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Aida Nabucco Boheme Gioconda Turandot
Grazie dei dati a www.spettacolinews.it
_______Ultima recita per il 2008 di Carmen all’Arena di Verona
appuntamento al 2009 con una stagione ricca di spettacoli

carmen di bizetApplausi ieri sera all’Arena di Verona per la Carmen di Bizet. Nel ruolo di Carmen la carismatica Ildiko Komlosi con una voce sbalorditiva, così come anche quella di Fabio Armiliato (Don Josè) e Dario Solari (Escamillo) e Susanna Kybalova (Micaela). Le arie più famose di questo capolavoro di Bizet, la seconda opera dopo l’Aida per numero di rappresentazioni, echeggiano nella suggestiva e seducente atmosfera spagnoleggiante di inizio ‘800. La scena si apre in una piazza di Siviglia con l’insuperabile allestimento scenico di Franco Zeffirelli, i costumi di Anna Anni, la coreografia di El Camborio ci immergono in una realtà che pulsa di vita dalle scene iniziali fino all’ultimo quadro in cui la zingara Carmen sfida l’amore e la morte. Numerosi gli applausi a scena aperta ad avvalorare l’indiscusso immenso successo di quest’opera magnificamente diretta dal maestro Daniel Oren.
Appuntamento all’anno prossimo dove Cinque opere, e un Gala porteranno ancora una volta, il pubblico di appassionati da tutto il mondo, a gremire l'anfiteatro dell’Arena.
Ecco la programmazione dell'estate lirica 2009

Giugno 2009 - Inizio spettacoli ore 21:15

Venerdì, 19 Giugno 2009 Carmen
Sabato, 20 Giugno 2009 Aida
Giovedì, 25 Giugno 2009 Aida
Venerdì, 26 Giugno 2009 Turandot
Sabato, 27 Giugno 2009 Carmen
Domenica, 28 Giugno 2009 Aida

Luglio 2009 - Inizio spettacoli ore 21:15

Giovedì, 2 Luglio 2009 Carmen
Venerdì, 3 Luglio 2009 Turandot
Sabato, 4 Luglio 2009 Aida
Giovedì, 9 Luglio 2009 Carmen
Venerdì, 10 Luglio 2009 Turandot
Sabato, 11 Luglio 2009 Il Barbiere di Siviglia
Domenica, 12 Luglio 2009 Aida
Martedì, 14 Luglio 2009 Carmen
Mercoledì, 15 Luglio 2009 Il Barbiere di Siviglia
Giovedì, 16 Luglio 2009 Aida
Venerdì, 17 Luglio 2009 Turandot
Sabato, 18 Luglio 2009 Carmen
Mercoledì, 22 Luglio 2009 Aida
Giovedì, 23 Luglio 2009 Carmen
Venerdì, 24 Luglio 2009 Gala
Sabato, 25 Luglio 2009 Il Barbiere di Siviglia
Domenica, 26 Luglio 2009 Aida
Martedì, 28 Luglio 2009 Aida
Mercoledì, 29 Luglio 2009 Turandot
Giovedì, 30 Luglio 2009 Carmen
Venerdì, 31 Luglio 2009 Aida

Agosto 2009 - Inizio spettacoli ore 21:00

Sabato, 1 Agosto 2009 Il Barbiere di Siviglia
Domenica, 2 Agosto 2009 Carmen
Martedì, 4 Agosto 2009 Turandot
Mercoledì, 5 Agosto 2009 Aida
Giovedì, 6 Agosto 2009 Il Barbiere di Siviglia
Venerdì, 7 Agosto 2009 Turandot
Sabato, 8 Agosto 2009 Aida
Giovedì, 13 Agosto 2009 Carmen
Venerdì, 14 Agosto 2009 Il Barbiere di Siviglia
Sabato, 15 Agosto 2009 Tosca
Domenica, 16 Agosto 2009 Aida
Martedì, 18 Agosto 2009 Aida
Mercoledì, 19 Agosto 2009 Tosca
Giovedì, 20 Agosto 2009 Carmen
Venerdì, 21 Agosto 2009 Aida
Sabato, 22 Agosto 2009 Tosca
Domenica, 23 Agosto 2009 Carmen
Martedì, 25 Agosto 2009 Carmen
Mercoledì, 26 Agosto 2009 Tosca
Giovedì, 27 Agosto 2009 Aida
Venerdì, 28 Agosto 2009 Carmen
Sabato, 29 Agosto 2009 Tosca
Domenica, 30 Agosto 2009 Aida
Al via il Festival Lirico all'Arena di Verona con il lancio del nuovo sito Arena.it


Che l'estate abbia inizio: torna il Festival Lirico dell'Arena di Verona. La stagione 2008 ha un calendario costellato di grandi appuntamenti: dal 20 giugno al 31 agosto nella suggestiva cornice dell'anfiteatro romano sono di scena prestigiose opere della tradizione lirica. L'86° edizione del Festival Lirico propone cinque titoli per quarantanove spettacoli: Aida, con l'attesa rievocazione storica della produzione del 1913 per la regia di Gianfranco de Bosio e la conduzione del maestro Renato Palumbo; Tosca, nell'allestimento di Hugo de Ana e la direzione d'orchestra del maestro Giuliano Carella; Nabucco per la regia, scene e costumi di Denis Krief, conduce il maestro Daniel Oren; Carmen, nella maestosa produzione del maestro Franco Zeffirelli con la direzione sempre di Daniel Oren; Rigoletto, ripreso dall'edizione del 2003, regia di Ivo Guerra, scene di Raffaele Del Savio, diretto ancora da Renato Palumbo.

In occasione della stagione 2008 del Festival Lirico, anche il sito www.arena.it ha goduto di un restyling importante, sia sull'impatto grafico sia sui contenuti, per guidare meglio gli utenti alla scoperta dell'Arena e delle sue attività.

La veste grafica intuitiva e orientata all'immagine valorizza l'opera e l'ambiente che la circonda. Le informazioni strutturate per aree tematiche e layout rinnovato offrono maggiore accessibilità, e una navigazione più chiara e immediata. I percorsi di approfondimento nella sezione "Dentro l'opera" che ne narrano la storia, la nascita, la partitura, la scrittura del libretto, fino all'approdo al nostro palcoscenico. Infine i contenuti multimediali consentono la visione delle produzioni del presente e del passato: veri cimeli, come Aida del 1966, già on line. L'Arena di Verona, una magia alla portata di tutti: uno spettacolo nello spettacolo che fa provare, sotto il cielo stellato, emozioni indimenticabili tra scenografie imponenti, luci e applausi.
Ogni informazione sul sito www.arena.it.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Arena_di_Verona

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Arena_di_Verona&action=history

Arena di Verona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Coordinate: 45°26′20″N 10°59′39″E / 45.43889, 10.99417

La scenografia dell'opera Turandot di Giacomo Puccini
La costruzione della scenografia dell'Aida di Giuseppe Verdi

L'Arena di Verona è un anfiteatro romano presente a Verona.
Assieme alle figure di Giulietta e Romeo è considerata l'icona della città veneta. È il terzo anfiteatro romano per dimensione dopo quello di Roma - il Colosseo - e di Capua; è sicuramente fra i meglio conservati.
Durante il periodo estivo viene proposto il celeberrimo festival lirico, e nelle prime serate di settembre artisti di carattere mondiale fanno tappa all'anfiteatro per proporre i loro concerti. Una manifestazione ormai consolidata nel calendario areniano è la serata finale del Festivalbar, proposta in due eventi in diretta tv, dove si stabilisce il vincitore della manifestazione che gira l'Italia nel periodo estivo.

Indice

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Origine del nome [modifica]

Il suo nome deriva dal toponimo latino che indica la sabbia, la quale ricopriva la platea dell'anfiteatro.

 

Storia [modifica]

L'anfiteatro romano, costruito nel I secolo d.C., è il monumento veronese più conosciuto. Oggi l'Arena è incastonata nel centro storico a fare da quinta a Piazza Bra, ma un tempo, quando i Romani lo costruirono, il monumento fu collocato ai margini dell'urbe, fuori della cerchia delle mura.

