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| COMUNICATO STAMPA Domenica 29 novembre 2009 ore 11.00 Teatro Manzoni via Manzoni, 42 PRIMA EUROPEA dai successi di Broadway una pièce musicale con un cast eccezionale A NIGHT IN THE OLD MARKETPLACE di e con FRANK LONDON Special Guest: VINICIO CAPOSSELA adattamento teatrale e testi Glen Berger regia Alexandra Aaron luci Solomon Weisbard video Kate Howard voce recitante Vinicio Capossela voci Manu Narayan Charlotte Cohn Lorin Sklamberg Steven Hrycelak Melinda Blake tromba, tastiere Frank London fisarmonica Carmen Staaf chitarra, banjo, mandolino Brandon Seabrook tuba, contrabbasso Ron Caswell batteria Aaron Alexander Con un cast eccezionale, da Vinicio Capossela alla star di Broadway Charlotte Cohn, domenica 29 novembre, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano “Aperitivo in Concerto” porterà in scena un'affascinante pièce di teatro musicale, già andata in scena con grande successo a Broadway, ideata come celebrazione della cultura ebraica, di quell'yiddishkeit che ha contribuito a fare grande la tradizione mitteleuropea e che è stata cancellata dalla Shoa. Il ben noto trombettista e compositore americano Frank London, infatti, porta sul palcoscenico del Teatro Manzoni A Night in The Old Marketplace, straordinario musical applauditissimo negli Stati Uniti, dove è stato recentemente presentato. Incantevole e trascinante lavoro di teatro musicale, A Night in The Old Marketplace mette in scena un racconto fantastico (Bay nakht oyfn altn mark) dello scrittore Isaac Leib Peretz (1852-1915), una fra le massime figure della letteratura yiddish, avvalendosi di un commento musicale di grande espressività ed efficacia, fra Kurt Weill e Tom Waits, che si avvale di un amalgama di tradizionali musiche ebraiche come il klezmer rilette con un orecchio rivolto alla contemporaneità, ma anche dell'apporto di eccellenti strumentisti e di alcuni fra i più importanti interpreti vocali sulle scene del teatro musicale americano, come Manu Narayan (protagonista di Bombay Dreams) e Charlotte Cohn (la Musetta de La Bohème a Broadway del celebre regista Baz Luhrmann) Nonché di un narratore d'eccezione, Vinicio Capossela, di uno fra i più acclamati librettisti dei nostri giorni, Glen Berger, e di una fra le più affermate registe teatrali americane, Alexandra Aron. Il risultato è uno spettacolo coinvolgente e di fortissimo impatto che, attraverso la rievocazione della vita delle popolazioni ebree nell'ottocentesco Est europeo, ci offre il colorito e drammatico spaccato di una profonda e sofisticata cultura il cui amore e rispetto per la vita ha saputo resistere alle sofferenze della persecuzione, donando alla nostra civiltà una indimenticabile lezione di tolleranza e civiltà. FRANK LONDON Frank London, trombettista e compositore di fama, ha intrapreso da qualche anno una brillante carriera solistica aprendo i confini del klezmer ad altre sonorità. Si esibisce regolarmente con i Klezmatics e The Hasidic New Wave. La sua carriera è veramente impressionante: ha suonato con John Zorn, LL Cool J,Mel Tormé, Lester Bowie's Brass Fantasy, LaMonte Young, They Might Be Giants, David Byrne, Jane Siberry, Itzhak Perlman, Ben Folds 5, Mark Ribot e GalCosta. La sua tromba è presente in più di 80 dischi. E’ stato tra i cofondatori dei gruppi Les Miserables Brass Band e della Klezmer Conservatory Band. VINICIO CAPOSSELA Vinicio Capossela nasce il 14 dicembre 1965 ad Hannover, in Germania. Arriva presto in Italia e dopo una breve esperienza al Conservatorio e un precario impiego come suonatore di piano su navi, night club di riviera e pub newyorkesi, incontra Francesco Guccini e il produttore Renzo Fantini. E' il 1990 e per Capossela è il primo contratto discografico, dal quale nasce All'una e trentacinque circa, album che vanta il premio come migliore opera prima, assegnatogli dal Club Tenco. L'anno successivo esce il secondo album, Modì, che porta l'artista in tutta Italia con il suo primo tour. Le continue conferme che fioccano sulla sua vita artistica gli danno nuovi stimoli, e nel 1994 nasce il terzo album, Camera a sud. Nella primavera del 1996, inizia le registrazioni del quarto album, Il ballo di San Vito, la cui promozione sarà motivo di due grandi concerti a Roma e Milano, nei quali Capossela si avvarrà del contributo musicale del chitarrista Marc Ribot. Liveinvolvo è il titolo del suo quinto album registrato con il supporto musicale della Kocani Orchestra, mentre il 6 ottobre del 2000 esce il sesto album Canzoni a Manovella, da lui stesso prodotto con la collaborazione di Pasquale Minieri. Quest'ultimo album vanta la partecipazione di grandi nomi, tra i quali Marc Ribot, Ares Tavolazzi, Roy Paci. Dopo la raccolta L'indispensabile (2003) esce nel 2006 l'album Ovunque proteggi per il quale Capossela vince il premio Tenco. L'ultimo lavoro si intitola Da solo (2008), è in uscita Solo Show Alive. MANU NARAYAN Manu Narayan, attore e musicista americano di origini indiane, nasce a Pittsburgh, Pennsylvania, il 16 agosto 1973. Sebbene apprezzato compositore e ottimo sassofonista particolarmente versato nella sofisticata cultura