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Opere Teatrali Amleto  

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Segnaliamo il debutto della nuova produzione della Compagnia Teatri Possibili, Amleto con la regia di Corrado d'Elia, ultimo capitolo di una tetralogia shakespeariana, dopo Otello, Romeo e Giulietta e Macbeth.

Amleto sarà in scena al Teatro Libero di Milano dal 5 al 31 maggio, tutte le sere alle ore 21.

AMLETO
di W. Shakespeare
progetto e regia di Corrado d'Elia



con: Marco Brambilla, Paola Giacometti, Maurizio Desinan,
Gustavo La Volpe, Roberto Marinelli,
Fabio Paroni, Elisa Pella, Maurizio Suraci, Andrea Tibaldi

Scene di Fabrizio Palla



Racconta di me e della mia causa, non dimenticare....
Sono queste le ultime parole che Amleto morente rivolge ad Orazio, l'amico carissimo, l'unico sopravvissuto della storia.
E questi accoglie la preghiera e ne diventa il testimone.

Col procedere del tempo però, com'è normale, il ricordo si sbiadisce e si deteriora e nella mente di Orazio la vicenda si confonde e si scompone.
In una stanza vuota raccontiamo ma, forse è più esatto dire, ricordiamo la vicenda di Amleto, così come la memoria di Orazio ce la rimanda: una sequenza più o meno logica di quadri in cui i volti e le immagini emergono dal buio con la rapidità di un battito di ciglia.

La scena è una stanza della memoria, claustrofobica e senza via d'uscita.
Le azioni si susseguono al ritmo ossessivo del ricordo, si confondono e si mischiano come avviene nella mente di Orazio, che ci restituisce una storia spezzata, frammentaria, ma colma di umanità.

Dopo il successo degli spettacoli Otello, Romeo e Giulietta e Macbeth, Corrado d'Elia e la Compagnia Teatri Possibili concludono il percorso shakespeariano affrontando uno dei testi più amati, più tradotti e più rappresentati al mondo.
Tutti gli allestimenti sono caratterizzati da messe in scena originali, un linguag gio visivo marcato, essenzialità nelle scelte di scene e costumi, ritmo sostenuto, uso drammaturgico delle luci e della musica e spesso mancanza totale di coordinate spazio-temporali concrete e naturalistiche .
Un percorso verso la frammentarietà, che qui raggiunge il suo apice, con un taglio fortemente cinematografico.

I luoghi dove si svolgono le azioni sono spesso luoghi della mente, dell'immaginario o dell'anima in una logica di labilità del confine tra sogno e realtà.

Amleto

Al Teatro Libero dal 5 al 31 maggio
Orario spettacoli: ore 21.00 – domenica riposo
Biglietti: intero € 15,00 – ridotto € 11,00.
Per informazioni e prenotazioni: 02.83.23.126 – biglietteria@teatripossibili.it

In scena dal 5 al 31 maggio a Teatro Libero

 

Compagnia Teatri Possibili

presenta:

 

AMLETO

 

da W. Shakespeare

 

progetto e regia di Corrado d'Elia

 

con: Marco Brambilla, Paola Giacometti, Maurizio Desinan,

Gustavo La Volpe, Roberto Marinelli,

Fabio Paroni, Elisa Pella, Maurizio Suraci, Andrea Tibaldi

Scene di Fabrizio Palla

Racconta di me e della mia causa, non dimenticare....

Sono queste le ultime parole che Amleto morente rivolge ad
Orazio, l'amico carissimo, l'unico sopravvissuto della storia.

E questi accoglie la preghiera e ne diventa il testimone.


Col procedere del tempo però, com'è normale,  il ricordo si  sbiadisce e si deteriora e nella mente di Orazio la vicenda si confonde e si scompone.

In una stanza vuota raccontiamo ma, forse è più esatto dire, ricordiamo la vicenda di Amleto, così come la memoria di Orazio ce la rimanda: una sequenza più o meno logica di quadri in cui i volti e le immagini emergono dal buio con la rapidità di un battito di ciglia.

La scena è una stanza della memoria, claustrofobica e senza via d'uscita. 
Le azioni si susseguono al ritmo ossessivo del ricordo, si confondono e si mischiano come avviene nella mente di Orazio, che ci restituisce una storia spezzata, frammentaria, ma colma di umanità.