L'Arena riassume in sé venti secoli di storia locale, ed è diventata nel tempo il simbolo stesso della città. Il suo culto ha radici lontane, che risalgono all'umanesimo carolingio. La fama goduta dall'anfiteatro nella coscienza civica dei veronesi, porta così via via il monumento ad assumere sempre più il carattere di simbolo stesso dell'antica nobiltà. Di qui le cure per la sua conservazione ed i suoi ampi e numerosi restauri. L'Arena servì sempre e soprattutto per manifestazioni spettacolari. In epoca romana, ad esempio, fu usata per spettacoli di lotte fra gladiatori. Nel Medioevo e fino alla metà del Settecento erano usuali in Arena anche giostre e tornei. Nell'Ottocento, invece, erano rappresentati spettacoli di prosa, eseguiti nel tardo pomeriggio fra la primavera e l'autunno. Nel 1913, nel centenario della nascita di Giuseppe Verdi, venne proposto per la prima volta un melodramma, l'Aida verdiana, e in questo modo l'Arena sarà finalmente scoperta per quello che adesso è conosciuto come il primo vero e più importante teatro lirico all'aperto del mondo.

 

Architettura [modifica]

 
Esterno dell'Arena di Verona
La cosidetta "Ala" dell'Arena
L'Arena nell'epoca romana in sezione

Il più solenne monumento di Verona romana, con vari ordini di gradinate e, al centro, un'area o arena per gli spettacoli di gladiatori, di combattimenti con belve od altre manifestazioni di carattere popolare, è stato costruito con blocchi di marmo ben squadrati, nel I secolo d.C., cioè tra la fine dell'impero di Augusto e quella dell'impero di Claudio. Venne costruito poco fuori la cinta muraria della città, a sud, e venne collegata all'impianto urbano, tanto che è allineata ai suoi assi stradali, anche per raccordare il sistema di drenaggio con quello cittadino. La sua collocazione facilitava l'afflusso e l'uscita del pubblico dall'anfiteatro, sia verso la campagna che verso la città.

Dei monumenti di tal genere è tra i meglio conservati. Per dimensioni è il terzo anfiteatro, dopo quelli di Roma e Capua. Gli assi esterni misurano 152 metri x 123 metri, mentre il perimetro è di 435 metri. Il perimetro della platea è invece di 391 metri.

L'anfiteatro è costituito da tre cinte concentriche: della prima esterna ci rimane solamente quella parte, che è comunemente chiamata "Ala" (il resto dell'anello esterno è crollato a causa del terremoto del 1117) : questa era composta di 72 pilastri corrispondenti ad altrettente arcate, con semicolonne di ordine tuscanico. La cavea si regge su camere e gallerie anulari. Le gradinate dell'anfiteatro, raggiungibili da 64 vomitorium, sono tutti in marmo veronese. Sotto il piano della platea si trovano (ma ora non si possono visitare) gallerie, anditi e passaggi che un tempo servivano ed in parte servono ancora, per il complesso funzionamento dell'anfiteatro.

 

Leggenda [modifica]

Secondo la leggenda, una persona fu accusata di un crimine cruento, e fu condannato a creare un'opera pubblica: l'Arena. L'uomo morì senza nemmeno aver completato l'anello esterno.

 

Voci correlate [modifica]

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]


__________________Per il Festival di Musica Contemporanea



L'ORCHESTRA DELL'ARENA DI VERONA A LA FENICE DI VENEZIA
 
E' un impegno davvero importante quello che attende l'Orchestra dell'Arena di Verona il prossimo sabato 8 ottobre a Venezia dove sarà ospite della Biennale Musica per la penultima serata del Festival Internazionale di Musica contemporanea 2005.

E' la seconda volta, dopo il successo dello scorso anno, che la Fondazione Arena viene invitata a partecipare a una delle più importanti manifestazioni del mondo dedicate alla musica d'oggi ma è la prima volta in assoluto che l'Orchestra è ospite del Teatro La Fenice.

In questa sede così prestigiosa e ricca di storia sarà eseguito un concerto che si aprirà con una composizione in prima esecuzione assoluta - commissionato dalla Biennale - di Silvia Colasanti, Vision-air; segue un brano in prima esecuzione italiana del giapponese Joji Yuasa, Chronoplastic III in memoria del grande musicista greco Ianis Xenakis e, dello stesso Xenakis, Metastasis. Del francese Pascal Dusapin si potrà poi ascoltare Extenso e, a conclusione, Aion per grande orchestra una composizione di Giacinto Scelsi, ricordato a 100 anni dalla nascita.

Il Concerto è diretto dal Maestro Luca Pfaff, ospite abituale delle più importanti orchestre europee e grande esperto di musica contemporanea: ha curato fra l'altro l'esecuzione di numerose prime assolute di compositori come Berio, Donatoni, Maderna, Rihms, Schnittke, oltre a quelli in programma.



::::::::::::::::::::Sabato 8 ottobre ore 20.00

Teatro La Fenice

Orchestra dell’Arena di Verona

direttore Luca Pfaff



Silvia Colasanti Vision-air (10’) – prima es. ass. - commissione La Biennale di Venezia



Joji Yuasa Chronoplastic III in memory of I. Xenakis (13’)



Iannis Xenakis Metastasis (9’)



Pascal Dusapin Extenso (12’)



Giacinto Scelsi Aion (18’)







Energy is the only life and is from the Body

and Reason is the bound or outward circumference of Energy

William Blake, da The Marriage of Heaven and Hell]



Vision-air nasce alla confluenza tra il rigore del perseguimento di un progetto strutturale con l’imponderabilità della generazione spontanea di suggestioni musicali. [...] La costruzione formale procede mediante la giustapposizione di “visioni musicali” che tendono ad eludere nessi di causalità o dipendenza troppo netti; se è vero che tali immagini si sommano come elementi dotati di un certo grado di autonomia, è anche vero che queste creano un effetto cumulativo per via di un gioco armonico di echi, assonanze, analogie, simmetrie. [...] Attraverso il linguaggio musicale utilizzato, non rinunciando nè al valore della memoria storica dei classici, nè alle recenti acquisizioni dell’avanguardia, si vuole riaffermare l’importanza della comunicazione e dell’espressività come valori primari dell’arte.

Silvia Colasanti



Quale il senso del riferimento alle Visioni di Blake, un creatore che “pensa in parole (e suoni)” per accensioni, per baleni poetici, riformulando la lingua in chiave fortemente espressiva? La vicenda di immagini che sorge nei suoi poemi può essere anche un analogo della concezione formale – per rotazione-trasformazione-interferenza di “visioni musicali” – che segna questo recente (2005) lavoro. La nettezza delle immagini – nel profilo della loro figura, nel viraggio timbrico e armonico – è in Vision-air molto forte: trae partito proprio dalla persistenza di un fondo intimo, lirico, sul quale le immagini lampeggiano o riverberano in superfici cromatiche e fili timbrico-melodici. Un gesto a tutta orchestra, guizzante e repentino – ma sempre preparato da un fermento sonoro generatore – e la fine screziatura di queste superfici (mediante piccole articolazioni di scrittura) sono le immagini più appariscenti; si accompagna loro, nella zona centrale, il coagularsi di un proteso melos, attorno al quale tutto il brano sembra ruotare.



Silvia Colasanti (1975), romana, si diploma in pianoforte con Di Bella e in composizione con Chiti presso il Conservatorio S.Cecilia di Roma, dove ha studiato Storia ed Estetica della Musica con Annibaldi. Ha frequentato masterclass con Vacchi, Rihm e Dusapin (selezionata da “Acanthes”). Nel 2003 e nel 2004 ha partecipato (ottenendo il Diploma di Merito) ai Corsi di Composizione dell’Accademia Musicale Chigiana tenuti da Corghi, col quale si sta perfezionando presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia.

E’ stata premiata in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali: “Giovani Compositori” Assami – Como, 2001; ICOMS – Torino, 2004; “Valentino Bucchi” 2004 - Roma. Selezionata per la rassegna “Compositori a confronto” – Reggio Emilia e per la Chiamata Internazionale per composizioni di musica sacra “Donne in musica” – Palazzo della Cancelleria di Città del Vaticano, ha ricevuto commissioni ed esecuzioni da varie istituzioni tra cui: Settembre Musica – Torino; Fondazione Cini – Venezia; Progetto Musica – Roma; Istituto Austriaco di Cultura – Roma; Antidogma Musica, Torino.