musicale carnatica, Narayan è conosciuto soprattutto come interprete teatrale. Fra i protagonisti del film The Love Guru (con Mike Myers, Jessica Alba e Justin Timberlake), ha ottenuto grande successo come interprete principale del musical di Andrew Lloyd Webber Bombay Dreams. Esibitosi per Hillary Clinton, Tony Blair e la regina Elisabetta II, Narayan ha collaborato con Cindy Lauper ed ha recitato in numerosi serial televisivi come The Sopranos, Law & Order: SVU, Lipstick Jungle, Cashmere Mafia (diretto da Spike Lee). CHARLOTTE COHN Nata a Copenhagen ma cresciuta a Gerusalemme, Charlotte Cohn ha studiato recitazione presso il celebrato Actors Studio di New York. La sua prima esperienza professionale la vede affiancare un attore come Elliott Gould in One Hundred Gates, al Jewish Theatre di New York. Viene chiamata poco dopo dal noto regista Baz Luhrmann (Moulin Rouge, Romeo + Julia) a interpretare il ruolo di Musetta per la prima produzione de La Bohème a Broadway. E' stata inoltre acclamata co-protagonista di Happy End di Kurt Weill nel 2006 per l'American Conservatory Theatre ed ha partecipato alla prima esecuzione di A Night in The Old Marketplace di Frank London. Assieme al marito, l'attore e drammaturgo Jason Odell Williams, ha fondato una propria compagnia di produzioni teatrali, la Bandwagon Prod. LORIN SKLAMBERG Lorin Sklamberg è la voce solista dei Klezmatics sin dalla fondazione del celebre gruppo, verso la metà degli anni Ottanta. Presente in oltre cinquanta incisioni, ha collaborato con artisti quali Itzhak Perlman, Don Byron, Uri Caine, Matt Darriau, Frank London, Rob Schwimmer, Jane Siberry, Marc Cohn, Tony Kushner, Moxy Früvous, i Western Wind. Ha interpretato e insegnato la cultura musicale yiddish in quasi tutto il mondo, da Maui a Buenos Aires, da San Pietroburgo a Londra, Kiev e Parigi. Studioso e organizzatore oltre che eccezionale cantante, è stato per quattordici anni a capo dell'organizzazione Living Traditions, che ha contribuito a fondare: con essa ha partecipato alla creazione di KlezKamp, manifestazione dedicata alla cultura yiddish. E' inoltre ricercatore per l'YIVO Institute for Jewish Research. STEVEN HRYCELAK Steven Hrycelak ha studiato presso la Yale University e la Indiana University. Da vari anni fa parte della compagnia della Indiana University Opera; fra i suoi ruoli: Sparafucile in Rigoletto, Zuniga in Carmen, Fiorello ne Il Barbiere di Siviglia, Dottor Bombasto in Arlecchino, William Williamson in A Wedding di William Bolcom. E' inoltre attivo anche sulla scena musicale non teatrale, partecipando a gruppi vocali come NY Virtuoso Singers, NY Choral Artists, Choir of St. Ignatius Loyola, Equal Voices. MELINDA BLAKE Melinda Blake ha partecipato alla prima mondiale di A Night in the Old Marketplace al Prince Music Theatre di Philadelphia. Dopo studi alla University of Michigan, ha fatto parte delle compagnie di Fiddler on the Roof, High School Musical (New World Stages), Ella Minnow Pea (Manhattan Theatre Club), My New York (Vital Theatre), oltre ad avere interpretato i ruoli di Maria in West Side Story, di Jan in Grease, di Joanie in The Full Monty e di Fraulein Kost in Cabaret. CARMEN STAAF Carmen Staaf ha studiato presso il New England Conservatory sotto la guida di Danilo Perez e di Bob Brookmeyer, esibendosi inoltre con James Moody, Johnny Griffin, David Baker e George Cables. Ha collaborato con Bob Brookmeyer, George Garzone, Stefon Harris, Dave Liebman, Rufus Reid e Ernestine Anderson. Attualmente fa parte del gruppo guidato dal clarinettista Michael Winograd, leader del gruppo musicale klezmer Khevre, con cui s'è esibita a New York e in altre parti degli Stati Uniti. Ha lavorato con altri gruppi klezmer come Klezmer Conservatory Band e Susan Watts & Fabulous Shpielkehs. Leader dello Staaf Quartet, svolge anche attività di compositrice e suoi brani sono stati interpretati da Ran Blake e dalla Seattle Women's Jazz Orchestra. La Staaf è inoltre docente presso il Berklee College of Music di Boston. Laureatasi anche in antropologia con il massimo dei voti, ha trascorso lunghi periodi a Cuba e nei Caraibi per studiare le locali tradizioni musicali. BRANDON SEABROOK Brandon Seabrook si è diplomato presso il New England Conservatory of Music di Boston e attualmente risiede a Brooklyn, NY. Apprezzatissimo dalla critica internazionale per il suo virtuosismo e la sua originalità d'approccio al banjo e alla chitarra, s'è esibito in tutti gli Stati Uniti e in Europa. Ha collaborato con artisti quali Roswell Rudd, Anthony Coleman, Min Xiao-Fen, Roger Miller, Jack Wright, Jessica Pavone e molti altri. Ha inciso con gruppi quali Naftule's Dream e Sadawi del trombettista Paul Brody RON CASWELL Nato a Trenton, NJ, Ron Caswell ha studiato al Mannes College of Music. Ha collaborato con The New York City Opera, New Jersey Symphony, Little Orchestra Society, Orchestra of St. Lukes e con gruppi quali Our State Fair, Flying Karamazov Brothers, Slavic Soul Party!, Frank London's Klezmer Brass All-Stars e molti altri. Ha inoltre lavorato a lungo nell'ambito della musica latinoamericana e collabora con numerosi gruppi rock newyorkesi, fra