Crescendo Ferruccio Amendola ha conservato l'amore per
l'arte e si è dedicato al teatro, dove è apparso
accanto a Walter Chiari, e soprattutto al cinema, non
soltanto come doppiatore. Ha partecipato a un gran numero
di pellicole a basso costo, in particolare i cosiddetti
"musicarelli", dove compariva al fianco del
cantante di turno, in genere nei panni dell'amico del
cuore.
Nel 1959 Amendola ha interpretato il suo ruolo più
importante, quello del soldato De Concini ne "La
grande guerra" di Mario Monicelli. Fra gli altri
film interpretati vale la pena ricordare "La banda
del buco", "Marinai in coperta", "Viaggio
di nozze all'italiana" e "Chissà perché...capitano
tutte a me". Nonostante la sua lunga carriera
cinematografica (a prescindere dalla sua esperienza con
Roberto Rossellini in tenera età, ebbe il primo ruolo di
rilievo nel 1943, a soli tredici anni, con "Gian
Burrasca"), Ferruccio Amendola è diventato un volto
noto per il grande pubblico soprattutto grazie alla
fiction tv. Dopo "Storie d'amore e d'amicizia"
di Franco Rossi, è stato il portinaio di "Quei
trentasei gradini", il barbiere di "Little Roma"
e il dottor Aiace di "Pronto Soccorso".
Anche se l'uomo all'apparenza poteva sembrare chiuso e
scorbutico, Amendola on ha mai gestito la popolarità in
modo egoistico. Si è invece speso sovente per girare
campagne pubblicitarie a scopo benefico come quella del
1996 per Greenpeace e, negli ultimi mesi di vita, a
favore della Giornata dei diritti dell'infanzia.
Naturalmente Ferruccio Amendola è rimasto nei cuori di
tutti per il timbro inconfondibile della sua voce,
prestata praticamente a tutti i grandi di Hollywood degli
ultimi decenni. Lo ritroviamo in "Kramer contro
Kramer", "Un uomo da marciapiede", "Il
piccolo grande uomo" e "Tootsie", come
voce di Dustin Hoffman, senza contare la serie di "Rocky"
e quella di "Rambo" con Sylvester Stallone o il
Robert De Niro di "Taxi Driver", "Toro
scatenato" e "Il cacciatore". Anche un
grande Al Pacino ai suoi esordi ha avuto l'onore di avere
un doppiaggio di Amendola, quando girò "Serpico"
(in seguito Al Pacino verrà doppiato da Giancarlo
Giannini). E a ben pensarci: cosa sarebbero questi attori
senza la voce del grande Ferruccio? Certamente sarebbero
comunque dei miti, ma per noi sarebbero certamente
altrettanto molto diversi. Forse meno umani, meno "caldi",
meno sfaccettati. Tutte caratteristiche che potevano
trasparire, come in un diamante iridescente, solo dalla
voce di Amendola.
L'indimenticabile doppiatore era sposato con Rita
Savagnone, anche lei doppiatrice, da cui ha avuto tre
figli: Claudio, attore come i genitori e altrettanto
famoso, Federico e Silvia. La insieme l'hanno pianto il 3
settembre 2001 quando si è spento a Roma dopo una lunga
malattia. |