montescudo” (RN). Prosegue gli studi presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e, all’età di 18 anni, consegue il diploma con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale, ricevendo in seguito una borsa di studio dalla Fondazione “G. Rossini” di Pesaro. Nel 2004 risulta vincitore della borsa di studio della 15° edizione del concorso per strumentisti ad arco, messa in palio dalla Yamaha Music Foundation of Europe. Nel 2005, a soli 17 anni, vince l’audizione per costituire “l’Orchestra Mozart” diretta dal maestro Claudio Abbado. Nel 2008 ha vinto la selezione di “Nuove Carriere” organizzata dal CIDIM. Ha suonato sotto la direzione di: Claudio Abbado, Alberto Zedda, Trevor Pinnok, Marco Zuccarini, John Eliot Gardiner, Michele Mariotti, Nicola Paszkowski e Jury Tkachenko. Ha tenuto recital con: H. Ulises Passarella, S. De Palma, V. Zubistky, P. Biondi, C. Casadei, S. Cappellini Sinopoli. Attualmente si sta perfezionando sotto la guida del maestro N. Gutman e, insieme al pianista Federico Colli, approfondisce il repertorio cameristico all’Accademia Pianistica di Imola, con il maestro K. Bogino. FEDERICO COLLI pianista Federico Colli è nato a Brescia nel 1988. Ha studiato con i Maestri Giancarlo Facchinetti e Sergio Marengoni presso l’Accademia musicale "Fondazione Romano Romanini” di Brescia, conseguendo nel giugno 2005 il Diploma di pianoforte presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con la votazione di 10 e lode. Attualmente studia con il Maestro Konstantin Bogino e frequenta il Corso di musica da Camera presso l'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola in duo con il violoncellista Alberto Casadei. E’ stato vincitore assoluto con Premi speciali del "Concorso internazionale per pianoforte e orchestra Città di Cantù", vincitore del Premio Speciale "La migliore interpretazione della musica romantica" al "XI Rencontre internationale des jeunes pianistes" di Parigi nel 2008; vincitore del Premio Speciale "Educational award" al "London international piano Competition" di Londra edizione 2009. ROBERTO COMINATI pianista Nato a Napoli nel 1969, Roberto Cominati ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte, ottenendo a otto anni l’ammissione per meriti speciali al Conservatorio S. Pietro a Majella. Ha studiato dal 1984 con Aldo Ciccolini all’Accademia Superiore di Musica “Lorenzo Perosi” di Biella e dal 1989 con Franco Scala all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. Vincitore del Primo premio al Concorso Internazionale “Alfredo Casella” di Napoli nel 1991, nel 1993 ha vinto il Primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano. Nel 1999 ha ottenuto il Prix Jacques Stehman del pubblico della RTFB e della TV5 France, nell’ambito del Concours Reine Elisabeth di Bruxelles. E’ stato ospite delle più importanti società concertistiche italiane e di istituzioni quali il Teatro alla Scala di Milano, il Comunale di Bologna, la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, il San Carlo di Napoli, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Accademia Chigiana di Siena e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha suonato al Théâtre Châtelet di Parigi, al Kennedy Center di Washington, al festival di Salisburgo, a Berlino, in Inghilterra, Giappone, Australia, Belgio, Olanda, Finlandia. Ha collaborato con molti celebri direttori d’orchestra, fra i quali sir Simon Rattle, Andrey Boreyko, Leon Fleisher, Daniel Harding, Yuri Ahronovitch, David Robertson, Aleksandr Lazarev. Nell’inverno 2009 esce per Amadeus l’integrale pianistica di Maurice Ravel. ANNA FEDOROVA pianista Anna Fedorova è nata nel 1990 a Kiev in Ucraina, dove ha cominciato lo studio del pianoforte all’età di cinque anni. Si è il primo premio in 14 concorsi internazionali, fra i quali, recentemente, la International Rubinstein In Memoriam (Polonia 2009). Ha inoltre ottenuto importanti riconoscimenti al concorso Chopin a Narna, all’International Young Pianists competition, all’International Keyboard Institute and Festival (New York, USA 2006, 2007, 2008). Si è recentemente esibita come solista con la Filarmonica di Buenos Aires sotto la guida del maestro Alejo Perez, con la Philarmonia of the Nations sotto la guida del maestro Justus Franz, con l’Orchestra Nazionale Sinfonica del Messico sotto la guida del maestro Carlos Miguel Prieto, con la Kiev Kamerata, la Slovak Sinfonietta di Zilina sotto la direzione del maestro Martin Pantileev, con l’Orkiestra Symfoniczna Filharmonii Szczecinskiej sotto la guida del maestro Yuri Lutziv, con la MSCMS's Youth Symphonic Orchestra sotto la direzione del maestro Vladimir Rijaev. Attualmente si perfeziona presso l’Accademia Pianistica di Imola. ANDRE’ GALLO pianista André Gallo nasce 20 anni fa a Cosenza. Ha tenuto concerti in Olanda, Inghilterra e Germania; presso il Teatro Olimpico di Vicenza, “La Fenice” di Venezia, il Teatro “G. da Udine” di Udine, il “Rendano” di Cosenza, il Teatro “Alighieri” di Ravenna, il “Manzoni” di Milano. Ha recentemente debuttato alla Konzerthaus di Berlino. Si dedica attivamente alla musica da camera in varie formazioni: con il clarinettista Niccolò Manco, con il quale ha dato vita al Duo Poulenc; con il Trio composto da Marc Taube, Konstantin Katz e Vadim Pavlov (rispettivamente Primo Violino e Prima Viola della Filarmonica di San Pietroburgo; Primo Violoncello del Teatro “Massimo” di Catania); con le prime parti del Teatro “La Fenice” di Venezia, con le quali ha creato il Trio Richard Wagner. Nel 2006 è stato insignito del Premio Galante 2006 Sezione Musica, conferitogli con il patrocinio della Presidenza della Repubblica. Nel 2008 Andrè Gallo è stato selezionato come Borsista Bayreuth dall’Associazione Richard Wagner Venezia. Dal 2005 frequenta l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. PIERO GATTO pianista Piero Gatto è nato ad Agropoli nel 1986. A quindici anni viene ammesso all’Accademia pianistica di Imola “Incontri col Maestro”. Si è laureato in pianoforte al TSS1 presso il conservatorio “ G.Martucci” di Salerno con 110 e lode. Ha vinto la prima edizione del Concorso Pianistico Internazionale di Vietri sul Mare (1999); ha vinto vari concorsi in formazione cameristiche. Nel 2006 ha vinto, con decisione unanime della giuria, il primo premio del XVI Concorso Internazionale "Città di Cantù" per la sezione Classici, (ricevendo nella stessa serata anche il premio del pubblico), premio che da quindici anni non veniva assegnato ad un italiano. Il 3 ottobre 2007 ha inaugurato la stagione della “Società dei Concerti” nella Sala del conservatorio “Verdi” di Milano, eseguendo il 2° Concerto di Beethoven con l’Orchestra Filarmonica di Stoccarda diretta da Gabriel Feltz. ROBERTO GIORDANO pianista Nato a Tropea nel 1981, Roberto Giordano inizia gli studi di pianoforte con Angela Masneri. A quattordici anni è il più giovane pianista a essere ammesso all’Ecole Normale de Musique «A. Cortot» di Parigi, nella classe di Marcella Crudeli. Qui, tra il 1995 e il 1999 ottiene tutti i diplomi del corso di studi di « Execution pianistique » sempre con l’unanimità e le felicitazioni della giuria. Nel 1999 si diploma anche al Conservatorio « G.Rossini» di Pesaro con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. In seguito è allievo di Leonid Margarius e Piero Rattalino all’Accademia Pianistica «Incontri col maestro» di Imola, dove consegue il diploma con il titolo onorifico di Master. Nel 2003 a Bruxelles, ottiene il 4° premio al “Concours Musical International Reine Elisabeth de Belgique”. La discografia comprende cinque CD, pubblicati dalle etichette Cyprès e La Bottega Discantica. Dopo la nomina di artista di chiara fama da parte del Governo belga, Roberto Giordano affianca alla carriera concertistica anche la docenza di pianoforte principale presso l’Institut Supérieur de Musique et Pédagogie di Namur. MARCO GRILLI pianista Nato a Frosinone nel 1986, Marco Grilli si è diplomato all’età di diciotto anni presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone con il massimo dei voti, lode e menzione speciale sotto la guida della Professoressa Ornella Grossi. All’età di tredici anni, valutato tra i migliori allievi dei Conservatori Italiani, è stato scelto per esibirsi nella rassegna musicale “San Remo Classico”. Nel 2007 ha ricevuto il Primo Premio nel concorso “Terzo Musica” di Alessandria. Si è esibito presso l’Associazione Concertistica Romana(RM), l’Associazione Mozart di Rovereto (TN), il 69° Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro Goldoni (FI), Festival “Nota Verde” di Folgaria, Auditorium San Barnaba di Brescia, Auditorium Haydn di Bolzano. Dal 2004 studia presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola. SOFYA GULYAK pianista Sofya Gulyak nasce a Kazan (Russia), dove studia in una scuola speciale per bambini particolarmente dotati, poi al Conservatorio Statale di Kazan, dove si perfeziona sotto la guida della Professoressa Elfiya Burnasheva. Sofya Gulyak attualmente si perfeziona presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, sotto la guida del maestro Boris Petrushansky. Nel 2007 ha vinto il primo premio al concorso William Kapell International Piano. Nello stesso anno si è aggiudicata primo premio al Maj Lind Helsinki, il secondo al Busoni (con Primo non assegnato) e il terzo al concorso Margherite Long Piano di Parigi. Nella sua carriera ha vinto inoltre il concorso di San Marino nel 2004, la Thalberg Piano Competition del 2006, il concorso Rhodes (Grecia) nel 2006; il Premio Schumann (Italia), il Prix du Piano di Berna, il William Kapell di College Park nel 2007, il Grand Prix all’International Gubaidullina Piano Competition (Russia) nel 2006; il concorso Tivoli di Copenaghen e il Gyeongnam International Piano Competition in Corea del Sud nel 2008, il Leed International Piano Competition nel 2009. E’ stata insignita del titolo di “role of scholar” dal Ministro della Cultura russo, dalla Mstislav Rostropovich Foundation e dal Presidente. YASUHIKO IMANISHI pianista Yasuhiko Imanishi è nato ad Hamamatsu (Giappone) nel 1984. Si è perfezionato sotto la guida di Goldberg Miyoko Yamane, Akiyoshi Sako e Gabriel Tacchino alla Tokyo Geijutsu Daigaku (Tokyo National University of Fine Arts and Music). Dal 2008 è allievo dell’Accademia Pianistica di Imola. Dal 2008 è allievo dell’Accademia Pianistica di Imola. ANNA KRAVTCHENKO pianista Nata in Ucraina nel 1976, Anna Kravtchenko inizia a studiare pianoforte alla età di cinque anni. Dal 1991 al 2000 ha studiato con Maestro Leonid Margarius, prima al Conservatorio di Kharkov (Ucraina), poi all'Accademia pianistica Internazionale di Imola, dove nel 1995 è stata ammessa "Ad Honorem". Nel 1991 ha vinto il primo premio alla competizione internazionale "Concertino di Praga", l'anno successivo trionfa a Bolzano nel prestigioso concorso pianistico internazionale "Ferruccio Busoni", ricevendo il massimo riconoscimento dopo ben cinque anni che il premio non veniva assegnato. Nel 2006 esce in cd per la DECCA un recital interamente dedicato a Chopin,e nello stesso anno Anna Kravtchenco vince negli USA l'International Web Concert Hall Competition.Da poco è stato pubblicato da Decca un nuovo cd interamente dedicato a Liszt. Nel 2000 Anna ha ricevuto il Master dalla Accademia Pianistica di Imola ed è entrata a far parte del corpo docente. MICHAIL LIFITS pianista Michail Lifits è nato a Tashkent (Uzbekistan) nel 1982. Nel 2006 ha vinto il Primo Premio al Concorso pianistico internazionale «Antonio Napolitano» di Vietri sul Mare e nello stesso mese ha ottenuto il Primo Premio, il Premio dell'orchestra e un Premio speciale per l'interpretazione di Chopin alla diciannovesima edizione del Concorso pianistico internazionale «Rina Sala Gallo» di Monza. Ha poi tenuto concerti in Italia al festival «Valentiniano» di Orvieto e al Teatro Manzoni di Monza. Nel 2009 Michail Lifits ha vinto il Primo Premio alla Hilton Head International Piano Competition negli Stati Uniti; si è inoltre aggiudicato il Primo Premio al Busoni di Bolzano. E’ stato invitato al Festival Internazionale Chopin in Polonia. Dal 2005 è allievo dell’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola ILARIA LOATELLI pianista Ilaria Loatelli, nata a Verona nel 1986, ha iniziato gli studi pianistici all’età di sei anni, sotto la guida della prof.ssa Laura Palmieri, al Conservatorio “E.F.Dall’Abaco” della sua città, presso cui si è diplomata da privatista nel giugno del 2006, con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Dal 1994 al 1999 è risultata vincitrice di trenta primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali per categorie d’età e vincitrice assoluta del concorso “Muzio Clementi” di Firenze (dicembre 1996), e del “J.S.Bach” di Sestri Levante – GE- (aprile 1999). Nel novembre 2006 si aggiudica il Primo premio e il premio Furcht, per la migliore esecuzione di un brano di Mozart, al 6° Concorso Internazionale di Interpretazione Pianistica “G. Pecar” di Gorizia. Sempre nel novembre 2006 si aggiudica una borsa di studio istituita dall’Accademia Filarmonica di Verona in qualità di migliore diplomata del Conservatorio “F. E. Dall’Abaco”. Nell’ottobre 2007 è risultata vincitrice del secondo premio e del Premio FIDAPA, quale miglior concorrente femminile, all’XI edizione del Concorso Pianistico Internazionale “L. Gante” di Pordenone. Dal 1999 è allieva dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. BEATRICE MAGNANI pianista Nata a Cremona nel 1988, Beatrice Magnani ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di sei anni. Nell'ottobre 2005 si è diplomata col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale presso l'Istituto Pareggiato "G. Lettimi" di Rimini, aggiudicandosi il premio "Lettimi" per il risultato più eclatante raggiunto nell'anno accademico 2004/2005. Ha al suo attivo parecchie affermazioni in concorsi pianistici nazionali ed internazionali nei quali si è particolarmente distinta ottenendo numerosi primi premi assoluti ("Rovere d'Oro", "Premio Città di Pisa", "Città di Albenga", "J. S. Bach", "Città di Gorizia", "Città di Moncalieri", ecc.). Dall'età di 11 anni si esibisce regolarmente in recital in Italia e all’estero. Nell'estate 2006 è risultata vincitrice del Concorso "Migliori Diplomati d'Italia", organizzato dall'Amministrazione Comunale Castrocaro Terme - Terra del Sole. Attualmente frequenta il corso pluriennale presso l'Accademia Pianistica Internazionale "Incontri col Maestro" di Imola. ALESSANDRO MARINO pianista Nato nel 1987, nel 2007 consegue il Diploma di Laurea di I livello in Discipline Musicali - Pianoforte - presso il Conservatorio di Musica di Stato “A. Scontrino” di Trapani, sotto la guida del maestro Spanò, con la votazione di 110 e lode con dignità d’incisione. Nel 2009 consegue il Diploma di Laurea di II livello in Discipline Musicali - Indirizzo solistico- presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena con la votazione di 110 e lode. Dal 2004 è allievo dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. Primo premio in diversi Concorsi Nazionali ed Internazionali, si è esibito in concerto per Accademia Filarmonica Romana, Associazione Amici della Musica di Palermo, Comune di Mazara del Vallo, Accademia di Musica di Pinerolo, “Memorial L.Berman” Imola, Festival ”Le tastiere raccontano” Baselga di Pinè (TN), Associazione Amici della Musica di Mazara del Vallo, “Notte dei Musei” Trapani, a Stresa per l’Associazione Dino Ciani, a Neunen (Eindhoven, Paesi Bassi). GRETA MEDINI violinista Greta Medini nasce nel 1990 a Vibo Valentia. Si diploma sedicenne presso il Conservatorio "F. Torrefranca" della sua città con il massimo dei voti e menzione d'onore sotto la guida del Maestro Giuseppe Arnaboldi. Nel luglio 2004 partecipa all' "International Children's Cultural and Art Festival " di Shanghai, come migliore giovane violinista italiana. Risulta vincitrice di diverse rassegne e concorsi tra le quali due edizioni della rassegna nazionale "M. Benvenuti" di Vittorio Veneto, il Concorso Nazionale per Giovani violinisti “Bruno Zanella”, Concorso Biennale di Violino città di “Vittorio Veneto secondo premio (primo non assegnato). Nel 2005 vince il terzo premio al concorso “Valsesia Musica”, e nel marzo del 2009 vince il “Premio delle Arti” a Verona. Per diversi anni ha studiato sotto la guida del maestro Cusano, e per un lungo periodo ha anche fatto duo con il figlio, Dario Cusano. Attualmente frequenta i corsi speciali presso l’Accademia di Musica di Pinerolo con il maestro Dora Schwarzberg. Fa parte, con Chiara Opalio (pianoforte) e Alberto Casadei (violoncello) del Trio dell’Accademia di Imola. ALEXIA MUZA’ pianista Alexia Muzá, nata ad Atene nel 1989, ha iniziato a suonare il pianoforte con la madre Patricia Arenas. Approdata giovanissima in Italia, frequenta dal 1999 l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida dei Maestri Leonid Margarius e Anna Kravtchenko. Vincitrice del 15° Concorso Internazionale Città di Cantù 2005 e del premio della critica, e del 5° Concorso “G.Thymis” 2008 a Salonicco. Si è esibita al Konzerthaus di Berlino, al Mozarteum de Salisburgo, alla Concert Hall di Hong Kong, nel Sachsisches Mozartfest in Chemnitz, nella XXVIII edizione del festival “Semaines Musicales” di Crans Montana (Svizzera) e in Italia come solista, tra gli altri, con l’Orchestra di Bacau nella Sala Verdi di Milano. ALBERTO NOSE’ pianista Nato a Villafranca di Verona nel 1979, è risultato vincitore del Primo Premio e medaglia d’oro, e del Premio del Pubblico offerto dalla Sony, al 15° Concorso Pianistico Internazionale “Paloma O'Shea” di Santander (Spagna) nel 2005. Ha iniziato lo studio del pianoforte al Conservatorio F. E. Dall'Abaco di Verona sotto la guida della Prof.ssa Laura Palmieri e si è diplomato all'età di diciassette anni con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Dal 1997 ha continuato gli studi con i Maestri Franco Scala, Boris Petrushansky, Antonio Ballista e Leonid Margarius all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola presso la quale ha ottenuto il Master in pianoforte nel 2005. Ha ottenuto il suo primo riconoscimento a undici anni, vincendo il Primo Premio al concorso internazionale “Jugend für Mozart” di Salisburgo. Successivamente ha vinto numerosi premi fra i quali: Chopin di Varsavia (5° premio nel 2000), Busoni di Bolzano (2° premio nel 1999), Maj Lind di Helsinki (1° premio nel 2002), Long-Thibaud di Parigi (2° premio nel 2004), Vendôme di Parigi (1° premio nel 2000), World Piano Competition di Londra (2° Premio nel 2002), “Luciano Gante” di Pordenone (1° Premio nel 2002), Premio Venezia (1° Premio all’unanimità nel 1998). Nel 2006 l’etichetta Nascor-Ysaye Records pubblica un cd con musiche di Schumann e Prokofiev, che riceve il premio La Clef ResMusica.com e Coup de coeur Fnac. Nel 2008 l’etichetta Naxos pubblica un cd con le Sei Sonate op.17 di Johann Christian Bach, eseguite sul pianoforte moderno, che riceve il premio “CHOC du Monde de la Musique” e "4 Diapason Superbe". Nel 2009, la Rotary Foundation del Rotary International gli attribuisce il titolo di Paul Harris Fellow (PHF) alla carriera. Alberto Nosè è uno Steinway Artist ed è docente presso l’Accademia della Steinway Society di Verona. CHIARA OPALIO pianista Chiara Opalio è nata nel 1990 a Vittorio Veneto. Dall’età di 11 anni studia presso l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. E’ stata finalista e premiata con Menzione d’Onore come miglior talento presente al Concorso Pianistico Internazionale “C. Czerny” di Praga, nel 1999. Nel 2006 si è diplomata al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale e la settimana successiva è risultata vincitrice del Premio Pianistico Internazionale “Stefano Marizza”, presieduto dal Maestro Dario De Rosa. Nel marzo 2007 ha vinto il Concorso Internazionale di Schio. Recentemente ha ottenuto il terzo premio al Concorso Internazionale “Luciano Gante” di Pordenone. Si esibisce con il Trio dell’Accademia formato dalla violinista Greta Medini e dal violoncellista Alberto Casadei. SHIZUKA SUSANNA SALVEMINI pianista Shizuka Susanna Salvemini è nata a Terlizzi nel 1989 e ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di quattro anni con la madre, pianista e concertista. La sua carriera artistica si avvia a 11 anni con la partecipazione al Concorso Nazionale Giovani Musicisti “Città di Camerino” nel quale ottiene il primo premio, cui seguono il premio “Curci” al Concorso “Citta di Cesenatico” ed il primo premio al Concorso “Mascia Masin” di San Gemini. La sua formazione pianistica prosegue presso il Conservatorio di Fermo e quello di Pesaro. Vince il primo premio assoluto alla XV Rassegna Musicale Nazionale “I Giovani per i Giovani” a Ravenna, di nuovo il primo premio al Concorso “Amici della Musica” di Ancona; si classifica prima al Premio “Seiler”, al Concorso pianistico “Città di Pesaro”, al Concorso Europeo di Musica, al Concorso Internazionale di esecuzione musicale “Città di Teramo”, al X Concorso di esecuzione musicale indetto dal Rotary Club di Teramo, al Concorso Pianistico Nazionale “Città di Cesenatico”, vince il primo premio assoluto con 100/100 al Concorso Nazionale “Città di Ortona”. Attualmente sta completando la sua formazione artistica presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola. BEN SCHOEMAN pianista Ben Schoeman è stato definito dalla critica come il più grande pianista sudafricano della sua generazione. Recentemente è risultato vincitore assoluto del primo premio alla UNISA Vodacom International Piano Competition di Pretoria, primo Sudafricano nella storia ad aggiudicarsi tale prestigioso riconoscimento. Questo premio si aggiunge ai successi riportati nelle maggiori competizioni nazionali, fra le quali la UNISA Overseas Music Scholarships, il Southern African Music Rights Organisation Overseas Scholarship e la UNISA National Piano Competition. Nel 2005 si è laureato con il massimo dei voti e la lode in musica sotto la guida del Professor Joseph Stanford presso l’Università di Pretoria. Attualmente sta ultimando il master in Arte dello Spettacolo presso lo stesso Istituto. Nel 2009 Ben Schoeman si è aggiudicato il primo premio al Royal Overseas League Music competition. A seguito della vittoria, si esibisce regolarmente in recitals a Londra e Edinburgo. E’ allievo dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. ALESSANDRO TARDINO pianista Nato nel 1988 a Frosinone, inizia gli studi musicali al Conservatorio della sua città. Consegue a 15 anni il diploma inferiore nei due strumenti con il massimo dei voti. Debutta come solista con l’orchestra del Conservatorio suonando l’Andante spianato e grande polacca brillante di F. Chopin. Nel 2006 consegue il Diploma di pianoforte col massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Riceve dall’Associazione Concertistica Romana il premio Regione Lazio come miglior diplomato dell’anno. Dal 2003 è allievo dell’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. ALESSANDRO TAVERNA pianista Nato nel 1983, vive a Caorle (VE). Si diploma a 17 anni presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. È vincitore di importanti premi tra i quali il Premio speciale “Alfredo Casella” alla XIX edizione del “Premio Venezia”, il Premio Internazionale Pianistico “A. Scriabin 2003” di Grosseto, il Concorso Pianistico Internazionale “Concerti in Villa 2006” di Vicenza. Nel 2009 ha conquistato il secondo premio al London International Piano Competition e ha ottenuto il primo premio con unanime consenso del pubblico e della giuria al Minnesota International Piano-e-Competition. A settembre 2009 ha ricevuto il terzo premio e la medaglia di bronzo della Leeds International Pianoforte Competition. Nel 2008 è stato insignito del “Mozart-Pizzini Praemium”. Ha recentemente conseguito il Diploma finale di Alto Perfezionamento presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. È docente di pianoforte principale alla Fondazione Musicale “S. Cecilia” di Portogruaro. YINGJIA XUE pianista Nato in Cina, Yingjia Xue si diploma al Conservatorio di Shangai e nel 2005 al Conservatoire Royal di Bruxelles con il massimo dei voti sotto la guida del maestro Daniel Blumenthal. Nel 2001 ottiene in Cina il quinto premio al Concours National de Piano. Nel 2003 e 2005 si distingue al Concorso Internazionale André Dumortier. Nel 2004 a Parigi ottiene il primo premio al Concorso Skrjabin. Nel 2005 si classifica al primo posto nella Yamaha Scholarship Competition in Belgio. Collabora con il Conservatorio Superiore di Shangai. Attualmente si perfeziona presso l’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro “di Imola. MI YEON I pianista Mi Yeon I, di nazionalità neozelandese, è nata in Corea del Sud nel 1982. Dopo gli studi presso la Aukland University si perfeziona presso l’Accademia Pianistica di Imola. Si è aggiudicata importanti riconoscimenti presso la Sheraton Rotorua National Recital Competition, la Auckland University Concerto Competition, la Kerikeri National Piano Competition e la Maria Canals International Piano Competition. Si è esibita in concerto con la Orqestra Simfónica del Vallés, la Melbourne Youth Orchestra, la Auckland Philharmonic Orchestra. |
| Una notte in viaggio con laVerdi Uniniziativa di fund raising a sostegno delle attività della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Milano, 4 febbraio 2010 La Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi organizza nella sede del Gruppo 24 ORE lunedì 22 febbraio 2010 la serata di fund raising Una notte in viaggio con laVerdi. Allinterno del nuovo Auditorium del Gruppo 24 ORE, progettato da Renzo Piano, il Maestro Giuseppe Grazioli dirigerà Bisconcerto - In viaggio con laVerdi in 10 bis: dieci celeberrimi brani che costituiscono alcuni dei più conosciuti bis eseguiti nelle grandi orchestre di tutto il mondo. Nella Sala Collina della stessa sede, seguirà una cena di gala arricchita da intermezzi musicali. Questa serata spiega il Direttore della Fondazione Luigi Corbani - è lultima di una serie di eventi speciali che abbiamo organizzato negli ultimi anni per dare ai nostri amici la possibilità di sostenere economicamente lattività della Verdi. Vogliamo infatti che il nostro viaggio, iniziato oltre quindici anni fa, prosegua a vele spiegate. Chi è più vicino alle attività della Fondazione conosce la nostra passione, è conscio delle difficoltà che abbiamo superato, ed ha presente i nostri nuovi obiettivi: forti dellesperienza accumulata, vogliamo compiere un salto di qualità, proiettando lOrchestra sempre più al di là dei confini nazionali. La serata di gala costituisce quindi unoccasione per ritrovarci, per condividere i nostri progetti e per aiutarli concretamente. Durante la cena, per la quale è prevista la partecipazione di 400 ospiti, saranno annunciate le nuove iniziative della Fondazione. La serata è organizzata con il contributo di Citroën Italia e Gruppo 24 ORE che sostengono liniziativa. Gli inviti per la cena e il Bisconcerto possono essere acquistati contattando laVerdi: tel. 02 83389209/210 e-mail: rel@laverdi.org. Una notte di musica Una notte di passione Una notte per larte Una notte in viaggio con laVerdi |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 3 febbraio 2010 ore 20.30 Ciclo laVerdi Barocca Wolfgang Amadeus Mozart Adagio e Fuga in Do minore K. 546 Antonio Vivaldi Gloria in Re maggiore per due soprani, contralto, coro a quattro voci miste e orchestra RV 589 Antonio Vivaldi Concerto per violino e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 8 n. 5 RV 253 La tempesta di mare Wolfgang Amadeus Mozart Vesperae solemnes de confessore per soli, coro e orchestra K. 339 Ensemble vocale de laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Orchestra laVerdi Barocca Violino Gianfranco Ricci Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Mercoledì 3 febbraio 2010 ore 20.30 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) laVerdi Barocca con Vivaldi e Mozart Nuovo concerto del Ciclo laVerdi Barocca diretto da Ruben Jais, mercoledì 3 febbraio alle ore 20.30, con un programma interamente dedicato a Mozart e Vivaldi. I concerti del ciclo laVerdi Barocca sono eseguiti da un Ensemble costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del 600/700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Lapproccio filologico offre la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento allestrema ricchezza di dettagli di tale repertorio. Il calendario propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Haendel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico. LEnsemble vocale laVerdi Barocca, che riveste un ruolo fondamentale in questa stagione, è diretto dal Maestro Gianluca Capuano, fine conoscitore della musica Rinascimentale e Barocca. Programma: Mozart compose lAdagio e Fuga in Do minore K. 546 riprendendo in mano una vecchia opera che sembrava dimenticata, la Fuga in Do minore per due pianoforti K 426. Si tratta di una pagina composta alla fine del 1783, dopo il ritorno a Vienna dal viaggio a Salisburgo e Linz. Proprio nel giugno del 1788, pur senza una precisa finalità, Mozart si occupò di rielaborare la Fuga per un organico darchi. La Fuga è costruita con rigore e al tempo stesso con audacia ed esaurisce fino in fondo il contrasto espressivo, contenuto nel tema, tra pathos eroico e stanca rassegnazione. Il Gloria in Re maggiore RV 589 di Vivaldi, forse la più conosciuta delle composizioni vocali sacre, venne probabilmente scritta per lOspedale della Pietà di Venezia. Si divide in dodici sezioni, alcune delle quali brevissime: si apre con unintroduzione festosa, in cui laffermazione di giubilo è espressa nelle incisive e compatte perorazioni collettive del coro, cui dà particolare risalto lirrequieto accompagnamento orchestrale. Il Concerto per violino n. 5 La tempesta di mare di Vivaldi fa parte di un gruppo di dodici brani del Cimento dellArmonia e dellInventione di Vivaldi, una delle raccolte più popolari della musica strumentale del diciottesimo secolo. La loro notorietà universale è legata soprattutto ai primi quattro concerti, le cosiddette Quattro Stagioni, assurte a simbolo stesso della musica strumentale del Settecento veneziano. Nondimeno, anche i restanti otto concerti sono opere degne della massima attenzione. Come Vivaldi stesso chiarì nella dedica dei concerti al conte Morzin si trattava di lavori che il musicista veneziano aveva composto per occasioni diverse. Nel Concerto n. 5 in Mi bemolle maggiore La tempesta di mare la struttura formale in tre tempi è quella solita, con un Allegro iniziale agitato e di grande virtuosismo strumentale, stilisticamente contiguo ai magnifici Allegri delle Quattro Stagioni, in cui non è difficile scorgere unevocazione musicale del mare in tempesta. Segue, quasi senza soluzione di continuità, un bellissimo Largo svagato e fantastico, che lascia infine il posto a un nuovo Allegro in 3/8 non meno trascinante del primo. I Vesperae solemnes de confessore KV 339 di Mozart furono scritti per il servizio liturgico della cattedrale di Salisburgo nel 1780. Divisi in sei sezioni, si basano sul testo di cinque salmi (Dixit dominus, Confitebor, Beatus vir, Laudate Pueri e Laudate Dominum) e su quello del Magnificat. I sei brani sono giustapposti secondo un ben articolato piano tonale. Si tratta di una pagina di grande effetto, una fuga assai elaborata su un soggetto caratterizzato melodicamente da un drammatico salto discendente di settima diminuita. Il celebre Laudate Dominum che segue, con la soave cantilena del soprano solo, introdotta dallorchestra e poi ripresa dal coro, rappresenta invece il momento delleffusione lirica, dellabbandono fiducioso nella fede, ed è la pagina di più toccante espressività dellintera composizione; la quale si conclude con un tripudiante Magnificat in cui suono utilizzati timpani e trombe. Biografie: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione dOrchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass allestero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dellOrchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui Storia in Musica, con lesecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; Crescendo in Musica, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S.Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J.Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito lorchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nellesecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, lesecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. _______COMUNICATO STAMPA Giovedì 4 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 5 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 7 febbraio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Erich Wolfgang Korngold Much Ado about nothing (Molto rumore per nulla), suite op. 11 William Walton Concerto per violoncello e orchestra Dmitrij Šostakovič Amleto, suite dalle musiche di scena op. 32a Pëtr Il’ič Čajkovskij Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia (1880) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Steven Isserlis Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 4 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 5 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 7 febbraio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Shakespeare raccontato da Korngold, Šostakovič e Čajkovskij Concerto quasi interamente dedicato a Shakespeare con il Maestro Giuseppe Grazioli sul podio della Verdi. Il concerto si apre con la suite di Molto rumore per nulla di Erich Wolfgang Korngold, compositore austriaco che dal 1943 divenne cittadino statunitense, sebbene prima di arrivare oltreoceano (dove sarebbe diventato un celebre compositore di colonne sonore) si era prodotto in diversi generi teatrali e musiche di scena. Scritte nel 1918, le musiche di scena sono state poi raccolte in una suite per piccola orchestra nel 1920. Il secondo brano vedrà protagonista il celebre violoncellista Steven Isserlis che si esibirà nel Concerto per violoncello e orchestra di William Walton, con il quale ci spostiamo verso la musica assoluta, senza programma o riferimento letterario. Il concerto ci mostra un Walton decisamente pessimista, cupo nella scrittura, per quanto estremamente raffinato e ardito nella scelta dei colori armonici. Segue la suite dalle musiche di scena di Amleto di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1932, che fa parte di un più vasto affiatamento col celebre soggetto shakespeariano, che verrà ripreso più volte dal compositore. Infine, l’ouverture-fantasia dall’opera Romeo e Giulietta di Pëtr Il’ič Čajkovskij messa in scena nel 1880 e rivista più volte fino al 1880. Steven Isserlis suona lo Stradivari “Feuermann” o “De Munck” del 1730, messo a disposizione dalla Nippon Music Foundation in Giappone. Programma: Il Concerto per violoncello e orchestra fu scritto da Walton su richiesta del violoncellista Gregor Piatigorsky nel 1955-56. Il committente e dedicatario fu anche l’interprete della prima che si tenne a il 25 Gennaio 1957 presso la Symphony Hall di Boston con la Boston Symphony Orchestra diretta da Charles Munch. Il Concerto venne scritto durante il soggiorno a Ischia, dove Walton si trasferì insieme alla moglie, un posto ideale per dedicarsi in tutta tranquillità alla composizione. Pur non essendo stato scritto in età senile il concerto è immerso in un’atmosfera autunnale, piena di melanconia, sottolineata dalle ampie volute del violoncello solista sul delicato tappeto degli effetti orchestrali, con interventi e impasti di fiati, degli archi con i loro slanci che si smorzano prontamente, del vibrafono e della celesta. Dal 1925 al 1936, tra i venti e i trent’anni d’età, Šostakovič scrisse alcuni dei suoi lavori più audaci, che lo lanciarono come stella di prima grandezza nel firmamento della musica sovietica (e non solo). Risale a questo stesso periodo la prima composizione ispirata a Shakespeare, autore molto amato dal compositore: l’Amleto. Colui che si lanciò nell’impresa, per allora ‘impossibile’, di rappresentare l’Amleto sulle scene moscovite fu il regista d’avanguardia Nikolai Pavlovič Akmov (1901-1968), che riuscì ad ottenere un permesso ‘provvisorio’ e decise quindi di creare una versione controcorrente, trasformando la tragedia in commedia. La prima rappresentazione (19 maggio 1932) al Teatro Vachtangov di Mosca suscitò molto clamore e tante discussioni. Il lavoro ottenne anche un buon successo in Occidente, soprattutto in America, e questo finì per avere ripercussioni negative in Russia con accuse di ‘formalismo’. La partitura è ricca di toni sarcastici e umori grotteschi; si tratta d’una musica piena d’inventiva, stilisticamente composita perché attinge agli elementi più disparati, con riferimenti alla tradizione tardo romantica, al mondo operistico, a Offenbach, con spunti ‘leggeri’ propri del vaudeville. L’Amleto op. 32 è costituito da una sequenza di 15 sezioni: da questo lavoro, com’era tradizione, Šostakovič trasse la Suite per orchestra op. 32a, articolata in 13 numeri. Čajkovskij definì Romeo e Giulietta un’Ouverture-Fantasia, ma in realtà la struttura compositiva è quella di un poema sinfonico in forma-sonata, con un’introduzione e un epilogo. Composta nel 1869 su suggerimento di Milij Balakirev, venne eseguita la prima volta il 16 marzo 1870, ma fu offuscata da un clamoroso caso giuridico che vedeva coinvolti il direttore d’orchestra Nikolaj Rubinstein e una studentessa. Il fallimento iniziale di Romeo e Giulietta indusse Čajkovskij ad accettare le critiche di Balakirev. Ciò portò a una scelta non accademica ma geniale: quella di lasciare il tema dell'amore fuori dallo sviluppo della sezione, serbando il confronto con il primo tema (quello del conflitto tra Capuleti e Montecchi) per la seconda metà della ripresa. La seconda versione fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 17 febbraio 1872 sotto la bacchetta di Eduard Napravnik. Nel 1880 Čajkovskij riscrisse il finale e definì il pezzo Ouverture-Fantasia. Fu conclusa il 10 settembre 1880, ma fu rappresentata solo il 1° maggio 1886, a Tbilisi, diretta da Mikhail Ippolitov-Ivanov. Biografie: Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d’Ys, Don Carlo, L’Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, L’heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L’Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E’ stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l’Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l’opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E’ appena stata pubblicata per l’etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano “Quadri di Segantini” di Zandonai, realizzata con l’Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell’Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L’elisir d’amore), all’Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night’s Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all’Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Acclamato per la sua sensibilità musicale quanto per la sua strepitosa tecnica strumentale, Steven Isserlis è oggi uno dei più celebri violoncellisti. Tra i principali impegni della scorsa stagione figurano i concerti con i Berliner Philharmoniker e Alan Gilbert, con la DSO Berlin con Hannu Lintu; una tournée con l’Orchestre des Champs-Elysées e Philippe Herreweghe; recital alla Wigmore Hall con Thomas Adès e Olli Mustonen; concerti con Joshua Bell, Denes Varjon e Jörg Widmann al Festival di Salisburgo e al BBC Proms Festival 2009; la pubblicazione di un CD dedicato a Schumann, sempre con Varjon, del quale la rivista Gramophone ha scritto “(…) sebbene Isserlis abbia realizzato molte splendide registrazioni, tra le quali la fondamentale integrale delle Suites di Bach, credo che questa sia davvero la più raffinata (…)”. Tra gli altri impegni recenti spiccano la Residenza all’Alte Oper di Francoforte, i concerti con l’Orchestre de Paris e Christoph Eschenbach, con la Philadelphia Orchestra e Charles Dutoit e tournée con la Philharmonia Orchestra e la City of Birmingham Symphony Orchestra. L’interesse dell’artista britannico per gli strumenti d’epoca lo ha portato a esibirsi insieme alle più importanti orchestre di strumenti originali. Nelle stagioni recenti Isserlis ha suonato il Concerto di Dvorak con l’Orchestra of The Age of Enlightenment diretta da Sir Simon Rattle e l’opera integrale di Beethoven con il fortepianista Robert Levin a Boston e a Londra. I concerti da camera ideati da Isserlis sono rinomati non solamente per la qualità delle esecuzioni, ma anche per la creatività e l’innovazione nella programmazione. Oltre alla lunga collaborazione con la Wigmore Hall di Londra, Isserlis ha curato varie serie di concerti a tema e nel 2009 ha ideato tre concerti dedicati a Schumann, Mendelssohn e Chopin per il 92nd St Y di New York, presentandoli insieme a Joshua Bell e Denes Varjon. Isserlis è un fiero sostenitore della musica contemporanea e ha lavorato con molto compositori, sin dal 1989 quando presentò la prima mondiale di “The Protecting Veil” di John Tavener al BBC Proms Festival. Nel 2006 ha eseguito la prima mondiale del Concerto per violoncello di Wolfgang Rihm al Festival di Salisburgo e nel 2009 la prima assoluta di Lieux retrouvés per violoncello e pianoforte di Thomas Adès, insieme al compositore, sul palcoscenico dell’Aldeburgh Festival. Attraverso una discografia pluripremiata Isserlis rivela la vastità del suo repertorio. Oltre al CD schumanniano, ha registrato l’integrale delle Suites per violoncello di Bach, sempre per Hyperion, aggiudicandosi numerosi premi, tra cui il “Gramophone magazine’s Instrumental Disc of the Year” e il premio “Critic’s Choice” 2008. Tra le registrazioni recenti le Sonate di Brahms con Stephen Hough e opere di Dvorak e Suk. Scrivere e suonare per i bambini è un’altra passione di Isserlis. Il suo primo libro sulla vita di sei grandi compositori Why Beethoven Threw the Stew è stato pubblicato da Faber & Faber nel 2001 e la continuazione Why Handel Waggled his Wig è uscita nel 2006: entrambi i testi hanno ottenuto un immenso successo e sono stai tradotti in molte lingue. La sua personalità aperta e comunicativa si è espressa anche nell’ideazione di una stagione concertistica dedicata ai bambini al 92nd St Y di New York e nella registrazione del CD Children’s Cello. Isserlis è anche impegnato nel lavoro editoriale comprendente edizioni e arrangiamenti per Faber Music. Insignito di un CBE nel 1998 in riconoscimento per il lavoro svolto al servizio della musica, Steven Isserlis ha inoltre ricevuto il Premio Schumann della Città di Zwickau. Steven Isserlis suona lo Stradivari “Feuermann” o “De Munck” del 1730, messo a disposizione dalla Nippon Music Foundation in Giappone. |
| COMUNICATO STAMPA sabato 6 febbraio 2010 ore 15.30 Rassegna Crescendo in Musica MOWGLI E COMPAGNI Il libro della giungla Robert e Richard Sherman, Terry Gilkyson Musiche composte per il film Il libro della giungla di Walt Disney Miklós Rózsa Suite dalla colonna sonora del film Il libro della giungla di Zoltán Korda Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi soprano Anna Petrone tenore Nicola Olivieri voce recitante Bustric Direttore Marcello Bufalini Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto sabato 6 febbraio 2010 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Il libro della giungla con Bustric allAuditorium di Milano Sabato 6 febbraio alle ore 15.30, sul palco dellAuditorium di Milano laVerdi e Bustric vi proporranno un affascinante viaggio in India, con le avventure di Mowgli e dei suoi amici. Un paese lontano e misterioso, che visiteremo ricordandoci di un bellissimo film a cartoni animati di Walt Disney, Il libro della giungla, che prende spunto da un libro, e racconta la storia di Mowgli, un ragazzino protagonista di mille avventure raccontate dallo scrittore inglese Joseph Rudyard Kipling. La musica si è spesso occupata di questo romanzo, che ha avuto diverse versioni cinematografiche. Ascolteremo oggi sia le musiche che Miklòs Ròzsa ha composto per un film di Hollywood del 1942, sia lopera di alcuni musicisti che hanno lavorato per molti anni a stretto contatto con Walt Disney, il papà di Topolino e Paperino. Bustric mette in scena queste musiche come narratore e interprete allo stesso tempo e racconta questa storia indossando i panni di un viaggiatore indiano, con turbante e scarpe doro, in viaggio con la sua splendida bicicletta. LIndia ci appare come un paese di fiaba, fatto di cartine colorate e fiori di plastica, i personaggi e le situazioni sono rappresentati con piccoli e grandi trucchi, inattesi e originali. E uno spettacolo di trasformazione, un puro divertimento, un esercizio di stile. I trucchi e i costumi sono costruiti da Bustric stesso, diventando parte integrante del racconto, portato avanti con leggerezza e ironia. Un po clownesco per alcune trovate e un po come un cartone animato, questo spettacolo ci racconta le avventure di Mowgli, il piccolo cucciolo di uomo, che non diventerà mai un "buon selvaggio" perchè trova nella giungla quella civiltà che luomo sembra aver dimenticato. Mowgli ci mostra che lo spettacolo può essere un gioco sorprendente. Biografie Marcello Bufalini ha studiato viola con Piero Farulli e direzione dorchestra con Bruno Aprea. Da violista ha studiato prassi della musica barocca con Chiara Banchini e collaborato con Lucy van Dael e Alan Curtis. Ha diretto per molti anni lensemble di fiati Piccola Accademia. Nel 1993 e 1994 ha frequentato i corsi di perfezionamento in direzione dorchestra dellAccademia Musicale Chigiana tenuti da Ilia Musin, Valery Gergiev e MyungWhun Chung. Nel 1994 ha debuttato sul podio dellOrchestra Sinfonica di Graz, della quale è regolarmente ospite, dando inizio a unintensa attività internazionale che lo ha visto dirigere prestigiosi complessi come lOrchestra della Suisse Romande, lOrchestra del Mozarteum di Salisburgo, lOrchestra della Radio di Monaco di Baviera, lOrchestra del Teatro la Fenice di Venezia, la Mitteldeutsches Rundfunkorchester di Lipsia, la Tonkuenstlerorchester di Vienna e altre ancora. E stato ospite dei teatri lirici come lOpera du Rhin (Strasburgo), il Teatro Nazionale di Bratislava, il Kammeroper di Vienna, il Teatro Verdi di Sassari. Dal 1997 si dedica alla formazione dei giovani in orchestra quale direttore stabile dellOrchestra Giovanile della Marsica (Avezzano). E docente di direzione dorchestra al Conservatorio A. Casella dellAquila. Sergio Bini in arte Bustric Laureato alla facoltà di lettere e filosofia dellUniversità di Bologna. Frequenta a Parigi la scuola di circo di Annie Fratellini e Pierre Etaix e quella di pantomima di Etienne Decroux ed a Roma la scuola di Roy Bosier. Poi un periodo di studi con Jon Strasberg actor studio. E autore, interprete e regista degli spettacoli che mette in scena con la compagnia teatrale da lui creata: la compagnia Bustric. Compone i suoi spettacoli, generalmente scritti e interpretati da lui stesso partendo dal testo che poi racconta usando varie tecniche dal gioco di prestigio, alla pantomima, al canto e alla recitazione. Il gioco e lelemento di abilità non sono mai inseriti come dimostrazione fine a se stessa, ma servono a raccontare la storia riempiendola di sorprese, di cose buffe e inattese. E un teatro colorato e comico, a volte poetico, certamente unico. Con i suoi spettacoli è stato in gran parte dEuropa, dalla Spagna alla Norvegia, in Somalia, Cile, Uruguay, Brasile, Argentina, America del Nord. Gli spettacoli possono essere rappresentati sia in lingua italiana che inglese o francese. Lavora nel cinema dove ha fatto film da Oscar come La vita e Bella di Roberto Benigni e film nascosti come Quartiere di Silvano Agosti. Alla televisione sia come attore in vari sceneggiati, protagonista di una serie dal titolo Questa casa non e un albergo, sia come ospite di trasmissioni e talk show, come il Maurizio Costanzo. I suoi spettacoli possono essere a tema come La meravigliosa arte dellinganno dove il filo rosso è appunto linganno: ogni tipo dinganno. Da quello storico a quello damore. Oppure di pura fantasia, come Atterraggio di fortuna. Dove il pubblico diviene passeggero di un aereo che sta per precipitare e tenta così un atterraggio di fortuna. Ma anche storici, come Napoleone Magico Imperatore, metafora di potere e astuzia. Inventa una serie di spettacoli musicali da Pierino e il lupo di Prokofev rappresentato con lOrchestra della Toscana, a Varieté, di M. Kagel direttore S. Gorli. Firma la regia del Don Giovanni di Mozart in Colombia e recita nel ruolo di Ambrogio, servitore di don Bartolo nel Barbiere di Siviglia rappresentato allArena di Verona. Scrive commedie come Ghiaccio in Paradiso che saranno rappresentate autonomamente da altre compagnie. Bustric e un uomo di spettacolo, completo e curioso, difficile da definire, un po come quel canguro venezuelano. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 11 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 12 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 14 febbraio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Hector Berlioz Il carnevale romano, ouverture op. 9 Benjamin Britten Quatre chansons françaises Witold Lutoslawski Paroles tissées Hector Berlioz Sinfonia fantastica, op. 14 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi tenore Ian Bostridge Direttore John Axelrod Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 11 febbraio 2010 ore 20.30 Venerdì 12 febbraio 2010 ore 20.00 Domenica 14 febbraio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Passione in musica: la Sinfonia fantastica di Berlioz Atteso debutto con la Verdi del tenore Ian Bostridge, laureatosi in storia e filosofia a Cambridge e Oxford, uno dei massimi interpreti di musica da camera e dopera attualmente in circolazione. Insieme a lui, un altro fuoriclasse: sul podio della Verdi torna John Axelrod, direttore americano alla guida delle più importanti orchestre del mondo. Il programma si apre con Il carnevale romano di Berlioz una delle sue pagine più popolari scritta nel 1843. Segue Quatre chansons françaises di Britten, una raccolta giovanile dedicata ai suoi genitori, scritta nel 1928 a soli 15 anni, che brilla per lincredibile maturità della scrittura. Il brano è rimasto non pubblicato e non eseguito per molto tempo fino alla riscoperta nel 1980 al Festival di Aldeburgh. In programma, inoltre, Paroles tissés di Lutoslawski, quattro liriche su testi di Jean-François Chabrun che si sfidano in un gioco di rimandi e tessiture tra il cantante e lorchestra. Infine, la Sinfonia Fantastica di Berlioz, grande affresco sinfonico in cinque movimenti, primo esempio di musica a programma. Programma: Alle origini de Il carnevale romano di Hector Berlioz, una delle sue pagine più popolari, ci fu uno dei più cocenti insuccessi della sua carriera. La sua prima opera, Benvenuto Cellini, composta fra il 1834 e il 1837 venne violentemente fischiata allOpéra di Parigi nel 1838. Nel 1843 Berlioz volle riscattare quellinsuccesso, componendo unouverture sinfonica con melodie tratte dalla sfortunata opera. Il titolo, Le carnaval romain, è strettamente legato alla trama del soggetto perché i temi utilizzati furono quelli del duetto del primo atto tra Cellini e Teresa. La rivincita di Berlioz fu completa: il brano venne eseguito a Parigi sotto la sua direzione nel 1844, con un successo clamoroso che si è mantenuto ininterrotto. Berlioz definì questa Ouverture caratteristica in riferimento alla presenza di un colore romano frutto della sua libera fantasia piuttosto che di uno specifico studio sul folklore locale. Il ritmo dominante è quello del saltarello, tipica danza italiana. Benjamin Britten compose Quatre chansons françaises in occasione dellanniversario di matrimonio dei suoi genitori (giugno 1928). Per il giovane Benjamin, allora quindicenne, era unoccasione da non perdere: erano dieci anni, infatti, che scriveva musica. La madre era una cantante dilettante: un breve ciclo di melodie pensate per la sua voce sarebbe stato un regalo indimenticabile. In un paio di mesi Britten mise in musica due componimenti poetici di Verlaine e due di Hugo, con risultati eccezionali: la ricerca espressiva svela già i lineamenti di una creatività musicale destinata a privilegiare il confronto con la poesia. Composto su una poesia di Chabrun (1920-1997), poeta surrealista, scrittore, giornalista e critico darte, Paroles tissés fu commissionato a Lutoslawski nel 1965 dal XVIII Festival of Music and Arts di Aldeburgh, con il tenore Peter Pears primo interprete e lautore stesso sul podio. La poesia di Chabrun si ispirava a un romanzo in versi della fine del 1200, che narrava le avventure della castellana di Borgogna e del cavalier Guglielmo, i loro amori contrastati dalla gelosia e crudeltà della Duchessa di Borgogna e la tragica fine dei due amanti. Le poesie si traducono in quattro movimenti dalla spiccata individualità e al tempo stesso inseparabili, tutti caratterizzati da una scrittura trasparente e tersa, fatta di timbri strumentali distinti, e di aggregati densamente cromatici, quasi materici degli archi. Lutoslawski crea, così, una delle sue partiture più riuscite. Berlioz scrisse la Sinfonia fantastica nel 1830, in un momento di accensione emotiva dovuta tra laltro alla passione per lattrice irlandese Harriet Smitherson. Si tratta di un dramma strumentale in cinque episodi (Rêveries et passions; Un bal, Scène aux champs, Marche au supplice e Songe dune nuit de sabbat) che vide la luce il 5 dicembre 1830 nella sala del Conservatorio di Parigi per la direzione di François Habeneck. La partitura, che unisce autobiografismo, gusto delleccesso, libertà formale e virtuosismo strumentale con indubbia forza visionaria, divenne un punto di riferimento irrinunciabile per il romanticismo musicale e suscitò in particolare lammirazione di Schumann. Biografie: John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale dellOrchestre National des Pays de la Loire (ONPL) a partire dalla stagione 2010-11. La decisione segue il successo dei concerti e la sensazionale produzione di Tristano e Isotta per la Angers/Nantes Opéra con la regia di Olivièr Py. Dopo aver completato la sua carica quinquennale come direttore principale della Luzerner Sinfonie Orchester e direttore musicale del Teatro di Lucerna, John Axelrod continua a imporsi sempre più nel panorama internazionale come uno dei direttori più interessanti del momento. Nel 2009 John Axelrod è stato nominato Direttore Musicale del Wien Film Music Gala Concert con la ORF Radio Symphony Orchestra. Questo evento unico nel suo genere ha luogo ogni anno alla Wiener Konzerthaus, parallelamente ad incontri e symposium atti a celebrare il contributo dei compositori viennesi allo sviluppo del suono di Hollywood e premiando i grandi compositori di oggi influenzati da questo legame. Durante lestate 2009, John Axelrod ha effettuato una spettacolare tournée in Europa e nord America su invite del pianist Lang Lang e della leggenda del jazz Herbie Hancock. Le prossime stagioni lo vedranno nuovamente collaborare con la Philadelphia Orchestra, Chicago Symphony (al Ravinia Festival), Los Angeles Philharmonic (allHollywood Bowl), Dresdner Philharmonie, NDR RadioPhilharmonie, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Orchestra Sinfonica RAI di Torino, Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, nonché incontrare per la prima volta la Washington National Symphony, NDR Sinfonieorchester di Amburgo, Danish National Orchestra, Konzerthaus Orchester di Berlino, Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia? Come direttore ospite, John Axelrod è stato recentemente invitato dalla Royal Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Royal Stockholm Philharmonic, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, Israel Philharmonic, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Shanghai Symphony, Gewandhaus Orchestra, Gürzenich-Orchester Köln, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Orchestre de Paris, Orchestre National de Lyon, Radio Symphonie Orchester di Vienna, Salzburg Mozarteum? Per quanto riguarda lambito operistico, sono da citare le prime del Candide di Bernstein (regia Robert Carsen) al Théâtre du Châtelet di Parigi e successivamente al Teatro alla Scala, nonché le nuove produzioni del Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz e del Tristano e Isotta allOpéra di Nantes Angers (regia di Olivier Py). Durante i suoi cinque anni a capo della Lucerne Sinfonie Orchestre e del Teatro, ha diretto fra laltro il ciclo integrale delle sinfonie di Beethoven e Schumann, nonché i nuovi allestimenti di Kaiser von Atlantis (per il Lucerne Festival 2004), Rigoletto, Rake's Progress (per il Lucerne Festival 2005), Il barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, Falstaff, Gianni Schicchi con Trouble in Tahiti, L'elisir d'amore, The Threepenny Opera (per il Lucerne Festival 2006), Idomeneo (per il Lucerne Festival 2007), e Don Giovanni (per il Lucerne Festival 2008). Fra i solisti con cui collabora figurano Han-Na Chang, Julia Fischer, Martin Grubinger, Daniel Hope, Patricia Kopatchinskaya, Lang Lang, Sabine Meyer, Fazil Say, cosi come Thomas Hampson, Dietrich Henschel, Rinat Shaham, Ramon Vargas. Come Primo Direttore Ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000, John Axelrod ha diretto nelle più prestigiose sale concertistiche europee, è apparso in un film prodotto per ARTE, e in un DVD registrato ad Auschwitz in memoria dellOlocausto, prodotto dalla BBC e vincitore dellEmmy Award nel 2007. Axelrod è anche il fondatore e direttore onorario dellOrchestra X di Houston, Texas. Fortemente impegnato nella promozione del repertorio contemporaneo, Axelrod ha diretto le prime di lavori firmati da Kaija Saariaho, Jorg Widmann, Marco Stroppa, Michael Gordon, Avner Dorman, Wolfgang Rihm, Marc-André Dalbavie, Pascal Dusapin and Wojciech Kilar. Ha inciso opere di Franz Schreker, Wladyslaw Szpilman, Fazil Say, Rolf Wallin, Leonard Bernstein, fra gli altri, per Naive, SonyClassical, Ondine e Nimbus. Laureato dalla Harvard University nel 1988, vive tra Lucerna, Strasburgo e la Francia ed è lorgoglioso padre, con Annette Gerlach, di una bimba di nome Tallulah. Ian Bostridge si è laureato in storia e filosofia a Cambridge e Oxford prima di iniziare la sua carriera di cantante. Nel 1994 interpreta la sua prima Winterreise alla Purcell Room e al Festival di Aldeburgh, e nel 1995 debutta alla Wigmore Hall di Londra, tempio consacrato della musica vocale e una delle più prestigiose sale concertistiche al mondo, dove è ospite regolare durante ogni stagione. È l'inizio di una strabiliante carriera che nel 1996 esplode a livello internazionale rivelandolo come uno dei massimi liederisti dei nostri giorni. Rapidamente debutta nelle principali sale da concerto di tutta Europa. Il suo repertorio spazia dal barocco sino alla musica contemporanea; Hans Werner Henze ha scritto un ciclo di Lieder a lui dedicato che ha cantato in prima esecuzione a Colonia nel 1999. L'opera di Benjamin Britten occupa un posto speciale nella carriera di Bostridge, considerato l'erede ideale di Sir Peter Pears: il suo debutto nell'opera lirica è avvenuto nel 1994 come Lysander in A Midsummer Night's Dream al Covent Garden e la sua incisione della Serenade per la EMI è ormai considerata un punto di riferimento, mentre la sua interpretazione di Quint ne Il giro di vite è stata unanimemente considerata eccezionale. Spesso lo vediamo impegnato nei grandi Oratori di J.S.Bach, Haendel e Haydn e la sua interpretazione dell'Evangelista nella Passione secondo Matteo, gli ha procurato unanimi riconoscimenti. In esclusiva per la EMI, oltre ai già citati CD britteniani, ha al suo attivo incisioni dedicate a Schubert, Schumann (Gramophone Award 1998), Cantate di Bach con Europa Galante e Fabio Biondi, Songs inglesi, Mélodies francesi, un nuovo Winterreise di Schubert con il pianista Leif Ove Andsnes, Il Diario di uno scomparso di Janacek con Thomas Adès al pianoforte e il CD dedicato al ciclo di Henze Canzoni dall'Arabo (2001). Le sue incisioni più recenti sono tutte dedicate a Schubert: tre CD nuovamente con Andsnes e il ciclo Die schöne Müllerin con la pianista Mitsuko Uchida. La sua carriera operistica lo vede presente nei principali teatri europei, con titoli quali Il giro di vite, La sposa venduta, Idomeneo (inciso con Charles Mackerras), Don Giovanni, Flauto Magico, Semele, LOrfeo, L'incoronazione di Poppea, La carriera di un libertino (incisa con John Eliot Gardiner), ma anche opere contemporanee come LUpupa di Henze (Festival di Salisburgo) e The Tempest di Thomas Adès (Covent Garden di Londra). Collabora con direttori quali Barenboim, Brüggen, Christie, Colin Davis, Gardiner, Haitink, Harnoncourt, Herreweghe, Levine, Marriner, Muti, Pappano e Rattle. Nel 1999 ha debuttato alla Carnegie Hall con la Serenade di Britten e con i Wiener Philharmoniker. Nei primi mesi del 2005 si è esibito in recital insieme al soprano Sophie Daneman e al pianista Julius Drake (con musiche di Noel Coward, Kurt Weill e Cole Porter) al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Colonia e al Concertgebouw di Amsterdam. E lunico cantante inglese a essere stato invitato per la seconda volta come artista in residenza alla Schubertiade di Schwarzenberg (2005). Durante la settimana di Ian Bostridge und seine Freunde, si è esibito in un ampio repertorio insieme al Quartetto Belcea, ai pianisti Julius Drake e Thomas Adès, alla violoncellista Natalie Clein e alle cantanti Sophie Daneman e Ruby Philogene. Personalità dotata di un ingegno e di una curiosità fuori dal comune, Ian Bostridge è anche un apprezzato scrittore, collabora stabilmente con il Times Literary Supplement e con la rete televisiva Channel Four, per la quale ha già realizzato un documentario dedicato al Winterreise che ha ottenuto un clamoroso successo di pubblico e di critica. In Italia ha cantato a Roma, Milano, Torino, Bolzano, Padova, Perugia, Cremona, Firenze, Siena, Trento e Jesi. Nel corso della stagione 2005-06, inaugura la stagione sinfonica dellAccademia di Santa Cecilia (War Requiem di Britten, diretto da Antonio Pappano) e si esibisce in recital con Julius Drake al Teatro San Carlo di Napoli. E inoltre solista, nuovamente a Santa Cecilia, con Europa Galante e Fabio Biondi nelloratorio Gesù sotto il peso della Croce di Francesco De Majo. |
| Comunicato stampa Martedì 9 febbraio 2010 ore 18.00 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Gustav Mahler - Il cantante Luigi Paragone presenterà il cd Le classiche napoletane e la loro storia violoncello Ivan Merlini chitarra Andrea Menafra clarinetto Fausto Ghiazza mandolino Dorina Frati - ingresso libero - Martedì 9 febbraio alle ore 18.00 allAuditorium di Milano verrà presentato il primo cd di Luigi Paragone "Le classiche napoletane e la loro storia", edito dalla Fondazione Bideri, marchio di qualità della canzone napoletana. Durante lo showcase Luigi Paragone eseguirà dei brani tratti dal suo cd, accompagnato da un quartetto composto da Dorina Frati al mandolino, Ivan Merlini al violoncello, Andrea Menafra alla chitarra e Fausto Ghiazza al clarinetto, ricreando latmosfera di un moderno concertino capace di ripulire le melodie classiche da qualsiasi incrostazione oleografica e di restituirle al loro originale spirito di canto popolare. Luigi Paragone ha respirato laria del Festival di Napoli, ma il primo disco a suo nome arriva solo alletà di sessantasette anni. Un sannita a Varese, già direttore del cinegiornale Ciak e del mensile Mondo Sociale, debutta nel mondo discografico con lalbum Le classiche napoletane e la loro storia: da Fenesta vascia a Suspiranno na canzone passando per O surdato nnammurato e I te vurria vasà, Luigi Paragone cantava agli inizi degli anni Sessanta, ma questo è il primo disco inciso con il suo nome. Quello desordio risale a metà degli anni Sessanta, quando si faceva chiamare Louis Aragon e cantava con il complesso degli Squali. E nato a San Giorgio la Molara, in provincia di Benevento, ma ha studiato a Napoli, con gli insegnanti dellEnte per la canzone napoletana: Umberto Colonnese, Ettore De Mura. La voce di Paragone, laureato in Scienze della comunicazione, già direttore del cinegiornale Ciak e del mensile Mondo Sociale, è sicura, calda, fedele alle regole del canto verace. Il disco è la confessione di un uomo che ha vissuto e finalmente si riprende un pezzo di vita, quella abbandonata in giovinezza, quando voleva fare il cantante, ma finì per fare il giornalista, perdendo di vista i vecchi amici e maestri come Eduardo De Filippo, Totò e Luigi Vinci. La sfida di un sannita che vive a Varese dal 1969, che è orgoglioso dei successi giornalistici e televisivi del figlio Gianluigi, ma ogni tanto sente il richiamo del sangue canoro e regala agli amici padani il canto libero di Partenope, capitale nobilissima di suoni e cultura. La sfida di rileggere i classici accompagnati dal marchio doc della Gennarelli Bideri e dalla direzione artistica di Mauro Squillante, capaci di ripulire melodie immortali dalle incrostazioni oleografiche che le appesantivano. La sfida di rileggerle come in un recital di quelli che Paragone propone ad amici e appassionati, spiegandole, raccontandole, presentandole, arricchendole di quelle poche parole che permettono di andare oltre il fascino epidermico di una canzone, per entrarci dentro, per immergersi nellidentità di un popolo. La FONDAZIONE BIDERI è un'istituzione no profit il cui scopo è la promozione e la valorizzazione della cultura napoletana. Proprietaria di un notevole fondo di documenti storici, è impegnata nella costituzione di un imponente archivio digitale della canzone napoletana. Contemporaneamente la sua attività è finalizzata alla organizzazione di mostre, seminari e convegni nonché alla produzione editoriale di applicazioni multimediali e telematiche. Limpegno della Fondazione Bideri ha come obiettivo di medio periodo la realizzazione del primo museo della canzone napoletana. |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 31 gennaio 2010 ore 11.00 RASSEGNA HAYDN LA NATURA Sinfonia n. 82 in Do maggiore Lorso Concerto per due clarinetti in Mi bemolle maggiore (ricostruzione di Raffaella Ciapponi) Sinfonia n. 83 in Sol minore La gallina Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Clarinetti Raffaella Ciapponi, Fausto Ghiazza Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Domenica 31 gennaio 2010 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00/5,00) Nuovo appuntamento della Rassegna Haydn diretta dal Maestro Giuseppe Grazioli La Rassegna Haydn nasce in occasione del bicentenario della morte dellartista con lintento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno degli appuntamenti che compongono il ciclo, iniziato a novembre e in programma fino a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dallautore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro. Ogni appuntamento sarà preceduto da unintroduzione del Maestro Giuseppe Grazioli e di Giancarlo Lacchin, ricercatore di Estetica allUniversità degli Sudi di Milano. Come ha spiegato Giuseppe Grazioli: Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi. Il quarto concerto, in calendario domenica 31 gennaio alle ore 11.00, vedrà in programma la Sinfonia n. 82 in Do maggiore Lorso; segue il Concerto per due clarinetti in Mi bemolle maggiore ricostruito da Raffaella Ciapponi, che sarà clarinetto solista insieme a Fausto Ghiazza, prime parti della Verdi. Infine la Sinfonia n. 83 in Sol minore La gallina. Programma La Sinfonia n. 82 è nota col titolo Lorso voluto proprio da Haydn, che, tra le altre cose, raccomandò espressamente alleditore Artaria di collocare questa Sinfonia a conclusione della raccolta parigina, e ciò per il suo finale spettacolare e per il fatto che è lunica a richiedere in organico la presenza di trombe e timpani. La presenza di questi strumenti, e la chiara tonalità di Do maggiore, conferiscono alla Sinfonia un carattere marziale e solenne. Il Vivace finale attacca con un tema il cui andamento può ricordare un orso che danza (da qui il titolo dato alla sinfonia): i primi violini espongono una melodia su ritmo di musetta in 2/4 che, trascorrendo lungo le diverse famiglie strumentali, si trasforma in una sorta di ostinato poi sviluppato in un abile gioco contrappuntistico. Venne composta nel 1786 per la compagine orchestrale che prestava servizio presso la corte degli Esterhazy. Il manoscritto di fine 700 del Concerto per due clarinetti in Mi bemolle maggiore, ricostruito da Raffaella Ciapponi (primo clarinetto della Verdi), si trova nella Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Sul manoscritto si trova lannotazione del Sig. A. Mozart: in realtà, non abbiamo nel catalogo del compositore di Salisburgo alcun brano per due clarinetti. Con molta probabilità si tratta del sesto dei concerti per due lire organizzate (uno strumento musicale formato da una ghironda con lausilio di un organo, usato nel repertorio barocco), scritti tra il 1786-87, che si riteneva perduto. Sappiamo, infatti, che il re di Napoli Ferdinando IV di Borbone commissionò ad Haydn alcuni brani da eseguire a corte. Composta da Haydn nel 1785, ad apertura della luminosa serie delle sei sinfonie dette «parigine», perché commissionate da Les Concerts de La Loge Olympique, la Sinfonia n. 83 esordisce nellAllegro spiritoso, con uno slancio e unagitazione febbrili che sembrano ancora respirare latmosfera del precedente periodo Sturm und Drang della produzione sinfonica haydniana; ma già il secondo tema in cui gli archi ondeggiano ironici con lintervento buffo della nota ribattuta delloboe, (che davvero sembra evocare il verso e il passo della gallina, e da qui il titolo «La Poule» con cui è popolarmente nota la pagina), reca il sorriso socratico della maturità del Maestro. Comunque il primo movimento procede fra luci e ombre, fino alla brillante chiusa in maggiore. Biografia Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione dorchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dellOpera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dellEnte Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi dYs, Don Carlo, LItaliana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, Lheure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, LEtoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto lOrchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del 900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: lopera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con lOrchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E appena stata pubblicata per letichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con lOrchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor allOpera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dellOpera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (Lelisir damore), allUniversità di Yale (Il Trittico e A Midsummer Nights Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo allOpera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Dalla nascita dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, nel 1993, Raffaella Ciapponi riveste il ruolo di Primo Clarinetto. Si diploma nel 1992 con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio G.Verdi di Milano, sotto la guida del M° P.Borali. Segue un intenso periodo di perfezionamento con il M°Antony Pay presso lAccademia Superiore di Musica L.Perosi di Biella. Tra i numerosi premi in Concorsi Nazionali e Internazionali, ha ottenuto il Terzo Premio (primo non assegnato) al Concorso Internazionale di Clarinetto di Cracovia. Si è esibita come solista con importanti formazioni quali lOrchestra Sinfonica della RAI di Milano (nella Première Rhapsodie di Debussy), dei Pomeriggi Musicali di Milano (nel Concerto K. 622 di Mozart e nel Duet Concertino di Strauss per clarinetto e fagotto) e con lOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (in Ebony Concerto di Stravinskij, nella Première Rhapsodie di Debussy diretta dal M° Chailly e nel Duet Concertino di Strauss). Tali esperienze lhanno portata a suonare, come primo clarinetto, con Maestri quali Riccardo Chailly, Riccardo Muti, Vladimir Delman, Carlo Maria Giulini, Georges Prêtre, Valery Gergiev, Daniele Gatti, Leonard Slatkin e nelle più importanti sale europee, tra cui il Concertgebouw di Amsterdam e la Royal Albert Hall di Londra. Vanta con la propria Orchestra registrazioni per importanti case discografiche (Decca, BMG, Deutsche Grammophon), nonché tournée internazionali in Europa, Giappone, America Latina. Si dedica con regolarità al repertorio da camera, tenendo recital e concerti, tra laltro, presso lAuditorium di Milano, anche trasmessi dal terzo canale radio della RAI. Fausto Ghiazza è Primo Clarinetto solista dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dal 1996. Diplomatosi con il massimo dei voti e la lode nel 1990 presso il Conservatorio A.Vivaldi di Alessandria, sotto la guida del M° Giacomo Soave, ha poi conseguito nel 1993 il 1er Prix de Virtuosité di clarinetto (M° Thomas Friedli) ed il 1er Prix de Virtuosité di Musica da Camera (M° Roger Birnstingl), presso il Conservatorio Superiore di Musica di Ginevra (CH). In Italia vanta collaborazioni con lOrchestra Sinfonica della RAI di Torino, dellArena di Verona, del Teatro Carlo Felice di Genova, lOrchestra Haydn di Trento e Bolzano. Ha suonato, come primo clarinetto, con Direttori di fama tra cui Riccardo Chailly, Riccardo Muti, Carlo Maria Giulini, James Levine, Georges Prêtre, Vladimir Delman, Valery Gergiev, Luciano Berio ecc., effettuando inoltre con la propria Orchestra tournée in sale e teatri prestigiosi di tutta Europa, Sud America, Giappone, Cina. Di rilievo le esecuzioni della Kleine Kammermusik di Hindemith per cinque strumenti a fiato presso lAuditorium di Milano con il M° Chailly, del Concerto K. 622 di Mozart (M° Perez), del Concerto n. 1 di C. M. von Weber (M° Renes). Si dedica regolarmente al repertorio da camera in duo con il pianoforte. Ha al suo attivo registrazioni di musica contemporanea per la Radio Suisse Romande, nonché prime esecuzioni assolute di brani a lui dedicati e incisioni, con la propria Orchestra, per importanti case discografiche, quali Decca, Claves, BMG e concerti trasmessi dai canali radio RAI, trai cui lintegrale delle Sonate di Brahms per clarinetto e pianoforte. Ha inciso per DECCA, sotto la guida del M° Chailly, la Sonata n. 1 di Brahms, trascritta per clarinetto e orchestra dal M° Luciano Berio. |
| Giovedì 21 gennaio 2010 ore 20.30 Venerdì 22 gennaio 2010 ore 20.00 Domenica 24 gennaio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Nikolaj Rimskij-Korsakov I tre miracoli da La fiaba dello zar Saltan Sergej Prokof'ev Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra in Do maggiore op. 26 Igor Stravinskij Petruška. Scene burlesche in quattro quadri (versione 1947) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi pianoforte Daniil Trifonov Direttore Gavriel Heine Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 21 gennaio 2010 ore 20.30 Venerdì 22 gennaio 2010 ore 20.00 Domenica 24 gennaio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Musica per fiabe russe: Rimskij-Korsakov, Prokof’ev, Stravinskij Debutta in Italia il Maestro Gavriel Heine, Direttore residente presso il Teatro Marinsky di San Pietroburgo e che ha lungamente lavorato con il Maestro Valery Gergiev. Sotto la sua bacchetta, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, il giovanissimo pianista Daniil Trifonov, che si presenta per la prima volta a Milano. Nel 2008, a soli 17 anni, si è messo in mostra trionfando al IV International Scriabin Competition di Mosca (Primo Premio assoluto) e poi al III International Piano Competition “Repubblica di San Marino” (Primo Premio e Premio Speciale della Giuria). In programma, I tre miracoli da La fiaba dello zar Saltan di Rimskij-Korsakov, brano dai ricchi colori orchestrali tratto dal racconto di Puškin. A seguire il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra di Prokof'ev, uno dei brani più popolari del compositore russo; chiude il concerto Petruška di Stravinskij, il suo secondo balletto di grandissimo successo. Martedì 19 gennaio 2010, ore 18.00 Conferenza “L'infelice eroe di legno Petruska e la Principessa-cigno: la tradizione della fiaba russa nella musica di Stravinsky e Rimskij-Korsakov”. A cura di Fausto Malcovati, docente di Letteratura Russa all’Università Statale di Milano, e Mario Marcarini, storico della musica. Foyer dell’Auditorium Ingresso libero Programma: La suite orchestrale dall’opera La fiaba dello zar Saltan di Nikolaj Rimskij-Korsakov venne eseguita la prima volta a Mosca il 3 novembre 1900. Rimskij-Korsakov scelse di musicare un testo di Puškin per offrire il proprio contributo ai festeggiamenti per il centenario della nascita dello scrittore e orientò la scelta su questa favola, spinto dal desiderio di tornare a scrivere di personaggi irreali e fantastici. Rimskij-Korsakov poté sfruttare appieno le sue doti di colorista attraverso un particolare impiego dei timbri strumentali e un efficace utilizzo di effetti orchestrali. E’ composta di quattro quadri: Addio e partenza dello zar, La zarina sul mare, Volo del calabrone, I tre miracoli. Realizzato con materiale abbozzato nel corso degli anni che vanno dal 1916 al 1921, il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra di Prokof’ev fu presentato al pubblico a Chicago il 16 dicembre 1921 con l’autore come solista. In tre movimenti, l’opera è traboccante di estro e inventiva, ma anche perfettamente equilibrato. Inizialmente l’opera fece fatica a essere accettata sia dal pubblico sia dalla critica; in seguito divenne una delle più popolari del compositore. Composto tra il 1910 e il 1911, Petruška, il secondo balletto di Stravinskij in quattro quadri, ottenne alla prima rappresentazione un grandissimo successo (Parigi, 13 giugno 1911), forse anche per la presenza di un ballerino quale Nijinsky, le scenografie di Benois e la coreografia di Fokin. L’idea nasce da un pezzo scritto per pianoforte e orchestra, in seguito trasformato in un vero e proprio balletto, grazie all’intuizione di Diaghilev e Nijinskij, che convinsero Stravinskij a trasformare il lavoro. Con questo balletto la musica di Stravinskij compie una svolta clamorosa, caratterizzata dal predominio dell’uso delle dissonanze, dalla logica formale e dall’esaltazione del ritmo, cancellando ogni suggestione favolistica e fauve della prima maniera. Nel 1947 Stravinskij ritoccò la partitura, diminuendo il numero di fiati e dando più spazio al pianoforte, come nello spirito dell’idea originaria del lavoro. Biografie: Gavriel Heine è un direttore d’orchestra americano recentemente assurto a fama europea. Direttore residente presso il Teatro Marinsky di San Pietroburgo, è stato ospite della Sinfonieorchester Basel, della Zagreb Philharmonic Orchestra, della “Novaya Rossiya” State Symphony Orchestra (Mosca) e della State Academic Capella Orchestra (San Pietroburgo), nonché dei St. Michel Strings (Finlandia). Il suo debutto a Basilea è stato accolto con entusiasmo dalla critica musicale svizzera. Al Teatro Marinsky, Heine ha già diretto Le nozze di Figaro, Die Zauberflöte, Il barbiere di Siviglia, Macbeth, La Boheme, Il Trittico, Jenůfa e L’heure Espagnole. Il suo debutto con Le nozze di Figaro è stato particolarmente apprezzato dall’intransigente critica russa: “Poco preoccupato di dare prova della propria indubitabile bravura, Gavriel Heine, al suo debutto, ha puntato ad un unico obiettivo: quello di dimostrare che razza di genio fosse Mozart, che musica celestiale fosse capace di scrivere. (…) Come un’entità quasi invisibile, il direttore c’era ma non si vedeva, sebbene fosse perfettamente padrone della situazione. Il che non può che indurci a pensare che la buona riuscita di un’opera dipenda, molto probabilmente, dal movimento dei corpi celesti… e, senz’ombra di dubbio, dal suo direttore.” Vladimir Dudin · Saint-Petersburg Vedomosti, 24 July 2007 Nel 2007, Heine è stato selezionato per prendere parte alla masterclass di Valery Gergiev, assieme alla Netherlands Philharmonic Orchestra, successivamente trasmesse in televisione. E’ stato in seguito ingaggiato come assistente per le edizioni 2007 e 2008 del Gergiev Festival della Rotterdam Philharmonic, dove ha diretto le prove della Settima Sinfonia di Mahler, della Yaroslavna Suite di Tishchenko, del Concerto per violino di Dutilleux, della Terza Sinfonia di Bruckner e dell’ Orpheus di Stravinsky. Nel 2008, ha condiviso con Valery Gergiev la direzione di un concerto della Mariinsky Orchestra al Mikkeli Music Festival (Finlandia), dove è stato poi invitato a dirigere un proprio concerto nel 2009. Dal 2003 al 2007, Gavriel Heine è stato Direttore Ospite Principale della Kharkov Symphony Orchestra “Slobozhanskii” (Ucraina), dirigendo più di quaranta programmi in sede e all’estero. Tra i suoi ingaggi in Ucraina, anche la direzione delle finali della settima e ottava edizione del International Vladimir Krainev Competition for Young Pianists. Nato in New Jersey, USA, si è diplomato presso il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca in violoncello, ha inoltre studiato direzione operistica e sinfonica presso il Conservatorio Rimsky-Korsakov di San Pietroburgo con Ilya Musin e Leonid Korchmar. Ha ottenuto un Master in direzione presso la Indiana University di Bloomington, dove ha studiato con Imre Pallo, Thomas Baldner e David Effron. Tra i suoi futuri impegni, vanno menzionati quelli con le orchestre Rotterdam Philharmonic e Seoul Philharmonic. Daniil Trifonov, nato a Nizhniy Novgorod (Russia) nel 1991, si dedica agli studi musicali dall’età di 5 anni. Nel 2008, a soli 17 anni, si è messo in mostra internazionalmente trionfando al IV International Scriabin Competition di Mosca (Primo Premio assoluto) e poi al III International Piano Competition “Repubblica di San Marino” (Primo Premio e Premio Speciale della Giuria). Daniil ha conquistato il primo premio inoltre al Moscow Open Artobolevskaya Competition for Young Pianists, all’International Television Competition for Young Musicians, al Chamber Ensembles Festival “The Return”, al Romantic Music Festival for Moscow Young Musicians, al 5° International Chopin Competition for Young Pianists di Pechino. Ha appena completato gli sudi alla Gnesins Special Music School di Mosca sotto la guida della Prof.ssa Tatiana Abramovna Zelikman (insegnante di altri grandi talenti quali Evgeny Lifschitz, Alexander Kobrin e Alexei Volodin). Attualmente frequenta i corsi di Sergei Babayan al Cleveland Musical Institut dell’Ohio, USA. Ha vinto importanti borse di studio, tra cui la Yuri Rozum International Charity Foundation Scholarship, la Scriabin Scholarship, la “New Names” Scholarship, la “Young Talents of Russia” Foundation Scholarship e nel 2007 è stato insignito del Guzik Foundation Award di San Francisco (USA). Trifonov si è già esibito internazionalmente (Russia, Germania, Austria, Cina, Italia) in solo recital e con varie orchestre, tra cui la Moscow Chamber Orchestra, un tour con la Siberian Symphony Orchestra, la Nizhniy Novgorod Philharmonic, la Yaroslavl Philharmonic, la “Musica Viva” Chamber Orchestra ed altre. È stato invitato ad esibirsi in vari festival, tra cui Rheingau (Germany), Crescendo (Russia), Arpeggione (Austria), “Trio di Trieste” Piano Festival (Italy). La scorsa stagione ha suonato più volte in Russia e ha tenuto due lunghe tournée in Italia e Stati Uniti, registrando un enorme successo. Nello scorso maggio ha debuttato alla Carnegie Hall di New York. Nella prossima stagione molte date sono già previste, tra cui un solo recital al Teatro La Fenice di Venezia. E’ anche compositore di brani per pianoforte e orchestra. |
| ____Presentazione
dellAlmanacco del Bibliofilo 2009 Sabato 23 gennaio 2010, ore 18.30 - Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Umberto Eco, presidente dellAldus Club, Associazione Internazionale di Bibliofilia, leggerà un suo scritto intitolato: LA BELLA E LA BESTIA. La lettura del racconto sarà preceduta da una conferenza di Armando Torno dedicata alla presentazione del nuovo Almanacco del Bibliofilo. Alla manifestazione, patrocinata dallAldus Club e dalla Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, interverranno, inoltre, Gianni Cervetti, presidente della Fondazione e Mario Scognamiglio, direttore della rivista trimestrale di bibliofilia "L'Esopo". laVerdi ospita la serata in occasione del ventesimo numero dellAlmanacco, pubblicato dalle Edizioni Rovello di Milano e apparso per la prima volta nel 1990 con il titolo Il Bibliomane, di Charles Nodier, Prefazione di Umberto Eco. Il volume, intitolato I ragazzi di via Rovello (pagg. 289, 500 copie di cui 300 numerate, impresse dall'Officina Olivieri), raccoglie, a cura di Mario Scognamiglio, scritti di Umberto Eco, Paolo Albani, Annalisa Bruni, Salvatore Carrubba, Gianni Cervetti, Matteo Collura, Gianandrea de Antonellis, Oliviero Diliberto, Gianfranco Dioguardi, Curzia Ferrari, Mauro Giancaspro, Giuseppe Marcenaro, Antonio Mereu, Maurizio Nocera, Elio Palombi, Mario Scognamiglio, Pietro Spirito, Armando Torno. LALDUS CLUB (Associazione Internazionale di Bibliofilia), fondato nel 1990 da "LEsopo" e da un folto e qualificato gruppo di bibliofili, è una istituzione culturale apolitica e non ha fini di lucro. Ha sede presso la Libreria Antiquaria Rovello, attiva dal 1893 come erede della libreria fondata da Paolo Cesati in via Broletto, trasferitasi nel 1927 in via San Tomaso e quindi, alla fine degli Anni Quaranta, in via Rovello 1, dove nel 1975 venne rilevata da Mario Scognamiglio. Oltre a pubblicare con periodicità annuale lapprezzato Almanacco del Bibliofilo, ha promosso e realizzato, anche in collaborazione di prestigiose Biblioteche e di altri istituti, un vasto e interessante programma di attività formato da conferenze, mostre librarie, visite a biblioteche, viaggi culturali in Italia e allestero. Nelloccasione sarà allestita nel foyer una piccola mostra rievocativa dei ventanni dellAlmanacco, con lesposizione di tutti i numeri pubblicati e di documenti significativi della sua storia. |
| COMUNICATO STAMPA Si informa che il concerto della Stagione sinfonica 2009-2010 dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, in calendario il 21- 22 - 24 gennaio avrà la seguente variazione di programma: Nikolaj Rimskij-Korsakov I tre miracoli da La fiaba dello zar Saltan Sergej Prokof'ev Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra in Do maggiore op. 26 Igor Stravinskij Petruška. Scene burlesche in quattro quadri (versione del 1947) Pianoforte Daniil Trifonov Direttore Gavriel Heine |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 6 gennaio 2010 ore 18.00 Ciclo laVerdi Barocca Johann Sebastian Bach Oratorio di Natale per soli, coro e orchestra BWV 248 Ensemble vocale de laVerdi Barocca Direttore Gianluca Capuano Orchestra laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Mercoledì 6 gennaio 2010 ore 18.00 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) LOratorio di Natale di Bach con laVerdi Barocca Mercoledì 6 gennaio 2010 alle ore 18.00, il Maestro Ruben Jais torna a dirigere lOrchestra laVerdi Barocca con lEnsemble vocale de laVerdi Barocca diretta da Gianluca Capuano. In programma lOratorio di Natale di Johann Sebastian Bach, composizione tanto vasta e grandiosa quanto concettualmente omogenea: si presenta come un ciclo di sei cantate, una per ciascuna delle sei festività comprese tra il giorno di Natale e lEpifania. E la prima volta che la Verdi esegue lOratorio di Natale; in occasione di questo concerto, inoltre, verrà eseguito in forma integrale. I concerti del ciclo laVerdi Barocca sono eseguiti da un Ensemble costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del 600/700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Lapproccio filologico offre la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento allestrema ricchezza di dettagli di tale repertorio. Il calendario propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Haendel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico. LEnsemble vocale laVerdi Barocca, che riveste un ruolo fondamentale in questa stagione, è diretto dal Maestro Gianluca Capuano, fine conoscitore della musica Rinascimentale e Barocca. Programma: Composto a Lipsia, dove Bach era Cantor da ormai più di dieci anni, per la liturgia natalizia del 1734-1735, l'Oratorio di Natale (Weihnachts-Oratorium, BWV 248) si presenta come un ciclo di sei cantate, una per ciascuna delle sei festività comprese tra il giorno di Natale e lEpifania. Per la realizzazione musicale Bach fece ampio ricorso alla tecnica della parodia, consistente nel riadattamento, con nuovo testo e modifiche acconce, di brani tratti da composizioni precedenti, in questo caso cantate di argomento sia sacro sia profano. Benché non fosse concepito per una esecuzione tutta di seguito (la prima a Lipsia fu distribuita nelle feste indicate alternativamente tra le due chiese di S. Nicola e di S. Tommaso durante il servizio liturgico solenne del mattino e del pomeriggio), lOratorio di Natale è una composizione tanto vasta e grandiosa quanto concettualmente omogenea, come risulta non soltanto dalla regolare successione della narrazione evangelica (Luca e Matteo), ma anche dal taglio formale, dalla ricorrenza di determinati elementi figurativi, dalle relazioni tonali e dalla strumentazione. Le differenze sono date semmai dalladeguamento della musica al carattere delle singole festività: così, se la prima (Natività di Cristo), la terza (Arrivo dei pastori a Betlemme) e la sesta cantata (Adorazione dei Magi) hanno in comune tonalità (Re maggiore) e strumentazione, le altre si differenziano in rapporto allambientazione e al testo. La seconda parte, in Sol maggiore, ha il carattere più intimo di una cantata pastorale (Annuncio ai pastori: qui predominano i legni dolci, flauti, oboi d'amore e da caccia) e si rispecchia nella quinta in La maggiore (Visita dei Re Magi a Gerusalemme), di spirito e tono corrispondenti ma virati verso contrasti più vivaci. La quarta "giornata" (Circoncisione di Gesù o Festività di Capodanno) è infine la più breve e concentrata, ricca però di soluzioni originali, tra articolazioni spezzate e simmetrie centrate sulla stupenda aria in eco con oboe solista concertante, preceduta e seguita da due recitativi inframmezzati da sezioni di corale. Biografie: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione dOrchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass allestero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dellOrchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui Storia in Musica, con lesecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; Crescendo in Musica, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S.Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J.Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito lorchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nellesecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, lesecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. |
