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| Contemporanea stagione 2009 2010 “DIARIO DELL’ANIMA” OMAGGIO AD ARVO PÄRT MOSTRA FOTOGRAFICA ROBERTO MASOTTI Arvo Pärt, un ritratto. Fotografie: 1988-2006 Dal 23 al 31 gennaio 2010 - Foyer Sinopoli Auditorium Parco della Musica In occasione del progetto Diario dell’anima. Omaggio a Arvo Pärt, all’Auditorium Parco della Musica di Roma verrà allestita la mostra Arvo Pärt, un ritratto. Fotografie:1988-2006 di Roberto Masotti. Dal 23 al 31 gennaio 2010, diciannove ritratti del compositore estone saranno esposti nel foyer Sinopoli. Questo mio nuovo ritratto fotografico è rivolto ad Arvo Pärt, amico e grandissimo compositore estone. I precedenti, organizzati in mostra, sono stati negli anni, dedicati a John Cage, a Keith Jarrett, a Han Bennink, a Demetrio Stratos. Questo incontro è indissolubilmente legato a ECM e a Manfred Eicher, tramite riferimenti databili e precisi. Questo ritratto, si muove tra chiarezza ed evanescenza, è a un tempo essenziale e sfumato. In tutto sono una ventina di grandi fotografie; la selezione è iniziata in occasione della prima edizione per l’associazione Borderland a Sejny, in Polonia, ed è qui ampliata con poche immagini più recenti. Questo gruppo d’immagini, approvato dal compositore, e in collaborazione con ECM, è frutto di scelta feroce e non porta necessariamente a chiarire dato che l’artista e l’uomo possono essere solamente evocati, richiamati dalla forza delle immagini, in cui, spesso, lo sguardo così umano dell’artista incontra il nostro e ci cattura. La musica e i musicisti non offrono mai immagini evidenti e certe; solo nel caso di ritratti ufficiali in cui è chiaro il codice ed anche lo scopo, e mentre il gesto che ce li avvicina mostra la sua efficacia “espressiva”, di fatto maschera la personalità vestendola di un solo indirizzo, suggerendo quella di lettura, in quel preciso momento. Da qui l’idea di riunire in un possibile ritratto, uno dei possibili, i frammenti via via raccolti; il ritratto si precisa rimanendo vario, la lettura si approfondisce offendosi sfaccettata. L’occhio scorre e si addentra all’interno di una figura sconosciuta e che perlopiù lo rimarrà ancora dato che è ben difficile trarre certezze attraverso un cammino così incerto e pieno di inesplicabili vuoti. Questi ritratti si sono formati per via di occasioni: quelle d’incontro con il personaggio e le altre che hanno sollecitato e permesso il convergere di immagini sospese in archivio o già segnate dalla scelta e dall’uso. Un momento fondamentale è, quando è stato possibile, il confronto con il musicista, il compositore, sull’assieme selezionato. Ricordo con orgoglio ed emozione, come potrebbe essere diversamente, la preparazione di Photographs Cage a Torino nel 1984 con John Cage presente ad interagire entusiasticamente con il percorso accuratamente predisposto oppure quando han Bennink ha percorso e a suo modo “commentato” il mio iper-ritratto Everything / Anything composto da una lunga striscia di centinaia di immagini di lui e con lui, con i suoi strumenti e oggetti, in più occasioni e pervaso dalla sua inesauribile verve. Un ritratto che ha preso forma più di recente è quello, tutto postumo, su Morton Feldman; se mi fossi chiesto improvvisamente se avrebbe avuto senso concentarne uno su di lui in rapporto al materiale e alle occasioni avute nel fotografarlo avrei risposto di no. Un’occasione editoriale, quella del libro Morton Feldman Says mi ha portato a considerare in blocco il materiale da me realizzato su questo compositore chiave all’interno della musica americana e internazionale. Tornando, per finire, ad Arvo Pärt, mi auguro che, nella sua infinita benevolenza perdonerà la mia cocciutaggine nel trattenere in mostra qualche sguardo a suo avviso troppo fermo o addirittura “luciferino”, una luce ed una intensità impagabili. Grazie Arvo per la tua amorevole pazienza. Roberto Masotti Arvo Part, un ritratto. Fotografie: 1988-2006 Foyer Sinopoli Auditorium Parco della Musica di Roma Viale Pietro de Coubertin 30 Dal 23 al 31 gennaio 2010 Tutti i giorni dalle ore 11 alle ore 20 Ingresso libero Info 06-80241281 |