i quali i KNOBS! AARON ALEXANDER Aaron Alexander ha studiato nella natia Seattle sotto la guida di Jerry Granelli, Jay Clayton, Julian Priester, James Knapp e Randy Halberstadt, perfezionandosi con Dave Holland, Marvin Smith, Anthony Davis, Muhal Richard Abrams, Pat LaBarbera e prendendo lezioni private dallo stesso Granelli, da Sam Ulano, Gerry Hemingway, Bob Moses, Joe Morello, Victor Lewis, Woody Pierce e Mike Clark. Esordisce professionalmente con la Composers and Improvisors Orchestra diretta da James Knapp, collaborando così con Julian Priester, Hadley Caliman, Marc Seales e altri. A Seattle fonda il gruppo Timebone nel 1988, con J. Anthony Granelli, Arnold Hammerschlag e Briggan Kraus. Collabora poi con il duo di Jay Clayton e James Knapp e lavora in contesti interdisciplinari con artisti quali Stuart Dempster, Skinner Releasing Dance Company, Roberta Maguire, Andy Shaw & Christian Swenson, Bert Wilson, Julian Priester. Nel 1993 si trasferisce a New York, collaborando con Brad Shepik e Briggan Kraus, Burton Greene e Perry Robinson, Sex Mob, Chris Speed, Peter Epstein, Curtis Hasselbring e altri. Collaboratore dei Klezmatics, è anche il batterista del gruppo fondato da Frank London e Greg Wall, Hasidic New Wave. Lavora poi con il gruppo Klezmerfest! e con la Klezmer Brass All Stars di Frank London. Ha collaborato anche con David Krakauer, Dave Tronzo, Anthony Coleman, Wayne Horvitz e molti altri, oltre a essere leader di propri gruppi come la Raggedy Time Band. A proprio nome ha inciso per la Tzadik di John Zorn Midrash Mish Mosh. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| Roland Seven 05 novembre alle ore 0.40 OGNI GIOVEDI sera aperitivo all' "EXQUISITE SHU" una serata tutta da…scoprire!!! Ingresso ore 19:00 all'aperitivo con ricco buffet fino alle ore 22:00; omaggio UOMO-DONNA IN LISTA PARADISE La serata inizia alle 22:30. Vi aspettiamo per passare un giovedi all’insegna del divertimento!!! INFO E PRENOTAZIONI 340/4819213 RONNY _______________________ vi faccio fare 2 risate : barzelletta :-) Ci sono tre ragazzi di nomi:Niente,Nessuno,Cretino. Stanno su un treno Niente di butta, Nessuno lo vede e Cretino chiama i carabinieri"Pronto" "pronto carabinieri, Niente si è buttato dal treno e Nessuno l'ha visto" disse Cretino allora i carabinieri risposero"ma tu 6 imbecille o ritardato?" rispose alora"No sono Cretino" |
| Andrea HappyHour Marilyn 11 novembre alle
ore 16.06 Rispondi venerdi MARILYN ROMA: aspettando CRISTIAN MARCHI sabato MARILYN ROMA: serata LOLLI POPS party__10 marilyn monroe vestite a tema nel nostro superprivee__scenografie e sorprese__ domenica CENTRALE: l'aperitivo piu chic di Roma, ingresso in lista 10e-privee 20 a pers+ cena offerta_abbigliamento elegante venerdi 27/11 MARILYN ROMA : CRISTIAN MARCHI__solo su prevendite 20uomo e 15donna e privee 40e a pers INFO PRENOTAZIONI: ANDREA HAPPYHOUR 389/1808418 andreamico@hotmail.it |
| Consorzio Cantiere
Cuccagna presenta Slam Poetry Aperitivo e gara di poesia per sostenere la raccolta fondi Cascina Cuccagna - via Muratori - dalle ore 19.00 Milano, venerdì 30 ottobre – In Cascina Cuccagna, all'interno della tensostruttura, alle ore 19.00 ci sarà una gara di Slam Poetry per raccogliere fondi e sostenere il recupero architettonico della Cascina. Otto poeti si sfideranno a colpi di rima per aggiudicarsi il consenso della giuria composta da cinque persone estratte a sorte dal pubblico. Al vincitore una corona d'alloro e un certificato di Contadino Urbano. Per tutta la serata sarà possibile avere informazioni relative al Progetto Cuccagna e acquistare certificati di sottoscrizione pubblica del valore di 250 euro. Programma: Ore 19.00 aperitivo (quota di partecipazione 10 euro) A seguire Slam Poetry Contest Per informazioni e prenotazioni: info@cuccagna.org / 02 54118733 (da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00) Ufficio stampa Consorzio Cantiere Cuccagna: Paola Tierri ufficiostampa@cuccagna.org www.cuccagna.org Tel. 02 54118733 |
| COMUNICATO STAMPA Teatro Manzoni Via Manzoni, 42 Domenica 8 novembre 2009 ore 11.00 MIROSLAV VITOUS REMEMBERING WEATHER REPORT feat. Franco Ambrosetti & Michel Portal contrabbasso Miroslav Vitous clarinetto Michel Portal tromba e flicorno Franco Ambrosetti, sassofoni soprano e tenore Gary Campbell batteria Nasheet Waits Domenica 8 novembre, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni (via Manzoni, 42 – Milano), “Aperitivo in Concerto” presenta Remembering Weather Report, progetto musicale che il grande contrabbassista Miroslav Vitous, fra i fondatori proprio del celebre gruppo Weather Report, ha dedicato alla musica dello storico complesso. Il gruppo di Vitous annovera oggi due ospiti di riguardo: l’autorevole trombettista Franco Ambrosetti, tra i nomi più blasonati del jazz europeo, e lo straordinario clarinettista Michel Portal, artista di spicco non solo nel campo dell’improvvisazione ma anche in quello accademico. MIROSLAV VITOUS Miroslav Ladislav Vitous (cognome originale Vitouš, nato il 6 dicembre 1947) è nato a Praga. Inizia lo studio del violino all’età di sei anni, pianoforte a dieci anni, e contrabbasso a