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ANTIGONE DI SOFOCLE DI BERTOLT BRECHT

REGIA DI FEDERICO TIEZZI

Martedì 8 marzo, al Teatro Studio, ore 19.30, Antigone di Sofocle di Bertolt Brecht, regia di Federico Tiezzi. Traduzione di Cesare Mazzonis. Scene di Francesco Calcagnini, costumi Marion D’Amburgo, luci Roberto Innocenti.

Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio Stabile della Toscana.



Antigone secondo Brecht, ovvero il teatro antico quale paradigma della contemporaneità, uno spettacolo che arriva al Teatro Studio dopo il debutto a Prato nell’aprile del 2004 e una lunga tournée italiana.



Scritto nel 1948, dopo il ritorno dall’esilio statunitense, il testo di Brecht, basato su una traduzione di Hölderlin evocativa e visionaria, appare oggi una incisiva testimonianza sulla potenza distruttiva della guerra. La libertà che l’autore si concede rispetto al modello classico è senza limiti: la sacralità che investe l'eloquio dei personaggi nell'originale è laicizzata secondo i canoni dialettici della poetica straniante. Così Creonte diviene un "signore della guerra", Antigone un’eroina ribelle che agisce in nome della pace e Tiresia non è più il “cieco veggente”, ma un “osservatore” acuto e attento.



“Questa Antigone, riscritta da Sofocle - dichiara Federico Tiezzi - mi interessa perché sullo sfondo c’è Hölderlin con la sua traduzione, sublime e di importanza capitale per la grande cultura tedesca moderna. Mi interessa perché mi spinge a lavorare su Sofocle e la tragedia classica; infine mi riporta a un momento cruciale della giovinezza, quando vidi lo spettacolo del Living Theatre, protagonisti Judith Malina come Antigone e Julian Beck nel ruolo di Creonte. Avevo diciassette anni e quel lavoro segnò la mia vocazione in maniera indelebile. Quello che accomuna Brecht agli altri autori sui quali ho lavorato - penso a Pasolini o a Testori, a Bernhard - è l’anti-classicità: tutti sono portatori di valori non ortogonali, anti-accademici. La scrittura di questi autori si pone il problema della ‘scena’, dello stile rappresentativo, non solo letterario. Sono autori, insomma, con i quali posso continuare il mio lavoro di ‘scrittura scenica’, più che di ‘messa in scena’”.

L’analitica lucidità di Brecht si riflette infatti in modo evidente sull’impaginazione scenica dello spettacolo. “L’ambientazione è una scena fissa – dichiara il regista – un obitorio, con letti sui quali stanno cadaveri: sono il coro dei Vecchi di Tebe… sono anche coloro sui quali Creonte domina: un mondo di cadaveri (di morti viventi, o viventi che aspettano con terrore l’arrivo dei guerrieri da Argo). All’interno dell’obitorio avviene la dissezione della tragedia: una dissezione linguistica e strutturale del racconto, un’analisi, una sorta di autopsia che metta a nudo i nervi, i muscoli, i tessuti del racconto tragico”.



In scena Chiara Muti (Antigone), Debora Zuin (Ismene), Sandro Lombardi (Creonte), Alessandro Schiavo (Emone), Giampiero Cicciò (Tiresia), Massimiliano Speziani (Guardiano), Silvio Castiglioni, Marion D’Amburgo, Massimo Grigò, Fabio Mascagni, Lucia Ragni (Coro).




Piccolo Teatro Studio – via Rivoli 6 (M2 Lanza)
Dall’8 al 23 marzo 2005


Antigone di Sofocle

di Bertolt Brecht, traduzione Cesare Mazzonis

regia Federico Tiezzi

con (in ordine di locandina) Chiara Muti, Debora Zuin, Sandro Lombardi

Alessandro Schiavo, Giampiero Cicciò, Massimiliano Speziani

Silvio Castiglioni, Marion D’Amburgo, Massimo Grigò, Fabio Mascagni, Lucia Ragni

scene Francesco Calcagnini

costumi Marion D’Amburgo

luci Roberto Innocenti

Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi, Emilia Romagna Teatro Fondazione,

Teatro Metastasio Stabile della Toscana.



Foto di scena Marcello Norberth



Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Giovedì 10 e mercoledì 16 marzo ore 15.00 e 20.30



Durata 1 ora e ’45 senza intervallo



Prezzi: platea 29,50 euro – balconata 23,50 euro



Per informazioni e prenotazioni: tel. 02 72 333 222 -
www.piccoloteatro.org