 

Dopo il successo degli spettacoli Otello, Romeo e Giulietta e Macbeth, Corrado d'Elia e la Compagnia Teatri Possibili concludono il percorso shakespeariano affrontando uno dei testi più amati, più tradotti e più rappresentati al mondo.
Tutti gli allestimenti sono caratterizzati da messe in scena originali, un linguaggio visivo marcato, essenzialità nelle scelte di scene e costumi, ritmo sostenuto, uso drammaturgico delle luci e  della musica e spesso mancanza totale di coordinate spazio-temporali concrete e naturalistiche .
U
n percorso verso la frammentarietà, che qui raggiunge il suo apice, con un taglio fortemente cinematografico.

I luoghi dove si svolgono le azioni sono spesso luoghi della mente, dell'immaginario o dell'anima in una logica di labilità del confine tra sogno e realtà.

 

Amleto

Al Teatro Libero dal 5 al 31 maggio

Orario spettacoli: ore 21.00 – domenica riposo

COMUNICATO STAMPA – AMLETO

 

Amleto costituisce l’ultima tappa di una tetralogia shakespeariana  prodotta dalla Compagnia Teatri Possibili, con la regia di Corrado d'Elia. Si tratta di un percorso che si conclude con Amleto dopo aver affrontato Otello, Romeo e Giulietta e Macbeth. L’elemento principale che caratterizza tutti e quattro gli spettacoli è il progressivo distaccamento dai canoni classici e tradizionali di rappresentazione teatrale, ma in modo particolare la ricerca continua e instancabile di una sempre maggiore essenzialità scenica.

 

Il progetto inizia 5 anni fa con Otello, spettacolo visionario ma asciutto, un viaggio onirico tra sogno e realtà, tra luce e ombra. L’azione si svolge in una scena completamente nera, dalla quale emergono visivamente solo due vasche d’acqua in primo piano e un unico elemento scenico forte e importante: un trono mobile, emblema del potere. Il sociale dunque è cancellato; non esiste un luogo, non esiste un tempo preciso, ogni movimento è costruito da silenzi, attese, tensioni e sembra consumarsi lungo una linea di confine tra bene e male, la cui differenza risulta estremamente labile.

 

Seconda tappa di questo percorso è la celebre storia d’amore di Romeo e Giulietta, in cui l’attenzione si focalizza sull'esistenza di una divisione marcata tra due mondi opposti: quello dei ragazzi e quello degli adulti, riprodotta scenicamente da muri umani. Sono due universi che non trovano un canale efficace di comunicazione e tra i quali si instaura quindi uno sfalsamento. I ragazzi vivono avvolti da un'ossessiva musica “trance” e risultano come personaggi neri e neutri, mentre gli adulti sono fortemente caratterizzati da costumi che li portano ad assomigliare a vere e proprie caricature.

 

È Macbeth a costituire il penultimo passaggio di questa tetralogia, uno spettacolo dove tutto è nero, tutto è buio. La dimensione scenica è quella onirica e orrifica di un incubo senza fine, di un inferno sospeso in un luogo non luogo, di una notte che sembra non poter terminare mai. I personaggi sono volti incappucciati, apparizioni sfuggevoli,  che emergono rapidamente dal buio che li circonda per farvi poi subito ritorno.

 

Si giunge così ad Amleto, un viaggio nella memoria di chi ha vissuto la tragica vicenda, ma di chi allo stesso tempo è destinato a dimenticare. La scena si caratterizza di una stanza completamente vuota: la mente, in cui si susseguono immagini continue non necessariamente in un ordine logico. Avviene dunque la cancellazione sistematica di ogni azione, raggiunta a causa del trascorrere del tempo che porta ogni ricordo a farsi fragile, a sbiadirsi e deteriorarsi.

 

Analizzando i quattro spettacoli si rileva la forte presenza di uno sguardo alla contemporaneità, che si costruisce attraverso alcune scelte di regia fondamentali. Innanzitutto  il ricorso ad un linguaggio attuale e lontano dalla traduzioni shakespeariane classiche attraverso un lavoro di riscrittura del testo attuato dalla compagnia stessa. In secondo luogo il taglio è decisamente cinematografico, caratterizzato dal susseguirsi di immagini veloci, senza soluzione di continuità. Infine, alla base delle scelte di allestimento, troviamo l’utilizzo di musica e luci come veicoli di significato, cioè come elementi portanti e fondamentali della narrazione.