quattordici. Uno dei primi gruppi da lui guidati è il Junior Trio, con il fratello Alan alla batteria e un altro musicista ceco, presto anch’egli famoso, Jan Hammer, alle tastiere. Vitouš studia al conservatorio di Praga e vince successivamente un concorso internazionale a Vienna, ottenendo una borsa di studio per la Berklee College Of Music di Boston. Il virtuosismo di Vitous nell’ambito del contrabbasso ha spinto molti critici ad affiancarlo a strumentisti del calibro di Scott LaFaro, Dave Holland, Niels-Henning Ørsted Pedersen e Christian McBride. Un esempio rappresentativo del suo talento è il disco Now He Sings, Now He Sobs (1968), a nome di Chick Corea al pianoforte: vi sono evidenti il forte senso ritmico, le innovative linee di walking bass ed un originale uso dell’improvvisazione. Il suo primo disco solista, Infinite Search (1969), presenta nella formazione musicisti chiave per quello che sarà successivamente il movimento cosiddetto fusion: John McLaughlin, Herbie Hancock e la già nota icona del jazz, il sassofonista Joe Henderson. Uno dei membri fondatori del gruppo Weather Report lascia il gruppo dopo tre anni e fonda il Miroslav Vitous Group con John Surman, Kenny Kirkland e Jon Christensen, con il quale registra 3 album per la ECM. Direttore per tre anni del Jazz Department presso il New England Conservatory di Boston, ha lavorato anche con Freddie Hubbard, Miles Davis, Enrico Rava e Jan Garbarek. Nel 1988 fa ritorno in Europa per concentrarsi sulla composizione, senza però smettere di esibirsi in concerti e festival. FRANCO AMBROSETTI Franco Ambrosetti (Lugano, 10 dicembre 1941) inizia a studiare e praticare la musica nel 1952, suonando il pianoforte fino al 1959 e in seguito impara, come autodidatta, a suonare la tromba. Negli ultimi anni si è appassionato anche al flicorno. La sua carriera come musicista professionista inizia nel 1961 e qualche anno dopo, a Zurigo, forma il suo primo gruppo. La sua passione per il jazz e i suoi impegni non gli impediscono però di laurearsi in economia nel 1968, presso l’università di Basilea. Dal 1963 al 1970 lavora con il quintetto del padre, il sassofonista Flavio Ambrosetti, di cui fanno parte anche George Gruntz (pianista e compositore) e Daniel Humair (batterista), con i quali ancora oggi si esibisce. È con questa formazione che nel 1967 debutta negli Stati Uniti al Monterey Jazz Festival. Nel 1972 nasce la George Gruntz Concert Jazz Band, gruppo fondato con il padre e di cui fanno parte George Gruntz e Daniel Humair. Dal 1970 in poi lavora come freelance e incide con musicisti di fama mondiale come Dexter Gordon, Joe Henderson, Phil Woods, Kenny Clarke, Cannonball Adderley, Michael Brecker, Mike Stern, Gato Barbieri, Don Sebesky e molti altri. Come leader ha guidato gruppi di notevole importanza, di cui hanno fatto parte artisti di rilievo come Michael Brecker, Kenny Kirkland, John Scofield, Ron Carter, Bennie Wallace, Dave Holland, Kenny Barron, Victor Lewis, Seamus Blake. Fonda inoltre anche un quartetto con eccellenti musicisti italiani come Alfredo Golino, Antonio Faraò e Dado Moroni. Ambrosetti è a tutt’oggi attivo in Europa e negli Stati Uniti. MICHEL PORTAL Michel Portal è il più inclassificabile tra i grandi solisti europei della seconda metà del 900. Clarinettista e sassofonista di eccelso virtuosismo, ha sempre rifiutato le appartenenze di genere. Subito al vertice della scena accademica francese (celebrate interpretazioni di Mozart, Haydn, Brahms), negli anni ‘50 e ‘60 partecipa al movimento delle avanguardie post-Darmstadt, protagonista in lavori di Stockhausen, Boulez, Kagel, Berio. E’ componente del New Phonic Art, formazione di punta della libera improvvisazione. Parallelamente si dedica al jazz, affascinato da Ellington e dai solisti americani. Ma il suo linguaggio è del tutto originale e contribuisce a sviluppare la free music europea in decine di situazioni e session, suonando con François Tusques, Bernard Vitet, Bernard Lubat, Sunny Murray. I suoi gruppi, battezzati “Unit”, nascono nei primi anni 70, laboratori aperti con formazioni sempre mutevoli. Partecipa a numerose sedute di improvvisazione e lavora con musicisti come Albert Mangelsdorff, John Surman, Steve Lacy, Han Bennink, Dave Liebman, e con tutta la scena francese. Famosi i duetti con Lubat e Jean-Pierre Drouet. Compone moltissime colonne sonore per il cinema, suona accanto a solisti di danza (da ricordare il lungo sodalizio con Carolyn Carlson). Dagli anni 80 dirige diverse formazioni, in particolare il trio con Daniel Humair e Bruno Chevillon. Collabora con Mino Cinelu, Joachim Kuhn, Martial Solal, Jacky Terrasson. Fonda un quintetto assieme a Louis Sclavis. Il successo maggiore arriva con l’ormai celebre duo con il fisarmonicista Richard Galliano, attivo ormai da più di un decennio. Negli ultimi anni Portal si è interessato anche al funk, collaborando con musicisti di Minneapolis vicini all’entourage di Prince. GARY CAMPBELL Il sassofonista Gary Campbell è nato in Indiana ed ha studiato sotto la guida del celebre didatta David Baker. Dopo avere esordito con il chitarrista Ted Dunbar e l’organista Melvin Rhyne, si