| sabato 9 gennaio 2010 ore 15.30 Rassegna Crescendo in Musica RACCONTARE MOZART Wolfi bambino prodigio Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Soprano Sachika Ito Attore e regista Roberto Corona Orchestrazione, arrangiamento e direzione dorchestra Massimo Cottica Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto sabato 9 gennaio 2010 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Wolfi bambino prodigio, uno spettacolo per spiegare Mozart ai bambini Sabato 9 gennaio 2010 alle ore 15.30 la Verdi propone un nuovo appuntamento della rassegna dedicata ai bambini Crescendo in Musica, con lo spettacolo Wolfi bambino prodigio. Che cosa accade se Wolfgang Amadeus Mozart tornasse, e ad aspettarlo vi fosse un maestro di musica, unorchestra, una cantante e unintera platea piena di bambini? Lo spettacolo Wolfi bambino prodigio propone un modo unico per avvicinare bambini e ragazzi al mondo della grande musica con leggerezza e divertimento. Sommerso nel suo caos, tra cianfrusaglie, fogli e immagini, un piccolo uomo racconta un grande genio. Una vita molto particolare, quella di Wolfgang Amadeus Mozart, per raccontare forse anche la propria vita, piena di tanti sogni, ma anche molto frammentaria e incostante. Diretti da Massimo Cottica, lOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e Roberto Corona, insieme a uneccentrica cantante (Sachika Ito), intrecceranno buffi paralleli tra la vita del narratore e quella del grande musicista, bambino prodigio; eppure a lui, sin da piccolo, la musica classica e soprattutto la lirica, non piacevano affatto. Latmosfera leggera, lascolto dal vivo di alcuni dei brani più belli di Mozart, diventano una fonte di grande ispirazione per giocare e improvvisare con la fantasia: ognuno può trovare qualcosa di sé in quelle atmosfere, forse le grandi aspirazioni che aiutano a crescere, un senso leggero che attraversa lanima, una passione che deve essere difesa e coltivata con tenacia. Ed è quello che forse ha fatto Mozart, il bambino prodigio, che alletà di soli sei anni ha composto la sua prima opera musicale e ci ha donato alcune delle più belle pagine della musica classica, apprezzate anche da chi, di questa materia, è completamente digiuno. La genialità di Mozart, la sua complessità sublime, ma soprattutto le sue emozioni conflittuali e la sua contraddittoria umanità ci mettono davanti a un personaggio eccezionale, e allo stesso tempo umano e comune. La critica ha detto dello spettacolo: Difficile spiegare a un pubblico di ragazzi il genio di Mozart, difficile rendere compiutamente sul palco tra biografia e approfondimento psicologico tutto quellimpasto a volte contraddittorio di sensualità, melanconia, soavità celestiale che lo contraddistingue senza cadere nel didascalico. Possiamo dire che Roberto Corona nel compiere lardua impresa in Wolfi, bambino prodigio abbia brillantemente superato la prova. ___________Giovedì 7 gennaio 2010 ore 20.30 Venerdì 8 gennaio 2010 ore 20.00 Domenica 10 gennaio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 Jupiter Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 Pastorale Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Ivor Bolton Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 7 gennaio 2010 ore 20.30 Venerdì 8 gennaio 2010 ore 20.00 Domenica 10 gennaio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Dedicato ai classici: la Jupiter di Mozart e la Pastorale di Beethoven Concerto interamente dedicato ai grandi classici della storia della musica colta, due capolavori diretti dal Maestro Ivor Bolton, diventato Direttore Principale della Mozarteum Orchester Salzburg nel 2004, che torna sul podio della Verdi con due brani molto noti: la Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 Jupiter di Mozart e la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 Pastorale di Beethoven. La Sinfonia Jupiter rappresenta lestremo capolavoro di Mozart: scritta nel 1788 è lultima delle sue sinfonie, dalle cui basi prenderà le mosse Beethoven. La Sinfonia n. 6 venne scritta esattamente venti anni dopo la Jupiter, nel 1808. Un canto bucolico e pacifico apre la più immaginifica delle sinfonie, ripresa anche nel film di Walt Disney Fantasia. Programma: La Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 Jupiter di Mozart venne terminata nellagosto del 1788; ultima delle sinfonie mozartiane per ampiezza e elaborazione formale e il ritorno al pieno organico orchestrale, dopo la più introspettiva Sinfonia n. 40 finita solo due settimane prima tende più di ogni altro lavoro sinfonico del compositore verso il futuro. Ricevette il suo nome, a quanto sembra, dallimpresario inglese Salomon, che così volle sottolineare il carattere grandioso e limportanza dellopera. Il vertice della Sinfonia, articolata in quattro movimenti, si individua nella suprema armonia con la quale coesistono perfezione formale e trasparenza della scrittura. Numero e successione dei tempi sono quelli previsti dalla tradizione settecentesca: Allegro vivace, Andante cantabile, Minuetto, Allegro molto. La Sinfonia n. 6 Pastorale di Ludwig van Beethoven venne iniziata nellestate del 1807 e terminata nel maggio 1808. Dedicata al principe Lobkowitz, ha avuto la prima esecuzione il 22 dicembre 1808 a Vienna, diretta dallo stesso compositore. La peculiarità di questa sinfonia risiede nellesplicito fine descrittivo (musica a programma), levocazione della vita campestre, cui fanno riferimento i titoli dei cinque movimenti, sebbene lo stesso compositore ponga in partitura lesplicito avvertimento espressioni di sentimenti più che rappresentazioni. Biografia: Ivor Bolton è diventato Direttore Principale della Mozarteum Orchester Salzburg nel 2004. E stato Direttore Musicale della English Touring Opera nel 1991/92, della Glyndebourne Touring Opera dal 1992 al 1997, Direttore Principale della Scottish Chamber Orchestra dal 1994 al 1996 e Direttore Musicale del Lufthansa Festival di Musica barocca e dei St. Jamess Baroque Players di Londra. Dal suo debutto nel 1994, Ivor Bolton ha sviluppato e mantenuto intensi rapporti con lOpera di Stato Bavarese di Monaco dove ha diretto molte nuove produzioni tra cui una sequenza di Monteverdi e di opere di Haendel. Nel novembre 1998 gli è stato donato dal Primo Ministro della Bavaria il prestigioso Bayerische Theaterpreis. Ha debuttato al Covent Garden nel 1995 e ha creato un solido legame con Glyndebourne. Altri impegni operistici lo hanno portato allEnglish National Opera, alla Welsh National Opera e allOpera North. Il suo primo Salzburg Festival risale al 2000 con Iphigenie en Tauride di Gluck ed è tornato ogni anno fino a dirigere nel 2006, anno mozartiano, tre opere del compositore salisburghese, Armida di Haydn nel 2007 e, di recente, Theodora al Festival di questanno. Ha diretto regolarmente al Maggio Musicale Fiorentino e nelle maggiori sale da concerto e dopera a Parigi, Amburgo, Amsterdam, Bruxelles, Ginevra, Dresda e Lipsia. I suoi impegni in campo lirico fuori Europa comprendono i teatri di San Francisco, Sydney, e Buenos Aires. Ivor Bolton ha lavorato con le più importanti orchestre sinfoniche della Gran Bretagna e del mondo, a Vienna, Salzburg Festival, New York, Boston, Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, Parigi, Firenze, Rotterdam, WDR Cologne, Philharmonisches Staatsorchester Hamburg, Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma; ha diretto Athalia di Haendel con la Concerto Köln a New York, Parigi e Londra e la Zürich Tonhalle Orchestra, con la quale ha diretto la Nona di Beethoven a Capodanno del 2006; ha debuttato ai Proms nel 1993, dove, nel 2000, si è esibito nella Passione secondo Giovanni di Bach e nel 2006 ha diretto la Mozarteum Orchester. Tra i suoi recenti impegni, Peter Grimes a Dresda, Iphigenie en Tauride al Covent Garden e a Parigi, Tamerlano a Monaco, La Calisto al Covent Garden, Ercole Amante di Cavalli per la Netherlands Opera e Jenufa per il Teatro Real di Madrid. Nei suoi progetti, Medea in Corinto a Monaco, Die Zauberflöte per Wiener Staatsoper, Alceste per il Festival di Aix, Tamerlano per il Covent Garden, Billy Budd per la Netherlands Opera e Entführung per Liceu Barcelona. Per quanto riguarda i progetti in ambito concertistico, ricordiamo qui concerti con la Mozarteum Orchester Salzburg, la Nona di Beethoven per il Capodanno 2010, con la Netherlands Philharmonic, la NDR Hamburg, e la RAI di Torino. Ha inciso con la Salzburg Mozarteum Orchestra le Sinfonie nn. 3, 5, 7 di Bruckner Lenfance du Christ di Berlioz, la Creazione e le Stagioni di Haydn, un vasto repertorio di Mozart e, inoltre, Xerxes, Ariodante e Poppea. |
| COMUNICATO STAMPA Il progetto Musica in Carcere presenta il suo annuale appuntamento: la S. Messa di Natale con il Coro amatoriale del Reparto Trattamento Avanzato La Nave del Carcere di San Vittore Anche questanno la Verdi con il Coro amatoriale del Reparto Trattamento Avanzato La Nave ha promosso unimportante iniziativa nellambito del Progetto Musica dello spirito allinterno del Carcere di San Vittore: portare la musica anche a quelle persone che non hanno lopportunità di assistere ad un concerto dal vivo o di fare musica, proponendo alcuni momenti di approfondimento culturale ai detenuti, sotto forma di apprendimento del canto corale. Il Progetto Musica in carcere sinserisce nellattività che la Verdi svolge da alcuni anni nel campo delle diverse realtà sociali. Esperienze legate dal desiderio di aprire una strada alla speranza, alla fantasia e alla solidarietà: un filo che tenga uniti tra loro luoghi di sofferenza e disagio al mondo esterno. Per questo, sposando la richiesta della dott.ssa Graziella Bertelli, responsabile del reparto Trattamento Avanzato La Nave del Carcere di San Vittore - reparto destinato ai detenuti tossicodipendenti che hanno scelto di seguire un programma di disintossicazione -, è stato organizzato il rituale corso di coro. Il progetto è nato dalla richiesta di alcuni detenuti di ampliare lattività di canto corale iniziata nel 2003 e che ha avuto, nel corso di questi anni, un grande successo presso i detenuti di San Vittore. Il corso, partito a ottobre con lezioni settimanali, è stato tenuto da Maria Teresa Tramontin e ha permesso la formazione di un gruppo stabile, il Coro amatoriale del reparto La Nave, formato da circa 30 partecipanti, che hanno dimostrato una forte motivazione e impegno per questa attività. La Prof.ssa Tramontin ha preparato il coro accompagnata al pianoforte dal M° Pietro Cavedon e dal violinista M° Carlo De Martini. La S. Messa di Natale, la mattina del 25 dicembre, sarà loccasione per presentare i risultati raggiunti in questi mesi di coinvolgente preparazione. Programma CANTAN GLI ANGELI di F. Mendelssohn ALLELUIA di W. A. Mozart IN DULCI JUBILO Anonimo del XIV sec. SANTO GAUDETE Anonimo medioevale LAUDATE DOMINUM di G. F. Haendel INNO ALLA GIOIA di L. van Beethoven |
| COMUNICATO STAMPA Unorchestra per ogni età: bambini in concerto! Orchestra Baby, Orchestra Kids, Orchestra Sinfonica Junior e Coro di Voci Bianche della Verdi - Domenica 20 dicembre ore 11.30, ingresso libero - Un bellissimo concerto di Natale attende i bambini delle diverse formazioni musicali della Verdi dirette dai Maestri Antonio Eros Negri e Giacomo Ceresani! Domenica 20 dicembre alle 11.30 si esibiranno in un concerto dedicato a musiche natalizie e popolari, con un programma che affianca trascrizioni di brani classici a brani jazz: lOrchestra Baby (6-9 anni), lOrchestra Kids (9-12), lOrchestra Sinfonica Junior (12-18 anni), il Coro di Voci Bianche (Maestro del Coro Maria Teresa Tramontin). Il progetto di unorchestra per ogni età è nato dalla collaborazione tra laVerdi e lAssociazione "E Musica Nuova" (diretta da Elisabetta Broggi), per la città di Milano e la provincia, una divertente avventura per bambini e ragazzi guidati dai professionisti de laVerdi e dagli esperti di jazz alla scoperta dei molteplici linguaggi della musica. Durante lanno le prove settimanali a sezione si sono affiancate a prove dinsieme una volta al mese allAuditorium di Milano. LOrchestra Baby e lOrchestra Kids vengono seguite dallAssociazione "E Musica Nuova" di Trezzo sullAdda, che sin dai primi corsi mette in pratica in una formazione orchestrale ciò che si apprende dalle lezioni individuali; lorchestra permette, inoltre, di coltivare la passione per la musica dinsieme con lobiettivo di eseguire repertori di volta in volta più complessi. LOrchestra Sinfonica Junior nasce nellautunno del 2007 per volontà della Verdi ed è costituita da una cinquantina di ragazzi compresi tra gli 9 e i 17 anni che sono iscritti regolarmente a corsi di strumento individuali e che dimostreranno un buon grado di padronanza del proprio strumento. Le prove a sezioni e dinsieme si tengono regolarmente una volta alla settimana sotto la supervisione delle prime parti dellOrchestra Verdi, Luca Santaniello per la sezione degli archi, Raffaella Ciapponi per la sezione dei legni, Giacomo Ceresani per la sezione degli ottoni e Viviana Mologni per la sezione dei timpani e delle percussioni. La OSJ ha tenuto il suo primo concerto a Milano nel giugno 2008; in seguito, si è esibita in alcuni teatri della provincia di Milano. Nel mese di gennaio, inoltre, prenderanno il via le lezioni di musica jazz dirette da alcuni fra i più noti e storici maestri di jazz milanesi: nasce, così, la prima scuola di jazz a Milano. I piccoli verranno condotti attraverso un fantastico percorso che li porterà a suonare nella Jkids Orchestra, i cui allievi debuttano nel concerto di domenica 20 dicembre. |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 30 dicembre 2009 ore 20.30 Giovedì 31 dicembre 2009 ore 20.00 Venerdì 1 gennaio 2010 ore 16.00 (fuori abbonamento) Sabato 2 gennaio 2010 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore per soli, coro e orchestra op. 125 Soprano Helena Juntunen Mezzosoprano Maria Josè Montiel Tenore Kornelius Jan Dusseljee Basso Stephen Gadd Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica dalle 14.30 alle 19.00) Date concerti Mercoledì 30 dicembre 2009 ore 20.30 Giovedì 31 dicembre 2009 ore 20.00 Venerdì 1 gennaio 2010 ore 16.00 (fuori abbonamento) Sabato 2 gennaio 2010 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 Buon anno dalla Verdi Grande concerto di Capodanno con la Nona di Beethoven diretta da Wayne Marshall Anche per questanno la Verdi propone quattro appuntamenti per festeggiare larrivo del nuovo anno con la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta dal Maestro Wayne Marshall, Direttore Principale Ospite della Verdi e personaggio molto amato dal pubblico. Ormai da qualche tempo il Concerto di Capodanno è diventato un appuntamento tradizionale anche a Milano, che con grande entusiasmo ha accolto la gioiosa Nona Sinfonia di Beethoven come accade nelle maggiori capitali europee, monumento della storia della musica, forse la composizione più celebre di tutto il repertorio occidentale. Del cast faranno parte il soprano finlandese Helena Juntunen, che si è formata alla Sibelius Academy con Anita Välkki e ha lungamente lavorato con la Finnish National Opera; il mezzosoprano spagnolo Maria Josè Montiel, che ha studiato canto al Real Conservatorio e si è perfezionata successivamente a Vienna con Serna Jurinac e Olivera Miljakovic; il tenore Kor-Jan Dusseljee, formatosi nei Paesi Bassi allAccademia di Utrecht nella classe del baritono tedesco Udo Reinemann; infine, il basso inglese Stephen Gadd, che ha studiato con Patrick McGuigan a Manchester al Royal Northern College of Music. Programma: Mentre Beethoven scrisse le prime otto sinfonie in poco più di dodici anni, tra il 1800 e il 1812, ben dieci anni dovettero passare per arrivare alla stesura del monumento musicale che oggi per noi è la Nona Sinfonia. Se lOttava costituisce in un certo modo uno sguardo indietro, su Mozart e Haydn, con la Nona il compositore si volge verso il nuovo, con un linguaggio musicale finora inaudito: laudacia delle armonie, la complessa struttura formale, e mai ascoltato sinora - linserimento della voce dei solisti e del coro nel quarto movimento della composizione sinfonica, che, sulle parole dellode schilleriana An die Freude (Alla gioia) confluiscono insieme allorchestra nel finale in una grande fuga, il momento culminante della titanica sinfonia. Con la Nona Sinfonia si rende esplicito il messaggio ideale di Beethoven: la Gioia illuministicamente sentita quale slancio vitale, impegno ottimistico a superare i propri egoismi in una fratellanza di tutti gli uomini. Biografie: Direttore dorchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare allinizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione dorchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore dorchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro La Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, lOrchestra Cherubini, LAccademia di Santa Cecilia di Roma sino allincarico di direttore principale ospite presso lOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari, è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il concerto di Natale da Assisi con lOrchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra laltro a Dallas e allOpera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. A giugno è tornato come ogni anno a Vienna e nel mese di luglio ha effettuato un grande tour in Venezuela con lOrchestra di giovani di Gustavo Dudamel. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 allAccademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Durante la stagione 2009/2010 tornerà a dirigere a Cagliari, dove riprenderà Wonderful Town, poi a Napoli, Roma, Parma, debutterà a Verona e Udine. Con la Verdi di Milano ha effettuato un incredibile tour di oltre 15 concerti attraverso tutta lItalia. Titolare dellorgano Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei e nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. |
| COMUNICATO STAMPA Martedì 22 dicembre 2009 ore 20.30 Ciclo laVerdi Barocca Georg Friedrich Haendel Messiah oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra Ensemble vocale laVerdi Barocca Maestro Gianluca Capuano Soprano Sonya Yoncheva Contralto Sonia Prina Baritono Christian Senn Tenore Cyril Auvity Orchestra laVerdi Barocca Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Martedì 22 dicembre 2009 ore 20.30 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) Nuovo appuntamento con laVerdi Barocca. Ruben Jais dirige il Messiah di Haendel Martedì 22 dicembre alle ore 20.30, il Maestro Ruben Jais torna a dirigere lOrchestra laVerdi Barocca: in programma il Messiah di Haendel, di cui verrà eseguita integralmente la prima parte dedicata alla Natività ed alcuni estratti del secondo e terzo momento delloratorio. I concerti del ciclo laVerdi Barocca sono eseguiti da un Ensemble costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del 600/700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Lapproccio filologico offre la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento allestrema ricchezza di dettagli di tale repertorio. Il calendario propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Haendel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico. LEnsemble vocale laVerdi Barocca, che riveste un ruolo fondamentale in questa stagione, è diretto dal Maestro Gianluca Capuano, fine conoscitore della musica Rinascimentale e Barocca. Il Messiah di Haendel verrà replicato anche a Lecco al Teatro della Società (sabato 19 dicembre ore 20.30), a Como nella Basilica del Crocefisso (domenica 20 dicembre ore 21.00) e nel Duomo di Monza (lunedì 21 dicembre ore 20.30). Programma: Composto in meno di un mese nel 1741, il Messiah fu eseguito la prima volta nello stesso anno a Dublino ed ebbe, sin da subito, numerose repliche, divenendo lopera sacra vocale più nota e popolare di Haendel. Lopera presenta un carattere atipico nellambito della produzione oratoriale, sia per la particolarità dellargomento, cioè la figura di Cristo con citazioni dallAntico e dal Nuovo Testamento, sia per il pubblico cui era destinata, composto da cattolici irlandesi e protestanti anglicani (si voleva far conoscere i pregi di una religione caritatevole e universalistica, al di là delle divisioni dogmatiche). Il Messiah trova i suoi precedenti nella musica sacra celebrativa, dai toni solenni e trionfali: la vita di Cristo viene presentata attraverso episodi esemplari in un inno alla sua gloria. Lopera venne approntata dal librettista Charmes Jennens, che la suddivise in tre parti. Non cè una complicata trama da seguire, poiché i tre momenti delloratorio portano con sé un messaggio chiaro e immediatamente comprensibile: nel primo si ascoltano le profezie che proclamano la venuta del Messia e lannuncio della natività. Nel secondo si passa dai toni cupi della Passione ai trionfi della Resurrezione. Nellultima parte si spiegano i misteri della resurrezione e la vittoria della fede sulla morte e sul peccato, in attesa del Giudizio universale in cui lintercessione del Messia salverà il mondo. Biografie: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione dOrchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass allestero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dellOrchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui Storia in Musica, con lesecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; Crescendo in Musica, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S.Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A. Mozart, Sinfonie di F.J.Haydn e W.A. Mozart. Nel 2008 ha istituito lorchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nellesecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, lesecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. Nata in Bulgaria nel 1981, Sonya Yoncheva si diploma in pianoforte al conservatorio del suo paese natale e in seguito si diploma in canto al Conservatorio di Musica di Ginevra. Giovanissima, Sonya Yoncheva partecipa e vince vari concorsi nazionali in Bulgaria: Primo Premio al Concorso Dobri Hristov nel 2000, Primo Premio e Cantante dellAnno al Concorso Nazionale televisivo Hit moins 1 nel 2000 e il Primo Premio al Concorso Nazionale di musica classica Burgas nel 2001. Nel 2003 prende parte ad un Concerto di Gala patrocinato da Mirella Freni e Nicolai Ghiaurov al Teatro dal Verme di Milano. Nel 2005 debutta nellopera al Grand Théâtre di Ginevra nel ruolo di Isabella ne lInganno felice di Rossini e sempre a Ginevra nel 2006 interpreta il ruolo di Le Coq et La Chouette ne La piccola volpe astuta di Janacek al Grand Théâtre di Ginevra e nel 2007 Giunone ne Il Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi. Nel Giugno 2007 ha debuttato il ruolo di Norina nel Don Pasquale di Donizetti allOpera di Caen diretta da Daniel Slater; frequenta lAccademia del Festival di Aix en Provence ottenendo il riconoscimento di Le amis du Festival. Sonya Yoncheva recentemente ha debuttato con successo in prestigiosi teatri del mondo ; ha preso parte alla tournée internazionale con Les Arts Florissants diretta da William Christie nelledizione del Jardin des Voix 2007, Palais des Beaux Arts a Bruxelles, la Cité de la Musique a Parigi, il Barbican Centre a Londra, il Lincoln Center a New York, lAuditorio Nacional a Madrid, la Alte Oper di Francoforte e la Fondazione Gulbenkian di Lisbona. Recentemente ha cantato il ruolo di Fortuna ne LIncoronazione di Poppea in una nuova produzione di Robert Carsen al Festival di Glyndebourne, diretta da Emmanuelle Haim.; Rossane nel Floridante di Haendel al Handel Festival di Halle; Serpina ne La Serva Padrona in concerto e registrazione DVD per la Radiotelevisione Svizzera (RTSI) diretta da Diego Fasolis; Emilie ne Les Indes Galantes in tournée europea con William Christie; ha cantato in Welcome to the Voice di Steve Nieve al Théâtre du Châtelet di Parigi; al Montpellier Radio France Festival in un progetto di Jean-Paul Scarpitta Cétait Marie-Antoinette con Stéphanie DOustrac. Tra i suoi attuali e futuri impegni, citiamo: Norina nel Don Pasquale di Donizetti al Teatro Real di Madrid; Giunone nel Il ritorno dUlisse in Patria di Monteverdi diretta da William Christie, regia di Pierluigi Pizzi, al Teatro Real di Madrid; Dardanus di Rameau diretto da Emmanuelle Haïm nei teatri Opera de Lille e Opera de Dijon; Dido in Dido and Aeneas di Parcell in USA con Les Arts Florissants diretta da William Christie; Cleopatra nel Giulio Cesare di Haendel sotto la direzione di Jean-Claude Malgloire. Sonia Prina è nata a Magenta e alletà di tredici anni intraprende gli studi musicali presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dove si diploma in tromba e canto. Nel 1994 vince le selezioni per lammissione allAccademia per Giovani Cantanti Lirici presso il Teatro alla Scala di Milano. Nel 1997 cominciano le scritture per le stagioni operistiche. Da subito si dedica al repertorio rossiniano e barocco e, possedendo una rara voce di contralto, diventa in breve tempo una delle voci di riferimento della scena lirica internazionale. Tra gli impegni di maggior rilievo degli ultimi anni citiamo: Clarice ne La Pietra di Paragone di Rossini al Théâtre du Châtelet di Parigi; Orlando nellOrlando di Haendel alla Sydney Opera House; Rinaldo di Haendel nel ruolo del titolo al Teatro alla Scala di Milano; ruolo del titolo di Tamerlano a Monaco di Baviera; Ascanio nellAscanio in Alba di Mozart al Festival di Salisburgo. Specialista haendeliana ha debuttato Bradamante nellAlcina allOpéra de Paris con la regia Robert Carsen; Giulio Cesare al Teatro Carlo Felice di Genova con Diego Fasolis e ha ripetuto il ruolo a Lille diretta da Emmanuelle Haïm con la regia di David McVicar; Polinesso nellAriodante a Barcellona diretta da Harry Bickett e allOpera di San Francisco con P. Summers per la regia di John Copley; Bertarido ne La Rodelinda al Barbican di Londra e alla Konzerthaus di Vienna con Alan Curtis; Amadigi nellAmadigi al San Carlo di Napoli con Rinaldo Alessandrini; diretta da Fabio Biondi ha interpretato Silla nellomonima opera di Haendel a Santa Cecilia. Di Monteverdi ha cantato Ottone ne LIncoronazione di Poppea al Comunale di Bologna e Penelope nel Ritorno dUlisse in patria al Ponchielli di Cremona con lAccademia Bizantina di Ottavio Dantone e recentemente è stata Messaggera e Speranza in Orfeo con William Christie a Madrid. Con Jordi Savall ha cantato nel Farnace di Vivaldi al Teatro de la Zarzuela di Madrid con regia di Emilio Sagi e nella Senna Festeggiante allOpera di Bordeaux. Nellambito dellopera di repertorio ricordiamo: Isabella nell Italiana in Algeri al Teatro Regio di Torino; Smeton in Anna Bolena al Teatro Donizetti di Bergamo e a soli 23 anni il suo debutto alla Scala come Rosina nel Barbiere di Siviglia accanto a Juan Diego Florez. Ha al suo attivo numerose incisioni tra cui La Senna festeggiante e lOlimpiade di Vivaldi con R. Alessandrini per Naïve; lOrfeo di Monteverdi e Il Trionfo del Tempo di Haendel con E. Haim per Emi/Virgin; Lotario di Haendel per BMG e Rodelinda per Deutsche Grammophon con A. Curtis; in DVD lAscanio in Alba di Mozart e La Pietra di Paragone di Rossini. Di recente uscita in tutto il mondo un recital darie dopera di Vivaldi con Accademia Bizantina per la casa discografica Naïve. Christian Senn è cileno dorigine e italiano di adozione. Dopo aver conseguito la laurea in biochimica vince una borsa di studio per continuare lo studio del canto in Italia perfezionandosi allAccademia per solisti del Teatro alla Scala con i maestri L. Gencer, L. Alva e V. Manno. Il baritono ha intrapreso da subito una carriera brillante cantando con importanti direttori quali R. Chailly, M. Benini, C. Rizzi, T. Severini, F. Carminati, C. Rovaris, R Muti, M. Barbacini, O. Dantone, F. Biondi, in Italia e allestero, in prestigiose sale da concerto e teatri tra cui il Teatro alla Scala, il Théâtre du Châtelet di Parigi, la Konzerthaus di Vienna, la Stefaniensaal di Graz, Palau della musica di Valencia e la Kanagawa Hall di Yokohama. Molto vasto è il suo repertorio operistico e concertistico prevalentemente orientato sul bel canto ma anche sul periodo classico e barocco. Ha collaborato con prestigiose orchestre a strumenti originali quali lEuropa Galante di Fabio Biondi, lAccademia Bizantina di Ottavio Dantone, Il Giardino Armonico di Giovanni Antonini, la Cappella della Pietà de Turchini di Antonio Florio e lEnsemble Matheus di J. C. Spinosi. Tra gli impegni di grande rilievo dellultimo periodo citiamo il ruolo di Figaro nel Barbiere di Siviglia in varie produzioni al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino, alla Fenice di Venezia e al Petruzzelli di Bari. Grande successo hanno avute le sue ultime performance come Il Conte ne Le Nozze di Figaro al Teatro alla Scala, Taddeo nellItaliana in Algeri al Teatro Regio di Torino, Papageno nel Flauto Magico a Montpellier. Inoltre è stato Guglielmo nel Così fan Tutte al Teatro National di Santiago del Cile diretto da M. Benini e, in seguito, da J. Webb con la regia di Daniele Abbado al Teatro Filarmonico di Verona e a Reggio Emilia. Ultimamente ha cantato anche il ruolo di Pacuvio nella pluripremiata produzione La Pietra di Paragone di Rossini al Teatro Regio di Parma e Théâtre du Châtelet di Parigi, diretta da J.C. Spinosi e con la co-regia di G.B. Corsetti/Sorin; Zoroastro nellOrlando di Haendel al Palau Les Arts di Valencia; Valentin nel Faust di Gounod e Enrico in Lucia di Lammermoor a Santiago del Cile; Nanni nellInfedeltà Delusa di Haydn al Musikfestpiele di Postdam. Specialista del repertorio barocco canta da anni il ruolo titolo di Bajazet di Vivaldi nelle principali capitali Europee con LEuropa Galante di F.Biondi e Astolfo ne l'Orlando Furioso di Vivaldi con l'Ensemble Matheus di J. C. Spinosi a Torino e al Musikfest di Bremen. Con il Giardino Armonico ha cantato la Resurrezione di Haendel a Graz e la Senna ne La Senna Festeggiante di Vivaldi al Comunale di Firenze. Con i Barocchisti della Rtsi di D.Fasolis, ha cantato l'Alexander Fest di Haendel. Appassionato del repertorio Bachiano e tedesco ha eseguito La passione secondo Giovanni e La passione secondo Matteo, Oratorio di Natale, Magnificat, Actus Tragicus, diverse Cantate profane e oltre una quindicina di Cantate sacre. Tra le sue registrazioni recenti citiamo il Tito Manlio, con Accademia Bizantina e il DVD della Pietra del Paragone registrato al Théâtre du Châtelet di Parigi. E stato il Maestro di Musica in Convenienze ed Inconvenienze Teatrali di Donizetti al Teatro alla Scala di Milano ed in tournèe ad Aalborg; sarà Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro la Fenice di Venezia e lo stesso ruolo in tournèe europea diretto da Jean-Christophe Spinosi; Astolfo nellOrlando Furioso di Vivaldi al Théatre de Champs Elysées di Parigi e a Nizza. Laureato in Fisica allUniversità di Lille, Cyril Auvity studia canto al Conservatorio della stessa città con Annick My e si diploma con una menzione donore. Vince il Concorso di Canto di Clermont Ferrand nel 1999 nella categoria Melodia Francese. Scoperto da William Christie, debutta al Festival di Aix en Provence nel 2000 nel ruolo di Telemaco nel Ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi. Sempre con William Christie, canta Actéon, la Messe de Minuit di Charpentier in tournée negli Stati Uniti e in Europa; Agrippa in Tito di Cesti a lOpéra du Rhin nel 2001 e nuovamente Telemaco per unimportante tournée della produzione ad Aix en Provence, durante tutta la stagione 2001/2002. Inizia la sua collaborazione con Hervé Niquet nel ruolo di Dorval nel On ne savise jamais de tout allAmphithéâtre de lOpéra Bastille e registra Les Leçons des Ténèbres e Les Méditations pour le Carême di Charpentier con Hervé Niquet per Glossa. Tra le altre prestigiose produzioni ricordiamo Persée di Lully con Christophe Rousset, Gli strali dAmore di Cavalli con Gabriel Garrido, il Te Deum di Charpentier diretto da Paul Mc Creesh, The Fairy Queen sempre con Christophe Rousset in tournée in Spagna, Médée e Persée di Lully a Toronto; Didone e Enea di Purcell allOpera di Nancy e al Festival dAldeburgh; il ruolo del titolo di Actéon di Charpentier con Emmanuelle Haïm. Partecipa a varie produzioni sotto la direzione di Jordi Savall, tra cui LOrfeo di Monteverdi allOpéra de Bordeaux. La sua collaborazione con William Christie continua in nuove produzioni come Les Arts Florissants e David & Jonathan di Charpentier. Debutta il ruolo titolo nel Pygmalion di Rameau in una coproduzione Opera di Nancy e Théâtre du Châtelet con Hervé Niquet e in seguito canta in una nuova produzione scenica di Callirhoé di Destouches allOpéra di Montpellier. Nel repertorio tradizionale, partecipa a unimportante tournée del Medecin malgré lui di Gounod e debutta il ruolo di Don Ottavio nel Don Giovanni con Emmanuel Krivine; riprende lo stesso ruolo in scena allOpera di Montpellier dove debutta in seguito il ruolo di Tamino nel Flauto Magico. Ha partecipato a varie registrazioni discografiche per Erato, Naïve, EMI/Virgin, Glossa e in DVD lo troviamo nellActéon di Charpentier, nel Didone e Enea di Purcell e nel Ritorno di Ulisse di Monteverdi sotto la direzione di William Christie. Tra i suoi attuali e futuri progetti, citiamo: Thésée di Lully al Théâtre des Champs Elysées e allOpera di Lille con Emmanuelle Haïm in una nuova produzione di Jean Louis Martinoty; LOrfeo di Monteverdi e Il Ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi al Teatro Real con William Christie e Pier Luigi Pizzi; Basilio ne Le Nozze di Figaro allOpera di Lille; Don Ottavio nella ripresa del Don Giovanni allOpera di Montpellier, La Sallustia di Pergolesi a Montpellier e a Jesi, La Partenope di Haendel in vari teatri italiani con Antonio Florio; la ripresa de La Didone di Cavalli al Théâtre des Champs Elysées a Parigi, I Vespri di Monteverdi con Jordi Savall. |
| Giovedì 17 dicembre 2009 ore 20.30 Venerdì 18 dicembre 2009 ore 20.00 Domenica 20 dicembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Aleksandr Glazunov Poème Lyrique in Re bemolle maggiore op.12 Concerto in Mi bemolle maggiore per sassofono contralto e archi op. 109 Pëtr Il’ič Čajkovskij Lo schiaccianoci, suite Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Sassofono Asya Fateyeva Direttore Evgeny Bushkov Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 17 dicembre 2009 ore 20.30 Venerdì 18 dicembre 2009 ore 20.00 Domenica 20 dicembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Il tardo romanticismo russo di Glazunov e Cajkovskij interpretato da Evgeny Bushkov Per ragioni personali e organizzative il Maestro Vladimir Fedoseyev non potrà dirigere i concerti in calendario nella Stagione sinfonica 2009-2010 della Verdi. Il concerto di questa settimana verrà, quindi, diretto dal Evgeny Bushkov, uno tra i più giovani e promettenti direttori russi, che ha iniziato la sua carriera dapprima come violinista, vincendo prestigiose competizioni internazionali, e successivamente ha trasferito il suo grande talento e il suo raffinato gusto artistico nella direzione. La Verdi celebra le feste con uno dei brani più natalizi di sempre, Lo schiaccianoci di Čajkovskij, una delle musiche più conosciute ed eseguite di tutti i tempi. La suite raccoglie quasi solo le danze del II atto del balletto, dal racconto visionario ed onirico di E.T.A. Hoffmann. Il concerto, in realtà, si apre con due brani di Aleksandr Glazunov, compositore non molto conosciuto dai non addetti ai lavori, che presenta un’evoluzione artistica comune a molti autori russi della fine dell’800. Fece da nume tutelare ad autori come Sostakovic e Stravinskij, e fu molto influenzato anche dall’europeismo di Rimskij-Korsakov e di Cajkovskij. Di Glazunov verrà eseguito il Poème Lyrique, brano abbozzato nel 1882 e finito cinque anni dopo, fortemente supportato da Cajkovskij presso il suo editore, che mostra in maniera inequivocabile l’influenza del grande maestro, il lirismo. Segue il Concerto per sassofono contralto e archi op. 109, brano complesso ed intrigante composto nel 1934, dallo stile decisamente più modernista. Il brano è entrato subito nel repertorio per sassofono, strumento nato dal talento del costruttore belga Adolphe Sax nel 1840 Sul palco dell’Auditorium di Milano si esibirà la giovanissima sassofonista ucraina Asya Fateyeva. Programma: Il Poème lyrique venne abbozzato da Glazunov nel 1882, l’anno in cui trionfò con la Prima Sinfonia lanciando la carriera dell’autore, e venne completato solo cinque anni più tardi. Fu proprio čajkovskij a porre all’attenzione del suo editore il lavoro di Glazunov che verrà puntualmente pubblicato. Le eccezionali conoscenze tecniche e probabilmente anche il ruolo di mediatore fra tradizione russa e occidentale favorirono la diffusione della musica di Glazunov all’estero – ottenne successi a Parigi e Londra, gli venne conferita la laurea honoris causa dalle università di Cambridge e di Oxford, si guadagnò la stima di Liszt –, ma al contempo non ne impedirono l’apprezzamento in patria, al punto che nel 1905 fu nominato direttore del Conservatorio di Pietroburgo, incarico che avrebbe mantenuto per ben 25 anni. Il Concerto per sassofono contralto e archi op. 109 venne portato a termine da Glazunov nel 1934 (si era trasferito a Parigi nel 1928) e fu dedicato al grande sassofonista Sigurd Rascher, ma sarebbe stato eseguito la prima volta alcuni mesi dopo la morte del suo autore, il 5 febbraio 1937, con Cecil Leeson in veste di solista. Il compositore russo fu estremamente abile nello sfruttare le peculiarità dello strumento che da un lato assicurava un’estrema qualità cantabile grazie al suo timbro caldo e suadente e, dall’altro, aveva enormi possibilità virtuosistiche per via della sua meccanica particolarmente agile. Il concerto alterna, infatti, intensi passi lirici a momenti in cui predomina una scrittura figurata fatta di rapide scale ascendenti e discendenti, di arpeggi, di ripetuti salti d’ottava. Il concerto è articolato in tre ampie sezioni che però non si configurano come veri e propri movimenti autonomi, Lo schiaccianoci, tratto dal racconto di E.T.A. Hoffmann “Lo schiaccianoci e il re dei topi”, nell’adattamento di Alexandre Dumas padre, è il terzo balletto di Čajkovskij. Iniziato nel 1891, fu terminato l’anno seguente. Mentre la prima del balletto ebbe luogo solo il 18 dicembre 1892 al Teatro Marinskij di S. Pietroburgo, il compositore ebbe occasione di presentare la musica in forma di una Suite già nel marzo del 1892, ottenendo un ampio successo: la suite originale comprende, oltre alla breve ouverture, una serie di danze caratteristiche, e si conclude con il famoso “Valzer dei fiori”. Il coreografo Petipa fu abile nel conservare il doppio piano della realtà e della finzione fantastica: questa tensione psicologica permise a Čajkovskij di ricreare con la musica il significato profondo del racconto infantile. Biografie: La giovane sassofonista Asya Fateyeva è nata a Kertsch, Crimea (Ucraina) nel 1990. Inizia con lo studio del pianoforte presso la Scuola di Musica di Kertsch ma nel 2000 prosegue con il sassofono prendendo lezioni da G. Laptev. Nei tre anni successivi studia alla Simferopol Music School nella classe di sassofono di L. Russanowa. Dal 2003 al 2004 prende lezioni con la Prof.ssa M. Shaposhnikova alla Gnessin Special School of Music di Mosca. Dal 2005 al 2007 studia presso la Scuola Superiore di Musica di Colonia, allieva del Prof. Daniel Gauthier. Dal 2001 è stata invitata a partecipare a vari festival in Ucraina, Russia, Francia, Svizzera e Germania. Asya ha suonato con molte orchestre da camera e sinfoniche come la Krim Philharmonic Orchestra, Kiev National Orchestra, Ankara Symphony Orchestra, Bochum Symphoniker, Staatstheater Kassel Symphony Orchestra, orchestre da camera quali "The Seasons" e "Moscow Virtuosi" (diretta da Vladimir Spivakov) e la BSO (Big Symphony Orchestra di Mosca, diretta da Vladimir Fedoseyev), Bergische Symphoniker, Istanbul Symphony Orchestra etc. Asya ha partecipato attivamente all'attività concertistica della International Charity Foundation intitolata a Vladimir Spivakov. Ha vinto molti premi in Russia e Germania, tra cui l'ultimo, in ordine di tempo, il primo premio al Concorso Yamaha di Amburgo del 2007. Uno tra i più giovani e promettenti direttori russi, Evgeny Bushkov ha ricevuto dapprima importanti lodi come violinista, vincendo prestigiose competizioni internazionali fra le quali Wieniawski (1986), Queen Elizabeth (1989), Čaikovskij (1990), e il Primo Premio Henryk Szeryng Foundation Award (1992). Successivamente, ha trasferito il suo grande talento e il raffinato gusto artistico dal violino alla direzione. Le sue indubbie capacità, come anche l’aspirazione all’integrità e la ricerca di un’autentica interpretazione, hanno attirato l’attenzione del Direttore Dmitry Kitajenko. Evgeny Bushkov ha collaborato con importanti orchestre sia sinfoniche sia da camera e si è esibito in importanti sale da concerto internazionali: Interlochen Arts Academy, University of North Texas, e Northwestern University (USA), l’Orchestra del Festival International de Luxeuil (Francia), Orchestra Sinfonica Internazionale Metro Philharmonic e Pan Asian Symphony Orchestra (Hong Kong), The Nizhny Novgorod State Philharmonic Society (Russia), come anche con le orchestre da camera Musica Viva e Amadeus di Mosca. Recentemente Evgeny Bushkov è diventato Direttore dell’Orchestra Sinfonica di Stato Novaya Rossiya a Mosca. Al debutto con l’orchestra, nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca nel febbraio 2004, sono seguiti più di ottanta concerti in Russia e all’estero. Evgeny Bushkov ha collaborato con importanti solisti come Elisso Virsaladze, Natalia Gutman, Barry Douglas, Debora Voygt, Vladimir Tchernov, Denis Matsuev, Alexey Liubimov per menzionarne solo alcuni. Yury Bashmet lo invita regolarmente a dirigere composizioni di Kancheli, Bruch, Ledenev, Felzer. Insieme hanno tenuto la prima mondiale delle opere per viola di Karmanov e Gorelova. Tra i momenti salienti dell’ultima stagione ricordiamo le acclamate esibizioni tenute presso il Musikverein di Vienna, la Prima del Requiem di Alemdar Karamanov nella Čajkovskij Concert Hall di Mosca, il tour in Italia con l’Orchestra Sinfonica del Venezuela, la performance del Requiem di Verdi a Mosca con la partecipazione della mezzosoprano italiana Daniela Barcellona, l’invito alla Novosibirsk Symphony Orchestra per il concerto In Memoriam di Arnold Katz. Oltre all’attività concertistica, Evgeny Bushkov ha creato una rassegna concertistica per sensibilizzare i bambini all’ascolto musicale, iniziativa che ha riscosso enorme successo e che ha incontrato il favore di pubblico e critica. |
| sabato 19 dicembre 2009 ore 15.30 Rassegna Crescendo in Musica UN SOGNO IN MUSICA Lo Schiaccianoci Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij In collaborazione con Fnasd - Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi voce recitante Nicola Olivieri Direttore Kirill Vishnyakov regia Arturo Cannistrà Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 19 dicembre 2009 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 La Verdi augura Buon Natale ai bambini con Lo Schiaccianoci di Čajkovskij Sabato 19 dicembre alle ore 15.30, la Verdi saluta i bambini dell’Auditorium di Milano con uno spettacolo di musica e danza, diventato il simbolo di Natale, Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, uno tra i balletti più conosciuti e amati. Nato dalla collaborazione con Fnasd - Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, lo spettacolo, per la regia di Arturo Cannistrà, porterà sul palco i bambini e i ragazzi delle scuole di danza che si esibiranno sulle note dei brani più famosi de Lo schiaccianoci, tra cui il Valzer dei fiocchi di neve, la Danza cinese, il Valzer dei fiori. Il concerto con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi sarà diretto da Kirill Vishnyakov, dal 1994 viola di fila della Verdi. Lo schiaccianoci, tratto dal racconto di E.T.A. Hoffmann “Lo schiaccianoci e il re dei topi”, nell’adattamento di Alexandre Dumas padre, è il terzo balletto di Čajkovskij. Iniziato nel 1891, fu terminato l’anno seguente. Mentre la prima del balletto ebbe luogo solo il 18 dicembre 1892 al Teatro Marinskij di S. Pietroburgo, il compositore ebbe occasione di presentare la musica in forma di una Suite già nel marzo del 1892, ottenendo un ampio successo. Il coreografo Petipa fu abile nel conservare il doppio piano della realtà e della finzione fantastica: questa tensione psicologica permise a Čajkovskij di ricreare con la musica il significato profondo del racconto infantile. La giovane protagonista, Clara, riceve in dono la vigilia di Natale dal padrino Drosselmeyer uno schiaccianoci. Con il suo giocattolo si addormenta e sogna di difenderlo dall’attacco di un esercito di topi. Lo schiaccianoci si trasforma in un bel principe che la conduce in un viaggio fantastico. Dopo una tempesta di fiocchi di neve i due giungono nel regno dei dolci dove vengono accolti dalla Fata Confetto che li festeggia con un divertissement. Al risveglio Clara si accorgerà che era tutto un sogno e si ritroverà con il suo schiaccianoci in braccio. Biografia Kirill Vishnyakov ha iniziato gli studi di violino all’età di 7 anni presso la Scuola Statale Musicale di Mosca. Si è diplomato come violista presso il Collegio Musicale ”Gnesin” di Mosca nel 1992. Nel 1994 si trasferisce a Milano dove nel 1996 consegue il diploma di viola presso il Conservatorio di Milano G.Verdi, sotto la guida del M° Tito Riccardi. Negli anni 1998-99 si perfeziona con il M° Diederik Suys – prima viola dell’orchestra dell’Opera National de Paris. Attualmente si sta perfezionando con M° Danilo Rossi all’Accademia di Musica di Pavia Ha ricevuto le prime lezioni di direzione d’orchestra dal M° Boris Kopròv, presso il Collegio Musicale ”Gnessin” di Mosca nel 1990 .Ha poi proseguito gli studi presso l’Università Statale di Pedagogia Musicale, dove per due anni si è dedicato agli studi di direzione del coro. Dal 2000 al 2002 ha frequentato il corso professionale di Direzione d’Orchestra tenuto dal M° Pierangelo Gelmini presso la Nuova Scuola di Musica di Cantù. Dal 2003 si è perfezionato con Massimiliano Caldi a Milano, dal 2005 con Roberto Benzi a Parigi e dal 2007 con Damian Iorio a Milano. Dal 1990 al 1993 è stato prima viola dell’Orchestra da Camera “Giovani Virtuosi” di Mosca. Dal 1994 è membro stabile dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in qualità di viola di fila. Oltre a una intensa attività sinfonica, insieme all’orchestra ha avuto notevoli esperienze di produzioni operistiche come per esempio Cosi fan tutte di Mozart in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, ultima regìa di G. Strehler. Sempre con l’orchestra ha partecipato a vari progetti discografici, come l’Integrale delle Sinfonie di Šostakovič con Oleg Caetani, Canzoni sacre con Domingo, Viotti per Deutsche Grammophon, varie registrazioni con Riccardo Chailly per Decca. Dal 2000 al 2007 ha partecipato alla rassegna musicale “Vendemmia in musica” a Montalcino dove ha partecipato, tra gli altri programmi, all’esecuzione integrale delle Sonate per viola e cembalo di Bach.Nel 2004-2005 ha collaborato con l’associazione “Apollo e Dioniso” al progetto ”Festival della cultura russa”, con un programma di trascrizioni per violino e viola di brani della musica russa. La prima esperienza di direzione d’orchestra è avvenuta nel marzo del 2002 a Cantù con l’Orchestra di Bacau con musiche di J. Strauss. Ma il vero debutto in Italia è avvenuto nell’aprile del 2005 quando ha diretto l’Orchestra Filarmonica Europea di Gallarate in un concerto di musiche mozartiane. A giugno dello stesso anno ha diretto a Melegnano musiche di Vivaldi, Mercadante, Haendel e Haydn. Successivamente ha partecipato all’allestimento di Macbeth di G.Verdi con l’Orchestra Filarmonica Europea, in qualità di preparatore dell’orchestra e del coro. Con la stessa compagine si è esibito nel 2006 e nel 2007, dirigendo la fiaba musicale di Prokof’ev Pierino e lupo. Ha poi diretto un concerto della stagione sinfonica Gallarate (Li due baroni di roccazzurra di Cimarosa, il Concerto per flauto e arpa e la Sinfonia n. 40 di Mozart). Il 18 marzo del 2008 ha diretto l’Orchestra Cantelli nel concerto pasquale per il Comune di Milano, Stabat Mater di G. B. Pergolesi. Arturo Cannistrà è il Responsabile Artistico Progetti Speciali F.n.a.s.d. E’ nato a Messina nel 1961 e studia presso l’Accademia Nazionale di Danza diretta da Giuliana Penzi; dal 1978 al 1980 è solista con il Gruppo Stabile dell’Accademia Nazionale di Danza. Dal 1980 al 1984 fa parte del corpo di ballo del Teatro Comunale di Firenze diretto da Eugene Poliakov e danza in qualità di solista e primo ballerino, esperienza che gli offre la possibilità di danzare accanto a primi ballerini del calibro di Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Patrick Dupond e Margot Fonteyn. Balla con Alessandra Ferri in Romeo e Giulietta, con Elisabetta Terabust e con Luciana Svignano. Con la Compagnia Aterballetto, ha partecipato a trasmissioni televisive quali Domenica in, I miti, Momenti di gloria e lo sceneggiato TV sulla vita di Giuseppe Verdi. Dal 1990 si dedica all’insegnamento di classico e contemporaneo, laboratori coreografici e seminari su danza e teatro. Dal 2002, in qualità di Responsabile Artistico, cura l’ideazione, la realizzazione, la supervisione artistica e la regia di produzioni nate dalla collaborazione tra la Fondazione Nazionale della Danza e la Federazione Nazionale delle Associazioni delle Scuole di danza (F.n.a.s.d.). Dal 2003 è Responsabile Artistico dei Progetti Speciali della Fondazione Nazionale della Danza / Compagnia Aterballetto. |
| Giovedì 10 dicembre 2009 ore 20.30 Venerdì 11 dicembre 2009 ore 20.00 Domenica 13 dicembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Vasily Kalinnikov Sinfonia n. 1 in Sol minore Nicolaj Miaskovskij Concerto in Do minore per violoncello e orchestra op. 66 Dmitrij Šostakovič Il bullone, suite per orchestra op. 27/a Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Alexander Kniazev Direttore Alexander Vedernikov Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 10 dicembre 2009 ore 20.30 Venerdì 11 dicembre 2009 ore 20.00 Domenica 13 dicembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Percorso russo: dai colori di Kalinnikov all’ironia di Šostakovič Programma interamente russo questa settimana all’Auditorium di Milano, dedicato a brani di autori poco conosciuti, come Kalinnikov e Miaskovskij che si affiancano a Šostakovič, uno dei compositori più eseguiti dalla Verdi. Sul podio Alexander Vedernikov, direttore di fama indiscussa, nominato dal 2001 al 2009 Direttore Musicale e Direttore Principale del Teatro Bolshoi di Mosca. Il concerto si apre con la Sinfonia n. 1 di Vasilij Kalinnikov, autore russo della seconda metà dell’800. Il brano è la sua composizione più conosciuta ed eseguita, tanto da essere ormai entrata a far parte del grande repertorio sinfonico. Segue il Concerto per violoncello e orchestra di Nicolaj Miaskovskij, autore della metà del ‘900, che fu inizialmente tacciato di formalismo da parte della gerarchia sovietica. Solista del concerto il violoncellista Alexander Kniazev, vero erede di Mstislav Rostropovich, che ha iniziato a studiare il violoncello all’età di sei anni con Alexander Fedorchenko per poi diplomarsi al Conservatorio di Mosca nel 1986. Chiude il concerto la suite tratta dal balletto Il bullone di Šostakovič, satira graffiante e corrosiva dell’immagine del regime sovietico. Mercoledì 9 dicembre 2009, ore 18.00 Conferenza a ingresso libero Foyer dell’Auditorium di Milano “Basta un bullone per sabotare un’industria: nel racconto-balletto di Šostakovič” A cura di Fausto Malcovati, docente di Letteratura Russa all’Università Statale di Milano, e Mario Marcarini, storico della musica. Programma: La Sinfonia n. 1 fu scritta da Vasilij Kalinnikov tra il 1895 e il 1896, nei primi anni di soggiorno in Crimea. Eseguita per la prima volta l’anno successivo a Kiev, Kalinnikov la dedicò al suo mentore e buon amico Krouglikov, che nei primi anni trascorsi a Mosca era stato anche suo insegnante. È sempre stata la sua composizione più conosciuta ed eseguita, ed è ormai entrata a far parte del grande repertorio sinfonico russo (anche Arturo Toscanini nel 1943 la volle dirigere con la sua NBC Symphony Orchestra). Tutto lo spirito e l’atmosfera incantata dei paesaggi sconfinati della Russia dell’Ottocento risuonano nella musica di Kalinnikov, compositore e fagottista, cantore della tradizione musicale popolare della sua terra natia. Fu musicista molto stimato dai contemporanei e dai colleghi, come Čajkovskij e Rachmaninov. Il Concerto in Do minore per violoncello e orchestra di Nicolaj Miaskovskij è dedicato a Sviatoslav Knusevitski, pilastro del Trio Oistrakh. Scritto tra il 1944 e il 1945, è diviso in due movimenti: il primo è un Largo cupo e doloroso, ciakovskiano anche nel contrappunto melodico e nel malinconico reclinare, il secondo tempo alterna ritmi forti e canto, ora largo ora eccitato ora sognante. Dopo dieci anni di Accademia militare, Miaskovsky si dedica agli studi musicali al Conservatorio di San Pietroburgo nelle classi di Glière, Lyadov e Rimski-Korsakov, grande amico del compagno di studi Prokof’ev. Tra i generi musicali più amati e diffusi in Unione Sovietica nell’era di Stalin, opera e balletto occupano un posto di primo piano. Sia Prokof’ev che Šostakovič vi dedicarono un’attenzione tutt’altro che marginale. Rispetto alle scelte “classiche” e fortunate del primo, quelle di Šostakovič furono però improntate a un certo filone “modernista” che non ebbe certo uguale fortuna. Nel 1931 vede la luce il suo secondo balletto, Il bullone, uno spettacolo coreografico in tre atti con la sceneggiatura di Viktor Fëdorovič Smirnov e le coreografie di Fyodor Lopukhov, ambientato in una fabbrica. Šostakovič trasse una suite dal balletto solo in un secondo tempo, nel 1933. L’incedere ritmico costante e travolgente di questa pagina è destinato a generare nel pubblico una tensione crescente e positiva che non mancherà di sfociare in un entusiastico applauso finale. Biografie: Dal 2001 al 2009 Alexander Vedernikov è stato Direttore Musicale e Direttore d’Orchestra Principale del Teatro Bolshoi di Mosca e si deve alla sua guida la ritrovata fama di eccellenza artistica del Teatro. In questo teatro ha diretto diverse produzioni tra cui: Adriana Lecouvreur (2002), Khovanshchina (2002), Turandot (2002), Ruslan and Ludmila (2003), The Fiery Angel di Prokofiev (2004), The Flying Dutchman (2004), The Children of Rosenthal di Leonid Desyatnikov (prima assoluta, opera commissionata dal Teatro Bolshoi), War and Peace di Prokofiev (2005/2006), Cinderella di Prokofiev (2006), Evgenij Onegin di Caikovskij (2006) e un nuovo allestimento di Boris Godunov nell’orchestrazione originale di Mussorgsky (2007); inoltre brani dalle opere di Wagner, musiche di Richard Strauss, Alban Berg, Dmitry Shostakovich, Georgy Sviridov. Ha diretto lunghe tournée, tra cui una in Germania a febbraio 2007, una stagione di opera e balletto alla Royal Opera House, Covent Garden, nel luglio 2006 (in cartellone anche The Fiery Angel e Boris Godunov), in cui si è messa particolarmente in luce l’orchestra per l’eccezionale livello delle sue esecuzioni. Ha avuto un successo alla Scala dirigendo di recente un’opera e concerti sinfonici. Oltre a svolgere un’attività di grande successo in Russia, Vedernikov dirige in tutto il mondo. Le ultime stagioni hanno visto le sue collaborazioni con la London Philharmonic, la Bayerischer Rundfunk Symphony Orchestra (sulla richiesta personale di Mariss Janssons’), Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra della Svizzera Italiana (con Martha Argerich per il Progetto Martha Argerich in Lugano), la Netherlands Philharmonic, la Stockholm Philharmonic, la Gothenburg Symphony, la Hamburg Philharmonic, l’Orchestra del Teatro Comunale Cagliari. Inoltre, è stato direttore ospite di prestigiose formazioni internazionali, tra cui la NHK Symphony Orchestra, la Staatskapelle Dresden, Montreal Symphony, Sydney Symphony, Tokyo Philharmonic Orchestra, la BBC Scottish Symphony Orchestra, la Royal Scottish National Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la Danish Radio Symphony Orchestra/DR, Bergen Philharmonic, Budapest Symphony e l’Orchestra del Teatro Colon. Per la stagione 2006/07 la sua agenda prevede inviti dalla London Philharmonic Orchestra, Bayerischer Rundfunk (dietro richiesta personale di Mariss Jansons), Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra della Radio Svizzera Italiana (con Martha Argerich nell’ambito del Progetto Martha Argerich a Lugano), Netherlands Philharmonic, Stockholm Philharmonic, Hamburger Symphoniker e programmi sinfonici con i Teatri Comunali di Firenze e Cagliari. In ambito lirico Alexander Vedernikov è stato invitato da prestigiosi teatri, tra cui La Scala, Teatro Regio di Torino, Teatro Comunale di Bologna, La Fenice di Venezia, Opera di Roma. Nel 2005 ha debuttato all’Opéra Bastille di Parigi, dirigendo un nuovo allestimento di Boris Godunov, con la regia di Francesca Zambello. Nato a Mosca, in una famiglia di musicisti (suo padre era il basso Alexander Vedernikov, solista del Bolshoi, e sua madre l’organista Natalya Gureyeva, docente del Conservatorio di Mosca), Alexander Vedernikov si è diplomato al Conservatorio di Mosca dopo aver seguito anche corsi di specializzazione. Nel periodo 1988-90 ha diretto al Teatro Musicale Stanislavsky e al Teatro Nemirovich-Danchenko, mentre contemporaneamente (1988-95) è stato assistente del direttore principale e direttore associato dell’Orchestra Sinfonica Caikovskij, che ha diretto in numerosi concerti in Russia e portato in tournée internazionali (Austria, Germania, Grecia, Turchia e Regno Unito). Nel 1995 ha fondato la Russian Philharmonia Symphony Orchestra, di cui è stato Direttore Artistico e Direttore Principale fino al 2004. Ha diretto State Symphony Orchestra di Rossia e Academic Symphony Orchestra di San Pietroburgo. Dal 2003 fa parte del collegio di direttori d’orchestra della Russian National Orchestra, con la quale è stato in tournée in Francia, Germania e Stati Uniti. Nel gennaio 2004, all’interno di un tour di nove città con la Russian National Orchestra, Vedernikov ha debuttato alla Carnegie Hall e al Kennedy Center di Washington. Nella stagione 2009/2010 è previsto la collaborazione con molte orchestre quali London Philharmonic, Danish National Symphony, Sydney Symphony, BBC Symphony, Orchestre Philharmonique de Radio France, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, City of Birmingham Symphony e National Symphony Orchestra a Washington DC. In settembre 2009 assumerà il ruolo del Direttore Principale dell’Odense Orchestra in Danimarca. Il vero erede di Mstislav Rostropovich, Alexander Kniazev è nato a Mosca nel 1961, ha iniziato lo studio del violoncello all'età di sei anni con Alexander Fedorchenko, diplomandosi al Conservatorio di Mosca nel 1986. Nel 1991 ha concluso anche gli studi di organo al Conservatorio di Nizhny-Novgorod con G. Kozlova. Premiato in numerosi concorsi tra i quali Vilnius, Cassado, il Concorso di musica da camera di Trapani, il Cajkovskij di Mosca e quello di Pretoria. Ha suonato con direttori come Svetlanov, Temirkanov, Rostropovich, Bashmet, Fedoseyev, Neeme Järvi, Kurt Masur e collaborato con le maggiori orchestre europee fra cui Royal Philharmonic Orchestra, Göteborg Symphony, Orchestra del Bayerischer Rundfunk, Russian State Symphony Orchestra, Filarmonica di San Pietroburgo, Orchestre National de France e Prague Philharmonic Orchestra. Si dedica anche alla musica da camera, suonando con Evgenij Kissin, Vadim Repin, Boris Berezovsky, Dmitri Makhtin, Nicolai Lugansky, Plamena Mangova. Alexander Kniazev si esibisce in trio con Boris Berezovsky e Dmitri Makhtin in palcoscenici prestigiosi quali Concertgebouw (Amsterdam), Palace of Fine Arts di Bruxelles, Wigmore Hall di Londra, Festival di Salisburgo, e suonerà prossimamente al Lincoln Center di New York. Nel marzo 2009 si è esibito al Musikverein di Vienna con Vladimir Fedoseyev, alla Salle Pleyel di Parigi con il Concerto di Dvorak, al Montpellier Festival in luglio con Evgeny Kissin e Silvia Marcovici. Nel 2010, Alexander Kniazev suonerà le suite di Bach alla Filarmonica di San Pietroburgo. Il Trio ha registrato un Dvd dedicato a Tchaïkovsky, che ha ricevuto il «Diapason d’or». Il disco dedicato a «Schelomo» di Ernest Bloch con la Russian State Symphonic Orchestra/Svetlanov, è stato lodato dalla critica e il disco dedicato a Max Reger è stato giudicato tra i migliori dalla rivista francese «Répertoire». Le registrazioni con Warner Classics includono le Suite di Bach, il Trio n. 2 di Shostakovitch e il Trio Elégiaque di Rachmaninov con Boris Berezovsky e Dmitri Makhtin, vincitore del «Gramophone prize», «Diapason d’Or» e «Echo Award». Ha poi registrato un album Tchaïkovsky con la Chamber Orchestra of Moscow/Constantin Orbelian e i trii di Mendelssohn. E’ in uscita per Lontano/Warner Classics International il Concerto di Dvorak con la Tchaïkovsky Symphony Orchestra diretta da Vladimir Fedoseyev. |
| Comunicato stampa giovedì 3 dicembre ore 18.00 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Gustav Mahler - Philip Gossett presenta il libro Dive e maestri. L'opera italiana messa in scena il Saggiatore Intervengono Franca Cella e Armando Torno - ingresso libero - «Questo è “l’indispensabile”. Il libro di cui esecutori, studiosi e appassionati non possono fare a meno. Sono entusiasta di averlo.» Marilyn Horne «Sapevo che Philip Gossett è un ottimo musicologo, ora scopro che è un fantastico narratore. Dive e maestri non è soltanto un libro erudito, ma una storia che prende e affascina come un romanzo. Cantanti, direttori d’orchestra, registi, personaggi reali o immaginari sono dipinti con ironia (e autoironia).» Bruno Bartoletti Questo libro è il racconto affascinante della rappresentazione dell’opera lirica, attraverso i successi – e talvolta i fallimenti – della carriera di Philip Gossett, massimo esperto di allestimenti dell’opera italiana. Dive e maestri fa luce sui mille intrecci e sugli scandali che di frequente accompagnano quella grande impresa che è la messa in scena. Gossett delinea la storia sociale dei teatri italiani dell’Ottocento, svela il processo creativo – a volte immediato, altre laborioso – dei compositori. Rivela come le trattative dietro le quinte, tra gli studiosi delle opere, i direttori e gli artisti, siano spesso decisive nell’allestimento delle produzioni. Che cosa significa parlare della messa in scena di un’edizione critica? Come si determina quale musica suonare quando esistono molte versioni della stessa opera? Che cosa implica decidere di tagliare dei passi per un’esecuzione? Oltre a questi aspetti critici, spesso controversi, l’autore approfondisce anche i problemi di ornamentazione e trasposizione delle parti vocali, di traduzione e adattamento, senza tralasciare le scelte della regia e della scenografia. Grazie a un lavoro appassionato e competente, Gossett arricchisce la narrazione con le cronache delle sue esperienze personali presso i maggiori teatri lirici del mondo, dal Metropolitan di New York all’Opera di Santa Fe, e delle sue consulenze ad associazioni prestigiose, quale il Rossini Opera Festival di Pesaro. Dive e maestri incanterà i melomani più esigenti come i neofiti in cerca di una guida affidabile che li introduca in un mondo dal fascino senza tempo. Philip Gossett, musicologo e storico della musica, insegna alla University of Chicago e alla Sapienza di Roma. Fra i massimi esperti di opera italiana del diciannovesimo secolo, per trent’anni ha curato l’Edizione critica delle opere di Gioachino Rossini, pubblicata dalla Fondazione Rossini. Attualmente è impegnato nell’edizione critica delle Opere di Giuseppe Verdi, una coproduzione fra Casa Ricordi e la University of Chicago Press, e dei Works of Gioachino Rossini (Bärenreiter-Verlag, Kassel). Nel 1998 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza civile conferita dal governo italiano. il Saggiatore/Collana La Cultura € 55,00 pp. 720 |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 13 dicembre 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte LA SECONDA SCUOLA DI VIENNA Anton Webern 6 pezzi op. 6 (esempi da A. Schoenberg, 5 Pezzi op. 16, A. Berg, Lulu-Suite primo movimento A. Webern, Passacaglia op. 1) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 13 dicembre 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Nuovo appuntamento della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte” con Francesco Maria Colombo Proseguono i discovery dedicati alla musica del Novecento con un nuovo appuntamento a cura del Maestro Francesco Maria Colombo. Ciascun incontro, della durata di poco più di un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto del brano scelto. Nella stagione 2009/2010 si affronteranno alcuni nuovi temi: la Germania, o meglio delle diverse “Germanie”; le scuole nazionali con Janacek e i compositori sovietici (Prokof’ev-Šostakovič), per concludere con Ligeti. Nell’occasione del 25 aprile verrà eseguita un’opera-simbolo delle avanguardie del Novecento, di enorme impegno tecnico e spirituale: “Il canto sospeso” di Luigi Nono su frammenti di lettere di lettere di condannati a morte della resistenza europea. Domenica 13 dicembre alle ore 11.00 il Maestro Colombo affronterà i 6 pezzi op. 6 di Anton Webern, con esempi da A. Schoenberg, 5 Pezzi op. 16; A. Berg, Lulu-Suite primo movimento; A. Webern, Passacaglia op. 1. Programma L’op. 6 venne composta da Anton Webern nell’estate 1909 e diretta per la prima volta da Schönberg a Vienna il 31 marzo 1913. Nell’op. 6 si approfondisce l’esplosione del suo nuovo mondo sonoro e si cominciano a profilare i caratteri, tesi ad una concentrazione e ad un’assolutezza lirica sempre più radicali. L’intensissima pregnanza di ogni gesto è inseparabile dalla qualità delle intuizioni timbriche, che definiscono le immagini non in senso impressionistico, come atmosfera sonora, ma come puro suono interiore. Questa è l’unica opera per grande orchestra composta da Webern e insieme ai pezzi dell’Opus 5, sono quelli che più facilmente hanno conquistato il pubblico tradizionale. Biografia Nella stagione 2009-2010 Francesco Maria Colombo prosegue il ciclo di 20 concerti con l'Orchestra Verdi dedicati al Novecento, inaugurando la seconda serie. È un'iniziativa senza precedenti in Italia, perché ciascun concerto comprende un'introduzione storico-estetica, l'analisi dei brani con esempi "live" dell'orchestra, e l'esecuzione completa. I 20 concerti sono trasmessi in televisione da Sky Tv, sul canale Classica. Sempre con l'Orchestra Verdi ha inciso un cd dedicato a musiche di Victor De Sabata, pubblicato dalla casa Universal nella scorsa primavera. Appena pubblicato, il cd ha vinto il premio della critica musicale italiana indetto dalla rivista “The Classic Voice” per la sezione “miglior debutto 2009”. Fra gli ultimi successi, si segnala l'apertura delle celebrazioni del bicentenario di Haydn a capo dell'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e del Coro Filarmonico di Praga, con l'esecuzione della Trauer-Symphonie e della Harmonie Messe. Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai, e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con The Telephone e The Medium, per la regia del compositore stesso. Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 40 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Albania, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto (Maria Padilla di Donizetti, Orazi e Curiazi di Mercadante, e nella stagione 2009-10 Roberto Devereux di Donizetti), e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano (Tosca, La Bohème, Italian Gala). Il suo più recente impegno operistico è la produzione di Don Pasquale di Donizetti nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato Les Contes d'Hoffmann di Offenbach e Il Trovatore di Verdi. È particolarmente attivo in repertorio sinfonico, avendo diretto fra l'altro numerose opere sinfoniche di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Schumann, Dvorak, Grieg, Tchaikovsky, Rachmaninoff, Mahler, Richard Strauss, Stravinsky, Bartok, Sibelius, Prokofiev, Barber, Gershwin, Porter, Kern, Copland, Nielsen, Britten, Vaughan Williams, Respighi, Berio, Maderna, Messiaen. Si è concentrato in modo significativo sul repertorio francese eseguendo in moltissime occasioni i capolavori di Rameau, Berlioz, Bizet, Debussy, Ravel, Fauré, Saint-Saens, Satie, Poulenc, Milhaud, Hahn. Con un repertorio tutto francese (Bizet, Fauré) sarà in novembre sul podio dei Pomeriggi Musicali di Milano. A partire dal 2002, ha stabilito un rapporto continuativo con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che ha diretto in tutte le stagioni, sia nella stagione sinfonica sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia un concerto celebrativo di Natale nel Duomo di Milano. Prossimo appuntamento: domenica 28 febbraio 2010 ore 11.00 GERMANIE I Kurt Weill Kleine Dreigroschenmusik Esempi da: Kurt Weill Lieder |
| Domenica 6 dicembre 2009 ore 11.00 RASSEGNA HAYDN LA SOCIETÁ Sinfonia n. 92 in Sol maggiore Oxford Concerto per violino e orchestra n. 4 in Sol maggiore Sinfonia n. 104 in Re maggiore Londra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Luca Santaniello Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Domenica 6 dicembre 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00/5,00) Nuovo appuntamento della Rassegna Haydn diretta dal Maestro Giuseppe Grazioli La Rassegna Haydn nasce in occasione del bicentenario della morte dellartista con lintento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno degli appuntamenti che compongono il ciclo, iniziato a novembre e in programma fino a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dallautore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro. Ogni appuntamento sarà preceduto da unintroduzione del Maestro Giuseppe Grazioli e di Giancarlo Lacchin, ricercatore di Estetica allUniversità degli Sudi di Milano. Come ha spiegato Giuseppe Grazioli: Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi. Il secondo concerto, domenica 6 dicembre alle ore 11.00, vedrà in programma la Sinfonia n. 92 in Sol maggiore Oxford, lavoro di vaste proporzioni che conclude, con tutta probabilità, la lunga e feconda carriera di Haydn quale compositore di corte presso il castello di Esterhàza. La Sinfonia fu concepita fra il 1788 e il 1789 e lampiezza della partitura, unitamente alla concezione grandiosa, furono fra i motivi per cui il musicista austriaco la scelse quale biglietto da visita per aprire la sua prima stagione in terra inglese, con un concerto tenutosi a Londra l11 marzo 1791. Segue il Concerto per violino e orchestra n. 4, composto tra il 1761 e il 1765. Il concerto è nato per il virtuoso dellorchestra di corte, il Konzertmeister italiano Luigi Tomasini. Il genere del concerto occupa un posto storicamente importante nella vasta produzione di Haydn, anche se i suoi esiti artistici sono forse discontinui a causa di una sua certa difficoltà nellimpiego del contrasto, lelemento caratterizzante dello stile concertistico; infatti, più che sul dualismo tra solo e tutti, il linguaggio e la concezione della forma di Haydn si fondano su un impiego compatto del materiale musicale, spesso elaborato sin nelle fibre più intime, quasi mai però messo in contrapposizione ad altro. La Sinfonia n. 104 del 1795, lultima del compositore, porta da sempre il titolo London, scritto di pugno di Haydn sulla prima pagina della partitura, anche se forse indica semplicemente il luogo di composizione. Mi interessava stupire il pubblico con qualche novità confessò il vecchio Haydn a proposito della sinfonia n. 103. Ma queste sorprese, il grottesco e nuovo, che forse caratterizza lo stile di Haydn, sono riscontrabili nella Sinfonia n. 104. Si articola in quattro tempi iniziando con una lenta introduzione in modo minore e riservando il maggiore giocoso allesordio vero e proprio dellAllegro. Il secondo tempo e un Andante nella forma tema e varizioni, mentre il terzo tempo, il Minuetto, appare in forma tripartita seguendo lo schema A-B-A. LAllegro spiritoso del finale è una citazione: il tema iniziale riprende una vecchia ballata slava. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione dorchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dellOpera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dellEnte Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi dYs, Don Carlo, LItaliana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, Lheure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, LEtoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto lOrchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del 900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: lopera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con lOrchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E appena stata pubblicata per letichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con lOrchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor allOpera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dellOpera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (Lelisir damore), allUniversità di Yale (Il Trittico e A Midsummer Nights Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo allOpera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Luca Santaniello ha intrapreso lo studio del violino alletà di sei anni sotto la guida della prof.ssa Lucina Invernizzi che lo ha seguito sino al diploma; ancora studente ha ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali. Diplomatosi quale privatista al Conservatorio G. Verdi di Milano nel 92 si è perfezionato nei due anni successivi a Sion in Svizzera, sotto la guida del maestro Tibor Varga. Ha frequentato in seguito i corsi del maestro Pavel Vernikov e per due anni il corso di violino di spalla con il maestro Giulio Franzetti a Fiesole. Quale violinista del Trio Felix ha conseguito con il massimo dei voti e la lode il diploma allAccademia di alto perfezionamento a Pescara; con la stessa formazione ha vinto tre concorsi nazionali e due internazionali e ha ottenuto un contratto discografico per la realizzazione di un CD. Ha collaborato con le più prestigiose orchestre italiane, e si è esibito in numerosi teatri in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Austria e Germania. Attualmente è spalla dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con la quale ha collaborato con direttori e solisti di fama mondiale tra cui Giulini, Chailly, Prêtre, Muti, Gergiev, Rostropovich, Argerich, Accardo, Joshua Bell, Blacher, Dindo, Brunello e altri. Con la stessa formazione diretta dal maestro R. Chailly ha inciso per la Decca il solo de I lombardi alla prima crociata di Verdi, nella stagione 2002-2003 si è esibito come solista con un violino Stradivari del 1703 appartenuto a J. S. Bach e ha suonato nelle sale più prestigiose dEuropa, Sud America e Giappone. Come primo violino del Quartetto darchi dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ha inciso un cd con trascrizioni di brani di Jimi Hendrix, Janis Joplin e dei Beatles. |
| Giovedì 3 dicembre 2009 ore 20.30 Venerdì 4 dicembre 2009 ore 20.00 Domenica 6 dicembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Sergej Prokof’ev Guerra e pace op. 91, ouverture Concerto n. 2 in Sol minore per pianoforte e orchestra op. 16 Antonín Dvořák Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 Dal nuovo mondo Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Kun Woo Paik Direttore Michael Schønwandt Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 3 dicembre 2009 ore 20.30 Venerdì 4 dicembre 2009 ore 20.00 Domenica 6 dicembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Tolstoj secondo Prokof’ev, l’America secondo Dvořák: da Guerra e pace al Nuovo Mondo Atteso ritorno all’Auditorium di Milano del Maestro Michael Schønwandt, attualmente direttore musicale dell’Orchestra Reale e del Teatro Reale dell’Opera di Copenaghen, e del pianista Kun Woo Paik, artista di fama internazionale, per il concerto dedicato a Prokof’ev e Dvořák in programma questa settimana. Il concerto si apre con l’ouverture di Guerra e pace di Prokof’ev, ambizioso progetto dal grande romanzo di Tolstoj, concepito dal compositore nell’estate del 1942 su libretto di Mira Mendel’son. Romanzo della vita e della morte, divenne per Prokof’ev simbolo del destino della Russia in piena guerra. A seguire, sempre di Prokof’ev, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, uno dei brani più amati dal pubblico e dai pianisti di tutte le generazioni: concerto fiero e malinconico, modernista quanto basta perché possa aver suscitato, alla sua prima nel 1924, critiche ed acclamazioni. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 9 Dal nuovo mondo di Dvořák, uno dei monumenti del sinfonismo romantico composto nel 1893. La serata del 3 dicembre è stata organizzata dalla Verdi, da BNL e dalle cinque società di Milano del gruppo BNP Paribas per sostenere, con il ricavato, Telethon, la Onlus che finanzia progetti di ricerca sulla distrofia muscolare e le malattie genetiche. Proprio da Milano, con questo concerto, parte un messaggio forte a favore della ricerca scientifica: una prima importante tappa degli oltre 1000 eventi che BNL, principale partner di Telethon, ha in programma per aiutare la raccolta fondi che si concluderà con la nota maratona televisiva dell’11 e 12 dicembre. Programma: Guerra e pace, opera in cinque atti, venne scritta da Sergej Prokof’ev durante la seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, su libretto di Mira Mendel’son dal romanzo omonimo di Tolstoj. L’opera presenta caratteri celebrativi ed epici sin dalle prime note dell’ouverture: un tema solenne dal ritmo di marcia, sottolineato dalle trombe, evoca immediatamente l’incombere della guerra, le campagne militari e l’incedere degli eserciti sul campo di battaglia. La partitura si apre, poi, verso momenti più lirici di carattere intimo e riflessivo. Tra sonorità scure, evocatrici di cupe minacce, affiorano frasi di limpida purezza, squarci di cielo sereno che gradualmente si rafforzano e, in una trionfale ripresa del tema iniziale, infondono la fiducia in un lieto fine: la ricompensa della liberazione per il popolo sovietico, e una concreta speranza, la pace. L’opera fu eseguita la prima volta, in forma integrale, nel 1959 a Mosca al Teatro Bolshoi. Scritto tra il 1912 e il 1913, il Concerto n. 2 in Sol minore per pianoforte e orchestra op. 16 di Sergej Prokof’ev fu riveduto e ampliato nel 1923. Venne eseguito la prima volta nella sua seconda versione, quella più corrente, a Parigi nel 1924 con l’autore come solista. Suscitò inizialmente una certa perplessità, a causa del linguaggio ironico e aggressivo, il divario con la tradizione romantica, l’eterodossia formale. L’aspetto costruttivo, curato ed espressivo, raggiunge il suo apice nel Finale dove il solista si esibisce in brillanti passi d’ottava e in salti d’ampi intervalli. La Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95, l’ultima delle sinfonie di Antonín Dvořák divenuta celebre con il titolo Dal Nuovo Mondo, fu composta tra il dicembre 1892 e il maggio dell’anno successivo a New York, dopo l’arrivo del compositore a New York nel “Nuovo Mondo”, dove il compositore era giunto nel settembre 1892 per prendere l’incarico di Direttore del National Conservatory di New York. Dvořák stesso dichiarò più volte di essersi ispirato, alle musiche tradizionali e popolari americane, anche se l’impianto melodico del lavoro non tradisce immediatamente questa origine. La Sinfonia Dal Nuovo Mondo venne eseguita la prima volta il 16 dicembre 1893 a New York. Biografie: Michael Schønwandt è attualmente direttore musicale dell’Orchestra Reale e del Teatro Reale dell’Opera di Copenaghen. Ha inoltre ricoperto l’incarico di Direttore Principale della Berliner Sinfonie-Orchester (1992-1998) e Direttore Ospite Principale del Teatro La Monnaie di Bruxelles (1984-87), dell’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Danese (1987-2000) e dell’Orchestra Reale Filarmonica delle Fiandre. Michael Schønwandt è nato a Copenaghen nel 1953. Nel 1979 è stato nominato Direttore Stabile del Teatro dell’Opera Reale Danese a Copenaghen con la quale ha diretto un vasto repertorio di opere liriche da Mozart a Ligeti. Oltre all’attività con il Teatro Reale dell’Opera di Copenaghen (dove tra i progetti realizzati vi è una nuova edizione della Tetralogia dell’Anello del Nibelungo per l’inaugurazione nel 2006 della nuova sala del teatro stesso), Michael Schønwandt ha diretto nei più famosi teatri lirici del mondo quali Royal Opera House Covent Garden, La Monnaie, Wiener Staatsoper, Opera di Parigi, di Nizza, di Stoccarda, di Colonia e Bayreuth per I Maestri Cantori. Il suo repertorio comprende Alceste, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Die Entführung aus dem Serail, Idomeneo, Fidelio, Der Fliegende Holländer, Parsifal, Tannhäuser, Macbeth, Otello, Falstaff, La Dama di PicchE, Turandot, Les Troyens, Salome, Elektra, Die Frau ohne Schatten, Jenufa, Le Grand Macabre di Ligeti e Maskarade di Nielsen. Michael Schønwandt svolge una intensa attività concertistica nel corso della quale si è esibito con orchestre importanti quali Berliner Philharmonisches Orchester, Wiener Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Radio Symphonieorchester Wien, Philharmonia Orchestra, London Philharmonic Orchestra, London Symphony Orchestra, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, Düsseldorfer Symphoniker, Staatsorchester Stuttgart, Orchestre de la Suisse Romande di Ginevra, Festival Orchestra di Budapest, Orchestre Philharmonique de Nice, Orchestre National de Lyon, Orchestre Philharmonique de Montecarlo, Orchestre Symphonique de la Monnaie di Bruxelles. Ha avuto anche impegni a Bonn, Zurigo, Stoccolma, Oslo, Graz e Roma. Michael Schønwandt ha una speciale propensione per la musica Danese; è considerato uno dei maggiori interpreti della musica di Carl Nielsen di cui ha diretto le registrazioni di tutte le sinfonie e concerti. Ha anche diretto le registrazioni di tutte le sinfonie di Niels Gade e di Weyse e diverse prime assolute delle musiche di compositori danesi. Altre prime assolute comprendono: il Terzo Concerto per violino di Henze con la Berliner Sinfonie-Orchester e più recentemente Concertante di György Kurtág e per il Teatro Reale dell’Opera di Copenaghen l’opera The Handmaid’s Tale di Poul Ruder che ha portato alla realizzazione di un cd che ha riscosso un ampio successo di critica. Michael Schønwandt ha diretto l’Orchestra Nazionale Sinfonica della Radiotelevisione Danese in diverse notevoli registrazioni eseguite per la Chandos, in particolare quella dell’opera Salome di Strauss eseguita nel 1999 e giudicata dal Gramophone Magazine la migliore mai effettuata di tale opera. Nel 2008 sono state realizzate le edizioni DVD della Tetralogia dell’Anello del Nibelungo e della Maskarade di Nielsen, entrambe con il Teatro Reale dell’Opera di Copenhagen. Per l’avvenire sono previsti, oltre alla attività continuativa al Teatro Reale dell’Opera di Copenaghen che include Falstaff e Lohengrin a Berlino, Elektra e La donna senz’ombra a Copenhagen, Katya a Stuttgard, La piccola volpe astuta e Lulu all’Opéra di Parigi, concerti con l’Orchestra Sinfonica della Radio Danese, con la Radio Kamer Filharmonie al Concertgebouw, con l’Orchestra Sinfonica de La Monnaie a Bruxelles, con l’Orchestra del Staatstheater di Stuttgart, con la Philharmonisches Staatsorchester di Amburgo e con la Royal Flanders Philharmonic Orchestra. Kun Woo Paik ha conquistato un grande prestigio internazionale per la profonda ispirazione e l’infallibilità tecnica con cui interpreta un vasto repertorio che spazia da Bach a Stockhausen, da Busoni a Scriabin, da Liszt a Messiaen. Ha debuttato alla Carnegie Hall e al Lincoln Center con l’integrale di Ravel per pianoforte solo e con orchestra. Nel 1974 ha debuttato a Londra con tre recital consecutivi e l'anno successivo alla Filarmonica di Berlino. Da allora ha suonato nelle più importanti sale e con orchestre prestigiose tra cui London Symphony, London Philharmonic, BBC Symphony, New York Philharmonic, Berliner Sinfonie-Orchester, St Peterburg, Oslo, Rotterdam e Warsaw Philharmonic, Orchestre de Paris, Orchestre National de France, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Nazionale Ungherese, Pittsburg Symphony e English Chamber Orchestra, collaborando con direttori quali Mariss Jansons, Sir Neville Marriner, Lawrence Foster, Wolfgang Sawallisch, Jiri Belohlavek, Mikhail Pletnev, Dmitri Kitaenko, James Conlon, John Nelson, Lorin Maazel e Eliahu Inbal. E’ ospite abituale dei principali festival: Berlin Festwochen, Zürich Tonhalle, Aix-en-Provence, Bath, La Roque d'Antheron, Colmar, Mostly Mozart, Montreaux, Ravinia, Aldeburgh. Con un ciclo di sei concerti dedicati a Liszt, realizzato a Parigi e a Londra, Kun Woo Paik ha creato un vero e proprio avvenimento musicale. Brigitte Massin (“Le Matin”) ha scritto in quella occasione che “... suonare Liszt, per Paik, è un viaggio mistico, un modo di entrare e far entrare il pubblico nel cuore dell'opera per vivere e riconoscere le pulsioni fondamentali che la animano.” Kun Woo Paik effettua regolarmente tournée in Asia, Australia e Nuova Zelanda. Nel 2000 ha eseguito a Seul la prima asiatica del concerto di Busoni per pianoforte e orchestra ed ha suonato con l'Orchestra Sinfonica Nazionale Cinese a Pechino, primo artista coreano ad essere ufficialmente invitato dal governo cinese. Torna regolarmente in Cina dove ha di recente eseguito l’integrale dei concerti di Rachmaninov (China Philharmonic/Long Yu) e delle sonate di Beethoven. Registra in esclusiva per Decca. E’ di prossima pubblicazione la registrazione dei concerti di Brahms (Czech Philharmonic - Eliahu Inbal, dir.). Nel 2007 Paik ha completato la registrazione delle 32 sonate di Beethoven (9 CD). La sua vasta discografia comprende l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Chopin, di Prokof’ev (Diapason d'oro e Prix de la Nouvelle Académie du Disque), e Rachmaninov (BMG); inoltre l'integrale dell'opera pianistica di Ravel e Musorgskij, ed opere di Liszt, Debussy, Fauré (Diapason d'oro), Poulenc, Hahn, Prokof’ev, Mendelssohn, Satie e Scriabin (Diapason d'oro). A giugno 2009 ha eseguito l'integrale dei concerti di Rachmaninov con l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo in due concerti ripresi dalla televisione satellitare Mezzo. Kun Woo Paik è nato a Seul dove ha tenuto il suo primo concerto a dieci anni eseguendo il Concerto di Grieg con l'Orchestra Nazionale della Corea. Nel 1961 si è trasferito a New York per studiare con Rosina Lhevinne alla Juilliard School. Attualmente Kun Woo Paik vive a Parigi. Nel 2000 gli è stato conferito il titolo di "Chevalier de l'ordre des arts et des lettres" dal governo francese. |
| COMUNICATO STAMPA martedì 1 dicembre ore 17.30 Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Gustav Mahler - Pietro Calabrese, Gianni Cervetti, Emanuele Macaluso, Gianni Riotta, Giuseppe Tornatore discutono sul libro Baarìa, il film della mia vita di Giuseppe Tornatore con Pietro Calabrese Rizzoli - ingresso libero - Martedì 1 dicembre lUniversità IULM di Milano conferirà al regista Giuseppe Tornatore una Laurea magistrale Honoris Causa in Televisione, Cinema e New Media, a seguito della designazione del suo film Baarìa - prodotto da Medusa Film, musiche di Ennio Morricone - come film rappresentante lItalia alla candidatura Oscar 2010. Per questa occasione, laVerdi ha organizzato la presentazione del libro di Giuseppe Tornatore, scritto con Pietro Calabrese, Baarìa il film della mia vita, edito da Rizzoli, martedì 1 dicembre alle ore 17.30 presso lAuditorium di Milano Fondazione Cariplo. Oltre agli autori del libro, saranno presenti il senatore Emanuele Macaluso, Gianni Riotta, direttore de Il Sole 24 Ore e Gianni Cervetti, Presidente della Fondazione laVerdi. Lincontro è dedicato in particolare al racconto del rapporto sentimentale e civile di Tornatore con Bagheria, con la Sicilia del dopoguerra nella quale il futuro regista crebbe, si formò e scoprì il cinema; alla grande ricchezza intellettuale di quel piccolo paese, la cui storia fu raccontata al giovane Tornatore anche da Renato Guttuso, originario anchegli di Bagheria; alla vita di unintera generazione, quella del padre Giuseppe, uscita - prima che dalla guerra - dal lavoro pesante, la miseria, la fame. Il mito positivo dellimpegno civico- per usare le parole di Tornatore - appreso dal padre, militante sindacalista e dai suoi compagni, perché è solo con la buona politica che si può migliorare la vita degli uomini. Ancora, la vita quotidiana della famiglia e del paese, le usanze antiche come quella di dare i figli in affitto nel tempo del pascolare, le regole nella scala sociale della Bagheria di quegli anni, i fascinosi racconti serali dei contastorie, i mestieri e i modi tipici, lattività politica. Una vera storia siciliana, una storia antica, come ha scritto del film Pietro Calabrese, siciliano a sua volta benché nato a Roma. Come siciliani sono Emanuele Macaluso, il quale, insieme a Girolamo Li Causi, (primo segretario del PCI siciliano), e Giuseppe Speciale (politico, giornalista e studioso di storia locale) fu amico di Tornatore padre, e Gianni Riotta, che proprio in Sicilia cominciò la sua carriera di giornalista. Tornatore è uno di quei siciliani schivi, chiusi, diffidenti. Teneri e dolcissimi fino alla spavalderia solo con le persone di cui si fida, e non sono molte. Anche lui aveva voglia di tirar fuori dalla bisaccia della sua vita ricordi e lontananze. E forse anche, io penso, rendere omaggio alla memoria dei suoi vecchi che, come leggerete, molto hanno contato nella sua formazione di uomo e di regista di successo mondiale. (Pietro Calabrese, Prefazione a Baarìa, il film della mia vita) Ho conosciuto bene il padre di Giuseppe Tornatore, che era segretario della Federbraccianti di Bagheria e lattore che lo interpreta è bravissimo. La storia è quella. Il fatto che mi colpisce positivamente, è che finalmente si vede e si capisce che tanti giovani nel dopoguerra non aderirono al Partito comunista italiano, e anche al Partito socialista, perché cera Stalin, ma perché volevano cambiare la loro condizione sociale, la società in cui erano vissuti i loro genitori e in cui vivevano anche loro. (Emanuele Macaluso, Il Riformista) Se ci vuole pena per distillare la saggezza, Baarìa fa piazza pulita delle polemiche da galoppini. Il boom economico distrusse larcaica civiltà contadina ma emancipò, con le utilitarie, il lavoro, la libertà scanzonata, milioni di italiani. Senza la riforma agraria per cui Peppino si batte sulle rocciose Madonie, i braccianti non avrebbero mai avuto la 500, ma una volta che la comprano vanno finalmente al mare e non più in corteo. Una vittoria per chi? Una sconfitta per chi?. (Gianni Riotta, Il Sole 24 Ore) |
