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| Teatro Italiano |
| ASS.CORALE FOUR STEPS
CHOIR FOUR STEPS CHOIR viale Amendola 56 , 19121 La Spezia, Italia telefono 320 3746896 0187 751392 axmo@libero.it |
| Responsabile: Pietro Sinigaglia Contatti:
Ufficio 320 3746896 0187 751392 E-mail axmo@libero.it A Forza di essere Vento Musiche di Fabrizio De André “Lavorare ad un progetto su Fabrizio De André è prima di tutto un onore. Nessuno come lui è riuscito a raccontare l’uomo con tanta sfrontatezza e con tanto rispetto insieme, senza mai arrogarsi il diritto di doverlo giudicare. Lo spettacolo è un viaggio, intrapreso via mare, scelta naturale di collegamento tra la nostra città e il cantautore, mare contenitore e veicolo, simbolo per eccellenza del viaggio, luogo di risonanza per ogni voce. Certamente tutto questo è un pretesto. Un pretesto per raccontare ancora un'altra storia possibile, o forse l’unica percorribile da questa umanità confusa: quella di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria….per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità” A Forza di essere vento è un piccolo incanto che si apre con tenerezza sulle note della splendida Korakhanè e si chiude con un esplosione di accenti sul lungomare di un immaginaria Bahia ( dove squilla di luce la provocante Princesa); si apre con il garbo di un gruppo da camera e si chiude con la follia esplosiva di una batucada di samba che accompagna nel finale una coreografia quasi didascalica, ripercorrendo in un vortice circolare i flashback della vita di Fernandino che, pur essendo un travestito (o forse proprio per questo) è il simbolo perfetto di ogni essere umano. La parola con cui chiudiamo lo spettacolo è “Vivèr”, vivere, una parola chiave per De André che nella sua perfetta laicità le ha dato sempre connotati umani e spirituali altissimi. A forza di essere vento alterna sul palco il gruppo strumentale Franziska che trasforma un ensemble apparentemente cameristico in una fantasia dinamica di suoni e voci; la ritmica in perfetto stile pop-live; un coro o un quartetto vocale, a seconda degli spazi, che per toni e allegria rompe ogni tradizione, ma che pur sempre incarna l’umanità e diviene filtro inconsapevole del messaggio; una voce solista che ha ascoltato e amato tanto De André e lo canta con grande cura, senza strafare; una direttrice che ha immaginato tutto questo, lo ha progettato e arrangiato per questo grande organico, e che salta senza pudore da una parte all’altra del palco, fino alla fine, fino al “Vivèr”. E poi c’è lui, De André, c’è anche la sua voce (…), il suo modo di vivere ancora. Con Ensemble Franziska, Four Step Choir Canto: Pietro Sinigaglia Arrangiamenti originali regia, direzione Gloria Clemente ________________ FLOWERS METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI CANNONI Un tentativo, disperato forse, di rimettere al centro dell'universo l'uomo ripercorrendo il momento in cui irrompono le parole poetiche e laceranti della generazione beat, con i vari Ginsberg, Corso, Ferlinghetti ed anche Carver e Bukowsky, scoperti in Italia dalla recentemente scomparsa Fernanda Pivano, nella musica pop e rock generando fiori musicali ormai celebri e assoluti quali i Beatles, Supertramp, Pink Floyd e in Italia De Andrè. Le menti scosse, i sensi allertati e il dirompente rotolare del progresso diedero in quegli anni forti e vissuti, l'illusione di potersi fermare sul ciglio del disastro, appena prima il burrone, di arrestare la folle corsa all'autodistruzione. Ma eccoci qui, vittime del Subprime e delle solite, sempre numerose guerre, a conferma dell'unica sublimazione che sembra riservata al genere umano, il denaro al posto dei famosi fiori da mettere nei cannoni. La poesia, la voce, le note delle chitarre erano, sono e saranno la nostra speranza di salvezza: anche se retoriche, allucinogene, spesso riciclate, sono vere, ci aggrappano alla vita e ci danno lo specchio di quello che siamo. Furono quelli anni di eccessi, di rivolta, di molti sbagli e molta superficialità ma anni vivi in cui l'uomo aveva il coraggio di fare e di dire per essere vivente e vissuto, per essere attore e non spettatore, per dominare il destino della propria umanità. Riscoprire il senso di tanta musica rock, o pop nel senso di popolare e contemporaneo, favorirne la diffusione anche per contrastare un minimo la non identità e i non messaggi di tanta musica per i giovani di oggi che troppo spesso comunica solo sconcerto e disperazione e non offre alcuna via d'uscita, perfino nei percorsi autostradali del sabato sera. Musica e parola in un