trasferisce a New York alla fine degli anni Sessanta, dove entra a far parte di Free Life Communications, organizzazione fondata dal sassofonista Dave Liebman per offrire possibilità di lavoro a giovani musicisti di talento; collabora così con John Abercrombie, Michael Moore, Jan Hammer, Bob Moses e molti altri. A New York partecipa ad incisioni con artisti quali Randy Brecker, Adam Nussbaum, Dave Liebman, Andy Laverne, Tom Harrell, Red Rodney, James Moody, George Adams, Hank Crawford, Arturo Sandoval, Conrad Herwig. Nel 1982 si trasferisce a Miami, dove insegna per dodici anni alla University of Miami, prima di occupare una cattedra presso la Florida International University. A Miami collabora inoltre con musicisti di rango quali Lonnie Smith, Ira Sullivan, Chubby Jackson, Andy Laverne, Ignacio Berroa. Apprezzato didatta in tutto il mondo, ha inoltre pubblicato cinque testi di teoria musicale. NASHEET WAITS Nasheet Waits è uno dei batteristi più stimolanti e creativi della sua generazione. In possesso di mezzi tecnici e sfumature timbriche come di rado è dato incontrare, egli ha messo a punto uno stile estremamente originale, caratterizzato dalla mescolanza di flussi poliritmici che sembrano dare vita a delle vere e proprie onde sonore in grado di sottolineare e arricchire la musica dei gruppi cui partecipa. Nato nel 1971 a Manhattan, New York, è stato incoraggiato a suonare la batteria dal padre, il celebre Frederick (Freddie) Waits, grande musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato con molte leggende del jazz, tra cui Ella Fitzgerald, Sonny Rollins, McCoy Tyner, Max Roach. Nasheet Waits si è laureato con lode in Arts in Music presso la Long Island University, e ha inoltre studiato con il percussionista Michael Carvin, al contempo influenzato ovviamente dal padre così come da Max Roach, che lo ha scritturato come membro del suo ensemble di percussioni M’Boom, proprio in sostituzione di Freddie Waits. La prima scrittura di rilievo gli è stata offerta dal sassofonista Antonio Hart, nel cui quintetto ha a lungo militato effettuando tourneé e partecipando all’incisione di tre album. Tra le proprie influenze egli cita Billy Higgins, Art Blakey, Tony Williams, Philly Joe Jones e Billy Hart. Oltre a prendere parte a vari gruppi di Andrew Hill, uno dei quali ha vinto il prestigioso premio danese JAZZPAR nel 2003, Waits è stato un componente del trio di Fred Hersch, nonché del gruppo “Bandwagon” di Jason Moran. Tra le sue altre collaborazioni spiccano quelle con Geri Allen, Mario Bauza, Hamiett Bluiett, Abraham Burton, Ron Carter, Marc Cary, Steve Coleman, Stanley Cowell, Orrin Evans, Stefon Harris, Andrew Hill, Bill Lee, Jackie McLean, The Mingus Big Band, The New Jersey Symphony Orchestra, Greg Osby, Joshua Redman, Vanessa Rubin, Antoine Roney, Wallace Roney, Jacky Terrasson, Bunky Green e Mark Turner. per ulteriori informazioni: Viviana Allocchio Iniziative Speciali Teatro Manzoni Via Marina, 1 20121 MILANO tel.: 02781253 - 02781254 fax: 0276281604 e-mail: viviana.allocchio@fininvest.it Nicoletta Tassan Solet Studiomusica PRESS|PR Via Farini 53 41121 Modena Tel. 059 24 54 86 – 348 64 18 066 Fax 059 235875 e-email: nicoletta.tassan@studiomusica.net skype: nicoletta.tassan INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Biglietti concerto fuori abbonamento 2 novembre Sonny Rollins – Teatro Dal Verme €20/30 + prevendita Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Abbonamento n. 9 concerti €110,00 In vendita alla cassa del Teatro Dal 18 giugno al 25 ottobre 2009 Tel. 02.7636901 Prevendita Dal 27 ottobre 2009-10-07 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
| COMUNICATO STAMPA Lunedì 2 novembre 2009 ore 21.00 Teatro Dal Verme _____ Nelle ultime righe del comunicato c’è una correzione rispetto al testo precedentemente inviato: il batterista Victor Y. See Yuen al posto di Sammy Figueroa. PRIMA DATA ITALIANA SONNY ROLLINS SEXTET sassofono tenore Sonny Rollins trombone Clifton Anderson chitarra Bobby Broom basso Bob Cranshaw batteria Kobie Watkins percussioni Sammy Figueroa Lunedì 2 novembre, alle ore 21.00, eccezionalmente al Teatro Dal Verme di Milano (via San Giovanni sul Muro, 2), si inaugura con un grande evento la 25.ma edizione di “Aperitivo in Concerto”, la rassegna musicale promossa da Mediaset e Publitalia ’80, con la partecipazione di Martini Soda e 3 Italia, che si tiene abitualmente al Teatro Manzoni. In tale occasione, si ripresenta a Milano, dopo un’assenza di oltre diciassette anni, una fra le ultime leggende viventi del jazz, il sassofonista Sonny Rollins, non a caso conosciuto come Saxophone Colossus, artista fra i più grandi del Novecento, innovatore e interprete impareggiabile di uno fra i più significativi linguaggi musicali della nostra contemporaneità. Rollins si ripresenta al pubblico milanese a capo di un sestetto di altissimo livello, con musicisti che collaborano con lui da lungo tempo e che hanno perciò creato un gruppo di straordinaria coesione e di grande affiatamento: il trombonista Clifton Anderson (strumentista che vanta collaborazioni con musicisti del calibro di Frank Foster, McCoy Tyner, Clifford