| COMUNICATO STAMPA Mercoledì 25 novembre 2009 ore 20.30 Primo concerto Ciclo laVerdi Barocca Claudio Monteverdi Selva Morale e Spirituale, messa da cappella Francesco Durante Magnificat a quattro voci e basso continuo Giovanni Battista Pergolesi Stabat Mater, per soprano, mezzosoprano, archi e basso continuo Orchestra e Coro laVerdi Barocca Maestro del Coro Gianluca Capuano Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Mercoledì 25 novembre 2009 ore 20.30 Biglietti euro 25,00 (ridotto euro 10,00/17,50) Nasce laVerdi Barocca, la nuova compagine diretta da Ruben Jais - mercoledì 25 novembre ore 20.30, primo concerto - Al via i concerti del ciclo laVerdi Barocca diretti da Ruben Jais, 7 programmi per coro e orchestra eseguiti da un ensemble specializzato nellesecuzione della musica barocca, secondo un approccio filologico: mercoledì 25 novembre alle ore 20.30 il primo concerto. Il calendario - programmato da novembre ad aprile - propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Haendel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico. Così il Maestro Ruben Jais descrive questo nuovo progetto musicale: Da questanno sotto legida della Fondazione Verdi vede la luce un ensemble barocco. Cosa significa questa scelta? Innanzitutto un arricchimento della già vasta offerta culturale che laVerdi propone al suo numerosissimo pubblico di sostenitori ed amanti della musica 'colta'. laVerdi nella sua più che quindicennale attività ha spaziato nei secoli, dalla Musica di Bach a quella dei grandi compositori contemporanei fino a commissioni di prime assolute di compositori italiani ed esteri: allinterno di questa vastissima offerta ancora mancava un ensemble specializzato nellesecuzione della musica barocca secondo un approccio filologico. Ecco dunque questanno laVerdi Barocca nata per eseguire tale repertorio: Monteverdi della Selva Morale e Spirituale, Pergolesi dello Stabat Mater, Haendel del Messiah, Bach degli Oratori (Natale, Pasqua, Ascensione), Vivaldi dei concerti solistici, Mozart del grande repertorio corale. LEnsemble è costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del 600/700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Questo approccio offre, ovviamente, la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento allestrema ricchezza di dettagli di tale repertorio. Il Coro, che riveste un ruolo fondamentale in questa stagione, è diretto dal Maestro Gianluca Capuano, fine conoscitore della musica Rinascimentale e Barocca. Programma del primo concerto: CLAUDIO MONTEVERDI Selva Morale e Spirituale, messa da cappella Pubblicata a Venezia nel 1640, la Selva Morale e Spirituale raccoglie una serie di composizioni, prevalentemente sacre, scritte da Monteverdi nellarco di oltre trentanni e destinate non solo alla Cappella di San Marco, ma anche ad altre istituzioni musicali veneziane. Concepita come una grande antologia degli stili praticati allepoca, senza alcuna pretesa di organicità, la Selva Morale e Spirituale non avrebbe potuto essere concepita e pubblicata in nessun altro luogo allinfuori di Venezia. Nella città lagunare, infatti, lostentata autonomia e indipendenza dai dettami di Roma (linfluenza della musica teatrale e strumentale del tempo si estendeva anche allambito della musica sacra), si mescolava a composizioni in stile osservato, nella tradizione polifonia cinquecentesca a cappella. La Messa a quattro da cappella è per lappunto unopera concepita in questo stile ed è scritta per quattro voci soliste e basso seguente (che raddoppia cioè la voce più bassa). La Messa è formata dalle cinque parti dellOrdinarium Missae, quelle cioè che venivano sempre cantate in ogni circostanza, indipendentemente dal periodo dellanno liturgico in cui la Messa era eseguita. FRANCESCO DURANTE Magnificat a quattro voci Francesco Durante fu musicista stimatissimo al suo tempo; alla sua scuola si formarono alcuni dei più importanti compositori della scuola napoletana del diciottesimo secolo. Si dedicò esclusivamente allinsegnamento nei conservatori napoletani e alla composizione di musica strumentale e sacra. Come compositore di musica sacra, Durante tentò spesso una sintesi tra lo stile osservato alla Palestrina e il nascente stile galante, per il quale mostrava una evidente propensione, chiaramente espressa nelle sue composizioni strumentali. La sua ampia produzione sacra comprende anche nove Magnificat a quattro o cinque voci. Quello in programma, in Si bemolle maggiore, è forse il più celebre della serie ed è noto in una duplice versione, con accompagnamento dorchestra e di solo basso continuo. Il Magnificat faceva parte della liturgia vespertina e spesso era basato sulla parafrasi del Magnificat gregoriano. Il Magnificat in Si bemolle maggiore di Francesco Durante presenta una scrittura armoniosa, in cui la complessità polifonica sembra stemperarsi in unammirevole chiarezza di tessitura, di luminosa e tutta napoletana cantabilità. GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI Stabat Mater per soprano, contralto, archi e basso continuo Poche composizioni del diciottesimo secolo sono state mitizzate quanto lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. La morte prematura, avvenuta a soli ventisei anni nel 1736, contribuì a circondare questo autore e le sue opere di un alone di eccezionalità. Lo Stabat Mater ebbe nel corso degli anni decine di edizioni e non ha mai cessato di suscitare linteresse e lammirazione dei musicisti e degli ascoltatori. Pergolesi lo compose probabilmente poco prima della morte su commissione di un ricco e importante amateur, il Duca di Maddaloni, che desiderava sostituire lo Stabat Mater di Alessandro Scarlatti nel repertorio della sua cappella privata. La composizione godette da subito di immensa popolarità, al punto che persino Johann Sebastian Bach ne realizzò una parafrasi e nel 1810 Giovanni Paisiello ne curò un personale adattamento arricchendone lorganico strumentale con limpiego degli strumenti a fiato. Biografia: Il Direttore Ruben Jais, è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione dOrchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass allestero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dellOrchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa istituzione tra cui Storia in Musica, con lesecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale; Crescendo in Musica, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta e il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Ha diretto i grandi capolavori del periodo barocco e classico tra cui Johannes e Matthäuspassion di J.S.Bach, The Fairy Queen di H.Purcell, Requiem di W.A.Mozart, Sinfonie di F.J.Haydn e W.A.Mozart. Nel 2008 ha istituito lorchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nellesecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, lesecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale presso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, Festival internazionali organistici. |
| COMUNICATO STAMPA sabato 28 novembre 2009 ore 15.30 Rassegna Crescendo in Musica IL SOLE, DI CHI É? Opera musicale per ensemble strumentale e voci animate Musiche di Silvia Colasanti Testi di Roberto Piumini Musicisti del Polimnia Ensemble Cantanti e attori di Musicamorfosi Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti sabato 28 novembre 2009 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Arriva a Milano lopera per bambini di Silvia Colasanti Il sole, di chi é? tratta da una fiaba di Roberto Piumini. Nuovo appuntamento della rassegna dedicata ai bambini Crescendo in Musica, con uno spettacolo in prima esecuzione a Milano. Sabato 28 novembre alle ore 15.30 sul palco dellAuditorium di Milano, arriva lopera per bambini Il sole, di chi é? della giovane compositrice Silvia Colasanti. Lopera, prodotta dal CIDIM-Comitato Nazionale Italiano Musica in collaborazione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dopo aver debuttato al Teatro Ponchielli di Cremona nel marzo di questanno, arriva allAuditorium di Milano nellambito di una tournée che raggiungerà i maggiori capoluoghi di provincia italiani. Il sole, di chi è? è stata commissionata dal CIDIM a Silvia Colasanti, una felice unione tra lo stile elegante della giovane musicista e la freschezza di uno spartito dedicato ai bambini. Il testo è tratto dalla fiaba Lucertole al sole di Roberto Piumini, uno dei maggiori scrittori di racconti dei giorni nostri. Narra la storia di tre lucertole cui viene impedito di prendere il sole da un lucertolone arrogante che ha la pretesa di averlo tutto per sé. Le lucertole protestano e soffrono per il sopruso consapevoli della loro debolezza e chiedono aiuto ad altri animali fino a quando, dopo varie peripezie, riusciranno a raggiungere la saggia gazza che risolverà tutto con un trucco astuto. Sulla scena sono rappresentati stati danimo e sentimenti fondamentali anche della vita quotidiana che proprio in quanto tali vengono facilmente riconosciuti dai ragazzi. La parte strumentale è affidata al Polimnia Ensemble, gruppo che da sempre si è imposto per la grande motivazione culturale, che lo ha portato a riscoprire un repertorio inedito e poco conosciuto con particolare riferimento allOttocento strumentale italiano e russo. Il gruppo è composto da Antonio De Secondi (violino), Michelangelo Galeati (violoncello), Giampio Mastrangelo (flauto), Domenico Gabrieli (corno), Ugo Gennarini (clarinetto), Tommaso Capuano (percussioni). Gli attori cantanti, guidati dalla regia di Francesco Frongia, coinvolgeranno in maniera attiva il pubblico soprattutto durante le parti corali che intermezzano sovente la narrazione. Il gruppo Musicamorfosi ha sviluppato un percorso di ricerca che ha condotto a uno spettacolo nel quale linguaggi e forme della performance dal vivo video, teatro e musica, classico e contemporaneo, jazz e musica etnica si mescolano in un omogeneo e accattivante insieme espressivo. Sul palco, Raffaela Siniscalchi (Canzonatrice/Gazza); Marco Ravalli (Gonzello/Rospo/Topo); Debora Mancini (Lucia); Luca Ciancia (Luchino); Massimiliano Zanellati (Luca). Biografie: Silvia Colasanti Si è diplomata in pianoforte con Valentino Di Bella e in composizione con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, dove ha studiato storia ed estetica della musica con Claudio Annibaldi e con Azio Corghi; si è perfezionata con il massimo dei voti presso lAccademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, ricevendo dal Presidente della Repubblica il prestigioso Premio Goffredo Petrassi quale miglior diplomata in composizione. È stata premiata in diversi concorsi nazionali e, quali il Lopes Graça (Lisbona), ICOMS (Torino), Valentino Bucchi (Roma), Settimane musicali di Stresa (Stresa). Le sue composizioni sono state eseguite nellambito di vari festival tra i quali: Biennale Musica (Venezia), Kuhmon Kamarimusiikki (Kuhmo, Finlandia), Festival Berio (Accademia di Santa Cecilia, Roma), Sagra Musicale Umbra (Perugia), Orquestra Metropolitana de Lisboa (Cascais, Portogallo), Accademia Musicale Chigiana (Siena), Orchestre National de Belgique (Brussels), Orchestra della Toscana (Teatro Verdi Firenze), Le opere di Silvia Colasanti sono pubblicate da Casa Ricordi (Milano). Roberto Piumini Si laurea in Pedagogia allUniversità Cattolica di Milano. Frequenta la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali. Insegna presso scuole medie e superiori della provincia di Varese. Lavora come attore per tre anni presso il Centro Teatrale Bresciano. Lavora come pedagogista presso la Provincia di Milano. Fa esperienza di burattinaio. Nel 1978 esce il primo libro: Il giovane che entrava nel palazzo. Ne seguono altri, con molti Editori: filastrocche, poesie, poemi, fiabe, racconti, romanzi, testi teatrali. Scrive testi di canzoni per piccoli e grandi, musicate da Giovanni Caviezel. Scrive testi per opere musicali di Sergio Liberovici, Andrea Basevi Gambarana, Pavle Merkù, Dimitri Nicolau, Mario Ruffini e altri musicisti. Insieme a Bianca Pitzorno e altri autori progetta il programma televisivo Albero Azzurro, per cui scrive testi per dieci anni. Progetta e conduce con Caviezel le trasmissioni radiofoniche Radicchio e Il mattino di zucchero. Nel 1990 inizia a pubblicare prosa e poesia per adulti. Traduce i sonetti di Shakespeare per Bompiani e poemi di Browning per Interlinea. Scrive soggetti per film e cartoni animati. Fa spettacoli di lettura e recitazione con musicisti e attori, per bambini e per adulti. |
| Giovedì 26 novembre 2009 ore 20.30 Venerdì 27 novembre 2009 ore 20.00 Domenica 29 novembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Gian Francesco Malipiero Pause del silenzio I serie, sette espressioni sinfoniche per grande orchestra Gustav Mahler Sinfonia n. 5 in Do diesis minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Damian Iorio Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 26 novembre 2009 ore 20.30 Venerdì 27 novembre 2009 ore 20.00 Domenica 29 novembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi La pura magia della Quinta di Mahler dopo i Silenzi di Malipiero Torna a dirigere la Verdi il Maestro Damian Iorio. Nato a Londra in una famiglia di musicisti italo-inglese, Damian Iorio ha studiato direzione dorchestra sotto la guida di Alexander Polishchuk e Ilya Musin a San Pietroburgo, dopo aver completato gli studi di violino con Yossi Zivoni nel Regno Unito e Franco Gulli negli Stati Uniti. Il programma di questa settimana si apre con le Pause del silenzio di Malipiero, brano composto nel 1917 in un periodo di profondo turbamento causato dalla prima guerra mondiale. Il compositore veneziano fu sempre guardato con sospetto dalla critica e dalla musicologia internazionale, ma molto ammirato dal grande pubblico il quale ne ha apprezzato le sonorità non aspre, sempre comprensibili, molto lontane dallAvanguardia. Segue la Sinfonia n. 5 di Mahler, prima delle tre sinfonie puramente strumentali insieme alle nn.6 e 7, uno dei suoi lavori più noti ed eseguiti, una svolta nella sua vita. Programma: Nel 1914 la guerra sconvolse tutta la mia vita che, fino al 1920, fu una perenne tragedia. Così scrive Malipiero nel 1942. Compositore della cosiddetta Generazione dell80, fu fortemente influenzato dalla prima guerra mondiale. In Pause del silenzio, una delle più belle pagine del sinfonismo italiano del XX secolo, i sette pannelli si succedono senza interruzioni e senza alcun legame tematico tra loro, a parte il ritorno tra luno e laltro, sia pure sempre variato, dello squillo iniziale. A ciascuno di essi Malipiero ha voluto riconoscere - «ma senza pedanteria» - stati danimo con alterna disposizione. Mahler compose la Sinfonia n. 5 nelle estati 1901 e 1902 e diresse personalmente la prima esecuzione a Colonia nellottobre 1904, continuando tuttavia ad apportare modifiche allinterpretazione fino al 1909. Lopera costituisce, come le seguenti nn. 6 e 7, un ritorno alla musica puramente strumentale, e si compone di cinque movimenti: Trauermarsch (con una citazione esplicita del Lied Tambourgsell dal Wunderhorn), Sturmisch bewegt, il grande Scherzo centrale, ricco di motivi di Laendler e Walzer, il celebre Adagietto per soli archi, scelto da Luchino Visconti per la colonna sonora di Morte a Venezia, e lapoteotico finale dai ricchi fugati, che di nuovo allude al Wunderhorn citando il Lied Lob des hohen Verstandes. Biografia: Il Direttore Damian Iorio è ospite regolare di orchestre quali la London Philharmonic, BBC Symphony, Netherlands Radio Philharmonic, Estonian National Symphony, St Petersburg Philharmonic, la RAI di Torino, Trondheim Symphony e Iceland Symphony Orchestra. I più recenti impegni di Damian Iorio vedono il suo debutto con la Het Gelders Orkest, Orchestre de Chambre de Lausanne, e la Prague Philharmonia. In Italia di recente ha diretto la nuova produzione di La Boheme di As.Li.Co. di Como. Lintensa attività in ambito operistico comprende i recenti debutti alla Central City Opera di Denver con The Rape of Lucretia di Britten, che ha riscosso un grande successo sulla stampa internazionale. Nel giugno 2007 ha debuttato al Glyndebourne Opera Festival dirigendo alcune recite di Macbeth a fianco di Vladimir Jurowski. Nella stagione 2008/9 ha collaborato con Jiri Belohalvek, dirigendo The Bartered Bride di Smetana allOpera de Paris, e ha diretto una nuova produzione di Macbeth al National Theatre di Brno. Iorio ha anche diretto acclamate produzioni in Italia di Curlew River e Albert Herring di Britten (Accademia della Scala di Milano e Accademia del Maggio Musicale Fiorentino). In Russia ha diretto la prima esecuzione russa dellopera di Michael Nyman The Man who mistook his Wife for a Hat, che è stata inserita tra i migliori allestimenti in campo lirico al Golden Mask Festival 2004. Fra i Festival internazionali con cui ha collaborato figurano lEsterhazy Haydn Festival, Bratislava Festival, Musical Olympus Festival di St. Petersburg e il Tivoli Festival di Copenhagen. Nato a Londra in una famiglia di musicisti italo-inglese, Damian Iorio ha studiato direzione dorchestra sotto la guida di Alexander Polishchuk e Ilya Musin a San Pietroburgo dopo aver completato gli studi di violino con Yossi Zivoni nel Regno Unito e Franco Gulli negli Stati Uniti. Nel dicembre 2006 Damian Iorio è stato insignito dellonorificenza di Cavaliere dellOrdine di SantAgata, Repubblica di San Marino, come riconoscimento al servizio svolto per la musica in questo Stato. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 19 novembre 2009 ore 20.30 Venerdì 20 novembre 2009 ore 20.00 Domenica 22 novembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Giuseppe Verdi I Vespri siciliani, ouverture Silvia Colasanti Il canto di Atropo per violino e orchestra (prima esecuzione assoluta) Maurice Ravel Tzigane, rapsodia da concerto per violino e orchestra Sergej Prokofev Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore op. 100 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Massimo Quarta Direttore Damian Iorio Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 19 novembre 2009 ore 20.30 Venerdì 20 novembre 2009 ore 20.00 Domenica 22 novembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Antologia: Verdi, Prokofev, Ravel e Silvia Colasanti. Con il violino di Massimo Quarta e la bacchetta di Damian Iorio Tornano allAuditorium di Milano il Direttore Damian Iorio e il violinista Massimo Quarta, con un programma molto variegato. Il concerto si aprirà con louverture da I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, una delle sue opere più fosche e cupe e, al tempo stesso, più risorgimentali. Segue Il canto di Atropo per violino e orchestra di Silvia Colasanti, brano commissionato dalla Verdi in prima esecuzione assoluta, bellesempio di musica contemporanea di unartista tra le più affermate e vincitrice di numerosi premi. Il pezzo è stato scritto proprio per larchetto importante di Massimo Quarta e dedicato alla memoria di Valentino Di Bella, maestro di pianoforte di Silvia Colasanti. Anche il brano successivo di Ravel, Tzigane, è stato scritto per violino e orchestra; qui le seduzioni musicali tzigane definiscono latmosfera in voga in quegli anni. Infine, la Sinfonia n. 5 di Prokofev, quasi un inno alla vita in contrapposizione alla morte e alle brutture della guerra di quegli anni (1944), a cui il compositore reagisce con la purezza delle sue melodie. Programma: I Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi, su libretto di Scribe e Duveyrier, andò in scena la prima volta allOpera di Parigi il 13 giugno 1855 in lingua francese. Ispirata a un importante evento storico, linsurrezione palermitana contro i Francesi nel 1282, lopera è preceduta da una delle più famose ouverture. Divisa in due parti, si apre con un breve Largo in pianissimo, cui segue un bellissimo crescendo carico dinquietudine, annunciato dal rullo del tamburo che conduce allAllegro agitato, dai toni eroici e amorosi. Il canto di Atropo di Silvia Colasanti, scritto per Massimo Quarta e dedicato alla memoria di Valentino Di Bella, maestro di pianoforte della compositrice, è ispirato a temi legati alla mitologia classica. Nel brano, dopo una cupa introduzione orchestrale, lingresso del violino solista segna linizio di un lungo e malinconico canto, che a volte emerge con maggiore evidenza, altre volte è nascosto da abbellimenti. Dopo il lungo soffermarsi del violino su un frammento, di cui vengono esplorati i diversi volti e le molteplici possibilità di sviluppo e il cui ritmo si fa sempre più incalzante, dallorchestra emerge un diatonico tappeto di otto suoni sui quali la linea melodica del violino si fa sempre più limpida e trasparente fino a scomparire nel silenzio. Tzigane di Ravel venne scritto inizialmente come brano da camera nel 1924. Nel volgere di pochi mesi la versione di Tzigane per violino ed orchestra esordì in pubblico al Théâtre de lOdéon, violino solista Jelly dAranyi. Il titolo evoca immediatamente il mondo della musica popolare ungherese e il solista è chiamato ad affrontare ogni genere di difficoltà tecnica. Ravel, dal canto suo, mantiene il discorso in equilibrio su un filo fatto di un misto di ammirato omaggio e di uno sguardo bonariamente ironico. Lorchestra accompagna il violino con sonorità scintillanti e trasparenti, esaltandone le peculiarità timbriche e mettendo in luce il virtuosismo della scrittura. La Sinfonia n. 5 di Sergej Prokofev venne scritta nel corso del 1944 ed eseguita per la prima volta a Mosca, sotto la direzione dellautore, il 13 gennaio 1945. Privo del linguaggio graffiante e ironico che caratterizza le composizioni dei decenni precedenti, la composizione riflette il clima di ritrovato ottimismo creatosi grazie alla liberazione del territorio russo dalle truppe tedesche. La Sinfonia si apre con un Andante cantabile, seguito dal secondo tempo Allegro marcato, che si caratterizza per la vivacità ritmica. Il terzo tempo Adagio, aperto da una elegante linea melodica del clarinetto, ha una impostazione di grande liricità, mentre lultimo tempo Allegro giocoso esprime al meglio il sentimento di grande entusiasmo che sta allorigine della composizione. Biografie: Massimo Quarta ha iniziato lo studio del violino a undici anni presso il Conservatorio T. Schipa di Lecce, proseguendo poi i suoi studi con Beatrice Antonioni al Conservatorio S. Cecilia di Roma. Successivamente si è perfezionato con Salvatore Accardo, Ruggero Ricci, Pavel Vernikov e Abram Shtern. Vincitore di numerosi concorsi - I Premio "Città di Vittorio Veneto" 1986, I Premio "Opera Prima Philips" 1989 - nel 1991 ha vinto il I Premio al prestigioso Concorso Internazionale di Violino "N. Paganini" di Genova, primo italiano ad ottenere questo ambito riconoscimento dopo la vittoria di Salvatore Accardo, avvenuta nel 1958. Lo straordinario successo ottenuto da questo importante riconoscimento lo ha portato ad esibirsi per le più prestigiose istituzioni concertistiche suonando a Berlino (Philharmonie), Parigi (Salle Pleyel, Théâtre du Châtelet), Monaco di Baviera (Philharmonie am Gasteig), Francoforte (Alte Oper), Düsseldorf (Tonhalle), Tokyo (Metropolitan Art Space, Bunka Kaikan), Warsaw (Warsaw Philharmonic), Moscow (Great Hall of the Conservatory), Milano (Teatro alla Scala), Roma (Accademia di Santa Cecilia), Torino ( Auditorium del Lingotto) con direttori come Yuri Temirkanov, Myun Wun Chung, Christian Thielemann, Aldo Ceccato, Daniel Harding, Daniele Gatti, Vladimir Yurowsky, Isaac Karbtvcevsky, Daniel Oren. Da subito considerato uno dei piú importanti violinisti della sua generazione, è stato ospite di alcuni tra i maggiori festival come Stresa, Napoli, Città di Castello, Kuhmo, Bodensee, Kfar Blum, Berliner Festwochen, Sarasota, Ravenna, Lione, Potsdam, Spoleto, Ljubjana ed il Lockenhaus Kammermusikfest di Gidon Kremer. Negli ultimi anni ha gradualmente affiancato alla sua intensa attività di solista quella di direttore d'orchestra, collaborando con orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra, lOrchestra Filarmonica di Malaga, i Berliner Symphoniker, I Pomeriggi Musicali di Milano, lOrchestra di Padova e del Veneto, la Fondazione A. Toscanini, lOrchestra Haydn di Bolzano, lOrchestra da camera dellAccademia di S. Cecilia, presso importanti istituzioni musicali quali Unione Musicale di Torino, Serate Musicali di Milano, Associazione Scarlatti di Napoli, Philharmonie am Gasteig di Monaco di Baviera, Konzerthaus di Berlino e Rudolphinum di Praga. Dal 2003 al 2005 ha ricoperto la carica di solista e direttore principale dellOrchestra dellIstituzione Sinfonica Abruzzese e dal 2006 al 2008 è stato direttore artistico musicale dellOrchestra della Fondazione I.C.O. Tito Schipa di Lecce. Nel febbraio 2007 ha debuttato come solista e direttore con la Philharmonia Wien al Musikverein di Vienna e nellottobre 2008 al Concertgebouw di Amsterdam dirigendo la Netherland Symphony. I prossimi impegni includono concerti come solista o direttore con i Berliner Symphoniker, la Netherland Symphony Orchestra, lOrchestra Filarmonica di Malaga e lOrchestra della Svizzera Italiana OSI. Ha recentemente registrato come direttore con la Royal Philharmonic Orchestra i Concerti di Mozart per due e tre pianoforti. A Massimo Quarta sono stati conferiti il Premio Internazionale "Foyer Des Artistes" ed il "Premio Internazionale Gino Tani per le Arti dello Spettacolo". Ha inciso per la Philips, per la Delos le Quattro Stagioni di A. Vivaldi con l'Orchestra da Camera di Mosca, per la Dynamic un CD con musiche di N. Paganini, e, sempre di Paganini, lintegrale dei 6 Concerti per violino ed orchestra, in versione autografa come violinista e direttore, considerato vera e propria pietra miliare per tutti gli appassionati del violino (Il Giornale della Musica). La sua registrazione dei 24 Capricci di Paganini, allegata nel maggio 2004 alla rivista Amadeus, è ora distribuita worldwide dalla casa inglese Chandos. Laspetto rivoluzionario dato alla rilettura del repertorio paganiniano, ha conquistato il pubblico ed ha ottenuto ampi consensi dalla stampa internazionale (Premio CHOC di Le Monde de la Musique), assegnandogli un posto donore tra i più insigni violinisti (The Strad) e definendolo la personificazione delleleganza (American Record Guide). È docente di violino al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano (Musikhochschule). Massimo Quarta suona il violino Antonio Stradivari "Conte De Fontana ex D. Oistrakh del 1702, gentilmente affidatogli dalla Fondazione Pro Canale di Milano. Il Direttore Damian Iorio è ospite regolare di orchestre quali la London Philharmonic, BBC Symphony, Netherlands Radio Philharmonic, Estonian National Symphony, St Petersburg Philharmonic, Guangzhou Symphony, Trondheim Symphony e Iceland Symphony Orchestra. Damian Iorio ha recentemente debuttato con la Ulster Orchestra, lOrchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, lOrchestra Sinfonica Nazionale della RAI e lOrchestre de Picardie. La sua intensa attività in ambito operistico comprende i debutti alla Central City Opera di Denver con The Rape of Lucretia di Britten, che ha avuto grande eco sulla stampa internazionale. Nel giugno 2007 ha debuttato al Glyndebourne Opera Festival dirigendo alcune recite di Macbeth a fianco di Vladimir Jurowski. Nella stagione 2008/9 ha collaborato con Jiri Belohalvek, dirigendo The Bartered Bride di Smetana allOpera de Paris, e una nuova produzione di Macbeth al Teatro Nazionale di Brno. Iorio ha anche diretto acclamate produzioni in Italia di Curlew River e Albert Herring di Britten (Accademia della Scala di Milano e Accademia del Maggio Musicale Fiorentino). In programma, una nuova produzione de La Bohème per lAs.Li.Co. Fra i Festival internazionali con cui ha collaborato figurano lEsterhazy Haydn Festival, Bratislava Festival, Musical Olympus Festival di St. Petersburg e il Tivoli Festival di Copenhagen. Dal 1999 al 2005, Damian Iorio è stato Direttore Artistico e Direttore Principale della Philharmonic Orchestra di Murmansk, con cui ha effettuato tournée in Russia e Scandinavia. La sua presenza in Russia lo ha portato anche a dirigere The Turn of the Screw di Britten a St Petersburg, e la prima esecuzione in Russia dellopera di Michael Nyman The Man who mistook his Wife for a Hat, che è stata inserita tra i migliori allestimenti in campo lirico al Golden Mask Festival 2004. Nato a Londra in una famiglia di musicisti italo-inglese, Damian Iorio ha studiato direzione dorchestra sotto la guida di Alexander Polishchuk e Ilya Musin a San Pietroburgo dopo aver completato gli studi di violino con Yossi Zivoni nel Regno Unito e Franco Gulli negli Stati Uniti. Nel dicembre 2006 Damian Iorio è stato insignito dellonorificenza di Cavaliere dellOrdine di SantAgata, Repubblica di San Marino, come riconoscimento al servizio svolto per la musica in questo Stato. |
| Giovedì 29 ottobre 2009 ore 20.30 Venerdì 30 ottobre 2009 ore 20.00 Domenica 1 novembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Concerto per il 90° della nascita di Paolo Grassi Giuseppe Verdi Messa da Requiem per soli, coro e orchestra Majella Cullagh, soprano Maria José Montiel, mezzosoprano Jon Villars, tenore Leo An, basso Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Xian Zhang Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 29 ottobre 2009 ore 20.30 Venerdì 30 ottobre 2009 ore 20.00 Domenica 1 novembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Ricordiamo Paolo Grassi con il Requiem di Verdi Per il 90° anniversario della nascita di Paolo Grassi, fondatore nel 1947 del Piccolo Teatro di Milano insieme a Giorgio Strehler, la Verdi vuole omaggiare uno dei grandi milanesi di sempre con la Messa da requiem, splendido affresco dellumanità dolente vista con gli occhi di Giuseppe Verdi. Sul podio torna a dirigere lOrchestra Xian Zhang, attuale Direttore Musicale, mentre Erina Gambarini è alla guida del possente Coro della Verdi. Nel cast il soprano Majella Cullagh, il mezzosoprano Maria José Montiel, il tenore Jon Villars e il basso Leo An. COMUNICAZIONE IMPORTANTE: Prima del concerto di venerdì 30 ottobre, alle ore 19.30, è previsto un intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in collegamento televisivo dal Palazzo del Quirinale. Sul palco dellAuditorium, Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, dialogherà con il Presidente. Lingresso in sala è consentito sino alle 19.25. Il concerto inizierà regolarmente alle ore 20. La partecipazione del Presidente Giorgio Napolitano nella ricorrenza della nascita di Paolo Grassi vuole testimoniare il ricordo di unantica conoscenza personale, rafforzata dal comune amore per la cultura. Programma: La morte di Alessandro Manzoni il 22 maggio 1873 lasciò un segno nellanima di Giuseppe Verdi, che decise di comporre qualcosa che possa onorare la sua memoria. Nasceva così la sua Messa da Requiem, eseguita per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Chiesa di S. Marco a Milano sotto la direzione dello stesso compositore; del cast vocale facevano parte, tra gli altri, il soprano Teresa Stolz e il mezzosoprano Maria Waldmann che due anni prima avevano interpretato, rispettivamente, Aida e Amneris nella prima italiana di Aida alla Scala. Per questa partitura Verdi utilizzò il Libera me composto pochi anni prima per una Messa per Rossini alla quale egli aveva lavorato insieme ad altri compositori per onorare la scomparsa del musicista pesarese, apportandovi solo pochi ritocchi. La prima riscosse unanimi consensi presso il pubblico italiano, mentre alcune perplessità suscitò nella critica straniera, tedesca in particolare, che però nel corso del tempo rivide le proprie posizioni e riconobbe al Requiem quella forza di suggestione che da allora continua ad affascinare. Biografia: Dallinizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nellaprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto lincarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della Arturo Toscanini Chair) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. In Europa, futuri importanti impegni prevedono il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra (sia nella stagione principale, sia nella rassegna di musica da camera con i musicisti principali dellOrchestra IJ Salon nel Das Lied von der Erde nella versione di Schoenberg), la Finnish Radio Symphony Orchestra, con la prima mondiale di Moon Concerto di Mikko Heiniö, e lOrchestre National de Belgique, con la quale si esibirà allEuropalia Festival. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, lAccademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, lOrchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione durante la quale ha diretto, tra laltro, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore dopera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: questanno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con lOrchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Il soprano irlandese Majella Cullagh ha studiato con Maeve Coughlan alla Cork School of Music, e al National Opera Studio di Londra. Si perfeziona adesso a Londra con Gerald Martin Moore. Il suo repertorio include i ruoli di: Adina ne LElisir dAmore di Donizetti (Opera Ireland e Royal Danish Opera), La Comtesse Adèle in Le Comte Ory di Rossini (Glyndebourne Touring Opera), Dorella in Das Liebesverbot di Wagner (Festival di Wexford), Elsie Maynard in The Yeoman of the Guard (Welsh National Opera), Fiordiligi in Così fan tutte (Las Palmas), Manon di Massenet (New Zealand Opera), Micaela in Carmen, Contessa in Nozze di Figaro, Nedda in I Pagliacci, Berenice in LOccasione fa il ladro e Ghita in Der Zwerg (Opera North), Donna Anna in Don Giovanni (Regensburg), Tatjana in Evgenij Onegin (Grange Park Opera), Melissa in Amadigi di Händel (Covent Garden Festival, Brooklyn Academy of Music di New York, Lisbona e Oporto con lOpera Theatre Company), Medea di Gavin Bryar (prima inglese per BBC Scotland), Norina in Don Pasquale (Garsington Opera), Rosalinde in Die Fledermaus, Violetta ne La Traviata e Musetta ne La Bohème (Glyndebourne). Majella Cullagh appare regolarmente in concerto in Inghilterra, Irlanda, Olanda, Spagna, Stati Uniti, e ha preso parte a trasmissioni radiofoniche per la RTE e la BBC. Ha cantato Huit scènes de Faust alla Fenice di Venezia diretta da Jeffrey Tate, e ha cantato Les Soirées Italiennes al Covent Garden Festival. Ha inciso Maritana di Wallace e la Seconda sinfonia di Mendelssohn per Naxos, i ruoli del titolo in Zaira di Mercadante e Zoraida di Granata di Donizetti per Opera Rara, con cui ha inoltre inciso Bianca e Falliero di Rossini con Jennifer Larmore, Matilde in Elisabetta, Regina dInghilterra, eseguita anche a Londra per il 50° di regno della regina Elisabetta, Mozart, The supreme decorator con la Hannover Band diretta da Sir Charles Mackerras, le integrali della Pia de Tolomei, del Diluvio universale di Donizetti e dellAdelaide di Borgogna di Rossini, oltre a tre volumi di arie da camera, duetti, terzetti ed ensembles, accompagnati dal pianoforte per la serie Il Salotto. Tra i suoi ultimi impegni: The Death of Klinghoffer, La Morte di Didone, Stabat Mater di Rossini, Poliuto di Donzietti diretto da Giuliano Carella al Konzertgebouw di Amsterdam, Ninetta in La Gazza Ladra (incisa per Chandos) e Arminda ne La Finta Giardiniera di Mozart al Festival di Garsington e al Barbican Centre di Londra, Musetta ne La Bohème alla Royal Albert Hall con la regia di Francesca Zambello, il ruolo del titolo nella Pia de' Tolomei di Donizetti alla Royal Festival Hall di Londra, Maria Stuarda di Donizetti allOpera di Stoccolma, alla Vlaamse Opera di Anversa ed alla Dallas Opera, Il Diluvio universale di Donizetti con Opera Rara al Theatre Royal Drury Lane di Londra, Stabat Mater di Rossini al Barbican Centre di Londra con la BBC Symphony Orchestra, Adelaide di Borgogna al Festival Internazionale di Edinburgo, Rosina ne Il Barbiere di Siviglia allOpéra de Toulon diretta da Giuliano Carella, Falstaff di Michael Balfe alla National Concert Hall di Dublino (con incisione live). Tra i suoi prossimi impegni: Linda di Chamounix al Teatro Donizetti di Bergamo, Roberto Devereux diretto da Richard Bonynge a Londra, Guillaume Tell alla Queen Elizabeth Hall di Londra, Alzira di Verdi e Il diluvio universale di Donizetti a St. Gallen, Messa da Requiem di Verdi al Konzertgebouw di Amsterdam. Maria Josè Montiel è nata a Madrid dove ha studiato canto al Real Conservatorio e dove si é laureata in storia e scienza della musica presso l'Universidad Autònoma. Si è perfezionata successivamente a Vienna con Serna Jurinac e Olivera Miljakovic. Ha vinto il premio "Lucrezia Arana" di Madrid, della il "Plácido Domingo" dal Madrid Friends of Music Association; "Ojo Crítico" dalla Spanish Public Radio come riconoscimento delle sue qualità vocali, musicali e per la varietà del suo repertorio; il "Federico Romero" dalla S.G.A.E "come ambasciatrice della musica spagnola nel mondo". Si è esibita nei più importanti palcoscenici del mondo: Teatro alla Scala di Milano, Carnagie Hall di New York, Kennedy Center di Washington, Pleyel di Parigi, Teatre du Capitol di Tolosa, Finland Hall di Helsinki, Musikverein e Konzerthaus di Vienna, Nuovo Teatro Nazionale di Tokio, NAC di Ottawa, Concert Hall di Cincinnati, Doelen di Rotterdam, Opera di Budapest, Theatre de la Monnaie di Bruxelles, Grand Opera National di Varsavia, Teatro Regio di Parma, Pellettier Hall di Montreal, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Verdi di Trieste, Town Hall di Sidney, Teatro Real e Auditorium di Madrid, Palau di Barcellona e Valencia, Stadt Theater di Berna, al Saarbrüken Festival, con la Philarmonica di Varsavia, lOpera di Los Angeles e molti altri. Ha lavorato con importanti direttori d'orchestra quali Riccardo Chailly, Gomez Martinez, Jacques Delacote, Leonard Slatkin, Garcia Navarro, Charles Dutoit, Sir Neville Mariner, Romano Gandolfi, Spivakov, Paul Decker, M. Bodmer, M. Foster, Janos Kovacs, J. Tate, J. Mercier, J. Webb, Tortelier, Benini, solo per nominarne alcuni. Per l'apertura del Teatro Real di Madrid ha cantato La Vida Breve (nel ruolo di Salud) di Da Falla con Jaime Aragall, così come in occasione del Gala per il centenario dello SGAE, con Montserrat Caballé e Alfredo Kraus e il Gala per i 150° anniversario del Teatro Real, sotto la direzione di Placido Domingo. Ha recentemente riscosso gran successo con la sua interpretazione del Requiem di Verdi a Milano e presso la NHK di Tokio con Chailly, davanti a più di quattromila spettatori, replicando tale trionfo anche a Vienna (Konzerthous), a Francoforte (Alte Opern Hause), a Milano (Auditorium di Milano Fondazione Cariplo) e a Budapest (New Music Auditorium). Ha cantato con Placido Domingo per la riapertura del Teatro Avenida di Buenos Aires e al Gala de Reyes allAuditorium di Madrid; è stata Luisa Fernanda sul palcoscenico della Scala di Milano e della Washington Opera. I critici sono concordi nel descriverla come la più affascinante e sensuale Carmen del panorama operistico contemporaneo, per il particolare colore della sua voce e la vincente interpretazione personale del ruolo. Le sue più recenti interpretazioni dellopera di Bizet lhanno portata nellaprile 2007 a Tolosa al Théatre du Capitol e a dicembre dello stesso anno a Tokio, per una nuova produzione del New National Theatre. In ambito operistico è stata inoltre Cherubino in Le Nozze di Figaro; Sesto in La Clemenza di Tito; Leonora in La Favorita; Charlotte in Werther; Rosina in Barbiere di Siviglia; Giulietta in Racconti d'Hoffmann, Morgana in Merlin. Nel repertorio sinfonico si è esibita in Summer Nights di Berlioz, Lieder eines Fahrenden Gesellen e Sinfonia n. 2 e 8 di Mahler, Damnation of Fauste di Berlioz, Requiem di Verdi, Gloria di Vivaldi, Stabat Mater e Missa Solemne di Rossini, Nona Sinfona di Beethoven, Schéhérazade di Ravel, Rapsodia di Brahms, Il Tramonto di Respighi, etc... Ha allattivo più di 120 recital eseguiti in gran parte con Miguel Zanetti, da alcuni dei quali sono stati tratti dei cd; la sua registrazione Modinha con Luiz de Maura Castro è stata finalista ai Grammy Awards del 2002. Recentemente è stata acclamata la sua esibizione nello Stabat Mater di Rossini diretto da Chailly a Milano, la Rapsodia di Brahms sempre a Milano, così come le molte produzioni di Carmen di Bizet in Italia, Germania e Svizzera (questultima sotto la direzione di Gomez Martinez), a Tokyo (con Jacques Delacôte); Luisa Fernanda al Washington Kennedy Center con Plácido Domingo e il Requiem di Verdi diretto da Chailly a Vienna, Francoforte, Milano, Budapest e Lipsia. Il tenore Jon Villars è nato a Panama City, ha studiato alla Juilliard School. Ha vinto numerosi premi tra cui il Metropolitan Opera National Council Audition e si è rapidamente imposto come uno dei più promettenti tenori drammatici della sua generazione. Collabora con direttori come: Claudio Abbado, Vladimir Ashkenazy, Daniel Barenboim, Pierre Boulez, Sylvain Cambreling, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Colin Davis, Charles Dutoit, Bernard Haitink, Kurt Masur, Zubin Mehta, Ingo Metzmacher, Simon Rattle, Giuseppe Sinopoli, Leonard Slatkin, Jeffrey Tate, Michael Tilson Thomas, David Zinman. Ha cantato il Tamburmaggiore nel Wozzeck a Berlino e al Salzburger Festspiele con Abbado poi al Maggio Musicale Fiorentino con Mehta. Al Maggio Musicale Fiorentino ha debuttato Bacchus nell'Ariadne auf Naxos con Zubin Mehta e la regia di Jonathan Miller, ruolo cantato con grande successo alla Semperoper di Dresda con Colin Davis, alla Lyric Opera di Chicago, al Teatro Regio di Torino con Jeffrey Tate, alla Bayerische Staatsoper di Monaco e al Teatro alla Scala di Milano con Sinopoli, alla Staatsoper di Vienna, al Festival di Salisburgo, al Théâtre du Châtelet di Parigi all'Opéra Bastille, e al Metropolitan Opera di New York. Altro importante ruolo nel suo repertorio è Oedipus Rex di Stravinskij cantato al Teatro alla Scala e con la Montreal Symphony Orchestra. Jon Villars si cimenta anche nel repertorio italiano e francese; ha cantato Aeneas nei Troyens di Berlioz al Festival di Salisburgo con Cambreling, alla Bayerische Staatsoper con Mehta, con la Chicago Symphony Orchestra, e al Maggio Musicale ancora con Mehta. Con Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker, ha cantato Florestan nel Fidelio a Salisburgo e a Berlino, con registrazione EMI e ultimamente in tournée a Tokyo. Inoltre nel 2004 ha cantato al Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona Calaf con Zoltan Pesko e la regia di Andrej Serban. Il repertorio concertistico di Villars comprende: Das Lied von der Erde di Mahler eseguito con Pierre Boulez, Giuseppe Sinopoli, Eiji Oue, David Zinman, James Conlon, Kurt Masur. Ha cantato inoltre la Sinfonia n. 8 di Mahler con Michael Tilson Thomas, David Zinman, Vladimir Ashkenazy, Riccardo Chailly, Bernard Haitink, Chung e Simon Rattle. Sempre nel repertorio concertistico Jon Villars ha cantato Gurrelieder di Schönberg allAccademia di Santa Cecilia con Chung, con la Minnesota Orchestra e ai BBC Proms di Londra. Con Seven Gates of Jerusalem di Penderecki ha debuttato con la New York Philharmonic e Kurt Masur. Di Beethoven Villars ha cantato: la Missa Solemnis con Wolfgang Sawallisch, Leonard Slatkin e Zubin Mehta, e la Sinfonia n. 9 eseguita con Chung, Barenboim, alla Minnesota Orchestra al Festival di Tanglewood, al Teatro Real di Madrid e al Palau de la Musica di Valencia. Nel 2005 ha debuttato a Bruxelles al Théâtre Royal de la Monnaie con Frau ohne Schatten/Kaiser, dir. K. Ono; successivamente è stato a New York al Metropolitan Opera con Ariadne auf Naxos/Bacchus; inoltre ha inaugurato la stagione del Teatro San Carlo di Napoli, cantando Florestan nel Fidelio di Beethoven sotto la direzione del Maestro Netopil; al Teatro alla Scala di Milano ancora con lopera Ariadne auf Naxos sotto la direzione di Jeffrey Tate. Nella stagione 2006-2007 allOpera Bastille di Parigi ha interpretato con enorme successo di pubblico e critica il ruolo delleroe Enea da Les Troyens di Berlioz; a Madrid, Teatro Real, il Wozzeck; infine a Miami ha debuttato Samson et Dalida/Samson nellaprile del 2007. Ha da poco debuttato a Parigi presso lOpera Bastille Frau ohne Schatten nel ruolo del Kaiser, riscuotendo un grande successo. Al Semper Oper di Dresda è stato Bacchus in Ariadne Auf Naxos nel marzo 2008. Ha partecipato al Festival del Tirolo, Direttore G. Kuhn, con musiche di Beethoven (Nona Sinfonia e Fidelio, nel ruolo di Florestan). Ha inciso per EMI, Arthaus, DGG. Il baritono Leo An nasce a Seoul (Corea del Sud) nel 1978. Si diploma in canto all'Università Nazionale Coreana di Arte della sua città natale. Trasferitosi in Italia studia canto con il Maestro Pier Miranda Ferraro. È vincitore di numerosi concorsi in Corea, Giappone, Spagna, Austria, Germania e Italia, tra cui il concorso «Francesco Viñas» (2000, Barcellona, 3° premio), il Concorso «Voci Verdiane» di Busseto (2000, 1° premio), il concorso «Belvedere» di Vienna (2002, 3° premio) e il concorso Internazionale «Aragal» in Spagna (2004, 1° premio). A Seoul debutta nei ruoli di Marcello ne La Bohème, Guglielmo nel Cosi fan tutte, Malatesta nel Don Pasquale e nel ruolo del protagonista in Gianni Schicchi. La sua rapida carriera lo porta ad interpretare Gérmont ne La Traviata al Teatro Verdi di Busseto, nei Teatri di Pisa, Lucca, Livorno, al Festival di San Gimignano, al Luglio Musicale Trapanese, a Figuera da Foz (Portogallo), al Teatro Verdi di Sassari e a Seoul. Al Teatro Coccia di Novara è Ping in Turandot e debutta nel ruolo del Conte di Luna ne Il Trovatore che reinterpreta anche al Festival di San Gimignano e al Teatro delle Muse di Ancona. Al Teatro Coccia di Novara debutta nel ruolo di Valentine nella produzione del Faust ed è il baritono solista nei Carmina Burana. Canta il ruolo del protagonista in Guglielmo Tell a Como, Brescia, Ravenna e Bologna, è Marcello ne La Bohème allOpera House di Deagu, Corea, al Festival dellOpera di Bassano del Grappa e ad Ascoli Piceno sotto la direzione di Marcello Rota ed è Alidoro ne La Cenerentola nei teatri di Pisa, Lucca e al Festival di Todi. Debutta il ruolo del protagonista in Rigoletto al Teatro Comunale di Firenze sotto la direzione di Fabio Luisi e ritorna con successo nello stesso ruolo al Teatro São Carlos di Lisbona e a Seoul in Corea. È Gérard in Andrea Chénier a Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia e Como, al Luglio Musicale Trapanese, al Teatro Lirico di Cagliari e a Seoul. Grande successo riscuote nel ruolo de il Marchese de Bois Doré in Lauriane di A. Machado al Teatro São Carlos di Lisbona, è Lescaut in Manon Lescaut al Teatro Lirico di Cagliari dove riscuote un personale successo anche nel ruolo di Nabucco. È Amonasro in Aida al Luglio Musicale Trapanese e Scarpia in Tosca al Teatro Verdi di Sassari e a Seoul, Renato in Un Ballo in Maschera al Teatro Comunale di Firenze. Ha debuttato al Festival Pucciniano di Torre del Lago con Ping in Turandot. _____________________Domenica 1 novembre 2009 ore 11.00 RASSEGNA HAYDN Lo spirito Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 49 in Fa minore La Passione Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in Do maggiore Sinfonia n. 44 in Mi minore Il lutto Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Mario Shirai Grigolato Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 1 novembre 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00/5,00) Al via la Rassegna Haydn diretta dal Maestro Giuseppe Grazioli La ‘Rassegna Haydn’ nasce in occasione del bicentenario della morte dell’artista con l’intento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno dei dieci appuntamenti che compongono il ciclo, in programma da novembre a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dall’autore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro che saranno preceduti da una conferenza a cura di Stefano Zecchi. Come ha spiegato il Direttore della Rassegna Haydn, Giuseppe Grazioli: ”Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni”. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come “il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi”. Il primo concerto, domenica 1 novembre alle ore 11.00, vedrà in programma la Sinfonia n. 49 in Fa minore La Passione, composta nel 1768 e fortemente ispirata ai temi dello “Sturm und Drang”; segue il Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in Do maggiore, uno dei rari esempi di concerto solista (1761-1765) della produzione haydniana, il cui autografo è stato scoperto solo nel 1951; protagonista sarà il primo violoncello della Verdi Mario Shirai Grigolato, Infine, la Sinfonia n. 44 in Mi minore Il lutto, composta nel 1772, una tra le sinfonie più note delle oltre cento composte da Haydn. Questa sinfonia costituisce, certamente, una delle vette del periodo “Sturm und Drang” del musicista, luminoso esempio di introiezione e successivo superamento della lezione di Bach e di Händel e delle esperienze dei compositori appartenenti alla Prima Scuola di Vienna. Biografie Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d’Ys, Don Carlo, L’Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, L’heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L’Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E’ stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l’Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l’opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E’ appena stata pubblicata per l’etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano “Quadri di Segantini” di Zandonai, realizzata con l’Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell’Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L’elisir d’amore), all’Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night’s Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all’Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Mario Shirai Grigolato ha iniziato gli studi di violoncello con il maestro Franco Zecchino ed ha continuato con Sanarica Antonio, conseguendo il diploma di violoncello presso il Conservatorio Statale di Lecce “Tito Schipa” con il massimo dei voti. Si è poi prodigato nello studio del violoncello, seguito da Christian Bellisario, docente del Conservatorio Statale di Riva del Garda, ed attualmente studia con Marco Scano, docente del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Ha fatto parte, come violoncellista, del quartetto “Herbert”, del gruppo barocco “Musiqua Antiqua” e del gruppo “Astor Piazzolla” con i quali si è esibito in Puglia, Basilicata e Calabria. Ha collaborato con l’Orchestra Lirico Sinfonica Salentina di Lecce e l'Associazione “Eur Pesaro” nel ruolo di primo violoncello. Ha collaborato alle stagioni liriche del Teatro Verdi di Sassari e del Teatro Coccia di Novara in questa occasione nel ruolo di secondo violoncello. Nel 1996 ha superato le audizioni del corso di formazione dell’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole e dell'Orchestra Laboratorio Urbano di Bari. Nel 1997 ha partecipato alla tournée svoltasi ad Altenburger (Lipsia, Germania) con l'orchestra “Est‑West Internationale Musik‑Akademie & V.” Nel 1998 ha superato le audizioni di “Spoleto Festival” e dell’ “Accademia Filarmonica della Scala”, seguendo regolarmente i corsi di perfezionamento indetti da quest'ultima e superando l'esame finale con il massimo dei voti. Dal 1999 suona nell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. CALENDARIO RASSEGNA domenica 1 novembre 2009 ore 11.00 Lo spirito Sinfonia n. 49 in Fa minore La Passione Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in Do maggiore Sinfonia n. 44 in Mi minore Il lutto Violoncello Mario Shirai Grigolato domenica 6 dicembre 2009 ore 11.00 La società Sinfonia n. 92 in Sol maggiore Oxford Concerto per violino e orchestra n. 4 in Sol maggiore Sinfonia n. 104 in Re maggiore Londra Violino Luca Santaniello domenica 17 gennaio 2010 ore 11.00 Il tempo Sinfonia n. 6 in Re maggiore Le Matin Sinfonia n. 7 in Do maggiore Le Midi Sinfonia n. 101 in Re maggiore L’orologio domenica 31 gennaio 2010 ore 11.00 La natura Sinfonia n. 82 in Do maggiore L’orso Concerto per due clarinetti in Mi bemolle maggiore Sinfonia n. 83 in Sol minore La gallina Clarinetto Raffaella Ciapponi, Fausto Ghiazza domenica 14 febbraio 2010 ore 11.00 La musica Sinfonia n. 38 in Do Maggiore L’eco Sinfonia concertante in Si bemolle maggiore Sinfonia n. 45 in Fa diesis minore degli addii domenica 14 marzo 2010 ore 11.00 La guerra Sinfonia n. 69 in Do maggiore Laudon Concerto per tromba e orchestra in Mi bemolle maggiore Sinfonia n. 100 in Sol maggiore Militare Tromba Alessandro Caruana domenica 11 aprile 2010 ore 11.00 Il potere Sinfonia n. 48 in Do maggiore Maria Theresia Concerto per due lire organizzate n. 5 in Fa Maggiore Sinfonia n. 85 in Si bemolle maggiore La Reine Flauto Valeria Perretti, Massimiliano Crepaldi domenica 30 maggio 2010 ore 11.00 Il pensiero Sinfonia n. 22 in Mi bemolle maggiore Il Filosofo Concerto per violino e orchestra n. 1 in Do maggiore Sinfonia n. 47 in Sol Maggiore Palindrome Violino Eriko Tsuchihashi domenica 13 giugno 2010 ore 11.00 Il divertimento Sinfonia n. 60 in Do maggiore Il distratto Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in Re Maggiore Sinfonia n. 94 in Sol maggiore La sorpresa Pianoforte Simone Pedroni domenica 20 giugno 2010 ore 11.00 Il teatro Sinfonia n. 63 in Do maggiore La Roxelane Scena di Berenice per soprano e orchestra Sinfonia n. 103 in Mi bemolle maggiore col rullo di timpani Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Ricordiamo Paolo Grassi con il Requiem di Verdi Per il 90° anniversario della nascita di Paolo Grassi, fondatore nel 1947 del Piccolo Teatro di Milano insieme a Giorgio Strehler, la Verdi vuole omaggiare uno dei grandi milanesi di sempre con la Messa da requiem, splendido affresco dellumanità dolente vista con gli occhi di Giuseppe Verdi. Sul podio torna a dirigere lOrchestra Xian Zhang, attuale Direttore Musicale, mentre Erina Gambarini è alla guida del possente Coro della Verdi. Nel cast il soprano Majella Cullagh, il mezzosoprano Maria José Montiel, il tenore Jon Villars e il basso Leo An. COMUNICAZIONE IMPORTANTE: Prima del concerto di venerdì 30 ottobre, alle ore 19.30, è previsto un intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in collegamento televisivo dal Palazzo del Quirinale. Sul palco dellAuditorium, Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, dialogherà con il Presidente. Lingresso in sala è consentito sino alle 19.25. Il concerto inizierà regolarmente alle ore 20. La partecipazione del Presidente Giorgio Napolitano nella ricorrenza della nascita di Paolo Grassi vuole testimoniare il ricordo di unantica conoscenza personale, rafforzata dal comune amore per la cultura. Programma: La morte di Alessandro Manzoni il 22 maggio 1873 lasciò un segno nellanima di Giuseppe Verdi, che decise di comporre qualcosa che possa onorare la sua memoria. Nasceva così la sua Messa da Requiem, eseguita per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Chiesa di S. Marco a Milano sotto la direzione dello stesso compositore; del cast vocale facevano parte, tra gli altri, il soprano Teresa Stolz e il mezzosoprano Maria Waldmann che due anni prima avevano interpretato, rispettivamente, Aida e Amneris nella prima italiana di Aida alla Scala. Per questa partitura Verdi utilizzò il Libera me composto pochi anni prima per una Messa per Rossini alla quale egli aveva lavorato insieme ad altri compositori per onorare la scomparsa del musicista pesarese, apportandovi solo pochi ritocchi. La prima riscosse unanimi consensi presso il pubblico italiano, mentre alcune perplessità suscitò nella critica straniera, tedesca in particolare, che però nel corso del tempo rivide le proprie posizioni e riconobbe al Requiem quella forza di suggestione che da allora continua ad affascinare. Biografia: Dallinizio della Stagione 2009/2010 Xian Zhang è Direttore Musicale dellOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nellaprile 2009 ha diretto la Verdi in un concerto alla Sala Paolo VI in Vaticano per il Papa e il Presidente della Repubblica Italiana. Ha ricoperto lincarico di Associate Conductor della New York Philharmonic (prima titolare della Arturo Toscanini Chair) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic che ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. In Europa, futuri importanti impegni prevedono il suo debutto con la Royal Concertgebouw Orchestra (sia nella stagione principale, sia nella rassegna di musica da camera con i musicisti principali dellOrchestra IJ Salon nel Das Lied von der Erde nella versione di Schoenberg), la Finnish Radio Symphony Orchestra, con la prima mondiale di Moon Concerto di Mikko Heiniö, e lOrchestre National de Belgique, con la quale si esibirà allEuropalia Festival. Altri incarichi in Europa comprendono la London Symphony Orchestra, lAccademia Nazionale di Santa Cecilia al Festival di Verona, la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, lOrchestre Philharmonique de Radio France, Residentie Orkest, e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Inoltre dirigerà la NDR Sinfonieorchester Hamburg, la SWR Sinfonieorchester Stuttgart, la Wiener Symphoniker al Bregenz Festival nel 2011 e la ORF Radio Symphonie Orchester Wien alla Vienna Konzerthaus. In Nord America, prossimi impegni includono il suo debutto con la New Jersey Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra, la Minnesota Orchestra e il suo ritorno con la Juilliard Orchestra, dopo lo straordinario successo del tour in Cina della scorsa stagione durante la quale ha diretto, tra laltro, la Chicago Symphony Orchestra, la Toronto Symphony Orchestra, la Indianapolis Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Entusiasta Direttore dopera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: questanno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con lOrchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. Il soprano irlandese Majella Cullagh ha studiato con Maeve Coughlan alla Cork School of Music, e al National Opera Studio di Londra. Si perfeziona adesso a Londra con Gerald Martin Moore. Il suo repertorio include i ruoli di: Adina ne LElisir dAmore di Donizetti (Opera Ireland e Royal Danish Opera), La Comtesse Adèle in Le Comte Ory di Rossini (Glyndebourne Touring Opera), Dorella in Das Liebesverbot di Wagner (Festival di Wexford), Elsie Maynard in The Yeoman of the Guard (Welsh National Opera), Fiordiligi in Così fan tutte (Las Palmas), Manon di Massenet (New Zealand Opera), Micaela in Carmen, Contessa in Nozze di Figaro, Nedda in I Pagliacci, Berenice in LOccasione fa il ladro e Ghita in Der Zwerg (Opera North), Donna Anna in Don Giovanni (Regensburg), Tatjana in Evgenij Onegin (Grange Park Opera), Melissa in Amadigi di Händel (Covent Garden Festival, Brooklyn Academy of Music di New York, Lisbona e Oporto con lOpera Theatre Company), Medea di Gavin Bryar (prima inglese per BBC Scotland), Norina in Don Pasquale (Garsington Opera), Rosalinde in Die Fledermaus, Violetta ne La Traviata e Musetta ne La Bohème (Glyndebourne). Majella Cullagh appare regolarmente in concerto in Inghilterra, Irlanda, Olanda, Spagna, Stati Uniti, e ha preso parte a trasmissioni radiofoniche per la RTE e la BBC. Ha cantato Huit scènes de Faust alla Fenice di Venezia diretta da Jeffrey Tate, e ha cantato Les Soirées Italiennes al Covent Garden Festival. Ha inciso Maritana di Wallace e la Seconda sinfonia di Mendelssohn per Naxos, i ruoli del titolo in Zaira di Mercadante e Zoraida di Granata di Donizetti per Opera Rara, con cui ha inoltre inciso Bianca e Falliero di Rossini con Jennifer Larmore, Matilde in Elisabetta, Regina dInghilterra, eseguita anche a Londra per il 50° di regno della regina Elisabetta, Mozart, The supreme decorator con la Hannover Band diretta da Sir Charles Mackerras, le integrali della Pia de Tolomei, del Diluvio universale di Donizetti e dellAdelaide di Borgogna di Rossini, oltre a tre volumi di arie da camera, duetti, terzetti ed ensembles, accompagnati dal pianoforte per la serie Il Salotto. Tra i suoi ultimi impegni: The Death of Klinghoffer, La Morte di Didone, Stabat Mater di Rossini, Poliuto di Donzietti diretto da Giuliano Carella al Konzertgebouw di Amsterdam, Ninetta in La Gazza Ladra (incisa per Chandos) e Arminda ne La Finta Giardiniera di Mozart al Festival di Garsington e al Barbican Centre di Londra, Musetta ne La Bohème alla Royal Albert Hall con la regia di Francesca Zambello, il ruolo del titolo nella Pia de' Tolomei di Donizetti alla Royal Festival Hall di Londra, Maria Stuarda di Donizetti allOpera di Stoccolma, alla Vlaamse Opera di Anversa ed alla Dallas Opera, Il Diluvio universale di Donizetti con Opera Rara al Theatre Royal Drury Lane di Londra, Stabat Mater di Rossini al Barbican Centre di Londra con la BBC Symphony Orchestra, Adelaide di Borgogna al Festival Internazionale di Edinburgo, Rosina ne Il Barbiere di Siviglia allOpéra de Toulon diretta da Giuliano Carella, Falstaff di Michael Balfe alla National Concert Hall di Dublino (con incisione live). Tra i suoi prossimi impegni: Linda di Chamounix al Teatro Donizetti di Bergamo, Roberto Devereux diretto da Richard Bonynge a Londra, Guillaume Tell alla Queen Elizabeth Hall di Londra, Alzira di Verdi e Il diluvio universale di Donizetti a St. Gallen, Messa da Requiem di Verdi al Konzertgebouw di Amsterdam. Maria Josè Montiel è nata a Madrid dove ha studiato canto al Real Conservatorio e dove si é laureata in storia e scienza della musica presso l'Universidad Autònoma. Si è perfezionata successivamente a Vienna con Serna Jurinac e Olivera Miljakovic. Ha vinto il premio "Lucrezia Arana" di Madrid, della il "Plácido Domingo" dal Madrid Friends of Music Association; "Ojo Crítico" dalla Spanish Public Radio come riconoscimento delle sue qualità vocali, musicali e per la varietà del suo repertorio; il "Federico Romero" dalla S.G.A.E "come ambasciatrice della musica spagnola nel mondo". Si è esibita nei più importanti palcoscenici del mondo: Teatro alla Scala di Milano, Carnagie Hall di New York, Kennedy Center di Washington, Pleyel di Parigi, Teatre du Capitol di Tolosa, Finland Hall di Helsinki, Musikverein e Konzerthaus di Vienna, Nuovo Teatro Nazionale di Tokio, NAC di Ottawa, Concert Hall di Cincinnati, Doelen di Rotterdam, Opera di Budapest, Theatre de la Monnaie di Bruxelles, Grand Opera National di Varsavia, Teatro Regio di Parma, Pellettier Hall di Montreal, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Verdi di Trieste, Town Hall di Sidney, Teatro Real e Auditorium di Madrid, Palau di Barcellona e Valencia, Stadt Theater di Berna, al Saarbrüken Festival, con la Philarmonica di Varsavia, lOpera di Los Angeles e molti altri. Ha lavorato con importanti direttori d'orchestra quali Riccardo Chailly, Gomez Martinez, Jacques Delacote, Leonard Slatkin, Garcia Navarro, Charles Dutoit, Sir Neville Mariner, Romano Gandolfi, Spivakov, Paul Decker, M. Bodmer, M. Foster, Janos Kovacs, J. Tate, J. Mercier, J. Webb, Tortelier, Benini, solo per nominarne alcuni. Per l'apertura del Teatro Real di Madrid ha cantato La Vida Breve (nel ruolo di Salud) di Da Falla con Jaime Aragall, così come in occasione del Gala per il centenario dello SGAE, con Montserrat Caballé e Alfredo Kraus e il Gala per i 150° anniversario del Teatro Real, sotto la direzione di Placido Domingo. Ha recentemente riscosso gran successo con la sua interpretazione del Requiem di Verdi a Milano e presso la NHK di Tokio con Chailly, davanti a più di quattromila spettatori, replicando tale trionfo anche a Vienna (Konzerthous), a Francoforte (Alte Opern Hause), a Milano (Auditorium di Milano Fondazione Cariplo) e a Budapest (New Music Auditorium). Ha cantato con Placido Domingo per la riapertura del Teatro Avenida di Buenos Aires e al Gala de Reyes allAuditorium di Madrid; è stata Luisa Fernanda sul palcoscenico della Scala di Milano e della Washington Opera. I critici sono concordi nel descriverla come la più affascinante e sensuale Carmen del panorama operistico contemporaneo, per il particolare colore della sua voce e la vincente interpretazione personale del ruolo. Le sue più recenti interpretazioni dellopera di Bizet lhanno portata nellaprile 2007 a Tolosa al Théatre du Capitol e a dicembre dello stesso anno a Tokio, per una nuova produzione del New National Theatre. In ambito operistico è stata inoltre Cherubino in Le Nozze di Figaro; Sesto in La Clemenza di Tito; Leonora in La Favorita; Charlotte in Werther; Rosina in Barbiere di Siviglia; Giulietta in Racconti d'Hoffmann, Morgana in Merlin. Nel repertorio sinfonico si è esibita in Summer Nights di Berlioz, Lieder eines Fahrenden Gesellen e Sinfonia n. 2 e 8 di Mahler, Damnation of Fauste di Berlioz, Requiem di Verdi, Gloria di Vivaldi, Stabat Mater e Missa Solemne di Rossini, Nona Sinfona di Beethoven, Schéhérazade di Ravel, Rapsodia di Brahms, Il Tramonto di Respighi, etc... Ha allattivo più di 120 recital eseguiti in gran parte con Miguel Zanetti, da alcuni dei quali sono stati tratti dei cd; la sua registrazione Modinha con Luiz de Maura Castro è stata finalista ai Grammy Awards del 2002. Recentemente è stata acclamata la sua esibizione nello Stabat Mater di Rossini diretto da Chailly a Milano, la Rapsodia di Brahms sempre a Milano, così come le molte produzioni di Carmen di Bizet in Italia, Germania e Svizzera (questultima sotto la direzione di Gomez Martinez), a Tokyo (con Jacques Delacôte); Luisa Fernanda al Washington Kennedy Center con Plácido Domingo e il Requiem di Verdi diretto da Chailly a Vienna, Francoforte, Milano, Budapest e Lipsia. Il tenore Jon Villars è nato a Panama City, ha studiato alla Juilliard School. Ha vinto numerosi premi tra cui il Metropolitan Opera National Council Audition e si è rapidamente imposto come uno dei più promettenti tenori drammatici della sua generazione. Collabora con direttori come: Claudio Abbado, Vladimir Ashkenazy, Daniel Barenboim, Pierre Boulez, Sylvain Cambreling, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Colin Davis, Charles Dutoit, Bernard Haitink, Kurt Masur, Zubin Mehta, Ingo Metzmacher, Simon Rattle, Giuseppe Sinopoli, Leonard Slatkin, Jeffrey Tate, Michael Tilson Thomas, David Zinman. Ha cantato il Tamburmaggiore nel Wozzeck a Berlino e al Salzburger Festspiele con Abbado poi al Maggio Musicale Fiorentino con Mehta. Al Maggio Musicale Fiorentino ha debuttato Bacchus nell'Ariadne auf Naxos con Zubin Mehta e la regia di Jonathan Miller, ruolo cantato con grande successo alla Semperoper di Dresda con Colin Davis, alla Lyric Opera di Chicago, al Teatro Regio di Torino con Jeffrey Tate, alla Bayerische Staatsoper di Monaco e al Teatro alla Scala di Milano con Sinopoli, alla Staatsoper di Vienna, al Festival di Salisburgo, al Théâtre du Châtelet di Parigi all'Opéra Bastille, e al Metropolitan Opera di New York. Altro importante ruolo nel suo repertorio è Oedipus Rex di Stravinskij cantato al Teatro alla Scala e con la Montreal Symphony Orchestra. Jon Villars si cimenta anche nel repertorio italiano e francese; ha cantato Aeneas nei Troyens di Berlioz al Festival di Salisburgo con Cambreling, alla Bayerische Staatsoper con Mehta, con la Chicago Symphony Orchestra, e al Maggio Musicale ancora con Mehta. Con Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker, ha cantato Florestan nel Fidelio a Salisburgo e a Berlino, con registrazione EMI e ultimamente in tournée a Tokyo. Inoltre nel 2004 ha cantato al Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona Calaf con Zoltan Pesko e la regia di Andrej Serban. Il repertorio concertistico di Villars comprende: Das Lied von der Erde di Mahler eseguito con Pierre Boulez, Giuseppe Sinopoli, Eiji Oue, David Zinman, James Conlon, Kurt Masur. Ha cantato inoltre la Sinfonia n. 8 di Mahler con Michael Tilson Thomas, David Zinman, Vladimir Ashkenazy, Riccardo Chailly, Bernard Haitink, Chung e Simon Rattle. Sempre nel repertorio concertistico Jon Villars ha cantato Gurrelieder di Schönberg allAccademia di Santa Cecilia con Chung, con la Minnesota Orchestra e ai BBC Proms di Londra. Con Seven Gates of Jerusalem di Penderecki ha debuttato con la New York Philharmonic e Kurt Masur. Di Beethoven Villars ha cantato: la Missa Solemnis con Wolfgang Sawallisch, Leonard Slatkin e Zubin Mehta, e la Sinfonia n. 9 eseguita con Chung, Barenboim, alla Minnesota Orchestra al Festival di Tanglewood, al Teatro Real di Madrid e al Palau de la Musica di Valencia. Nel 2005 ha debuttato a Bruxelles al Théâtre Royal de la Monnaie con Frau ohne Schatten/Kaiser, dir. K. Ono; successivamente è stato a New York al Metropolitan Opera con Ariadne auf Naxos/Bacchus; inoltre ha inaugurato la stagione del Teatro San Carlo di Napoli, cantando Florestan nel Fidelio di Beethoven sotto la direzione del Maestro Netopil; al Teatro alla Scala di Milano ancora con lopera Ariadne auf Naxos sotto la direzione di Jeffrey Tate. Nella stagione 2006-2007 allOpera Bastille di Parigi ha interpretato con enorme successo di pubblico e critica il ruolo delleroe Enea da Les Troyens di Berlioz; a Madrid, Teatro Real, il Wozzeck; infine a Miami ha debuttato Samson et Dalida/Samson nellaprile del 2007. Ha da poco debuttato a Parigi presso lOpera Bastille Frau ohne Schatten nel ruolo del Kaiser, riscuotendo un grande successo. Al Semper Oper di Dresda è stato Bacchus in Ariadne Auf Naxos nel marzo 2008. Ha partecipato al Festival del Tirolo, Direttore G. Kuhn, con musiche di Beethoven (Nona Sinfonia e Fidelio, nel ruolo di Florestan). Ha inciso per EMI, Arthaus, DGG. Il baritono Leo An nasce a Seoul (Corea del Sud) nel 1978. Si diploma in canto all'Università Nazionale Coreana di Arte della sua città natale. Trasferitosi in Italia studia canto con il Maestro Pier Miranda Ferraro. È vincitore di numerosi concorsi in Corea, Giappone, Spagna, Austria, Germania e Italia, tra cui il concorso «Francesco Viñas» (2000, Barcellona, 3° premio), il Concorso «Voci Verdiane» di Busseto (2000, 1° premio), il concorso «Belvedere» di Vienna (2002, 3° premio) e il concorso Internazionale «Aragal» in Spagna (2004, 1° premio). A Seoul debutta nei ruoli di Marcello ne La Bohème, Guglielmo nel Cosi fan tutte, Malatesta nel Don Pasquale e nel ruolo del protagonista in Gianni Schicchi. La sua rapida carriera lo porta ad interpretare Gérmont ne La Traviata al Teatro Verdi di Busseto, nei Teatri di Pisa, Lucca, Livorno, al Festival di San Gimignano, al Luglio Musicale Trapanese, a Figuera da Foz (Portogallo), al Teatro Verdi di Sassari e a Seoul. Al Teatro Coccia di Novara è Ping in Turandot e debutta nel ruolo del Conte di Luna ne Il Trovatore che reinterpreta anche al Festival di San Gimignano e al Teatro delle Muse di Ancona. Al Teatro Coccia di Novara debutta nel ruolo di Valentine nella produzione del Faust ed è il baritono solista nei Carmina Burana. Canta il ruolo del protagonista in Guglielmo Tell a Como, Brescia, Ravenna e Bologna, è Marcello ne La Bohème allOpera House di Deagu, Corea, al Festival dellOpera di Bassano del Grappa e ad Ascoli Piceno sotto la direzione di Marcello Rota ed è Alidoro ne La Cenerentola nei teatri di Pisa, Lucca e al Festival di Todi. Debutta il ruolo del protagonista in Rigoletto al Teatro Comunale di Firenze sotto la direzione di Fabio Luisi e ritorna con successo nello stesso ruolo al Teatro São Carlos di Lisbona e a Seoul in Corea. È Gérard in Andrea Chénier a Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia e Como, al Luglio Musicale Trapanese, al Teatro Lirico di Cagliari e a Seoul. Grande successo riscuote nel ruolo de il Marchese de Bois Doré in Lauriane di A. Machado al Teatro São Carlos di Lisbona, è Lescaut in Manon Lescaut al Teatro Lirico di Cagliari dove riscuote un personale successo anche nel ruolo di Nabucco. È Amonasro in Aida al Luglio Musicale Trapanese e Scarpia in Tosca al Teatro Verdi di Sassari e a Seoul, Renato in Un Ballo in Maschera al Teatro Comunale di Firenze. Ha debuttato al Festival Pucciniano di Torre del Lago con Ping in Turandot. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 8 ottobre 2009 ore 20.30 Venerdì 9 ottobre 2009 ore 20.00 Sabato 10 ottobre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Jean Sibelius Concerto in Re minore per violino e orchestra op. 47 Sergej Prokof’ev Romeo e Giulietta, suite dal balletto (a cura del Maestro Marshall) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Francesca Dego Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 8 ottobre 2009 ore 20.30 Venerdì 9 ottobre 2009 ore 20.00 Sabato 10 ottobre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Il virtuosismo del concerto di Sibelius per la giovanissima violinista Francesca Dego Torna a dirigere la Verdi il Maestro Wayne Marshall, dalla passata Stagione Direttore Principale Ospite. Insieme a lui, la ventenne e già affermata violinista Francesca Dego che si esibisce per la prima volta all’Auditorium di Milano. Francesca Dego è considerata dal pubblico e dalla critica fra le migliori interpreti italiane della nuova generazione; diplomata con lode e menzione speciale al Conservatorio di Milano, si è già esibita da solista e in formazioni cameristiche in numerosi concerti sia in Italia che all’estero. Eseguirà il Concerto per violino e orchestra in Re minore di Sibelius, caposaldo del repertorio tardo romantico per violino, in cui la musica è legata ad un melodizzare semplice e mai banale. Nella seconda parte, la suite curata dallo stesso Wayne Marshall dal balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev, dal carattere fortemente espressionista. Francesca Dego suona un violino Pietro Grulli (Cremona 1885). La Verdi, insieme a Francesca Dego e Wayne Marshall, saranno i protagonisti di due concerti che si terranno a Roma (17 ottobre) e Palermo (3 novembre) nell’ambito di una lunga tournée in Italia, che toccherà anche le città di Torino, Mantova, Mestre e L’Aquila nel mese di ottobre; Messina, Palmi, Lamezia Terme, Taranto, Bari, Teramo, Pescara Campobasso e Sulmona nel mese di novembre. Programma: Il Concerto per violino e orchestra in Re minore op. 47 venne composto da Jean Sibelius nel 1903. In seguito all’insuccesso della prima esecuzione, Sibelius decise di apportare alcune modifiche e la nuova versione venne eseguita a Berlino con C. Halir al violino e R. Strauss alla direzione (19 ottobre 1905). La revisione non ha tuttavia menomato lo slancio e la libertà formale del primo getto; Sibelius conserva al violino la supremazia della composizione, ribadita più che insidiata dal vigore dell’orchestra. Il finale è un rondò di scalpitante, zingaresca vivacità: il solista lo imposta con ritmi spavaldi e poi con uno scintillante virtuosismo di salti acrobatici. Scritto tra il 1935 e il 1936, Romeo e Giulietta fu il primo balletto composto da Sergej Prokof’ev nella Russia sovietica e venne rappresentato la prima volta al teatro dell’Opera di Brno (1938), che lo accolse con grande entusiasmo. La genesi di Romeo e Giulietta è piuttosto tormentata. Prokof’ev e il regista teatrale Sergej Radlov lavorano al soggetto dapprima con il coreografo Rostislav Zacharov e il drammaturgo Adrian Pëtrovskij ma sia il Teatro Kirov sia il Bol’šoj, che pure a suo tempo hanno steso un contratto, lo rifiutano. Il compositore si rivolge allora a un altro coreografo, Leonid Lavroskij, dalla cui non sempre facile collaborazione nascerà la versione che sarà poi rappresentata soltanto nel 1940. Nel frattempo Prokof’ev ha tratto dal balletto due suite di sette danze ognuna. In queste due suite Prokof’ev ha ordinato i brani non rispettando la successione che essi occupano all’interno del balletto, rispetto cioè alla trama; inoltre, ogni numero musicale corrisponde spesso a più di una scena, intera o parziale, del balletto originale. Biografie: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Cherubini, L’Accademia di Santa Cecilia di Roma sino all’incarico di direttore principale ospite presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari, è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. A giugno è tornato come ogni anno a Vienna e nel mese di luglio ha effettuato un grande tour in Venezuela con l’Orchestra di giovani di Gustavo Dudamel. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town, sempre di Bernstein, che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Durante la stagione 2009/2010 tornerà a dirigere a Cagliari, dove riprenderà Wonderful Town, poi a Napoli, Roma, Parma, debutterà a Verona e Udine, e con la Verdi di Milano effettuerà un incredibile tour di oltre 15 concerti attraverso tutta l’Italia. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, “A Scotch Bestiary”, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei e nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth. Wayne Marshall vive a Malta con la compagna, la pianista Jennifer Micallef. Francesca Dego (Lecco 1989) è considerata dal pubblico e dalla critica fra le migliori giovani interpreti italiane della nuova generazione. La sua carriera in rapida ascesa l’ha portata negli ultimi anni a esibirsi da solista e in formazioni cameristiche in numerosi concerti sia in Italia che all’estero (Stati Uniti, Messico, Argentina, Uruguay, Israele, Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera). Nel 2008 e’ stata la prima violinista italiana ad entrare in finale al Premio Paganini di Genova dal 1961 aggiudicandosi inoltre il premio speciale “Enrico Costa” riservato al più giovane finalista. Per Salvatore Accardo Francesca è “uno dei talenti più straordinari che io abbia incontrato. Possiede una tecnica infallibile e brillante, un suono bello, caldo e affascinante, la sua musicalità è al tempo stesso fantasiosa e molto rispettosa del testo.” Diplomata con lode e menzione speciale al Conservatorio di Milano, ha studiato e continua a perfezionarsi con Daniele Gay, che la segue da quando ha 9 anni, con Salvatore Accardo all’ Accademia Stauffer di Cremona e all’Accademia Chigiana a Siena, e con Itzhak Rashkovsky al Royal College of Music a Londra. Ha inoltre partecipato a masterclass e corsi di perfezionamento con grandi violinisti tra cui Shlomo Mintz, Ida Haendel, Leonidas Kavakos, Massimo Quarta, Hagai Shaham e Vadim Gluzman. Ha suonato da solista con importanti orchestre tra cui i Cameristi della Scala, la Filarmonica del Conservatorio di Milano diretta da György Györiványi Ráth (con la quale ha debuttato in Sala Verdi a Milano a soli 15 anni con il concerto di Brahms dopo essere tornata da una tournée che l’ha portata ad esibirsi in 11 concerti nelle città più importanti di Gran Bretagna e Irlanda), l’Orchestra di Sofia, l’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna “Arturo Toscanini” diretta da Julian Kovatchev, I Solisti di Rostov della Rostov State Theatre diretti da Maurizio Dones, la Israel Sinfonietta Beer-Sheva (Sinfonia Concertante di Mozart al Teatro d’Opera di Tel Aviv con Shlomo Mintz alla viola), l’Orchestra Sinfonica “M. Jora” di Bacau, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, la Filarmonica di Torino, l’Orchestra del Teatro “Carlo Felice” di Genova diretta da Christopher Franklin, l’Orchestra “I Pomeriggi Musicali” diretta da Daniele Rustioni e L’Orchestra Regionale Toscana. E’ molto attiva anche in ambito cameristico esibendosi regolarmente con la pianista Francesca Leonardi e L’Erato Piano Trio e collaborando con grandi musicisti quali Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Rocco Filippini, Franco Petracchi e Antonio Meneses. Con Giuranna e Meneses ha inoltre recentemente partecipato a una tournée in Sud America suonando in sale prestigiose tra cui il Teatro Solis di Montevideo e il Teatro Coliseo di Buenos Aires. I suoi due CD, pubblicati nel 2005 e nel 2006 dalla Sipario Dischi, hanno incontrato subito il favore della critica. La sua registrazione del concerto di Beethoven a 14 anni è stata usata in gran parte come colonna sonora per il film documentario americano “The Gerson Miracle”, vincitore della Palma d’Oro 2004 al prestigioso Beverly Hills Film Festival e brani dal suo secondo disco sono stati inseriti nella colonna sonora del nuovo film del pluripremiato regista americano Steven Kroschel, “The Beautiful Truth”, uscito nel 2008. Estratti di suoi concerti e registrazioni sono stati trasmessi in programmi televisivi in Italia, Germania, Stati Uniti e Israele, su RAI 3, Sky, Radio Classica, Radio Popolare e alla Radio della Svizzera Italiana. Suona un violino Pietro Grulli (Cremona 1885). |
| Giovedì 22 ottobre 2009 ore 20.30 Venerdì 23 ottobre 2009 ore 20.00 Domenica 25 ottobre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Franz Schubert Rosamunda D. 797, musica di balletto I n. 2 Johannes Brahms Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 Franz Schubert Sinfonia n. 9 in Do maggiore D. 944 La Grande Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Rahel Rilling Violoncello Dávid Adorján Direttore Helmuth Rilling Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Date concerti Giovedì 22 ottobre 2009 ore 20.30 Venerdì 23 ottobre 2009 ore 20.00 Domenica 25 ottobre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Helmuth e Rahel Rilling: Brahms in famiglia Torna allAuditorium di Milano Fondazione Cariplo il Maestro Helmuth Rilling, grande specialista del repertorio barocco, in questo concerto con la Verdi concentrato sul repertorio romantico tedesco. Il concerto si apre con Rosamunda, principessa di Cipro, dramma scenico scritto da Schubert nel 1823 su testo di Helmina von Chézy, di cui si eseguiranno le musiche di balletto primo N. 2. Segue il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 di Brahms, grande erede della tradizione tedesca, che vedrà lesibizione della giovane Rahel Rilling al violino, formatasi con Wolf-Dieter Streicher a Stoccarda, con Yair Kless a Tel Aviv, con Michael Mücke al Conservatorio di Berlino e con Nora Chastain al Conservatorio di Zurigo; insieme a lei, Dávid Adorján al violoncello, che ha studiato con Jan Polasek, Frans Helmerson e Heinrich Schiff. Il concerto si chiude con uno dei capisaldi della letteratura sinfonica di tutti i tempi, la Sinfonia n. 9 La Grande di Schubert, composta tra il 1825 e il 1827, allepoca opera poco compresa. Lopera venne scoperta da Schumann e Mendelssohn, che ne diresse la prima esecuzione assoluta nel marzo 1839. Programma: Schubert compose le musiche di scena di Rosamunda, principessa di Cipro nel 1823. Il rapporto di Schubert con il teatro fu particolarmente complesso e difficoltoso lungo lintero arco della sua attività creativa. Solo le musiche di scena per Rosamunde, le uniche parti superstiti, ancora oggi vengono eseguite piuttosto regolarmente. Loccasione per la stesura della partitura venne da Helmina von Chézy che si occupò della stesura del testo (il manoscritto andò perduto). Rappresentato la prima volta a Vienna al Theater an der Wien, il 20 dicembre 1823, ottenne un totale insuccesso. Il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102, scritto da Brahms nel 1887, è lultimo lavoro sinfonico del compositore. Il suo carattere intimo e contemplativo, infatti, lascia pensare a una impostazione piuttosto cameristica e anche il trattamento degli strumenti solistici, quasi privi di virtuosismi, privilegia il tono di un calmo dialogo di tipo cameristico. Questo è più evidente nel secondo movimento Andante, dove lo sviluppo melodico si svolge in modo ampio e quasi incantato. Anche lultimo movimento Vivace non troppo non si conclude non il tipico sfoggio di bravura dei solisti, ma rimane nellambito di una distesa cantabilità. A tre grandi compositori si deve il successo della Sinfonia in Do maggiore La Grande di Franz Schubert. Per primo naturalmente lautore stesso, che la scrisse tra lestate 1825 e la primavera del 1828. Una prima esecuzione era stata programmata subito dopo la morte del compositore, ma la Sinfonia venne considerata troppo lunga e difficile e quindi sostituita con unaltra composizione dellautore. Qualche anno dopo la morte di Schubert (1828), Robert Schumann andò a trovare suo fratello Ferdinand, che gli mostrò, tra le altre cose, la partitura di numerose sinfonie molte delle quali non erano ancora state eseguite. E, dopo il successo della prima a Lipsia nel 1839 con la Gewandhausorchester, lo stesso Schumann così scrisse a Mendelssohn: Ascoltando questa Sinfonia mi sono subito reso conto che essa costituisce l'apice della produzione di Schubert e non solo. Essa rivela più di quanto la musica non abbia saputo esprimere in un secolo - è sorretta da una fluttuante melodiosità, da gioia e dolore, ma soprattutto da una tecnica magistrale e da colori orchestrali che pur sforzandoci di ricordare sono lontani dalla nostra memoria. Inoltre, a differenza dei critici di allora e di qualche studioso, Schumann ne elogiava anche quella «sublime lunghezza» che dava il senso dell'infinito. Biografie: La musica dovrebbe far trasalire la gente e raggiungerla nel profondo. Non dovrebbe mai essere né semplicemente confortevole, né rilassante. Questo è il credo di Helmuth Rilling. Nato a Stoccarda nel 1933, è conosciuto in tutto il mondo come direttore, pedagogo, nonché ambasciatore di Johann Sebastian Bach nel mondo. Nel 1954 ha fondato la Gächinger Kantorei e 11 anni più tardi il Bach Collegium Stuttgart come partner orchestrale regolare del coro. Ad allora risale lintenso impegno di Rilling con la musica di Bach. Affascinato anche dalla musica corale romantica dimenticata, Helmut Rilling ha commissionato e diretto musica corale contemporanea. Insieme con i suoi ensemble o come direttore ospite, si è esibito nei più prestigiosi teatri in Europa, Stati Uniti, Canada, Asia e Sud America. Inoltre ha coltivato una speciale amicizia con la Israel Philharmonic Orchestra per più di trentanni. Il Professor Rilling è cofondatore e Direttore Artistico dellOregon Bach Festival, nato nel 1970 e oggi riconosciuto come uno dei più importanti festival di musica degli Stati Uniti. Nel 1981 Rilling ha fondato la Internationale Bachakademie Stuttgart, dedicata in un primo momento a diffondere la musica di Bach ed in seguito cresciuta come istituzione con vari ambiti di attività: ensemble (Gächinger Kantorei e Bach-Collegium Stuttgart), concerti (Akademie-konzerte, Bachwoche Stuttgart e Musikfest Stuttgart), educazione e attività sul territorio (masterclass, simposi, programmi per bambini). Lavorare con giovani musicisti di tutte le parti del mondo è sempre stata una priorità del lavoro di Rilling, tanto da portarlo nel 2001 a formare la Festivalensemble Stuttgart, un coro e unorchestra internazionali composta da giovani per speciali esibizioni e progetti di registrazione (fino al 2009). Rilling organizza workshop per studenti in tutte le parti del mondo nelle sue Bach Academies internazionali. Prova della sua inesauribile attività sono le centinaia di CD, registrazioni radiofoniche e televisive. E stato il primo a registrare un significativo numero di Cantate di Bach. Inoltre, è stato la mente organizzativa del progetto dellInternational Bachakademie per lincisione dellopera omnia di Bach su ben 172 CD, in occasione dellanniversario di Bach nel 2000. Nello stesso anno ha vinto lambito Grammy Award per lincisione del Credo di Krzystof Penderecki ed ha ricevuto la nomination nel 2001 per il Deus Passus di Wolfgang Rihm. Recenti registrazioni includono lavori di Haydn, Händel e di Sofia Gubaidulina (Passione e resurrezione di Gesù Cristo secondo San Giovanni vincitore del premio Echo Klassik nel 2008) e la registrazione dal vivo nel 2007 con lEnsemble del Festival di Stuttgart del War Requiem di Britten (vincitore del premio Editors Choiche del British Gramophone Magazine). Tra gli altri, ad Helmuth Rilling è stato assegnato lUNESCO International Music Prize nel 1994 e il Theodor Heuss Prize nel 1995 (Taten der Versöhnung). Nel 2003 è diventato Membro Onorario dellAmerican Academy of the Arts and Sciences; Nel 2008, in occasione del suo 75° compleanno, è stato premiato con la Staufer Gold Medal, la più alta onorificenza nella regione del Baden-Württemberg. Recenti apparizioni includono la prima della Messa in Do minore di Mozart completata da Robert Levin nel 2005 e nel 2007 la Passione secondo Matteo di Bach diretta alla Carnegie Hall di New York. Nel 2008 Rilling si è esibito a Milano, Taipei, negli Stati Uniti e nella Basilica di S. Pietro a Roma. Nel marzo 2009 ha diretto in una lunga tournée la Gächinger Kantorei Stuttgart e la Israel Philharmonic Orchestra; nel dicembre presenterà il Messiah di Handel con il coro e la New York Philharmonic alla Avery Fisher Hall. Rahel Rilling è nata a Stoccarda, ha preso la sua prima lezione di violino alletà di 4 anni. Ha studiato con Wolf-Dieter Streicher a Stoccarda, con Yair Kless a Tel Aviv, con Michael Mücke al Conservatorio Hanns-Eisler di Berlino e con Nora Chastain al Conservatorio di Zurigo/Winterthur. Ha tratto nuovi impulsi musicali partecipando alle masterclass di Zakhar Bron, Joseph Silverstein e Mauritio Fuks. Rahel Rilling è stata per tre anni primo dei secondi violini dellOrchestra Sinfonica della NDR di Amburgo. Oggi suona come primo violino per lOregon Bach Festival e per il Bach-Collegium di Stoccarda. Rahel Rilling si esibisce regolarmente sia come solista, sia in ensemble da camera in diversi Festival in USA, Sud America e Europa. Nel 2006 ha fondato un suo festival di musica da camera, lHohenstaufen a Stoccarda. Inoltre ha tenuto delle masterclass in diversi conservatori in Venezuela. Come solista ha suonato in Germania e allestero, tra gli altri con lOrchestar Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la Simon Bolivar Orchester di Caracas, lOrchestra da Camera di Stoccarda e lOrchestra Sinfonica della NDR di Amburgo. Rahel Rilling suona un violino Tomaso Balestrieri (Cremona del 1767). Dávid Adorján è nato a Colonia nel 1972; ha iniziato le sue prime lezioni di violoncello a 5 anni. I suoi insegnanti sono stati Jan Polasek, Frans Helmerson e Heinrich Schiff. Nel 1986 Dávid Adorján viene premiato al concorso Jugend Musiziert", nel 1993 ottiene il Premio per giovani talenti Gasteig e nel 1994 vince il primo premio al concorso internazionale di violoncello di Gorizia, in Italia. Nel 1999 diventa violoncellista solista nella Deutschen Symphonie-Orchester di Berlino. Dávid Adorján si esibisce in ensemble da camera con Renaud Capuçon, Jörg Widmann, Bruno Weinmeister, Heinrich Schiff, con i pianisti Alexander Lonquich, Oliver Triendl, Alexandre Rabinovitch, Paolo Giacometti e Anna Gourari. Come solista ha tenuto concerti con diverse orchestre in Germania, Italia, Francia, Turchia, Slovenia, Austria, Giappone e Sud America, sotto la direzione, tra gli altri, di Christopher Hogwood, Michael Gielen e Mariss Jansons. Testimonianza del suo livello artistico raggiunto sono le produzioni radiofoniche per Bayerischen Rundfunk, SWR, WDR, per la svizzera DRS, così come le produzioni discografiche per le etichette come CPO e Thorofon. Dávid Adorján suona un violoncello di Carlo Giuseppe Testore (Milano 1697). |