prodotto terzo, in contrasto e in sintonia, sovrapposto e spiegato chiaramente per non lasciare un fiume di suoni ma un idea precisa. La Band Pietro Sinigaglia voce Gloria Clemente pianoforte, cori, fisarmonica Davide L'Abbate chitarre Gianfranco Antuono basso elettrico Francesco Carpena batteria Roberto Alinghieri attore, narratore ______________________ Gola di Mattia Torre Lettura in Musica Gola riproduce a tavola un paese in guerra, in guerra con se stesso, che tenta di abbattersi a colpi di carbonara; un’Italia vorace che mangia rabbiosa senza mai veramente averne bisogno; un’Italia che farcisce ogni cosa, anche le quaglie. Le parole graffianti di Torre tirano via quello smalto che ci fodera lo stomaco in grado di ingoiare tutto, anche le notizie più gravi dei TG con un semplice, desolante sguardo alla TV durante l’ora di cena. Quella raccontata è un’Italia che fagocita indifferente la realtà amara della vita con quel po’ di zucchero che basta a mandarla giù; un‘Italia che distrugge se stessa con un’unica, cinica digestione, lasciando di sé, solo l’alito di un rutto. Il gusto della metafora percorre la trama del racconto, disegna un paese per immagini solide ed energiche che fanno ridere, riflettere e si piazzano nello stomaco lasciando l’eredità di una pesantezza da non dimenticare. Altro elemento fondante è la rabbia, i monologhi sono costruiti come uno sfogo improvviso eruttato da un rigurgito. Mattia Torre: “Il nostro rapporto con il cibo ha sicuramente origini più complesse e lontane nel tempo, ma mi piace scherzare intorno all’idea che l’ultima guerra ci abbia definitivamente traumatizzato. Molte nostre nonne sembra continuino a mangiare per paura che la guerra possa tornare. “Gola” è una specie di sfogo ironico, ma anche rabbioso, sulla generale indifferenza di cui è capace l’Italia, indifferenza che a tavola si esprime in modo speciale. Quando mangi pensi meno, sei meno curioso, ti fai meno domande. Sull’importanza del cibo nella vita, comunque, me la prendo anche molto con me stesso”. le attrici Caterina Guzzanti e Francesca Rocca i musici _________________ I Fiori Blu è un progetto musicale che unisce la passione e il lavoro di una vita che ha esplorato il territorio del tango e la musica italiana d'autore, nel segno di Fabrizio De Andrè e del suo amico fragile, Luigi Tenco.. Tutto comincia da uno sguardo trasversale che quasi per caso cerca di coniugare in una sola musica le sonorità scure, meditative, sensuali ma mai lascive del tango con la raffinatezza del pensiero che si trasforma in parola comune, del comune mortale, tanto cara al nostro Faber. E' l'incontro dell'immortalita, inseguita dal passo lento della milonga notturna, con la mortalità dei vinti cantati e poi risorti nelle canzoni del cantautore, poeta. Gloria Clemente Pianoforte e Fisarmonica Pietro Sinigaglia Voce, corno francese e percussioni Matteo Rovinalti Violino Davide L'Abbate Chitarra _______________ Il mare è quello delle voci, tante, diverse, per timbro, ruolo, intensità; medesimo è però il senso della ‘sacralità’ che dalla loro unione vibra comunque ed indipendentemente dalle opinioni e dai luoghi comuni. Il mare è anche quello vastissimo del repertorio musicale, un gigantesco bacino di suoni, ritmi, idiomi, dialetti curiosamente affini: quello ligure certo, e quello brasiliano, cugini dall’identità forte; ma non solo. Nel ‘mare di voci’ c’è anche l’Africa, il linguaggio del gesto e del corpo, dell’approccio melodico e istintivo; e c’è il sud-America in senso lato accanto al samba puro: il candomble, il tango, la rumba cubana, c’è la contaminazione urbana, il funky, l’hip-pop, il reggae da strada. Un mare di voci per un mare di possibilità, dunque. Viviamo in un’epoca in cui l’incontro con le altre culture, superato lo scontro, non deve accontentarsi del ‘confronto’; non c’è più spazio per la diffidenza, né per il ‘purismo’ o la ‘citazione’, ma solo per un’integrazione reale e gioiosa. Nel ‘mare di voci’ ognuno può gettare con fiducia la propria, certo di poterla ‘ripescare’ rigenerata ed arricchita. PIETRO SINIGAGLIA voce solista e percussioni GLORIA CLEMENTE voce, fisarmonica e arrangiamenti CRISTINA ALIOTO voce, sax soprano ILARIA BIAGINI voce, flauto e sax soprano DAVIDE L'ABBATE chitarre ANTONIO ANTOGNETTI pianoforte STEFANO BIANCHINI tromba e surdu MARCO GUIDI voce, congas, surdu e claves GIANFRANCO ANTUONO basso elettrico FRANCESCO CARPENA batteria ______________________ TEATRO RAGAZZI Da anni lavoriamo con un Coro Ragazzi, bambini da 5 a 9 anni, ragazzi dai 10 ai 14 ed adolescenti che continuano a venire alle prove, a