Jordan, Slide Hampton, Stevie Wonder, Dizzy Gillespie, Lester Bowie, Paul Simon, Muhal Richard Abrams, Dionne Warwick); il chitarrista Bobby Broom (già collaboratore di artisti di rilievo come Miles Davis, Max Roach, Al Haig, Kenny Garrett, Art Blakey, Jackie McLean); il bassista Bob Cranshaw (fra i più grandi contrabbassisti viventi, collaboratore di Rollins dal 1959, un protagonista della storia del jazz fin dagli anni Sessanta che ha lavorato e inciso con tutti i più affermati jazzisti degli ultimi quarant’anni: Ella Fitzgerald, Coleman Hawkins, Jimmy Heath, Johnny Hodges, Jackie McLean, Thelonious Monk, James Moody, Lee Morgan, Wes Montgomery, Oscar Peterson, Buddy Rich, George Shearing, Horace Silver, McCoy Tyner, Joe Williams, Dexter Gordon, J. J. Johnson, Wayne Shorter, Bobby Hutcherson); il batterista Kobie Watkins (giovane emergente ma già affermato sulla scena musicale statunitense, dove si è fatto notare per le sue collaborazioni con i migliori musicisti della nativa Chicago e con artisti quali Kurt Elling, Wynton Marsalis, Bobby Broom, Curtis Fuller, Arturo Sandoval, George Coleman, Ira Sullivan, Sonny Fortune); il percussionista Sammy Figueroa (un vero virtuoso, fra i più ricercati percussionisti nelle sale d’incisione newyorkesi, ha collaborato con Miles Davis, i fratelli Brecker, Michel Camilo , Chaka Khan, David Bowie, Mariah Carey). SONNY ROLLINS Affermava Miles Davis, a proposito di Rollins: Sonny era una leggenda, quasi un Dio per i musicisti più giovani. Molti pensavano che suonasse al livello di Bird. Quello che posso dire io è che ci andava molto vicino. Era un musicista aggressivo e innovativo con sempre nuove idee. Mi piaceva tantissimo come strumentista ed era anche un grande compositore. (Ma penso che più tardi Coltrane lo abbia influenzato e gli abbia fatto cambiare stile. Se avesse continuato quello che stava facendo quando lo conobbi, forse sarebbe oggi un musicista anche più grande di quello che è - ed è un grande musicista Rollins ha i primi contatti con la musica a 11 anni, quando prende lezioni di pianoforte e di sassofono; dopo una breve esperienza con il sassofono contralto, passa permanentemente al sax tenore nel 1946, all’età di 16 anni. Entra negli Harlem Rollin’ dove suonano anche Jackie McLean, Arthur Taylor e Kenny Drew, con i quali costituirà una band alle scuole superiori. I suoi genitori provenivano dalle Isole Vergini ed egli amava molto la musica da ballo dei Caraibi: si avvicinò al sassofono nell’era della musica “jump” antecedente al rock and roll e, anche se la sua musica rivela quel passato, Rollins va molto al di là: una sua singola improvvisazione (ed alcune sono molto estese) può sembrare come un veloce cammino a ritroso attraverso la musica popolare dell’Ovest, costruita in modo così eccentrico da risultare quasi astratta. Le sorelle ed i fratelli di Rollins erano tutti studenti di musica accademica, ma uno zio sassofonista, appassionato di blues, conquistò con la sua musica il giovane che assorbì gli stili degli idoli del sassofono degli anni ‘40: da Coleman Hawkins prese la sonorità intensa e l’abilità di muoversi tra gli accordi, da Lester Young la capacità di raccontare storie nel modo più originale, da Charlie Parker tutte le caratteristiche di Hawkins e Young messe insieme sintetizzate in un nuovo, rivoluzionario, linguaggio. Da questo crogiolo ribollente Rollins emerse con un bagaglio unico di sicurezza, velocità, swing e spontaneità inventiva. Anche il pianista Thelonious Monk influenzò molto Rollins, rendendo i suoi assoli più frammentari e melodicamente più imprevedibili, con un’inclinazione a spezzettare il materiale tradizionale e spesso a rovesciarlo. Alla fine degli anni ‘40 aveva raggiunto un livello di bravura tale da poter cominciare a suonare con i musicisti suoi idoli, e con i suoi coetanei che stavano facendo la storia del jazz, tra cui Miles Davis, con cui si sarebbe ritrovato più volte nel corso degli anni. L’ascolto di Oleo, Doxy e Airegin sull’LP Bags’ groove (1954) e dell’album di Thelonius Monk Brilliant corners (1956) dimostra la statura raggiunta da Rollins come strumentista e come compositore: gli standard da lui composti in questi anni restano tra i più famosi e frequentati. Nel 1955 sostituì Harold Land nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach. Negli anni successivi realizzò molte incisioni che lo proiettarono nel firmamento del jazz con la considerazione di miglior sassofonista dai tempi di Charlie Parker. Nella seconda metà degli anni ‘50 registrò, molto spesso insieme a Roach, alcuni dei suoi lavori più importanti: il fondamentale Saxophone Colossus, Tenor Madness (in cui lo si può ascoltare in una spettacolare chase - o gara - con John Coltrane appena approdato al quintetto di Miles Davis), The Freedom Suite. La celebrità che accompagnò Rollins in questo periodo non spense mai il suo innato desiderio di apprendere ed evolversi, un impulso che egli stesso attribuisce alla volontà di competere con i suoi fratelli maggiori. Proprio quando l’avanguardia avanzava si prese due anni di riposo, dal 1959 al 1961, per approfondire i complessi problemi