| COMUNICATO STAMPA sabato 24 ottobre 2009 ore 15.30 Primo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica VARIETE DEGLI ANIMALI Camille Saint-Saëns Il carnevale degli animali Luciano Berio Sequenza V per trombone solo Igor Stravinskij Tre pezzi per clarinetto solo Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Trombone Giuliano Rizzotto Clarinetto Fausto Ghiazza Autore, attore, regista Bustric Direttore Mario Ancillotti Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto sabato 24 ottobre 2009 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 Riapre la divertente e fortunata rassegna del Crescendo in Musica con Bustric e Il carnevale degli animali Al via i concerti del ciclo Crescendo in Musica, dieci appuntamenti per i bambini e le loro famiglie (aperti anche alla scuole) il sabato pomeriggio alle ore 15.30, a cura di Lucia Mencaroni. I protagonisti delle storie saranno mimi, attori, ballerini, che guideranno i piccoli alla comprensione dei brani proposti affinché l'appuntamento del sabato pomeriggio diventi una piacevole abitudine per i bambini, le loro famiglie, le scolaresche e i loro insegnanti. L'anno scorso hanno partecipato alla rassegna più di 12.000 bambini, un pubblico che varia dai 900 al tutto esaurito per ciascun concerto. Lundicesima edizione si inaugura sabato 24 ottobre con Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns interpretato da Bustric, autore, attore e regista, e lOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Mario Ancillotti. A seguire, le due prime parti della Verdi Giuliano Rizzotto, trombone, e Fausto Ghiazza, clarinetto, interpreteranno la Sequenza V per trombone solo di Berio e Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij. Così Sergio Bini, in arte Bustric, racconta il suo spettacolo: Il Varietè degli animali è un Concerto di Teatro, dove il teatro e la musica raccontano assieme. La musica, che per sua natura offre la meravigliosa libertà di suggerire immagini diverse ad ognuno pur essendo la stessa per tutti, mi ha ispirato questo Varietà degli Animali. Uno spettacolo dArte Varia, dove la pantomima, il giocoliere e la magia ne sono la sostanza. Un divertimento dove Bustric, brano dopo brano, diviene con laiuto di piccole invenzioni un essere, ogni volta diverso, del mondo animale, partendo da Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns. Si ha così la costruzione di un Bestiario Immaginario che inventa e rappresenta un Varietè con numeri dabilità straordinari. Uno spettacolo interpretato da Animali di cui lattore (luomo), veste i panni. Un gioco sulla natura e le sue straordinarie forme e forse il suggerimento e la speranza che essa non venga dimenticata. E il Direttore Mario Ancillotti: Cosa fa il direttore dorchestra se non trasformare la musica in gesti funzionali alla comprensione delle orchestre? Dalla sintesi di questi gesti dipende il livello di unesecuzione. Dunque non è poi così azzardato avvicinare la musica allarte dei movimenti, sia essa la danza o la mimica o quanto altro di simile possa essere: tutte queste non hanno necessità di mediazione: sono linguaggi diretti e universali che raggiungono piccoli e grandi. Vi sono musiche che sembrano scritte apposta per essere comprese più fisicamente che intellettualmente, per il loro senso ora enigmatico, ora insinuante, ora primitivamente ritmico. E il caso dei Tre pezzi per clarinetto di Stravinskij, la cui origine è legata alla nascita dellHistoire du soldat, lo spettacolo ideato dapprima come piccolo teatro ambulante che andò in scena a Losanna alla fine di settembre del 1918 con la direzione di Ansermet. Anche la Sequenza V per trombone di Berio, ispirata dal grande Grock lultimo grande clown suo vicino di casa, racconta le sensazioni e le emozioni del piccolo Berio durante un suo spettacolo: Durante uno dei suoi numeri, una volta soltanto nel corso della serata, interrompeva improvvisamente i suoi gesti e, fissando il pubblico con uno sguardo disarmante domandava: WARUM (perché). Non sapevo se dovevo ridere o piangere e avevo voglia di tutte e due. Dopo questa esperienza non ho più rubato arance nel suo giardino. |
| COMUNICATO STAMPA A causa di gravi problemi familiari il tenore Marcello Giordani sarà impossibilitato a cantare nei concerti in calendario questa settimana con la Verdi (24, 25, 27 settembre) sotto la direzione di Roberto Abbado. In programma le Otto romanze di Giuseppe Verdi nella trascrizione di Luciano Berio. La Fondazione ringrazia il tenore Giuseppe Varano che lo sostituirà e che si è reso disponibile allultimo momento. Biografia Il giovane tenore Giuseppe Varano ha ottenuto un ottimo successo personale con La bohème al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, dove è tornato per La traviata. Di particolare rilievo anche il recente, felice debutto a Palma di Mallorca nel Faust. Nel settembre 2009 ha cantato Macbeth in Cina con i complessi del festival di Savonlinna, dove nel luglio 2010 sarà Pinkerton in Madama Butterfly. Nella stagione 2009/2010 esordirà a Lipsia cantando ancora La bohème. Si è diplomato nel 2002 presso il Conservatorio A. Corelli di Messina sotto la guida del M° Antonino Bevacqua. In seguito ha frequentato il corso di alto perfezionamento vocale Voci Verdiane indetto dalla Fondazione Arturo Toscanini di Parma e approfondito la sua formazione artistica con Paolo Barbacini e Natale De Carolis. Giuseppe Varano ha debuttato nel luglio 2003 in La traviata a Busseto con la regia di Franco Zeffirelli. In seguito ha interpretato, fra laltro, Madama Butterfly al teatro Coccia di Novara (gennaio 2006), Didone Abbandonata di Baldassarre Galuppi (settembre 2006) al teatro Caio Melisso di Spoleto (registrato in CD da Bongiovanni), Lucia di Lammermoor (ottobre 2006) a Spoleto e in varie città dellUmbria. Al Concorso Aslico 2007 viene proclamato idoneo nel ruolo di Edgardo in Lucia di Lammermoor. Ricordiamo ancora il debutto in La Bohème al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto (agosto 2007) e, nel settembre 2007, Il Trovatore al Teatro Nuovo di Spoleto. E ancora Pinkerton in Madama Butterfly nei teatri del Circuito Lombardo. E apprezzato interprete della Messa di Requiem di Verdi, che ha eseguito con successo in Italia e allestero. |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 27 settembre 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte MAHLER Gustav Mahler, Sinfonia n. 10 in Fa diesis (incompiuta) (con esempi da Gustav Mahler, Sinfonia n. 9 in Re maggiore) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 27 settembre 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Al via la rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica – II parte” a cura di Francesco Maria Colombo Dopo il grande successo dei discovery della passata stagione, la rassegna dedicata alla musica del Novecento propone quest’anno 10 nuovi appuntamenti a cura del Maestro Francesco Maria Colombo. Ciascun incontro, della durata di poco più di un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto del brano scelto. Questo primo appuntamento, in programma domenica 27 settembre alle ore 11.00 all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, sarà dedicato alla Sinfonia n. 10 di Mahler, rimasta incompiuta per l’improvvisa morte del compositore: è l’ultimo commiato dal mondo nel segno della tristezza e del silenzio, nella pacificazione di ogni contrasto drammatico. Il ciclo dei discovery-concert vengono così raccontati da Francesco Maria Colombo: “La struttura degli incontri rimane la stessa: ogni concerto prevede un'introduzione di carattere storico-estetico, l'analisi dei brani "live" con l'orchestra, e l'esecuzione vera e propria. Quello che cambia è l'orizzonte geografico e stilistico. Durante il primo anno erano coinvolti gli autori francesi e anglo-americani, il fenomeno del Neoclassicismo, e avevamo fatto un'incursione in autori più vicini al nuovo millennio, Messiaen e Berio. Nella stagione 2009/2010 sarà la volta della Germania, o meglio del multiforme mondo di diverse "Germanie", da Mahler alla Seconda Scuola di Vienna, da Strauss a Kurt Weill; si toccheranno poi le scuole nazionali con Janacek e i compositori sovietici (Prokofiev-Shostakovich), per concludere con Ligeti. Nell'occasione del 25 aprile verrà eseguita un'opera-simbolo delle avanguardie del Novecento, di enorme impegno tecnico e spirituale: "Il canto sospeso" di Luigi Nono su frammenti di lettere di lettere di condannati a morte della resistenza europea”. Programma Gli ultimi tre lavori di Mahler sono nati tutti in estate a Dobbiaco, dove trascorreva la vacanze con la moglie Alma: nel 1908 Das Lied von der Erde, nel 1909 la Sinfonia n. 9, nel 1910 la Sinfonia n. 10. Ma di nessuna delle tre fece a tempo a dirigere la prima per il sopraggiungere improvviso della morte, avvenuta a Vienna nel maggio del 1911. Inoltre, la Decima restava incompiuta, con il primo e terzo tempo in stato di avanzata elaborazione e degli altri tre solo schizzi e annotazioni. La vedova propose ad alcuni compositori della cerchia del marito - tra i quali Schönberg - di completare la Sinfonia ma incontrò solo rifiuti; a tutti era noto che ripensamenti, rielaborazioni, modifiche (anche profonde), tanto strutturali quanto linguistici e di orchestrazione, erano parti integranti del pensiero e della prassi compositiva di Gustav Mahler, anche ad esecuzione e a pubblicazione avvenute. Alla luce di tutto questo si può parlare di provvisorietà anche riguardo al primo tempo, l’unico a essere entrato in repertorio, che pure è il più completo di tutti. Nell’estate del 1964 Erwin Razt ha pubblicato un’edizione dell’Adagio che si è imposta come quella criticamente più attendibile. Da segnalare, infine, il completamento della Sinfonia realizzato dal musicologo inglese Deryck Cooke tra il 1959 e il 1964 e diretto in prima esecuzione da Berthold Golsdschmidt nel 1964 a Londra. Biografia Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con la Verdi ha registrato (prima registrazione mondiale) un CD con le musiche da “Mille e una notte” di Victor de Sabata, che si è aggiudicato il premio nella categoria “Esordio” assegnato dal mensile Classic Voice. CALENDARIO RASSEGNA 2. domenica 22 novembre 2009 ore 11.00 DECADENTISMO - ESPRESSIONISMO Arnold Schönberg Verklärte Nacht Esempi da: Alban Berg Lyrische Suite 3. domenica 13 dicembre 2009 ore 11 LA SECONDA SCUOLA DI VIENNA Alban Berg - Tre frammenti da Wozzeck Esempi da: Arnold Schönberg 5 pezzi op. 16; Anton Webern 6 pezzi op. 6 4. domenica 28 febbraio 2010 ore 11.00 GERMANIE I Kurt Weill Kleine Dreigroschenmusik Esempi da: Kurt Weill Lieder 5. domenica 21 marzo 2010 ore 11.00 GERMANIE II Richard Strauss Metamorphosen, studio per ventitre archi solisti Esempi da: Richard Strauss Sestetto da Capriccio op. 85 6. domenica 25 aprile 2010 ore 11.00 LE AVANGUARDIE ITALIANE Luigi Nono Il canto sospeso per soprano, contralto, tenore, coro misto e orchestra su frammenti di lettere di condannati a morte della Resistenza europea 7. domenica 2 maggio 2010 ore 11.00 LE SCUOLE NAZIONALI: JANACEK Leoš Janácek Taras Bulba Esempi da: George Enescu Rapsodia rumena n. 1 8. domenica 16 maggio 2010 ore 11.00 PROKOF’EV Sergej Prokof’ev Romeo e Giulietta, suite Esempi da: Sergej Prokof’ev Sinfonia n. 1 "Classica" in Re maggiore op. 25 9. domenica 23 maggio 2010 ore 11.00 SOSTAKOVIC Dmitrij Šostakovič Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 Esempi da: Dmitrij Šostakovič Sinfonia n. 1 in Fa minore op. 10 10. domenica 6 giugno 2010 ore 11.00 OLTRE IL NOVECENTO György Ligeti Lontano per grande orchestra Esempi da: György Ligeti Atmosphère |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 24 settembre 2009 ore 20.30 Venerdì 25 settembre 2009 ore 20.00 Domenica 27 settembre 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2009-2010 Gioachino Rossini Variazioni per clarinetto e piccola orchestra Giuseppe Verdi-Luciano Berio Otto romanze per tenore e orchestra Modest Musorgskij Quadri di un’esposizione, suite per orchestra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Clarinetto Matthias Müller Tenore Marcello Giordani Direttore Roberto Abbado Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 24 settembre 2009 ore 20.30 Venerdì 25 settembre 2009 ore 20.00 Domenica 27 settembre 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Variazioni, reinterpretazioni, rielaborazioni: Rossini, Verdi-Berio, Musorgskij-Ravel Gradito ritorno del Maestro Roberto Abbado alla guida della Verdi all’Auditorium di Milano per l’ultimo appuntamento del mese di settembre nell’ambito della Stagione sinfonica 2009-2010. Insieme a lui, due artisti di fama indiscussa, il tenore Marcello Giordani e il clarinettista Matthias Müller. Nella prima parte del concerto verranno presentati due brani raramente eseguiti, le Variazioni per clarinetto e piccola orchestra di Gioachino Rossini con il clarinettista Matthias Müller e Otto romanze di Giuseppe Verdi, nella trascrizione che fece Luciano Berio nel 1990, con la voce di Marcello Giordani, artista considerato dalla critica internazionale uno dei più importanti tenori dei nostri giorni. Nella seconda parte, un capolavoro della letteratura sinfonica, i Quadri di un’esposizione di Musorgskij, composti in origine per pianoforte e in seguito orchestrati da Maurice Ravel. Questo programma musicale sarà al centro della tournée che la Verdi farà nelle principali città della Svizzera dal 29 settembre al 3 ottobre, in un calendario che toccherà le città di Berna (29/9, Kultur Casino), Ginevra (30/9, Victoria Hall), San Gallo (1/10, Tonhalle), Zurigo (2/10, Tonhalle) e Basilea (3/10, Stadtcasino), un viaggio oltralpe per portare la cultura italiana all’estero. Programma: Le Variazioni per clarinetto e piccola orchestra vennero composte da Rossini nel 1810, durante l’ultimo anno di studio al Liceo Musicale di Bologna e con molta probabilità doveva essere destinato ad un saggio scolastico. In quegli anno Rossini era molto interessato allo studio dei vari strumenti d’orchestra, oltre che allo studio del pianoforte e della composizione, e aveva al suo attivo diversi lavori, spesso eseguiti o diretti dallo stesso Rossini durante gli anni del liceo. Le Otto romanze per tenore e pianoforte vennero composte da Giuseppe Verdi tra il 1838 e il 1845, come studi per scene e arie di melodrammi verdiani. Nel 1990 Luciano Berio utilizzò questo materiale, orchestrandolo in diversi modi, una volta “rendendo filologicamente omaggio al gesto orchestrale verdiano”, un’altra “commentando storicamente il discorso musicale originario”. La prima esecuzione si ebbe il 27 settembre 1990 a Padova, con la English Chamber Orchestra diretta da Luciano Berio e il tenore José Carreras. Maurice Ravel, maestro dell’orchestrazione, è anche l’autore della versione sinfonica dei Quadri di un’esposizione che Musorgskij scrisse pianoforte. Musorgskij compose i Quadri nel 1874 sull’onda delle impressioni ricevute da una mostra del suo amico pittore Viktor Hartmann. Autentico manifesto della musica a programma, l’opera descrive le diverse impressioni del visitatore di fronte ai paesaggi ora bozzettistici ora malinconici ed ora grandiosi raffigurati dal pittore. Un tema di raccordo, la celebre Promenade, collega i diversi momenti sottolineando con un’allusione alla scala pentatonica tipica dell’antica musica russa, il carattere “nazionale” della composizione. Il musicista francese condusse a termine l’orchestrazione nel 1922, dietro invito del direttore d'orchestra Koussevitzky, con un rispetto pressoché assoluto del testo originale Biografie: Il Maestro Roberto Abbado è l’attuale vincitore del Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana che lo ha insignito del titolo di “Direttore dell’anno per il 2008”. Figura popolare negli Stati Uniti, Roberto Abbado ha regolarmente diretto importanti orchestre quali la Boston Symphony, la Philadelphia Orchestra: in particolare si sottolinea la sua collaborazione con l’ Orchestra da Camera St. Paul della quale è tra i primi collaboratori artistici. Roberto Abbado inaugura la stagione 2009/2010 con un concerto all’Enescu Festival, a Bucarest, con il Maggio Musicale Fiorentino dirigendo la Sinfonia n. 2 dello stesso Enescu, in un programma che prevede anche la Sinfonia n 1 di Mahler. In ottobre condurrà in tournée la Verdi in cinque città svizzere, Berna, Ginevra, San Gallo, Zurigo e Basilea e dirigerà l’Orchestra Filarmonica d’Israele in una serie di concerti a Tel Aviv e Haifa. Parteciperà inoltre al Festival Stravinskij e dirigerà una nuova produzione di Luis Pascual, La Donna del Lago di Rossini all’Opera di Parigi. La stagione 2008/2009 ha visto il Maestro Abbado dirigere la prima performance teatrale de Der Vampyr di Marschner nella nuova produzione di Pierluigi Pizzi al Comunale di Bologna, una nuova produzione del Rigoletto di Verdi al Teatro Reale di Madrid, la serata d’apertura del Rossini Opera Festival a Pesaro con la nuova produzione della Zelmira di Rossini. Nasce in una famiglia di musicisti nella quale il nonno era un famoso insegnante di violino, il padre Direttore del Conservatorio di Milano, lo zio Claudio Abbado; studia con Franco Ferrara a La Fenice di Venezia e all’Accademia di Santa Cecilia a Roma dove è stato l’unico studente nella storia dell’Accademia a essere invitato a dirigere l’Orchestra di Santa Cecilia. In Italia ha diretto la Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Maggio Musicale e l’Orchestra della Rai di Torino. Ha debuttato in Nordamerica nel 1991 con l’Orchestra of St Luke’s al Lincoln Center di New York e da allora ha diretto le più importanti orchestre del mondo e ha collaborato con violinisti quali Joshua Bell, Sarah Chang, Kennedy, Midori, Vadim Repin, Gil Shaham, e pianisti come Alfred Brendel, Yefim Bronfman, Lang Lang, Radu Lupu, Andras Schiff. Ha diretto molte opere quali Fedora al Metropolitan Opera, I Vespri Siciliani al Vienna Staatsoper, La Gioconda e Lucia di Lammermoor al Teatro alla Scala L’Amour des Trois Oranges, Aidae La Traviata al Bayerische Staatsoper di Monaco, Simon Boccanegra e La Clemenza di Tito al Teatro Regio di Torino e Le Comte Ory, Attila, I Lombardi e Phaedra di Henze al Maggio Musicale Fiorentino. Dirige spesso musiche di Berio, Maderna, Petrassi, e di contemporanei come Bussotti, Castiglioni, Corghi, Francesconi, Manzoni, Salvatore Sciarrino, e Fabio Vacchi, di cui ha diretto la prima mondiale di Teneke alla Scala nel 2007. Ha esplorato anche ambiti di compositori stranieri quali Pascal Dusapin, Henri Dutilleux, Olivier Messiaen, Russian Alfred Schnittke, Hans Werner Henze e musicisti nordamericani quali Ned Rorem, Christopher Rouse, Steven Stucky e Charles Wuorinen. Tra le sue incisioni ricordiamo, per BMG (RCA Red Seal), I Capuleti e I Montecchi di Bellini, Tancredi di Rossini, per Decca un disco di arie del diciannovesimo secolo con Juan Diego Florez e l’Accademia di Santa Cecilia, The Rubini Album, e, più recentemente, un album intitolato Bel Canto con il mezzosoprano Elina Garanča, per Deutsche Grammophon. Inoltre, ancora per BMG, Don Pasquale con Renato Bruson, Turandot con Eva Marton, e un disco con musiche di balletti tratte da opere di Verdi. Ha anche inciso i due Concerti per pianoforte di Liszt con Gerhard Oppitz. Per Decca, ha registrato Verismo Arias con Mirella Freni. Marcello Giordani è considerato dalla critica internazionale uno dei più importanti tenori dei nostri giorni. È apparso ripetutamente sulle scene del Metropolitan, del Teatro alla Scala, della Royal Opera House, della Staatsoper di Vienna, della Deutsche Oper di Berlino, dell’Opéra National di Parigi, della Opernhaus di Zurigo, dell’Arena di Verona, del Teatro Real di Madrid, del Gran Teatre del Liceu di Barcellona, e del Teatro Massimo Bellini di Catania. Il suo repertorio spazia dal bel-canto di Bellini, Donizetti e Rossini, e il lirismo del repertorio operistico francese, a Puccini e Verdi che esigono qualità vocali da lirico-spinto fino alle grandi composizioni vocali di Berlioz, quali La damnation de Faust e Les Troyens. Nato ad Augusta in Sicilia nel 1963, Marcello Giordani ha iniziato i suoi studi di canto nel 1983 a Catania e poi a Milano. Nel 1986 vinse il Concorso di canto di Spoleto, e quello stesso anno debuttò come Duca in Rigoletto al Festival di Spoleto in Italia. Il suo debutto negli Stati Uniti è stato nel ruolo di Nadir in Les Pêcheurs de Perles alla Portland Opera durante la stagione 1988-89. Hanno fatto seguito debutti al Teatro alla Scala di Milano come Rodolfo in La Bohème nel 1988, e al Metropolitan di New York come Nemorino in L'Elisir d'Amore nel 1993. Rilevante la sua prestazione come protagonista ne Il Pirata di Bellini al Metropolitan nel 2002, e nella prima del Metropolitan dell’opera di Berlioz, Benvenuto Cellini nel 2003. Ha in seguito debuttato nel Trovatore alla Houston Grand Opera (2004); e in Andrea Chénier a Macerata (2005). Nel 2006 Giordani ha cantato il ruolo di Arnold nel Guillaume Tell di Rossini alla Wiener Staatsoper. Nel settembre del 2006, Giordani ha inaugurato la nuova stagione del Metropolitan come Pinkerton in Madama Butterfly realizzato dal regista Anthony Minghella. Uno degli eventi più significativi nella vita tanto professionale che privata di Marcello Giordani ha avuto luogo il 20 Aprile 2008 quando, in occasione della visita di Papa Benedetto XVI negli Stati Uniti, Giordani è stato invitato a cantare “Panis Angelicus” di César Franck davanti al Papa durante la Messa Papale a Yankee Stadium a New York: “Un giorno che non dimenticherò mai,” ha dichiarato Marcello. Nella primavera del 2008 Giordani ha debuttato come Enée in Les Troyens di Berlioz con la Boston Symphony Orchestra in una serie di recite in forma di concerto sotto la direzione di James Levine. Ha inoltre debuttato nel ruolo del protagonista in Ernani di Verdi al Metropolitan, e in Edgar di Puccini con la Opera Orchestra di New York. Di particolare nota tra gli impegni artistici di Giordani durante la stagione 2008-09 sono stati la sua partecipazione al Requiem di Verdi diretta da James Levine in memoria di Luciano Pavarotti, e la sua interpretazione al Metropolitan nel ruolo del protagonista ne La Damnation de Faust di Berlioz in un nuovo allestimento del regista canadese Robert Lepage al Metropolitan. Futuri impegni operistici durante la primavera e l’estate del 2009 includono Andrea Chénier di Giordano al Teatro Carlo Felice di Genova; Ernani di Verdi per la prima volta al Teatro Massimo Bellini di Catania; il suo debutto alla Hungarian State Opera di Budapest in Turandot di Puccini; il Requiem di Verdi a Roma con l’Orchestra e Coro del Teatro alla Scala; una ripresa del ruolo di Cavaradossi in Tosca al Covent Garden di Londra; e concerti alla Fresno Grand Opera e al Teatro Real di Madrid. In programma per la stagione 2009-2010 sono Turandot, Simon Boccanegra, e Tosca al Metropolitan; Manon Lescaut al Festival Puccini di Torre del Lago; Tosca all’Arena di Verona; Un Ballo in maschera e Tosca alla Wiener Staatsoper; e Simon Boccanegra al Teatro Real di Madrid. Marcello Giordani è stato ospite frequente del Richard Tucker Gala, ed è stato invitato a cantare alla messa natalizia di mezzanotte della Cattedrale di St. Patrick di New York, trasmessa in diretta su rete televisiva nazionale. Ha anche cantato per due anni consecutivi (2006 e 2007) nella Columbus Day Parade che ha luogo annualmente a New York e viene trasmessa dal vivo dalle principali stazioni televisive negli Stati Uniti e in Italia. La discografia di Marcello Giordani comprende Jérusalem di Verdi, inciso per la Philips, un disco di arie d’opera (”Tenor Arias”) rilasciato dalla Naxos, con arie di Bellini, Bizet, Donizetti, Mascagni, Rossini e Verdi, ed un altro rilasciato dalla VAI col titolo ”Sicilia Bella”, in cui il tenore siciliano presenta canzoni di autori della sua terra natia. Giordani è anche tra i cantanti che prestano la loro voce in una compilazione di canzoni del compositore Steven Mercurio dal titolo “Many Voices”. In video, Giordani può essere visto nel ruolo di Pinkerton nella produzione di Madama Butterfly dell'Arena di Verona, allestita e diretta da Franco Zeffirelli (2004); come Rodolfo in La Bohème, in un allestimento della Opernhaus Zürich (2005); come Enzo in La Gioconda in un allestimento del Teatro Bellini di Catania (2006); come Des Grieux in Manon Lescaut dal Metropolitan di New York (2008); e in un nuovo allestimento de La Forza del destino registrata dal vivo dal Teatro Comunale di Firenze (2007). Recite di Manon Lescaut, Madama Butterfly e La Damnation de Faust sono state trasmesse dal vivo a sale cinematografiche di tutto in mondo come parte della serie del Metropolitan “Live on HD”, e andranno in distribuzione in DVD nell’autunno del 2009. Il clarinettista e compositore Matthias Müller ha studiato clarinetto e pianoforte all’Accademia musicale di Basilea. I suoi maestri più importanti sono stati Hans-Rudolf Stalder e Jurg Wyttenbach. Si è esibito come solista con molte orchestre, sia svizzere che straniere. La sua predilizione per la musica contemporanea lo ha portato a suonare con il Collegium Novum Zürich e a collaborare alla prima assoluta di un centinaio di messe in scena. È tra i fondatori del Musik Forum Zug e cofondatore dell’ensemble New European Winds. Da quasi dieci anni Matthias Müller dimostra un crescente interesse per la musica jazz, ragione per cui collabora con musicisti come Peter Waters, Pierre Favre e Daniel Schnyder. Nell’ambito del progetto soloLog si occupa anche di musica elettronica. Come compositore Matthias Müller si allontana dall’avanguardia per trovare un’espressione del tutto personale che si avvicini alla musica classica e altri generi musicali. |
| ___________COMUNICATO STAMPA Sabato 12 settembre 2009 ore 21 – Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Milano Omaggio a Giacomo Manzoni, ricordando il poeta milanese Giovanni Raboni Giacomo Manzoni “Insiemi” per orchestra Moi, Antonin A., per soprano leggero, lettore e orchestra Progetto Eliogabalo, per orchestra con interventi parlati Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Arturo Tamayo, direttore Alda Caiello, soprano Sandro Lombardi, lettore Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto. Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2007, Giacomo Manzoni è sicuramente uno dei compositori italiani più significativi dal secondo dopoguerra. Si prefisse, negli anni Sessanta, il compito di avvicinare il pubblico italiano alla musica d’avanguardia, combinando tecniche diverse per aumentare la partecipazione dell’ascoltatore. Per queste ragioni MITO SettembreMusica, con sempre rinnovata attenzione alla divulgazione della musica contemporanea, dedica al compositore il concerto in programma sabato 12 settembre 2009 alle ore 21 all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo. Il programma, eseguito dalla Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, attraversa i momenti più significativi dello stile del compositore. Insiemi è un lavoro per grande orchestra del 1967 dove le regole della composizione musicale sono dettate dalla connessione con la matematica che allora tanto interessava l’autore. Il secondo brano, Moi, Antonin A., per soprano leggero, lettore e orchestra su testi del grande commediografo francese Artaud, fu eseguito per la prima volta a Firenze nel 1997. L’esecuzione è dedicata al poeta Giovanni Raboni, amico e collaboratore del compositore, scomparso nel settembre del 2004. Versi del poeta insieme a pensieri di Cesare Beccaria infatti erano stati utilizzati nel lavoro Al di qua dell' improvvisa barricata, un’opera sul tema della pena di morte, scritta da Manzoni nel 2002 su commissione di Luciano Berio. La figura di Antonin Artaud, le cui teorie furono di fondamentale importanza per il rinnovamento del teatro moderno, torna anche nell’ultimo brano in programma Progetto Eliogabolo, per orchestra con interventi parlanti, alla cui realizzazione il compositore si è dedicato tra il 2007 e il 2009 è viene proposto in prima esecuzione assoluta. Entrambi i lavori presentano un’interazione tra parlato e cantato che genera un percorso coerente attraverso suggestioni, intuizioni e contrasti. L’Orchestra è diretta da Arturo Tamayo con il soprano Alda Caiello e Sandro Lombardi lettore. In collaborazione con Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Programma ________________________________________ Biografie Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, fondata nel 1993 da Vladimir Delman, si è imposta da alcuni anni come una delle più rilevanti realtà sinfoniche nazionali, in grado di affrontare un repertorio che spazia da Bach ai capisaldi del sinfonismo ottocentesco fino alla musica del Novecento. Il cartellone dell’Orchestra prevede ogni anno più di trenta programmi sinfonici, con un’impaginazione in cui i classici sono affiancati da pagine meno consuete, oltre ad alcune stagioni attigue, come il ciclo “Crescendo in Musica”, un’importante rassegna per bambini e ragazzi. Dal 1999 al 2005 Riccardo Chailly, oggi Direttore Onorario, ha ricoperto la carica di Direttore Musicale. Vladimir Fedoseyev, dalla stagione 2008/2009, è Direttore Principale, mentre Wayne Marshall e Helmuth Rilling rivestono, dalla stagione 2008/2009, il ruolo di Direttori Principali Ospiti e il Maestro Rudolf Barshai, da molti anni legato all’Orchestra, è Direttore Emerito dalla stagione 2006-2007, carica che fino alla sua scomparsa ricopriva Carlo Maria Giulini. Dalla stagione 2009/2010 Xian Zhang copre il ruolo di Direttore Musicale. Oltre alla ricca Stagione sinfonica nella propria sede a Milano, l’Orchestra è invitata spesso in sale prestigiose in Italia e all’estero. Nel 2002 l’Orchestra è stata orchestra residente al Festival dei due Mondi di Spoleto e ha suonato in Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera nella sua prima tournée europea. In giugno 2003 l’Orchestra diretta da Oleg Caetani si è esibita in Cile, Argentina e Brasile e in ottobre ha suonato nelle principali sale da concerto giapponesi in una tournée diretta da Riccardo Chailly con la partecipazione di Martha Argerich e del Coro Verdi diretto da Romano Gandolfi. Nel gennaio 2004 la Verdi, diretta da Riccardo Chailly, ha debuttato al Festival delle Canarie, e nell’estate dello stesso anno è stata impegnata come orchestra residente al Festival delle Nazioni di Città di Castello. Nel gennaio 2005 l’Orchestra, guidata da Eiji Oue (con la partecipazione della violinista Hilary Hahn), ha effettuato una tournée in Germania e Francia, mentre nel maggio dello stesso anno, sotto la guida di Riccardo Chailly, è stata ospite in alcune delle maggiori città europee, quali Francoforte, Vienna e Budapest. Da ricordare, infine, l’importante debutto alla 68esima edizione del Maggio Musicale Fiorentino nel maggio 2005. Nel novembre 2006 l’Orchestra Verdi ha effettuato, per la prima volta nella storia italiana, una tournée su tutto il territorio nazionale, toccando ben undici città in circa venti giorni, sotto la guida del Maestro Marko Letonja e con la partecipazione del pianista Benedetto Lupo. Il 12 e 13 dicembre 2008 l'Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi sono stati invitati a Baku, Azerbaijan, nell'ambito del Secondo Mstislav Rostropovich International Festival. Diretti dal Maestro Eugene Kohn, hanno eseguito la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi e hanno preso parte all'Opera Gala "World Stars" eseguendo pagine da opere di Verdi, Puccini, Mascagni e Bizet. L’Orchestra ha sviluppato un’intensa attività discografica, incidendo più di 25 cd, per le etichette – tra le altre - Decca, Emi, RCA, DG, Arts, Universal. Arturo Tamayo, direttore Nato a Madrid, compie gli studi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza e quelli musicali al Conservatorio Reale di Madrid, dove si diplomerà nel 1970 con nota di merito. Nello stesso anno partecipa al corso di direzione d’orchestra tenuto da Pierre Boulez a Basilea. Dal 1971 studia direzione d’orchestra con Francis Travis, composizione in Germania con Wolfgang Fortner e Klaus Huber presso la Staatliche Hochschule di Friburgo, diplomandosi nel 1976. Nello stesso anno si perfeziona a Vienna sotto la guida di Witold Rowicki e, tra il 1979 e il 1998, è Professore d’interpretazione della musica del XX secolo alla Musikhochschule di Friburgo. Dal 1977 intraprende un’intensa attività che lo vede impegnato in diverse produzione radiofoniche e televisive, sul podio dei più importanti complessi sinfonici europei. Viene, inoltre, invitato da numerosi festival internazionali: Donaueschinger Musiktage, Festival di Salisburgo, Luzerner Festwochen, Biennale di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Autunno di Varsavia, Berliner Musikbiennale, Wien Modern, SettembreMusica di Torino e Proms di Londra, dove dirige in prima assoluta composizioni di John Cage, Iannis Xenakis, Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni, Sylvano Bussotti, Wolfgang Rihm, Brian Ferneyhough e Giacomo Manzoni. Dirige anche diverse produzioni operistiche e di balletto in numerosi teatri, proponendo un repertorio che include autori quali Berg, Bellini, Busoni, Bussotti, Cage, Donizetti, Henze, Honegger, Mozart, Puccini, Schönberg, Stravinsky, Verdi e von Weber. Ha diretto le più importanti orchestre europee e collaborato con solisti importanti quali Dietrich Fischer Dieskau, Plácido Domingo, Pilar Lorengar, Teresa Berganza, Carlos Álvarez, Jessye Norman, Vadim Repin, Jean Yves Thibaudet e Aldo Ciccolini. Ha inciso un CD con opere di Goffredo Petrassi insieme al Coro e all’Orchestra del Maggio Musicale Florentino, e due CD con opere di Franco Donatoni insieme al Coro e all’Orchestra della WDR di Colonia e all’Orchestra Sinfonica della Radio di Hilversum. La sua incisione dei Concerti per Orchestra di Goffredo Petrassi, ha vinto il Premio Amadeus 2005. Insieme all’Orchestra della Radio di Francoforte ha realizzato un’incisione integrale delle opere per Orchestra di Bruno Maderna. Alda Caiello, soprano Diplomata in pianoforte e in canto al Conservatorio di Perugia, Alda Caiello ha cantato sotto la direzione di Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Arturo Tamayo, Peter Keuschnig, Massimo de Bernart, Donato Renzetti, Pascal Rophé, Waine Marshall, Christopher Franklin, Stephen Ausbury, Peter Rundel, Lucas Vis, Renato Rivolta, Marcello Panni, Fabio Maestri, Marco Angius, Emilio Pomarico e lavorato con registi quali Daniele Abbado, Yoshi Oida, Giorgio Barberio Corsetti, Davide Livermoore, Cristina Mazzavillani Muti, Giorgio Pressburger, Piero Maccarinelli. È stata invitata dalla Biennale Musica e dal Teatro La Fenice di Venezia, dal Teatro alla Scala, da Bologna Festival, Salzburger Festspiele, Maggio Musicale Fiorentino, Milano Musica, Teatro Carlo Felice di Genova, Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, Festival di Orvieto, Festival di Musica Contemporanea di Barcelona, Festival d’Automne di Parigi, Festival Wien Modern, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, ORT Orchestra della Toscana, Rotterdams Philharmonisch Orkest, Biennale di Monaco, Festival di Ravenna. Ha inciso le musiche di Fabio Vacchi per la colonna sonora del film di Ermanno Olmi Cantando dietro i paraventi. All'Holland Festival ha cantato la prima mondiale di Gesualdo, considered as a murderer di Luca Francesconi con l' Hilliard Ensemble e la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2005 ha interpretato a Milano America di Thomas Adés, in prima italiana. È stata invitata per concerti a Strasburgo e a Dresden dal Dresdner Musikfestspiele in un programma comprendente musiche di Kurtág, Francesconi e Solbiati. tra gli impegni più recenti, nel 2009 è stata Euridice nell’opera di Luca Mosca Freud, Freud I love you, commissionata dall’Accademia Filarmonica Romana e nuovamente ospite del Musikverein di Vienna con una monografia su Berio e della Fenice di Venezia con i Poemes pour Me di Messiaen. Al Teatro Verdi di Trieste interpreta Mary per la prima mondiale de Il carro e i canti di Solbiati. Ha inciso per BMG/Ricordi, CAM ( Fabio Vacchi, musiche per il film di Olmi Cantando dietro i Paraventi), Stradivarius, Rai Trade, Col Legno, Zig Zag Territoires; è prossima la pubblicazione di due cd su Casella, Respighi, Pizzetti e Ghedini (Bottega Discantica). Sandro Lombardi, lettore La vicenda teatrale di Sandro Lombardi (attore, drammaturgo, scrittore) si identifica con quella della compagnia da lui fondata insieme a Federico Tiezzi e Marion D'Amburgo nei primi anni settanta a Firenze. Riuniti sotto il nome “Il Carrozzone”, Lombardi e i suoi compagni debuttano nel 1972 a Firenze con La donna stanca incontra il sole. Invitato a Salerno per il Primo Festival delle Nuove Tendenze (1973), quello spettacolo dalla forte matrice figurativa, permette al gruppo di affermarsi come una delle esperienze di punta dell’allora nascente “teatro-immagine”. Attraverso i decenni, la compagnia ha attraversato fasi stilistiche assai differenziate, restando sempre fedele a se stessa e in primo piano nel panorama italiano ed europeo. Sempre diretto da Tiezzi, Sandro Lombardi ha interpretato testi di Samuel Beckett, Heiner Müller, Mario Luzi, Alessandro Manzoni, Pier Paolo Pasolini, Bertolt Brecht, Goffredo Parise, Anton Cechov, Thomas Bernhard. Di grande rilievo i suoi spettacoli da Giovanni Testori, che hanno rivoluzionato l'immagine dello scrittore lombardo. Per quattro volte, tra 1988 e 2002, Lombardi ha ricevuto il Premio Ubu per la migliore interpretazione maschile dell'anno. Ha inciso su cd le poesie di Pasolini e l’Inferno di Dante (Garzanti), quattro monologhi testoriani (Il teatro di Giovanni Testori negli spettacoli di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, Edizioni Eri), e Destinatario sconosciuto di Kathrine Kressmann Taylor (Edizioni Full Color Sound). Le sue più recenti interpretazioni, unanimemente apprezzate, sono Gli Uccelli di Aristofane, 2005 (Premio Ubu come miglior spettacolo), il Sogno di un mattino di primavera di Gabriele D'Annunzio, 2007, nel ruolo che fu di Eleonora Duse, I giganti della montagna di Luigi Pirandello, 2007, Passaggio in India da Edward M. Forster, 2008. Ha pubblicato presso Garzanti Gli anni felici, un saggio narrativo in cui racconta la sua scoperta del teatro e della musica, vincitore del Premio Bagutta Opera prima 2004. Ha fatto parte della giuria del Premio Napoli. È membro dell'Associazione Giovanni Testori (Milano) e della Società Dantesca (Firenze). Nel febbraio 2009 Feltrinelli ha pubblicato il suo primo romanzo, Le mani sull'amore. Per informazioni: Biglietteria MITO Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12 telefono 02.88464725 www.mitosettembremusica.it |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 6 settembre 2009 ore 20.00 Concerto straordinario in collaborazione con il Teatro alla Scala Ludwig van Beethoven Le creature di Prometeo, ouverture op. 43 Igor Stravinskij Petruška (edizione 1911) Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Xian Zhang Per informazioni sui biglietti: Auditorium di Milano, Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: da martedì a domenica dalle 14.30 alle 19.00) Data Concerto Domenica 6 settembre 2009 ore 20.00 Biglietti da 11,00 a 66,00 euro laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi La Verdi con Xian Zhang al Teatro alla Scala - Dei e marionette sentimentali nei “racconti” di Beethoven e Stravinskij - Debutta al Teatro alla Scala il nuovo Direttore Musicale della Verdi Xian Zhang, che rinnova il tradizionale appuntamento di inizio stagione della compagine sinfonica. Domenica 6 settembre alle ore 20.00 la Verdi si esibirà in un concerto dal gusto tradizionale che coniuga Beethoven e il Novecento, dei e marionette sentimentali “raccontate” da Beethoven e Stravinskij. In programma l’ouverture dall’unico balletto di Beethoven, Le creature di Prometeo; a seguire, Petruška di Stravinskij nell’edizione originaria del 1911 e, ancora di Beethoven, la Sinfonia n. 7, che alla sua prima esecuzione nel 1813 ottenne un enorme successo. La collaborazione tra la Verdi e il Teatro alla Scala si è andata consolidando nel corso di questi ultimi anni, con il primo concerto sinfonico della Verdi nel settembre del 2006 e due produzioni ballettistiche al Teatro degli Arcimboldi nel maggio del 2007 (La Fille du Pharaon e Il limpido ruscello), con il Corpo di Ballo del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Teatro alla Scala. Già nel 1996 la Verdi era stata impegnata in alcune produzioni ballettistiche (Coppelia e Il Gattopardo), accompagnando il corpo di ballo del prestigioso teatro milanese, e, sotto la direzione di Paul Connelly, in una produzione de La vedova allegra. Programma: La musica per il teatro non è particolarmente rappresentata nell’opera di Ludwig van Beethoven. L’unico balletto beethoveniano Die Geschöpfe des Prometheus, su libretto e con la coreografia di Salvatore Viganò, venne scritto tra il 1800 e la prima metà del 1801 e porta la dedica a Marie Christine von Lichnowsky, moglie del principe Carl von Lichnowsky, che fu uno dei primi mecenati di Beethoven a Vienna. Il balletto si ispira al mito di Prometeo, simbolo del pensiero libero, portatore delle arti e del lume della ragione agli uomini. L’ouverture si apre con alcuni accordi che anticipano la tensione della trama. Alla lenta introduzione segue poi il principale materiale tematico dell’ouverture, caratterizzato dalla grande energia ritmica che è tipica per l’autore. Composto tra il 1910 e il 1911, Petruška, il secondo balletto di Stravinskij in quattro quadri, ottenne alla prima rappresentazione un grandissimo successo (Parigi, 13 giugno 1911), forse anche per la presenza di un ballerino quale Nijinsky, le scenografie di Benois e la coreografia di Fokin. L’idea nasce da un pezzo scritto per pianoforte e orchestra, in seguito trasformato in un vero e proprio balletto, grazie all’intuizione di Diaghilev e Nijinskij, che convinsero Stravinskij a trasformare il lavoro. Con questo balletto la musica di Stravinskij compie una svolta clamorosa, caratterizzata dal predominio dell’uso delle dissonanze, dalla logica formale e dall’esaltazione del ritmo, cancellando ogni suggestione favolistica e fauve della prima maniera. Nel 1947 Stravinskij ritoccò la partitura, diminuendo il numero di fiati e dando più spazio al pianoforte, come nello spirito dell’idea originaria del lavoro. Nel corso dell’anno 1812 Beethoven descrive così il suo stato d’anima: “Rassegnazione, profonda rassegnazione nel tuo destino. Per te non esiste più alcuna felicità al di fuori di te stesso, della tua arte.” Proprio in quel periodo, tra settembre 1811 e aprile 1812 nasce la Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92, contemporaneamente all’Ottava e a una composizione per il teatro. La prima esecuzione, nel dicembre 1813, fu forse uno dei successi più grandi di Beethoven. Infatti, il pubblico chiese subito il bis del secondo movimento, che si distingue per l’atmosfera trattenuta e melanconica, in forte contrasto con lo Scherzo e i due movimenti esterni. Il carattere di danza è portato all’estremo nel Finale, quasi con violenza; ne è testimonianza la celebre definizione della Sinfonia come “apoteosi della danza” di Richard Wagner. Biografia: Dalla stagione 2009/2010 Xian Zhang sarà Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che dirigerà per dieci settimane l’anno. Prima di tale ruolo, ha ricoperto l’incarico di “Associate Conductor” della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”) per tre anni, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic dove ritornerà a dirigere durante la Stagione 2009/2010. Xian Zhang ha suscitato molto interesse in ogni parte del mondo. Nel Nord America e in Canada, la Stagione 2008-2009 ha visto il suo debutto con la Chicago Symphony Orchestra, Toronto e Indianapolis e il ritorno alla Los Angeles Philharmonic dopo il suo sensazionale debutto nell’agosto 2007. Tra i suoi impegni futuri sono previsti concerti con la National Symphony Orchestra, Minnesota e New Jersey Symphonies. In Europa è ospite regolarmente della London Symphony Orchestra e tra i suoi prossimi impegni sono previsti concerti con la Royal Concertgebouw Orchestra, Netherlands Radio Philharmonic, Orchestre Philharmonique de Radio France, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Vienna Symphony, Finnish Radio Symphony Orchestra, Stockholm Philharmonic, NDR Hamburg, SWR Stuttgart Radio e Orchestre National de Belgique. Nell’estate 2008 è tornata all’Aspen Festival e ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Vienna al Bregenz Festival;l’estate 2009 debutta al Pacific Music Festival di Sapporo al fianco di Christoph Eschenbach e Michael Tilson Thomas. Nello stesso periodo dirige la Hong Kong Philharmonic, Singapore Symphony Orchestra e Malaysian Philharmonic Orchestra. È stata la prima donna a dirigere la Staatskapelle Dresden nel Concerto di Capodanno del gennaio 2008, nella loro principale sala da concerto. Il repertorio di Xian Zhang include molte composizioni cinesi: quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e ha diretto Turandot a Beijing nel maggio 2009. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. |
| A luglio in viaggio con laVerdi - Secondo appuntamento - Dopo la partecipazione della Verdi alla 52° edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto nel quale ha ottenuto un grande successo, lOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi si presenta allAuditorium di Milano Fondazione Cariplo per il secondo concerto estivo, sotto la bacchetta del Maestro Giuseppe Grazioli: un programma coinvolgente che la Verdi propone con lintento di arricchire lofferta musicale estiva ai cittadini residenti e ai tanti turisti che visiteranno Milano in questi giorni. Il concerto dal titolo Viaggio ai Caraibi e in Sud America in programma domenica 19 luglio alle ore 20.30 continuerà sulla scia dellesotismo: come resistere a un invito tanto affascinante, a un viaggio che evoca profumi, languori e gioia? Si parte dalla Cuban Overture, originariamente Rumba, una fra le pagine sinfoniche più applaudite di George Gershwin, composta nel 1932 dopo un viaggio del musicista allAvana. A seguire Danzón, del compositore messicano Arturo Márquez (1950), noto per saper miscelare sapientemente forme e stili del suo paese: le Danzónes si basano sulla musica di Cuba e della regione messicana di Vera Cruz. La Danzón no. 2, commissionata dalla National Autonomous University of Mexico (UNAM), fu eseguita la prima volta nel 1994. Alberto Evaristo Ginastera è stato un compositore argentino. Dalliniziale periodo della sua carriera in cui faceva largo uso di elementi della musica popolare e folkloristica argentina, inseriti comunque in un contesto di musica "colta", dopo il soggiorno negli USA, cominciò a sperimentare nuove tecniche e forme, distaccandosi in parte dall'influsso della musica popolare. Il balletto Estancia, di cui ascolteremo la suite, risale al primo periodo delle composizioni di Ginastera. La sorella più grande di Ernesto Lecuona y Casado lo inizia presto al pianoforte, strumento nel quale il bambino rivela un talento prodigioso. Ad appena 7 anni la scomparsa improvvisa del padre, direttore del periodico El Comercio, lo costringe a contribuire al bilancio familiare suonando nei primi cinema muti della capitale. Nel 1912 compone la sua prima danza, La comparsa, che segna linizio della sua ricerca musicale più originale La sua prima importante composizione, Malagueña, presentata con successo al Roxy Theatre di New York nel 1927, viene accolta da Ravel con questo commento: Sento che Malagueña è più bella e melodica del mio Bolero. Agli influssi della musica colta della prima metà del secolo egli aggiunge una rivalutazione in chiave classica della tradizione spagnola e, dato del tutto nuovo, cubana. È di assoluto interesse il tentativo, certamente riuscito, di integrare ritmi ed espressioni melodiche tradizionali alle strutture della scrittura pianistica tardo-romantica. Ástor Piazzolla è stato un musicista e compositore argentino ritenuto tra i migliori virtuosi di bandoneón e in prima fila tra i riformatori del tango. La sua musica fonde infatti la tradizione del tango argentino, le suggestioni sinfoniche (Stravinski tra tutti) e le sperimentazioni del jazz, per creare un nuovo genere, originale e personalissimo. È prova di questo forte personalità lattenzione che Piazzolla ha ricevuto da molteplici ambienti: il cinema, che ha inserito sue composizioni in innumerevoli colonne sonore (a partire dal primo film, in collaborazione col cantante Carlos Gardel). Oblivion è un dolcissimo, struggente tango, in cui il ritmo serrato della danza lascia spazio ad una melodia lirica e introspettiva. Consuelo Velázquez Torres è stata una pianista e compositrice messicana Come compositrice i suoi brani più noti sono No me pidas nunca, Pasional e Déjame quererte. Successivamente seguirono, tra tanti titoli, canzoni come Bésame mucho, il suo successo più conosciuto, composto nel 1940 all'età di 24 anni, melodia che divenne il suo biglietto da visita. Rafael Hernández è considerato da molti il più grande compositore di musica portoricana. Nato nella città di Aguadilla, Puerto Rico, in una povera famiglia, da bambino sapeva fare sigari ma chiese ai suoi genitori di poter studiare musica e imparò molti strumenti. El Cumbanchero è una delle composizioni più note della musica sudamericana, universalmente eseguita per il suo ritmo trascinante. Zequinha de Abreu fu uno dei più famosi compositori brasiliani della Belle époque, avendo contribuito allaffermazione del choro (termine portoghese che significa lamento o pianto), popolarmente chiamato chorinho, struttura portante della musica strumentale tradizionale brasiliana. La sua più famosa composizione, Tico-tico no Fubá ("Tico-tico Bird in the Cornmeal"), più nota come Tico-Tico, è stata registrata in tutto il mondo, in molti stili diversi. Biglietto intero: 15 euro Biglietto ridotto: 10 euro (soci e abbonati della Verdi, adulti sopra i 60 anni, studenti, Cral, gruppi organizzati) Domenica 19 luglio, ore 20.30 Viaggio ai Caraibi e in Sud America George Gershwin, Cuban Ouverture Arturo Marquez, Danzon n. 2 Alberto Ginastera, Estancia, Suite Ernesto Lecuona, Andalucia, Malagueña, La Comparsa Astor Piazzolla, Oblivion Consuelo Velázquez, Besame Mucho Rafael Hernandez, El Cumbanchero Zequinha de Abreu, Tico Tico no fubà Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Giuseppe Grazioli |
| COMUNICATO STAMPA La Verdi al 52° Festival dei Due Mondi di Spoleto Appena conclusa una Stagione Sinfonica ricca di oltre 150 concerti, la Verdi prosegue la sua attività con una serie di impegni che la vedranno unica compagine sinfonica presente al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Concerto di apertura Il 52° Festival dei Due Mondi di Spoleto, una delle principali manifestazioni culturali europee, si aprirà il 26 giugno con un concerto de la Verdi, diretta dal Maestro James Conlon. L’Orchestra eseguirà alcuni brani composti da Gian Carlo Menotti, il fondatore del Festival scomparso nel febbraio del 2007. In particolare, saranno suonate l’Introduzione, la Marcia e la Danza di Amahl e gli ospiti notturni; la Suite dal balletto Sebastian e il Preludio orchestrale di Amelia al ballo. Gianni Schicchi Durante il Festival, la Verdi proporrà dal 26 al 28 giugno, sotto la direzione di James Conlon, Gianni Schicchi di Puccini con la regia di Woody Allen. Quest’opera costituisce il debutto alla regia di Woody Allen nella lirica ed è la prima europea. Le rappresentazioni di Los Angeles sono state accolte con grande calore dal pubblico che si è divertito mostrando di apprezzare l’originale lettura pucciniana del grande regista americano. Gli spettatori di Spoleto avranno dunque la possibilità di assistere ad una rilettura unica, originale e sorprendente del compositore italiano. Histoire du Soldat Sabato 27 giugno sarà invece la volta de l’Histoire du Soldat, la favola in musica che Igor Strawinskij compose nel 1918 con l’amico Charles-Ferdinand Ramuz, ispirandosi al mito del Faust delle fiabe popolari russe. Insieme alla Verdi che disegnerà il collage musicale composto di marce e danze, sarà la voce narrante di Luca Barbareschi ad accompagnare il pubblico attraverso l’amara parabola del soldato Joseph alle prese con le insidie del diavolo. Un’occasione per il pubblico di Spoleto per apprezzare in una veste inedita una delle più innovative e moderne opere del compositore russo. Concerto finale Alla Verdi è stato anche affidato l’onore di concludere il Festival con una festa gershwiniana. La sera del 12 luglio, nella cornice suggestiva della Piazza del Duomo di Spoleto, sotto la facciata duecentesca della chiesa romanica impreziosita dai rosoni e da un mosaico bizantineggiante, il Maestro Wayne Marshall suonerà al pianoforte le musiche di George Gershwin dirigendo la Verdi. Una conclusione tutta americana, un dialogo suggestivo tra due epoche e due mondi. Teatro Romano Venerdì 26 giugno, ore 19.30 Concerto inaugurale Il 52° Festival dei Due Mondi si aprirà con un concerto dedicato a Gian Carlo Menotti Gian Carlo Menotti Amahl e gli ospiti notturni, Introduzione, Marcia e Danza Sebastian, Suite dal balletto Amelia al ballo, Preludio orchestrale Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore James Conlon Teatro Nuovo Venerdì 26 giugno, ore 21.30 Sabato 27 giugno, ore 18.00 Domenica 28 giugno, ore 18.00 GIANNI SCHICCHI Opera in un atto di Giacomo Puccini Libretto Giovacchino Forzano Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore James Conlon Regia Woody Allen Scene e costumi Santo Loquasto Produzione Los Angeles Opera in collaborazione con Spoleto 52° Festival dei Due Mondi Prima europea Teatro Romano Sabato 27 giugno, ore 22.00 HISTOIRE DU SOLDAT Musica di Igor Strawinskij Testo di Charles-Ferdinand Ramuz Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore James Conlon Voce recitante Luca Barbareschi Piazza Duomo Domenica 12 luglio, ore 19.30 Concerto finale George Gershwin Gershwin in Hollywood Rhapsody in Blue per pianoforte e orchestra I Got Rhythm, variazioni per pianoforte e orchestra Ouverture da Girl Crazy An American in Paris Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore e pianista Wayne Marshall Per maggiori informazioni visita il sito www.festivaldispoleto.com Per prenotazioni e informazioni: Tel. 0743.77.64.44 (attivo dal lunedì al venerdì con orario 10:00/13:00 – 15:00/19:00; durante il Festival attivo tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00) biglietteria@festivaldispoleto.com Acquisto biglietti on-line www.ticketone.it ___________Teatro Romano, sabato 27 giugno ore 22.00 Histoire du Soldat Musica di Igor Stravinskij Testo di Charles-Ferdinand Ramuz Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore James Conlon Voce recitante Luca Barbareschi Histoire du Soldat è la forma più emblematica di teatro musicale del ‘900 nella quale la componente magica viene rievocata attraverso l’immaginario delle fiabe popolari russe, che ne costituiscono la trama. Igor Stravinskij e il suo amico svizzero Ramuz ebbero l’idea di creare un piccolo teatrino ambulante, accompagnato dalla musica di solo sette strumentisti, nel primo dopoguerra, quando la povertà non consentiva più i fasti parigini de La sagra della Primavera. L’Histoire Du Soldat è una sorta di Faust in miniatura, in cui il soldato cede al diavolo il suo violino in cambio di un libro magico che gli permette di leggere il futuro. L’opera fu composta nel 1918 durante un fecondo e creativo soggiorno-esilio sulle rive del lago di Ginevra. __________ Teatro Romano, venerdì 26 giugno ore 19.30 CONCERTO INAUGURALE Musiche di Gian Carlo Menotti Direttore James Conlon Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Il 52° Festival dei Due Mondi si aprirà con un concerto dedicato a Gian Carlo Menotti. James Conlon e l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano eseguiranno di Gian Carlo Menotti l’Introduzione, la Marcia e la Danza del Pastore dall’opera Amahl e gli ospiti notturni, la Suite dal balletto Sebastian e il Preludio dall’opera Amelia al ballo. Programma: Amahl e gli ospiti notturni Introduzione, Marcia e Danza L’opera televisiva Amahl e gli ospiti notturni (Amahle and the visitors) è stata scritta nel 1951 su commissione della NBC. Era la prima volta che una televisione commissionava un’opera ad un compositore ed era la prima volta che la televisione sperimentava il colore. E’ un’opera di carattere favolistica di cui Menotti scrisse anche il libretto, pensata per essere mandata in onda la sera della vigilia di Natale. Fu un così grande successo che venne messa in onda per diversi anni nella stessa ricorrenza. Sebastian Suite dal balletto Menotti scrisse il balletto Sebastian su un proprio soggetto nel 1944. Era la prima volta che si cimentava nel genere coreutico. L’azione ha luogo a Venezia nel 1600 e racconta di Sebastian, servo di due aristocratiche sorelle che vogliono impedire la relazione tra il proprio fratello e una cortigiana di cui lo stesso Sebastian è segretamente innamorato. Per contrastare l’accanimento delle due sorelle, Sebastian non esita a sacrificare la propria vita sostituendo se stesso alla statua di cera che le perfide donne avevano plasmato a immagine della cortigiana e che, una volta coperta da un velo a lei sottratto, diventava il mezzo per indirizzarle contro i più crudeli malefici. La Suite contiene quasi tutta la musica del balletto ed è composta di sette movimenti. Amelia al ballo Preludio orchestrale L’opera Amelia al ballo, su libretto scritto in italiano dal compositore stesso, è il primo grande successo della carriera operistica americana di Menotti. La composizione dell’opera ebbe inizio durante un soggiorno a Vienna nel 1936 e fu ultimata l’anno seguente negli Stati Uniti. Al centro della vicenda il ritratto di una giovane donna dell’alta società, annoiata e interessata esclusivamente a partecipare a feste e balli. È un’opera breve, in un atto, che fa della storia della protagonista l’emblema della viziata società borghese. _________Piazza Duomo, domenica 12 luglio ore 19.30 CONCERTO FINALE Musiche di George Gershwin Direttore e pianista Wayne Marshall Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Programma: Gershwin in Hollywood Rapsody in Blue per pianoforte e orchestra I Got Rhythm Variations per pianoforte e orchestra Ouverture Girl Crazy An American in Paris Wayne Marshall Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philarmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Cherubini, L’Accademia di Santa Cecilia di Roma sino all’incarico di direttore principale ospite presso l’Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella stagione 2008/2009 si è esibito per la prima volta alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari, è tornato a Bologna, Milano e Roma ed infine ha diretto per la seconda volta il concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opéra Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. A giugno tornerà come ogni anno a Vienna e nel mese di luglio effettuerà un grande tour in Venezuela con l’Orchestra di giovani di Gustavo Dudamel. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. _____________ Teatro Nuovo dal 26 al 28 giugno (venerdì 26 giugno ore 21.30, sabato 27 ore 18.00, domenica 28 ore 18.00) GIANNI SCHICCHI Opera in un atto Musica Giacomo Puccini Libretto Giovacchino Forzano Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore James Conlon Regia Woody Allen Scene e costumi Santo Loquasto Assistente alla regia Kathleen Smith Belcher Disegno luci Mark Jonathan Produzione Los Angeles Opera in collaborazione con Spoleto52 Festival dei 2Mondi Prima europea Gianni Schicchi Sir Thomas Allen Lauretta Laura Tatulescu Zita Jill Grove Rinuccio Stephen Costello Gherardo Gregory Bonfatti Nella Rebekah Camm Betto di Signa Steven Condy Simone Mario Luperi Marco Brian Leerhuber La Ciesca Lauren McNeese Maestro Spinelloccio Andrea Porta Ser Amantio Matteo Peirone Pivellino Giacomo Medici Guccio Roberto Gattei Gianni Schicchi, terza delle tre opere in un atto che costituiscono il Trittico, venne composto nella primavera del 1918 ed eseguito per la prima volta al Metropolitan di New York il 14 dicembre dello stesso anno. E’ l’unica opera comica di Giacomo Puccini. Il libretto narra di una beffa messa in atto ai danni della famiglia del ricco mercante Buoso Donati da Gianni Schicchi, personaggio noto nella Firenze del Trecento per l’acume e l’ingegno. Alla morte del mercante, si scopre con disappunto che Buoso, diseredando tutti i parenti, ha lasciato i suoi averi ai frati di un convento; si decide di ricorrere a Gianni Schicchi per trovare un espediente con cui aggirare il testamento. Gianni Schicchi ordina di nascondere in un’altra stanza il defunto e si sostituisce a Buoso fingendosi ancora moribondo, e convoca il notaio per dettare le sue ultime volontà. Contrariamente a quanto si aspetta la famiglia Donati, egli nomina erede delle proprietà più cospicue se stesso, con l’intento di procurare a sua figlia una dote che le consentirà di sposare Rinuccio, un giovane parente di Buoso. Gli eredi beffati vorrebbero opporsi, ma la legge punisce allo stesso modo, con l’esilio e il taglio della mano, chi si sostituisce a una terza persona e i suoi complici. Si vedono quindi costretti al silenzio, e l’opera si conclude con un lieto fine per i due giovani innamorati. Woody Allen, al suo esordio nella regia di un’opera lirica, ha debuttato a Los Angeles dove la sua originale e ironica interpretazione di Gianni Schicchi è stata accolta dal pubblico con grande entusiasmo e divertimento. “Non ho idea di cosa sto facendo, ma l’incompetenza non mi ha mai impedito di buttarmi nelle cose con entusiasmo.” Woody Allen “Gianni Schicchi può essere considerato il capolavoro dell’età matura di Puccini. Non sembra un caso che dopo una vita trascorsa a comporre melodrammi, quando l’unica sfida che gli rimaneva da affrontare era scrivere una grande commedia, egli cercasse ispirazione nel gigante del XIX secolo: Schicchi è per Puccini quello che Falstaff fu per Verdi. Un perfetto connubio fra libretto, musica e teatralità, incorniciato da un tessuto orchestrale virtuosistico.” James Conlon Woody Allen Scrittore, regista, attore, sceneggiatore e musicista, Allen ha scritto e diretto 40 film in meno di 45 anni, fra i quali Il dittatore dello stato libero di Bananas, Io e Annie, Manhattan, Stardust Memories, La rosa purpurea del Cairo, Hannah e le sue sorelle, Crimini e misfatti, Mariti e mogli, Pallottole su Broadway, Tutti dicono I love you, Accordi e disaccordi, Match Point e Vicky Cristina Barcelona. E’ autore di molte pièce teatrali e di alcune raccolte di brevi racconti. James Conlon Direttore d’orchestra fra i più illustri del panorama mondiale, ha diretto un vasto repertorio sinfonico, operistico e corale con le più prestigiose orchestre sinfoniche negli Stati Uniti e in Europa. Oltre ad essere direttore musicale della Los Angeles Opera è anche direttore musicale del Ravinia Festival (sede estiva della Chicago Symphony Opera) e celebrerà la sua trentesima stagione come direttore musicale del Festival di Maggio di Cincinnati, il festival coristico più antico d’America. Dal 1995 al 2004 è stato direttore principale dell’Opera Nazionale di Parigi, dal 1989 al 2002 è stato direttore musicale generale della città di Colonia e dal 1983 al 1991 direttore musicale della Filarmonica di Rotterdam. Ha diretto più di 250 esecuzioni al Metropolitan di New York. Nella stagione 2008-09 alla Los Angeles Opera, Conlon ha diretto il suo primo Ring di Wagner negli Stati Uniti, inaugurando questa stagione con L’Oro del Reno e La Valchiria. Egli sta inoltre portando avanti, anche con il debutto assoluto della compagnia di Walter Braunfels Gli Uccelli, il pluriennale progetto “Recovered Voices” con il quale cerca di portare sulle scene della Los Angeles Opera la musica di compositori vittime del regime nazista. Per questo si è impegnato ad inserire nei programmi, sia del Ravinia Festival che della Los Angeles Opera, i lavori di compositori fra i quali Alexander von Zemlinsky, Viktor Ullmann, Pavel Haas, Kurt Weill, Erich Wolfgang Korngold, Karl-Amadeus Hartmann, Erwin Schulhoff, and Ernest Krenek. Conlon, ha diretto Il Flauto Magico di Mozart, il Trittico di Puccini con la regia di Woody Allen e William Friedkin e Madama Butterfly prodotta da Robert Wilson. Dedito anche all’attività didattica, Conlon continua la sua residenza biennale alla Juilliard School, in cui egli lavora con giovani artisti della scuola ad un progetto di formazione che consiste in esecuzioni, simposi, master class. Egli dirigerà la Chicago Symphony Orchestra al Ravinia Festival e, come direttore ospite, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la Detroit Symphony e la Los Angeles Philharmonic negli Stati Uniti, così come in Europa la NDR Sinfonie Orchester di Amburgo, Rotterdam Philharmonic, e la National Philharmonic of Russia a Mosca. Conlon ha effettuato numerose registrazioni per EMI, SONY Classical, ERATO, CAPRICCIO, e TELARC; ha partecipato ad una colonna musicale in DVD prodotta dalla DECCA, ed è apparso in varie serie televisive su PBS. Nel 2009 ha inoltre vinto due Grammy Awards, Best Classical Recording e Best Opera Album, per aver diretto, con la produzione della Los Angeles Opera, Rise and Fall of the City of Mahagonny, di Kurt Weill con etichetta EuroArts. Fra i più recenti riconoscimenti, la medaglia dell’ American Liszt Society per le sue particolari esecuzioni delle partiture, il Premio Galileo 2000 per il suo contributo alla musica, alla pace e all’arte a Firenze e il Crystal Globe Award della Lega Anti Diffamazione (ADL) per il suo impegno a favore dei compositori uccisi dal Terzo Reicht. Conlon è uno dei primi cinque vincitori dell’Opera News Award attribuitogli per i brillanti risultati raggiunti nella conduzione di opere ed è stato insignito della laurea Honoris Causa per la Musica dalla Juilliard School. Ha ricevuto il Premio Zemlinsky ed è stato nominato, nel 1996, Officier de L’Ordre des Arts et des Lettres dal Governo francese e, nel 2004, è stato nominato”Commandeur”. Nel 2002, James Conlon ha ricevuto la più alta onorificenza francese, la Légion d’Honneur. |
| COMUNICATO STAMPA La Verdi al 52° Festival dei Due Mondi di Spoleto Nuovamente invitata al Festival dei Due Mondi di Spoleto (la prima volta nel 2002), la Verdi si appresta a partecipare con un ricco calendario di impegni musicali. Nato nel 1958, il Festival dei Due Mondi di Spoleto è una delle più importanti manifestazioni culturali europee che spazia in tutte le forme artistiche, dallopera lirica alla prosa, dal balletto alle arti figurative, dalla musica classica e moderna al cinema. Il 26 giugno il 52° Festival dei Due Mondi di Spoleto si aprirà con un concerto dedicato a Gian Carlo Menotti, padre fondatore del Festival, scomparso nel febbraio del 2007: al Teatro Romano la Verdi, diretta dal Maestro James Conlon, eseguirà un concerto con brani tratti dalle opere più importanti di Menotti, lIntroduzione, la Marcia e la Danza da Amahl e gli ospiti notturni, la Suite dal balletto Sebastian, il Preludio orchestrale da Amelia al ballo. Direttore dorchestra fra i più illustri del panorama mondiale, James Conlon ha diretto un vasto repertorio sinfonico, operistico e corale con le più prestigiose orchestre sinfoniche negli Stati Uniti e in Europa. Oltre ad essere direttore musicale della Los Angeles Opera è anche direttore musicale del Ravinia Festival (sede estiva della Chicago Symphony Opera) e celebrerà la sua trentesima stagione come direttore musicale del Festival di Maggio di Cincinnati, il festival coristico più antico dAmerica. Dal 1995 al 2004 è stato direttore principale dellOpera Nazionale di Parigi, dal 1989 al 2002 è stato direttore musicale generale della città di Colonia e dal 1983 al 1991 direttore musicale della Filarmonica di Rotterdam. Dal 26 al 28 giugno sarà la volta della prima europea di Gianni Schicchi di Puccini per la regia di Woody Allen, con la Verdi diretta nuovamente dal Maestro James Conlon. Woody Allen, al suo esordio nella regia di unopera lirica, ha debuttato a Los Angeles dove la sua originale e ironica interpretazione di Gianni Schicchi è stata accolta dal pubblico con grande entusiasmo e divertimento. Infine, il 12 luglio, il concerto finale in Piazza del Duomo dedicato interamente alle musiche di George Gershwin: sul podio e al pianoforte il Maestro Wayne Marshall dirigerà la Verdi in un trascinante concerto americano. Direttore dorchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare allinizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione dorchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Teatro Romano Venerdì 26 giugno, ore 19.30 Concerto inaugurale Il 52° Festival dei Due Mondi si aprirà con un concerto dedicato a Gian Carlo Menotti Gian Carlo Menotti Amahl e gli ospiti notturni, Introduzione, Marcia e Danza Sebastian, Suite dal balletto Amelia al ballo, Preludio orchestrale Direttore James Conlon Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Teatro Nuovo dal 26 al 28 giugno GIANNI SCHICCHI Opera in un atto di Giacomo Puccini Libretto Giovacchino Forzano Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore James Conlon Regia Woody Allen Scene e costumi Santo Loquasto Produzione Los Angeles Opera in collaborazione con Spoleto52 Festival dei 2Mondi Prima europea Piazza Duomo Domenica 12 luglio, ore 19.30 Concerto finale George Gershwin Gershwin in Hollywood Rhapsody in Blue per pianoforte e orchestra I Got Rhythm, variazioni per pianoforte e orchestra Ouverture da Girl Crazy An American in Paris Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore e pianista Wayne Marshall |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 7 giugno 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica LE AVANGUARDIE ITALIANE Luciano Berio Folk songs Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Mezzosoprano Gabriella Sborgi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Domenica 7 giugno 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Si chiude la rassegna di Francesco Maria Colombo NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica Ultimo appuntamento della rassegna dedicata alla musica del Novecento, domenica 7 giugno alle ore 11.00 con il Maestro Francesco Maria Colombo: si parlerà delle Avanguardie del Novecento e del brano di Luciano Berio Folk songs. Il ciclo dei Folk songs, composti nel 1964 per Cathy Berberian, rientra in un interesse più ampio del compositore per il canto popolare. Attirano Berio tutte le tecniche vocali «autentiche», i documenti popolari e la loro trasformazione quando sono collocati in contesti diversi da quello originale. Si tratta di canti popolari di vari paesi, così descritti da Luciano Berio un'antologia di canti popolari di varia origine (Stati Uniti, Armenia, Provenza, Sicilia, Sardegna ecc.) trovati su vecchi dischi, su antologie o raccolti dalla viva voce di amici, che ho reinterpretato ritmicamente, metricamente e armonicamente. Il discorso strumentale ha la funzione di suggerire e di commentare quelle che mi sono parse le radici espressive, cioè culturali, di ogni canzone. La prima versione del 1964 per voce e 7 esecutori venne in seguito ampliata per orchestra da camera (1973, Zürich Kammerorchester, Direttore Luciano Berio), Ciascun incontro della rassegna NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica, della durata di circa unora, si compone di unintroduzione storico-estetica, dellanalisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con lorchestra, e dellesecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografie Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con la Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. Gabriella Sborgi, mezzosoprano, milanese, studia e si perfeziona al Conservatorio G. Verdi, a Londra, a Lugano e al Centre de Formation Lyrique de lOpéra de Paris. Viene selezionata come rappresentante italiana al Concorso Internazionale "Cardiff Singer of the World". Risulta, inoltre, vincitrice del Concorso Internazionale "Il Cantante Attore della William Walton Foundation e del Concorso Europeo As.Li.Co. 1996. Ha lavorato nei maggiori teatri italiani ed esteri (Ancona, Bari, Bilbao, Bologna, Bonn, Firenze, Genova, Londra, Madrid, Milano, Napoli, Nizza, Osaka, Parigi, Parma, Roma, Siviglia, Tokyo, Torino, Verona, Wexford) con direttori quali Y. Abel, Aprea, Benedetti Michelangeli, Bolton, Bosman, Callegari, Corboz, Y. David, Fasolis, A. Francis, Gibault, P. Goodwin, Güttler, Mantanus, Marcon, Marin, Mazzola, Mehta, Morandi, Oren, Orizio, Panni, Pidò, Reck, Renzetti, Rovaris, Severini, Sieberer, J. Tate, S. Vladar, J.Webb e registi fra cui Abbado, Andò, Barberio Corsetti, Dall'Aglio, De Capitani, Dodin, Hytner, Judge, Krief, Livermore, Mariani, Micheli, Miller, M. Ovadia, Pagliaro, Piva, Puecher, Recchia, Ronconi, Scaparro, Senigaglia, Strehler, Tiezzi. Per sensibilità e versatilità musicale ed attoriale, si afferma come autorevole interprete del teatro mozartiano (Clemenza di Tito, Così Fan Tutte, Nozze di Figaro, Idomeneo), barocco (Cimarosa, Gluck, Haydn, Monteverdi, Pergolesi, Provenzale, Purcell), e del teatro del Novecento (Britten, Menotti, Ravel, Rota, Weill). Nellambito della produzione contemporanea, inoltre, le vengono affidate prime esecuzioni di autori quali Bacalov, Corghi, Denisov, Francesconi Galante, Ustwolskaja, Vacchi. Protagonista degli spettacoli OFF OPERA, trasmessi da Sky Classica, ha impersonato Ifigenia, Clitennestra e Orfeo di Gluck e Didone e Penelope di Purcell/Monteverdi. Fra i personaggi più amati e di maggior successo, non si possono non ricordare, La Colomba Ferita di Provenzale, Rosina de Il Barbiere di Siviglia, Nerone de LIncoronazione di Poppea, Sesto de La Clemenza di Tito, La Gatta de LEnfant et les Sortileges di Ravel, Leokadja Begbick in Ascesa e Caduta della Città di Mahagonny di Kurt Weill. Alla letteratura operistica unisce la passione per la musica da camera, il repertorio sinfonico e sacro, e si esibisce fra laltro per Accademia di Santa Cecilia, Unione Musicale di Torino, Orchestra di Mantova, Orchestra Regionale Toscana, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Festival di Brescia e Bergamo, Amici della Musica di Vicenza, Archi della Scala, Arion Choir&Consort, Fondazione Arcadia di Milano, Pomeriggi Musicali, Kollegium Vocale Innsbruck, Osaka International Music Festival, Festival di Toulon, Festival di Musica Contemporanea di Toulouse, Academie Internationale de Nice, Comunale di Bologna, Carlo Felice di Genova, Regio di Parma, Maggio Musicale Fiorentino, Accademia Chigiana, Biennale di Venezia. Ha inciso per Clarius Audi, Canti della Terra e del Mare di Sicilia di Favara e, per la Radio Svizzera Italiana, direttore Diego Fasolis, Stabat Mater di Haydn, la cantata La Riconoscenza, Petite Messe Solennelle e Stabat Mater di Rossini. Fra i brani più eseguiti, i Lieder di Wolf e Brahms (in concerto con A. Ballista e al Festival Benedetti Michelangeli), i Lieder eine Fahrenden Gesellen di Mahler/Schoenberg (Omaggio a Sinopoli a Messina), La Dame de Montecarlo di Poulenc, Chansons de Mallarme e Chansons Madecasses di Ravel (Amici della Musica di Vicenza), La Damoiselle Elue e le Chansons de Bilitis di Debussy. |
| COMUNICATO STAMPA Stagione Sinfonica 2008-2009 Aldo Ceccato dirige BRAHMS mercoledì 3 giugno 2009 ore 20.30 Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 Violino Marco Rizzi Violoncello Enrico Dindo giovedì 4 giugno 2009 ore 20.30 Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73 Pianoforte Benedetto Lupo Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Aldo Ceccato Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Aldo Ceccato dirige BRAHMS La Verdi e il Maestro Aldo Ceccato presentano lintegrale delle Sinfonie di Johannes Brahms, in questo ciclo, unico a Milano, unite a tutte le sue composizioni per strumento solista e orchestra. Quattro serate per i capolavori brahmsiani, diretti dal Maestro Ceccato che con il compositore amburghese ha grande familiarità ed esperienza, tanto da aver ricevuto dal Senato di Amburgo la Medaglia di Brahms, una tra le più alte onorificenze culturali tedesche. Affianco alle monumentali quattro Sinfonie, verranno eseguiti il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 con Marco Rizzi e Enrico Dindo (mercoledì 3 giugno), questultimo, a soli 22 anni nel 1987, ha ricoperto il ruolo di primo violoncello solista nellOrchestra del Teatro alla Scala, ruolo che manterrà per undici anni, e nel 1997 ha conquistato il Primo Premio al Concorso Rostropovich di Parigi; infine, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 83 con Benedetto Lupo (giovedì 4 giugno), che si impone subito in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il Cortot ed il Ciudad de Jaén in Europa ed il Robert Casadesus di Cleveland, Gina Bachauer e Van Cliburn negli Stati Uniti, nel 1992 vincitore a Londra del premio Terence Judd. __________________________________________________________ mercoledì 3 giugno 2009 ore 20.30 Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 Violino Marco Rizzi Violoncello Enrico Dindo Il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102, scritto nel 1887, è lultimo lavoro sinfonico del compositore. Il suo carattere intimo e contemplativo, infatti, lascia pensare a una impostazione piuttosto cameristica e anche il trattamento degli strumenti solistici, quasi privi di virtuosismi, privilegia il tono di un calmo dialogo di tipo cameristico. Questo è più evidente nel secondo movimento Andante, dove lo sviluppo melodico si svolge in modo ampio e quasi incantato. Anche lultimo movimento Vivace non troppo non si conclude non il tipico sfoggio di bravura dei solisti, ma rimane nellambito di una distesa cantabilità. La Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 fu eseguita la prima volta sotto la direzione dello stesso Brahms. La composizione è ricca di idee musicali diverse (un gioco di accordi staccati degli strumentini, una accorata melodia di corale, un concitato dialogo tra archi e fiati) che danno spazio alla cantabilità appassionata, ai modi tzigani, all'evocazione pastorale. Il culmine è raggiunto nel finale che consiste in un seguito di 36 variazioni su otto note, disposte una per battuta, presentate da grandiosi accordi intonati dagli strumenti a fiato. ________________________________________________________ giovedì 4 giugno 2009 ore 20.30 Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73 Pianoforte Benedetto Lupo Il Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 fu eseguito per la prima volta con l'autore al pianoforte sotto la direzione di Erkel. In questo concerto Brahms è alla ricerca delle soluzioni pianistiche più ardite. Il pianoforte adempie davvero così a un ruolo eroico, da protagonista grandioso, esaltato dall'importanza stessa del tessuto sinfonico in cui si inserisce. La Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73 presenta un carattere leggero e gaio e attinge al genere liederistico. Il riferimento al Lied è evidente soprattutto nel primo tempo, con la scelta di temi cantabili trattati secondo la tecnica più raffinata della variazione. Allo spirito popolare, pastorale o campestre è riconducibile anche il terzo tempo, dove lo spirito della danza diviene occasione per un finissimo intarsio di variazioni ritmiche su elementi melodici sostanzialmente simili. Il secondo tempo si apre invece con profondità enigmatiche e il finale, pur con alcuni momenti pastorali, volge a una esplosione gioiosa e vitalistica. ___________________________________________
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| VICTOR DE SABATA MILLE E UNA NOTTE Fiaba coreografica in 7 quadri di Giuseppe Adami Prima registrazione mondiale DE SABATA Mille e una notte Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Francesco Maria Colombo CD 476 3352 Prezzo al pubblico 17 euro La copertina riproduce (per gentile concessione Ricordi) limmagine originale della partitura. Francesco Maria Colombo dirige lOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi nella prima registrazione mondiale del capolavoro introvabile di Victor De Sabata, celebratissimo come direttore - resse per diversi anni le sorti della Scala di Milano - ma ancora sconosciuto come compositore. In questa sua composizione, attribuibile agli anni 30 del Novecento, si celano l'eredità della cultura mitteleuropea, la formazione cosmopolita e mondana, una curiosità priva di inibizioni per la civiltà americana cui la partitura di Mille e una notte rende omaggio. Booklet UNA FIABA IN STILE ERTE' All'inizio degli anni Trenta, quando Victor de Sabata scrisse Mille e una notte, la musica italiana ruotava intorno a pagine come Pinotta del vecchio Mascagni, La granceola di Lualdi, Bastimento negriero di Porrino, mentre si era prossimi alla colonna sonora di Scipione l'Africano composta da Pizzetti. Nasceva vecchia l'avanguardia di Casella e Malipiero, e Respighi concludeva il proprio percorso, per più versi originale, alto e prestigioso, licenziando Feste romane. Non si vuole dare alcun giudizio di valore, non certo in questa sede, ma solo riconoscere un certo clima culturale soffocante e polveroso: aprire la partitura di de Sabata è come spalancare le finestre e ricevere una ventata d'aria fresca. Nella provinciale Little Italy della musica, de Sabata incedeva con lo charme, la grazia e l'ironia di un gentiluomo uso al savoir vivre internazionale. Non aveva ancora quarant'anni e, partito Toscanini, reggeva le sorti della Scala di Milano. Come direttore d'orchestra era già una leggenda: aveva incantato Ravel a Monte-Carlo con la raffinatissima concertazione de L'Enfant et les sortilegès, di lì a poco sarebbe stato chiamato a Bayreuth per celebrare il Tristano. Era un uomo bellissimo, con uno sguardo dal magnetismo persino inquietante, la postura eretta, i gesti cesellati e perfettamente naturali. Incarnava lo chic come forse nessun altro musicista ha mai saputo fare. Parlava in modo fluido tutte le lingue, vestiva con una ricercatezza squisita e scevra di esibizionismo, stregava tutte le donne. Possedeva in sommo grado gli elementi del fascino italiano ma non si confinava a questi: in lui si fondevano l'eredità della cultura mitteleuropea, la formazione cosmopolita e mondana, una curiosità priva di inibizioni per la civiltà americana, cui la partitura di Mille e una notte rende omaggio. Il sipario del balletto si apre infatti sulla sala della centrale telefonica di New York, dove le ragazze impazziscono rincorrendo le chiamate per poi scatenarsi sui ritmi di danza più alla moda. Siamo in piena atmosfera da film di Lubitsch, fra sophisticated comedy, glamour internazionale, ammiccamenti maliziosi, paradosso della frivolezza, aggiornatissima eleganza. La giovane direttrice della centrale telefonica, Gloria Milton, è la protagonista della fiaba, ed è la perfetta incarnazione del flapper, di quella donna sportiva, sfrontata, indipendente, libera e sexy, che gli anni Venti avevano finalmente emancipato dal sentimentalismo romantico. La immaginiamo con le sembianze di Louise Brooks o di Miriam Hopkins. La dimensione in cui vive è quella del flirting, e il suo flirt più recente è nientemeno che con lo Scià di Persia in visita a New York. Una fuga in automobile, un capitombolo, ed è scoccata la scintilla: lo Scià Mustafer si è infatuato e non darà più tregua alla bella telefonista. Il balletto di de Sabata si articola in sette quadri. Nel Primo Quadro, dopo che Gloria ha raccontato alle altre telefoniste l'avventura che le ha fatto incontrare Mustafer, i ministri dello Scià si presentano alla centrale telefonica per sequestrare la ragazza. Nel Secondo Quadro siamo davanti al trono di Mustafer irato: la favorita (Suleika) danza per placare il suo signore. Gloria viene portata alla presenza dello Scià e lo seduce con il più frivolo dei gesti: si passa morbidamente sul viso il piumino della cipria. Lo Scià non vede altri che Gloria, ma Suleika comincia a odiare la rivale americana e trama vendetta. Il quadro si chiude con un'altra danza di Suleika davanti allo Scià, che aspira voluttuosamente il profumo del piumino casualmente dimenticato dalla maliziosa Gloria. Nel Terzo Quadro Mustafer dà un party, al Palazzo d'Oriente, per i suoi ospiti americani: dame della high society, personalità della finanza e della politica. Siamo in pieno Cole Porter, scintillio mondano e guizzi di surrealtà: lo Scià taglia la barba al console messicano, bacia una lady che si è messa il suo turbante in testa, offre scenette interpretate da una bella persiana che esce da una piscina orientale, dalle schiave del proprio harem, da Suleika stessa che compie l'apoteosi della schiavitù e del dominio dell'amore. Entra Gloria, e lo Scià la trascina in un ballo al culmine del quale le loro bocche si uniranno, mentre Suleika, accecata dalla gelosia, compie un patto criminoso con il servo Abdal. Richiamato lo Scià ai propri doveri di ospite, Gloria viene trascinata via e ridotta in cattività (malgrado le mani legate, riuscirà ad accendere una sigaretta e a gettare buffate di fumo in faccia ai rapitori). Nel Quarto Quadro le due donne sono faccia a faccia. Suleika intima a Gloria di rinunciare al signore che lei ama. Gloria le risponde irridendola e Suleika la fa portare in una serra di fiori velenosi dove si consumerà la propria vendetta. Nel Quinto Quadro Gloria, nella serra, soccombe al profumo e alle spire dei fiori che la circondano soffocandola. Quando tutto sembra perduto, i vetri della serra si infrangono: gli amici americani, con John Fox alla testa, sono venuti a liberarla e la trascinano via. Con il Sesto Quadro ci troviamo in un salotto tutto chiaro, lindo, elegante, molto Upper East Side, che dà sui grattacieli coperti di neve: l'appartamento di Gloria. E' la vigilia di Natale, arrivano doni dallo Scià e un grammofono per la sorellina di Gloria, Violet, con il disco di una canzoncina in voga. Suleika viene a chieder perdono alla nemica, le parla della creatura in nome della quale ha difeso con passione selvaggia il possesso del suo signore, la commuove. Gloria rinuncia al flirt con Mustafer, abbraccia la rivale e le promette un segreto grazie al quale ella sarà in grado di riconquistare i favori dello Scià. Quale sia questo segreto lo scopriamo nel Settimo Quadro. Lo Scià di Persia sta per tornare in patria con un aeroplano regalatogli dalla municipalità di New York. Una festa allegrissima ne festeggia la partenza, le telefoniste tornano in scena fra danze e bizzarrie di ogni genere, ed ecco Suleika, non più abbigliata all'orientale ma nei panni modernissimi di un'americana appena uscita dalle boutiques di Madison Avenue. Mustafar la guarda come fosse la prima volta, se ne innamora di nuovo. Tutto finisce in bellezza con il rombo dell'aeroplano che si stacca da terra verso gli spazi infiniti, nella più delirante apoteosi del moto, della conquista, della vita. Scintillante di una strumentazione capillare e smaltata, traboccante di invenzioni melodiche e di astuzie timbriche e armoniche, brillantissima per il ritmo forsennato che la pervade, la partitura di de Sabata è un gioiello in stile Erté, finalmente riportato ora alla luce. Quando debuttò alla Scala, il 20 gennaio 1931, in una serata nella quale Mascagni dirigeva la propria Cavalleria rusticana (!), ovviamente non venne compresa, e l'oblio nel quale cadde fu un cruccio che accompagnò de Sabata fino agli ultimi suoi giorni, quando ancora si dedicava a ritoccarla. E' la summa compositiva di un musicista aggiornato, coltissimo, spregiudicato: sembra un Ravel che abbia studiato con Richard Strauss, per certa sontuosità e certa generosità dell'invenzione; che abbia frequentato assiduamente Gershwin e contenga in sé il genio venturo dei capolavori giovanili di Leonard Bernstein. Eppure la cifra è personalissima, e l'equilibrio fra tardo romanticismo e jazz non si genera per compensazione, ma producendo una sintesi imprevedibile e stupefacente. L'Orchestra Verdi di Milano ed io abbiamo riaperto le pagine di Mille e una notte, per troppi decenni rimaste chiuse, con commozione e divertendoci moltissimo ad eseguirle. Che gli ascoltatori possano farsi complici di questa riscoperta, è il nostro augurio. Francesco Maria Colombo |