| Mercoledì 27 gennaio, ore 20.30 Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia Gli angeli di Arvo Pärt In coproduzione con la Fondazione Musica per Roma Secondo appuntamento con Diario dell’anima, Omaggio ad Arvo Pärt, ciclo di concerti dedicati al compositore estone nell’ambito della rassegna Contemporanea organizzata da Musica Per Roma. Gli angeli di Arvo Pärt è il suggestivo titolo del concerto di mercoledì 27 gennaio (ore 20.30 Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia) che vedrà protagonisti l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretti da Tonu Kaljiuste. Di Pärt le compagini ceciliane si faranno interpreti di Oriente e Occidente, Sinfonia n. 4: Los Angeles (prima italiana), Passacaglia, Cantus in Memory of Benjamin Britten, Pilgrims' Song, Da pacem Domine. Il caso di Arvo Pärt è quello di tanti compositori che hanno attraversato la fase dell'avanguardia e della sperimentazione per poi approdare a un linguaggio molto personale, e comunicativo. Nato in Estonia nel 1935, ha adottato negli anni 60 tecniche della musica seriale e aleatoria, con una certa predilezione, come in Penderecki, per le grandi masse sonore. Ma ha poi ritrovato il gusto per una musica spoglia ed essenziale, il fascino della monodia, delle polifonie primitive, della triade consonante, del suono delle campane ("Tintinnabulum"), del silenzio. Uno degli esempi più celebri di questa svolta è il Cantus in memory of Benjamin Britten (1977), per orchestra d'archi e campane, «un'ingegnosa dichiarazione di guerra all'atonalità» costruita su una semplice scala discendente di la minore, eseguita simultaneamente con tre metri differenti. La musica di Pärt è spesso una commossa, religiosa riflessione su eventi drammatici e luttuosi: alla scomparsa di un amico caro è dedicato anche il malinconico Pilgrim's Song (1984) lavoro corale basato sul Salmo 121, usato anche nel film Le invasioni barbariche di Denys Arcand; come omaggio ai morti negli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004 è stato scritto Da pacem Domine (2004); a «tutti i carcerati senza diritti in Russia» è dedicata infine la recentissima Sinfonia n.4 (2009) per archi, arpa e percussioni, pagina lenta, dalle textures trasparenti, commissionata dalla Los Angeles Philharmonic Orchestra che l’ha eseguita per la prima volta nel gennaio di quest'anno sotto la direzione di Esa Pekka Salonen. La Sinfonia n. 4 è dedicata al noto prigioniero politico russo Mikhail Khodorkovsky, in carcere dal 2003 e ora sottoposto ad un nuovo processo. Arvo Part ha recentemente dichiarato “Mi sembra che Mikhail Khodorkovsky non abbia bisogno di presentazioni. Il suo nome, e le vicende ad esso connesse, hanno ricevuto grande attenzione in Occidente. Con la mia composizione, vorrei raggiungere, tendendo la mano, il prigioniero e tutti coloro i cui diritti vengono violati in Russia. Non potendo fare null’altro, dedico la mia Sinfonia N.4 a Mikhail Khodorkovsky, augurandogli di trovare la pace interiore, nonostante la dura situazione in cui si trova. Non so se sarà mai in grado di ascoltare la Sinfonia. Tuttavia, spero che un giorno il mio messaggio riesca a raggiungerlo nella lontana Siberia”. Mercoledì 27 gennaio, ore 20.30 Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia Gli angeli di Arvo Pärt In coproduzione con la Fondazione Musica per Roma Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Tonu Kaljuste direttore Arvo Pärt Oriente e Occidente Sinfonia n. 4: Los Angeles Prima Italiana Passacaglia Cantus in Memory of Benjamin Britten Pilgrims' Song Da pacem Domine Biglietti da 18 € a 33 € Informazioni tel. 06 8082058 www.santacecilia.it |