“La musica è una forma di transizione d’energia sonora sull’asse del tempo”: da questa definizione di Yuasa, s’intuisce l’interesse dell’autore per la dimensione temporale del pensare-in-suoni, una dimensione universale della composizione, nella quale ciò che egli chiama la sua “cosmologia” (la rete di riferimenti, la cornice di pensiero, l’eredità musicale e culturale in cui ci si riconosce) incrocia elementi orientali e occidentali, e può essere la premessa allo scopo principale della musica: “far porre all’uomo la domanda su di sé”. La serie dei tre brani dal titolo Chronoplastic (iniziata nel 1972, il terzo numero è del 2001), così come un altro suo significativo lavoro sinfonico (Time of orchestral time), si concentrano su questo problema, plasmando la materia sonora secondo una logica che va oltre quella coloristica-bidimensionale (la Chronocromie di Messiaen). Da qui il rinvio a un altro grande “plastico” del suono, Xenakis. Da qui una disposizione degli eventi nello spazio-tempo che suggerisce una loro costruzione elettronica (complessità timbrica, spazializzazione del tempo), senza rinunciare del tutto al disegno di un percorso formale libero, imprevedibile, ancorché dotato di punti climatici. E da qui, l’importanza della dialettica tra stasis e kinesis, due modalità archetipiche del tempo in generale: stasi e movimento sono spesso compresenti, nelle trame sonore di Yuasa, conformemente a un principio zen a lui caro, secondo il quale la dualità non esiste, e tutto può risolversi in un’unità che non intacca l’individualità dei fenomeni.



Joji Yuasa (1929) è stato tra i membri fondatori del gruppo Jikkenkobo (con i compositori Takemitsu e Akiyama, nonché con critici musicali, artisti visivi, della fotografia…) che negli anni ’50 è stato tra i primi in Giappone a promuovere un contatto con le coeve neo-avanguardie europee e a favorire la sperimentazione elettronica. Autore anche di musica per il cinema (premiato al Festival del Cinema di Berlino), Yuasa ha vinto due Prix Italia e il Gran Premio del Festival delle Arti del Governo Giapponese. Ha ricevuto commissioni dalla NHK e dalla Fondazione Koussevitsky, è stato pensionnaire del DAAD tedesco (a Berlino), della New York Japan Society, dell’IRCAM e del CRMEMU (Parigi), ed è attualmente docente all’Università di San Diego in California.







Metastasis, composto nel 1953-54 ed eseguito per la prima volta a Donaueschingen l’anno dopo sotto la direzione di Hans Rosbaud, è il primo lavoro importante di Xenakis, segnando una presa di posizione dialettica – e nettamente critica – verso il pensiero seriale. Quando, nel ’55, un altro mentore di Xenakis (Scherchen) ospiterà nella sua rivista lo scritto del giovane greco-francese La crisi della musica seriale, le posizioni saranno già chiare: la determinazione totale e puntuale dei parametri sonori di ogni evento ha portato la serialità integrale a un’entropia informativa, il cui esito sonoro-percettivo è esattamente opposto; gli eventi sonori vi divengono indeterminati, nel senso che la loro percezione è complessiva, statistica, e non puntuale; tanto vale – sostiene Xenakis – impiegare alla radice processi compositivi orientati a tale soluzione, mutuando strumenti dalla matematica, dalla geometria, dalla stocastica, dal calcolo probabilistico o architettonico. Questi sono rimasti, nel successivo Xenakis, comunque strumenti, al servizio di un’invenzione sonora che non li ha mai elevati a fine: ne è la prova il lavoro condotto al CEMAMu, un laboratorio elettronico nel quale è stato messo a punto l’UPIC (stazione informatica per la traduzione in suono di forme grafiche), o l’ideazione dei Polytopes, complessi spettacoli di suono-luce nei quali le forme geometriche del caos hanno anzitutto una valenza fantastica. Il titolo Metastasis, in greco non per nostalgia patriottica, ma per voluto rimando alle problematiche del pensiero filosofico naturale o metafisico antico, indica uno stato-dopo-la-stasi, dunque una trasformazione in atto: le fasi del brano contengono una continua dialettica tra stasi e movimento, poiché se a mutare costantemente sono le particelle entro la massa sonora, a mutare effettivamente è la nuvola di suono, il suo profilo globale. In ogni momento, si è così nella e oltre la stasi. Notabili, nella scrittura, la frammentazione dei 61 elementi dell’orchestra in altrettante parti reali, le reti dei glissandi, lo stagliarsi contro di esse di eventi affilati, l’evolversi di un pannello puntillista (con violino solista) verso una statistica nube sonora, infine il condensarsi in unisoni statici, che siglano la prima e l’ultima fase del brano.



Iannis Xenakis (1922-2001) studia in Grecia musica e architettura, laureandosi in quest’ultima disciplina. Impegnato nella lotta partigiana, gravemente ferito in uno scontro durante l’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale, riesce a riparare in Francia, dove inizia la sua attività tanto di architetto – nello studio di Le Corbusier – quanto di musicista. I suoi primi lavori di una certa maturità risalgono ai primi anni ’50 (gli Anastenaria), ma è alla metà del decennio che, grazie alla stima di Scherchen, ottiene le prime esecuzioni di rilievo, con le quali si conquista una posizione indipendente dal mainstream seriale. La collaborazione al celebre padiglione Philips del ’58 (con Le Corbusier e Varèse, che realizza per il padiglione il Poème electronique), con il vestibolo sonoro Concret PH, segna il suo contatto con la tecnologia musicale elettronica e digitale: aspetto che non abbandonerà mai la sua ricerca, ponendosi il computer come anello privilegiato – anche nel calcolo degli eventi – tra la sua concezione stocastica del fenomeno sonoro da un lato, e l’immaginazione ed estetica personali dall’altro. Senza tralasciare la produzione di lavori strumentali e corali, eseguiti in tutto il mondo da autorevolissimi interpreti e istituzioni, fonda l’équipe di ricerca digitale EMAMu (poi CEMAMu), tuttora attiva.





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Extenso (1993-94) fa parte di un vasto ciclo sinfonico in fieri, progettato nel lontano 1991 e completato fino al quinto lavoro su sette (la composizione del sesto è prevista quest’anno): i Solo per orchestra. Nel titolo si nasconde un ossimoro (sinfonia/solo), che forse non si riferisce all’antica scrittura concertante – cioè solistica – dell’ensemble sinfonico, bensì al suo porsi, nella concezione moderna e ancor più contemporanea, come un tutto organico, scomponibile sì in zone timbriche, ma essenzialmente integrato. In Extenso (il Solo n. 2) questa concezione è messa al servizio di un gesto sonoro deliberatamente potente e ricco d’informazioni: le emersioni e le collisioni delle masse di suono, delle campiture di colore timbrico-armonico, sembrano rinviare a un senso panico, a una magnifica katastrophé sonora, memore di quelle di Xenakis. Rispetto alla formalizzazione tipica di quest’ultimo, in Dusapin risalta invece l’abilità di strumentatore nel trattare il suono-materia: la vicenda del brano ha perciò un che di narrativo, avviandosi con un agitarsi ancora interlocutore della materia; questa si solidifica in successioni di accordi, che vanno movimentadosi sempre più: la materia accelera i suoi processi espansivi come in un tragico vortice, fino alle violente deflagrazioni conclusive, durante le quali – su un orizzonte timbrico ormai esploso – le percussioni segnano il climax del processo. Suono-come-energia, dunque: cessato il potenziale energetico, il brano sprofonda rapidamente verso il silenzio.



Pascal Dusapin (1955), nato a Nancy, studia organo; l’ascolto di Arcana di Varèse e i consigli di André Boucourechliev lo spingono ad approfondire gli studi di composizione – quale uditore nella classe di Messiaen - oltre che di musicologia, arti plastiche e scienze dell’arte. È allievo di Iannis Xenakis dal ’74 al ’78, poi della musicologa Ivanka Stoianova (1979), quindi segue seminari di Franco Donatoni a cavallo del 1980, ed è pensionnaire di Villa Medici a Roma dall’81 all’83. Vincitore di molti premi (SACEM, Grand Prix National de Musique), i lavori del suo corposo catalogo sono eseguiti da interpreti autorevoli quali l’Ensemble 2e2m, l’Orchestre National de France, il Quartetto Arditti, l’Ensemble InterContemporaine, in festival come Strasburgo, Bruxelles e altri. Dopo Romeo et Juliette e Medeamaterial, torna al teatro musicale con To be sung e con il recente Perelà. Nella sua discografia, spiccano due Cd monografici dedicati dall’etichetta Montaigne ai suoi Quartetti per archi e a tre significativi brani per grande organico (Apex, La Melancholia e Extenso).