| COMUNICATO STAMPA Stagione Sinfonica 2008-2009 Aldo Ceccato dirige BRAHMS mercoledì 27 maggio ore 20.30 Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15 Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Pianoforte Simone Pedroni giovedì 28 maggio 2009 ore 20.30 Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 77 Sinfonia n. 3 in Fa maggiore op. 90 Violino Marco Rizzi mercoledì 3 giugno 2009 ore 20.30 Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 Violino Marco Rizzi Violoncello Enrico Dindo giovedì 4 giugno 2009 ore 20.30 Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73 Pianoforte Benedetto Lupo Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Aldo Ceccato Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Aldo Ceccato dirige BRAHMS La Verdi e il Maestro Aldo Ceccato presentano l’integrale delle Sinfonie di Johannes Brahms, in questo ciclo, unico a Milano, unite a tutte le sue composizioni per strumento solista e orchestra. Quattro serate per i capolavori brahmsiani, diretti dal Maestro Ceccato che con il compositore amburghese ha grande familiarità ed esperienza, tanto da aver ricevuto dal Senato di Amburgo la “Medaglia di Brahms”, una tra le più alte onorificenze culturali tedesche. Affianco alle monumentali quattro Sinfonie, verranno eseguiti il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra op. 15 con Simone Pedroni (mercoledì 27 maggio), che ha conseguito nel 1992 il secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel - Aviv e il primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio e il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas; il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 77 con Marco Rizzi (giovedì 28 maggio), diplomatosi con lode e menzione speciale ai Conservatori di Milano ed Utrecht, premiato nei tre concorsi più prestigiosi per violino (il Čaikovskij di Mosca, il Reine Elisabeth di Bruxelles e l’Indianapolis Violin Competition) e all’Europäischen Musikförderpreis nel 1991 su indicazione di Claudio Abbado; il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 con Marco Rizzi e Enrico Dindo (mercoledì 3 giugno), quest’ultimo, a soli 22 anni nel 1987, ha ricoperto il ruolo di primo violoncello solista nell’Orchestra del Teatro alla Scala, ruolo che manterrà per undici anni, e nel 1997 ha conquistato il Primo Premio al Concorso Rostropovich di Parigi; infine, il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 83 con Benedetto Lupo (giovedì 4 giugno), che si impone subito in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il Cortot ed il Ciudad de Jaén in Europa ed il Robert Casadesus di Cleveland, Gina Bachauer e Van Cliburn negli Stati Uniti, nel 1992 vincitore a Londra del premio Terence Judd. __________________________________________________________ mercoledì 27 maggio ore 20.30 Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15 Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Pianoforte Simone Pedroni Il Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op. 15 si apre con un grandioso Maestoso, nel quale lo strumento solista più che contrapporsi all’orchestra si inserisce nel suo percorso con idee nuove o sviluppando quelle che questa a sua volte gli propone. Il cuore espressivo del Concerto è l’Adagio centrale, quasi certamente un omaggio postumo a Schumann. Il tempo è diviso in tre parti, con la terza che è una riesposizione del malinconico tema della prima. Chiude la composizione un Allegro ma non troppo in forma di rondò, dove un tema vigoroso e danzante si alterna a variazioni di grande raffinatezza. I primi abbozzi e gran parte del primo movimento della Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di risalgono al 1862. Tuttavia la composizione venne completata solo nel 1876. Il famoso critico e amico Eduard Hanslick vide nella Prima Sinfonia la legittima successione della tradizione beethoveniana e, infatti, Hans von Bülow la chiamò “la Decima” per il suo rapporto esplicito con la Nona di Beethoven, riscontrabile nella cupa monumentalità del primo movimento e nel trionfale finale, nell’orchestrazione e nell’affinità tematica con l’Inno alla gioia dell’ultimo movimento. ____________________________________________________________ giovedì 28 maggio 2009 ore 20.30 Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 77 Sinfonia n. 3 in Fa maggiore op. 90 Violino Marco Rizzi Vero gioiello della letteratura violinistica, il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 77 venne composto nel corso dell’anno 1878 per il violinista Josef Joachim ed eseguito per la prima volta, sotto la direzione dell’autore, al Gewandhaus di Lipsia nell’anno successivo. Il Concerto, articolato nei movimenti Allegro non troppo, Adagio, Allegro giocoso ma non troppo vivace, è caratterizzato fin dal primo tempo da una grande cantabilità, che solo nell’ultimo movimento da spazio a una scrittura virtuosistica di carattere tzigano. La Sinfonia n. 3 in Fa maggiore op. 90, composta nel corso del 1883 ed eseguita per la prima volta il 2 dicembre dello stesso anno a Vienna, sotto la direzione di Hans Richter. La Sinfonia si impone per la straordinaria bellezza dei suoi temi, e in particolare quello del terzo movimento Poco Allegretto, integrati in un tessuto musicale di grande drammaticità, che, dopo il culminante Allegro finale, si compie in un sospirato pianissimo. __________________________________________________________ mercoledì 3 giugno 2009 ore 20.30 Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 Violino Marco Rizzi Violoncello Enrico Dindo Il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102, scritto nel 1887, è l’ultimo lavoro sinfonico del compositore. Il suo carattere intimo e contemplativo, infatti, lascia pensare a una impostazione piuttosto cameristica e anche il trattamento degli strumenti solistici, quasi privi di virtuosismi, privilegia il tono di un calmo dialogo di tipo cameristico. Questo è più evidente nel secondo movimento Andante, dove lo sviluppo melodico si svolge in modo ampio e quasi incantato. Anche l’ultimo movimento Vivace non troppo non si conclude non il tipico sfoggio di bravura dei solisti, ma rimane nell’ambito di una distesa cantabilità. La Sinfonia n. 4 in Mi minore op. 98 fu eseguita la prima volta sotto la direzione dello stesso Brahms. La composizione è ricca di idee musicali diverse (un gioco di accordi staccati degli strumentini, una accorata melodia di corale, un concitato dialogo tra archi e fiati) che danno spazio alla cantabilità appassionata, ai modi tzigani, all'evocazione pastorale. Il culmine è raggiunto nel finale che consiste in un seguito di 36 variazioni su otto note, disposte una per battuta, presentate da grandiosi accordi intonati dagli strumenti a fiato. ________________________________________________________ giovedì 4 giugno 2009 ore 20.30 Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73 Pianoforte Benedetto Lupo Il Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 fu eseguito per la prima volta con l'autore al pianoforte sotto la direzione di Erkel. In questo concerto Brahms è alla ricerca delle soluzioni pianistiche più ardite. Il pianoforte adempie davvero così a un ruolo eroico, da protagonista grandioso, esaltato dall'importanza stessa del tessuto sinfonico in cui si inserisce. La Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73 presenta un carattere leggero e gaio e attinge al genere liederistico. Il riferimento al Lied è evidente soprattutto nel primo tempo, con la scelta di temi cantabili trattati secondo la tecnica più raffinata della variazione. Allo spirito popolare, pastorale o campestre è riconducibile anche il terzo tempo, dove lo spirito della danza diviene occasione per un finissimo intarsio di variazioni ritmiche su elementi melodici sostanzialmente simili. Il secondo tempo si apre invece con profondità enigmatiche e il finale, pur con alcuni momenti pastorali, volge a una esplosione gioiosa e vitalistica. ______________________________________ Biografia: Aldo Ceccato è nato a Milano e si è diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi, quindi si è perfezionato in Direzione d'Orchestra alla Musikhochschule di Berlino. Ha studiato con Sergiu Celibidache del quale è stato anche Assistente nei corsi di Direzione d'Orchestra a Siena. Attualmente è Direttore Artistico e Direttore Stabile dell'Orchestra Filarmonica di Malaga, una delle città spagnole che si sta più sviluppando sul piano culturale; fino al 2005 è stato Direttore Artistico e Musicale dell'orchestra “I Pomeriggi Musicali” di Milano. Precedentemente è stato Direttore Musicale della Fondazione Arena di Verona sia per la Stagione Sinfonica che per quella Lirica, Direttore Musicale e Artistico dell'Orchestra Nazionale di Spagna a Madrid, dell'Orchestra Filarmonica di Amburgo, della Detroit Symphony, dell'Orchestra della RAI di Torino, della Bergen Philharmonic e dell'Orchestra NDR di Hannover. Durante gli anni di Amburgo ha retto la cattedra di Direzione d'Orchestra alla Musikhochschule e ha poi tenuto corsi di Direzione d'Orchestra a Bergen, Hannover, Santiago de Compostela e Milano. Aldo Ceccato è Direttore Emerito dell'Orchestra Filarmonica di Stato Ceca di Brno, con la quale ha eseguito i più grandi poemi sinfonici di Franz Liszt, e ha diretto questa Orchestra nel concerto offerto dalla Repubblica Ceca a Papa Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo. Ha diretto le più grandi orchestre del mondo tra le quali la Filarmonica di Berlino, la Chicago Symphony, le Orchestre di Cleveland, Boston, Philadelphia, la New York Philharmonic, la London Philharmonic, la Staatskapelle di Dresda e la NHK di Tokyo. Ha diretto, alla Scala di Milano, al Covent Garden di Londra, all'Opera di Parigi, al Lyric Opera di Chicago e alla Staatsoper di Vienna. Ha preso parte ai Festival internazionali più importanti, quali Glyndebourne, Edimburgo, Berlino e Praga. Con le Orchestre di Amburgo, Bergen e la RAI di Torino, ha diretto cicli completi delle sinfonie di Beethoven, Mahler, Schumann, Bruckner, Brahms, Schubert. Aldo Ceccato ha collaborato con i più famosi solisti e cantanti: Rudolf Serkin, Maurizio Pollini, Alfred Brendel, Claudio Arrau, Marta Argerich, Itzhak Perlman, Anne-Sophie Mutter, Pinchas Zuckerman, Shlomo Mintz, Nathan Milstein, Ida Haendel, Salvatore Accardo, Igor Oistrakh, Mstislav Rostropovich, Mischa Maisky, Yo-Yo Ma, Jessye Norman, Beverly Sills, Sherrill Milnes, Doris Soffel, Dietrich Fischer-Dieskau, Alfredo Kraus, Nikolai Ghiaurov, Ruggero Raimondi, Teresa Berganza. La sua attività accademica include non solo l'insegnamento della Direzione d'Orchestra ma anche conferenze in istituzioni prestigiose tra le quali l'Università di Oxford. Aldo Ceccato è Accademico di Santa Cecilia, è Doctor Honoris Causa della Eastern Michigan University ed è stato onorato con il più alto titolo della Repubblica Italiana: Cavaliere di Gran Croce. Ha anche ricevuto dal Senato di Amburgo la Medaglia di Brahms, una tra le più alte onorificenze culturali tedesche. Dal Comune di Milano è stato onorato con la medaglia d'oro per “Benemerenze Civiche”. Tra le sue più recenti incisioni, il ciclo completo dei concerti per piano e orchestra di Beethoven con Aldo Ciccolini e l'Orchestra de I Pomeriggi Musicali, per la Casa Discografica FRAME, e sempre con l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali la Missa Solemnis di Beethoven prima incisione in Italia e i poemi sinfonici di Victor de Sabata con la London Philharmonic per HYPERION. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 14 maggio 2009 ore 20.30 Venerdì 15 maggio 2009 ore 20.00 Domenica 17 maggio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Igor Stravinskij Concerto in Re maggiore per violino e orchestra Ottorino Respighi Belkis, regina di Saba Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Mezzosoprano Manuela Custer Voce narrante Roberto Corona Violino Sayaka Shoji Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 14 maggio 2009 ore 20.30 Venerdì 15 maggio 2009 ore 20.00 Domenica 17 maggio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Scene orientali Debutta all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo la giovane violinista Sayaka Shoji, prima giapponese e artista più giovane a vincere il prestigioso Premio Paganini nel 1999, in seguito al quale è stata regolarmente invitata a esibirsi con i più famosi direttori del mondo. Sayaka Shoji si esibirà nel Concerto in Re maggiore per violino e orchestra di Stravinskij, brano dal luminoso virtuosismo. La Shoji si esibisce con un violino Stradivari "Joachim" del 1715, su gentile concessione della Nippon Music Foundation. In programma, inoltre, Belkis, regina di Saba di Respighi (per la prima volta verrà eseguita dalla Verdi la versione in cinque quadri) che all’epoca del debutto in forma di balletto venne salutato dalla critica con grande entusiasmo. Insieme al Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, il mezzosoprano Manuela Custer e la voce narrante Roberto Corona. Sul podio il Maestro Francesco Maria Colombo. Programma: Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra venne composto da Stravinskij nel 1931 per il violinista Samuel Dushkin ed eseguito la prima volta il 23 ottobre 1931 a Berlino, con l’autore sul podio. La partitura prese forma e vita sotto la diretta consulenza di Duskin e fu concepito appositamente per fornire nuovo repertorio da utilizzare nel corso di una lunga tournée programmata nell’Europa del Nord, oltre che per assecondare le richieste dell’Editore Schott di Mainz. Il compositore segue con attenzione le indicazioni del solista e ne nasce una partitura che tiene conto di tutte le possibilità tecniche e virtuosistiche dello strumento: la sua scrittura si abbandona alla compilazione di delicati e raffinatissimi arabeschi sonori, in cui compaiono di volta in volta frammenti di un linguaggio arcaico che possono ricordare Bach, Weber e Čajkovkij. Ottorino Respighi ritornò alla musica per balletto solo per la stagione 1931-32 del Teatro alla Scala, allorché s’impegnò con l’amico e collaboratore Claudio Guastalla a realizzare un “ballo d’inaudita ricchezza”, Belkis, regina di Saba (prima esecuzione, 23 gennaio 1932). Respighi propose la storia di Salomone e della Regina di Saba alla quale aveva pensato da tempo, raccogliendo molti temi ebraici e melodie orientali; colse l’occasione, quindi, per abbandonarsi “con gioia alla sua fantasia coloristica” e ne sortì una partitura di grandissimo effetto: la melodizzazione tipica degli antichi canti profani ebraici e la varietà ritmica degli strumenti a percussione di derivazione araba, si fondono perfettamente. Dopo il 1932, tuttavia, il balletto non fu più ripreso per l’enorme impegno che richiedeva in termini di interpreti, di masse corali e orchestrali, di scenografie. Nel 1934 Respighi ne trasse una Suite sinfonica destinata alle sale da concerto che comprende quattro parti. Dopo la sua morte (18 aprile 1936), la moglie Elsa, per dare un’ulteriore chance all’esecuzione del balletto, ne approntò una versione ridotta che porta i quadri da sette a cinque. Biografia: Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con l'Orchestra Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. Quando Sayaka Shoji, all’età di soli quattordici anni, si è esibita al Festival di Lucerna e al Musikverein di Vienna con il Lucerne Festival Strings e la direzione di Rudolph Baumgartner, il suo nome era già conosciuto grazie alla vittoria di diversi concorsi internazionali e a numerosi concerti in Giappone, suo paese di origine. È stata la prima giapponese e l’artista più giovane a vincere il prestigioso Premio Paganini (1999), in seguito al quale è stata regolarmente invitata a esibirsi con i più famosi direttori del mondo tra i quali Askhenazy, Dutoit, Maazel, Pappano, Mehta e con orchestre quali la NHK Symphony, l’Orchestra Sinfonica di Londra, l’Orchestra Filarmonica Ceca, la Filarmonica di Helsinki e l’Orchestra di Stato Bavarese. In seguito a un tour del Giappone con Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo nel 2001, il direttore d’orchestra l’ha immediatamente re-invitata per una sostituzione nella tournée europea della Sinfonica di Baltimora, segnando così l’inizio di un rapporto artistico importante. Nel 2002 Sayaka Shoji è apparsa al Festival di Salisburgo con l’Orchestra Filarmonica di Berlino e Mariss Jansons, ha debuttato negli Stati Uniti con la Filarmonica di Los Angeles e di nuovo Zubin Mehta. Nel 2004 è stata solista dell’Orchestra Sinfonica di Londra per il tour asiatico in occasione del centenario di fondazione dell’Orchestra sotto la direzione di Colin Davis; ha inoltre compiuto il suo debutto a New York con l’Orchestra Filarmonica di New York e Lorin Maazel, seguito da un tour in Giappone. Di recente ha intrapreso un lungo tour dell’Asia con l’Orchestra Filarmonica di Tokyo e Myung-Whun Chung, così come collaborazioni con Temirkanov e la Filarmonica di San Pietroburgo, con Jonathan Nott e la Sinfonica di Bamberg. Sayaka Shoji è stata inoltre in tour dell’Europa e del Sud America con la WDR Symphony e Buchkov. La stagione 2006/07 è iniziata, per Sayaka Shoji, con concerti a Tokyo con la NHK e Norrington e un concerto di gala con Kurt Masur per la sua Fondazione Mendelssohn, seguito da un tour europeo con la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Temirkanov e una tournée con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Antonio Pappano. Nella stagione 2007/08 ha tenuto nuovi concerti con l’Orchestra Sinfonica di Londra e Temirkanov, oltre al suo debutto con l’Orchestra Sinfonica di Cincinnati diretta da Paavo Järvi e l’invito alla Salle Pleyel di Parigi per un concerto con l’Orchestre Philharmonique de Radio France e Chung. La stagione attuale la vede a Milano con la Filarmonica della Scala, in tour in Giappone con la Filarmonica di San Pietroburgo e Termirkanov oltre alle esecuzioni del Concerto per violino di Ligeti e del Primo Concerto di Prokof’ev con la NHK Symphony e Jonathan Nott. Impegni futuri prevedono la collaborazione con Gewandhaus di Lipsia e l’Orchestra Sinfonica di Cincinnati. Oltre ai molti impegni in concerto Sayaka Shoji appare regolarmente in recital di musica da camera accanto a partner quali Vadim Repin, Mikhail Pletnev, Lang Lang, Itamar Golan, Yefim Bronfman e Steven Isserlis. Ha partecipato a numerosi festival tra cui quello di Verbier, Schleswig-Holstein, Evian, l’Estate Musicale del Garda, le Fêtes Musicales in Touraine, le Folles Journées di Nante e a Tokyo. Sayaka Shoji registra in esclusiva per Deutsche Grammophon. Il suo CD di esordio, con Zubin Mehta e la Filarmonica Israeliana (Paganini, Chausson, Waxman), è stato pubblicato nel 2000. Questo è stato seguito da una registrazione dal vivo del suo recital all’Auditorium del Louvre con Itamar Golan nel 2001 e da un disco di opere di Prokof’ev e Šostakovič, sempre con Itamar Golan. Nell’ottobre del 2005 sono state pubblicate le registrazioni dei Concerti di Mendelssohn e Čajkovskij con l’Orchestre Philharmonique de Radio France e Chung. Tra i suoi insegnanti ricordiamo Uto Ughi e Riccardo Brengola all’Accademia Musicale Chigiana di Siena nel 1995, oltre a Shlomo Mintz (grazie a una borsa di studio ricevuta da Israele). Dal 1998 al 2004 Sayaka Shoji ha studiato con il Prof. Zakhar Bron alla Hochschle Für Musik di Colonia e, dopo il diploma nel 2004, ha deciso di risiedere in Europa. Sayaka Shoji si esibisce con un violino Stradivari "Joachim" del 1715, su gentile concessione della Nippon Music Foundation. |
| Domenica 24 maggio 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica OLTRE IL 900 Olivier Messiaen, Oiseaux exotiques (con esempi da Messiaen, Quatuor pour la fin du temps) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Giuseppe Gullotta Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 19.00) Data concerto Domenica 24 maggio 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Penultimo appuntamento della rassegna NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica Domenica 24 maggio alle ore 11.00 allAuditorium di Milano Fondazione Cariplo il Maestro Francesco Maria Colombo, accompagnato al pianoforte da Giuseppe Gullotta, presenterà il penultimo appuntamento della rassegna NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica. Lappuntamento sarà dedicato alla musica di Olivier Messiaen, una tra le figure più vivaci e singolari del panorama musicale del XX secolo. Verrà analizzato il brano Oiseaux exotiques per pianoforte e piccola orchestra, composto tra il 1955 e il 1956 su commissione di Pierre Boulez per i concerti del Domaine Musical. La composizione, testimonianza dellamore nutrito da Messiaen per il mondo degli uccelli, si basa sullo studio del canto di ben 47 diversi esemplari esotici. Il pianoforte gioca un ruolo molto importante nella composizione: in ogni pagina Messiaen indica lequilibrio e il peso sinfonico dei differenti piani sonori. Il brano venne eseguito la prima volta al Petit Marigny di Parigi il 10 marzo 1956. Verranno, inoltre, presentati alcuni esempi da Quatuor pour la fin du temps, lopera che Messiaen compose durante la detenzione nel campo di prigonia di Gorlitz nel 1940/41. Messiaen trasse ispirazione da un passo dellApocalisse di Giovanni e volle un linguaggio musicale essenzialmente spirituale in cui una sorta di ubiquità tonale suggerisse allascoltatore il dissolversi di ogni temporalità, fino alla Lode allimmortalità di Gesù che conclude il brano con unespressione di speranza. Ciascun incontro della rassegna NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica, della durata di circa unora, si compone di unintroduzione storico-estetica, dellanalisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con lorchestra, e dellesecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografie Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con l'Orchestra Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. Giuseppe Gullotta, pianista siciliano ha effettuato più di 100 concerti in tutto il mondo. Si è diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano col massimo dei voti e lode e attualmente segue, sempre presso lo stesso conservatorio, lultimo anno del Biennio di Specializzazione ad indirizzo concertistico. Contemporaneamente frequenta il secondo anno di Master di Alto Perfezionamento presso lAccademia Santa Cecilia di Roma con il M. Perticaroli. Si è esibito in importanti sale, tra cui la Swope Hall di West Chester, Steinway Hall di Londra, Salle Cortot di Parigi, Dworku di Dusnikj Sdroj allinterno del Festival Chopin, Ateneo Romano di Bucarest, Auditorium di Lugano, Sala Verdi e Sala Puccini di Milano, Auditorium Parco della Musica di Roma, Conservatorio Monteverdi di Bolzano. Ha tenuto una tournée in Ucraina dove ha suonato nella stessa sera il secondo e il terzo concerto di Rachmaninov. Ha suonato in importanti teatri italiani, tra cui il Teatro Comunale di Treviso, Teatro le Ciminiere di Catania, Teatro Margherita di Caltanissetta, Teatro di Grosseto, Teatro Curci di Barletta, Teatro Tito Schipa di Lecce ed ha tenuto concerti per associazioni ed istituzioni musicali nelle città di Torino, Jesi, Pesaro, Taormina, Viareggio, Gallipoli, Catania, Messina, Venezia, Stresa, Ischia, Verona, Teramo, Sulmona, Ravenna e numerose altre città dItalia. Collabora stabilmente con l'Associazione Dino Ciani. E stato fra i vincitori di numerose manifestazioni pianistiche internazionali come il Premio Bengalli 2006, il Premio Cusi 2006, Rachmaninov Competition 2005, Mendelsshon Cup 2005, Città di Treviso 2004, Concorso di Sulmona 2004, Premio Bellini 2003, Premio Bocchi 2003, Viotti-Valsesia 2002 e di altri concorsi pianistici nazionali. E stato, inoltre, finalista della 56° edizione del Concorso Pianistico Ferruccio Busoni. Ha suonato con la English Simphony Youth Orchestra, West Chester Orchestra, Berlin Rias Orchestra, Orchestra Enescu, Orchestra Veneta Malipiero, Orchestra Mihail Iora e Orchestra dellopera di Craiova ed in queste occasioni ha avuto loccasione di essere diretto da insigni musicisti quali Tomasz Bugaj, Daisuke Soga, Ovidiu Balan, William Boughton. Nel corso della sua formazione pianistica ha frequentato masterclass con grandi maestri quali Weissemberg, Entremont, Lucchesini, Mjerzanow, Roux, Ciccolini ma deve gran parte della sua formazione al M. Pavarana, allievo di Arturo Benedetti Michelangeli. Ha inciso musiche per la Saturnia Edizioni e la Tau Records ed ha registrato per RaiRadio3, RadioClassica e RadioPopolare. |
| Direttore Onorario Riccardo Chailly Direttore Emerito Rudolf Barshai Direttore Musicale Xian Zhang Direttore Principale Vladimir Fedoseyev Direttori Principali Ospiti Wayne Marshall e Helmuth Rilling Direttore Residente Ruben Jais Artisti Residenti Radovan Vlatkovic e Simone Pedroni COMUNICATO STAMPA La nuova Stagione sinfonica de laVerdi Si rinnova quest’anno, innanzitutto, l’ormai tradizionale appuntamento con l’apertura della nuova Stagione al Teatro alla Scala; in programma il 6 settembre 3 brani del grande repertorio, Le creature di Prometeo di Beethoven, ouverture dell’omonimo balletto, Petruška di Stravinskij, nell’edizione proposta dai Ballets russes di Diaghilev nel 1911, e ancora una composizione di Beethoven, la Sinfonia n. 7 che inaugura l’intero ciclo delle Sinfonie beethoveniane proposte dalla Verdi durante la prossima stagione. A dirigere, il nuovo Direttore Musicale, la giovane cinese Xian Zhang che si è già esibita con l’Orchestra nell’ottobre dello scorso anno e che dirigerà la Verdi in molti concerti che vanno dai Quattro ultimi lieder di Strauss alla Sinfonia n. 5 di Čajkovskij, a grandi pagine di Wagner (dalle ouverture del Tannhäuser a quelle de L’olandese volante e Walkiria), alla Messa da requiem di Verdi in occasione dei novant’anni di Paolo Grassi, e, ancora, alla Missa solemnis di Beethoven , alla Sinfonia n. 2 di Rachmaninov e all’Amore delle tre melarance di Prokof’ev. Ritornano, come nelle precedenti stagioni, direttori ed esecutori conosciuti e apprezzati dal pubblico della Verdi: Rudolf Barshai, presente come Direttore Emerito, dirigerà la London di Haydn (di cui quest’anno ricorre il bicentenario della morte), la Tragica di Schubert e la Sinfonia da camera 110 A che il Maestro ha inciso proprio con la Verdi. A Vladimir Fedoseyev, il compito di condurre l’Orchestra in parecchie composizioni di musicisti russi tra i quali si segnalano pagine di Glazunov, vissuto a cavallo tra l’Otto e il Novecento, Lo schiaccianoci di Čajkovskij di cui Fedoseyev dirigerà anche l’idillio drammatico Iolanta e la Suite n. 3 fino alle splendide musiche composte da Prokof’ev per la colonna sonora di Ivan il terribile, oratorio con voce recitante. Wayne Marshall ed Helmuth Rilling, ancora Direttori Principali Ospiti, propongono grandi appuntamenti con compositori e brani particolarmente di rilievo. Il Direttore inglese dirigerà il celeberrimo Concerto in Re minore per violino e orchestra e la Sinfonia n. 2 di Sibelius accanto al Concerto per corno di Glière, alla tradizionale Nona di Beethoven (concerto di Capodanno) e alle pagine di Bernstein (quest’anno il Divertimento per orchestra e la Serenata per violino). Ancora, Čajkovskij, con la Patetica, Stravinskij con L’uccello di fuoco, Dvorak e Liadov, con l’affascinante Lago incantato. Rilling affronterà invece Schubert (Rosamunde, La Grande), Brahms (Concerto per violino, violoncello) con la figlia Rahel al violino e il tedesco Dàvid Adorjàn al violoncello. Ancora, con Roberto Cominati al pianoforte, graditissimo ritorno sul palcoscenico della Verdi, Rilling dirigerà, di Mozart, il Concerto n. 23 per pianoforte e orchestra K. 488, la Sinfonia Praga e la Sinfonia n. 39 oltre al grandioso oratorio Paulus di Mendelssohn. Ruben Jais, Direttore Residente già dalla scorsa stagione, dirigerà il consueto appuntamento pasquale con le Passioni di Bach (quest’anno sarà la volta della Passione secondo Giovanni nei giorni 31 marzo, 1, 2 aprile) oltre a un Ciclo di sette composizioni barocche con l’Ensemble, composto di orchestrali e coristi, la Verdi barocca. Tra gli artisti residenti, il pianista Simone Pedroni, accompagnerà l’orchestra diretta da Juanjo Mena nella Turangalîla-Symphonie di Messiaen, mentre il cornista Radovan Vlatkovic si esibirà in una delle più belle pagine del tardo romanticismo russo, il Concerto per corno in Si bemolle maggiore di Glière e nei Concerti per corno 2 e 3 di Mozart, diretto, questa volta, da Jurai Valchua. Tra i solisti violinisti che debuttano, da segnalare la presenza della ventenne Francesca Dego, considerata dal pubblico e dalla critica italiani come la migliore giovane violinista della sua generazione, che eseguirà il Concerto per violino di Sibelius, l’anglo-polacca, canadese di nascita, cresciuta in California, Leila Josefowicz, che, da bambina-prodigio padroneggiava già i Concerti di di Paganini, Saint-Saëns, Bruch, Mozart; mentre, tra i violoncellisti che saliranno sul palcoscenico per la prima volta, il russo Alexander Kniazev, già vincitore di parecchi concorsi, che, diretto da Alexander Vedernikov, suonerà il Concerto in Do minore di Nicolaj Miaskovsij, considerato il padre della cosiddetta “sinfonia sovietica” e grande amico e collaboratore di Prokof’ev, Sol Gabetta, di origine argentina, considerata un’interprete di assoluto rilievo, che suonerà nel Concerto n. 1 in La minore di Camille Saint – Saëns diretta da Oleg Caetani, e il norvegese Truls Mork, primo scandinavo a essere finalista e vincitore alla Moscow Tchaikovsky Competition nel 1982, che si esibirà nel celeberrimo Concerto in Si minore di Dvořák. La sassofonista russa Asya Fadeeva si esibirà nel Concerto per sassofono e orchestra di Alexsandr Glazunov., mentre al clarinettista e compositore di Basilea Matthias Müller spetterà il compito di eseguire, diretto da Roberto Abbado, le Variazioni per clarinetto e piccola orchestra di Rossini. Ritorneranno il violinista Massimo Quarta, impegnato nella novità di Silvia Colasanti Il canto di Atropo, il pianista coreano Kun Woo Paik, nel Concerto in Sol minore per pianoforte di Prokof’ev, il violoncellista inglese Steven Isserlis, impegnato nel Concerto per violoncello di William Walton, Daniel Hope, il giovane violinista inglese che eseguirà il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore di Brahms, il russo Sergej Krilov, che si esibirà nella Serenata per violino di Bernstein. Ritroveremo anche il pianoforte del turco Hüseyin Sermet, che ha suonato con grandi musicisti come Mstislav Rostropovich, e che ci dedicherà il Concerto n. 4 in Sol maggiore di Beethoven. Salirà sul podio della Verdi per la prima volta il francese Ludovic Morlot già acclamato direttore della New York Philharmonic e della Chicago Symphony, mentre ritroveremo nomi familiari per la Verdi quali Roberto Abbado (24, 25 e 27 settembre), Damian Iorio (impegnato il 19, 20 e 222 novembre e il 26, 27 e 29 novembre), Michael Schønwandt (3, 4 e 6 dicembre), Alexander Vedernikov (10, 11 e 13 dicembre), Ivor Bolton (7, 8 e 10 gennaio 2010), Martin Haselböck (14, 15 e 17 gennaio), Giuseppe Grazioli che dirigerà il Concerto di stagione del 4, 5 e 7 febbraio e la rassegna di matinèes dedicate a Joseph Haydn, Juanjo Mena (18, 19, 21 marzo), Oleg Caetani (8, 9, 11 aprile e 13, 14 e 16 maggio), Jurai Valchua (29, 30 aprile e 2 maggio). _____________ Direttore Onorario Riccardo Chailly Direttore Emerito Rudolf Barshai Direttore Musicale Xian Zhang Direttore Principale Vladimir Fedoseyev Direttori Principali Ospiti Wayne Marshall e Helmuth Rilling Direttore Residente Ruben Jais Artisti Residenti Radovan Vlatkovic e Simone Pedroni COMUNICATO STAMPA Presentata la nuova Stagione 2009-2010 della Verdi 10 mesi di musica, 36 programmi, molti debutti e tre nuovi cicli La stagione durerà 10 mesi aprendosi il 6 settembre al Teatro alla Scala con ‘Le creature di Prometeo’, la Sinfonia n. 7 di Beethoven e l’ouverture Petruška di Stravinskij, diretti dal nuovo Direttore Musicale Xian Zhang, e si concluderà il 17 giugno con il ‘Paulus’, l’oratorio op. 36 di Felix Mendelssohn-Bartholdy sotto la direzione di Helmuth Rilling. La stagione prevede 36 programmi che coprono tutto il panorama della musica europea, da Bach ai giorni nostri. Un cartellone sempre più ampio quello presentato dall’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi: per la stagione 2009/2010, infatti, l’offerta culturale si estende da settembre a giugno con 36 programmi per la Stagione Sinfonica e tre nuovi cicli dedicati rispettivamente a Haydn, Chopin e alla musica barocca, che si aggiungono a quelli del ‘Novecento’ e del ‘Crescendo in Musica’. La nuova Stagione Sinfonica della Verdi spazia tra alcune delle più importanti pagine della musica europea con programmi rivolti al grande pubblico, ed alcune rarità inedite che impreziosiscono il cartellone anche in termini di varietà. Grande attenzione è stata riservata alle maggiori e più conosciute composizioni come tutte le 9 sinfonie di Beethoven, la 4°, 5° e 6° sinfonia di Čajkovskij e le sinfonie di Schubert; così come sono stati riconfermati i tradizionali appuntamenti con la Nona di Beethoven a Capodanno, con la Passione secondo Matteo di Bach a Pasqua e quello con la Messa da Requiem di Verdi che quest’anno verrà eseguita per celebrare il 90° anniversario della nascita di Paolo Grassi. Grandi pagine corali sinfoniche – come la Missa Solemnis per quattro voci soliste, coro, orchestra e organo in Re maggiore op. 123 di Beethoven e il Paulus di Mendelssohn-Bartholdy – si alterneranno ad alcune proposte meno consuete quali la ‘Iolanta’, opera di Čajkovskij eseguita in forma di concerto così come il ‘Castello del Principe Barbablu’ di Béla Bartòk, o come ‘Ivan Il Terribile’ di Prokof’ev che laVerdi esegue per la prima volta. L’Orchestra affronterà anche due inediti, eseguiti in prima assoluta per l’Italia: ‘Il canto di Atropo’ per violino e orchestra di Silvia Colasanti e ‘Ge Xu’ (Antifona) di Chen Yi. L’offerta della Stagione 2009/2010 della Verdi sarà ulteriormente arricchita da ben cinque cicli musicali, dei quali tre nuovi, ossia la Rassegna Haydn; Tutto Chopin; laVerdi Barocca. I due cicli confermati sono ‘Novecento’ e ‘Crescendo in Musica’. La ‘Rassegna Haydn’ nasce in occasione del bicentenario della morte dell’artista con l’intento di far conoscere e apprezzare al grande pubblico una selezione ragionata e rappresentativa della vastissima produzione del compositore austriaco. Ciascuno dei dieci appuntamenti che compongono il ciclo, in programma da novembre a giugno, è stato intitolato ad un aspetto particolare del lavoro di Haydn, associando per ogni programma tre composizioni tematizzate sulla base dei titoli attribuiti dall’autore stesso ai brani. Ecco così dieci capitoli dedicati a Lo spirito, La società, Il tempo, La natura, La musica, La guerra, Il potere, Il pensiero, Il divertimento e Il teatro che saranno tutti preceduti da una conferenza a cura di Stefano Zecchi. Come ha spiegato il Direttore della Rassegna Haydn, Giuseppe Grazioli: ”Tutta la grandezza e l'unicità di Haydn si trova nella ricerca della fonte d'ispirazione nella vita quotidiana unita al gusto per le sorprese e le invenzioni musicali anche al di fuori dei canoni”. Una ricerca che la rassegna vuole mostrare nella sua unicità, come “il miglior modo per sottrarre Hadyn al pesante rito delle celebrazioni e farlo sentire più vicino a noi”. Il ciclo ‘Tutto Chopin’ nasce in collaborazione con l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola ‘Incontri con il Maestro’ per celebrare il bicentenario della nascita del compositore polacco. Tra il 16 e il 21 febbraio sarà eseguita l’intera produzione originale di Chopin da pianisti solisti, ad eccezione del concerto di apertura, che vedrà l’esibizione dell’Orchestra amatoriale ‘laVerdi per tutti’, e di quello della serata di sabato 20 febbraio che porterà in scena la compagine sinfonica diretta dal nuovo direttore musicale della Verdi, la giovane Xian Zhang. Il ciclo ‘laVerdi Barocca’, diretto da Ruben Jais, prevede 7 programmi per coro e orchestra eseguiti da un organico ridotto che saranno proposti anche in diverse chiese della Lombardia. Il calendario - programmato da novembre ad aprile - propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Haendel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico. Ognuno dei 7 programmi verrà anticipato dall’esibizione delle prove generali riservate esclusivamente ai soci della Fondazione Verdi. L’offerta della Verdi comprende anche il ciclo ‘Novecento - II Parte’ che si completa con la seconda serie di discovery-concert diretti dal Maestro Francesco Maria Colombo. Spiega il Direttore: “La struttura degli incontri rimane la stessa: ogni concerto prevede un'introduzione di carattere storico-estetico, l'analisi dei brani "live" con l'orchestra, e l'esecuzione vera e propria. Quello che cambia è l'orizzonte geografico e stilistico. Durante il primo anno erano coinvolti gli autori francesi e anglo-americani, il fenomeno del Neoclassicismo, e avevamo fatto un'incursione in autori più vicini al nuovo millennio, Messiaen e Berio. Nella stagione 2009/2010 sarà la volta della Germania, o meglio del multiforme mondo di diverse "Germanie", da Mahler alla Seconda Scuola di Vienna, da Strauss a Kurt Weill; si toccheranno poi le scuole nazionali con Janacek e i compositori sovietici (Prokofiev-Shostakovich), per concludere con Ligeti. Nell'occasione del 25 aprile verrà eseguita un'opera-simbolo delle avanguardie del Novecento, di enorme impegno tecnico e spirituale: "Il canto sospeso" di Luigi Nono su frammenti di lettere di lettere di condannati a morte della resistenza europea”. Infine, il ciclo ‘Crescendo in Musica’ conferma la fortunata tradizione di appuntamenti dedicati al pubblico più giovane: 10 concerti, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con altre istituzioni come la GOG di Genova, il CIDIM, la Federazione Nazionale Scuole di Danza ecc., destinati alle famiglie e inseriti nel ricco programma Educational che la Verdi presenterà a breve. “Siamo veramente soddisfatti di questo programma – ha concluso il presidente della Fondazione Verdi Gianni Cervetti durante la presentazione – che ancora una volta testimonia la ricchezza culturale che la Verdi continua ad offrire come grande servizio ai cittadini di Milano e ai turisti. Proprio nell’ottica del servizio abbiamo mantenuto anche per la nuova stagione 2009/2010 gli stessi prezzi non elevati dello scorso anno, nonostante l’offerta più ampia, e abbiamo previsto concerti in date solitamente poco consuete come il 31 dicembre, l’1 e il 2 gennaio; il lunedì dell’Angelo e il 25 aprile. Vogliamo che la musica diventi sempre più un patrimonio comune, e continueremo ad impegnarci perché la magia di questo linguaggio possa coinvolgere tutti”. :::::::::::::::: Biografia: Xian Zhang ha appena concluso il suo incarico di “Associate Conductor” della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”), ruolo che ha ricoperto dal 2005, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic dove ritornerà nel 2009/2010 durante la Stagione. Diventerà Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dalla Stagione 2009/2010. Xian Zhang ha suscitato molto interesse in ogni parte del mondo. Nel Nord America, la Stagione 2008-2009 ha visto il suo debutto con la Chicago Symphony Orchestra, Toronto e Indianapolis e il ritorno alla Los Angeles Philharmonic dopo il suo sensazionale debutto nell’agosto 2007. In Europa è ospite regolarmente della London Symphony Orchestra e prossimi impegni comprendono concerti con Royal Concertgebouw Orchestra, Netherlands Radio Philharmonic, Orchestre Philharmonique de Radio France, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Rundfunk Symphony Orchestra Berlin, Finnish Radio Symphony Orchestra, Stockholm Philharmonic, NDR Hamburg, SWR Stuttgart Radio e Orchestre National de Belgique. Nell’estate 2008 è tornata all’Aspen Festival e ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Vienna al Bregenz Festival: nell’estate 2009 debutterà al Pacific Music Festival di Sapporo al fianco di Christoph Eschenbach e Michael Tilson Thomas. Nello stesso periodo dirigerà la Hong Kong Philharmonic, Singapore Symphony Orchestra e Malaysian Philharmonic Orchestra. E’ stata la prima donna a dirigere la Staatskapelle Dresden nel Concerto di Capodanno del gennaio 2008, nella loro principale sala da concerto. Il repertorio di Xian Zhang include composizioni cinesi e quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e dirigerà Turandot a Beijing nel maggio 2009. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. __________Direttore Onorario Riccardo Chailly Direttore Emerito Rudolf Barshai Direttore Musicale Xian Zhang Direttore Principale Vladimir Fedoseyev Direttori Principali Ospiti Wayne Marshall e Helmuth Rilling Direttore Residente Ruben Jais Artisti Residenti Radovan Vlatkovic e Simone Pedroni STAGIONE SINFONICA 2009 - 2010 SSttaaggiioonnneee SSiiinnnfffooonnniiicccaaa 2009-2010 SSEETTTTEEMMBBRREE CCoonncceerrttoo ssttrraaoorrddiinnaarriioo iinn ccoollllaabboorraazziioonnee ccoonn iill TTeeaattrroo aallllaa SSccaallaa DDoommeenniiccaa 66 sseetttteemmbbrree 22000099 oorree 2200 –– TTeeaattrroo aallllaa SSccaallaa LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Le creature di Prometeo, ouverture op. 43 IIggoorr SSttrraavviinnsskkiijj Petrusˇka (edizione 1911) LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 Direttore XXiiaann ZZhhaanngg 11.. ggiioo 1100 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1111 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1133 oorree 1166..0000 ((CC)) RRiicchhaarrdd SSttrraauussss Quattro ultimi lieder per soprano e orchestra PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64 Direttore XXiiaann ZZhhaanngg VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 22.. ggiioo 1177 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1188 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2200 oorree 1166..0000 ((CC)) LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 36 RRiicchhaarrdd WWaaggnneerr I maestri cantori di Norimberga, preludio Tannhäuser, ouverture L’olandese volante, ouverture La Walkiria, Cavalcata delle Walkirie Direttore XXiiaann ZZhhaanngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 33.. ggiioo 2244 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2255 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2277 oorree 1166..0000 ((CC)) GGiiooaacchhiinnoo RRoossssiinnii Variazioni per clarinetto e piccola orchestra GGiiuusseeppppee VVeerrddii -- LLuucciiaannoo BBeerriioo Otto romanze per tenore e orchestra MMooddeesstt MMuussoorrggsskkiijj Quadri di un’esposizione, suite per orchestra Clarinetto MMaatttthhiiaass MMüülllleerr Tenore MMaarrcceelllloo GGiioorrddaannii Direttore RRoobbeerrttoo AAbbbbaaddoo VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 OOTTTTOOBBRREE 44..ggiioo 88 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 99 oorree 2200..0000 ((BB)),, ssaabb 1100 oorree 1166..0000 ((CC)) JJeeaann SSiibbeelliiuuss Concerto in Re minore per violino e orchestra op. 47 SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv Romeo e Giulietta, suite Violino FFrraanncceessccaa DDeeggoo Direttore WWaayynnee MMaarrsshhaallll BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 55.. ggiioo 2222 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2233 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2255 oorree 1166..0000 ((CC)) FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Rosamunda- musiche di scena D. 797 JJoohhaannnneess BBrraahhmmss Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Sinfonia n. 9 in Do maggiore D. 944 La Grande Violino RRaahheell RRiilllliinngg Violoncello DDáávviidd AAddoorrjjáánn Direttore HHeellmmuutthh RRiilllliinngg VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii11 66.. ggiioo 2299 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 3300 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 11 nnoovveemmbbrree oorree 1166..0000 ((CC)) CCOONNCCEERRTTOO PPEERR IILL 9900°° DDEELLLLAA NNAASSCCIITTAA DDII PPAAOOLLOO GGRRAASSSSII GGiiuusseeppppee VVeerrddii Messa da requiem per soli, coro e orchestra CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore XXiiaann ZZhhaanngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 33 NNOOVVEEMMBBRREE 77.. ggiioo 1199 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2200 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2222 nnoovveemmbbrree oorree 1166..0000 ((CC)) GGiiuusseeppppee VVeerrddii I Vespri siciliani, ouverture SSiillvviiaa CCoollaassaannttii Il canto di Atropo per violino e orchestra (prima esecuzione assoluta) MMaauurriiccee RRaavveell Tzigane, rapsodia da concerto per violino e orchestra SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore op. 100 Violino MMaassssiimmoo QQuuaarrttaa Direttore DDaammiiaann IIoorriioo VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 88.. ggiioo 2266 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2277 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2299 oorree 1166..0000 ((CC)) GGiiaann FFrraanncceessccoo MMaalliippiieerroo Pause del silenzio per orchestra GGuussttaavv MMaahhlleerr Sinfonia n. 5 in Do diesis minore Direttore DDaammiiaann IIoorriioo BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 DDIICCEEMMBBRREE 99.. ggiioo 33 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 44 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 66 oorree 1166..0000 ((CC)) SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv Guerra e pace op. 91, ouverture Concerto n. 2 in Sol min. per pianoforte e orchestra op. 16 AAnnttoonníínn DDvvoorrˇˇààkk Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 Dal nuovo mondo Pianoforte KKuunn WWoooo PPaaiikk Direttore MMiicchhaaeell SScchhøønnwwaannddtt VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 1100.. ggiioo 1100 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1111 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1133 oorree 1166..0000 ((CC)) VVaassiillyy KKaalliinnnniikkoovv Sinfonia n. 1 in Sol minore NNiiccoollaajj MMiiaasskkoovvsskkiijj Concerto in Do min per violoncello e orchestra op. 66 DDmmiittrriijj SSˇˇoossttaakkoovviiccˇˇ Il bullone, suite per orchestra op. 27/A (1931) Violoncello AAlleexxaannddeerr KKnniiaazzeevv Direttore AAlleexxaannddeerr VVeeddeerrnniikkoovv BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 1111.. ggiioo 1177 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1188 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2200 oorree 1166..0000 ((CC)) AAlleekkssaannddrr GGllaazzuunnoovv Poème Lyrique in Re bemolle maggiore op.12 AAlleekkssaannddrr GGllaazzuunnoovv Concerto in Mi bemolle maggiore per sassofono e orchestra op. 109 PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Lo schiaccianoci, suite Sassofono AAssyyaa FFaaddeeeevvaa Direttore VVllaaddiimmiirr FFeeddoosseeyyeevv VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 1122.. mmeerrcc 3300 oorree 2200..3300 ((AA)),, ggiioo 3311 oorree 2200..0000 ((BB)),, vveenn 11 ggeennnnaaiioo 22001100 oorree 1166..0000 ((FFAA)),, ssaabb 22 ggeennnnaaiioo oorree 1166..0000 ((CC)) LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 9 in Re minore per soli, coro e orchestra op. 125 CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore WWaayynnee MMaarrsshhaallll BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 33 GGEENNNNAAIIOO 1133.. ggiioo 77 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 88 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1100 oorree 1166..0000 ((CC)) WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Sinfonia n. 41 in Do maggiore K. 551 Jupiter LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 Pastorale Direttore IIvvoorr BBoollttoonn VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 1144.. ggiioo 1144 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1155 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1177 oorree 1166..0000 ((CC)) FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Marce ungheresi D 818 LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 FFrraannzz LLiisszztt Tasso: Lamento e trionfo, poema sinfonico da Byron S 96 Les prèludes (d’après Lamartine), poema sinfonico S 97 Direttore MMaarrttiinn HHaasseellbbööcckk BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 1155.. ggiioo 2211 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2222 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2244 oorree 1166..0000 ((CC)) PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Iolanta, idillio drammatico in un atto CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore VVllaaddiimmiirr FFeeddoosseeyyeevv VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 22 SSttaaggiioonnneee SSiiinnnfffoonnniiicccaaa 2009-2010 1166.. ggiioo 2288 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2299 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 3311 oorree 1166..0000 ((CC)) JJeeaann SSiibbeelliiuuss Valzer triste op. 44 RReeiinnhhoolldd GGlliièèrree Concerto per corno e orchestra in Si bemolle maggiore op. 91 JJeeaann SSiibbeelliiuuss Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 43 Corno RRaaddoovvaann VVllaattkkoovviicc Direttore WWaayynnee MMaarrsshhaallll BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 FFEEBBBBRRAAIIOO 1177.. ggiioo 44 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 55 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 77 oorree 1166..0000 ((CC)) EErriicc WWoollffggaanngg KKoorrnnggoolldd Much Ado about nothing, suite op. 11 WWiilllliiaamm WWaallttoonn Concerto per violoncello DDmmiittrriijj SSˇˇoossttaakkoovviiccˇˇ Amleto, musica di scena op. 32 PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Romeo e Giulietta, suite (1880)) Violoncello SStteevveenn IIsssseerrlliiss Direttore GGiiuusseeppppee GGrraazziioollii VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 1188.. ggiioo 1111 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1122 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1144 oorree 1166..0000 ((CC)) HHeeccttoorr BBeerrlliioozz Il carnevale romano , ouverture op.9 BBeennjjaammiinn BBrriitttteenn Quatre chansons françaises WWiittoolldd LLuuttoossllaawwsskkii Paroles tissées HHeeccttoorr BBeerrlliioozz Sinfonia fantastica, op. 14 Tenore IIaann BBoossttrriiddggee Direttore JJoohhnn AAxxeellrroodd BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 1199.. ggiioo 1188 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1199 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2211 oorree 1166..0000 ((CC)) JJoohhaannnneess BBrraahhmmss Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 77 PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Sinfonia n. 4 in Fa minore op. 36 Violino DDaanniieell HHooppee Direttore XXiiaann ZZhhaanngg VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 2200.. ggiioo 2255 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2266 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2288 oorree 1166..0000 ((CC)) LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Missa solemnis per quattro voci soliste, coro, orchestra e organo in Re maggiore op. 123 CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore XXiiaann ZZhhaanngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 22 MMAARRZZOO 2211.. ggiioo 44 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 55 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 77 oorree 1166..0000 ((CC)) GGiiuusseeppppee VVeerrddii La forza del destino, ouverture BBééllaa BBaarrttóókk Concerto per orchestra Sz 116 LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 Direttore LLuuddoovviicc MMoorrlloott VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 2222.. ggiioo 1111 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1122 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1144 oorree 1166..0000 ((CC)) DDmmiittrriijj SSˇˇoossttaakkoovviiccˇˇ Sinfonia da camera per archi in Do minore 110 A (trascrizione di Rudolf Barshai) FFrraannzz JJoosseepphh HHaayyddnn Sinfonia n. 104 in Re maggiore London FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Sinfonia n. 4 in Do minore D 417 La tragica Direttore RRuuddoollff BBaarrsshhaaii BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 2233.. ggiioo 1188 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1199 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2211 oorree 1166..0000 ((CC)) RRiicchhaarrdd WWaaggnneerr, Tristano e Isotta, Preludio e morte di Isotta OOlliivviieerr MMeessssiiaaeenn Turangalila - Symphonie Pianoforte SSiimmoonnee PPeeddrroonnii Direttore JJuuaannjjoo MMeennaa VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 2244.. ggiioo 2255 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2266 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2288 oorree 1166..0000 ((CC)) LLeeoonnaarrdd BBeerrnnsstteeiinn Divertimento per orchestra Serenata per violino PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74 Patetica Violino SSeerrggeejj KKrriilloovv Direttore WWaayynnee MMaarrsshhaallll BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 2255.. mmaarr 3300 oorree 2200..3300 ((AA)) ,, mmeerrcc 3311 mmaarrzzoo oorree 2200 ((BB)),, vveenn 22 aapprriillee oorree 1199..3300 ((CC)) JJoohhaannnn SSeebbaassttiiaann BBaacchh Passione secondo Giovani per soli, coro e orchestra BWV 245 CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore RRuubbeenn JJaaiiss VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 22 AAPPRRIILLEE 2266.. ggiioo 88 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 99 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1111 oorree 1166..0000 ((CC)) GGeeoorrggeess BBiizzeett Carmen, quattro preludi CCaammiillllee SSaaiinntt-SSaaëënnss Concerto n. 1 in La minore per violoncello e orchestra op. 33 MMaauurriiccee RRaavveell Daphnis et Chloé Violoncello SSooll GGaabbeettttaa Direttore OOlleegg CCaaeettaannii BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 2277.. ggiioo 1155 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1166 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1188 oorree 1166..0000 ((CC)) PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Suite n. 3 in Sol maggiore op. 55 SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv Ivan il terribile, oratorio per voce recitante, contralto, baritono, coro misto e orchestra op. 116 CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore VVllaaddiimmiirr FFeeddoosseeyyeevv VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 22 2288.. ggiioo 2222 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2233 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2255 oorree 1166..0000 ((CC)) WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Sinfonia n. 38 in Re maggiore K504 Praga Concerto n. 23 in La magg. per pianoforte e orchestra K. 488 Sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K.543 Pianoforte RRoobbeerrttoo CCoommiinnaattii Direttore HHeellmmuutthh RRiilllliinngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 2299.. ggiioo 2299 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 3300 oorree 2200 ((BB)),, ddoomm 22 mmaaggggiioo oorree 1166((CC)) WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Concerto per corno e orchestra in Mi bemolle maggiore n. 2 K. 417 FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Sinfonia n. 3 in Re maggiore D 200 WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Concerto per corno e orchestra in Mi bemolle maggiore n. 3 K. 447 SSeerrggeejj RRaacchhmmaanniinnoovv Danze sinfoniche op. 45 Corno RRaaddoovvaann VVllaattkkoovviicc Direttore JJuurraaii VVaallcchhuuaa VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 MMAAGGGGIIOO 3300.. ggiioo 66 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 77 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 99 oorree 1166..0000 ((CC)) AAnnaattoollii LLiiaaddoovv Il lago incantato op. 62 AAnnttoonniinn DDvvoorrˇˇààkk Concerto in Si minore per violoncello e orchestra op. 104 IIggoorr SSttrraavviinnsskkiijj L’uccello di fuoco (versione integrale per il centenario della composizione) Violoncello TTrruullss MMoorrkk Direttore WWaayynnee MMaarrsshhaallll BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 SSttaaggiioonnneee SSiiinnnfffoonnniiicccaaa 2009-2010 3311.. ggiioo 1133 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1144 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 1166 oorree 1166..0000 ((CC)) FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Sinfonia n. 6 in Do maggiore D 589 La Piccola BBééllaa BBaarrttóókk Il castello del principe Barbablù, opera in un atto Direttore OOlleegg CCaaeettaannii VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 3322.. ggiioo 2200 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2211 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2233 oorree 1166..0000 ((CC)) LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Concerto n. 4 in Sol maggiore per pianoforte e orchestra op. 58 SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv L’amore delle tre melarance, suite sinfonica op. 33 bis SSeerrggeejj RRaacchhmmaanniinnoovv Sinfonia n. 2 in Mi minore op. 27 Pianoforte HHüüsseeyyiinn SSeerrmmeett Direttore XXiiaann ZZhhaanngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 3333.. ggiioo 2277 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 2288 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 3300 oorree 1166..0000 ((CC)) LLuuddvviigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Leonora, ouverture n. 3 in Do maggiore op.72a Sinfonia n. 1 in Do maggiore op. 21 Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60 Direttore XXiiaann ZZhhaanngg VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 GGIIUUGGNNOO 3344.. ggiioo 33 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 44 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 66 oorree 1166..0000 ((CC)) CChheenn YYii Ge Xu - Antifona (prima esecuzione italiana) FFrraannzz SScchhuubbeerrtt Sinfonia n. 8 in Si minore D. 759 Incompiuta LLuuddvviigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore op. 55 Eroica Direttore XXiiaann ZZhhaanngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 11 3355.. ggiioo 1100 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1111 oorree 2200..0000 ((BB)),, ssaabb 1122 oorree 1166..0000 ((CC)) LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 GGuussttaavv MMaahhlleerr Sinfonia n. 1 in Re maggiore Violino LLeeiillaa JJoosseeffoowwiicczz Direttore XXiiaann ZZhhaanngg VVEERRDDEE sseerriiee pprreezzzzii 11 3366.. ggiioo 1177 oorree 2200..3300 ((AA)),, vveenn 1188 oorree 2200..0000 ((BB)),, ddoomm 2200 oorree 1166..0000 ((CC)) FFeelliixx MMeennddeellssssoohhnn--BBaarrtthhoollddyy Paulus, oratorio op. 36 CCoorroo SSiinnffoonniiccoo ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Maestro del Coro EErriinnaa GGaammbbaarriinnii Direttore HHeellmmuutthh RRiilllliinngg BBLLUU sseerriiee pprreezzzzii 22 NNoovveecceennttoo Prospettive su un secolo di musica sinfonica 2009-2010 Ciclo in due stagioni (2) -- Direttore FFrraanncceessccoo MMaarriiaa CCoolloommbboo 11.. ddoommeenniiccaa 2277 sseetttteemmbbrree 22000099 oorree 1111..0000 MMAAHHLLEERR GGuussttaavv MMaahhlleerr Sinfonia n. 10 in Fa diesis (incompiuta), Adagio Esempi da: GGuussttaavv MMaahhlleerr Sinfonia n. 9 in Re maggiore 22.. ddoommeenniiccaa 2222 nnoovveemmbbrree 22000099 oorree 1111..0000 DDEECCAADDEENNTTIISSMMOO -- EESSPPRREESSSSIIOONNIISSMMOO AArrnnoolldd SScchhöönnbbeerrgg Verklärte Nacht Esempi da: AAllbbaann BBeerrgg Lyrische Suite 33.. ddoommeenniiccaa 1133 ddiicceemmbbrree 22000099 oorree 1111..0000 LLAA SSEECCOONNDDAA SSCCUUOOLLAA DDII VVIIEENNNNAA AAllbbaann BBeerrgg - Tre frammenti da Wozzeck Esempi da: AArrnnoolldd SScchhöönnbbeerrgg 5 pezzi op. 16; AAnnttoonn WWeebbeerrnn 6 pezzi op. 6 44.. ddoommeenniiccaa 2288 ffeebbbbrraaiioo 22001100 oorree 1111..0000 GGEERRMMAANNIIEE II KKuurrtt WWeeiillll - Kleine Dreigroschenmusik Esempi da: KKuurrtt WWeeiillll Lieder 55.. ddoommeenniiccaa 2211 mmaarrzzoo 22001100 oorree 1111..0000 GGEERRMMAANNIIEE IIII RRiicchhaarrdd SSttrraauussss:: Metamorphosen, studio per ventitre archi solisti Esempi da: RRiicchhaarrdd SSttrraauussss Sestetto da Capriccio op. 85 66.. ddoommeenniiccaa 2255 aapprriillee 22001100 oorree 1111..0000 LLEE AAVVAANNGGUUAARRDDIIEE IITTAALLIIAANNEE LLuuiiggii NNoonnoo Il canto sospeso per soprano, contralto, tenore, coro misto e orchestra su frammenti di lettere di condannati a morte della Resistenza europea 77.. ddoommeenniiccaa 22 mmaaggggiioo 22001100 oorree 1111..0000 LLEE SSCCUUOOLLEE NNAAZZIIOONNAALLII:: JJAANNAACCEEKK LLeeoossˇˇ JJaannáácceekk - Taras Bulba Esempi da: GGeeoorrggee EEnneessccuu Rapsodia rumena n. 1 88.. ddoommeenniiccaa 1166 mmaaggggiioo 22001100 oorree 1111..0000 PPRROOKKOOFF’’EEVV SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv – Romeo e Giulietta, suite Esempi da: SSeerrggeejj PPrrookkooff’’eevv Sinfonia n. 1 “Classica” in Re maggiore op. 25 99.. ddoommeenniiccaa 2233 mmaaggggiioo 22001100 oorree 1111..0000 SSOOSSTTAAKKOOVVIICC DDmmiittrriijj SSˇˇoossttaakkoovviiccˇˇ - Sinfonia n. 9 in Mi bemolle maggiore op. 70 Esempi da: DDmmiittrriijj SSˇˇoossttaakkoovviiccˇˇ Sinfonia n. 1 in Fa minore op. 10 1100.. ddoommeenniiccaa 66 ggiiuuggnnoo 22001100 oorree 1111..0000 OOLLTTRREE IILL NNOOVVEECCEENNTTOO GGyyöörrggyy LLiiggeettii : Lontano per grande orchestra Esempi da: GGyyöörrggyy LLiiggeettii Atmosphères RRaasssseeggnnaa HHaayyddnn 2009-2010 Direttore GGiiuusseeppppee GGrraazziioollii -- Conferenze a cura di SStteeffaannoo ZZeecccchhii 11.. ddoommeenniiccaa 11 nnoovveemmbbrree oorree 1111..0000 LLOO SSPPIIRRIITTOO Sinfonia n. 49 in Fa minore La Passione Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in Do maggiore Sinfonia n. 44 in Mi minore Il lutto Violoncello MMaarriioo SShhiirraaii GGrriiggoollaattoo 22.. ddoommeenniiccaa 66 ddiicceemmbbrree oorree 11110000 LLAA SSOOCCIIEETTÀÀ Sinfonia n. 92 in Sol maggiore Oxford Concerto per violino e orchestra n. 4 in Sol maggiore Sinfonia n. 104 in Re maggiore Londra Violino LLuuccaa SSaannttaanniieelllloo 33.. ddoommeenniiccaa 1177 ggeennnnaaiioo oorree 1111..0000 IILL TTEEMMPPOO Sinfonia n. 6 in Re maggiore Le Matin Sinfonia n. 7 in Do maggiore Le Midi Sinfonia n. 101 in Re maggiore L’orologio 44.. ddoommeenniiccaa 3311 ggeennnnaaiioo oorree 1111..0000 LLAA NNAATTUURRAA Sinfonia n. 82 in Do maggiore L’orso Concerto per due clarinetti in Mi bemolle maggiore Sinfonia n. 83 in Sol minore La gallina Clarinetto RRaaffffaaeellllaa CCiiaappppoonnii,, FFaauussttoo GGhhiiaazzzzaa 55.. ddoommeenniiccaa 1144 ffeebbbbrraaiioo oorree 1111..0000 LLAA MMUUSSIICCAA Sinfonia n. 38 in Do Maggiore L’eco Sinfonia concertante in Si bemolle maggiore Sinfonia n. 45 in Fa diesis minore degli addii 66 ..ddoommeenniiccaa 1144 mmaarrzzoo oorree 1111..0000 LLAA GGUUEERRRRAA Sinfonia n. 69 in Do maggiore Laudon Concerto per tromba e orchestra in Mi bemolle maggiore Sinfonia n. 100 in Sol maggiore Militare Tromba AAlleessssaannddrroo CCaarruuaannaa 77.. ddoommeenniiccaa 1111 aapprriillee oorree 1111..0000 IILL PPOOTTEERREE Sinfonia n. 48 in Do maggiore Maria Theresia Concerto per due lire organizzate n. 5 in Fa Maggiore Sinfonia n. 85 in Si bemolle maggiore La Reine Flauto VVaalleerriiaa PPeerrrreettttii,, MMaassssiimmiilliiaannoo CCrreeppaallddii 88.. ddoommeenniiccaa 3300 mmaaggggiioo oorree 1111..0000 IILL PPEENNSSIIEERROO Sinfonia n. 22 in Mi bemolle maggiore Il Filosofo Concerto per violino e orchestra n. 1 in Do maggiore Sinfonia n. 47 in Sol Maggiore Palindrome Violino EErriikkoo TTssuucchhiihhaasshhii 99.. ddoommeenniiccaa 1133 ggiiuuggnnoo oorree 1111..0000 IILL DDIIVVEERRTTIIMMEENNTTOO Sinfonia n. 60 in Do maggiore Il distratto Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in Re Maggiore Sinfonia n. 94 in Sol maggiore La sorpresa Pianoforte SSiimmoonnee PPeeddrroonnii 1100.. ddoommeenniiccaa 2200 ggiiuuggnnoo oorree 1111..0000 IILL TTEEAATTRROO Sinfonia n. 63 in Do maggiore La Roxelane Scena di Berenice per soprano e orchestra Sinfonia n. 103 in Mi bemolle maggiore col rullo di timpani ˇˇ ˇˇ llaaVVeerrddii bbaarrooccccaa 2009-2010 Direttore RRuubbeenn JJaaiiss 11.. mmeerrccoolleeddìì 2255 nnoovveemmbbrree 22000099 oorree 2200,,3300 ((mmaarrtteeddìì 2244 nnoovveemmbbrree oorree 2200 DDiissccoovveerryy ppeerr ii ssooccii)) CCllaauuddiioo MMoonntteevveerrddii Selva morale e spirituale, messa da cappella FFrraanncceessccoo DDuurraannttee Magnificat a quattro voci e basso continuo GGiioovvaannnnii BBaattttiissttaa PPeerrggoolleessii Stabat Mater , per soprano, mezzosoprano, archi e basso continuo 22.. mmaarrtteeddìì 2222 ddiicceemmbbrree 22000099 oorree 2200,,3300 ((lluunneeddìì 2211 ddiicceemmbbrree oorree 2200 DDiissccoovveerryy ppeerr ii ssooccii)) GGeeoorrgg FFrriieeddrriicchh HHaaeennddeell Messiah,, oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra 33.. mmeerrccoolleeddìì 66 ggeennnnaaiioo 22001100 oorree 1166,,0000 ((mmaarrtteeddìì 55 ggeennnnaaiioo oorree 2200 DDiissccoovveerryy ppeerr ii ssooccii)) JJoohhaannnn SSeebbaassttiiaann BBaacchh Oratorio di Natale per soli, coro e orchestra BWV 248 44.. mmeerrccoolleeddìì 33 ffeebbbbrraaiioo oorree 2200,,3300 ((mmaarrtteeddìì 22 ffeebbbbrraaiioo oorree 2200 DDiissccoovveerryy ppeerr ii ssooccii)) WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Adagio e Fuga in Do minore K. 546 AAnnttoonniioo VViivvaallddii Gloria in Re maggiore per due soprani, contralto, coro a quattro voci miste e orchestra RV 589 AAnnttoonniioo VViivvaallddii Concerto per violino e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 8 n. 5 RV 253 La tempesta di mare WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Vesperae solennes de confessore per soli, coro e orchestra,, K.. 339 55.. mmeerrccoolleeddìì 33 mmaarrzzoo 22001100 oorree 2200,,3300 ((mmaarrtteeddìì 22 mmaarrzzoo oorree 2200 DDiissccoovveerryy ppeerr ii ssooccii)) AAnnttoonniioo VViivvaallddii Sinfonia Al Santo Sepolcro in Si minore RV 169 AAnnttoonniioo VViivvaallddii Stabat Mater in Fa minore per contralto, archi e continuo RV 621 FFrraannzz JJoosseepphh HHaayyddnn Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla Croce per soli, coro e orchestra 66.. lluunneeddìì 55 aapprriillee 22001100 oorree 1166 JJoohhaannnn SSeebbaassttiiaann BBaacchh Cantata “Erfreut euch, ihr Herzen ” BWV 66 Oratorio di Pasqua per soli, coro e orchestra BWV 249 Cantata “ Halt im Gedächtnis Jesum Christ” BWV 67 77.. mmeerrccoolleeddìì 1122 mmaaggggiioo 22001100 oorree 2200..3300 ((mmaarrtteeddìì 1111 mmaaggggiioo oorree 2200 DDiissccoovveerryy ppeerr ii ssooccii)) JJoohhaannnn SSeebbaassttiiaann BBaacchh Cantata “Jauchzet Gott in allen Landen! ” BWV 51 “Singet dem Herrn ein neues Lied“ , Mottetto per coro BWV 225 Oratorio dell’Ascensione per soli, coro e orchestra BWV 11 TTuuttttoo CChhooppiinn 2009-2010 11.. mmaarrtteeddìì 66 oottttoobbrree 22000099 oorree 2200..3300 CCOONNCCEERRTTOO IINN CCOOLLLLAABBOORRAAZZIIOONNEE CCOONN IILL CCOONNSSOOLLAATTOO DDEELLLLAA PPOOLLOONNIIAA Pianoforte MMaarriiuuss PPaattyyrraa IInn ccoollllaabboorraazziioonnee ccoonn ll’’AAccccaaddeemmiiaa ppiiaanniissttiiccaa iinntteerrnnaazziioonnaallee ddii IImmoollaa ““iinnccoonnttrrii ccoonn iill MMaaeessttrroo”” :: 22.. mmaarrtteeddìì 1166 ffeebbbbrraaiioo 22001100 oorree 2200..3300 Variazioni sul tema “Là ci darem la mano” op. 2 Grande fantaisie sur des airs nationaux polonais n. 2 op. 13 Krakowiak in Fa maggiore n. 3 op. 14 Grande polonaise brillante précédée d’un Andante spianato n. 6 op. 22 Orchestra llaaVVeerrddii ppeerr ttuuttttii 33.. ggiioovveeddìì 1188 ffeebbbbrraaiioo 22001100 **oorree 1188..0000 Rondò in Do minore op. 1 Sonata in Do minore op. 4 Rondò in Fa maggiore op. 5 (À la Mazur) Quatre mazurkas op. 6 Cinq mazurkas op. 7 Trois nocturnes op. 9 Douz études op. 10 44.. vveenneerrddìì 1199 ffeebbbbrraaiioo **oorree 1177..3300 Variations brillantes sur le Rondeau favori de Ludovic de Hérold in Si bemolle maggiore op. 12 Trois nocturnes op. 15 Rondò in Mi bemolle maggiore op. 16 Quatre mazurkas op. 17: Grande valse brillante in Mi bemolle maggiore op. 18 Boléro in Do maggiore/La minore op. 19 Scherzo in Si minore op. 20 Ballade in Sol minore op. 23 Quatre mazurkas op. 24: Douz études op. 25 55.. ssaabbaattoo 2200 ffeebbbbrraaiioo **oorree 1155..0000 Deux polonaises op. 26 Deux nocturnes op. 27 Vingt-quatre préludes op. 28 Impromptu in La bemolle maggiore op. 29 Quatre mazurkas op. 30 Scherzo in Si bemolle minore/Re bemolle maggiore op. 31 ssaabbaattoo 2200 ffeebbbbrraaiioo **oorree 1166..3300 Deux nocturnes op. 32 Quatre mazurkas op. 33 Troix valses brillantes op. 34 Sonata in Si bemolle minore op. 35 Impromptu in Fa diesis maggiore op. 36 Deux nocturnes op. 37 Ballade in Fa maggiore/La minore op. 38 Scherzo in Do diesis minore op. 39 Deux polonaises op.40 Quatre mazurkas op. 41 Grande valse in La bemolle maggiore op. 42 Tarantelle in La bemolle maggiore op.43 ssaabbaattoo 2200 ffeebbbbrraaiioo**oorree 1188..0000 Deux nocturnes op. 55 Trois mazurkas op. 56 Berceuse in Re bemolle maggiore op. 57 Sonata in Si minore op. 58 Trois mazurkas op. 59 Barcarolle in Fa diesis maggiore op. 60 Polonaise-Fantaisie in La bemolle maggiore op. 61 Deux nocturnes op. 62 Trois mazurkas op. 63 Trois valses op. 64 ssaabbaattoo 2200 ffeebbbbrraaiioo ****oorree 2200..0000 Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi Minore op.11 Pianoforte BBeenneeddeettttoo LLuuppoo Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Fa minore op. 21 Pianoforte IIvvoo PPooggoorreelliicchh OOrrcchheessttrraa SSiinnffoonniiccaa ddii MMiillaannoo GGiiuusseeppppee VVeerrddii Direttore XXiiaann ZZhhaanngg 66.. ddoommeenniiccaa 2211 ffeebbbbrraaiioo oorree 1111..3300 Introduction et polonaise brillante in Do maggiore per pianoforte e violoncello op. 3 Sonata in Sol minore per violoncello e pianoforte op. 65 Trio in Sol minore per pianoforte, violino e violoncello op. 8 CCrreesscceennddoo iinn MMuussiiccaa 2009-2010 Alla scoperta del mondo della musica 11.. ssaabbaattoo 2244 oottttoobbrree 22000099 oorree 1155..3300 VVAARRIIEETTÉÉ DDEEGGLLII AANNIIMMAALLII CCaammiillllee SSaaiinntt--SSaaëënnss Il carnevale degli animali Voce recitante BBuussttrriicc Direttore MMaarriioo AAnncciilllloottttii 22.. ssaabbaattoo 1144,, ddoommeenniiccaa 1155 nnoovveemmbbrree 22000099 oorree 1155..3300 (replica Fuori Abbonamento) MMAARRIIOONNEETTTTEE FFrraannzz JJoosseeff HHaayyddnn Orlando paladino Spettacolo di AAlleessssaannddrroo CCoommeellllaattoo e RRoossaa SSggoorrbbaannii In collaborazione con la GGOOGG ddii GGeennoovvaa,, CCoommppaaggnniiaa TTeeaattrroo AAppppeessooaauunnffiilloo 33.. ssaabbaattoo 2288 nnoovveemmbbrree 22000099 oorree 1155..3300 IILL SSOOLLEE,, DDII CCHHII ÈÈ?? Opera musicale di SSiillvviiaa CCoollaassaannttii Testi di RRoobbeerrttoo PPiiuummiinnii Produzione CCIIDDIIMM in collaborazione con la FFoonnddaazziioonnee TTeeaattrroo ddeell MMaaggggiioo MMuussiiccaallee FFiioorreennttiinnoo.. 44.. ssaabbaattoo 1199 ddiicceemmbbrree 22000099 oorree 1155..3300 UUNN SSOOGGNNOO IINN MMUUSSIICCAA PPëëttrr IIll’’iiccˇˇ CCˇˇaajjkkoovvsskkiijj Lo Schiaccianoci IInn ccoollllaabboorraazziioonnee ccoonn llaa FFeeddeerraazziioonnee nnaazziioonnaallee ssccuuoollee ddii ddaannzzaa Voce recitante NNiiccoollaa OOlliivviieerrii Direttore KKiirriillll VViisshhnnyyaakkoovv 55.. ssaabbaattoo 99 ggeennnnaaiioo 22001100 oorree 1155..3300 RRAACCCCOONNTTAARREE MMOOZZAARRTT Wolfi bambino prodigio Musiche di WWoollffggaanngg AAmmaaddeeuuss MMoozzaarrtt Orchestrazione, arrangiamento e direzione d’orchestra MMaassssiimmoo CCoottttiiccaa Voce recitante RRoobbeerrttoo CCoorroonnaa 66.. ssaabbaattoo 2233 ggeennnnaaiioo 22001100 oorree 1155..3300 RRIIDDEERREE IINN MMUUSSIICCAA DDoommeenniiccoo CCiimmaarroossaa Il maestro di cappella GGiioovvaannnnii BBaattttiissttaa PPeerrggoolleessii La serva padrona Direttore GGiioovvaannnnii MMaarrzziilliiaannoo Regia CCaarrlloo MMaassssaarrii In collaborazione con ll’’AAccccaaddeemmiiaa lliirriiccaa ddeell TTeeaattrroo CCoommuunnaallee ddii BBoollooggnnaa 77.. ssaabbaattoo 66 ffeebbbbrraaiioo 22001100 oorree 1155..3300 MMOOWWGGLLII EE CCOOMMPPAAGGNNII Il libro della Jungla, musiche di Robert e Richard Sherman/Terry Gilkyson, Miklos Rosza Voce recitante BBuussttrriicc Direttore MMaarrcceelllloo BBuuffaalliinnii 88.. ssaabbaattoo 66 mmaarrzzoo 22001100 oorree 1155..3300 RRAACCCCOONNTTAARREE BBEEEETTHHOOVVEENN Musiche di LLuuddwwiigg vvaann BBeeeetthhoovveenn Orchestrazione, arrangiamento e direzione d’orchestra MMaassssiimmoo CCoottttiiccaa Voce recitante RRoobbeerrttoo CCoorroonnaa 99.. ssaabbaattoo 2277 mmaarrzzoo 22001100 oorree 1155..3300 AANNIIMMAALLII SSUULLLLEE PPUUNNTTEE FFrraanncciiss PPoouulleenncc Les animaux modèles BBoohhuussllaavv MMaarrttiinnuu°° La revue de cuisine IInn ccoollllaabboorraazziioonnee ccoonn llaa FFeeddeerraazziioonnee nnaazziioonnaallee ssccuuoollee ddii ddaannzzaa Direttore JJaaddeerr BBiiggnnaammiinnii 1100.. ssaabbaattoo 1177 aapprriillee 22001100 oorree 1155..3300 CCOOLLOONNNNAA SSOONNOORRAA MMuussiicchhee ddaa ffiillmm ddii aanniimmaazziioonnee CCoorroo ddii vvooccii bbiiaanncchhee ddee llaa VVeerrddii Maestro del Coro di voci bianche MMaarriiaa TTeerreessaa TTrraammoonnttiinn OOrrcchheessttrraa SSiinnffoonniiccaa JJuunniioorr (OOSSJJ) Direttore CCaarrlloo ddee MMaarrttiinnii a cura di LLuucciiaa MMeennccaarroonnii SS ttaaggiioonnee SSiinnffoonniiccaa 22000099//22001100 SSEERRIIEE 11 settore A settore B settore C settore D IInntteerroo 31,00 23,50 18,00 13,00 RRiiddoottttoo 11** 23,50 18,00 15,50 RRiiddoottttoo 22**** 15,50 11,75 10,00 SSEERRIIEE 22 settore A settore B settore C settore D IInntteerroo 40,00 33,00 25,50 13,00 RRiiddoottttoo 11** 33,00 25,50 21,00 RRiiddoottttoo 22**** 20,00 16,50 12,75 SSEERRIIEE 33 settore A settore B settore C settore D IInntteerroo 50,00 40,00 33,00 13,00 RRiiddoottttoo 11** 40,00 33,00 25,50 RRiiddoottttoo 22**** 25,00 20,00 16,50 ** RRiiddoottttoo 11 aabbbboonnaattii,, aadduullttii ssoopprraa ii 6600 aannnnii,, CCrraall ee ggrruuppppii oorrggaanniizzzzaattii ****RRiiddoottttoo 22 ssooccii,, ssttuuddeennttii ee iinniizziiaattiivvee pprroommoozziioonnaallii **RRiiddoottttoo 11 ppeerr aabbbboonnaattii aallllaa SSttaaggiioonnee SSiinnffoonniiccaa,, aadduullttii ssoopprraa ii 6600 aannnnii,, CCrraall ee ggrruuppppii oorrggaanniizzzzaattii ****RRiiddoottttoo 22 ppeerr ssooccii,, ssttuuddeennttii ee iinniizziiaattiivvee pprroommoozziioonnaallii NNoovveecceennttoo 22000099//22001100 BBiigglliieettttii:: RRiiddoottttoo** 576,00 486,00 387,00 RRiiddoottttoo** 351,00 319,50 265,50 RRiiddoottttoo** 558,00 468,00 387,00 RRiiddoottttoo** 342,00 306,00 261,00 SSttuuddeennttii 297,00 243,00 207,00 SSttuuddeennttii 180,00 153,00 135,00 SSttuuddeennttii 279,00 234,00 189,00 TTUURRNNOO AA 3366 CCOONNCCEERRTTII settore A settore B settore C TTUURRNNOO AA 1188 CCOONNCCEERRTTII settore A settore B settore C TTUURRNNOO BB--CC 1188 CCOONNCCEERRTTII settore A settore B settore C gruppi minimo 10 persone solo turno B-C AABBBBOONNAAMMEENNTTOO LLIIBBEERROO / 3366 CCOONNCCEERRTTII 684,00 AABBBBOONNAAMMEENNTTOO LLIIBBEERROO /1188 CCOONNCCEERRTTII 360,00 IInntteerroo 369,00 351,00 279,00 IInntteerroo 360,00 342,00 270,00 243,00 IInntteerroo 684,00 576,00 441,00 IInntteerroo 666,00 558,00 423,00 378,00 SSttuuddeennttii11 62,00 144,00 99,00 TTUURRNNOO BB--CC 3366 CCOONNCCEERRTTII settore A settore B settore C gruppi minimo 10 persone solo turno AAbbbboonnaammeennttii:: AAbbbboonnaammeennttii RRiiddoottttoo** 90,00 RRiiddoott ttoo**** 1100 CCOONNCCEERRTTII 50,00 IInntteerroo 100,00 BBiigglliieettttii RRiiddoottttoo** 11,00 RRiiddoottttoo**** PPoossttoo uunniiccoo 5,00 IInntteerroo 13,00 **RRiiddoottttoo 11 ppeerr aabbbboonnaattii aallllaa SSttaaggiioonnee SSiinnffoonniiccaa,, aadduullttii ssoopprraa ii 6600 aannnnii,, ssttuuddeennttii,, CCrraall ee ggrruuppppii oorrggaanniizzzzaattii ****RRiiddoottttoo 22 ppeerr ssooccii,, ssttuuddeennttii ee iinniizziiaattiivvee pprroommoozziioonnaallii RRaasssseeggnnaa HHaayyddnn 22000099//22001100 AAbbbboonnaammeennttoo 1100 CCoonncceerrttii RRiiddoottttoo** 90,00 RRiiddoott ttoo**** ppoossttoo uunniiccoo 50,00 IInntteerroo 100,00 BBiigglliieettttii RRiiddoottttoo** 11,00 RRiiddoottttoo**** PPoossttoo uunniiccoo 5,00 IInntteerroo 13,00 **RRiiddoott ttoo ppeerr ssooccii,, aabbbboonnaattii aallllaa SSttaaggiioonnee SSiinnffoonniiccaa,, aadduullttii ssoopprraa ii 6600 aannnnii,, ssttuuddeennttii,, CCrraall ee ggrruuppppii oorrggaanniizzzzaattii PPoossttoo uunniiccoo........................................... BBaammbbiinnoo età inferiore ai 14 anni (posto unico)....................... IInntteerroo 14,00 7,00 RRiiddoottttoo** 12,50 CCrreesscceennddoo iinn MMuussiiccaa 22000099//22001100 AAbbbboonnaammeennttoo 1100 CCoonncceerrttii BBiigglliieettttii PPoossttoo uunniiccoo..................................................... RRiiddoottttoo............................................................. BBaammbbiinnoo iinnffeerriioorree aaii 1144 aannnnii......................... AAbbbboonnaammeennttoo FFaammiigglliiaa 3 persone (2 adulti e un bambino)................ AAbbbboonnaammeennttoo FFaammiigglliiaa 4 persone (2 adulti e 2 bambini)................... PPoossttoo uunniiccoo................................................... RRiiddoottttoo........................................................... BBaammbbiinnoo iinnffeerriioorree aaii 1144 aannnnii....................... AAbbbboonnaammeennttoo 55 CCoonncceerrttii 115,00 100,00 45,00 225,00 300,00 **RRiiddoottttoo 11 ppeerr aabbbboonnaattii aallllaa SSttaaggiioonnee SSiinnffoonniiccaa,, aadduullttii ssoopprraa ii 6600 aannnnii,, CCrraall ee ggrruuppppii oorrggaanniizzzzaattii ****RRiiddoottttoo 22 ppeerr ssooccii,, ssttuuddeennttii ee iinniizziiaattiivvee pprroommoozziioonnaallii llaaVVeerrddii bbaarrooccccaa 22000099//22001100 AAbbbboonnaammeennttoo 77 CCoonncceerrttii RRiiddoottttoo** 70,00 RRiiddoott ttoo**** ppoossttoo uunniiccoo 49,00 IInntteerroo 119,00 BBiigglliieettttii RRiiddoottttoo** 17,50 RRiiddoottttoo**** PPoossttoo uunniiccoo 10,00 IInntteerroo 25,00 **RRiiddoottttoo 11 ppeerr aadduuòòllttii ssoopprraa ii 6600 aannnnii ee ssttuuddeennttii ****RRiiddoottttoo 22 ppeerr iinniizziiaattiivvee pprroommoozziioonnaallii TTuuttttoo CChhooppiinn 22000099//22001100 AAbbbboonnaammeennttoo ttuuttttii CCoonncceerrttii RRiiddoottttoo** 39,00 RRiiddoott ttoo**** ppoossttoo uunniiccoo 25,00 IInntteerroo 50,00 BBiigglliieettttii RRiiddoottttoo** PPoossttoo uunniiccoo 5,00 IInntteerroo 7,50 RRiiddoottttoo**** 4,00 RRiiddoottttoo** 18,00 RRiiddoott ttoo**** ppoossttoo uunniiccoo 10,00 IInntteerroo 31,00 BBiigglliieettttii CCoonncceerrttoo 2200//0022//22001100 65,00 60,00 30,00 |
| Venerdì 8 maggio 2009 ore 20.00 Sabato 9 maggio 2009 ore 20.30 Domenica 10 maggio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Leonard Bernstein Candide, Ouverture John Corigliano Elegy for Orchestra Samuel Barber Sinfonia n. 1 Antonín Dvořàk Sinfonia n. 8 in Sol maggiore op. 88 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Leonard Slatkin Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Venerdì 8 maggio 2009 ore 20.00 Sabato 9 maggio 2009 ore 20.30 Domenica 10 maggio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi America e dintorni Torna all’Auditorium di Milano-Fondazione Cariplo il Maestro Leonard Slatkin, da alcuni anni legato alla Verdi dove ha diretto nella passata Stagione Sinfonica il tradizionale concerto di Capodanno. Slatkin è Direttore Musicale della Detroit Symphony Orchestra e Direttore Principale Ospite della Pittsburgh Symphony Orchestra dal settembre 2008, e Direttore Principale Ospite della Royal Philharmonic Orchestra. Il programma è dedicato, nella prima parte, alla musica classica popolare di autori americani del ‘900: Leonard Bernstein con l’Ouverture da Candide, John Corigliano con Elegy for Orchestra e Samuel Barber con la Sinfonia n. 1; inoltre, la Sinfonia n. 8 di Antonín Dvořàk. Programma: Verso la metà degli anni cinquanta Bernstein, già affermato in teatro con titoli come On the town, Facsimile e Trouble in Tahiti, concepì Candide, un lavoro dal tono irriverente e dal contenuto libertario ispirato all’opera di Voltaire e scritto insieme a Lillian Hellman. La prima, a Boston nel 1956, fu un fiasco, e per la definitiva consacrazione si dovette attendere un disco Columbia anni più tardi. La scrittura brillante ed eclettica e l’anelito anticonformista ne fanno oggi una delle pagine più amate di Bernstein, insieme a West side story. Elegy for Orchestra di John Corigliano venne composta nel 1965 e dedicata al compositore americano Samuel Barber, che ebbe molta influenza nei suoi lavori. Si tratta di un lavoro giovanile, che nasce in verità come Trio per flauto, clarinetto e arpa per accompagnare un duetto d’amore nella commedia musicale Helen di Fallace Frey, che racconta di una Elena ormai matura e di un giovane Telemaco. Per quelli che amano la cosiddetta musica neo-romantica nel tono, personale nella tecnica e tradizionale nel genere, Corigliano avrebbe potuto essere il più grande compositore vivente americano. All’inizio della sua carriera, egli rappresentò l’erede di Aron Copland, William Schuman e Samuel Barber. Negli anni settanta la sua identità musicale assume connotati finalmente personali e riconoscibili. E’ il più conosciuto tra i compositori di colonne sonore di alto profilo: la sua musica per il film Il violino rosso vince un Premio Oscar nel 1997. Così Samuel Barber descrive la sua Sinfonia n. 1: “La forma della mia sinfonia in un solo movimento è una sorta di sintetico trattamento della classica sinfonia in Quattro movimenti. È costruita su tre temi esposti nella sezione introduttiva che mantengono la loro caratteristica per tutta la composizione…Dopo un breve sviluppo dei tre temi, invece del consueto riepilogo, il primo tema, in diminuzione, prepara la base dello Scherzo (Vivace). Il secondo tema (un oboe su archi smorzati) appare quindi in aumento, in un esteso Andante tranquillo. Un intenso Crescendo introduce il Finale, una sorta di breve passacaglia che si basa sul primo tema (introdotto da violoncelli e contrabbassi)”. Barber aveva cominciato la composizione durante l’inverno 1935-1936, durante il suo soggiorno a Roma quale vincitore dell’American Prix. La prima esecuzione si tenne a Roma al Teatro Augusteo il 13 dicembre 1936 con l’Orchestra Filarmonica dell’Augusteo diretta da Bernardino Molinari. La composizione venne dedicata a Gian Carlo Menotti, da lungo tempo amico di Samuel Barber. La Sinfonia n. 8 in Sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák (anche n. 4 secondo la cronologia della pubblicazione) venne eseguita la prima volta a Praga nel 1890 sotto la direzione dell’autore. Superata in popolarità solo dalla successiva Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, è una delle composizioni più amate di Dvořák per la sua atmosfera serena e per la bellezza delle sue melodie, grazie anche all’assenza di forti contrasti ritmici o melodici. Biografia: Americano, di fama internazionale, Leonard Slatkin è Direttore Musicale della Detroit Symphony Orchestra, Direttore Principale Ospite della Royal Philharmonic Orchestra e dal settembre 2008 della Pittsbusg Symphony Orchestra. I suoi concerti in Nord America, Europa e Paesi dell’Est hanno riscosso un grande successo anche grazie a programmi originali e una grande interpretazione del repertorio sinfonico sia classico che contemporaneo. E’ stato Direttore musicale della Washington’ s National Symphony Orchestra dal 1996 al 2008. E’ stato impegnato in numerose e importanti tournée in Europa, Asia e Stati Uniti, ha ricevuto un Grammy come Best Classical Recording, ha inoltre fondato il National Conducting Institute e ha ricevuto il premio più prestigioso per un artista americano, la National Medal of the Arts. Dal 1979 al 1996 è stato Direttore Musicale della Saint Louis Symphony di cui, successivamente, è stato nominato Direttore Onorario. È stato Direttore del Cleveland Orchestra’s Blossom Festival (1990-1999), Direttore Principale Ospite della Philharmonia Orchestra (1997-2000), e Direttore Principale della BBC Symphony Orchestra (2000-2004). Leonard Slatkin ha diretto le principali orchestre di tutto il mondo, tra le quali la New York Philharmonic, la Berlin Philharmonic, la Chicago Symphony Orchestra, la Concertgebouw Orchestra of Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra e molte altre. Come direttore d’opera, ha diretto le maggiori compagnie sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo, come al Metropolitan Opera, al Lyric Opera of Chicago, al Washington National Opera e alla Staatsoper di Vienna. Leonard Slatkin ha sempre avuto un rapporto molto particolare con il Regno Unito ed è stato Direttore Principale della BBC Symphony Orchestra, con cui è stato impegnato nelle quattro serate de “Last Night of the Proms” trasmesse in mondovisione, in numerosi programmi televisivi acclamati dalla critica e in una collana di dischi con la Chandos. Nel novembre 2005 è stato nominato Direttore Principale Ospite della Royal Philharmonic Orchestra e le future produzioni con la RPO prevedono tournée nell’Europa dell’Est, Germania, Estremo Oriente ed una serie di concerti a Londra e in Gran Bretagna. Conduce regolarmente anche altrove in Europa e nel corso delle prossime due stagioni sarà impegnato con la Deutsches Symphonie Orchester Berlin, la Vienna Symphony e l’Orchestre Philarmonique de Radio France e nella direzione di alcune tra le più importanti orchestre a Milano, Amburgo, Colonia, Rotterdam, Ginevra e Madrid. Per le sue numerose incisioni (più di 100), Leonard Slatkin è stato premiato con cinque Grammy Awards e ha ricevuto più di 50 nomination. Tra le sue incisioni di rilievo ricordiamo quelle con la National Symphony Orchestra, con la Saint Louis Symphony Orchestra, con la Philharmonia Orchestra, con la London Philharmonic, con la BBC Symphony Orchestra, con la London Symphony e con la Bayerischer Rundfunk Orchestra. Nato a Los Angeles da una nota famiglia di musicisti, i suoi genitori erano il direttore-violinista Felix Slatkin e la violoncellista Eleanor Aller, fondatori del famoso Hollywood String Quartet; Leonard Slatkin iniziò i suoi studi musicali con il violino ed il pianoforte, passando successivamente alla direzione. Ha sposato il soprano Linda Hohenfeld, da cui ha avuto un figlio, Daniel. |
| laVerdi, orgogliosi di essere dei