riguardo il rapporto tra improvvisazione e struttura. In quei due anni, egli riprese a studiare lo strumento come se dovesse ricominciare, e per evitare le proteste dei vicini prese ad andare a studiare su un ponte sull’East River, dove talvolta lo raggiungeva Steve Lacy anch’egli alle prese con periodo di riflessione sulla propria musica: Stavo diventando molto famoso a quei tempi, e sentivo di dover migliorare molti aspetti della mia arte. Mi pareva di star ricevendo troppo presto e troppo in fretta, e mi dissi, aspetta un momento, voglio farlo a modo mio. Non volevo lasciare che mi spingessero troppo allo scoperto per poi lasciarmi cadere; volevo prepararmi adeguatamente, e farlo da solo. In quel periodo andavo a studiare sul ponte, il Williamsburg Bridge che era vicino a casa mia perché in quegli anni vivevo nel Lower East Side. Negli anni ‘50 Rollins aveva conosciuto il grande “architetto” del free jazz, Ornette Coleman, e al suo ritorno sotto i riflettori cominciò a lavorare con due importanti sideman di quest’ultimo: il trombettista Don Cherry ed il batterista Billy Higgins. Il risultato musicale fu più libero e avventuroso, ancora segnato, però, dall’energia instancabile con la quale Rollins riusciva ad incatenare, l’una all’altra, nuove idee nel corso di ogni furioso assolo. Rollins incise sei album negli anni successivi al 1961: The Bridge è uno dei più conosciuti ed è così intitolato a ricordo delle sue sedute di studio sul Williamsburg Bridge. Si ritirò nuovamente tra il 1969 ed il 1971 per tornare nel 1972 alla guida di giovani band che, però, eseguivano un jazz più legato ai linguaggi della contemporaneità giovanile. In tempi più recenti Sonny Rollins ha sempre più spesso lasciato emergere gli entusiasmi musicali dei suoi anni giovanili, e molte delle sue registrazioni dello scorso decennio comprendono un funk molto più rilassato e contagioso e ballad romantiche. Ma egli resta un improvvisatore senza pari. In qualsiasi momento, nelle performance dal vivo, Rollins è sempre in grado di lasciare che la sua creatività, ancora vivace e ostinata, attinga alla sua inesauribile riserva di melodia per elaborarla in maniera ammaliante ed imprevedibile. Al Ronnie Scott’s Club di Londra si ricorda ancora un finale di un suo concerto: mentre si accomiatava dal pubblico, di colpo affiorò nella sua memoria una serie di canzoni in stile Tin Pan Alley intitolate Goodnight: proseguì senza accompagnamento per oltre un’ora, quasi senza prendere fiato. Dopo la perdita, due anni fa, della moglie Lucille che gli aveva fatto da agente per più di trent’anni, Rollins ha fondato una propria casa editrice, la Doxy Records, che, nel Gennaio 2007, ha pubblicato il suo primo album di studio da più di cinque anni, Sonny, Please, seguito recentemente da Road Shows, vol. 1. La spinta continua ad elaborare nuova musica traendo ispirazione dalla tradizione fa parte dello spirito jazz, di cui Sonny Rollins è un portavoce folgorante. Tornato ai concerti dal vivo ed all’improvvisazione, ha dimostrato ampiamente negli ultimi anni, anche se ormai quasi ottantenne, di essere ancora il numero uno nello strumento principe del jazz. INGRESSI: biglietto intero €12/15 + prevendita ridotto giovani €8/11 + prevendita Biglietti concerto fuori abbonamento 2 novembre Sonny Rollins – Teatro Dal Verme €20/30 + prevendita Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Abbonamento n. 9 concerti €110,00 In vendita alla cassa del Teatro Dal 18 giugno al 25 ottobre 2009 Tel. 02.7636901 Prevendita Dal 27 ottobre 2009 alla cassa del Teatro Tel. 02.7636901 Numero verde 800-914350 Circuito Ticketone + Call Center 892.101 Posti fissi e numerati Info: Teatro Manzoni via Manzoni, 42 Tel. 02.7636901 info@teatromanzoni.it www.aperitivoinconcerto.com www.teatromanzoni.it/aperitivo Come raggiungere il Teatro: MM Montenapoleone – MM1 San Babila – MM1 Palestro Bus 61 – 94 – Tram 1, 2 |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Aperitivo Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Aperitivo&action=history AperitivoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Con aperitivo si intende l'usanza di ritrovarsi prima della cena per consumare stuzzicchini e cocktail solitamente analcolici o a contenuto alcolico non troppo elevato. Con il termine aperitivo si intende anche, per estensione, il cocktail stesso che si consuma prima del pasto. I più diffusi in tal senso sono il Pirlo, lo Spritz, il Campari, il Rossinio il San Pellegrino. La moda dell'aperitivo è ormai ben radicata in tutta Italia già da diversi anni, e si sta diffondendo anche in altri paesi, quali la Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Croazia e Germania.
L'aperitivo stimola l'appetito [modifica]Molti medici hanno dimostrato che l'aperitivo stimola l'appetito per questo viene bevuto prima dei pasti. Questo liquido, apre lo stomaco e lo prepara ad una buona digestione.
Cenni storici [modifica]L'uso dell'aperitivo era già diffuso in diverse città d'Italia negli ultimi anni del 1800, legato alla moda dei caffè che erano particolarmente attivi in centri quali Milano, Torino, Firenze, Venezia, Roma, Napoli.