Ci si ostina a parlare ancora, oggi, di un caso-Scelsi: le modalità atipiche, ma da lui coscientemente scelte, per il depositarsi in forma scritta dei suoi lavori (improvvisazione dell’autore, trascrizione di terzi, revisione e controllo millimetrici dell’autore con gli interpreti) imbarazzano una parte del mondo musicale e musicologico, perfino su questioni di paternità. Fatto sta che il corpus scelsiano esiste, dimostra un preciso percorso unitario (estetico, poetico, anche tecnico) ed è uno dei più straordinari e centrali del XX secolo quanto a ricerca sul suono. All’altezza degli anni ’50, infatti, Scelsi rinuncia quasi completamente a “comporre i suoni” – cioè a combinarli in strutture più o meno complesse secondo regole più o meno rigide, ad esempio quelle seriali – scegliendo la strada del “comporre il suono”: il materiale d’altezza così si riduce drasticamente, fino a una nota sola per ciascuno dei Quattro pezzi per orchestra da camera (1959); il pensiero sonoro, la sua complessità, non riposa dunque sulla relazione-combinazione esterna delle note, ma sullo scandaglio interno di una nota e sul flusso delle trasformazioni nel tempo delle sue micro-differenze (di altezza micro-intervallare, di timbro, di intensità, di articolazione). È una modalità insieme contemplativa e immanente, che si avvicina al pensiero e alla temporalità orientali, o per lo meno lo media con quello occidentale: e Aion (1961), secondo lavoro per grande orchestra dopo la svolta degli anni ’50 e il suo predecessore Hurqualia, è sottotitolato Quattro episodi della giornata di brama, giornata che, nella tradizione induista, dura 900 anni, dall’autore “condensati” in quattro movimenti tra i 4 e i 7 minuti. Rispetto alla radicalità della scelta nei Quattro pezzi ciascuno su una nota sola, qui il centro timbrico-frequenziale si sposta entro un singolo brano: tale condotta è assai evidente nel primo tempo, nel cui tessuto traspaiono anche micromelodie. In questo modo, ogni movimento – senza discostarsi dall’unitaria concezione di fondo – ha un suo carattere agogico ed espressivo, e mette in luce diversamente la particolarità dell’organico: fiati a 3, ottoni ancor più numerosi, ben 6 percussioni e un’arpa, ma archi sbilanciati verso il basso (una sola viola, 4 violoncelli e 4 contrabbassi).



Giacinto Scelsi (1905-1988) nasce a La Spezia, da una famiglia nobile; i suoi esordi negli anni Trenta lo vedono interessato e coinvolto direttamente da varie correnti sperimentali (non solo musicali, praticando egli per tutta la vita la letteratura e la critica d’arte), dal futurismo al surrealismo, dalla dodecafonia (che studia a Vienna con W. Klein, dopo essersi formato a Roma con E. Sallustio) alla ricerca skrjabiniana sull’armonia. In quel periodo, è tra i pochi italiani a mantenere una conoscenza internazionale della ricerca compositiva, tenendo stretti contatti con l’ambiente parigino e organizzando serie concertistiche contemporanee a Roma con Petrassi e altri. Dopo una profonda crisi verso il 1950, sviluppa lentamente un nuovo linguaggio sonoro, che si inserisce con originalità nelle questioni di estetica e poetica sollevate dalle più recenti neo-avanguardie: tale è l’originalità, che Scelsi – anche per sua indole – rimane un appartato nel mondo musicale; le sue musiche sono note a una cerchia ristretta di musicisti ed estimatori, e sono eseguite quasi esclusivamente dall’associazione romana Nuova Consonanza e da interpreti di cui l’autore ha completa fiducia. Dopo una prima, contenuta e occasionale – grazie alla voga orientalista – ondata di diffusione nel corso degli anni ’70, ottiene un universale riconoscimento nel decennio successivo: i concerti europei ne fanno ascoltare – spesso per la prima volta – l’opera sinfonica, rivelando alla critica il profeta di molte tendenze recenti basate sulla composizione del timbro e su una concezione durativa del tempo musicale.

:::::::::::::::::::::: L U C A P F A F F









Luca Pfaff, direttore d’orchestra francese di origine svizzera, è nato a Lugano.

Dopo la maturità classica ha studiato pianoforte con B. Canino e composizione con F. Donatoni al Conservatorio G. Verdi di Milano. Si è diplomato in direzione d’orchestra con Hans Swarowsky a Vienna e con Franco Ferrara all’Accademia di S. Cecilia di Roma.



Dirige regolarmente orchestre di grande prestigio quali le orchestre Nazionali di Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Argentina e Messico, le Filarmoniche di Londra, Oslo, Bergen, Stoccolma, Helsinki, Rotterdam e Montecarlo, la Tonhalle di Zurigo, la Monnaie di Bruxelles, la Gulbenkian di Lisbona, le principali orchestre radiofoniche europee, l’Ensemble Intercontemporain, la London Sinfonietta ed é ospite di numerosi festival internazionali.



Dal 1987 al 1996 è stato direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica del Reno e dell’Opera di Strasburgo ; contemporaneamente, dal 1990 al 1994 è stato direttore dell’Ensemble Carme di Milano, con il quale ha svolto un intensa attività concertistica in Italia e all’estero.



Le sue affinità eccezionali ed il suo impegno per la diffusione della musica del Novecento lo collocano tra le personalità di spicco del mondo musicale internazionale. (v. per es. il film girato da ARTE :« Luca Pfaff musicien éuropéen »). Ha diretto numerose prime assolute di compositori di primo piano come Berio, Donatoni, Dusapin, Fedele, Huber, Maderna, Rihm, Scelsi, Schnittke, Xenakis ecc. È stato consulente artistico di vari festival.



Ha registrato numerosi CD che spaziano da Mozart a Donatoni, fra i quali due dedicati a Bartok con l’Orchestra Nazionale della RAI che hanno riscontrato un notevole successo nella stampa internazionale.



Recentemente ha inaugurato la stagione dell’Opera di Strasburgo con « Impressions d’Afrique » di G. Battistelli (coproduzione del Maggio Fiorentino), é stato in Giappone con l’Orchestra della Toscana ed in Francia e Belgio con l’Orchestra Nazionale Spagnola.



Ha tenuto delle « masterclasses » di direzione d’orchestra alle Università di Vienna e di Graz, al Conservatorio Superiore di Parigi, all’Accademia delle Belle Arti di Madrid ed a Lisbona.

__________L’Arena di Verona a Washington

Sabato 24 settembre presso l’Ambasciata italiana di Washington, in occasione della giornata di apertura del 12° Meeting dell’International Monetary Found, alla presenza di S. E. l’Ambasciatore Sergio Vento, la Fondazione Arena di Verona avrà l’onore di offrire un concerto di Gala alle principali personalità politiche, economiche e dell’alta finanza presenti all’importantissimo appuntamento statunitense. L’evento, voluto da Unicredit che sarà rappresentata dal Presidente Carlo Salvatori e dall’Amministratore delegato Alessandro Profumo, e HVB Group rappresentata dall’Amministratore delegato Dieter Rampl, sottolinea la proficua e duratura collaborazione tra la Fondazione Arena e Unicredit che da 4 anni è “sponsor ufficiale” del Festival lirico areniano. Nello scorso aprile Fondazione Arna di Verona è stata ospite all’ambasciata italiana di Washington con un concerto lirico in occasione della presentazione dell’83° Festival.

La serata, alla quale interverrà anche il Sovrintendente Claudio Orazi, avrà come protagonisti alcuni cantanti areniani come il soprano Amarilli Nizza, il mezzosoprano Tiziana Carraro, il tenore Valter Borin e il baritono Ambrogio Maestri, artisti che anche nel recente festival 2005 hanno riscosso lusinghieri successi.

Il programma del concerto verte su alcune pagine liriche tra le più celebri: in apertura un duetto di Amarilli Nizza e Ambrogio Maestri dal Trovatore di Verdi, quindi una pagina dal Samson et Dalila di Saint-Saëns interpretata da Tiziana Carraro seguita dal celebre duetto del primo atto di Tosca con Amarilli Nizza e Valter Borin; poi sarà la volta di Ambrogio Maestro con la celeberrima “Di Provenza” dal second’atto di Traviata, seguita dal duetto con le due voci femminili dai Racconti di Hoffman di Offenbach; “Che gelida manina” dalla Bohème (con la voce di Valter Borin), la “Habanera” dalla Carmen di Bizet (interpretata da Tiziana Carraro) e “Vissi d’arte” dalla Tosca cantata da Amarilli Nizza, precederanno il finale del Trovatore, che con tutti e quattro gli artisti impegnati chiuderà il concerto; al pianoforte Maria Cristina Orsolato.

TEATRO FILARMONICO - ABBONAMENTI 2005-2006


Fino a sabato 24 settembre è possibile rinnovare gli abbonamenti alle stagioni di Lirica, Balletto e Sinfonica della Fondazione Arena di Verona, che si inaugureranno rispettivamente il 19 ottobre e il 5 novembre 2005: ad oggi sono stati riconfermati 2889 abbonamenti.