Milanesi La Verdi vicina all?Abruzzo Il programma del concerto straordinario del 26 aprile L?iniziativa per raccogliere fondi a favore delle istituzioni culturali e musicali abruzzesi Milano, 17 aprile 2009 Proseguono le iniziative della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi in favore delle popolazioni dell?Abruzzo. Così come annunciato, domenica 26 aprile alle ore 16.00 l?Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi terrà all?Auditorium di Milano-Fondazione Cariplo un concerto straordinario il cui ricavato sarà devoluto interamente alle istituzioni musicali e culturali abruzzesi. Sotto la direzione del Maestro Ruben Jais saranno eseguite la Sinfonia n. 35 in Re maggiore Haffner K. 385 e il Concerto per clarinetto e orchestra in La maggiore K. 622 di Wolfgang Amadeus Mozart; infine, la Sinfonia n. 95 in Do minore di Franz Joseph Haydn. Al clarinetto, Raffaella Ciapponi. Il costo del biglietto, valido per il posto unico, è di 20 euro. Resta inoltre confermato il concerto che laVerdi offrirà alla città dell?Aquila il prossimo 18 ottobre. Programma: Con la Sinfonia n. 35 in Re maggior K. 385 Haffner si inaugura la serie delle ultime sei Sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart, scritte nel decennio della maturità dopo il trasferimento a Vienna. La Sinfonia nacque dalla riduzione di una serenata scritta nel 1782 su richiesta del figlio del borgomastro di Salisburgo Sigmund Haffner: un anno più tardi Mozart eliminò due movimenti, aggiungendo flauti e clarinetti, e solo i modi spesso brillanti ricordano ancora la destinazione originale della composizione. La Sinfonia fu eseguita per la prima volta a Vienna, nel marzo 1783. Il 1791, anno della morte del musicista, vede la nascita di una serie di capolavori di altissima levatura, tra cui il Concerto per clarinetto in La maggiore K. 622. L'incontro fortuito di Mozart con il clarinettista Anton Stadler, virtuoso di uno strumento che alla fine del '700 non aveva ancora trovato una sua precisa collocazione all?interno dell'orchestra sinfonica, aveva già portato alla creazione del Quintetto in La maggiore K. 581 per clarinetto e archi. Con il Concerto K. 622, terminato il 7 ottobre 1791 e dedicato a un confratello massone, il compositore scrive secondo alcuni critici il capolavoro dell??ultimo stile? mozartiano: dopo un Allegro la cui prima idea sembra continuare un discorso mai interrotto si assiste alla rivelazione di una delle pagine più profonde mai scritte in musica, quell'Adagio la cui melodia sembra fatta apposta per essere cantata dallo strumento a fiato. Fra le musiche di Haydn rimaste stabilmente in repertorio spiccano le cosiddette ?Sinfonie Londinesi?, dodici ampie partiture composte fra il 1791 ed il 1795 per il pubblico inglese. Conteso dalle corti di mezza Europa e prendendo una decisione ancora insolita per il suo tempo, Haydn accettò la proposta di un impresario (Johann Peter Salomon) di partire alla volta di Londra, dove grazie agli editori ed alle pubbliche esecuzioni era già un compositore venerato. Nel corso dei due lunghi soggiorni in Gran Bretagna, Haydn presentò al pubblico delle grandi sale da concerto londinesi ben dodici sinfonie (dalla N. 93 alla 104), unanimemente considerate come uno dei capisaldi della musica d?arte occidentale per il linguaggio evoluto e originale che non rinuncia mai ad ardite soluzioni armoniche. Degna di nota è la Sinfonia n. 95, l?ultima pagina di questo genere che Haydn concepisca utilizzando una tonalità minore; per Haydn la tonalità maggiore è specchio fedele di serenità e ottimismo, ma non per questo quella minore significa esclusivamente sofferenza o conflitto spirituale, lasciando spazio anche alla meditazione ed alla riflessione. Biografie: Il Direttore Ruben Jais è nato a Milano; contemporaneamente agli studi universitari ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica ?Giuseppe Verdi? della sua città, diplomandosi in Musica corale, Direzione di Coro e Composizione Polifonica Vocale con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d'Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all'estero. È stato Maestro del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione, nel 1998. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che ha diretto in vari cicli di concerti tra cui ?Storia in Musica?, con esecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo ed esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale, ?Crescendo in Musica?, ciclo di concerti di musica colta rivolto al pubblico più giovane e l?intero ciclo delle Cantate profane di J.S. Bach. Ha diretto anche opere barocche tra cui The Fairy Queen di H. Purcell con l'Orchestra e il Coro de la Verdi e i solisti della Yale University. Ha fondato l'Ensemble Barocco de la Verdi, che, dalla prossima stagione, eseguirà, secondo prassi, il repertorio musicale fino al primo classicismo. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio tedesco dal barocco al romanticismo e all'esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico - corale preso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile. Dalla nascita dell?Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, nel 1993, Raffaella Ciapponi riveste il ruolo di Primo Clarinetto. Si diploma nel 1992 con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio ?G.Verdi? di Milano, sotto la guida del M° P.Borali. Segue un intenso periodo di perfezionamento con il M°Antony Pay presso l?Accademia Superiore di Musica ?L.Perosi? di Biella. Tra i numerosi premi in Concorsi Nazionali e Internazionali, ha ottenuto il Terzo Premio (primo non assegnato) al Concorso Internazionale di Clarinetto di Cracovia. Si è esibita come solista con importanti formazioni quali l?Orchestra Sinfonica della RAI di Milano (nella Première Rhapsodie di Debussy), dei Pomeriggi Musicali di Milano (nel Concerto K. 622 di Mozart e nel Duet Concertino di Strauss per clarinetto e fagotto) e con l?Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (in Ebony Concerto di Stravinskij, nella Première Rhapsodie di Debussy diretta dal M° Chailly e nel Duet Concertino di Strauss). Tali esperienze l?hanno portata a suonare, come primo clarinetto, con Maestri quali Riccardo Chailly, Riccardo Muti, Vladimir Delman, Carlo Maria Giulini, Georges Prêtre, Valery Gergiev, Daniele Gatti, Leonard Slatkin e nelle più importanti sale europee, tra cui il Concertgebouw di Amsterdam e la Royal Albert Hall di Londra. Vanta con la propria Orchestra registrazioni per importanti case discografiche (Decca, BMG, Deutsche Grammophon), nonché tournée internazionali in Europa, Giappone, America Latina. Si dedica con regolarità al repertorio da camera, tenendo recital e concerti, tra l?altro, presso l?Auditorium di Milano, anche trasmessi dal terzo canale radio della RAI. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 23 aprile 2009 ore 20.30 Venerdì 24 aprile 2009 ore 20.00 Sabato 25 aprile 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Luciano Berio-Luigi Boccherini Quattro versioni originali della Ritirata notturna di Madrid Giuseppe Martucci Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in Re minore op. 40 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Simone Pedroni Direttore Oleg Caetani Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00) Date concerti Giovedì 23 aprile 2009 ore 20.30 Venerdì 24 aprile 2009 ore 20.00 Sabato 25 aprile 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Alla riscoperta di Martucci Atteso ritorno del Maestro Oleg Caetani e di Simone Pedroni all?Auditorium di Milano per un concerto che affianca a due brani molto famosi del repertorio sinfonico, le Quattro versioni originali della ?Ritirata notturna di Madrid? di Berio e la Sinfonia n. 7 di Beethoven, una composizione di rara esecuzione, il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in Re minore op. 40 di Giuseppe Martucci. Singolare figura nel panorama sinfonico italiano dominato tra Ottocento e Novecento dal melodramma verista, Giuseppe Martucci compose il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in età giovanile (1878); solo negli anni Settanta, grazie al lavoro di Pietro Spada, questa composizione riemerse dagli archivi del Conservatorio di Napoli e venne eseguita per la prima volta quasi cento anni dopo, nel 1974. Questo stesso concerto verrà eseguito al Teatro Manzoni di Monza mercoledì 22 aprile alle ore 20.30. Programma: La ritirata notturna di Madrid è l?ultimo movimento del quintetto op. 60 di Luigi Boccherini, opera descrittiva di cui Boccherini stesso fece numerose versioni. Nel 1975 Luciano Berio approntò le Quattro versioni originali della ?Ritirata notturna di Madrid?, dedicata a Piero Bellugi. In essa si esplicita l?idea di trascrizione come ?peripezia creativa?. Scrive Berio: ?Le variazioni sul tema della Ritirata notturna di Madrid le ritroviamo parecchie volte nell?opera di Boccherini. Si trattava evidentemente di un pezzo di grande successo pubblico e il compositore lo ha trascritto parecchie volte lui stesso [..]. Ogni volta il testo presenta piccole varianti. Ho scelto quattro di queste diverse versioni, le ho sovrapposte, le ho coordinate una con l?altra e le ho orchestrate. L?unica parte aggiunta di sana pianta è quella della percussione, che è tuttavia derivata dagli originali?. Il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in Re minore op. 40 di Giuseppe Martucci è stato composto nel 1878 a ventidue anni. Il brano, ancora poco eseguito, contiene alcune ingenuità, in particolare nella parte orchestrale; in molte biografie del musicista napoletano non troviamo alcun riferimento a questa pagina. Fu Pietro Spada, attento musicologo, ha ritrovarne l'autografo ancora inedito negli anni Settanta. Questo lavoro rappresenta una rara testimonianza del rinato interesse strumentale in Italia, dove ormai, sin dalla fine del XVIII secolo, il genere del concerto solistico sembrava essere stato del tutto abbandonato. Fu eseguito la prima volta a Cagliari, il 30 novembre 1974, diretto da Francesco Mandel. Nel corso dell?anno 1812 Beethoven descrive così il suo stato d?anima: ?Rassegnazione, profonda rassegnazione nel tuo destino. Per te non esiste più alcuna felicità al di fuori di te stesso, della tua arte.? Proprio in quel periodo, tra il settembre 1811 e il aprile 1812 nasce la Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92, contemporaneamente all?Ottava e a una composizione per il teatro. La prima esecuzione, nel dicembre 1813, fu forse uno dei successi più grandi di Beethoven. Infatti, il pubblico chiese subito il bis del secondo movimento, che si distingue per l?atmosfera trattenuta e melanconica, in forte contrasto con lo Scherzo e i due movimenti esterni. Il carattere di danza è portato all?estremo nel Finale, quasi con violenza; ne è testimonianza la celebre definizione della Sinfonia come ?apoteosi della danza? di Richard Wagner. Biografie: Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree". Dopo aver conseguito nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) ed il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. E' stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l?Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l'Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l?Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l'Orchestra Sinfonica ?G. Verdi? di Milano diretta da Riccardo Chailly (in tournée con il Concerto in re minore di Martucci e nell?ambito del Festival de Música de Canarias) e diretta da Gianandrea Noseda (i 5 Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven), l?Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), la Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l?Orquesta de Valencia, l?Orquesta Nacional de España, I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky. Tra i recital si ricordano: il Teatro alla Scala di Milano, la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, il Quirinale in Roma, la Filharmonia Narodowa a Varsavia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, le Serate Musicali di Milano, la Salle Gaveau di Parigi, il Festival della Primavera di Praga, il Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d?America e in Giappone. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all?Auditorium di Milano. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. ?Simone Pedroni Live in Concert?, per La Bottega Discantica (www.discantica.it) le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records (www.lol-records.com) i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l?altro a Liszt. Nell?estate 2005 debutta in Olanda nell?ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l?anno successivo. Tra gli ultimi impegni recital a New York, Cincinnati (a Cincinnati riconfermato in rècital per il 14 settembre 2008) e Berlino, tre concerti con l?Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Louis Langrée (Beethoven Concerto n.4 e Tchaikovsky Concerto n.1), una tournée in Sud America con Roberto Abbado e l?Orchestra Giovanile Italiana (Brahms Concerto n.1) e il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno con l?Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con il Concerto in re min. di Martucci diretto da James Gaffigan che l?ha molto apprezzato musicalmente e con il quale ripeteranno tale Concerto anche in USA. Fra tanti altri impegni importanti, il debutto a Roma Parco della Musica con l?Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, con la Fantasia Corale di Beethoven, direttore Vladimir Ashkenazy il 31 maggio, 1 e 2 Giugno 2009. Dal 2005 Oleg Caetani è direttore stabile e artistico della Melbourne Symphony Orchestra. Direttore d?opera e concerto considera egualmente questi due aspetti del suo lavoro. Lo lega un rapporto profondo con la Staatskapelle Dresden che dirige da quasi tre decenni (esordisce con loro già all'età di venti anni), con i Muenchner Philharmoniker e l'Orchestra Sinfonica Verdi di Milano che dirige regolarmente dal ?99 e che nel 2003 ha diretto in una estesa tournée sudamericana. Con quest' ultima ha registrato il primo ciclo completo delle Sinfonie di Shostakovic mai fatto in Italia e La 5° e 6° Sinfonia sono state premiate con 10/10 Classic Today's America e ffff Telerama in Francia, mentre l? 11° Sinfonia ha ottenuto 10/10 Classic Today's America e France. L?aprile scorso l?ha diretta in Vaticano in un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, trasmesso in eurovisione. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala con Turandot dove è tornato nel 2005 per Otello. Ha inaugurato la stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nel 2001 con Don Pasquale. Tra gli impegni recenti la Messa da Requiem di Verdi con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia in San Giovanni in Laterano alla presenza del Presidente della Repubblica Ciampi, la Khovanchina e Sir John in love di Ralph Vaughan Williams (prima ripresa scenica moderna) all' English National Opera a Londra, Il flauto magico e Norma a S.Francisco, Il Gallo d'oro all'Opera di Toulouse, L?enfant et les sortileges al Theatre des Champs Elysee a Parigi, il Simon Boccanegra (inaugurazione della stagione 2003-2004) al Teatro Verdi di Trieste, La fanciulla del West a Seattle e Melbourne, Il vascello fantasma all'Opera di Roma, L'amore dei Tre Re di Italo Montemezzi al Teatro Regio di Torino, l?Otello a Melbourne, Benvenuto Cellini a Strasburgo etc. e concerti con le orchestre del San Carlo di Napoli, del Maggio Musicale Fiorentino, del Mozarteum di Salisburgo, con la Hallé Manchester, con la Sydney Symphony, West Australian Symphony Orchestra, l?Orchestra Nazionale di Francia, l?Orchestra Nazionale di Spagna, l?Orchestra Nazionale della Rai di Torino, l?Orchestre National de Lyon etc. Nel gennaio 2007 Caetani e la Melbourne Symphony sono stati in tournée in Europa toccando le più importanti capitali europee. E? stata la prima volta che un?orchestra australiana è apparsa a Parigi, Madrid, Barcellona e Berlino. Dal 2005 registrano per Chandos e i cd delle Sinfonie di A. Tansman hanno vinto entrambe il Diapason d?or. Nell'immediato futuro Oleg Caetani dirigerà Cavalleria rusticana e Pagliacci a Houston, due nuove produzioni all?Opera di Colonia, la Fanciulla del West a Sidney, così come vari concerti con l?Orchestra Verdi di Milano, con la Konzerthaus Orchester di Berlino, la Metropolitan Orchestra di Tokyo, la West Australian Symphony Orchestra, l?Orchestra della Radio Svizzera Italiana, l?Orchestra National de Lyon etc. A scoprire il suo talento e a iniziarlo alla musica e' stata Nadia Boulanger, che lo seguirà all?inizio della sua formazione. Al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma studia direzione d'orchestra con Franco Ferrara e composizione con Irma Ravinale. E' proprio a Roma che a diciassette anni esordisce in teatro con uno spettacolo di musiche di Monteverdi intorno al Combattimento di Tancredi e Clorinda. Immediatamente dopo prosegue i suoi studi di direzione d'orchestra al Conservatorio di Mosca con Kondraschin e di musicologia con Nikolaewa. Si diploma, con il massimo dei voti, in Unione Sovietica con Ilya Mussin al Conservatorio di Leningrado. Nel 1979 vince il Concorso RAI a Torino e nel 1982 il Concorso Karajan a Berlino. Giovanissimo è pianista di sala alla Staatsoper di Berlino. Seguono gli incarichi di direttore principale della Staatskapelle Weimar, di primo Kapellmeister al Teatro dell'Opera di Francoforte, di Generalmusikdirektor a Wiesbaden prima e a Chemnitz poi. In questi stessi anni dirige orchestre come il Gewandhaus, Bayerischer Rundfunk, Wiener Symphoniker (con i quali a tra l?altro inciso il ?Poliuto? di Donizetti per Emi-CBS), Yomiuri Orchestra, Orchestra Nazionale di Francia ecc. |
| ______COMUNICATO STAMPA Giovedì 16 aprile 2009 ore 20.30 Venerdì 17 aprile 2009 ore 20.00 Domenica 19 aprile 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Aleksandr Borodin Il principe Igor, Ouverture Pëtr Il’ic Cajkovskij Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 35 Aleksandr Borodin Sinfonia n. 2 in Si minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Patricia Kopatchinskaja Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 16 aprile 2009 ore 20.30 Venerdì 17 aprile 2009 ore 20.00 Domenica 19 aprile 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Tra musiche russe Dopo il grande successo della Messa da Requiem di Verdi nel mese di febbraio, torna all’Auditorium di Milano Wayne Marshall con un programma russo. Il concerto si apre con l’ouverture dell’opera Il Principe Igor, la grande “incompiuta” che tenne occupato il compositore russo Aleksandr Borodin per quindici anni e che venne completata, dopo la sua morte, da Rimskij-Korsakov e Glazunov. Del compositore, viene proposta anche la Sinfonia n. 2, opera in cui si riassumono le forme classiche e il folclore nazionale cui Borodin, appartenente al “Gruppo dei Cinque”, era particolarmente sensibile e attento. La violinista moldava Patricia Kopatchinskaja, vincitrice nel 2000 dell’International Szerying Competition in Messico e nel 2002 del prestigioso International Credit Suisse Group Young Artist Award, sarà la protagonista del Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 35 di Cajkovskij, evidenziandone il luminoso virtuosismo. La Kopatchinskaja suona un violino Pressenda del 1834. Programma: Aleksandr Borodin, chimico e compositore, scrisse una parte della sua opera Il principe Igor su libretto proprio tra gli anni 1869-1870, per poi riprendere i lavori nel 1874 sino all’anno della morte 1887. L’opera rimase tuttavia incompiuta e solo grazie agli amici Rimskij-Korsakov e Glazunov, che ne curarono la completa orchestrazione, poté essere rappresentata per la prima volta al teatro Marijinski di San Pietroburgo nel 1890. Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 35 di Pëtr Il’ic Cajkovskij, scritto nell’arco di poco tempo durante il soggiorno del compositore a Clarens, in Svizzera, nel 1878, fu giudicato ineseguibile dal suo dedicatario, il violinista Leopold Auer. Infatti, la prima esecuzione ebbe luogo solo nel 1881 e vide al violino Adolf Brodsky, diretto da Hans Richter. Tratto dominante del Concerto è la scrittura straordinariamente virtuosistica, in particolare dei due movimenti veloci, l’Allegro moderato iniziale e l’Allegro vivacissimo finale, mentre il breve tempo centrale Canzonetta presenta un carattere più lirico e raccolto. La Sinfonia n. 2 in Si minore di Borodin, quattro movimenti, si ispira a scene di vita del popolo russo durante il Medioevo. Si dedicò a tempo perso alla composizione tra il 1871 e il 1876; fu scritta negli stessi anni del Principe Igor e nacque di fatto con materiale musicale scritto per l’opera, ma non inserito in essa. Borodin confidò all’amico Vladimir Stasov, grande amico di Musorgskij, di aver concepito la sua sinfonia come una glorificazione dell’antichità russa. La Sinfonia fu eseguita la prima volta a San Pietroburgo nel 1877 ottenendo inizialmente uno scarso successo. Solo due anni dopo, con la direzione di Rimskij-Korsakov, iniziò a ottenere un vasto consenso. Biografie: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Cherubini, L’Accademia di Santa Cecilia di Roma sino all’incarico di direttore principale ospite presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella prossima stagione debutterà alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari e tornerà a Bologna, Milano e Roma; infine dirigerà per la seconda volta il Concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los Angeles con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei e nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth. Patricia Kopatchinskaja è nata in Moldavia, il paese dei vigneti tra la Romania e l’Ucraina. Ambedue i genitori sono musicisti. Ha studiato violino e composizione a Vienna e Berna; nel 2000 ha vinto l’International Szerying Competition in Messico e nel 2002 il prestigioso International Credit Suisse Group Young Artist Award. Durante la stagione 2002/03 ha rappresentato l’Austria nella serie concertistica “Rising Stars”, con debutti a New York e in molte capitali europee. Nel 2004 si è aggiudicata il “New Talent – SPP Award” della European Broadcasting Union e nel 2006 il Förderpreis Deutschlandfunk. In una recente tournée, nella duplice veste di direttore d’orchestra e solista con l’Australian Chamber Orchestra, la sua esecuzione è stata votata come la migliore per la musica da camera del 2007 dai lettori della rivista Australian Limelight. Patricia Kopatchinskaja ha collaborato con importanti compagini orchestrali, come la Philharmonia Orchestra, Wiener Philharmoniker, Wiener Symphoniker, Wiener Kammerorchester, Mozarteum-Orchester Salzburg, Deutsches Symphonieorchester Berlin, SWR-Radiosymphonieorchester Stuttgart, Deutsche Kammerphilharmonie, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre des Champs-Elysées, Finnish Radio Symphonic Orchestra, Bergen Philharmonic, Orchestra Cajkovskij di Mosca, NHK Symphony Orchestra di Tokyo. Ha suonato con direttori d’orchestra famosi come Boreyko, de Billy, Fedoseyev, Goodman, Herreweghe, Jansons, Neeme e Paavo Järvi, Kim, Litton, Nelsons, Norrington, Oramo, Petrenko, Pons, Russel Davies, Schiff, Skrowaczewski. Ha suonato in importanti sale concertistiche, tra cui la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, Wigmore Hall e Royal Festival Hall di Londra, Sydney Opera House, Berliner Philharmonie, Musikverein di Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Concertgebouw di Amsterdam e Suntory Hall di Tokyo. Patricia Kopatchinskaja viene regolarmente invitata dai più prestigiosi festival: Lucerna, Menuhin Festival a Gstaad, Salzburger Festspiele, Wiener Festwochen, Wien Modern, Ludwigsburger Schlossfestspiele, Heidelberger Frühling, Festival de Radio France e Montpellier, Festival di Pasqua Varsavia-Beethoven e i festival di musica da camera di Mondsee, Delft, Kuhmo, Oxford, West Cork e Antalya. Collabora con eminenti musicisti quali i pianisti Polina Leschenko, Fazil Say, Henri Sigfridsson, Mihaela Ursuleasa. Di tanto in tanto suona in trio con Sigfridsson e la violoncellista Sol Gabetta. I prossimi impegni comprendono prime esecuzioni del nuovo concerto per violino di Fazil Say in Germania, Austria, Francia, Turchia e Giappone, concerti con i Wiener Symphoniker e Heinrich Schiff, due tour con l’Orchestre des Champs Elysées e Philippe Herreweghe (Beethoven), tour con la SWR Orchester e con la Junge Deutsche Philharmonie ambedue dirette da Sir Roger Norrington, debutti con le Orchestre da Camera di Stoccarda e Zurigo e partecipazioni ai Festival di Salisburgo, Schwetzingen, Montpellier e Gstaad. Sono in programma alcuni progetti di CD per un’importante casa discografica: un recital con Fazil Say, il nuovo concerto per violino di Fazil Say e l’incisione di Beethoven con l’Orchestre des Champs Elysées diretta da Philippe Herreweghe. Numerosi CD precedenti documentano le sue incisioni di opere di Johanna Doderer, Nikolai Korndorf, Dmitri Smirnov e Boris Yoffe. Patricia Kopatchinskaja è anche compositrice e non teme la musica contemporanea. Ha eseguito per la prima volta i nuovi concerti per violino scritti per lei da Johanna Doderer, Otto Zykan, Gerald Resch e Gerd Kühr, Jürg Wittenbach e Fazil Say. Le hanno dedicato opere Richard Carrick, Violeta Dinescu, Michalis Economu, Ludwig Nussbichler, Ivan Sokolov, Boris Yoffe e molti altri. Ama anche improvvisare assolo o con altri musicisti (Barry Guy, Charlotte Hug, Mahmoud Turkmani). Patricia Kopatchinskaja suona un violino Pressenda del 1834 che, secondo la rivisita The STRAD, “è uno strumento dal suono ricco, molto simile alla viola, il che dona al suo modo di suonare un’eccezionale sontuosità di toni”. Come ambasciatrice dell’associazione “Terre des Hommes”, Patricia Kopatchinskaja si occupa soprattutto di progetti per l’infanzia in Moldavia. |
| Chi è Xian Zhang Xian Zhang ha appena concluso il suo incarico di “Associate Conductor” della New York Philharmonic (prima titolare della “Arturo Toscanini Chair”), ruolo che ha ricoperto dal 2005, dopo essere stata Assistant Conductor per un anno. Mantiene regolari rapporti con la New York Philharmonic dove ritornerà nel 2009/2010 durante la Stagione. Diventerà Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dalla Stagione 2009/2010. Xian Zhang ha suscitato molto interesse in ogni parte del mondo. Nel Nord America, la Stagione 2008-2009 ha visto il suo debutto con la Chicago Symphony Orchestra, Toronto e Indianapolis e il ritorno alla Los Angeles Philharmonic dopo il suo sensazionale debutto nell’agosto 2007. In Europa è ospite regolarmente della London Symphony Orchestra e prossimi impegni comprendono concerti con Royal Concertgebouw Orchestra, Netherlands Radio Philharmonic, Orchestre Philharmonique de Radio France, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Rundfunk Symphony Orchestra Berlin, Finnish Radio Symphony Orchestra, Stockholm Philharmonic, NDR Hamburg, SWR Stuttgart Radio e Orchestre National de Belgique. Nell’estate 2008 è tornata all’Aspen Festival e ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Vienna al Bregenz Festival: nell’estate 2009 debutterà al Pacific Music Festival di Sapporo al fianco di Christoph Eschenbach e Michael Tilson Thomas. Nello stesso periodo dirigerà la Hong Kong Philharmonic, Singapore Symphony Orchestra e Malaysian Philharmonic Orchestra. E’ stata la prima donna a dirigere la Staatskapelle Dresden nel Concerto di Capodanno del gennaio 2008, nella loro principale sala da concerto. Il repertorio di Xian Zhang include composizioni cinesi e quest’anno ha diretto Fanfare di Huang Ruo con la NYPO e lavori di Chen Yi (Momentum e Si Ji). Nel maggio 2008 ha completato un tour di sei concerti in Cina con l’Orchestra della Juilliard School con Ge Xu di Chen Yi a Shanghai, Beijing e Suzhou. Entusiasta Direttore d’opera, Xian Zhang ha fatto un debutto sensazionale con La Bohème per la English National Opera nella primavera 2007 e dirigerà Turandot a Beijing nel maggio 2009. Nata a Dandong in Cina, Xian Zhang ha fatto il suo debutto professionale a 20 anni con Le Nozze di Figaro alla Central Opera House di Beijing. Si è formata al Conservatorio Centrale di Beijing, ottenendo sia la Laurea sia il Master of Music; in seguito ha insegnato direzione, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1998. “I suoi gesti incisivi strappano performance intense ai musicisti” “La sua appassionata musicalità riflette quell’energia senza confini che l’ha sostenuta durante il suo viaggio da una piccola città della Cina alla Philarmonica” International Herald Tribune “Essere donna e cinese nel mondo della musica classica è utile per fare parlare di sé, ma le carriere si costruiscono – e questa si sta costruendo in fretta – sulla sostanza. E Xian Zhang ne ha” The New York Times |
| ::::::::::::::::::::BACH COMUNICATO STAMPA Martedì 7 aprile 2009 ore 19.30 Mercoledì 8 aprile 2009 ore 19.30 Venerdì 10 aprile 2009 ore 19.30 Stagione Sinfonica 2008-2009 Johann Sebastian Bach Passione secondo Matteo per soli, doppio coro e orchestra BWV 244 EVANGELISTA Lothar Odinius (tenore) JESUS Vito Priante (basso) ARIE, ANCILLA 1, UXOR PILATI Lenneke Ruiten (soprano) ARIE, TESTIS 1 Carlos Mena (contratenor) ARIE, TESTIS 2 Nathan Vale (tenore) PONTIFEX 1, PILATUS, PETRUS, JUDAS Borqua Quiza (baritono) ARIE, PONTIFEX 2 Christian Senn (baritono) ANCILLA 2 Saito Kaoru (soprano) Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala e del Conservatorio "G.Verdi" di Milano Maestro del Coro di Voci Bianche Alfonso Caiani Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Ruben Jais Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00) Date concerti Martedì 7 aprile 2009 ore 19.30 Mercoledì 8 aprile 2009 ore 19.30 Venerdì 10 aprile 2009 ore 19.30 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 La Passione secondo Matteo L?esecuzione di una delle grandi Passioni di Johann Sebastian Bach è da molti anni parte integrante del cartellone della Verdi nel periodo di Pasqua. In questo appuntamento l?Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi presentano la Passione secondo Matteo diretta da Ruben Jais, una composizione di musica sacra per voci soliste, doppio coro e doppia orchestra, su libretto di Picander. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo, inframezzata da corali e arie. CONFERENZA Lunedì 6 aprile alle ore 18.00 nel foyer dell?Auditorium di Milano Fondazione Cariplo si terrà la conferenza dal titolo ?Iconografia del dolore?. Interverranno Giuseppe Di Leva, librettista, Mario Marcarini, storico della musica, Flavio Caroli, storico dell?arte. Ingresso libero |
| COMUNICATO STAMPA Si informa che l?appuntamento della rassegna ?NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica? diretto dal Maestro Francesco Maria Colombo in programma domenica 5 aprile alle ore 11.00 verrà spostato a domenica 7 giugno alle ore 11.00. Il programma musicale non subirà variazioni. ?NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica? LE AVANGUARDIE ITALIANE Luciano Berio Folk-Songs, per mezzosoprano e orchestra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Mezzosoprano Gabriella Sborgi Direttore Francesco Maria Colombo |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 2 aprile 2009 ore 20.30 Venerdì 3 aprile 2009 ore 20.00 Domenica 5 aprile 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Ottorino Respighi Concerto in modo misolidio per pianoforte e orchestra Gustav Mahler Sinfonia n. 7 in Mi minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Olli Mustonen Direttore Moshe Atzmon Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 2 aprile 2009 ore 20.30 Venerdì 3 aprile 2009 ore 20.00 Domenica 5 aprile 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi Rivisitare il passato: Respighi e Mahler Debutta su podio della Verdi l’ungherese Moshe Atzmon molto conosciuto sia in ambito sinfonico che operistico. Direttore Emerito della Nagoya Philharmonic Orchestra, ha diretto le più prestigiose orchestre in tutto il mondo. Il concerto si apre con il Concerto in modo misolidio per pianoforte e orchestra di Ottorino Respighi, musicologo particolarmente devoto alla musica italiana del periodo tra il XVI ed il XVIII secolo e, in particolare, al canto gregoriano, che lasciò una traccia molto profonda sulla sua attività compositiva. Al pianoforte, ritorna ad esibirsi con la Verdi Olli Mustonen, interprete dalla tecnica strepitosa e geniale, oltre che interessante direttore (ha fondato la Helsinki Festival Orchestra). A seguire, la splendida Sinfonia n. 7 di Mahler, brano ricco di tutta la poetica mahleriana. Programma: Primo dei compositori italiani ad appropriarsi del poema sinfonico (come nelle sue opere ispirate al paesaggio e alla cultura d’Italia), Respighi iniziò la riscoperta della civiltà musicale italiana del passato al fine di rinnovare il linguaggio musicale contemporaneo. Il Concerto in modo misolidio per pianoforte e orchestra si inserisce in questo disegno e, come altre sue opere, recupera le scale modali ecclesiastiche. Il concerto, in tre movimenti, è stato composto nel 1924. La Sinfonia n. 7 di Mahler può essere considerata una rivisitazione affettuosa di tutte le esperienze musicali precedenti del compositore, nella cui straordinaria ricchezza è contenuto tutto il mondo poetico mahleriano. Una piccola casa sul lago Wörthersee fu, tra il 1900 e il 1906, l’oasi creativa di Mahler, dove nacquero nel corso di diverse estati le Sinfonie nn. 4, 5, 6 e anche la Settima. I due Notturni del secondo e quarto tempo della Settima Sinfonia, che - articolata in cinque movimenti - è caratterizzata dalla sua struttura speculare, furono composti già durante l’estate del 1904, mentre i due movimenti esterni e lo Scherzo centrale Schattenhaft (Ombroso) dovettero aspettare l’estate dell’anno seguente. Come testimonia una lettera alla moglie Alma, fu uno dei tanti viaggi in barca a remi sul Wörthersee, che permise a Mahler di finire la sinfonia nell’estate 1905: “Salii in barca per farmi portare dall’altra parte. Alla prima remata mi venne in mente il tema (o per meglio dire il ritmo e il modo) dell’introduzione al primo tempo – e entro quattro settimane il primo, terzo e il quinto movimento erano finiti.” La Settima, con il suo abbandono alla fascinazione timbrica, rispecchia appieno l’atmosfera di questo viaggio nella natura. Biografie: Moshe Atzmon è conosciuto non solo in ambito sinfonico ma anche in quello operistico. Per molti anni è stato direttore musicale all’Opera di Dortmund e ha lavorato in grandi teatri quali Deutsche Oper a Berlino, Opera di Amburgo, Opera di Basilea e Royal Danish Opera. Moshe Atzmon ha ricoperto il ruolo di direttore principale di prestigiose orchestre, quali Sydney Symphony Orchestra, Hamburg Radio Symphony Orchestra, Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra, Nagoya Philharmonic Orchestra (di cui è ora Direttore Emerito) e NHK Symphony di Tokyo. È stato nominato Direttore Ospite Principale della KBS Philharmonic Orchestra di Seoul e dell’Orchestre de Bretagne. Atzmon ha diretto nelle maggiori sale del mondo collaborando con le principali orchestre incluse Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Münchener Philharmoniker e le maggiori orchestre di Londra. Ungherese di nascita, ha iniziato la sua educazione musicale a Budapest, per continuare poi in Israele, dove è emigrato con la famiglia all’età di tredici anni. Ha studiato violoncello, corno, direzione d’orchestra e composizione alle Accademie di Musica di Tel-Aviv e di Gerusalemme e al termine degli studi è stato per diverso tempo cornista nelle orchestre professioniste. Nel 1960 ha ripreso a studiare direzione d’orchestra alla Guildhall School of Music di Londra, dove ha lavorato con Antal Dorati, e tre anni dopo ha vinto il secondo premio al Mitropoulos Conducting Competition di New York e si è aggiudicato il Premio Leonard Bernstein a Tanglewood. Nel 1964 Moshe Atzmon ha vinto il Primo Premio al Liverpool International Competition. Moshe Atzmon ha inciso prevalentemente con Deutsche Grammophon, Decca, EMI e BIS. Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna. Come pianista ha affascinato il pubblico per la tecnica strepitosa e per la genialità d’interprete. Come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra ed è Direttore Associato della Tapiola Sinfonietta. In qualità di compositore è parte di una linea di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell’arte dell’interpretazione quanto in quella della composizione ex novo. Nato a Helsinki, Mustonen ha intrapreso lo studio del pianoforte, del clavicembalo e della composizione all’età di cinque anni. Ha studiato con Ralf Gothoni e in seguito con Eero Heinonen (pianoforte) ed Einojuhani Rautavaara (composizione). Mustonen ha suonato in tutte le grandi capitali mondiali della musica, incluse Vienna, Berlino, Amsterdam, Londra, Parigi, Roma, New York e Tokyo. Si è esibito con le principali orchestre mondiali, tra cui Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, DSO Berlin, London Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Philharmonia Orchestra e Royal Concertgebouw Amsterdam. Ha collaborato con direttori quali Ashkenazy, Barenboim, Berglund, Boulez, Chung, Dutoit, Eschenbach, Harnoncourt, Masur, Nagano, Salonen e Saraste. Tra gli impegni della prossima stagione spiccano i concerti con la New York Philharmonic, Leipzig Gewandhaus, Warsaw Philharmonic e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Numerosi anche gli impegni come direttore che lo vedono impegnato in produzioni con la Helsinki Philharmonic Orchestra, con la NHK Symphony Orchestra e con la WDR Symphony Orchester di Colonia. Quest’anno inoltre Mustonen farà una lunga tournée europea con Steven Isserlis e sarà ospite del Festival di Baden-Baden che gli ha dedicato la rassegna “Artist Portrait of the year”. La sua attività di pianista e di direttore si basa sulla fondamentale esperienza di compositore. Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l’interesse di una prima assoluta e si pone di fronte all’autore trattandolo come un suo contemporaneo. Questa vocazione all’innovazione lo porta a esplorare molte aree del repertorio al di là dei canoni prestabiliti. La discografia di Mustonen si distingue per ampiezza ed eccezionale qualità. L’incisione per Decca dei Preludi di Shostakovich e di Alkan è stata premiata con l’”Edison Award” e il “Gramophone Award”. Dal 2002 Mustonen registra per Ondine Records con cui ha già pubblicato i Preludi e Fughe di Bach e Shostakovich, opere pianistiche di Sibelius, opere di Hindemith e Sibelius dove appare sia come solista che come direttore della Helsinki Festival Orchestra e una selezione di opere di Prokofiev, la Sonata n. 1 di Rachmaninov e Le stagioni di Caikovskij. Sempre per Ondine sta realizzando l’integrale dei Concerti di Beethoven nel doppio ruolo di direttore e solista. |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 28 marzo 2009 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” C’ERA UNA VOLTA Pëtr Il’ic Cajkovskij, La bella addormentata nel bosco Spettacolo di danza e musica in collaborazione con Fnasd Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Regia Arturo Cannistrà Voce narrante Nicola Olivieri Direttore Matthieu Mantanus Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 28 marzo 2009 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) La bella addormentata nel bosco uno spettacolo di danza e musica all’Auditorium di Milano L’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica, sabato 28 marzo alle 15.30, con il balletto tratto dalla fiaba La bella addormentata nel bosco di Pëtr Il’ic Cajkovskij affidato ai giovani ballerini delle scuole della Fnasd - Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza. Dal balletto il regista Arturo Cannistrà ha scelto una serie di brani significativi sia dal punto di vista musicale che da quello della narrazione, per raccontare questa bellissima fiaba, raccontata dalla voce di Nicola Olivieri. La parte musicale sarà affidata all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Matthieu Mantanus. Il compositore russo Pëtr Il’ic Cajkovskij trasse dalla favola La bella addormentata nel bosco di Perrault un balletto, scritto nel 1888-89 ed eseguito la prima volta il 3 gennaio 1890 al Teatro Marinskij di San Pietroburgo, che presto divenne famoso in tutto il mondo. Ritenuto uno dei più amati e belli tra i balletti classici, il balletto ci racconta come al battesimo della principessa, una vecchia fata che non era stata invitata alla cerimonia, faccia un sortilegio per il quale dovrà morire a 16 anni. La buona fata dei Lillà interviene modificando il maleficio in un sonno che dovrà durare 100 anni. Il giorno in cui la principessa compie 16 anni la sorte segue il suo corso, ma un secolo dopo la buona fata indica al principe la strada per raggiungere la principessa addormentata e il suo bacio la risveglia, ridonandole la vita e la felicità. Biografia: Matthieu Mantanus, direttore e pianista, è nato nel 1978 ed è di nazionalità svizzero e belga. Dopo un inizio di carriera pianistica - che lo porta a suonare a Milano con il Concertgebouw di Amsterdam - si dedica alla direzione d’orchestra, studiando a Roma con Bruno Aprea. Segue il Maestro Giuseppe Sinopoli in qualità di assistente (Wiener Staatsoper, Scala, Maggio Musicale fiorentino) e partecipa a numerosi corsi di perfezionamento, tra gli altri con Jorma Panula (Schleswig Holstein Musik Festival) e Gianluigi Gelmetti (Accademia Chigiana). Fondatore nel 2000 dell’orchestra “Giovani Solisti di Tirana”, partecipa da subito alla stagione del CIDIM Allegretto Albania, collaborando con artisti quali Massimo Quarta e Giorgia Tomassi. Con la stessa formazione si esibisce nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano per la Società dei Concerti e all’Auditorium Besso di Lugano per la Radio Svizzera. Nel 2002 collabora con l’Orchestra di Avignone dirigendo, durante il Festival, una produzione dell’Histoire du Soldat con la regia di Alain de Bock. Nel 2003 debutta sul podio dei Solisti Aquilani e fonda a Roma, insieme all’organista Giorgio Carnini, l’Orchestra Giovanile “Camerata Italica” della quale diventa direttore stabile. Nel 2004 questa orchestra inaugura in Campidoglio il Festival Mozartissimo. Nel gennaio 2005 Matthieu Mantanus inizia a collaborare con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in qualità di responsabile della rassegna “Musica e Cinema”. Dirige dal 2006 numerosi concerti in Auditorium con la Verdi, specialmente nella rassegna “Crescendo in Musica”, tra cui alcune produzioni dello Schiaccianoci di Cajkovskij, del Flauto Magico di Mozart o di El Amor brujo di de Falla. A Milano, con l’ensemble della Verdi, dirige l’Histoire du Soldat al Piccolo Teatro di Milano insieme a Luigi Maio e nel 2007, allo spazio Oberdan, la nuova colonna sonora dal vivo del film “La terribile armata”, realizzata in collaborazione con il Conservatorio di Milano. Nel 2006 gli viene affidata, nell’ambito della Fondazione, l’Orchestra Sinfonica Amatoriale “La Verdi per tutti” con la quale si esibisce regolarmente, collaborando anche con importanti artisti come il pianista Simone Pedroni. Dirige nel 2008 “La Verdi per tutti” all’interno del Carcere di Bollate, realizzando così il primo concerto di un’orchestra sinfonica in un istituto penitenziario. Nel 2009, tra gli altri impegni, tornerà sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Ravenna. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 26 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 27 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 29 marzo 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Ludwig van Beethoven Concerto n. 3 in Do minore per pianoforte e orchestra op. 37 Joseph Haydn Sinfonia n. 48 in Do maggiore Maria Theresia Richard Strauss Der Rosenkavalier, suite op. 59 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Robert Blocker Direttore Giuseppe Grazioli Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00) Date concerti Giovedì 26 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 27 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 29 marzo 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 La Vienna di Maria Teresa Torna all?Auditorium di Milano Fondazione Cariplo il Maestro Giuseppe Grazioli, da qualche anno impegnato con la Verdi nella rassegna estiva dedicata all?operetta in collaborazione con la Yale University. Il concerto si apre con il Concerto n. 3 in Do minore per pianoforte e orchestra di Beethoven, che vedrà l?esibizione di Robert Blocker, pianista internazionale ed educatore avvincente, dal 1995 Professore e Preside della Facoltà di Musica alla Henry and Lucy Moses della Yale University. A seguire due brani dedicati all?imperatrice Maria Teresa d?Austria: la Sinfonia n. 48 in Do maggiore di Haydn Maria Theresia e la suite del Rosenkavalier di Richard Strauss, opera ambientata nella Vienna Teresiana, nella quale al Settecento proposto dal testo di Hofmannsthal si sovrappone l?evocazione di un passato più recente. CONFERENZA Martedì 24 marzo alle ore 18.00 nel foyer dell?Auditorium di Milano Fondazione Cariplo si terrà la conferenza dal titolo ?La Vienna di Maria Teresa nella musica di Haydn e Strauss?. Interverranno Giuseppe Di Leva, librettista, e Giovanni Gavazzeni, critico e storico della musica. Ingresso libero Programma: Beethoven compose il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra op 37 fra gli anni 1800-1801; venne seguito pubblicamente a Vienna il 5 aprile 1803 con Beethoven al pianoforte. L?elemento più importante è che qui il compositore crea un nuovo stile, o perlomeno lo stabilisce definitivamente, con il solista e l?orchestra che si oppongono vicendevolmente con pari dignità e intensità drammatica, in un confronto sempre vivo e acceso. Vengono poste le basi per lo sviluppo del grande Concerto classico-romantico. L?incedere incisivo e incalzante costituisce un'incantevole pagina di spensierata allegria danzante con tratti di dolce serenità. La Sinfonia n. 48 in Do maggiore Maria Theresia di Joseph Haydn venne composta probabilmente nel 1773 ed eseguita il primo settembre dello stesso anno sotto la direzione del suo autore, alla presenza dell?imperatrice Maria Teresa. Caratterizzata da solennità e grandiosità nell?Allegro iniziale con oboi, corni, trombe e timpani in un tema marziale, la Sinfonia presenta molte tracce barocche, anche nell?uso abbondante dei passaggi imitativi; nell?Adagio, per contrasto, gli archi mettono la sordina e trombe e timpani tacciono. Il Finale è una delle più originali invenzioni di Haydn, la fusione degli schemi del rondò e della forma sonata. La conclusione è festosa, con tutta la maestosità delle trombe, dei corni e dei timpani. Rosenkavalier è il prodotto più riuscito della collaborazione artistica che legò Strauss al letterato Hugo von Hofmannsthal. La paternità dell?idea di una commedia musicale ambientata nella Vienna di Maria Teresa, e con riferimenti all?opera buffa italiana, è da attribuire al letterato e risale al 1909 circa. Ricevuta la convinta adesione del musicista, Hofmannsthal lavorò alacremente al progetto e Strauss compose la partitura in soli cinque mesi, tra il 1910 e il 1911. Alla prima rappresentazione, avvenuta a Dresda il 26 gennaio 1911 con la regia di Max Reinhardt, l?opera fu accolta in modo trionfale e da allora compare nei cartelloni dei teatri d?opera di tutto il mondo. Strauss tentò più volte di estrapolare dall?opera una suite di brani strumentali, ma non riuscì mai ad ottenere un risultato soddisfacente. La suite pubblicata dall?editore Boosey Hawkes nel 1945 fu realizzata, con il consenso dell?autore, dal direttore d?orchestra della New York Philharmonic Orchestra, Artur Rodzinski: un raffinato gioco di cuciture tra vari momenti dell?opera, che ha il pregio di mantenere assolutamente inalterata la strumentazione di Strauss. Biografie: Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d?orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell?Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell?Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d?Ys, Don Carlo, L?Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, L?heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L?Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E? stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l?Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ?900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l?opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l?Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E? appena stata pubblicata per l?etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano ?Quadri di Segantini? di Zandonai, realizzata con l?Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all?Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell?Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L?elisir d?amore), all?Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night?s Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all?Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Pianista internazionale, educatore avvincente, infaticabile attivista della comunità, sono solo alcune delle caratteristiche che si possono attribuire a Robert Blocker, Professore e Preside della Facoltà di Musica alla Henry and Lucy Moses-Yale University dal settembre 1995. Robert Blocker ha iniziato i suoi studi di pianoforte all?età di 5 anni, con la sua prima esibizione in pubblico due anni dopo. All?età di 15 anni ha fatto il suo debutto in orchestra al Dock Street Theater a Charleston, South Carolina. Negli anni successivi ha tenuto recital negli Stati Uniti, Europa, Messico, Cina e in alcuni paesi del Pacifico, compresi i concerti con la Beijing Symphony Orchestra, Shanghai Symphony, Houston Symphony, Monterey Philharmonic, Prague Chamber Orchestra e Daejeon Symphony. Questi concerti hanno avuto un grande successo di critica come scritto sul Los Angeles Times: ?? grande capacità e talento, disposizione virtuosistica e sensibilità musicale, momenti di grande intensità?. Il suo straordinario pianismo racchiude grandi abilità artistiche che muovono da una introspezione poetica fino a ardito virtuosismo, che gli hanno procurato un vasto consenso di pubblico. Prima del suo incarico alla Yale University, Roberto Blocker è stato Preside alla School of the Arts and Architecture all?UCLA, dove il suo impegno comprendeva incarichi accademici e impegni nell?ambito dell?arte pubblica, con l?Armand Hammer Museum of Art and Cultural Center, il Center for the Performing Arts, il Fowler Museum of Cultural History, e il Grunwald Center for the Graphic Arts. Ha ricevuto numerose onorificenze per i traguardi raggiunti sia come artista che come educatore, ad esempio il National Piano Foundation?s Artist Teacher Roster (1981), Artist-in-Residence alla South Carolina Governor?s School of the Arts (1985), Baylor University?s Outstanding Professor (1986), e State of South Carolina?s Order of Palmetto (1993). Il suo nome compare nell?elenco Who?s Who in America e International Who?s Who in Music. Diplomato alla Furman University, Robert Blocker ha ottenuto il Master of Music e il Doctor of Musical Arts in pianoforte alla University of North Texas. Tra gli innumerevoli contributi alla comunità musicale, Robert Blocker è stato Presidente della California Council of Fine Arts Deans, membro del Nominating Committee of the International Council of Fine Arts, della National Association of Schools of Music, del prestigioso Avery Fisher Artist Program e del Stoeger Prize al Lincoln Center di New York. Inoltre è stato consulente delle più importanti istituzioni ed agenzie educative e ha pubblicato numerosi articoli su prestigiose pubblicazioni in qualità di esperto della materia (The Robert Shaw Reader, pubblicato dalla Yale University Press nel 2004). Compare regolarmente in programmi televisivi e radiofonici. Nel 2000 Steinway and Sons ha affidato a Robert Blocker un ruolo molto importante nel film che commemorava i trecento anni dell?invenzione del pianoforte. Attualmente Robert Blocker è membro del Dipartimento Scuola del Governatore del South Carolina e ne presiede il Comitato Ospiti, posizione affidatagli da Richard Riley, Segretario del Dipartimento Educazione del Presidente Clinton. |
| Domenica 22 marzo 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica BRITTEN Benjamin Britten Les illuminations op. 18 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Tenore Mirko Guadagnini Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 22 marzo 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Francesco Maria Colombo e la rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica” Domenica 22 marzo 2009 alle ore 11.00 il Maestro Francesco Maria Colombo proporrà un nuovo interessante appuntamento della rassegna dedicata alla musica del Novecento con Les illuminations op. 18 di Benjamin Britten. La partitura di Britten per voce e orchestra d’archi mette in musica in sette movimenti alcune poesie e prose di Arthur Rimbaud, proposte dalla voce del tenore Mirko Guadagnini e rese intensamente originali dalla qualità visionaria d’espressione dell’autore. Britten compone Les Illuminations nel 1939 e furono eseguite per la prima volta in modo completo a Londra nel 1940. Così il compositore descrive il suo lavoro: "L’opera, nella forma attuale, è un vero e proprio tutt’uno: i brani si susseguono l’un l’altro senza interruzioni. Il carattere di tutta l’opera è difficile da descrivere perché qualunque cosa abbia a che fare con Rimbaud deve essere necessariamente enigmatica. Grosso modo l’idea è questa: Les Illuminations, come penso, sono le visioni del paradiso concesse al poeta, e spero anche al compositore. Che non è naturalmente come dire che sono visioni reali del paradiso, quanto piuttosto l’aspetto paradisiaco dei soggetti." La scelta di limitare la strumentazione alla sola orchestra d’archi rappresenta l’approfondimento di una ricerca dal sapore neoclassico portata avanti da Britten allora venticinquenne. Ma l’impatto della scrittura fa emergere immediatamente la vertiginosa carica dirompente della composizione, ben lontana da qualsiasi nostalgia preromantica. L’orchestra d’archi di Britten presenta, infatti, la più audace delle tavolozze timbriche. Ciascun incontro della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica”, della durata di circa un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografie Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con la Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. Il tenore Mirko Guadagnini è nato a Milano e ha studiato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città. Il suo repertorio spazia dalla musica barocca a Mozart agli autori del XX secolo (Stravinsky, Britten, Malipiero, Dallapiccola, Azio Corghi). Ha vinto nel 1998 il concorso As.Li.Co., in seguito al quale ha esordito nei ruoli di Learco nel Gustavo I, Re di Svezia di Galuppi a Montepulciano, Don Ottavio nel Don Giovanni, Rinuccio nel Gianni Schicchi e l’anno dopo ha debuttato con successo al Teatro Regio di Torino con il ruolo di Tom Rakewell ne The rake’s progress di Stravinsky diretto da Bruno Campanella. Seguono, sempre a Torino, Hamlet di Thomas, Fenton in Falstaff, Hortensio in Kiss me Kate di Cole Porter, e Enea nel Dido and Aeneas di Purcell al Maggio Musicale Fiorentino. Ha debuttato a Parigi ne L’Otello/Roderigo di Verdi al Teatro Châtelet sotto la direzione di Myung-Whun Chung. Ha cantato i ruoli di Paolino ne Il matrimonio segreto di Cimarosa a Montecarlo e a Torino, Itulbo ne Il Pirata a fianco di Renèe Fleming al Teatro Châtelet di Parigi, Don Ottavio al Teatro Nazionale di Praga, il Marinaio ne Le pauvre matelot di Milhaud al Teatro Rossini di Lugo, ne L’Olimpiade di Pergolesi diretta da Ottavio Dantone al Festival Pergolesi e Spontini di Jesi, in Orfeo a Cremona, Brescia e Como, e a Montpellier in una prima assoluta in tempi moderni dell’opera di Wolf-Ferrari La vedova scaltra. Nel dicembre 2003 ha preso parte all’inaugurazione del nuovo Teatro La Fenice di Venezia con Te Deum di Caldara sotto la direzione di Riccardo Muti e Petite Messe solennelle di Rossini diretta da Marcello Viotti. Nel 2004 ha debuttato al Teatro Politeama di Lecce il ruolo di Tamino in Die Zauberflöte, quello di Oronte in Alcina di Händel al Teatro Verdi di Trieste, il Conte d’Almaviva ne Il barbiere di Siviglia di Paisiello al Teatro la Fenice di Venezia, Cassio ne L’Otello di Verdi diretto da Pinchas Steinberg al Grand Théâtre di Ginevra, Il volo di notte di Dallapiccola all’Auditorium Verdi di Milano. Nel 2005 ha debuttato il ruolo di Nerone ne L’incoronazione di Poppea all’Opera di Lione con William Christie e Les Arts Florissants. Fa il suo debutto al Teatro alla Scala come Goffredo nel Rinaldo di Händel con Ottavio Dantone e la regia di Pier Luigi Pizzi. Ha cantato nel Messiah di Händel a Firenze con l’Orchestra della Toscana. Ha debuttato inoltre all’Auditorium Verdi di Milano e all’Auditorium Nacional de Madrid il ruolo protagonista de L’Orfeo di Monteverdi, ruolo che sta cantando in tournée in tutta Europa nel 2007/08 e che ha inciso per Glossa (Choc du Monde de la Musique). Nel 2006 ha cantato Oronte in Alcina all’Opera di Lione con Alessandro De Marchi e in prima esecuzione assoluta al Teatro San Carlo di Lisbona Don Ottavio ne Il dissoluto assolto di Azio Corghi su testo di Josè Saramago, ruolo che ha cantato nuovamente nel nuovo allestimento del Teatro alla Scala. Debutta inoltre il ruolo di Renaud nell’Armide di Gluck a Tel Aviv New Israeli Opera.Molto intensa anche l’attività concertistica con orchestre quali quella Scaligera, Radio France, Accademia di Santa Cecilia, Orchestra della Toscana, Accademia Bizantina, Europa Galante, Les Arts Florissants. Si dedica contemporaneamente alla musica da camera, perfezionandosi con pianisti come Irwin Gage. Ha partecipato al ciclo triennale 2005/06/07 dell’integrale dell’opera sacra di Mozart/Milano Mozartfest con l’Orchestra da camera di Mantova diretta da Umberto Benedetti Michelangeli. Ha cantato a Milano la Serenata di B.Britten con l’Orchestra Sinfonica Verdi diretta da Claus Peter Flor. Ha cantato all’inaugurazione del Maggio Musicale Fiorentino 2007 il ruolo di Emone nella nuova opera Antigone di Ivan Fedele in prima esecuzione assoluta, diretta da Michel Tabachnik e con la regia di Mario Martone. Alla Korea Opera di Seoul il ruolo di Goffredo nella ripresa della produzione di Pier Luigi Pizzi del Teatro alla Scala di Rinaldo di Händel. E’ stato invitato nuovamente al Maggio Musicale Fiorentino 2008 per il ruolo di Hippolyt nella nuova opera Phaedra di Hans Werner Henze diretta da Roberto Abbado. Ha all’attivo numerose incisioni discografiche con musiche del ‘600/’700 registrate per Chandos, Astrèe, Stradivarius e Glossa. |
| Giovedì 19 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 20 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 22 marzo 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Karol Szymanowski Concerto n. 2 per violino e orchestra op. 61 Anton Bruckner Sinfonia n. 8 in Do minore Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Natasha Korsakova Direttore Juanjo Mena Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00)> Date concerti Giovedì 19 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 20 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 22 marzo 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Un violino che sa cantare: Natasha Korsakova Con il Concerto n. 2 per violino e orchestra di Szymanowski, ritorna all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo la violinista Natasha Korsakova le cui esibizioni sono state definite dal Süddeutsche Zeitung “piacere per i sensi”. Natasha Korsakova suona un violino Panormo (1770 circa) messo a sua disposizione dalla Fondazione della Mannheimer Versicherung. A seguire, la monumentale Sinfonia n. 8 in Do minore di Anton Bruckner, nella quale il compositore austriaco amplia ulteriormente i mezzi strumentali. Torna a dirigere la Verdi lo spagnolo Juanjo Mena, Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Filarmonica di Bergen dal luglio 2008, Primo Direttore Ospite del Teatro Carlo Felice dei Genova dal 2007, che nel luglio 2009 debutterà con la Philadelphia Orchestra al Mann Center di Philadelphia. Programma: Il Concerto n. 2 per violino e orchestra di Szymanowski venne terminato nel 1933, solo qualche anno prima della sua morte (1937). La prima esecuzione avvenne a Varsavia, il 6 ottobre. In un solo movimento, senza soluzione di continuità, nel Concerto n. 2 la parte solistica dialoga in modo serrato con l’orchestra in un intenso fraseggiare lirico. La partitura è arricchita di numerosi elementi legati alla musica popolare polacca, risultato delle ricerche effettuate da Szymanowski negli anni successivi alla Grande Guerra, così come emerge anche dal suono del violino, che abbandona l’enfatico melodizzare a favore di sonorità di discendenza contadina. La prima versione della Sinfonia n. 8 fu terminata da Bruckner nel 1887: la prima esecuzione fu diretta da Hans Richter a Vienna nel 1892. Si tratta di un’opera monumentale per organico (quattro tube, otto corni e tre arpe) e per durata (80’). Nel primo tempo, secondo le parole dell’autore, “l’episodio dei corni e delle trombe rappresenta un annuncio di morte che si fa sempre più forte”. Il secondo tempo nasce come ritratto del Guter Michael, il buon tedesco, che fantastica disteso su una collina; il vastissimo adagio ha chiara ascendenza wagneriana, con cromatismi che citano quasi letteralmente il Tristano; il finale, che l’autore immaginò come raffigurazione dell’incontro tra lo Zar e il Kaiser, ha carattere solenne e militaresco e rutilanti fanfare d’ottoni. Biografie: Natasha Korsakova, definita dal Frankfurter Allgemeine “talento d'eccezione” si è subito distinta per la tecnica incredibile, il bellissimo suono e le interpretazioni accattivanti, conquistandosi - in breve tempo - un ruolo di primo piano fra i violinisti della sua generazione. Il prestigioso giornale “Süddeutsche Zeitung” ha decsritto uno dei suoi concerti “un piacere per i sensi”. La giovane violinista di origini greco-russe nasce a Mosca ed è figlia d'arte. Discendente dal compositore Nikolai Rismky-Korsakov, inizia a suonare il violino all'età di 5 anni. Studia - in primo luogo - con il nonno Boris Korsakov, ed in seguito, con il padre, il rinomato virtuoso del violino Andrej Korsakov presso la scuola del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Dopo la prematura scomparsa del padre, continua gli studi con Ulf Klausenitzer a Norimberga e con Saschko Gawriloff a Colonia, riuscendo senza difficoltà nella difficile transizione da enfant prodige ad artista adulta. Attualmente, risiede in Germania ed è ospite regolare dei festival di Ludwigsburg, Tempo Barocco di Bergamo, Liechfield, Mecklenburg-Vorpommern, Schleswig-Holstein, Bad Kissinger, Asolo Musica, Festival di Lockenhaus invitata da Gidon Kremer. Suona in alcune delle sale di concerto piú rinomate del mondo: Sala Grande del Conservatorio di Mosca, Berliner Philharmonie, Gewandhaus di Lipsia, Tokyo Suntory Hall, Kölner Philharmonie, Concertgebouw di Amsterdam, Wigmore Hall di Londra, Accademia di Santa Cecilia a Roma, Alte Oper di Francoforte. Nel 2000 partecipa a Parigi ad un concerto “galà” in onore di Dimitri Schostakowitsch su invito di Irina Schostakowitsch; nel 2004 esegue il concerto di Tschaikowsky a Berlino in occasione del 15° anniversario della “caduta del Muro”. I direttori d'orchestra con i quali ha collaborato e collabora, includono Mstislav Rostropovich, Alun Francis, Marc Soustrot, Philippe Auguin, Georg Fritzsch, John Neschling, Markus Bloch, Friedrich Haider. Nella veste di solista suona insieme all’Orquesta Filarmonica de Oviedo, la Dutch Radio Orchestra, Klassische Philharmonisch Bonn, Bayer Kammerorchester, Filarmonica di Mosca, European Union Chamber Orchestra, el’ Orquesta sinfonica de Chile. Nel 1998 è stata nominata Artista dell'anno in Cile, dove tiene ogni anno corsi di specializzazione presso l'Università di musica di Santiago. Molto apprezzata negli USA, ha suonato a New York e Chicago e ritorna nel 2009. Appassionata musicista di musica “da camera”, suona con Saschko Gawriloff, Salvatore Accardo, José Gallardo, Kira Ratner, Norman Shetler, Francoise Groben , Adrienne Krausz e Simone Soldati. Momenti salienti della stagione 2007/08 sono stati il concerto eseguito al Palazzo del Quirinale di Roma alla presenza del presidente della Repubblica italiana ed i quattro concerti presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna, eseguito, in questa occasione sul leggendario Guarnieri del Gesù, “ex-Menuhin”. Musicista curiosa, ama anche qualche incursione nel repertorio “cross-over; il 6 giugno 2008 esegue a Vienna (Karlsplatz) la “Timelight-Symphonie” diretta dal compositore e produttore austriaco Erwin Kiennast, trasmesso dalla TV austriaca la sera prima dell’inaugurazione ufficiale del Campionato europeo di Calcio. La stagione 2008/09 include concerti con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Iceland Symphony Orchestra, Philharmonisches Orchester Mainz., Orchestra del Stadttheater di Aachen, Philharmonisches Orchester Plauen-Zwieckau (Germania), North Czech Philharmonie, Orchestra dell’Arena di Verona (concerto per Violino solista ed orchestra di fiati di Kurt Weil). Nel Novembre 2008 torna a suonare in Mexico con l’OSEM (Orquesta Sinfonica dello stato del Mexico) diretta dal M° Enrique Batiz, in programma, il concerto di Dvorak. A dicembre seguono due concerti con l’Orchestra dell’Università Città del Mexico (OFUNAM) diretta dal M° Alun Francis, in programma, il concerto n. 1 di Schostakovich. Inoltre è stata invitata a far parte della Giuria del Concorso H. Szerying 2008 della città di Toluca (Mexico 17-23 /11/08). Il 30 giugno 2008 ha ricevuto il prestigioso Premio Sirmione-Catullo come Artista dell’Anno in Italia, il concerto/cerimonia della consegna è stato trasmesso da RAI 1 il 4 luglio 2008. Suona un violino Panormo (1770 circa) messo a sua disposizione dalla Fondazione della “Mannheimer Versicherung”. Juanjo Mena è uno dei direttori più interessanti della sua generazione. Ha studiato composizione con C. A. Bernaola e direzione d’orchestra con E. García Asensio e S. Celibidache, iniziando una brillante carriera artistica che lo ha portato, nel 1999, a diventare Direttore Principale dell’Orchestra Giovanile di Euskalherria e Direttore Associato dell’Orchestra Sinfonica di Euskadi. Ha diretto, tra le altre, l’Orchestra Nazionale della Spagna, l’Orchestra di Valencia, la Filarmonica di Malaga, la Filarmonica Reale della Galizia, l’Orchestra Sinfonica di Barcellona, l’Orchestra Nazionale della Catalogna, l’Orchestra de la Comunidad di Madrid, la Real Orchestra Sinfonica di Siviglia, la Staatsphilarmonie di Rheinland-Pfalz, l’Orchestra Filarmonica di Bucarest, la Arthur Rubinstein Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, la Filarmonica di Bergen, la Filarmonica de Gran Canaria, L’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra Barocca di Siviglia, l’Orchestra Sinfonica di Tenerife, l’Orchestra Sinfonica dello stato di San Paolo, l’Orchestra Sinfonica di RTVE, l’Orchestra Sinfonica del Cile, la Berner Symphonie Orchester e la Baltimore Symphony Orchestra, affrontando un vastissimo repertorio sinfonico e numerosi titoli d’opera: Der fliegende Holländer di Wagner, Salomé e Elektra di Strauss, Il castello di Barbablù di Bartok, Erwartung di Schoenberg e Le nozze di Figaro di Mozart. Tra i suoi prossimi impegni, la collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la Baltimore Symphony Orchestra e l’Orchestra Filarmonica Bergen, la direzione della Norvegian Radio Orchestra, Munchner Rundfunkorchester, Oregon Symhony Orchestra, Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, Kansas Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Indianapolis Symphony Orchestra, Utah Symphony, BBC Philharmonic e Oslo Philarmonic Orchestra. Ha appena diretto Ariadne auf Naxos di Strauss e a breve dirigerà Don Giovanni di Mozart, Madame Butterfly di Puccini e Billy Budd di Britten. Ha al suo attivo numerose incisioni con la Radio Nacional de España (RNE), Radio Televisión Española (RTVE), Euskal Irrati Telebista (EITB) e Unione Europea di Radiodiffusione (UER). Ha realizzato per l’etichetta Naxos una interessante e completa raccolta di Musica Basca a capo dell’Orchestra Sinfonica di Bilbao. Nel 2000 è stato insignito del premio "Ojo Crítico" della Radio Nacional de España per la sua brillante carriera musicale, per la sua speciale attenzione alla musica contemporanea e per la grande stima che gode nel mondo della direzione d’orchestra. Juanjo Mena è Direttore Ospite Principale dell’Orchestra Filarmonica di Bergen dal luglio 2008, Primo Direttore Ospite del Teatro Carlo Felice dei Genova dal 2007 ed è stato Direttore Principale e Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica di Bilbao dal 1999 al 2008. Infine, il 23 luglio 2009, debutterà con la Philadelphia Orchestra al Mann Center di Philadelphia con un programma interamente dedicato a Čajkovskij. |
| Giovedì 12 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 13 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 15 marzo 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Flavio Testi Canti d'amore Olga Zhuravel, soprano Altri canti d'amore (prima esecuzione assoluta) Salvatore Cordella, tenore Giuseppe Verdi Rigoletto, II atto Rigoletto, Leo An, baritono Gilda, Elena Mosuc, soprano Duca di Mantova, Salvatore Cordella, tenore Monterone, Taihwan Park, baritono Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Giampaolo Bisanti Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 12 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 13 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 15 marzo 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Musicar l’amore Concerto composito, quello proposto dal direttore Giampaolo Bisanti che affianca, in modo inconsueto e innovativo, due compositori che parlano d’amore: Giuseppe Verdi, con il secondo atto di Rigoletto (Rigoletto, Leo An; Gilda, Elena Mosuc; Duca di Mantova, Salvatore Cordella; Monterone, Taihwan Park) e il contemporaneo compositore e musicologo fiorentino Flavio Testi con Canti d’amore, due sonetti e un madrigale, per soprano e orchestra (solista, l’ucraina Olga Zhuravel). In prima esecuzione assoluta Altri canti d’amore, ancora di Flavio Testi, musica su tre sonetti di Shakespeare, per tenore e orchestra con la voce di Salvatore Cordella. Martedì 10 marzo alle ore 18.00 nel foyer dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo si terrà la conferenza dal titolo “Rigoletto: dal dramma al melodramma, da Hugo a Verdi”: lo storico della musica Mario Marcarini analizzerà l’aspetto più strettamente “musicale” del melodramma verdiano; il musicologo Alberto Cantù affronterà il tema della censura sia in Verdi sia nel dramma di Hugo; Giuseppe Di Leva, con l’ausilio di materiale audiovisivo, racconterà invece la rivisitazione più “popolare” di Rigoletto attraverso alcune versioni cinematografiche dell’opera. Programma: Canti d’amore per soprano e orchestra di Flavio Testi venne eseguito la prima volta a Milano dalla Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti il 10 novembre 2003 (la prima assoluta ebbe luogo all’Auditorium Giovanni Agnelli il 29 novembre 2001). Il referente poetico è il connotato delle scelte di Testi, in quest’opera Gaspara Stampa, poetessa cinquecentesca dal gusto molto raffinato, autrice delle Rime, dalla vita breve e amara. Canti d’amore iniziano con i versi petrarcheggianti «Arsi, piansi, cantai; piango, ardo e canto;/ piangerò, arderò, canterò sempre...». Testi dichiara di aver scelto queste rime perché sono canti d’amore “violenti ed espressivi da trasformarsi nel più aggressivo dei gesti teatrali. … Io non riesco a scrivere musica se non sono coinvolto da sentimenti e da passioni umane, e se questo vuol dire non essere attuale, accetto di non esserlo”. Rigoletto di Giuseppe Verdi è un’opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s'amuse ("Il re si diverte"). La prima esecuzione ebbe luogo l’11 marzo 1851 al Teatro La Fenice di Venezia. Centrato sulla drammatica e originale figura di un buffone di corte, Rigoletto fu inizialmente oggetto della censura austriaca. Nel dramma di Hugo erano, infatti, descritte senza mezzi termini le dissolutezze della corte francese al tempo del re Francesco I. L’opera è ambientata a Mantova nel XVI secolo: il re di Francia diventa il duca di Mantova, il protagonista Triboulet diventa Rigoletto. Intenso dramma di passione, tradimento, amore filiale e vendetta, Rigoletto offre una combinazione perfetta di ricchezza melodica e potenza drammatica e pone lucidamente in evidenza le tensioni sociali dell’epoca. Biografie: Giampaolo Maria Bisanti è nato a Milano nel 1972, dove compie i suoi studi musicali presso il Conservatorio “G. Verdi” della sua città diplomandosi con il massimo dei voti nel 1997. Nel 1998 è vincitore dello Stage per Direttori d’Orchestra tenuto dal M° Donato Renzetti presso i Pomeriggi Musicali di Milano. Ha debuttato 21 titoli operistici e diretto più di 300 concerti sinfonici tra cui anche numerose partiture d’avanguardia. Dopo numerose esperienze in realtà minori e sempre suscitando grande interesse per la sua sensibilità artistica, dalla Stagione 1999/2000 comincia la sua grande carriera internazionale. In questa stagione infatti dirige l’Orchestra Stabile del Teatro di Como e l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano con Cenerentola di Rossini e con La Bohème di Puccini per il Circuito ASLICO. Nella Stagione 2001/2002 dirige a Bassano del Grappa Oberto, Conte di San Bonifacio riscuotendo un tale successo da meritarsi il ritorno nelle successive Stagioni dell’“Opera Festival Veneto” con titoli sempre più importanti ed impegnativi, quali Madama Butterfly e Manon Lescaut di Puccini; La Traviata e Nabucco di Verdi; il dittico Cavalleria Rusticana/Pagliacci. Nel 2003 debutta anche l’opera Don Pasquale di Donizetti presso il Teatro Lirico di Spoleto. In queste Stagioni non sono mancate numerose incursioni nella direzione di balletti quali Lo Schiaccianoci di Cjakovskij presso la Tonhalle di Zurigo ed al Teatro dell’Opera di Basilea; dirige presso il Teatro Politeama Greco di Lecce Francesca da Rimini, Romeo e Giulietta e Capriccio Italiano di P.I. Cjakovskij. Ha inciso l’Histoire du soldat di I. Stravinskij per conto del noto mensile Amadeus. Nella Stagione 2005/2006 arrivano grandissimi e trionfali consensi con diversi debutti: partecipa alla versione integrale de Il Trittico di Puccini presso l’Auditorium di Milano; Rigoletto inaugurando l’Apolonia International Festival di Tirana; con l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dirige, in prima esecuzione assoluta, L’Aumento di Luciano Chailly, trasmesso in diretta da Radio-Rai. I successi del 2007 lo portano ancor più verso un ruolo di prestigio nel panorama odierno con due prestigiosissimi debutti: La Bohème a Tel Aviv alla guida di una delle più blasonate orchestre del mondo, la Israel Philarmonic Orchestra. Successivamente è avvenuto il suo debutto americano alla guida della Monterey Symphony Orchestra a San Francisco, debutto che ha suscitato un entusiasmo della critica musicale americana, che ne ha sottolineato in modo lusinghiero i meriti artistici. Il 2007 è proseguito con numerosi successi in tutti i principali teatri italiani: Otello di G. Verdi al Teatro Alighieri di Ravenna, al Teatro Goldoni di Livorno, al Teatro Sociale di Trento ed al Teatro dell’opera Giocosa di Savona; Don Giovanni a Bassano del Grappa ed al Teatro Verdi di Padova; Rigoletto al Teatro Verdi di Salerno. Anche in ambito concertistico la carriera del M° Bisanti è ricca di trionfi, con il Concerto per la Pace nel 2004 presso l’Ara Pacis di Medea, accompagnando il violinista Stefan Milenkovic; ha accompagnato il grande tenore Neil Shicoff in un recital presso il Teatro Verdi di Salerno; diversi concerti con l’Orchestra Guido Cantelli di Novara, con I Solisti della Scala, l’Orchestra de La Fenice di Venezia e, quest’anno, il concerto conclusivo della Stagione del Teatro Comunale di Bologna. Dal 2005 è direttore dell’Orchestra Filarmonica Veneta “G. F. Malipiero” di Treviso. Gli enti lirici più importanti gli affidano alcune opere, come Manon Lescaut al Teatro Massimo di Palermo; Orpheè ed Euridice con Roberto Alagna al Teatro Comunale di Bologna; Madama Butterfly per la Fondazione Petruzzelli di Bari; la Bohème al Teatro Comunale di Firenze; Ernani con la Fondazione Toscanini; Fille du Regiment a Trieste, mentre l’Orchestra della RAI di Torino gli affida un concerto della sua stagione, unico direttore italiano. Il soprano Olga Zhuravel nasce e compie gli studi di pianoforte, direzione del coro e canto lirico in Ucraina. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, tra cui il premio "Callas", debutta nel 2005 con il ruolo della Principessa Turandot al Sejong Center di Seoul in Corea (regia Katia Ricciarelli, direttore Carlo Palleschi) e con Odabella nell'Attila a Vienna con l’OpernWerkstatt (regia Paolo Trevisi, direttore Tiziano Duca). Per l’opera di Puccini ricopre la parte di Turandot nel 2006 allo Sferisterio di Macerata con la regia di Pier Luigi Pizzi e la direzione del M° Daniele Callegari. Sempre con i maestri Pizzi e Callegari ha inaugurato la stagione di “Sferisterio Opera Festival 2007” con Macbeth di Verdi di cui è stato realizzato un DVD dalla Casa editrice NAXOS. Scelta dal M° Gianluigi Gelmetti è stata Sakuntala nell'opera omonima di Alfano al Teatro dell'Opera di Roma. Nell’agosto 2006, sempre chiamata dal M° Gelmetti, interpreta dapprima il ruolo di Tosca presso l’Accademia Chigiana di Siena e in seguito, nel mese di settembre, va in tournée in Giappone con il Teatro dell’Opera di Roma per interpretare il medesimo ruolo. Nel gennaio 2008 ha debuttato al Teatro Carlo Felice di Genova il ruolo di Manon Lescaut nell’opera di Puccini con la regia di Gilbert Deflo e la direzione del M° Daniel Oren. E' stata Lady Macbeth nell’opera verdiana nella produzione dei Teatri di Trento e Rovigo diretta dal M° Giampaolo Bisanti, regia di Andrea De Rosa. Nel maggio 2008 va in tournée in Corea con lo Sferisterio di Macerata per interpretare il ruolo della Principessa Turandot al Sejong Center di Seoul (regia Pierluigi Pizzi, direttore Marco Zambelli). Nel luglio 2008 ha cantato nel grande concerto lirico-sinfonico a Pordenone accompagnata dall’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia e ha debuttato il ruolo di Abigaille in Nabucco a Vigoleno (Festival estivo della Fondazione Toscanini) diretta dal M° Will Humburg, regia di Paolo Panizza. In ottobre ha cantato a Treviso nel concerto dedicato a Puccini, accompagnata dall’Orchestra Filarmonica Veneta. Nel novembre 2008 ha inaugurato la stagione lirica del Teatro Cantero di Chiavari, debuttando nel ruolo di Violetta Valery ne La Traviata. Nel dicembre 2008 ha cantato Tosca al Teatro Nazionale di Leopoli (Ucraina) nell’ambito del Festival di Puccini. Il tenore Salvatore Cordella, nato in provincia di Lecce, si è diplomato in flauto presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce ed ha seguito, parallelamente, gli studi di canto a Firenze sotto la guida del M° Margherita Rinaldi. Dal 1999 frequenta l’Accademia “P. Grassi” di Martina Franca debuttando al 26° Festival della Valle d’Itria nell’Otello di Rossini e nel Robert Le Diable di Meyerbeer e proseguendo tale collaborazione negli anni successivi con le produzioni di La Reine de Saba di Gounoud e Ivanoe di Rossini (2001); le Due Contesse di Paisiello insieme a diversi concerti dedicati a V. Hugo (2002); Werther di Massenet e le Ultime Sette Parole di Cristo in Croce di Mercadante (2003); Salvator Rosa e Messa per l’Incoronazione di Napoleone I di Gomes, alcune delle quali incise e pubblicate su CD. Nel 2003 ha debuttato al Teatro Politeama Greco di Lecce nell’oratorio Joseph Ala Dei di De Luca e, successivamente, partecipa a numerosi concerti vocali e prime esecuzioni assolute nell’ambito della Stagione Concertistica della Fondazione I.C.O. di Lecce. Sempre nel 2003 ha debuttato presso il Teatro La Fenice di Venezia con l’Opera Il Principe Porcaro di Rota; è ritornato a Lecce, presso il Teatro Paisiello, con l’Opera Il Barone di Torreforte” di Piccinni; ha debuttato in Traviata a Torino. È stato poi Gastone nella Traviata per la riapertura del Teatro La Fenice, sotto la direzione di Lorin Maazel e nella successiva tournée in Giappone. Nel 2004 ha partecipato all’allestimento di Giorgio Strehler di Così fan tutte di Mozart, presso il Teatro Quirino di Roma. Nel 2005 debutta al Festival di Salisburgo in Traviata, diretto dal M° Carlo Rizzi; interpreta per la prima volta il ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto a Tirana; debutta al Teatro Verdi di Salerno nella Bohème di Puccini. Sempre nella stagione 2005/2006 debutta al Concertgebouw di Amsterdam come Fenton del Falstaff per poi tornare a Lecce per interpretare Don Ottavio nel Don Giovanni mozartiano. Nel 2007 debutta Pinkerton nella Madama Butterfly al Teatro Politeama Greco di Lecce ed al Teatro di Essen. Tra gli impegni della Stagione 2007/2008 ricordiamo lo straordinario successo ottenuto in Bohème presso il Teatro del Giglio di Lucca, il ritorno a Bari per Vedova Allegra e per la rarità Assassinio nella cattedrale di Pizzetti; il grandissimo consenso di pubblico e critica ottenuto per il suo debutto al Teatro San Carlo di Napoli nel Gianni Schicchi (Rinuccio) al fianco del leggendario Leo Nucci, la rivelazione della sua interpretazione di Edgardo nella Lucia di Lammermoor a Marsiglia, partner di Patrizia Ciofi. Ha debuttato con successo il ruolo di Gennaro nella Lucrezia Borgia di Donizetti a Sassari. Ha cantato inoltre La Bohéme a Novara, Mantova, Pisa, Lucca, Livorno e al Teatro Alighieri di Ravenna. Ha debuttato con straordinario successo al Teatro Regio di Torino in Lucrezia Borgia (Gennaro). Ha cantato come Duca di Mantova nel Rigoletto a Dresden e Leipzig in tournée con il Teatro Regio di Torino diretto dal M° Noseda. Notevolissimo successo ed attenzione ha suscitato il suo debutto al Festival Verdi di Parma nel ruolo di Corrado nel Corsaro di Verdi con la regìa di Lamberto Puggelli. Il baritono Leo An nasce a Seoul (Corea del Sud) nel 1978. Si diploma in canto all'Università Nazionale Coreana di Arte della sua città natale. Trasferitosi in Italia studia canto con il Maestro Pier Miranda Ferraro. E’ vincitore di numerosi concorsi in Corea, Giappone, Spagna, Austria, Germania e Italia, tra cui il concorso «Francesco Viñas» (2000, Barcellona, 3° premio), il Concorso «Voci Verdiane» di Busseto (2000, 1° premio), il concorso «Belvedere» di Vienna (2002, 3° premio), e il concorso Internazionale «Aragal» in Spagna (2004, 1° premio). A Seoul debutta nei ruoli di Marcello ne La Bohème, Guglielmo nel Cosi fan tutte, Malatesta nel Don Pasquale e nel ruolo del protagonista in Gianni Schicchi. La sua rapida carriera lo porta ad interpretare Gérmont ne La Traviata al Teatro Verdi di Busseto, nei Teatri di Pisa, Lucca, Livorno, al Festival di San Gimignano, al Luglio Musicale Trapanese, a Figuera da Foz (Portogallo), al Teatro Verdi di Sassari e a Seoul. Al Teatro Coccia di Novara è Ping in Turandot e debutta nel ruolo del Conte di Luna ne Il Trovatore che reinterpreta anche al Festival di San Gimignano e al Teatro delle Muse di Ancona. Al Teatro Coccia di Novara debutta nel ruolo di Valentine nella produzione del Faust ed è il baritono solista ne i Carmina Burana. Canta il ruolo del protagonista in Guglielmo Tell a Como, Brescia, Ravenna e Bologna, è Marcello ne La Bohème all’Opera House di Deagu, Corea, al Festival dell’Opera di Bassano del Grappa e ad Ascoli Piceno sotto la direzione di Marcello Rota ed è Alidoro ne La Cenerentola nei teatri di Pisa, Lucca e al Festival di Todi. Debutta il ruolo del protagonista in Rigoletto al Teatro Comunale di Firenze sotto la direzione di Fabio Luisi e ritorna con successo nello stesso ruolo al Teatro São Carlos di Lisbona e a Seoul in Corea. E’ Gérard in Andrea Chénier a Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia e Como, al Luglio Musicale Trapanese, al Teatro Lirico di Cagliari e a Seoul. Grande successo riscuote nel ruolo de il Marchese de Bois Doré in Lauriane di A. Machado al Teatro São Carlos di Lisbona, è Lescaut in Manon Lescaut al Teatro Lirico di Cagliari dove riscuote un personale successo anche nel ruolo di Nabucco. E’ Amonasro in Aida al Luglio Musicale Trapanese e Scarpia in Tosca al Teatro Verdi di Sassari e a Seoul, Renato in Un Ballo in Maschera al Teatro Comunale di Firenze. Tra gli impegni futuri il debutto al Festival Pucciniano di Torre del Lago con Ping in Turandot. Il soprano Elena Mosuc è nata a Iasi (Romania). Ha studiato all'Università Popolare di Arte e Canto e successivamente al Conservatorio "George Enescu" di Bucarest. Prima di concludere gli studi e in considerazione del suo talento già espresso ha debuttato come solista presso il Teatro dell'Opera della sua città natale interpretando la Regina della Notte, Lucia, Gilda e Violetta. Nel settembre 1990 ha vinto il Primo Premio al Concorso Musicale Internazionale ARD a Monaco di Baviera e nel 1991 quello di Monte-Carlo. Inoltre, nel novembre 1993 ha vinto la Borsa di Studio Europea per la Musica; nel 1995 ha ricevuto il Premio Bellini d'Oro; nel 2001 il Premio Zenatello dell’Arena di Verona e nel 2004 il Premio Verdi di Modena. Il Teatro dell'Opera di Zurigo è diventato presto la patria artistica di Elena Mosuc, dove ha interpretato la Regina della Notte, Konstanze, Donna Anna, Elisetta, Lucia, Linda, Gilda, Violetta, Luisa Miller, Elvira, Sophie, Zerbinetta, Aminta, Oberto, Musetta, Antonida, Micaëla, Marguerite, Olimpia, Antonia e Giulietta. È stata diretta da illustri maestri come Nello Santi, Plàcido Domingo, Paolo Carignani, Nikolaus Harnoncourt, Ralf Weikert, Franz Welser-Möst, Christoph von Dohnányi, Michel Plasson, Marc Minkowski, Vladimir Fedoseyev, Adam Fischer, Marcello Viotti e altri ancora. Elena Mosuc si esibisce costantemente nei più importanti teatri d'Europa (Monaco di Baviera, Dresda, Amburgo, Berlino, Vienna, Lussemburgo, Parigi, Amsterdam), ma anche in Giappone e in Cina. Inoltre, tiene regolarmente concerti come solista, diretta da illustri maestri come Sir Colin Davis, David Zinman, Michael Gielen, Fabio Luisi, Bruno Campanella e Leopold Hager. Elena Mosuc tiene numerosi concerti e serate liriche anche in patria. Durante le ultime stagioni è stata definita dalla critica più accreditata fra i soprani più espressivi e con il repertorio più vario. Cominciando con la Regina della notte ad Amsterdam, Berlino, Londra, Parigi e Roma, ha trionfato in Lucia di Lammermoor e La Traviata alla Bayerische Staatsoper di Monaco. All’Aalto Theater di Essen ha interpretato con enorme successo, in due nuove produzioni, Luisa Miller ed Elvira nei Puritani. Anche il suo debutto all’Arena di Verona nei ruoli di Gilda e di Violetta è stato accolto sia dal pubblico sia dalla critica con grande entusiasmo, prova ne è l’assegnazione del noto Premio Zenatello, quale migliore interprete della stagione. Altre tappe importanti della sua carriera sono state i suoi debutti in Les Contes d’Hoffmann (nei quattro ruoli di Olympia, Antonia, Giulietta e Stella) alla Deutsche Oper di Berlino, nei ruoli di Aminta e Timidia in Die schweigsame Frau a Zurigo, l’interpretazione della Zerbinetta alla Staatsoper di Berlino e alla fine i grandissimi successi come Donna Anna a Verona e Violetta a Venezia. Durante la stagione 2004 ha interpretato Violetta, Micaëla e Sémire (Les Boréades) a Zurigo, Gilda all’Arena di Verona, e Lucia sia a Tolosa sia a Thessaloniki con la regia di Renata Scotto. Grande risonanza hanno avuto le sue interpretazioni dei ruoli di Gilda al Teatro Regio di Parma e di Elvira alla Staatsoper di Vienna. Nel corso del 2005 ha debuttato il ruolo di Marguerite (Faust) e Amina (La Sonnambula) a Zurigo, Konstanze alla Bayerische Staatsoper di Monaco, Gilda a Tel Aviv e Musetta in una nuova produzione della Bohème sempre a Zurigo. Nella Stagione 2006/2007 ha inaugurato il Teatro Filarmonico di Verona con Traviata; ha cantato Zauberfloete e Rigoletto a Zurigo; ha debuttato il ruolo di Micaela nella Carmen all’Arena di Verona; ha cantato in una nuova produzione di Maria Stuarda a Berlino; ha inaugurato la Stagione del Teatro Verdi di Trieste con Rigoletto; ha cantato in Ariane auf Naxos a Zurigo; ha debuttato con straordinario successo di pubblico e critica Anna Bolena alla Konzerthaus di Vienna diretta da B. De Billy. Il 2007 ha segnato un altro straordinario debutto: Traviata (Violetta) presso il Teatro alla Scala di Milano diretta dal M° L. Maazel. Debutto salutato con un consenso notevolissimo di pubblico e critica. La sua discografia comprende alcuni CD come solista: “Au Jardin de mon Coeur”; “Mozart Portrait” (BMG, Arte Nova); “Zauberfloete” di Mozart diretta da G. G. Rath; “With Compliments” (arie di Händel). Il basso Taihwan Park nasce a Seoul nel 1974 e si laurea in canto all’Università di Yonsei in Corea. Si trasferisce in Europa dove, al Conservatorio di Monaco, frequenta i corsi di Lied e a Milano, all’Accademia Internazionale, frequenta il corso di perfezionamento di canto. Nel 2003 a Milano vince il 1° premio del concorso “Musica e vita”, nel 2006 è finalista al “Concorso Voci Verdiane” a Busseto e nel 2007 vince il 2° premio al “X Concorso Rosetum”. Nel 2001 in Corea a Seoul, debutta nel ruolo di Sarastro ne Il Flauto Magico di W. A. Mozart, è Piro ne I Lombardi alla Prima Crociata, Filippo in Don Carlo e Sparafucile in Rigoletto di G. Verdi, Dulcamara ne L’Elisir d’amore di G. Donizetti. Al Prinzregenten Theater di Monaco reinterpreta Sarastro ne Il Flauto magico e canta nella Messa da Requiem di G. Verdi. E’ Monterone e Sparafucile in Rigoletto, il Commendatore in Don Giovanni, Ramfis in Aida e il Dottor Grenvil ne La Traviata nei teatri della Lombardia. Al Teatro alla Scala di Milano interpreta un Ufficiale in Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk e canta in un concerto di musiche pucciniane con l’Orchestra Filarmonica della Scala diretta dal M° Chailly. Al Teatro Verdi di Sassari debutta il ruolo di Wurm in Luisa Miller, a Pisa è il Re in Aida e al Teatro Carlo Coccia di Novara e al Teatro Sociale di Mantova è Zuniga in Carmen.Tra i futuri impegni Zuniga in Carmen al Teatro alla Scala e al Teresa Carreño di Caracas diretto dal M° Dudamel. |
| COMUNICATO STAMPA Sabato 14 marzo 2009 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” NEL BOSCO Sergej Prokof’ev, Pierino e il lupo Voce recitante e ideazione scenica Bustric Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Marcello Bufalini Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 14 marzo 2009 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) Torna all’Auditorium di Milano il sorprendente Bustric Sabato 14 marzo alle ore 15.30, nuovo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica con Sergio Bini in arte Bustric, un comico magico, clownesco, trasformista e poeta della meraviglia e dell'inganno. Bustic racconterà la meravigliosa fiaba musicale Pierino e il lupo, una composizione per voce recitante e orchestra scritta dal musicista russo Sergej Prokof’ev. L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi sarà diretta dal Maestro Marcello Bufalini. Mentre Prokof’ev si trovava con i due figli al Teatro per ragazzi di Mosca, la direttrice del teatro, Natalia Satz, lo riconobbe e gli chiese di comporre qualcosa appositamente per i bambini: il musicista accettò e in appena cinque giorni si ripresentò con musica e testo pronti. Era nato Pierino e il lupo. Lo scopo dell’opera è chiaro: il brano si propone di insegnare ai bambini a riconoscere gli strumenti di un’orchestra. Ogni personaggio è rappresentato da uno strumento diverso e l’autore prescrive esplicitamente al direttore di mostrare, prima dell’esecuzione di un brano, gli strumenti ai bambini e di far suonare tutti i motivi dell’opera. Pierino è un quartetto d’archi, l’uccellino è un flauto, il nonno è impersonato dal fagotto, il gatto da un clarinetto, l’anatra dall’oboe, il lupo dai corni, i cacciatori dai legni, lo sparo del fucile dai timpani. La prima esecuzione di Pierino e il lupo avvenne alla Filarmonica di Mosca nel 1936 e a dirigere l’esecuzione fu lo stesso Prokof’ev. Bustric tesse trame di situazioni comiche, crea "squilibri" scomponendo l'ordine delle cose per vederle in modo diverso e farle crescere. La spettacolarità del suo linguaggio e la sua duttilità fisica, sorprendono il pubblico attirandolo in un gioco di pantomima, varietà, comicità, che è pura, poetica magia. Questa è la sua arte: Bustric porta in giro per il mondo la sua capacità di stupire e di stupirsi. Biografie: Sergio Bini, in arte Bustric, autore, regista, attore. Laureato alla facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Bologna. Frequenta a Parigi la scuola di circo di Annie Fratellini e Pierre Etaix e quella di pantomima di Etienne Decroux ed a Roma la scuola di Roy Bosier. Poi un periodo di studi con Jon Strasberg dell’ "Actor studio". Crea la compagnia teatrale "La compagnia Bustric" con la quale scrive e interpreta spettacoli che mette in scena usando varie tecniche: dal gioco di prestigio, alla pantomima, al canto e alla recitazione, in un ritmo narrativo che riempie le sue storie di sorprese, di cose buffe e inattese. E' un teatro “colorato e comico, a volte poetico, certamente unico”. Con i suoi spettacoli è stato in gran parte dei paesi Europei, ed anche in Somalia, Cile, Uruguay, Brasile, Argentina, America del Nord, recitando in italiano, inglese e francese. Lavora nel cinema, dove ha preso parte tanto a film da Oscar come "La vita è Bella" di Roberto Benigni, quanto a film nascosti come "Quartiere" di Silvano Agosti. Alla televisione recita in vari sceneggiati, ed è stato varie volte ospite di trasmissioni e talk show. Tra i suoi spettacoli "La meravigliosa arte dell'inganno", "Atterraggio di fortuna", "Napoleone Magico Imperatore", “Nuvolo”, e molti spettacoli musicali, dal suo originalissimo "Pierino e il lupo" di Prokofiev, a “Varieté” di M. Kagel, “Pinocchio”, “La meravigliosa storia del circo in musica”, collaborando con direttori d’orchestra come Marcello Bufalini e Sandro.Gorli, ospite dell’Orchestra Regionale Toscana, della Orchestra Verdi di Milano, dell’Accademia di S. Cecilia. Firma la regia di un "Don Giovanni" di Mozart (Colombia) ed è Ambrogio nel Barbiere di Siviglia all'Arena di Verona. E’ autore oltre che dei testi dei propri spettacoli anche della commedia "Ghiaccio in Paradiso". Marcello Bufalini è nato a Roma nel 1963; ha studiato viola e direzione d’orchestra al Conservatorio di S. Cecilia e frequentato numerosi corsi di perfezionamento in direzione d’orchestra tra i quali, nel ’93 e nel ’94, quelli tenuti all’Accademia Musicale Chigiana di Siena dai Maestri Valery Gergiev e Myung-Whun Chung. È stato frequentemente ospite di importanti complessi quali l’Orchestra della Svizzera Romanda, l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra della Radio di Monaco di Baviera, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, in sale come il Musikverein e il Konzerthaus di Vienna, il Gewandhaus di Lipsia. Nel novembre ’98 ha registrato il balletto La boutique fantasque di Rossini-Respighi con l’Orchestra Sinfonica della Radio di Lipsia. Nell’ottobre 1999 ha inaugurato con grande successo la stagione 1999-2000 dell’Opéra du Rhin di Strasburgo dirigendo un nuovo allestimento di Attila di Giuseppe Verdi. Successivamente ha diretto Il Flauto magico di Mozart al Teatro Verdi di Sassari e, nel maggio 2001, L’Arte della fuga (progetto completamente ideato da Luciano Berio) per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. |
| COMUNICATO STAMPA Domenica 8 marzo 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica AMERICA Aaron Copland Appalachian Spring, suite dal balletto Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 8 marzo 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Nuovo appuntamento con Francesco Maria Colombo e la rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica” Domenica 8 marzo 2009 alle ore 11.00 il Maestro Francesco Maria Colombo ci porterà in AMERICA, con la suite dal balletto Appalachian Spring del newyorkese Aaron Copland (1900-1990). Copland è attualmente considerato il decano dei compositori americani, creatore di uno stile proprio e singolare che risentiva di varie influenze: la musica classica, la musica contemporanea il jazz, ed una importante componente folklorica puramente americana. La partitura originale di Appalachian Spring (1945) fu composta per la coreografia di Martha Graham e concepita per un organico cameristico di soli 13 strumenti onde ottenere una sonorità particolarmente lieve. Per la Suite in programma, invece, Copland usa una vera orchestra sinfonica. Il balletto Appalachian Spring appartiene ad un periodo molto creativo del compositore, caratterizzato dal desiderio di espandere l’interesse per la sua musica ad un pubblico più vasto, e, di conseguenza, di semplificare il suo linguaggio musicale, componendo balletti e relative suite orchestrali. Appalachian Spring è una festa celebrativa di pionieri, sul finire del 1800, intorno ad una fattoria in Pennsylvania. Il brano rivela una potenza evocativa di grande efficacia: pur ignorando la «narrazione» si ha chiara l’idea dell’atmosfera che spirava nel mondo dei pionieri, della loro vita rude e semplice, e soprattutto dei paesaggi in cui vivevano. La suite orchestrale venne eseguita la prima volta dalla New York Philharmonic il 4 ottobre 1945 alla Carnegie Hall. Ciascun incontro della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica”, della durata di circa un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografie Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con la Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. |