L'aperitivo a Milano [modifica]L'aperitivo a Milano è un rito che si diffonde maggiormente negli anni Venti del XX secolo, quando era consuetudine riunirsi prima di pranzo e prima di cena per bere un aperitivo o un bicchiere di vino. I locali del centro città erano i più frequentati; il Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II, all'angolo con Piazza Duomo, si può considerare come il progenitore dell'aperitivo meneghino. Lì infatti venivano serviti insieme ai cocktail a base di Campari anche stuzzichini e altri cibi freddi di accompagnamento alle bevande. Fu imitato in seguito da parecchi altri bar, tra cui la famosa Terrazza Martini, nel grattacielo dall'altro lato di Piazza Duomo. Per decenni il rito dell'aperitivo rimase invariato con pochi cocktail e sostanzialmente patatine, olive e tramezzini come offerta ai clienti. La svolta avvenne con l'introduzione a Milano dell'happy hour, un rito nato negli Stati Uniti negli anni Settanta, che arrivò a Milano nei primi anni Ottanta. Nei paesi anglosassoni l'happy hour prevedeva 1 o 2 ore in coincidenza con l'orario dell'aperitivo serale in cui tutte le bevande costavano la metà. A Milano nella prima metà degli anni ottanta la svolta giunse per merito di due distinti fenomeni; da un lato l'apertura del Cap St. Martin di Vinicio Valdo, "re dell'aperitivo milanese", che rivoluzionò il concetto di bancone proponendo un profluvio di pizze, focacce, verdure e quant'altro. Dall'altro, l'apertura della catena di locali del Tropico Latino, che proponeva una formula in cui il locale poteva essere sfruttato indifferentemente come bar, ristorante, o tutt'e due le cose insieme. Il Tropico Latino introdusse anche cibi caldi di cucina Tex-Mex all'orario dell'aperitivo, ma a pagamento. Alcuni bar imitarono il Tropico Latino, che stava registrando un successo clamoroso, ma offrirono i piatti caldi senza farli pagare.
Nel giro di un anno, i locali che offrivano la possibilità di pasteggiare con antipasti, primi piatti e secondi piatti si diffusero in tutta la città e in particolare nei quartieri storici della night-life ambrosiana: Navigli, Brera, Corso Como. Con l'arrivo degli anni novanta, si può dire che in quasi tutti i bar di Milano l'aperitivo prevedeva l'opportunità di mangiare praticamente gratis e di bere a metà prezzo. Circa a metà degli anni Novanta scomparve quasi ovunque l'happy hour, e tutte le bevande tornarono a prezzo pieno, ma aumentarono ancor di più i piatti di ogni genere serviti agli orari dell'aperitivo. Pochi locali hanno scelto di far pagare anche il cibo, mentre altri, sempre in numero risicato, concedono la possibilità di riempire un piatto di cibo solo una volta per consumazione. Questo anche per dare un limite ai gruppi di giovani che altrimenti hanno la possibilità di cenare gratuitamente in questi locali.
Diffusione nel resto d'Italia [modifica]Nel resto d'Italia l'aperitivo si è diffuso a macchia di leopardo. Cominciò ad essere servito in alcuni locali di Genova, tra cui il Sulfureus, il Baretto e Cavo, di Torino, di Firenze dove ad oggi tutti i locali offrono vari e ricchi buffet. Al Nord è ben diffuso in tutte le città della Lombardia, nelle province ad essa confinanti, e anche in molte località sciistiche delle Alpi, è comunque ormai usanza largamente diffusa in tutto il centro Italia. A Torino, Genova, Verona e Bologna ci sono diversi locali, alcuni dei quali storici, che da anni offrono un aperitivo in grande stile. In Friuli-Venezia Giulia e nella maggior parte del Veneto si continua invece a seguire il rito dell'aperitivo secondo le tradizioni locali, con ottimi vini e pochi stuzzichini.
Attualità [modifica]Va registrato come il rito dell'aperitivo sia diventato ormai dalla seconda metà degli anni Novanta una moda costosa, con l'apertura di alcune decine di locali in zone raffinate, con arredamenti lussuosi, superfici sterminate, selezione all'ingresso, buffet ricchissimi. I prezzi, saliti di concerto al diffondersi della moda hanno reso l'aperitivo un'abitudine costosa in quanto tale, tuttavia molti considerano un ricco aperitivo un degno sostituto di una cena ad un prezzo molto più ragionevole. Anche questo fattore contribuisce a diffondere la moda. Con gli anni è pure cambiato il tipo di cocktail più richiesto e si è formata una "moda del bere". Se a metà anni Ottanta si bevevano ancora Long Island Ice Tea, Whisky con ghiaccio, Campari con il bianco (localmente un tempo chiamato anche mez-e-mez, cioè "mezzo e mezzo", oppure "un campari in due") , Bloody Mary e pochi altri cocktail, intorno al 1987/1988 si affermarono i cocktail sudamericani, portati alla ribalta dal Tropico Latino, e dalla sua prima barista: l'argentina Irma (che oggi gestisce con successo, sempre a Milano, il Paso de los Toros). Si diffusero in meno di un anno i Daiquiri, le Tequila di vario genere, i Margarita e altri cocktail di centro-sud America. Nei primi anni Novanta diventarono di moda i cocktail a base di Vodka, seguiti pochi anni dopo dall'Americano, e dalla riscoperta del Negroni Sbagliato, inventato al Bar Basso di Milano negli anni Cinquanta e in genere chiamato semplicemente "Sbagliato". Oggi i cocktail più diffusi sono proprio lo Sbagliato, i Vodka Martini e i cocktail con succhi di frutta. Si è diffuso negli ultimi cinque-sei anni circa l'offerta di buoni vini al calice al posto dei cocktail.
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