Primo titolo operistico è La Traviata di Giuseppe Verdi in un nuovo allestimento firmato da Stefano Trespidi e Giuseppe De Filippi Venezia. Seguiranno Il Barbiere di Siviglia di Rossini diretto da Corrado Rovaris e recentemente proposto al Rossini Opera Festival di Pesaro con la regia di Luca Ronconi, scene di Gae Aulenti e costumi di Giovanna Buzzi, il dittico The Flood di Stravinsky e L’Enfant e les sortilèges di Ravel diretto da Zoltán Pesko nell’allestimento Abbado-Gregori-Teti e, in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, la trilogia su libretto di Lorenzo da Ponte formata da Le nozze di Figaro, Così fan tutte, Don Giovanni. Dirette da Jonathan Webb, le opere saranno presentate in nuovi allestimenti affidati a Daniele Abbado per la regia e a Gianni Carluccio per scene, costumi e luci.

La stagione di balletto comprende tre spettacoli: un nuovo allestimento su musiche di Michael Nyman, Igor Stravinsky e Francis Poulenc dal titolo “Trittico Novecento”, e le riprese de La Vedova allegra, che tanto successo ha ottenuto l’anno scorso al Teatro Romano, e de La bella addormentata nel bosco di Čajkovskij.

I turni di abbonamento, come al solito, sono cinque: A, B, C, D per opera e danza, E per le sole opere e F per i soli spettacoli di balletto.





La Stagione Sinfonica, che come lo scorso anno prevede 12 concerti con replica, si apre sabato 5 novembre con un programma che abbina Mozart a Dimitri Šostakovič, il grande musicista russo scomparso trent’anni fa.

Il concerto è diretto dal maestro Lü Jia che quest’anno ha ottenuto un grande successo personale al suo debutto in Arena con Turandot, e che sarà presente anche in altre due date concludendo la stagione il 27/28 maggio con la Quinta Sinfonia di Mahler.

Anche per la Stagione Sinfonica sono previsti i due consueti turni di abbonamento, A e B.



Tutti gli abbonamenti possono essere confermati presso la biglietteria dell’Arena, Via Dietro Anfiteatro 6/b (tel. 045 - 800 5151) aperta da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15.15 alle 17.45; sabato dalle 9 alle 12.
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GALA DI FINE ESTATE ALL’ARENA DI VERONA





Lunedì 29 agosto alle ore 21 l’Arena di Verona ospita uno spettacolo d’eccezione che vedrà insieme sul palcoscenico del teatro all’aperto più grande del mondo forme d’arte diverse tra loro ma ugualmente affascinanti come l’opera lirica, la danza e la prosa. Questo “Gala di fine estate” - offerto alla città dalla Banca Popolare di Verona (e che si aggiunge alle manifestazioni della rassegna “Estate Insieme”) è realizzato in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona e vedrà impegnati i complessi artistici areniani.



Protagonisti della serata saranno Andrea Bocelli, ormai affermatissimo anche nel repertorio lirico, Roberto Bolle, il ballerino italiano oggi più famoso e apprezzato nel mondo, l’attore Umberto Orsini, indimenticabile interprete di tanti capolavori, e il soprano Anna Maria Dall’Oste, ospite abituale dei maggiori teatri internazionali.



Andrea Bocelli e Annamaria Dall’Oste canteranno celebri brani di Puccini, Verdi, Gounod e Lehàr. Roberto Bolle e Greta Hodgkinson, star americana della danza, si esibiranno in due celebri coreografie di Jiri Kilian e William Forsythe, mentre Umberto Orsini dedicherà i suoi interventi a William Shakespeare.



A guidare l’Orchestra e il Coro dell’Arena, giunti al termine di una stagione lirica tanto impegnativa (50 spettacoli!) quanto gratificante sul piano artistico, il Maestro Steven Mercurio, notissimo al pubblico italiano e negli ultimi anni spesso direttore di concerti con Andrea Bocelli solista. Maestro del Coro è Marco Faelli.

La serata, che già si annuncia come un evento, sarà presentata da Paola Saluzzi.


L’ingresso ai posti di ogni ordine è previsto a partire dalle ore 20,00.

GRANDE FESTA PER IL GALA DI FINE ESTATE ALL’ARENA DI VERONA



Successo trionfale e Arena al completo per il “gala di fine estate” (anche se l’estate sembra tornata proprio in questi giorni) che la Banca Popolare di Verona ha offerto ieri sera, lunedì 29 agosto, alla Città e che è stato realizzato dalla Fondazione Arena di Verona con i suoi complessi artistici e tecnici.

In tempi brevissimi e grazie alla professionalità di tutti coloro che lavorano nella Fondazione Arena - Orchestra, Coro, Corpo di Ballo, Tecnici e Amministrativi, che il Sovrintendente Claudio Orazi non ha mancato di ringraziare pubblicamente con espressioni di grande stima e apprezzamento durante un breve colloquio con la stampa - si è potuto dar vita a uno spettacolo di grande fascino e dai diversi aspetti artistici con protagonisti d’eccezione.



Andrea Bocelli (che tornava in Arena dopo il debutto del 1999) si è cimentato in brani importanti come “E lucevan le stelle” dalla Tosca, “Di quella pira” dal Trovatore e, insieme al soprano Anna Maria Dell’Oste, in “Oh soave fanciulla” dalla Bohème e “Tace il labbro” dalla Vedova allegra riscuotendo le acclamazioni del pubblico.

Roberto Bolle e Greta Hodgkinson si sono esibiti in una performance indimenticabile danzando due celebri coreografie di Jiri Kilian e William Forsythe.

Umberto Orsini ha incantato il pubblico recitando da par suo il celeberrimo monologo di Jago dall’Otello e quattro Sonetti di William Shakespeare, un autore che non poteva mancare a Verona.

Ancora la Dell’Oste ha realizzato mirabilmente due arie di grande virtuosismo come “Caro nome” dal Rigoletto e “Je veux vivre” da Romeo et Juliette di Gounod.

Un’accoglienza particolarmente calorosa è stata riservata ai complessi artistici dell’Arena: il Coro, grande protagonista dei Festival estivi, che ha proposto il brano “a bocca chiusa” della Madama Butterfly e il “Va pensiero” del Nabucco, naturalmente bissato; l’Orchestra , sempre presente e in primo piano per le sinfonie del Barbiere di Siviglia e della Forza del destino; il Corpo di Ballo che ha aperto magnificamente la serata sulle musiche di Pachelbel e che ha poi proposto il ballo della Traviata.



Lo spettacolo, presentato da Paola Saluzzi con disinvolta professionalità, si è concluso con “Libiam nei lieti calici” dalla Traviata e con un vero brindisi che ha accomunato il palcoscenico e il numerosissimo pubblico, davvero felice per la serata trascorsa.

Intenso week-end musicale con la Fondazione Arena di Verona


Fine settimana particolarmente intenso, questo, per la Fondazione Arena di Verona impegnata su più fronti con iniziative artistiche diverse.

Oltre alle consuete rappresentazioni in Arena – che prevedono venerdì 5 agosto Nabucco (con il grande Leo Nucci alla sua ultima recita di questa stagione), sabato 6 agosto La Bohème, opera che ad ogni recita riempie il magico anfiteatro sotto le stelle e, domenica 7 agosto, Aida giunta alla dodicesima rappresentazione – sabato 6 agosto alle ore 15 il Coro dell’Arena sarà impegnato in un significativo concerto “open air” sul Monte Baldo dove in località Pozza della Stella, saranno eseguite musiche di Verdi, Ponchielli, Donizetti, Puccini in un concerto aperto a tutti coloro che vorranno parteciparvi e che la Fondazione Arena, in collaborazione con la Funivia il Comune di Malcesine ha voluto riproporre dopo il grande successo dello scorso anno. Infine, nell’ambito dei “Concerti Spirituali” che quest’anno affiancano il Festival Lirico areniano, e che si svolgono nelle più belle chiese veronesi con successo sempre crescente, sabato 6 agosto alle ore 17 la Chiesa di San Giorgio in Braida ospita alcuni tra i migliori allievi dell’Accademia di Alto Perfezionamento (Eugenia Braynova, Alessandra Andreetti, Gabriele Ribis) accompagnati al pianoforte dal Maestro Armando Tasso, Direttore dell’Accademia stessa che si esibiranno in pagine sacre mariane tratte dalla letteratura cameristica fra Ottocento e Novecento. Accanto ad autori famosi come Bruckner e Liszt, vengono proposti musicisti meno noti come Schijvers e Smareglia. Di particolare interesse è la riscoperta di alcuni compositori le cui opere si trovano presso l’importante Biblioteca Capitolare di Verona; Bottagisio, Magri e Tortone.