| Giovedì 5 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 6 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 8 marzo 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Antonio Lauzurika Cuaderno de viaje Jean Sibelius Concerto per violino e orchestra in Re minore op. 47 Johannes Brahms Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 Orquesta Sinfónica de Euskadi Violino Yura Lee Direttore Andrés Orozco-Estrada Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 5 marzo 2009 ore 20.30 Venerdì 6 marzo 2009 ore 20.00 Domenica 8 marzo 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 L’Orquesta Sinfónica de Euskadi con Andrés Orozco-Estrada per la prima volta in Italia Debutta in Italia l’Orquesta Sinfónica de Euskadi, Orchestra Sinfonica Basca, una delle formazioni più importanti di tutta la Spagna, nata nel 1982 e oggi molto affermata presso il pubblico e la critica. L’Orquesta Sinfónica de Euskadi si presenta all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo con un concerto diretto dal colombiano Andrés Orozco-Estrada, che dalla stagione 2009/2010 ne sarà Direttore Musicale. In programma, Cuaderno de viaje del compositore contemporaneo basco Antonio Lauzurika (brano scritto per la tournée in Italia) che, come dice il suo autore, è un “titolo metaforico per preparare il pubblico al viaggio musicale”. A seguire, l’affascinante e virtuosistico Concerto per violino e orchestra in Re minore op. 47 di Sibelius eseguito dalla sudcoreana Yura Lee, vincitrice del prestigioso Avery Fisher Career Grant 2007, e la Sinfonia n. 1 di Brahms, indicata dal critico Hanslick come “continuatrice del sinfonismo beethoveniano”. Con questo concerto la Verdi intende sostenere e promuovere la circolazione delle orchestre europee in Italia e far conoscere al pubblico dell’Auditorium l’interessante realtà musicale dell’Orquesta Sinfónica de Euskadi. Programma: Il Concerto per violino e orchestra in Re minore op. 47 venne composto da Jean Sibelius nel 1903. In seguito all’insuccesso della prima esecuzione, Sibelius decise di apportare alcune modifiche e la nuova versione venne eseguita a Berlino con C. Halir al violino e R. Strauss alla direzione (19 ottobre 1905). La revisione non ha tuttavia menomato lo slancio e la libertà formale del primo getto; Sibelius conserva al violino la supremazia della composizione, ribadita più che insidiata dal vigore dell’orchestra. Il finale è un rondò di scalpitante, zingaresca vivacità: il solista lo imposta con ritmi spavaldi e poi con uno scintillante virtuosismo di salti acrobatici. I primi abbozzi e gran parte del primo movimento della Sinfonia n. 1 in Do minore op. 68 di Johannes Brahms risalgono al 1862. Tuttavia la composizione venne completata solo nel 1876. Il famoso critico e amico Eduard Hanslick vide nella Prima Sinfonia la legittima successione della tradizione beethoveniana e, infatti, Hans von Bülow la chiamò “la Decima” per il suo rapporto esplicito con la Nona di Beethoven, riscontrabile nella cupa monumentalità del primo movimento e nel trionfale finale, nell’orchestrazione e nell’affinità tematica con l’Inno alla gioia dell’ultimo movimento. Biografie: Orchestra Sinfonica di Euskadi Dalla stagione 2009/2010 Andrés Orozco-Estrada, Direttore Musicale, e Andrey Boreyko in qualità di Direttore Principale Ospite, formeranno la nuova Direzione Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Euskadi. Con più di 26 anni di storia, l’Orchestra Sinfonica di Euskadi si mostra come una delle formazioni sinfoniche spagnole più importanti. Si trova perfettamente inserita nel sistema culturale e sociale del Paese Basco; al momento vanta più di 7.000 abbonati, il più grande numero della sua storia, e il 92% di partecipazione alle sue attività, con una media annuale di 150.000 spettatori, il che rende l’Orchestra Sinfonica di Euskadi la più seguita come numero di spettatori nel Paese Basco. Ha effettuato numerose tournée internazionali, partecipa regolarmente a festival, completa la propria attività concertistica con programmi educativi per bambini e sviluppa un’intensa produzione discografica, concentrata principalmente sulla sensibilizzazione verso i compositori baschi. Il ragguardevole numero di oltre 150.000 spettatori è il risultato di più di 100 concerti organizzati in ogni stagione; infatti, l’Orchestra Sinfonica di Euskadi sviluppa un’attività intensa e varia, incontrando in ogni esibizione un ampio sostegno e un caloroso apprezzamento da parte del pubblico. Il suo approccio organizzativo ci fa parlare di un’orchestra molto versatile, con una grande capacità di adattarsi a ciascun programma musicale, dai concerti in abbonamento, a quelli d’opera, dai Matinées de Miramón (un ciclo di musica da camera al sabato mattina) ai Conciertos en Familia, dalle registrazioni discografiche, ai tour; e per ciascun tipo di esibizione l’Orchestra viene ospitata in diversi teatri, l’Auditorio Kursaal di San Sebastián, il Palazzo Euskalduna di Bilbao, Auditorio Baluarte di Pamplona, il Teatro Principal di Vitoria, nonché le principali sale da concerto nelle tournée internazionali. A partire dalla stagione 2009/2010 Andrés Orozco-Estrada, Direttore Musicale, e Andrey Boreyko, in qualità di Direttore Principale Ospite, formeranno la nuova Direzione Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Euskadi. Dal 2001 al giugno 2008 Gilbert Varga e Cristian Mandeal hanno condiviso la Direzione Musicale di questa orchestra, fondata nel 1982, promossa e sviluppata dal Dipartimento della Cultura del Governo Basco. Il suo primo direttore è stato Enrique Jordá, in seguito Maximiano Valdés, Mathias Kuntzsch, Miguel Ángel Gómez Martínez e Hans Graf. Nel 1997 Gilbert Varga è diventato Direttore Musicale dell’Orchestra, insieme a Mario Venzago e dal 2001 divide questo ruolo con Cristian Mandeal. Con l’Orchestra Sinfonica di Euskadi si sono esibiti i più importanti direttori e solisti, tra cui Yehudi Menuhin, Paul McCreesh, Yakov Kreizberg, Oleg Caetani, Jerzy Semkov, Lawrence Foster, Krzysztof Penderecki, Jesús Lopez Cobos, Josep Pons. In questi anni l’Orchestra è stata accompagnata da importanti solisti come Maria Joao Pires, Katia e Marielle Labeque, Bruno Leonardo Gelber, Radu Lupu, Frank Peter Zimmermann, Mischa Maisky, Antonio Meneses, Elisabeth Leonskaja, Christian Zacharias, Leonidas Kavakos, Zoltan Kocsis, Joaquín Achúcarro, Dëzso Ranki, Heinrich Schiff, Nikolaj Znaider, Maria Bayo, Carlos Alvarez, Carlos Mena, Ainhoa Arteta. Oltre ai concerti nei festival e nelle tournée in tutta la Spagna, l’orchestra vanta nel suo curriculum già dodici tournée internazionali. Ha iniziato nel 1984 e da allora vanno ricordati due tour in Sudamerica, il primo dei quali ha portato l’orchestra ad esibirsi nel 2000 al Teatro Colón di Buenos Aires, al Teatro Municipal di Santiago del Cile; il secondo, nel settembre 2007, ha segnato il debutto dell’Orchestra alla Sala Sao Paulo in Brasile, nell'ambito della stagione del Mozarteum Brasileiro, infine è tornata in Argentina. L’Orchestra di Euskadi, inoltre, è stata in Europa, con numerosi concerti in diverse sale delle principali città tedesche (Berlino, Monaco di Baviera, Francoforte, Stoccarda, Bayreuth), Austria (Vienna, Salisburgo, Linz), Svizzera (Lucerna, Zurigo, Gstaad) e Gran Bretagna. Con 26 anni di esperienza, l’Orchestra ha superato le trenta registrazioni. La sua produzione discografica contiene diversi generi e stili musicali: una raccolta di compositori baschi (Jesús Guridi, Jose Mª Usandizaga, Jesús Arámbarri, Andrés Isasi, Francisco Escudero, Pablo Sorozábal, Aita Donostia, Tomás Garbizu, Aita Madina e Juan Crisóstomo de Arriaga); un triplo CD con le opere commissionate dall’Orchestra a Carmelo Bernaola, Anton Larrauri, Ibarrondo Felix, Luis de Pablo, Francis Escudero e Rafael Castro; un disco monografico di Maurice Ravel; il primo album del baritono di Malaga Carlos Alvarez; una registrazione del cantante basco Benito Lertxundi, diverse registrazioni per l'etichetta RTVE e anche per i bambini. Ha recentemente presentato la prima mondiale dell’opera Gernika di Francis Escudero. L’Orchestra Sinfonica di Euskadi è membro dell’Asociación Española de Orquestas Sinfónicas (AEOS) sin dalla sua creazione nel 1992. Andrés Orozco-Estrada, che sarà Direttore Principale dell’Orquesta Sinfónica de Euskadi dalla stagione 2009/2010, è nato nel 1977 a Medellín (Colombia); ha cominciato a suonare il violino a cinque anni e a 15 ha diretto l’orchestra del suo Conservatorio. Nel 1992 ha cominciato gli studi di direzione d’orchestra, dal 1997 al 2003 ha continuato gli studi perfezionandosi con Uros Lajovic all’Accademia di Musica di Vienna. Nel giugno 2004, sotto il patrocinio della Wiener Festwochen, Andrés Orozco-Estrada ha diretto la Tonkünstler-Orchester Niederösterreich per i Vier letzte Lieder di R. Strauss con Eva Mei e la Quarta sinfonia di Bruckner. A seguito di questo concerto, il giornale austriaco Der Standard lo ha soprannominato “miracolo di Vienna” ed è stato nominato Direttore associato di questa orchestra per due anni. Nell’autunno 2007 Andrés Orozco-Estrada ha avuto l’incarico di nuovo Direttore principale della Tonkünstler-Orchester Niederösterreich, carica che ricoprirà dalla stagione 2009-2010 per tre anni. Nel 2005 ha debuttato con la Großes Orchester Graz “recreation”al Festival Styriarte Festival di Graz. In seguito, è stato nominato Direttore principale di questa orchestra per tre anni (2006-2008). La sua attività comprende concerti a Graz e al Styriarte Festival così come tournée. Andrés Orozco-Estrada dirige regolarmente la Bogotà Philharmonic e la Colombian National Orchestra; è stato ospite, negli ultimi anni, dei Wiener Symphoniker, Wiener Kammerorchestre, Gewandhausorchester Leipzig, Brandenburgisches Staatsorchester, Deutsches Symphonieorchester Berlin, Philharmoniker Hamburg, NDR Radiophilharmonie Hannover, Nationaltheater-Orchester Mannheim, Staatsorchester Stuttgart, Bamberger Symphoniker, Sinfonieorchester Basel, Luzerner Sinfonieorchester, e di altre prestigiose orchestre. In campo operistico, ha diretto Le Nozze di Figaro, Don Giovanni, Die Entführung aus dem Serail, Die Zaube Les Contes d’Hoffmann. Nella stagione 2008-2009 ha diretto e dirigerà a Vienna (Tonkünstler), Graz (“recreation”), Innsbruck (Tiroler Sinfonieorchester), Basel (Sinfonieorchester), Ljubljana (Slovenian Philharmonic), Düsseldorf (Symphoniker), Hanover (Staatsorchester), Leipzig (Gewandhausorchester), Bilbao e Pamplona (Orquesta de Euskadi) e Odense (Symfoniorkester). Sarà anche a Stoccarda per Die Entführung aus dem Serail. Nel sttembre 2008 ha diretto una nuova produzione de La bohème in Bogotá. La sudcoreana Yura Lee, vincitrice del prestigioso Avery Fisher Career Grant 2007, ha suonato con prestigiose orchestre quali la New York Philharmonic, Baltimore Symphony, Cleveland Orchestra, Detroit Symphony, Houston Symphony, Saint Louis Symphony, Minnesota Orchestra, San Francisco Symphony, Hong Kong Philharmonic, Tokyo Philharmonic e la Orchestre Philahrmonique de Monte-Carlo ed è stata diretta da Christoph Eschenbach, Lorin Maazel, Leonard Slatkin, Myung Whun Chung, Mikhail Pletnev fra gli altri. Nella stagione 1999-2000 ha debuttato alla Carnegie Hall con Leonard Slatkin e la National Symphony Orchestra e, in seguito, a Washington D.C. Nel 2006 ha vinto il primo premio al Concorso Leopold Mozart, il Premio Mozart, la Medaglia Mozart, il Premio del Giovane Giurato e quello del Pubblico; ha meritato, inoltre, il secondo premio al Concorso Paganini in Italia. Nella stagione 2002-2003, Yura Lee è stata nominata dal Carnegie Hall come rappresentante di ECHO (European Concert Hall Organization) per una serie di concerti per i quali si è esibita al Carnegie's Weill Recital Hall, in nuove sale europee come Wigmore Hall a Londra, Symphony Hall a Birmingham, Musikverein a Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Palais des Beaux-Arts a Bruxelles, Concertgebouw di Ámsterdam, Konserthus di Stoccolma. Nel 1997 ha ricevuto il premio “Artista debuttante dell’anno” ai premi “Performance Today”, premi dati dalla Radio Nazionale Pubblica. È invitata con regolarità ai Festival di Verbier, Caramoor, Lavinia, San Miguel de Allende e al Festival di Salisburgo. Ha suonato con Emanuel Ax, Frans Helmerson, Mitsuko Uchida, tra gli altri. Ha partecipato a programmi televisivi come Late Show con David Letterman (CNN/fN), Fox on Arts, WABC-TV a New York, KBS della Corea del Sud e ZDF Arte in Germania. È inoltre intervenuta in vari episodi della serie Oz (HBO). HA iniziato lo studio del violino a 4 anni con Namyoon Kim a Seul e il suo straordinario talento è stato riconosciuto quando, a cinque anni, ha vinto un premio al “Concorso Hankook Ilbo” di Seul. Solo due anni dopo, ha debuttato con la più importante orchestra coreana, la Hankook Ilbo, esibendosi nel Concerto n. 1 di Bruch. Dal 1994 al 2001, Yura Lee ha studiato alla Juillard School of Music con Dorothy DeLay e Hyo Kang. Nelle estati 1995-2000 ha vinto una borsa di studio alla Aspen Music School avendo suonato molte volte al Festival di Musica locale. Tra il 2001-2002 e il 2007 ha studiato all’Istituto per giovani artisti di Ravinia. Dal 2001 al 2005 ha studiato con Miriam Fired e Paul Biss all’Università dell’Indiana e al Conservatorio di Musica New England a Boston. Suona un violino Antonio Gagliano del 1779 prestatole dall’Istituto per giovani artisti di Ravinia (Chicago). |
| Sabato 28 febbraio 2009 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” CARICATURE MUSICALI Classic Buskers Il nuovo carnevale degli animali Poesie di Johnny Morris Traduzione e adattamento Francesco Montemurro Attore Nicola Olivieri Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Darrell Davison Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 28 febbraio 2009 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) “Il nuovo carnevale degli animali” dei Classic Buskers all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Sabato 28 febbraio alle ore 15.30, nuovo appuntamento della rassegna Crescendo in Musica con i Classic Buskers, due musicisti inglesi davvero speciali che porteranno all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo uno spettacolo divertente e appassionante “Il nuovo carnevale degli animali”, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Darrell Davison. Micheal Copley suona un ampio numero si strumenti a fiato, più di trenta tra flauti traversi, flauti di pan, ocarine; Ian Moore, oltre che cantare, suona due fisarmoniche, una rosa e un'altra gialla! Accompagnati dalla Verdi, si produrranno nei loro bizzarri arrangiamenti di brani famosi di Rossini, Musorgskij, Bizet, Schubert e altri. Il repertorio è immediatamente accessibile al grande pubblico e verrà eseguito con strumenti inusuali a ritmi inaspettati. Scarpe da tennis, frac, una sciarpa rossa alla cintura, i due musicisti di questo incredibile duo hanno arrangiato e scombussolato in maniera spumeggiante una sorprendente serie di celebri pezzi di tutti i generi musicali eseguiti con funambolico virtuosismo e contagiosa allegria. I Classic Buskers hanno il dono di comunicare al pubblico la loro passione per la musica classica nei due migliori modi possibili: il virtuosismo e la risata. Il pubblico, oltre che educato, sarà molto divertito dopo un concerto e questo è il loro segreto! I Classic Buskers hanno fatto spettacoli in più di 20 paesi e in 15 lingue straniere; sono stati a Londra, Lione, Parigi, Potsdam, Toronto, Tokyo, Vienna, Valencia e in molti altri luoghi come il National Arts Centre di Seoul, il Mozarteum di Salisburgo, la Royal Albert Hall di Londra, il Cankarejev Dom di Lubiana, la Free Trade Hall di Manchester e il Teatro Manzoni di Milano. I Classic Buskers hanno sviluppato un ampio repertorio di brani con orchestra. Recentemente hanno collaborato con Deutsche Radio Philarmonie, la Tokyo Philarmonic e la BBC Concert Orchestra. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 26 febbraio 2009 ore 20.30 Venerdì 27 febbraio 2009 ore 20.00 Domenica 1 marzo 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Franz Liszt Héroïde Funèbre, poema sinfonico S 102 Orpheus, poema sinfonico S 98 Mazeppa, poema sinfonico S 100 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Martin Haselböck Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 26 febbraio 2009 ore 20.30 Venerdì 27 febbraio 2009 ore 20.00 Domenica 1 marzo 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Haselböck torna alla Verdi con Liszt e Beethoven Concerto romantico per la Verdi diretta da Martin Haselböck, artista che gode di fama internazionale sia come direttore d’orchestra che come organista; torna all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo con la Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 di Beethoven e i poemi sinfonici Héroïde funèbre, Orpheus e Mazeppa di Liszt. Dal 2005 Martin Haselböck è stato nominato Direttore Musicale della Musica Angelica Baroque Orchestra di Los Angeles e, dal 2007, Direttore Artistico e Musicale del Operafestival Burgarena Reinsberg. Programma: Il poema sinfonico Héroïde funèbre di Liszt venne eseguito la prima volta a Breslavia il 10 novembre 1857. Nel 1830 il compositore aveva cominciato a progettare una Sinfonia rivoluzionaria che però rimase allo stadio di abbozzo. In seguito ai movimenti rivoluzionari del 1848 riprese quell’idea con l’intenzione di farne una nuova e ampia partitura in cinque movimenti, ma ne completò solamente uno nell’ottobre 1849. Quel troncone venne così incluso nel ciclo dei poemi sinfonici e fu infine sottoposto a revisione tra il 1854 e il 1856. Il pezzo è concepito in forma di lunga riflessione sul dolore, unica, vera costante dell’esistenza umana. Il poema sinfonico Orpheus venne eseguito la prima volta a Weimar il 16 febbraio 1854. Nell’inverno 1853-54 Liszt era impegnato nella direzione di Orphée et Eurdice di Gluck al Teatro di Corte di Weimar. Per quest’occasione decise di comporre un preludio orchestrale all’opera, col cui stile musicale, tuttavia, nulla ha a che fare. L’intento del musicista era piuttosto di natura simbolica. Dopo aver messo a punto la partitura, aggiunse un programma nel quale legava il brano ad un vaso etrusco conservato presso il Louvre e raffigurante Orfeo immerso nel suo canto e nel suono della sua lira. Il mitico personaggio diviene simbolo dell’arte tutta, che deve lenire il feroce istinto insito sia nell’animo di ciascun singolo individuo, sia nella società tutta. Liszt vuole, dunque, porre in risalto il potere etico della musica, e dell’arte in generale, in grado di svolgere una funzione civilizzatrice nei confronti dei brutali istinti umani. Il poema sinfonico Mazeppa, eseguito la prima volta a Weimar il 16 aprile 1854, si rifà all’omonimo poema di Hugo, premesso alla partitura. Liszt non è interessato a ripercorrere la vicenda dell’eroe, nobile polacco condannato per aver amato la moglie di un conte ad essere attaccato ad un cavallo, lanciato nella steppa che lo condurrà fino in Ucraina, dove venne trovato dai cosacchi dei quali divenne il condottiero. Il compositore vuole piuttosto esprimere attraverso la musica il senso del lavoro di Hugo e cioè la necessità di passare attraverso la sconfitta per raggiungere il trionfo: «Egli corre, vola, cade e si fa re!» scrive il poeta francese. Ciò gli consente di mettere in atto quel dualismo lamento-trionfo che tanto amava e che ritroviamo in diversi lavori. Il poema sinfonico riprende il quarto degli Studi trascendentali, che porta lo stesso titolo e che fornisce il materiale per la prima metà del nuovo brano. I primi abbozzi della Sinfonia n. 5 di Beethoven risalgono al 1795, ma la prima ebbe luogo solo nel 1808 al Theater an der Wien, in un concerto in cui vide la luce anche la successiva Pastorale. La sinfonia, aperta dalla celebre epigrafe di cui l’autore avrebbe detto (il condizionale è d’obbligo): “Così il destino bussa alla porta” suscitò immediatamente enorme impressione: Goethe scrisse nel 1830: “E’ enorme, è assolutamente folle! Ci sarebbe da temere che la sala crolli!”. Vertice del repertorio ed immagine canonica del sinfonismo ottocentesco, la Quinta rappresenta un severo banco di prova per qualunque compagine orchestrale. Biografia: Martin Haselböck gode di fama internazionale sia come direttore d’orchestra che come organista. Nel 1986 ha fondato la Wiener Akademie, orchestra che suona su strumenti d’epoca e che ha un regolare ciclo di concerti al Musikverein di Vienna. L’Orchestra si esibisce nelle grandi sale concertistiche d’Europa, Giappone e Nord America ed è ospite d’importanti festival; è stato “Artist in Residence” della Kölner Philharmonie, Suntory Hall Tokyo e del Würzburg Mozart Festival. Dal 2005 Martin Haselböck è stato nominato Direttore Musicale della Musica Angelica Baroque Orchestra di Los Angeles, con la quale ha eseguito concerti a Los Angeles e tournée di grande successo negli Stati Uniti, Messico e Europa. Per il 2008 ha in programma un progetto che coinvolge John Malkovich. Martin Haselböck viene regolarmente invitato dalle maggiori formazioni orchestrali europee, tra cui la Wiener Symphoniker, Gewandhausorchestra, Konzerthausorchester Berlin, Dresden Philharmonic, Hungarian Philharmonic, Czech Philharmonic Orchestra, Vlaamse Filharmonisch Orkest, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Pittsburgh Symphony, San Francisco Symphony, Detroit Philharmonic, Toronto Symphony e St. Paul Chamber Orchestra. Dopo il suo debutto lirico nel 1986 al Händel-Festival di Göttingen, Martin Haselböck ha avviato una carriera di successo anche in ambito lirico. In Germania ha diretto molte opere di Mozart su strumenti d’epoca. Nel 1991 il suo Don Giovanni ha vinto il Premio Mozart di Praga. Dal 2000 viene invitato con la Wiener Akademie Orchestra per produzioni liriche (tra cui Radamisto di Händel e Die Feuersbrunst di Haydn), dal Festival di Salisburgo, Wiener Festwochen, Schwetzingen Festival. E’ stato inoltre chiamato alla Köln Oper per La Cifra di Salieri, e alla Hamburgische Staatsoper per Alcina e Radamisto di Händel. Dal 2007 Martin Haselböck è il Direttore Artistico e Musicale del Operafestival Burgarena Reinsberg. La discografia di Martin Haselböck supera le ottanta registrazioni e spazia da Bach ai compositori contemporanei. Molte sue incisioni hanno vinto premi prestigiosi come il Deutschen Schallplattenkritik, il Diapason d’Or e l’Hungarian Liszt Award. Tra le uscite più recenti: la Sinfonia n. 1 di Bruckner su strumenti d’epoca con la Wiener Akademie per l’etichetta Capriccio, Acis & Galatea di Händel con Musica Angelica per Capriccio e Don Giovanni di Mozart per Novalis. Martin Haselböck vanta il titolo di Organista della Corte di Vienna e ha vinto importanti premi in concorsi internazionali riservati all’organo. Dopo gli studi a Vienna e Parigi, la sua fama di organista è esplosa e direttori d’orchestra prestigiosi, tra cui Claudio Abbado, Lorin Maazel, Riccardo Muti e Horst Stein, lo hanno voluto per concerti nelle più importanti sale d’Europa e Stati Uniti. Ha registrato da solista più di 50 CD, compresa l’integrale delle opere per organo di Liszt. Ha eseguito in prima mondiale le opere per organo di Ernst Krenek, Alfred Schnittke e Christóbal Halffter. |
| mercoledì 25 febbraio 2009 ore 20.30 1909-2009 SERATA FUTURISTA da un'idea di Giacomo Properzj con Philippe Daverio pianoforte Daniele Lombardi Francesco Balilla Pratella, La Battaglia da La Guerra op.32 Franco Casavola, Tango Viola da Cabaret Epilettico Silvio Mix, Profilo sintetico musicale di Marinetti Silvio Mix, Omaggio a Stravinskij Aldo Giuntini, Le Macchine Il Mare da Sintesi Musicali Futuriste Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto mercoledì 25 febbraio 2009 ore 20.30 Biglietti Euro 15,00/20,00 (il biglietto è comprensivo del volume “Breve storia del Futurismo” di Giacomo Properzj - ed. Mursia) Omaggio al Futurismo con Philippe Daverio Mercoledì 25 febbraio alle ore 20.30 all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Philippe Daverio, con panciotto, pantaloni rosa e giacca di tweed, sarà il deus ex machina della “Serata Futurista”, un evento speciale dedicato anche alla musica dell’avanguardia delle avanguardie, il Futurismo, che ha fatto scuola nell’Europa d’inizio ‘900. Prendendo spunto dal volume “Breve storia del Futurismo” di Giacomo Properzj, Philippe Daverio racconterà agli spettatori cosa è stato il Futurismo e quali sono state le sue radici culturali e politiche. Come si sa, la tesi da lui sostenuta è che il Futurismo è stato un fenomeno mondiale fino al 1914; dopo questa data, che coincide con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il movimento si è annullato nella guerra stessa, dai futuristi tanto auspicata. Ma, in poco più di quattro anni (a partire dalla pubblicazione del primo manifesto di Filippo Tommaso Marinetti pubblicato il 5 febbraio 1909 sulla Gazzetta dell’Emilia, e apparso il 20 febbraio sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro), il Futurismo fu un originalissimo movimento culturale che si diffuse in tutta Europa ed ebbe a Milano, prima volta nella storia, il suo organico centro d’irraggiamento. Il prolungamento postbellico della guerra del ’14, non fu altro, poi, che una minestra riscaldata. Respinto dagli altri movimenti europei, come il dadaismo ed il cubismo, organicamente inserito nel sistema fascista e sempre meno significativo anche sul piano che l’aveva maggiormente caratterizzato, cioè le arti figurative, il Futurismo seguì una sua lenta curva discendente. Di questa rapida ascesa, ma ineluttabile decadenza, Daverio darà conto servendosi non solo di foto e filmati dell’epoca, ma anche dell’aiuto del Maestro Daniele Lombardi, pianista e compositore, che per molti anni ha lavorato sulla musica delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento, eseguendo in prima esecuzione moderna autori ingiustamente dimenticati e specialista in musica futurista. Daniele Lombardi presenterà al pubblico alcuni brani composti dai maggiori autori futuristi, tra cui Francesco Balilla Pratella, Franco Casavola, Silvio Mix e Aldo Giuntini. Biografie: Daniele Lombardi, compositore, pianista e artista visivo, di grande notorietà internazionale per il suo particolarissimo repertorio, ha compiuto un vasto lavoro sulla musica delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento, eseguendo in prima esecuzione moderna un grande numero di composizioni di musica futurista italiana e russa, autori come George Antheil, Leo Ornstein, Alberto Savinio, Alexandr Mossolov, Arthur Vincent Lourié. L'interesse musicologico che ha sotteso questo impegno lo ha portato a realizzare anche vari scritti, come "Il suono veloce - Futurismo & Futurismi in musica" (Milano 1996, Ricordi-Lim). Esperto anche nella grafia musicale contemporanea e prassi esecutiva (si ricordino i volumi Spartito Preso, Firenze 1981 Vallecchi, Scrittura & Suono, Roma 1984, Edipan), Lombardi ha nel suo vasto repertorio molta musica scritta negli ultimi decenni e molte composizioni sono a lui dedicate. Daniele Lombardi ha da sempre avuto un profondo interesse per una idea multimediale dell'arte. La doppia formazione di studi musicali e visuali lo ha posto in una dimensione che ingloba segno, gesto e suono in una sola idea di percezione molteplice, tra analogie, contrasti, stratificazioni e associazioni. Dal 1969 ha prodotto disegni, dipinti, computer graphics, video etc., che sono frutto della transcodifica in immagini di un pensiero musicale, come una visualizzazione di energie che stanno a monte del suono stesso, come potenziale divenire. Ha proposto queste, che definisce Notazioni di fatti sonori che l'esecutore ricrea nella propria immaginazione, alla meditata contemplazione silenziosa del normale pubblico abituato ad ascoltare musica ai concerti, per la prima volta al Festival Autunno Musicale di Como del 1972 (Ipotesi di teatro metamusicale). Da queste esperienze di allora alla attuale realtà virtuale, Lombardi è convinto che l'espressione visiva si unisca a quella sonora in modo inscindibile e la sua ricerca spazia tra visioni astratte interiori e l'idea di un impatto sulla quotidianità, tra il ready-made e il miraggio, come nel recente lavoro La luce, melologo su testi di Pier Paolo Pasolini, dove compaiono, come sfondi sonori, rumori di ambienti registrati da alcuni film di Pasolini. In Mitologie i quattro brani per pianoforte vengono eseguiti mentre un microfono manda il segnale a uno schermo a cristalli liquidi che modifica lo spettro cromatico su uno schermo, in tempo reale (Hans Jodl, Universita Kaiserlautern). Nel Primo Concerto per pianoforte e orchestra (S. Petersburg 1988, Spivakov, Lombardi, Virtuosi di Mosca) e in Impromptwo (Colmar 1993, Spivakov, Virtuosi di Mosca), ha utilizzato lasers con fibre ottiche che visualizzano il gesto esecutivo del movimento dell'arco. In Il violino di Antonia un brano per ensemble accompagna un suo video, mentre Atalanta Fugiens (Rimini, Rocca Malatestiana, Milano, Castello Sforzesco 1990), è un enorme lavoro per 50 fonti sonore, 50 sculture e 50 brevi testi che rileggono l'omonimo libro d'alchimia di Michael Majer (1617). Ha scritto alcune opere nella forma di mixed media: Faustimmung (Firenze 1987, G.A.M.O., Spedale degli Innocenti), Amor d'un'ombra e gelosia d'un'aura (Roma 1988, Teatro Ghione), L'ora alata (Celle 1992). Lombardi esegue anche alcuni programmi di sue composizioni per pianoforte, e spesso i suoi recital pianistici presentano inusitati profili che storicamente collegano autori romantici come Chopin o Heller a musiche di oggi. Presente in numerose importanti sedi concertistiche e festival come il Maggio Musicale Fiorentino, la Biennale Musica di Venezia etc. ha suonato in varie parti del mondo, anche per svariate emittenti radiofoniche e televisive. Ha diretto per alcuni anni a Roma il festival Nuova Musica Italiana e Nuova Musica Internazionale (Coop. La Musica, RAI); ha fondato e diretto con Bruno Nicolai la rivista di musica contemporanea 1985 La Musica e si è occupato anche delle linee di programmazione artistica della Casa Editrice Musicale Edipan. Nel 1998 è stato il primo artista invitato dallo SMAC (Sistema Metropolitano per l'Arte Contemporanea) a documentare per la Regione Toscana con esposizioni e concerti il suo lavoro multimediale, a Prato (Museo Pecci), Pistoia (Museo Fabroni) e Firenze (esecuzione delle Due Sinfonie per 21 pianoforti nel Cortile degli Uffizi). Ha inciso numerosi CD (Col Legno, Arte Nova, Edipan, Musica & Immagine, Nuova Era, Cramps etc.) e insegna pianoforte al Conservatorio "G.Verdi" di Milano ALDO GIUNTINI Nato a Carrara nel 1896, morì a Modena nel 1969. Scrisse molti brani sintetici per pianoforte dal titolo Sintesi Musicali Futuriste; dopo un primo fascicolo, pubblicato a Carrara nel 1928 (Helios), restano molto più interessanti sintesi come Il Mare, Angoscia a tremila metri o Le macchine, pubblicata in Stile Futurista insieme al Manifesto dell’aeromusica (Torino, a.I n.2, agosto 1934). In un articolo su Futurismo - Aerovita (a. III, n. 66, 1 maggio 1934), Marinetti ne cita alcune altre a tutt’oggi disperse, mentre se ne possono ascoltare alcune in un raro disco a 78 giri che realizzò con Giuntini (Columbia 1931). Partecipò al “Canzoniere futurista amoroso guerriero” (Savona 1943, Ist. grafico Brizio) con composizioni per canto e pianoforte come Fuor dai dotti orizzonti, su testo di Marinetti: disegnata da Acquaviva, la musica assume un curioso aspetto, con note triangolari come piccole bandierine. A metà degli anni Trenta andava sperimentando uno strumento per produrre della musica microtonale, che chiamò Iperfonio, specie di pianoforte a due tastiere accordate alla distanza di un quarto di tono e amplificato con la possibilità di controllare mutazioni di volume mediante una pedaliera. Fu estensore di vari manifesti, tra i quali il più importante è il Manifesto futurista dell’aeromusica - sintetica geometrica e curativa (in Stile Futurista, a.I, n. 2, Torino, agosto 1934), nel quale esponeva tra l’altro, i principi basilari di: 1. Massimo slancio; 2. Massima intensità; 3. Massima varietà; 4. Massimo dinamismo; 5. Massima brevità. SILVIO MIX Nato a Trieste il 30 dicembre 1900 (il padre si chiamava Riccardo Micks, di origine ungherese, la madre Erminia De Re), alla vigilia della prima guerra mondiale si trasferì a Firenze con la famiglia, dove cominciò a partecipare alle serate futuriste che venivano a volte organizzate al Salone Materazzi in via Martelli, da Botto in via Cavour o alla prima Galleria Permanente Futurista che l’editore Ferrante Gonnelli aveva aperto. Nel 1921 scrive, insieme con Franco Casavola, le musiche per gli spettacoli del Teatro della Sorpresa di Francesco Cangiullo. Nel 1924 compose il balletto Psicologia delle macchine e Bianco e Rosso. Sono del 1926 le musiche di scena di L’angoscia delle macchine, dramma di Ruggero Vasari, e in quegli anni compose anche le musiche per il balletto Cocktail di Marinetti e quelle per L’estasi di Santa Teresa di Vittorio Orazi, brani pianistici che tentavano una trasposizione sonora di quadri di Antonio Marasco e di Enrico Prampolini, ed un Quartetto in tre movimenti: Preludio, Notturno e Scherzo. Di ritorno da Parigi, dove viveva da molti mesi non in buone condizioni di salute, Mix morì a Gallarate nel 1927, lasciando un notevole numero di composizioni molte delle quali fino ad oggi mai più eseguite. FRANCO CASAVOLA Nato a Modugno (Bari) nel 1891, morì a Bari nel 1955. Fu allievo anche di Respighi a Roma e sviluppò una particolare sensibilità nella strumentazione per grande orchestra. Dal 1920 aderì al futurismo e scrisse alcuni manifesti: La musica futurista (Milano 1924, L’Ambrosiano), Le sintesi visive della musica, le versioni scenico plastiche della musica etc.(Roma 1924). Autore di opere come Il Gobbo del Califfo (1929), balletti futuristi come Anihccam del 3000 (1924), La danza dell’elica (1924), Cabaret epilettico (1925) e Fantasia meccanica (1925), fu anche un importante teorico e forse l’unico musicista italiano che sosteneva in quegli anni la validità del jazz. Scrisse il volume Avviamento alla pazzzzia (poema-romanzo con prefazione di F.T.Marinetti, Milano 1924, Ed. futuriste di Poesia). Nel 1924 Franco Casavola e Silvio Mix furono i musicisti che parteciparono alla tournée del Nuovo Teatro Futurista. FRANCESCO BALILLA PRATELLA Nato a Lugo di Romagna nel 1880 morì a Ravenna nel 1955. Allievo di Pietro Mascagni aderì nel 1910 al Futurismo e scrisse i tre manifesti teorici: 1. Manifesto dei musicisti futuristi (Milano 1910, Ed. futuriste di Poesia); 2. Manifesto tecnico della musica futurista (Milano 1911, Ed. futuriste di Poesia); 3. La distruzione della quadratura (Bologna 1912, Bongiovanni). Autore dell’opera La Sina ‘d Vargoun, raro esempio di recupero delle tradizioni popolari, con un testo in dialetto romagnolo scritto da lui stesso, fu autore dell’opera in tre atti L’aviatore Dro, che secondo una sensibilità futur-espressionista, sviluppa la tematica aviatoria, adottando in scena anche gli intonarumori di Luigi Russolo. Si dedicò ad una lunga attività di didatta e di saggista, collaborando anche con le riviste fiorentine Lacerba e L’Italia Futurista. |
| Giovedì 19 febbraio 2009 ore 20.30 Venerdì 20 febbraio 2009 ore 20.00 Domenica 22 febbraio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Giuseppe Verdi Messa da Requiem Chiara Taigi, soprano Maria Josè Montiel, mezzosoprano Francisco Casanova, tenore Giorgio Surian, basso Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 19 febbraio 2009 ore 20.30 Venerdì 20 febbraio 2009 ore 20.00 Domenica 22 febbraio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 Wayne Marshall sul podio per il Requiem di Verdi Atteso appuntamento con la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Verdi, con la quale la Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi vuole ricordare il Maestro Romano Gandolfi, figura insostituibile di musicista, nell’anniversario della sua scomparsa. Il Maestro Gandolfi è stato fondatore, nel 1998, del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, che ha seguito come Direttore con grande passione e dedizione. Il legame con il Coro Verdi non era solo musicale, ma intriso di umanità e amicizia, di amore assoluto verso il fare musica insieme, come traspariva in ogni esibizione diretta dal Maestro. La Messa da Requiem, composta in memoria di Alessandro Manzoni ed eseguita per la prima volta nella chiesa di San Marco a Milano nel 1874, viene riproposta per la direzione di Wayne Marshall, Direttore Principale Ospite della Verdi, con Chiara Taigi (soprano), Maria Josè Montiel (mezzosoprano), Francisco Casanova (tenore), Giorgio Surian (basso). Martedì 17 febbraio alle ore 18.00 nel foyer dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, il concerto sarà presentato dalla scrittrice e giornalista Marta Boneschi, dal librettista Giuseppe Di Leva e dallo storico della musica Mario Marcarini. Al centro dell’incontro, insieme ai caratteri musicali e storici del Requiem, saranno i rapporti intellettuali e umani fra Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni e il ruolo che essi esercitarono nella Milano del Risorgimento e dei primi anni dell’unità d’Italia, come simboli e alfieri del sentimento e delle aspirazioni nazionali. Programma: La morte di Alessandro Manzoni il 22 maggio 1873 lasciò un segno nell’anima di Giuseppe Verdi, che decise di comporre “qualcosa che possa onorare la sua memoria”. Nasceva così la sua Messa da Requiem, eseguita per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Chiesa di S. Marco a Milano sotto la direzione dello stesso compositore; del cast vocale facevano parte, tra gli altri, il soprano Teresa Stolz e il mezzosoprano Maria Waldmann che due anni prima avevano interpretato, rispettivamente, Aida e Amneris nella prima italiana di Aida alla Scala. Per questa partitura Verdi utilizzò il “Libera me” composto pochi anni prima per una Messa per Rossini alla quale egli aveva lavorato insieme ad altri compositori per onorare la scomparsa del musicista pesarese, apportandovi solo pochi ritocchi. La prima riscosse unanimi consensi presso il pubblico italiano, mentre alcune perplessità suscitò nella critica straniera, tedesca in particolare, che però nel corso del tempo rivide le proprie posizioni e riconobbe al Requiem quella forza di suggestione che da allora continua ad affascinare. Biografie: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Cherubini, L’Accademia di Santa Cecilia di Roma sino all’incarico di direttore principale ospite presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella prossima stagione debutterà alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari e tornerà a Bologna, Milano e Roma; infine dirigerà per la seconda volta il Concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los Angeles con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei e nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth. |
| Domenica 22 febbraio 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica GERSHWIN George Gershwin, Rhapsody In Blue (Organico jazz originale) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Giuseppe Gullotta Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 22 febbraio 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Nuovo appuntamento con la rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica” Domenica 22 febbraio 2009 alle ore 11.00 il Maestro Francesco Maria Colombo presenterà un vero classico del Novecento americano, Rhapsody In Blue per pianoforte e orchestra di George Gershwin. Al pianoforte Giuseppe Gullotta, fra i vincitori di numerose manifestazioni pianistiche internazionali tra cui il Premio Cusi nel 2006 e la Rachmaninov Competition nel 2005. Scritta tra il 1923 e il 1924 su commissione di Paul Whiteman, direttore della Palais Royal Orchestra, Rhapsody In Blue venne eseguita per la prima volta nello stesso anno con Gershwin al pianoforte e alla presenza in sala di Stravinskij, Heifetz, Rachmaninov e Kreisler. Il brano ebbe subito un grandissimo successo. Rhapsody In Blue unisce elementi del jazz e le forme della grande tradizione sinfonica europea. Il compositore la vide come “una specie di caleidoscopio musicale dell’America, con il nostro miscuglio di razze, il nostro favoloso brio nazionale, i nostri blues, la nostra follia metropolitana”. Come il Concerto in Fa e An American in Paris, anche la Rhapsody è in un solo movimento. La tonalità di riferimento è Si bemolle maggiore, l’andamento complessivo richiama quello di uno scherzo classico. Anche la struttura generale, tripartita, proviene dalla tradizione “colta”; ma il “glissando” iniziale del clarinetto precisa immediatamente il carattere jazzistico del brano, che per tutta la durata si muove con accattivante ambiguità lungo questo doppio binario. Seguono due temi, ricco di abbellimenti il primo, dal ritmo martellato il secondo, che con abili trasformazioni si incastrano l’uno nell’altro. Inatteso, si leva un altro tema, lirico, dall’andamento blues e con una scrittura pianistica di carattere improvvisativo; apparentemente estranea, la nuova idea è in realtà il frutto di un’abile combinazione di elementi melodici del primo tema e ritmici del secondo. Il finale è caratterizzato da una ripresa dalle sonorità piene, brillanti e si chiude con la riproposta a pieno organico del glissando d’apertura. Ciascun incontro della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica”, della durata di circa un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografie Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con l'Orchestra Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. Giuseppe Gullotta, pianista siciliano ha effettuato più di 100 concerti in tutto il mondo. Si è diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano col massimo dei voti e lode e attualmente segue, sempre presso lo stesso conservatorio, l’ultimo anno del Biennio di Specializzazione ad indirizzo concertistico. Contemporaneamente frequenta il secondo anno di “Master di Alto Perfezionamento” presso l’Accademia Santa Cecilia di Roma con il M. Perticaroli. Si è esibito in importanti sale, tra cui la Swope Hall di West Chester, Steinway Hall di Londra, Salle Cortot di Parigi, Dworku di Dusnikj Sdroj all’interno del Festival Chopin, Ateneo Romano di Bucarest, Auditorium di Lugano, Sala Verdi e Sala Puccini di Milano, Auditorium Parco della Musica di Roma, Conservatorio Monteverdi di Bolzano. Ha tenuto una tournée in Ucraina dove ha suonato nella stessa sera il secondo e il terzo concerto di Rachmaninov. Ha suonato in importanti teatri italiani, tra cui il Teatro Comunale di Treviso, Teatro le Ciminiere di Catania, Teatro Margherita di Caltanissetta, Teatro di Grosseto, Teatro Curci di Barletta, Teatro Tito Schipa di Lecce ed ha tenuto concerti per associazioni ed istituzioni musicali nelle città di Torino, Jesi, Pesaro, Taormina, Viareggio, Gallipoli, Catania, Messina, Venezia, Stresa, Ischia, Verona, Teramo, Sulmona, Ravenna e numerose altre città d’Italia. Collabora stabilmente con l'Associazione Dino Ciani. E’ stato fra i vincitori di numerose manifestazioni pianistiche internazionali come il Premio Bengalli 2006, il Premio Cusi 2006, Rachmaninov Competition 2005, Mendelsshon Cup 2005, Città di Treviso 2004, Concorso di Sulmona 2004, Premio Bellini 2003, Premio Bocchi 2003, Viotti-Valsesia 2002 e di altri concorsi pianistici nazionali. E’ stato, inoltre, finalista della 56° edizione del Concorso Pianistico “Ferruccio Busoni”. Ha suonato con la English Simphony Youth Orchestra, West Chester Orchestra, Berlin Rias Orchestra, Orchestra Enescu, Orchestra Veneta “Malipiero”, Orchestra Mihail Iora e Orchestra dell’opera di Craiova ed in queste occasioni ha avuto l’occasione di essere diretto da insigni musicisti quali Tomasz Bugaj, Daisuke Soga, Ovidiu Balan, William Boughton. Nel corso della sua formazione pianistica ha frequentato masterclass con grandi maestri quali Weissemberg, Entremont, Lucchesini, Mjerzanow, Roux, Ciccolini ma deve gran parte della sua formazione al M. Pavarana, allievo di Arturo Benedetti Michelangeli. Ha inciso musiche per la Saturnia Edizioni e la Tau Records ed ha registrato per RaiRadio3, RadioClassica e RadioPopolare. |
| Mercoledì 25 febbraio 2009 ore 20.30 1909-2009 SERATA FUTURISTA da un'idea di Giacomo Properzj con Philippe Daverio pianoforte Daniele Lombardi Francesco Balilla Pratella, La Battaglia da La Guerra op.32 Franco Casavola, Tango Viola da Cabaret Epilettico Silvio Mix, Profilo sintetico musicale di Marinetti Silvio Mix, Omaggio a Stravinskij Aldo Giuntini, Le Macchine Il Mare da Sintesi Musicali Futuriste Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto mercoledì 25 febbraio 2009 ore 20.30 Biglietti Euro 15,00/20,00 (il biglietto è comprensivo del volume “Breve storia del futurismo” di Giacomo Properzj - ed. Mursia) Omaggio al Futurismo con Philippe Daverio Mercoledì 25 febbraio alle ore 20.30 all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Philippe Daverio, con panciotto, pantaloni rosa e giacca di tweed, sarà il deus ex machina della “Serata Futurista”, un evento speciale dedicato anche alla musica dell’avanguardia delle avanguardie, il Futurismo, che ha fatto scuola nell’Europa d’inizio ‘900. Prendendo spunto dal volume “Breve storia del Futurismo” di Giacomo Properzj, Philippe Daverio racconterà agli spettatori cosa è stato il Futurismo e quali sono state le sue radici culturali e politiche. Come si sa, la tesi da lui sostenuta è che il Futurismo è stato un fenomeno mondiale fino al 1914; dopo questa data, che coincide con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il movimento si è annullato nella guerra stessa, dai futuristi tanto auspicata. Ma, in poco più di quattro anni (a partire dalla pubblicazione del primo manifesto di Filippo Tommaso Marinetti pubblicato il 5 febbraio 1909 sulla Gazzetta dell’Emilia, e apparso il 20 febbraio sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro), il Futurismo fu un originalissimo movimento culturale che si diffuse in tutta Europa ed ebbe a Milano, prima volta nella storia, il suo organico centro d’irraggiamento. Il prolungamento postbellico della guerra del ’14, non fu altro, poi, che una minestra riscaldata. Respinto dagli altri movimenti europei, come il dadaismo ed il cubismo, organicamente inserito nel sistema fascista e sempre meno significativo anche sul piano che l’aveva maggiormente caratterizzato, cioè le arti figurative, il Futurismo seguì una sua lenta curva discendente. Di questa rapida ascesa, ma ineluttabile decadenza, Daverio darà conto servendosi non solo di foto e filmati dell’epoca, ma anche dell’aiuto del Maestro Daniele Lombardi, pianista e compositore, che per molti anni ha lavorato sulla musica delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento, eseguendo in prima esecuzione moderna autori ingiustamente dimenticati e specialista in musica futurista. Daniele Lombardi presenterà al pubblico alcuni brani composti dai maggiori autori futuristi, tra cui Francesco Balilla Pratella, Franco Casavola, Silvio Mix e Aldo Giuntini. Biografie: Daniele Lombardi, compositore, pianista e artista visivo, di grande notorietà internazionale per il suo particolarissimo repertorio, ha compiuto un vasto lavoro sulla musica delle avanguardie storiche degli inizi del Novecento, eseguendo in prima esecuzione moderna un grande numero di composizioni di musica futurista italiana e russa, autori come George Antheil, Leo Ornstein, Alberto Savinio, Alexandr Mossolov, Arthur Vincent Lourié. L'interesse musicologico che ha sotteso questo impegno lo ha portato a realizzare anche vari scritti, come "Il suono veloce - Futurismo & Futurismi in musica" (Milano 1996, Ricordi-Lim). Esperto anche nella grafia musicale contemporanea e prassi esecutiva (si ricordino i volumi Spartito Preso, Firenze 1981 Vallecchi, Scrittura & Suono, Roma 1984, Edipan), Lombardi ha nel suo vasto repertorio molta musica scritta negli ultimi decenni e molte composizioni sono a lui dedicate. Daniele Lombardi ha da sempre avuto un profondo interesse per una idea multimediale dell'arte. La doppia formazione di studi musicali e visuali lo ha posto in una dimensione che ingloba segno, gesto e suono in una sola idea di percezione molteplice, tra analogie, contrasti, stratificazioni e associazioni. Dal 1969 ha prodotto disegni, dipinti, computer graphics, video etc., che sono frutto della transcodifica in immagini di un pensiero musicale, come una visualizzazione di energie che stanno a monte del suono stesso, come potenziale divenire. Ha proposto queste, che definisce Notazioni di fatti sonori che l'esecutore ricrea nella propria immaginazione, alla meditata contemplazione silenziosa del normale pubblico abituato ad ascoltare musica ai concerti, per la prima volta al Festival Autunno Musicale di Como del 1972 (Ipotesi di teatro metamusicale). Da queste esperienze di allora alla attuale realtà virtuale, Lombardi è convinto che l'espressione visiva si unisca a quella sonora in modo inscindibile e la sua ricerca spazia tra visioni astratte interiori e l'idea di un impatto sulla quotidianità, tra il ready-made e il miraggio, come nel recente lavoro La luce, melologo su testi di Pier Paolo Pasolini, dove compaiono, come sfondi sonori, rumori di ambienti registrati da alcuni film di Pasolini. In Mitologie i quattro brani per pianoforte vengono eseguiti mentre un microfono manda il segnale a uno schermo a cristalli liquidi che modifica lo spettro cromatico su uno schermo, in tempo reale (Hans Jodl, Universita Kaiserlautern). Nel Primo Concerto per pianoforte e orchestra (S. Petersburg 1988, Spivakov, Lombardi, Virtuosi di Mosca) e in Impromptwo (Colmar 1993, Spivakov, Virtuosi di Mosca), ha utilizzato lasers con fibre ottiche che visualizzano il gesto esecutivo del movimento dell'arco. In Il violino di Antonia un brano per ensemble accompagna un suo video, mentre Atalanta Fugiens (Rimini, Rocca Malatestiana, Milano, Castello Sforzesco 1990), è un enorme lavoro per 50 fonti sonore, 50 sculture e 50 brevi testi che rileggono l'omonimo libro d'alchimia di Michael Majer (1617). Ha scritto alcune opere nella forma di mixed media: Faustimmung (Firenze 1987, G.A.M.O., Spedale degli Innocenti), Amor d'un'ombra e gelosia d'un'aura (Roma 1988, Teatro Ghione), L'ora alata (Celle 1992). Lombardi esegue anche alcuni programmi di sue composizioni per pianoforte, e spesso i suoi recital pianistici presentano inusitati profili che storicamente collegano autori romantici come Chopin o Heller a musiche di oggi. Presente in numerose importanti sedi concertistiche e festival come il Maggio Musicale Fiorentino, la Biennale Musica di Venezia etc. ha suonato in varie parti del mondo, anche per svariate emittenti radiofoniche e televisive. Ha diretto per alcuni anni a Roma il festival Nuova Musica Italiana e Nuova Musica Internazionale (Coop. La Musica, RAI); ha fondato e diretto con Bruno Nicolai la rivista di musica contemporanea 1985 La Musica e si è occupato anche delle linee di programmazione artistica della Casa Editrice Musicale Edipan. Nel 1998 è stato il primo artista invitato dallo SMAC (Sistema Metropolitano per l'Arte Contemporanea) a documentare per la Regione Toscana con esposizioni e concerti il suo lavoro multimediale, a Prato (Museo Pecci), Pistoia (Museo Fabroni) e Firenze (esecuzione delle Due Sinfonie per 21 pianoforti nel Cortile degli Uffizi). Ha inciso numerosi CD (Col Legno, Arte Nova, Edipan, Musica & Immagine, Nuova Era, Cramps etc.) e insegna pianoforte al Conservatorio "G.Verdi" di Milano ALDO GIUNTINI Nato a Carrara nel 1896, morì a Modena nel 1969. Scrisse molti brani sintetici per pianoforte dal titolo Sintesi Musicali Futuriste; dopo un primo fascicolo, pubblicato a Carrara nel 1928 (Helios), restano molto più interessanti sintesi come Il Mare, Angoscia a tremila metri o Le macchine, pubblicata in Stile Futurista insieme al Manifesto dell’aeromusica (Torino, a.I n.2, agosto 1934). In un articolo su Futurismo - Aerovita (a. III, n. 66, 1 maggio 1934), Marinetti ne cita alcune altre a tutt’oggi disperse, mentre se ne possono ascoltare alcune in un raro disco a 78 giri che realizzò con Giuntini (Columbia 1931). Partecipò al “Canzoniere futurista amoroso guerriero” (Savona 1943, Ist. grafico Brizio) con composizioni per canto e pianoforte come Fuor dai dotti orizzonti, su testo di Marinetti: disegnata da Acquaviva, la musica assume un curioso aspetto, con note triangolari come piccole bandierine. A metà degli anni Trenta andava sperimentando uno strumento per produrre della musica microtonale, che chiamò Iperfonio, specie di pianoforte a due tastiere accordate alla distanza di un quarto di tono e amplificato con la possibilità di controllare mutazioni di volume mediante una pedaliera. Fu estensore di vari manifesti, tra i quali il più importante è il Manifesto futurista dell’aeromusica - sintetica geometrica e curativa (in Stile Futurista, a.I, n. 2, Torino, agosto 1934), nel quale esponeva tra l’altro, i principi basilari di: 1. Massimo slancio; 2. Massima intensità; 3. Massima varietà; 4. Massimo dinamismo; 5. Massima brevità. SILVIO MIX Nato a Trieste il 30 dicembre 1900 (il padre si chiamava Riccardo Micks, di origine ungherese, la madre Erminia De Re), alla vigilia della prima guerra mondiale si trasferì a Firenze con la famiglia, dove cominciò a partecipare alle serate futuriste che venivano a volte organizzate al Salone Materazzi in via Martelli, da Botto in via Cavour o alla prima Galleria Permanente Futurista che l’editore Ferrante Gonnelli aveva aperto. Nel 1921 scrive, insieme con Franco Casavola, le musiche per gli spettacoli del Teatro della Sorpresa di Francesco Cangiullo. Nel 1924 compose il balletto Psicologia delle macchine e Bianco e Rosso. Sono del 1926 le musiche di scena di L’angoscia delle macchine, dramma di Ruggero Vasari, e in quegli anni compose anche le musiche per il balletto Cocktail di Marinetti e quelle per L’estasi di Santa Teresa di Vittorio Orazi, brani pianistici che tentavano una trasposizione sonora di quadri di Antonio Marasco e di Enrico Prampolini, ed un Quartetto in tre movimenti: Preludio, Notturno e Scherzo. Di ritorno da Parigi, dove viveva da molti mesi non in buone condizioni di salute, Mix morì a Gallarate nel 1927, lasciando un notevole numero di composizioni molte delle quali fino ad oggi mai più eseguite. FRANCO CASAVOLA Nato a Modugno (Bari) nel 1891, morì a Bari nel 1955. Fu allievo anche di Respighi a Roma e sviluppò una particolare sensibilità nella strumentazione per grande orchestra. Dal 1920 aderì al futurismo e scrisse alcuni manifesti: La musica futurista (Milano 1924, L’Ambrosiano), Le sintesi visive della musica, le versioni scenico plastiche della musica etc.(Roma 1924). Autore di opere come Il Gobbo del Califfo (1929), balletti futuristi come Anihccam del 3000 (1924), La danza dell’elica (1924), Cabaret epilettico (1925) e Fantasia meccanica (1925), fu anche un importante teorico e forse l’unico musicista italiano che sosteneva in quegli anni la validità del jazz. Scrisse il volume Avviamento alla pazzzzia (poema-romanzo con prefazione di F.T.Marinetti, Milano 1924, Ed. futuriste di Poesia). Nel 1924 Franco Casavola e Silvio Mix furono i musicisti che parteciparono alla tournée del Nuovo Teatro Futurista. FRANCESCO BALILLA PRATELLA Nato a Lugo di Romagna nel 1880 morì a Ravenna nel 1955. Allievo di Pietro Mascagni aderì nel 1910 al Futurismo e scrisse i tre manifesti teorici: 1. Manifesto dei musicisti futuristi (Milano 1910, Ed. futuriste di Poesia); 2. Manifesto tecnico della musica futurista (Milano 1911, Ed. futuriste di Poesia); 3. La distruzione della quadratura (Bologna 1912, Bongiovanni). Autore dell’opera La Sina ‘d Vargoun, raro esempio di recupero delle tradizioni popolari, con un testo in dialetto romagnolo scritto da lui stesso, fu autore dell’opera in tre atti L’aviatore Dro, che secondo una sensibilità futur-espressionista, sviluppa la tematica aviatoria, adottando in scena anche gli intonarumori di Luigi Russolo. Si dedicò ad una lunga attività di didatta e di saggista, collaborando anche con le riviste fiorentine Lacerba e L’Italia Futurista. |
| Domenica 22 febbraio 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica GERSHWIN George Gershwin, Rhapsody In Blue (Organico jazz originale) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 22 febbraio 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Nuovo appuntamento con la rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica” Domenica 22 febbraio 2009 alle ore 11.00 il Maestro Francesco Maria Colombo presenterà un vero classico del Novecento americano, Rhapsody In Blue per pianoforte e orchestra di George Gershwin. Scritta tra il 1923 e il 1924 su commissione di Paul Whiteman, direttore della Palais Royal Orchestra, Rhapsody In Blue venne eseguita per la prima volta nello stesso anno con Gershwin al pianoforte e alla presenza in sala di Stravinskij, Heifetz, Rachmaninov e Kreisler. Il brano ebbe subito un grandissimo successo. Rhapsody In Blue unisce elementi del jazz e le forme della grande tradizione sinfonica europea. Il compositore la vide come “una specie di caleidoscopio musicale dell’America, con il nostro miscuglio di razze, il nostro favoloso brio nazionale, i nostri blues, la nostra follia metropolitana”. Come il Concerto in Fa e An American in Paris, anche la Rhapsody è in un solo movimento. La tonalità di riferimento è Si bemolle maggiore, l’andamento complessivo richiama quello di uno scherzo classico. Anche la struttura generale, tripartita, proviene dalla tradizione “colta”; ma il “glissando” iniziale del clarinetto precisa immediatamente il carattere jazzistico del brano, che per tutta la durata si muove con accattivante ambiguità lungo questo doppio binario. Seguono due temi, ricco di abbellimenti il primo, dal ritmo martellato il secondo, che con abili trasformazioni si incastrano l’uno nell’altro. Inatteso, si leva un altro tema, lirico, dall’andamento blues e con una scrittura pianistica di carattere improvvisativo; apparentemente estranea, la nuova idea è in realtà il frutto di un’abile combinazione di elementi melodici del primo tema e ritmici del secondo. Il finale è caratterizzato da una ripresa dalle sonorità piene, brillanti e si chiude con la riproposta a pieno organico del glissando d’apertura. Ciascun incontro della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica”, della durata di circa un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografia Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con l'Orchestra Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. |
| Giovedì 12 febbraio 2009 ore 20.30 Concerto straordinario Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore op 125 Soprano Anna-Katharina Behnke Mezzosoprano Annely Peebo Tenore John Ketilsson Basso Peter Mikulas Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Christian Arming Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica dalle 14.30 alle 19.00) Data concerto Giovedì 12 febbraio 2009 ore 20.30 Biglietti Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 Christian Arming dirige la Nona Sinfonia di Beethoven Dopo il grande successo del tradizionale appuntamento di Capodanno con la Nona Sinfonia di Beethoven, la Verdi replica il concerto per una serata straordinaria giovedì 12 febbraio alle ore 20.30, per tutti coloro che hanno mancato l’appuntamento o che non sono riusciti ad aggiudicarsi i richiestissimi biglietti. La Nona, diretta da Christian Arming al suo debutto con la Verdi e uno dei direttori maggiormente richiesti della nuova generazione, verrà inoltre portata in tournée a Lucca (13 febbraio ore 21.00, Basilica di San Frediano), a Udine (14 febbraio ore 20.45, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) e a Treviso (15 febbraio ore 20.45, Teatro Comunale). Nel cast saranno presenti, oltre al Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto da Erina Gambarini, il soprano Anna-Katharina Behnke, una delle più emozionanti soprano della sua generazione che ha studiato alla Musikhochschule di Monaco di Baviera; il mezzosoprano Annely Peebo, che ha iniziato la sua carriera in Estonia con lo studio del pianoforte e un diploma in direzione corale, in seguito si è perfezionata a Vienna con il Prof. Gerhard Kahry ed ha frequentato i corsi di Lied e opera lirica all’Università per la Musica e le Belle Arti; il tenore Jon Ketilsson, che ha intrapreso i suoi studi musicali a Reykjavik, proseguendoli a Vienna sotto la guida di Leopoid Spitzer fino a conseguire il diploma presso l'Università della Musica e delle Arti figurative della capitale austriaca; infine, il basso Peter Mikulas, che si è diplomato in canto all’Accademia da Musica a Arti Drammatiche di Bratislava con Viktoria Stracenska. Programma: Mentre Beethoven scrisse le prime otto sinfonie in poco più di dodici anni, tra il 1800 e il 1812, ben dieci anni dovettero passare per arrivare alla stesura del monumento musicale che oggi per noi è la Nona Sinfonia. Se l’Ottava costituisce in un certo modo uno sguardo indietro, su Mozart e Haydn, con la Nona il compositore si volge verso il nuovo, con un linguaggio musicale finora inaudito: l’audacia delle armonie, la complessa struttura formale, e – mai ascoltato sinora - l’inserimento della voce dei solisti e del coro nel quarto movimento della composizione sinfonica, che, sulle parole dell’ode schilleriana An die Freude (Alla gioia), confluiscono insieme all’orchestra nel finale in una grande fuga, il momento culminante della titanica sinfonia. Con la Nona Sinfonia si rende esplicito il messaggio ideologico di Beethoven: la Gioia illuministicamente sentita quale slancio vitale, impegno ottimistico a superare i propri egoismi in una fratellanza di tutti gli uomini. Biografie: Christian Arming, 36 anni, è uno dei direttori maggiormente richiesti della nuova generazione. I suoi successi ottenuti sia in ambito concertistico che operistico sono ormai consolidati. È nato a Vienna dove ha studiato presso l’Università di Musica e della Arti. A 24 anni è stato nominato direttore principale della Janácek Philharmonic Orchestra a Ostrava, posizione che ha ricoperto fino al 2002. Dal 2001 al 2004 è stato direttore principale a Lucerna dell’Orchestra Sinfonica e del locale Teatro d’opera, dove ha diretto Carmen, Zauberflöte, La Bohème, Un ballo in maschera, Fliegender Holländer. La stretta collaborazione con Seiji Ozawa lo ha portato diverse volta tra il 1992 e 1998 a Tanglewood (Boston Symphony Orchestra) e a Tokyo (New Japan Philharmonic). Nel 1997 e 1999 Christian Arming è stato ospite del Festival di Salisburgo, nel 1999 ha diretto a Cincinnati un nuovo allestimento di “Turn of the Screw” di Britten e a Trieste “Rosenkavalier” al Teatro Verdi. I successivi impegni più importanti lo hanno visto nel 2002 a Strasburgo per “Principe Igor” di Borodin e a Verona per Salomè; nel 2003 di nuovo a Verona per Elektra. Al Teatro dell’Opera di Frankfurt ha diretto Fliegender Holländer nel 2004, Don Giovanni nel 2006, Jenufa nel 2007. Dal 2003 Christian Arming è direttore stabile della New Japan Philharmonic Orchestra che ha diretto per concerti e per le nuove produzioni di Leonore, Jeanne D’Arc, Salomé, Lohengrin, Fledermaus. Nel maggio del 2003 Christian Arming ha diretto la Filarmonica Ceca nel concerto inaugurale del Festival Primavera di Praga (Smetana/Ma Vlast); dopo Rafael Kubelik è stato il secondo direttore più giovane nella storia del Festival al quale parteciperà anche nell’edizione 2008. Nel novembre del 2006 ha iniziato la collaborazione con la Camerata Salzburg dirigendo concerti a Salzburg e Madrid. Sempre nello stesso anno è stato invitato dall’Orchestre National Capitole de Toulouse e alla fine del 2007 dai Wiener Symphoniker per un concerto a Monaco di Baviera. In Italia è stato invitato per concerti da Palermo Teatro Massimo, Verona Teatro Filarmonico, Genova Teatro Carlo Felice, e, molto importante, dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Dopo una prima scrittura nel 2005, è stato riconfermato dalla Rai per il 2007, 2008 e 2009. Chiamato all’ultimo momento a sostituire Georges Pretre malato, il giovane direttore austriaco ha fatto quest’anno il suo esordio sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia dirigendo la 5° Sinfonia di Mahler e dando un’interpretazione che ha convinto pubblico e critica. Dagli inizi della sua carriera nel 1994 a oggi è stato ospite di 56 orchestre, tra cui, oltre a quelle già menzionate, Radio Symphony Vienna, Deutsches Symphonie Orchestra, RSO Frankfurt, MDR Symphony, Munich Philharmonic, SWR Stuttgart, Dresdner Staatskapelle, Orchestra Sao Carlos Lisboa. Christian Arming vive con la moglie, l’attrice Katharina Hera, e i loro due bambini a Vienna. |
| COMUNICATO STAMPA Giovedì 5 febbraio 2009 ore 20.30 Venerdì 6 febbraio 2009 ore 20.00 Domenica 8 febbraio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Franz Schubert - Luciano Berio Rendering Edward Elgar Concerto per violoncello e orchestra in Mi minore op. 85 Johannes Brahms - Arnold Schönberg Quartetto per pianoforte e archi n. 1 in Sol minore op. 25 trascritto per orchestra Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violoncello Han-Na Chang Direttore John Axelrod Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00)< Date concerti Giovedì 5 febbraio 2009 ore 20.30 Venerdì 6 febbraio 2009 ore 20.00 Domenica 8 febbraio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 Il violoncello di Han-Na Chang per Elgar Il direttore statunitense John Axelrod, Direttore Musicale e Direttore Principale della Luzerner Sinfonieorchester e del Teatro, debutta con la Verdi all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo. Il concerto si aprirà con Rendering di Schubert-Berio: un plico di abbozzi pianistici di Schubert, sino a quel momento associato dagli studiosi a un unico progetto del 1818 per una Sinfonia in Re maggiore, conteneva gli abbozzi di tre distinte sinfonie in quella stessa tonalità; uno di questi (catalogato D936A), è quello dal quale trae origine la “reinterpretazione” di Luciano Berio. A seguire, il poetico Concerto per violoncello e orchestra in Mi minore op. 85 di Edward Elgar con l’attesissima violoncellista Han-Na Chang e la trascrizione per orchestra di Schönberg del Quartetto per pianoforte e archi n. 1 in Sol minore op. 25 di Johannes Brahms. Programma: Nel 1978, nel 150° anniversario della morte di Franz Schubert, Ernst Hilmar riesaminò accuratamente i fondi dei manoscritti conservati nelle biblioteche viennesi verificando, in particolare, un plico che conteneva alcuni abbozzi pianistici. Uno di questi (catalogato D936A e risalente al 1828), dal quale trae origine Rendering, ha suscitato una notevole sensazione. La tentazione del “restauro” oppure della ricostruzione e del completamento di questi abbozzi ha sedotto diversi tra musicologi e compositori, tra cui Luciano Berio. Per lui l'atto critico-esegetico proprio dello storico e quello "creativo" del compositore sono intersecati e talora fusi sino alla simbiosi, in vista di un costante arricchimento reciproco. L'occasione dell’attesa “restituzione” giunse dalla Schubertiade di Hohenems, che nel 1986 commissionò il lavoro. La prima esecuzione avvenne nel 1989 sotto la direzione di Nikolaus Harnoncourt. Il Concerto per violoncello op. 85 di Edward Elgar venne eseguito per la prima volta a Londra nel 1919. Profondamente colpito dalle sofferenze provocate dalla Grande Guerra, Edward Elgar rimase per parecchi mesi privo di stimoli compositivi. Per questo motivo l’intera famiglia decise di trasferirsi, nel maggio 1918, nel ridente cottage di Brinkwells presso Fittleworth, agreste villaggio del West Sussex. In un contesto più disteso, Elgar iniziò a dedicarsi ad alcuni lavori cameristici, tra cui il Concerto per violoncello. Il lavoro progredì rapidamente e venne sottoposto anche all’amico direttore Landon Ronald, in visita del compositore nel mese di giugno. Successivamente Elgar presentò le bozze al violoncellista Felix Salmond che se ne dichiarò entusiasta e fu il protagonista nella prima esecuzione assoluta. La trascrizione del Quartetto per pianoforte e archi n. 1 in sol minore op. 25, composto da Brahms nel 1861, fu sollecitata a Schoenberg, esule a Los Angeles, da Otto Klemperer, e la eseguì il 7 maggio 1938 con la Los Angeles Philharmonic Orchestra. L’amore di Schoenberg per la musica di Brahms e per questo brano in particolare, e il desiderio di cimentarsi con l’orchestrazione di un brano cameristico di cui lamentava, nelle esecuzioni, la preponderanza del ruolo del pianoforte, lo spinsero a realizzare questa magistrale trascrizione a grande orchestra, affettuosamente (e con un pizzico di orgoglio) soprannominata «la Quinta di Brahms». Biografie: Alla sua quinta stagione come Direttore Musicale e Direttore Principale della Luzerner Sinfonieorchester e del Teatro, John Axelrod è ormai considerato uno dei migliori direttori del momento ed è richiesto dalle principali orchestre di tutto il mondo. Nel corso della stagione 2008/09 debutta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Verdi di Milano, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Komische Oper di Berlino, Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, e torna a dirigere l’Orchestre de Paris, la Dresden Philharmonie, la Gulbenkian di Lisbona, Brabants Orkest, l’Orchestre National Pays de la Loire, ecc. A Lucerna termina il ciclo di Beethoven con la Nona Sinfonia e dirige un nuovo allestimento del Don Giovanni di Mozart per il Festival di Lucerna. Come direttore ospite, John Axelrod è stato invitato dalla London Philharmonic, Royal Philharmonic, Los Angeles Philharmonic (all’Hollywood Bowl), Philadelphia Orchestra, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Oslo Philharmonic, Swedish Radio Orchestra, Shangai Symphony, Radio Symphonieorchester Vienna al Musikverein, Gurzenich-Orchester Köln, Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, Orchestre National de Lyon, Salzburg Mozarteum, ed è ospite regolare della Gewandhaus Orchester, Orchestre de Paris, Dresden Philharmonie, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, NDR RadioPhilharmonie di Hannover, Orchestra Gulbenkian di Lisbona? Fra i solisti con cui collabora figurano Han-Na Chaang, Julia Fischer, Martin Grubinger, Daniel Hope, Patricia Kopatchinskaya, Lang Lang, Sabine Meyer, Fazil Say, nonché Thomas Hampson, Dietrich Henschel, Rinat Shaham, Ramon Vargas. Per quanto riguarda l’ambito operistico, ci sono state le prime del Candide di Bernstein (regia Robert Carsen) al Théâtre du Châtelet di Parigi e successivamente al Teatro alla Scala, nonché la nuova produzione del Kehraus um St. Stephan di Krenek al Festival di Bregenz. Nelle ultime stagioni al Teatro di Lucerna, ha diretto i nuovi allestimenti di Kaiser von Atlantis, Rigoletto, Rake’s Progress (per il Festival di Lucerna), Il Barbiere di Siviglia, Evgenij Onegin, Idomeneo (per il Festival di Lucerna), Falstaff e Don Giovanni (per il Festival di Lucerna). Come Primo Direttore Ospite della Sinfonietta Cracovia dal 2000, John Axelrod ha diretto nelle più prestigiose sale concertistiche europee, è apparso in un film prodotto per ARTE, e in un DVD registrato ad Auschwitz in memoria dell’Olocausto, prodotto dalla BBC e vincitore dell’Emmy Award nel 2007. Axelrod è anche il fondatore e direttore onorario dell’Orchestra X di Houston, Texas. Le più recenti registrazioni di Axelrod comprendono un nuovo concerto per pianoforte Sotto Voce II (insieme a Sotto Voce I), commissionato a Wolfgang Rihm con la Luzerner Sinfonie Orchester e il pianista Nicolas Hodges, il nuovo concerto per violino di Fazil Say 1001 Nights in a Harem con Patricia Kopatchinskaya e l’Orchestra di Lucerna, 2 dischi con opere di Franz Schreker e dei suoi studenti Ernst Krenek e Julius Burger, e una registrazione dal vivo dal Festival di Lucerna del 2006 della sinfonia Kaddish di Bernstein, di Survivor from Warsaw di Schoenberg e Berliner Requiem di Weill, tutte con la Luzerner Sinfonie Orchester per l’etichetta NIMBUS; la Sinfonia n. 9 di Dvorák con la Württemburgischer Philharmonie Reutlingen per la GENUIN; opere di Wladyslaw Szpilman con l’Orchestra della Radio di Berlino per la Sony Classical e il Das War Schön, concerto per percussioni di Rolf Wallin, con il solista Martin Grubinger e la Oslo Philharmonic per ONDINE. Vive tra Lucerna e Strasburgo ed è l’orgoglioso padre di una bimba di nome Tallulah. La sudcoreana Han-Na Chang, che ha studiato violoncello privatamente con Mischa Maisky e Mstislav Rostropovich e filosofia alla Harvard University, si è affermata esibendosi nei più importanti teatri d’Europa, Nord America e Asia. Ha vinto il suo Primo premio a soli undici anni nell’ottobre 1994, al Quinto Concorso Internazionale Rostropovich di Parigi e quello di Musica contemporanea. Da quel momento, si è affermata nel panorama delle nuove generazioni di artisti. La violoncellista ha un’esclusiva con EMI Classics per la quale ha inciso, nel novembre 1995, con Mstislav Rostropovich e la London Symphony Orchestra, le Variazioni Rococò di Čajkovskij, il Concerto per violoncello n. 1 di Saint-Saëns, Elegie di Fauré e Kol Nidrei di Bruch. L’enorme successo ottenuto da questo album (il primo della sua carriera), ha portato l’artista a vincere il Premio di Giovane Artista dell’anno, l’ECHO Klassik-Deutsche Schallplattenpreis. Ha in seguito inciso i due Concerti per violoncello di Haydn con Giuseppe Sinopoli alla direzione della Staatskapelle Dresden. “The Swan,”, il suo terzo album, è un’antologia di brevi lavori incisa per violoncello e orchestra di musiche di Saint-Saëns, Faurè, Čajkovskij, Dvořàk e Rachmaninov. L’incisione della Sinfonia concertante e della Sonata per violoncello di Prokof’ev, con la direzione di Antonio Pappano alla direzione della LSO, ha vinto la ECHO Klassik incisione del 2003, il premio Cannes Classical del 2004, il Cecilia Prize ed è stata giudicata la migliore incisione dell’anno dal Gramophone Magazine. La registrazione del Concerto n. 1 di ?ostakovič e della Sonata per violoncello e orchestra con Antonio Pappano e la London Symphony Orchestra è stata realizzata nel 2006 con grande successo di critica e pubblico, giudicata come la miglior esecuzione dopo la prima registrazione mondiale di Rostropovich. La recente incisione di Romance contiene brani per violoncello e orchestra, raramente eseguiti, di compositori tardo-romantici come Lalo, Čajkovskij, Glazunov, Saint-Saëns e Dvořák. Si esibisce regolarmente a Los Angeles, San Paolo, Londra, Lisbona, Madrid, Sydney, Amsterdam, Dublino, Atene, Seoul, Tokyo. Han-Na Chang ha suonato con Direttori quali Giuseppe Sinopoli, Lorin Maazel, Antonio Pappano, Leonard Slatkin, Charles Dutoit, Herbert Blomstedt, Mariss Jansons, Riccardo Muti, Christoph Eschenbach, Seiji Ozawa, James Conlon, Mstislav Rostropovich, Zubin Mehta, e Myung-Whun Chung e con orchestre tra le più prestigiose del mondo. Ricordiamo, tra le altre, la Berlin Philharmonic, la New York Philharmonic, la Staatskapelle Dresden, la Bayerischer Rundfunk Symphony, la London Symphony, l’Orchestre de Paris, la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra Santa Cecilia di Roma, la Boston Symphony, la Chicago Symphony, la Montreal Symphony, la National Symphony di Washington, la Philadelphia Orchestra, la Pittsburgh Symphony, la Cleveland Orchestra, la San Francisco Symphony, la Los Angeles Philharmonic, l’Orchestre National de France, l’Orchestra del Maggio Musicale di Firenze, la Israel Philharmonic, la NHK Symphony di Tokyo e la Sydney Symphony Orchestra. Han-Na Chang si esibisce spesso in concerti gratuiti per quei bambini che, altrimenti, non potrebbero andare ad ascoltare musica. Organizza anche concerti per bambini sia nelle sale da concerto sia in televisione in Sud Corea, suo paese d’origine. È Roving Goodwill Ambassador per la Croce rossa coreana. |
| Giovedì 29 gennaio 2009 ore 20.30 Venerdì 30 gennaio 2009 ore 20.00 Domenica 1 febbraio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 40 in Sol minore K. 550 Dmitrij ?ostakovič Sinfonia n. 10 in Mi minore op. 93 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Vladimir Fedoseyev Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00)< Date concerti Giovedì 29 gennaio 2009 ore 20.30 Venerdì 30 gennaio 2009 ore 20.00 Domenica 1 febbraio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Fedoseyev dirige Mozart e ?ostakovič Nuovo sfavillante concerto per il direttore Vladimir Fedoseyev, che dirige la bellissima Sinfonia n. 40 in Sol minore K. 550 di Mozart, una delle pagine più eseguite del compositore. Dopo Mozart, è di scena ?ostakovič di cui viene eseguita la Sinfonia n. 10 in Mi minore, dal linguaggio tormentato, ricco di chiaroscuri, allusioni, amara ironia. Programma: La Sinfonia n. 40 in Sol minore di Wolfgang Amadeus Mozart, penultima sinfonia del compositore, è caratterizzata soprattutto dall’impiego insolito della tonalità minore, che ha in comune solo con un’altra delle sinfonie, la K. 183 (anch’essa in Sol minore). Composta nell’arco di tre soli mesi e terminata il 25 luglio 1788, solo un mese dopo la precedente K. 543 e due mesi prima della Sinfonia Jupiter, la Sinfonia n. 40 è pervasa da uno spirito di introspezione e patetismo. L’ineccepibile perfezione compositiva sottrae la composizione a ogni intemperanza espressiva. Nel 1791 Mozart aggiunse due clarinetti alla Sinfonia, forse in previsione di un’Accademia. Otto anni separano la Sinfonia n. 10 di ?ostakovič dalla precedente, un intervallo di tempo insolitamente lungo nella produzione sinfonica del compositore, che ritorna a questo genere all’indomani della scomparsa di Stalin (1953), il cui “ritratto”, per ammissione delle stesso ?ostakovič, verrebbe evocato musicalmente nel secondo tempo. Se si eccettua il trionfalistico quarto movimento si tratta, infatti, di un lavoro essenzialmente tragico, che fu accusato di mancanza di “realismo” e di un “approccio pessimistico”. Il dibattito all’Unione dei Compositori Sovietici si risolse però in una vittoria per il compositore, che riacquistò prestigio e considerazione in Russia, tanto da dichiarare nel 1954 che “il compositore gode di maggiore libertà nell’Unione Sovietica che in Occidente”. La Sinfonia n. 10 venne eseguita la prima volta a Leningrado, il 17 dicembre 1953, dall’Orchestra Filarmonica di Leningrado diretta da Evgenij Mravinskij. Biografia: Vladimir Fedoseyev è nato a San Pietroburgo ed ha studiato a Mosca prima presso l’Istituto Musicale Gnessin, poi al Conservatorio Tchaikovsky con il Professore Leo Ginzburg. Nel 1971 è stato inviato dal grande Evgeny Mravinsky come Direttore Ospite della leggendaria Orchestra Filarmonica di Leningrado. Il successo fu talmente grande che numerosi altri inviti seguirono, lanciando così la sua carriera direttoriale. Nel 1974 Fedoseyev divenne Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca, oggi conosciuta con il nome di Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Per oltre trenta anni in questo ruolo egli ha instaurato una rapporto speciale con i musicisti ed ha sviluppato un profilo assolutamente distintivo per l’Orchestra. Sotto la sua leadership l’Orchestra ha compiuto numerosi tour di successo in Germania, Austria, Svizzera, Scandinavia, Gran Bretagna, Spagna, USA, Sud America, Hong Kong, Giappone, Malesia e Australia. Vladimir Fedoseyev è stato Direttore Principale dell’Orchestra dei Wiener Symphoniker a Vienna dal 1997 al 2004, suonando con loro regolarmente al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna e realizzando diversi tour per il mondo. I momenti salienti di questo periodo sono le sue eccezionali performance del Gurrelieder di Schoenberg, del Requiem di Verdi e il ciclo completo dei lavori sinfonici di Beethoven eseguiti al Musikverein ed alla Konzerthaus, culminati con la magnifica performance della Missa Solemnis, eseguita per annunciare l’entrata del nuovo millennio. È ritornato al Musikverein e alla Konzerthaus nel 2006 per celebrare il centenario della nascita del compositore Shostakovich, ed il 75º anniversario della sua orchestra, continuando a caratterizzare il suo anno fortunato con la partecipazione ad acclamati festival nella capitale russa. Recentemente il Maestro Fedoseyev ha collaborato, come Direttore Ospite, con alcune tra le più importanti orchestre, tra cui la Bayerischer Rundfunk, Köln Philharmonic, Leipzig Gewandhaus, Berlin Philharmoniker, Zurich Tonhalle (dove dirige ogni stagione) e tutte le maggiori orchestre di Parigi. Ha raggiunto un’ottima reputazione in Giappone e nel 1996 è stato nominato Direttore Ospite Principale della Tokyo Philharmonic Orchestra. Nella stagione 2004/05 ha debuttato come Direttore Ospite con la Cleveland Orchestra e la Detroit e Pittsburgh Symphony Orchestras. Acclamato anche come direttore lirico, Fedoseyev è Direttore Ospite Principale all’Opera di Zurigo dove le sue performances di Attila di Verdi, Un Ballo in Maschera e Otello, Una Vita per lo Zar di Glinka, Khovanschina di Mussorgsky, Eugene Onegin di Tchaikovsky, The Tsar's Bride di Rimsky-Korsakov e Katerina Ismailova di Shostakovich sono state tra i suoi maggiori successi. La stagione passata ha diretto la 5° sinfonia di Mahler in un balletto per la coreografia di Heinz Spoerli. La prossima stagione lo vedrà direttore di una nuova versione di Boris Godunov di Mussorgsky. Altri importanti impegni come direttore lirico includono Demoni di Rubinstein al Festival di Bregenz nel 1997 e L’Amore dei Tre Re di Montemezzi nel 1998. Ha diretto alla Scala, l’opera di stato di Vienna, Teatro Comunale di Firenze, Roma e Bologna. Nel 2003 il Maestro Fedoseyev ha condotto una nuova produzione di Janacek, Cunning Little Vixen e la prima del Don Quichotte di Massenet al Festival di Bregenz. La scorsa stagione Vladimir Fedoseyev è stato in tour in Svizzera con la Filarmonica di Dresda, ha iniziato una serie di concerti con l’Orchestre Philharmonique de Radio France per la riapertura della storica Salle Pleyel di Parigi e ha diretto Ein Deutsches Requiem di Brahms a Milano e Vienna. Altri impegni sono stati la versione concertistica de Iolanta di Tchaikovsky a Verona ed un tour europeo e asiatico con l’ Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Il punto culminate è stato la performance, a Mosca e nella Città del Vaticano, della Passione secondo Matteo, composta dal Vescovo Hilarion Alfeyev, vescovo della Chiesa Russa Ortodossa di Vienna. Nella stagione 2007/08 ha effettuato un tour in Bretagna con l’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky; è stato Direttore Ospite a Valencia, Vienna, Berlino, Torino, Ginevra, Parigi, Bamberg, Milano, Monaco e Zurigo. La vitalità del Maestro Fedoseyev è entusiasmante e non dimostra affatto i suoi 75 anni. In occasione di questo anniversario il Maestro ha invitato il coro Singverein di Vienna ad unirsi alla sua orchestra a Mosca per la Missa Solemnis di Beethoven. Tra le numerose incisioni di Fedoseyev, si segnalano le opere e i balletti di Tchaikovsky, Mussorgsky, Rimsky-Korsakov, Rachmaninov, Stravinsky, Scriabin, Shostakovich, Brahms e Beethoven. Una raccolta di lavori di Boris Tchaikovsky è stata pubblicata nel 2005, e le sue registrazioni delle Sinfonie No. 1, 2, 5, 6 e 9 di Mahler sono state pubblicate da poco. Nel marzo 2008 è uscita l’integrale delle sinfonie di Brahms per la Warner Classics-Lontano. Nel 1996 Vladimir Fedoseyev ha ricevuto il prestigioso premio russo per i “Servizi resi alla Patria” e nello stesso anno la medaglia d’argento dalla Repubblica Austriaca per il servizio alla cultura. Nel 2002 la città di Vienna gli ha conferito il suo più alto omaggio, la Stella d’Oro; nel 2005, in coincidenza con il 75º anniversario dell’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky, il Presidente Austriaco gli ha attributo l’onorificenza più importante del Paese, la Croce dell’Onore per le Arti e le Scienze. |
| Giovedì 22 gennaio 2009 ore 20.30 Venerdì 23 gennaio 2009 ore 20.00 Domenica 25 gennaio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Johannes Brahms Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 83 Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 3 in La minore op. 56 Scozzese Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Yefim Bronfman Direttore Vladimir Fedoseyev Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.000) Date concerti Giovedì 22 gennaio 2009 ore 20.30 Venerdì 23 gennaio 2009 ore 20.00 Domenica 25 gennaio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/25,50/33,00/40,00 L’ardito pianoforte di Bronfman Il pianista russo-israeliano Yefim Bronfman, considerato uno dei maggiori virtuosi di pianoforte dei nostri giorni, torna ad esibirsi all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo con il Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore di Brahms, esaltandone il suono eroico e le ardite soluzioni pianistiche. A seguire, la Sinfonia n. 3 in La minore op. 56 Scozzese di Mendelssohn, ultima e massima tra le Sinfonie del compositore amburghese. Sul podio l’attesissimo Maestro Vladimir Fedoseyev, Direttore Principale della Verdi. Programma: Composto tra il 1878 e l 1881, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 è il più popolare ed eseguito dei due concerti per pianoforte di Johannes Brahms. È considerato uno dei concerti per pianoforte più difficili di tutto il repertorio concertistico, per la sua difficoltà tecnica e la sua scrittura non ortodossa, nella quale il pianoforte adempie al ruolo di eroico protagonista. Il concerto è dedicato a Edward Marxen, suo caro amico e maestro ad Amburgo. Nell'impianto e nel carattere dei temi, il concerto, in quattro tempi, riecheggia melodie del folklore ungherese. Anche se contrassegnata dal n. 3, la “Scozzese” è l’ultima delle cinque Sinfonie di Mendelssohn. I suoi primi schizzi risalgono, infatti, all’estate del 1829, ma la composizione vera e propria e l’orchestrazione sono solo di una decina di anni dopo. La lunga gestazione è ascrivibile, forse, alla difficoltà di trovare per le “brume scozzesi” l’esatta corrispondenza tra immaginazione poetica e codificazione musicale. L’opera vide la luce nel 1842 al Gewandhaus di Lipsia, sotto la direzione dell’autore. Il successivo trionfo londinese fu propiziato da una dedica alla regina Vittoria. I quattro movimenti della sinfonia, che Mendelssohn dirigeva senza interruzione, sono un tentativo di rappresentazione pittorica delle Highlands che valse all’autore la stima di Wagner. Biografie: Vladimir Fedoseyev è nato a San Pietroburgo ed ha studiato a Mosca prima presso l’Istituto Musicale Gnessin, poi al Conservatorio Tchaikovsky con il Professore Leo Ginzburg. Nel 1971 è stato inviato dal grande Evgeny Mravinsky come Direttore Ospite della leggendaria Orchestra Filarmonica di Leningrado. Il successo fu talmente grande che numerosi altri inviti seguirono, lanciando così la sua carriera direttoriale. Nel 1974 Fedoseyev divenne Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca, oggi conosciuta con il nome di Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Per oltre trenta anni in questo ruolo egli ha instaurato una rapporto speciale con i musicisti ed ha sviluppato un profilo assolutamente distintivo per l’Orchestra. Sotto la sua leadership l’Orchestra ha compiuto numerosi tour di successo in Germania, Austria, Svizzera, Scandinavia, Gran Bretagna, Spagna, USA, Sud America, Hong Kong, Giappone, Malesia e Australia. Vladimir Fedoseyev è stato Direttore Principale dell’Orchestra dei Wiener Symphoniker a Vienna dal 1997 al 2004, suonando con loro regolarmente al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna e realizzando diversi tour per il mondo. I momenti salienti di questo periodo sono le sue eccezionali performance del Gurrelieder di Schoenberg, del Requiem di Verdi e il ciclo completo dei lavori sinfonici di Beethoven eseguiti al Musikverein ed alla Konzerthaus, culminati con la magnifica performance della Missa Solemnis, eseguita per annunciare l’entrata del nuovo millennio. È ritornato al Musikverein e alla Konzerthaus nel 2006 per celebrare il centenario della nascita del compositore Shostakovich, ed il 75º anniversario della sua orchestra, continuando a caratterizzare il suo anno fortunato con la partecipazione ad acclamati festival nella capitale russa. Recentemente il Maestro Fedoseyev ha collaborato, come Direttore Ospite, con alcune tra le più importanti orchestre, tra cui la Bayerischer Rundfunk, Köln Philharmonic, Leipzig Gewandhaus, Berlin Philharmoniker, Zurich Tonhalle (dove dirige ogni stagione) e tutte le maggiori orchestre di Parigi. Ha raggiunto un’ottima reputazione in Giappone e nel 1996 è stato nominato Direttore Ospite Principale della Tokyo Philharmonic Orchestra. Nella stagione 2004/05 ha debuttato come Direttore Ospite con la Cleveland Orchestra e la Detroit e Pittsburgh Symphony Orchestras. Acclamato anche come direttore lirico, Fedoseyev è Direttore Ospite Principale all’Opera di Zurigo dove le sue performances di Attila di Verdi, Un Ballo in Maschera e Otello, Una Vita per lo Zar di Glinka, Khovanschina di Mussorgsky, Eugene Onegin di Tchaikovsky, The Tsar's Bride di Rimsky-Korsakov e Katerina Ismailova di Shostakovich sono state tra i suoi maggiori successi. La stagione passata ha diretto la 5° sinfonia di Mahler in un balletto per la coreografia di Heinz Spoerli. La prossima stagione lo vedrà direttore di una nuova versione di Boris Godunov di Mussorgsky. Altri importanti impegni come direttore lirico includono Demoni di Rubinstein al Festival di Bregenz nel 1997 e L’Amore dei Tre Re di Montemezzi nel 1998. Ha diretto alla Scala, l’opera di stato di Vienna, Teatro Comunale di Firenze, Roma e Bologna. Nel 2003 il Maestro Fedoseyev ha condotto una nuova produzione di Janacek, Cunning Little Vixen e la prima del Don Quichotte di Massenet al Festival di Bregenz. La scorsa stagione Vladimir Fedoseyev è stato in tour in Svizzera con la Filarmonica di Dresda, ha iniziato una serie di concerti con l’Orchestre Philharmonique de Radio France per la riapertura della storica Salle Pleyel di Parigi e ha diretto Ein Deutsches Requiem di Brahms a Milano e Vienna. Altri impegni sono stati la versione concertistica de Iolanta di Tchaikovsky a Verona ed un tour europeo e asiatico con l’ Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Il punto culminate è stato la performance, a Mosca e nella Città del Vaticano, della Passione secondo Matteo, composta dal Vescovo Hilarion Alfeyev, vescovo della Chiesa Russa Ortodossa di Vienna. Nella stagione 2007/08 ha effettuato un tour in Bretagna con l’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky; è stato Direttore Ospite a Valencia, Vienna, Berlino, Torino, Ginevra, Parigi, Bamberg, Milano, Monaco e Zurigo. La vitalità del Maestro Fedoseyev è entusiasmante e non dimostra affatto i suoi 75 anni. In occasione di questo anniversario il Maestro ha invitato il coro Singverein di Vienna ad unirsi alla sua orchestra a Mosca per la Missa Solemnis di Beethoven. Tra le numerose incisioni di Fedoseyev, si segnalano le opere e i balletti di Tchaikovsky, Mussorgsky, Rimsky-Korsakov, Rachmaninov, Stravinsky, Scriabin, Shostakovich, Brahms e Beethoven. Una raccolta di lavori di Boris Tchaikovsky è stata pubblicata nel 2005, e le sue registrazioni delle Sinfonie No. 1, 2, 5, 6 e 9 di Mahler sono state pubblicate da poco. Nel marzo 2008 è uscita l’integrale delle sinfonie di Brahms per la Warner Classics-Lontano. Nel 1996 Vladimir Fedoseyev ha ricevuto il prestigioso premio russo per i “Servizi resi alla Patria” e nello stesso anno la medaglia d’argento dalla Repubblica Austriaca per il servizio alla cultura. Nel 2002 la città di Vienna gli ha conferito il suo più alto omaggio, la Stella d’Oro; nel 2005, in coincidenza con il 75º anniversario dell’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky, il Presidente Austriaco gli ha attributo l’onorificenza più importante del Paese, la Croce dell’Onore per le Arti e le Scienze. Yefim Bronfman è considerato uno dei maggiori virtuosi di pianoforte dei nostri giorni. Con la sua tecnica travolgente e la sua eccezionale musicalità gode di universale consenso entusiastico sia da parte della critica che del pubblico e non solo per i suoi recital solistici, ma anche per i concerti con orchestra e per il vasto catalogo discografico. Nel corso della stagione 2008/09 Bronfman sarà artista “in residence” della Los Angeles Philharmonic e, oltre ai concerti e alla tournée in Estremo Oriente con questa orchestra diretta da Esa-Pekka Salonen, farà una serie di concerti in abbonamento e di musica da camera. Altri eventi della stagione comprendono un recital in duo insieme a Emanuel Ax, con tappe alla Orchestra Hall di Chicago, Disney Hall e Carnegie Hall e un tour di recital solistici attraverso gli Stati Uniti e l’Europa, che culminerà alla Wigmore Hall di Londra, Concertgebouw di Amsterdam e a San Pietroburgo. Per quel che riguarda il Nord America, Bronfman aprirà la stagione 2008/09 con la San Francisco Symphony diretta da Michael Tilson Thomas e con la New York Philharmonic diretta da Lorin Maazel; suonerà inoltre con le Orchestre Sinfoniche di Pittsburgh, Baltimora, Montreal e Toronto. In Europa collaborerà con l’Orchestra del Royal Concertgebouw, Tonhalle Orchestra, Orchestre National de France, Filarmonica di San Pietroburgo, Berliner Philharmoniker al Festival di Salisburgo e Philharmonia Orchestra a Londra. Yefim Bronfman è osannato dalla critica per le sue registrazioni come solista, camerista e con orchestra. Nel 1997 ha vinto un premio Grammy per la registrazione dei tre Concerti per pianoforte di Bartok con la Los Angeles Philharmonic diretta da Esa-Pekka Salonen. Recentemente sono stati pubblicati: il Concerto per pianoforte n. 1 di Čajkovskij con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Mariss Jansons; un disco di recital Perspectives, che integra la designazione di Bronfman quale artista della Serie “Perspectives” della Carnegie Hall per il 2007/08, e tutti i Concerti per pianoforte di Beethoven come pure il Concerto Triplo con il violinista Gil Shaham, il violoncellista Truls Mork e la Tonhalle Orchestra di Zurigo diretta da David Zinman per l’etichetta Arte Nova/BMG. Nato a Tashkent - Unione Sovietica - il 10 aprile 1958, Yefim Bronfman è emigrato nel 1973 con la sua famiglia in Israele, dove ha studiato con il pianista Arie Vardi, direttore della Rubin Academy of Music presso l'Università di Tel Aviv. Successivamente si è perfezionato alla Juilliard School, a Marlboro e al Curtis Institute, e con Rudolf Firkusny, Leon Fleisher e Rudolf Serkin. Ha ottenuto la cittadinanza americana nel luglio 1989. |