cantare a mettersi in gioco. Ogni anno abbiamo confezionato uno spettacolo finale, ripetuto poi l’anno successivo nel Teatro Civico della nostra città, in Stagione Ragazzi, collezionando veri e propri successi. Ecco allora una risorsa, una peculiarità: teatro ragazzi fatto dai ragazzi.... spettacoli realizzati • 2004/2005 Buongiorno Mondo • 2005/2006 L’insonnia del piccolo Re • 2006/2007 Il Piccolo Principe • 2007/2008 E se Pinocchio quel giorno andava a scuola? • 2008/2009 Don Chisciotte ed altre utopie • 2009/2010 Cyrano de Bergerac, spadaccino e poeta ASSOCIAZIONE CORALE FOUR STEPS CHOIR teatro ragazzi responsabile: Pietro Sinigaglia Contatti: Ufficio 320 3746896 0187 751392 E-mail axmo@libero.it "E se Pinocchio quel giorno...” Perché Pinocchio riesce a diventare un bambino vero? Se andate a ritroso coi perché, libro alla mano, vi renderete conto che ogni passaggio della sua burrascosa vita da burattino, è stato necessario per non dire indispensabile, ed arriverete al punto cruciale in cui egli prende la prima decisione importante della sua vita: "...o a scuola, o a sentire i pifferi." Nel nostro spettacolo invece, Pinocchio decide di andare a scuola; una decisione che si rivela ben presto fatale e che spiazza un po' tutti a cominciare da il Grillo, preziosa coscienza che in questo caso non viene neanche interpellata, Il 'nostro' Pinocchio s'imbatte in un Maestro non cattivo, ma pericoloso, (ben più del rimpianto Mangiafuoco) che vuole insegnargli un orribile alfabeto, freddo e schematico, in cui esistono -orrore!!- parole giuste e parole sbagliate..!! con Il Coro Bambini e Ragazzi “F.De Andrè” Marco Balma, Bruno Liborio La fatina: Caterina Guzzanti, su video i musicisti della compagnia Rielaborazione del testo, direzione ed arrangiamenti: Gloria Clemente DON CHISCIOTTE ed altre utopie… Nel lontano 1600 la penna geniale di Cervantes regala al mondo il personaggio di Don Chisciotte, romantico e lucido filosofo al tempo stesso, figlio di una modernità sconvolgente e precoce. Un’opera sagace ed ironica, di cui proponiamo una rilettura brillante. I due attori e i ragazzi del Coro recitano, cantano, ballano: è un musical vero e proprio. La scenografia è ricca e spiritosa, tra le selle dei cavalli che diventano altalene e il ritratto della principessa Dulcinea (ovvero il simulacro della donna che non esiste), sempre pronto a rivestirsi di luce ogni volta che la si invochi…E così mentre sovrapponiamo alla follia di Cervantes la nostra, cerchiamo un’utopia che vada oltre la resa di Don Chisciotte, in un finale di speranza.. con Il Coro Bambini e Ragazzi “F.De Andrè” Marco Balma: Don Chisciotte, Bruno Liborio: Sancio Panza i musicisti della compagnia Rielaborazione del testo, direzione ed arrangiamenti: Gloria Clemente Il Piccolo Principe Di Saint-Exupèry Il capolavoro di Saint-Exupèry affascina bambini e adulti di tutto il mondo da 60 anni, poiché la visione che ci offre, immediata e quasi ovvia, dell’infinito e dell’eternità, fa ‘innamorare’ il lettore, creando in lui uno stato di coscienza e diventando così un mezzo ‘semplice’ per accedere ad uno stato emozionale superiore. Lo spettacolo resta fedele al testo e si gusta tra i colori delle belle scenografie di due giovani artisti locali, i guizzi dell’attore che a tratti ci mostra un lato esilarante e a tratti ci commuove, le proiezioni e i disegni, e poi naturalmente i canti, di quasi quaranta bambini dai 4 agli 11 anni, piccole coreografie, brevi recitati. con Il Coro Bambini e Ragazzi “F.De Andrè” L’aviatore Marco Balma I musicisti della Compagnia Rielaborazione del testo, direzione ed arrangiamenti: Gloria Clemente e quest’anno..CYRANO DE BERGERAC..spadaccino e poeta.. Il sipario si apre sul silenzio di tre gruppi di adolescenti: uno al computer, tra smn e facebook, l’altro immerso nel mondo della telefonia mobile ed impegnato a messaggiarsi a pochi cm di distanza, e il terzo che si prepara ad uscire per ‘taggare’ (ossia fare graffiti sui muri). Lo sleng è quello giovanile: la parola è ferma nel suo essere e non conosce il divenire, vale nel breve istante in cui viene pronunciata e poi decade…Il loro rassicurante tran- tran viene interrotto dall’arrivo di un personaggio assai curioso. Il bizzarro spadaccino-poeta sta disperatamente cercando il suo prezioso pennacchio ma, profondamente inorridito dall’uso che vede fatto della parola, convince i ragazzi a seguirlo in una mirabolante avventura di cappa a spada, al servizio di un amore impossibile ed inconfessabile, ma che nutre il proprio intrinseco anelito d’eternità attraverso la perfezione del verso poetico. |