CON SHAKESPEARE AL TEATRO ROMANO

____________________Quattro spettacoli del Corpo di Ballo dell’Arena di Verona

Domani, venerdì 12 agosto, con inizio alle ore 21.00, nella suggestiva cornice del Teatro Romano, la Fondazione Arena di Verona mette in scena lo spettacolo di balletto Il sogno veneto di Shakespeare, una creazione “in prima assoluta” del direttore del Corpo di Ballo areniano Maria Grazia Garofoli che ne firma anche la coreografia.

L’intreccio drammaturgico – sottolineato da splendidi brani musicali del Cinquecento e del Seicento – si muove tra le vicende di Giulietta e Romeo, i giovani amanti che hanno contribuito a rendere famosa Verona nel mondo, quelle di Caterina e Petruccio, la vivacissima coppia della Padova raccontata nella Bisbetica domata, e quelle di Otello e Desdemona che, pur lontano dalla Serenissima, irradiano gli inconfondibili riflessi dorati del Leone di San Marco, che drammaticamente sfociano nella gelosia e nella violenza.

È dal 1992 che la Fondazione Arena, inserendo il tradizionale spettacolo di balletto nella ricchissima proposta lirica estiva, ha fatto del meraviglioso spazio in riva all’Adige, che appartiene alla storia romana della città di Verona, il luogo più adatto per il suo Corpo di Ballo, negli ultimi anni assai cresciuto nella considerazione del pubblico e della critica e che quest’anno sarà protagonista assoluto al Teatro Romano, uno spazio dove riesce sempre ad esprimersi al meglio.

Di questo importante appuntamento con la danza classica sono previste tre repliche per sabato 13, mercoledì 17 e sabato 20 agosto.

_____________________CONCERTI SPIRITUALI

Anche il fine-settimana di Ferragosto vede la Fondazione Arena di Verona impegnata intensamente su fronti diversi.

Oltre a due importanti debutti - quello del Corpo di Ballo al Teatro Romano con un nuovo spettacolo creato da Maria Grazia Garofoli e ispirato a Shakespeare (venerdì 12 agosto con repliche sabato 13, mercoledì 17 e sabato 20 agosto) e quello dell’ultima opera in cartellone nel Festival Lirico 2005, la Turandot di Puccini (sabato 13 agosto con repliche mercoledì 17, mercoledì 24, sabato 27 e martedì 30 agosto) - sono previsti ben tre appuntamenti con: “Concerti spirituali” della Fondazione Arena di Verona che quest’anno affiancano il Festival lirico areniano con grande successo di pubblico.

La Chiesa di San Nicolò - dove si svolgerà poi anche la tradizionale “Messa dell’Artista” il giorno di Ferragosto - ospita due concerti che vedranno protagonisti alcuni tra i migliori allievi dell’Accademia di Alto perfezionamento di Canto della Fondazione Arena (Maria Letizia Grosselli, Eugenia Braynova, Alessandra Andreetti, Federico Longhi, Gabriele Ribis), accompagnati al pianoforte dal Maestro Armando Tasso, Direttore dell’Accademia stessa: venerdì 12 agosto alle ore 17 si potranno ascoltare musiche sacre mariane tratte dalla letteratura cameristica tra Ottocento e Novecento; accanto ad autori famosi come Bruckner e Liszt, vengono proposti musicisti meno noti come Schijvers e Smareglia. Di particolare interesse è la riscoperta di alcuni compositori le cui opere si trovano presso l’importante Biblioteca Capitolare di Verona; Bottagisio, Magri e Tortone.

Sabato 13 agosto, sempre alle ore 17, il programma prevede “Inni, Mottetti e Canti eucaristici tra Classicismo e Romanticismo” composti da Charpentier, Schubert, Vierne, Rossini, Chausson, Liszt, Franck, Fauré e da Mons. Giuseppe Maggio, a lungo Direttore della Cappella Musicale della Cattedrale, nella cui Biblioteca sono state ritrovate le musiche eseguite.

Lundeì 15 agosto alle ore 17 il Duomo ospita un prezioso concerto di canto gregoriano con il gruppo femminile “In Dulci Jubilo” diretto da Alberto Turco: in programma la “Missa in Festis Beatae Mariae Virginis” di Bernardino Bottazzi e musiche di Claudio Merulo e Costanzo Antegnati. Partecipano il soprano Silvia Cho e l’organista Federico Del Sordo.
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Per informazioni: www.arena.it  - tel.: 045 8051954

____________________L’Arena di Verona nei programmi televisivi di RAI 1

Ha ottenuto un grande successo la terza puntata del programma televisivo di RAIUNO “La vita è scena”, ideato da Gigi Marzullo, incentrata sulla Carmen di Bizet nell’edizione firmata da Franco Zeffirelli per l’Arena di Verona e proposta nell’ultima versione realizzata, con Irina Domashenko e Marco Berti quali interpreti principali (Carmen e Don José) per la direzione di Alain Lombard.

Il programma alterna le immagini più significative di una celebre opera lirica con gli interventi a commento di un ospite di prestigio, che nell’occasione della Carmen veronese era lo scrittore Alberto Bevilacqua.

Se si considera l’orario non facilmente accessibile a tutti (l’inizio è intorno alla mezzanotte) lo share del 7,37% rappresenta un risultato assolutamente lusinghiero e di gran lunga superiore alle precedenti puntate con Otello e La Traviata, commentate rispettivamente da Vittorio Feltri e Fedele Confalonieri.

Per il quinto e ultimo appuntamento “La vita è scena”, proporrà domenica 14 agosto la Madama Butterfly nell’allestimento di Franco Zeffirelli che ha inaugurato con grande successo l’82° Festival areniano del 2004. Il capolavoro pucciniano, interpretato magistralmente da Fiorenza Cedolins, avrà il commento di Bruno Ermolli, personalità di spicco nel panorama culturale italiano.

Sempre sulla principale rete della tv pubblica, nella programmazione mattutina dello scorso lunedì 1 agosto, all’interno del programma di intrattenimento popolare “Unomattina” è andato in onda un lungo servizio realizzato in occasione di una delle prime recite di Aida, durante il quale, tra le colorite immagini del pubblico cosmopolita che popola l’Arena e la vivacità del backstage areniano, hanno trovato il giusto rilievo un’ampia intervista del Sovrintendente Claudio Orazi e le sensazioni dei principali protagonisti quali il Maestro Oren, Micaela Carosi e José Cura, oltre ad alcuni responsabili tecnici della Fondazione Arena.

___________________CONCERTO “SPIRITUALE” NELLA CHIESA DI SAN GIORGIO

Sabato 6 agosto alle ore 17 nella Chiesa di San Giorgio in Braida appuntamento con i “Concerti spirituali” della Fondazione Arena di Verona.

Il concerto dal titolo Ave Maris Stella, pagine Mariane tra Ottocento e Novecento vedrà impegnati gli allievi dell’Accademia di Alto Perfezionamento di Canto (Eugenia Braynova, Alessandra Andreetti, Gabriele Ribis) accompagnati al pianoforte dal Maestro Armando Tasso, Direttore dell’Accademia stessa.

Musiche di Schijvers, Bruckner, Liszt, Smareglia, Perosi, Bottagisio, Magri, Tortone e Fauré.

Ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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Chiesa di San Giorgio in Braida, l.ge San Giorgio, 6 - Verona

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Per informazioni: www.arena.it  - tel.: 045 8051954


________________IL CORO DELL’ARENA DI VERONA SUL MONTE BALDO

Sabato 6 agosto alle ore 15 concerto del Coro dell’Arena sul Monte Baldo in località Pozza della Stella, organizzato dalla Fondazione Arena in collaborazione con la Funivia e il Comune di Malcesine.

Verranno eseguite musiche di Verdi, Ponchielli, Donizetti, Puccini.

Direttore del Coro Marco Faelli, al pianoforte Andrea Cristofolini.

Il concerto è gratuito.

Per informazioni: Funivia di Malcesine - Monte Baldo tel. 045 7400206.

_____________________CONCERTO “SPIRITUALE” NELLA CHIESA DEI PADRI FILIPPINI

Venerdì 29 luglio alle ore 17 nella Chiesa dei Padri Filippini appuntamento con i concerti spirituali della Fondazione Arena di Verona che quest’anno affiancano il Festival lirico areniano.