| COMUNICATO STAMPA Lunedì 12 gennaio 2009 ore 20.00 GRAN GALÀ Musiche di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Umberto Giordano, Georges Bizet, Leopold Mozart, Franz Schubert Orchestra Sinfonica Junior Coro di voci bianche Orchestra Amatoriale LaVerdi per tutti Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Antonello Allemandi Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Lunedì 12 gennaio 2009 ore 20.00 Biglietto Posto unico euro 15,00 (ingresso gratuito per i soci della Verdi) Gran Galà della Verdi per festeggiare l’acquisto dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Lunedì 12 gennaio 2009 alle ore 20.00 la Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi ha organizzato la serata “Gran Galà” per festeggiare l’acquisto dell’Auditorium di Milano, ora “Auditorium di Milano Fondazione Cariplo”, la casa della Verdi dal 1999. Dopo aver realizzato la ristrutturazione dell’Auditorium con fondi privati, ora la Fondazione, grazie a un accordo con Intesa SanPaolo, Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo, diviene proprietaria dell’edificio, diventando così l’unica Orchestra Sinfonica italiana proprietaria della struttura dove prova e si esibisce. Con questa operazione l’Orchestra e il Coro rendono definitiva la presenza nel teatro di Corso San Gottardo, una casa della musica per tutti i milanesi. Il Gran Galà vedrà affiancarsi tutte le formazioni nate dal cuore della Fondazione che si esibiranno in un grandioso concerto: l’Orchestra Sinfonica Junior, nata nell'autunno del 2007 con una cinquantina di ragazzi compresi tra i 9 e i 17 anni che sono iscritti regolarmente a corsi di strumento individuali e che intendono vivere l’esperienza della grande orchestra; la OSJ tiene regolari prove a sezioni e d'insieme tutte le settimane, sotto la guida del Maestro Ruben Jais e la supervisione delle prime parti dell'Orchestra Verdi. L'Orchestra Sinfonica Junior ha tenuto il suo primo concerto a Milano il 7 giugno 2008. Oggi la OSJ costituisce il nucleo principale dell’”Elba Jazz Kids Orchestra”, la prima orchestra jazz di bambini in Italia, che si è esibita la prima volta il 4 e 5 settembre 2008 a Marciana Marina (Isola d'Elba); il 30 novembre 2008 il concerto è stato replicato a Roma all’Auditorium-Parco della Musica, nell’ambito del “Roma Jazz Festival”. Il Coro di voci bianche viene avviato nell'autunno del 2001 con l'obiettivo di favorire la pratica vocale per una educazione alla musica, attraverso l'esercizio dell'impostazione, il controllo della voce e il coordinamento ritmico. Il corso é tenuto dai professori di canto della Verdi, Maria Antonietta Preti e Maria Teresa Tramontin, e conta circa 25 bambini di età compresa tra i 6 ai 14 anni. Il Coro di voci bianche della Verdi ha debuttato il 16 dicembre 2004 sotto la direzione del maestro Romano Gandolfi nei Carmina Burana di Carl Orff. L’Orchestra Amatoriale LaVerdi per tutti è nata nel 2005 da un progetto dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Aperta a tutti, senza limiti di età e di titoli, l'orchestra è composta da circa 70 orchestrali, di età compresa tra i 17 e i 70 anni. Tutti i componenti dell'orchestra hanno studiato uno strumento e continuano ancora oggi a esercitarsi con grande passione, pur non avendo fatto della musica una professione. Quello che mancava loro era la possibilità di suonare insieme ad altri musicisti e di eseguire pagine del grande repertorio sinfonico. Settimanalmente i musicisti si esercitano sotto la guida del Maestro Matthieu Mantanus affiancato da alcuni professori della Verdi. LaVerdi per tutti si è esibita in concerto per la prima volta il 27 giugno 2006 eseguendo musiche di Mozart e Beethoven con un grande successo di pubblico. LaVerdi per tutti può essere considerata l'unico esempio in Italia di orchestra amatoriale appoggiata da una delle istituzioni sinfoniche più importanti del paese. Nell’aprile 2008 il progetto dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, La Verdi per tutti, ha ottenuto il prestigioso Premio “Filippo Siebaneck” in occasione del XXVII Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati”. Infine l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretti per questo importante concerto dal Maestro Antonello Allemandi, eseguiranno musiche di Verdi, Puccini, Mascagni, Giordano e Bizet. Biografie: Antonello Allemandi è attualmente tra i più attivi direttori italiani in campo internazionale. Ha debuttato a 21 anni al Maggio Musicale Fiorentino, iniziando da allora una carriera internazionale che lo porta ad esibirsi sul podio di alcune fra le massime istituzioni musicali del mondo, fra le quali Wiener Staastoper, Opéra National de Paris, Théâtre des Champs-Elysées, Covent Garden, Metropolitan, Deutsche Oper di Berlino, Bayerische Staasoper di Monaco, Teatro Real de Madrid, Gran Teatre del Liceu di Barcelona, Bunka Kaikan di Tokyo, Rossini Opera Festival di Pesaro, Festival Verdi di Parma, Festival de Santander. Oltre ad essere stato per sei anni Direttore Musicale dell’Orchestre Colonne a Parigi, nel corso della sua carriera Antonello Allemandi ha avuto modo di collaborare con alcune fra le maggiori compagini orchestrali italiane, fra le quali le quattro Orchestre RAI, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra Regionale Toscana ed i “Pomeriggi musicali” di Milano, nonché con importanti orchestre in Francia, Spagna, Germania e Svizzera. In Giappone ha diretto concerti in sale quali la Suntory Hall, il Tokyo Art Space e il Bunka Kaikan (Le sacre du printemps di Stravinskij, la Messa da Requiem di Verdi, la Sinfonia n. 5 di Prokofiev). Nell’anno delle celebrazioni Verdiane ha diretto la “Maratona Verdiana” (da Nabucco a Falstaff) al Festival di San Sebastian e il Nabucco all’Arena di Nîmes. In campo operistico ha avuto modo di dirigere altre importanti produzioni, fra quali si segnalano La traviata, Il trovatore, Il barbiere di Siviglia, L’elisir d’amore ed I puritani alla Wiener Staatsoper, Un ballo in maschera e Tosca all’Opéra National de Paris, Il barbiere di Siviglia al Covent Garden, Il pirata, Werther e Tosca alla Deutsche Oper di Berlino, La traviata, Carmen, Cavalleria rusticana e Pagliacci al Teatro dell’Opera di Köln, L’italiana in Algeri e La traviata alla Bayerische Staasoper di Monaco di Baviera, Don Carlo al Teatro Real di Madrid (per il Centenario Verdiano), Lucia di Lammermoor al Grand Théâtre de Genève, La Cenerentola al Metropolitan di New York, L’equivoco stravagante e Il turco in Italia al Rossini Opera Festival. Nella passata stagione (2006/07) ha diretto con grande successo Carmen alla Coruña e a Santander, La traviata alla Stockholm Royal Opera, Lucia di Lammermoor al Liceu di Barcelona, La bohème alla Semperoper di Dresda, L’elisir d’amore al Teatro Regio di Torino e Cavalleria Rusticana a St. Gallen. Reduce da ottimi successi nell’Oberto, conte di San Bonifacio al Festival Verdiano 2007 a Busseto, Lucia di Lammermoor al Teatro Comunale di Bologna, L’italiana in Algeri al Teatro Megaron in Atene e nella Turandot all’Opera di Bilbao, Antonello Allemandi annovera fra i suoi prossimi impegni La traviata alla Staatsoper di Berlino, Turandot al New National Theatre di Tokyo, La traviata al Bunka Kaikan di Tokyo e Aida alla Semperoper di Dresda. In campo discografico ha registrato la prima esecuzione moderna di Alina e Le convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti (Opera Rara). Ha inciso inoltre Elvida, Francesca di Foix di Donizetti e Maria Stuarda di Mercadante per l’etichetta britannica Opera Rara, Ernani (cd e dvd) per Dynamic e Simon Boccanegra live dal Festival di Santander (2003). A Bilbao, dove ha diretto ben ventisette titoli d’opera, gli è stata conferita la medaglia d’oro in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ABAO, già consegnata, a suo tempo, a Ettore Bastianini (1958), Mirella Freni (1975) ed Alfredo Kraus (1985). Il Direttore Ruben Jais è nato a Milano e contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale, entrambi i diplomi ottenuti con il massimo dei voti. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero. È stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione, nel 1998, al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling. È Direttore Residente dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Ha tenuto vari cicli di concerti presso questa stessa orchestra tra cui “Storia in Musica”, che prevede l’esecuzione del repertorio dal rinascimento al tardo romanticismo affiancato ad esempi musicali volti a chiarire lo sviluppo del linguaggio musicale, “Crescendo in Musica”, ciclo di concerti volti ad avvicinare il pubblico più giovane alla musica colta, ed il ciclo delle Cantate Profane di J.S. Bach. Nella stagione 2007-2008 ha diretto per la prima volta la Verdi nella Passione secondo Giovanni di J. S. Bach. Ha diretto anche opere barocche tra cui “Fairy Queen” di H. Purcell con l’Orchestra ed il Coro Verdi ed i solisti della Yale University. È Direttore Musicale della Mailänder Kantorei , formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio di tale nazione dal barocco al romanticismo affrontando, inoltre, l’esecuzione integrale delle Cantate sacre di J.S. Bach, e della Camerata Polifonica RJ, con la quale esegue il repertorio barocco e contemporaneo. Ha diretto musica strumentale, corale e sinfonico-corale preso varie istituzioni italiane ed estere quali Biennale di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Milano Musica, RTSI di Lugano, Radio Ungherese Budapest, Festival di Saint Moritz, Teatro Real di Madrid, Orchestra Nazionale del Cile, festival internazionali organistici. Erina Gambarini, figlia d’arte, ha iniziato la sua attività artistica a 13 anni al Teatro alla Scala di Milano, come voce bianca, protagonista nell’opera di B.Britten Il giro di vite. Dopo alcuni anni di intensa attività solistica ha proseguito lo studio del pianoforte con il padre, lo studio del canto, come soprano, con Teresa Stich Randall a Vienna; direzione interpretazione corale e musica da camera con Marcel Couraud; tecnica vocale e interpretazione con Schmidt-Gaden. Ha collaborato con la RSI, la RAI, la Fenice di Venezia, Teatro Sociale di Como, Teatro Olimpico e Valle di Roma, Teatro Carignano di Torino, Verdi di Trieste, La Pergola di Firenze, Teatro Grande di Brescia ecc. Ha inciso numerosi CD per Nuova Era, Carrara e Ricordi. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum, che in pochi anni si distingue per la qualificata e ricca attività artistica e parallelamente dirige vari gruppi strumentali collaborando con l’Orchestra Stabile di Bergamo, i Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra da Camera Barocca, la Piccola Sinfonica di Milano; inoltre avvia un’ intensa collaborazione con la Gioventù Musicale. Nel 1996 inizia la sua collaborazione con il M° Romano Gandolfi, che nel 1998 la chiama come sua assistente e maestro del coro in occasione della costituzione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, incarico che ricopre tuttora. Ha collaborato con direttori d’orchestra come Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Gian Andrea Gavazzeni, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, R.Barshai, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Nevil Marriner, Roger Norrington, Vladimir Fedoseyev, R.King. Dal 1997 è membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo per i suoi meriti artistici. Ha diretto il Coro de la Verdi nel concerto tenuto il 24 aprile di quest’anno presso la Sala Nervi (Città del Vaticano) alla presenza del Pontefice e del Presidente della Repubblica. Il 25 ottobre 2008 ha diretto, al Paladozza di Bologna, il Coro de la Verdi nel Te Deum di Berlioz con la direzione d’orchestra di Claudio Abbado. ______________ LUNEDI 12 GENNAIO 2009 ore 20.00 AUDITORIUM DI MILANO FONDAZIONE CARIPLO GRAN GALÀ Orchestra Sinfonica Junior Tyllman - Susato Four old dances ensemble di fiati e percussioni Leopold Mozart Kindersymphonie in Sol ovvero Sinfonia dei giocattoli, I e III movimento (archi) Direttore Ruben Jais Coro di voci bianche Georges Bizet Arlesienne Oscar Hammerstein - Richard Rodgers Addio, ciao, ciao Maestro del Coro Maria Teresa Tramontin Tony Martucci - Alberto Anelli Il caffè della Peppina Maestro del Coro Maria Antonietta Preti Orchestra Amatoriale LaVerdi per tutti Franz Schubert Sinfonia in Si Minore D 759 Incompiuta (I movimento) Direttore Ruben Jais Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Giuseppe Verdi Nabucco, ouverture Giuseppe Verdi Macbeth “Patria oppressa” Giuseppe Verdi La forza del destino, sinfonia Giuseppe Verdi La forza del destino “La Vergine degli angeli” Giuseppe Verdi I Vespri siciliani, ouverture Giuseppe Verdi La traviata “ Ah forse è lui…Follie, follie” Giuseppe Verdi Aida “Ciel, mio padre” Giacomo Puccini Manon Lescaut, Intermezzo atto III Giacomo Puccini, La bohème, “Che gelida manina” Georges Bizet Carmen “L’amour est un oiseau” Pietro Mascagni Cavalleria rusticana, intermezzo Jules Massenet, Werther “Va, laisse couler mes larmes” Umberto Giordano Andrea Chénier “Nemico della Patria” Giacomo Puccini Tosca “Vissi d’arte” Giacomo Puccini Tosca “Te Deum” Giuseppe Verdi Aida “Coro e marcia trionfale” Soprano Chiara Angella Soprano Irina Dubrovskaja Mezzosoprano Gabriella Sborgi Tenore Salvatore Cordella Baritono Silvio Zanon Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Antonello Allemandi ___________ Hanno già confermato la loro presenza al Gran Galà musicale di lunedì 12 gennaio 2009: - Sandro Bondi, Ministro dei Beni Culturali - Roberto Mazzotta, Presidente BPM - Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo - Corrado Passera, A.D. Banca Intesa San Paolo - Salvatore Messina, Direttore Banca d’Italia a Milano - Stephan Lissner, Sovrintendente Teatro alla Scala - On. Manuela Repetti - On. Pietro Ichino - On. Lino Duilio - Salvatore Nastasi, Capo Gabinetto Ministero Beni Culturali - Mario Blandini, Procuratore Generale della Repubblica presso Corte d’Appello di Milano - Davide Rampello, Presidente Triennale - Bruno Ermolli, Vice Presidente Teatro alla Scala - Maria Di Freda, Direttore Generale Teatro alla Scala - Enrico Decleva, Rettore Università Statale di Milano - Bruna Brembilla, Assessore Provincia di Milano - Giorgio Oldrini, Sindaco Sesto S. Giovanni - Ernesto Paolillo, Amministratore Delegato e Direttore Generale F.C. Internazionale - Antonio Caprarica, Direttore Giornali Radio RAI - Carlo Cerami, Consigliere Fondazione Cariplo - Vari consiglieri del Senato Accademico delle Università Statale, Cattolica, Bocconi - Numerosi consoli (Russia, Corea, Brasile, Finlandia, Estonia, Perù) - Consiglieri di Regione Lombardia, Provincia e Comun e di Milano (tra cui gli Assessori Comunali Mascaretti e Orsatti) |
| Giovedì 8 gennaio
2009 ore 20.30 Venerdì 9 gennaio 2009 ore 20.00 Domenica 11 gennaio 2009 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Felix Mendelssohn-Bartholdy Die Hebriden, Ouverture op. 26 Richard Strauss Concerto per corno ed orchestra n. 1 in Mi bemolle maggiore Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11 (terzo movimento nella London Version-Scherzo) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Corno Radovan Vlatkovic Direttore Helmuth Rilling Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 8 gennaio 2009 ore 20.30 Venerdì 9 gennaio 2009 ore 20.00 Domenica 11 gennaio 2009 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Per ricordare Mendelssohn Ricorre, nel 2009, il secondo centenario della nascita di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Per ricordarlo, Helmuth Rilling dirige Die Hebriden, Fingalshöhle, ouverture composta durante un viaggio alle Ebridi con la visita alla celebre grotta di Fingal, nome del leggendario padre di Ossian, celebre bardo scozzese. A seguire, il Concerto per corno e orchestra n. 1 in Mi minore di Richard Strauss eseguito dallo splendido corno di Radovan Vlatkovic e, ancora, la Sinfonia n. 1 di Mendelssohn con il terzo movimento nella London Version. Programma: L’ouverture Die Hebriden op. 26, nota anche come La grotta di Fingal, di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1947), nacque in seguito a un soggiorno in Scozia, seguendo così il filone ottocentesco delle “impressioni di viaggio”, un topos culturale che le opere di Sterne, Goethe, Heine e Stendhal resero uno dei pilastri della letteratura classico-romantica. Il rapporto difficile del mondo “extramusicale”, paesaggistico e contemplativo, con quello della musica, trova in Mendelssohn una risposta che si orienta all’ideale della classicità, in senso storico come in senso estetico. Il tempo unico dell’ouverture appare così come un vero e proprio primo tempo di sinfonia, creando una struttura straordinariamente coesa. Il Concerto per corno e orchestra n. 1 in Mi minore di Richard Strauss venne composto nel 1882-83 e poco dopo la composizione, fu eseguito a Monaco al Tonkünstlerverein da Bruno Hoyer, ma dovette attendere il 4 marzo 1885 per l’esecuzione con orchestra che Hans von Bülow diresse a Meiningen (corno Gustav Leinhos). Né nella prima, né nella seconda occasione lo eseguì Oskar Franz, il solista di corno cui Strauss aveva dedicato la partitura. Tra le opere giovanili il Concerto per corno emerge per la felice amabilità, pur non essendo ancora segnato da una forte impronta personale. Non mancano, soprattutto nel rondò finale, vocaboli tipici di Weber e della tradizione della “musica di caccia” (da Haydn a Schumann). La Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11 venne terminata dal quindicenne Felix Mendelssohn-Bartholdy nel marzo del 1824 a Berlino, prima delle sue cinque Sinfonie. Sull’autografo compare il numero tredici, perché evidentemente il giovane compositore l’ha considerata in un primo tempo come la prosecuzione delle dodici Sinfonie per archi. L’organico completo e il successivo rimaneggiamento per un’esecuzione a Londra nel 1829, debbono far considerare la Sinfonia in Do minore come la prima pagina sinfonica scritta dal ragazzo prodigio. Mendelssohn dedicò la Sinfonia alla Società Filarmonica londinese. La prima esecuzione assoluta si ebbe alla Gewandhaus di Lipsia l’1 febbraio 1827 sotto la direzione del Kapellmeister Johann Philipp Christian Schultz. Il lavoro rivela con chiarezza la sfera degli interessi del giovane compositore, sensibilissimo ad assorbire gli stimoli delle epoche precedenti, ma anche della contemporaneità, e le influenze del sinfonismo classico (Mozart e Haydn); ma dimostra anche come il modello di riferimento sia stato Beethoven, che all’epoca della composizione aveva ultimato la Nona. Biografia: “La musica dovrebbe far trasalire la gente e raggiungerla nel profondo. Non dovrebbe mai essere né semplicemente confortevole, né rilassante”. Questo è il ‘credo’ di Helmuth Rilling, nato a Stoccarda nel 1933, direttore e pedagogo, nonché ambasciatore per Johann Sebastian Bach nel mondo. Nel 1954 ha fondato la Gächinger Kantorei e 11 anni più tardi il Bach Collegium Stuttgart come partner orchestrale regolare del coro. Ad allora risale l’impegno di Rilling per la musica di Bach; affascinato anche dalla musica corale romantica dimenticata, Helmut Rilling ha commissionato e diretto musica corale contemporanea come è avvenuto nel 2000, anno di Bach, per il quale ha commissionato a compositori tra i più importanti quattro nuove composizioni sul tema della Passione. In omaggio alla sua devozione per Bach, Rilling ha fondato la Internationale Bachakademie Stuttgart nel 1981 dedicata a diffondere la musica e la personalità di Bach attraverso pubblici concerti, masterclass per cantanti e direttori, simposi in tutto il mondo. Organizza speciali progetti annuali come la Bach Week Stuttgart e l’European Music Festival Stuttgart così come una serie di oratori dal diciassettesimo al diciannovesimo secolo. Molto importante per Rilling è incoraggiare giovani musicisti ragione per la quale ha fondato il Festivalensemble Stuttgart nel 2001. Questo ensemble, che consiste di coro e orchestra, è composto da giovani musicisti di talento di 25 differenti nazionalità. Combinando la sua duplice veste di direttore e pedagogo, Rilling ha individuato un sistema di lezioni-concerto durante le quali, egli sostiene, “fa capolino sulla spalla del compositore” per spiegare al pubblico, con l’ausilio di esempi musicali, particolari aspetti del lavoro del compositore. Rilling si esibisce sia con formazioni da camera sia come direttore ospite, tenendo concerti in Europa, negli Stati Uniti e in Canada. Uno dei suoi vanti è la sua amicizia trentennale con la Israel Philharmonic. Nel 1970, inoltre, è diventato Direttore Artistico dell’Oregon Bach Festival, uno dei più importanti festival di musica degli Stati Uniti. Prova della sua inesauribile attività sono le centinaia di CD, registrazioni radiofoniche e televisive. Tra il 1970 e il 1984 è stato il primo musicista a registrare l’integrale delle Cantate di Bach. Inoltre, è stato la mente organizzativa del progetto dell’International Bachakademie per l’incisione dell’opera omnia di Bach su ben 172 CD, progetto che ha ricevuto i più importanti riconoscimenti internazionali. Tra gli altri, ad Helmuth Rilling è stato assegnato l’UNESCO International Music Prize nel 1994 e il Theodor Heuss Prize nel 1995. Nel 2003 è diventato Membro Onorario dell’American Academy of the Arts and Sciences. Nel 2000 ha vinto l’ambito Grammy Award per l’incisione del Credo di Krzystof Penderecki ed è stato nominato di nuovo nel 2001 per il Deus Passus di Wolfgang Rihm. Nel gennaio 2005 ha diretto l’acclamatissima prima alla Carnegie Hall di New York della Messa in Do minore di Mozart completata da Robert Levin. Nel gennaio 2006 Helmuth Rilling è stato il direttore ospite della Israel Philharmonic Orchestra, con la quale si è esibito per tre settimane con la Gächinger Kantorei a Tel Aviv, a Gerusalemme e Haifa. Il programma ha incluso il Magnificat in Re maggiore di Bach, il Requiem in Re minore di Mozart e la Messa in Do minore di Mozart, ambedue completate da Robert Levin. Nel 2005 Helmuth Rilling ha diretto la Messa in Do minore di Mozart ad una prima mondiale a New York. Nel 2006 si è esibito, inoltre, a Washington, Praga, Chicago e Caracas, così come in Italia, Canada, Polonia e Ungheria. Agli inizi del 2007 Helmuth Rilling ha diretto ancora alla Carnegie Hall di New York, la Passione secondo Matteo di Bach. Nell’attuale stagione le sue esibizioni come direttore ospite includono concerti in Italia, Spagna, Danimarca, Svizzera e Slovacchia. Durante il festival Europäisches Musikfest Stuttgart 2007 ha diretto War Requiem di Britten. Ha da poco inciso brani di Haydn, Händel e Gubaidulina. La registrazione dal vivo di War Requiem uscirà su CD in occasione del settantacinquesimo compleanno del Maestro nel 2008. Radovan Vlatkovic è un musicista molto amato e conosciuto in tutto il mondo ed ha contribuito a rendere il “corno francese ” uno strumento molto popolare. Nato a Zagabria nel 1962 studia all’Accademia della sua città con il Prof. Deticek e successivamente si diploma con il massimo dei voti alla Musikhochschule di Detmold (Germania) con il prof. Michael Hoeltzel. Nel 1983 vince il Primo Premio al Concorso ARD di München, dopo 14 anni, primo cornista ad aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento internazionale, inizia così la sua brillante carriera internazionale. Dal 1982 al 1990 è Primo Corno alla Radio Symphonie Orchester Berlin. Aprezzato pedagogo ricopre la carica di Hornprofessor presso la Musikhochschule di Stoccarda fra il 1992 ed il 1998; attualmente è Professore di Corno al Mozarteum Salzburg; Cattedratico al Conservatorio Reina Sofia di Madrid è Docente alla Musikhochschule Zürich. Le sue masterclass sono molto seguite e richieste in tutta Europa. Solista molto richiesto suona con prestigiose orchestre sinfoniche e da camera: Symphonie Orchester des Bayer. Rundfunks, Radio-Stuttgart, Radio Symphonie Berlin, Münchner Kammerorchester, Münchner Symphoniker, Filarmonica di Bremen (dove è Artista “in residence” nel 2004), English Chamber, BBC, Academy of St. Martin in the Fields, Scottish Chamber, Mozarteum e Camerata Academica Salzburg, Rotterdam Philharmonic, Orchestre de Lyon. In Italia suona con le Orchestre di Santa Cecilia Roma, ORT Firenze, San Carlo Napoli, OSN della RAI, Teatro Verdi Trieste, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Dal 2001 è ospite regolare della Yomiouri Orchestra di Tokyo così come delle Orchestre sinfoniche di Sydney e Melbourne in Australia. Artista “in residence” presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (2007-2008) esegue il concerto di John Williams (per la prima volta a Milano), Saint-Saëns, Dukas e Chabrier e i due concerti di Richard Strauss. Sempre nella stagione 2008/09 suona i concerti di Richard Strauss con la Konzerthausorchester Berlin, Sjaeland Orkester Kopenhagen, Basler Symphonie, Real Filarmonica di Galicia, Tokyo Metropolitan, Osaka Century Orchestra. Radovan Vlatkovic dedica speciale attenzione al repertorio contemporaneo, eseguendo i concerti di Elliott Carter e Heinz Holliger ed alcune opere di compositori croati, a lui dedicate. Radovan Vlatkovic ha eseguito il 5 Maggio 2008 alla Glocken Saal di Brema la prima assoluta del Concerto per Corno e Orchestra di Krzysztof Penderecki sotto la direzione dello stesso Penderecki. Il Concerto è stato commissionato all'Autore dalla Società Filarmonica di Brema. La stampa ed il pubblico l’hanno accolto con grande entusiasmo. La musica da camera occupa un posto molto importante nella vita musicale di Radovan Vlatkovic. Insieme ad Andras Schiff, Heinz Holliger, Denès Varjon, Francois Leleux, Klaus Thunemann, Aurèle Nicolet, Gidon Kremer, Vladimir Askenazy, Peter Schreier ed altri prestigiosi musicisti, partecipa ogni anno a numerosi festival in Austria, Finlandia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna (Festival de Santander), Svizzera, Inghilterra. Dal 1999 torna sempre a Marlboro (USA) dove, insieme ai “Musicians from Marlboro” suona a San Diego, Philadelphia, Washingotn, Boston e New York. Negli ultimi anni Radovan Vlatkovic si presenta – con successo – anche, nella doppia veste di Direttore/Solista, in Italia, Croazia, Paesi Bassi, USA. La discografia di Radovan Vlatkovic include i concerti di Mozart e Richard Strauss con la English Chamber Orchestra diretta da Jeffrey Tate; musiche di Saint-Saëns con l’Ensemble Orchestral de Paris diretta da Jean-Jaques Kantorow; la Serenade di Britten con l’Ensemble Oriol di Berlino e la partecipazione del tenore Neil Jenkins; Concerto per corno di Leopold Mozart e Fasch diretto da Hermann Baumann, l’Academy of Saint Martin in the Fields diretto da Iona Brown. Per le sue incisioni è stato insignito più volte con il “Preis der Deutschen Musikkritik”. ____________Lunedì 12 gennaio 2009 ore 20.00 GRAN GALÀ Musiche di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Umberto Giordano, Georges Bizet, Leopold Mozart, Franz Schubert Orchestra Sinfonica Junior Coro di voci bianche Orchestra Amatoriale LaVerdi per tutti Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Antonello Allemandi Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Lunedì 12 gennaio 2009 ore 20.00 Biglietto Posto unico euro 15,00 (ingresso gratuito per i soci della Verdi) Gran Galà della Verdi per festeggiare l’acquisto dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Lunedì 12 gennaio 2009 alle ore 20.00 la Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi ha organizzato la serata “Gran Galà” per festeggiare l’acquisto dell’Auditorium di Milano, ora “Auditorium di Milano Fondazione Cariplo”, la casa della Verdi dal 1999. Dopo aver realizzato la ristrutturazione dell’Auditorium con fondi privati, ora la Fondazione, grazie a un accordo con Intesa SanPaolo, Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo, diviene proprietaria dell’edificio, diventando così l’unica Orchestra Sinfonica italiana proprietaria della struttura dove prova e si esibisce. Con questa operazione l’Orchestra e il Coro rendono definitiva la presenza nel teatro di Corso San Gottardo, una casa della musica per tutti i milanesi. Il Gran Galà vedrà affiancarsi tutte le formazioni nate dal cuore della Fondazione che si esibiranno in un grandioso concerto: l’Orchestra Sinfonica Junior, nata nell'autunno del 2007 con una cinquantina di ragazzi compresi tra i 9 e i 17 anni che sono iscritti regolarmente a corsi di strumento individuali e che intendono vivere l’esperienza della grande orchestra; la OSJ tiene regolari prove a sezioni e d'insieme tutte le settimane, sotto la guida del Maestro Ruben Jais e la supervisione delle prime parti dell'Orchestra Verdi. L'Orchestra Sinfonica Junior ha tenuto il suo primo concerto a Milano il 7 giugno 2008. Oggi la OSJ costituisce il nucleo principale dell’”Elba Jazz Kids Orchestra”, la prima orchestra jazz di bambini in Italia, che si è esibita la prima volta il 4 e 5 settembre 2008 a Marciana Marina (Isola d'Elba); il 30 novembre 2008 il concerto è stato replicato a Roma all’Auditorium-Parco della Musica, nell’ambito del “Roma Jazz Festival”. Il Coro di voci bianche viene avviato nell'autunno del 2001 con l'obiettivo di favorire la pratica vocale per una educazione alla musica, attraverso l'esercizio dell'impostazione, il controllo della voce e il coordinamento ritmico. Il corso é tenuto dai professori di canto della Verdi, Maria Antonietta Preti e Maria Teresa Tramontin, e conta circa 25 bambini di età compresa tra i 6 ai 14 anni. Il Coro di voci bianche della Verdi ha debuttato il 16 dicembre 2004 sotto la direzione del maestro Romano Gandolfi nei Carmina Burana di Carl Orff. L’Orchestra Amatoriale LaVerdi per tutti è nata nel 2005 da un progetto dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Aperta a tutti, senza limiti di età e di titoli, l'orchestra è composta da circa 70 orchestrali, di età compresa tra i 17 e i 70 anni. Tutti i componenti dell'orchestra hanno studiato uno strumento e continuano ancora oggi a esercitarsi con grande passione, pur non avendo fatto della musica una professione. Quello che mancava loro era la possibilità di suonare insieme ad altri musicisti e di eseguire pagine del grande repertorio sinfonico. Settimanalmente i musicisti si esercitano sotto la guida del Maestro Matthieu Mantanus affiancato da alcuni professori della Verdi. LaVerdi per tutti si è esibita in concerto per la prima volta il 27 giugno 2006 eseguendo musiche di Mozart e Beethoven con un grande successo di pubblico. LaVerdi per tutti può essere considerata l'unico esempio in Italia di orchestra amatoriale appoggiata da una delle istituzioni sinfoniche più importanti del paese. Nell’aprile 2008 il progetto dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, La Verdi per tutti, ha ottenuto il prestigioso Premio “Filippo Siebaneck” in occasione del XXVII Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati”. Infine l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretti per questo importante concerto dal Maestro Antonello Allemandi, eseguiranno musiche di Verdi, Puccini, Mascagni, Giordano e Bizet. Biografia: Antonello Allemandi è attualmente tra i più attivi direttori italiani in campo internazionale. Ha debuttato a 21 anni al Maggio Musicale Fiorentino, iniziando da allora una carriera internazionale che lo porta ad esibirsi sul podio di alcune fra le massime istituzioni musicali del mondo, fra le quali Wiener Staastoper, Opéra National de Paris, Théâtre des Champs-Elysées, Covent Garden, Metropolitan, Deutsche Oper di Berlino, Bayerische Staasoper di Monaco, Teatro Real de Madrid, Gran Teatre del Liceu di Barcelona, Bunka Kaikan di Tokyo, Rossini Opera Festival di Pesaro, Festival Verdi di Parma, Festival de Santander. Oltre ad essere stato per sei anni Direttore Musicale dell’Orchestre Colonne a Parigi, nel corso della sua carriera Antonello Allemandi ha avuto modo di collaborare con alcune fra le maggiori compagini orchestrali italiane, fra le quali le quattro Orchestre RAI, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra Regionale Toscana ed i “Pomeriggi musicali” di Milano, nonché con importanti orchestre in Francia, Spagna, Germania e Svizzera. In Giappone ha diretto concerti in sale quali la Suntory Hall, il Tokyo Art Space e il Bunka Kaikan (Le sacre du printemps di Stravinskij, la Messa da Requiem di Verdi, la Sinfonia n. 5 di Prokofiev). Nell’anno delle celebrazioni Verdiane ha diretto la “Maratona Verdiana” (da Nabucco a Falstaff) al Festival di San Sebastian e il Nabucco all’Arena di Nîmes. In campo operistico ha avuto modo di dirigere altre importanti produzioni, fra quali si segnalano La traviata, Il trovatore, Il barbiere di Siviglia, L’elisir d’amore ed I puritani alla Wiener Staatsoper, Un ballo in maschera e Tosca all’Opéra National de Paris, Il barbiere di Siviglia al Covent Garden, Il pirata, Werther e Tosca alla Deutsche Oper di Berlino, La traviata, Carmen, Cavalleria rusticana e Pagliacci al Teatro dell’Opera di Köln, L’italiana in Algeri e La traviata alla Bayerische Staasoper di Monaco di Baviera, Don Carlo al Teatro Real di Madrid (per il Centenario Verdiano), Lucia di Lammermoor al Grand Théâtre de Genève, La Cenerentola al Metropolitan di New York, L’equivoco stravagante e Il turco in Italia al Rossini Opera Festival. Nella passata stagione (2006/07) ha diretto con grande successo Carmen alla Coruña e a Santander, La traviata alla Stockholm Royal Opera, Lucia di Lammermoor al Liceu di Barcelona, La bohème alla Semperoper di Dresda, L’elisir d’amore al Teatro Regio di Torino e Cavalleria Rusticana a St. Gallen. Reduce da ottimi successi nell’Oberto, conte di San Bonifacio al Festival Verdiano 2007 a Busseto, Lucia di Lammermoor al Teatro Comunale di Bologna, L’italiana in Algeri al Teatro Megaron in Atene e nella Turandot all’Opera di Bilbao, Antonello Allemandi annovera fra i suoi prossimi impegni La traviata alla Staatsoper di Berlino, Turandot al New National Theatre di Tokyo, La traviata al Bunka Kaikan di Tokyo e Aida alla Semperoper di Dresda, In campo discografico ha registrato la prima esecuzione moderna di Alina e Le convenienze e inconvenienze teatrali di Donizetti (Opera Rara). Ha inciso inoltre Elvida, Francesca di Foix di Donizetti e Maria Stuarda di Mercadante per l’etichetta britannica Opera Rara, Ernani (cd e dvd) per Dynamic e Simon Boccanegra live dal Festival di Santander (2003). A Bilbao, dove ha diretto ben ventisette titoli d’opera, gli è stata conferita la medaglia d’oro in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ABAO, già consegnata, a suo tempo, a Ettore Bastianini (1958), Mirella Freni (1975) ed Alfredo Kraus (1985) |
| Domenica 4 gennaio 2009 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica NEOCLASSICISMO A PARIGI Darius Milhaud - Le boeuf sur le toit (con esempi da Bohuslav Martinů La revue de cuisine e da Francis Poulenc Les animaux modèles) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00) Data concerto Domenica 4 gennaio 2009 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Primo appuntamento del nuovo anno con la rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica” Domenica 4 gennaio 2009 alle ore 11.00 il Maestro Francesco Maria Colombo presenterà un nuovo appuntamento della rassegna dedicata alla musica del Novecento. Si partirà da Le Boeuf sur le Toit, balletto in un atto su testo di Jean Cocteau, che fu ispirato a Milhaud dall’esuberanza del Carnevale di Rio. Concepito come una sequenza di ritratti grotteschi e ambientato in un bar americano durante il proibizionismo, il divertissement contiene anche una parodia della Salomé di Strauss nella scena in cui la “femme garçonne” danza tenendo in mano la testa di un poliziotto decapitato da un ventilatore. Alla prima versione, chiaramente ispirata al music hall (Parigi 1920, scene di Raoul Dufy), ne seguì una più fedele ai canoni del balletto: la popolarità dell’opera resta tuttavia legata alle esecuzioni in concerto. Colombo proporrà, inoltre, esempi musicali tratti da La revue de cuisine di Bohuslav Martinů e da Les animaux modèles di Francis Poulenc. Ciascun incontro della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica”, della durata di circa un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografia Francesco Maria Colombo ha compiuto gli studi di direzione d'orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, frequentando le masterclass di Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini. Ha debuttato in concerto con Renata Scotto, sia come pianista sia come direttore. Nel 2001 Gian Carlo Menotti lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai; e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell'opera, con "The Telephone" e "The Medium". Da allora, Francesco Maria Colombo ha diretto più di 50 orchestre in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Argentina. Come direttore d'opera ha stabilito rapporti continuativi, fra l'altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto ("Roberto Devereux", "Maria Padilla", "Orazi e Curiazi") e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano ("Tosca", "La Bohème"). Il suo più recente impegno operistico è una produzione di "Don Pasquale" nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato "Les Contes d'Hoffmann" e "Il Trovatore". A partire dal 2002, ha diretto l'Orchestra Verdi tutti gli anni, sia nella stagione sinfonica, sia nel repertorio operistico, sia nei cicli estivi dedicati al Musical, sia in un concerto celebrativo nel Duomo di Milano. Sempre con l'Orchestra Verdi ha registrato un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata. |
| COMUNICATO STAMPA Per motivi di salute, il Maestro Vladimir Fedoseyev non dirigerà la Verdi nel tradizionale concerto di fine anno in programma questa settimana (30, 31 dicembre; 1, 2 gennaio), la Nona Sinfonia e la Fantasia in Do minore per pianoforte, coro, soli e orchestra op. 80 di Beethoven. Vladimir Fedoseyev verrà sostituito dal Maestro Leopold Hager. Si comunica, inoltre, che a causa di problemi di salute il tenore Rudolf Schasching verrà sostituito da Kurt Azesberger. Leopold Hager, nasce a Salisburgo, Austria, dove studia direzione, organo, pianoforte, clavicembalo e composizione al famoso Mozarteum nella sua città natale. Dopo i primi impegni a Mainz, Linz e Colonia è diventato Direttore Musicale a Friburgo, poi Direttore Principale della Mozarteum Orchestra a Salisburgo e, fino al 1996, Direttore Musicale della RTL Symphony Orchestra in Lussemburgo. Numerosi tour e concerti lo hanno portato, e lo portano tutt’ora, in Europa e in America. E’ un assiduo ospite di molti dei principali teatri d’opera del mondo, come Bayerische Staatsoper di Monaco, Semperoper di Dresda, Metropolitan Opera di New York, Lyric Opera di Chicago, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Teatro Colon di Buenos Aires, Opera Bastille di Parigi, solo per citarne alcuni. Inoltre, è uno stretto collaboratore della Vienna Staatsoper. Leopold Hager ha lavorato con orchestre importanti come Vienna Philharmonic, Vienna Symphony, Staatskapelle di Dresda, Bamberger Symphoniker, Gewandhausorchester di Lipsia, Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, Accademia di Santa Cecilia di Roma, National Symphony Orchestra di Washington, Czech Philharmonic Orchestra, Orchestre de Paris, Munich Philharmonic e NDR Sinfonieorchester di Amburgo. Nel 1988 Leopold Hager ha incontrato per la prima volta la English Chamber Orchestra al Würzburger Mozartfest, e da allora si è instaurata una stretta collaborazione. Con questa orchestra ha inciso numerose registrazioni dedicate principalmente a Mozart e Mendelssohn. Inoltre, la sua ricca discografia comprende le prime opere e arie di Wolfgang Amadeus Mozart. Tra i più importanti incarichi del passato ricordiamo l’Opera di Lione (Fidelio), Deutsche Oper di Berlino (Rosenkavalier), National Theatre di Praga (Don Giovanni), MDR Sinfonieorchester di Lipsia, Danish National Radio Symphony Orchestra, Prague Symphony Orchestra, Orchestre National de Lille, e l’Edinburgh Festival (Capriccio di Strauss con Soile Isokoski e Anne Sofie von Otter). La sua direzione nell’Idomeneo di Mozart in Lussemburgo ha ricevuto grandi consensi. Nel 2006 ha diretto la Wiener Philarmoniker a Vienna, Praga e Roma. Nel 2007 ha diretto numerosi concerti in Spagna ed è stato ospite con la English Chamber Orchestra al Würzburger Mozartfest. Nella stagione 2007/2008 ha diretto nuovamente la MDR Symphony Orchestra; è stato a Madrid, Barcellona, Budapest, Napoli (Orfeo e Euridice), Lussemburgo, dove ha diretto in forma concertante Tristan und Isolde di Wagner. Dall’inizio della stagione 2005/2006 Leopold Hager ha l’incarico di Direttore Principale della Volksoper di Vienna, dove ha diretto la nuova rappresentazione di Sophie's Choice (in coproduzione con la Deutsche Oper di Berlino) e Il Fauto Magico e, più recentemente, Meistersinger di Wagner. Nella Stagione 2006/2007 ha diretto Turandot, Der Freischütz e La Traviata. Nel 2007/2008 ha diretto la prima di Hoffmanns Erzählungen. Leopold Hager ha iniziato la stagione attuale alla Deutsche Oper di Berlino, dove dirigerà una doppia produzione per l’apertura: Elektra di Richard Strauss, in combinazione con una vera rarità, la Cassandra di Vittorio Gnecchi. Il tenore Kurt Azesberger ha ricevuto la sua prima educazione musicale come contralto solista della scuola di coro maschile del monastero di San Florian in Austria, e, in seguito, al Conservatorio Bruckner di Linz e all'Universit‡ di musica e di arte di Vienna con Hilde Russel-Majdan, Kurt Equiluz e Peter Schreier. Nel 1991 ha ricevuto il premio "Interpretazioni Mozartiane", riservato a giovani artisti austriaci, dal Ministero dell'Educazione e dell'Arte. La carriera internazionale lo ha portato sui palcoscenici pi_ importanti, dove si Ë esibito come Evangelista nelle Passioni di Bach al Festival di Salisburgo, al Concertgebouw di Amsterdam, all'Aja, al Royal Festival Hall di Londra, a Praga, al Konzerthaus e al Musikverein di Vienna, a Tel Aviv, Berlino, Milano, Lucerna, Parigi e con direttori di fama quali Rafael Fr¸hbeck de Burgos, Franz Welser-Mˆst, Riccardo Chailly, Michael Gielen e Nikolaus Harnoncourt. Ha cantato nel ruolo di Klaus Narr nel Gurrelieder di Schonberg diretto da Claudio Abbado e da Vladimir Fedoseyev, come il monaco nell'oratorio Die Jakobsleiter di Schonberg sotto la bacchetta di Michael Gielen e Kent Nagano e nella parte del tenore nella Nona Sinfonia di Beethoven con la direzione di Myung Whun Chung e Semyon Bychkov. Nel suo repertorio, anche concerti di musica del ventesimo secolo (Winterreise di Zender, Serenata per tenore, corno e archi e The Prodigal Son di Britten , il ruolo del profeta in Der Weg der Verhei_ung di Weill) e recital a Festival importanti come il Schubertiade Schwarzenberg. In ambito operistico Kurt Azesberger si è esibito come Tito ne La clemenza di Tito (Vienna Volksoper) ed Egisto in Elektra (al Brucknerhaus di Linz con Franz Welser-Mˆst, al Berlin State Opera con Daniel Barenboim). Ha cantato inoltre nel ruolo del Gran Sacerdote in Idomeneo ai Festival di Baden-Baden e Salisburgo, di Froh nel Rheingold di Wagner a Catania, di Walther von der Vogelweide in Tannh‰user all'Accademia di Santa Cecilia a Roma di Narr nel Wozzeck diretto da Claudio Abbado al Salzburger Osterfestspiele. Si è recentemente esibito con gran successo in Jakobsleiter di Schonberg diretto da Kent Nagano al Festival di Salisburgo e al Ruhrtriennale, performance di cui esistono CD), nella Passione secondo Matteo con Kurt Masur e la London Philharmonic, in Entf¸hrung aus dem Serail di Mozart in forma di concerto con la Concerto Kˆln e la direzione di David Stern, in Jahreszeiten di Haydn e Franz Welser-Mˆst, come Hauptmann in Wozzeck di Berg all'Accademia di Santa Cecilia a Roma e in Winterreise di Zender o come Klaus Narr (Gurrelieder) al Musikverein di Vienna con Mariss Jansons. La stagione attuale lo vede al Haydn Festival Eisenstadt, nel ruolo di Froh nel Rheingold (in forma di concerto) al Bruckner Festival di Linz, nella Passione secondo Giovanni con Kent Nagano a Berlino e Dortmund, in una nuova produzione di Die Zauberflˆte diretto da Claudio Abbado con performance a Ferrara, Reggio Emilia, Modena, e Baden-Baden, con la realizzazione di un DVD. Della grande produzione di CD ricordiamo la registrazione di Das Buch mit Sieben Siegeln di Schmidt al Musikverein di Viienna con Horst Stein, delle Cantate profane di Bach (harmonia mundi) e di Krˆsus di Keiser sotto la direzione di RenÈ Jacobs, di Lazarus di Schubert con Helmuth Rilling (H‰nssler Classic), Jakobsleiter di Schˆnberg con la direzione di Eliah Inbal (Denon), L'Apocalype selon St Jean di FranÁaix (Wergo Mainz), le Missae Breves di Mozart dirette da Nikolaus Harnoncourt (Teldec) e la Messa di incoronazione con Leopold Hager (Denon). |
| Martedì 30 dicembre 2008 ore 20.30 Mercoledì 31 dicembre 2008 ore 20.00 Giovedì 1 gennaio 2009 ore 16.00 (fuori abbonamento) Venerdì 2 gennaio 2009 ore 20.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Ludwig van Beethoven Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 Sinfonia n. 9 in Re minore op 125 Soprano Dorothee Jansen Mezzosoprano Gabriella Sborgi Tenore Rudolf Schasching Basso Egils Sillins Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Pianoforte Simone Pedroni Direttore Vladimir Fedoseyev Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica dalle 14.30 alle 19.00) Date Concerti Martedì 30 dicembre 2008 ore 20.30 Mercoledì 31 dicembre 2008 ore 20.00 Giovedì 1 gennaio 2009 ore 16.00 (fuori abbonamento) Venerdì 2 gennaio 2009 ore 20.00 Biglietti Euro 13,00/33,00/40,00/50,00 Buon anno dalla Verdi Grande concerto di Capodanno con la Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Vladimir Fedoseyev Anche per quest’anno la Verdi propone quattro appuntamenti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno con la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta dal Maestro Vladimir Fedoseyev, quest’anno Direttore Principale della Verdi. Ormai da qualche tempo il Concerto di Capodanno è diventato un appuntamento tradizionale anche a Milano, che con grande entusiasmo ha accolto la gioiosa Nona Sinfonia di Beethoven, come accade nelle maggiori capitali europee. Quest’anno, alla tradizionale Nona Sinfonia si affiancherà la Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 sempre di Beethoven, con il pianista Simone Pedroni. Nato a San Pietroburgo, Vladimir Fedoseyev ha studiato a Mosca prima presso l’Istituto Musicale Gnessin, poi al Conservatorio Tchaikovsky con il Professore Leo Ginzburg. Invitato nel 1971 dal grande Evgeny Mravinsky come Direttore Ospite della leggendaria Orchestra Filarmonica di Leningrado, ottenne un così ampio successo che seguirono numerosi altri inviti, lanciando così la sua carriera direttoriale. Nel 1974 Fedoseyev divenne Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca, oggi conosciuta con il nome di Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Dal 1997 al 2004 è stato Direttore Principale dell’Orchestra dei Wiener Symphoniker a Vienna. Vladimir Fedoseyev è anche un acclamato direttore lirico. Programma: Mentre Beethoven scrisse le prime otto sinfonie in poco più di dodici anni, tra il 1800 e il 1812, ben dieci anni dovettero passare per arrivare alla stesura del monumento musicale che oggi per noi è la Nona Sinfonia. Se l’Ottava costituisce in un certo modo uno sguardo indietro, su Mozart e Haydn, con la Nona il compositore si volge verso il nuovo, con un linguaggio musicale finora inaudito: l’audacia delle armonie, la complessa struttura formale, e – mai ascoltato sinora - l’inserimento della voce dei solisti e del coro nel quarto movimento della composizione sinfonica, che, sulle parole dell’ode schilleriano An die Freude (Alla gioia) confluiscono insieme all’orchestra nel finale in una grande fuga, il momento culminante della titanica sinfonia. Con la Nona Sinfonia si rende esplicito il messaggio ideologico di Beethoven: la Gioia illuministicamente sentita quale slancio vitale, impegno ottimistico a superare i propri egoismi in una fratellanza di tutti gli uomini. La Fantasia in Do minore per pianoforte, coro e orchestra op. 80 venne composta da Beethoven nel 1808 ed eseguita al teatro An der Wien, con il compositore al pianoforte. Il brano si apre con un Adagio per pianoforte solo, di notevole impegno virtuosistico, a cui fa seguito l’ingresso graduale dell’orchestra, che affronta il tema iniziale con il pianoforte in una serie di variazioni; infine, interviene il coro che intona un inno alla fratellanza, attribuito al poeta Christoph Kuffner, un Lied che ricorda l’Ode alla gioia di Schiller e che, in seguito, accompagnò le note per il Finale della sua Nona Sinfonia. Biografia: Vladimir Fedoseyev è nato a San Pietroburgo ed ha studiato a Mosca prima presso l’Istituto Musicale Gnessin, poi al Conservatorio Tchaikovsky con il Professore Leo Ginzburg. Nel 1971 è stato inviato dal grande Evgeny Mravinsky come Direttore Ospite della leggendaria Orchestra Filarmonica di Leningrado. Il successo fu talmente grande che numerosi altri inviti seguirono, lanciando così la sua carriera direttoriale. Nel 1974 Fedoseyev divenne Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca, oggi conosciuta con il nome di Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Per oltre trenta anni in questo ruolo egli ha instaurato una rapporto speciale con i musicisti ed ha sviluppato un profilo assolutamente distintivo per l’Orchestra. Sotto la sua leadership l’Orchestra ha compiuto numerosi tour di successo in Germania, Austria, Svizzera, Scandinavia, Gran Bretagna, Spagna, USA, Sud America, Hong Kong, Giappone, Malesia e Australia. Vladimir Fedoseyev è stato Direttore Principale dell’Orchestra dei Wiener Symphoniker a Vienna dal 1997 al 2004, suonando con loro regolarmente al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna e realizzando diversi tour per il mondo. I momenti salienti di questo periodo sono le sue eccezionali performance del Gurrelieder di Schoenberg, del Requiem di Verdi e il ciclo completo dei lavori sinfonici di Beethoven eseguiti al Musikverein ed alla Konzerthaus, culminati con la magnifica performance della Missa Solemnis, eseguita per annunciare l’entrata del nuovo millennio. È ritornato al Musikverein e alla Konzerthaus nel 2006 per celebrare il centenario della nascita del compositore Shostakovich, ed il 75º anniversario della sua orchestra, continuando a caratterizzare il suo anno fortunato con la partecipazione ad acclamati festival nella capitale russa. Recentemente il Maestro Fedoseyev ha collaborato, come Direttore Ospite, con alcune tra le più importanti orchestre, tra cui la Bayerischer Rundfunk, Köln Philharmonic, Leipzig Gewandhaus, Berlin Philharmoniker, Zurich Tonhalle (dove dirige ogni stagione) e tutte le maggiori orchestre di Parigi. Ha raggiunto un’ottima reputazione in Giappone e nel 1996 è stato nominato Direttore Ospite Principale della Tokyo Philharmonic Orchestra. Nella stagione 2004/05 ha debuttato come Direttore Ospite con la Cleveland Orchestra e la Detroit e Pittsburgh Symphony Orchestras. Acclamato anche come direttore lirico, Fedoseyev è Direttore Ospite Principale all’Opera di Zurigo dove le sue performances di Attila di Verdi, Un Ballo in Maschera e Otello, Una Vita per lo Zar di Glinka, Khovanschina di Mussorgsky, Eugene Onegin di Tchaikovsky, The Tsar's Bride di Rimsky-Korsakov e Katerina Ismailova di Shostakovich sono state tra i suoi maggiori successi. La stagione passata ha diretto la 5° sinfonia di Mahler in un balletto per la coreografia di Heinz Spoerli. La prossima stagione lo vedrà direttore di una nuova versione di Boris Godunov di Mussorgsky. Altri importanti impegni come direttore lirico includono Demoni di Rubinstein al Festival di Bregenz nel 1997 e L’Amore dei Tre Re di Montemezzi nel 1998. Ha diretto alla Scala, l’opera di stato di Vienna, Teatro Comunale di Firenze, Roma e Bologna. Nel 2003 il Maestro Fedoseyev ha condotto una nuova produzione di Janacek, Cunning Little Vixen e la prima del Don Quichotte di Massenet al Festival di Bregenz. La scorsa stagione Vladimir Fedoseyev è stato in tour in Svizzera con la Filarmonica di Dresda, ha iniziato una serie di concerti con l’Orchestre Philharmonique de Radio France per la riapertura della storica Salle Pleyel di Parigi e ha diretto Ein Deutsches Requiem di Brahms a Milano e Vienna. Altri impegni sono stati la versione concertistica de Iolanta di Tchaikovsky a Verona ed un tour europeo e asiatico con l’ Orchestra Sinfonica Tchaikovsky. Il punto culminate è stato la performance, a Mosca e nella Città del Vaticano, della Passione secondo Matteo, composta dal Vescovo Hilarion Alfeyev, vescovo della Chiesa Russa Ortodossa di Vienna. Nella stagione 2007/08 ha effettuato un tour in Bretagna con l’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky; è stato Direttore Ospite a Valencia, Vienna, Berlino, Torino, Ginevra, Parigi, Bamberg, Milano, Monaco e Zurigo. La vitalità del Maestro Fedoseyev è entusiasmante e non dimostra affatto i suoi 75 anni. In occasione di questo anniversario il Maestro ha invitato il coro Singverein di Vienna ad unirsi alla sua orchestra a Mosca per la Missa Solemnis di Beethoven. Tra le numerose incisioni di Fedoseyev, si segnalano le opere e i balletti di Tchaikovsky, Mussorgsky, Rimsky-Korsakov, Rachmaninov, Stravinsky, Scriabin, Shostakovich, Brahms e Beethoven. Una raccolta di lavori di Boris Tchaikovsky è stata pubblicata nel 2005, e le sue registrazioni delle Sinfonie No. 1, 2, 5, 6 e 9 di Mahler sono state pubblicate da poco. Nel marzo 2008 è uscita l’integrale delle sinfonie di Brahms per la Warner Classics-Lontano. Nel 1996 Vladimir Fedoseyev ha ricevuto il prestigioso premio russo per i “Servizi resi alla Patria” e nello stesso anno la medaglia d’argento dalla Repubblica Austriaca per il servizio alla cultura. Nel 2002 la città di Vienna gli ha conferito il suo più alto omaggio, la Stella d’Oro; nel 2005, in coincidenza con il 75º anniversario dell’Orchestra Sinfonica Tchaikovsky, il Presidente Austriaco gli ha attributo l’onorificenza più importante del Paese, la Croce dell’Onore per le Arti e le Scienze. Simone Pedroni, novarese di nascita, si è diplomato nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al Conservatorio "G. Verdi" di Milano, sotto la guida del M° Piero Rattalino. Ha studiato inoltre con Lazar Berman e Franco Scala all'Accademia pianistica "Incontri col Maestro" di Imola, dove nel 1995 ha conseguito il "Master Degree". Dopo aver conseguito nel 1992 il Secondo premio al Concorso Arthur Rubinstein di Tel-Aviv e il Primo premio al Concorso Queen Sonja di Oslo, nel 1993, a 24 anni, vince il Primo Premio (Gold Medal) ed il Premio di musica da camera alla nona edizione del Concorso Van Cliburn in Texas. E' stato solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Sir Yehudi Menuhin, I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, l'Orchestra Nazionale della RAI a Torino diretta da Eliahu Inbal, l’Orchestra Filarmonica di Oslo diretta da Pinchas Steinberg, l'Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano diretta da Riccardo Chailly (in tournée con il Concerto in re minore di Martucci e nell’ambito del Festival de Música de Canarias) e diretta da Gianandrea Noseda (i 5 Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven), l’Orchestra Sinfonica de I Pomeriggi Musicali diretta da Aldo Ceccato, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera di Praga (con cui ha realizzato una tournée di 29 concerti negli Stati Uniti), la Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Israel Chamber Orchestra, la Wiener Kammerorchester, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestra da Camera di Losanna, l’Orquesta de Valencia, l’Orquesta Nacional de España, I Musici di Montreal diretti da Yuli Turovsky. Tra i recital si ricordano: il Teatro alla Scala di Milano, la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, il Quirinale in Roma, la Filharmonia Narodowa a Varsavia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, le Settimane Musicali di Stresa, la Società del Quartetto di Milano, le Serate Musicali di Milano, la Salle Gaveau di Parigi, il Festival della Primavera di Praga, il Festival de Menton, Montecarlo, Lisbona, Bonn, Hannover, Atene, Istanbul, oltre a numerosi concerti solistici negli Stati Uniti d’America e in Giappone. In occasione del 250° anniversario della morte di Bach ha eseguito con grande successo le Variazioni Goldberg di Bach al teatro della Maestranza di Siviglia e all’Auditorium di Milano. Per Philips-Classics ha inciso, dal vivo, un Cd con opere di Mussorgski, Rachmaninoff ed Hindemith, per U.I.O.G.D. “Simone Pedroni Live in Concert”, per La Bottega Discantica (www.discantica.it) le Variazioni Goldberg di Bach, e per LOL-Records (www.lol-records.com) i Quadri di una esposizione di Mussorgsky e opere di Arvo Pärt. Per la stessa etichetta sono in commercio due CD: uno interamente dedicato a Schubert (Sonata D. 960 e sei Lieder trascritti da Liszt) e l’altro a Liszt. Nell’estate 2005 debutta in Olanda nell’ambito del Festival di musica da camera di Delft ed è invitato per l’anno successivo. Tra gli ultimi impegni recital a New York, Cincinnati (a Cincinnati riconfermato in rècital per il 14 settembre 2008) e Berlino, tre concerti con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Louis Langrée (Beethoven Concerto n.4 e Tchaikovsky Concerto n.1), una tournée in Sud America con Roberto Abbado e l’Orchestra Giovanile Italiana (Brahms Concerto n.1) e il debutto a Pechino (Recital e Masterclasse), il ritorno con l’Orchestra della Radio della Svizzera Italiana a Lugano con il Concerto in re min. di Martucci diretto da James Gaffigan che l’ha molto apprezzato musicalmente e con il quale ripeteranno tale Concerto anche in USA. Fra tanti altri impegni importanti, il debutto a Roma Parco della Musica con l’Orchestra ed il Coro di Santa Cecilia, con la Fantasia Corale di Beethoven, direttore Vladimir Ashkenazy il 31 maggio, 1 e 2 Giugno 2009. Per informazioni sui biglietti: Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler martedì/domenica 14.30 – 19.00 Tel. 02 83389.401/402/403 IAT - Informazione e accoglienza Turistica della Provincia di Milano Piazza Duomo 19A (angolo Via S. Pellico) Lunedì/venerdì 10.00/13.00; 14.00/18.00 Sabato e domenica 10.00/13.00; 14.00/17.00 Tel. 02 80500355 |
| Sabato 20 dicembre 2008 ore 15.30 Rassegna “Crescendo in Musica” E A MEZZANOTTE … Cenerentola Spettacolo di danza e musica in collaborazione con Fnasd Oliver Wallace & Paul J. Smith “I sogni son desideri”, dal film Cenerentola (1950) Sergej Prokof'ev, Cenerentola dalla Suite 1, op. 107 (Introduzione, Pas de chat, Fata Madrina e la Fata dell'inverno, Cenerentola va al ballo, Valzer di Cenerentola, Mezzanotte) dalla Suite 2, op. 108 (Il sogno di Cenerentola, Galop) dalla Suite 3, op. 109 (Amoroso) Oliver Wallace & Paul J. Smith “Questo è l’amore”, dal film Cenerentola (1950) Per le parti recitate Testi e regia: Francesco Montemurro Voce narrante: Nicola Olivieri Cantanti: Melania Guarda e Paolo Cauteruccio Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Regia Arturo Cannistrà Direttore Carlo Piazza Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto sabato 20 dicembre 2008 ore 15.30 Biglietti Posto unico bambino (sotto i 14 anni): euro 7,00 Posto unico adulti: euro 14,00 (ridotto euro 12,50) Cenerentola, spettacolo di musica, danza e racconto Il sogno diventa realtà, sabato 20 dicembre alle 15.30 all’Auditorium di Milano, con il concerto dedicato a Cenerentola. Dalla fiaba al capolavoro d’animazione Disney, che ripercorre, fra momenti di musica, danza e racconto, la fiaba di Cenerentola, con le musiche tratte dal film Disney del 1950 e dalle diverse suite del balletto di Sergej Prokof’ev. Lo spettacolo si apre sulle note delle canzoni di Oliver Wallace e Paul J. Smith, compositori della colonna sonora del film Cinderella, ma il momento centrale è affidato ai giovani ballerini delle scuole della Fnasd - Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza: sulle musiche del balletto Cenerentola di Sergej Prokof’ev, danzeranno alcuni episodi della fiaba, mentre altri momenti saranno raccontati da Nicola Olivieri. La regia di Arturo Cannistrà userà la scena in maniera totale, con le scenografie “dal vivo”, rappresentate per esempio dagli stessi orchestrali che formano la sagoma del castello. Le canzoni dal film Cinderella saranno cantate da Melania Guarda e Paolo Cauteruccio. Biografie: Carlo Piazza si è diplomato in Direzione d'Orchestra, Composizione e Violino presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma, nel 1994 viene ammesso al corso per giovani direttori d’orchestra organizzato dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con la Comunità Europea presso l’Accademia Gianandrea Gavazzeni, ottenendo la miglior valutazione del corso. Nel 1995 viene ammesso alle prove eliminatorie del Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra “Franco Ferrara” presso il Teatro dell’Opera di Roma. Ha iniziato giovanissimo l'attività di direttore d'orchestra, dirigendo numerosi concerti e opere in prestigiosi teatri in Italia e all'estero, tra cui l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, gli Archi Italiani, l'Orchestra Filarmonica della Fondazione “Arturo Toscanini”, l’Orchestra Filarmonica Italiana, l’Orchestra Filarmonia Veneta, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Fenice di Venezia, l’Orchestra Symphonica Toscanini, I Virtuosi della Scala di Milano. Ha collaborato con artisti di chiara fama e solisti di pregevole talento, come il basso Michele Pertusi, il soprano Annamaria Dell’Oste, Bin Huang (violinista vincitrice nel 1994 del concorso internazionale “N. Paganini” di Genova), Alberto Miodini, Ivan Rabaglia, Enrico Bronzi (componenti del Trio di Parma). Tra le opere dirette ricordiamo Orfeo ed Euridice di Gluck, Le Nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan Tutte e La Clemenza di Tito di Mozart, La Cambiale di Matrimonio, Il Signor Bruschino con Michele Pertusi e Il Barbiere di Siviglia di Rossini a Le Théatre de Nîmes e Le Théatre National de Narbonne). Ha collaborato come assistente con il Maestro Lorin Maazel preparando alcuni programmi sinfonici in Italia e all’estero per l’Orchestra Symphonica Toscanini. È stato inoltre assistente del M° Arnold Östman in allestimenti operistici e concertistici nei teatri di Vienna, Stoccolma, Trieste, Verona, Venezia, Genova e Ferrara (con la Mahler Chamber Orchestra). Dal 1994 è direttore artistico del Festival di Torrechiara, dedicato a Renata Tebaldi, che ha come cornice lo stupendo castello quattrocentesco presso Parma e vanta la partecipazione di artisti di risonanza internazionale, tra i quali il basso Michele Pertusi, Archi dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, la European Union Chamber Orchestra, l’ensemble Europa Galante e la Philadelphia Youth Orchestra, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e I Solisti dei Berliner Philharmoniker. Con il basso Michele Pertusi ha collaborato nel 1997 nell’incisione del CD Serenata edito dalla casa discografica Stradivarius. Nel 2002 ha svolto attività di docente di “Tecnica Vocale per Interpreti e Masse Artistiche del Teatro d’Opera” presso l’Accademia della Fondazione Arturo Toscanini; inoltre ha insegnato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e al Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto come docente di Lettura della Partitura. Nel 2006 ha tenuto una masterclass in qualità di docente di Esercitazioni Orchestrali presso l’Accademia di Alta Formazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Ha pubblicato per la casa editrice “L’Oca del Cairo” tre sue composizioni: Recitativo e aria su testo di Metastasio per soprano e orchestra, Variazioni per orchestra sul tema della Marcia dei Sacerdoti del Flauto Magico e Rapsodia per violino e pianoforte. |
| Giovedì 18 dicembre 2008 ore 20.30 Venerdì 19 dicembre 2008 ore 20.00 Domenica 21 dicembre 2008 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Nikolaij Rimsky Korsakov Danza degli acrobati (dalla Suite La fanciulla di neve) Wayne Marshall Psalm 150 Georg Friederich Haendel For Unto Us (dal Messiah) Harold Darke In the Bleak Midwinter William Mathias A Babe is Born Pëtr Il’ič Čajkovskij Suite per orchestra da Lo schiaccianoci (arrangiamento di Duke Ellington) Pëtr Il’ič Čajkovskij Lo schiaccianoci (Trepak, Danza Araba, Danza Cinese, Valzer dei Fiori) John Rutter Star Carol, What Sweeter Music, Donkey Carol, Shepherds Pipe Carol Hector Berlioz Shepherds Farewell (da L’enfance du Christ) Leroy Anderson Christmas Festival per orchestra Leroy Anderson Suite per orchestra d’archi di sei Carole Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Maestro del Coro Erina Gambarini Direttore Wayne Marshall Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 ? 19.00) Date concerti Giovedì 18 dicembre 2008 ore 20.30 Venerdì 19 dicembre 2008 ore 20.00 Domenica 21 dicembre 2008 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Concerto di Natale con Wayne Marshall Wayne Marshall ritorna sul podio della Verdi per dirigere le Christmas Carols, composte da vari autori tra i quali Georg Friederich Haendel, Harold Darke, John Rutter, Leroy Anderson. Il termine “carol”, che deriva dall’antico francese, indica una canzone gioiosa e festiva, con un carattere di danza popolare, in origine pagana. Solo in seguito le carols cominciarono ad essere cantate in chiesa, in particolar modo nel periodo natalizio. Sarà il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, diretto dal Maestro Erina Gambarini, il protagonista del concerto. A seguire, la suite de Lo schiaccianoci di Čajkovskij con arrangiamento di Duke Ellington, compositore, direttore d'orchestra e arrangiatore della storia del jazz e uno dei grandi compositori americani del Novecento, oltre che un originale pianista. Programma: Avvolta nel mistero del passato, la parola di origine greca chor-aulein (coro ovvero danzare ed aulein per suonare il flauto dolce), in tardo-latino carolus (uomo di libera condizione), è arrivata a noi come carol (derivazione della “carole” franco ed anglo-normanno medievale), una canzone gioiosa e collettiva che celebra la nascita di Cristo. In origine, però, rappresentava una danza popolare pagana celebrata il giorno più corto dell’anno: il solstizio d’inverno. Con l’avvento del cristianesimo, nacque l’usanza dell’utilizzo del latino durante la messa: tutto ebbe inizio nell’anno 129 con ‘l’inno dell’angelo’, e la tradizione continuò fino al 1224, quando San Francesco d’Assisi ebbe un’idea che influenzò la storia della musica: aggiungere parole religiose a canzoni popolari, creando la lauda spirituale, destinata a durare per altri 200 anni. Nel 1410, la prima carola composta, di cui purtroppo è rimasta solo una piccola parte, raccontava l’arrivo di Giuseppe e Maria a Betlemme. La maggior parte dei canti di questo periodo e di quello elisabettiano parlavano della natività e della famiglia di Gesù, ma con un tono più divertente che religioso, ed erano cantati in casa invece che in chiesa. I trovatori ed i menestrelli portavano queste canzoni, quasi sempre di natura folcloristica, in tutta Europa, traducendole nelle lingue locali. Tale tradizione diventò nuovamente popolare nell’era Vittoriana, in cui le canzoni esprimevano gioia e allegria; ma era soprattutto lo spirito di fratellanza cristiana a creare un forte legame tra gli esseri umani. Lo schiaccianoci, tratto dal racconto di E.T.A. Hoffmann Lo schiaccianoci e il re dei topi, nell’adattamento di Alexandre Dumas, è il terzo balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Iniziato nel 1891, fu terminato nell’anno seguente. Mentre la prima del balletto ebbe luogo solo nel dicembre dello stesso anno, il compositore ebbe occasione di presentare la musica in forma di una Suite già nel marzo del 1892. La Suite originale comprende, oltre alla breve ouverture, una serie di danze caratteristiche, e si conclude con il famoso Valzer dei fiori. Biografia: Direttore d’orchestra, pianista e organista, Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all’inizio della sua carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla celebre produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera diretta da Simon Rattle, alla successiva incisione discografica con la EMI e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d’orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo. Come pianista e direttore d’orchestra si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui Wiener Symphoniker, Filarmonica di Rotterdam, Sinfonica della Radio Svedese, Orchestra Nazionale del Belgio, Norddeutscher Rundfunk, Berliner Rundfunk Sinfonieorchester, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, Berliner Philharmoniker e molte altre. Nel 1998 ha debuttato in Italia come direttore al Teatro alla Fenice di Venezia ed in questi ultimi anni la sua presenza in Italia si è notevolmente intensificata, portandolo ad essere ospite regolare delle nostre principali orchestre: dalla Rai di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Cherubini, L’Accademia di Santa Cecilia di Roma sino all’incarico di direttore principale ospite presso l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Nel 2001 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano. Nella prossima stagione debutterà alla Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e al Teatro Lirico di Cagliari e tornerà a Bologna, Milano e Roma; infine dirigerà per la seconda volta il Concerto di Natale da Assisi con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai trasmesso su Rai Uno. Nella stagione appena conclusa, ha partecipato a nuovi allestimenti di Porgy and Bess tra l’altro a Dallas e all’Opera Comique di Parigi e ha diretto concerti da Sidney a Baltimora, da Pechino a Londra. Wayne Marshall è un grande interprete di musical, genere al quale dedica sempre maggiore attenzione: ha diretto più volte West Side Story e nel 2000 ha debuttato a Vienna con Wonderful Town che ha poi riproposto nel 2007 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma con un incredibile successo di pubblico e di critica. Titolare dell’organo Marcussen della Bridgewater Hall a Manchester dal 1996, Marshall continua a esibirsi come organista e nel 2004 ha inaugurato lo strumento della nuova Disney Hall di Los Angeles con una nuova composizione di James MacMillan per organo e orchestra, A Scotch Bestiary, brano che ha suonato anche ai BBC Promenade Concerts del 2005. Ha inciso per la Virgin/Emi, vincendo i maggiori premi europei e nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Università di Bornemouth. ___________Domenica 21 dicembre 2008 ore 11.00 NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica RAVEL Maurice Ravel Ma Mère l'oye, Suite dal Balletto (con esempi da Pavane pour une Infante défunte e da Le tombeau de Couperin) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Francesco Maria Colombo Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Data concerto Domenica 21 dicembre 2008 ore 11.00 Biglietti Posto unico: euro 13,00 (ridotto euro 11,00) Nuovo appuntamento della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica” Domenica 21 dicembre alle ore 11.00 il Maestro Francesco Maria Colombo presenterà un nuovo appuntamento della rassegna dedicata alla musica del Novecento, illustrando la musica di Ravel. Si partirà dalla Suite dal balletto Ma Mère l’oye, nata nel 1911 con specifica destinazione infantile, dalla trascrizione per orchestra e riorganizzazione come balletto dell’omonima suite per pianoforte. Dal balletto Ravel trasse i 5 brani originali della suite, proponendoli come composizione da concerto, dal gusto delicato e sofisticato. Colombo proporrà, inoltre, esempi musicali da Pavane pour une Infante défunte e da Le tombeau de Couperin. Ciascun incontro della rassegna “NOVECENTO, prospettive su un secolo di musica sinfonica”, della durata di circa un’ora, si compone di un’introduzione storico-estetica, dell’analisi dei brani con esempi musicali eseguiti dal vivo con l’orchestra, e dell’esecuzione in concerto di un brano. La musica sinfonica del Novecento gode di un singolare privilegio: quello di mettere paura. Ancora oggi, davanti a un brano di Schönberg o di Britten, gran parte del pubblico reagisce con sospetto, si perde in un ascolto passivo e superficiale, dove gli elementi del linguaggio musicale si fondono in un magma confuso, e dichiara di "non capire" una musica fatta così. I nostri concerti-discovery dedicati al Novecento vogliono fare proprio questo: portare per mano lo spettatore a cogliere "perché" un brano di Debussy o di Stravinskij è fatto in un certo modo, seguirne le leggi interne per scoprirne la coerenza, proporre una chiave di lettura che dia accesso all'emozione. Biografia Francesco Maria Colombo ha debuttato come pianista e direttore d’orchestra nel 1998, in un concerto con il leggendario soprano Renata Scotto e l'Orchestra Stabile di Como. Nel 2001, Gian Carlo Menotti gli ha regalato, con un forte gesto simbolico, la bacchetta di Thomas Schippers, invitandolo a dirigere il concerto finale di Spoleto Festival, con un pubblico di 8.000 persone e la diretta televisiva su Raiuno. Questo è stato l’inizio della sua attività internazionale. Da allora, ha diretto ripetutamente molte orchestre sinfoniche italiane (Orchestra Verdi, Milano; Orchestra della Toscana; Orchestra del Lazio; Orchestra Sinfonica Siciliana; Orchestra Haydn, Trento e Bolzano; Philharmonia Veneta; Philharmonia Mediterranea; Pomeriggi Musicali, Milano; Orchestra Toscanini, Parma; Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari; Orchestra Stabile di Bergamo), e ha debuttato con la Mexico Philharmonic Orchestra, la Hungarian Symphony Orchestra, il Frankfurter Museumsorchester, l’Orchestra del Teatro Sao Carlos di Lisbona, la Filarmonica di Malaga, la Flint Philharmonic Orchestra, la Filarmonica del Colon a Buenos Aires e altre. In campo operistico, ha debuttato a Spoleto Festival (2002) con The Telephone e The Medium di Menotti (con la regìa del compositore), ha diretto la prima esecuzione italiana dei Racconti di Hoffmann di Offenbach nella versione completata da M. Kaye, per l’As.Li.Co. a Brescia, Cremona, Como e Pavia. E' stato al Festival Giordano con Mese mariano e concerti di Gala, ha iniziato le collaborazioni con la Minnesota Opera a Minneapolis (Maria Padilla di Donizetti, 2005; Orazi e Curiazi di Mercadante, 2006), con la Thessaloniki Opera (Lucia di Lammermoor, 2004), con l’Opera Company of North Carolina (Tosca, 2005, La Bohème, 2007). Nella scorsa stagione ha diretto Il Trovatore per l’As.Li.Co. a Brescia, Cremona, Como e Pavia e, con la Verdi, il concerto celebrativo di Natale nel Duomo di Milano, con un pubblico di oltre 3.000 persone. E' tornato all’Opera Company of North Carolina (La Bohème), ai Pomeriggi Musicali (con Mozart di Reynaldo Hahn), all'Orchestra Toscanini, alla Janacek Philarmonie di Ostrava (Mahler, Sinfonia n. 7). Fra i prossimi impegni il ritorno all'Orchestra Verdi di Milano in novembre (per un programma tutto dedicato a Ciaikovskij), un lungo tour in Corea e Giappone fra dicembre e gennaio, subito dopo il ritorno alla Flint Philharmonic Orchestra e all'Opera Company of North Carolina, e il ritorno all'As.Li.Co. con Don Pasquale a Brescia, Cremona, Como e Pavia. Con la Verdi ha inciso un cd dedicato a musiche di Victor de Sabata, di pubblicazione imminente. |
| COMUNICATO STAMPA Si informa che, a seguito della tournée che la Verdi farà a Baku in Azerbaijan nei giorni 11-14 dicembre, il calendario dei concerti all’Auditorium di Milano subirà alcune modifiche: - il concerto della Stagione sinfonica n. 13, previsto per giovedì 11, venerdì 12 e domenica 14 dicembre 2008, è rinviato a data da destinarsi; - il secondo appuntamento della rassegna “Novecento,
prospettive su un secolo di musica sinfonica” previsto domenica 14 dicembre
è rinviato a domenica 21 dicembre 2008 alle ore 11.00 |
| Giovedì 4 dicembre 2008 ore 20.30 Venerdì 5 dicembre 2008 ore 20.00 Domenica 7 dicembre 2008 ore 16.00 Stagione Sinfonica 2008-2009 Paul Duka L’Apprenti sorcier, scherzo sinfonico César Franck Variazioni sinfoniche per pianoforte e orchestra Les Djinns, poema sinfonico per pianoforte e orchestra Ernest Chausson Sinfonia in Si bemolle maggiore op. 20 Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Pianoforte Emanuele Arciuli Direttore Fayçal Karoui Auditorium di Milano Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00) Date concerti Giovedì 4 dicembre 2008 ore 20.30 Venerdì 5 dicembre 2008 ore 20.00 Domenica 7 dicembre 2008 ore 16.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 Musica francese con Karoui Direttore Musicale del New York City Ballet, il francese Fayçal Karoui debutta con la Verdi con un programma francese perfettamente nelle sue corde. Primo premio di direzione al Conservatoire national supérieur de Paris, premiato al Concorso Internazionale per giovani direttori d’orchestra di Besançon, dirige il notissimo scherzo sinfonico L’Apprenti sorcier di Paul Dukas, ripreso nel 1940 per il famoso film di animazione di Walt Disney Fantasia. Seguono le Variazioni sinfoniche per pianoforte e orchestra e il poema sinfonico Les Djinns per pianoforte e orchestra di Cesar Franck, che vedono il ritorno con la Verdi del pianista italiano Emanuele Arciuli, artista che si esibisce regolarmente per le più importanti istituzioni italiane e straniere. Chiude il concerto la Sinfonia in Si bemolle maggiore op. 20 di Ernest Chausson. Programma: L’Apprenti sorcier di Paul Dukas si ispira a una ballata di Goethe il quale, a sua volta, si era rifatto a un dialogo dello scrittore greco Luciano (II sec. DC). Composto nel 1897, questo scherzo sinfonico venne eseguito la prima volta nel maggio 1897 a Parigi alla Société nationale de musique. La definizione di “scherzo” si riferisce allo spirito del brano, in quanto la forma è quella tipica del poema sinfonico lisztiano. Una breve pagina introduttiva disegna l’atmosfera misteriosa del laboratorio; nell’ampia sezione centrale i diversi colori ed effetti orchestrali “descrivono” con grande virtuosismo protagonisti, situazioni e il loro intrecciarsi: la scopa magica (fagotti), i sortilegi (archi), l’apprendista stregone (fiati). Il brano si chiude con un tocco di ironia simile a quello posto a conclusione del poema sinfonico di Richard Strauss Till Eulenspiegels lustige Streiche. Nel 1940 il brano è stato ripreso dal famoso film di animazione di Walt Disney Fantasia. Le Variazioni sinfoniche per pianoforte e orchestra di César Franck vennero scritte nell’estate del 1885 ed eseguite l’anno seguente alla Société Nationale de Musique con l’autore sul podio e al pianoforte Louis Diémer, il dedicatario dell’opera. Quest’opera consacrò definitivamente la fama del sessantatreenne compositore francese di origine belga per la maniera, assolutamente originale, con la quale egli riusciva a trasfigurare la forma tradizionale del concerto classico, basata sul rapporto dialettico fra pianoforte e orchestra, in poesia dell’improvvisazione. La struttura delle Variazioni, sebbene articolata internamente secondo uno schema ternario (introduzione, cinque variazioni, finale in forma sonata) si manifesta esternamente come una libera fantasia con continui mutamenti della melodia. Les Djinns è un poema sinfonico per pianoforte e orchestra, composto da César Franck nel 1884 per la pianista Caroline Montigny-Rémaury. Il brano venne eseguito per la prima volta l’anno successivo da Louis Diémer. Il lavoro prende spunto dal poema Orientales di Victor Hugo, autore che più volte ha ispirato le sue composizioni. Franck recupera l’idea di forze misteriose e soprannaturali che squarciano il cielo notturno con il loro passaggio, e in particolar modo il ritmo singolare del poema di Hugo, che unisce calma e rumori di tempesta, prima di crollare nel silenzio della notte. La parte del piano è estremamente virtuosistica. La Sinfonia in Si bemolle maggiore op. 20 di Ernest Chausson venne composta nel biennio 1889-90 e dedicata all’amico pittore Henry Lerolle; l’autore stesso la diresse per la prima volta per la Société Nationale di Parigi nell’aprile 1891. La cura minuziosa dei particolari e la dimensione intimista, quasi cameristica della Sinfonia, che pure prevede un ampio organico, s’impongono già nell’esordio. La Sinfonia, in tre movimenti, si apre con un cupo incedere: misteriosi rulli di timpano conducono ad un tema enfatico degli archi; poi, dopo vibranti tremoli, tutto si placa sfociando nel secondo movimento dall’avvio propulsivo. Per contrasto un clima fatalistico prevale nel movimento centrale in forma di Lied. Nel finale predominano un’ambientazione tesa in cui dilagano mesti interventi pastorali. Biografie: Agli occhi di Fayçal Karoui la musica contemporanea, di repertorio, lirica, educativa, rivolta agli studenti o alla gente dei quartieri, è sempre una e una sola. Musicista completo, architetto e costruttore infaticabile di progetti ricchi, originali e vari, Karoui fa parte di quei pochi giovani direttori d’orchestra francesi richiesti sia in patria sia all’estero dalle più importanti orchestre. L’Orchestre de Paris, l’Orchestre de l’Opéra National de Paris, Orchestre Philharmonique de Radio-France, Orchestre National du Capitole de Toulouse, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo fanno parte delle compagini orchestrali che ha già diretto. Nelle stagioni prossime sarà impegnato con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Orchestre National de France, Orchestre de Paris e molte altre. Direttore Musicale dell’Orchestre de Pau Pays de Bearn dal 2002, Karoui viene elogiato da tutti per il lavoro che ha fatto su questa compagine, da lui letteralmente trasformata col fine di coinvolgere tutti gli elementi dell’orchestra, affiancando sistematicamente ai pilastri del repertorio anche la musica contemporanea. Ha fatto rinascere l’orchestra, chiamando a Pau i solisti più prestigiosi, ricevendo inviti insieme all’orchestra da importanti festival in Francia, Spagna, Italia. Ha registrato per l’etichetta Intrada una versione particolarmente innovativa di Pierino e il lupo con l’attore Smain. Nel luglio 2006 Fayçal Karoui è stato nominato direttore musicale del famoso New York City Ballet, fondato da George Balanchine. Programmerà una stagione sinfonica a New York, avvenimento totalmente nuovo per la sua orchestra. Nel corso della stagione 2006/07 il Théâtre du Châtelet lo ha scelto per dirigere Le Chanteur de Mexico (regia di Emilio Sagi), uno degli avvenimenti più salienti della stagione, per una serie di trenta rappresentazioni alla testa dell’Orchestre Philharmonique de Radio France e dell’Orchestre National d’Ile de France. Nato a Parigi nel 1971, Fayçal Karoui ha vinto a 16 anni il suo primo premio di direzione d’orchestra al Conservatoire National Supérieur de Musique de Paris ed è entrato direttamente nella classe di perfezionamento. Grazie alla borsa di studio “Aida” ha lavorato fino al 2002 come assistente di Michel Plasson con l’Orchestre National du Capitol de Toulouse. Questa proficua collaborazione gli ha fatto acquisire la padronanza di un vasto repertorio lirico. Fayçal Karoui ha diretto un gran numero di solisti, tra cui Nicholas Angelich, Paul Meyer, Alexandre Tharaud, Bertrand Chamayou, Frank Braley, Xavier Philips, Alexander Ghindin, Daishin Kashimoto, Brigitte Engerer, Marielle Nordmann, Patrice Fontanarosa, Jean-Claude Pennetier, David Guerrier, Didier Lockwood, Gautier Capuçon e con cantanti lirici quali Françoise Pollet, Nora Gubisch, Patricia Petitbon e altri. La presenza di Emanuele Arciuli sulla scena concertistica si segnala per l’originalità delle scelte interpretative nel repertorio tradizionale nonché per il profondo impegno nella musica d’oggi. Plurimo di Claudio Ambrosini, per 2 pianoforti e orchestra, da lui eseguito alla Biennale di Venezia (con Libetta, Valade e l’Orchestra della RAI) è stato premiato con il Leone d’Oro 2007. Fra gli altri compositori che hanno scritto per Emanuele citiamo Michael Nyman (Piano Concerto n.2), George Crumb (Eine Kleine Mitternachtmusik, suite per pianoforte amplificato), Filippo Del Corno, Lorenzo Ferrero, Milton Babbitt, Louis W Ballard, Uri Caine, Michael Daugherty e molti altri. Il suo interesse per la cultura degli indiani d’America, inoltre, ha ispirato uno speciale progetto che vede impegnati i maggiori compositori nativi (Davids, Quincy, Croall, Chacon) in brani pianistici a lui dedicati (novembre 2008 - Smithsonian Museum di Washington). Ha suscitato grande interesse da parte della critica internazionale il ciclo delle Round Midnight Variations, un gruppo di composizioni espressamente scritte per lui nel 2001 da 16 fra i maggiori autori statunitensi e che si impone come una delle più significative raccolte pianistiche dei nostri giorni. Arciuli suona regolarmente per le maggiori istituzioni, fra cui Teatro alla Scala, Festival Internazionale Pianistico di Brescia e Bergamo, Settembre Musica di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, La Biennale di Venezia, Festival Milano Musica, Berliner Festwochen, Teatro San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, Arena di Verona, Carlo Felice di Genova, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Indianapolis Symphony Orchestra, Orquestra Sinfonica Brasileira di Rio de Janeiro, Festival Pianistico di Miami, Miller Theater di New York etc. Ha inciso numerosi cd per Chandos, Bridge, VAI e Stradivarius, tra i quali Romantic Notions, un’antologia con Carla Bley, Fred Hersch e Chick Corea, l'integrale di Berg e Webern e il Concerto per piano e orchestra di Bruno Maderna in prima mondiale. L'album dedicato a George Crumb, inciso per Bridge, ha ricevuto la nomination per i Grammy Awards mentre il cd Stradivarius contenente musiche di Adams e Rzewski è stato votato dalla critica come miglior disco italiano del 2006. Oltre alle frequenti collaborazioni con riviste come Piano Time e Il Giornale della Musica Arciuli ha pubblicato il volume Rifugio Intermedio - il pianoforte contemporaneo tra Italia e Stati Uniti per il Teatro di Monfalcone e sta scrivendo la Storia del pianoforte americano dalle origini ad oggi, per EDT. Mario Bortolotto gli ha dedicato una delle dieci ampie monografie sugli interpreti italiani di oggi, su RaiRadioTre. E' titolare della cattedra di pianoforte principale al Conservatorio di Bari e dal 1998 è frequentemente Guest Faculty (professore ospite) al College Conservatory of Music della Università di Cincinnati e in molte altre università americane. |