I solisti di canto Maria Letizia Grosselli (soprano), Alessandra Andreetti (mezzosoprano), Federico Longhi (baritono), tutti allievi dell’Accademia di Alto Perfezionamento della Fondazione Arena, accompagnati al pianoforte dal Maestro Armando Tasso, - Direttore dell’Accademia stessa - interpreteranno “Inni, Mottetti e Canti eucaristici tra Classicismo e Romanticismo”, composti da Charpentier, Schubert, Vierne, Rossini, Chausson, Liszt, Franck, Fauré e Maggio.

Il programma si inserisce nel progetto - dedicato alla musica sacra e ispirato ai temi dell’Anno Liturgico - con il quale la Fondazione Arena di Verona si prefigge di far conoscere, accanto a quelle di repertorio, musiche rare attinte anche presso fonti della Biblioteca Capitolare di Verona, allo scopo di valorizzare un così prezioso giacimento culturale con l’immediatezza dell’esecuzione per il grande pubblico. Ecco quindi che, dopo i brani di autori celebri come Schubert, Rossini, Liszt e Fauré, il concerto si conclude con alcune composizioni di Mons. Giuseppe Maggio ritrovate nell’Archivio della Biblioteca veronese, una delle più importanti d’Europa. Mons. Giuseppe Maggio nasce a Villanova di San Bonifacio il 18 dicembre 1866 e inizia il suo ministero nella parrocchia di Soave nel 1894. Nel 1900 diviene Direttore della Cappella Musicale della Cattedrale di Verona di cui, nel 1915 è nominato Canonico. Fervido militante del Movimento Ceciliano, collabora attivamente alla vita dell’Associazione Italiana Santa Cecilia.

E’ autore, soprattutto, di musica liturgica: si segnalano, oltre ai brani in programma, le Laudi Mariane (1920) la Messa da Requiem a 3 voci e organo (1928), il Miserere a 5 voci, Pax Christi (per il Giubileo di Papa Pio IX) e 25 Sonate Sacre per concerti di campane.

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Chiesa dei Padri Filippini, via Filippini, 16 - Verona

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Per informazioni: www.arena.it  - tel.: 045 8051954

In Arena Nabucco alla sesta rappresentazione



Domani, martedì 19 luglio alle ore 21.15, all’Arena di Verona, nell’ambito dell’83° Festival lirico, sesta rappresentazione di Nabucco di Giuseppe Verdi.

Nel ruolo del titolo torna il baritono Leo Nucci, mentre il soprano Andrea Gruber sarà Abigaille; Giacomo Prestia si conferma nel ruolo di Zaccaria, Francesca Franci in quello di Fenena; il tenore Cesare Catani sarà Ismaele.


Completano il cast Francesco Palmieri (Gran Sacerdote di Belo), Antonio Feltracco (Abdallo), Cristina Pastorello (Anna).

La regia e le scene sono di Graziano Gregori con i costumi di Carla Teti.

Sul podio il direttore Vjekoslav Sutej; Maestro del Coro, Marco Faelli.

Nabucco verrà replicato il 22 e 29 luglio, e il 5, 16, 19, 23 e 26 agosto.


Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it

Settima rappresentazione di Aida in Arena


Mercoledì 20 luglio alle 21.15, all’Arena di Verona andrà in scena la settima rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi.

Gli interpreti principali saranno Micaela Carosi, nel ruolo del titolo; Piero Giuliacci nel ruolo di Radames; Tichina Vaughn sarà Amneris; Vitalij Kowaliow nel ruolo di Ramfis; Marco Spotti nei panni del Re.

Aida torna anche quest’anno nell’allestimento di Franco Zeffirelli per regia e scene e Anna Anni per i costumi, con il maestro Daniel Oren a dirigere i complessi artistici areniani.

L’opera si replica ancora il 24, 27, 31 luglio e il 4, 7, 14, 18, 21, 25, 28, 31 agosto.



Informazioni e prenotazioni: 045 8005151 – www.arena.it

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COMUNICATO STAMPA



Il Festival Lirico 2005 all’Arena di Verona



L’83° Festival lirico della Fondazione Arena di Verona, che quest’anno si svolgerà dal 17 giugno al 31 agosto, propone 5 titoli e 50 spettacoli.

Come è ormai consuetudine, l’inaugurazione, venerdì 17 giugno, è riservata ad un nuovo allestimento che quest’anno riguarda La Gioconda di Amilcare Ponchielli ed è affidato a Pier Luigi Pizzi. Il grande artista italiano torna in Arena per il suo settimo spettacolo dopo essersi occupato, dal 1969 in poi, di Turandot (scene e costumi) Don Carlo (costumi), Carmen e La Traviata (scene e costumi) Macbeth e Aida (regia, scene e costumi).

La Gioconda, che manca dal 1988 in Arena (dove è stata rappresentata 60 volte con 9 edizioni) avrà per interpreti principali Andrea Gruber (nel ruolo del titolo) Marco Berti (Enzo Grimaldo), Ildiko Komlosi (Laura Adorno), Carlo Colombara (Alvise Badoero), Elisabetta Fiorillo (La cieca) e Roberto Bolle grande “star” della danza internazionale, impegnato per la prima volta nella sua carriera nella Danza delle Ore.

L’Orchestra e il Coro dell’Arena di Verona saranno guidati da Donato Renzetti.

La Gioconda avrà 6 repliche nei giorni 25 giugno, 2,12,16,21,30 luglio.



Secondo titolo della stagione è Nabucco di Giuseppe Verdi che, dopo Aida e Carmen è l’opera più eseguita in Arena con 15 edizioni e 134 rappresentazioni. Quest’anno sarà presente nell’anfiteatro per tutta la durata del Festival con 13 recite (18,24 giugno 1,8,15,19,22,29 luglio 5,16,19,23,26 agosto) affidate al direttore Vjekoslav Sutej nell’allestimento, già apprezzato dal pubblico negli anni scorsi, di Graziano Gregori (regie e scene) e Carla Teti (costumi).

Protagonista, per 7 recite, uno degli artisti più apprezzati e amati dal pubblico, Leo Nucci mentre Alberto Gazale e Ambrogio Maestri si divideranno le altre date; a Susan Neves, Andrea Gruber e Alessandra Rezza è affidato il ruolo di Abigaille; Giacomo Prestia, Vitalij Kovaliov, Giorgio Surian e Orlin Anastassov sosterranno la parte di Zaccaria; Tiziana Carraro, Chiara Chialli e Francesca Franci quella di Fenena.



Sempre di Verdi, il 23 giugno debutta Aida nell’allestimento ormai celebre di Franco Zeffirelli con i costumi di Anna Anni. Affidata, come ormai consuetudine, alla bacchetta di Daniel Oren, altro grande beniamino del pubblico areniano,

Aida che andrà in scena per ben 18 serate (23,26 giugno 3,10,14,17,20,24,27,31 luglio 4,7,14,18,21,25,28,31 agosto) avrà come protagonista Micaela Carosi (trionfatrice anche nell’edizione dello scorso anno), Doina Dimitru e Amarilli Nizza. La parte di Radames è affidata alle voci di José Cura, Piero Giuliacci e Salvatore Licitra mentre Tichina Vaughn e Marianne Cornetti sosterranno il ruolo di Amneris.

Aida è l’opera più rappresentata in Arena: dal 1913, anno in cui ha inaugurato le stagioni liriche del più grande e amato teatro all’aperto del mondo, ha avuto 45 edizioni per un totale di 455 rappresentazioni ed è ancora lo spettacolo che registra il maggior numero di presenze della stagione.



Le ultime due opere del Festival sono fra le più celebri di Giacomo Puccini: il 9 luglio debutta La Bohème (repliche 13,23,28 luglio e 6,12,20 agosto) cui è riservato il secondo nuovo allestimento dell’estate 2005 affidato dalla Fondazione Arena al francese Arnaud Bernard per la regia e a William Orlandi per scene e costumi. Anche quest’opera si avvale della direzione di Daniel Oren ed ha per protagoniste grandissime voci come quelle di Fiorenza Cedolins (Mimì) e di Marcelo Alvarez che sarà Rodolfo.





A Massimiliano Pisapia sarà affidato lo stesso ruolo per due recite mentre Ainhoa Arteta e Donata D’Annunzio Lombardi saranno impegnate nella parte di Musetta.

La Bohème, che torna in Arena dopo 10 anni, ha avuto finora 8 edizioni con 56 rappresentazioni.



Ultimo titolo in cartellone Turandot con 5 recite (13,17,24,27,30 agosto). L’opera, che è la più eseguita in Arena tra quelle di Puccini con 13 edizioni e 103 rappresentazioni, si potrà vedere nell’allestimento degli artisti russi Yuri Alexandrov (regia) e Viacheslav Okunev (scene e costumi) che ha debuttato con successo nell’estate 2003. Accanto ad Andrea Gruber e Giovanna Casolla che si alterneranno nel ruolo della Principessa di gelo, torna José Cura che sarà Calaf per tutte le recite mentre Liù sarà interpretata da Hui He e Maya Dashuk. I complessi artistici areniani saranno guidati dal maestro cinese Lü Jia.



Inoltre il Festival offrirà – come ogni anno – alcune serate di balletto nel mese di agosto (12-13-17 e 20) al Teatro Romano di Verona che vedranno impegnato il Corpo di ballo areniano diretto da Maria Grazia Garofoli in uno spettacolo ispirato a William Shakespeare con coreografia della stessa Garofoli.



Per il quarto anno consecutivo UNICREDIT è Sponsor Ufficiale del Festival.



Ulteriori informazioni sul Festival Lirico 2005, anche relativamente ai prezzi dei biglietti e alle modalità di acquisto si possono trovare sul sito Internet www.arena.it o telefonando al numero 045/8005151.

Sullo stesso sito Internet dal prossimo mese di giugno si potrà conoscere il calendario del Festival Lirico 2006 che si inaugurerà il 24 giugno con un nuovo allestimento di Cavalleria Rusticana e Pagliacci cui seguiranno Aida, Carmen, Tosca (nuovo allestimento) e Madama Butterfly.



Intanto, sono in uscita, per SONY il DVD della “Corona di Pietra”, spettacolo che ha visto lo scorso anno il ritorno di Placido Domingo in Arena e, per TDK Madama Butterfly, sempre del 2004 nell’edizione curata da Franco Zeffirelli. Ambedue le produzioni sono state realizzate in collaborazione con la RAI.



Non solo Arena



Quest’anno l’estate musicale non si svolgerà solo in Arena e molte sono le novità che affiancheranno le 50 serate d’opera sotto le stelle nel più grande teatro all’aperto del mondo.



In occasione delle recite de La Gioconda il Teatro Filarmonico, sede della stagione invernale di Lirica, Balletto e Concerti della Fondazione Arena, ospiterà il 26 luglio uno spettacolo di grande interesse: la prima esecuzione moderna dello “Scherzo comico” in un atto Il Parlatore eterno di Ponchielli e, dello stesso autore, la Cantata A Gaetano Donizetti per soli, coro e orchestra scritta in occasione delle solenni onoranze rese nel 1875 al grande musicista bergamasco.



Grande spazio viene dato alla musica sacra che - come avviene in molte importanti città europee sedi di festival - sarà presente nelle più belle chiese e basiliche veronesi, dal Duomo a Santa Anastasia, da San Nicolò a San Tommaso Cantauriense, dove suonò il giovane Mozart: nei mesi di luglio e agosto questi luoghi così pieni di fascino e di memorie ospiteranno, nelle ore precedenti lo spettacolo lirico, una serie di “Concerti Spirituali” che vedranno, accanto al repertorio di celebri compositori, musiche rare attinte anche presso fonti della Biblioteca Capitolare di Verona, la più antica d’Europa e una delle più importanti del mondo, allo scopo di valorizzare un così prezioso giacimento culturale con l’immediatezza dell’esecuzione per il grande pubblico.

Ai “Concerti Spirituali” si affiancano tre preziosi appuntamenti con il canto gregoriano e le sue suggestioni: la Nova Schola Gregoriana diretta da Alberto Turco sarà presente nella Basilica di Santa Anastasia con “E non sarà più notte”, un concerto con temi in comune con La Bohème pucciniana, nel Duomo di Verona il 15 agosto con un programma dedicato a Maria Vergine nel giorno dell’Assunzione mentre la Basilica di San Zeno, che custodisce tra l’altro uno spettacolare trittico di Andrea Mantegna, ospiterà “Sui fiumi di Babilonia”, un concerto con evidenti riferimenti al Nabucco che si rappresenta in Arena.



Sempre in ambito sacro va annunciato un prestigioso impegno che coinvolgerà i complessi artistici areniani nel 2006 quando dal 16 al 20 ottobre si svolgerà a Verona il IV Convegno Ecclesiale Nazionale: per quell’occasione, in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana la Fondazione Arena di Verona ha commissionato al grande musicista polacco Krzysztof Penderecki un oratorio sul tema della Resurrezione.



L’Orchestra dell’Arena di Verona alla Biennale di Venezia



Prosegue la collaborazione con la Biennale Musica: anche quest’anno l’Orchestra dell’Arena sarà impegnata per un importante appuntamento a Venezia dove terrà un concerto diretto da Luca Pfaff l’8 ottobre al Teatro la Fenice per il Festival di Musica Contemporanea. In programma musiche di Silvia Colasanti, Yuasa Yoji, Yannis Xenakis, Pascal Dusapin e Giacinto Scelsi.

Stagione 2005 all'Arena di Verona
 - Evento segnalato da: www.inagenda.info

_______________________Aida
Comune di VERONA - VR
Arena Il 23-06-2005
alle ore 21:15


Questo evento è inserito nel cartellone:
Programma stagione areniana 2005

Direttore Daniel Oren
Regia Franco Zeffirelli
Scenografia Franco Zeffirelli
Costumi Anna Anni
Coreografia Vladimir Vassiliev

___________________Interpreti

Il Re Marco Spotti

Amneris Tichina Vaughn

Aida Micaela Carosi

Radames Piero Giuliacci

Ramfis Vitalij Kovaliov

Amonasro Ambrogio Maestri

Un messaggero Carlo Bosi

Sacerdotessa Antonella Trevisan

Prima ballerina ospite Myrna Kamara

Primo ballerino Giovanni Patti

Per Informazioni:


Telefono : 045-8005151

Sito WEB : http://www.arena.it

e-Mail : ticket@arena.it
 
Evento segnalato da: InAgenda.info
______________Nabucco
Comune di VERONA - VR
Arena Il 24-06-2005
alle ore 21:15


Questo evento è inserito nel cartellone:
Programma stagione areniana 2005

Direttore Vjekoslav Sutej
Regia Graziano Gregori
Scenografia Graziano Gregori
Costumi Carla Teti
Coreografia Aurelio Gatti

:::::::::::::::::::::Interpreti

Nabucco Alberto Gazale

Ismaele Nazzareno Antinori

Zaccaria Giacomo Prestia

Abigaille Andrea Gruber

Fenena Chiara Chialli

Gran Sacerdote di Belo Francesco Palmieri

Abdallo Antonio Feltracco

Anna Cristina Pastorello

________________Per Informazioni:

Telefono : 045-8005151

Sito WEB : http://www.arena.it

e-Mail : ticket@arena.it

Evento segnalato da: InAgenda.info
Programma stagione areniana 2005
Comune di VERONA - VR
Arena Il 01-01-2005
Questo evento è inserito nel cartellone:
Calendario Arena 2005

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Evento seganalto da: InAgenda.info www.inagenda.info
______ARENA DI VERONA 2005 SUMMER
Questo evento ha in cartellone:


Gioconda - il 17-06-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 18-06-2005 a VERONA - VR Aida - il 23-06-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 24-06-2005 a VERONA - VR Gioconda - il 25-06-2005 a VERONA - VR Aida - il 26-06-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 01-07-2005 a VERONA - VR Gioconda - il 02-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 03-07-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 08-07-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 09-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 10-07-2005 a VERONA - VR Gioconda - il 12-07-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 13-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 14-07-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 15-07-2005 a VERONA - VR Gioconda - il 16-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 17-07-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 19-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 20-07-2005 a VERONA - VR Gioconda - il 21-07-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 22-07-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 23-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 24-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 27-07-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 28-07-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 29-07-2005 a VERONA - VR Gioconda - il 30-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 31-07-2005 a VERONA - VR Aida - il 04-08-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 05-08-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 06-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 07-08-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 12-08-2005 a VERONA - VR Turandot - il 13-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 14-08-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 16-08-2005 a VERONA - VR Turandot - il 17-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 18-08-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 19-08-2005 a VERONA - VR La Bohème - il 20-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 21-08-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 23-08-2005 a VERONA - VR Turandot - il 24-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 25-08-2005 a VERONA - VR Nabucco - il 26-08-2005 a VERONA - VR Turandot - il 27-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 28-08-2005 a VERONA - VR Turandot - il 30-08-2005 a VERONA - VR Aida - il 31-08-2005 a VERONA.